Trust

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Tags : trust, economia

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Trust

Il trust è uno dei più importanti istituti del sistema giuridico anglosassone di common law, e serve a regolare una molteplicità di rapporti giuridici, in particolare in materia di successioni, pensionistica, diritto societario e fiscale.

Tecnicamente, per chi conosca i principi di base del sistema di common law, il trust è un istituto sorto nell'ambito della giurisdizione di equity, ove con tale termine si intende uno dei due grandi settori del diritto anglosassone, contrapposto alla common law in senso stretto. I diritti discendenti dal trust sono quindi detti equitables, cioè "diritti discendenti dal sistema di equity". Tale espressione non ha alcun equivalente in italiano, in quanto il nostro termine equitativo assume tutt'altro significato, riferendosi al concetto di equità, con il quale da noi si intende, non solo un bilanciamento degli interessi delle parti, bensì anche l'adozione di un criterio di ragionevolezza e flessibilità nell'applicazione della norma.

La mancanza, nel diritto civile, di un sistema di norme equitative non è di ostacolo all'utilizzo del trust. L'istituto trova anzi legittimazione all'ingresso nell'ordinamento giuridico italiano a seguito dell'adesione dell'Italia alla Convenzione dell'Aja del 1 luglio 1985 resa esecutiva ed in vigore dal 1 gennaio 1992. Sono ormai numerose le sentenze di tribunali italiani di vario grado che riconoscono gli effetti del trust, con particolare riguardo a quello c.d. interno, intendendosi per tale il trust che presenta quale unico elemento di estraneità rispetto all'ordinamento italiano la legge regolatrice, che deve essere necessariamente straniera (generalmente inglese), stante la mancanza nell'ordinamento italiano di norme specifiche in materia. Per la prima volta in Italia l'istituto è stato preso in considerazione sotto il profilo fiscale dalla legge finanziaria 2007 e da alcune circolari dell'Agenzia delle Entrate, prima fra tutte la n.48/E del 2007, al solo fine di regolamentarne con chiarezza gli aspetti fiscali e tributari. Nel diritto italiano l'istituto del Trust può trovare ampia applicazione per le più varie finalità (gestioni fiduciarie, passaggi generazionali di beni ed aziende familiari, destinazioni di beni a finalità caritatevoli, protezione patrimoniale, etc). I vantaggi sono evidenti soprattutto con riferimento alla flessibilità dell'istituto rispetto ai tradizionali e noti strumenti del diritto italiano nonché ai possibili vantaggi economici. Per questa sua caratteristica il Trust bene si presterebbe ad un utilizzo di massa anche dove apparirebbe poco conveniente il ricorso agli strumenti giuridici tradizionali. Occorre tuttavia evidenziare l'attuale scarsa conoscenza del Trust fra i giuristi italiani che non agevola il giusto radicamento dell'istituto e la sua diffusione.

Il trust è un particolare tipo di contratto nel quale la proprietà di un bene è trasferita ad un soggetto fiduciario, il trustee, il quale tuttavia non ne ha la piena disponibilità, in quanto è vincolato da un rapporto di natura fiduciaria che gli impone di esercitare il suo diritto reale a beneficio di un altro soggetto, detto appunto beneficiary (al quale saranno trasferiti in piena proprietà i beni alla fine del trust), al quale appartiene il diritto di natura equitable (cfr. premessa terminologica). Il diritto del beneficiario nei sistemi di diritto civile (Corte di Giustizia europea sentenza Web vs Web) non è un diritto reale, ma personale verso il trustee (non vi è nessuna doppia proprietà sul bene in trust).

Il soggetto che costituisce il trust è detto settlor in diritto inglese (disponente in Italia), mentre negli USA viene indicato con i termini trustor, grantor, donor o creator.

Se non previsto nell'atto istitutivo i beni trasferiti al trustee in forza del trust non possono essere venduti né dal trustee né dal beneficiary, che potranno operare una vendita solo con la cancellazione del trust e il trasferimento a loro della proprietà. I beni appartenenti a un trust non possono essere oggetto di pignoramento, né da parte dei creditori personali del trustee né del beneficiary o di loro eredi.

Il trust può riguardare sia beni mobili che beni immobili.

Ovviamente, il problema che si può porre è che il trustee agisca come se fosse esclusivo proprietario dei beni, e quindi o non fa percepire i frutti o si rifiuta un domani di trasferire la proprietà al beneficiary. Questo sistema nasce sulla prassi, ma in un sistema basato sul common law non ci sono dei rimedi per sanzionare il comportamento del trustee; infatti il common law è un sistema atipico e non tipico.

Il processo di common law non è un processo formale,ma sostanziale e il sistema del writs è un sistema tipico; è un sistema basato almeno inizialmente sulle forms of action, perché ad ogni writ corrisponde una form of action e quel writ è utilizzato per tutelare esclusivamente quel determinato diritto; c’è una sorta di corrispondenza fra quello che è il diritto sostanziale, quello che è il writ e quella che sarà la forma dell’azione che si può esercitare in giudizio.

L’unica valvola di sfogo a questo sistema chiuso è rappresentata dall’analogia, cioè dalla possibilità di utilizzare un writ che nasce per tutelare una determinata situazione oggettiva e per tutelare quello che è un diritto simile.

Alla base di tutto questo sistema c’è il diritto di proprietà, perché se l’assegnazione del bene è avvenuta fiduciariamente e non si è proprietari esclusivi, allora nel momento in cui viene trasferito il diritto di proprietà, non vengono eseguite le indicazioni del settlor e il diritto di proprietà viene violato; allora bisogna vedere se nel sistema di common law ci sono dei rimedi per la protezione del diritto di proprietà.

In un sistema atipico, quale è quello di common law, una tutela a questa vicenda sostanziale non ci può essere, perché dato che il settlor agisce nei confronti del trusteé, accusandolo di non corrispondere i frutti o di non restituire la proprietà al beneficiary alla scadenza del termine, il common law non conosce un trasferimento parziale della proprietà, cioè un trasferimento fiduciario della proprietà, ma solo il trasferimento della proprietà ed il relativo writ è posto a tutela di chi ha la piena proprietà.

A questo punto subentra l’ equity, che è un sistema giudiziario parallelo alla giustizia di common law, dove si fa appello alla coscienza del re, la quale si spera sia retta da principi diversi da quelli che regolano il common law, perché sono principi che regolano anche la morale cristiana ed erano i principi propri del diritto canonico (infatti l’equity mostra un punto di contatto importante tra il common law e il cristianesimo), che nel common law non possono trovare applicazione.

Quindi da questo punto di vista l’equity può effettivamente offrire una protezione al settlor o al beneficiary danneggiati dal comportamento illecito del trustee; infatti quando non valgono più soltanto le rigide regole del formalismo del common law, ma si possono applicare anche le regole dell’ equità, si può allora superare lo schema formale del trasferimento di proprietà e si può dare rilevanza agli stati soggettivi sottostanti, e al motivo che ha spinto il settlor a intestare beneficiariamente i beni al trusteé, e quindi si può anche sanzionare il comportamento abusivo del trustee.

Nel caso del trust, nonostante il concetto di proprietà sia un concetto di common law, può subentrare l'equity per sovvertire la decisione del common law, ma non potrebbe essere presa una decisione prescindendo da quelli che sono gli istituti di common law (in questo caso dalla definizione di proprietà).

Se così fosse, si verrebbero a creare due sistemi paralleli che avrebbero portato alla creazione di due sistemi giudiziari in conflitto tra loro e in sede di equity correggere il giudice di common law avrebbe significato mettere in discussione il fondamento di tutto il sistema giudiziario inglese, ed avrebbe compromesso i rapporti tra il potere giudiziario ed il potere esecutivo.

Così i giudici di equity escogitano uno strumento per poter contraddire principi del common law, senza però prescindere dagli istituti di common law: ad esempio, nel caso del trust, davanti al fatto che il trustee non voglia ritrasferire la proprietà al beneficiary, l’equity ricorre allo strumento dell’abuso di diritto: cioè il giudice di equity non contraddice la decisione del giudice di common law, perché non dice che il trusteé non è proprietario dei beni, ma dice che il trusteé ha il diritto di proprietà su questi beni che il settlor gli ha trasferito in conformità a quelli che sono i principi del common law, ma ha abusato del suo diritto. Ogni volta che il common law attribuisce a determinati soggetti un certo diritto, di quel diritto si può fare un uso legittimo ed un abuso. Nel common law trova tutela l’uso legittimo di quel diritto, ma quando quel diritto viene utilizzato per danneggiare altri soggetti, allora si è di fronte ad una ipotesi di abuso che deve essere sanzionata dall’equity. L’equity diventa così lo strumento tipico di repressione degli abusi dei diritti riconosciuti dal common law, correggendo si il common law, ma al tempo stesso senza contraddirlo, e senza negare il carattere principale del common law, che ne rimane la base. In definitiva, l’equity è l’eccezione che subentra quando di quei diritti si fa un abuso.

Si dice comunemente che il trust sia l'equivalente anglosassone del nostro mandato fiduciario di diritto continentale; ma le differenze sono molto profonde: nel mandato fiduciario infatti la proprietà dei beni appartiene solo formalmente al fiduciario, che si obbliga ad obbedire a tutte le disposizioni del fiduciante, ivi compreso l'eventuale ordine di restituzione degli stessi. Nel trust invece il trustee è pieno proprietario del bene in trust vincolato nell'esercizio del proprio diritto dalle disposizioni contenute nell'atto di trust da esercitare nell'interesse del beneficiary. Il trustee può alienare, permutare, fittare, dare a garanzia i beni in trust (alle condizioni del disponente e se ciò è funzionale alle volontà espresse nell'atto di trust dallo stesso disponente). Rispetto ad un pieno proprietario egli non può distruggere la cosa ("salva substantia rerum"). La piena proprietà del trustee giustifica l'uso dello strumento ai fini di protezione e pianificazione successoria. Il contraltare della protezione del bene in trust è la compressione del diritto di proprietà subita dall'apposizione di un vincolo a tutela di interessi riconosciuti legittimi. Il trust dà garanzia di tutela giurisprudenziale ad un rapporto di fiducia che tipicamente è fuori dal mondo delle leggi.

Si noti inoltre che il settlor (cioè l'originario pieno proprietario dei beni) può istituire in testamento il trust. Il trust ha pertanto molte più analogie con l'istituto del fedecommesso che con il mandato fiduciario.

All'apertura della successione si crea quindi un trust: l'avvocato Caio diviene trustee, mentre Sempronio diviene beneficiary. Tutti i rapporti giuridici vengono intestati a Caio, il quale diviene pertanto proprietario degli immobili, intestatario dei conti bancari, e così via, mentre Sempronio ha, secondo le regole del trust del modello inglese, la "equitable ownership"; secondo le regole giuridiche italiane, un diritto di credito nei confronti di Caio, cioè il diritto di ricevere i beni in trust al compimento del 18° anno di età.

Sempre seguendo l'esempio, Sempronio può godere dell'utilizzo dei beni e percepirne i frutti, mentre Caio -pur essendone proprietario- non può disporne in alcun modo. Al raggiungimento del 18° anno da parte di Sempronio, Caio gli cederà i beni, e Sempronio ne diverrà pieno proprietario.

Ovviamente le disposizioni testamentarie prevederanno che Caio, professionista di fiducia del de cuius, venga adeguatamente retribuito per l'amministrazione dei beni. Può anche essere previsto che i diritti di godimento da parte di Semponio siano adeguatamente limitati: ad esempio egli potrebbe poter ricevere solo un assegno di importo prefissato, mentre i frutti eventualmente eccedenti dovrebbero essere reinvestiti da Caio.

Il trustee può essere, come visto, una persona fisica, un professionista di fiducia del settlor, o anche una persona giuridica come ad esempio un fondo pensione. L'atto costitutivo del trust disciplina gli obblighi e i diritti del trustee e, in caso di pluralità di trustees, i modi di soluzione delle controversie.

Anche il beneficiary può essere una persona fisica o giuridica, un insieme di soggetti determinati anche genericamente e/o non ancora esistenti al momento della costituzione del trust, come spesso avviene nei 'trust costituiti a scopo benefico (es.: "i miei nipoti e pronipoti"; "i poveri del villaggio X"; "i minatori del pozzo n. 14"). Tra i beneficiari può essere ricompreso anche il trustee.

Vi sono tanti possibili utilizzi del trust quanti ne può immaginare la fantasia di un professionista. Il rapporto di trust è una via di mezzo tra una obbligazione ed una "proprietà speciale" che può essere utilizzato per moltissimi motivi. Dire trust è come dire negozio giuridico.

Il suo utilizzo per celare i beneficiari effettivi di somme di denaro proveniente da reato oltre ad essere perseguito penalmente è spesso inefficace e nelle giurisdizioni che conoscono il trust da secoli la casistica giurisprudenziale dimostra che esso non è utilizzato più di società di capitali, società anonime, Anstalt, stiftung, od altre forme di enti fiduciari. Al contrario i più grandi patrimoni (come la corona inglese) sono in trust a dimostrazione che un istituto giuridico non ha di per se una propensione all'illecito.

La giurisprudenza europea dimostra il favore di tribunali al riconoscimento del trust (legittimo e meritevole) e tra le oltre sessanta sentenze italiane (favorevoli al riconoscimento del trust) nessuna è di condanna o tratta anche velatamente di riciclaggio.

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National Trust (Jersey)

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Il National Trust for Jersey è un'associazione non profit che punta a conservare e salvaguardare i luoghi di interesse storico, estetico e naturale nel Jersey. Fondato nel 1936 il Trust, ora è il più grande proprietario terriero dell'isola, occupandosi di oltre 130 luoghi, infatti cura circa 1.000 vergée (2 km²; 500 acri circa) di terra con 16 costruzioni storiche, queste terre e costruzioni sono gestite secondo le politiche di conservazione allo scopo di assicurare la loro conservazione permanente a favore dell'isola.

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In Rock We Trust

In Rock We Trust è il sesto album in studio dei Y&T, uscito nel 1984 per l'Etichetta discografica A&M Records.

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National Trust (Giappone)

Il Japan National Trust (日本ナショナルトラスト) è un'organizzazione non profit che lavora per conservare e proteggere l'eredità dei monumenti storici in Giappone.

Nel 1964, viene stampato un articolo, Distruzione della natura scritto dal romanziere Jirō Osaragi (大仏次郎) (4 ottobre, 1897–30 aprile, 1973), dove ha descritto l'attività del British National Trust. La fondazione Fondamento Scenico Di Conservazione Delle Risorse (観光資源保護財団) è stata fondata nel 1968. Poi successivamente cambia nome e diventa Japan National Trust. Possiede e gestisce 6 proprietà e 5 centri di eredità storica, sin da quando è stata creata ha completato i 200 progetti di indagine e dozzine dei progetti di conservazione.

Il Japan National Trust ha gli stessi diritti di visita reciproci degli altri National Trust in altri paesi.

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National Trust (Guernsey)

Il National Trust of Guernsey è un'associazione che mira a conservare ed aumentare la bellezza, delle costruzioni storiche ed eredità del Guernsey. Originalmente fondata nel 1960, l'associazione è diventata The National Trust of Guernsey nel 1967. Ora possiede 75 proprietà.

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Source : Wikipedia