Udine

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Tags : udine, friuli-venezia giulia, italia

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Udine

Panorama di Udine

Udine (Udin in friulano, Videm in sloveno, Weiden in tedesco storico) è un comune italiano di 99.071 abitanti , capoluogo dell'omonima provincia in Friuli-Venezia Giulia, al centro di un'area urbana di circa 174.000 abitanti. È considerata la capitale storica e capoluogo odierno del Friuli.

La città è situata al centro della regione friulana. Dista, in linea d'aria, poco più di 20 km dalla Slovenia, e circa 54 km dall'Austria. Ciò la pone in una posizione strategica, presso l'intersezione delle direttrici europee est-ovest (Corridoio 5) e nord-sud (Via Iulia Augusta), sulla via che porta verso l'Austria e verso l'est europeo.

Sorge in pianura intorno ad un colle (secondo la leggenda edificato da Attila per ammirare l'incendio che lui stesso provocò alla città di Aquileia), sul quale colle è situato il castello, a pochi chilometri dalla fascia collinare, ed è costeggiata dal torrente Cormor a ovest e dal torrente Torre ad est.

Il clima di Udine è prevalentemente continentale, con temperature abbastanza elevate d'estate e abbastanza rigide d'inverno ma con minor continentalità rispetto alle città della Pianura Padana. L'inverno è inoltre molto piovoso e l'estate abbastanza afosa.Frequenti i fenomeni temporaleschi nella stagione estiva. Risulta essere la città capoluogo di provincia più piovosa d'Italia.

Capitale della regione storica del Friuli, abitata dal Neolitico, accrebbe presto la sua importanza grazie al declino di Aquileia prima e Cividale poi. Citata in occasione della donazione del castello cittadino da parte dell'Imperatore Ottone II nel 983 con il nome di Utinum, nel 1238 divenne sede del Patriarca di Aquileia. Grazie al Patriarca Bertoldo di Andechs che si trasferì da Cividale a Udine dove fu costruito il palazzo patriarcale, Udine divenne la città più importante della regione per il commercio e i traffici a scapito di Aquileia e Cividale.

Sotto il dominio della Repubblica Veneta dal 1420 al 1797 Udine divenne la seconda città della Repubblica per importanza, alla parentesi francese dovuta alle campagne napoleoniche seguì il passaggio al Regno Lombardo-Veneto sotto l'Impero austriaco dopo la Restaurazione ed infine l'annessione al Regno d'Italia nel 1866.

Durante la prima guerra mondiale Udine fu, fino alla disfatta di Caporetto, sede dell'alto comando italiano, tanto da ricevere l'appellativo di "Capitale della Guerra". Nel primo dopoguerra divenne capoluogo della Provincia del Friuli, che comprendeva l'allora provincia di Gorizia (fino al 1927), e le attuali province di Pordenone (fino al 1968) e Udine. Dopo l'8 settembre 1943 venne posta sotto la diretta amministrazione del III Reich che cessò con la fine dell'occupazione tedesca nell'aprile 1945.

La città è stata decorata con la croce al merito di guerra (1915-1918). Udine è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.

Tra i monumenti più famosi: il Castello sito su di un colle che domina la città, il Duomo, la Loggia del Lionello, il Palazzo Arcivescovile con gli affreschi del Tiepolo, il più grande pittore italiano del '700, le eleganti piazza Libertà in stile veneziano e piazza San Giacomo, che rappresenta il cuore cittadino assieme a via Mercatovecchio. Per quanto riguarda le opere moderne, da segnalare il Teatro Nuovo Giovanni da Udine, inaugurato nel 1997.

Affacciata sulla centrale piazza Libertà, è una loggia pubblica in stile gotico veneziano, i cui lavori iniziarono nel 1448 ad opera di Bartolomeo delle Cisterne su disegno dell'orafo Nicolò Lionello e terminarono nel 1457. Nei secoli a seguire subì varie modifiche e, a seguito del rovinoso incendio che la distrusse nel 1876, fu restaurata da Andrea Scala che tenne fede ai disegni originali. Gran parte delle opere che erano presenti all'interno sono ora conservate nel museo della città. Fra queste ricordiamo il ciclo di tele della Serenissima Repubblica di Venezia e la Madonna con Bambino di Giovanni Antonio de' Sacchis, datata 1516.

Di fronte alla Loggia del Lionello si trovano la Loggia ed il Tempietto di San Giovanni, erette nel 1533 dall'architetto lombardo Bernardino da Morcote. La loro realizzazione comportò numerosi problemi, sia sul piano urbanistico che pratico. L'opera che ne risultò ha un vago sapore brunelleschiano. La chiesa, inizialmente dedicata a San Giovanni, ora è adibita a tempietto ai Caduti.

Sempre nella piazza Libertà troviamo questa torre, costruita da Giovanni da Udine nel 1527. Alla sua sommità troviamo i due mori che battono le ore, sculture datate 1850. Immediata risulta la somiglianza con la più celebre torre di piazza San Marco a Venezia.

Da piazza Libertà si prosegue lungo la salita del Castello, dove poi si attraversa l'arco Bollani, del 1556, progettato da Andrea Palladio e sormontato dal leone di San Marco. Si percorre quindi la Loggia detta del Lippomano, datata 1487. Si giunge così alla chiesa di Santa Maria di Castello, la più antica della città, costruita in un sito che probabilmente ospitava già in passato un luogo di culto: alcuni frammenti rinvenuti, tra cui un Cristo Logos, ne presuppongono la costruzione in epoca longobarda, anche se la costruzione attuale rivela un impianto romanico, databile XII secolo.

All'interno, l'opera d'arte più importante sono gli affreschi dell'abside destro, del XIII secolo, raffiguranti una Deposizione dalla croce nel catino absidale, e la serie dei Dodici apostoli nel semicilindro, opera di maestranze provenienti dalla Baviera. La facciata è stata rifatta da Gaspare Negro all'inizio del XVI secolo, mentre il campanile, iniziato dallo stesso Negro, fu concluso da Giovanni da Udine nel 1539. Il campanile è sormontato da un angelo girevole con l'indice puntato ad indicare la direzione dei venti e con i suoi 43 metri di altezza, dall'alto della collina del castello domina la vasta pianura friulana.

Alla chiesa di Santa Maria è addossata la Casa della Confraternita, edificio medievale restaurato nel 1930.

L'imponente costruzione domina il colle e l'intera città di Udine. Da tempo immemorabile, era presente sul colle un sito fortificato testimoniato dai resti neolitici e romani ritrovati sul colle del castello. Dopo numerosi rimaneggiamenti quest'ultimo fu gravemente danneggiato nel terremoto del 1511. Il 2 ottobre 1517 fu dato avvio alla ricostruzione, che tuttavia si protrasse a lungo nel tempo, per mancanza di fondi, vastità e complessità dei lavori. Questi vennero inizialmente affidati a Giovanni Fontana, che però lasciò la città rinunciando all'incarico nel 1519. L'aspetto romano-cinquecentesco dell'edificio, che lo rende più simile ad una residenza signorile che ad una infrastruttura militare, è dovuto all'intervento di Giovanni da Udine, che, a partire dal 1547, riprese e portò a termine il cantiere. Altre modifiche interne furono apportate nei secoli successivi per poterlo adibire agli usi più vari: carcere, caserma, sede municipale, ecc... Non tutti lo sanno, ma nel castello di Udine è presente una delle sale del parlamento più antiche d'Europa.

Dal 1906 il Castello è sede dei Civici Musei e delle Gallerie di Storia e Arte. La Galleria d'arte antica raccoglie dipinti e statue provenienti da chiese, case e palazzi della regione, così da permettere al visitatore di seguire con sufficiente agevolezza l'evoluzione dell'arte nella zona, specie nel periodo dal XV al XVIII secolo. Nel marzo del 2007 è stata restituita da Venezia, dopo una lunga contesa istituzionale tra i due comuni che ha visto perfino una raccolta di firme a favore della restituzione, la tela di Vittore Carpaccio "Cristo e gli strumenti della passione", realizzata a fine ‘400 per la chiesa di San Pietro Martire. Il dipinto da oggi è nuovamente esposto nella pinacoteca antica dei Civici Musei dei Castello.

Ospita opere di artisti friulani, in particolare dei tre fratelli Basaldella, Afro, Mirko e Dino, inoltre vi è confluita la collezione Astaldi, con opere dei maggiori pittori moderni italiani (Guttuso, Fontana...), che ne fanno uno dei più importanti musei d'Italia per l'arte moderna.

Sullo spiazzo erboso alla sommità del colle, la Casa della Contadinanza è la copia di un edficio che si trovava in via Vittorio Veneto in cui risiedevano i sindacati dei contadini friulani.

Per volere del patriarca Bertoldo di Andechs-Merania, nel 1236 si iniziò ad edificare l'attuale cattedrale, allora dedicata a San Odorico e modellata secondo esempi francescani. Nel 1257 l'edificio era già adibito al culto; nel corso degli anni vi furono apportate varie modifiche, finché nel 1335 fu consacrata con il titolo di Santa Maria Maggiore. Nel Settecento, infine, venne quasi completamente trasformato. All'inizio del Novecento un restauro ha tentato di ridare alla facciata una veste trecentesca. Annesso al Duomo vi è il campanile, costruzione piuttosto tozza poggiante sul preesistente battistero, iniziato nel 1441 su un progetto di Cristoforo da Milano; nelle intenzioni iniziali avrebbe dovuto raggiungere in altezza il campanile del castello che, in quanto posto su di una collina, raggiunge un'altezza molto più elevata; alla sua sommità sarebbe stata collocata una Madonna che, dialogando con l'angelo posto proprio sulla sommità del campanile del castello, avrebbe richiamato il tema cristiano dell'Annunciazione, ma sia per l'arditezza del progetto che soprattutto per la carenza di materiali da costruzione il progetto fu bloccato ed il campanile assunse l'attuale forma tozza.

Il Santuario della Beata Vergine delle Grazie, meglio conosciuto come Madonna delle Grazie, è una delle più importanti chiese di Udine, situata in pieno centro città.

La chiesa, la cui opera di costruzione iniziò nel 1495, fu ampliata dai frati Servi di Maria, a cui si deve anche la costruzione del convento. La chiesa attuale risente dell'intervento di Giorgio Massari (1730) che ripeté qui lo schema della chiesa dei Gesuiti di Venezia.

Le opere più interessanti sono quelle legate alla devozione popolare. Alla pietà mariana si accompagna l'offerta di ex-voto: la raccolta di questi ultimi in pittura e oreficeria che il convento possiede è la più importante della Regione. Particolarmente caratteristica è la Maschera del Diavolo, quattrocentesca armatura di pregio, legata ad una curiosa leggenda popolare.

Eretta alla fine del Trecento, è situata nell'antica piazza delle Erbe, oggi piazza Matteotti, ma più conosciuta come piazza San Giacomo, dove ogni sabato si tiene il mercato.

Qui si può ammirare il bel portale in puro stile rinascimentale scolpito nel 1518 dallo scultore lombardo Bernardino da Bissone.

È il più celebre tra i palazzi della città. Il corpo centrale dell'edificio fu costruito nel corso del XVI secolo, quando i patriarchi di Aquileia, non potendo più risiedere in Castello, si cercarono un'altra residenza in città. Nel 1708 il Patriarca Dionisio Delfino chiamò l'architetto Domenico Rossi, che costruì l'ala con la biblioteca e la scala in ovato, innalzò il corpo centrale realizzando il portale, ultimò l'ala nord e, nel 1725, le scalone d'onore. Il Palazzo è sede, dal 1995, del Museo Diocesano e Gallerie del Tiepolo, che presenta una ricca raccolta di sculture lignee, risalenti al periodo che va dal XIII al XVIII secolo, provenienti dalle chiese della Diocesi. Ma il Palazzo è noto soprattutto per gli affreschi di Giovanni Battista Tiepolo, che possono essere considerati l'opera d'arte più insigne della città. Tiepolo fu chiamato dal Patriarca Dionisio Delfino nel 1726, per affrescare nello scalone d'onore la "Caduta degli angeli ribelli", un'opera di gusto tardobarocco, con una tavolozza ancora scura, ed effetti scenografici ottenuti con rilievi a stucco. Tra il 1727 ed il 1729 il Tiepolo affrescò nella Galleria gli episodi di "Agar nel deserto", del "Sacrificio di Isacco", del "Sogno di Giacobbe", e poi ancora "Abramo e gli angeli", "Rachele che nasconde gli idoli" e "L'angelo che appare a Sara". In questo ciclo di affreschi lo stile del pittore veneziano muta rapidamente. La tavolozza si schiarisce, avvicinandosi a colore e luminosità di un Paolo Veronese. Rinuncia ad effetti scenografici ancora barocchi, ed inserisce brani paesaggistici che dimostrano una crescente attenzione per il reale. Una curiosità: il Tiepolo si autoritrae nella figura di Giacobbe. Gli affreschi della Sala del Trono (ritratti di Patriarchi di Aquileia) e della Sala Rossa ("Giudizio di Salomone") sono del 1729. Notevole quest'ultimo affresco dove, per la particolarità del contenitore (una sala grande, ma con il soffitto basso) il pittore adotta soluzioni prospettiche ardite. Il Palazzo ospita anche la Biblioteca Delfino, istituita nel 1709 dall'omonimo Patriarca, costituita da una piccola ma ricca collezione: 22.000 volumi, tra cui vari manoscritti e 140 incunaboli. Altri affreschi, attribuiti a Giovanni da Udine, si trovano nella sala azzurra.

Il palazzo della Provincia (Antonini-Belgrado), che si trova ai lati del palazzo Arcivescovile, all'interno è affrescato con scene storiche e mitologiche di particolare pregio.

Ora sede della facoltà di lettere e filosofia dell'Università degli Studi di Udine, fu realizzato da Andrea Palladio nel 1556 su commissione del conte Floriano Antonini. La costruzione si protrasse fino al XVII secolo. Il progetto rimane un'importante testimonianza della geniale tematica del Palladio, sebbene l'edificio sia stato radicalmente modificato nel corso del tempo.

Tipico esempio d'architettura del XX secolo è il palazzo del Comune, sorto per opera del friulano Raimondo D'Aronco. Iniziato nel 1911 e ultimato nel 1932, è testimonianza della capacità inventiva di questo rappresentante dello stile Liberty.

Annoverata tra i capolavori dell'architettura del XX secolo, progettata dall'architetto Carlo Scarpa.

Essendo inoltre Udine una ex città industriale oggi convertita al terziario, sono presenti numerosi siti di Archeologia industriale, su tutti il sito delle acciaierie SAFAU nella parte sud della città e lo stabilimento dismesso Dormisch - Birra Peroni. Altri importanti siti come quelli delle acciaierie Bertoli nella parte nord della città e lo stabilimento della Birra Moretti a poca distanza dal centro storico sono stati demoliti per la realizzazione di lottizzazioni residenziali, direzionali e commerciali.

Nonostante negli anni 90 del '900 ci sia stato un progressivo spopolamento del comune di Udine a favore dei comuni del circondario, l'andamento demografico nell' ultimo decennio è comunque positivo grazie all' immigrazione di cittadini stranieri. L'andamento demografico di Udine e del circondario nel suo complesso è quindi in crescita costante. Gli stranieri residenti nel territorio del comune di Udine sono il 9,1 % dei residenti totali e le principali etnie straniere sono: albanese (1731 residenti), rumena (1077), ghanese (874), serba (790), ucraina (528).

Udine con la sua provincia si attesta in buone posizioni nelle classifiche sulla qualità della vita stilate dai due maggiori quotidiani economici e da Legambiente.

Dalla fine degli anni settanta la città di Udine è sede universitaria. L'Università degli studi di Udine è stata fondata nel 1978 nell'ambito degli interventi per la ricostruzione del Friuli in seguito al terremoto del 1976. L'istituzione dell'Università era stata richiesta da ampie porzioni della popolazione, degli intellettuali e dei politici friulani. A supporto dell'iniziativa erano stare raccolte 125.000 firme, si concretizzava così il lavoro del Comitato per l'Università Friulana, attivo fin dal 1972. In particolare, l'Ateneo ha promosso la costituzione del Parco Scientifico e Tecnologico "Luigi Danieli" di Udine , gestito dal consorzio Friuli Innovazione, l'incubatore d'imprese ICT Techno Seed e la fiera dell'innovazione "InnovAction"; i progetti d'impresa presentati dall'Ateneo hanno inoltre vinto il Premio Nazionale dell'Innovazione nel 2003, 2004 e 2006.

Nel 2004 ha visto la luce, su spinta dei docenti dell'Ateneo udinese laureatisi alla Normale di Pisa, la Scuola Superiore dell'Università di Udine, l'istituto d'eccellenza dell'ateneo friulano.

Il Teatro Nuovo Giovanni da Udine è stato inaugurato nel 1997, il progetto porta la firma dell'ingegner Giuliano Parmegiani e dell'architetto Lorenzo Giacomuzzi Moore.

Udine è sede arcivescovile.

Il comune ha un'estensione di 55,81 km² e si sviluppa a un'altitudine di 113 m s.l.m..

Con gli 11 comuni del circondario forma un'area urbana di circa 174.000 abitanti in 312 km² (31-12-2008), con una densità di 558 ab/km².

Da quando esistono le circoscrizioni, gradualmente non sono state considerate più come frazioni, ma come quartieri appartenenti alle sette circoscrizioni cittadine. L'indicazione "frazione" è sparita anche dai cartelli stradali posti ai confini, in ingresso e in uscita, dai quartieri. Alcune sono periferiche al centro storico, come Cussignacco, Laipacco, Godia, Paparotti, altre sono appena fuori, come Chiavris, una zona circostante ad una rotatoria inserita in piena città, per la quale oramai il termine frazione è del tutto fuorviante.

Funge da raccordo per alcune delle principali strade statali della zona. Iniziano qui la SS56, la SS54, la SS353, la SS464 e la SS352.

Il mezzo di trasporto più utilizzato è l'automobile, con una media di 65 auto private ogni 100 abitanti. Udine è una delle città in Italia con il maggior consumo pro capite di carburante. Il traffico urbano, specie negli ultimi anni, è molto consistente, spesso critico nelle zone del centro come Via Poscolle, Via del Gelso, Via Zanon o nei dintorni come Viale Leonardo da Vinci, Viale Cadore, Piazzale Osoppo (la zona più inquinata dalle polveri sottili), Viale della Vittoria, Viale Palmanova e Via Martignacco.

Fra i prossimi progetti per la viabilità Udinese sono menzionabili il progetto per l'allargamento della tangenziale fino alle frazioni del nord-est del territorio comunale, i numerosi interventi, talvolta criticati, di inserimento delle rotonde e la semaforizzazione completa di piazzale Chiavris.

La stazione di Udine riveste un ruolo di fondamentale importanza per la città e per i collegamenti con le altre città del Friuli.

Dall'8 giugno 2008, il comune di Udine ha anche un'altra stazione, situata nella zona orientale, nella frazione di San Gottardo. La stazione di San Gottardo si trova sulla linea ferroviaria Udine - Cividale.

Esistevano in precedenza progetti di collegamento con Majano di cui rimangono tuttora delle tracce come il viadotto che passa sopra il Cormor nei pressi di Pagnacco, un viadotto in rovina che doveva passare sopra Viale Vat e il terrapieno che segue il percorso dalla periferia di Udine fino a Pagnacco. Altro progetto era la ferrovia Udine - Portogruaro il cui tratto comincia a Lestizza e termina nei pressi di Teglio Veneto; l'intero percorso ora è utilizzato come strada provinciale denominata SP95.

Udine è servita dall'unico aeroporto per l'aviazione commerciale presente in regione, l'Aeroporto Friuli Venezia Giulia di Ronchi dei Legionari in provincia di Gorizia. Il vicino aeroporto di Udine-Campoformido è aperto invece al solo traffico turistico e sportivo.

Da ricordare inoltre che a pochi chilometri da Udine è presente l'aeroporto militare di Rivolto sede delle Frecce Tricolori.

Nel calcio l'Udinese Calcio, squadra fondata nel 1896, una delle società più antiche d'Italia. Tra i piazzamenti più prestigiosi, ricordiamo il secondo posto nel 1954-55, il terzo posto nel 1997-98 ed una storica qualificazione alla Champions' League nel 2004-05, classificandosi al quarto posto.

Nel basket maschile la Snaidero Cucine Udine (serie A-1).

In serie A, dalla stagione 2008-09, militano pure: la squadra femminile di pallamano del CUS Udine ed il Tennis Club Udinese.

Il 5 giugno 1983 la città vede l'arrivo della tappa finale del 66º Giro d'Italia, vinto da Giuseppe Saronni. Il 3 giugno 1990 si conclude invece la 13º tappa del 73º Giro d'Italia con la vittoria di Mario Cipollini.

Sempre nel mese di giugno dello stesso 1990, Udine ospita tre incontri del Girone E dei Mondiali di Calcio di Italia '90.

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Provincia di Udine

Il territorio della Provincia di Udine

La Provincia di Udine (in friulano Provincie di Udin) è una provincia della regione autonoma Friuli-Venezia Giulia di 538.721 abitanti con capoluogo Udine.

La provincia di Udine è di gran lunga la più estesa e popolata delle quattro province della regione. Confina a nord con l'Austria (Carinzia), a est con la Slovenia (Alta Carniola/Gorenjska e Litorale/Primorska) e con la Provincia di Gorizia, a ovest con la Provincia di Pordenone e con il Veneto (Provincia di Belluno e Provincia di Venezia). Comprende 137 comuni che vanno dalle Alpi al Mar Adriatico. Geograficamente appartiene al Friuli che si suole suddividere nell'ambito del territorio della Provincia di Udine in Alto Friuli con la piccola regione alpina della Carnia a nord ovest ed il Tarvisiano - Canale del Ferro a nord est, Medio Friuli con al centro il capoluogo provinciale e la Bassa Friulana a sud. Nel 1918 ha ottenuto la conca di Tarvisio e la zona di Cervignano del Friuli con Aquileia, nel 1968 ha perso 2/3 della zona occidentale che è andata a formare la provincia di Pordenone.

Il comune più piccolo è Drenchia con 158 abitanti.

Nel 1807, sotto la dominazione francese in epoca napoleonica, si costituì il Dipartimento di Passariano con capoluogo Udine, comprendente i distretti di Udine, Tolmezzo, Gradisca e Cividale. Nel 1815 in seguito alla caduta di Napoleone e con l'arrivo degli austriaci, nell'ambito del Regno Lombardo-Veneto venne creata la Provincia del Friuli. Nel 1866 vi fu l'annessione al Regno d'Italia. Nel 1940 la Provincia del Friuli venne rinominata con l'attuale denominazione Provincia di Udine. Costituitasi la Repubblica Italiana, nel 1968 dalla Provincia di Udine si staccò tutta la parte della cosiddetta Destra Tagliamento, 51 comuni che formarono così la Provincia di Pordenone.

Arrivando ai nostri giorni, essendo il territorio provinciale abbastanza vasto e composito, andando da territori montani al mare adriatico, sono forti le istanze autonomiste soprattutto da parte della Carnia, che vede in Tolmezzo il suo naturale capoluogo. Pertanto nel 2004 si giunse alla proposta della creazione di una provincia regionale, in base alla nuova legislazione sugli enti locali, da sottoporre a referendum popolare consultivo svoltosi domenica 21 marzo 2004. La nuova provincia regionale avrebbe dovuto chiamarsi Provincia dell'Alto Friuli, derivando dall'unione dei territori della Carnia, del Tarvisiano e del Gemonese. Per ovviare alle diatribe campanilistiche sulla sede del capoluogo, tra Tolmezzo e Gemona del Friuli, si optò per Venzone. Il referendum ebbe esito negativo, in quanto sia il Gemonese che il Tarvisiano si opposero al distacco dalla provincia di Udine con percentuali elevate (83,3% di no), a differenza della Carnia che invece votò in favore del distacco (71,8% di si, con l'eccezione del comune di Rigolato, 53,7% no)..

La provincia di Udine è ai primi posti in Italia nella classifica della qualità della vita, classificandosi nel 2006 al 13° posto (Il Sole 24 Ore).

In provincia operano 49.477 attività produttive (dati 2005), il 24,5% nel settore agricolo, il 12,5% nell’industria, il 14,5% nelle costruzioni, il 28,7% nel commercio e turismo ed il 19,7% nei servizi. La forza lavoro è pari al 64,8% dei residenti, di cui il 96,7% risulta occupata ed il 3,3% in cerca di occupazione.

La provincia di Udine insieme al suo capoluogo, fa parte di diritto del Consiglio delle Autonomie del Friuli Venezia Giulia, la cui sede è a Udine.

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Stazione di Udine

Stazione Udine.jpg

Udine è una delle stazioni ferroviarie più importanti del Friuli-Venezia Giulia. La stazione è capolinea di 5 linee ferroviarie: la linea verso Venezia, la linea verso Trieste, la linea verso Tarvisio, più altre 2 linee secondarie, quella verso Cervignano e quella verso Cividale.

La stazione fa parte del progetto CentoStazioni, grazie al quale è stata sottoposta ad un lungo intervento di restauro e ristrutturazione conclusosi nel 2005. I lavori hanno riguardato l'ammodernamento del salone principale, la costruzione della nuova biglietteria e del nuovo ufficio informazioni. Inoltre, sono stati ricavati alcuni spazi destinati ad uso commerciale.

La stazione è dotata di un grosso fabbricato viaggiatori che ospita numerosi servizi tra cui biglietteria, 2 edicole, bar, banca, cappella,farmacia, 2 negozi, Club Eurostar e sede Polfer; inoltre, vi sono uffici di Trenitalia e la dirigenza del movimento. Vi aveva sede anche un comando militare.

La stazione è dotata di 7 binari per il servizio passeggeri (numerati da 1 ad 8), più alcuni binari ad uso esclusivo di movimentazione merci, manovra, sosta e deposito, compreso il binario numero 2, non dotato di marciapiede. La stazione era dotata fino al 1 dicembre 2008 di deposito locomotive e di officine.

Il movimento passeggeri è di circa 7.200.000 di persone all'anno, che fanno sì che la stazione di Udine sia la prima stazione in Friuli-Venezia Giulia per numero di passeggeri. Il traffico viaggiatori è elevato in tutte le ore del giorno.

Nella stazione circolano tutte le tipologie di treni e per diverse destinazioni.

Ottimo è l'interscambio con gli autobus: infatti, nel piazzale esterno della stazione transitano gli autobus di tutte le linee urbane di Udine, mentre distante poche centinaia di metri si trova l'AutoStazione, dove fanno capolinea gli autobus extra-urbani. Nel piazzale della stazione è disponibile anche il servizio taxi.

Entro marzo 2009, il look della stazione sarà rinnovato: dovrebbero arrivare nuovi pannelli e nuovi monitor nei corridoi, nel sottopasso e sul primo binario, il tabellone degli "arrivi e partenze" nell'atrio centrale, i teleindicatori di binario e sottopasso e si rinnoverà pure l'impianto di annunci sonori. Il restyling attuato da Centostazioni per uniformare il polo passeggeri di Udine allo standard nazionale che dovrebbe concretizzarsi nel primo trimestre del 2009 è ancora in fase progettuale.

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Source : Wikipedia