Villabate

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Tags : villabate, sicilia, italia

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Villabate

Villabate - Stemma

Villabate (Villabbati in siciliano) è un comune di 21.942 abitanti della provincia di Palermo. Sorge a est di Palermo sulla parte orientale della Conca d'Oro.

L'attuale centro è di formazione recente, ma importanti rinvenimenti archeologici dalla preistoria al II sececolo a.C., vi attestano un'antica presenza umana: sono di particolare significato i resti dell'insediamento fenicio, vicino a Pizzo Cannita che oggi si trova in aperta campagna, nel territorio del Comune di Misilmeri.

Il paese fu fondato però dall'abate Antonio Agnello, che vi si trasferì da Palermo insieme ai suoi dipendenti intorno al 1700. Successivamente il paese si ingrandì, e nel 1858 si rese autonomo da Palermo, diventando quindi un comune. Villabate era fino agli anni Sessanta un paese agricolo, ma con il boom edilizio ettari di agrumi, la ricchezza del paese, furono estirpati per lasciare posto alle abitazioni per le persone di Palermo che fuggivano dal centro ancora non ricostruito dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

Di notevole interesse turistico sono la chiesa ottocentesca di Sant'Agata, una torre di epoca spagnola, e i resti della città fenicia a Cozzo della Cannita, e in più le due chiese, in stile moderno, di San Giuseppe e del Sacro Cuore di Gesù.

Caratteristici sono il "palchetto della musica", Palazzo Migliaccio, Villa Vitale, i cunicoli scavati sotto la superficie di Piazza della Regione (la piazza principale), mete di riparo durante i bombardamenti della guerra e la piazza Guglielmo Marconi con una chiesa moderna (S. Agatone Papa) e con resti di un monumentale cancello d'ingresso.

Da notare è anche l'attuale costruzione che ospita la caserma della polizia municipale e l'area circostante, un tempo stazione ferroviaria.

Oggi Villabate ha un'importante asse stradale: su essa, infatti, si ramificano tutte le vie di comunicazioni tra Palermo e l'hinterland della città: Misilmeri, Ficarazzi, Bagheria, Belmonte Mezzagno, fanno anche capolinea lo scorrimento veloce Agrigento-Palermo e l'Autostrada A19 che poco dopo diverrà Viale Regione Siciliana (direzione Palermo). Villabate è quindi facilmente raggiungibile, non solo per le numerosissime strade ma anche per la linea dell'Amat di Palermo che fa servizio sulla cittadina: la 224 (meglio conosciuta come "a 24") che collega direttamente la stazione centrale della metropoli al centro del paese. Col passare degli anni, quindi la cittadina ha avuto un incremento della produzione e un aumento della qualità della vita, essendo appunto una cittadina di passaggio un pò per tutti gli abitanti che si muovono e girano intorno alla ' Metropoli Est '.

Uno dei settori in cui già oggi Villabate eccelle è quello sportivo, non solo perché ha "sfornato" campioni come Zarcone, Sciortino e Di Chiara, ma anche per la fitta rete di infrastrutture sportive, pubbliche e private, che può offrire ai suoi cittadini. A Villabate si può giocare a calcio in campi sportivi attrezzati, compresa illuminazione notturna; inoltre si può giocare a calcetto, tennis, pallavolo, pallacanestro, bocce, nuoto (in una delle migliori piscine dell'isola) e pattinaggio. Oggi la squadra di Calcio a 11 milita nel campionato d'Eccellenza Regionale ( girone A ) Con ottimi Risultati. Lo Splendore Villabate, in questa Stagione, tenterà l'assalto alla Serie D.

Villabate, come tutta la Sicilia, ha un clima Mediterraneo, che però può avere molte sfaccettature. La Piovosità Annua è relativamente più scarsa della Città di Palermo ( ultimo dato Utilizzabile: 2008= 391,5 mm ) ma più sostanzionsa delle Zone ancora più ad Est. D'Inverno e d'Estate si ha una maggiore escursione termica, per il tipo di Territorio dove è collocata la cittadina, facile aspettarsi dunque, valori più bassi del Capoluogo Siciliano d'inverno. Villabate in paese e in Provincia è conosciuto come il paese del vento per l'effetto meteo che si verifica nella zona per molti giorni all'Anno.

Per la parte superiore



Palermo

Panorama di Palermo

Palermo (Palermu in siciliano) è un comune italiano di 659.542 abitanti. Quinta città per popolazione dopo Roma, Milano, Napoli e Torino e trentunesima a livello europeo, è il principale centro culturale, storico ed economico-amministrativo della Sicilia. L'agglomerato urbano conta circa 860.000 abitanti e l'area metropolitana che raccoglie 27 comuni conta 1.036.954 di abitanti. Capoluogo dell'omonima provincia e della Regione Siciliana, è sede dell'Assemblea Regionale Siciliana.

La sua storia millenaria le ha regalato un notevole patrimonio artistico ed architettonico che spazia dai resti di mura puniche per giungere a ville liberty, passando da residenze in stile arabo normanno, chiese barocche e teatri neoclassici. Per questioni culturali, artistiche ed economiche è stata tra le maggiori città del Mediterraneo ed oggi è fra le principali mete turistiche della regione, della nazione e dell'Europa.

La zona di Palermo era in origine un'ampia pianura tagliata da molti fiumi e torrenti ed ampie zone paludose, circondata da alte montagne le cui cime sono a volte ricoperte dalla neve durante l'inverno.

La pianura di Palermo si affaccia sul Mar Tirreno, ed insieme ai monti alle sue spalle forma la Conca d'Oro. La disposizione del comune segue la linea di costa, in questo modo si ha una lunga estensione costiera ma relativamente poca penetrazione nell'entroterra. I fiumi che esistevano sono andati scomparendo (ma buona parte di essi scorre ancora sotto terra). Inoltre il comune non è ancora arrivato ad un livello di saturazione antropica elevato come in altre città italiane.

Le conformazioni rocciose che circondano (ed a volte tagliano in varie parti) la città di Palermo sono principalmente di origine calcarea e la loro disposizione sul territorio non ha permesso uno sviluppo regolare della città, infatti in due casi (Monte Pellegrino e Monte Gallo entrambi riserve naturali) le montagne si trovano lungo la linea di costa creando una vera spaccatura fisica tra alcuni quartieri. Il resto dei Monti di Palermo invece delimita l'estensione della città verso l'entroterra ed in parte ne hanno limitato l'estensione in profondità. Proprio su queste montagne sono sorti alcuni insediamenti, quali Monreale, Altofonte e Giacalone, per molti versi divenuti quasi veri e propri quartieri della città. Tra questi monti troviamo alcune grandi vallate, tra queste la Piana dei Colli nella zona Nord della città, la Valle dell'Oreto a Sud, e la Conca d'Oro nell'entroterra. La montagna simbolo dei monti attorno Palermo è pero Monte Cuccio che con i suoi 1050 metri circa è visibile da tutte le aree della città periferiche e non. Durante i mesi più freddi è la prima vetta ad innevarsi come accaduto dal 12 Febbraio al 19 Febbraio 2009, in uno degli inverni più rigidi che il capoluogo ricordi.

L'idrografia della piana di Palermo è radicalmente modificata nel corso della storia. Il primo insediamento abitato venne costruito tra due fiumi attualmente non più visibili, il Kemonia ed il Papireto, mentre il fiume Oreto si trovava ben oltre la linea delle mura cittadine. I due fiumi che tagliavano la città adesso non scorrono più in superficie (ma sono evidenti le tracce nella toponomastica e nella conformazione delle vie), ma nei sotterranei del centro storico, tanto che in caso di precipitazioni estremamente abbondanti alcune strade sono a rischio di allagamento. Nell'area attualmente occupata dalla città oltre ai tre fiumi principali erano presenti moltissimi torrenti stagionali, che contribuivano a creare zone paludose o comunque ricche di acqua, è il caso della zona San Lorenzo e dell'area di Mondello. L'unico fiume a scorrere oggi tra le strade cittadine è l'Oreto, per anni lasciato in stato di degrado e abbandono, ma che dovrebbe essere oggetto di un ampio progetto di riqualificazione programmata dall'attuale governo della città.

Il territorio palermitano può essere suddiviso in svariati ambiti paesaggistici ognuno dei quali presenta caratteristiche peculiari frutto di uno storico rapporto fra la popolazione e l'ambiente naturale.

Secondo la più nota e accreditata classificazione climatica mondiale (la classificazione dei climi di Köppen), il clima di Palermo appartiene al gruppo denominato Csa ossia al clima temperato delle medie latitudini con la stagione estiva asciutta e calda ed inverno fresco (mite) e piovoso, più noto col termine di clima mediterraneo. Le stagioni intermedie hanno temperature miti e gradevoli. L'estate è arida e calda ma ventilata e torrida (quindi con indici di umidità non elevati) ma è facile sentire lo scirocco, il vento africano che, seppure in rari casi, fa impennare le temperature massime oltre i 42 °C (record storico di 45,5° registrati all’Osservatorio Astronomico di Palermo). Particolare importanza ha l'ondata di calore che ha investito la città il 25 giugno 2007 che ha spinto i termometri fino a 44,6° all'aeroporto di Boccadifalco e nelle vicine Bagheria e Villabate; in quell'occasione l'aeroporto di Punta Raisi si fermò "solo" a 43°.

La maggior parte delle precipitazioni si concentrano tra ottobre e marzo. Generalmente le piogge di Palermo sono, a differenza della Sicilia orientale, deboli o moderate, raramente violente.

Un fenomeno molto raro è la nebbia che quando è presente (soprattutto nella tarda primavera o in alcune fredde e serene prime mattine d'inverno) è sotto forma di banchi. Nella stagione invernale piccoli banchi di nebbia si possono infatti formare nelle periferie più verdi e meno urbanizzate, nei parchi più grandi, o nella linea costiera, quando il mare è ancora relativamente freddo e l'aria inizia a riscaldarsi. Una zona particolarmente "nebbiosa" della città, è quella di uno dei più grandi parchi cittadini d’Europa, il Parco della Favorita, che grazie ad una particolare posizione al riparo da venti e alla sua ricca di vegetazione può, se pur raramente, vedere la formazione di piccoli e poco duraturi bassi banchi di nebbia; questa zona è (insieme alle zone periferiche pedemontane) una tra le più fredde della città di Palermo e le sue periferie.

La zona più calda della città è il centro storico. Spesso i centri meteo d'informazione nazionale utilizzano i dati dell'aeroporto di Punta Raisi per indicare la situazione meteo del capoluogo siculo. Ma l'aeroporto (diviso dalla città da alcuni rilievi) si trova a circa 22 km di strada dalla periferia ovest di Palermo, e registra di norma in inverno minime più alte rispetto al capoluogo e in estate massime più contenute. Anche il regime pluviometrico della città è diverso da quello di Punta Raisi. La distribuzione delle precipitazioni di Palermo sono quelle tipiche del clima mediterraneo con massimi nel semestre invernale e cali drastici in estate quando posso verificarsi lunghi periodi di prolungata siccità assoluta. La minima assoluta registrata nel centro città a partire dagli anni 20 è stata rilevata all'Osservatorio Astronomico, -0,5° (durante la famosa nevicata dell'8 gennaio 1981). In genere Palermo registra delle massime più basse di Catania e che tendono ad essere simili a quelle di Messina, le minime sono un po’ più basse della città dello Stretto e più alte del capoluogo etneo. A volte nel capoluogo, come nel resto delle città costiere della Sicilia, possono registrarsi durante le sciroccate più intense massime superiori ai 20° anche in pieno inverno. Le temperature minime sotto lo zero sono estremamente rare. Solo le zone periferiche pedemontane o con grandi polmoni verdi riescono, ogni tanto, a registrare qualche valore negativo. Ma in piena città è un fenomeno quasi sconosciuto. In effetti dagli anni 20 nella zona centrale di Palermo solo la stazione meteo dell'Osservatorio Astronomico (sito sul tetto del Palazzo dei Normanni, alto più di 30 metri e circondato da due grandi giardini) ha registrato delle minime negative ma solo durante la nevicate dell'8 gennaio 1981 (-0,5° C) e quelle del 30-31 gennaio e 1 febbraio del 1999 (fino a -0,4° C). Le altre stazioni urbane hanno sempre registrato minime positive.

Particolare menzione ha la presenza della neve nel capoluogo siciliano. Famosa è la citazione storica del letterato palermitano Mongitore di una grossa nevicata a Palermo risalente al gennaio 1744, così abbondate da avere fatto crollare il tetto di una chiesa. Anche il freddo fu così intenso da avere portato al congelamento dei recipienti d'acqua esterni. In tempi recenti un'apparizione risale all'inverno del 1999. In particolare il 31 gennaio (ma nevicò anche il 30 e l'1 febbraio) di quell'anno l'Osservatorio Astronomico di Palermo, situato nel centro storico, registrò la massima più bassa da quasi 80 anni: +3,8°.

L'ultima apparizione della neve a Palermo risale al mattino del 14 febbraio del 2009, quando si è registrato un'intensa ondata di freddo. I monti attorno la città erano completamente ricoperti da una discreta coltre di neve fino a circa 200-300 metri, la stessa notte una nevicata ma senza accumuli (tranne qualche leggero deposito sulle auto e le aiuole di alcuni quartieri più periferici e pedemontani) aveva interessato anche la città. La notte del 14 febbraio le stazioni meteo della città hanno registrato temperature tra 1 e 2° C. Tra il pomeriggio del giorno prima e le prime ore di lunedì 16 le temperature si sono mantenute sotto i 10° e fino a 3°/2° circa. Già tra il 12 e il 13 febbraio la città era stata interessata da diversi episodi di grandine e gragnola.

L'area della piana di Palermo, ma soprattutto i monti che la delimitano, abitati sin dal periodo preistorico, conservano i resti di questa presenza umana. L'esempio più importante è all'interno della grotte dell'Addaura, su un versante di Monte Pellegrino, dove si aprono alcune cavità abitate durante il paleolitico ed il mesolitico. All'interno sono state ritrovate ossa e strumenti utilizzati per la caccia. All'interno di una delle grotte si trova un vasto e ricco complesso di incisioni, databili tra l'epigravettiano finale e il mesolitico, raffiguranti figure antropomorfe e zoomorfe. In mezzo ad una moltitudine di bovidi, cavalli selvatici e cervi, viene rappresentata una scena dominata dalla presenza di figure umane: un gruppo di personaggi, disposti in circolo, circonda due figure centrali con il capo coperto ed il corpo fortemente inarcato all'indietro.

Palermo deve la sua fondazione ai Fenici della città di Tiro nel 734 a.C. con il nome Zyz, in lingua fenicia "fiore", toponimo dovuto molto probabilmente alla forma che i due fiumi davano alla città. Fino a quel momento l'area era stata un emporio commerciale e base d'appoggio per la Sicilia nord-occidentale. Subito acquisisce un'enorme importanza commerciale grazie alla sua posizione ma soprattutto ai due fiumi, il Kemonia ed il Papireto, che vengono utilizzati come porti creando così un'area protetta molto ampia. La forma della città ricorda anche un piede e viene, infatti, spesso definita Piede Fenicio. Di conseguenza diviene meta ambita per i Greci che popolavano la parte orientale della Sicilia, i quali non riusciranno mai a conquistarla.

Dopo la caduta dell'Impero Romano la Sicilia diviene meta dei Vandali che fino al 535 la devastano. La liberazione di Palermo avviene grazie ai Bizantini, che tengono Palermo per tre secoli cedendola intorno all'IX d.C. agli Arabi che invadono la Sicilia e fanno di Palermo la sua capitale.

Segni della civiltà araba sono rimasti nella toponomastica della colture, delle costruzioni architettoniche. Le tracce di essa sopravvivono nei monumenti della parte antica della città con i suoi cinque quartieri: il Kasr nella punta della Paleopolis; il quartiere della grande moschea; la Kalsa ossia "l'eletta"; la zona degli Schiavoni e infine il Moascher. Il monaco Teodosio che ci fornisce queste notizie riferisce che a Palermo erano presenti in quel periodo più di trecento moschee. Gli arabi hanno introdotto anche i primi agrumeti formando la Conca d'oro aprendo così un nuova possibilità di sviluppo economico. La potenza musulmana fu, però, corrosa dalle lotte interne che aprirono la via agli stranieri finché nel 1072, dopo quattro anni d'assedio, Ruggero d'Altavilla, il primo conte normanno, espugnava Palermo.

Nel 1071 i Normanni conquistano la città ed in poco tempo anche il resto dell'isola, anche in questo caso la capitale resta a Palermo. Il massimo splendore si ha sotto l'impero di Federico II. Proprio lo storico arabo Idrisi ci fornisce ampia testimonianza di questo periodo di tanto splendore, in cui fiorirono due importantissimi monumenti e cioè la Chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio o Martorana e la Cappella Palatina. Alla morte di Federico II avvenuta nel 1250 Palermo e tutta l'isola perdono l'egemonia che aveva nel Mediterraneo, dopo Federico II in Sicilia sotto ordine del papa inizia il regime vessatorio spostando il centro del potere a Napoli con Carlo d'Angiò come re. Ma il popolo palermitano insorge nel 1282 cacciando i francesi e dando vita alla guerra del Vespro, che dura vent'anni.

Dopo l'impero normanno si alternano molte dominazioni: gli Svevi dal 1194 al 1266, gli Angioini (i quali spostarono la capitale da Palermo a Napoli) dal 1266 al 1282, gli aragonesi dal 1282 al 1500 e gli spagnoli. Nel 1713 la città passa sotto la dominazione dei Borboni che spostano definitivamente la capitale del regno a Napoli.

Nel 1860 avvenne lo sbarco dei Garibaldini a Marsala; da lì, grazie all'aiuto dei siciliani, che nel frattempo erano insorti, cominciarono a conquistare l'isola in nome dell'unificazione dell'Italia. Dure lotte interessano la città tra il 1860 ed il 1861 e quella anti-piemontese del 1866 (Rivolta del 7 e mezzo) che distruggono molte importanti strutture architettoniche.

Da questo momento in poi avviene un progressivo allontanamento degli interessi economici e politici dalla città che fino ad allora era stata un'importante meta economica e commerciale. In onore all'Unità d'Italia, il comune di Palermo inizia la costruzione di alcune importanti opere architettoniche, tra queste il taglio di Via Roma e la costruzione di quelli che diventeranno i due teatri più importanti e rappresentativi della città: il Massimo e Politeama.

Nei primi vent'anni del '900 Palermo attraversa un'epoca florida, con un breve ma intenso periodo Liberty, con il maggior esponente Ernesto Basile . Durante la prima guerra mondiale Palermo non venne interessata dal conflitto che invece la investì in pieno durante la seconda guerra mondiale per via dell'importanza del suo porto. Durante il conflitto, la città subì notevoli distruzioni a causa dei bombardamenti alleati tanto che è ancora possibile, in alcune zone del centro storico, scorgere i segni di tale avvenimento. Fu occupata nel luglio 1943 dalle truppe alleate del generale americano George Smith Patton.

Le lotte più significative dell'età contemporanea sono state quelle contro la mafia e il banditismo di Salvatore Giuliano, che ebbe il suo regno nella zona di Montelepre vicino Palermo. Nella lotta alla mafia sono stati colpiti uomini dello stato come Boris Giuliano, il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa e il presidente della Regione Siciliana Pier Santi Mattarella e soprattutto coraggiosi magistrati come Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Gaetano Costa e Rocco Chinnici fino ad arrivare a Don Pino Puglisi, martire nella difesa dei deboli nei quartieri più degradati fra i quali spiccano Brancaccio e Settecannoli. Oggi Palermo, che si affaccia sul più bel promontorio del mondo, come lo definì Johann Wolfgang von Goethe, tra Monte Pellegrino e Capo Zafferano, lungo il pendio della Conca d'Oro, sfiora i 700 mila abitanti ed è una città desiderosa di riscatto e di ritrovare l'antico splendore. Essa è una dei principali centri d'affari e dei commerci del bacino del Mediterraneo (è infatti candidata a diventare nel 2010 capitale dell'Euromediterraneo). La sua espansione è stata notevolmente favorita nei collegamenti dell'autostrada che la unisce al resto dell'isola, all'aeroporto e alle vicine isole minori quali Ustica o le vicine Egadi (in provincia di Trapani).

Lo stemma della città di Palermo è composto da un'aquila coronata imperiale in oro che afferra un cartiglio con la scritta S.P.Q.P. (Senatus PopulusQue Panormitanus), il tutto su fondo rosso. L'origine dello stemma non è certa, alcune fonti lo fanno risalire ad una concessione del 1154 di re Guglielmo I di Sicilia mentre altre all'epoca romana.

La città di Palermo è la sesta tra le 27 (la sesta in ordine cronologico) città decorate con Medaglia d'Oro come "Benemerite del Risorgimento nazionale" per le azioni altamente patriottiche compiute dalla città nel periodo del Risorgimento, periodo, definito dalla Casa Savoia, compreso tra i moti insurrezionali del 1848 e la fine della prima Guerra Mondiale nel 1918.

Il maggior numero di monumenti della città è dislocato all'interno del centro storico, ma molti sono quelli distribuiti in tutto il territorio palermitano, come le numerose ville storiche, torri d'avvistamento, tonnare, graffiti rupestri o semplicemente antiche chiese o palazzi nobiliari. Attualmente il centro storico di Palermo, che è uno dei più grandi d'Europa, sta subendo notevoli rifacimenti e restauri affinché sia valorizzato al meglio. In molti hanno proposto di inserire il centro storico di Palermo, l'Orto Botanico e il Duomo di Monreale fra i possibili patrimoni dell'Unesco.

Palermo conta numerosi monumenti risalenti al periodo normanno: nei pressi del Palazzo dei Normanni, che è diventato oggi la sede del Parlamento Siciliano, è collocata la Chiesa di San Giovanni degli Eremiti che con le sue caratteristiche cupole rosse è diventata uno dei simboli della città; va ricordata poi la Chiesa della Martorana, dalla ricchissima decorazione a mosaico, del più puro stile bizantino, situata in piazza Bellini, la chiesa di San Giovanni dei Lebbrosi edificata oltre il fiume Oreto e il Ponte dell'Ammiraglio del 1113. Costruita tra il 1130 e il 1170, la Chiesa della Magione, conosciuta anche come chiesa della Santissima Trinità, presenta una pianta a forma basilicale a tre navate sorrette da colonne, mentre internamente la costruzione si presenta molto squadrata e movimentata da una serie di archi ogivali tipici dell'architettura normanna, che girano intorno la chiesa. Dello stesso periodo è la Chiesa dello Spirito Santo (oggi all'interno del cimitero di Sant'Orsola), dove motivi ornamentali in stile normanno s’inseriscono in una sobria architettura articolata da archetti ogivali e portali d'ingresso.

Situata vicino alla chiesa della Martorana, è quella di Chiesa di San Cataldo, una costruzione normanna del 1160, dalla caratteristica facciata tripartita sormontata da grosse cupole realizzate su tamburo, che meglio conserva il suo aspetto originario. All'interno è notevolmente interessante il pavimento musivo.

Sul Cassaro si affaccia lo splendido complesso della Cattedrale eretta nel 1185 su un'area pianeggiante precedentemente occupata da una moschea araba. La splendida commistione artistica presente nell'edificio sembra ripercorrere l'intera storia cittadina e dei popoli che l'hanno guidata mettendo in bella mostra un portale laterale e delle torrette campanarie in stile gotico catalano, una facciata quattrocentesca, un'abside con decorazioni arabo-normanne e una cupola tardo barocca. In seguito ad un disastroso incendio degli ultimi anni del XVIII secolo l'interno venne completamente ricostruito in stile neoclassico. Vi sono conservati i sarcofaghi di Federico II e Ruggero II oltre la tiara d'oro di Costanza d'Aragona, preziosi ornamenti e gioielli reali esposti nel Tesoro. Sull'altro lato della piazza della Cattedrale è il Palazzo Arcivescovile dove si trova il Museo Diocesano, che raccoglie opere d'arte di notevole interesse, provenienti dalle chiese soppresse o distrutte durante l'ultima guerra.

Nell'arco del XIII secolo, in maniera particolare durante la dominazione angioina in città si sviluppò lo stile architettonico del gotico che possiamo ammirare in esempi come la Chiesa di San Francesco d'Assisi, caratterizzata nell'interno da continue trasformazioni e rifacimenti nel tempo che giustificano la complessità e la varietà dei linguaggi artistici in essa presenti; infatti in età barocca l’edificio venne ricoperto da stucchi ed affreschi da Pietro Novelli e nel XVIII secolo Giacomo Serpotta adornò i pilastri con le statue delle Virtù. Altro importante esempio è sicuramente la Chiesa di Sant'Agostino edificata nel 1275.

Appartengono allo stesso periodo la Chiesa della Gancia, la Chiesa di Santa Maria dello Spasimo che oggi ospita mostre ed eventi, la Chiesa di Santa Maria della Catena, dal caratteristico portale catalano e la Chiesa di Santa Maria la Nova.

Numerose chiese della città risalgono al periodo barocco, fra cui: la Chiesa del Santissimo Salvatore situata lungo Corso Vittorio Emanuele, la Chiesa del Gesù o Casa Professa situata nel quartiere dell'Albergheria, la Chiesa di Santa Teresa nel quartiere della Kalsa e la Chiesa di San Domenico con caratteristici elementi rococò. Molto importante la nuova Galleria d'Arte Moderna "Sant'Anna" che ha sede nell'ex convento francescano di costruzione barocca.

Di pariticolare interesse sono anche i Qanat, enorme opera di ingegneria idraulica costruita sotto la città a partire dal periodo della dominazione araba fino al periodo normanno. Durante il dominio aragonese, la città si arricchisce di pregevoli palazzi nobiliari e chiese caratterizzati da uno stile gotico tipico della Catalogna (il gotico catalano). Il Palazzo Sclafani, che sorge in prossimità del Palazzo Reale e quindi in una posizione privilegiata, fu costruito nel 1330 dal feudatario Matteo Sclafani, conte di Adernò (Adrano), in competizione con il coevo Palazzo Chiaramonte, superbo edificio con chiare influenze gotico-catalane, fatto innalzare dal cognato nell'attuale piazza Marina ed attuale sede del rettorato palermitano. Nel 1495 venne edificato il Palazzo Abatellis, progettato da Matteo Carnilivari in stile catalano e che oggi ospita la Galleria Regionale d'arte Moderna e Medievale mentre risale al 1490 la costruzione del Palazzo Aiutamicristo, noto soprattutto per gli sfarzosi interni che stupirono ospiti illustri fra cui Carlo V e Don Giovanni d'Austria.

Nel 1583 fu eretta dal viceré Marcantonio Colonna, la Porta Nuova, rifacendosi al modello di uno degli archi trionfali effimeri eretti in città al passaggio dell'imperatore Carlo V vittorioso a Tunisi. La versione attuale risale al 1669 ed è caratterizzata da una copertura a piramide ricoperta di maioliche colorate. Essendo collegata al Palazzo dei Normanni e quindi alle antiche mura cittadine, è il fondale monumentale del Cassaro o via Toledo, l'asse principale che attraversa il centro storico di Palermo.

Di periodo barocco di importanti sistemazioni urbanistiche per la città. Nel 1600 con il tracciato della Via Maqueda si venne a creare il nuovo salotto della città: all'incrocio con il Corso Vittorio Emanuele, si trovano I Quattro Canti, o teatro del Sole, una piazza ottagonale che costituiva il centro fisico e simbolico della città. Poco lontano in piazza Pretoria si può ammirare la Fontana Pretoria, da poco restaurata sulla quale si affacciano il Palazzo Pretorio o Palazzo delle Aquile, sede del Comune, e la splendida Chiesa di Santa Caterina.

Nel XVIII secolo la zona limitrofa della città muta considerevolmente grazie all'introduzione del sistema delle ville. La decisione di spostarsi all'esterno della città consolidata non deriva soltanto dalla "moda della villeggiatura" incalzante nel periodo, ma è dovuta anche all'aumento della pressione fiscale all'interno della città e alla volontà dei nobili di avere una maggiore presenza nei loro fondi agricoli così da poterne tenere sotto controllo la produzione; per questo motivo gli edifici di stile neoclassico si trovano quasi tutti al di fuori della vecchia cinta muraria. Tra gli edifici neoclassici della città va senz'altro ricordato l'Orto botanico di Palermo con il suo gymnasium che venne progettato alla fine del '700 dall'architetto francese Leon Dufourny fuori dalle mura di Palermo vicino il quartiere della Kalsa, dando così adeguato spazio a quello che diventerà uno dei più importanti giardini botanici d'Europa. La imponente costruzione è in stile dorico e ai lati si trovano due sfingi dello scultore palermitano Gaspare Firriolo. Particolarmente maestosa è Villa Belmonte all'Acquasanta che rispecchia lo stile neoclassico in ogni suo aspetto, dalle volumetrie alle decorazioni, è inoltre impreziosito da un tempietto circolare composto da dodici colonne corinzie. Da menzionare inoltre il Palazzo delle Finanze con il suo pronao dorico-siculo, Villa Belmonte alla Noce con i suoi affreschi monocromi, Palazzo Palagonia caratterizzato dalle quattro splendide cariatidi sulla facciata e Villa Airoldi. L'esempio più originale invece è senza dubbio la Palazzina Cinese, dimora di villeggiatura di Ferdinando IV, all'interno della tenuta di caccia del "Real parco della favorita", che unisce i canoni dell'architettura neoclassica con l'eclettismo del tempo di ispirazione orientale.

Nel 1885, iniziò la realizzazione di un secondo asse che attraversava la città, collegando la stazione ferroviaria con la zona portuale. Per la realizzazione di questa nuova arteria, Via Roma, vennero demoliti numerosi edifici, che lasciarono spazio a palazzi di architettura eclettica e liberty.

All'inizio del XX secolo, la città comincia ad estendersi fuori le mura verso nord, soprattutto lungo una nuova strada chiamata via Libertà. In questo quartiere vengono costruite numerose ville in stile liberty, da parte di Ernesto Basile e dei suoi allievi. Per la città inizia una nuova età dell'oro, grazie soprattutto all'opera della famiglia Florio. In quest'epoca la città si rinnova, dotandosi di nuovi ospedali, teatri come il celebre Teatro Massimo, il Politeama Garibaldi, il Teatro Biondo ed altri edifici pubblici.

Particolarmente significativo è l'Hotel Villa Igiea (inizialmente concepita come villa privata, solo recentemente divenuto albergo) costruito alla fine del XIX secolo per volontà della famiglia Florio e su progetto dell'architetto Ernesto Basile, che ha concepito sia l'architettura, che le decorazioni, che il mobilio dell'edificio in puro stile liberty.

Fra i molti villini liberty va ricordato senz'altro il Villino Florio nei pressi della Zisa, che con il suo stile eclettico rappresenta un magnifico esempio dell'Art Nouveau messa in luce da Ernesto Basile e Villino Favaloro progettato dal padre Giovan Battista Filippo Basile. La maggior parte delle altre ville verranno demolite per far posto ad alti edifici di nuova costruzione mentre rimarranno come monito di quel periodo di ricchezza le residenze borghesi nella borgata di Mondello che diventerà in breve tempo la spiaggia preferita dei palermitani. L'esempio più significativo di liberty a Mondello è lo stabilimento balneare della società italo-belga, il Charleston, costruito sull'acqua.

Altri esempi architettonici particolarmente rilevanti sono il Chiosco Ribaudo in piazza Castelnuovo, i Chioschi Ribaudo in piazza Verdi, il Kursaal Biondo e Palazzo Dato.

Durante l'epoca fascista l'architettura assume connotati dall'aspetto maestoso che si ispirano alla romanità ed alla cultura latina, finalizzata all'esaltazione del regime vigente, spesso mescolati all'ondata della nuova corrente del Futurismo. Vengono costruiti importanti edifici pubblici quali il Palazzo di Giustizia (progettato nel 1938 ma ultimato nel 1957 dagli architetti Gaetano ed Ernesto Rapisardi in puro stile razionalista italiano), il Palazzo delle Poste in via Roma, pregevole edificio monumentale con arredi futuristi e l'Ingresso monumentale di via Roma.

Degni di nota sono pure la Sede del Banco di Sicilia in via Roma, la Caserma dei Vigili del Fuoco "Ignazio Caramanna" che riprende nel suo complesso i temi dell'architettura futurista nelle volumetrie e nella policromia della costruzione e la Casa del Mutilato.

Dopo il rovinoso bombardamento del maggio 1943 il centro storico venne in buona parte abbandonato (infatti oggi abitano in centro solo 20.000 abitanti pur essendo molto grande) dai suoi abitanti (che preferirono trasferirsi nelle zone residenziali che vennero costruite tra gli anni '50 e '60). Fino agli anni '80 si registrarono alcuni crolli di edifici storici.

Palermo a partire dagli anni '50 ha sviluppato uno skyline molto variegato, in parte dovuto al sacco della città durante gli anni successivi alla seconda guerra mondiale in seguito all'abbandono da parte dei cittadini del centro urbano originario e l'emigrazione verso le periferie che ha determinato un boom edilizio senza precedenti, creando nuovi quartieri residenziali ex novo composti principalmente da palazzi in cemento armato che spesso superano i 12/13 piani, modificando Palermo non solo in estensione ma anche in altezza.

Gli edifici più alti della città sorgono prevalentemente intorno allo stadio comunale o nelle periferie sud. Il più alto edificio della città e della Sicilia è il Grattacielo Ina Assitalia che si sviluppa per 65 metri in altezza e si trova in centro città in piazzale Ungheria, altri edifici di una certa altezza sono: Torre Resuttana I (63 metri), Torre Resuttana II (60 metri) e Torre Sperlinga (59 metri).

Molto interessanti gli edifici, progettati da Vittorio Gregotti, del Dipartimento di Scienze dell'Università di Palermo costruiti nel 1969. I corpi si presentano come parallelepipedi scuri e monolitici quasi privi di aperture esterne (ma funzionali e luminosi grazie a cortili interni ricchi di vegetazione) accostati da un sistema di canali e vasche d'acqua.

Di grandissimo interesse stilistico invece sono il Palazzo della sede Enel di Palermo del 1961 concepito secondo i canoni del Brutalismo e il postmoderno edificio della Nuova Pretura della città progettato nel 1981 che si trova in prossimità dello storico mercato del Capo proprio dietro il Palazzo di Giustizia.

L'area semipianeggiante che dai Monti di Palermo si adagia verso il mare era anticamente nota come Conca d'oro poiché, essendo coltivata ad agrumeti come limoni o arance, questi risplendevano al sole rendendo il paesaggio palermitano un luogo incantevole. Dopo il dominio normanno che divise la zona in grandi riserve di caccia, nel periodo medievale proliferarono i "bagli". Con questo termine vengono descritti i cortili spesso di forma quadrangolare, circondati da alte mura e muniti di torri. Fino al XV secolo erano diffusissimi i bagli in tutta la zona, posti a difesa di piccoli insediamenti che sarebbero poi diventati le borgate storiche della città. È dal periodo Rinascimentale che la classe aristocratica decise di ricreare un piccolo paradiso agreste nella campagna edificando le prime ville; strutture queste non più chiuse e protette da mura, ma aperte al paesaggio naturale e destinate alla villeggiatura o alla vigilanza sul lavoro dei contadini. Le ville così si diffusero in gran numero in tutto il territorio a partire dalla zona a Sud, dove sorgeva il normanno Parco della Favara, fino a Nord, oltre le pendici dei monti Boccadifalco e Cuccio, attraversando la cosiddetta Piana dei Colli per raggiungere le borgate di Sferracavallo, Tommaso Natale e Mondello. In gran numero sono le residenze sorte a partire dal XVI secolo, dove, in pieno periodo barocco, la raffinatezza delle architetture, si riflette nello sfarzo degli interni. Delle oltre trenta ville palermitane però poche presentano le stesse caratteristiche di amenità e antica serenità che le contraddistingueva, essendo queste ormai state inghiottite dall'espansione edilizia che ha invaso negli anni la Conca d'oro.

Risalgono al periodo normanno anche diversi palazzi: La Zisa e il suo sistema di fontane, La Cuba dallo stile austero e severo, il Castello di Maredolce all'interno del Parco della Favara e il Palazzo Scibene.

Del periodo punico rimane essenzialmente l'impianto urbano della città, corrispondente a un asse urbano principale (il Cassaro) e una viabilità minore che si dirama da questo, mentre sono scarse le testimonianze tangibili. Tracce puniche sono riscontrabili in limitate porzioni dell'antica cinta muraria o nella necropoli, utilizzata anche in epoca romana, situata nei pressi dell'attuale Corso Pisani. Vi sono invece resti di un insediamento romano all'interno della Villa Bonanno, posta di fronte il Palazzo dei Normanni mentre altre abitazioni sono state ritrovate nei pressi di Piazza Pretoria. Da Corso Alberto Amedeo, superato un ingresso Ottocentesco, si entra nelle Catacombe di Porta D'ossuna databili intorno al IV/V Secolo D.C. Queste, paragonabili alle note catacombe di Siracusa ma di dimensioni molto ridotte, si snodano nel sottosuolo per diversi metri in direzione Nord Sud e vennero utilizzate come ricovero dalla popolazione durante la Seconda Guerra Mondiale.

Palermo conserva ancora gran parte del suo fascino orientaleggiante nei numerosi mercati disseminati nella città. Oltre ai mercatini settimanali "di quartiere" vi sono infatti i cosiddetti Mercati storici, che occupano determinati luoghi durante tutto l'anno. I più noti e caratteristici sono la Vucciria, Ballarò e il Capo.

Muovendosi all'interno del fitto intreccio di vicoli e piazzette del mercato della Vucciria si possono ritrovare tutti gli ingredienti della cucina siciliana; le coloratissime bancarelle traboccano di cassette di legno che, grazie ai colori della mercanzia, si trasformano in scrigni ricolmi dell'oro dei limoni, dell'argento delle sarde fresche e salate, del bronzo delle olive e del corallo dei pomodori essiccati.

Spettacolari le piramidi di cuccuzzedde, di broccoli verdi, di mazzi di tenerumi. In estate la scena di questo grande teatro di strada vede trionfare come assoluti protagonisti i muluni d'acqua e le grandi angurie con il ventre affettato e messo a nudo.

E cosa dire delle mille erbe aromatiche assolutamente indispensabili per la riuscita dei nostri piatti regionali più gustosi: l'addauro (alloro), il basilico, il prezzemolo, l'origano, il finocchietto selvatico ed i capperi di Pantelleria; esposte come piccoli tappeti orientali da preghiera, le cassette basse e larghe traboccano di uva passolina, ingrediente fondamentale per la pasta con le sarde e il pesce stocco a ghiotta, di mandorle sgusciate, noccioline croccanti, noci dalla buccia ruvida e pistacchi dolci e salati.

Il variegato mondo dei pesci, poggiato su letti di ghiaccio tritato, è rappresentato da gamberi, orate, scorfani, tonni, pescespada, polpi, seppie e grossi calamari.

Nelle pentole bollenti vengono tuffati i polipi bolliti, conditi a fine cottura con soltanto una spruzzata di limone. Le sarde salate vengono nettate davanti gli occhi dei clienti. Caratteristiche sono anche le stigghiole cotte alla brace e le panelle.

Il nome di questo mercato spiccatamente popolare è di origine francese: deriva, infatti, dalla parola francese boucherie ("macelleria"), perché in epoca angioina vi sorgeva un macello, mentre oggi vi abbondano le carnezzerie, ma non solo. L'allegra baraonda delle bancarelle è stata trasformata dal pittore bagherese Renato Guttuso in una fantasmagorica tapezzeria di odori e di colori: la Vucciria, dipinta nel 1974, nelle sue mani di artista e di poeta è diventata una metafora della terra di Sicilia e di tutti i suoi abitanti.

Con un uso di origine araba, la strada è letteralmente invasa da cassette di legno: contengono la merce che viene continuamente abbanniata; pochi ne comprendono il significato letterale, ma tutti sanno che quelle grida, cantilenate con cadenze orientali, intendono reclamizzare la buona qualità ed il buon prezzo dei prodotti. Illuminato anche in pieno giorno da grandi lampade, per far risaltare la vantata freschezza, il pesce costituisce un grande polo di attrazione del mercato. (...) Al mercato c'è una vasta scelta: si va dal re dei pesci, il pescespada, troneggiante sui tavoli di marmo e incoronato dalla sua arma oramai inutile, all'umile sarda, il pesce dei poveri, come è provato dal detto liccarisi a saidda che si riferisce a chi ha ristrettezze nello spendere. Dicono che la pasta con le sarde fu inventata dagli arabi: secondo la leggenda, quando arrivarono in Sicilia nel nono secolo, avrebbero raccolto il finocchietto selvatico sulle colline e l'avrebbero subito unito alle sarde appena pescate nel porto di Mazara. Un po' discosto, quasi sottobanco, si vendono le acciughe sottosale: la passione siciliana per questo gusto è forse una reliquia del grande successo riscosso in tutto il Mediterraneo dal garum, la prelibata salsa che sia i Fenici che i Romani ottenevano facendo fermentare al sole il pesce in grandi vasche.

Sviluppato nel cuore dell'omonimo quartiere, conserva la vivacità e genuinità popolare del tipico mercato mediterraneo un tempo appannaggio della Vucciria.

Altri mercati storici a Palermo sono il Mercato delle Pulci e quello dei Lattarini.

La religione più diffusa, testimoniato anche dal grande numero delle chiese, è quella cristiano cattolica, ma sono anche presenti altre chiese cristiane: anglicane, evangeliche, valdesi, protestanti ed ortodosse. In rapida diffusione l'Islam favorito dal grande numero degli immigrati proventienti dai paesi nord africani. A causa di questo aumento demografico è stata costituita nel 1990 la prima moschea moderna di Palermo ricavata dalla vecchia chiesa sconsacrata di San Paolino, ceduta dalla Curia alla regione e dalla stessa alla comunità islamica, nonostante la città fosse nota sotto il periodo di dominazione araba come la città delle trecento moschee.

Molteplici le etnie presenti all'interno della città stanno a ottolineare l'alternanze di dominazioni vissute dalla stesa e dalla Sicilia intera. Tra gli abitanti è facile riscontrare tratti fortemente mediterranei ed allo stesso tempo tratti somatici tipici del Nord Europa. Negli ultimi anni il forte flusso migratorio proveniente dal Nord Africa e dall'oriente ha creato nuovi gruppi etnici in città per i quali è stato creato un giornale, attualmente in città si contano oltre 15.000 immigrati regolai divisi in oltre 100 diverse etnie. Dividendo in macrogruppi riusciamo a distinguere tre ceppi principali inseriti in ordine di dimensione: Arabi (proveninenti principalmente da Tunisia, Marocco ed Algeria), Asiatici (provenienti principalmente da India, Bangladesh, Sri Lanka, ecc.) e Neri-Africani (provenienti principalmente da Senegal, Ghana, Nigeria, Costa d'Avorio).

La cucina palermitana è una cucina tipicamente povera ma ricchissima di calorie. E' composta in larga parte da i tranci meno nobili degli animali, che in altre zone d'Italia vengono eliminati e non mangiati. Di particolare interesse è il "cibo da strada", ancora largamente diffuso, che rappresenta perfettamente i gusti dei palermitani. Molto presente anche la cultura e la tradizione araba, in particolare nei dolci.

Villagrazia-Falsomiele, Oreto, Stazione centrale/Giulio Cesare.

Cuba, Villa Tasca-Altarello, Boccadifalco.

Questi quartieri sono stati interessati da due importanti risistemazioni urbanistiche, la prima nel 1600 con il taglio di via Maqueda che crea la croce barocca, il secondo nel 1885 fu il taglio di Via Roma. Attualmente all'interno di questi quartieri hanno sede i mercati storici della città.

A distanze anche considerevoli dal centro storico sono sorti grandi quartieri periferici, alcuni dei quali (Borgo Nuovo, CEP San Giovanni Apostolo, Bonagia, ZEN San Filippo Neri, Sperone, etc...) costituiti da edilizia popolare. Sono ancora presenti alcune piccole frazioni rurali quali Croceverde e Ciaculli, legati ancora alla vita di campagna e alla coltivazione del Mandarino tardivo di Ciaculli, protetto da slow food. Dunque gli ultimi resti della Conca d'Oro sono stati quasi interamente inghiottiti dall'edilizia selvaggia degli anni 60 70 e 80.

Palermo è considerata a tutti gli effetti una città policentrica, poiché durante l'espansione a macchia d'olio novecentesca vennero inglobati altri centri urbani preesistenti. Questi piccoli agglomerati abitativi sono le cosiddette borgate storiche, ormai poco distinguibili all'interno del tessuto urbano, ma in attesa di una rivalorizzazione. Il sistema delle borgate ha origini molto antiche e grazie a una capillare rete viaria metteva in collegamento il centro storico con una ventina di altri insediamenti dislocati nel territorio vicino in modo da assolvere ognuno a una determinata funzione: vi erano le borgate marinare, come Mondello, Sferracavallo, Arenella, (le più antiche e con un'economia votata soprattutto alla pesca) e quelle di tipo agricolo, come San Lorenzo, Pallavicino, Cardillo, distribuite soprattutto nella cosiddetta Piana dei colli, corrispondente alla zona a nord del centro.

Non si tratta quindi di vere e proprie frazioni o villaggi a sé stanti, ma di piccoli insediamenti (alle volte corrispondenti a una sola via) che hanno avuto grande importanza nello sviluppo della città.

I sindaci di Palermo dal dopoguerra ad oggi.

In progetto c'è la costruzione di una seconda tangenziale cittadina la cui realizzazione appare molto costosa e molto difficile vista la particolarissima conformazione del territorio. Il progetto preliminare prevede tre corsie per senso di marcia con corsia d'emergenza e andrebbe a collegare lo svincolo di Villabate all'Aeroporto di Palermo-Punta Raisi, evitando il caos dell'attuale circonvallazione, pressoché satura. Inoltre c'è un progetto molto ambizioso da parte dell'amministrazione comunale per collegare il porto alla circonvallazione, cioè la costruzione di un tunnel che parte dalla circonvallazione all'altezza di Viale Francia e riemerge dove oggi c'è il mercato ortofrutticolo poiché attualmente il porto non ha una strada che lo colleghi direttamente alla circonvallazione.

Altre importanti stazioni del trasporto urbano sono Tommaso Natale, Brancaccio, S. Lorenzo, Francia e Vespri (Policlinico-Ospedale Civico).

Attualmente il trasporto urbano è curato dalla metropolitana ed dal sistema di autobus urbani.

La metropolitana di Palermo ha una doppia gestione AMAT/FS, sfrutta i binari del passante ferroviario e dell'anello ferroviario ed attualmente dispone di due linee.

Il trasporto urbano su gomma è curato dall'azienda municipalizzata AMAT, le linee girano tutta la città ed arrivano anche in alcuni comuni limitrofi. Gli orari vanno dalle 4:00 del mattino fino a mezzanotte circa. La linee N1 e N2 sono linee notturne ed effettuano il percorso per tutte le 24 ore. Il terminal si trova in zona Passo di Rigano. Oltre agli autobus tradizionali sono presenti alcuni in versione aperta utilizzati per collegare il centro a Mondello e vengono utilizzati durante il periodo estivo.

È in corso di aggiudicazione l'appalto per la costruzione della metropolitana leggera su gomma, i cui veicoli saranno senza guidatore. Le linee saranno due e taglieranno tutta la città dall'imbocco della tangenziale o circonvallazione cittadina (zona Oreto) fino alla nota località balneare di Mondello ma faranno due percorsi differenti all'interno del circuito urbano. Il servizio avrà una cadenza di circa 3 minuti. Il comune ha presentato al CIPE il progetto e ne aspetta la finanziazione, le stazioni del progetto sono: Svincolo oreto; Oreto sud; Oreto nord; Piazza Giulio Cesare; Piazza Borsa; Teatro Massimo; Politeama; Archimede; Notarbartolo; Sciuti; Empedocle Restivo; Alcide De Gasperi ;Stadio; Libertà-Lazio; Via D'Annunzio; Aldisio; Lanza Scalea; Villa adriana; ZEN San Filippo Neri; Tommaso Natale; Piano Verde; Partanna-Mondello.

Sono in costruzione due piste ciclabili in pieno centro città con percorso che dalla zona pedemontana va verso il mare scavalcando letteralmente la circonvallazione. Entrambe saranno lunghe 7 km ciascuna, per un totale di quasi 14 km di pista ciclabile che si vanno ad aggiungere all'attuale ed unica pista ciclabile lunga poco più di 1 km. La bicicletta servirà così da variante all'automobile o ai mezzi pubblici per tutti gli amanti dello sport; inoltre esse potranno essere sfruttate pressoché tutto l'anno grazie al clima favorevole della città di Palermo.

Altre squadre, relativamente importanti, cittadine sono: Fincantieri e Panormus.

Altre squadre che militano in campionati minori: Villa Igiea e Clubino del Mare.

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Strada statale 113 Settentrionale Sicula

La strada statale 113 Settentrionale Sicula si snoda sulla costa settentrionale della Sicilia e va da Messina a Trapani passando per Palermo. La parte iniziale per 24 km corrisponde alla parte tirrenica del Comune di Messina dalla zona di Mortelle a quella di Orto Liuzzo. La strada s'introduce anche per 23 km all'interno del Comune di Palermo dalla prima frazione est, Acqua dei Corsari, al confine con Villabate all'ultima ovest, via Plauto a Sferracavallo, al confine con Isola delle Femmine.

Per lunghi tratti si snoda a pochi metri dal Mar Tirreno e spesso affianca il percorso della linee ferroviarie Messina - Palermo e Palermo - Trapani.

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Joe Profaci

Giuseppe Profaci (Villabate alle porte di Palermo, 1897 – 1962) è stato un criminale italiano naturalizzato statunitense.

Nel 1921 emigrò a New York dove verrà naturalizzato cittadino americano nel 1927. Suo fratello Salvatore diventa il primo consigliere della famiglia Colombo dalla fine degli anni '20 fino alla sua morte per un incidente stradale nel 1954. Joe profaci stabilisce la sua base principale a Brooklyn: ufficialmente è uno dei piu grossi importatori di olio d'oliva d'america ed è chiamato il re dell'olio d'oliva.

La famiglia diviene autonoma nel 1931 con la fine della Guerra castellammarese e si occupa di estorsioni, gioco d'azzardo, scommesse clandestine, usura, traffico di droga, appalti truccati e sindacati dell'edilizia. I suoi uomini di fiducia sono come vice capo suo cognato Joe Magliocco, consigliere suo fratello Salvatore, come capidecina Simone Andolino, Salvatore Badalamenti, Leonard Carlino, Harry Fontana, Joseph Colombo, John Oddo, Nicholas Forlano Sebastiano Aloi e Ambrose Magliocco.

Proprio in quel periodo Profaci fa fare la pace tra la famiglia Greco di Ciaculli e i loro cugini Greco di Croceverde Giardini, protagonisti di una sanguinosa faida. Nel 1956 la nipote Rosalie si sposa con Salvatore Bonanno, figlio di Joseph Bonanno, mentre le sue due figlie si sposano con il figlio di William Tocco e con il figlio di Joe Zerilli, capimafia di Detroit.

Nel 1960 scoppia la guerra all'interno della famiglia con gli affiliati più giovani guidata da Joe Gallo: gli omicidi dureranno per alcuni anni da entrambe le parti e si arriverà alla pace con il gruppo di Gallo solo quando quest'ultimo viene arrestato. Nel 1962 Profaci muore di cancro all'eta di 65 anni, gli succede alla guida della cosca il suo vice e cognato Joseph Magliocco.

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Colombo (famiglia)

La Famiglia Colombo, conosciuta anche con il nome di Famiglia Profaci, è una delle potenti cinque famiglie mafiose di Cosa nostra che controlla le attività criminali e non a New York ed in altri stati d'America. La Famiglia fu fondata all'inizio degli anni '20 da Joe Profaci e nel corso degli anni ha mantenuto stretti legami con tutte le altre potenti famiglie mafiose d'America, soprattutto con la Famiglia Bonanno, con la Famiglia di Detroit, e la Famiglia di Tampa. Negli anni si sono succeduti alla guida della cosca , potenti Boss del calibro di : Joe Profaci, Joseph Magliocco, Joseph Colombo, Thomas Di Bella e Carmine Persico. La Famiglia mantiene stretti legami di collaborazione e d'affari con Cosa nostra siciliana, soprattutto con le Famiglie di Villabate, Misilmeri e altre della provincia di Palermo. Nonostante alcune sanguinose faide interne scoppiate all'inizio degli anni '90 e i successivi numerosi arresti di importanti boss, la Famiglia rimane una delle più potenti di Cosa nostra americana .

Le origini della cosca sono da individuarsi nella cittadina di Villabate e nei comuni vicini in provincia di Palermo, luogo da dove proviene la maggior parte dei suoi componenti tra gli anni '10 e gli anni 20. Proprio da Villabate proviene Joe Profaci, un giovane "uomo d'onore" della locale cosca emigrato a New York nel 1921. A metà degli anni '20, Profaci divenne il boss della Famiglia, diventando in breve tempo uno dei mafiosi più potenti, temuti e rispettati della città e dell'intera nazione. Con base a Brooklyn, la cosca si occupava principalmente di contrabbando di alcolici, estorsioni e gioco d' azzardo, contando su circa 100 "affiliati" .

Nel 1928, con l' omicidio del Boss Salvatore D'Aquila, iniziò la famosa guerra castellammarese, che vedeva contrapposti da un lato la Famiglia Masseria e da un altro lato la Famiglia Castellammarese. La Famiglia Profaci fu l'unica cosca di New York a rimanere ufficialmente neutrale, anche se in segreto Profaci e gli altri leader della Famiglia supportavano i Castellammaresi. Dopo circa tre anni e mezzo di omicidi per le strade e lupare bianche, i boss più giovani come lo stesso Profaci, Lucky Luciano esponente di spicco della Famiglia Masseria, Vincent Mangano, Frank Scalice, Gaetano Gagliano, Joe Bonanno, Gaetano Lucchese ed altri decisero di mettere fine alla guerra e nel 1931 organizzarono gli omicidi di Joe Masseria prima e Salvatore Maranzano poi. I nuovi boss formarono la commissione, una struttura di comando in cui tutti i boss delle Famiglie avrebbero preso accordi e decisioni in maniera pacifica e democratica.

Appena finita la guerra castellammarese, Joe Profaci allarga il numero degli affiliati della sua Famiglia, accogliendo molti mafiosi della Famiglia Maranzano, adesso guidata dal suo grande amico ed alleato Joe Bonanno. La Famiglia passa da 100 a circa 200 affiliati, e con decine e decine di associati, mantenendo sempre la sua base principale a Brooklyn.

Gli affari della Famiglia comprendono : estorsioni, gioco d'azzardo, scommesse illegali, usura , traffico di droga, edilizia, appalti truccati, sindacati, riciclaggio di denaro sporco, prostituzione, contraffazione e numerosi altri racket, non solo nei territori di New York e del New Jersey, ma anche in altri stati americani come California, Florida, Nevada, Maryland, Carolina del Nord, Carolina del Sud e l'isola di Cuba).

La Famiglia di Don Peppino Profaci era così composta: come vicecapo suo cognato Joseph Magliocco, consigliere suo fratello Salvatore Profaci e tra i capidecina più importanti figuravano : Salvatore Musacchio, Simone Andolino, Salvatore Badalamenti, Leonard Carlino, Sebastiano Aloi, Harry Fontana, Ambrose Magliocco, John Oddo, Nicholas Forlano, Thomas Di Bella.

Alla fine degli anni '40, con la nascita di Las Vegas, la Famiglia Profaci finanzia e controlla alcuni casinò. All'inizio degli anni '50, i rapporti tra i Profaci e la Famiglia Bonanno, si consolidarono con il matrimonio tra Rosalia Profaci nipote del Boss e Salvatore Bonanno figlio di Joe .

Alla fine degli anni '50, la stabilità all'interno della Famiglia cominciò ad incrinarsi. Infatti nel 1957, i nuovi boss delle rispettive famiglie Gaetano Lucchese, Carlo Gambino, e Vito Genovese, per rompere l'alleanza tra Profaci e Bonanno, fomentarono segretamente la rivolta dei fratelli Gallo, giovani ed importanti membri della famiglia Profaci contro il loro anziano boss. I fratelli Gallo, guidati dal più grande dei fratelli Joe Gallo, gestivano le attività della Famiglia nel quartiere di South Brooklyn .

Profaci pretendeva sempre maggiori profitti dal loro gruppo. La situazione si deteriorò definitivamente nel novembre del 1959, quando Profaci ordinò l'eliminazione di Frank Abbatemarco, uno degli uomini di fiducia dello stesso Gallo. Profaci promise di ricompensarli con nuovi racket. Anche se a malincuore, Crazy Joey diede l'ordine ai suoi uomini di eliminare Abbatemarco. Il 4 novembre del 1959, ad uccidere il loro ex "compare", all' interno del ristorante "Cardello" di Brooklyn, furono i suoi fratelli Larry e Albert Gallo, assieme a Joe Gioeli, il loro migliore killer.

Settimana dopo settimana, la rabbia di Gallo e dei suoi uomini aumentava a dismisura. Profaci piazzò nel gruppo ribelle un suo soldato di fiducia, John Scimone, con lo scopo di spiarli e controllarli meglio. Nei primi mesi del 1960, Profaci per intimidire i Gallo ordinò l'omicidio di Joe Gioeli. Il corpo di Gioeli fatto a pezzi venne ritrovato a Shepshead Bay, una località di Brooklyn, all'interno di un'automobile parcheggiata di fronte ad una concessionaria di auto, di proprietà di un affiliato dei Gallo, ritrovo della banda . Joe Gallo, sentendosi forte di un buon numero di affiliati e del sostegno di una parte della commissione, decise di rompere gli indugi e attaccare frontalmente il suo vecchio padrino, con lo scopo di prendere il potere all' interno della Famiglia .

Furono presi in ostaggio alcuni dei pezzi grossi della Famiglia, come il vicecapo Joseph Magliocco e il capodecina Joseph Colombo. Profaci diede la delega a trattare il rilascio degli ostaggi al suo nuovo consigliere Charles Lo Cicero. Pagato il riscatto, gli ostaggi furono liberati con la falsa promessa del ritiro dagli affari di Don Peppino Profaci. Una volta rilasciati gli ostaggi invece si scatenò il bagno di sangue tra i due schieramenti. Anche se nettamente inferiore come numero e come potere, il gruppo di Gallo diede del filo da torcere ai Profaci.

La faida durò per tutto il 1960 e il 1961. Il 20 Agosto 1961, Larry Gallo venne invitato al Sahara Lounge, un locale di Brooklyn di proprietà di un affiliato di Profaci , per discutere con una delegazione rivale di una eventuale tregua. In realtà la tregua era una scusa: Larry Gallo, appena entrato nel locale con il suo guardaspalle, fu aggredito da alcuni uomini, tra cui Carmine Persico, ex soldato proprio della "decina" di Gallo, che cercarono di strangolarli . Larry ed il suo guardaspalle si salvarono per puro caso, grazie all'entrata nel locale di alcuni poliziotti ignari di tutto, e gli attentatori riuscirono a scappare. L'episodio verra' ricordato nel film Il padrino.

I Gallo dopo qualche settimana risposero con il tentato omicidio di Persico, che riuscì a salvarsi. Alla fine del 1961 Joe Gallo, capo della fazione ribelle, venne arrestato e condannato dalla procura distrettuale di Brooklyn a 10 anni per estorsione. Il posto di Crazy Joey, come capo della fazione ribelle, venne preso da suo fratello Albert, che continuò la faida.

Il 7 Giugno del 1962 , Joe Profaci , mori' di cause naturali , dopo una lunga malattia . Alla guida della Famiglia gli successe , il suo vicecapo e cognato Joseph Magliocco . Nello stesso periodo il gruppo ribelle , guidato da Albert Gallo , ormai decimato dagli omicidi , e con il loro leader Joe Gallo in carcere , venne ad un accordo con Magliocco . Tornata la tregua all' interno della Famiglia , Magliocco consolido' la sua posizione , e inizio' a cospirare con Joe Bonanno , l' eliminazione di Magaddino , Lucchese , e Gambino , con lo scopo di prendere il totale controllo all' interno della commissione . Magliocco delego' l' organizzzione degli omicidi , ad un suo capodecina di fiducia , Joseph Colombo , ma Colombo per ingraziarsi il resto della commissione , ando' a riferire tutto alle vittime designate .

Lucchese , Gambino e Magaddino , convocarono ad una riunione Bonanno e Magliocco , per avere delle spiegazioni . Magliocco si presento' , e ammise i suoi errori , e visto che era gravemente malato , gli fu imposto soltanto di ritirarsi dalla guida della "Famiglia" . Bonanno invece non si presento' , dando inizio alla famosa "banana war" , ovvero la famosa faida interna della Famiglia Bonanno , da un lato i fedelissimi del vecchio Boss , e dall' altro lato la fazione guidata da Gaspare Di Gregorio , appogiato da una parte della commissione . Magliocco mori' di cause naturali , alcuni mesi dopo il 28 Dicembre del 1963 .

Subito dopo la morte di Magliocco , con il sostegno della commissione , venne posto a capo della "Famiglia Profaci" , Joseph Colombo . Da quel momento le autorita' , chiameranno la cosca Famiglia Colombo dal nome del suo Boss . Joe era il figlio di un "uomo d'onore" , Antonio Colombo fedelissimo di Profaci , assassinato nel 1935 . Il giovane Colombo entro' a far parte della "Famiglia" , all' inizio degli anni 40 , occupandosi di gioco d'azzardo e usura , e all'inizio degli anni 50 venne promosso da Profaci , capodecina , diventando uno dei membri piu' importanti della cosca .

Alla meta' degli anni 60 , creo' "la lega dei diritti civili degli italoamericani" . Questa associazione si occupava di contrastare il razzismo e i pregiudizi diffamatori , nei confronti degli italoamericani . Tutto questo non piacque' molto ad alcuni Boss della commissione , perche' secondo loro la lega ed i comportamenti di Colombo , portavano alla mafia publicita' indesiderata , infatti sin dalla fine degli anni 60 , l' FBI aveva iniziato ad indagare sulle attivita' di Colombo edegli altri pezzi grossi della Famiglia . Agli inizi del 1971 , Joe Gallo venne rilasciato dalla prigione , e non avendo mai abbandonato i suoi propositi di diventare il boss della Famiglia , riorganizzo' e ricompatto' i suoi fedelissimi , con lo scopo di prendere il potere .

Il 28 Giugno del 1971 , durante il "columbus circle" a Manhattan , alla presenza di decine di migliaia di persone , un giovane killer di nome Jerome Jonhson , spacciatosi per fotografo si avvicino' a Colombo e gli sparo' con una pistola . Il killer fu subito crivellato dalle pallottole dei figli e degli uomini di Colombo . Joseph Colombo resto' in coma fino alla sua morte , avvenuta nel 1978 . Anche se il mandante dell'omicidio fu' Gallo , la morte di Colombo non dispiacque' ad alcuni Boss come Carlo Gambino . Infatti le autorita' sospettarono che dietro Gallo , ci fosse la mano di Don Carlo , ma tuttavia questa ipotesi non fu mai accertata . Subito dopo l' attentato al posto di Colombo , venne messo come Boss reggente Vincent Aloi , figlio di Sebastiano Aloi .

La vecchia faida con i Gallo riscoppio' piu' sanguinosa che mai . Joe Gallo , verra' assassinato alcuni mesi dopo , il 7 Aprile del 1972 , mentre stava festeggiando il suo 43' compleanno con parenti e amici , al ristorante "Umberto Clam House" di Little Italy . Nelle settimane seguenti furono assassinate da entrambe le parti circa 30 persone , e la guerra duro' fino a quando non fu trovato un definitivo accordo . A sostituire Aloi come Boss dal 1973 in poi , ci fu Thomas Di Bella , un anziano capodecina ed ex fedelissimo di Don Peppino Profaci . Infatti il Boss designato era Carmine Persico , ma quest' ultimo stava scontando una condanna in carcere , e quindi a capo della famiglia venne messo Di Bella . Di Bella era un uomo molto scaltro nell' eludere le autorita' , sulle sue reali attivita' malavitose , infatti il suo unico arresto risaliva al 1932 , all' epoca del proibizionismo per contrabbando di alcolici . Thomas Di Bella , fu il Boss della Famiglia , fino al 1977 , anno in cui si ritiro' dalle attivita' mafiose per problemi di salute .

Nel 1977 , dopo il ritiro di Di Bella il posto di Boss ufficiale della Famiglia fu preso da Carmine Persico , uscito di prigione nello stesso anno . Persico era diventato un "uomo d' onore" della Famiglia Profaci , alla meta' degli anni 50 , ed era stato aggregato come soldato nel gruppo guidato da Joe Gallo . Inizialmente era stato uno dei ribelli al fianco dei fratelli Gallo , ma poi aveva cambiato schieramento ed era tornato con i lealisti di Profaci , dopo aver capito che i Gallo non avrebbero potuto vincere . Alla meta' degli anni 60 , fu promosso capodecina dal nuovo Boss Joseph Colombo .

Nel 1985 , fu arrestato assieme agli altri Boss delle cinque famiglie di New York , nel famoso processo della commissione , e nel 1987 , venne condannato con la legge RICO all' ergastolo , e spedito nella prigione federale di Lompoc , in California . Nonostante la condanna all' ergastolo , Persico ha continuato a comandare dal carcere , nominando come Boss reggente Vic Orena , suo braccio destro . Tuttavia all' inizio degli anni 90 , scoppio' una faida interna tra la fazione di Orena , che aspirava a prendere il controllo della Famiglia , e i lealisti di Persico guidati dal figlio di Carmine , Alphonse Persico .

Persico dal carcere ordino' l' omicidio di Orena , e diede l' ordine di organizzarlo al suo fedele consigliere Carmine Sessa . Nel Giugno del 1991 , mentre Vic Orena stava rientrando nella sua casa a Long Island , cinque killer mandati da Sessa , aprirono il fuoco ma Orena riusci' a salvarsi . Carmine Sessa , si rivolse alla commissione , dicendo che Persico era l' unico capo riconosciuto della Famiglia , e che la commissione avrebbe dovuto "posare" dall' organizzazione Vic Orena , ma la commissione e sopratutto John Gotti , amico di Orena , si rifiutarono affermando che la faida , doveva finire co un accordo di entrambe le parti . Ma la guerra continuo' dal 1991 al 1993 , causando 12 morti e 15 feriti , fino a quando nel 1993 l' FBI arresto Vic Orena e gran parte della sua fazione di Brooklyn , ed alcuni giorni dopo furono arrestati altri 40 affiliati della Famiglia , questa volta della fazione di Persico . Durante il processo , Orena , il suo piu' importante capodecina Pasquale "Patsy" Amato , e numerosi esponenti della cosca furono condannati all' ergastolo .

Carmine Persico all' eta' di 76 anni , continua ad essere il Boss ufficiale , nonostante la condanna all' ergastolo . Attualmente sta scontando la condanna in un carcere federale della Carolina del Nord . Suo figlio Alphonse Persico , era l' erede designato alla guida della famiglia , ma dopo aver scontato varie condanne durante gli anni 90 , nel 2007 assieme al vicecapo John De Ross , e ad altri importanti membri , e' stato arrestato con l' accusa di aver ordinato l' omicidio di un rivale . Se Persico e De Ross , verranno condannati rischierebbero l' ergastolo . John Franzese , all' eta' di 91 anni sarebbe il presunto vicecapo , Franzese e' stato arrestato nel Maggio 2007 , e attualmente sarebbe il mafioso in attivita' piu' anziano . Thomas Gioeli , sarebbe uno dei Boss reggenti , mentre Vincent Aloi sarebbe l' attuale consigliere .

Ancora dopo 16 anni la faida interna che insanguino' la Famiglia Colombo , ha continuato a fare danni con le condanne di 80 tra "uomini d' onore" , ed associati , tra cui lo stesso Orena ed i suoi figli Victor e John . Nel Giugno 2008 , Thomas Gioeli , l' ex consigliere Joel Cacace , il capodecina Dino Calabro' , il soldato Dino Saracino , e diversi tra affiliati ed associati sono stati condannati per vari racket tra cui traffico di droga , usura , estorsioni e tre omicidi , risalenti all' inizio degli anni 90' durante la faida Persico - Orena . Con l' arresto del presunto boss reggente Thomas Gioeli , le autorita' ipotizzano che a prenderne il posto alla guida della famiglia , sia stato il capodecina Andrew Russo . Attualmente la Famiglia sarebbe composta da circa 100 - 110 "uomini d' onore" , e numerosi tra associati e fiancheggiatori . Nonostante i numerosi arresti da parte della polizia e dell' FBI , che hanno falcidiato la cosca negli ultimi anni , la Famiglia Colombo , continua a essere una delle piu' potenti e temute famiglie di Cosa nostra americana , con importanti collegamenti con le cosche Siciliane .

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Ficarazzi

Ficarazzi - Stemma

Ficarazzi è un comune di 10.938 abitanti della provincia di Palermo.

Il nome deriva dal latino Ficaratium con il quale i romani chiamavano un casale posto presso la foce del fiume Eleuterio a poca distanza dall'attuale centro abitato, in realtà il primo insediamento dell'area è addirittura risalente al 1100 a.C. quando i Greci di stirpe dorica invasero l'isola e molti Cretesi, non volendo soggiacere al dominio dei onquistatori, scelsero la libertà attravero l'esilio. Molti di essi si spinsero sulle spiagge occidentali della Sicilia, fondando nuove città. Furono i Greci a dare il nome al vicino fiume "Eleutheros", che significa libero, immune, in onore del loro dio "liberatore" Giove. Dopo questo vi è un lungo periodo di vuoto fino all'arrivo dei Fenici sulle coste siciliane i quali si stanziarono presso la foce del fiume utilizzandolo come approdo e punto di passaggio verso Palermo. Fakarazz è il nome arabo di Ficarazzi, che significa eccellente, importante. Il primo a credere nella zona fu il viceré Pietro Speciale il quale impiantò le piantagioni di canna da zucchero e fece costruire la torre e il primo insediamento rurale. Nel corso dei secoli successivi il feudo passò sotto varie mani tra le quali la famiglia Chiaramonte che aveva un grosso feudo che vendette nel XIV secolo. Nel 1648 la zona passò sotto il controllo dei Padri Teatini, che mantennero il feudo per quasi un secolo. Nel 1733 il feudo venne acquistato dal principe Giardina, che si occupò della sistemazione dell'agglomerato urbano, la zona venne bonificata e ripopolata. La famiglia Giardina mantenne il dominio sulla città fino all'unificazione del Regno d'Italia. Venne riconosciuto ufficialmente come comune nel 1750. Negli anni si è andato sviluppando grazie alla vicinanza di Palermo, infatti molte persone si vanno trasferendo in questo vicino comune che assicura prezzi degli immobili più bassi ed un'area meno densamente popolata e quindi trafficata.

Detto comunemente Castello è il principale monumento di Ficarazzi, composto da una torre medievale del quattrocento attorno alla quale nacque il primo agglomerato del paese, è recintato e addossata ad esso è la Chiesa dell'Ascensione. La torre, inizialmente fu pensata per la difesa contro gli attacchi pirateschi. Nel 1727 iniziarono i lavori che la stravolsero completamente trasformandola in dimora principesca: venne costruita una grande scalinata con scenografiche balaustre sopra le quali sono presenti acroteri. Questa scala serviva per collegare il Castello alla sede stradale posta su un diverso livello. I lavori furono completati nel 1730. La trasformazione definitiva iniziò a partire dal 1812 quando la funzione difensiva era ormai inutile, furorno allargati e decorati i saloni e vennero aperte nuove finestre e costruiti balconi.

Si tratta di due ponti ad archi che attraversavano i vari avvallamenti del terreno trasportando acqua da una fonte che dista circa 15 km dai ponti stessi. Il primo ponte venne costruito nel XV secolo ed è composto da nove achi, l'acqua arrivava fino alle coltivazioni di canna da zucchero situate a breve distanza, il secondo ponte invece è del XVII secolo e venne fatto costruire dal principe Giardina per trasportare acqua nei propri poderi.

La chiesa di sannt'Atanasio venne edificata nel 1722 su volere dell'arcivescovo di Palermo e del marchese di Santa Ninfa, la chiesa di stile semplice e lineare è composta da una sola navata abbastanza ampia contornata da quattro cappelle per lato, al suo interno sono presenti alcuni prezionsi reperti tra cui il più famoso è il crocifisso ligneo del XVI secoloattribuito a Fra' Umile da Petralia. Il prezioso simulacro, patrono del paese, è chiamato dai ficarazzesi "delle grazie" in segno di riconoscenza per le intercessioni e le guarigioni operate nel corso dei secoli. Le dimensioni della chiesa sono piuttosto modeste, 30 metri in lunghezza, 15 metri di larghezza e 25 metri in altezza.La navata è molto ampia ed è delineata ai lati da cappelle, quella a destra è dedicata alla madonna del Carmelo, a sant'Anastasio, il cui altare è stato privilegiato in perpetuo da Pio VI, a S.Francesco d'Assisi e all'Addolorata. Altre cappelle si trovano a sinistra e sono dedicate a S.Giuseppe ed al Crocifisso delle Grazie. Sulla facciata troviamo un portale in pietra locale sormontata da una finestra circolare. In alto in tempi recenti è stato posto un orologio, sempre aggiunzioni recenti sono il campanile e la guglia in rame.

Nota anche come Parco della rimenbranza venne costruito nel 1932 presso uno slargo denominato Largo Torre, all'interno è presente una lapide sulla quale sono incisi i nomi dei cadute ficarazzesi al fianco della quale è presente un piccolo monumento.

Edificio di costruzione settecentesca. Veniva utilizzata come residenza estiva da parte del conte Giuseppe Merlo, la forma è quella classica dei bagli siciliani. Attualmente ospita mostre ed eventi di varia natura legati alle tradizioni del paese o alle festività in corso ed è di proprietà del Comune di Ficarazzi in quanto in tempi recenti è stato firmato dal sindaco Dott.Giuseppe Cannizzaro e dal rappresentante della famiglia Aiello, proprietaria della villa negli anni ottanta, un accordo che sancisce l'acquisizione della villa a patrimonio immobiliare dell'Amministrazione comunale.

Una costruzione di tipo agricolo in stile severo databile al XVII secolo.

Nel 1722, su volontà del marchese di santa Ninfa e dell'arcivescovo di Palermo, fu eretta la parrocchia di Sant'Atanasio, che risulta essere la più antica parrocchia edificata nel comune di Ficarazzi e attualmente funge da chiesa madre. Il santo patrono del paese è il SS. Crocifisso festeggiato il 14 settembre, per l'occasione viene organizzata uan sfilata ed al termine fuochi d'artificio. Altre festività sentite e festeggiate sono la festa dell'Immacolata, festeggiata l'8 dicembre che viene festeggiata con una processione, fuochi d'artificio e luminarie lungo le vie de paese e la festa del SS. Rosario festeggiata la prima domenica d'Ottobre anch'essa con processione e fuochi d'artificio. Di particolare interesse é la rappresentazione sacra della morte e passione di Cristo che viene fatta ogni anno nel periodo pasquale e che vede coinvolti residenti locali i quali, riproponendo la storia degli ultimi giorni della vita di Cristo e recitando con appositi abiti di scena in un contesto scenografico di singolare bellezza, ridanno vita agli eventi sullo sfondo del Palazzo Giardina. Tale rappresentazione è comunemente nota nel paese col nome de: 'I Personaggi'.

La principale manifestazione folkloristica di Ficarazzi è la Festa del pane e dello Sfincione che si svolge la prima domenica di Settembre, secondo tradizione i panificatori del paese sono soliti offrire prodotti tipici, la manifestazione è contornata da eventi musicali ed anche da sfilate di carri tipici siciliani. Altra manifestazione di discreta importanza è il Premio poesia G. Palumbo, piccolo concorso dedicato ad un illustre cittadino.

Il comune di Ficarazzi non è dotato di un proprio svincolo autostradale, quello più prossimo risulta essere quello di Villabate distante solo pochi chilometri, il comune è attraversato da due strade statali, la Strada Statale 113 Settentrionale Sicula, che ne diventa il corso principale, e dalla Strada Statale 121 Catanese. Per il trasporto su ferro è in costruzione la nuova stazione ferroviaria nella tratta Palermo-Messina, i lavori iniziati nel Maggio del 2008 finiranno nel Maggio del 2009.

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Source : Wikipedia