Trino

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Inviato da david 02/05/2009 @ 18:10

Tags : trino, piemonte, italia

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Trino

Trino - Stemma

Trino (in piemontese Trin) è un comune di 7806 abitanti in provincia di Vercelli. Sorge 15 km a sud-ovest del capoluogo, poco discosto dalla riva sinistra del Po ed ai piedi delle colline del Monferrato.

È il terzo comune della provincia per estensione territoriale (il quinto per popolazione), dopo Vercelli ed Alagna. Nei secoli passati, la città fu più volte al centro di importanti manovre militari e politiche; nel XVII secolo fu anche elevata a Provincia sotto i Savoia.

A Trino venne introdotta per la prima volta, attorno al XV secolo, la coltivazione del riso che a tutt'oggi riveste un ruolo fondamentale nell'economia di tutta la regione. Tra gli ospiti illustri va ricordato Camillo Cavour che a Trino possedeva un'azienda agricola - tenuta di Leri (oggi frazione Leri Cavour) - dove amava ritirarsi ed è stato anche consigliere comunale della città.

In territorio trinese sorgono due centrali elettriche: una nucleare ed una a ciclo combinato. La prima, costruita negli anni '60, fu per lunghi anni uno dei più avanzati impianti nucleari del mondo, ed è attualmente in fase di smantellamento.

Il vasto territorio ospita il "Parco Naturale della Partecipanza dei Boschi", raro esempio italiano di bosco planizio ed unico residuo di come la pianura padana si presentasse prima della terraformazione operata nei secoli a fini agricoli.

Colpita duramente dall'alluvione del 1994, e più ancora da quella del 2000, la città ha saputo reagire grazie alla "storica testardaggine dei trinesi" e da pochi anni sta conoscendo una nuova fase di sviluppo economico e demografico.

Il primo insediamento è di probabile origine celtica. Il toponimo originario, "Rigomagus", significa infatti "mercato del re" in tale lingua.

Dal II secolo a.C. Rigomagus fu sede di una mansio romana (una stazione di posta, citata nell'Itinerarium Burdigalense) di una certa importanza, strategicamente posizionata in prossimità del guado sul fiume Po, ed all'incrocio tra le vie militari che univano la Civitas Taurini (Torino) con Ticinum (Pavia) ed in seguito Augusta Praetoria (Aosta) con la Civitas Asta (Asti).

Fuori dall'abitato di Trino, in un sito che ancora mantiene l'antica denominazione di Insula in quando era circondato da due rami del Po, sorge la chiesa di San Michele. Le origini della pieve risalgono ad epoca altomedievale: le prime testimonianze scritte sono del X – XI secolo, ma si può ragionevolmente ipotizzare che essa sia stata edificata su di un precedente edificio sacro, dal momento che il sito era abitato fin dall' età romana, ed era protetto da una cinta muraria (come evidenziato da scavi archeologici). Nonostante i molteplici interventi successivi, la chiesa mantiene il suo sobrio stile romanico assunto nel XII secolo. Perse verosimilmente importanza quando l'abitato di concentrò nella zona in cui è posta la duecentesca parrocchiale di San Bartolomeo. Non per questo l'antica pieve, cara alla devozione popolare, fu del tutto abbandonata. La facciata con il prònao antistante alla porta d'ingresso, rappresenta un rifacimento del XVIII secolo. L'interno è a tre navate, con quella centrale rialzata rispetto a quelle laterali. Nel presbiterio sono state riportate alla luce frammenti di affreschi del XII secolo di grande rilievo storico ed artistico: sono visibili una Crocifissione e Scene della vita di San Michele; in essi l'artista si dimostra aggiornato sulla pittura romanica che si stava affermando in Lombardia.

La chiesa, a tre navate con volte e crociera, con un autero campanile gotico, fa parte del complesso del convento dei frati domenicani (che oggi ospita la biblioteca civica e l’archivio storico comunali). La struttura gotica della chiesa è stata modificata da una facciata neo classica e, all’interno, e con l’aggiunta di cappelle. Una di esse è dedicata alla Beata Maddalena Panattieri nata e vissuta a Trino (1443 – 1503), che qui veniva a pregare. Sempre facente parte del convento domenicano, a pochi passi dalla chiesa, si trovano i resti suggestivi dell’antico chiostro quattrocentesco.

La chiesa, edificata nel XVIII secolo, in stile barocco, presenta una bella facciata in cotto. All'interno, dietro all'altare, è posta una pregevole tela di Pier Francesco Guala. La seconda cappella a destra contiene la tomba della Beata Arcangela Girlani nata a Trino nel 1460.

A Lucedio, frazione del comune di Trino, sorge l'abbazia di Santa Maria fondata nel primo quarto del XII secolo ad opera di alcuni monaci cistercensi su terreni donati loro dal marchese Ranieri I del Monferrato e diventata nei secoli successivi una delle più prestigiose abbazie del Piemonte, per la rilevanza del patrimonio di terre coltivate e come centro di spiritualità.

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Uno e Trino

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Uno e trino (1995) è un romanzo scritto da Tullio Solenghi.

Questo libro è stato scritto in seguito allo scioglimento del Trio, avvenuto nel 1994, e racconta l'intera esperienza del Trio formato, oltre che da Solenghi stesso, da Anna Marchesini e Massimo Lopez.

L'autore segue un ordine cronologico, partendo dalla propria esperienza giovanile al Teatro di Genova, fino all'incontro (separatamente) con gli altri due componenti del Trio.

Da qui inizia il racconto delle numerose esperienze televisive, radiofoniche e teatrali insieme, a partire da Helzapoppin Radiodue (1982) fino a I promessi sposi (1990).

Il libro offre numerosi racconti delle esperienze del Trio, intervallati dai "copioni" dei più famosi sketch del Trio : il Telequiz con Massimo Lopez nelle vesti di Mike Bongiorno, il processo per l'omicidio in casa Smith, l'imitazione di San Remo che causò tante polemiche a Sanremo 1989,...

Un discreto spazio all'interno del libro è dedicato al racconto della vicenda dello sketch su Reagan e Khomeini. Lo sketch incriminato, proposto dal Trio a Fantastico 7, vedeva Massimo Lopez nei panni di Ronald Reagan, Solenghi in quelli dell'Ayatollah Khomeini con un improbabile accento toscano e la Marchesini nel ruolo della madre di Khomeini, la sora Khomeines. In seguito a questo sketch l'Iran accusò l'Italia di vilipendio e Solenghi stesso ricevette minacce di morte.

Il libro lascia spazio anche a qualche confessione personale dei tre componenti del Trio, e si conclude con una riflessione personale di Solenghi sullo scioglimento del Trio.

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Stazione di Trino Vercellese

La Stazione di Trino Vercellese, sorge sulla linea che collega Chivasso-Casale Monferrato-Alessandria, rete secondaria interamente piemontese gestita da RFI. I treni hanno cadenza regolare ad ogni ora, ed il traffico passeggeri è più che discreto; la stazione è dotata di 3 binari passanti,prima e dopo l'ingresso in stazione i 3 binari si congiungono in unico binario. Si fermano tutti i treni provenienti da ambo le direzioni.

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Energia nucleare in Italia

Lo sfruttamento dell'energia nucleare in Italia per la produzione di energia elettrica risale ai primi anni 60 (nel 1966 l'Italia figurava come il terzo produttore al mondo, dopo USA e Regno Unito) ma fu solo verso la metà degli anni 70 che venne effettuata una decisa svolta in questa direzione: è del 1975 infatti il varo del primo Piano energetico nazionale (PEN) che prevedeva, appunto un forte sviluppo di tale fonte. In aggiunta alle precedenti centrali di Latina, Sessa Aurunca e Trino si cominciarono dunque a costruire quelle di Caorso e Montalto di Castro e il secondo reattore della centrale di Trino (che sarebbe stato, fra l'altro, il primo del Progetto Unificato Nucleare).

Tuttavia nel 1987, dopo la forte impressione creata nell'opinione pubblica dal Disastro di Chernobyl, l'Italia, con votazione tramite referendum, abbandonò lo sviluppo di tale fonte energetica.

È da notare che il testo dei tre referendum relativi a tale questione non vietava in modo esplicito la costruzione di nuove centrali (e men che meno imponeva la chiusura di quelle esistenti o in fase di realizzazione) ma si limitava ad abrogare i cosiddetti "oneri compensativi" spettanti agli enti locali sedi dei siti individuati per la costruzione di nuove centrali nucleari (nonché la norma che concedeva al CIPE la facoltà di scelta dei siti stessi in presenza di un mancato accordo in tal senso con i Comuni interessati) e a impedire all'Enel di partecipare alla costruzione di centrali nucleari all'estero.

Nonostante ciò, il risultato dei referendum fu lo stesso interpretato dalla classe politica come un "non gradimento" della maggioranza dei cittadini italiani all'utilizzo in Italia dell'energia nucleare a fini di elettro-generazione.

Vennero chiuse le tre centrali funzionanti (quella del Garigliano era già stata fermata per raggiunti limiti di età) e riconvertite quelle in costruzione di Montalto di Castro e Trino-2 (per quest'ultima era stato solo individuato e terraformato il sito, poi impiegato per la costruzione di un impianto a gas a ciclo combinato da 700 MW, entrato in funzione nel 1997).

La mancata produzione di energia elettrica da fonte nucleare fu compensata con l'aumento dell'utilizzo di combustibili fossili (in particolare carbone e gas ma anche olio combustibile) e con l'incremento delle importazioni (passate dal 10,31% dell'energia elettrica richiesta nel 1987 al 12,85% del 2007, in gran parte ottenute dalla Francia e dalla Svizzera, paesi che, peraltro, sono in grado di esportare energia grazie alla loro produzione elettronucleare).

Il dibattito relativo (mai sopito del tutto) si è riaperto con forza dopo il black-out del 2003 fino a portare alla decisione del Governo del 2008 di ripristinare in Italia una capacità nucleare a fini di elettro-generazione.

A tal proposito il ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola, dopo aver definito la rinuncia al nucleare "un terribile errore, il cui costo ammonta in totale a oltre 50 miliardi di euro", ha proposto di costruire 10 nuovi reattori con l'obiettivo di aumentare l'incidenza del nucleare nelle forniture dell'Italia dall'attuale 10% al 25% circa nel 2030. La nuova politica annunciata dal governo italiano intende in tal modo ridurre la dipendenza energetica dall'estero, tagliare le emissioni di gas serra e abbassare il costo dell'energia elettrica all'utente finale.

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Source : Wikipedia