Toshiba

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Tags : toshiba, elettronica, economia, hard disk, componenti, hardware, computer, high tech, tablet pc, computer portatili, smartphone, telefonia

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Toshiba

Toshiba Corporation (株式会社東芝, Toshiba Corporation?) è una società giapponese che produce dispositivi elettrici ed elettronici ad alta tecnologia. La sede è a Tokyo in Giappone e fu fondata nel 1904. È il settimo produttore mondiale di dispositivi elettrici e elettronici. Come produttore di chip la Toshiba semiconductors è tra i più grandi 20 produttori mondiali. Nell'anno finanziario 2005-2006 la compagnia ha generato una vendita per 6.343.506 ¥.

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HD DVD

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HD DVD (acronimo di High Defintion Digital Versatile Disc) è un formato ottico digitale che è stato sviluppato al fine di diventare uno standard per i DVD di nuova generazione adatti ai contenuti ad alta definizione, promosso da Toshiba, NEC, Sanyo, Microsoft e inizialmente supportato da Paramount Pictures, Dreamworks e da Universal Studios.

Il 19 novembre 2003, il DVD Forum aveva deliberato per 8 voti contro 6, che l'HD DVD sarebbe diventato il supporto spinto dal consorzio come successore del DVD per i flussi video ad alta definizione. Il nome di HD DVD nacque proprio durante tale evento per mantenere la continuità del nome con il passato in modo da trasmettere alla clientela una continuità con la tecnologia precedente già a partire dal marchio. In precedenza tale supporto veniva chiamato "Advanced Optical Disc" dagli addetti ai lavori. Il Blu-ray, il formato concorrente sviluppato in primo luogo da Sony e da altre importanti aziende del settore non è invece mai stato sottoposto al DVD Forum per l'approvazione.

A inizio 2008, l'abbandono di Warner al sostegno di tale supporto ha portato ad una serie di eventi a catena che il 19 febbraio 2008 hanno causato l'annuncio da parte di Toshiba (il principale sostenitore) a decretare la "morte" del supporto in favore del Blu-ray.

HD DVD è simile al concorrente Blu-ray Disc, che utilizza anch'esso supporti della stessa dimensione, pari a quella dei CD (120 mm di diametro) e un laser blu di 405 nanometri di lunghezza d'onda, ma si differenzia da quest'ultimo per altre caratteristiche, prima fra tutte, la capacità massima di archiviazione.

Un disco HD DVD ha una capacità di 15 GB per ogni singolo layer, ed esiste in 3 versioni differenti: 15 GB (1 layer), 30 GB (2 layer) e 45 GB (3 layer), presentata il 12 maggio 2005 al Media-Tech Expo di Los Angeles. Era prevista anche per il futuro una quarta versione con standard SD-DVD, che doveva consentire alle Major di masterizzare su entrambe le facciate, rendendo così disponibili film in edizione speciale con singolo disco, ma la sospensione del progetto ha di fatto interrotto lo sviluppo di tale soluzione.

Lo strato protettivo è spesso 0,6 mm, cioè lo stesso spessore utilizzato anche nei DVD ed è maggiore rispetto a quello utilizzato per il Blu-ray che è di soli 0,1 mm. L'apertura numerica della testina ottica è 0,65, simile a quella di 0,6 usata per i DVD. HD DVD riutilizza anche tutta la struttura dei dati già esistente (frames, settori, ECC blocks), gli algoritmi di correzione di errori e gli schemi di modulazione dello standard DVD. L'unica vera differenza rispetto ad un DVD tradizionale è che un blocco HD DVD ECC corrisponde a due blocchi DVD ECC concatenati. Tutti questi fattori, messi insieme, determinano un minor costo di produzione dei supporti HD DVD rispetto ai Blu-ray Disc; questi ultimi infatti richiedono di ricalibrare tutte le precedenti linee di produzione dei dischi DVD, ed inoltre i tradizionali supporti DVD sono tranquillamente riproducibili anche dai lettori del formato HD DVD attraverso piccole modifiche alle unità ottiche.

Per contro però, proprio il maggiore spessore dello strato protettivo dei dischi HD DVD ne causa la minore capacità di memorizzazione offerta da questo standard rispetto al concorrente, dove il substrato su cui vengono scritti effettivamente i dati è molto vicino alla superficie, e la diffusione del laser è di conseguenza minore. Meno materiale il laser deve penetrare, maggiore sarà l'apertura numerica e minore sarà la distanza tra due tracce e la lunghezza dei pit. In parole povere, questi cambiamenti permettono maggiore densità di dati su un disco Blu-ray rispetto a quanto possibile su un HD DVD.

Per poter realizzare un disco HD DVD double layer è necessario ridurre lo spessore dello strato di argento situato in prossimità della testina ottica, in modo che il raggio laser possa raggiungere più facilmente il secondo strato (Layer 0). Lo strato di argento, oltre a riflettere il raggio laser, ha anche la funzione di dissipare il calore generato dal laser stesso. Più lo strato di argento si assottiglia però, più debole diventa l'effetto di dissipazione del calore e, per tale motivo, aumentano le interferenze di calore tra le tracce attigue registrate. Toshiba è riuscita a risolvere questo problema inserendo un colorante organico ad elevata conducibilità termica. Si tratta di un colorante con una polarità che aumenta man mano che si passa dallo strato inferiore a quello superiore e in grado di incrementare la riflessione del raggio laser. Un processo produttivo 2P (fotopolimero) è impiegato per la realizzazione dello strato intermedio. Nei supporti double layer DVD-R degli stampi "usa e getta" di poliolefina sono utilizzati per trascrivere le concavità e le convessità dello strato di registrazione sul fotopolimero. Toshiba impiega uno stampo di spessore 0,6 millimetri di policarbonato modellato per iniezione. Il risultato è che il policarbonato una volta utilizzato per gli stampi può essere riutilizzato come substrato alternativo di ricambio.

I lettori ad alta definizione, includono anch'essi la retrocompatibilità con i precedenti DVD, anche se questa procedura ha richiesto alcuni sforzi di progettazione aggiuntivi, con ovvia ricaduta sui prezzi finali dei lettori stessi. L'HD DVD e il Blu Ray impiegano entrambi le stesse tecniche di compressione video, e tra queste si possono citare MPEG-2, VC-1 (Video Codec 1, codec basato sul formato Windows Media 9) e H.264/MPEG-4 AVC. Grazie alla compressione MPEG-4/AVC le tre taglie (15, 30 e 45 GB) sono in grado di contenere rispettivamente 4, 8 e 12 ore di filmato ad alta definizione.

Nell'aprile 2005, era stato annunciato che l'HD DVD avrebbe utilizzato l'Advanced Access Content System (AACS), una versione avanzata del sistema CSS utilizzato per i DVD. AACS fornisce al dispositivo di riproduzione una chiave a 128 bit. Le varie "Device Key" sono uniche per ogni dispositivo o condivise tra dispositivi diversi. Il Media Key Block (MKB) è un set di chiavi creati dalla AACS License Association che permettono a ogni dispositivo di sbloccare e visualizzare i contenuti. Se un set di Device Keys è compromesso, può essere creato un nuovo MBK. Questo significa che se la chiave del lettore è compromessa, il DVD diventa inutilizzabile a meno che non sia possibile aggiornare il firmware. Lo standard AACS comprende una connessione di rete, la CRM o content rights management. Il protocollo di gestione dei contenuti digitali funziona in cooperazione con il protocollo HDCP per impedire la riproduzione a dispositivi non abilitati.

A fine dicembre 2006 un hacker presentatosi come "Muslix64" annunciò di essere riuscito a forzare la protezione AACS . L'hacker in sostanza aveva implementato la protezione AACS via software e poi era riuscito a procurarsi una chiave per decodificare i film. Il programma richiedeva per funzionare la corretta chiave di decodifica e questo era il problema principale: sembra che l'hacker fosse riuscito a procurarsi la chiave di alcuni film utilizzano dei lettori software mal programmati, ma non specificò mai quali fossero state le chiavi utilizzate. In teoria le case discografiche potrebbero ritirare le chiavi compromesse rendendole non valide, ma solo i lettori collegati a Internet possono aggiornare le chiavi compromesse e se le case discografiche dovessero dismettere le chiavi compromesse, anche molti utenti in possesso di film originali ma di lettori non aggiornati non potrebbero vedere i film.

Il 30 aprile 2007 era stata resa nota la "Processing Key" in grado di aggirare la protezione AACS; la notizia era diventata immediatamente di dominio pubblico, apparendo anche su Digg. Per cercare di impedire la divulgazione della chiave, AACS aveva inviato una lettera (cease and desist) agli amministratori di Digg intimando loro di cancellare ogni riferimento alla sequenza di numeri, sulla quale AACS sosteneva di avere diritti esclusivi; i gestori del portale hanno quindi provveduto a censurare la sequenza, ma l'azione generò l'intervento massiccio degli utenti, che risposero inserendo la stessa sequenza migliaia di volte in diversi punti di Digg, rendendola di fatto impossibile da rimuovere e ottenendo una vasta visibilità mediatica. Vista la risposta degli utenti, Kevin Rose (fondatore di Digg) decise di smettere di seguire la richiesta di AACS e bloccò il tentativo di censura, schierandosi con gli utenti.

A partire dal 22 maggio 2007 sono stati messi sul mercato HD DVD contenenti una nuova versione della protezione AACS, contenente una nuova "Processing Key" e la revoca della precedente, ormai di dominio pubblico; di conseguenza i proprietari di lettori multimediali sono stati costretti ad aggiornare i loro sistemi, pena la perdita della possibilità di usufruire dei nuovi supporti. Diversa la situazione per chi intendeva effettuare copie di backup dei propri HD DVD (cosa di per sé legale) aggirando la protezione AACS (cosa di per sé illegale), in quanto dal 12 maggio sono disponibili applicazioni in grado di gestire anche la nuova versione della protezione. Il 23 maggio è stata resa pubblica la nuova processing key.

Al fine di limitare il fenomeno della pirateria cui il mercato del cinema è da sempre affetto, era previsto che HD DVD incorporasse nel futuro la tecnologia Watermark, che era al vaglio di DVD Forum fino a quando non è stato posto lo stop allo sviluppo dell'intero progetto.

Watermark, che tradotto letteralmente significa "filigrana", altro non sarebbe che un classico segno di riconoscimento che doveva essere incluso nei contenuti digitali, ovviamente non visibili ad occhio nudo, anzi, non udibili. Doveva essere proprio la traccia audio, e non quella video, ad ospitare quelle piccole variazioni che solo un lettore studiato appositamente sarebbe in grado di riconoscere. In presenza di materiale contraffatto, il lettore si sarebbe spento, rendendo impossibile la riproduzione dei contenuti. Il lettore dunque avrebbe analizzato in fase di riproduzione la forma d'onda di una o più tracce audio, riconoscendo l'autenticità della copia e iniziandone la riproduzione. Le versioni cinematografiche e destinate ad uso casalingo, inoltre, avrebbero avuto contrassegni differenti, impedendo quindi di filmare uno schermo e riprodurre il contenuto su un lettore compatibile Watermark.

Le ultime specifiche dell'HD DVD-ROM (sola lettura) e HD DVD-RW (ri-registrabile) sono giunte alla versione 1.0, invece quelle dell'HD DVD-R (registrabile) sono giunte solo alla 1.9. I primi lettori HD DVD-ROM erano attesi per la fine del 2004 con produzione in volumi per l'inizio del 2005, ma poi sono stati posticipati, prima alla fine del 2005 e successivamente al secondo trimestre 2006.

Il termine "ri-registrabile" a proposito del formato HD DVD-RW è stato utilizzato al posto del più usuale "riscrivibile" in quanto, il 22 novembre 2005 erano stati presentati i nomi e loghi con cui sono poi stati commercializzati i supporti HD DVD. I dischi riscrivibili, in precedenza identificati come HD DVD-Rewritable, sono stati battezzati HD DVD-RAM; quelli ri-registrabili, prima noti come HD DVD-Re-recordable, sono poi arrivati sul mercato con il nome di HD DVD-RW. Toshiba non ha fatto in tempo a rendere chiare le differenze tecniche tra l'uno e l'altro formato HD DVD riscrivibile: l'ipotesi è che il "-RAM" sarebbe stato indirizzato soprattutto alle aziende, mentre l'"-RW" era più adatto al mercato di massa. L'HD DVD rewritable (-RAM) era in larga parte basato sulla vecchia specifica DVD-RAM e, a differenza del formato re-recordable (-RW), probabilmente supportava un solo layer di memorizzazione.

Alla fine di novembre 2005 sarebbero dovuti arrivare i primi 89 titoli ad alta definizione su supporto HD DVD. Da subito tutte le demo hanno entusiasmato il pubblico, infatti la differenza con i DVD standard era evidente. Per quanto riguardava i player, Toshiba ha sempre dichiarato che il segnale HD sarebbe stato disponibile solo ed esclusivamente con le porte HDMI (e le connessioni digitali compatibili); le uscite analogiche invece disponevano di un ridimensionamento a 480 linee. I lettori HD DVD, inoltre, integrano l'interfaccia USB per il collegamento al PC e alle altre periferiche.

In ogni caso era già stato annunciato che entro la fine del 2006 la disponibilità di titoli sarebbe arrivata fino a 230.

Il 25 marzo 2005 Ryoji Chubachi, uno dei capi di Sony, nel suo discorso sulla lotta per il "dopo DVD" tra il consorzio Blu-ray e quello HD DVD, dichiarò che una soluzione di compromesso con il consorzio HD DVD sarebbe stata la cosa migliore per tutti, dai consumatori ai produttori e questo fece subito scattare una serie di commenti, polemiche e speculazioni: alcuni pensavano infatti, che questo segno di apertura non fosse dettato da un vero interesse per il "bene del consumatore" ma piuttosto dal fatto che il concorrente HD DVD essendo retrocompatibile con i lettori precedenti, comportava meno costi di produzione ed inoltre sarebbe arrivato nei negozi prima del Blu-ray.

La perplessità da parte della comunità risiedeva nella convinzione che gli intenti di fusione fossero spinti dal tentativo di far "cedere" l'altra parte. Del resto l'unificazione degli standard apparse da subito molto difficile almeno dal punto di vista hardware, il che significava che per un tale proposito uno dei due contendenti avrebbe dovuto in un certo senso "autoscartarsi".

Tutto questo ha fatto tornare alla mente alla storica guerra tra formati che ebbe luogo 20 anni prima tra gli standard VHS, Betamax, e Video2000. Quella volta fu lo standard vhs a vincere, nonostante fosse, a detta dei più, lo standard meno pregiato in termini qualitativi.

Il 5 ottobre 2005 anche Intel rivelò direttamente la propria posizione, affermando che il problema maggiore di Blu-ray risiedeva in uno dei suoi sistemi di protezione che prendeva il nome di ROM Mark. Come detto prima, sia HD DVD che Blu-ray dispongono di un sistema di protezione definito AACS (Advanced Access Contest System), che permette di proteggere i contenuti dalla copia non autorizzata. Blu-ray aggiunge a questo altri due livelli di protezione, BD+ (di cui non si sa molto allo stato attuale) e proprio il sistema ROM Mark, molto complesso e articolato, che sembra veramente molto efficace. ROM Mark dovrebbe rendere inutilizzabili i contenuti che risiedono su supporti non autorizzati e non creati da un ben preciso masterizzatore, ad esempio, l'azienda che produce il supporto Blu-ray con contenuti multimediali, per esempio un film, posiziona un marcatore digitale in un punto estremamente preciso della traccia e ne memorizza le coordinate fra i dati scritti sul supporto. Ogni masterizzatore differisce in maniera lieve da un altro, e ciò costituisce di fatto una specie di "impronta digitale", una peculiarità di ogni masterizzatore. L'estrema precisione delle coordinate del marcatore digitale permettono di rendere praticamente impossibile copiare il contenuto del disco originale su un altro disco, senza che quest'ultimo non venga rilevato come pirata e quindi di impossibile utilizzo. Il supporto scritto con un altro masterizzatore infatti avrà il marcatore in una posizione differente da quanto indicato nei dati.

Il sistema, così come era concepito, risultava estremamente efficace dal punto di vista di Sony, che aveva nell'elettronica di consumo e nell'intrattenimento domestico il proprio mercato principale. Tale iniziativa inoltre andava in effetti a controbattere la pirateria, quella veramente dannosa, ovvero quella che mette in commercio dischi identici in tutto e per tutto agli originali, che ha alle spalle delle vere e proprie associazioni a delinquere. Secondo Intel però, che ha nell'informatica il proprio mercato principale, il concetto di Home Theatre PC ha senso solo se si possono spostare contenuti da supporto DVD a disco rigido. HD DVD, con il solo AACS permette di farlo, allo stato attuale delle cose Blu-ray no.

In ultima analisi, Intel si dichiarò ben disposta ad appoggiare anche lo standard Blu-ray, qualora però quella che era vista come una limitazione all'espansione del proprio mercato fosse stata rimossa.

È da rimarcare il fatto che se HD DVD avesse incluso l'annunciato supporto alla tecnologia Watermark, le protezioni utilizzate nel Blu-ray non sarebbero sembrate più così restrittive. In questa eventualità infatti, con HD DVD i contenuti sarebbero stati sì trasportabili da DVD ad hard disk, a patto però di cambiare tutto il parco lettori, sostituendo magari anche il disco rigido del proprio PC. Inoltre sarebbero state quasi certamente le case cinematografiche, più che quelle di software e hardware a decidere quale dei due supporti avrebbe dovuto prosperare. Già allora era chiaro che i sistemi adottati dal Blu-ray, "piacevano" di più ai produttori, non a caso alcuni sostenitori di HD DVD decisero di supportare anche Blu-ray con i propri prodotti, ma nessuna casa cinematografica fece il contrario.

Il China High Definition DVD (CH-DVD) è il nome provvisorio dato a uno standard sviluppato da società cinesi e compatibile con lo standard HD-DVD. Il CH-DVD dal punto di vista del supporto utilizza tecnologie analoghe a quelle sviluppate per il dischi HD-DVD mentre dal lato dei codec include oltre ai codec MPEG-4 e Windows Media 9 il supporto del codec Audio Video Standard sviluppato da società cinesi e utilizzante brevetti detenuti quasi totalmente da società cinesi. I player CH-DVD sono in grado di riprodurre i dischi HD-DVD ma sono in grado di riprodurre anche i dischi codificati con il formato AVS, questo dovrebbe permettere alle società cinesi di risparmiare fino a 1 miliardo di dollari in royalty nei prossimi dieci anni. L'accordo tra il consorzio HD DVD e il governo cinese permetterà anche alle società cinesi di sviluppare player HD-DVD da vendere sul mercato mondiale.

Il 19 febbraio 2008 Toshiba ha annunciato ufficialmente la dismissione entro marzo del progetto HD DVD. L'annuncio è arrivato dopo un inizio anno molto travagliato per lo standard HD DVD, in quanto a metà gennaio 2008 una delle maggiori case di produzione cinematografica, la Warner Bros., che supportava HD DVD aveva annunciato che da giugno avrebbe sospeso la produzione di titoli in questo formato. L'annuncio è avvenuto come un "fulmine a ciel sereno" il giorno prima del Consumer Electronic Show di Las Vegas, in cui era prevista una conferenza stampa congiunta di Toshiba e delle case sostenitrici del supporto. Ovviamente la conferenza è stata annullata, ma questo ha causato una serie di eventi a catena che hanno portato anche grandi catene di distribuzione, come Wal-Mart, ad annunciare l'abbandono dello standard HD DVD in favore del rivale, e la conseguente deposizione delle armi del suo maggior sostenitore, Toshiba appunto.

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Fujitsu

Fujitsu (in giapponese:富士通), azienda giapponese con sede a Tokyo e Kawasaki, è uno dei maggiori fornitori mondiali di prodotti e soluzioni per l'information technology – dai personal computer, midrange, grandi server e sistemi di storage, fino ai software ed alle soluzioni. Fujitsu è altresì leader mondiale nello sviluppo e costruzione di semiconduttori e altri apparati elettronici quali monitor al plasma, LCD, proiettori ed è una delle aziende leader nel settore dei condizionatori d'aria, sia residenziali che industriali. Dal 2006 nei suoi portatili utilizza anche dischi rigidi a stato solido. Nel febbraio del 2009 la società ha venduto la divisione Hard disk a Toshiba per un miliardo di dollari.

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TOSLINK

Connettore TOSLINK (JIS F05)

Il sistema TOSLINK è uno standard di connessione in fibra ottica. Il suo uso più comune è su apparecchiature audio di classe domestica, dove trasporta un flusso audio digitale tra componenti come MiniDisc, lettori CD e registratori DAT. Il TOSLINK può utilizzare cavi in fibra ottica di plastica di 1mm, molto economici, o anche cavi in plastica multistrato o perfino in vetro al quarzo, a seconda della larghezza di banda necessaria.

La comunicazione avviene in formato seriale, ovvero punto a punto, quindi un solo dispositivo può essere connesso all'estremità del cavo.

Il TOSLINK fu in origine progettato dalla Toshiba per collegare i proprio lettori CD ai ricevitori a modulazione PCM, ma venne adottato in breve tempo per molti lettori, indipendentemente dal produttore. I primi sistemi TOSLINK trasferivano dati grezzi dal lettore, ma lo standard S/PDIF è diventato oggi di impego pressoché universale per i segnali audio. Anche molti lettori DVD lo utilizzano per collegarsi ai decoder Dolby Digital/DTS.

Il TOSLINK ha molte applicazioni, con diversi tipi di connettori. Comunque, l'uso più comune si ha per segnali audio con il connettore JEITA RC-5720.

I cavi di segnale TOSLINK sono limitati a 10 metri di lunghezza oppure, in molti casi, a 5 per una trasmissione affidabile, a meno che non si utilizzi un amplificatore di segnale.

TOSLINK è un marchio registrato della Toshiba Corporation, da cui ne deriva il nome: TOShiba-LINK. Sono diffuse varianti di questo nome, come TOSlink, TosLink, e Tos-link. Il nome generico per lo standard è EIAJ optical.

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Surface-conduction electron-emitter display

S.E.D. (Surface-conduction Electron-emitter Display) è una nuova tecnologia di televisori ideata da Toshiba e Canon presentata al CEATEC nell'ottobre 2004.

I nuovi televisori SED sarebbero dovuti essere stati messi in produzione già nell'agosto del 2005 e messi in vendita nella primavera del 2006. Il vicepresidente di Toshiba invece nel marzo del 2006 ha posticipato la loro produzione nel corso del 2007 e l'ingresso nel mercato nel 2008.

Nella tecnologia SED ogni singolo pixel è un microscopico tubo catodico, con fosfori luminosi che vengono accesi da un flusso di elettroni.

La tecnologia SED unisce le qualità tecnologiche dei tubi catodici, come contrasto e velocità di risposta, alla praticità di uno schermo piatto al plasma o LCD. L'efficienza energetica risulta simile a quella di un LCD e superiore a un televisore al plasma.

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Emotion Engine

Sony Emotion Engine CPU

L' Emotion Engine è una CPU sviluppata e fabbricata da Sony e Toshiba per la console Sony Play Station 2. È composta da un core basato su MIPS, 2 unità vettoriali (VPU), un'interfaccia grafica (GIF), un'unità DMA a 10 canali, un controllore della memoria, un'unità di elaborazione delle immagini (Image Processing Unit) ed un'interfaccia di Input Output.

Nel cuore dell'Emotion Engine c'è un core MIPS in order, superscalare a due vie, basato principalmente su MIPS III ISA ma include alcune istruzioni definite dal MIPS IV ISA. Il core, basato su MIPS, consiste di due ALU da 64 bit e di una FPU a precisione singola (32 bit). Le pipeline dell'ALU e dell'FPU sono lunghe entrambe 6 stages. Per riempire le unità di esecuzione di dati ed istruzioni c'è una cache per le istruzioni da 16 KB set associativa a 2 vie, una cache per i dati da 8 KB non bloccante e set associativa a 2 vie e una Scratchpad RAM da 16 KB. La cache di istruzioni e quella dei dati sono indicizzate virtualmente ed etichettate fisicamente, mentre la Scratchpad RAM risiede in una memoria separata. Un translation lookaside buffer (TLB) combinato per dati ed istruzioni a 48 doppi valori (double entry) si occupa della traduzione degli indirizzi virtuali.

Branch prediction is achieved by a 64 entry branch target address cache and a branch history table that is integrated into the instruction cache.

La penalità causata dall'errata previsione della branch è di 3 cicli dovuti alla pipeline corta formata da 6 stage.

Le due VPUs (VPU0 e VPU1) forniscono la maggior parte delle prestazioni dell'Emotion Engine in virgola mobile. Ogni VPU è caratterizzata da 32 registri da 128 bit, 16 ALU da 16 bit, 4 FMAC unità, una unità FDIV e una memoria locale per i dati. La memoria dei dati per la VPU0 è da 4KB mentre la memoria dei dati per la VPU1 è da 16KB. Per raggiungere un'alta larghezza di banda, la memoria dei dati delle VPUs è connessa direttamente alla GIF, ed entrambe le memorie dei dati possono essere lette direttamente dall'unità DMA. Un singolo vettore delle istruzioni è composto da 4 valori in virgola mobile a precisione singola da 32 bit, che rispetta l'IEEE, che sono distribuiti alle 4 unità FMAC in precisione singola (32 bit) per l'elaborazione. Contrariamente alla credenza popolare, l'Emotion Engine non è un processore a 128 bit dato che non elabora valori a 128 bit, ma solo un insieme di 4 valori da 32 bit che entrano in un registro a 128 bit. Lo schema è simile alle estensioni SSEx di Intel. Le unità FMAC hanno una latenza delle istruzioni di 4 cicli, ma, dal momento che hanno una pipeline da 6 stage, hanno un throughput di un ciclo per istuzione. L'unità FDIV ha una pipeline da 9 stage e può eseguire un'istruzione ogni sette cicli.

Le comunicazioni tra il core MIPS, le due VPUs, GIF, il controller di memoria e le altre unità è gestita da un bus dati interno da 128 bit che funziona a metà della frequenza di clock della CPU. A 300 MHz, il bus dati interno fornisce una larghezza di banda massima teorica di 2,4 GiB/s. I trasferimenti DMA su questo bus avvengono in pacchetti di 8 parole da 128 bit, raggiungendo un picco di 2 GiB/s. L'Emotion Engine si interfaccia direttamente al sintetizzatore grafico (Graphics Synthesizer) tramite il GIF ed un bus dedicato da 64 bit a 150 MHz con una larghezza di banda massima teorica di 1,2 GiB/s.

La comunicazione tra l'Emotion Engine e la RAM avviene attraverso due canali di DRDRAM e il controller di memoria, che si interfaccia al bus dati interno. I due canali di DRDRAM hanno una larghezza di banda massima teorica di 3,2 GiB/s, circa il 33% di banda in più rispetto alla larghezza di banda del bus interno dei dati. Per questo, il controller della memoria manda nel buffer i dati inviati dai canali DRDRAM così la banda extra può essere utilizzata dalla CPU.

A fornire le comunicazioni tra l'Emotion Engine e il processore di Input Output (POI), l'interfaccia di Input Output si interfaccia ad un bus da 32 bit di Input Output a 37,5 MHz con una larghezza di banda massima teorica di 150 MB/s per il bus dati interno. Da notare che questa interfaccia fornisce una larghezza di banda di gran lunga più vasta di quanto è richiesto dai dispositivi di ingresso / uscita della PlayStation.

Le prime versioni di PlayStation 3 si caratterizzavano di un Emotion Engine sulla scheda madre per ottenere la retrocompatibilità con i titoli Playstation e la PlayStation 2. Tuttavia, nelle successive versioni di Playstation 3, compreso il rilascio iniziale PAL, è stato eliminato l'Emotion Engine per abbassare i costi. Invece, per consentire la retrocompatibilità è utilizzata l'emulazione software.

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Consadole Sapporo

Il Consadole Sapporo (コンサドーレ札幌, Konsadōre Sapporo?) è una società calcistica giapponese con sede a Sapporo (per la precisione sull'isola di Hokkaido) e che milita nella prima divisione della J League.

Il nome del club nasce dall'unione di consado (è l'anagramma della parola giapponese dosanko, che significa gente di Hokkaido) con ole. Questo nome simbolizza l'amore per la squadra da parte di tutti gli abitanti di Hokkaido.

Nel 1935, l'importante compagnia Toshiba fondò la propria squadra calcistica, il Toshiba S.C., con sede a Kawasaki. Nel 1978, il Toshiba venne promosso nella seconda divisione dell'oggi defunta Japan Soccer League (JSL). Nel 1980, la dirigenza del club decise di adottare un nuovo nome - Toshiba Soccer Club - e nel 1989 la squadra ottenne la promozione nella prima divisione della JSL. La compagine di Kawasaki prese parte alla Japan Football League nel 1992, e vi militò fino al 1997.

La compagnia Toshiba decise di trasformare la squadra in un club professionistico, ma non riteneva Kawasaki la base ideale per sviluppare tale progetto, poiché in questa città aveva già sede il Verdy Kawasaki, all'epoca una delle società più importanti del calcio giapponese. Decisero così di spostarsi a Sapporo, dove tra l'altro nel 2001 sarebbe stato completato il nuovo stadio cittadino, il Sapporo Dome. Il trasferimento nella nuova sede avvenne prima dell'inizio della stagione 1996.

La Toshiba oggi non ha più alcun legame con il Consadole, che però continua a utilizzare per le proprie divise il rosso e il nero, i colori ufficiali della compagnia fondatrice.

Il Consadole Sapporo ereditò il posto in JFL dal Toshiba S.C. La sua stagione di debutto, nel 1996, non fu un successo, in quanto finì quinto in campionato, mancando la promozione. Ad ogni modo, il Consadole vinse la JFL l'anno successivo, conquistando così il diritto a partecipare alla J League.

Nel 1998 il team di Sapporo esordì nella J. League, chiudendo il campionato al 14° posto su diciotto partecipanti. Questo risultato però non lo salvò dal dover disputare i play out: infatti, per decidere le cinque squadre (le ultime quattro classificate della J League e la vincitrice della JFL) che si dovevano contendere la salvezza/promozione, non si tenne conto solo del campionato 1998-1999 (in cui il Consadole era giunto quintultimo), ma anche del campionato 1997-1998, nel quale il club di Sapporo non militava ancora nella J League. Aggregando le classifiche delle due stagioni, il Consadole risultò classificato al 16° posto e dovette quindi disputare i play out; il risultato fu un disastro, in quanto i rossoneri persero tutte le gare contro il Vissel Kobe e l'Avispa Fukuoka, finendo così per retrocedere.

Nel 1999 il Consadole ingaggiò come allenatore Takeshi Okada, l'ex commissario tecnico della nazionale giapponese. Oltre che sull'allenatore, la dirigenza fece anche enormi investimenti su nuovi giocatori, che portarono il debito della società fino a 330 milioni di dollari.

Nel 2000, per evitare la bancarotta, la dirigenza tagliò drasticamente i costi, finendo con l'avere in rosa ben otto giocatori in prestito (molti dei quali titolari fissi della squadra). Questa strategia diede degli ottimi frutti, infatti il Consadole vinse il campionato è tornò in J League 1.

Nel 2001 la squadra di Sapporo arrivò undicesima in campionato, ma Okada si rifiutò di prolungare il contratto per l'anno successivo e insieme a lui molti giocatori importanti lasciarono il club. Il risultato fu un 2002 disastroso: il Consadole arrivò ultimo in campionato e retrocesse in J League 2.

Nel 2003 la società investì nuovamente grandi capitali per tornare subito nel massimo campionato ma tutto ciò, oltre ad aggravare ulteriormente la situazione economica del club, non servì per conquistare la promozione. A quel punto divenne necessaria una completa ristrutturazione della squadra: ancora una volta si lasciarono partire i giocatori con gli stipendi più onerosi e si puntò su giovani di belle speranze. Questa strategia permise di ridurre i debiti societari, ma a livello sportivo il contraccolpo fu duro: il Consadole, nel 2004, arrivò ultimo in classifica nella J League 2.

Il team di Sapporo trascorse altri due anni nella seconda divisione, poi nel 2007 vinse il campionato e tornò così nella J League 1.

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Source : Wikipedia