Utrecht

3.369740375993 (1117)
Inviato da maria 02/04/2009 @ 05:11

Tags : utrecht, olanda, europa, esteri, fc utrecht, squadre nazionali europee, calcio, sport

ultime notizie
"Van Basten a Milano solo per il golf": perché scappa dalla ... - Goal.com
Il vicepresidente del Milan smorza le voci su un possibile incontro con il Cigno di Utrecht, uno dei candidati per il dopo Ancelotti. Marco Van Basten a Milano? "Era qui solo per giocare a golf". Adriano Galliani non si sbilancia, la presenza del Cigno...
Tassotti pensa al grande salto: "Pronto ad allenare il Milan" - Goal.com
Da giocatore la classe cristallina del Cigno di Utrecht inevitabilmente si lasciava preferire alla rudezza e alla solidità del terzino romano, da allenatore la musica potrebbe però cambiare. Non c'è solo Marco Van Basten in lizza per la panchina del...
Un soggiorno con tante sedute e colori sgargianti - DesignerBlog
Davanti alla lampada da terra Mite di Foscarini, le due poltroncine Utrecht di Gerrit Rietveld per Cassina, spiccano di un verde acceso con impunture a vista. Di fronte alle due poltrone Cassina, si sviluppa l'ampio angolo conversazione,...
Adebayor, Mexes e Van Basten - ParmaOK
Potrebbe essere proprio il Cigno di Utrecht l'erede di Carletto. Ma i rossoneri si stanno concentrando molto sui rinforzi per i vari reparti: continua la corte a Philippe Mexes così come non si arrestano le lusinghe a Emmanuel Adebayor....
I più grandi del calcio: Marco Van Basten - La Stampa
Marco van Basten (Utrecht, 31 ottobre 1964) attaccante. Considerato dalla stampa internazionale fra gli attaccanti più forti della storia del calcio, ha segnato nel corso della sua carriera 300 gol (276 con le squadre di club e 24 con la Nazionale...
«Il fumo di sigaretta inibisce le allergie» - La Stampa
Lo affermano i ricercatori dell'Università di Utrecht, nei Paesi Bassi. Lo studio ha mostrato come il fumo agisca inibendo l'attività delle cellule immunitarie che scatenano le risposte agli allergeni, ovvero le manifestazioni allergiche....
Van Gaal sarà il mister del Bayern Monaco nel 2009/2010 - Affaritaliani.it
Un addio da vincitore per l'ex allenatore del Barcellona, che saluta l'ambiente con la vittoria del campionato al termine di una stagione che ha visto l'Ajax di Van Basten non qualificarsi per la Champions, portando così l'ex Cigno di Utrecht alle...
L'Eurabia ha una capitale: Rotterdam - L'Espresso
A Utrecht c'è una moschea dove si danno servizi municipali separati per uomini e donne. Gli olandesi hanno paura. Wilders è contro il Frankenstein del multiculturalismo. Io che ero di sinistra, ma che oggi non sono più niente, dico che abbiamo...
Salute: fototerapia in casa utile contro psoriasi - Adnkronos/IGN
Insomma, Mayke Koek dell'Utrecht University Medical Centre non ha dubbi: "Sapevamo che molti dermatologi non erano convinti della sicurezza e dell'efficacia di questo trattamento eseguito in casa. Ma il nostro studio - conclude - dimostra che è...
Holland Art Cities - Giochi.it
Dieci musei di spicco ad Amsterdam, Rotterdam, L'Aja e Utrecht uniscono le loro energie per offrire un programma culturale senza precedenti. Nel corso dell'iniziativa, poi, è prevista la riapertura di due musei della capitale: l'Hermitage di Amsterdam,...

Utrecht

Utrecht - Bandiera

Utrecht è una città olandese e il capoluogo della omonima provincia (di Utrecht). Si tratta della quarta città dei Paesi Bassi per numero di abitanti.

Utrecht è una importante meta turistica.

Il centro urbano si estende intorno al nucleo centrale e più antico della città. Nel cuore del centro svetta la torre del Duomo di Utrecht: con i suoi 112 mt di altezza, la torre è, a tutt’oggi, l’edificio più alto dell’intero paese. Da esso, nelle giornate di bel tempo, è possibile vedere Amsterdam (che si trova a 35 km a nord). La maggior parte degli edifici del centro risalgono all’epoca d’oro dei Paesi Bassi, ovvero al XVI e XVII secolo, quando l’Olanda era una grande potenza coloniale. Di conseguenza, il centro della città appare a tutt’oggi elegante con abitazioni ed edifici raffinati e ricchi di decori. La città è attraversata da diversi canali: tra i più pittoreschi si distinguono l’Oudegracht (canale vecchio) ed il Nieuwegracht (canale nuovo). Nelle giornate di sole, i bar, i ristoranti ed i negozi che si affacciano sull'Oudegracht sono affollati. Dal punto di vista economico Utrecht si distingue da molte altre città olandesi per la forte tendenza al commercio: i suoi negozi sono molto rinomati in tutta l’Olanda. La stazione ferroviaria è il centro della rete ferroviaria olandese e la sede degli uffici centrali del Nederlandse Spoorwegen (Ferrovie Olandesi) ed è strutturalmente unita al centro commerciale più grande del paese. La Università di Utrecht, con i suo 30.000 studenti, è il più grande ateneo e centro di ricerca di tutti i Paesi Bassi e, con i suoi 7.000 impiegati, è anche la realtà economica più grande, in termini di numero di dipendenti, della città. La presenza dell’Università connota fortemente la vita di Utrecht dove vivono decine di migliaia di persone con meno di 25 anni di età e diverse migliaia di studenti e ricercatori stranieri. Inoltre, nel centro cittadino ci sono cinema, teatri, centinaia di bar e decine di locali notturni. Utrecht è anche molto famosa per i suoi caffè e ristoranti, realizzati con gli stili ed i gusti più variegati. Dal punto di vista delle attività culturali, la città si presenta come un centro dinamico e molto attivo, specialmente per la presenza di vari musei, teatri, scuole d’arte. La squadra di calcio FC Utrecht, che gioca nello stadio Nieuw Galgenwaard, milita nella prima serie del campionato olandese e spesso partecipa alle competizioni europee per club.

L'origine della città fu la costruzione di una fortificazione Romana (castellum) intorno al 47 dopo Cristo. La fortificazione si trovava sul fiume Reno che all'epoca seguiva un tracciato molto più a nord dell'attuale e segnava i confini dell'Impero Romano. Il nome dell'avamposto era Traiectum ad Renum, poi Ultraiectum. Intorno al 50 i Romani si accampavano qui. Nei pressi dell'accampamento si trovava un insediamento con artigiani, commercianti ed i familiari dei soldati.

A metà del II secolo tribù germaniche invasero a più riprese quei territori che gli erano stati strappati dai Romani e verso il 270 i Romani abbandonarono Utrecht. Sul periodo 270-500 poco è noto. Nel VI secolo Utrecht cadde sotto l'influenza dei Franchi.

Durante il Medioevo Utrecht era la città più importante dei Paesi Bassi Settentrionali. San Villibrordo è tradizionalmente considerato il suo primo vescovo. Nel 695 è stato nominato a arcivescovo dei frisoni e nel 703 o 704 Pipino di Herstal gli donò Utrecht, grazie alle sue attività missionarie. La città riceve i diritti civili nel 1122.

Più tardi questi vescovi di Utrecht avevano il controllo non solo nella corrente provincia di Utrecht, ma anche nelle regioni più nordest (fino a Groningen). Nel 1528 il controllo fu trasferito a Carlo V d'Asburgo.

Nel 1579 le sette province settentrionale dei Paesi Bassi, che comprendeva anche il territorio che ora si chiama Belgio, si unificarono nell'Unione di Utrecht. Insieme si opposero al dominio spagnolo. L'Unione di Utrecht è spesso indicata come la genesi della Repubblica dei Paesi Bassi.

Nel marzo e aprile 1713 a Utrecht vennero firmati una serie di trattati (Trattato di Utrecht) che furono preliminari alla fine della Guerra di successione spagnola.

Nel 1843 è stata inaugurata una ferrovia che collegava Utrecht ad Amsterdam. Da allora Utrecht è divenuta gradualmente il centro della rete ferroviaria olandese.

Proprio per la sua qualità di svincolo vitale della rete ferroviaria olandese, Utrecht fu immediatamente presa dalle truppe tedesche all'inizio della Seconda Guerra Mondiale, rimanendo occupata fino al 7 maggio 1945. La città fu una delle sedi più attive della resistenza olandese, nella quale non mancò di segnalararsi l'allora Arcivescovo cattolico, Cardinale de Jong.

Dalla fine dell'ultima guerra in poi la città si è espansa considerevolmente con la costruzione di nuovi quartieri come Kanaleneiland, Hoograven, Lunetten. In questo momento, Utrecht è oggetto di un grande progetto di riqualificazione urbanistica detto “Master Plan”. Nel progetto si prevede la riqualificazione dell’area della stazione ferroviaria, che comprende la costruzione di nuovi canali, strade e di un nuovo palazzo della musica. Inoltre, nel nuovo quartiere di Leidsche Rijn si prevede di costruire nuove abitazioni per espandere la popolazione cittadina di circa 100.000 abitanti.

Per la parte superiore



FC Utrecht

L'FC Utrecht è una squadra di calcio olandese, della città di Utrecht (la quarta città dei Paesi Bassi per importanza).

La squadra fu fondata nel 1970, dall'unione di tre club calcistici della città di Utrecht: DOS, Velox e Elinkwijk. Attualmente gioca nell'Eredivisie, la massima serie olandese.

Il primo allenatore della sua storia fu Bert Jacobs.

La prima partita che l'FC Utrecht disputò fu a Rotterdam contro il Feyenoord.

Il Stadion Galgenwaard è uno degli stadi più moderni e sicuri d'Europa: fu aperto nel 1982 e sostituì il vecchio stadio fondato nel 1936.

Per la parte superiore



Arcidiocesi di Utrecht

Utrecht Dom church.JPG

L'arcidiocesi di Utrecht (in latino: Archidioecesis Ultraiectensis) è la sede metropolitana della Chiesa cattolica nei Paesi Bassi. Nel 2004 contava 829.184 battezzati su 3.836.649 abitanti. È attualmente retta dall' arcivescovo Willem Jacobus Eijk.

La diocesi comprende la città di Utrecht. Il territorio è suddiviso in 336 parrocchie.

La diocesi di Utrecht fu eretta nel 695 quando San Villibrordo fu consacrato vescovo dei Frisi a Roma da papa Sergio I e con il beneplacito di Pipino di Herstal andò ad occupare la cattedra dell'importante città di Utrecht. Dopo la morte di Villibrordo la diocesi ebbe a soffrire enormi danni dalle incursioni dei Frisi e, più tardi, da quelle dei Normanni.

Tempi migliori trascorse durante il regno degli imperatori sassoni che frequentemente invitarono i vescovi di Utrecht alle diete ed ai concilii imperiali. Nel 1024 i vescovi furono investiti dell'autorità e del lignaggio di principi del Sacro Romano Impero. La diocesi venne innalzata alla dignità di principato vescovile, che comprendeva l'attuale provincia olandese di Utrecht, ma anche quelle di Groninga, Drenthe ed Overijssel.

Nel 1122, col Concordato di Worms, il diritto di investitura dell'imperatore fu abrogato ed il diritto di provvedere all'elezione del vescovo fu riservato al capitolo della cattedrale il quale, molto presto, si trovò a doverlo condividere con i quattro capitoli delle chiese collegiate più importanti della città (San Salvatore, San Giovanni, San Pietro e Santa Maria). I conti di Olanda e di Gheldria, fra i cui possessi si estendevano le terre governate dal principe-vescovo di Utrecht, tentarono di acquisire influenza politica sulla scelta dei capitoli cercando spesso di imporre un candidato a loro gradito. Tale situazione provocò frequenti dispute e controversie con conseguenti frequenti interventi della Santa Sede, la quale si vide costretta ad interferire in più di un'elezione. Dopo la metà del XIV secolo i papi ripetutamente nominarono direttamente i vescovi senza alcun riguardo per il diritto dei cinque capitoli, forzati dalla situazione di grave ingerenza esercitata dai poteri politici locali e confinanti.

Nel 1527 l'ultimo principe-vescovo alienò i suoi territori all'imperatore Carlo V ed il principato divenne parte dei dominii degli Asburgo; nel contempo, i cinque capitoli trasferirono volontariamente il loro diritto di elezione all'imperatore, col consenso di papa Clemente VII. Nel 1559 Utrecht fu elevata al rango di arcidiocesi metropolitana con sei diocesi suffraganee, ma il nuovo stato di cose non durò a lungo. Quando le province settentrionali dei Paesi Bassi si rivoltarono, l'arcidiocesi decadde con la fine del potere spagnolo. Secondo i termini dell'Unione di Utrecht, i diritti ed i privilegi dei cattolici avrebbero dovuto essere garantiti, ma il 14 giugno 1580 la pratica della religione cattolica venne proibita dai magistrati di Utrecht. La cattedrale di San Martino fu devastata ed il governo delle Province Unite fu incapace di controllare gli estremisti. Il 25 agosto dello stesso anno l'arcivescovo Schenk morì e due successori nominati dal re di Spagna non riuscirono ad entrare nel territorio della diocesi.

La sede rimase vacante fino al 1602, quando l'incarico di arcivescovo fu conferito ai vicari apostolici della Missione Olandese (Hollandse Zending). Questi vicari furono consacrati come arcivescovi titolari per non urtare la sensibilità del governo olandese, ma a condizione che avrebbero assunto il titolo di arcivescovi di Utrecht quando le circostanze lo avrebbero permesso. Durante l'ultimo periodo del vicariato apostolico, fra il clero della diocesi si diffusero le teorie gianseniste e gallicane, avversate dalla Curia Romana e tollerate dal vescovo Van Neercassel. Quando a questi successe Petrus Codde, acceso sostenitore del giansenismo, si aprì un aperto conflitto con Roma che si risolse solo con la sospensione del presule e con la sua sostituzione con un nuovo vescovo e vicario apostolico. Codde, d'altra parte e fino alla fine dei suoi giorni, continuò a considerarsi arcivescovo e ad esercitare una residua autorità al di fuori della comunione con la Santa Sede. La maggioranza del clero dell'arcidiocesi, anche dopo la sua scomparsa, continuò a rivendicare il diritto all'elezione dell'arcivescovo.

Nel 1723 i capitoli, avendo ottenuto il permesso del governo olandese, provvidero ad eleggere un nuovo arcivescovo, al quale però Benedetto XIII decise di negare il suo assenso e di comminare la scomunica. Questo fu l'inizio dello scisma vetero-cattolico che tuttora si prolunga. Ciononostante, fino al 1858 tutti gli arcivescovi vetero-cattolici eletti notificarono la loro elezione al Papa e fino al Concilio Vaticano I non si considerarono separati dalla Chiesa di Roma. Nel 1853 la Santa Sede ristabilì una propria gerarchia nei Paesi Bassi, ufficiosamente chiamata Nuova Chiesa Cattolica.

Attualmente all'arcivescovo cattolico di Utrecht, spesso elevato alla porpora, è riconosciuto il titolo di primate dei Paesi Bassi ed è il metropolita di una provincia ecclesiastica con sei diocesi suffraganee.

La diocesi al termine dell'anno 2004 su una popolazione di 3.836.649 persone contava 829.184 battezzati, corrispondenti al 21,6% del totale.

Per la parte superiore



Unione di Utrecht delle Chiese vetero-cattoliche

In blu i Paesi in cui è presente una Chiesa della Comunione anglicana, in rosso quelli in cui è presente una Chiesa dell'Unione di Utrecht, in verde quelli in cui è presente una Chiesa della Comunione di Porvoo

L'Unione di Utrecht delle Chiese vetero-cattoliche, nota anche semplicemente come Unione di Utrecht è una federazione di Chiese vetero-cattoliche, non in comunione con Roma, che si staccarono dalla Chiesa cattolica in seguito alla proclamazione dei dogmi dell'Infallibilità pontificia e della Giurisdizione universale del Papa. La Dichiarazione di Utrecht del 1889, firmata dai vescovi olandesi, tedesco e svizzero unificò questo movimento intorno al "Credo dell'antica Chiesa indivisa del primo millennio". L'Unione di Utrecht è in piena comunione con la Comunione Anglicana in seguito agli Accordi di Bonn del 1931, e con la Chiesa filippina indipendente (dal 1965) e ha firmato nel 1987 una "Dichiarazione cristologica congiunta" con le Chiese ortodosse.

Le Chiese membro dell'Unione di Utrecht fanno parte del Consiglio Ecumenico delle Chiese.

Le Chiese vetero-cattoliche rifiutarono da subito la dottrina dell'infallibilità papale, col risultato di incappare nella scomunica da parte della Chiesa cattolica; conseguenza di questo rifiuto è il successivo rifiuto di tutte le dottrine così promulgate nella Chiesa cattolica, come quelle dell'Immacolata Concezione (proclamata da Pio IX l'8 dicembre 1854, anteriormente al dogma infallibilista) e dell'Assunzione di Maria (proclamata da Pio XII il 1° novembre 1950).

Per quanto concerne l'Eucarestia, credono che "riceviamo il Corpo e Sangue del nostro Salvatore Gesù Cristo sotto le specie del pane e del vino" (dal testo della Dichiarazione di Utrecht), ma non approvano il concetto di Transustanziazione poiché legato ad una concezione sacrificale della Messa, da loro invece vista come momento di ringraziamento e di memoriale.

I vecchi cattolici hanno abrogato il Filioque dal Credo e rifiutano anche la dottrina del Purgatorio; in questo caso, tuttavia, riconoscono in genere una purificazione per mezzo della grazia di Cristo dopo la morte e solitamente pregano per i defunti.

Benché mantengano alcune pratiche cattoliche di base come il Battesimo per infusione o gli azzimi nell'Eucarestia, queste Chiese hanno molti aspetti in comune con la Chiesa ortodossa, come la pratica della comunione sotto le due specie o come la non obbligatorietà del celibato del clero.

Le Chiese vetero-cattoliche tendono ad essere più liberali rispetto alla Chiesa cattolica. Molte chiese dell'Unione ordinano le donne in tutti i gradi di questo sacramento (ordini minori, diaconato, sacerdozio, episcopato). Angela Berlis è stata la prima donna prete dell'Unione, ordinata nel 1996 dal vescovo tedesco Joachim Vobbe.

In più, le chiese di Paesi Bassi, Germania, Austria e Svizzera offrono la benedizione alle coppie omosessuali. Si dà rilevanza alla coscienza individuale in materia etica.

La confessione auricolare non è obbligatoria e la contraccezione è lasciata alla coscienza dei coniugi.

La Chiesa madre, la Chiesa vetero-cattolica dei Paesi Bassi, fu creata nel 1723 come risultato di tensioni tra la gerarchia cattolica locale e la Curia romana e assunse il nome attuale nel 1853. Le altre chiese, come la Chiesa cattolica cristiana svizzera (1871) e la Diocesi cattolica per i vecchi cattolici in Germania (1873), si formarono dopo il Concilio Vaticano I (nel quale furono definiti i dogmi dell'infallibilità e della giurisdizione universale del Papa) e basarono la loro successione apostolica su quella, valida ma illecita, garantita dalla Chiesa olandese. Pochi anni dopo nacque la Chiesa vetero-cattolica d'Austria, all'epoca con giurisdizione sull'intero Impero austro-ungarico, formatasi contemporaneamente alle altre due di lingua tedesca, ma che dovette battersi con maggiori problemi nella creazione di una propria organizzazione.

Nel 1909 entrò a far parte dell'Unione anche la Chiesa Mariavita polacca (con la consacrazione del vescovo Kowalski; questa chiesa uscì dall'Unione nel 1924 in seguito alla teorizzazione da parte dello stesso Kowalski dei "matrimoni mistici" tra preti e suore. Attualmente la Chiesa Mariavita ha espresso il desiderio di essere riammessa nell'Unione, ma sono sorte difficoltà a causa dell'esistenza sul territorio polacco di una Chiesa già membro dell'Unione e della non perseguibilità nel breve periodo dell'integrazione in un solo soggetto di quest'ultima realtà con la Chiesa mariavita.

La Chiesa cattolica nazionale polacca in Nord America rimase in "comunione deteriorata" con le Chiese dell'Unione dal 1997 al 2003 in seguito a controversie su ordinazione femminile e benedizione delle unioni omosessuali; nel 2004 questa chiesa fu espulsa a causa del rifiuto di tornare in piena comunione con quelle Chiese che praticavano l'ordinazione delle donne e la Chiesa vetero-cattolica in Slovacchia si separò dall'Unione, mentre la Cattedrale di San Giovanni di Toronto si riconciliò.

Tra il 2005 e il 2007, su iniziativa della Chiesa episcopale negli Stati Uniti d'America, l'Unione di Utrecht ha promosso l'aggregazione di un certo numero di Chiese che si dichiarano vetero-cattoliche. In seguito al fallimento di questo progetto - terminato senza che ci fosse integrazione, ma, al contrario, con la nascita di nuovi soggetti - l'Unione ha deciso che in futuro dirotterà le richieste di ingresso da parte di soggetti americani alla Chiesa Episcopale.

Tra il 2006 e il 2007 è stata ammessa come membro in prova la Chiesa vetero-cattolica della Columbia Britannica, in seguito indirizzata verso un'unione con la locale Chiesa anglicana.

Quando nel 1996 la diocesi tedesca dopo approfondita riflessione teologica ordinò le prime donne prete, il diritto di voto nell'Unione del vescovo tedesco fu temporaneamente sospeso. La base di questa decisione fu che si doveva prima concordare l'attuazione pratica dell'ordinazione femminile, che era accettata in linea di principio in tutte le Chiese dell'Europa occidentale, aspettare qualche anno e praticarla solo unendo le forze. Tuttavia, poiché la Conferenza episcopale internazionale 1997 dovette prendere atto del fatto che una tale azione comune, a causa di differenze sostanziali, non sarebbe stata possibile, negli anni successivi anche le altre tre chiese dell'Europa occidentale hanno conferito l'ordine a delle donne. Le Chiese dell'Europa orientale non ordinano le donne - con l'eccezione della Chiesa vetero-cattolica della Repubblica Ceca, che tuttavia ordina le donne al massimo al diaconato. Queste hanno però mantenuto la piena comunione con quelle Chiese vetero-cattoliche che praticano l'ordinazione femminile. Solo la Chiesa cattolica nazionale polacca degli Stati Uniti respinse decisamente l'ordinazione femminile, e proprio a causa di questo rifiuto, la Conferenza episcopale vetero-cattolica internazionale nel 2003 rilevò che "(...) la piena comunione, come stabilito dallo Statuto dell'IBK non ha potuto essere restaurata e quindi il risultato è che la separazione delle nostre chiese continua".

Per la parte superiore



12695 Utrecht

12695 Utrecht è un asteroide della fascia principale. Scoperto nel 1989, presenta un'orbita caratterizzata da un semiasse maggiore pari a 2,5697320 UA e da un'eccentricità di 0,2490015, inclinata di 3,89476° rispetto all'eclittica.

Per la parte superiore



Guerra di successione spagnola

Guglielmo III d'Orange[3].

La guerra di successione spagnola fu combattuta tra il 1701 e il 1714 e vide schierati da una parte la Francia, la Baviera, con il suo principe elettore Massimiliano II Emanuele e la città di Colonia, dall'altra l'Inghilterra, l'Austria e gli altri stati tedeschi del Sacro Romano Impero, tutti uniti nella cosiddetta Grande Alleanza o Alleanza Imperiale.

Il 1 novembre 1700 moriva Carlo II di Spagna, da tempo malato. Cinque giorni dopo, per disposizione testamentaria del defunto re, veniva proclamato nuovo re di Spagna il duca Filippo d'Angiò, nipote del re di Francia Luigi XIV, il quale assumeva il nome di Filippo V.

A causa delle pessime condizioni di salute in cui versava Carlo II fin dalla nascita, già molto tempo prima che egli scomparisse, le grandi monarchie d'Europa avevano cominciato ad avanzare varie ipotesi di successione, ratificate in accordi segreti. La maggior parte delle dinastie regnanti al momento vantava parentele con l'illustre moribondo. Olanda ed Inghilterra desideravano dividersi l'immensa eredità: territori in Nord Africa, in America ed in Asia, Napoli e la Sicilia, il Ducato di Milano, lo Stato dei Presidi, il Marchesato di Finale, le Baleari, Gibilterra, i Paesi Bassi, la Sardegna. La Spagna, benché se ne riconoscesse generalmente la decadenza morale e politica, aveva a disposizione un'estensione territoriale tale da allettare le altre nazioni europee con la prospettiva di vantaggiosi traffici commerciali. Tutte le ipotesi formulate avevano quindi come obiettivo principale lo smembramento della grande potenza economica e militare della Spagna. Il perché era fin troppo evidente: l'"impero" spagnolo, infatti, unendosi integralmente ad uno qualunque dei troni delle grandi potenze europee, avrebbe fatto spostare certamente l'asse dell'equilibrio politico-militare ed economico a favore di quest'ultimo. Queste condizioni resero difficilmente governabile il rapporto tra gli stati e impossibile il mantenimento della pace. A rigore, l'eredità sarebbe toccata all'infanta di Spagna Maria Teresa di Spagna, moglie di Luigi XIV, la quale aveva, però, rinunciato alla successione, prima di morire nel 1683. Luigi XIV non riteneva valida questa rinuncia e appoggiava, per questa ragione, le pretese del figlio, il Delfino di Francia Luigi, e dei figli di questi, Luigi e Filippo (quest'ultimo fu appunto la figura designata dal testamento di Carlo II). Ad avanzare pretese non del tutto illegittime sul trono di Spagna c'erano poi l'imperatore Leopoldo I, cognato di Carlo II e rappresentante del ramo austriaco degli Asburgo, e il principe elettore di Baviera.

Carlo II d'Asburgo, nel fare testamento, adottò proprio l'unica soluzione rigettata unanimemente da tutti gli altri regnanti, seppur vincolata alla rigida, formale e sostanziale separazione delle relative corone francese e spagnola; cioè lasciare indivisa la propria eredità nelle mani di un solo sovrano, in questo influenzato dalla moglie Maria Anna di Neuburg e dai consigli degli inviati papali. Poiché il designato Filippo d'Angiò, sostenuto dal re di Francia, non avrebbe mai rinunciato ai benefici testamentari di cui era stato gratificato da Carlo II, fu inevitabile il ricorso alle armi. Il conflitto prese piede con la grande alleanza dell'Aja del 7 settembre 1701, con la quale l'Inghilterra, i Paesi Bassi e l'Austria si impegnavano ad impedire che le volontà testamentarie del defunto re di Spagna trovassero definitiva attuazione; sarebbe stato infatti molto difficile fronteggiare un'unica sovranità borbonica da entrambe le parti dei Pirenei.

L'alleanza dell'Aja, in funzione antifrancese ed antispagnola, non fu indolore, soprattutto per i paesi appartenenti all'area germanica. Infatti, la frattura che si creò all'interno dell'Impero portò il Brandeburgo, da poco elevato al rango di regno col nome di Prussia, ed alcuni altri stati, a dare il loro appoggio agli Asburgo e ai suoi alleati, mentre gli elettori di Colonia e della Baviera si schierarono apertamente con la Francia. La guerra mobilitò più forze militari di quanto non fosse mai avvenuto in Europa nei secoli precedenti.

Il re francese Luigi XIV invase le regioni dei Paesi Bassi che erano sotto il dominio spagnolo, considerandoli beni della dinastia Borbone e imponendo ai governatori locali la sottomissione alla Francia oltre che alla Spagna. Poco dopo furono aboliti i dazi commerciali tra Francia e Spagna, proprio come se fossero un solo stato, e nello stesso tempo furono revocati i privilegi commerciali concessi in passato all'Inghilterra ed all'Olanda nei territori spagnoli.

La guerra ebbe inizio di fatto nel 1701, come su detto, con l'occupazione dei Paesi Bassi spagnoli da parte della Francia, a cui fece seguito, immediatamente, la controffensiva dell'esercito austriaco in Italia che, al comando del duca Eugenio di Savoia, dopo aver sconfitto i francesi a Carpi (Villa Bartolomea) e conquistato tutto il milanese, conseguì una seconda schiacciante vittoria nella battaglia di Chiari. Lo stesso anno vide la nascita ufficiale del Regno di Prussia mediante l'incoronazione di Federico III Hohenzollern (1657-1713), principe elettore di Brandeburgo, che salì al trono con il nome di Federico I.

L'anno seguente vide l'adesione alla grande alleanza dell'imperatore Leopoldo I d'Asburgo, con la conseguente formale dichiarazione di guerra alla Francia. In Italia, la città di Cremona cadde nelle mani di Eugenio di Savoia, mentre Modena fu conquistata dall'esercito franco-spagnolo. La discesa in campo dell'Inghilterra, invece, ebbe inizio con un'offensiva antifrancese, mediante l'occupazione di Liegi e della parte settentrionale dei Paesi Bassi spagnoli. Gli inglesi aprirono le ostilità anche oltre Atlantico, attaccando le colonie francesi in Florida.

L'anno 1703 fu denso di avvenimenti, se non proprio decisivi per le sorti della guerra, alquanto significativi per una svolta strategica nelle operazioni militari. L'esercito inglese, al comando del Duca di Marlborough attaccò la Francia occupando Colonia e Bonn, sue alleate. Contemporaneamente si registrò l'avanzata delle truppe imperiali di Eugenio di Savoia in Renania e in Baviera. Il Portogallo diede la sua adesione alla Grande Alleanza e il duca Vittorio Amedeo II di Savoia, con un rovesciamento di alleanze, passò al campo imperiale ed avviò le operazioni belliche occupando Casale. L'arciduca Carlo d'Asburgo, secondogenito dell'Imperatore Leopoldo, venne proclamato re di Spagna al posto di Filippo V.

L'anno seguente si dovette registrare la prevedibile e prevista occupazione della Savoia da parte della Francia, mentre, sul fronte opposto, una grande offensiva delle truppe congiunte anglo-imperiali in Germania costò una pesante sconfitta all'esercito franco-bavarese, prima nella battaglia di Donauwörth, poi in quella di Blenheim (13 agosto 1704). Quest'ultima costò al principe elettore di Baviera Massimiliano II Emanuele l'esilio fino al 1715, cui si aggiunse anche l'occupazione della rocca di Gibilterra da parte della flotta inglese al comando di sir George Rooke.

Un'altra squadra navale inglese, al comando di Lord Peterborough occupò Barcellona nel 1705. Questa occupazione indusse la Catalogna, l'Aragona e Valencia a riconoscere l'arciduca Carlo d'Asburgo come legittimo re di Spagna con il nome di Carlo III, il quale pose la nuova capitale proprio a Barcellona. Nello stesso anno morì l'imperatore Leopoldo I e gli successe il figlio primogenito Giuseppe I, ma l'avvicendamento della corona imperiale non portò alcun mutamento nella strategia perseguita fino a quel momento da Leopoldo.

L'anno 1706 fu per la Francia il peggiore sul piano strategico e militare. Le truppe inglesi, al comando del Duca di Marlborough, ottennero una prestigiosa vittoria nella battaglia di Ramillies (23 maggio 1706) e occuparono l'intera regione dei Paesi Bassi spagnoli. Barcellona fu liberata dall'assedio delle truppe francesi e un contingente anglo-portoghese invase la Spagna e occupò Madrid. Luigi XIV fu sconfitto nella ben nota battaglia di Torino (7 settembre 1706) dalle truppe imperiali di Eugenio di Savoia, appoggiate da quelle savoiarde di Vittorio Amedeo II e dovette subire anche una nuova occupazione del milanese ad opera proprio di quest'ultimo.

Con gli ultimi rovesci militari francesi si può dire che si concluse la prima fase della guerra. Luigi XIV infatti, si rese conto che non avrebbe mai concluso vittoriosamente il conflitto. La qual cosa lo indusse ad intavolare trattative di pace con la Grande Alleanza. Evidentemente, però, le clausole eccessivamente vessatorie impostegli dalla controparte indussero il Borbone a respingere ogni ipotesi di pace e ad allontanarsi dal tavolo dei negoziati, riprendendo le operazioni belliche.

Il 1707, anche se dovette registrare un'Italia tutta nelle mani dell'Austria, vide anche un recupero dell'alleanza franco-ispanica sul piano strettamente militare, con il fallimento dell'assedio di Tolone da parte di Eugenio di Savoia e la sconfitta delle truppe anglo-portoghesi nella battaglia di Almansa in Spagna. Questi avvenimenti consentirono a Filippo d'Angiò di riconquistare Madrid e gran parte della Spagna.

Ma la controffensiva della Grande Alleanza non si fece attendere. L'esercito anglo-imperiale, l'anno successivo, riprese le operazioni belliche nei Paesi Bassi spagnoli e inflisse ai francesi una cocente sconfitta nella battaglia di Oudenaarde (11 luglio 1708) nel Belgio orientale, conquistando la città di Lilla. Sul fronte della guerra sui mari si dovette registrare anche l'occupazione delle isole di Minorca e della Sardegna da parte della flotta inglese. Sul fronte italiano, le truppe austriache tentano di mantenere il controllo del territorio anche con saccheggi, come ad esempio quello di Forlì.

Nel 1709 re Luigi, scosso dalle ultime sconfitte, tentò di riprendere le trattative di pace all'Aja. Ma, ancora una volta, le clausole imposte dagli alleati furono giudicate tanto inaccettabili da indurre il monarca francese ad abbandonare nuovamente i negoziati di pace. La qual cosa, però, costò la ripresa delle operazioni militari nei Paesi Bassi spagnoli ad opera delle truppe inglesi e imperiali con la conquista della città di Tournai. I francesi furono nuovamente sconfitti, ancora una volta da Eugenio di Savoia e dal Duca di Marlborough, nella sanguinosissima battaglia di Malplaquet (11 settembre 1709) dopo di che la città di Mons cadde nelle mani dell'Alleanza.

Questi ripetuti rovesci militari delle truppe franco-spagnole si protrasse anche l'anno successivo che vide ancora una nuova vittoria della Grande Alleanza nella battaglia di Almenara in Spagna e la sconfitta dei francesi in America che dovettero cedere agli inglesi Port-Royal e la regione dell'Acadia.

Pur tuttavia, nonostante queste numerose vittorie della Grande Alleanza, Carlo d'Asburgo, rientrato a Madrid per riprendere il possesso del trono, fu nuovamente scacciato da Filippo d'Angiò a seguito della vittoriosa battaglia di Villaviciosa, combattuta il 10 dicembre 1710, nella quale le truppe franco-spagnole erano comandate dallo stesso Filippo e dal Granduca di Vendôme, Luigi Giuseppe di Borbone.

Quando tutto lasciava presagire una definitiva sconfitta della Francia che avrebbe trascinato con sé anche il designato nuovo re di Spagna Filippo V, nel 1711 si registrò una svolta politica inaspettata e decisiva per la risoluzione del conflitto. Moriva, infatti, l'Imperatore Giuseppe I e gli succedeva il fratello già pretendente al trono di Spagna, l'arciduca Carlo d'Asburgo, col nome di Carlo VI.

Questa nuova circostanza indusse alcune potenze della Grande Alleanza antifrancese a prendere in considerazione l'ipotesi di non appoggiare più l'Asburgo nella sua pretesa al trono di Spagna, bensì l'Angiò. La motivazione era fin troppo evidente ed era dettata dal fatto che gli Asburgo, già regnanti in Austria, Boemia e Ungheria e in possesso della corona imperiale, se avessero avuto nelle mani anche la Spagna e tutti i suoi possedimenti, sarebbero diventati la più potente dinastia al mondo, ancor più di quanto non lo fossero stati ai tempi di Carlo V, con conseguenze devastanti sul piano dell'equilibrio internazionale. I timori di papa Innocenzo XII non erano poi tanto infondati.

Tutto ciò ebbe come conseguenza che la Francia, destinata ad una sconfitta più che certa, rientrò in gioco a pieno titolo e fu invitata al tavolo dei negoziati di pace che si aprirono nella città olandese di Utrecht nel 1712.

L'apertura dei negoziati di pace ebbe come effetto immediato la sottoscrizione di una tregua tra la Francia e l'Inghilterra cui diede la propria adesione anche l'Olanda, soprattutto dopo che le truppe austro-olandesi erano state sconfitte dai francesi nella battaglia di Denain (24 luglio 1712), ove Eugenio di Savoia dovette registrare la sua prima sconfitta in tutta la guerra di successione ad opera del maresciallo francese De Villars. Nel mese di novembre dello stesso anno, Filippo V, nuovamente padrone della Spagna, rinunciò formalmente ad ogni pretesa alla corona di Francia.

Dopo lunghe e laboriose trattative, protrattesi per circa un anno, il 13 luglio del 1713 fu firmato il trattato di pace di Utrecht tra la Francia, da una parte, e l'Inghilterra, il Portogallo, la Prussia, l'Olanda e la Savoia, dall'altra, che metteva, così, fine alla guerra di successione spagnola.

Per poter mettere definitivamente la parola fine alla guerra di successione spagnola, era necessario, però, che anche l'Austria sottoscrivesse il trattato di pace con la Francia: ciò avvenne il 6 marzo 1714 nella città di Rastatt.

Inoltre, in seguito ai trattati di Utrecht e Rastatt, Filippo V salvò il trono ma allo stesso tempo dovette rinunciare a tutti i possedimenti in Europa, cosa che però gli permise di concentrarsi maggiormente sulla politica interna per migliorarne la situazione. Successivamente la Spagna si ritrovò nuovamente a fronteggiare l'Austria a causa degli interessi in Italia di entrambe le potenze, così la Spagna firmò con la Francia i cosiddetti Pactos de familia.

Si chiudeva, così, dopo oltre un decennio di sanguinosi conflitti, combattuti per terra, per mare e oltre atlantico, la cosiddetta “guerra di successione spagnola”, forse la vera prima guerra mondiale della storia, la prima in cui il binomio fucile-baionetta soppianta la picca e la cavalleria, la prima in cui una calcolata Realpolitik piuttosto che una incrollabile fede religiosa muove le file dei contendenti.

In realtà la Pace di Utrecht lasciò insoluti alcuni problemi, il più importante dei quali era il predominio, o anche solo l'equilibrio delle forze, nel mare Mediterraneo: questo si risolverà con un'altra guerra, la Guerra della quadruplice alleanza che inizierà di fatto nel 1717, con iniziativa spagnola (invasione di Sicilia e Sardegna) e terminerà con la sconfitta di quest'ultima, ed il trattato dell'Aia, all'inizio del 1720.

Per la parte superiore



Source : Wikipedia