Unione Europea

3.4324866310496 (1496)
Inviato da gort 27/02/2009 @ 02:01

Tags : unione europea, organizzazioni internazionali, esteri

ultime notizie
POL - Ue, Napolitano: Azione comune contro crisi, bene bozza Consiglio - Il Velino
Il presidente ha espresso chiaramente la necessità per l'Ue di lavorare in maniera coordinata: “Siamo tutti europei, a prescindere dal diverso status dei nostri rispettivi Paesi: Paesi fondatori della Comunità europea, nuovi membri, candidati o Paesi...
Berlusconi: immigrati problema Ue - ANSA
(ANSA) - BRUXELLES, 19 GIU - L'Unione Europea 'ha riconosciuto' che l'immigrazione 'e' un problema di tutta l'Europa', sottolinea Berlusconi. Il premier lo ha detto al termine del Consiglio europeo spiegando che l'Italia ha chiesto pattugliamenti e...
Birmania: UE, liberazione Suu Kyi - ANSA
(ANSA) - BRUXELLES, 19 GIU -Con un testo di 64 parole, in occasione del 64/o compleanno di Aung, l'Unione europea chiedera' la sua scarcerazione. La dissidente birmana e' il simbolo dell'opposizione democratica al regime di Rangoon e premio nobel per...
UE: PREOCCUPAZIONE PER GAS DA RUSSIA. ''PARLARE CON UNA VOCE SOLA'' - Agenzia di Stampa Asca
Lo scorso mese di maggio, il primo ministro russo Vladimir Putin ha avvisato l'Unione europea (cliente privilegiato) del rischio di una nuova contrapposizione frontale, dura con l'Ucraina sul gas. Il Paese di Kiev infatti, non ha i soldi per pagare le...
Immigrazione, Frattini: emergenza diventa europea, presto un piano - Il Messaggero
Frattini ha spiegato che vengono citati Italia, Malta, Cipro e Grecia come Paesi coinvolti direttamente nei problemi dell'immigrazione clandestina ed ha aggiunto che l'Italia ritiene che debbano esserci rimpatri da parte dell'Unione Europea con la...
UE: GASPARRI, GIUSTA CONFERMA PER TAJANI - Agenzia di Stampa Asca
(ASCA) - Roma, 19 giu - ''L'intenzione di confermare Antonio Tajani espressa oggi dal presidente Berlusconi dimostra che in questi anni il vicepresidente della Commissione UE e commissario ai Trasporti ha ben operato nell'interesse dell'Italia e della...
Iran. La Merkel delusa dal discorso di Khamenei. Ue: "Avanti con ... - L'Occidentale
In una conferenza stampa al termine del vertice Ue, la cancelliera ha poi espresso soddisfazione per l'esito del Consiglio europeo e ha sottolineato che continuerà a lavorare per portare avanti il processo di ratifica del trattato di Lisbona,...
UE E USA RIDUCONO CONSUMI ENERGETICI COMPUTER - ANSA
A concordare i nuovi parametri di efficienza energetica sono stati oggi la Commissione europea e l'agenzia americana per la protezione dell'ambiente, che gia'da anni collaborano su questo fronte nel quadro del programma UE-US Energy Star....
UE: IRLANDA OBBLIGA I 27 A GARANZIE PER SI' A REFERENDUM LISBONA - Agenzia di Stampa Asca
(ASCA) - Bruxelles, 19 giu - L'Irlanda ha ottenuto in sede Ue le ''garanzie' richieste e questo dovrebbe portare il paese di Dublino a svolgere, nella prima settimana del prossimo mese di ottobre, il nuovo referendum per l'approvazione del Trattato di...

Ucraina ed Unione Europea

Lesser Coat of Arms of Ukraine.svg

L'adesione dell'Ucraina all'Unione Europea è stata dichiarata da parte del Presidente Viktor Juščenko un traguardo fondamentale da raggiungere.

Juščenko è stato eletto da cittadini delle parti occidentale, settentrionale e centrale dell'Ucraina, dove c'è un forte desiderio di ingresso nell'UE e nella NATO.

Non vi sono ancora certezze riguardo alle relazioni tra Ucraina e UE nel prossimo futuro. Il Segretariato Presidenziale dell'Ucraina ha posto il 2017 come obiettivo per l'entrata dell'Ucraina nell'Unione Europea; attualmente, la nazione è solamente membro della Politica di Vicinanza Europea.

Anche se esistono progetti per un accordo di libero mercato, ci sono per ora poche possibilità che lo status dell'Ucraina si modifichi nel breve termine, poiché l'agenda di allargamento è già ampia e altri stati occidentali si oppongono ad ulteriori espansioni.

Diverse fazioni politiche in Ucraina sono a favore dell'adesione all'UE e allo sviluppo di legami con l'Europa occidentale.

Alcuni nell'UE sono dubbiosi riguardo alle prospettive per l'Ucraina. Nel 2002, il Commissario per l'Espansione dell'Unione Günter Verheugen disse che "una prospettiva europea" per l'Ucraina non significa necessariamente l'ingresso entro 10 o 20 anni; l'adesione è solo una possibilità.

Il 13 gennaio 2005 il Parlamento europeo ha quasi unanimemente (467 voti a favore e 19 contro) approvato una mozione che stabilisce il desiderio del Parlamento di instaurare stretti rapporti con l'Ucraina in vista di una possibilità di ingresso nell'Unione. Anche se la strada è ancora lunga prima dei negoziati riguardo all'ingresso, la Commissione Europea ha stabilito che future candidature non saranno escluse. Viktor Juščenko ha risposto affermando la sua intenzione di inviare una relazione, insieme alla Comunità degli Stati Indipendenti per assicurare che l'integrazione nell'UE è possibile e, se non lo fosse, egli la renderebbe possibile. Diversi leader europei hanno già dato il loro sostegno a più stretti rapporti economici con l'Ucraina, ma non si sono dimostrati subito disponibili all'ingresso nell'Unione Europea. Il 21 marzo 2005, il Ministro degli Esteri polacco Adam Daniel Rotfeld disse che la Polonia sosterrà, in ogni modo, il desiderio dell'Ucraina di integrarsi nell'UE, di raggiungere lo status di economia di mercato e di unirsi all'Organizzazione Mondiale del Commercio. Aggiunse anche: "Attualmente, bisognerebbe iniziare a compiere passi concreti verso l'integrazione invece di perdere tempo in discussioni riguardo all'integrazione". Tre giorni dopo, un sondaggio condotto nei sei maggiori Paesi dell'UE ha mostrato che gli europei sarebbero più favorevoli ad accettare l'Ucraina come futuro membro dell'UE piuttosto che ogni altro Paese che attualmente si trova nella condizione di candidato ufficiale.

Nell'ottobre 2005 il Presidente della Commissione José Manuel Durão Barroso affermò che il futuro dell'Ucraina è all'interno dell'UE. Il 9 novembre 2005, tuttavia, la Commissione Europea suggerì che l'attuale agenda di allagargamento dell'Unione (con l'accesso di Croazia e altri paesi della ex Jugoslavia) potrebbe bloccare la possibilità di un futuro accesso di Ucraina, Bielorussia e Moldova. Il Commissario Olli Rehn ha notato che l'UE dovrebbe evitare la superespansione, aggiungendo che l'attuale agenda di allargamento è già abbastanza fitta.

Un meeting Ucraina-UE si è tenuto nell'aprile 2004, alla vigilia del più recente allargamento dell'Unione Europea del 1° maggio 2004; la riunione voleva cercare di comprendere le aspirazioni dell'Ucraina all'Europa quando i ministri europei non concedevano lo status di economia di mercato all'Ucraina; questo comunque avvenne prima del successo della rivoluzione arancione.

Per la prima volta, l'Ucraina presumibilmente svilupperà relazioni con l'UE, essendo sostenuta dalle principali forze politiche della Polonia e degli altri membri UE che presentano forti legami storici con l'Ucraina (attraverso la Confederazione Polacco-Lituana).

Nel marzo 2007 l'UE e l'Ucraina hanno iniziato le trattative per un nuovo "maggiore accordo" che istituirebbe una zona di libero commercio e una relazione più stretta nelle questioni della politica energetica. L'Unione Europea è più scettica per un accordo ufficiale per la candidatura a membro da parte dell'Ucraina. Il commissario dell'UE Benita Ferrero-Waldner ha affermato che l'UE e l'Ucraina hanno progettato un accordo che sarà basato sul PKA.

Per la parte superiore



Esperanto ed Unione europea

Voci principali: Esperanto, Storia dell'esperanto.

Per il suo carattere di organizzazione intergovernativa sui generis fondata sulla parità dei paesi membri anche dal punto di vista linguistico, l'Unione europea ha trovato in più occasioni motivi di confronto e di discussione con il movimento esperantista.

Soprattutto a partire dagli anni 1990 il tema della lingua esperanto come valido strumento di comunicazione è stato affrontato a più riprese dal Parlamento Europeo.

Nel 1993, a Sofia, il Partito Radicale per primo inserì la questione dell'esperanto fra le proprie cinque campagne prioritarie, rendendosi promotore negli anni successivi di numerose iniziative in tale direzione. Nello stesso anno, dietro proposta dell'Associazione Radicale Esperanto la delegazione dell'Italia presso l'UNESCO presentò una mozione relativa all'esperanto che fu oggetto di dibattito durante una Conferenza Generale di tale organismo.

Nel 1995 i due europarlamentari Marie-Paule Kestelijn-Sierens e Marianne Thyssen chiesero che la Commissione europea valutasse la possibilità di lanciare progetti pilota di utilizzo dell'esperanto. Il commissario Edith Cresson, già primo ministro della Francia fra il 1991 ed il 1992, rispose che "la promozione dell'esperanto non è fra i compiti della Commissione".

Nel 1996-97 l'Unione europea ha approvato e cofinanziato un progetto pilota di informazione relativo a "I costi della (non) comunicazione linguistica europea", proposto dai radicali, con prefazione del Nobel Reinhard Selten.

Nel 2000 il commissario Neil Kinnock, membro della Commissione Prodi insediatasi nel marzo 1999, avviò un'indagine sulla possibilità di utilizzo dell'esperanto come lingua ponte nelle traduzioni: fu concluso che l'adozione della lingua internazionale, per quanto molto interessante, avrebbe presentato eccessive difficoltà dal punto di vista pratico, finanziario e tecnico.

A seguito dell'allargamento dell'Unione europea del 2004, che portò il numero di stati membri da 15 a 25, l'aumento dei costi e delle difficoltà di traduzione e interpretariato ha riportato la questione linguistica tra i banchi delle istituzioni comunitarie.

Nel 2004 l'europarlamentare Gianfranco dell'Alba propose un emendamento al regolamento del Parlamento europeo in cui suggeriva l'utilizzo dell'esperanto come mezzo di tutela della diversità e della ricchezza culturale e linguistica dell'Unione. Il testo fu in un primo momento discusso dalla Commissione per gli affari costituzionali, dove incontrò l'opposizione dei deputati tedeschi Michael Gahler e Ingo Friedrich e fu emendato (per quanto con due soli voti di scarto) rimuovendo qualsiasi riferimento specifico all'esperanto. Lo stesso testo fu votato nel 2004 dal Parlamento europeo, e nuovamente respinto con una esigua maggioranza.

Nel 2005 gli europarlamentari Marco Pannella ed Emma Bonino presentarono altre due interrogazioni parlamentari alla Commissione europea per richiedere una dichiarazione ufficiale sulla sua posizione in materia di equità ed efficacia delle politiche linguistiche, stato del multilinguismo nei sistemi educativi e vitalità delle lingue in Europa. I due parlamentari radicali citavano, nelle proprie interrogazioni, i risultati del Rapporto Grin, secondo cui il Regno Unito guadagna annualmente fino a 18 miliardi di euro l'anno grazie al predominio della lingua inglese sulle altre lingue comunitarie; il rapporto stimava inoltre che l'insegnamento diffuso dell'esperanto avrebbe potuto portare a un risparmio annuale per l'Unione di circa 25 miliardi di euro.

Per la parte superiore



Unione economica e monetaria dell'Unione europea

██ Zona euro ██ Paesi membri che, in virtù del Trattato di Maastricht, sono destinati a confluire nella zona euro ██ Paesi membri che, in deroga al Trattato di Maastricht, si riservano di stabilire un'eventuale ingresso nella zona euro ██ Paesi membri che, in deroga al Trattato di Maastricht, si riservano di stabilire un'eventuale ingresso nella zona euro tramite un prossimo referendum ██ Paesi extra-UE che adottano l'euro in virtù di accordi bilaterali con la Banca Centrale Europea ██ Paesi e territori extra-UE che adottano unilateralmente l'euro

L'Unione economica e monetaria (UEM) è l'unione economica e monetaria dell'Unione europea sancita dal Trattato di Maastricht, che, attraverso tre successive fasi, concluse un lungo processo di diplomazia il cui esito è più notoriamente rappresentato nel conio di una moneta unica europea (euro) in sostituzione delle rispettive valute dei paesi membri.

Nel giugno 1988 il Consiglio europeo confermò il proprio sostegno alla progressiva realizzazione dell'Unione economica e monetaria e assegnò ad un comitato, guidato da Jacques Delors, Presidente della Commissione europea, il mandato di elaborare un progetto concreto per la realizzazione di tale obiettivo. Il Comitato era composto dai governatori delle Banche Centrali nazionali della Comunità europea, da Alexandre Lamfalussy, allora Direttore generale della Banca dei Regolamenti Internazionali (BIS), e da Niels Thygesen e Miguel Boyer, in quegli anni rispettivamente Professore di economia all'Università di Copenaghen e Presidente del Banco Exterior de España. Il "Rapporto Delors", redatto a conclusione dei lavori, proponeva di articolare la realizzazione dell'Unione economica e monetaria in tre fasi distinte. Si può definire l'UEM come una "Cooperazione rafforzata" all'interno dell'Unione europea.

Attenendosi alle raccomandazioni del rapporto Delors, nel giugno 1989 il Consiglio europeo decise che la prima fase della realizzazione dell'Unione economica e monetaria sarebbe iniziata il 1º luglio 1990, data in cui sarebbero state abolite, in linea di principio, tutte le restrizioni alla circolazione dei capitali tra gli Stati membri. Il Consiglio, con decisione del 12 marzo 1990, conferì inoltre maggiori responsabilità al Comitato dei governatori delle banche centrali degli Stati membri della Comunità economica europea, che dal momento della sua istituzione, nel maggio 1964, aveva svolto un ruolo di crescente importanza nel quadro della cooperazione monetaria; tali responsabilità comprendevano lo svolgimento di consultazioni sulle politiche monetarie degli Stati membri e la promozione di un coordinamento in tale ambito volto a conseguire la stabilità dei prezzi. Alla luce dello scarso tempo disponibile e della complessità dei compiti da svolgere, il Comitato dei governatori avviò senza indugio il lavoro preparatorio per il completamento dell'Unione Economica e Monetaria (UEM). Nella prima fase furono individuate tutte le questioni che andavano esaminate in via preliminare per poter elaborare un programma di lavoro entro la fine del 1993; successivamente furono definiti i mandati dei sottocomitati e dei gruppi di lavoro istituiti a tale scopo.

Per la realizzazione della Seconda e della Terza fase era necessario modificare il Trattato che istituisce la Comunità economica europea ("Trattati di Roma"), al fine di creare la necessaria infrastruttura istituzionale. Fu quindi convocata una Conferenza intergovernativa sulla UEM, tenutasi nel 1991 in concomitanza con la Conferenza intergovernativa sull'Unione politica. I negoziati si conclusero con il Trattato sull'Unione europea. Approvato nel dicembre 1991 e firmato a Maastricht il 7 febbraio 1992, esso emendava il Trattato che istituisce la Comunità economica europea - il cui nome fu poi modificato in Trattato che istituisce la Comunità europea - e conteneva, fra l'altro, il Protocollo sullo statuto del Sistema europeo di banche centrali e della Banca centrale europea e il Protocollo sullo statuto dell'Istituto monetario europeo. A causa dei ritardi nel processo di ratifica, tuttavia, il Trattato di Maastricht entrò in vigore soltanto il 1º novembre 1993.

La creazione dell'Istituto monetario europeo (IME), avvenuta il 1º gennaio 1994, segnò l'avvio della Seconda fase della UEM e determinò lo scioglimento del Comitato dei governatori. Il carattere transitorio dell'IME rifletteva lo stato di avanzamento dell'integrazione monetaria nella Comunità. L'Istituto non era responsabile della conduzione della politica monetaria dell'Unione europea, che rimaneva una prerogativa delle autorità nazionali, e non aveva competenza per effettuare operazioni in valuta.

A tal fine, l'IME rappresentò un consesso per consultazioni, dibattiti e scambi di informazioni su questioni di politica monetaria e definì il quadro regolamentare, organizzativo e logistico necessario affinché il SEBC potesse svolgere i suoi compiti nella Terza fase.

Nel dicembre 1995 il Consiglio europeo decise di denominare "euro" l'unità monetaria europea che sarebbe stata introdotta con l'avvio della Terza fase della UEM e confermò che quest'ultima avrebbe avuto inizio il 1º gennaio 1999. Per la transizione all'euro si preannunciò un calendario di eventi, basato essenzialmente su proposte formulate dall'IME. L'Istituto aveva inoltre il compito di svolgere il lavoro preparatorio in vista delle future relazioni monetarie e valutarie tra l'area dell'euro e gli altri paesi dell'Unione europea. Nel dicembre 1996 l'IME presentò al Consiglio europeo un rapporto che avrebbe costituito la base di una risoluzione di quest'ultimo, adottata nel giugno 1997, sui principi e sugli elementi fondamentali del nuovo meccanismo di cambio (AEC II).

Nel dicembre 1996 l'IME presentò al Consiglio europeo, e successivamente al pubblico, le serie di disegni delle banconote in euro che sarebbero state immesse in circolazione il 1º gennaio 2002.

Al fine di integrare e precisare le disposizioni del Trattato, il Consiglio europeo adottò nel giugno 1997 il Patto di stabilità e crescita, comprendente due regolamenti e volto a garantire la disciplina di bilancio nell'ambito della UEM. Una dichiarazione del Consiglio del maggio 1998 completava il Patto e ne ampliava gli impegni.

Il 3 maggio 1998 il Consiglio dell'Unione europea, nella composizione dei capi di Stato o di governo con la decisione 98/317/CE] verificò all'unanimità che 11 Stati membri: Belgio, Germania, Spagna, Francia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Austria, Portogallo e Finlandia soddisfacevano le condizioni necessarie per l'adozione della moneta unica, prevista per il 1º gennaio 1999, e che questi avrebbero pertanto partecipato alla Terza fase della UEM. In tale occasione, inoltre, i capi di Stato o di governo raggiunsero un accordo in merito alle personalità che, su raccomandazione dello stesso Consiglio, sarebbero state nominate in qualità di membri del Comitato esecutivo della Banca centrale europea (BCE).

Il 25 maggio 1998 i governi degli 11 Stati membri partecipanti designarono il Presidente, il Vicepresidente e gli altri quattro membri del Comitato esecutivo della BCE. La nomina avrebbe avuto effetto dal 1º giugno 1998, data di istituzione della BCE. La BCE e la Banque nationale de Belgique/Nationale Bank van België/Belgische Nationalbank, la Deutsche Bundesbank, il Banco de España, la Banque de France, la Central Bank & Financial Services Authority of Ireland, la Banca d'Italia, la Banque centrale du Luxembourg, la De Nederlandsche Bank, il Banco de Portugal, la Oesterreichische Nationalbank e la Suomen Pankki - Finlands Bank costituiscono l'Eurosistema, che formula e definisce la politica monetaria unica nella Terza fase della UEM.

Con l'istituzione della BCE, l'IME concluse il suo mandato e fu pertanto posto in liquidazione, in conformità dell'articolo 123 (ex articolo 109 L) del Trattato che istituisce la Comunità europea. Il lavoro preparatorio affidato all'IME fu portato a termine nei tempi previsti; la BCE dedicò i restanti mesi del 1998 agli ultimi controlli delle procedure e dei sistemi adottati.

Il 1º gennaio 1999 ebbe inizio la terza ed ultima fase della UEM con la conduzione di una politica monetaria unica sotto la responsabilità della BCE. Il 3 maggio 1998 il Consiglio dell'Unione Europea riunito nella composizione di Capi di Stato o di governo con la decisione 1998/317/CE sancirono l'adempimento dei parametri di Maastricht criteri di convergenza da parte dell'Austria, del Belgio, della Finlandia, della Francia, della Germania, dell'Irlanda, dell'Italia, del Lussemburgo, dei Paesi Bassi, del Portogallo e della Spagna. Il 31 dicembre 1998 l'Ecofin con il Regolamento (CE) numero 2866/98 fissò i tassi irrevocabili di conversione tra l'euro e lo scellino austriaco, il franco belga, il marco finlandese, il franco francese, il marco tedesco, la sterlina irlandese, la lira italiana, il franco lussemburghese, il fiorino olandese, l'escudo portoghese e la peseta spagnola.

Il 1º gennaio 2001, con l'adesione della Grecia, gli Stati membri della UEM divennero 12; contestualmente la Τράπεζα της Ελλάδος/Bank of Greece entrò a far parte dell'Eurosistema. Il 19 giugno 2000 l'Ecofin con la decisione 2000/427/CE sancì l'adempimento dei criteri di convergenza da parte della Grecia, contestualmente col Regolamento (CE) numero 1478/2000 fissò il tasso irrevocabile di conversione tra l'euro e la dracma greca.

Il 1º gennaio 2007, con l'adesione della Slovenia, gli Stati membri della UEM divennero 13; contestualmente la Banka Slovenije entrò a far parte dell'Eurosistema. L’11 luglio 2006 l'Ecofin con la decisione 2006/495/CE sancì l'adempimento dei criteri di convergenza da parte della Slovenia, contestualmente col Regolamento (CE) numero 1086/2006 fissò il tasso irrevocabile di conversione tra l'euro e il tallero sloveno.

Il 1º gennaio 2008, con l'adesione di Cipro e Malta, gli Stati membri della UEM divennero 15; contestualmente la Kεντρικη Τραπεζα της Κυπρου/Central Bank of Cyprus e la Bank Ċentrali ta’ Malta entrarono a far parte dell'Eurosistema. Il 10 luglio 2007 l'Ecofin con le decisioni 2007/503/CE e 2007/504/CE sancì l'adempimento dei criteri di convergenza da parte di Cipro e Malta, contestualmente coi Regolamenti (CE) numeri 835/2007 e 836/2007 fissò i tassi irrevocabili di conversione tra l'euro e la lira cipriota e l’euro e la lira maltese.

Il 1º gennaio 2009, con l'adesione della Slovacchia, gli Stati membri della UEM divennero 16; contestualmente la Národná banka Slovenska entra a far parte dell'Eurosistema. L'8 luglio 2008 l'Ecofin con la decisione 2008/608/CE sancì l'adempimento dei criteri di convergenza da parte della Slovacchia, contestualmente col Regolamento (CE) numero 693/2008 fissò il tasso irrevocabile di conversione tra l'euro e la corona slovacca.

Per la parte superiore



Unione Europea Occidentale

Bandiera della UEO

L'Unione Europea Occidentale o UEO è un'organizzazione internazionale regionale di sicurezza militare e cooperazione politica ed è nata con il trattato di Bruxelles del 17 marzo 1948, modificato il 23 ottobre 1954.

La UEO è strutturata in un Segretariato Generale, un Consiglio dei Ministri, un'Assemblea consultiva e in un'Agenzia di controllo degli armamenti, che esercita un controllo sulla produzione delle armi negli Stati membri.

Originariamente formata da Gran Bretagna, Francia e Stati del Benelux, nel 1954 (in seguito al fallimento della Comunità Europea di Difesa) ne entrarono a far parte l'Italia e la Repubblica Federale Tedesca, si allargò quindi a partire dal 1990 fino a raggiungere gli attuali 28 stati, membri a vario titolo.

Dal 1954 al 1973 l'UEO ha promosso lo sviluppo di cooperazioni tra i paesi dell'Europa occidentale, ha giocato un ruolo nell'integrazione della Germania Ovest nell'Alleanza Atlantica, nel ritorno alla fiducia reciproca tra gli stati dell'Europa occidentale attraverso il mutuo controllo degli armamenti, nella risoluzione del problema della Saar, nella consultazione tra i membri fondatori dell'UE e il Regno Unito.

Dal 1973 al 1984 il ruolo dell'UEO è gradualmente sfumato: il ruolo economico, sociale e culturale dell'organizzazione fu svolto dal Consiglio d'Europa e dalla CEE, mentre per quanto riguarda la difesa dalla NATO, pur conservando la propria competenza nella discussione e nel controllo delle politiche nazionali di difesa.

Nel 1984 l'UEO fu "riattivata": la Dichiarazione di Roma riconosceva che la definizione di un'identità europea di difesa e la graduale armonizzazione delle politiche di difesa era un obiettivo degli stati membri.

Il 22 luglio 1997, il Consiglio dei ministri dell'Unione Europea Occidentale adotta la "Dichiarazione dell'unione dell'Europa occidentale sul ruolo dell'unione dell'Europa occidentale e le sue relazioni con l'unione europea e con l'alleanza atlantica". La dichiarazione sarà poi allegata al Trattato di Amsterdam e la sua parte conclusiva diventerà poi un protocollo allo stesso trattato. La dichiarazione eleva l'istituzione al rango di "parte integrante del processo di sviluppo dell'Unione europea" (Trattato di Amsterdam, Articolo J.7) pur conservando la propria autonomia istituzionale. Questo comma è stato poi soppresso con il Trattato di Nizza. Viene ribadito che l'UE desidera "creare una vera e propria identità europea in materia di sicurezza e di difesa" e che l'UEO "fornisce all'UE l'accesso ad una capacità operativa di difesa, in particolare nel contesto delle missioni di Petersberg". La dichiarazione individua in sostanza un percorso di rafforzamento della collaborazione tra UE e UEO nel campo della difesa, avvenuta attraverso la gestione delle prime missioni di Petersberg da parte dell'UEO.

Dal 2001 la tendenza è invece quella di un rafforzamento delle capacità proprie dell'UE nell'ambito della politica estera e di difesa (PESD). È stato infatti deciso il trasferimento delle capacità operative dell'UEO all'Unione: gli organi sussidiari dell'UEO, ossia l'Istituto dell'Unione europea per gli studi sulla sicurezza e il Centro satellitare dell'Unione europea, sono usciti il 1º gennaio 2002 dall'ambito dell'organizzazione e sono diventati agenzie dell'UE. Sono stati poi decisi dei meccanismi automatici di coordinamento tra UE e UEO: le presidenze UE e UEO sono temporalmente coordinate quando a presiedere l'UE è un membro della NATO, inoltre il Segretario Generale del Consiglio dell'Unione Europea - Alto Rappresentante per la PESD viene designato automaticamente anche Segretario Generale dell'UEO. Le missioni di Petersberg ancora attive vengono gestite direttamente dall'UE.

Il trattato di Nizza del 2001 ha infatti soppresso alcune disposizioni del trattato sull'Unione europea relative alle relazioni tra l'UEO e quest'ultima. La difesa collettiva, in origine di competenza dell'UEO, è ora entrata a far parte delle competenze dell'Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (NATO). La Costituzione europea, in corso di ratifica, indica nella NATO il fondamento della difesa collettiva degli Stati che ad essa aderiscono e l'organismo incaricato di attuare tale politica di difesa.

Membri sia della NATO che dell'Unione Europea. Sono queste le sole nazioni con pieni poteri di voto.

Condizione creata per includere i paesi europei membri della NATO ma non della UE. Da allora però Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria ne sono entrati a far parte.

Membri dell'UE ma non della NATO (tranne la Danimarca che è membro di entrambi).

Erano i paesi esterni sia alla NATO che alla UE. Da allora tutti questi paesi sono entrati a far parte sia della NATO, sia dell'UE, Bulgaria e Romania per ultimi, dal 1 gennaio 2007.

Per la parte superiore



Source : Wikipedia