Usabilità

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Tags : usabilità, internet, high tech

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Usabilità

L'usabilità è definita dall'ISO (International Organisation for Standardisation), come l'efficacia, l'efficienza e la soddisfazione con le quali determinati utenti raggiungono determinati obiettivi in determinati contesti. In pratica definisce il grado di facilità e soddisfazione con cui l'interazione uomo-strumento si compie.

Il problema dell'usabilità si pone quando il modello del progettista (ovvero le idee di questi riguardo al funzionamento del prodotto, che trasferisce al design del prodotto stesso) non coincide con il modello dell'utente finale (ovvero l'idea che l'utente concepisce del prodotto e del suo funzionamento).

Il grado di usabilità si innalza proporzionalmente all'avvicinamento dei due modelli (modello del progettista, e modello dell'utente).

Al fine di valutare al meglio l'usabilità di prodotto, è possibile eseguire dei Test di Usabilità, con utenti reali. In questa fase, gli utenti sono chiamati a compiere delle semplici operazioni caratteristiche del prodotto, evidenziandone pregi e difetti.

Inoltre è possibile procedere alla Misurazione dell'usabilità, attraverso complesse tecniche, capaci di dare una valenza più o meno oggettiva, al grado si usabilità di un prodotto.

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Links

Links-wikipedia-it.png

Links è un browser open source testuale da riga di comando. Dispone di una semplice interfaccia grafica da terminale, e può visualizzare pagine complesse (supporto all'HTML 4.0 parziale con tabelle e frame, supporto per molteplici set di caratteri), supporta terminali a colori e monocromatici, e permette lo scrolling orizzontale. È disponibile per sistemi POSIX e Microsoft Windows.

Al contrario di Lynx e w3m, è orientato agli utenti che vogliono un utilizzo visuale e che vogliono mantenere molti elementi tipici delle interfacce grafiche (pop up windows, menus etc.) in un ambiente testuale. La sua usabilità intuitiva lo rende ottimo come web-browser o come libreria da usare in terminali, Internet café etc.

La versione originale di Links fu sviluppata da Mikuláš Patočka nella Repubblica Ceca. Il suo gruppo, Twibright Labs, più tardi sviluppò la versione 2, questa versione può visualizzare la grafica , renderizzare font in diverse dimensioni (con anti-aliasing) e supporta JavaScript. Il browser risultante è molto veloce, ma non mostra molte pagine come dovrebbero essere visualizzate. Il modo grafico funziona sui sistemi Unix anche senza X o qualsiasi ambiente grafico, usano sia SVGALib o il framebuffer della scheda grafica del sistema.

ELinks ("Experimental/Enhanced Links") è un fork portato avanti da Petr Baudis. È basato su Links 0.9. Ha uno sviluppo molto più aperto ed incorpora patches da altre versioni di Links (come ad esempio la estensione addizionale dello scripting in Lua) e dagli utenti internet.

Links Hacked è un'altra versione del browser Links che si è fusa in Elinks disponibile in Links 2.

Andrey Mirtchovski lo ha portato su Plan 9. È considerato un buon browser su quel sistema operativo, sebbene alcuni utenti si siano lamentati della sua incapacità di copia/incolla con il buffer di Plan 9.

Evolt mantiene una versione non supportata sul suo archivio per Windows a 32 bit.

È stato portato a girare anche sulla piattaforma Sony PSP da Rafael Cabezas (a.k.a. Raf).

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Web design

Il webdesign o web design, letteralmente progettazione per il world wide web, è un'espressione inglese utilizzata anche nella lingua italiana per indicare la progettazione tecnica, strutturale e grafica di un sito web.

La figura professionale dell'addetto alla progettazione per il web, il web designer, nata con lo svilupparsi del World Wide Web, presenta varie analogie teoriche con quella dell'architetto: così come per la costruzione di un palazzo, il webdesigner deve avere varie competenze che vanno dallo studio del singolo elemento alla complessità del progetto (il cosiddetto "zoom in e zoom out"), ed avere competenze di usabilità ed accessibilità.

La realizzazione di un sito web è un'operazione che coinvolge e fonde diverse competenze: il prodotto finale deve essere gradevole, di facile esplorazione, presentare in maniera chiara i propri contenuti ed essere utilizzabile in sicurezza e con semplicità. Risolvere tutti questi problemi coinvolge, oltre al web designer, molteplici figure professionali, sebbene non tutte siano ancora ben delineate.

Le figure professionali che partecipano alla progettazione variano in funzione della complessità del progetto e del budget ad esso dedicato: l'information architect che raccoglie i requisiti utente e progetta l'architettura delle informazioni, l'interface designer che progetta l'interfaccia grafica, il web designer è una persona esperta nel campo della grafica per web (non per l’editoria) che realizza le pagine web in formato HTML / XHTML per i browser web, ma può essere semplicemente definito come colui che si occupa di webdesign.

Meno semplice è definire cos'è il webdesign, e cioè una disciplina che è finalizzata alla creazione di siti internet nella loro interezza e in tutte le loro funzionalità.

Il lavoro del webdesigner comprende capacità di progettazione, sintesi, gusto estetico (look and feel) e creatività più o meno spiccata, studio dell'interattività dei siti internet, usabilità e accessibilità per consentirne un accesso uniforme, nonché visibilità e diffusione tramite canali internet quali social network, circuiti pubblicitari, motori di ricerca, e così via.

Conoscenze minime basilari di un webdesigner devono essere: webmarketing, funzionamento dei motori di ricerca e ottimizzazione (SEO), design e comunicazione, interfaccia e psicologia dell'utente, il linguaggio specifico del web, ovvero (X)HTML, CSS e conoscenze di programmazione e animazione (PHP, ASP, FLASH, XML, Javascript, ecc.), che consentono una maggiore interattività dei siti.

I siti internet sviluppati debbono rispondere a grammatiche formali standard, emanate a livello internazionale dal W3C, e sviluppate con lo scopo di rendere i siti intercompatibili e navigabili nel modo più uniforme utilizzando i vari browser e sistemi informatici diffusi. La vilidazione di conformità a tali grammatiche può essere effettuata tramite tool online.

Altri test accompagnano la creazione del sito, tra questi quelli di accessibilità (le cui direttive sono anch'esse emanate dal W3C col nome di WCAG) e di usabilità, solitamente svolti da esperti appositamente dedicati.

La legge italiana prevede come obbligo per le pubbliche amministrazioni il rispetto di determinati criteri di accessibilità (tramite la cosiddetta Legge Stanca). Tra i vari fattori da considerare vi sono il colore, l'uso ridotto o nullo del mouse e quindi l'utilizzo della tastiera per navigare, la resa di oggetti multimediali quali audio e video anche in forma testuale per i non udenti o non vedenti, e altri parametri.

Il webdesigner può essere un freelance, ma per lavori di alta qualità/complessità o grande articolazione collabora spesso con un team di sviluppatori di software nonché esperti professionisti dei singoli settori specifici: webmarketing, accessibilità, designer grafici. Può pertanto anche lavorare in una web agency o in uno studio associato insieme ad altri professionisti o ancora all'interno del normale organico di una grande società nel settore marketing o pubblicitario.

Gli strumenti di lavoro più ampiamente utilizzati sono software quali editor web e per fogli di stile e pacchetti di elaborazione grafica vettoriale e bitmap.

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Piemonte digitale

Piemonte Digitale è l'iniziativa di comunicazione della Regione Piemonte per promuovere e valorizzare la transizione alla televisione digitale terrestre in Piemonte.

L'iniziativa si è sviluppata in seguito alla firma - in data 1 dicembre 2007 - del Protocollo d'intesa per la transizione anticipata del Piemonte al digitale terrestre tra Regione Piemonte, Ministero delle Comunicazioni e Associazione DGTVi.

La campagna di comunicazione dipende direttamente dal Gabinetto della Presidenza della Giunta regionale e la sua partenza ufficiale è in fase di programmazione.

Regione Piemonte è supportata per quanto riguarda il processo di transizione da CSP - Innovazione nelle ICT, che ne gestisce, oltre agli aspetti tecnologici, anche la comunicazione sul web.

Il sito internet collegato alla campagna è ospitato nella web farm del CSI Piemonte ed utilizza il CMS Joomla RP, una derivazione del popolare CMS Joomla! sviluppata da CSI appositamente per soddisfare le esigenze (di accessibilità, usabilità ecc.) di Regione Piemonte.

La creatività della campagna è stata assegnata all'agenzia di comunicazione Cafè Noir in seguito ad una procedura di gara ad inviti.

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Qualità del software

Per qualità del software si intende la misura in cui un prodotto software soddisfa un certo numero di aspettative rispetto sia al suo funzionamento sia alla sua struttura interna. Gran parte della ricerca nel campo dell'ingegneria del software è dedicata, direttamente o indirettamente, al tema della qualità. In particolare, si è cercato di stabilire chiaramente cosa si intenda per qualità del software, definendo un insieme di parametri di qualità significativi; di realizzare tecniche per misurare tali parametri rispetto a un dato sistema software; di sviluppare tecnologie (per esempio linguaggi di programmazione) e metodologie (per esempio di analisi e progettazione) che facilitino la realizzazione di software di qualità.

Tradizionalmente, i parametri (o fattori) rispetto a cui si può misurare o definire la qualità del software vengono classificati in due famiglie: parametri esterni e parametri interni. I primi si riferiscono alla qualità del software così come è percepita dai suoi utenti, e includono correttezza, affidabilità, robustezza, efficienza, usabilità. I secondi si riferiscono alla qualità del software così come è percepita dagli sviluppatori, e includono verificabilità, manutenibilità, riparabilità, evolvibilità, riusabilità, portabilità, leggibilità, modularità. Non raramente esiste una correlazione fra questi due aspetti (banalizzando: il software mal scritto tende anche a funzionare male).

Un programma o sistema software si dice corretto se si comporta esattamente secondo quanto previsto dalla sua specifica dei requisiti. In termini più informali, un sistema è corretto se fa esattamente quello che è stato progettato per fare. Nell'ingegneria del software "classica" (anni '60-anni '70), lo sviluppo di software corretto veniva universalmente considerato l'obiettivo predominante, a cui praticamente tutti gli altri parametri di qualità erano finalizzati. Molti moderni modelli di processo software, viceversa, escludono la possibilità di sviluppare rispetto a una specifica stabilita a priori in modo definitivo e non ambiguo, e quindi, indirettamente, negano alla correttezza un valore pratico significativo. In ogni caso, la correttezza è una qualità assoluta (un sistema è corretto o non lo è) e sostanzialmente impossibile da misurare (verificare); non è possibile stabilire con certezza che un sistema sia corretto.

Nelle metodologie di sviluppo e progettazione agili, si parla piuttosto di "soddisfazione del cliente", intendendo con questo che i requisiti iniziali potrebbero essere stati modificati, ma con il consenso e a piena soddisfazione del committente.

Un sistema è tanto più affidabile quanto più raramente, durante l'uso del sistema, si manifestano malfunzionamenti. Una definizione più specifica, ma non universalmente riconosciuta, è basata sul concetto di MTBF (Mean Time Between Failure, il tempo medio che intercorre fra due fallimenti successivi). In termini invece più vaghi (ma probabilmente più significativi), si può anche dire che l'affidabilità è la misura in cui l'utente può "fidarsi" del software; questa definizione tiene conto, in particolare, del fatto che malfunzionamenti gravi si considerano solitamente più influenti, nella valutazione dell'affidabilità, di errori minori. In questo senso, il modo in cui si intende il termine affidabilità può variare in funzione del tipo di utente (per esempio della sua capacità di adattarsi) e del tipo di applicazione (per esempio in funzione della sua criticità).

Poiché l'affidabilità è concettualmente misurabile (una volta specificato un particolare modello, per esempio MTBF o una variante pesata in funzione della gravità dei fallimenti), questo parametro viene spesso considerato la controparte "realistica" della correttezza.

L'industria del software moderna, su applicazioni non critiche, tende a considerare economicamente vantaggioso il rilascio di prodotti con un tasso iniziale di malfunzionamenti piuttosto elevato, ma dotati di meccanismi di caricamento periodico di patch (per esempio via Internet) attraverso cui gli errori vengono corretti via via che vengono trovati dall'utenza e segnalati al produttore.

In termini generali, la robustezza di un sistema è la misura in cui il sistema si comporta in modo ragionevole in situazioni impreviste, non contemplate dalle specifiche. Situazioni di questo tipo in genere riguardano errori ed eccezioni di varia natura (dati di input scorretti, fallimenti di componenti software o hardware esterni al sistema e interagenti con esso, e così via). Anche in questo caso, l'idea intuitiva della robustezza implica certamente considerazioni di valore sugli effetti dannosi che il sistema o l'utente subiscono se il sistema reagisce in modo "irragionevole" a situazioni impreviste.

Un sistema è efficiente se usa memoria, CPU e altre risorse in modo proporzionato ai servizi che svolge, ovvero senza sprechi. Il termine prestazioni ha un significato correlato più specifico; le prestazioni, infatti, sono da considerarsi come uno degli elementi che potrebbe essere specificato dai requisiti (si parla in questo caso di requisiti non funzionali). Efficienza e prestazioni sono difficilmente predicibili e quindi non raramente vengono prese in considerazione solo a sistema realizzato; tuttavia, gli interventi a posteriori per migliorare il comportamento del sistema rispetto a questi parametri sono spesso estremamente difficili e costosi. Fra i modelli utilizzati per misurare (o specificare) l'efficienza di un sistema si possono citare quelli basati sulla complessità algoritmica, le misure sul campo, le misure su modelli matematici o modelli di simulazione.

L’interfaccia utente interviene molto sull’amichevolezza di un’applicazione, ma anche in questo caso è la formazione e la cultura dell’utente a giudicare tale caratteristica.

Al di fuori di una visione macchinocentrica, va sottolineata l'esistenza di principi condivisi che permettono di valutare il livello di usabilità di un'applicazione, indipendentemente da fattori soggettivi. Valga come riferimento il noto studio di Jakob Nielsen, e quanto espresso dallo standard ISO 9241-10 sugli ergonomic requirement .

Un sistema è scalabile se può essere adattato a diversi contesti con forti differenze di complessità (per esempio database molto piccoli o molto grandi) senza che questo richieda la riprogettazione dello stesso sistema. Solitamente, si richiede che le prestazioni di un sistema possano essere aumentate "semplicemente" fornendo al sistema stesso maggiori risorse di calcolo (processori più potenti, maggiori quantità di memoria, sistemi di memoria di massa più capienti o più veloci, e così via).

La fault tolerance è un parametro che viene normalmente preso in considerazione soprattutto per sistemi embedded che devono interagire con altri sistemi software e hardware. Un sistema fault tolerant è in grado di proseguire la propria esecuzione senza gravi malfunzionamenti anche a fronte di malfunzionamenti delle controparti con cui dovrebbe interagire. Per esempio, la capacità di un sistema di non perdere i propri dati a fronte di un guasto al disco rigido può essere un fattore decisivo in determinati tipi di applicazione.

In alcuni casi diventa una qualità esterna (Software safety critical).

Un sistema è riparabile se la correzione degli errori è poco faticosa. È una proprietà fondamentale di molti prodotti ingegneristici (automobili, computer, ...). Per questi prodotti la tecnica usata è quella di abbassare il prezzo e di favorire la sostituzione piuttosto che la riparazione. Perché ciò possa avvenire si utilizzano delle parti standard che possono essere cambiate con facilità. Nel software la situazione è diversa.

La riparabilità si persegue attraverso la modularizzazione. Non conta tanto il numero, ma piuttosto il come sono organizzati tra loro e al loro interno.

Peggio ancora, i cambiamenti effettuati non sempre sono documentati per cui le specifiche non vengono aggiornate e ciò rende i cambiamenti futuri difficili da compiere. È necessario prevedere sin dall’inizio che il software può evolvere e progettare tenendo in mente questa evoluzione per sfruttare al meglio i costi sostenuti in passato.

Come fare per rendere i diversi manufatti riusabili?

Un sistema è portabile se è in grado di funzionare in ambienti diversi.

È diventato un aspetto fondamentale perché consente di avere vantaggi economici, in quanto si possono ammortizzare i costi trasportando l’applicazione in diversi ambienti. Nel caso delle applicazioni web è la chiave di volta. Si usano strumenti e tecniche appositamente pensate per dare luogo ad oggetti portabili.

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Source : Wikipedia