Ucraina

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Inviato da amalia 27/04/2009 @ 08:16

Tags : ucraina, europa, esteri

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Ucraina

Ucraina - Bandiera

L'Ucraina (in ucraino Україна, Ukrajina /ukraˈjina/; in russo Украина, Ukraina /ukrəˈjinə/; in italiano Ucraìna /ukraˈina/) è uno stato (603.700 km², 46.958.740 abitanti al 1º dicembre 2005, capitale Kiev) dell'Europa dell'Est. Ha uno sbocco sul Mar Nero a sud e confina con la Russia ad est, la Bielorussia a nord e con Polonia, Slovacchia, Ungheria, Romania e Moldavia ad ovest.

L'Ucraina è una repubblica, il Presidente della Repubblica attuale è Viktor Juščenko mentre il Primo Ministro è Julija Tymošenko.

La lingua ufficiale è l'ucraìno, molto diffuso nelle regioni orientali è il russo, che nella repubblica autonoma della Crimea è anche lingua ufficiale.

Il nome Ucraina deriva dallo Slavo Antico Orientale ukraina, formato da u cioè "vicino, presso" e la radice slava kraj, cioè "bordo, confine".

Una delle teorie dice che la parola Ucraina ha una radice indoeuropea (s)krei cioè tagliare, dividere - la terra "tagliata" per il knjaz. La parola Ucraina appare per la prima volta nel 1187 nelle "Cronache di Kiev". Questo fatto contraddice la teoria russa che afferma che la parola Ucraina significa "terra di confine" - окраїна - della Russia, poiché a quell'epoca la Russia non esisteva ancora e Mosca era solamente un piccolo villaggio a nord della Rus' di Kiev.

In Ucraino krayina significa semplicemente "paese, terra".

La storia d'Ucraina inizia dalla cultura di Trypillia (Трипільська культура) tra il 5400 e il 4000 a.C. Le città più grandi della cultura di Trypillia esistevano già più di 6000 anni fa e occupavano centinaia di ettari nella zona centrale dell'Ucraina. In queste città abitavano 10000-15000 persone. In epoca preistorica l'Ucraina appare già abitata da popolazioni di agricoltori che, grazie all'abbondanza d'acqua e al fertile terreno della regione, trovano condizioni favorevoli all'insediamento. Queste popolazioni furono soggiogate dagli Sciti, un popolo indoeuropeo seminomade originariamente stanziato a nord del Caucaso che, all'apice della sua potenza, occupò le coste del Mar Nero e la valle del fiume Dnipro tra il VII e il VI secolo a.C. Contemporaneamente la regione venne colonizzata dal mare da migranti Greci, che fondarono diverse colonie lungo la costa. L'interazione tra gli Sciti e i Greci delle colonie produsse una cultura propria con caratteristiche originali rispetto a quelle dei popoli confinanti. Nei lunghi secoli di vicinanza diverse comunità scite divennero in parte ellenizzate, e costruirono a loro volta delle città-stato improntate al modello greco.

Nel II secolo a.C. il territorio scita fu invaso da est dai Sarmati, una popolazione seminomade di etnia affine agli Sciti, originaria delle steppe del Volga. In origine i Sarmati si mescolarono pacificamente con gli Sciti, ma ben presto si rivoltarono contro di loro e li attaccarono, arrivando a conquistare quasi tutto il loro territorio intorno al 150 a.C. Solo alcune città-stato e la regione del Caucaso rimasero sotto il controllo scita. A differenza di quanto fecero gli Sciti con i Greci, i Sarmati non si mescolarono con i popoli invasi, mantenendo la propria identità per molti secoli.

I Sarmati si opposero efficacemente all'espansionismo romano fino al II secolo, quando furono assoggettati dagli Alani. Gli storici ritengono che gli Alani fossero anch'essi della stessa stirpe dei Sarmati, e che l'invasione in realtà fosse solo un rivolgimento di potere interno alle tribù di questo popolo.

Nonostante le guerre di confine che opponevano Romani e Sarmati, è accertata anche l'alleanza delle città-stato Scite dell'Ucraina con l'impero Romano. Pur senza entrare a far parte dei domini Romani le città-stato commerciarono abitualmente con i mercanti imperiali.

Intorno al 220 DC i Goti e i Gepidi, facenti parte della stessa famiglia e incalzati ad est dagli Unni, invasero le pianure ucraine mescolandosi con i discendenti degli Sciti e dei Sarmati. Alcune città furono conquistate mentre altre rimasero neutrali, agendo come mercati per lo scambio dei beni saccheggiati dagli invasori barbari durante le loro prime campagne contro i Romani (che durarono fino al 270). Contemporaneamente, i Goti affinarono le loro tecniche di combattimento grazie al prolungato contatto con i cavalieri Sarmati. Durante la loro permanenza in Ucraina i Goti si divisero in due gruppi principali, gli Ostrogoti (Goti di Oriente, la "gente delle campagne") e i Visigoti (Goti di Occidente, la "gente delle foreste").

Nel 375 DC l'Ucraina fu occupata dagli Unni stessi, che sterminarono gli Alani, assoggettarono gli Ostrogoti e sconfissero i Visigoti sul fiume Nistro spingendoli oltre il Danubio contro i confini Romani.

Alla morte di Attila, e alla conseguente dispersione degli Unni, gran parte degli Ostrogoti emigrò nelle terre dell'Impero Romano d'Occidente, ma una parte rimase in Crimea, fondandovi la cosiddetta Cultura di Černjachov.

Nel VI secolo l'Ucraina fu invasa dagli Avari provenienti dalla Mongolia che, incalzati dai turchi, furono fermati nel 550 dall'imperatore d'Oriente Giustiniano che li costrinse a stanziarsi temporaneamente nelle pianure a nord del Mar Nero.

Tra l'VII e il IX secolo la regione costiera del Mar Nero fu invasa da popoli di stirpe turca, come i Peceneghi e i Kazari.

La prima unificazione del territorio risale all'invasione di un popolo scandinavo, i Rus', appartenenti al grande gruppo dei Variaghi da cui discesero anche altri ceppi normanni. I Rus conquistarono la città di Kiev nel 882 e ne fecero il centro di un regno chiamato Rus' di Kiev la cui estensione andava dalle rive del Volga al Danubio fino al Mar Baltico. I Rus' formarono per lungo tempo l'élite militare e politica della regione, ma si slavizzarono velocemente, assumendo le stesse tradizioni del resto della popolazione. L'unificazione di un territorio così vasto sotto un'unica autorità conferì per due secoli una grande prosperità alla regione di Kiev, che divenne un punto di passaggio obbligato del commercio lungo il Dnipro, tra il Baltico e il Mar Nero. Lungo il fiume si trasportavano merci pregiate come pellicce, cera, miele, zanne di tricheco e schiavi provenienti dall'odierna Bielorussia.

Nel 988 il sovrano Vladimir I del regno del Rus' di Kiev si convertì con tutto il suo popolo al cristianesimo di Costantinopoli, sposò Anna, sorella dell'imperatore bizantino Basilio II e iniziò così un periodo di forte influenza bizantina sulla cultura del regno (già iniziata, probabilmente, nel 957). Per diverso tempo la conversione religiosa della popolazione fu solo di facciata, ma la chiesa ebbe l'opportunità di inserire i propri esponenti nell'amministrazione degli insediamenti del Rus di Kiev, e di condizionarne le vicende.

All'inizio del XII secolo la regione conobbe un periodo di decadenza: probabilmente a causa di tassazioni troppo elevate, di conflitti tra i nobili e di reiterati attacchi dei popoli nomadi confinanti, molti abitanti abbandonarono la regione per colonizzare le terre ancora selvagge che si trovavano a nord est, lungo il Volga. I tentativi dei sovrani di arginare il declino demografico introdussero nel territorio le popolazioni delle steppe circostanti che, precedentemente nomadi, iniziarono ad assumere uno stile di vita più stanziale.

In questo periodo si costituiscono i principati di Galizia e Volinia. Per la prima volta appare il nome di Ucraina.

Intorno alla fine del XV secolo vi fu un'imponente ondata immigratoria da parte di esuli e rifugiati ortodossi, genericamente definiti kozak, cosacchi (parola che in turco significava nomade, o libero) che si riunirono in un gruppo di tribù seminomadi lungo i fiumi Don e Dnepr.

In questo periodo il territorio è ripartito fra Granducato di Lituania, poi Confederazione polacco-lituana ed è chiamato a seconda delle zone Voivodato di Kiev, Voivodato di Czernihów e Voivodato di Bracław nella regione della Podolia. Altre zone dell'Ucraina nel corso della storia finiscono sotto il dominio della Moscovia, poi dell'Impero Russo.

Per la sua posizione geografica, l'Ucraina ha giocato un ruolo importante nelle guerre fra l'est-Europa e l'impero Ottomano, che a seguito dello scontro con l'Impero Russo dovette cedere i territori costieri lungo il Mar Nero.

Nonostante le promesse di autonomia contenute nel Trattato di Pereyaslav, l'élite ucraina e i cosacchi non ricevettero mai le libertà che attendevano dall'Impero Russo. Tuttavia, entro l'Impero, gli ucraini poterono arrivare ai gradi più alti della gerarchia e della Chiesa ortodossa russa.

Nell'ultimo periodo, il regime zarista portò avanti una politica di russificazione delle terre ucraine, sopprimendo l'uso della lingua ucraina nella stampa e in pubblico.

In seguito alla caduta dello zar, dopo la prima guerra mondiale, l'Ucraina perse l'occasione per ottenere l'autonomia, perché il vertice dello stato ucraino fu troppo debole nella lotta contro l'invasione della Russia bolscevica.

Vi fu un lungo periodo di guerra civile e di anarchia con continui cambi di fazioni al potere; questo periodo fu anche segnato dall'esistenza di più entità statali separate, come ad esempio la Repubblica Nazionale dell'Ucraina Occidentale e la Repubblica popolare ucraina. Ponendo termine ad un periodo di aspre lotte, la Pace di Riga assegnò la Galizia e la Volinia alla Polonia, i sovietici ottennero il resto del paese e nel 1922 l'Ucraina entrò ufficialmente a far parte dell'URSS come Repubblica socialista sovietica ucraina.

Stalin utilizzò in Ucraina una politica tesa a dimostrare i pericoli del nazionalismo e quindi a confermare la sua ideologia. A partire dal 1929 operò una sistematica nazionalizzazione delle piccole imprese agrarie che in Ucraina erano numerosissime (la cosiddetta dekurkulizzazione, dal termine Kurkuli, piccolo proprietario terriero) e una politica di collettivizzazione dei terreni. Sedò con numerose deportazioni la ribellione degli agricoltori e nel 1932 procedette ad un sistematico ammasso delle derrate e dei raccolti il cui risultato fu una carestia che costò al paese circa 10 milioni di morti (il cosiddetto holodomor ucraino). Ulteriori perdite avvennero in seguito a deportazioni ed esecuzioni. Vennero distrutte oltre 250 chiese e cattedrali. La seconda guerra mondiale fu causa di altre devastazioni e di morte (oltre 6 milioni di persone vi persero la vita, tra cui buona parte della comunità ebraica ivi residente), anche a causa del nazionalismo dell'Esercito Insurrezionale Ucraino.

A partire dal 1990 si diffuse nel paese un movimento nazionalista, il Movimento del Popolo Ucraino per la Ricostruzione e nel luglio del 1990 il parlamento proclamò la repubblica. Nel 1991 il partito comunista ucraino venne dichiarato fuorilegge. Il 24 agosto 1991 il Parlamento ucraino dichiarò l'indipendenza e indissee il referendum di conferma e le prime elezioni democratiche della storia dell'Ucraina: l' 1 dicembre 1991 il popolo ucraino decise la propria indipendenza ed elesse il primo presidente dell'Ucraina.

Il primo presidente fu Leonid Kravčuk. I rapporti con la Russia furono inizialmente molto tesi, restavano da risolvere la questione degli armamenti nucleari sul territorio ucraino e il controllo della flotta del Mar Nero ancorata a Sebastopoli.

L'economia del paese conobbe un periodo di crisi dovuto alla mancanza di riserve energetiche, si ebbero tassi elevatissimi di inflazione e le tensioni interne aumentarono. Kravčuk fu sconfitto nel 1994 da Leonid Kučma, riformatore filo-russo rieletto poi nel 1999. Nel 1995 divenne una repubblica autonoma. Alla fine degli anni '90 i rapporti fra Ucraina e NATO furono causa di nuove tensioni con la Russia.

Nel 2000 viene formato un governo riformista con a capo Viktor Juščenko‎.

Nell'aprile 2001 la maggioranza parlamentare si dissolse e il primo ministro Viktor Juščenko venne destituito, dando inizio a un periodo di instabilità. Dopo il breve mandato di Anatolij Kinakh, dal 21 novembre 2002 fu nominato primo ministro Viktor Janukovyč.

I risultati delle elezioni presidenziali dell'ottobre/novembre 2004, dopo proteste popolari per sospetti di brogli a favore del primo ministro Janukovyč (sostenuto dal presidente uscente Kučma) e la cosiddetta "Rivoluzione arancione" da parte dei sostenitori di Juščenko,‎ vevvero sospesi dalla Corte Suprema.

Le elezioni si sono ripetute il 26 dicembre 2004 e il nuovo presidente risultò Viktor Juščenko‎, entrato in carica il 23 gennaio 2005. Tale rivoluzione ha visto il forte sostegno degli Stati Uniti e dell'Unione Europea, che hanno salutato con favore la caduta di un'altra autocrazia post-sovietica. Con l'arrivo di Juščenko‎ ed il conseguente spostamento politico dell'Ucraina verso l'Unione Europea, Gazprom ha tuttavia iniziato a tariffare il gas all'Ucraina al prezzo di 230 dollari, aumentando considerevolmente la precedente tariffa di 50 dollari, da sempre un prezzo di favore della Russia verso l'Ucraina.

In seguito alle elezioni per la Verchovna Rada, il parlamento ucraino, tenutesi il 26 marzo 2006, la "coalizione arancione" presieduta da Juščenko‎ è uscita notevolmente ridimensionata a causa del voltafaccia di una parte della coalizione, il partito socialista. Attualmente la situazione politica all'interno del paese è molto difficile: la decisione del premier Janukovyč di modificare la Costituzione per via parlamentare allo scopo di ridurre i poteri del Presidente ha spinto Juščenko‎, il 2 aprile 2007, a firmare un decreto per sciogliere il parlamento e indire nuove elezioni legislative; il decreto è stato bocciato in parlamento ed ha scatenato le proteste del premier Janukovyč e dei suoi sostenitori in piazza.

Il 30 settembre 2007 la crisi è sfociata in elezioni parlamentari anticipate, frutto di un accordo tra Juščenko, Janukovič e il presidente del Parlamento, Oleksandr Moroz. L'esito è stato controverso: se il Partito delle Regioni di Janukovič è risultato essere il primo partito, la coalizione tra il Blocco Elettorale Julija Tymošenko di Julija Tymošenko e il Blocco Nostra Ucraina-Autodifesa Popolare di Juščenko ha ottenuto la maggioranza dei seggi; Julija Tymošenko è pertanto stata nominata Primo Ministro il 18 dicembre 2007.

Nel 2008 si è assistito ad un'altra crisi politica, causata dalle reazioni alla guerra in Ossezia del Sud; il Presidente Viktor Juščenko ha sciolto, dopo circa un anno dalle precedenti elezioni, la Verchovna Rada e ha indetto nuove elezioni, poi annullate a causa della formazione di una nuova coalizione di governo, sempre guidata da Julija Tymošenko.

Dal 21 dicembre 2007, in seguito all'estensione dell'area Schengen, arrivata fino alla Polonia, sono aumentate le pressioni ucraine sull'Unione europea per un'accelerazione del processo di integrazione. Schengen, infatti, comporta un notevole inasprimento del regime dei visti fra i paesi che vi aderiscono e gli altri, e ciò ha reso molto difficile i passaggi di frontiera dall'Ucraina alla Polonia, che erano prima circa 6,5 milioni l'anno. Questo è un problema soprattutto per le circa centomila persone che si stima vivessero di traffici transfrontalieri, e per gli abitanti della Galizia, inclusa nella Polonia dal XV al XVIII secolo, poi governata dall'Austria e di nuovo unita alla Polonia dal 1921 al 1941, dove pertanto molti abitanti hanno parenti oltreconfine. Per questo Polonia e Ucraina hanno sottoscritto un accordo secondo cui gli abitanti a meno di 50 km dal confine non avranno bisogno dei visti, se l'UE approverà.

L'Ucraina, come altri paesi dell'ex-URSS, sconta la tensione derivante dalla volontà della Russia di mantenere la propria influenza e in certi casi la sovranità su questi popoli ed il loro desiderio di affrancarsi da Mosca ed entrare a far parte, nel caso dell'Ucraina, di Unione Europea e Nato: le tensioni in Moldova/Transnistria e nell'area del Caucaso (Georgia, Ossezia, Inguscezia, Abkhazia) che da anni sono teatro di conflitti e cruente rappresaglie quando non di guerra vera e propria fra Russia e governi e/o indipendentisti locali (spesso sostenuti dagli USA), non di rado riguardano anche l'Ucraina in quanto le unità militari navali della Russia sono di stanza nel porto di Sebastopoli.

L'Ucraina è una repubblica semi-presidenziale con la classica tripartizione dei poteri: legislativo, esecutivo e giudiziario. Il Presidente, eletto direttamente dal popolo, resta in carica 5 anni ed è formalmente il Capo dello Stato.

Il Parlamento ucraino, la Verchovna Rada è mono-camerale e conta 450 seggi. È il primo responsabile della formazione dell'esecutivo e del Consiglio dei Ministri al cui capo sta il Primo Ministro.

Le leggi, gli atti parlamentari e governativi, i decreti presidenziali e gli atti del Parlamento di Crimea possono essere abrogati dalla Corte Costituzionale, se violano la Costituzione. La Corte Suprema è il maggior organo del sistema giudiziario. Ufficialmente sono garantite forme di decentramento amministrativo e governo locale. I consigli cittadini e locali e i sindaci sono eletti dal popolo e esercitano controllo sul bilancio dell'ente locale cui sono preposti, mentre i capi degli oblast' e dei raion sono cooptati dal Presidente della Repubblica.

L'Ucraina, con i suoi 603.700 km² di estensione è la seconda nazione più grande d'Europa, dopo la Russia europea e prima della Francia metropolitana. Il confine dell'Ucraina con gli altri stati è lungo 4558 km, suddivisi fra Bielorussia (891 km), Ungheria (103 km), Moldavia (939 km), Polonia (428 km), Romania (169 km a sud, 362 ad ovest), Russia (1576 km) e Slovacchia (90 km), oltre ai 2872 km di costa marittima.

Il paesaggio ucraino consiste prevalentemente di fertili pianure o steppe attraversate da diversi fiumi, tra cui il Dnepr, il Donec, il Nistro, e il Bug meridionale che vanno a gettarsi nel Mar Nero e nel più piccolo Mar d'Azov. Nella parte sudoccidentale il delta del Danubio costituisce il confine con la Romania. Le poche catene montuose presenti sono le propaggini dei Carpazi, ad ovest, (la cui cima più alta è il Hoverla (Goverla) con 2061 m e le montagne della penisola di Crimea.

Le città più importanti sono: Kiev (2,643,000 ab., in italiano spesso Kiev), Charkiv (1,455,000, in italiano spesso Karkov), Dnipropetrovs'k (1,049,000), Donec'k (1,016,000 ), Odessa (Odesa; 1,013,000), Zaporižžja (900,000), Leopoli (L'viv; 830,000), Kryvyj Rih (717,000).

Secondo le stime del 1887 dei geografi austro-ungarici, la città ucraina di Rachiv (di coordinate 48°45′N 18°55′E / 48.75, 18.917) sarebbe il Centro geografico dell'Europa; vi sono altri luoghi considerati centro del continente, a seconda degli studiosi e dei metodi di misurazione utilizzati.

In Ucraina il clima è di tipo temperato continentale nell'interno e mediterraneo nella costa meridionale della Crimea: lungo il Mar Nero l' inverno è relativamente mite mentre nelle zone interne le temperature di gennaio sono molto più basse. Le precipitazioni annuali variano notevolmente da zona a zona: mentre in Ucraina occidentale cadono 1.200 mm di pioggia l'anno, in Crimea questo valore si riduce ad appena 400 mm.

L’Ucraina è, dopo la Russia, la nazione più popolata tra quelle nate dal crollo dell’Unione Sovietica; il paese conta infatti 46.299.862 abitanti (2007), con una densità media di 77 persone per km². Il 67% (2005) della popolazione vive in aree urbane; le regioni più densamente popolate sono quelle orientali e occidentali, mentre nella sezione centrale dell’Ucraina, fatta eccezione per l’area urbana di Kiev, il popolamento è molto più rado. Il tasso di crescita annuo, di -0,68% (2007), indica una tendenza al decremento, che riflette una situazione di incertezza del paese dopo il crollo dell’URSS e la grave crisi economica che ne è scaturita. La speranza di vita alla nascita, di 67,9 anni (2007), non è elevata. Il tasso di mortalità infantile, del 10‰, è nettamente superiore a quello dei paesi dell’Europa occidentale.

Gli ucraini costituiscono la maggioranza della popolazione (73%). Tra le minoranze vi sono russi (22%) – presenti soprattutto verso il confine orientale e in Crimea –, bielorussi (0,9%), ebrei (0,9%), moldavi (0,6%), bulgari (0,5%), polacchi (0,4%), ungheresi (0,3%) e tatari di Crimea (che subirono deportazioni durante la seconda guerra mondiale). Gli ebrei, assai numerosi prima degli anni Quaranta, si sono ridotti della metà, come risultato della Shoah e delle emigrazioni favorite dalle autorità sovietiche negli anni Ottanta. Sono numerosi, peraltro, gli ucraini che risiedono in Russia e nelle altre ex repubbliche sovietiche, ed esistono delle forti comunità anche in Europa centrale, Canada e Stati Uniti.

Una consistente comunità di origine italiana (soprattutto pugliese) si era stanziata in Crimea dalla metà dell'Ottocento: alcune migliaia di persone. Con l'avvento del comunismo alcuni rientrarono in Italia, ma rimasero circa 1200 persone che nel 1942 vennero deportate in Kazakistan. Sia durante il percorso della deportazione (con carri piombati), sia nei luoghi di arrivo perirono per malattie e stenti circa i due terzi. Circa 200 rientrarono a Kerč (Crimea) ai tempi di Kruscev. Essi e i loro discendenti si trovano ancora colà, altri sono dispersi sul territorio dell'ex Unione Sovietica.

In Ucraina la religione prevalente è quella cristiana ortodossa.

Per quanto riguarda i cattolici, essi fanno capo alla Chiesa greco-cattolica ucraina (che comprende anche eparchie al di fuori dell'Ucraina) ed alla Chiesa cattolica ucraina (latina). L'Ucraina è il Paese dell'Europa dell'est in cui i contrasti tra ortodossi e cattolici, dopo la caduta del comunismo, hanno portato alle maggiori tensioni.

L'Ucraina è divisa in 24 regioni(область - òblast al plurale області - òblasti) e una repubblica autonoma (автономна республіка - avtonòmna respùblika), Crimea. Vi sono inoltre due città (місто - mìsto, plurale - містa - mistà), Kiev e Sebastopoli che hanno statuto speciale.

L'Ucraina è una nazione con 47 milioni di abitanti e con un vasto mercato interno. Storicamente le ricchezze di questa regione sono state il grano, il legname e l'estrazione mineraria. Per valutare il percorso che l’Ucraina ha compiuto dall’indipendenza ad oggi, basta confrontare la situazione economica subito dopo l'indipendenza con quella attuale. Nel 1994, il livello di inflazione superava il 10.650  %. Il denaro non valeva la carta sulla quale veniva stampato. Per fare un esempio, nel solo 1993 i redditi della popolazione diminuirono del 44 % rispetto all'anno precedente. Da allora il governo ucraino ha scelto la strategia delle riforme economiche radicali. All'inizio sono state prese misure urgenti per stabilizzare il sistema finanziario. È seguita quindi una vasta privatizzazione, inoltre è stata avviata una radicale riforma agraria che ha restituito la terra agli agricoltori, sono stati sciolti dei kolchoz e sono state create cooperative sulla base della proprietà privata. Al tempo stesso, lo Stato ha continuato a sostenere lo sviluppo dei settori strategici ad alta tecnologia, come l’ingegneria aeronautica, l’industria spaziale, la costruzione di macchine utensili.

I primi risultati sono apparsi già negli anni 1996-97. Tuttavia la crisi finanziaria globale del 1998 ha notevolmente ridotto tali progressi e la crescita economica è ripresa solo nel 2000. Negli ultimi quattro anni il prodotto interno lordo è cresciuto di un terzo, la produzione industriale – del 60%. Solo nei primi sette mesi del 2004 l'incremento del Pil ha raggiunto il 13,5%, e il volume dei crediti bancari è poi aumentato del 19,2%, mentre l’inflazione si è attestata al 4,4%. È stata inoltre raggiunta una crescita record nell’industria metalmeccanica, nella poligrafia, nella costruzione di automobili, nella siderurgia: ritmi di crescita non raggiunti con i proventi dal settore petrolifero (non vi sono risorse sufficienti), ma grazie allo sviluppo dell’industria di trasformazione.

La crescita economica ha determinato un impatto positivo nel settore sociale. Il tenore di vita degli ucraini è ancora lontano dagli standard europei-occidentali, ma i redditi e i salari crescono a ritmi sostenuti. Nel primo semestre del 2004 il reddito pro capite medio della popolazione è cresciuto del 15,5%, triplicandosi rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Il progresso dell’Ucraina nel settore della stabilizzazione macroeconomica e finanziaria è stato valutato positivamente dalla comunità internazionale. Nel 2005 il rating creditizio è raddoppiato.

L’economia ucraina è una delle più aperte fra i paesi post-sovietici. Negli ultimi quattro anni le esportazioni sono quasi raddoppiate. Secondo le stime dell' “Economist Intelligence Unit” entro il 2008 il PIL dovrebbe più che raddoppiare. Non a caso alcuni osservatori hanno iniziato ad annoverare il Paese tra le nuove “tigri” dell’Europa orientale, e molti giudicano favorevole il clima per gli investimenti.

In Ucraina esiste già l’economia di mercato. Ma vi è la necessità di riformarla strutturalmente, il che significa un maggior sviluppo dell’industria meccanica, innanzitutto dei settori spaziale e aeronautico. L’Ucraina risolverà questi compiti impegnativi in stretta collaborazione con i suoi partner europei, con l’Italia in primis.

Attualmente per l’Ucraina l’Italia è un partner strategico, essendo da alcuni anni il secondo partner commerciale, e il primo importatore nell’Europa Occidentale. Ciononostante è probabile che le notevoli opportunità del mercato ucraino non siano appieno utilizzate dalle due parti. Le aziende ucraine ed italiane potrebbero realizzare congiuntamente progetti tecnologici, agire insieme sui mercati europeo ed internazionale. Desta particolare sorpresa il fatto che il livello della collaborazione economica tra i due paesi resti indietro rispetto allo sviluppo dei contatti politici.

La Bandiera ucraina è rettangolare con proporzioni 2:3. Presenta due bande orizzontali di uguali dimensioni blu (sopra) e oro (sotto). I colori sono mutuati dalle armi del principato di Galizia ovvero un leone d'oro in campo blu. Apparsa per la prima volta nella forma attuale nel 1848, è stata adottata ufficialmente nel gennaio 1918 durante il breve periodo di indipendenza; reintrodotta in maniera definitva il 21 gennaio 1992, con la dissoluzione dell'Unione Sovietica e la proclamazione della sovranità nazionale. Nella tradizione popolare i colori indicano il cielo (blu) e il frumento (oro), una delle principali risorse del paese.

La Costituzione dell'Ucraina stabilisce che la lingua ufficiale di stato è l'Ucraino. Il Russo, che era di fatto la lingua ufficiale dell'Unione Sovietica è largamente diffuso, specialmente nell'Ucraina orientale e meridionale. Secondo il censimento del 2001, il 67,5% della popolazione ha dichiarato come madrelingua l'Ucraino mentre il 29,6% ha dichiarato il Russo.

Talvolta è difficile determinare la reale diffusione delle due lingue poiché molte persone parlano il Suržik (суржик), un misto di Ucraino e Russo dove il vocabolario russo è spesso combinato con la grammatica e la pronuncia Ucraina, ma nei sondaggi dichiarano di parlare l'una o l'altra lingua (molti parlano anche le due lingue correttamente). Vi sono poi alcuni appartenenti all'etnìa ucraina che dichiarano l'ucraino come la loro madrelingua, ma nella vita quotidiana parlano più spesso il russo. Questi dettagli modificano sensibilmente le statistiche, che quindi possono differire non poco fra di loro.

L'ucraino si parla soprattutto nella parte centrale e occidentale del paese dove è la lingua predominante nelle città, come a Leopoli. Nell'Ucraina centrale le due lingue sono egualmente parlate, ma il russo è più frequente a Kiev, mentre l'ucraino prevale nelle comunità rurali. Nel sud e nell'est il russo è più diffuso nelle città, mentre nelle aree rurali si parla il Suržik.

Durante l'era sovietica il numero di persone che parlavano l'ucraino diminuì di generazione in generazione e attorno a metà degli anni '80 l'uso nella vita pubblica diminuì considerevolmente. Dopo l'indipendenza. il governo ucraino cominciò una politica di ucrainizzazione per accrescere l'uso dell'ucraino. Questo avviene generalmente a spese del russo che era il linguaggio della pubblica amministrazione nel periodo precedente. Il governo promuove l'uso della lingua ucraina in vari ambiti, nella scuola, negli uffici pubblici e nei media.

Stando alla costituzione della Repubblica autonoma di Crimea, l'Ucraino è la sola lingua di stato. Tuttavia è riconosciuto il russo come lingua parlata dalla maggioranza della popolazione, e garantito il suo uso in tutti gli ambiti della vita pubblica. Similimente, alla Lingua tatara di Crimea ( la lingua di un buon 12% della popolazione della repubblica) è garantito uno speciale protezione così come ai linguaggi delle altre etnicità. Gli abitanti di lingua russa costituiscono una maggioranza preponderante (77%), quelli di lingua ucraina sono il 10,1% e quelli di lingua tatara di Crimea l'11,4%. Ma nella vita di tutti i giorni la maggioranza dei tatari di Crimea e degli ucraini parlano il Russo.

Secondo un'indagine piuttosto sorprendente dell'Accademia delle Scienze di Kiev, l'italiano è nettamente la prima lingua straniera studiata in Ucraina.

L'Ucraina, come le altre repubbliche ex-sovietiche, ha beneficiato dell'enfasi data dal governo dell'URSS all'educazione fisica. Questa politica ha lasciato all'Ucraina centinaia di stadi, palestre, piscine e altri tipi di impianti sportivi. Fra i molti sport praticati dagli ucraini il primato va al gioco del calcio. La massima serie del campionato di calcio ucraino è la Vyšča Liha (Вища Ліга) La squadra più nota all'estero è la Dinamo Kiev, il cui giocatore più noto, è anche il simbolo della nazionale ucraina: Andrij Ševčenko. La Nazionale di calcio dell'Ucraina ha giocato la sua prima partita ufficiale nel 1992, mentre la sua prima partecipazione ai Campionati Mondiali è del 2006; riuscì a raggiungere i quarti di finale, per poi essere battuta dall'Italia, poi Campione del Mondo.

L'Ucraina, assieme alla Polonia, ospiterà i Campionati europei di calcio del 2012.

L'ucraina ha fatto il suo debutto ai Giochi olimpici come stato indipendente alle Olimpiadi invernali di Lillehammer del 1994. Ad oggi (agosto 2008) dopo aver partecipato a sole 3 delle 25 olimpiadi estive e 4 delle 22 olimpiadi invernali, l'Ucraina si è piazzata al 35esimo posto per numero di medaglie vinte nel conteggio del medagliere di sempre dei Giochi olimpici.

La prima emissione filatelica risale al 1990.

La maggior parte delle infrastrutture risalgono al periodo sovietico e sono in parte obsolete. La rete stradale ucraina collega tutti i maggiori centri del paese, ma per gli standard europei é considerata di bassa qualità. In totale, le strade asfaltate dell'Ucraina si snodano per una lunghezza di 164.732 km. È previsto un allargamento della rete autostradale in vista dei campionati europei di calcio del 2012.

La rete ferroviaria ucraina costituisce il vero mezzo di comunicazione fra i maggiori centri urbani, le zone portuali, i maggiori centri industriali, e i paesi vicini. La maggiore concentrazione di collegamenti si trova nella zona del Donbass, (il Bacino del Donec, a est). Nonostante il trasporto merci su rotaia sia calato del 7,4% dal'94 al '95, l'Ucraina è ancora uno dei paesi del mondo dove è più massiccio l'uso del mezzo ferroviario. La rete totale si estende per 22.473 km di cui 9.259 elettrificati.

L'Ucraina è una delle regioni a più alto consumo di energia, almeno il doppio della Germania rispetto al PIL. Una gran parte della produzione di energia viene dalle centrali nucleari del paese stesso e da quelle russe, da cui arriva la maggior quantità. Il petrolio e il gas per le centrali termoelettriche è importato perlopiù dalla Russia. L'Ucraina è largamente dipendente dall'estero per quanto riguarda l'energia, anche quella nucleare. L'impianto nucleare più grande d'Europa, la centrale di Zaporižžja è situato in Ucraina. Nel 2006 il governo ha deciso la costruzione di 11 nuovi impianti nucleari per il 2030 per raddoppiare la capacità di produzione energetica nucleare. Le fonti rinnovabili sono scarsamente utilizzate. Nel 2005 la produzione era così suddivisa: nucleare 47%, termica 45 %, idroelettrica, eolica e altre, 8%.

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Chiesa greco-cattolica ucraina

Chiesa greco-cattolica ucraina abbandonata a Królik, in Polonia

La Chiesa greco-cattolica ucraina è una Chiesa di rito orientale e di lingua liturgica ucraina, presente in Ucraina (vedi Chiesa cattolica in Ucraina) e in altri paesi del mondo, che mantiene la comunione con la Chiesa di Roma, ed è considerata una Chiesa sui iuris nell'ambito della Chiesa cattolica.

La Chiesa ha per primate l'arcivescovo maggiore di Kyïv-Halyč; la sede della Chiesa è stata ufficialmente trasferita dalla storica sede di Leopoli alla capitale Kiev, con conseguente modifica del titolo primaziale, il 21 agosto 2005. L'attuale titolare è il cardinale Ljubomyr Huzar.

La Chiesa greco-cattolica ucraina ha numerose arcieparchie, esarcati apostolici e eparchie anche al di fuori dell'Ucraina, in Europa ed America.

Durante il regno del granduca Jaroslav il saggio (1015-1054) in Ucraina prevaleva il rito, la disciplina e la lingua slava, e su tali basi cristiane fu edificata la legislazione e la vita pubblica.

La rottura della comunione con la Sede apostolica di Roma da parte della Chiesa bizantina, non fu immediata per la Chiesa dell'antica Rus', tanto è vero che il successore di Jaroslav, il principe Iziaslav, trovandosi in difficoltà si rivolse nel 1075, tramite il figlio Jaropolk, a papa Gregorio VII per mettere se stesso e il suo dominio sotto la protezione di Roma.

Poiché la Chiesa seguiva le vicissitudini della storia del paese, in seguito si trovò divisa tra la comunione con Roma e la comunione con Costantinopoli prima, e poi con Mosca. Fu concordata un'Unione, detta Unione di Brest, nel 1595 a Roma, poi ratificata a Brest Litovsk nel 1596: in quella occasione oltre all'arcieparchia metropolitana di Kiev (dove si trova la famosa Chiesa di Santa Sofia fatta costruire da Jaroslav il saggio) ed altre eparchie dette della Rutenia Bianca, si unirono delle terre rimaste in territorio ucraino e cioè le eparchie della Volinia.

Ma nella regione di Kiev i Cosacchi, oltre una loro rivendicazione politica di un'Ucraina libera e indipendente dalla Polonia e dalla Russia, vollero il ritorno della gerarchia ortodossa, considerando l'Unione con Roma una cosa polacca. L'Unione fu comunque ristabilita nel 1620 ed il Metropolita si stabilì nella città di Kiev. Il più importante di questi Metropoliti fu Pietro Moghila (1633-1647) il quale fondò a Kiev una scuola di tipo occidentale, divenuta più tardi una celebre Accademia Teologica. Ma neppure questa gerarchia durò a lungo.

In base alla pace di Andrusiv (1667) tra la Polonia e Moscovia che pose fine alle principali guerre cosacche tutta la riva sinistra del Dnepr ed anche la città di Kiev sulla riva destra passarono alla Moscovia, che da allora assunse definitivamente il nome ufficiale di Russia. Il Patriarcato di Mosca volle allora assoggettare il Metropolita di Kiev alla sua giurisdizione, anche in base ad un decreto conciliare, emanato prima del 1054, che riconosceva al Patriarca di Costantinopoli il diritto di evangelizzazione delle terre di oriente.

Questo diritto di evangelizzazione era esercitato da Mosca per nome e per conto dell'ecumene ortodosso, ma fu applicato dopo una lunga resistenza nel 1685. Nel XVIII secolo la Chiesa che si trovava in Polonia prima dell'ennesima spartizione della Polonia, la Metropolia di Kiev unita, contava fino a 12 milioni di fedeli, di cui una parte biancoruteni (al Nord) e l'altra di ucraini (al Sud).

Seguendo la tragica storia della nazione polacca, la chiesa greco-cattolica ucraina, caduta l 'ultima illusione di indipendenza dalla Russia con la sconfitta di Napoleone I, fu posta sotto l'amministrazione dallo Zar di tutte le Russie alle dipendenze del Patriarcato di Mosca. La resistenza del clero e dei fedeli cattolici fu lunga ed eroica. Molti furono deportati in Siberia e non pochi preferirono morire pur di rimanere in comunione con Roma. Scomparsi i propri sacerdoti greco-cattolici, avendo il clero latino ricevuto ordini severissimi di non prestare ministero agli uniati per non avere ripercussioni politiche, alcuni gesuiti della provincia di Galizia (allora territorio dell' Impero Austro-Ungarico), provveduti di facoltà speciali, esercitarono presso di loro clandestinamente un apostolato pieno di difficoltà e di pericoli.

Quando nel 1905 fu data la libertà religiosa (rimanendo tuttavia in vigore il divieto di costituire comunità cattoliche di rito bizantino-slavo), un numero considerevole di fedeli si dichiararono pubblicamente cattolici di rito latino. Altri poterono tornare all'Unione nel periodo fra il 1918 e il 1938, conservando il proprio rito. Per essi la Sede Apostolica nominò nel 1931 un visitatore apostolico nella persona del vescovo redentorista Nicola Carneckyi, morto nel 1959, proclamato beato nel 2001 da Giovanni Paolo II.

Iniziata la "guerra fredda", dopo la fine della seconda guerra mondiale, il regime comunista, a partire da Stalin che considerava la religione e la Chiesa di Roma nemici del comunismo, perseguitò in diversi modi le Chiese fedeli a Roma come pure l'Ortodossia. Con il pontificato di papa Giovanni XXIII e le aperture del Concilio Vaticano II, grazie all'appoggio dato dal papa alla soluzione per la crisi dei missili a Cuba avvenuta tra il presidente degli Stati Uniti J.F.Kennedy e il Segretario Generale del Partito Comunista Sovietico Nikita Kruscev, si stabilirono relazioni non ufficiali tra la Curia romana e il Partito Comunista Sovietico per il rilascio dai Gulag siberiani di membri della gerarchia cattolica uniate, in particolare di Josyp Slipyj proclamato cardinale "in pectore" nel 1965 da papa Paolo VI, permettendo molto lentamente la rinascita della Chiesa greco-cattolica ucraina.

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Federazione calcistica dell'Ucraina

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La Federazione calcistica dell'Ucraina (ucr. Федерація Футболу України, acronimo FFU) è l'ente che governa il calcio in Ucraina.

Fondata nel 1991, ha sede nella capitale Kiev e controlla il campionato nazionale, la coppa nazionale e la Nazionale del paese.

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Elezioni in Ucraina

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In Ucraina la popolazione elegge a livello nazionale un Capo di Stato (il Presidente), e un Parlamento (Verchovna Rada), che conta 450 deputati eletti ogni quattro anni. Fino al 2005, metà dei membri era eletta con sistema proporzionale, mentre nell'altra metà, ogni deputato era eletto in ogni distretto elettorale se otteneva la maggioranza dei voti. A partire dalle elezioni del 2006, tutti i 450 membri del Verchovna Rada sono eletti con sistema proporzionale.

L'Ucraina presenta un sistema multipartitico, con numerosi partiti, in cui nessuno di essi può ottenere il potere da solo: si devono formare coalizioni di governo.

I corpi rappresentativi e i capi dei governi locali sono eletti contemporaneamente al Parlamento.

A partire dal 2006 si sono svolte elezioni per il rinnovo del Parlamento quasi ogni anno; le elezioni anticipate sono state dovute alle crisi del 2007 e del 2008.

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Nazionale di pallavolo femminile dell'Ucraina

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La nazionale di pallavolo femminile dell'Ucraina è una squadra europea composta dalle migliori giocatrici di pallavolo dell'Ucraina. La squadra è sotto l'egida della Federazione Ucraina di Pallavolo (ФBУ). Al 25 agosto 2008 l'Ucraina è al 43° posto nel ranking mondiale.

La nazionale ucraina inizia la propra attività a partire dal 1993, a seguito della caduta dell'Unione Sovietica di cui faceva parte: nello stesso anno conquista il bronzo ai campionati europei. Anche se questo rimarrà l'unico risultato di prestigio, la nazionale ucraina può vantare una partecipazione ai giochi olimpici di Atlanta 1996 e ad un mondiale.

La nazionale di pallavolo femminile dell'Ucraina non ha mai partecipato al World Grand Prix.

La nazionale di pallavolo femminile dell'Ucraina non ha mai partecipato alla Coppa del Mondo.

La nazionale di pallavolo femminile dell'Ucraina non ha mai partecipato alla Grand Champions Cup.

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Source : Wikipedia