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Tags : valute, finanza

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L'AFFONDO DEL DOLLARO - Come Don Chisciotte
Il paese che emette la valuta di riserva ha un particolare vantaggio rispetto a tutti gli altri paesi. È l'unico paese che può legalmente stampare valuta, quando ritiene che sia suo interesse farlo. Le valute hanno tutte tassi di cambio con altre...

Banche centrali e valute dei Caraibi

Elenco delle banche centrale e della valute dei Caraibi.

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Glossario di matematica finanziaria

Questa pagina è un glossario dei termini usati in matematica finanziaria.

Specificazione della modalità di estinzione di un debito, in termini di valute e di rate, che realizzano la restituzione e la remunerazione del debito stesso.

Il capitale prestato e gli interessi maturati sullo stesso per l'intera durata del prestito, vengono restituiti alla scadenza in un'unica soluzione.

Il capitale prestato viene rimborsato integralmente alla scadenza e gli interessi I1, I2,..., In, maturati sullo stesso nei vari periodi, vengono corrisposti periodicamente, in via anticipata o posticipata.

Il capitale prestato viene restituito gradualmente e gli interessi maturati vengono corrisposti periodicamente. L'importo di ciascuna rata è costituito da una parte (quota capitale) destinata alla restituzione della somma mutuata, e da una parte (quota interesse) che remunera il capitale disponibile nel periodo considerato.

È una modalità di ammortamento di un debito che prevede il pagamento di rate periodiche costanti posticipate. Questo tipo di ammortamento è caratterizzato da quote capitale che crescono in progressione geometrica con il pagamento delle rate.

È una modalità di ammortamento di un debito che prevede rate di ammortamento di importo variabile in modo tale che le quote capitale siano di importo costante. Questo tipo di ammortamento è caratterizzato da debito residuo, debito estinto e rate che variano in progressione aritmetica.

È una modalità di ammortamento di un debito che prevede il pagamento alle scadenze in via anticipata delle quote di interesse e in via posticipata delle quote capitale.

Processo finanziario che consente di stabilire oggi il valore attuale di un capitale con scadenza futura, cioè di anticiparne la disponibilità. La possibilità di fruire in anticipo di una somma con scadenza futura, comporta ovviamente l'onere di sopportare un costo chiamato sconto; che rappresenta la differenza in termini assoluti tra la somma anticipata e il capitale a scadenza.

Regime d’attualizzazione coniugato al regime di capitalizzazione ad interesse anticipato.

Regime d’attualizzazione coniugato al regime di capitalizzazione ad interesse composto.

Regime d’attualizzazione coniugato al regime di capitalizzazione ad interesse semplice.

Buono Ordinario del Tesoro, è un titolo emesso dal Ministero del Tesoro in cui l’interesse viene elargito al sottoscrittore in un’unica soluzione ed è dato dalla differenza tra il capitale finale e quello iniziale.

Buono del Tesoro Poliennale, è un titolo emesso dal Ministero del Tesoro con scadenza a tasso fisso.

Quantità di denaro impiegata in un’operazione finanziaria, riferita all’epoca iniziale, solitamente indicato con C.

Procedimento per cui un capitale C, investito in un’operazione finanziaria per un certo periodo di tempo t, genera un incremento del capitale stesso, detto interesse.

Capitalizzazione regolata, anziché da un unico tasso costante nel tempo, da una sequenza di tassi diversi, ciascuno applicabile ad un determinato intervallo di tempo.

Forma di capitalizzazione eseguita più volte in un anno.

Trasformazione degli interessi in un nuovo capitale.

Applicazione di due differenti leggi di capitalizzazione, per esempio regime composto per un lasso di tempo, regime semplice per un altro lasso di tempo. È il criterio correntemente utilizzato dalle banche per valutare il montante relativo a durate di tempo diverse da multipli interi della periodicità.

Condizione che sancisce l’uguaglianza tra la somma delle quote capitale e il capitale preso in prestito.

Condizione che sancisce l'uguaglianza tra la somma dei valori attuali delle rate e il capitale preso in prestito.

Convenzione che, nel regime di capitalizzazione ad interesse composto, applicato per durate non intere, comporta l’applicazione del regime ad interesse composto alla frazione del periodo.

Convenzione che, nel regime di capitalizzazione ad interesse composto, applicato per durate non intere, comporta l’applicazione del regime ad interesse composto per il numero intero di periodi e l’applicazione del regime ad interesse semplice per la rimanente frazione di periodo.

Con corso tel quel si intende il prezzo di negoziazione del titolo che include, oltre al valore del capitale, anche il rateo d’interesse dal giorno dell'ultimo godimento al giorno della negoziazione. Al venditore del titolo negoziato a corso tel quel spetta la parte di interessi fino alla conclusione della contrattazione.

Sequenza di prestazione finanziarie periodiche (rendita) utilizzata per costituire una disponibilità finanziaria di importo stabilito in un'epoca futura.

Costituzione di un capitale attraverso un unico versamento effettuato all'epoca iniziale.

Il capitale viene costituito attraverso più versamenti effettuati tra l'epoca iniziale e quella finale.

Il capitale da costituire sarà disponibile all'atto in cui viene effettuato l'ultimo versamento.

Il capitale da costituire sarà disponibile un periodo dopo l'ultimo versamento.

Il dovere giuridico di eseguire una determinata prestazione avente un valore economico nei confronti di un soggetto determinato.

La parte di debito, in termini di quote capitale, già rimborsata.

La parte di debito, in termini di quote capitale, da rimborsare.

La durata dell’impiego di capitale si dice frazionaria se corrisponde ad una frazione di periodo.

La durata dell’impiego di capitale si dice intera se corrisponde ad un numero intero di periodi.

E’ la media ponderata delle scadenze di tutti i pagamenti, a titolo d’interesse e di capitale, i cui fattori di ponderazione sono costituiti dal rapporto tra il valore attuale del singolo pagamento e il valore attuale della somma di tutti i pagamenti. La duration è misurata in unità di tempo e risulta espressa nella stessa unità temporale utilizzata per misurare la scadenza dei pagamenti.

Tempi in cui vengono effettuati i versamenti per costituire il capitale o i pagamenti nel caso di una rendita.

Funzione che permette di calcolare il montante noti il capitale iniziale e le epoche iniziali e finali dell’impiego. Esprime il montante M, al tempo t, di un capitale C unitario. Ha espressioni diverse a seconda del regime di capitalizzazione.

Funzione che permette di calcolare il valore attuale, noti il capitale disponibile ad un’epoca futura e le epoche iniziali e finali. Ha espressioni diverse a seconda del regime d’attualizzazione.

Operazione per cui la scadenza media aritmetica dei ricavi precede l’epoca del primo costo.

Operazione finanziaria nella quale la scadenza dell’ultima entrata precede temporalmente la scadenza della prima uscita.

Rappresenta la somma delle quantità versate e degli interessi maturati.

Funzione ottenuta attraverso il passaggio al limite dell’intensità d’interesse: .

A parità di capitale disponibile in t e di intervallo di tempo di investimento Δt, più elevato è il valore della forza d’interesse, per ogni t, più è alto l’interesse prodotto tra t e t+Δtt.

Aumento generalizzato del livello dei prezzi di mercato. Ne consegue un minor potere d’acquisto della moneta.

Differenza tra il montante e il capitale. Rappresenta il compenso corrisposto a chi rinuncia ad una disponibilità finanziaria, differendola nel tempo.

Interesse calcolato in regime di capitalizzazione a interessi anticipati.

Interesse calcolato in regime di capitalizzazione ad interesse composto.

Interesse calcolato in regime di capitalizzazione ad interesse semplice, a proporzionale al capitale ed al tempo.

Determinazione approssimata del valore di una funzione corrispondente ad un valore xo compreso tra due valori noti x1, e x2 della variabile indipendente e i cui valori corrispondenti sono anch’essi dati y1 e y2.

Operazione finanziaria in cui, per qualunque tasso, la scadenza media del flusso dei costi precede la scadenza media del flusso dei ricavi.

Operazione finanziaria in cui la scadenza media aritmetica dei costi precede l’epoca del primo ricavo.

Operazione finanziaria nella quale la scadenza dell’ultima uscita precede temporalmente la scadenza della prima entrata.

Dall'inglese junk spazzatura, in finanza associato a bond, indica una obbligazione ad alto rischio, senza rating o con un rating inferiore a BBB-. Al di sotto di BBB- (scala Standard & Poor's) le obbligazioni risultano rischiose e speculative e si parla di "junk bonds". Di conseguenza un junk bond dovrà pagare un interesse più elevato, al fine di convincere un investitore a prestare denaro ad un debitore dalla scarsa qualità di credito, cioè maggiormente rischioso.

Funzione che esprime il capitale iniziale, noti il montante e l'epoca iniziale e finale.

Due leggi (una di capitalizzazione e una d’attualizzazione) si dicono coniugate quando il capitale iniziale di un montante, ottenuto con una legge di capitalizzazione, coincide con il valore attuale dello stesso montante, calcolato con una legge d’attualizzazione. In altre parole due leggi sono coniugate se il fattore di montante f(t) e il fattore di sconto g(t) sono legati dalla relazione f(t,i)=1/ F(t,d).

Indice della Borsa che comprende i trenta maggiori titoli quotati nel mercato italiano.

Somma tra il capitale iniziale e l’interesse, in un’operazione finanziaria.

II montante di una rendita è la somma dei montanti delle singole rate, calcolati alla scadenza della rendita, nel regime di capitalizzazione prescelto.

Operazione finanziaria nella quale si ha una sola entrata monetaria, capitale preso in prestito, seguito da una o più uscite monetarie, a titolo di rimborso del capitale e pagamento degli interessi.

Sinonimo di EBIT (Earnings before interests and taxes), si riferisce all'utile prima delle tasse, degli oneri finanziari e delle componenti straordinarie. Può anche essere calcolato come la differenza tra Ricavi e Costi (compresi gli ammortamenti). Il Margine Operativo Netto è anche chiamato Utile Operativo, Risultato Operativo, Reddito Operativo.

Sinonimo di EBITDA (Earnings before interests, taxes depreciations and amortisations), si riferisce alla differenza tra ricavi e costi (non calcolando gli ammortamenti). È anche calcolabile come la somma tra Margine Operativo Netto, gli ammortamenti e le svalutazioni.

Le obbligazioni sono titoli finanziari stipulati tra un'impresa emittente e un investitore. I titoli obbligazionari vengono emessi sul mercato mobiliare stabilendo una remunerazione del capitale investito a condizioni contrattualmente note al momento dell'emissione.

Obbligazioni che vengono remunerate attraverso la differenza tra il valore nominale e il prezzo di emissione zero coupon bonds o, eventualmente, anche tramite cedole espresse in percentuale rispetto al valore nominale.

Obbligazioni per le quali non sono noti i flussi monetari futuri corrisposti all'investitore poiché sono correlati o a parametri esogeni, come il rendimento di altri strumenti finanziari, oppure a scelte discrezionali dell'emittente o dell'investitore.

Obbligazioni nelle quali il capitale viene restituito agli investitori in date diverse attraverso un piano di ammortamento del capitale. In questo tipo di obbligazioni con remunerazione variabile l'aleatorietà sui flussi di remunerazione deriva dalla data in cui gli investitori riceveranno tali flussi e dal loro importo.

Obbligazioni nelle quali il capitale viene remunerato dall'impresa emittente attraverso l'utilizzo di cedole che variano in funzione dell'andamento di un indice di riferimento, quale ad esempio il prezzo di un altro titolo finanziario, il tasso di cambio di una valuta o il valore di una o più materie prime.

Obbligazioni che permettono all'emittente, rispettando le condizioni fissate nel momento dell'emissione, di rimborsare anticipatamente il capitale ricevuto. La differenza tra le obbligazioni con piano di ammortamento non omogeneo e le callable bonds consiste nella discrezionalità della società emittente che nel primo caso può decidere se rimborsare o no il prestito, mentre nelle callable bonds il piano di ammortamento è prestabilito e non viene modificato dall'impresa emittente.

Obbligazioni a reddito fisso che consentono al sottoscrittore dell'obbligazione di chiederne il rimborso oppure di chiedere la conversione del titolo in azioni secondo un rapporto prestabilito.

Obbligazioni che consentono all'emittente dell'obbligazione di rimborsare il capitale all'investitore oppure di convertire il titolo obbligazionario in titolo azionario secondo un rapporto prestabilito.

Un’operazione finanziaria e ammissibile se a compatibile con la situazione economico finanziaria del risparmiatore.

Operazione finanziaria caratterizzata dallo scambio tra pia importi a scadenze diverse.

Operazione che si attua per rendere completi e dunque confrontabili progetti finanziari per i quali non vale la condizione di completezza.

Operazione finanziaria caratterizzata dallo scambio tra due importi a due epoche diverse.

Due operazioni finanziarie sono alternative quando l’accettazione dell’una esclude l’accettazione dell’altra.

Due o più operazioni finanziarie caratterizzate dallo stesso capitale iniziale e dalla stessa durata temporale.

Due o più operazioni finanziarie si dicono indipendenti quando l’eventuale attuazione di ciascuna di esse non ha alcuna influenza né sull’attuabilità, né sugli elementi che descrivono ciascuna delle altre.

Intervallo di tempo necessario per recuperare integralmente il capitale impiegato in un investimento. Questo periodo viene determinato individuando la scadenza più vicina tra quelle per le quali i flussi positivi dell'investimento compensano le uscite sostenute.

Periodo di tempo al quale il tasso d’interesse è riferito.

Intervallo di tempo tra una rata ed un’altra.

Schema che mostra l’andamento del fondo di costituzione. È rappresentato tramite una tabella (prospetto) contenente nella prima colonna le epoche k, nella seconda il fondo all’epoca k-1, nella terza l’interesse i; nella quarta l’importo della rata R e nell’ultima il fondo all’epoca k.

Costituzione di un capitale attraverso versamenti periodici d’importo variabile.

Quota del capitale mutuato rimborsata periodicamente.

In caso di pagamento posticipato, rappresenta gli interessi periodali maturati sul debito residuo. In caso di pagamenti anticipati, rappresenta gli interessi periodali che matureranno sul debito residuo.

Importo da corrispondere periodicamente da parte del debitore.

Il rateo rappresenta la porzione di interessi che sono maturati sul titolo obbligazionario a partire dall’ultima data di stacco cedola e che sono di competenza di colui che vende il titolo.

Il rating nelle obbligazioni rappresenta una valutazione che apposite agenzie come Moody's e Standard & Poor's danno a un'obbligazione. Il rating rappresenta quindi un giudizio sulla capacità dell'emittente di assolvere i propri impegni di pagamento derivanti dall'aver emesso le suddette obbligazioni. I Rating generalmente variano tra AAA (valore massimo attribuito ad aziende con elevata capacità di ripagare il debito) a DDD (valore minimo attribuito ad aziende con debito in stato di insolvenza).

Modalità di valutazione dei montanti (o dei valori attuali), basata su fattori di montante (o di sconto) la cui espressione analitica trova giustificazione in ipotesi sul calcolo d’interessi e sconti.

II coniugato del regime di capitalizzazione ad interesse anticipato.

II coniugato del regime di capitalizzazione ad interesse composto.

II coniugato del regime di capitalizzazione ad interesse semplice.

Operazione che consente di stabilire oggi il valore attuale di un capitale con scadenza futura, ne anticipa la disponibilità.

Regime finanziario in cui gli interessi sono calcolati proporzionalmente al montante finale e alla durata e sono corrisposti immediatamente, in via anticipata, a riduzione della somma investita.

Regime finanziario in cui, al termine d’ogni periodo, gli interessi maturati confluiscono nel capitale impiegato e, a loro volta, producono interessi nei periodi successivi.

Regime finanziario nel quale gli interessi maturati sono calcolati sul capitale iniziale e non vengono reinvestiti; l’interesse è quindi direttamente proporzionale al capitale e al tempo d’impiego.

Regime finanziario in cui gli interessi si capitalizzano istante per istante, ossia il numero di capitalizzazioni tende all’ infinito.

Insieme d’importi da riscuotere o da pagare ad epoche differenti.

Rendita in cui gli importi delle rate sono tutti uguali tra loro. In particolare, se l’importo è unitario, la rendita si dirà unitaria.

Rendita in cui gli importi delle rate non sono tutti uguali tra loro.

Rendita in cui la scadenza di ciascuna rata avviene nell’istante iniziale del relativo periodo di competenza.

Rendita in cui non si ha una successione discreta di rate, ma l’importo viene corrisposto (o riscosso) in modo continuo nel tempo.

Rendita in cui la prima rata scade in se la rendita è anticipata; la prima rata scade in se la rendita è posticipata.

Rendita in cui la prima rata è dovuta in t0 se la rendita è anticipata; la prima rata scade in t1 se la rendita è posticipata.

Rendita in cui le rate non sono equintervallate.

Rendita in cui le rate sono equintervallate.

Rendita in cui le rate sono infinite e numerabili.

Rendita in cui la scadenza di ciascuna rata avviene nell’istante finale del relativo periodo di competenza.

Rendita in cui le rate sono in numero finito.

Rendite che hanno lo stesso valore al tempo t.

Noto principalmente come valore attuale netto o VAN. Criterio di scelta di una operazione finanziaria basato sulla determinazione del valore attuale dei flussi di cassa dell'operazione considerata ad un fissato tasso di valutazione i.

Scadenza di un unico capitale d’importo pari alla somma dei capitali in modo tale che il suo valore attuale coincida con il valore attuale dei capitali ponderati. La scadenza media dipende dal regime d’attualizzazione e dal tasso di valutazione.

Media aritmetica dei tempi di pagamento dei capitali ponderata con pesi pari ai capitali.

Una legge si dice scindibile se il montante di un capitale C, impiegato fino al tempo t ad un tasso di interesse i assegnato, non varia se l’impiego viene interrotto ad un tempo t1 con 0 < t1 < t, e il montante ottenuto in t1 viene immediatamente reimpiegato alle stesse condizioni per il tempo rimanente t − t1.

Possibilità di poter interrompere anticipatamente l'operazione finanziaria di investimento e immediatamente riprenderla. Consente, quindi, il confronto tra il montante finale, e il montante ottenibile senza l'interruzione dell'operazione.

Compenso corrisposto per disporre, ora, di una somma di denaro disponibile in un periodo futuro.

Sconto calcolato in regime d’attualizzazione a sconto commerciale.

Sconto calcolato in regime d’attualizzazione a sconto composto.

Sconto calcolato in regime d’attualizzazione a sconto semplice.

Due tassi d’interesse si dicono equivalenti se producono, ad una data futura t e a parità di capitale impiegato, lo stesso montante, ovvero gli stessi interessi.

Rapporto tra l’interesse ed il capitale iniziale, al tempo t.

In un'operazione di finanziamento, è il tasso di interesse, espresso in percentuale e su base annua, calcolato, a partire dall'ammontare finanziato e dalla durata del prestito, considerando solo gli esborsi richiesti per la restituzione (quota capitale) e la remunerazione (quota interesse) del debito. Nel computo del T.A.N. non entrano oneri accessori.

In un'operazione di finanziamento, è il tasso di interesse, espresso in percentuale e su base annua, del costo complessivo del finanziamento. Comprende, nella definizione dei flussi di cassa, gli oneri accessori (quali spese di istruttoria o spese di apertura pratica, commissioni...) che il debitore deve versare in aggiunta agli interessi sul finanziamento.

In regime di capitalizzazione ad interesse composto in cui il periodo sia 1/k d’anno e il tasso unitario sia ik, il tasso nominale jk corrisponde al valore del prodotto tra il tasso unitario e il periodo: jk = kik.

Tasso d’interesse per l’operazione di costituzione di un capitale.

Tasso d’interesse per l’operazione di rimborso di un prestito.

Tasso d’interesse costante per tutta la durata della capitalizzazione considerata ed equivalente al complesso dei tassi periodali. II tasso medio permette di ottenere un montante finale pari a quello che viene calcolato considerando i singoli tassi di interesse nei relativi periodi.

Quoziente tra l’interesse ed il capitale, al tempo t=1.

Rapporto tra lo sconto ed il capitale, al tempo t si indica con d(t).

Quoziente tra lo sconto ed il capitale, al tempo t=1 (cioè con durata unitaria).

Criterio di scelta di un'operazione finanziaria basato sulla determinazione del tasso di valutazione i (i > − 1) che rende il valore attuale dei flussi di cassa dell'operazione finanziaria (ossia il VAN) nullo.

Sinonimo di rata di rimborso.

Valore di un capitale ad un’epoca anteriore a quella della sua disponibilità.

II valore attuale di una rendita di n importi è la somma algebrica dei valori attuali delle singole rate ad una determinata epoca e nel regime d’attualizzazione prescelto.

Somma dei montanti delle rate a scadenza anteriore a t, della rata a scadenza in t e dei valori attuali delle rate a scadenza posteriore a t, calcolati nel regime prescelto.

L’importo del capitale se il saldo del debito avviene alla scadenza prevista.

Epoca di disponibilità di una rendita.

Consegna di una determinata somma di denaro.

La scadenza di ciascuna rata è prevista nell’istante iniziale del relativo periodo di competenza.

La scadenza d’ogni rata è prevista nell’istante finale del periodo relativo di competenza. In questo caso il pagamento dell’ultima rata coincide con la riscossione del capitale costituito.

Titolo obbligazionario che prevede lo scambio di due sole poste; un pagamento al momento dell'emissione (prezzo) e una riscossione in una data successiva (facciale). Normalmente, il prezzo è inferiore al facciale, e in tal caso si dice che vige il postulato d'impazienza. Si definisce l'interesse come la differenza tra il valore di rimborso e il prezzo di emissione.

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ISO 4217

L' ISO 4217 è uno standard internazionale che descrive codici di tre lettere per definire i nomi delle valute, stabilito dall'Organizzazione Internazionale per le Standardizzazioni (ISO), che viene usato comunemente nel sistema bancario e nel mondo economico, nonché nella stampa specializzata.

Le prime due lettere del codice corrispondono al codice nazionale definito dall'ISO 3166-1 alpha-2, la terza lettera di solito corrisponde all'iniziale del nome della valuta. Ad es.: il dollaro statunitense è rappresentato dal codice USD, US=USA e D=dollaro. Questo elimina il problema causato da nomi come Dollaro, Franco e Sterlina utilizzati in dozzine di nazioni diverse, ma con valori differenti. Lo standard definisce inoltre la relazione tra le unità di valuta principali e le loro suddivisioni. Spesso le suddivisioni sono in centesimi, ma anche i decimi o i millesimi sono comuni. Alcune valute non hanno suddivisioni. La Mauritania non usa una suddivisione decimale 1 ouguiya = 5 khoum.

L'ISO 4217 comprende codici non solo per le valute, ma anche per i metalli preziosi (oro, argento, palladio e platino; normalmente misurati in once) e per alcune altre entità usate nella finanza internazionale, ad esempio i "Diritti Speciali di Incasso". Esistono anche codici utilizzati a scopo di test (XTS), e per indicare l'assenza di transazioni valutarie (XXX). Tutti questi codici iniziano con la lettera "X".

Valute sovranazionali, come il Dollaro dei caraibi orientali, il franco CFP, il franco CFA BEAC e il franco CFA BCEAO sono anch'esse rappresentate da codici che iniziano con "X". Comunque, l'Euro è rappresentato dal codice EUR; anche se EU non è un codice nazionale ISO 3166-1, è stato usato comunque, e per fare ciò EU e stato aggiunto ai codici riservati dell'ISO 3166-1 per rappresentare l'Unione Europea. Il predecessore dell'Euro, l'Unità di Conto Europea, aveva il codice XEU.

Con il tempo, nuove valute vengono create e vecchie valute sono abbandonate. Come risultato, la lista dei codici deve essere aggiornata ogni tanto. L'agenzia di manutenzione (MA) dell'ISO 4217, la British Standards Institution, è responsabile della gestione della lista dei codici.

Alcune delle valute non comprese nell'elenco ISO hanno ricevuto una codifica da parte della Global Financial Data, che viene usata per impieghi non ufficiali, ad esempio in numismatica.

La seguente è una lista dei codici attivi ISO 4217 delle valute.

I seguenti codici valuta ISO 4217 sono divenuti obsoleti nel momento in cui le valute relative sono confluite e quindi sono state sostituite dall'Euro.

I seguenti codici valuta ISO 4217 sono divenuti obsoleti o sono stati sostituiti per varie ragioni.

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Perpero

Perpero è stato il nome di diverse valute storiche dell'area balcanica. Il nome è un adattamento di hyperperum o hyperpyron. In greco hyperpyros (ὺπερπυρος) significa "infuocato", cioè purgato dal fuoco.

Il perpero era diviso in 24 carati. Il tarino Siciliano era valutato dal X al XIII secolo 1/4 di perpero. In un documento genovese del 1343 al perpero viene attribuito un valore di 14 aspri. Nel 1292-1293 12 aspri valevano un perpero o bisante di Costantinopoli.

Edoardo Martinori, La moneta - Vocabolario generale, Roma, Istituto italiano di numismatica, MCMXV (1915).

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Latinum (Star Trek)

Il Latinum è un immaginario metallo liquido, viscoso e trasparente, utilizzato come una delle valute di scambio nell'universo fantascientifico di Star Trek.

L'esposizione prolungata risulta moderatamente tossica; nell'episodio della serie Star Trek: Deep Space Nine Chi piange per Morn? (Who Mourns for Morn?) un personaggio minore, Morn, resta intossicato per aver inghiottito da diverso tempo una considerevole quantità di latinum.

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Valuta locale

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La valuta locale (o moneta locale) è un caso particolare di valuta complementare (o moneta complementare) con circolazione ridotta ad una zona geografica definita.

Le valute locali sono strumenti di scambio, utilizzati su base volontaria, con cui è possibile scambiare beni e servizi. Le valute locali sono pensate per facilitare le transazioni e non per il risparmio o l'investimento. Dagli anni '90 il mondo sta vivendo lo sviluppo, a livello mondiale, di migliaia di differenti monete locali. Tra mezzi di scambio dominati da monete nazionali e sovra-nazionali stanno moltiplicandosi le monete progettate per usi locali e regionali.

La valuta locale può essere utilizzata in modo alternativo o complementare alla moneta ufficiale, avente corso forzoso per legge. Ogni valuta ha un rapporto di cambio con la moenta ufficiale, solitamente la parità.

In genere, la moneta locale è caratterizzata da un'emissione centralizzata a valore indotto, a debito zero: la quantità di moneta locale emessa è divisa in parti uguali fra gli appartenenti alla comunità che ne riconoscono il valore.

Sebbene il SIMEC si può ritenere il primo esempio di valuta locale in Italia, attualmente le monete locali italiane sono organizzate secondo un modello diverso, basato sullo Scec e quasi tutte le valute locali italiane sono interscambiabili all'interno del sistema Arcipelago Scec.

Il 1º giugno 2007 nasce Arcipelago moneta, in seguito Arcipelago Scec, un'associazione che riunisce sotto un'unica regia tutti gli esperimenti di monete locali italiane: Ecoroma (Roma), Scec (Napoli), Kro (Calabria), Thyrus (Terni) e Tau (Toscana).

A settembre 2005 nasce il simbolo econometrico Ecoroma, in circolazione tra gli aderenti dell'omonima associazione. Contestualmente alla circolazione degli Ecoroma, l'associazione si prefigge la costruzione e sviluppo di un circuito di economia locale preferenziale che permetta di trattenere la maggior parte possibile della ricchezza prodotta dai suoi aderenti sul territorio in cui essi stessi operano. Attualmente l'associazione EcoRoma sta rivedendo il proprio statuto al fine di allinearsi con il progetto scec portato avanti da ArcipelagoScec ed iniziare a stampare gli scec.

A maggio 2007 nasce il simbolo econometrico Scec, in circolazione tra gli aderenti dell'associazione Masaniello. Contestualmente alla circolazione degli Scec, l'associazione si prefigge la costruzione e sviluppo di un circuito di economia locale preferenziale che permetta di trattenere la maggior parte possibile della ricchezza prodotta dai suoi aderenti sul territorio in cui essi stessi operano. La prima distribuzione avviene a Napoli il 6 maggio del 2007.

Il nome è l'acronimo di Simbolo Cartaceo EConometrico, oppure Sconto ChE Cammina o anche Solidarietà ChE Cammina. Si tratta di un prototipo di moneta complementare: strettamente legato all'euro, è a tutti gli effetti un buono sconto che può essere utilizzato all'interno di un circuito chiuso.

In Toscana, nel 2006 è nato il progetto TAU a seguito dell'accordo di associazioni di cittadini e commercianti di Firenze, Prato, Pistoia, Empoli, Lucchesia. Questo progetto di moneta locale, in perfetta sintonia con altri sparsi in Italia, si è fuso poi in Arcipelago Scec, che coordina i buoni locali di solidarietà scec.

Il "Thyrus" avrebbe dovuto essere la moneta locale di Terni, ideata ed inizialmente pubblicizzata dall'Associazione Arcipelago, non è poi stata data alle stampe in quanto sostituita dal più valido e pratico "Scec" nazionale di più ampio respiro, tanto è vero che di quello che avrebbe dovuto essere il circuito ternano e che invece è diventato circuito umbro tout-court, fanno parte non solo cittadini e commercianti di Terni, ma anche della sua provincia e della provincia di Perugia.

A Terni tuttavia, per definire la moneta locale "Scec", si può dire indistintamente "Scec" o "Thyrus". Tecnicamente e giuridicamente ha valore di abbuono: ad esso si applica lo stesso ragionamento fatto dalla magistratura di Chieti per il SIMEC.

Allo Scec è dedicata una trasmissione settimanale sull'emittente umbra Radio Galileo, in onda tutti i giovedì dalle 18, chiamata Scec-point.

Secondo il quotidiano Nuovacosenza.com del 1º settembre 2008 poi, sarebbe allo studio nei Comuni di Crotone ed in quelli della sua provincia Melissa e Cirò, l'adozione di delibere analoghe a quelle di Trento e Castrovillari.

Nel giugno 2008 il Comune di Castrovillari ha deliberato in merito alla promozione dello Scec, seguito a settembre dal Comune di Scandale.

E' da precisare comunque che l'Arcivescovo di Crotone-Santa Severina Mons. Domenico Graziani, in quanto Presidente Nazionale del comitato scientifico di Arcipelago Scec è attualmente impegnato a promuovere l'utilizzo dello Scec nella sua diocesi attraverso incontri pubblici (Quotidiano della Calabria del 23 giugno 2008 e del 9 agosto 2008, Il Crotonese del 31 Maggio 2008).

Un'altra delle prime monete locali in Italia è l'Eco-Aspromonte, circolante nel Parco nazionale dell'Aspromonte dal 2004. È una banconota-voucher disponibile in quattro tagli per gli acquisti effettuati all'interno del parco stesso, introdotta con lo scopo di incentivare le filiere dei prodotti tipici e rafforzare l'identità locale. Inoltre tutte le banconote hanno una scadenza che impedisce l'accumulo di moneta inoperosa e dunque evita la funzione della cosiddetta "riserva di valore".

Dal Novembre 2008, nella provincia di Padova è in circolazione lo Scec, acronimo di Solidarietà che cammina. Diversamente da altre monete locali, non è utilizzata come sostituto dell'euro, i pagamenti sono effettuati in parete in euro e in parte nella moneta locale Scec.

Lo Scec è quindi utilizzato comme abbuono o sconto, in modo legale, in una misura non inferiore al 5%. Il rapporto di cambio Scec-euro è 1-1.

Ad esempio, per comprare una merce dal costo di 100 euro in un negozio che dichiara di accettare lo Scec, il cliente potrà pagare 100 euro, oppure 95 euro e 5 Scec, essendo il rapporto di cambio 1-1 fra le due valute. Il negoziante potrà rifiutare un pagamento di 98 euro e 2 Scec, poiché la misura minima dello sconto è del 5%.

Altri esempi di valute locali, come i SIMEC, sono stati dichiarati illegali perché l'euro è l'unica moneta avente corso forzoso. La legge non esclude, tuttavia, l'uso di valute locali o a termine, in via non esclusiva all'euro, come moneta complementare.

Il 15 settembre 2007 è stato lanciato il DANEE, "buono locale di solidarieta' milanese"; tale moneta alternativa è basata sull'esperienza dello Scec, ma gli organizzatori dell'iniziativa si prefiggono di farla penetrare in settori come commercio, PMI, Welfare, politiche di territorio, progetti territoriali, politiche previdenziali-assistenziali, sanitarie, carcere e giustizia.Il progetto e' stato adottato da tre zone di Milano LA ZONA 6- LA ZONA 7-LA ZONA 5.

I sistemi di scambio non monetario che maggiormente utilizzano valute complementari sono il MORE (Member Organised Resource Exchange system) presente negli Stati Uniti (Ithaca Hours) e in Giappone, il LETS (Local Exchange Trading System) diffuso in Gran Bretagna e Australia, il ROCS (Robust Complementary Community Currency System) inglese, il SEL (Système d’Echange Local) e il Tronc de Services comuni in Francia e in Paesi francofoni, i RERS (Réseaux d’échange Réciproque des Savoirs) diffusi in Francia, Svizzera, Belgio e Olanda, la Banca del Tempo attiva in Italia, Svizzera e Spagna, i Tauschring e il Wir sviluppatisi in Germania e Svizzera.

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Franco monegasco

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Il franco monegasco era una delle valute ufficiali del Principato di Monaco fino al 1999 (de iure, de facto fino al 2002), quando fu sostituito dall'euro. Il franco monegasco era scambiato alla pari con il franco francese; venivano coniate solo monete ed erano presenti tutti i tagli, da 1 centesimo fino a 20 franchi. Il codice ISO 4217 era MCF.

Per questi accordi con la Francia il Principato, anche se non fa parte dell'UE, ha diritto a utilizzare l'euro come valuta e a coniare una propria serie di monete che, data la rarità, sono principalmente per i collezionisti. Il cambio ufficiale con l'euro è di MCF 6.55957 per 1 EUR.

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Source : Wikipedia