Visone

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Inviato da david 07/04/2009 @ 17:16

Tags : visone, piemonte, italia

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Visone (AL)

Visone (in piemontese Visòn) è un comune di 1.183 abitanti della provincia di Alessandria.

All'interno del paese vi è una torre merlata risalente al XIV secolo, che sorge accanto ai ruderi del castello Malaspina (XI secolo).

Prodotto tipico è il torrone prodotto nella storica pasticceria "Canelin" situata nel centro del paese.

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Il visone sulla pelle

Il visone sulla pelle è una commedia romantica interpretata da Cary Grant e Doris Day: come coprotagonisti troviamo John Astin, Gig Young e Dick Sargent, a cui vanno aggiunti i campioni di baseball Yogi Berra, Mickey Mantle e Roger Maris con cameo in cui recitano sé stessi.

Cathy Timberlake, un'ingenua ragazza di provincia, incontra l'uomo dei suoi sogni, l'industriale Philip Shayne, la cui Rolls Royce, passando su una pozzanghera, le schizza di fango gli abiti mentre lei sta recandosi a un colloquio di lavoro. Lui è un uomo d'affari che si intenerisce per il di lei carattere onesto e semplice, anche se non è assolutamente interessato al matrimonio, mentre lei non ha sognato altro che l'abito bianco per tutta la vita.

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Venere in visone

Venere in visone è un film melodramma del 1960 diretto da Daniel Mann.

La bella modella e squillo Gloria Wandrous e Weston Ligget, alcolizzato figlio di una tipica famglia borghese sposatosi per denaro, iniziano una tumultuosa e tormentata relazione clandestina che tra crisi e nevrosi di Gloria sfocerà in tragedia per la ragazza mentre per Weston si alluderà a un riscatto.

Durante un' intervista riguardante la propria carriera, Elizabeth Taylor confessò che aver girato questo film fu uno degli episodi più brutti e infelici della sua carriera. Racconta dell'indisponibilità della troupe, dell'impaziente e pressante regista, che dirigeva con mano pesante senza dare spazio agli attori, dei continui ritardi delle riprese e altro ancora. La Taylor ha anche ribadito più volte che non voleva minimamente accettare il film a causa della recente ed improvvisa morte del marito Mike Todd, ma che le case di produzione glielo imposero. Tuttavia il film le fece ottenere l'Oscar per la migliore attrice protagonista.

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Giovanni Visone

Giovanni Visone (Costigliole d'Asti, 5 ottobre 1814 – Moncalieri, 14 agosto 1893) è stato un politico italiano.

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Giovanni Pesce

Giovanni Pesce (Visone, 22 febbraio 1918 – Milano, 27 luglio 2007) è stato un comandante partigiano e politico italiano. È stato consigliere comunale di Milano dal 1951 al 1964.

Aveva solo sei anni, nel 1924, quando con la famiglia, dalla provincia di Alessandria, emigrò in Francia, nella regione mineraria delle Cévennes, ove il padre Riccardo, un operaio antifascista, fu costretto a recarsi per vivere, non trovando più lavoro in Italia.

Sin da bimbo aiutava il padre nella piccola vineria che la famiglia aveva aperto a La Grand-Combe, e che era frequentata soprattutto da minatori che il piccolo Jeanu ascoltava parlare della loro dura esistenza. Iniziò prestissimo a lavorare, d'estate, come guardiano di vacche sulle montagne nella vicina regione della Lozère, suo unico compagno un cane, Medoc, che Pesce ricorderà con affettuosa tenerezza sino alla fine dei suoi giorni. Nel 1931 affrontò - non ancora quattordicenne - la dura vita del lavoro in miniera per contribuire al precario bilancio della famiglia.

Ben presto prese a frequentare la "Jeunesse communiste", l'organizzazione giovanile del PCF, il Partito Comunista Francese. Nel 1935 aderì al Partito Comunista d'Italia e, nel 1936, in febbraio, si recò in gita a Nîmes con gli amici e, più tardi, per festeggiare la vittoria elettorale del Fronte Popolare, a Parigi, ove visitò la sede del giornale del PCF, L'Humanité, che da giovane minatore comunista diffondeva ogni domenica alla Grand-Combe. Qui raccolse i volantini a favore del governo repubblicano spagnolo firmati ed illustrati da Joan Miró e ascoltò l'appello della Pasionaria, Dolores Ibárruri, ad arruolarsi nelle Brigate Internazionali per prendere parte alla guerra civile di Spagna. Pesce, ingannata la madre Maria con il pretesto di recarsi al confine belga per incontrare una ragazza, si arruolò e si recò in Spagna insieme a numerosi altri giovani antifascisti d'origine italiana che aderirono alla Brigata Garibaldi alla parola d'ordine "Oggi in Spagna, domani in Italia" dei fratelli Nello e Carlo Rosselli, assassinati il 9 giugno 1937 da sicari fascisti inviati dal governo Mussolini.

In risposta all'aggressione fascista condotta dalle falangi di Francisco Franco contro il regime repubblicano spagnolo, con il forte sostegno militare, in termini di uomini e mezzi dell'Italia fascista e della Germania nazista, si vennero formando, a partire dall'ottobre del 1936 formazioni armate di volontari a sostegno della Repubblica di Spagna, le "Brigate Internazionali". Costituite soprattutto da antifascisti provenienti dalle Americhe e da tutt'Europa, giunsero a contare circa 40.000 uomini di ben 70 nazionalità diverse, con prevalenza di francesi, italiani e tedeschi, animati non solo da spirito di solidarietà verso i repubblicani spagnoli, ma anche dalla speranza di porre un freno all'espansione del fenomeno fascista anche nei propri Paesi d'origine.

Pesce, tra i primi a giungere in Spagna, come gli altri volontari fu, una volta giunto sul posto, aggregato ai volontari italiani organizzati nella "Brigata Garibaldi", costituita ad Albacete nel novembre del 1936, sebbene - causa il forzato esilio della famiglia d'origine sin dalla sua più tenera età - fosse nel frattempo divenuto quasi madre lingua francese.

Il suo primo impiego in battaglia si ebbe il 17 dicembre nei pressi di Madrid, a Boadilla del Monte. Impegnato spesso in prima linea durante tutta la durata dell'impiego delle Brigate Internazionali nel conflitto, rimase più volte ferito in combattimento (riportandone lesioni anche serie e rose di schegge mai rimosse dalle sue carni), prima a Brunete, quindi due volte presso Saragozza e in occasione dell'offensiva sul fiume Ebro.

Sul finire del 1938 la Repubblica congedò le Brigate internazionali e di lì a pochi mesi crollò. Il 1 aprile 1939, Franco annunciò la fine della guerra e l'inizio di una dittatura di stampo fascista, il Franchismo, conclusasi solo con la sua morte, il 20 novembre 1975. Si avverava così la profezia di Dolores Ibárruri, che in un celebre discorso ascoltato dal giovane Giovanni Pesce, aveva previsto che, in caso di vittoria di Franco e del fascismo, "un torrente di sangue avrebbe travolto l'intera Europa", come purtroppo avvenne esattamente cinque mesi dopo la vittoria franchista: il 1 settembre 1939 scoppiava, per iniziativa di Adolf Hitler, la seconda guerra mondiale.

Lasciata la Spagna e poi la Francia, Pesce rientrò in Italia nel 1940 ma fu subito arrestato e inviato al confino sull'isola di Ventotene, ove conobbe alcuni tra i massimi rappresentanti politici dell'antifascismo italiano, come lui ristretti nell'isola dal regime fascista.

Liberato nell'agosto del 1943, si unì alle prime formazioni partigiane e fu tra i fondatori dei GAP di Torino. Qui svolse, con il nome di battaglia "Ivaldi", numerose azioni di sabotaggio contro l'occupante nazifascista e uccise diversi esponenti del regime fascista, spie e collaborazionisti, tra i quali il maresciallo della Milizia e amico personale di Benito Mussolini Aldo Mores, e il giornalista fascista Ather Capelli (31 marzo 1944). A Torino ebbe anche luogo, il 18 maggio 1944, il sacrificio eroico di Dante Di Nanni, membro del GAP comandato da Pesce, subito dopo l'attentato contro la stazione radio dell'Eiar che disturbava le trasmissioni di Radio Londra.

In seguito a questi ultimi drammatici avvenimenti, nel mese di maggio 1944 Giovanni Pesce si trasferì a Milano, dove riorganizzò la formazione locale, la III Brigata GAP "Rubini", prendendone il comando col nome di battaglia di "Visone". Tra le sue azioni a Milano, è da ricordare l'esecuzione del colonnello della Milizia Cesarini, dirigente fascista della fabbrica aeronautica Caproni (15 marzo 1945). Qui Giovanni Pesce operò con la staffetta partigiana "Sandra", Nori Brambilla, che dopo la Liberazione, il 14 luglio 1945, divenne sua moglie.

Dopo la seconda guerra mondiale è stato consigliere comunale a Milano nelle file del Partito Comunista Italiano, dal 1951 al 1964, e consigliere nazionale dell'ANPI fin dalla fondazione. Nel 1991 entrò nel Partito della Rifondazione Comunista, continuando sino alla fine la sua attività politica e di testimonianza sulla Resistenza e i suoi valori, riconoscendosi nelle posizioni dell'area Essere comunisti. Ha cofirmato con Claudio Grassi il secondo documento congressuale all'ultima assise nazionale del PRC.

Per le sue attività nella Resistenza italiana, il 23 aprile 1947 è stato insignito della Medaglia d'Oro al Valor Militare per decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri Alcide De Gasperi.

Un'iniziativa per nominare Giovanni Pesce Senatore a Vita ha raccolto 2450 firme fino al 26 luglio 2007, e continua a ricevere firme come omaggio postumo alla figura del "Comandante Visone".Giovanni Pesce e' stato per anni presidente dell'Associazione Italiana Combattenti Volontari Antifascisti di Spagna ( AICVAS ) .

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Mustela putorius

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La puzzola europea o puzzola propriamente detta (Mustela putorius Linnaeus, 1758) è un mammifero carnivoro della famiglia dei Mustelidi.

Con lo stesso nome vengono a volte designate anche le specie appartenenti al genere Mephitis ed Ictonyx, il cui nome comune corretto è invece "moffette" per le prime e "zorille" per le seconde, con le quali la puzzola è solo lontanamente imparentata, ma con le quali condivide la caratteristica capacità di secernere un secreto maleodorante da apposite ghiandole sottocaudali: la specie condivide invece un legame assai più diretto con le altre specie di mustelidi come il visone europeo (Mustela lutreola), col quale si ibrida facilmente.

Con sette sottospecie riconosciute (Mustela putorius anglia, Mustela putorius aureola, Mustela putorius caledoniae, Mustela putorius furo -il comune furetto, un tempo considerato una specie a sé stante col nome di Mustela furo-, Mustela putorius mosquensis, Mustela putorius putorius, Mustela putorius rotschildi, mentre la sottospecie eversmannii viene attualmente considerata una specie a sé stante col nome di Mustela eversmanii) la puzzola europea è diffusa in tutta l'Europa, a nord fino alla Svezia meridionale e alla Finlandia meridionale: manca invece sul versante adriatico della Croazia ed in Grecia, mentre la si trova, seppure sia ivi assai rara, in Gran Bretagna. Nel XIX secolo la specie è stata inoltre introdotta in Nuova Zelanda, dove si è ambientata con successo a scapito della fauna locale. In Italia, la sottospecie nominale è diffusa, sia pure in maniera piuttosto discontinua, in tutta la penisola, mentre manca completamente sul territorio insulare.

Una caratteristica notevole della puzzola è la grande varietà di habitat nei quali può prosperare: la si trova infatti dalle coste marine fin sulle montagne, e vive altrettanto a suo agio tra le dune sabbiose o sulle rupi a picco sul mare, così come nelle praterie o nelle gole boscose. Predilige tuttavia le aree umide, come le rive di fiumi e pozze o comunque zone in prossimità di fonti d'acqua.

Misura fino a 60 cm di lunghezza, di cui fino a 20 cm spettano alla coda, per un peso che può superare il chilo e mezzo: questi valori massimi, tuttavia, si riferiscono esclusivamente ad esemplari di sesso maschile, in quanto in questa specie i maschi sono molto più grandi delle femmine, arrivando a pesare il doppio di esse e a misurare fino a un terzo in più in rapporto al gentil sesso.

Il corpo ha forma cilindrica ed è allungato ed affusolato, in contrasto con le zampe corte e tozze: quando l'animale corre, esso compie ampie falcate piegandosi come un bruco, acquistando una velocità del tutto inaspettata. La testa è massiccia ed arrotondata, con una caratteristica conformazione mandibolare, quasi sigillata al resto del cranio che conferisce all'animale una presa eccezionale durante il morso.

Il pelo, rado e setoloso d'estate e folto e sericeo d'inverno, è di colore bruno scuro sul dorso, con tendenza a scurirsi man mano che si va verso la zona ventrale, che , così come le zampe e la coda, tende al colore nero: è presente inoltre un folto sottopelo di color crema, la cui presenza è particolarmente evidente sui fianchi dell'animale. La testa, anch'essa nera, presenta dei disegni bianchi o di color crema su orecchie, muso e guance che vanno a formare una curiosa mascherina attorno agli occhi.

La puzzola ha abitudini prettamente notturne e solitarie: durante il giorno cercano rifugio in una cavità tranquilla, che può essere rappresentata sia da un anfratto naturale fra le rocce che dalla tana abbandonata (o dalla quale il legittimo proprietario viene scacciato in malo modo od ucciso) di una volpe o di un coniglio. Nelle aree antropizzate le puzzole utilizzano anche le cataste di legname o le abitazioni come rifugi diurni. Al calare delle tenebre, l'animale esce in cerca di cibo, muovendosi velocemente sulle corte zampe (che durante la deambulazione vengono mosse a mò di planata): la puzzola si muove prevalentemente sul terreno, in quanto è assai meno atta di altri mustelidi (in primo luogo la faina e la martora) all'arrampicata ed al movimento fra le fronde. A causa delle sue abitudini spiccatamente solitarie, la puzzola è assai poco comunicativa e per la maggior parte del tempo resta in silenzio: è tuttavia in grado di emettere brevi guaiti o squittii, mentre l'animale eccitato o spaventato emette dalle ghiandole sottocaudali il caratteristico liquido maleodorante per il quale l'animale è tanto conosciuto. Tale liquido, tuttavia, non avrebbe scopo difensivo come spesso si è pensato, quanto piuttosto una funzione territoriale, in quanto le puzzole prese in cattività non emanano quasi del tutto l'odore molesto. Oltre che col proprio odore, le puzzole sono solite lasciare in segno di avvertimento per altri esemplari le proprie feci lungo i tragitti che il padrone di casa è solito percorrere, avendo cura di depositare i propri escrementi in luoghi strategici.

Si tratta di animali prettamente carnivori: si nutrono principalmente di ratti, topi e conigli, uccelli e loro uova, rane, lucertole e serpenti. Del tutto infondata è la credenza secondo la quale la puzzola sia del tutto immune al veleno delle vipere, che è solita cacciare. La puzzola individua la preda grazie allo sviluppatissimo olfatto: una volta raggiunta, l'animale azzanna la malcapitata vittima al collo, serrando le mascelle in modo così tenace che è possibile sollevare l'animale in aria assieme alla sua preda senza che esso allenti la presa. In tal modo, le puzzole hanno ragione anche di animali di dimensioni assai maggiori, come i grossi conigli. Le puzzole usano trasportare prede di piccole dimensioni afferrandole a metà dorso, più o meno come fanno i cani da caccia quando riportano la selvaggina. Quando il cibo scarseggia, la puzzola può ripiegare sugli invertebrati ed addirittura cominciare a nutrirsi di bacche e frutti: essa è tuttavia assai meno atta dei suoi parenti Canidi ed Ursidi a digerire tali tipologie di cibo, e perciò se ne nutre solo in casi eccezionali.

La stagione degli amori cade durante l'inverno: i maschi (che spesso lottano fra loro per conquistarsi il diritto di accoppiarsi con la femmina) durante la copula afferrano coi denti la nuca delle femmine, scuotendole con veemenza.

La femmina è in grado di ritardare per varie settimane l'impianto dell'ovulo fecondato sulle pareti uterine: per questo motivo, anche se l'accoppiamento avviene in inverno, i cuccioli nascono solitamente in aprile-maggio. La gestazione dura circa sei settimane, al termine delle quali la femmina dà alla luce una cucciolata comprendente dai tre agli otto cuccioli, ciechi, sordi e ricoperti da una rada pelliccia biancastra, mentre la pelle è di colore rosato: in prossimità del parto, essa comincia a foderare il proprio nido con erba secca e pelo per renderlo più confortevole. I cuccioli vengono svezzati attorno al mese d'età: la femmina tuttavia continua ad accudirli sino al raggiungimento della taglia adulta (attorno al terzo mese) anche se i cuccioli non possono dirsi sessualmente maturi prima dei sei mesi di vita. La femmina è solita partorire una sola volta all'anno: se tuttavia, per qualche motivo, la nidiata non sopravviva, essa può andare nuovamente in estro per rimpiazzarla.

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Visione di sant'Agostino (Filippo Lippi)

La Visione di sant'Agostino è una tempera su tavola di cm 28x51.5, realizzata da Filippo Lippi tra il 1452 e il 1465, ora conservata nel Museo dell'Ermitage di San Pietroburgo.

Originariamente parte di una pala, non identificata, il dipinto rappresenta un tema iconografico raro: la visone del santo di un bambino che rimuove l'acqua del mare con una conchiglia; quando il santo gli ha chiesto lo scopo di quello che stava facendo, il bambino gli ha risposto che il tentativo dalla mente umana di comprendere il mistero della natura di Dio, cioè della Trinità, tema a cui si stava dedicando il santo nei suoi scritti di quel periodo, era inutile e disperato quanto cercare di rimuovere tutta l'acqua dal mare con una conchiglia.

La scena è inserita in un paesaggio spoglio con sulla sinistra in lontanza una città cinta con mura e torri, al posto del mare il Lippi utilizzò un fiume posto qui sulla destra.

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Source : Wikipedia