Tozeur

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Tags : tozeur, tunisia, africa, esteri

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I treni di Tozeur

I Treni di Tozeur è una canzone composta da Franco Battiato, Giusto Pio e Rosario Cosentino.

Con questa canzone, cantata in duo da Battiato e da Alice, nel 1984 l'Italia partecipò all'Eurofestival raggiungendo il quinto posto con 70 punti. Nelle votazione ricevette dodici punti da Spagna e Finlandia.

L'omonimo 45 giri, sempre nella versione eseguita in duo, risultò al ventesimo posto tra i più venduti del 1984.

Battiato ne inserì successivamente una versione solista nel suo album Mondi lontanissimi del 1985. Nella raccolta destinata al mercato anglosassone Echoes of Sufi Dances ne compare una versione in inglese, con il titolo di The Trains of Tozeur e in una raccolta in lingua spagnola, Ecos de Danzas Sufi, viene eseguita una versione in castigliano intitolata Los trenes de Tozeur. Entrambe le versioni sono interpretate dal solo Battiato.

Alice ne ha prodotto invece una versione con un arrangiamento totalmente diverso, includendola negli album Elisir e Personal Jukebox. La versione in duo è rimasta per quasi vent'anni inedita su album ed è poi comparsa su CD nella raccolta Alice Studio collection.

La canzone fa riferimento a Tozeur, cittadina tunisina, una delle prime oasi nel deserto dopo Dus. La città è circondata da un lago salato (cit. «distese di sale...») le cui esalazioni in estate portano i viandanti a vedere miraggi. Se un tempo si parlava di carovane nere all'orizzonte oggi quei miraggi possono essere visti appunto come treni all'orizzonte.

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Governatorato di Tozeur

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Il Governatorato di Tozeur è uno dei 24 governatorati della Tunisia. Venne istituito nel 1980 e si trova nella parte sudoccidentale del paese, al confine con l'Algeria; suo capoluogo è Tozeur.

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Tunisia

Tunisia - Bandiera

La Repubblica Tunisina (in arabo الجمهورية التونسية, ovvero "al-Jumhūriyya al-Tūnusiyya"), o Tunisia , è uno Stato del Nordafrica bagnato dal mar Mediterraneo e confinante con l'Algeria ad ovest e la Libia a sud e a est. Si ritiene che il suo nome, Tūnus, abbia origine dalla lingua berbera, con il significato di promontorio, o, più probabilmente, "luogo in cui passare la notte" (si può osservare la corrispondenza con un altro toponimo nordafricano dell'antichità, Tuniza, odierna La Calle, Algeria).

La Tunisia è il più orientale e più piccolo dei tre Stati disposti lungo la catena montuosa dell'Atlante. È anche uno degli Stati del Maghreb, come la Mauritania, il Marocco, l'Algeria e la Libia. La sua capitale, eccentrica rispetto al resto del territorio nazionale, è Tunisi, nel nord del paese.

Il 40% della sua superficie è occupato dal deserto del Sahara, mentre gran parte del territorio restante è composta da terreno particolarmente fertile e circa 1.300 km di coste facilmente accessibili. Entrambi questi fattori giocarono un ruolo importante in epoca antica, prima con la fondazione della famosa città fenicia di Cartagine, e successivamente con l'istituzione della provincia romana dell'Africa, quando divenne dopo la Sicilia uno dei granai dell'Impero Romano.

Il paese possiede una rete idrografica scarsamente sviluppata. Il fiume Mejerda, lungo 365 km, nasce in Algeria ma si snoda per ¾ del suo percorso in territorio tunisino prima di sfociare a nord di Tunisi. Nella fertile vallata della Mejerda si concentrano le attività agricole del paese. Unico bacino lacustre di rilievo è il lago di Biserta.

Il clima si presenta mediterraneo sulle coste, con inverni miti e umidi ed estati calde e secche, mentre è di tipo semi-desertico o desertico nell'interno, con temperature estive molto elevate e precipitazioni scarse. La calura estiva è comunque limitata dalle brezze marine (solo sulle coste), mentre quando il vento (ghibli) soffia dal deserto, la temperatura può diventare opprimente.

Nonostante la maggioranza (il 98%) dell'odierna popolazione tunisina parli arabo e si identifichi nella cultura araba, sarebbe errato dedurne una origine etnica proporzionale. Al contrario, analisi genetiche condotte tra popolazioni berberofone e arabofone della Tunisia e del Nordafrica hanno mostrato un'unità di fondo nordafricana in cui apporti esterni sono trascurabili, per cui a rigore la massa della popolazione è di etnia berbera anche se arabizzata.

Un altro strato di popolazione che si trova nel paese è quella di origine ebraica, concentrata per lo più a Tunisi e Jerba, e molto ridotta dal momento in cui il paese ha ottenuto l'indipendenza dalla Francia.

La maggior parte della popolazione parla arabo. Molto parlato è anche il francese, soprattutto nelle città; in alcune località del sud e dell'isola di Djerba è ancora parlato il berbero.

Circa il 98% della popolazione è di religione musulmana. Oltre alla minoranza di fede ebraica (1%), è presente anche una piccola componente di credenti di fede cristiana (1%), per lo più discendenti di coloni francesi ed italiani.

La Tunisia è stata abitata fin dalla preistoria: la presenza umana è documentata fin dal paleolitico. I suoi primi abitanti noti furono tribù berbere. Sintetizzando millenni di storia tunisina bisogna ricordare lo scontro fra le due etnie dei berberi sedentari e degli arabi nomadi, avvenuto fra il XII e il XIV secolo. Il rapporto fra queste due culture, sul piano del potere politico, è stato sempre squilibrato a favore della cultura sedentaria. I berberi sono tuttora una piccola minoranza di 50.000 persone. Nel 814 a.C. fu fondata Cartagine per mano dei fenici; dopo le Guerre Puniche Cartagine passò sotto la conquista romana, dove conobbe un periodo di grande prosperità: si sviluppano l' agricoltura e l' urbanizzazione.

A metà del VII secolo inizia la penetrazione degli arabi e della loro nuova religione, l'Islam. Sono necessarie ben cinque spedizioni, la prima nel 647, la seconda nel 661, la terza nel 670, la quarta nel 688, la quinta nel 695 e la sesta nel 698-702, per strappare il paese ai Bizantini e insediarvisi stabilmente, spezzando anche la resistenza dei Berberi. Proprio nel 670 gli invasori arabi fondano Qayrawan (francesizzata in Kairouan).

Con la conversione dei Berberi all'Islam (702), la conquista diviene politicamente irreversibile e l'antica Provincia Africa diviene Ifriqiya nella lingua dei nuovi dominatori. Malgrado il popolo berbero avesse adottato la religione degli invasori, non fu mai disposto ad accettarne il dominio, tanto da aderire in massa al Kharigismo e a iniziare una serie di rivolte che durarono fino all'arrivo dei Turchi ottomani.

Dopo la dinastia degli Aghlabidi, soggetta ai califfi sunniti (IX secolo), proprio l'Ifriqiya vede la nascita (909) della dinastia sciita dei Fatimidi (fondatori arabi di Mahdiyya (attuale Mahdia), loro prima capitale, nel 921), che poi occuperà anche l'Egitto, dove si trasferirà (972) lasciando il potere locale alla dinastia berbera degli Ziridi, che mirando all'autonomia dei berberi rompono con i fatimidi nel 1048 ma vengono sconfitti nel 1053. Solo a partire da questa data l'arabo comincia a prevalere sul berbero.

Nella prima metà del XII secolo le città della costa sono spesso occupate dai normanni del Regno di Sicilia. Nel 1159-1160 tutta la regione cade sotto il dominio degli Almohadi, berberi provenienti dal Marocco e dall'Algeria, che unificano tutto il Maghreb. Tuttavia, già nel 1228 se ne rende autonoma la dinastia berbera degli Hafsidi, che regnerà fino al XVI secolo, quando, in risposta alle crescenti pressioni del Regno di Spagna, si realizza gradualmente la conquista da parte dei turchi Ottomani.

Nel 1574 la Tunisia è annessa all'Impero ottomano; tuttavia, gli ottomani saranno sempre pochi e costretti a delegare il potere amministrativo a notabili locali, riservandosi l'autorità militare. Nel 1705 viene fondata la dinastia Husaynide (o Husseinide), il cui esponente regnerà come Bey di Tunisi fino al 1957.

Dal 1881 al 1956 la Tunisia, pur formalmente retta dal Bey, è soggetta al protettorato francese. Il 12 maggio 1881 viene firmato il Trattato del Bardo: la Francia, già da 50 anni installata in Algeria, batte sul tempo le mire dell'Italia, che contava la colonia europea più numerosa. Il protettorato francese mira a investire nello sfruttamento delle risorse naturali (agricole e minerarie) e quindi a sviluppare le reti di trasporto (stradale, ferroviario e navale). La resistenza anticoloniale dura praticamente per tutti i 75 anni di dominazione francese, alimentata e poi diretta dagli allievi delle prime scuole e università moderne. La guida il partito liberale costituzionale (Hizb al-Hurr al-Dusturi), o Destour (Dustūr in turco-arabo significa "Costituzione"), fondato nel 1920, poi soppiantato dal più radicale Néo-Destour, fondato nel 1934 (dal 1964 Partito socialista costituzionale); nel 1938 il governo francese proclama lo stato d'assedio.

La Seconda guerra mondiale coinvolge la Tunisia dal giugno 1940 al maggio 1943. In seguito alla sconfitta francese da parte dei nazi-fascisti, in base al Secondo armistizio di Compiègne (22 giugno 1940) la Tunisia fa parte del regime di Vichy. Dall'ottobre-novembre 1942 la Tunisia viene occupata dai nazi-fascisti in quanto si trova al convergere dell'avanzata americana dal Marocco e dell'avanzata britannica dall'Egitto. L'11-13 maggio 1943, al termine di un'epica ritirata iniziata ad El Alamein e conclusasi con la difesa di Capo Bon, il 5° gruppo corazzato Nizza Cavalleria, non informato dai tedeschi della propria improvvisa decisione di arrendersi e bombardato ininterrottamente dall'aviazione nemica, deve a sua volta alzare bandiera bianca; i britannici ammirati concedono ai comandanti Battistini e Baldissera di passare per l'ultima volta in rassegna il reggimento.

Secondo la Costituzione del 1° giugno 1959 (emendata dal 1° giugno 2002 per creare il bicameralismo), la Tunisia è una repubblica presidenziale fortemente squilibrata a vantaggio dell'esecutivo.

Il potere esecutivo è concentrato nel Presidente della Repubblica (i cui poteri costituzionali sono stati ulteriormente rafforzati nel 1988, 1997 e 2002), che lo esercita con l'assistenza di un Primo ministro e di più ministri, tutti di sua nomina e revoca. Il governo ha ampi poteri regolamentari. Il Presidente della Repubblica è eletto ogni 5 anni a suffragio universale ed è rieleggibile senza limiti purché abbia meno di 75 anni. Della pubblica amministrazione, incluse le forze armate e dell'ordine, dispone il Presidente. In quanto garante dell'indipendenza nazionale, dell'integrità del territorio e del rispetto della costituzione e delle leggi può attribuirsi poteri speciali in caso di pericolo imminente.

Costituzionalmente indipendente, la magistratura non lo è di fatto: il Presidente nomina e rimuove i magistrati su proposta del Consiglio superiore della magistratura da lui integralmente nominato e presieduto. Solo il Presidente può adire il Consiglio costituzionale.

La Tunisia è suddivisa in 24 governatorati (wilayāt), che prendono il nome dalle città capoluogo. Ciascun governatorato è retto da un governatore nominato dal Presidente. I governatorati sono a loro volta suddivisi in "delegazioni", che raggruppano diversi comuni o "consigli rurali". La più piccola suddivisione amministrativa è l'imadat.

Le città principali sono la capitale Tunisi, importante centro economico amministrativo e turistico, Hammamet, Jerba, Tabarka, Susa, importanti città turistiche e bagnate dal mare, Sfax, industriale, Kairouan, la capitale religiosa, Biserta, Gabès, Tozeur, ultima città prima del deserto.

Grazie alla stabilità politica, ai bassi costi di produzione, e ad una forte disponibilità ad accogliere investimenti stranieri, l'economia tunisina procede ad un buon tasso di crescita (+6,3% stimato per il 2007).

I principali partners commerciali della Tunisia sono, nell'ordine: Francia, Italia, Libia, Germania, Belgio, Spagna (dati 2003).

Il tasso di disoccupazione è alto (14,1%, stime 2007), anche a causa dell'alta natalità (crescita annua dell'0,99%), che fa sì che la metà della popolazione abbia oggi meno di 15 anni. Anche per questo, la Tunisia è uno dei paesi mediterranei a forte emigrazione, e l'Italia, da cui la separano solo 140 km, è la prima destinazione dei migranti tunisini, almeno in transito: in Italia i cittadini tunisini con permesso di soggiorno erano oltre 53 mila al 1º gennaio 2002.

Negli ultimi anni ha dimostrato di avere un'ottima nazionale di calcio con buoni giocatori militanti anche all'estero, dimostrando di essere una delle migliori squadre africane. La Tunisia nel 2004 vinse come paese ospitante tra l'altro la tanto auspicata Coppa delle Nazioni Aficane battendo in finale il Marocco per 2-1.

I piatti principali della gastronomia tunisina sono il cous cous, il tajine, la Molokheja, la Mechouia e le Briq. Fra i dolci si annoverano le samsa, le Adlia, i Baklawa, i Kaak Anbar, i Kaak Tressé, i Mlabes, i Machmoum, i Miniardise Jiljlane e i Makroud.

Relativamente alle bevande, la Tunisia produce sia vini bianchi che rossi.

Per quanto riguarda i liquori, sono prodotti localmente il Thibarine ed il Boukha; esiste poi una bevanda chiamata Laghmi che consiste in linfa di palma estratta e servita senza alcun trattamento.

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Delegazione (Tunisia)

Una delegazione (in francese délégation, in arabo معتمدية) in Tunisia è una circoscrizione amministrativa di secondo livello, intermedia tra il governatorato e il settore (imada).

Le delegazioni sono ulteriormente divise in municipalità (shaykhats).

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Alice (cantante)

Durante un concerto nel 2009

Alice - nome d'arte di Carla Bissi - (Forlì, 26 settembre 1954) è una cantante italiana.

Alice inizia la carriera giovanissima, con il suo vero nome, partecipando a vari concorsi per nuovi talenti: il primo di cui si ha notizia è Fuori la voce, tenutosi a Cesenatico nell'agosto 1967, in cui la non ancor tredicenne Bissi riesce a farsi notare e ad ottenere il primo trafiletto su uno dei più prestigiosi settimanali italiani specializzato in musica beat e pop, Giovani.

Nel 1971 vince il Festival di Castrocaro con una personalissima interpretazione di Tanta voglia di lei, classico dei Pooh; la stampa le attribuisce un soprannome grazie ai suoi grandi occhi scuri, la cerbiatta di Forlì.

L'anno successivo partecipa di diritto al Festival di Sanremo con la canzone Il mio cuore se ne va, ma non riesce ad arrivare in finale. La cantante affermerà più volte che il pezzo non la entusiasmava già allora. Sempre nel 1972, con il brano La festa mia (scritto da Franco Califano), viene premiata con la "Gondola d'Argento" alla Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia.

Per qualche tempo se ne perdono le tracce, ma nel 1975 pubblica per la CBS il suo primo album, La mia poca grande età, col nome di Alice Visconti. Seguono due singoli quali Io voglio vivere e Piccola anima, che entra in classifica. Nel 1977 viene pubblicato un secondo Lp intitolato Cosa resta... un fiore, da cui vengono estratti altri due singoli (…E respiro e Un'isola): le interpretazioni sono già convincenti, la voce presenta già un timbro molto particolare e i caratteristici toni bassi, lei è anche avvenente, ma ancora non basta del tutto.

Nel 1980 Alice perde il cognome Visconti, firma per la EMI e si affianca ad un nuovo team di lavoro, col produttore Angelo Carrara, lo stesso di Franco Battiato: dall'incontro con quest’ultimo, la giovane cantante inizia a perfezionarsi nella composizione delle sue canzoni ed è assieme a Battiato e a Francesco Messina che firma Il vento caldo dell'estate, suo primo vero successo che la spinge nelle zone alte dell'hit-parade. Esce anche un album dal titolo Capo Nord: chiaramente riconoscibile il tocco di Battiato presente come autore e negli arrangiamenti, particolarmente all'avanguardia.

Nel 1981, Alice promuove assieme a Battiato e a Giusto Pio un altro pezzo dal piglio deciso e cioè Per Elisa, che come confermerà la stessa Alice nel corso di una delle sue rarissime interviste, è giocato sulla tematica della tossicodipendenza: Battiato suggerisce ad Alice di presentarlo al Festival di Sanremo e contro ogni pronostico la canzone si classifica al primo posto. Il singolo raggiunge il terzo posto in hit-parade.

Parte il suo primo tour europeo, e Per Elisa, assieme all'album Alice (uscito alcuni mesi dopo il Festival)frutto ancora una volta della composizione e della musica di Battiato, vengono pubblicati con successo anche in Germania, dove sin da subito l'artista raggiunge una discreta popolarità: si può dire che Alice abbia venduto più dischi in Germania che in Italia.

Nell'estate del 1981, infatti, Alice ottiene un'altra importante affermazione col brano scritto da Battiato Una notte speciale che rimane nelle chart tedesche per ben due anni.

Nell'estate 1982 esce il singolo Messaggio, che raggiunge il quarto posto in hit-parade e che conferma l'immagine elegantemente incisiva di Alice presso il grande pubblico: autore ancora una volta è Battiato, che si cela sotto lo pseudonimo di Kui. Nello stesso anno, Alice e Battiato duettano nel brano Chan-son egocentrique, ennesimo singolo di successo tratto dall'album Azimut.

Nel 1983 vince in coppia con la collega Nada la manifestazione televisiva Azzurro. In Autunno esce il nuovo Lp Falsi allarmi, dove spicca Notte a Roma, mentre il primo singolo estratto è Il profumo del silenzio.

Nel 1984 Alice è ancora protagonista di nuovi successi in ambito europeo: vende oltre un milione di copie duettando col cantautore tedesco Stefan Waggershausen nel brano Zu nah am feuer, e partecipa all'Eurofestival a Lussemburgo in coppia con Franco Battiato presentando la memorabile I treni di Tozeur e classificandosi al quinto posto nella rassegna. Il brano scala quindi le classifiche raggiungendo il terzo posto della hit-parade, rimanendo a oggi il suo singolo più venduto in Italia.

Nel 1985 pubblica l'album Gioielli rubati, registrato tra Milano e il Power Station di New York, per l'ultima volta con la produzione di Angelo Carrara. Si tratta di un tributo a Franco Battiato arrangiato con la collaborazione di Roberto Cacciapaglia: tra le riletture spicca la sua personalissima interpretazione di Prospettiva Nevski, il singolo estratto. L'album entra in classifica anche in paesi come Austria e Germania; Alice ottiene il prestigioso Premio Tenco quale migliore interprete dell'anno.

Nel 1986 la svolta è rappresentata dall'album Park Hotel, primo frutto del sodalizio artistico e personale con Francesco Messina, che in questo periodo si occuperà della produzione molti dei lavori di Alice pur rimanendo viva la collaborazione con Battiato-Pio. Nell'album hanno suonato musicisti eccezionali come Jerry Marotta, Phil Manzanera, Tony Levin e Lory Pallot ex bassista dei Fenomenals. L'interesse del pubblico nei suoi confronti sembra ora essere maggiore all'estero, più che in Italia: infatti Park Hotel riesce a piazzarsi nelle top 20 degli lp più venduti in molti paesi europei come Austria, Germania e Svezia.

Nel 1987 la cantante realizza Elisir (Premio della critica sempre in Germania): l'album raccoglie alcuni brani tratti dai precedenti lavori rivisitati attraverso nuovi arrangiamenti, e due inediti. Vince in Germania il "Goldene Europa" (DE) per i successi ottenuti in terra tedesca e altri paesi, mentre in Giappone esce un'altra raccolta, Kusumakura, che attinge proprio dagli ultimi due Lp. Nello stesso anno l'artista si avvicina ad un repertorio ancora più colto attraverso alcuni concerti (come quello tenuto alla Sala Verdi del Conservatorio di Milano) con l'accompagnamento al pianoforte di Michele Fedrigotti, in cui Alice esegue brani di Satie, Fauré e Ravel: l'album Mélodie passagère (1988) è il risultato di quest’esperienza.

Nel 1989 Alice pubblica Il sole nella pioggia, album-capolavoro che apre le porte ad una dimensione maggiormente spirituale e che per questo si avvale dei testi scritti da Juri Camisasca (già autore tre anni prima di Nomadi). Spiccano Tempo senza tempo, L'era del mito e una splendida Anìn à gris, probabilmente un omaggio al Friuli dove l'artista vive tuttora. Visioni è il singolo estratto: l'album rimane in classifica per diverse settimane. Partecipano, tra gli altri, anche Paolo Fresu, Steve Jansen e Richard Barbieri (ex Japan), Dave Gregory degli XTC, John Hassell, Kudsi Erguner. Inoltre Alice duetta con Peter Hammill in Now and Forever a conclusione dell'album. Seguirà l'ennesimo tour europeo, nel 1990.

Nel 1992 esce Mezzogiorno sulle Alpi, album più ermetico in cui l'artista raggiunge il punto più alto fino a quel momento della propria maturità artistica, e in cui interpreta anche La recessione, un testo di Pier Paolo Pasolini musicato da Mino Di Martino. Segue una lunga tournée europea che accresce la schiera di prestigiosi collaboratori internazionali, musicisti quali Danny Thompson, Gavin Harrison, Jakko Jakszyk dei Level 42.

Sono lontani i tempi dei successi di classifica: l'artista ha scoperto un equilibrio che le permette di produrre musica di qualità mantenendo un discreto numero di ammiratori senza farsi contagiare dallo show-business. A maggio del 1994 è protagonista di alcuni concerti con l'orchestra sinfonica di Arturo Toscanini per il progetto Art & Decoration che comprende musiche di Fauré, Ravel, Ives, Montsalvage e altri: il progetto non è mai stato pubblicato su disco.

Dopo aver lasciato la EMI (che nel frattempo aveva pubblicato un remix di Chan-son egocentrique senza la sua approvazione), Alice approda alla WEA con l'album Charade (1995) mantenendosi sulla scia dei lavori precedenti: testi particolarmente introspettivi (i singoli Non ero mai sola e Dammi la mano amore portano la firma dell'artista nuovamente in veste di autrice), melodie essenziali, suoni curatissimi e parecchi musicisti di fama internazionale (Trey Gunn, Steward Gordon, ancora Paolo Fresu, e il California Guitar Trio).

Nel 1996 parte per un'ennesima tournée europea, accompagnata da Robby Aceto, Ben Coleman, Mick Karn e Steve Jansen.

Nello stesso anno partecipa come interprete e co-autrice all'album di Trey Gunn The third star, per quanto concerne il brano omonimo. Il 1997 è un altro anno di collaborazioni, con Francesco Messina e altri nel progetto Devogue, e nell'album Metallo non metallo dei Bluvertigo (Troppe emozioni).

Nel 1998 esce Exit, album in cui viene dato ampio spazio all'elettronica, dove non mancano comunque pezzi degni di nota. Alice firma il brano d'apertura Dimmi di sì, e alcuni altri sempre in collaborazione con Francesco Messina, mentre Open Your Eyes, cantata in duetto con Skye dei Morcheeba, è firmata Juri Camisasca e Peter Hammill. Subito dopo nasce il progetto God is my dj, un percorso attraverso cui l'artista intende ricondursi al sacro tramite la musica all'album apartengono anche canzoni scritte da Battiato: molti concerti in questo periodo sono stati tenuti direttamente nelle chiese. Nel ’99 God is my dj diventa un album.

Nel 2000 Alice partecipa al Festival di Sanremo con un altro brano di Juri Camisasca dal titolo Il giorno dell'indipendenza ed esce il cd Personal Juke Box, in cui vengono inseriti alcuni brani storici riarrangiati unitamente a incisioni più recenti, con tre inediti.

Ma l'artista avrebbe optato per un altro album di cover allo scopo di riportare all'attenzione l'importanza della parola e della poesia nell'attività musicale, cosa che si concretizzerà successivamente nel tour Le parole del giorno prima: il programma spazia da Shakespeare a Pasolini, passando per Leo Ferrè e molti cantautori italiani.

Infatti, l'album che segue, pubblicato per l'etichetta indipendente Nun, viene realizzato nell'intento di riportare la poesia nelle canzoni e si intitola Viaggio in Italia (2003): un omaggio al meglio dei testi scritti da cantautori quali Franco Battiato, autore di alcuni brani, Ivano Fossati (che scrive appositamente La bellezza stravagante), Fabrizio De André, Francesco De Gregori, Francesco Guccini, Giorgio Gaber, considerando per la prima volta anche la produzione battistiana legata ai testi di Pasquale Panella: Alice interpreta, infatti, una bizzarra Cosa succederà alla ragazza ed Ecco i negozi, rinnovando così anche la collaborazione con Morgan (Bluvertigo), con cui aveva reinterpretato tre anni prima Chan-son egocentrique.

Nel 2004 canta il brano Sospesa partecipando insieme a Morgan e altri artisti al progetto degli Zerouno, con la produzione artistica di Luca Urbani.

Tra il 2006 e il 2008 tiene alcuni concerti con il nuovo progetto Lungo la strada, in cui attraverso il proprio percorso musicale, Alice pone l'attenzione su alcuni temi quali l'amore, la guerra, la poesia, la ricerca di se stessi, la fede, costantemente al centro dell'esistenza. Si esibisce con Steve Jansen, Marco Pancaldi e Alberto Tafuri.

La EMI continua a ristampare i suoi vecchi album e a proporre nuove raccolte, nonostante l'ormai lunga assenza della cantante dai principali circuiti musicali.

Il 27 marzo 2009, Alice pubblica il disco dal vivo, intitolato Lungo la strada live, con la sua Arecibo Edizioni Musicali. L'album è distribuito dalla EMI, storica etichetta dell'artista.

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Governatorati della Tunisia

La Tunisia è divisa in 24 governatorati (wilayāt in arabo, gouvernorats in francese), che ne costituiscono la divisione amministrativa primaria. Ciascun governatorato prende il nome dalla sua capitale e la maggior parte sono stati istituiti nel 1956, l'anno dell'indipendenza tunisina.

Ciascun governatorato è retto da un governatore nominato dal Presidente. I governatorati sono a loro volta suddivisi in 264 delegazioni (rette da un delegato) e 264 comuni o municipalità (retti da un presidente). La più piccola divisione amministrativa tunisina è l'imāda (presieduta da degli omda); in totale vi sono 2073 imādāt.

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Municipalità della Tunisia

La municipalità o comune urbano è, in Tunisia, una suddivisione amministrativa di terzo livello, paragonabile ad un comune italiano o svizzero.

La Tunisia conta 262 municipalità censite dall'Institut national de la statistique. La maggior parte di esse possono essere assimilate a città, cioè agglomerazioni polarizzanti uno spazio circostante con funzioni di centro amministrativo, di servizi o industriale. Le caratteristiche demografiche delle municipalità sono molto varie: la più grande è Tunisi, con 728.453 abitanti, e la più piccola Beni M'Tir, con 811 abitanti.

In grassetto sono indicati i capoluoghi dei 24 governatorati della Tunisia.

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Franco Battiato

Franco Battiato

Franco Battiato (Ionia, 23 marzo 1945) è un cantautore, regista, pittore e scrittore italiano.

Personalità fra le più eclettiche, originali ed influenti del panorama artistico/musicale italiano, ha attraversato molteplici commistioni e stili musicali. Dagli inizi romantici, alla musica sperimentale, passando per l'avanguardia colta, l'opera lirica, la musica etnica, il rock progressivo e la musica leggera, attuando frequenti contaminazioni tra questi e con altri ancora fra generi musicali, riuscendo sempre a cogliere un grande successo di pubblico e di critica, avvalendosi sovente di collaboratori d'eccezione come il violinista Giusto Pio e il filosofo Manlio Sgalambro. Non solo la musica, ma anche i testi di Battiato riflettono i suoi molteplici interessi, tra i quali l'esoterismo, la filosofia e la meditazione orientale.

Trasferitosi a Milano nel 1965, pubblica due singoli per la rivista di enigmistica Nuova Enigmistica Tascabile, che proponeva come allegati dischi di canzoni celebri interpretati da cantanti poco conosciuti, che oggi vantano un alto valore collezionistico. In queste due occasioni, l'artista appare col nome di Francesco Battiato.

Il primo, che reca in copertina la foto di Battiato, contiene un brano presentato al Festival di Sanremo 1965 da Beppe Cardile e Anita Harris, L'amore è partito. Il secondo contiene invece una canzone già portata al successo da Alain Barrière: ...e più ti amo, tradotta in italiano da Gino Paoli, brano, tra l'altro, che l'artista ha riproposto nel suo lavoro discografico del 2008 Fleurs 2.

Con Gregorio Alicata suo compaesano, già pianista di Edoardo Vianello ed autore di un certo successo (suo il brano Tremarella, hit degli anni sessanta) forma un duo, "Gli Ambulanti", con un repertorio di canzoni di protesta: si esibiscono davanti alle scuole all'uscita degli studenti, suscitando molta curiosità, ed è proprio in questa fase che vengono notati da Giorgio Gaber (1967), che li presenta alla casa discografica Dischi Ricordi. Il disco però viene bocciato dalla stessa Ricordi dopo un provino in sala d'incisione. A questo punto il duo si scioglie e Battiato decide di continuare da solo.

È proprio Giorgio Gaber che gli procura un contratto con la casa discografica Jolly, inserendosi nel filone di "protesta" che in quel momento andava molto di moda. I primi singoli che incide ufficialmente furono La torre a cui fa seguito Il mondo va così e Triste come me. Ha anche un'esperienza come attore teatrale, recitando in un ruolo di contorno insieme a nomi del calibro di Tino Carraro ed Elsa Merlini, in Molto rumore per nulla di William Shakespeare. Collabora inoltre con Gaber scrivendo la famosa ...e allora dai!, presentata al Festival di Sanremo del 1967 e Gulp Gulp, sigla della trasmissione televisiva Diamoci del tu.

Nel 1968 cambiò casa discografica, passando alla Philips e abbandonando anche il genere di protesta per incidere dischi romantici più immediati e di facile consumo, con la collaborazione del chitarrista Giorgio Logiri (alcune canzoni scritte dai due vengono incise da altri artisti della stessa casa discografica, come ad esempio A lume di candela, cantata da Daniela Ghibli). Registrò due brani che la casa discografica pubblicò soltanto nel 1971 (Vento caldo e Marciapiede) e ottiene un discreto successo con È l'amore, nel quale l'arrangiamento classicheggiante al pianoforte e una voce accorata lascia già intravedere quello che sarà il Battiato futuro. Nel 1969 il catanese partecipò al Disco per l'estate con il brano Bella ragazza (insieme a lui c'era anche un'altra cantante destinata poi alla celebrità, Fiorella Mannoia), ma venne escluso dalla competizione.

Il nome di Battiato appare nel 1972 in un LP di jazz rock progressivo opera del gruppo Osage Tribe ed intitolato Arrow Head. Degli Osage Tribe si ricorda anche il 45 giri, Un falco nel cielo, la cui copertina, raffigurante una testa di bambola con la bocca sanguinante, divenne molto famosa.

Inoltre collabora al disco Area di servizio, inciso da Riccardo Pirolli usando lo pseudonimo "Genco Puro & CO": in questo disco Battiato canta in tre canzoni: Giorno d'estate, Nebbia e Biscotti e the. Fondamentale la partecipazione al disco di Juri Camisasca La finestra dentro, elemento poco conosciuto della musica d'avanguardia di quegli anni.

Dal 1971 si dedicò alla musica sperimentale con ampio uso di elettronica con una serie di album per l'etichetta Bla Bla. Il primo di questi fu Fetus (1972) - con un'altra famosa copertina, all'epoca censurata) - che vendette circa 7000 copie , mentre il successivo, Pollution (1972), ebbe un discreto successo entrando anche in classifica e risultando il 59° album più venduto dell'anno.

I seguenti furono Sulle corde di Aries (1973), Clic (1974) e M.elle le Gladiator (1975). Un brano di questo primo periodo, Propriedad prohibida (1974) viene utilizzato ancora oggi come sigla del programma Tg2 Dossier.

Nel 1975 ha partecipato al progetto progressivo/sperimentale "Telaio Magnetico", per la durata di un piccolo tour nel Sud Italia, insieme a Juri Camisasca, Mino Di Martino, Terra Di Benedetto, Roberto Mazza e a Lino "Capra" Vaccina.

Nel 1976 con la chiusura della Bla Bla passò alla Dischi Ricordi che aveva curato la distribuzione delle ultime produzioni dell'etichetta, e si dedicò all'avanguardia colta con tre album pochissimo venduti ma apprezzati dalla critica. Il primo di questi fu Battiato del 1977. Nel 1978 avvenne l'incontro del cantautore catanese con il violinista Giusto Pio, con cui compose Juke Box, che doveva essere la colonna sonora del film tv Brunelleschi, ma che venne poi rifiutato dai produttori. Infine ultimo album pubblicato con la Dischi Ricordi fu L'Egitto prima delle sabbie (1979). Con L'Egitto prima delle Sabbie, esperimento con un solo accordo ripetuto al pianoforte, si aggiudica nel 1979 il Premio Stockhausen di musica contemporanea. In questo periodo, insieme a Pio, Battiato assume la direzione musicale di alcuni spettacoli di Giorgio Gaber, tra i quali Polli d'allevamento.

Il ritorno alla canzone avvenne nel 1978 con un 45 giri pubblicato usando lo pseudonimo Astra: i due brani, scritti con Pio (ma Battiato utilizzò lo pseudonimo "Albert Kui"), si intitolavano Adieu e San Marco (entrambi con un testo in francese); l'anno dopo Battiato usò la stessa musica di Adieu per Canterai se canterò incisa da Catherine Spaak (come retro di "Pasticcio"), e nel 1989 per la canzone Una storia inventata (contenuta nel disco Svegliando l'amante che dorme di Milva). Il giovane seduto con in braccio una custodia di violino nella copertina del disco è Stefano, il figlio di Giusto Pio.

Licenziato dalla Ricordi per le basse vendite passò alla EMI Italiana nel 1979 e qui continuò il ritorno alla canzone, con echi orientali e senza mai cedere al gusto imperante. Il primo album veramente pop dell'artista catanese è L'era del cinghiale bianco (1979), che però non entrò mai in classifica. L'anno seguente Battiato pubblicò Patriots (1980), che in origine doveva chiamarsi I telegrafi del martedì santo, ma si decise per il titolo attuale in quanto più d'impatto, ottenendo un discreto successo.

Nel 1981 il catanese rilasciò l'album La voce del padrone che riuscì ad arrivare in vetta alle classifiche e risultò, oltre che il disco più venduto del 1982, il primo 33 giri italiano a superare il milione di copie vendute.

Risultati simili all'album precedente vennero confermati da L'arca di Noè (1982), che risultò ancora una volta l'album italiano più venduto, preceduto solamente da Thriller di Michael Jackson. In poche settimane vendette circa 550.000 copie e rimase in classifica per molti mesi. La prima canzone del LP, Radio Varsavia, fece molto discutere i critici e il quotidiano La Stampa, accusò Battiato di avere inserito nel disco "la cultura della nuova destra".

Discreto successo ottenne anche l'album successivo Orizzonti perduti (1983), seppur nettamente inferiore ai precedenti.

Nel 1984 il cantante catanese cantò anche all'Eurofestival in coppia con Alice la canzone I treni di Tozeur, giungendo al quinto posto. Canzone che poi venne inclusa nell'album Mondi lontanissimi del 1985, che raggiunse buoni risultati di vendita.

Battiato tornò poi alla pubblicazione di un disco nel 1988 con Fisiognomica (1988), che vendette oltre 300.000 copie, divenendo uno dei maggiori successi dell'anno. Proprio grazie a questo disco, nel 1989 il catanese venne chiamato dal papa Giovanni Paolo II ad esibirsi in Vaticano, divenendo il primo cantante di musica leggera a tenere un concerto nello stato pontificio.

Il successivo Giubbe rosse (1989) fu il suo primo album live.

Nel 1991 uscì poi Come un cammello in una grondaia, che vendette oltre 25.000 copie. La canzone Povera Patria ricevette inoltre il Premio Tenco e l'album venne eletto miglior disco dell'anno, così come il successivo Caffè de la Paix (1993). L'ombrello e la macchina da cucire (1995), fu l'ultimo album per la EMI, realizzato su testi del filosofo Manlio Sgalambro, che diventò in seguito suo stretto collaboratore.

Parecchi suoi brani sono entrati a pieno diritto nella storia della musica, non solo italiana: basta citare L'era del cinghiale bianco, Il re del mondo, Up patriots to arms, Prospettiva Nevskji, Bandiera bianca, Centro di gravità permanente, Cuccurucucu, Radio Varsavia, Voglio vederti danzare, I treni di Tozeur (con il quale nel 1984 si classifica al quinto posto dell'Eurofestival in coppia con Alice), La stagione dell'amore, La Cura e tanti altri, compreso il celebre Povera patria, una durissima requisitoria contro il potere politico e il potere in generale. Nella sua musica si avverte una profonda e costante ricerca di spiritualità: da citare su tutti E ti vengo a cercare, L'oceano di silenzio e L'ombra della luce.

A partire dal 1994 inizia la collaborazione con il filosofo Manlio Sgalambro e la casa discografica Mercury. Il primo album pubblicato per la casa discografica fu L'imboscata (1996), che ottenne molto successo, tanto da restituire a Battiato la popolarità che aveva negli anni '80. Il successivo Gommalacca (1998), raggiunse il primo posto in classifica e ottenne buone vendite, inferiori comunque a L'imboscata. Nel 1999 uscì poi Fleurs, una raccolta di cover con due brani inediti, che ottenne un grande successo commerciale e rimase in classifica per molte settimane. Successo replicato, seppur in misura leggermente minore, da Fleurs 3. Ultimi suoi lavori sono stati Ferro battuto (2001) e Dieci stratagemmi (2004). Il nuovo duo regala alla magica voce di Patty Pravo, "Emma Bovary" contenuta nell'album della cantante veneziana "Notti guai e libertà". I brani di questo periodo sono meno fruibili, forse di sonorità più ostica per il grande pubblico il quale però continua a non abbandonarlo, a partire dalla famosa La cura (incoronata da un recente sondaggio radiofonico come la più bella canzone d'amore italiana scritta negli ultimi 20 anni), quindi Strani giorni, Shock in my town, Il ballo del potere, Running against the grain (cantato insieme a Jim Kerr dei Simple Minds) Ermeneutica e Tra sesso e castità. Nel 2005 viene rilasciato il live Un soffio al cuore di natura elettrica registrato al Nelson Mandela Forum di Firenze il 17 febbraio 2005. Il 9 febbraio 2007 ha pubblicato Il vuoto, sua ultima opera musicale ad oggi.

Determinante è il suo contributo al lancio di Alice, che vince il Festival di Sanremo nel 1981 con Per Elisa (scritta con la stessa e Giusto Pio) e per la quale firma numerosi altri successi, a partire da Il vento caldo dell'estate (1980), Messaggio (1982), Chan-son egocentrique (1983), I treni di Tozeur (1984), collaborando agli arrangiamenti di ben due album (Capo Nord e Alice tra l'80 e l'81). Nel 1985 la cantante forlivese dedica alle canzoni di Battiato un altro album di successo, dal titolo Gioielli rubati in cui è contenuta una famosa versione di Prospettiva Nevskji. Nel 2002 torneranno a duettare insieme nel brano Come un sigillo, unico inedito dell'album di cover Fleurs 3.

Con Giuni Russo, cantante lirica e leggera di eccellenti qualità vocali, ottiene un grande successo estivo con Un'estate al mare (1982). Il momento più importante della collaborazione con questa artista è comunque la realizzazione dell'album Energie (1981), lampante esempio dei fermenti innovativi dei primi anni ottanta. Con Giuni collabora fino alla prematura scomparsa dell'artista, firmando l'arrangiamento del suo testamento musicale, la canzone Morirò d'amore con la quale partecipa al Festival di Sanremo nel 2003.

Non è poi da trascurare la decisiva collaborazione agli arrangiamenti di Giusto Pio, già violinista nell'orchestra della Rai, che realizza in proprio alcuni album strumentali prodotti da Battiato, cogliendo un buon successo con Legione straniera (1982). Con la versatile Milva realizza due album di grande fascino: Milva e dintorni (1982) e Svegliando l'amante che dorme (1989), conosciuto anche con il titolo Una storia inventata. Altri artisti che hanno interpretato canzoni di Franco Battiato sotto la sue diretta supervisione sono stati Juri Camisasca, Sibilla (partecipazione al Festival di Sanremo nel 1983 con Oppio), Farida e Ombretta Colli. Come arrangiatore ha lavorato con Giorgio Gaber per Polli d'allevamento e con Eugenio Finardi.

Nel 1992 collabora all'album L'amore nuovo del cantautore catanese Vincenzo Spampinato.

Nel 1996 Franco Battiato canta insieme al gruppo CSI (ex CCCP Fedeli alla linea) nell'album Linea Gotica, un suo successo E ti vengo a cercare, un arrangiamento cupo, ma che non perde il messaggio originale dell'autore.

Nel 1998 propone a Ginevra Di Marco (ex dei PGR nonché CSI) di collaborare ad un album storico, Gommalacca, cantando la canzone Vite parallele (che Battiato presenterà anche a Sanremo '99). Canterà sempre con Ginevra Di Marco La stagione dell'amore incentrata sul rimpianto e sulle occasioni perdute. In quest' ultimo collaborerà anche con il cantante-bassista dei Bluvertigo, Morgan. Appare inoltre con lo stesso gruppo nel 2001, nel video "L' assenzio".

Nel 1999 interpreta il brano Finnegan's Wake (dal titolo della celebre opera sperimentale di James Joyce) insieme a Pippo Pollina, col quale appare anche nell'omonimo videoclip.

Nel 2000 collabora all'album L'infinitamente piccolo di Angelo Branduardi con il brano "Il sultano di Babilonia e la prostituta".

Un'altra collaborazione è stata quella con il gruppo pugliese Folkabbestia nell'album 25-60-38. Breve saggio sulla canzone italiana del 2006, dove reinterpreta L'avvelenata di Francesco Guccini, in un risultato a metà fra combat folk e lo stile d'avanguardia di Battiato.

Collabora nuovamente con un ex-membro dei CCCP, Gianni Maroccolo, nel 2004 in Night and storms.

Nel 2006 presta la propria voce, pesantemente filtrata e resa quasi spettrale, per il brano Sento che sta per succedermi qualcosa, contenuto nell'album Toilette memoria di Moltheni.

Il 22 giugno 2007 esce l'album di Ivan Segreto a cui Franco Battiato collabora duettando nel pezzo Ampia.

Nel novembre 2008 collabora al brano Il tempo stesso con Tiziano Ferro, canzone presente nell'album di quest'ultimo Alla mia età; scrive inoltre con Manlio Sgalambro per Fiorella Mannoia, per l'album Il movimento del dare, l'omonima canzone.

Il 14 novembre esce il suo ultimo lavoro discografico "Fleurs 2", degna chiusura della trilogia musicale romantica iniziata nel 1999 con il primo "Fleurs".

Con la canzone Sarcofagia, contenuta nell'album Ferro Battuto, Battiato ha assunto una forte presa di posizione in favore delle ragioni etiche del vegetarismo, come già fatto in precedenza da altri cantautori socialmente "impegnati" quali Gianni Morandi e Jovanotti.

A partire dal 1985, travolto e forse sorpreso dal successo colossale arrivato improvvisamente (non solo italiano, ma anche spagnolo e in gran parte dell'Europa, mentre nei paesi anglosassoni non viene altrettanto apprezzato) si dedica all'attuazione di numerosi progetti estranei alla musica pop, accolti con interesse.

Nel 1985 fonda una propria casa editrice L'Ottava che, in collaborazione con Longanesi, pubblica quattordici libri di autori vari, dei quali alcuni ripubblicati dalla casa editrice Neri Pozza, legati a tematiche esoteriche ed in particolare al pensiero di Georges Ivanovitch Gurdjieff, del cui insegnamento egli è un adepto. E' il periodo in cui frequenta poeti vicini al pensiero esoterico, alla spiritualità e alla rivisitazione del mito, come Giuseppe Conte, Gian Ruggero Manzoni, Cesare Viviani. Nel 1989 fonda anche un'etichetta discografica omonima della sua casa editrice, che pubblicherà sei titoli di musica etnica e musica colta. Inoltre, egli stesso è scrittore: scrive per Bonanno Evoluzione evoluzione evoluzione, mentre Mondadori nel 2005 pubblica il suo Ideogrammi.

Compone anche tre opere liriche, Genesi (1987), Gilgamesh (1992) e Il cavaliere dell'intelletto nel 1994. È il primo musicista occidentale a esibirsi in Iraq, nel 1992, sotto il regime di Saddam Hussein (Concerto di Baghdad, pubblicato nel 2006 su DVD), ed è l'autore del balletto Campi magnetici, presentato nel 2000 al Maggio musicale fiorentino. Inoltre, tra il 1999 e il 2002 pubblica due raccolte di cover, Fleurs e Fleurs 3, dove omaggia diversi celebri brani di fine anni Sessanta e Settanta che lo hanno influenzato.Nel 2008, ha pubblicato anche Fleurs 2.

Attorno al 1990, Franco Battiato inizia a cimentarsi nella pittura, mediante una specie di esperimento di autoanalisi e miglioramento di sé stesso. Dipingendo, Battiato vuole verificare che l'abilità nel disegno e nella pittura non siano caratteristiche innate nella persona umana, come molti critici invece sostengono. Dopo un periodo di ricerca, adotta quindi l'ideale pratica artistica associata alla sua facoltà pittorica.

Dal 1993 la sua attività nella pittura lo porta ad organizzare mostre personali in Italia e nel mondo: Roma, Catania, Firenze, Stoccolma, Miami e Goteborg; una delle sue mostre è stata organizzata in collaborazione con Piero Guccione. Dall'inizio della sua attività ha prodotto circa ottanta opere firmandosi con lo pseudonimo di Süphan Barzani. Nei suoi lavori, eseguiti su tele o tavole dorate, predilige tecniche di pittura ad olio e utilizzi di terre e pigmenti duri. Le copertine e i libretti di Fleurs, Ferro battuto e dell'opera lirica Gilgamesh sono alcuni esempi della pittura di Battiato.

Il rapporto di Franco Battiato con il cinema ha inizio negli anni Settanta, dopo l'unica esperienza come attore teatrale, avvenuta nel 1967.

Nel 1973 appare occasionalmente e non accreditato come attore nel film di Corrado Farina Baba Yaga, interpretato da Carrol Baker: la scena principale in cui compare è quella dell'happening al cimitero, quasi completamente eliminata nella versione uscita nelle sale italiane (ma recuperata nell'edizione in DVD edita dalla Blue Underground).

Compone diverse colonne sonore, collaborando soprattutto col veronese Giacomo Battiato (omonimo ma non parente), nello sceneggiato Brunelleschi (1974) e nel film Una vita scellerata (1990) imperniati sulle figure di Filippo Brunelleschi e Benvenuto Cellini, e quindi con il conterraneo Pasquale Scimeca, firmando le musiche del film Il giorno di San Sebastiano (1994). Alcuni suoi brani vengono utilizzati da Antonello Aglioti nel film Il giardino dei ciliegi (1992), dove l'attrice Marisa Berenson esegue Luna indiana, e soprattutto Nanni Moretti, che lo cita esplicitamente in Bianca (1983, con il brano Scalo a Grado) e Palombella rossa (1989, con il brano E ti vengo a cercare). Nel 2006 il regista Alfonso Cuarón utilizza la versione di Battiato di Ruby Tuesday (Rolling Stone) nella colonna sonora del film I figli degli uomini (Children of Men).

Le sue aspirazioni di regìa iniziano già nel 1979, quando comincia a dirigere tutti i suoi videoclip, raccolti in gran parte nella VHS Dal cinghiale al cammello (1992) e ristampata in DVD con il titolo Dal cinghiale al cammello - The Video Collection (2004). Nel 2003 scrive, dirige e sceglie le musiche per il suo primo film a soggetto: Perdutoamor, in larga parte autobiografico, con il quale si aggiudica il Nastro d'Argento come miglior regista esordiente. Nel 2005 ha presentato alla Mostra del cinema di Venezia il suo secondo film (uscito poi nelle sale con una precaria distribuzione nel marzo 2006): Musikanten, imperniato sugli ultimi quattro anni di vita del grande musicista Ludwig van Beethoven, interpretato da Alejandro Jodorowsky.

Nel giugno dello stesso anno, alla Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro, annuncia il suo terzo film, sempre scritto con Manlio Sgalambro: Niente è come sembra, interpretato da Giulio Brogi e che vede anche la partecipazione straordinaria di Sonia Bergamasco ed Alejandro Jodorowsky,che, dopo essere stato presentato nel 2007 alla Festa del Cinema di Roma, uscirà direttamente in dvd il 31 ottobre dello stesso anno per Bompiani insieme al libro "In fondo sono contento di aver fatto la mia conoscenza".

Il cantautore catanese ha annunciato la prossima uscita di una sua nuova pellicola, che a suo dire, sarebbe molto influenzata dai suoi studi a proposito della musica del '700.

Franco Battiato è apparso molto di rado sul piccolo schermo. Evita con grande accuratezza di essere ospite in trasmissioni leggere (uniche eccezioni, con Fabio Fazio nel programma Che tempo che fa, trasmesso da Raitre, Quelli che il calcio su Raidue con Simona Ventura, Brand:New su Mtv con Alex Infascelli e Il Tornasole con Andrea Pezzi). Ha partecipato in veste di accompagnatore a Turisti per caso con Syusy Blady e Patrizio Roversi; concede invece interviste in occasione dell'uscita dei suoi lavori e presta il proprio nome a campagne di solidarietà sociale.

Nel 1988 è apparso insieme ad altri cantanti e musicisti come Gianni Morandi, Giorgio Gaber, Ombretta Colli e Franz Di Cioccio nel film per la televisione Una donna tutta sbagliata, diretto da Mauro Severino e con protagonista Claudia Koll. Nel 1997 al Festivalbar canta Di passaggio e La cura, nello stesso anno si esibisce in concerto al Night Express, tornandoci anche l'anno successivo per presentare l'album Gommalacca. Nel 1999 è stato ospite al festival di Sanremo dove ha presentato canzoni dall'album Gommalacca come Shock in my Town con coreografie marziali interpretate dalla maestra Li RongMei.

Nel dicembre 2004 ha esordito come presentatore di un programma culturale in sei puntate, del quale è stato anche il curatore: Bitte, keine réclame ("Per favore, niente pubblicità"), andato in onda sul canale satellitare Rai Doc.

Battiato è stato uno dei numerosi personaggi imitati da Fiorello nella stagione 2006/2007 di Viva Radio 2; da citare inoltre la sua presenza nell'ultima puntata della stagione, trasmessa su Raisat Extra il 22 giugno 2007; in quell'occasione rivelò di aver partecipato anni fa ad un programma di Rete 4 al fianco di Mike Bongiorno.

Nel 2007 è stato ospite del Festival di Sanremo e di Domenica In, entrambi condotti da Pippo Baudo. Nel 2008 è stato ospite a "Che tempo che fa".

Legatissimo alla madre Grazia, scomparsa nel 1994, Battiato non ha mai amato la vita mondana, preferendo il suo eremo siciliano di Milo, alle pendici dell'Etna.

Sin dall'inizio della sua carriera l'artista siciliano ha utilizzato diversi pseudonimi, tra cui, in ordine cronologico, Ed De Joy (con Osage Tribe e IXO), Franc Jonia (con Eugenio Finardi), Astra (da solista), Martin Kleist (con Giusto Pio e Manlio Sgalambro), Albert Kui (con Alice, Giusto Pio, Catherine Spaak, Ombretta Colli, Farida),Tripoli (con Giuni Russo), Kilim (A' Sciara), Süphan Barzani (con Gloria Mundi ed Elisabetta Sgarbi). Quest'ultimo nome è anche la sua firma nei quadri.

A Franco Battiato è stato dedicato l'asteroide 18556 Battiato.

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Chott el-Jerid

Il Chott el-Jerid all'alba.

Il Chott el-Jerid è un lago salato della Tunisia. Situato nel sud-ovest del paese, in una depressione tra le oasi di Tozeur e di Nefta da un lato e tra Kebili e Douz ai confini del deserto del Sahara dall'altro, copre una superficie di oltre 5.000 km² (alcune fonti indicano 7.000 km²), per una lunghezza di 250 km circa ed una larghezza di 20 km; è il più esteso lago salato della regione.

La sua superficie è composta da un agglomerato di cristalli di sale poggianti su un fondo sabbioso ed argilloso. Le precipitazioni nella zona superano raramente i 100 mm annui e la temperatura raggiunge spesso i 50° C, cosicché in estate il lago è completamente secco. Alternativamente le scarse piogge della regione ne sciolgono la crosta facendo salire in superficie il sale, che l'intensa evaporazione fa cristallizzare rapidamente; poi, il vento ricopre i cristalli di sale di sabbia. In tal modo, la superficie cambia continuamente di colore.

Nell'antichità veniva identificato con il leggendario lago Tritone. Plinio ed Erodoto lo hanno citato, assegnandogli una situazione geografica confusa.

Nel XIX secolo fu oggetto di un progetto, rapidamente abbandonato a causa delle difficoltà tecniche dovute all'orografia della zona, che prevedeva di inondarlo facendo giungere il mare fino al limite del deserto.

Il lago è attraversato da una strada asfaltata, sopraelevata su un terrapieno, che collega Tozeur a Douz.

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Source : Wikipedia