Villa Cortese

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Inviato da david 10/04/2009 @ 17:08

Tags : villa cortese, lombardia, italia

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Villa Cortese

Villa Cortese - Stemma

Villa Cortese è un comune di 6.122 abitanti situato nell'Alto Milanese, in Provincia di Milano.

Il territorio comunale confina con Legnano, San Giorgio su Legnano, Busto Garolfo, Dairago e Busto Arsizio. Non ha frazioni. Il collegamento con i comuni limitrofi viene effettuato tramite autolinee ATINOM.

Il suo nome ha una probabile derivazione da Vicus (Villa) per il primo insediamento sviluppatosi con l'aggiunta di altri insediamenti facendone Curtis (Corte) e definendone così il toponimo, che nel corso dei secoli fu Vilcortex , Vilacortexia ed infine Villa Cortese.

Il ritrovamento di un sarcofago romano databile al I secolo d.C. testimonia un insediamento sul territorio fin dall'epoca romana; il sarcofago si trova ora nel Museo Civico Guido Sutermeister di Legnano. Il primo documento nel quale il paese viene citato, è un atto del 1261, con cui il Prevosto ed i Canonici del Convento di San Giorgio (che si trovava dove ora sorge il Castello Visconteo in Legnano) certificano i beni che detengono tra il fiume Olona, Villa Cortese e la Strada Dairasca che congiungeva Legnano con Dairago. Sempre nel XIII secolo, Goffredo da Bussero nel "Liber Notitiae Sanctorum Mediolani" elenca un altare dedicato a San Vittore Martire in loco Villa Cortese.

Una pergamena del 1312 cita la Famiglia Scazzosi, potente in loco ed avente proprietà anche nelle zone limitrofe; Un Ambrogio Scazzosi compare nell'elenco dei Mercanti di Lana sottile con marchio e matricola, datata 9 novembre 1403, abitante a Villa Cortese, dipendente dalla Pieve di Olgiate Olona, nel Ducato di Milano.

Il nome di Villa Cortese arriva alle cronache sportive nazionali a partire dalla stagione 2006-2007, quando la MC-PietroCarnaghi, squadra di pallavolo femminile, approda dalla B2 alla B1 e nell'anno successivo viene promossa in A2.

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Gruppo Sportivo Oratorio Villa Cortese

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La squadra venne fondata nel 1978 presso il Gruppo Sportivo dell'oratorio femminile di Villa Cortese da Suor Carla Conti, primo presidente della società, ed affiliata alla FIPAV l'anno successivo. Il nome del primo sponsor era Tacchificio Villa Cortese. La prima partecipazione ufficiale della nuova squadra avvenne durante la "II Olimpiade dell'Altomilanese", svoltasi nella primavera del 1979, mentre il primo campionato alla quale prese parte fu quello di IV Divisione nella stagione 1979-80.

Negli anni Ottanta la squadra ottenne due importanti promozioni in II Divisione (1985) e in I Divisione (1987), intanto nel 1989 venne fondata anche una squadra di minivolley. Nel 1990 sfiorò la promozione in Serie D, mentre l'anno successivo affrontò la prima retrocessione; nel frattempo i settori Under-14 e Under-16, gruppo base dei successi futuri, si fece strada nel campionato di minivolley, conquistando tre finali tra gli anni 1992 e 1994.

Dal 1994 in prima squadra approdano le pallavoliste dell'Under-16, che sotto la guida di Annalisa Zanellati, conquistarono la promozione in I Divisione (1996) e, successivamente, in serie D (1999). Dopo aver chiuso le stagioni 2000-01 e 2001-02 al terzo posto, la società nel 2002, con una serie di scambi di diritti sportivi, acquisì la promozione in Serie C, concludendo la stagione 2002-03 in quarta posizione.

Il nome di Villa Cortese arrivò alle cronache sportive nazionali a partire dalla stagione 2006-07, quando con il nome di MC-PietroCarnaghi Villa Cortese approdò dalla Serie B2 alla B1 e, nell'annata successiva, ottenne la sua prima prozione promozione in Serie A2, categoria nella quale militerà per la stagione 2008-09.

L'epoca Zanellati si concluse in data 4 marzo 2009, con molto stupore tra gli addetti ai lavori, dato che la neopromossa Villa Cortese, al momento dell'esonero dell'allenatrice, si trovava in terza posizione nella classifica del campionato di A2 femminile; il posto vacante venne occupato dall'assistente Igor Galimberti.

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Busto Garolfo

Busto Garolfo è un comune di 13.802 abitanti della provincia di Milano.

Nel dialetto locale è chiamato Büst Picul (Busto Piccola), per distinguerlo da Büsti Grandi (letteralmente Busto Grande, indica la città di Busto Arsizio), e da Büst Cava (Attualmente Buscate/Büscaà).

La più antica notizia storica circa Busto Garolfo risale a un documento del giugno 992 con il quale Domenico, l'arciprete di Dairago donò ai canonici di Sant'Ambrogio a Milano un lotto di vigna ubicato in vico ed fundo qui dicitur Bustus Garulfi. Alla fine del XIII secolo a Busto Garolfo sorgevano, oltre all'antica chiesa di S. Salvatore, 3 altari in onore di San Bartolomeo, Sant'Innocenzo e Santa Margherita che la nobile famiglia Della Croce, proprietaria dal 1317 di terreni nel circondario del paese, aveva fatto erigere. Nel 1464 Stefano Della Croce nel suo testamento ordinava ai suoi eredi di erigere una cappella in onore della Vergine nella chiesa di S. Salvatore. I frati Umiliati, che già dal 1298 possedevano una casa nel territorio di Busto Arsizio, fecero costruire l'abbazia di S. Maria Elisabetta, che diventò poi la chiesa parrocchiale. Durante il Basso Medioevo, Busto Garolfo divenne feudo prima della famiglia Maggi, degli Arconati e poi dei Losetti. Infine nel 1664 Giambattista Losetti vendette il paese per 4.760 lire milanesi a Giuseppe Arconati, al qual il Re di Spagna conferì il titolo di Marchese di Busto Garolfo. Dopo più di un secolo di dominazione austriaca, il paese partecipò attivamente agli avvenimenti che portarono all'unità d'Italia e durante le guerre d'indipendenza fu teatro di grandi spostamenti di truppe italiane ed austriache, soprattutto in occasione della Battaglia di Magenta. Il decreto regio del 1 gennaio 1870 aggregava a Busto Garolfo le frazioni di Villa Cortese e di Olcella, dando al comune la sua attuale configurazione territoriale. Busto Garolfo ha partecipato attivamente anche alla prima ed alla seconda guerra mondiale pagando un pesante contributo in vite umane.

La chiesa parrocchiale, dedicata ai Santi Salvatore e Margherita, venne costruita nel Cinquecento sui resti di una chiesa medioevale risalente al XIII secolo. All'interno della struttura sono conservate alcune tele di Giovanni Crespi detto il Cerano ed un coro ligneo del 1642. La facciata, di gusto moderno, risale invece al 1961 ed è stata oggetto di aspre critiche. Negli ultimi anni la chiesa è stata ristrutturata all'interno, riportando gli affreschi ai loro colori naturali.

Nell'estate del 2008 è stato installato un sistema di teleriscaldamento sul pavimento delle chiesa, per distribuire uniformamente il calore.

Esisteva, nel secolo XIII anche un ospedale detto dei poveri di S. Remigio, affidato a dei frati; verso la metà del XV secolo esso decadde, tanto che su richiesta dei nobili e degli abitanti di Busto Garolfo, papa Calisto III lo soppresse. Di questo antico complesso rimane la bella Chiesa di S. Remigio, restaurata negli anni Venti e successivamente negli anni Settanta del secolo scorso, e tuttora aperta al culto.

La Villa oggi sede degli uffici comunali si identifica in un complesso di edifici settecenteschi con un parco oggi aperto al pubblico. La villa appartenne dapprima ai Brentano, per poi passare ai Litta Modignani e poi ai Rondanini.

Situata in centro al paese, presso Piazza Lombardia, la villa ha origini seicentesche e presenta uno schema ad "U", introdotto un tempo da un suggestivo viale alberato oggi quasi scomparso.

Il Comune di Busto Garolfo ha una sola frazione, Olcella situata tra Arconate e Dairago, ma in passato comprendeva anche Villa Cortese; probabilmente a causa del distaccamento di quest'ultima, i bustesi coniarono il modo di dire "Vila Curtès, brüt paes, mile abitanti, tul 'gnuràanti" ("Villa Cortese, brutto paese, mille abitanti, tutti ignoranti"), che i villesi in risposta modificarono in "Vila Curtès, bel paes, mile abitanti, tul insegnanti" ("Villa Cortese, bel paese, mille abitanti, tutti insegnanti").

Le aree boschive a sud e a ovest del territorio comunale, sono parte del Parco Agricolo Sovracomunale del Roccolo. Istituito nel 1991 tra i Comuni di Parabiago, Busto Garolfo, Casorezzo, Arluno, Canegrate e Nerviano (dal 1997), riconosciuto tale nel 1994 dalla Regione Lombardia, si estende per circa 15.000.000 di m2, ed è atto alla difesa di fauna, flora e attività agricole locali. Viene caratterizzato dalla presenza di specie arboree autoctone (quercia, ciliegio, pino silvestre) ed altre specie introdotte dall'uomo (robinia, castagno, quercia rossa, prunus serotina). Attualmente è in progetto una sua estensione fino all'Oasi WWF del bosco di Vanzago.

A Busto Garolfo le scuole vanno dalla Scuola materna alla Scuola media, non sono presenti istituti di istruzione superiore.

Ubicato nella pianura padana a ovest di Milano, nei pressi del Ticino, il territorio di Busto Garolfo era un tempo coltivato a viti; attualmente invece le colture più diffuse sono i cereali. Notevole è lo sviluppo delle attività artigianali e anche l'industria ha conosciuto una notevole espansione nel dopoguerra, con la Rimoldi che produceva macchine da cucire, l'impresa chimica Caccia e la tessitura Pessina & Sala (risalente ai primi del 1900). Nella aree di queste ultime due aziende oggi sorgono villette a schiera e diversi appartamenti, pur rimandendo tracce del passato manufatturiero, testimoniate da un'antica ciminiera.

Ad oggi il paese può contare su una moltitudine di attività che spaziano dalle ferramenta alle agenzie turistiche, dalle cartolerie alle fattorie.

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Serie A2 femminile FIPAV 2008-2009

La Serie A2 femminile FIPAV 2008-09 è la 32ª edizione della manifestazione pallavolistica organizzata dalla FIPAV.

Invece delle sedici previste, al torneo prenderanno parte solamente quattordici squadre. Queste disputeranno la regular season con la formula del girone unico all'italiana, con partite di andata e ritorno. Al termine di questa prima fase, la vincitrice del torneo sarà promossa direttamente in Serie A1, mentre le squadre classificate dal 2° al 9° posto prenderanno parte ai play-off, che decreteranno il nome della seconda squadra promossa. In seguito all'imprevista riduzione dell'organico, si è deciso che una sola formazione sarà retrocessa in Serie B1, per l'intenzione di allargare il torneo a diciotto squadre a partire dalla stagione 2009-10.

Delle sedici squadre aventi diritto a prendere parte al torneo per la stagione 2008-09 solo quattordici si sono iscritte. L'Infotel Forlì proviene dalla Serie A1 2007-08, mentre Accademia Benevento, MC PietroCarnaghi Villa Cortese e Pallavolo Donoratico sono le neopromosse dalla B1. La quarta e la quinta neopromosse, l'Aics Forlì (che aveva venduto inizialmente il suo titolo a Ravenna, poi a sua volta renunciataria) e l'Azzurra Casette d'Ete di Sant'Elpidio a Mare, non iscrivendosi all'A2, hanno lasciato il posto vacante. Ostiano, infine, inglobata dalla Cariparma SiGrade Parma, ha ceduto i suoi diritti all'Acqua & Sapone Città di Aprilia.

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Legnano

Panorama di Legnano

Legnano (Legnàn in dialetto legnanese, Lignàn in altre varianti lombarde) è un comune di 56.942 abitanti in provincia di Milano. Situata nell'Alto Milanese ed attraversata dal fiume Olona, è la tredicesima città più popolosa della Lombardia.

Le origini dell'abitato sono rintracciabili tra il XXI ed il XIX secolo a.C., periodo al quale risalgono i più antichi reperti trovati nel territorio del Comune. Già in epoche remote, infatti, le colline che costeggiano l'Olona si dimostravano luoghi abitabili.

Grazie ad una storica battaglia, Legnano è l'unica città, oltre a Roma, ad essere citata nell'inno Nazionale. Ogni anno i legnanesi ricordano questa battaglia con il palio delle Contrade.

Legnano si trova in un territorio che è tra i più industrializzati e sviluppati d'Europa.

Legnano è situata lungo il corso la valle del fiume Olona, a sud delle Prealpi Varesine. Il suolo è principalmente composto da ciottoli, ghiaia, sabbia e argilla. Un tempo era coperto da uno sottile strato di humus poco adatto alla crescita di boschi e successivamente alla coltivazione agricola, così da essere in gran parte groana. A causa della presenza di strati argillosi sedimentati in corrispondenza di antichi alvei dell'Olona, il terreno fatica ad assorbire l'acqua piovana.

Il territorio ha una superficie di 17,72 km2 ed è distribuito su un suolo che ha un'altitudine compresa tra i 192 m ed i 227 m s.l.m.. Secondo la Classificazione sismica la città è in zona 4 (sismicità irrilevante), come stabilito dall'ordinanza PCM n. 3274 del 20 marzo 2003 .

Secondo la classificazione climatica il centro abitato è situato in "zona E", 2451 GR/G . Situata nell'alta pianura padana, Legnano ha un clima di tipo continentale con inverni freddi con molte giornate di gelo. La nebbia è principalmente diffusa lungo il tratto terminale dell'Olona, dove il terreno è altimetricamente più basso rispetto all'abitato. Le estati sono calde, umide e moderatamente piovose. Le temperature, in tale periodo, possono superare i 30 °C e l'umidità superare il 90%, causando quel fenomeno di caldo umido comunemente chiamato "afa". Le perturbazioni di stampo atlantico-mediterraneo o da quelle di origine artico-russa sono le principali cause del mal tempo. Legnano, come del resto gran parte della Pianura Padana, soffre di scarsa ventilazione. L'umidità è invece sempre molto elevata per tutto l'anno. Ultimamente, le piogge stanno diventando via via meno frequenti, così come il fenomeno della nebbia.

I dati provenienti dalla stazione meteorologica di Milano Malpensa indicano, in base alla media trentennale di riferimento (1961-1990) per l'Organizzazione Mondiale della Meteorologia, che la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno a -4 °C; quella del mese più caldo, luglio, è appena sopra ai +28 °C. Le precipitazioni medie annue sono superiori ai 1000 mm e presentano un picco primaverile ed autunnale, con un minimo relativo invernale .

Legnano è attraversata dal fiume Olona, che taglia in due parti quasi uguali il territorio comunale.

Per la stragrande maggioranza è incanalato in argini in cemento o pietra, costruiti per minimizzare le esondazioni. Un tempo una cospicua parte dell'alveo era ricoperta da una struttura in cemento (per la maggior parte in corrispondenza delle aree degli ex cotonifici Cantoni e Dell'Acqua). L'Olona, prima della costruzione di argini e canali scolmatori, è stato un fiume che ha flagellato con frequenti esondazioni le aree che attraversa. La più antica di cui si conserva qualche traccia documentale risale al 1548 e avvenne a Legnano. L'ultima che ha fatto danni ingenti alla città si è verificata il 13 settembre 1995, mentre l'ultima in ordine cronologico è avvenuta nel novembre 2002.

Nel passato esistevano deviazioni del corso del fiume: naturali, come l'Olonella, ed artificiali, come i canali scavati dagli industriali e dai contadini. I primi avevano necessità di una migliore resa nello sfruttamento delle acque, i secondi di raggiungere i terreni più lontani dall'Olona. Furono interrati alla fine del XIX secolo.

È stato uno dei fiumi più inquinati d'Italia, anche se la qualità delle acque sta gradualmente migliorando. Oggi, grazie alla costruzione di canali scolmatori, le esondazioni sono diventate eventi rari. In seguito al miglioramento dello stato d'inquinamento delle acque si è provveduto a scoprire il fiume.

L'origine di questo stemma è nettamente riconducibile ad uno stemma riprodotto a pagina 193 dello Stemmario Trivulziano. In questo antico volume si può leggere infatti che lo stemma di Legnano è molto somigliante a quello di Cremosano.

Il 15 agosto 1924 al Comune è stato concesso il titolo di città.

Nei documenti antichi è anche chiamata Liniano, Livian, Legniano.

In latino è conosciuta come Ledegnanum.

Fin dai tempi più antichi gli abitanti di Legnano vissero sui margini della valle scavata dall'Olona. Questi terreni, più alti rispetto al corso del fiume, non erano infatti allagati dalle regolari piene del corso d'acqua. I più rilevanti ritrovamenti archeologici, dalla preistoria fino alla dominazione romana, sono stati scoperti lungo i margini della valle dell'Olona anche a causa delle inondazioni che si sono succedute durante i secoli, che hanno trasportato a valle i reperti.

I più antichi reperti archeologici trovati a Legnano sono dei frammenti di un vaso riconducibili alla cultura di Remedello. Venuti alla luce tra il 1926 ed il 1928, risalgono ad un periodo compreso tra il XXI ed il XIX secolo a.C.. Da un sito archeologico vicino alla Strada Statale del Sempione sono stati ritrovati dei bronzi risalenti alla dominazione celtica, databili tra il IV ed il I secolo a.C. (la cosiddetta cultura di La Tène).

I più importanti reperti di epoca romana furono scoperti nel 1925 in una necropoli nella zona est della città. Si trattava di monete, piatti, coppe, bicchieri, balsamari, specchi, utensili in ferro. Altre tombe risalenti allo stesso periodo sono state trovate nel 1985 vicino al centro storico e nel 1991 durante i restauri della chiesa di Sant'Ambrogio. In un altro scavo archeologico sono stati portati alla luce oggetti di tarda età romana. Il corredo era formato da ciottoli, coltelli, rasoi e fibbie.

Tutti questi oggetti sono esposti nel Museo civico di Legnano.

Nel medioevo Legnano era divisa in due parti. La prima, sulla riva destra dell'Olona, comprendeva l'abitato principale e corrisponde all'attuale centro della città (conosciuta, fino all'inizio del XX secolo, come Contrada Granda, in dialetto legnanese). La seconda, Legnanello, si trovava sulla riva sinistra del fiume (da quest'ultima è derivato il nome della contrada di Legnarello). L'abitato principale si sviluppò con una pianta con forma allungata lungo un'importante strada, che ne costituiva l'asse principale attraversandolo da nord a sud. Proveniente dalla valle dell'Olona, questa via di comunicazione attraversava Castellanza, Legnano, l'odierno quartiere "costa di San Giorgio" e proseguiva verso Milano. Nei punti in cui questa strada entrava e usciva da Legnano si trovavano due porte, di cui una, detta «porta di sotto», esisteva ancora nel XIX secolo. Era situata nell'attuale corso Magenta, poco più avanti dell'ingresso di Palazzo Leone da Perego.

Il primo documento pervenuto sulla storia di Legnano riguarda il quartiere di Legnanello (o Legnarello). Si riferisce ad una permuta di terreni situati nella piccola frazione ed è datato 23 ottobre 789. Sembra che il rione esistesse già nel 687, quando ebbe inizio la celebrazione della benedizione e dell'offerta delle candele, introdotta da Papa Sergio I, che si officiava ogni 2 febbraio.

Nel medioevo Legnano fu teatro della già citata battaglia: in diverse campagne militari, prima del celebre scontro, l'imperatore tedesco Federico I (detto "il Barbarossa") ambiva ad affermare il suo dominio sui Comuni dell'Italia settentrionale. Questi ultimi superarono le rivalità interne unendosi nella Lega Lombarda, presieduta da Papa Alessandro III. Il 29 maggio 1176 l'esercito dell'imperatore Federico I del Sacro Romano Impero fu sconfitto nella battaglia, combattuta nei dintorni di Legnano, dalle truppe della Lega Lombarda. Lo scontro rese celebre la compagnia della morte, guidata da Alberto da Giussano, che aveva il compito di difendere il Carroccio, sul quale stavano un'antenna con la Croce di Ariberto e con lo stendardo, un altare e una campana (la "martinella"). L'ultima domenica del mese di maggio avviene la rievocazione storica della battaglia con una sfilata in costume dell'epoca per le vie della città, cui segue il palio delle Contrade. Per questo evento storico l'esercito italiano ha dedicato alla città sei unità militari, la 58ª divisione, il 67° ed il 68° reggimenti fanteria, il 27° ed il 58° reggimento artiglieria e il Reggimento Artiglieria a Cavallo. Oggi prende il nome della città il 1° battaglione del 232° reggimento trasmissioni. Giuseppe Verdi ha lavorato all'opera La battaglia di Legnano, nel 1849.

Fino al 1288 nella città visse Bonvesin de la Riva, il maggiore poeta e scrittore lombardo del XIII secolo, esponente più in vista del movimento poetico didattico del nord Italia. Il letterato descrisse Legnano così: «Fra tutte le città della Lombardia è lodata come la rosa o il giglio fra i fiori, come il cedro nel Libano, come il leone fra i quadrupedi, come l'aquila fra gli uccelli, sì da apparire come il sole tra i corpi celesti, per la fertilità del suolo e la disponibilità dei beni occorrenti agli uomini».

A Legnano soggiornò anche Leone da Perego, vescovo di Milano dal 1241 al 1257. Visse nel palazzo omonimo, ora dedicato a museo. Qui morì il 14 ottobre 1257. In un primo momento fu sepolto nella chiesa di Sant'Ambrogio, poi la salma scomparve.

Già nel medioevo Legnano non era considerato un villaggio, bensì un borgo, denominazione riservata ai paesi dotati di un mercato e di una fortificazione. Queste infrastrutture in genere sorgevano nei centri più popolosi e servivano anche i centri limitrofi. Nel 1549 la popolazione, decimata dalle epidemie di peste del 1529 e del 1540, era di 576 abitanti, distribuiti in 184 famiglie. Già in questi secoli l'agricoltura legnanese era molto variegata. Le principali colture erano cereali (miglio e frumento), la vite ed il gelso, che è alla base dell'allevamento dei bachi da seta.

Oltre alla coltura di cereali, l'economia legnanese si basava anche sull'allevamento del bestiame e l'artigianato.

Durante il Rinascimento Legnano fu dominata da diverse famiglie nobiliari. Le principali furono i Lampugnani, i Vismara, i Visconti, i Crivelli, i Maino ed i Caimi. Nel corso del XV secolo Legnano si arricchì di molte abitazioni nobiliari, oltre al Castello di San Giorgio ed al Palazzo Leone da Perego. Una di esse si trovava a Legnanello tra l'attuale strada statale del Sempione (anticamente conosciuto come "strada magna") e l'Olona, dove ora si trova il largo Franco Tosi: si trattava di una casa ampia e circondata da giardino, con un ingresso sulla strada che scendeva al fiume. L'edificio originale, che apparteneva a Oldrado Lampugnani, è stato demolito nel 1927. Il Comune lo fece ricostruire in corso Garibaldi, ed ora è sede del Museo civico.

Al periodo seguente la Controriforma risale la costruzione dei conventi e della maggior parte delle chiese: le famiglie nobiliari dell'epoca facevano infatti a gara per accattivarsi il favore degli arcivescovi milanesi o per legare il proprio nome in opere di beneficenza o dirette alla comunità. Per quanto riguarda i conventi, nel borgo si trovavano due importanti monasteri: uno maschile, intitolato a Santa Maria degli Angeli, detto comunemente Sant'Angelo, ed uno femminile, intitolato a Santa Chiara.

L'elemento caratterizzante dei secoli XVIII e XIX fu la costruzione di molti mulini ad acqua lungo l'Olona. Nel periodo di massima espansione dell'attività molinatoria si potevano contare diciassette mulini che sfruttavano la forza motrice del fiume. Gli ultimi sette sono stati demoliti tra il XIX ed il XX secolo dalle grandi industrie cotoniere legnanesi per essere sostituiti da impianti più moderni, che sfruttavano la forza motrice del fiume con maggior efficienza.

I bassi redditi che offriva l'economia agricola e d'allevamento spingeva i contadini ad integrare il lavoro nei campi con altre attività, alle quali si alternavano, durante il giorno, le donne di casa. Alla sera i contadini legnanesi si trasformavano in filatori e tessitori di cotone, di lana e di seta, oppure in tintori.

Durante l'epoca napoleonica fu potenziata un'opera che risulterà decisiva, insieme alle attività artigianali sopraccennate, per la nascita delle industrie. Il governo potenziò infatti la strada del Sempione, già esistente, che collegava Milano con Parigi sul tragitto Rho - Legnano - Gallarate - Arona - Domodossola - Briga, attraversando le Alpi al passo del Sempione. Questa importante via di comunicazione contribuì notevolmente anche ad accrescere l'importanza strategica di Legnano, seconda stazione di posta da Milano.

Nel XIX secolo l'Amministrazione comunale di Legnano era governata dai grandi proprietari terrieri e da esponenti della borghesia più abbiente. Era spesso costretta ad intervenire per dettare norme in materia di agricoltura, pascoli e tutela dei terreni, e per risolvere le accese dispute tra gli agricoltori ed i mugnai, specialmente in periodi di magra dell'Olona.

Il 16 giugno 1862, da un balcone di un edificio ora non più esistente (nel luogo ora si trova la sede centrale della Banca di Legnano), Giuseppe Garibaldi esortò i legnanesi alla costruzione di un monumento a ricordo della famosa battaglia del 29 maggio 1176. L'opera fu poi inaugurata nel 1900.

Nel 1882 ci fu una disastrosa esondazione dell'Olona: per le coraggiose e filantropiche azioni dei suoi abitanti, come si può leggere nella motivazione dell'onorificenza, a Legnano fu conferita la Medaglia d'oro al valor civile.

L'industrializzazione di Legnano è avvenuta tra il 1820 e il 1880. Le tradizioni di artigianato e di manifattura domestica, praticata per integrare il lavoro nei campi, ebbero un peso determinante per la nascita dell'industria nella città. Nella seconda metà del secolo si ebbe la seconda fase della rivoluzione industriale di Legnano, che portò alla nascita delle fabbriche tessili e di quelle meccaniche. Diverse filature nate nei primi decenni del XIX secolo si trasformarono in vere e proprie industrie. Alcune di esse diventarono tra i principali cotonifici lombardi. Le macchine utilizzate nell'industria tessile, sempre più efficienti e quindi complesse, comportavano la necessità di disporre dell'attrezzatura per la manutenzione e di rapidità nelle riparazioni. Di conseguenza, negli ultimi decenni del XIX secolo nacquero le prime industrie meccaniche di Legnano, che costruivano e riparavano macchinari tessili. Successivamente si raggiunse una produzione più ampia nel settore meccanico: nel 1876 Eugenio Cantoni assunse l'ingegnere Franco Tosi, appena rientrato da un periodo di tirocinio in Germania, quale direttore della sua azienda.

Franco Tosi fondò poi, nel 1882, l'omonima industria meccanica.

Tra le industrie legnanesi, la principale, per organizzazione e tecnologia, era il cotonificio fondato da Eugenio Cantoni, come risulta da un documento del 1876 conservato presso l'Archivio del Comune di Legnano. Tra le più grandi aziende operanti a Legnano tra il XIX ed il XX secolo ci furono, oltre a quelle appena citate, i cotonifici Bernocchi, Dell'Acqua e De Angeli-Frua, la Manifattura di Legnano e le meccaniche Mario Pensotti ed Andrea Pensotti. Questi industriali elargirono anche contributi per la costruzione dell'ospedale e degli istituti superiori legnanesi.

Tra il 1885 ed il 1915 ci fu la completa trasformazione industriale dell'antico borgo agricolo. Lo sviluppo industriale portò però ad una crisi agricola della zona, in quanto molti contadini abbandonarono l'attività nei campi per lavorare nelle fabbriche legnanesi.

A cavallo dei due secoli ci fu un forte sviluppo industriale e commerciale di Legnano. Per questa espansione furono molto importanti le infrastrutture per il trasporto di persone e di merci. Accanto alla stazione ferroviaria lungo la linea delle FS Milano-Varese ed il Sempione fu costruita, lungo la strada appena citata, una linea tranviaria che collegava Legnano a Milano. Fu soppressa nella seconda metà del XX secolo.

Durante l'industrializzazione di Legnano ci fu un largo impiego della manodopera infantile. Nel XIX secolo fu un fenomeno comune in molti paesi europei, in particolare in Inghilterra. All'inizio degli anni ottanta del XIX secolo si verificarono nelle industrie legnanesi i primi scioperi e sorsero le prime società operaie.

Nel 1915, alla vigilia dello scoppio della prima guerra mondiale in Italia, Legnano aveva circa 29.000 abitanti. Dall'inizio del XX secolo ci fu un forte incremento demografico dovuto all'immigrazione, determinata dallo sviluppo dell'industria, che costituì un richiamo di operai e di impiegati del terziario.

Durante il conflitto le industrie di Legnano convertirono i loro impianti anche per la produzione di forniture belliche. La Franco Tosi, in particolare, contribuì ad attrezzare i reparti di artiglieria dell'Esercito. Due calamità naturali, nel 1917, peggiorarono ulteriormente la situazione causata dalla guerra: l'epidemia di spagnola, che falcidiò la popolazione, ed una devastante esondazione dell'Olona, che ruppe gli argini ed invase il centro abitato.

Al termine della prima guerra mondiale, nel 1918, anche Legnano fu coinvolta da profonde tensioni sociali che sfociarono, a livello nazionale, nel biennio rosso prima e nel fascismo poi. I primi gruppi legnanesi che si ispiravano a quest'ultimo movimento politico si formarono a partire dal 1920.

Già nei primi anni del primo dopoguerra l'industria legnanese riprese la forte crescita che l'aveva caratterizzata fino a prima dello scoppio del conflitto, nonostante la trasformazione che, negli anni successivi, il regime guidato da Benito Mussolini avrebbe imposto all'economia italiana, da liberale a corporativa. Accanto alla crescita delle industrie tessili e meccaniche, nel 1927 la società Emilio Bozzi rilevò l'attività di costruzione di biciclette dalla Franco Tosi, rilanciando la marca Legnano. Secondo un censimento del 1927, la popolazione era di circa 30 mila abitanti, con 677 esercizi industriali e artigianali. La forza lavorativa era suddivisa in 9.926 addetti negli stabilimenti tessili, in 4.056 lavoratori nelle fabbriche meccaniche, in 1.762 nel commercio, credito, assicurazioni ed altri servizi e 287 impiegati nei trasporti e comunicazioni. La restante parte dei lavoratori era impiegata nell'agricoltura. Questi fatti e il forte incremento demografico (Legnano passò, dal 1881 al 1921, da 8.098 a 27.217 abitanti) portarono l'elevazione del Comune a Città il 15 agosto 1924, conferita dal Re Vittorio Emanuele III con Regio Decreto.

Durante il fascismo furono ideate, progettate ed eseguite molte opere pubbliche. La più importante che toccò Legnano fu il primo tratto dell'autostrada Milano-Laghi (fino a Gallarate). Fu inaugurata il 20 settembre 1923 alla presenza del Re Vittorio Emanuele III, il primo tratto. Fu la prima autostrada costruita nel mondo, e fu ideata dall'ingegnere varesino Piero Puricelli.

Il rapporto tra Legnano e Benito Mussolini fu forte. Il primo contatto ci fu il 29 luglio 1901 quando il giovane maestro di Predappio spedì all'allora sindaco Antonio Bernocchi una domanda di assunzione. Fu respinta poiché il posto di maestro era già coperto. La prima visita di Benito Mussolini nella città è invece datata 1921. Visitò la città come esponente del partito fascista. Tornò il 5 ottobre 1924 per la consegna del decreto di conferimento del titolo di "Città", e per l'inaugurazione delle scuole superiori Antonio Bernocchi. Visitò anche il cotonificio Bernocchi, in un periodo in cui le industrie tessili e meccaniche locali si stavano imponendo in campo nazionale. Benito Mussolini tornò nuovamente a Legnano il 4 ottobre 1934, quando parlò da un palco in piazza San Magno, collocato su una turbina della Franco Tosi, e tenne un discorso ufficiale davanti ad una folla di alcune migliaia di persone. Visitò poi il cotonificio Dell'Acqua.

La salma del Duce, infine, attraversò nel 1945 la periferia di Legnano, per giungere ad un convento di frati cappuccini a Cerro Maggiore, ai quali fu affidato momentaneamente in custodia per essere poi restituito alla moglie, Rachele Guidi.

Nel maggio 1935 venne organizzato il primo Palio di Legnano per ricordare la vittoria dei Comuni della Lega Lombarda contro Federico Barbarossa nella celebre battaglia del 29 maggio 1176.

Nel 1940 l'Italia entrò nel secondo conflitto mondiale a fianco della Germania nazista, e le vicende della guerra si ripercossero, di conseguenza, anche su Legnano. Mentre molti soldati legnanesi morivano sul campo di guerra, gli effetti delle privazioni si acutizzarono con il passare dei mesi e degli anni. Le industrie di Legnano furono convertite per la produzione bellica e per le commesse militari. La notte tra il 13 e il 14 agosto 1943 alcuni aerei sganciarono bombe, causando una decina di morti.

La svolta decisiva della guerra fu l'armistizio dell'8 settembre 1943 tra l'Italia e gli alleati. Già all'indomani circolavano minacciose per Legnano le autoblindo tedesche. Le industrie legnanesi, ora controllate dai nazisti, iniziarono a fornire al Terzo Reich, fino alla liberazione, i prodotti utili per proseguire la guerra.

Nell'ottobre del 1943 si costituirono a Legnano, e nei paesi vicini, le prime squadre armate composte da operai, studenti e soldati sbandati dopo l'8 settembre. Si formarono brigate partigiane "Carroccio", d'ispirazione cattolica, la "Garibaldi", di estrazione social-comunista, ed alcune brigate autonome, tra le quali la "Sicilia". Le "Carroccio" e "Garibaldi" agirono in appoggio alle formazioni partigiane dell'Alta Italia seguendo le direttive del Comitato di Liberazione Nazionale.

In questo clima maturò uno dei più tragici episodi della resistenza legnanese. Il 5 gennaio 1944 le SS compirono un'azione di rappresaglia nello stabilimento della Franco Tosi. Furono prelevati 63 operai. Dopo lunghi interrogatori, i tedeschi rilasciarono gli arrestati, tranne sette, che furono deportati nei lager nazisti. Analoghe azioni furono compiute negli stabilimenti della Metalmeccanica, della Manifattura di Legnano e della Società Industrie Elettriche. Durante la guerra nei lager nazisti morirono 11 lavoratori legnanesi.

Nell'inverno del 1944 cadde nelle mani dei fascisti uno dei fondatori delle brigate "Garibaldi", Mauro Venegoni. La milizia chiese a Venegoni di rivelare i nomi dei partigiani del suo gruppo e, al suo rifiuto, fu torturato, accecato e ucciso a Cassano Magnago. Per questo tragico episodio gli fu assegnata la medaglia d'oro al valore militare alla memoria e gli fu dedicata una via di Legnano. Dopo il 27 aprile 1945, giorno in cui Legnano fu definitivamente liberata dai nazi-fascisti, ci furono episodi di vendetta contro gli esponenti del regime appena crollato.

Legnano è tra le Città decorate dopo la guerra, poiché è stata insignita della Medaglia di Bronzo al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante il secondo conflitto mondiale.

Dopo la guerra Legnano fu colpita, come il resto dell'Italia, dalla forte recessione economica conseguente il conflitto. Mancavano gli alimenti fondamentali, il trasporto pubblico era ridotto al minimo e le strade erano dissestate. Il 2 giugno 1945 si riunì, per la prima volta dopo la dittatura fascista, la Giunta comunale, con Sindaco Anacleto Tenconi. L'avvio della democrazia e della ricostruzione dopo le distruzioni della guerra fu lento e faticoso.

Normalizzatasi anche la politica nazionale, l'economia di Legnano riprese a crescere, riprendendo il vigore economico del periodo precedente alla seconda guerra mondiale. Durante la forte crescita economica dell'Italia nel periodo del boom economico, Legnano si assicurò tra il 1951 e il 1961, il più alto indice di occupati nell'industria in rapporto alla popolazione tra i Comuni lombardi (65,2%), seconda dopo Sesto San Giovanni. Nella seconda metà del XX secolo molte delle grandi aziende citate chiusero i battenti. L'unica industria citata ancora attiva è la Franco Tosi, specializzata nella produzione di turbine.

L'età d'oro dell'industria legnanese iniziò all'inizio del XX secolo e terminò negli anni sessanta dello stesso secolo. La crisi peggiorò progressivamente danneggiando l'economia, l'occupazione e il tessuto industriale. Molte aziende chiusero, soprattutto nel tessile, nell'abbigliamento e nella calzatura, e molte altre furono coinvolte in un processo di ridimensionamento, come ad esempio la Franco Tosi. Si tentò quindi di puntare al settore terziario. Questi campi alternativi non portarono però a un tasso di sviluppo sufficiente a sopperire delle attività industriali. Iniziò allora una fase caratterizzata dalla nascita di piccole aziende. Tali processi continuano tuttora.

Legnano, con la zona circostante, è ancora oggi tra le aree più sviluppate ed industrializzate d'Europa.

Al 1° gennaio 2007 gli stranieri residenti a Legnano con regolare permesso di soggiorno assommavano a 4001, cioé a circa il 7% della popolazione.

Nel Comune è relativamente diffuso il dialetto legnanese. Come tutti i dialetti lombardi occidentali, anche il legnanese è sostanzialmente una lingua romanza derivata dal latino. In esso vi è chi trova tracce delle lingue dei popoli anteriori alla latinizzazione della regione, in particolare l'antico ligure e il gallico parlato dai Celti, anche se i dati sull'effettiva influenza di questi sostrati sono pochi e di varia interpretazione.

Un esempio di ciò è l'interpretazione da darsi alla conservazione delle antiche vocali finali latine (diverse da -a), cadute in milanese, ma non in altri dialetti confinanti, tra cui quelli liguri. Per questo, alcuni vorrebbero vedere in questa conservazione un tratto dovuto ad un "sostrato ligure". Il fatto che nel dialetto bustocco essa sia più avanzata che in legnanese deriverebbe da una maggiore influenza di Milano su Legnano.

Attualmente, l'uso del legnanese sta lentamente regredendo, anche se in maniera meno marcata di altri dialetti lombardi. Un notevole contributo alla rivitalizzazione del dialetto è data anche dall'intensa attività della compagnia teatrale dei Legnanesi.

La maggioranza della popolazione è cattolica. L'immigrazione di cittadini comunitari ed extra-comunitari ha portato all'insediamento di minoranze di musulmani e ortodossi.

Nel Comune sono presenti 9 parrocchie cattoliche appartenente all'Arcidiocesi di Milano. Quelle che hanno le più antiche chiese parrocchiali sono San Magno e Sant'Ambrogio.

Il tessuto urbanistico di Legnano si è sviluppato intorno al centro storico. Poi, gradualmente, la città è stata protagonista di una progressiva urbanizzazione che ha portato ad una notevole espansione del centro abitato. All'origine di questo fenomeno c'era la nascita di molte industrie che richiamavano lavoratori da diverse zone d'Italia. Come si può notare dall'evoluzione demografica, nel periodo compreso tra il 1871 e il 1921 la popolazione settuplicò.

Le industrie cotoniere nate nel XIX secolo, a differenza delle altre, sorsero lungo le rive dell'Olona, data la loro necessità di acqua. I nuovi quartieri residenziali occuparono di conseguenza le aree libere oltre la valle del fiume. Qui ebbero origine la copertura e l'incanalamento del fiume.

In seguito all'ulteriore crescita dell'abitato legnanese, le aziende costruirono le loro sedi sempre più in periferia. Poi, le varie crisi economiche che si sono succedute nei decenni del XX secolo hanno portato alla nascita di molte aree dismesse che, attualmente, sono in fase di recupero.

L'aumento della popolazione negli ultimi decenni e l'abitudine dei cittadini ad un uso più frequente dell'automobile hanno costretto l'amministrazione comunale a numerosi interventi sulla viabilità con la costruzione di sottopassaggi, rotatorie e la realizzazione di nuove strade.

Uno dei provvedimenti che ha caratterizzato il Piano Regolatore Generale legnanese , è stato il divieto di aprire grandi supermercati. Ora è in fase di costruzione un centro commerciale sull'area un tempo occupata dall'ex-Cotonificio Cantoni e un altro è previsto nella periferia ovest della città. Per gli anni passati, ha fatto eccezione solo un punto vendita Bennet, situato vicino al centro storico.

Da citare la pedonalizzazione di parte del centro storico, effettuata all'inizio del XXI secolo, la creazione del parco locale del Bosco di Legnano, l'adesione al parco dell'Alto Milanese ed a quello Mulini.

Nell'abitato vi è una suddivisione storica in quartieri e contrade: i quartieri sono Mazzafame, Ponzella, Frati, Olmina, Canazza, Gabinella, Legnarello, Colli di Sant'Erasmo e Costa San Giorgio. La parte dell'abitato ad ovest della ferrovia è chiamato "Oltrestazione", mentre la parte ad est del Sempione è chiamata "Oltresempione". Le 8 contrade sono San Bernardino, La Flora, Legnarello, San Domenico, San Magno, San Martino, Sant'Ambrogio e Sant'Erasmo. Le contrade sono le protagoniste del Palio che si svolge ogni anno nella città.

Dell'originario centro storico, sia nell'abitato principale che a Legnarello, rimangono molti vecchi cortili, ora ristrutturati per adattarli alla nuova funzione puramente abitativa. Durante i secoli sono stati demoliti diversi edifici storici, tra i quali Palazzo Cotta, la Casa dei Cavalieri Lampugnani, molte chiese (tra le quali citiamo la chiesa di San Salvatore, che fu sostituita dalla basilica di San Magno) e due conventi. Sono stati conservati il castello di San Giorgio e diverse chiese. Nel 1897 è stato ricostruito palazzo Leone da Perego, e nel 1928 è stato riedificato, usando parti originali dell'edificio originario, palazzo Lampugnani (l'attuale Museo civico Sutermeister).

Legnano possiede numerose chiese, dislocate su tutto il territorio. La chiesa principale della città è la Basilica di San Magno: venne realizzata nei primi decenni del XVI secolo probabilmente da Giovanni Antonio Amadeo o da suoi seguaci grazie al patrocinio delle famiglie Lampugnani e Vismara. Vi è poi la chiesa di Sant'Ambrogio, la più antica della città: la prima citazione di una chiesa dedicata a Sant'Ambrogio a Legnano è infatti contenuta in un documento del 1389, scritto da Goffredo da Bussero. La seconda parrocchia sorta nella città, dopo quella S. Magno, fu quella del SS. Redentore, che si ritrova nella Chiesa del SS. Redentore, inaugurata nel 1902 a Legnarello, quartiere della città. Prima che fosse costruita questa chiesa la comunità religiosa del rione faceva riferimento, dal 1603, alla piccola chiesa di Santa Maria della Purificazione. Di rilievo sono anche la Chiesa di San Bernardino, dedicata a San Bernardino da Siena e consacrata nel XVII secolo, e la Chiesa di San Domenico. Vi sono inoltre la Chiesa di Sant'Erasmo, la Chiesa dei Santi Martiri e la Chiesa di Santa Teresa del Bambin Gesù. Oltre a quelle citate vi sono numerose chiese minori, che solitamente sono coordinate alle parrocchie di quelle maggiori.

Il Convento di Sant'Angelo fu costruito tra il 1468 ed il 1471, ed ospitava 27 frati francescani. Fu soppresso all'inizio del XIX secolo da Napoleone Bonaparte. Nel 1896 fu convertito in scuola elementare. Ad esso era connesso una chiesa. Costruita tra il 1668 ed 1689 in stile medioevale, fu arricchita con opere in stile barocco. Fu abbattuta alla fine del XIX secolo. Il nome originario del convento era "Santa Maria degli Angioli", in seguito modificato in Convento di Sant'Angelo.

Successivamente il monastero fu arricchito di una scuola di filosofia, una ricca biblioteca e un refettorio. Il plesso scolastico fu demolito e ricostruito nel 1967.

La prima citazione documentata del Convento degli Umiliati risale al 1398. Nel complesso fu edificato anche un piccolo ospedale che serviva come infermeria per i meno abbienti. Era conosciuto come Ospedale di Santa Maria ed è citato nel Liber Seminarii Mediolanensi (della fine XV secolo). Annessa al monastero era stata costruita la Chiesa di Santa Maria del Priorato. Ospitava da cinque ad otto religiosi della confraternita degli Umiliati. Il convento e gli edifici annessi furono demoliti nel 1953 per la costruzione della Galleria di piazza San Magno.

La città possiede anche un Cimitero monumentale, costruito all'inizio del XX secolo. In esso riposano le spoglie di Gianfranco Ferré, uno dei più famosi stilisti italiani.

Legnano è anche dotata di un cimitero parco, che è di più recente costruzione e si trova alle porte della città. È molto vasto, ed è stato voluto per accogliere il numero sempre maggiore di spoglie di cittadini legnanesi.

Il castello di Legnano è conosciuto come Castrum Sancti Georgi (Castello di San Giorgio) fin dal XIII secolo, e sorge su un'isola del fiume Olona. La fortificazione è sorta su un convento di Regolari Agostiniani, e comprende la chiesetta dedicata a San Giorgio, la cui presenza è documentata fin dal 1231. Tra il 1261 e il 1273 i Torriani costruirono le due ali a destra e a sinistra della torre originaria, che furono inglobate successivamente nel castello. Il castello di San Giorgio è stato di proprietà dei Visconti fino al 1437, quando l'ultimo signore della dinastia che dominava Milano, Filippo Maria, lo assegnò in dono al fedele Oldrado Lampugnani. Nel 1445 Oldrado ottenne il permesso per la fortificazione dell'edificio con torri, mura, fossato e ponte levatoio. Il castello di San Giorgio è stato di proprietà di varie famiglie nobiliari fino al 1973, quando è stato acquistato dal Comune di Legnano. Dopo secoli di degrado ed incuria, è stato ristrutturato e riaperto al pubblico nel 2005.

Il museo civico "Guido Sutermeinster" è in corso Garibaldi, 225. Conserva, in particolare, materiale archeologico proveniente dalla città e dal territorio circostante, ed è stato allestito grazie ad un'assidua ricerca condotta dall'ing. Guido Sutermeinster tra il 1925 e il 1964. Le collezioni si sono poi arricchite con materiale giunto al Museo da scavi della Soprintendenza Archeologica della Lombardia e da donazioni di privati. I reperti testimoniano l'esistenza di una civiltà della valle Olona sin dall'età del bronzo. L'edificio che ospita il museo, costruito nel 1928, riprende la dimora quattrocentesca di una delle nobili famiglie della zona, i Lampugnani. Il palazzo originale si trovava tra l'attuale statale del Sempione e l'Olona, più o meno presso Largo Tosi, ed è stato demolito nel 1927.

Il palazzo Leone da Perego è a pochi passi dalla Basilica dedicata a San Magno e possiede due entrate, una in via Magenta e l'altra in via Girardelli. Probabilmente è sorto sui resti di un precedente edificio dell'VIII secolo. All'inizio del XIII secolo diventò nobile residenza estiva e, proprio grazie all'arcivescovo Leone da Perego da cui prende il nome, conobbe un periodo di splendore che si protrarrà sino alla fine del XV secolo. Riedificato nel 1897, nel 1973 la parte conosciuta come palazzo Ottone Visconti fu trasformata in sala conferenze e, successivamente, in cinema. La restante parte, dopo essere stata adibita a scuola materna, è dal 2001 area espositiva e rappresenta uno dei cuori pulsanti della cultura legnanese.

In piazza Monumento (vicino alla stazione ferroviaria) è situata la statua dedicata ad Alberto da Giussano (inaugurata nel 1900). Il celebre condottiero lombardo fondò, organizzò ed equipaggiò la Compagnia della Morte, associazione militare di cavalieri che ebbero una grande importanza nella Battaglia di Legnano, in quanto difesero fino allo stremo il Carroccio della Lega Lombarda. L'iconografia del monumento è stata in seguito utilizzata come logo dalle biciclette Legnano, dalla squadra di calcio della città, dal Corpo Bandistico Legnanese e dal partito politico Lega Nord.

Il Cotonificio Cantoni è stato uno stabilimento appartenente all'omonima azienda tessile italiana attiva fra il 1830 ed il 1985. Fu il primo cotonificio ad avere la ragione sociale di S.p.A. (1872). Il primo nucleo della futura azienda è stata una filatura aperta il 2 ottobre 1830 da Camillo Borgomanero. Nel 1855 la Cantoni fu la sola impresa della Lombardia a prendere parte all'Esposizione Universale di Parigi. L'opificio chiuse l'attività nel 1985. Gli stabilimenti sono stati demoliti all'inizio del XXI secolo per la realizzazione di un parco pubblico, un centro commerciale e delle abitazioni. Le uniche parti conservate sono le facciate dei padiglioni per la lavorazione dei velluti, inaugurati nel 1931. Importanti dal punto di vista storico sono anche l'ex Cotonificio Bernocchi, costruito nel 1898, ampliato negli anni '30 e abbandonato dal 1971 (in piccola parte oggi riutilizzato da attività artigianali) e la Manifattura di Legnano, completata nel 1903 e appena chiusa. Del grande stabilimento della Stamperia De Angeli Frua, risalente al 1893, è rimasta una palazzina uffici (oggi sede Associarma). Di interesse è anche in nucleo originario, di inizio Novecento, delle Officine Meccaniche Franco Tosi.

In origine il territorio legnanese era caratterizzato dalla crescita spontanea soltanto di cespugli, data la bassa fertilità del terreno (in Lombardia questo tipo di habitat è conosciuto come groana). Nel corso dei secoli, grazie al lavoro di fertilizzazione ad opera dei contadini e alla costruzione di canali artificiali, è stato possibile rendere coltivabile il terreno. Un tempo, infatti, vaste aree erano coltivate e la flora delle zone boscose era composta prevalentemente da farnie, carpini, castagni, noccioli, platani, frassini, quercie, pioppi, olmi, aceri ed ontani.

Per l'allevamento dei bachi da seta fu introdotto il gelso. Oggi, a causa di malattie che falcidiarono la pianta, la specie risulta praticamente scomparsa. Tra il XIX ed il XX secolo fu introdotta la robinia per consolidare le massicciate stradali e ferroviarie. La pianta risolse anche il problema della legna da ardere, grazie alla sua rapida velocità di crescita, soprattutto durante le guerre. Oggi questa pianta infestante caratterizza la natura legnanese.

Nel Comune le aree verdi più importanti sono il parco Alto Milanese, il Parco locale del bosco di Legnano (conosciuto anche come parco Castello o parco di Legnano), il parco dei Mulini, il parco bosco dei ronchi ed il parco bosco Tosi.

Il più grande fra questi è il Parco dei Mulini, che occupa una superficie di 264 ettari distribuiti nei comuni di Legnano, Canegrate, San Vittore Olona, Parabiago e Nerviano, perciò considerato come parco agricolo Sovracomunale. Nell'area interessata, lungo il fiume, sorgono ancora oggi sei mulini. Si tratta dei mulini Meraviglia (già Melzi Salazar), Cozzi, Cornaggia (lungo l'Olona, adiacente al Parco comunale del Castello di Legnano), De Toffol, Montoli di San Vittore Olona, Galletto di Canegrate ed un altro a valle di Nerviano. L'unico con le macine ancora in efficienza è il mulino annesso alla fattoria agricola Meraviglia a San Vittore Olona, che è certamente il più antico tra i rimasti poiché risalirebbe al XIV secolo.

Il secondo per dimensione è il Parco locale del bosco di Legnano o Parco Castello: nato negli anni settanta, è situato accanto al Castello di San Giorgio, al confine con i comuni di Canegrate e San Vittore Olona. All'epoca dell'istituzione, le piantumazioni non vennero effettuate sulla base della flora tipica locale; per questa ragione, il parco è ricco di conifere. Dal 1981 è stato realizzato un esteso sistema di ruscelli, laghetti, langhe e paludi, alimentato da acque di falda e popolato da un numero elevato di uccelli acquatici, oltre che da numerose specie ittiche.

Il Parco Alto Milanese è situato a nord del comune al confine con Castellanza, Busto Arsizio e Rescaldina. È sorto per la salvaguardia degli aspetti naturali (flora e fauna) e lavorativi (agricoltura e allevamento) tipici della zona in questione, avente anche funzione di polmone verde per la popolazione.

L'ultima domenica del mese di maggio avviene la rievocazione storica della battaglia con una sfilata in costumi d'epoca medievale per le vie della città, a cui segue il palio delle contrade. L'avvenimento, nato nel 1935, è anche conosciuto come Palio di Legnano e si conclude con una gara ippica in cui partecipano le otto contrade.

La corsa si svolge su manto erboso nello Stadio Giovanni Mari, ed è composta da due batterie eliminatorie di 4 giri dell'anello, seguite dalla batteria finale di 5 giri, che vede la sfida tra le prime 2 classificate di ognuna delle batterie precedenti. La contrada vincitrice del Palio ha diritto a conservare nella propria chiesa, fino all'anno successivo, la Croce di Ariberto da Intimiano.

Il centro delle attività e della vita associativa della contrada è il maniero. Qui sono conservati i costumi e gli ornamenti utilizzati per la sfilata del palio. Nella sfilata storica, più di un migliaio di figuranti in costume d'epoca passano per le vie della città fino a raggiungere il campo sportivo, sede del palio ippico. Il corteo si chiude con il passaggio del Carroccio, dov'è posizionata la riproduzione della croce di Ariberto da Intimiano, trofeo per la contrada vincitrice del palio.

Il palio si inserisce nel contesto del "Maggio Legnanese": una serie di eventi organizzati in città nel periodo del Palio. Tra essi, trova un posto di assoluto rilievo la manifestazione corale La Fabbrica del Canto, iniziativa nata nel 1992 dall'Associazione Musicale Jubilate. È ritenuta una delle maggiori manifestazioni non competitive d'Europa dedicate alla musica polifonica.

A Legnano sono presenti nel complesso 20 plessi scolastici statali. Più precisamente 4 istituti superiori, 5 medie inferiori, 8 elementari e 3 materne. Gli istituti privati invece sono in totale 16 così suddivisi: 9 materne, 2 elementari, 2 medie e 3 superiori. Di rilevanza storica l'edificio che ospita l'istituto privato Barbara Melzi, appartenuto all'omonima famiglia nobiliare.

Oltre alle scuole, la città gode anche di un centro museale, il Museo civico Sutermeinster e due spazi espositivi temporanei, il Castello di San Giorgio e Palazzo Leone da Perego che si organizzano nel progetto SALe.

Nel Comune hanno una redazione locale il quotidiano nazionale Il Giorno e La Prealpina, diffuso nella Lombardia nord-occidentale.

Per quanto riguarda le infrastrutture, il Teatro Galleria è situato nella Galleria di Legnano: un passaggio coperto inserito in un edificio che collega piazza San Magno con via XXV aprile. Edificata dall'INA, è stata costruita nel 1954 e ristrutturata nel 1991; sorge dove un tempo c'era un monastero, il convento degli Umiliati. Per quanto riguarda le compagnie teatrali, invece, la città annovera "I Legnanesi", compagnia fondata da Felice Musazzi che recita commedie in insubre nella variante legnanese. Sono l'esempio più celebre di teatro en travesti in Italia.

Nel Comune ha sede la rete televisiva Antenna 3, una delle prime emittenti private locali sorte in Italia. È stata fondata il 3 novembre 1977 da Renzo Villa con la collaborazione dell'amico Enzo Tortora. Ha vasti studi di oltre 6.000 mq, quasi al confine con il Comune di Castellanza ricavati in un ex capannone di un'industria metalmeccanica.

Dopo anni di crisi, il canale sta vivendo una "seconda giovinezza" riproponendo programmi di un tempo e vecchie registrazioni. Dal 2004 fa capo all'emittente televisiva Telelombardia; nei suoi vecchi studi la nuova dirigenza ha fatto confluire la propria redazione sportiva.

Nel Comune ha sede l'associazione culturale senza fini di lucro "Famiglia Legnanese". Uno dei primi e più importanti scopi raggiunti dall'associazione fu quello di ripristinare, a partire dal mese di maggio del 1952, la Sagra del Carroccio ed il contestuale palio. Infatti, la manifestazione, creata nel 1935, era stata interrotta dopo l'edizione del 1939 a causa degli eventi bellici.

A tutt'oggi la Famiglia Legnanese, assieme all'Amministrazione comunale e al Collegio dei Capitani delle Contrade, è parte del comitato che gestisce l'organizzazione della Sagra del Carroccio.

All'interno della Famiglia Legnanese operano anche gruppi ludici e culturali dotati di un buon grado di autonomia organizzativa, quali il gruppo folcloristico e dialettale "I Amìs", il gruppo di astronomia "Antares", il circolo fotografico, quello filatelico e quello scacchistico.

Legnano è dotata di un ospedale, costruito all'inizio del XX secolo grazie alle donazioni dei più importanti imprenditori legnanesi. Nuovi padiglioni sono stati costruiti nel corso del XX secolo. Attualmente è in costruzione un nuovo ospedale, che sostituirà quello vecchio, in una zona decentrata della città, nel quartiere San Paolo.

In campo sportivo, la città vanta varie squadre professionistiche di alto livello: i Frogs Legnano, squadra di football americano, che hanno conquistato un campionato europeo e vinto sei campionati; il Baseball Softball Club Legnano, che vanta una Coppa Campioni, Coppa delle Coppe ad un campionato; e la squadra di calcio, l' A.C. Legnano, che ha partecipato tre volte al campionato di Serie A. Importante è anche la gara ciclistica che si svolge annualmente sul territorio cittadino: la Coppa Bernocchi.

Affiliata alla Federazione Italiana di Atletica Leggera (FIDAL) solo dal 1988, nelle file dell'Atletica Legnano hanno gareggiato atleti di notevole spessore, vincitori di vari titoli nazionali, tra i quali Sergio Riva, detentore della miglior prestazione italiana cadetti sulla distanza degli 80m con 9"05, ed Edoardo Conti.

Nata nel 1950 come società di baseball, il Baseball Softball Club Legnano è stata una tra le prime società sorte in Italia affiliate a questo sport. Nel 1964 viene attivata la sezione di softball. La società è affiliata alla FIBS (Federazione Italiana Baseball Softball) per entrambe le sezioni. La squadra di baseball milita in serie C1, quella di softball in A1. Quest'ultima ha vinto uno Scudetto (2007), tre Coppa Italia (2006, 2007 e 2008), una Coppa delle Coppe (2007) e una Coppa dei Campioni (2008).

L'Associazione Calcio Legnano, fondata nel 1913, ha divisa ufficiale color lilla e gioca le partite casalinghe nello stadio Giovanni Mari. Attualmente milita nel girone A della Lega Pro Prima Divisione.

Nel suo palmares compaiono 3 partecipazioni in Serie A (1930/31, 1951/52, 1953/54) campionati peraltro tutti terminati all'ultimo posto in classifica. Ha partecipato a 15 campionati di Serie B. L'A.C. Legnano è stata una delle prime squadre non capoluogo di provincia a giocare nel campionato di serie A.

I suoi giocatori più famosi sono stati Gigi Riva, che con la maglia lilla disputò il campionato 1962/1963 di Serie C, e Paolo Pulici (1966/67). Da ricordare inoltre la forte rivalità contro la Pro Patria, squadra di Busto Arsizo.

A Legnano si disputa la Coppa Bernocchi, una nota corsa professionistica di ciclismo che fa parte del "Trittico Lombardo", insieme alla Tre Valli Varesine e alla Coppa Ugo Agostoni. Nella città ha anche sede una delle maggiori case produttrici di bici in Italia, nota anche per aver avuto per lungo tempo una delle migliori squadre ciclistiche. Il marchio "Legnano" è stato rilevato dalla Bianchi, che oggi continua a produrre una linea di biciclette da corsa "Legnano" nel segmento di medio valore.

Il 30 maggio 2008 è inoltre partita da Legnano la 19ª tappa del 91° Giro d'Italia, con destinazione Presolana - Monte Pora.

Tra le squadre più blasonate d'Italia, i Frogs Legnano sono stati campioni d'Europa nel 1989 (con due partecipazioni all'Campionato europeo) ed hanno conquistato 6 scudetti (1984, 1987, 1988, 1989, 1994, 1995, con 11 partecipazioni al Superbowl italiano), una Coppa Italia (1992) e un ninebowl (2007). La squadra giovanile ha vinto 2 youngbowl (1991 e 1992). Attualmente milita nel campionato di serie A della NFL Italia.

I "Legnano Basket Knights" sono la società sportiva legnanese che ha il maggior numero di iscritti. La prima squadra ha anche un florido settore giovanile e minibasket. Dopo anni di rivalità e una collaborazione durata 7 anni (dal 1999 al 2006), la Pallacanestro Legnano si è unita all'Olimpia Legnano nel 2006, diventando Legnano Basket.

A Legnano hanno sede le seguenti società sportive di pallavolo: Fo.Co.L. , Pallavolo Legnano, Young Volley, Vomien S.S. Martiri, U.S. Esagono e Volley Cigno.

La città ha uno stadio che ospita le partite casalinghe dell'A. C. Legnano e la corsa ippica del Palio. Inaugurato nel 1921, ha una capienza di 6.700 posti in parte coperti. È dedicato a Giovanni Mari, presidente dell'A.C. Legnano dal 1952 al 1954 e dal 1979 al 1987.

L'agricoltura legnanese è stata la base dello sviluppo economico del territorio. Per prima è stata investita dal processo di meccanizzazione e ristrutturazione. La meccanizzazione, grazie all'utilizzo di macchinari sempre più complessi, ha portato ad un incremento della produzione agricola. Oggi non rappresenta un'attività importante per l'economia legnanese. Le poche aree libere da costruzioni e infrastrutture sono coltivate a cereali, principalmente grano e mais.

La prime attività manifatturiere documentate risalgono al XII secolo, e sono collegate alla lavorazione della lana nei conventi dell'epoca. Per le prime attività protoindustriali si dovrà aspettare il 1830, con l'apertura del nucleo originario del cotonificio Cantoni. L'industria si sviluppò nella seconda metà del XIX secolo. Nei decenni successivi ci fu un miglioramento tecnologico che portò le molte industrie legnanesi ad avere una valenza nazione ed internazionale. Il territorio legnanese era l'ideale per aprire industrie tessili per la presenza di importanti vie di comunicazione e per la presenza del fiume Olona, che forniva l'energia necessaria per muovere le ruote idrauliche prima dell'installazione dei motori a vapore. Le prime industrie meccaniche nacquero come ancillari a quelle tessili, dato che si occupavano della costruzione e della manutenzione dei telai. Dalla seconda metà del XIX secolo raggiunsero una produzione più ampia, come per esempio la Franco Tosi meccanica, che produceva turbine.

I protagonisti dello sviluppo industriale furono, tra gli altri, la Franco Tosi Meccanica, il Cotonificio Cantoni, la Fabbrica Italiana Automobili Legnano, la De Angeli-Frua, la Cantoni-Krumm, la Manifattura di Legnano e l'azienda ciclistica Legnano.

L'età d'oro dell'industria legnanese iniziò all'inizio del XX secolo e terminò negli anni sessanta dello stesso secolo. La crisi peggiorò progressivamente danneggiando l'economia, l'occupazione e il tessuto industriale. Molte aziende chiusero, soprattutto nel tessile, nell'abbigliamento e nella calzatura, e molte altre furono coinvolte in un processo di ridimensionamento. Tra gli anni ottanta e gli anni novanta si ebbe un vero e proprio fenomeno di deindustrializzazione del territorio, che non fu accompagnato dalla nascita di nuove attività. Si tentò quindi di puntare al settore terziario. Questi campi alternativi non portarono però a un tasso di sviluppo sufficiente a sopperire delle attività industriali, a causa di condizionamenti ambientali e di congestione urbana che hanno limitato l'espansione. Iniziò una fase in cui aumentò considerevolmente il numero delle piccole aziende. Tali processi continuano tuttora. Nonostante questo trend negativo, Legnano, con la zona circostante, si trova in un'area che è tra le più sviluppate ed industrializzate d'Europa.

Tra le fabbriche in attività, oltre la Franco Tosi Meccanica, a Legnano ha sede anche lo stabilimento produttivo della casa di moda Dolce & Gabbana.

Nel Comune ha sede la Banca di Legnano, istituto di credito di importanza regionale. Fondata l'11 giugno 1887, oggi fa parte del gruppo Banca Popolare di Milano. Ha 790 dipendenti impiegati nelle 106 filiali (di cui 26 fornite dalla stessa BPM), la maggior parte dislocate in Lombardia.

Il Municipio si trova in Piazza San Magno.

Legnano ha un'uscita lungo l'Autostrada dei Laghi, è attraversata dalla ferrovia Domodossola-Milano e da diverse strade statali, più precisamente dalla Strada Statale 33 del Sempione, dalla Strada Statale 341 Gallaratese e dalla Strada Statale 527 Bustese.

Per quanto riguarda gli autobus, Legnano è collegata con Milano e con i Comuni limitrofi con diverse linee extraurbane gestite dalle società di trasporto pubblico MOVIBUS (nata nel luglio 2008 dall'unione tra STIE, ATINOM e ATM) e FNM Autoservizi.

Infine, pur non essendo fornita di aeroporti, la città dista circa 25 km dall'Aeroporto di Milano-Malpensa e circa 45 km dall'Aeroporto di Milano-Linate.

Aprica, Italia, dal 2008.

Piazza Trento e Trieste a Legnano in una foto del 1903. Sullo sfondo, l'ex Convento di Sant'Angelo.

Piazza Monumento nel 1934.

Corso Italia verso il monumento nel 1940.

Lavatoio sull'Olona (1903).

Festeggiamenti in piazza San Magno per i 700 anni dalla Battaglia di Legnano.

Piazza San Magno nel 1937.

Piazza Monumento nel 1903.

Piazza De Angeli Frua negli anni cinquanta.

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Parco del Roccolo

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Il Parco del Roccolo è attualmente un Parco locale di interesse sovracomunale e si trova nell'alta Pianura Padana, in un'area a nord-ovest in Provincia di Milano, ai margini meridionali dell Altomilanese; esso comprende aree boschive ed agricole dei comuni di Arluno, Busto Garolfo, Canegrate, Casorezzo (dove è attualmente ubicata la sede del parco), Nerviano (dal 1997) e Parabiago, con una superficie di 1595 ettari (circa 16 km²).

Fu istituito nel 1991 per la salvaguardia degli elementi naturali della zona e per la valorizzazione dell'agricoltura, che impegna circa l'80% della superficie del parco, con le coltivazioni di mais, grano, frumento, avena, orzo, soia e foraggio.

Della rimanente area territoriale il 9% è caratterizzato da boschi, mentre l'1% da viabilità, cave e dal canale Villoresi con la sua rete di canali irrigui secondari. Un'altra caratteristica del parco è la presenza di numerose cascine sparse nel suo territorio, testimoni di un passato storico agricolo della zona.

Riconosciuto nel 1994 come Parco Agricolo di Interesse Sovracomunale dalla Regione Lombardia, è attualmente in progetto una sua estensione fino all'Oasi WWF del bosco di Vanzago.

Il parco prende il nome da una tecnica utilizzata un tempo nell'uccellagione oggi ritenuta illegale, il Roccolo: uno spiazzo ovale nel quale sorgeva una torretta a tre piani mimetizzata tra la vegetazione.

Come già detto, le aree coltivate costituiscono la maggioranza del territorio del parco. Tra gli elementi che compongono la flora di questo tipo di ambiente, oltre alle specie coltivate, si possono riscontrare fiordaliso, camomilla e papavero. Per quanto riguarda le specie animali presenti, vi sono volpi, lepri, fagiani, ricci, tordi, allodole ed arvicole.

Il secondo elemento abitativo del Roccolo è la boscaglia. La flora boschiva è rappresentata da piante esistenti nell'area per la maggior parte soltanto dal XIX secolo: ailanto, robinia, ciliegio tardivo e quercia rossa. Soltanto nei Boschi di Arluno e della Brughierezza (tra Casorezzo e Busto Garolfo), si possono ancora ammirare piante originarie della Pianura Padana come rovere, farnia, mughetto, sigillo di Salomone e pervinca. Queste zone sono l'habitat naturale di saettoni, toporagni, ghiri, arvicole rossastre, gufi, allocchi, sparvieri e picchi.

A "segnare il confine" tra campi agricoli e boschi, sono le siepi. Le specie viventi che abitano qust'area intermedia sono il ramarro, il biacco, l’orbettino, la donnola, il moscardino, il gheppio, la civetta, il canapino, l’averla piccola, il torcicollo, il codibugnolo e la tortora, le quali trovano proprio tra gli arbusti, la loro fonte primaria di nutrimento: frutti ed insetti.

Nel parco non esistono corsi d'acqua o stagni naturali, il Canale Villoresi con la sua rete d'irrigazione ed i suoi secondari, come il Canale di Corbetta che per esempio ha origine alle quattro bocche di Busto Garolfo, rappresenta la maggiore risorsa idrica; mentre gli unici specchi d'acqua presenti sono i laghetti artificiali originati dalle cave.

Essi sono fonte alimentare e luogo di riproduzione per uccelli tra cui l’airone, il germano reale, la gallinella d’acqua, il tarabusino, il porciglione o il migliarino; sono presenti anche rettili (biscia d’acqua), anfibi (rana verde e rospo smeraldino), pesci e insetti.

Ai bordi del Villoresi e dei suoi canali secondari, si snodano stradine di manutenzione, le quali in alcuni tratti sono state adibite a piste ciclabili e vengono rinominate strade azzurre.

L'Anoplophora chinensis malasiaca, chiamata comunemente Cerambice dalle lunghe antenne, è un insetto coleottero appartenente alla famiglia dei cerambicidi, sottofamiglia Lamiinae e tribù dei Lamiini, originario dell'Estremo Oriente, avvistato in Italia per la prima volta nel 2000, all'interno del territorio comunale di Parabiago ed ad oggi rinvenuto in una ventina di altri comuni lombardi.

Questo coleottero xilofago è risultato essere un gravissimo problema per la produzione di piante ornamentali in vivaio e per piante di latifoglie, che contraddistingono la flora tipica del nord Italia ed in particolare delle zone boschive protette, dato che allo stato larvale, la maggior fonte di sostentamento è proprio il legno di tali piante.

Il Parco del Roccolo perlopiù, risulta essere tra le aree protette, una delle più colpita in assoluto, poiché tra i comuni dell'Altomilanese, questo tipo di insetto ha letteralmente infestato i territori comunali di Canegrate, Cardano al Campo, Casorezzo, Cerro Maggiore, Gallarate, Inveruno, Lainate, Legnano, Mesero, Nerviano, Parabiago, Pogliano Milanese, San Vittore Olona, San Giorgio su Legnano, Saronno e Villa Cortese, più di altri comuni lombardi.

La Regione Lombardia ha dichiarato lo stato di quarantena, ordinato l'abbattimento delle piante più colpite ed attuato il monitoraggio totale delle specie arboree a rischio, in tutta l'area interessata e nelle aree limitrofi attraverso il decreto del direttore generale n. 731/2004, pubblicato in data 2 febbraio 2004 sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia.

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Source : Wikipedia