ILife

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Inviato da murphy 03/05/2009 @ 12:07

Tags : ilife, apple, computer, high tech

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ILife

Nota: Alcune informazioni si riferiscono alla versione '09 di iLife.

GarageBand è un programma per la creazione di musica (Apple Computer, inc. 2004). Include più di 1000 suoni preregistrati. Per creare la musica basta prelevare i suoni e trascinarli nella finestra principale del programma. Il programma supporta suoni aggiuntivi e si può interfacciare direttamente a strumenti musicali dotati di collegamento MIDI o USB. GarageBand 08 offre anche un'opzione detta Magic GarageBand che permette di accompagnare un pezzo suonato da un'orchestra virtuale con un proprio strumento a scelta oppure cantando.

Per ottenere una reale compatibilità, i programmi sono in grado di manipolare le librerie degli altri programmi senza bisogno del esecuzione del programma proprietario della libreria. Per esempio iMovie è in grado di leggere la libreria di iTunes e di iPhoto senza che i due programmi siano attivi dato che iMovie è in grado di manipolare internamente le librerie degli altri programmi. L'unica eccezione è GarageBand che è in grado di leggere la libreria di iTunes ma non può manipolare le canzoni acquisite dall'iTunes Music Store per questioni di carattere legale.

Tutte le applicazioni funzionano su Mac OS X. Le vecchie versioni di iTunes e iMovie funzionavano solo su Mac OS. Dalla versione 4.1 di iTunes il programma è stato reso disponibile anche per la piattaforma Windows. Questa decisione è stata resa necessaria dalla volontà di Apple di consentire anche agli utenti Windows di accedere al suo negozio di musica on-line.

Le versioni di iDVD precedenti alla 3.0.1 erano disponibili unicamente con i Macintosh dotati di masterizzatore interno SuperDrive. Dalla versione 3.0.1 tutti i Macintosh possono utilizzare iDVD purché rispettino i requisiti minimi di sistema. Inoltre, dall'ultima versione, iDVD supporta anche masterizzatori terze parti.

L'ordine di presentazione dei programmi è il seguente: iMovie, iPhoto, iTunes, iDVD, GarageBand.

Apple originariamente rendeva disponibili gratuitamente iTunes, iMovie e iPhoto tramite il proprio sito internet mentre iDVD era fornito insieme a tutti i computer dotati di SuperDrive. Dopo la presentazione di iDVD Apple creò il nome iLife e presentò il pacchetto vendendolo a 49,95 dollari, sebbene i programmi fossero ancora disponibili tramite internet. Nel Gennaio 2004 Apple presenta GarageBand e le nuove versioni di iDVD, iPhoto e iMovie. Le nuove versioni erano disponibili solo tramite il pacchetto iLife mentre le vecchie versioni erano disponibili tramite internet. Apple decise di regalare iLife insieme a tutti i nuovi computer per fornire agli utenti una dotazione di software insieme al computer.

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Apple

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Apple Inc. (prima del gennaio 2007 nota come Apple Computer, Inc.) è una società con sede a Cupertino, nel cuore di Silicon Valley (California), che dai primi anni Ottanta ha conquistato un posto preminente nella storia dell'informatica. Conosciuta in tutto il mondo grazie alla vasta gamma di computer Macintosh, attualmente il suo nome è associato anche al famoso lettore di musica digitale iPod, con il suo negozio di musica online iTunes Store e all'iPhone, che include un iPod, un cellulare e un palmare. La Apple ha portato più volte grandi innovazioni nel settore dell'alta tecnologia.

Prima di co-fondare la società, Steve Wozniak era un hacker, che nel 1975 iniziò a tenere conferenze al Homebrew Computer Club, ispirato dagli avvenimenti del tempo.

All'epoca, gli unici processori commerciali disponibili erano l'Intel 8080, che costava 179 dollari, e il Motorola 6800 che costava 170 dollari. Wozniak avrebbe voluto utilizzare il Motorola 6800, ma entrambi erano fuori dal suo budget. Perciò, in attesa del giorno in cui avrebbe potuto permettersi una CPU, cominciò a osservare, a imparare e a progettare i suoi computer sulla carta.

Quando la MOS Technologies mise in commercio il suo chip 6502 nel 1976 al modico prezzo di 25 dollari, Wozniak iniziò immediatamente a scrivere una versione del linguaggio di programmazione BASIC per il nuovo processore. Una volta completata, cominciò a progettare un computer sul quale farlo girare. Il chip 6502 era stato progettato dallo stesso team che aveva progettato il 6800, cosa più che comprensibile, dal momento che molti impiegati nella Silicon Valley lasciavano le loro società per formarne di nuove. Il vecchio progetto del computer di Wozniak basato sul 6800 aveva solo bisogno di alcune piccole modifiche per poter utilizzare il nuovo processore.

Una volta completata la macchina, Wozniak prese subito a parlarne durante le sue conferenze al Homebrew Computer Club, dove mostrò per la prima volta il suo sistema. Fu lì che incontrò il suo vecchio amico Steve Jobs, enormemente interessato alla futura applicazione commerciale di queste piccole macchine "da hobby".

Steve Jobs e Steve Wozniak ("i due Steve") erano amici da molto tempo, Jobs riuscì a convincere Wozniak ad assemblare la macchina che aveva progettato e a venderla con lui. Jobs prese contatti con il proprietario di un negozio di computer della zona, The Byte Shop, e gli presentò la macchina. Il proprietario era interessato alla macchina e si impegnò a comprare 50 esemplari del computer pagandoli 500 dollari l'uno, ma non intendeva venderli in scatola di montaggio, li voleva tutti montati. Quindi, per non perdere il contratto, Jobs e Wozniak dovevano assemblare tutti i computer senza però disporre né di una fabbrica né dei soldi necessari per impiantarla.

La macchina era dotata di un paio di caratteristiche interessanti: la prima era quella di poter essere collegata a un televisore. Visto che molti computer dell'epoca non prevedevano nemmeno un dispositivo video, quella era un'innovazione notevole; criticabile fu la lentezza del video, soltanto 60 caratteri per secondo. La macchina si chiamava Apple I (1976) e includeva delle ROM da dove caricava il codice all'accensione: questo rendeva molto semplice l'accensione della macchina. Spinto dall'insistenza di Paul Terrell, Wozniak progettò anche un modulo per interfacciare il computer a un lettore a cassette per caricare e salvare i programmi. Il lettore era molto rapido (per l'epoca): leggeva e scriveva 1200 byte per secondo. Il pregio dell'Apple I era la semplicità: era un computer discretamente potente, ma Wozniak era riuscito a progettarlo utilizzando pochi componenti (rispetto ai computer concorrenti) quindi era relativamente economico. La capacità di Wozniak di semplificare un circuito elettronico per ridurne i costi è leggendaria, e buona parte di questa leggenda è dovuta proprio al progetto dell'Apple I e dell'Apple II (1977).

Dopo essersi associati con un altro amico, Ronald Wayne, i tre iniziarono a costruire le macchine. Per trovare i soldi per acquistare i pezzi usarono qualsiasi mezzo (compreso vendere la calcolatrice scientifica HP di Wozniak e il furgoncino Volkswagen di Jobs) e sequestrarono il garage alla famiglia di Steve Jobs, dove assemblarono i computer. In giugno riuscirono a consegnare i computer che vennero regolarmente pagati. È singolare notare che i computer vennero forniti senza telaio. Chi acquistava il computer poi doveva provvedere in proprio alla realizzazione dell'alloggiamento; vi sono fotografie dell'epoca, infatti, che mostrano l'Apple I contenuto in una scatola di legno. Alla fine vennero costruiti 200 Apple I.

Intanto Wozniak stava già pensando al dopo Apple I. Molte delle scelte progettuali del primo computer erano dovute alle limitazioni economiche che Wozniak dovette affrontate durante lo sviluppo del prototipo. Ma ora, dopo il pagamento dei primi computer, Wozniak aveva molti soldi a disposizione e iniziò a progettare l'Apple II, che sarebbe stato un radicale miglioramento del predecessore.

La progettazione della macchina si stava rivelando molto più costosa del previsto e iniziavano a mancare i soldi. Jobs chiese a Wayne di impegnarsi economicamente, ma Wayne, scottato da un fallimento avvenuto quattro anni prima, si rifiutò e decise di uscire dall'azienda. Jobs contattò Mike Markkula il quale, fiducioso nel progetto, investì 250 000 dollari; i tre fondarono la Apple Computer il 1º aprile 1976.

Una delle differenze fondamentali era il circuito TV che era stato totalmente ridisegnato, ora visualizzava i dati contenuti nella memoria del computer e non stringhe di testo inviategli dal processore. L'Apple II era in grado di visualizzare anche grafica, non solo semplice testo, ed era in grado di utilizzare anche dei colori. Jobs insistette per la realizzazione del case e di una tastiera migliori dell'Apple I. L'idea di Jobs era che il computer una volta tirato fuori dalla scatola dovesse essere pronto e funzionante subito, senza software da programmare o parti da montare. Questo computer era effettivamente un grande miglioramento rispetto al computer venduto a The Byte Shop, ma non era ancora completo e bisognava anche scrivere il BASIC per consentire agli utenti di programmarlo.

L'Apple II fu presentato al pubblico il 16 aprile del 1977 durante il primo West Coast Computer Faire.

Con la sua presentazione generalmente si ritiene sia nata l'era del personal computer. Milioni di computer vennero venduti negli anni ottanta. Quando Apple si quotò in borsa generò più ricchezza di quanta ne avesse generata l'IPO della Ford nel 1956 e creò il maggior numero di milionari per compagnia che la storia ricordi.

Vennero prodotti molti modelli della famiglia Apple II, inclusi gli Apple IIe e Apple IIGS, che venivano ancora utilizzati da molte scuole non aggiornate verso la fine degli anni novanta.

Negli anni Ottanta Apple emerse nel mercato dei personal computer. Sull'onda del successo anche un peso massimo come IBM decise di entrare nel mercato e quindi presentò il suo personal computer. Il computer di IBM utilizzava un sistema operativo della Microsoft di Bill Gates. Questo computer, pur essendo inferiore come prestazioni agli avversari, era spinto dalla potenza commerciale dell'IBM e conquistò presto ampie fette di mercato. Il prodotto della IBM era acquistato principalmente dalle aziende, dato l'alto costo e le prestazioni non eccelse.

Molte piccole aziende utilizzavano l'Apple II, ma la compagnia decise che era meglio uscire con una nuova macchina e mise sotto pressione i progettisti per realizzare in tempi rapidi un nuovo computer dedicato al mercato aziendale. I progettisti sfornarono l'Apple III anche se non ne erano pienamente soddisfatti: durante la progettazione erano infatti dovuti scendere a compromessi per questioni di tempo e scelte aziendali. Una delle scelte sbagliate era la mancanza di una ventola per il raffreddamento del computer. È riportato che Jobs si oppose alla ventola ritenendola non elegante. La nuova macchina a causa di questa scelta si rivelò un disastro: si surriscaldava facilmente e molti modelli dovettero essere richiamati. L'Apple III era costoso e malgrado nel 1983 ne fosse introdotta una versione aggiornata, non vendette comunque mai bene.

Nel frattempo vari gruppi di tecnici all'interno di Apple stavano lavorando al completamento di un nuovo computer, basato sulle più avanzate tecnologie allora disponibili, che comprendevano una interfaccia grafica, un mouse, la programmazione orientata agli oggetti e il supporto per le reti informatiche. Questi sviluppatori comprendevano Jef Raskin e Bill Atkinson ed erano spronati da Steve Jobs, che desiderava concentrare tutta l'azienda sullo sviluppo del nuovo computer.

Quando, nel dicembre del 1979, Jobs fu autorizzato dalla Xerox a visitare il Xerox PARC e vide il nuovo sistema Alto, aveva capito che l'informatica stava per subire una nuova rivoluzione. Vedendo quel computer dotato di interfaccia grafica aveva compreso che i computer prodotti all'epoca sarebbero stati sostituiti da nuovi computer più semplici da usare e quindi molto più interessanti per il pubblico. Decise di spronare Apple verso i nuovi computer, nacque dunque il progetto Lisa e il progetto Macintosh. Jobs riuscì ad aver accesso ai laboratori Xerox per tre giorni, grazie a un accordo di prevendita di un milione di azioni Apple prima dell'IPO (~18 milioni di dollari). Quando si presentò nei laboratori trovò però l'opposizione di alcuni progettisti della Xerox, che vedevano Jobs come un pirata che assaltava un vascello pieno di dobloni anche se, in seguito, alcuni andarono a lavorare per Apple. Lisa venne presentato nel gennaio 1983 e costava 10.000 dollari. Come molti dei prodotti che seguiranno, Lisa era un prodotto troppo innovativo per i suoi tempi e troppo costoso per gli utenti a cui era indirizzato. Apple non riuscì a conquistare il mercato e Lisa venne abbandonato nel 1986.

A metà dello sviluppo del Lisa, Jobs decise di defilarsi dal progetto per concentrarsi sul progetto Macintosh, che inizialmente era stato previsto come versione economica del Lisa. L'Apple Macintosh venne presentato nel 1984 con una pubblicità televisiva trasmessa durante il Super Bowl. Questo spot, divenuto celebre, si basava sul romanzo 1984 di George Orwell e sottintendeva un'analogia tra il Grande Fratello e IBM, dove nella parte del liberatore si trovava, ovviamente, il Macintosh. La pubblicità infatti termina con la seguente frase: «On January 24, Apple Computer will introduce Macintosh. And you'll see why 1984 won't be like "1984"» (Il 24 gennaio Apple Computer presenterà il Macintosh. E vedrete perché il 1984 non sarà come '1984'). La liberazione sottintesa è legata alla GUI, che consentirà effettivamente, anche agli utenti non esperti, di utilizzare il computer. Dentro Apple nasce spontaneamente la figura del Mac evangelista, una persona che, convinta della superiorità del Macintosh rispetto agli altri computer, cerca di convincere conoscenti e amici. I primi Mac evangelisti sono infatti alcuni impiegati della società.

Il Macintosh rappresenta dunque la chiave del successo di Apple, sebbene non sia stato il successo commerciale che avrebbe potuto essere. Durante una visita di Bill Gates a Cupertino, Jobs gli mostrò un'anteprima della GUI del Mac. Nel 1985 Microsoft presentò Microsoft Windows, la GUI per i sistemi prodotti da IBM. Sebbene la GUI di Apple fosse notevolmente migliore rispetto a quella prodotta da Microsoft, questa aveva un asso che a Apple mancava. Microsoft era avvantaggiata sul fronte dei prezzi: molte ditte avevano copiato il computer prodotto da IBM e ne avevano realizzato versioni compatibili, ma che costavano meno dell'originale. Quindi, sebbene gli IBM-compatibili fossero tecnologicamente inferiori al progetto Macintosh, essi costavano meno ed erano più diffusi e quindi si accaparrarono ampie fette di mercato.

Microsoft e Windows sono uno dei maggiori successi commerciali della storia del XX secolo; dall'apparizione di Windows, Apple ha sempre perso quote di mercato e non è più riuscita a diventare la numero uno nel settore dei personal computer. Nel 2003 Apple deteneva circa il 5% del mercato dei personal computer, mentre la terza piazza era presieduta da GNU/Linux con la gestione di circa il 2% dei personal computer.

Dopo il fallimento del Macintosh Portable avvenuto nel 1989, venne presentato un nuovo portatile chiamato PowerBook nel 1990. La serie originale, la 1xx, era formata da due prodotti distinti, il PowerBook 100 realizzato in collaborazione con Sony, molto simile a un subnotebook, basato sul vecchio processore Motorola 68000, e i più potenti e completi nella loro configurazione, PowerBook 140 e PowerBook 170. PowerBook stabilì lo standard per tutti i futuri portatili che lo seguirono: introduceva lo schermo posto verticalmente e collegato tramite una cerniera alla tastiera posta orizzontalmente, la trackball e altre innovazioni. Supportava le reti AppleTalk ed era incluso QuickTime che forniva un supporto multimediale. Nel 1994 Apple rivoluziona i Macintosh adottando come processore il PowerPC, creando per l'occasione un consorzio con Motorola e IBM, aziende detentrici della tecnologia utilizzata per creare questo nuovo processore. Il PowerPC era sensibilmente diverso rispetto ai precedenti processori della famiglia 68000, difatti Apple dovette sviluppare uno strato di emulazione per i programmi sviluppati prima del PowerPC.

Dopo una lotta di potere interna alla società col nuovo CEO John Sculley, Jobs è costretto ad abbandonare la società nel 1985 e fondare una nuova compagnia, la NeXT Computer.

Inizialmente l'azienda sembrava molto promettente, sospinta dall'alta tecnologia dei computer costruiti, ma in seguito i suoi computer non riuscirono a vendere e quindi la società si avviò verso il fallimento.

Verso la metà degli anni Novanta, Apple si trovava in crisi di vendite e di idee. Jobs riuscì a convincere il consiglio di amministrazione di Apple ad acquistare la NeXT Computer e a utilizzare NEXTSTEP (il sistema operativo sviluppato da NeXT) come base per le future versioni del sistema operativo Mac OS. Jobs divenne il nuovo CEO e promosse lo sviluppo della linea iMac. Questo modello riuscì a vendere talmente bene da salvare Apple dalla crisi finanziaria e a finanziare lo sviluppo dei computer futuri.

Nel 2000, Apple presenta Mac OS X, il sistema operativo basato su NeXTStep. Questo sistema coniuga la sicurezza e stabilità di un sistema Unix con la semplicità e eleganza tipica dei prodotti Apple. È rivolto sia ai professionisti che agli utenti comuni, a differenza del precedente Mac OS X Server 1.0, che aveva ancora un'interfaccia grafica piuttosto simile a quella di Mac OS 9, introduce una nuova interfaccia grafica conosciuta come Aqua. Con l'introduzione di Mac OS X 10.0, Apple presenta anche l'Ambiente Classic, un programma che consente di emulare il precedente ambiente sul nuovo Mac OS X, per preservare la compatibilità con le vecchie applicazioni. Esso deriva da quello che in Mac OS X Server 1.0 e nella Beta pubblica di Mac OS X veniva chiamato BlueBox, in contrapposizione alla YellowBox, l'ambiente nativo del nuovo sistema operativo e, dicono i rumors, alla RedBox, un emulatore delle API (Application Programming Interface) di Microsoft Windows, simile, nel concetto al progetto WINE. La BlueBox, a differenza dell'Ambiente Classic, emulava l'intero sistema operativo Mac OS 8.6 (o, in seguito, Mac OS 9), su uno schermo separato (o virtuale). Apple rilascia anche le librerie Carbon per consentire agli sviluppatori di portare in modo rapido i vecchi programmi sul nuovo sistema operativo.

Oltre che nel settore dei computer, Apple si è mossa anche nel settore delle periferiche. Uno degli sviluppi più interessanti lo si è avuto nel settore dei Personal Digital Assistant (PDA). Apple nel 1993 rilascia il Newton da un'idea di John Sculley (fu proprio lui a coniare l'acronimo (PDA), un prodotto interessante ma troppo in anticipo per i suoi tempi e quindi con scarso successo commerciale. Nel 1990 era iniziata la corsa inarrestabile di Windows e Apple si era vista ridurre le quote di mercato, che erano passate dal 20% dell'inizio degli anni 90 al 5% della fine del decennio. La compagnia ha dovuto affrontare anche una crisi finanziaria che ha avuto il suo epilogo quando il 6 agosto 1996 Jobs annunciò che Microsoft aveva comprato il 7% circa delle azioni (senza diritto di voto) di Apple, per 150 milioni di dollari. L'acquisto delle azioni era stato subordinato a un accordo che prevedeva l'installazione di Microsoft Internet Explorer su tutti i computer prodotti da Apple. Microsoft sostenne la società annunciando anche che avrebbe continuato lo sviluppo della suite Office per Macintosh. La crisi finanziaria venne successivamente superata e le azioni in mano Microsoft vennero ricomprate, anche se la quota di mercato continua ad assottigliarsi e nel 2004 ha raggiunto il 3%.

Molti dei prodotti recenti includono la tecnologia AirPort. Questa tecnologia serve per costruire reti senza fili. Vengono anche presentati i processori PowerPC G4 e l'iBook. Nel 2002 viene presentato il nuovo iMac G4, dotato di una base semisferica collegata a uno schermo TFT tramite un braccio metallico orientabile. Questo modello è stato dismesso nell'estate del 2004. Il nuovo modello l'iMac G5, basato sul PowerPC G5, è stato presentato il 31 agosto 2004. Questo modello racchiude l'intera logica del computer nello schermo TFT. Il nuovo iMac è uno dei computer più silenziosi e sottili che esistano sul mercato.

Nel maggio del 2001, dopo molte speculazioni, Apple annuncia l'apertura di una linea di propri negozi: gli Apple Store. I negozi vengono creati con due obiettivi fondamentali: evitare un ulteriore riduzione della quota di mercato e fare una seria concorrenza ai prodotti di terze parti, che riducevano i guadagni derivanti dagli accessori. Fino al 2003 gli Apple Store sono stati aperti solo sul territorio statunitense, ma tra il 2003 e il 2004 sono "sbarcati" prima in Giappone (Ginza) e poi nel Regno Unito (Londra, Regent Street). È prevista l'apertura di nuovi store, in Europa, nella prima metà del 2007 ne è già stato aperto uno a Roma.

Nell'ottobre del 2001 Apple presenta l'iPod, un lettore di musica digitale portatile. Essendo basato su un mini hard disk, l'iPod è dotato di una elevata capacità di memorizzazione. Il primo modello è in grado di contenere fino a 5 GB di canzoni. Apple realizza varie revisioni dell'iPod, che lo rendono più piccolo e più leggero. Diventa compatibile anche con Windows e tra i formati sopportati viene inserito anche l'AAC. La capacità viene innalzata fino a 80 GByte e vengono creati migliaia di accessori destinati a svariati usi, tra cui il collegamento allo stereo di casa o all'autoradio delle automobili. Attualmente la gamma di iPod comprende hard disk di 120 GB di capacità.

Apple rivoluziona l'industria musicale con un accordo con le cinque maggiori case discografiche. Questo accordo consente ad Apple di vendere musica attraverso un negozio su Internet. Il negozio si chiama iTunes Music Store e consente di acquistare una canzone per 99 centesimi di dollaro e un intero album per 9,99 dollari. La musica acquistata viene scaricata dal sito e può essere suonata da un iPod, dal computer o masterizzata su CD.

L'iTunes Music Store viene lanciato nel 2003: 2 milioni di canzoni vengono acquistate in soli 16 giorni. È un risultato spettacolare, considerando che solo gli utenti Macintosh americani potevano acquistare le canzoni. Successivamente Apple lancia iTunes per Windows, in modo da consentire anche agli utenti PC-Windows la possibilità di accedere al negozio on-line. Apple progetta di aprire il negozio agli utenti di tutto il mondo e nel 2004 rende il negozio accessibile anche agli utenti canadesi, inglesi, francesi, italiani, austriaci, belgi, finlandesi, greci, lussemburghesi, olandesi, portoghesi, tedeschi e spagnoli.

Nel gennaio 2004 Apple presenta una versione ridotta dell'iPod chiamata iPod mini. È un successo travolgente, la domanda supera di molto le più rosee previsioni e Apple si trova addirittura in difficoltà perché non riesce a produrne abbastanza da soddisfare il mercato.

Nel giugno 2004 Apple presenta iTunes Music Store nel Regno Unito, in Francia, e in Germania. Una versione europea viene lanciata nell'Ottobre dello stesso anno.

L'11 luglio 2004 Apple annuncia di aver venduto la 100 milionesima canzone con iTunes Music Store. L'acquirente della canzone vinse un PowerBook, un iPod da 40 GByte e la possibilità di scaricare 10.000 dollari in canzoni dal sito.

Il 15 ottobre 2004 Apple annuncia la vendita della canzone numero 150.000.000. Nonostante l'avvio di molti negozi di musica on-line da parte dei concorrenti, Apple mantiene una quota di mercato superiore al 70%. Viene anche presentato l'iPod Photo con tagli da 40 e 60 GB, che grazie ad un display a colori ed ad un accessorio riesce a immagazzinare e visualizzare le foto scattate con una macchina digitale.

In ottobre aggiunge il supporto alle altre nazioni europee e il 2 novembre attiva lo store canadese.

Il 16 dicembre 2004 Apple annuncia di avere venduto la 200 milionesima canzone con iTunes Music Store.

Nel gennaio del 2005 Apple presenta una nuova versione ridotta dell'iPod ancor più piccola dell'iPod mini, chiamata iPod shuffle. Si tratta di un lettore di musica digitale con 512 MB o 1 GB di memoria interna, senza disco rigido, che, ad un prezzo più ridotto, cerca di conquistare l'ultima fascia di mercato di lettori di musica digitale ancora non dominata dall'iPod. All'iPod Shuffle viene contestata la mancanza di un display. Nello stesso periodo viene anche presentato il Mac Mini, originale computer minimalista ed essenziale, con un prezzo di attacco di 499 dollari. Il Mac Mini viene venduto senza tastiera, schermo o mouse. Notevole la silenziosità della macchina, infatti a volte è possibile sentire solo l'hard disk in lettura. Al Mini viene contestato il chip grafico ovvero l'ATI Radeon 9200 corredato di 32 MiB di RAM, ritenuto obsoleto e poco potente, specialmente con l'uscita del nuovo OS X Tiger che utilizza CoreImage.

Il 2 marzo 2005 viene venduta la canzone numero 300.000.000. Su iTunes Music Store vengono acquistate una media di 1,5 milioni di canzoni al giorno. Nel giugno 2005 la gamma iPod viene unificata e rimane l'iPod Photo con tagli da 20 e 60 GB, così la gamma è composta dall'iPod Shuffle (512 MB e 1 GB), iPod Mini (schermo in scala di grigio e tagli di 4 e 6 GB), ed infine l'iPod (schermo a colori e tagli 20 e 60 GB) con la variante nera e rossa dedicata al gruppo U2.

Il 6 giugno 2005 il CEO di Apple Steve Jobs ha annunciato che l'azienda nel medio termine (2 anni) intende abbandonare totalmente i processori PowerPC e utilizzare esclusivamente i processori x86 prodotti da Intel. La compatibilità del software sarà ottenuta tramite la ricompilazione dei programmi e tramite l'utilizzo di un emulatore software chiamato Rosetta. Durante l'annuncio è stata anche mostrata una versione funzionante del Mac OS X 10.4 per processori Intel. Il CEO ha anche affermato che Apple ha segretamente ricompilato tutte e cinque le versioni del Mac OS X (Progetto Marklar) e che quindi dal punto di vista del sistema operativo il passaggio ai processori Intel sarà un processo indolore. È stato confermato che la scheda logica e il BIOS del computer Apple risulterà differente rispetto a quello utilizzato comunemente sugli attuali IBM compatibili.

Il 2 agosto 2005 viene commercializzato un mouse col doppio tasto per la prima volta. Il Mighty Mouse non solo mette fine allo standard del tasto singolo (peculiarità esclusiva di Apple), ma implementa un'ampia serie di innovazioni tecnologiche come il tasto di scorrimento a 360° e la superficie sensibile al tocco al posto dei tasti.

Il 7 settembre 2005 viene presentato l'iPod nano, nuovo modello con dimensioni ancora più piccole, e un nuovo design ancora più elegante. Il Nano sostituisce il l'iPod mini che esce di produzione. È disponibile in due tagli, da 4 e 8 GB di memoria flash.

Il 12 ottobre 2005 viene presentato l'iPod video, nuovo modello più sottile ma con un display più grande e capacità di riprodurre fino a 150 ore di video in formato H.264 (risoluzione 320 × 240 e 30 fps), oltre a 150.000 canzoni e 25.000 foto. iPod Video sostituisce il l'iPod tradizionale che esce di produzione. È disponibile in due formati da 30 e 60 GB.

Il 10 gennaio 2006, al MacWorld Expo di San Francisco, Steve Jobs presenta una nuova serie di portatili MacBook Pro e un nuovo modello di iMac. Ambedue con processori Dual Core Intel (Intel Core Duo, chip Yonah), questo è il primo preannunciato passo della Apple verso il progressivo passaggio ai processori Intel. Ora su un computer Apple, possono girare piattaforme Mac OS X, Windows e anche Linux, questo rende ancora più versatile il Mac.

Qualche giorno dopo viene presentato un nuovo "taglio" di iPod nano da 1 GB, e in contemporanea vengono tagliati di più del 30% i prezzi dei modelli di iPod shuffle.

Il 23 febbraio 2006 Alex Ostrovsky, cittadino statunitense del Michigan, acquista da iTunes Music Store la canzone "Speed Of Sound" dei Coldplay portando il contatore a quota 1.000.000.000. Il fortunato vincitore viene premiato con un iMac da 20", 10 iPod da 60GB (quinta generazione) e la possibilità di scaricare 10.000 dollari in file multimediali dallo store.

Il 9 gennaio 2007, al Macworld Conference & Expo di San Francisco, Steve Jobs, nel presentare il nuovo Apple TV, una periferica per la fruizione di contenuti multimediali su televisori domestici, e iPhone, un apparecchio che rappresenta la sintesi tra un cellulare, un iPod e un computer palmare, annuncia significativamente il cambio del nome dell'azienda, da Apple Computer, Inc. a Apple, Inc..

Il 26 ottobre 2007, è disponibile a partire dalle 18:00 il nuovo sistema operativo Leopard (Mac OS X 10.5).

Il 15 gennaio 2008, al Macworld Conference & Expo di San Francisco, viene presentato un nuovo portatile ultrasottile, denominato MacBook Air. Tra i primi notebook al mondo ad avere la possibilità di essere acquistato con hard disk allo stato solido (SSD) e ad avere un'autonomia di circa 5 ore.

Il 9 giugno 2008, alla WWDC 2008 di San Francisco, viene presentato il nuovo modello di iPhone, l'iPhone 3G, che a differenza del predecessore sarà dotato del modulo GPS e del supporto per la rete 3G, che permette di navigare a velocità 2,4 volte superiori rispetto alla rete EDGE.

Il 9 settembre 2008 viene presentata la nuova generazioni di iPod, iPod nano, iPod touch, iPod shuffle.

Il 14 ottobre 2008 viene presentata la nuova linea di notebook e più precisamente: il nuovo MacBook 13,3 pollici, il nuovo MacBook Pro 15 pollici; una versione aggiornata del MacBook Air, MacBook (white), MacBook Pro 17 pollici. Inoltre alla conferenza viene presentato il nuovo LED Cinema Display da 24 pollici.

Il 6 gennaio 2009, al Macworld Conference & Expo di San Francisco, Phil Schiller presenta iLife '09, iWork '09 e il nuovo MacBook Pro da 17 pollici, e annuncia la liberazione da DRM della musica di iTunes.

Il logo fu creato nel 1977 da Rob Janoff che lo creò per fare un favore a Regis McKenna, suo datore di lavoro e amico di Steve Jobs. Janoff per aver l'ispirazione andò al supermercato dove acquistò un sacchetto di mele, poi tornò a casa, le taglio, le dispose sul tavolo e iniziò a osservarle. Dalle mele tagliate Janoff estrasse una semplice mela monocromatica con un morso. Il logo venne presentato a Jobs ma questo richiese un logo con più colore. Janoff rispose alle obiezioni di Jobs che un logo monocromatico era più semplice e economico da stampare ma Jobs rispose che il colore avrebbe permesso di "umanizzare" la società. Il grafico quindi prese il logo e aggiunse le bande colorate secondo la sua ispirazione del momento.

Apple viene spesso criticata per il suo modello di sviluppo verticale. L'azienda viene accusata di non tenere conto delle logiche di mercato e di sviluppare intenzionalmente prodotti non compatibili con il resto del mercato. Questa strategia impedirebbe di utilizzare efficacemente l'economia di scala che l'industria dei personal computer consente e quindi i prodotti Apple tendenzialmente costano di più dei prodotti della concorrenza. A tale critica si può opporre la constatazione che, almeno nell'hardware, attualmente i computer Apple sfruttano standard più simili a quelli degli altri Personal Computer rispetto al passato, e che ciò in effetti ha di molto ridotto il divario di prezzo, specie se si fa una comparazione a parità di prestazioni.

Dal punto di vista tecnico, Apple viene spesso criticata per la chiusura con cui gestisce la propria tecnologia. Quest'ultima critica è stata notevolmente ridimensionata con l'arrivo del Mac OS X: il nuovo sistema operativo è basato su standard aperti e la stessa Apple ha spesso appoggiato gli standard aperti piuttosto che utilizzare soluzioni proprietarie. Quando uno standard libero non esisteva, spesso Apple ha provveduto a crearne uno (es. FireWire o Zeroconf) e a renderlo disponibile agli sviluppatori.

Una delle critiche che gli sviluppatori rivolgono ad Apple è la sua tendenza a mettere in competizione tra di loro i vari gruppi di ricerca per i finanziamenti. Un esempio è la rivalità che si è creata tra gli sviluppatori delle vecchie librerie Carbon (appartenenti al vecchio sistema operativo) e gli sviluppatori delle nuove librerie Cocoa (provenienti dal sistema operativo di NeXT). Molti sviluppatori ritengono queste rivalità controproducenti e non necessarie per uno sviluppo funzionale del sistema operativo.

Un'altra critica che viene rivolta è la guida eccessivamente personale del CEO specialmente durante la gestione di Steve Jobs. Jobs viene accusato di eccessiva personalizzazione della società e di accentramento delle funzioni di comando.

Il 25 agosto 2006, Greenpeace International ha lanciato la "Eco guida ai prodotti elettronici", con l'intento di premiare le aziende che non fanno uso di sostanze chimiche pericolose e contribuiscono al riciclaggio dei rifiuti elettronici. Prese in considerazione 14 aziende al vertice del settore computer e telefonia cellulare, nessuna ha ottenuto un punteggio soddisfacente e in particolare la Apple (classificatasi inizialmente all'11º posto con un punteggio di 2,7/10) è risultata essere molto indietro per quanto riguarda l'impatto ambientale dei suoi prodotti. Infatti, con 262 milligrammi per chilo il MacBook della Apple conteneva i livelli più alti, tra i 5 modelli testati – Acer, Apple, Dell, HP e Sony – di una sostanza tossica, il BFR (TBBPA).

Per questi motivi Greenpeace ha poi lanciato una campagna chiamata "Green my Apple" dove ha chiesto all'azienda di «impegnarsi a non utilizzare composti chimici pericolosi nei suoi prodotti, per essere all'avanguardia non solo nel design, ma anche nel rispetto dell'ambiente e della salute dei consumatori».

Tuttavia, nella seconda versione del'eco guida aggiornata al dicembre 2006, la Apple è scivolata all'ultimo posto rimanendo ferma ad un punteggio di 2,7/10.

Apple nel frattempo ha reso nota una serie di termini ultimi per eliminare le sostanze inquinanti dai suoi prodotti. Questa nota si aggiunge alla sezione del sito che la società dedica da tempo alle problematiche ambientali e in cui illustra le proprie politiche e i traguardi ottenuti in questo ambito. A conferma del rispetto delle legislazioni in materia, l'EPEAT ha premiato con la medaglia d'argento 19 prodotti Apple. Nonostante questo, nella classifica di Greenpeace di aprile 2007 Apple è stata collocata in decima posizione con 5,3 punti. Greenpeace ha preso atto delle dichiarazioni della società ma attende la presentazioni dei prodotti ecocompatibili per innalzare significativamente il rating della società.

Nel gennaio del 2008 Jobs presenta al keynote i nuovi prodotti di casa Apple e fa notare come non sono stati usati mercurio o arsenico e inoltre i ritardanti di fiamma brominati (BFR) e il PVC sono assenti dalle parti progettate direttamente da Apple. Greenpeace sostiene che questo si tratta di un passo avanti, ma che non è del tutto sufficiente e che possono esserci ancora delle migliorie.

Fin dalla nascita della Apple si è posto il problema del rapporto con l'omonima (e preesistente) etichetta discografica, problema che ha dato luogo a una lunghissima controversia legale (nonostante lo stesso Jobs abbia più volte dichiarato di adorare i Beatles e la loro musica, distribuita per l'appunto dalla Apple Records). Un primo accordo si ebbe nel 1991 quando la allora Apple Computer si impegnò a non introdurre nei propri prodotti alcun elemento musicale; accordo ben presto violato quando i computer con la mela cominciarono a emettere suoni (e uno di questi suoni fu ironicamente chiamato dai programmatori sosumi, che si pronuncia come so sue me, cioè «e adesso fammi causa»). La contesa si fece più aspra nel 2003 con l'avvento dell'iTunes music store, negozio online di musica digitale gestito dalla Apple Inc. Solo nel febbraio 2007 le due società sono giunte a un accordo, probabilmente definitivo, che ha aperto la strada alla messa in vendita della musica dei Beatles nello store iTunes.

Sul carismatico cofondatore della Apple Steve Jobs è stato girato il film per la TV I pirati di Silicon Valley. Nel film si raccontano in modo romanzato i primi anni di Apple e di Microsoft.

Su Jobs sono state scritte diverse biografie, una biografia tradotta in italiano è I su e giù di Steve Jobs.

I prodotti della Apple compaiono pure nel gioco per Playstation 3 Metal Gear Solid 4: Guns of the Patriots.

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Famiglia iMac

Generazioni di iMac a confronto

L'iMac è un computer all-in-one prodotto da Apple Inc. e indirizzata ad un pubblico che desidera un prodotto semplice da utilizzare e senza troppe complicazioni.

L'iMac quando venne presentato il 7 maggio 1998 stupì gli operatori del settore. Per la prima volta un computer dedicato al grande pubblico metteva tra i suoi primari obiettivi l'estetica. Quello che differenziava l'iMac dai precedenti computer Apple infatti non era tanto la tecnologia inclusa nel computer quanto l'esterno del computer. Il primo iMac includeva in un unico elemento il monitor e l'unità base, il computer aveva delle linee molto morbide e era disponibile in più colori. Questa attenzione per l'estetica accompagnava anche gli accessori che seguivano lo stile dell'unità base. Un altro punto focale del progetto iMac era la semplicità. Il computer era stato progettato tenendo conto dell'ergonomia e alcuni elementi come la porta seriale, e il floppy disk vennero eliminati dato che erano ritenuti anacronistici. Al loro posto venne introdotto lo standard USB, che consentiva prestazioni migliori e molti meno problemi di configurazione per l'utente. I vari modelli dell'iMac che si susseguirono nel tempo stupirono per l'estetica e per le soluzioni a volte radicali adottate da Apple.

L'iMac, grazie alla sua semplicità d'uso, è entrato nel Guinness dei Primati per il manuale d'istruzioni più corto. Difatti, queste invitavano esclusivamente a connettere il computer alla rete elettrica e ad accenderlo tramite l'apposito tasto.

Quinta incarnazione del progetto iMac, l'estetica è simile al precedente: l'involucro del computer, che contiene l'elettronica e lo schermo, è però in alluminio e il monitor è protetto da un vetro glossy con un bordo nero lungo il suo perimetro e il retro del computer è nero opaco. Viene introdotto il processore Core 2 Duo (merom) della Intel in frequenze da 2 a 2,8 GHz. È dotato di Firewire 400 e 800 e disponibile con monitor da 20" e 24". Inspiegabilmente sia il magnete che permetteva il fissaggio del telecomando Apple Remote che un led di stato di accensione e stop, ora non sono più presenti. Viene abbandonata anche la versione da 17 pollici, e rimangono i modelli da 20 e da 24 pollici. Gli altoparlanti integrati sono ora costituiti da due coppie di piccoli tweeter e woofer. La webcam integrata Apple iSight permette ora una risoluzione di 1,3 Mpixel (1280 × 1024 punti). Viene distribuito con la suite Apple iLife '08. Rinnovata anche la tastiera, che eredita il design ultrasottile dei tasti dai modelli portatili e poggia su una piastra in alluminio. L'introduzione di materiali riciclabili come il vetro e l'alluminio nella fabbricazione delle nuove linee di prodotti concretizza le dichiarazioni di Apple di voler contribuire allo sviluppo sostenibile.

Questa nuova linea di iMac utilizza una circuiteria per la scheda logica creata in esclusiva da Intel per Apple e presenta caratteristiche molto simili a quella Montevina di prossima introduzione, con processori a 45 nanometri e clock fino a 3,06 GHz, memorie DDR2 a 800 MHz e frontbus a 1066 MHz. Tutta la macchina ha subito restyling minori estetici e notevoli nuove soluzioni sia hardware che software. Il prezzo per il mercato italiano è stato ridotto grazie alla debolezza del dollaro.

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Finder

Il Finder è l'applicazione sviluppata dalla Apple Computer che nei sistemi operativi Apple si occupa di gestire file, cartelle, dischi e il lancio di altre applicazioni. Il Finder si comporta come la shell in altri sistemi operativi, ma usa una interfaccia grafica (GUI).

Fu introdotto nel 1984 con il primo computer Macintosh, e con l'avvento di Mac OS X, basato su UNIX, è stato completamente riscritto per il nuovo sistema operativo.

Il Finder è la prima applicazione che interagisce con l'utente dopo l'avvio. Bisogna distinguerlo dalla GUI (l'interfaccia grafica) del sistema operativo. Il Finder è un'applicazione come le altre, né più né meno. Esso visualizza il file system usando la metafora del desktop (desktop environment): per ogni cartella o disco c'è una relativa icona, e c'è anche un cestino, dove mettere i file da eliminare.

Il Finder originale, usato con il MFS (Macintosh File System) includeva sempre una cartella vuota al livello principale di ogni disco. Quando quella cartella veniva rinominata ed utilizzata, il Finder creava una nuova cartella vuota. Le cartelle non potevano essere nidificate nei Finder 1.0-4.1. In effetti, le "cartelle" sotto MFS sono una metafora creata dal Finder, e non rappresentavano l'effettiva organizzazione dei dati nel disco.

Il Finder poi aveva anche una cartella "cestino": la sola via per eliminare un file era trascinarlo nel Cestino, poi vuotarlo. Anche il Cestino era una metafora, e non rappresentava l'effettiva organizzazione del disco. La lista dei file trascinati nel Cestino veniva conservata solo in memoria. Il Finder perciò vuotava il Cestino quando veniva chiuso, compreso il caso in cui si apriva un'altra applicazione. Se avveniva un crash, gli elementi nel Cestino venivano riportati nella loro posizione originale.

Il Finder originale era anche un motivo di frustrazione da parte degli utenti per la lenta copiatura dei file, la quale richiedeva di dozzine di cambi di disco sul Macintosh originale, dotato di un solo drive. Molti di questi problemi erano da attribuirsi alla carenza di memoria sul Macintosh 128K. La Apple cercò di risolvere il problema con il Finder 1.1 nel maggio 1984. Con il Finder 4.1 nell'aprile 1985, non solo la velocità del Finder migliorò decisamente, ma furono aggiunte nuove funzioni, incluso il comando "Nuova Cartella" e un comando "Spegni" nel nuovo menu "Speciale", che permetteva anche l'accesso al "MiniFinder". Il MiniFinder era una interfaccia semplificata che ricordava le applicazioni e i documenti usati più spesso e permetteva di aprirli più rapidamente, con conseguente miglioramento della velocità del cambio applicazione.

Apple rimpiazzò l'MFS con l'HFS (Hierarchical File System) nel settembre 1985, come parte del Finder 5.0, che fu introdotto con il primo disco rigido del Mac, l'Hard Disk 20. Le cartelle nidificate non furono più una metafora, ma furono invece l'effettiva rappresentazione dell'organizzazione dei dati sul disco. Il Finder 5.0 aggiunse anche un comando "Espelli" nel menu "File" e alcuni cambiamenti estetici nelle icone di sistema.

Le precedenti versioni del Finder si chiudevano quando un altro programma veniva aperto. Questo era dovuto alla natura single-tasking del Mac OS originale. Il System 5.x arrivò con il Finder 6.0 e il nuovo MultiFinder, che permetteva il multitasking cooperativo. Il MultiFinder era attivato con un'impostazione di un pannello di controllo che aveva effetto dopo il riavvio. Il System 6.0.x arrivò con il Finder 6.1.x e introdusse una versione molto migliorata del MultiFinder, fra le altre novità.

Il Mac OS originale utilizzava un "desktop universale", che visualizzava l'unione del contenuto delle "Desktop folder" (cartella scrivania) di tutti i dischi. Questo vuol dire che un file trascinato da un disco sul desktop non sempre viene copiato sul disco rigido del Mac, e spesso spariva quando il disco che lo conteneva veniva espulso (nel Finder si espelleva un disco trascinando la sua icona sul Cestino).

Nel 1991 la Apple produsse il System 7, una riscrittura importante del sistema operativo. Come ogni componente dell'OS, il Finder fu sottoposto ad una importante revisione. Il MultiFinder non fu più un'opzione, ma fu attivo di default. Le finestre del Finder furono colorate, e la vista ad elenco fu espansa per includere i "triangoli di visualizzazione", che permettevano all'utente di vedere il contenuto di una cartella senza aprire una nuova finestra. L'icona del Cestino fu migliorata e furono introdotte le "Etichette", che permisero all'utente di assegnare le etichette di metadata ai file. I file "etichettati" furono colorati e la funzione di ricerca del sistema operativo era in grado di basarsi su quelle etichette. Il Cestino diventò una cartella vera e propria, e l'utente poteva vuotarlo quando voleva.

Un comando "Metti a posto" fu introdotto nel System 7. Esso permetteva agli utenti di trascinare un file sulla scrivania, usare quel file da essa, e poi riportare il file al suo posto con un solo comando. Il Finder 7.0 introdusse anche gli alias (collegamenti), che permettevano ai file di essere rappresentati in più posti con dei puntatori. Il comando "Metti a posto" permetteva anche di espellere i floppy disk e i CD-ROM.

Anche se il Sistema fu soggetto a cambiamenti importanti nel corso degli anni, il Finder rimase praticamente invariato fino all'avvento del Mac OS 8 nel 1997. Il Finder 8.0 fu la prima versione a supportare il multithreading. Per la prima volta copiare un file o vuotare il Cestino non bloccava gli altri usi del Finder. Come il resto del sistema, il Finder 8.0 prese il look Platinum. Esso introdusse nuove funzioni, come le finestre a pop-up, che apparivano come "schede" in fondo allo schermo del Mac finché non venivano cliccate (anche se un approccio simile era già stato introdotto nel System 7.5.5 attraverso il controllo Contrazione Finestre). Quando venivano cliccate, visualizzavano il loro contenuto. Le cartelle ad impulso furono introdotte nel Finder 8.0. Esse permettevano all'utente di trascinare i file dentro la gerarchia di cartelle, che si aprivano una dopo l'altra per permettere di trascinare il file alla giusta "profondità". Il Finder 8.1, prodotto all'inizio del 1998, introdusse un supporto più efficiente: il file system HFS+, e fu l'ultimo aggiornamento al Classic Finder di Mac OS.

Il Finder di Mac OS X non fu un aggiornamento dei Finder precedenti, ma fu invece basato sul file manager ereditato dal sistema operativo NEXTSTEP. Esso fu una svolta decisiva rispetto al Finder originale e ricevette poca approvazione dai vecchi utenti Macintosh. Apple inventò un nuovo principio: il Finder non sarà più l'intera GUI, ma sarà soltanto "come ogni altra applicazione". Comunque il Finder rimase il programma di default e probabilmente la metafora del desktop sarà usata ancora a lungo nelle prossime versioni del Finder.

Il Finder 10.0 manca di alcune funzioni rispetto al Finder Classic. Il desktop universale fu rimpiazzato da un desktop che visualizza i contenuti della cartella Scrivania dell'utente che sta usando il computer. Le etichette sparirono, come le finestre a pop-up, le stampanti da scrivania, il comando "Metti a posto" e le cartelle ad impulso. Nel Finder 10.0 il Cestino fu rimosso dalla scrivania, non essendo più parte del Finder, ma del Dock.

Il Finder 10.0 evitò anche l'orientamento "spaziale" del Finder Classic, dove ogni posto sull'hard disk è rappresentato da una finestra - e solo una - per orientarsi verso un sistema di browser come Windows 98.

Il Finder 10.0 introdusse una barra degli strumenti personalizzabile in cima ad ogni finestra, e la vista a Colonne ereditata da NeXT, che visualizza la gerarchia di cartelle in una serie di colonne da destra a sinistra. Gli utenti potevano anche decidere quali dei dischi devono apparire sulla scrivania.

Il Finder 10.2 rintrodusse le finestre ad impulso, ma non avevano tutte le funzioni che avevano le finestre ad impulso del Finder 8.0. Questa versione del Finder, poi, permise di navigare e scaricare - ma non caricare - file su un server FTP.

Come il Finder 1.0, la visualizzazione della gerarchia di cartelle del Finder di Mac OS X fu una metafora. Comunque, siccome un utente Mac OS X può aprire facilmente una shell UNIX, i veri nomi di file sono più apparenti. Per esempio, i file UNIX non possono contenere il carattere "/" (slash) nel loro nome; siccome gli utenti Macintosh storicamente possono usare il carattere "/" (ma non ":") in un nome di file, il Finder scambia questi due caratteri – un utente digita il nome Input/Output che il Finder converte sotto il vero nome di Input:Output. I soli caratteri che non sono permessi in un nome di file sono: i due punti e i caratteri di controllo. Il Finder e le shell supportano entrambi i nomi di file Unicode.

Mac OS X 10.3 Panther introdusse una versione aggiornata del Finder che ripristinò delle funzioni del Finder classico, mentre introdusse una GUI rinnovata, ma non in modo radicale.

Il Finder 10.3 aveva uno stile "metallo satinato", come quello del programma di musica iTunes di Apple. Come i precedenti Finder, dopo Mac OS X 10.0, gli utenti potevano personalizzare la barra degli strumenti sopra ogni finestra. Questa barra degli strumenti aveva una casella di ricerca, che permetteva di cercare in tempo reale all'interno del disco o della cartella selezionata, un po' come quando si cercano i brani musicali in iTunes. Un nuovo pannello alla sinistra di ogni finestra del Finder, la barra laterale, permetteva di trascinare i dischi e le cartelle più usati per un rapido accesso. La barra laterale appariva anche nelle finestre "Apri" e "Salva" delle applicazioni e permetteva anche l'espulsione dei dischi rimovibili. Le Etichette e la capacità di cercare file per i metadata tipo e creatore, funzioni perse nel Finder 10.0, furono ripristinate nel Finder 10.3.

Mac OS X 10.4 Tiger introdusse altre aggiunte al Finder, come la funzione presentazione (simile a quella di Windows Explorer). Questa funzione permette di visualizzare le foto a pieno schermo direttamente dal Finder. Spotlight, un'importante funzione introdotta in Tiger, permette di cercare in tempo reale nel contenuto dei file. La classica scorciatoia comando-F per la finestra di ricerca apre ora una finestra di ricerca basata su molti criteri. Ad esempio tempi di creazione, ultima modifica e apertura di un file, per tipo di file (pdf, rtf, etc.), per keyword o label, e per grandezza. Questi criteri di ricerca possono essere salvati nelle Smart folder, che visualizzano i risultati di una ricerca in tempo reale. Esistono altri due metodi di ricerca: l'elemento di menu Spotlight (comando-spazio) e la finestra di Spotlight (comando-option-spazio). Tecnicamente però, la finestra di Spotlight non fa parte del Finder. Questa può essere aperta direttamente dal sistema e alcuni ipotizzano che l'organizzazione dei dati e la "metafora del desktop" stiano per essere sostituiti dalle funzioni di ricerca ad alta velocità di Mac OS X e Windows Vista, che rendono il Finder e Windows Explorer superflui. Il Finder 10.4 introduce anche le "cartelle di masterizzazione", speciali cartelle che possono contenere gli alias degli elementi che devono essere masterizzati. In questo modo è possibile registrarli su CD con un solo clic. Prima, invece, era necessario trascinare le icone degli elementi da masterizzare sull'icona del CD e il Finder faceva una copia di questi elementi, perciò era necessario spazio su disco a sufficienza. Ora il Finder permette di inserire nei nomi di file e cartelle una gamma di caratteri Unicode ancora più estesa.

Mac OS X 10.5 Leopard introduce modifiche importanti del Finder. L'interfaccia grafica è ridisegnata sullo stile delle applicazioni iLife e iTunes, includendo nella barra di navigazione sulla sinistra non soltanto i dispositivi (dischi rigidi, dischi virtuali, CD/DVD, dischi di rete) e le cartelle preferenziali dell'utente (raggruppate sotto la voce Posizioni) sull'analogia delle precedenti versioni, ma anche una funzione di ricerca rapida basata sulla cronologia (documenti relativi al giorno in corso, al giorno precedente, alla settimana precedente) e sulla tipologia (immagini, filmati, documenti). L'integrazione con Spotlight è piena: la finestra del Finder prevede nell'angolo superiore destro un campo di ricerca, basato su Spotlight, che inizia a presentare i risultati a mano a mano che l'utente digita il criterio, utilizzando un meccanismo di autocompletamento simile a quello usato nelle applicazioni iLife e iTunes. Un'altra importante innovazione è l'introduzione della modalità di visualizzazione Cover Flow, anch'essa derivata dall'interfaccia di iTunes, che consente la visualizzazione completa del contenuto di un file, qualunque esso sia (testo, documento Office, immagine, filmato, audio eccetera), direttamente nel Finder o a schermo pieno, tramite la semplice pressione della barra spaziatrice e senza dover richiamare la relativa applicazione (funzionalità Quick Look). Aumentano inoltre le informazioni memorizzate insieme a ciascun file, accessibili anche per la ricerca spotlight: per esempio, i dati EXIF delle fotografie digitali sono visibili nel dettaglio delle informazioni, all'interno del campo Commenti Spotlight, e vengono inseriti automaticamente in questo campo quando l'immagine viene caricata sul computer. Un'altra importante novità è la capacità di supportare, per ora in sola lettura, il file system ZFS.

Programmatori di terze parti hanno sviluppato alternative shareware al Finder, e aggiungono alle funzioni del Finder altre caratteristiche.

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Source : Wikipedia