Tokyo

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Tags : tokyo, giappone, asia, esteri, mercati, finanza

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Tokyo

Map of Japan with highlight on 13 Tokyo prefecture.svg

Tokyo (東京, Tōkyō?, lett. "capitale orientale", in quanto si trova più ad oriente rispetto alla precedente capitale imperiale Kyōto) si trova nella regione del Kantō sull'isola di Honshu in Giappone. Viene considerata come una delle 47 prefetture del Giappone e comunemente indicata come capitale del Giappone, dato che il governo giapponese e l'imperatore del Giappone risiedono nel quartiere di Chiyoda. Con una popolazione superiore ai 12 milioni, pari al 10% degli abitanti del Giappone, è di gran lunga la prefettura più popolosa e più densamente popolata. Secondo il rapporto urbanistico dell'ONU, è il più grande agglomerato urbano del mondo. Tokyo ha un PIL di 1200 miliardi di $, il più alto tra le grandi metropoli mondiali.

Anche se Tōkyō viene considerata come una delle maggiori città del mondo, per la legge giapponese è considerata una "metropoli" piuttosto che una città, e sotto molti aspetti simile alle altre prefetture (県 -ken) giapponesi. Consiste di 23 quartieri speciali (区 -ku) che comprendono quella che in precedenza era la Città di Tōkyō suddivisa ora in municipalità che si autogovernano, e comprende inoltre altre 26 città (市 -shi), 5 paesi (町 -cho o machi) e 8 villaggi (村 -son o mura), ognuno dei quali possiede un governo locale. I confini di Tokyo si estendono fino alle Isole Ogasawara nell'Oceano Pacifico, distanti fino a 1.000 km. Il Governo Metropolitano di Tōkyō è condotto da un governatore pubblicamente eletto e da un'assemblea metropolitana con sede nel quartiere di Shinjuku.

Nei 23 quartieri vivono oltre 8 milioni di abitanti e di giorno la popolazione aumenta di altri 2 milioni e mezzo di persone tra lavoratori e studenti che fanno i pendolari dalle prefetture vicine. La popolazione totale dei tre quartieri centrali di Chiyoda, Chūō e Minato ammonta a meno di 300.000 persone di notte, ma sale ad oltre 2 milioni durante il giorno. Essendo il centro della politica, affari, finanza, educazione, mass media e cultura, Tōkyō possiede la più grande concentrazione di quartieri generali di corporazioni, istituzioni finanziarie, università, college, musei, teatri, negozi e luoghi di divertimento del paese. Vanta un sistema di trasporto pubblico altamente sviluppato con numerose linee ferroviarie e metropolitane. Questa concentrazione estrema è sia un vantaggio che uno svantaggio che scatena un continuo dibattito riguardo al trasferire la capitale della nazione in un’altra regione. Esiste anche il timore che un terremoto catastrofico colpisca Tōkyō, paralizzando di fatto l’intera nazione. Nonostante ciò Tōkyō continua ad attrarre persone da tutto il Giappone e da molti paesi, per cui una percentuale sostanziale della popolazione non è nativa di Tōkyō e lo rende un luogo dove incontrare persone provenienti da tutto il paese e dal mondo. Complessivamente gli abitanti della prefettura di Tōkyō sono 12.379.928 (dicembre 2003), anche se il vero agglomerato urbano di Tōkyō consta di oltre 26 milioni di persone, che diventeranno più di 28 nei prossimi anni.

Il suo nome precedente era Edo, che significa foce del fiume. È al centro della più popolosa area urbana del mondo ed è sicuramente una delle più importanti metropoli del pianeta.

Tōkyō è situata nella regione del Kantō, la più vasta pianura del Giappone, sull'isola di Honshu e si affaccia sulla baia omonima nella quale sfociano tre fiumi: Tama, Edo-gawa e Sumida. La capitale giapponese si estende fondamentalmente sulla pianura del Kanto, con una immensa distesa urbana che si addentra fino a inglobare una quantità di città e villaggi limitrofi, che si sono ormai saldati attorno ad essa formando la gigantesca conurbazione di Tōkyō-Yokohama-Kawasaki, una megalopoli che conta oltre 35 milioni di abitanti.

Tōkyō comprende altresì una parte insulare, includendo nei suoi confini amministrativi un arcipelago che dalla baia di Tokyo si estende fino in pieno oceano Pacifico.

Il centro di Tōkyō si trova a 35°41′N 139°36′E / 35.683, 139.6, circa alla stessa latitudine di Atene, Los Angeles e Teheran, ma per quanto riguarda la longitudine, è la capitale più orientale del mondo. Confina con la prefettura di Chiba a est, di Yamanashi a ovest, Kanagawa a sud e Saitama a nord.

In definitiva, Tōkyō è distinguibile, dal punto di vista amministrativo, in città propriamente detta, prefettura e area metropolitana di Tōkyō.

Tōkyō, come città a sé stante, è una metropoli di 8.336.611 ab., che si estende su una superficie di 621 km². L'estensione della città in senso stretto si limita esclusivamente alla municipalità edochiana, che in Italia corrisponde al comune. L'area della città è suddivisa in 23 quartieri speciali, ossia quartieri amministrativamente distinti, quali: Adachi, Aoyama, Arakawa, Bunkyo, Chiyoda, Chūō, Edogawa, Itabashi, Katsushika, Kita, Kōtō, Meguro, Minato, Nakano, Nerima, Ōta, Setagaya, Shibuya, Shinagawa, Shinjuku, Suginami, Sumida, Toshima e Taitō.

La prefettura di Tōkyō, con 12,5 milioni di ab., è la più popolosa del Giappone, e si estende su 2.187 km² di superficie, di cui oltre il 20% ricadenti nell'area della città propriamente detta. Essa ingloba, oltre ai succitati 23 quartieri, 26 città limitrofe alla capitale. Oltre a questi, la prefettura è suddivisa in 5 soggetti di cui 1 distretto e 4 sottoprefetture: Nishitama, distretto situato a nord della prefettura, comprende i villaggi (v.mappa) di Hinohara, Hinode, Mizuho ed Okutama, anch'essi conurbati in Tokyo. Le 4 sottoprefetture, quali Hachijō, Miyake, Ogasawara ed Ōshima; formano la "Tōkyō insulare" inquanto costituiscono due arcipelaghi con un totale di 473 km² di isole che si estende sull'Oceano Pacifico, dall'esterno della Baia di Tokyo fin quasi al confine con le acque territoriali delle Filippine. I 2 arcipelaghi son quelli delle Isole Izu, e, ancora più a largo nell'Oceano Pacifico, delle Isole Ogasawara.

L'Area della Grande Tōkyō, che comprende le prefetture di Tōkyō, Chiba, Kanagawa e Saitama, con oltre 34 milioni di ab. (la maggiore area urbana del pianeta) e un'estensione di 13.555 km².

A Edo un daimyo, Ota Dokan, costruì nel 1457 un castello detto Edo-jō (江戸城). Tokugawa Ieyasu, divenuto il daimyo delle otto province del Kanto edificò una grande città, Edo, che divenne il capoluogo del territorio da lui controllato. Dopo aver fondato lo Shogunato nel 1602, fece di Edo la sua capitale.

Edo divenne la più grande città del Giappone. In conseguenza del sistema del sankin kotai tutti i daimyo dovevano possedere dei palazzi a Tōkyō. Di solito un daimyo aveva tre residenze: una per sé e la propria famiglia, due per il suo seguito. La moglie e il primogenito dovevano abitare a Edo. Ogni daimyo doveva soggiornare a Edo per un periodo ogni due anni. Questa politica contribuì a incrementare la popolazione della capitale. A causa della grande abbondanza di abitanti di Tōkyō che non ne erano nativi venne coniato il termine "Edokko" (figlio di Edo), in uso ancora oggi, per distinguere i nativi dai non-nativi.

In conseguenza di ciò la popolazione aumentò rapidamente, portando Edo a diventare una delle più grandi città del mondo con oltre 1 milione di abitanti nel XVIII secolo. Era la capitale di fatto del Giappone anche se l’Imperatore risiedeva a Kyōto, la capitale Imperiale.

Nel 1867, con la fine dello Shogunato, fu restaurato il potere dell'imperatore che trasferì la capitale da Kyōto a Edo, cambiando il nome della città da Edo a Tōkyō (capitale orientale). Nel 1868 l'imperatore si spostò da Kyōto a Tōkyō e dal 1869 si stabilì nel castello, dove in precedenza risiedeva lo Shogun, nell'attuale quartiere di Chiyoda. La città si ingrandì sempre più divenendo il centro politico, economico e culturale del Giappone. La prefettura fu suddivisa in quartieri, attualmente in numero di 23.

Nel 1923 un terribile terremoto, che uccise oltre 70.000 persone, causò gravi distruzioni in seguito alle quali la città fu riedificata con notevoli trasformazioni.

Nella seconda guerra mondiale Tōkyō subì gravi bombardamenti, il più intenso fu quello del 10 marzo 1945 che fu devastante quasi quanto le bombe atomiche sganciate su Hiroshima e Nagasaki. Vaste aree della città vennero appiattite. Al giorno d’oggi non rimangono praticamente tracce della guerra, anche se molte persone ne portano ancora le cicatrici emotive.

Dopo la guerra Tōkyō venne ricostruita con un sistema ferroviario e metropolitano eccellente, che venne esibito al mondo durante le Olimpiadi del 1964. Gli anni settanta portarono un nuovo sviluppo edilizio, nel 1978 venne costruito un nuovo e controverso aeroporto e la popolazione crebbe fino a circa 11 milioni di abitanti. Negli anni ottanta il prezzo delle proprietà terriere schizzò alle stelle: molte compagnie e persone si arricchirono rapidamente, ma negli anni novanta la bolla economica scoppiò e molte compagnie, banche ed individui fallirono a causa del crollo del prezzo dei terreni. Ne seguì una recessione che rese gli anni novanta la "decade perduta" del Giappone, recessione che ancora oggi continua.

Il 20 marzo 1995 vi fu un gravissimo attentato alla metropolitana della città, compiuto da una setta di fanatici impiegando del gas nervino: morirono 11 persone mentre 181 rimasero ferite.

A Tōkyō vengono continuamente proposti piani di sviluppo o rinnovamento urbano. I progetti recenti includono Ebisu Garden Place, Tennozu Isle, Shiodome, Roppongi Hills, Shinagawa (ora anche stazione per gli shinkansen), e Tōkyō Station (sul lato di Marunouchi). I progetti di recupero della terra dal mare vanno avanti da secoli. Il principale è l'area di Odaiba, ora un grande centro di negozi e di divertimenti.

Tōkyō propone molti luoghi interessanti per i turisti provenienti da tutto il mondo, sia in ambito culturale e sportivo. Nell'arco dell'anno la città ospita innumerevoli festival, eventi mondani e sfilate. A Tōkyō sono presenti molti templi, teatri, musei e concerti.

Tōkyō è sede di molti musei. Il Museo Nazionale, situato nel Parco di Ueno, è il più grande museo del Giappone e specializzato in arte giapponese tradizionale, il Museo Nazionale di Arte occidentale ed il Museo Nazionale di Arte Moderna, il quale contiene diverse collezioni di Arte moderna giapponese e una sezione con oltre 40.000 titoli di film giapponesi ed esteri. Sempre nel Parco di Ueno si trovano il Museo Nazionale delle Scienze ed uno zoo pubblico.

Altri musei sono il Museo di Arte Nezu a Aoyama, l'Edo-Tōkyō Museum nel quartiere di Sumida, vicino al fiume Sumida ed il National Diet Library, archivio nazionale e museo d'arte moderna situato vicino al Palazzo Imperiale.

Tōkyō ha inoltre molti teatri dove vengono rappresentati sia spettacoli contemporanei che le forme tradizionali di teatro giapponese quali Nō e Kabuki. Inoltre vengono dati concerti in cui le orchestre sinfoniche eseguono musica occidentale e musica tradizionale giapponese. Tōkyō ospita anche concerti di musica pop e rock di artisti giapponesi e occidentali sia in intimi club che in strutture appositamente dedicate quale l'arena di fama internazionale Nippon Budokan.

Tōkyō è sede di molti eventi culturali dalle molte sfumature. I più importanti sono il Festival Sanno a Hie Shrine es il Sanja Festival a Asakusa Shrine. Molte città giapponesi hanno eventi simili chiamati matsuri. Il Kanda Matsuri si tiene a Tōkyō ogni due anni nel mese di maggio. Il festival si caratterizza per un sfilata carri decorati con ricche e migliaia di persone. Ogni anno, l'ultimo sabato di luglio, un grande spettacolo pirotecnico si svolge oltre il fiume Sumida attirando oltre 1 milione di spettatori. In primavera, la fioritura dei ciliegi giapponesi, chiamati in lingua giapponese sakura, chiama a raccolta molti abitanti nei vari parchi cittadini come il Parco Ueno, il Parco Inokashira ed il Giardino Nazionale Shinjuku Gyoen, dove fare un picnic sotto gli alberi di ciliegi giapponesi (Sakura).

Tokyo ha organizzato la XVIII Olimpiade nel 1964 ed è stata scelta dal Comitato olimpico giapponese, il 30 agosto 2006, come città candidata per i Giochi olimpici del 2016. La proposta di Tokyo è supportata dalla Weber Shandwick Worldwide, una società di pubbliche relazioni già vincitrice di quattro corse olimpiche.

La principale squadra di baseball cittadina è quella degli Yomiuri Giants, mentre a riguardo del calcio le principali sono il Tokyo ed il Tokyo Verdy. Le principali strutture sportive sono il palazzetto noto come Tokyo Metropolitan Gymnasium ed il National Stadium, che ospitò i giochi olimpici del 1964.

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Processo di Tokyo

Il Presidente della Corte, Sir William Webb, presiede il Tribunale di Tokyo nel 1946.

Processo di Tokyo è il nome che viene utilizzato in riferimento al Tribunale Militare Internazionale per l'Estremo Oriente, in inglese: International Military Tribunal for the Far East (IMTFE), che fu istituito per processare le più importanti personalità dell'Impero giapponese accusate di aver commesso, prima e durante la seconda guerra mondiale, tre tipologie di crimini: crimini contro la pace (Classe A), crimini di guerra (Classe B) e crimini contro l'umanità (Classe C). La prima accusa si riferisce alle cospirazioni politiche messe in atto dal Giappone nel periodo pre-bellico allo scopo di causare la seconda guerra sino-giapponese e la guerra del Pacifico. Le ultime due riguardano i crimini e le atrocità perpetrati durante la guerra come il massacro di Nanchino.

Il tribunale si riunisce per la prima volta il 3 maggio 1946 e si scioglie il 12 novembre 1948. Il processo ha sede nel quartiere Ichigaya di Tokyo.

Venticinque tra militari e politici giapponesi furono accusati di aver commesso crimini di Classe A, mentre più di 5.700 cittadini giapponesi furono accusati di crimini di Classe B e C, per lo più per abuso di prigionieri di guerra. I processi alle personalità minori furono tenuti separatamente in diverse città del Sud-est asiatico.

L'imperatore del Giappone Hirohito e tutti i membri della famiglia imperiale non furono processati per nessuna delle tre categorie di crimini. Molti come Nobusuke Kishi, che in seguito divenne Primo ministro, e Yoshisuke Aikawa, presidente dello zaibatsu Nissan, furono accusati ma rilasciati senza mai essere chiamati a deporre. Gli scienziati dell'Unità 731 agli ordini del generale Shiro Ishii, che avevano condotto esperimenti su cavie umane per tutta la durata della guerra, sfuggirono al processo protetti dalle autorità americane.

Le basi legali del processo furono stabilite dalla Carta del Tribunale Militare Internazionale per l'Estremo Oriente (CIMTFE) approvata il 19 gennaio 1946 dal comandante supremo delle forze alleate, il generale Douglas MacArthur, ed emendata per suo ordine il 25 aprile. Il documento indica le leggi e stabilisce le procedure attraverso le quali il processo dovrà essere condotto, incluse le tipologie di crimine. La carta specifica: "Nè la posizione ufficiale d'un accusato, nè il fatto che un accusato abbia agito conformemente agli ordini del suo governo o di un superiore saranno sufficienti, per se stessi, a sollevare dalla propria responsabilità detto accusato in ogni crimine di cui è imputato, ma queste circostanze possono essere considerate come attenuanti nel verdetto, se il Tribunale deciderà che la giustizia lo esiga".

La corte fu presieduta un gruppo di undici giudici scelti dal generale MacArthur da un elenco di nomi presentato da ognuno dei paesi firmatari dell'atto di capitolazione del Giappone, cioè Australia, Canada, Repubblica di Cina, Francia, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Regno Unito, Unione Sovietica e Stati Uniti. L'India Britannica e le Filippine furono sollecitate a fornire dei giudici. La pubblica accusa rispettava lo stesso criterio di composizione.

Due imputati, Yosuke Matsuoka e Osami Nagano, morirono di morte naturale durante il processo. Un altro, Shumei Okawa, fu colpito da esurimento nervoso e fu rilasciato. Una delle stranezze che lo videro coinvolto fu quando, colpendo la testa calva dell'ex-primo ministro Hideki Tojo, urlò "Inder! Kommen sie!" (Vieni! Indiano! in tedesco). Pertanto, il presidente Sir William Webb concluse che he era mentalmente insano e lo prosciolse dalle accuse.

Fra tutti gli accusati solo Hideki Tojo si assume la piena responsabilità dei suoi ordini e dei suoi atti. Tutti gli altri dichiararono di aver eseguito degli ordini e di non avere, per questo, nulla da rimproverarsi. Tutti i venticinque imputati si dichiararono "non colpevoli". Le condanne a morte furono eseguite mediante impiccagione nella prigione di Sugamo a Ikebukuro il 23 dicembre 1948.

Due accusati furono condannati a pene detentive minori: Shigenori Togo fu condannato a 20 anni di carcere e morì in prigione nel 1949, Mamoru Shigemitsu fu condannato a 7 anni di carcere, gli fu concessa la libertà vigilata nel 1950 e divenne ancora Ministro degli Esteri nel gabinetto del primo ministro Ichiro Hatoyama.

Secondo dati giapponesi, dei 5.700 cittadini che furono accusati per crimini di guerra di Classe B e Classe C, 984 furono inizialmente condannati a morte, 475 sono stati condannati all'ergastolo, 2.944 ricevettero periodi di detenzione limitati, 1.018 furono assolti e 279 non furono mai processati. Le sentenze di morte per singolo paese sono: Paesi Bassi 236, Regno Unito 223, Australia 153, Rep. di Cina 149, Stati Uniti 140, Francia 26 e Filippine 17. La Repubblica Popolare Cinese, nata ufficialmente il 1 ottobre 1948 (e ancora priva di un ampio riconoscimento internazionale), istituì autonomamente 13 tribunali che sentenziarono 504 arresti e 149 esecuzioni. Il Processo per crimini di guerra di Khabarovsk indetto dall'Unione Sovietica mise sotto accusa e giudicò colpevoli alcuni membri dell'Unità 731, un'unità militare per la ricerca battereologica e chimica che condusse esperimenti su cavie umane nel territorio del Manchukuo. Gli scienziati che si arresero alle truppe americane non furono mai processati, in quanto il generale MacArthur segretamente garantì loro l'immunità in cambio delle ricerche dell'Unità 731 sulle armi biologiche.

Nel 1981, il giudice olandese Bert Röling, unico giudici all'epoca ancora in vita, scrisse: "essendo stato uno dei giudici del Tribunale Militare Internazionale, è stata un'amara esperienza per me essere informato solo ora che i principali crimini giapponesi, quelli del tipo più disgustoso, sono stati tenuti nascosti alla corte dal governo degli Stati Uniti".

Il Processo di Tokyo condivise molte delle critiche rivolte contro il Processo di Norimberga, inclusa quella riguardo la natura non precostituita (ex post facto) della corte. I critici si dividono tra quelli che sostengono la tesi della giustizia dei vincitori sui vinti e quelli che vedono nel processo essenzialmente una procedura legale per esonerare la famiglia imperiale dalle responsabilità criminali.

Alcuni ritengono inoltre che il tribunale giudicò solo rispetto al punto di vista statunitense perché, a differenza di quello di Norimberga, l'accusa era composta da una sola squadra di procuratori, guidata dall'americano Joseph B. Keenan il cui ruolo fu predominante.

Inoltre il processo ai criminali giapponesi ebbe meno supporto ufficiale rispetto a quello contro i criminali nazisti. Il procuratore capo Keenan era un ex assistente procuratore generale (attorney general), che nel sistema giuridico americano è una posizione molto inferiore rispetto a quella che ricopriva il suo omologo di Norimberga Robert H. Jackson, giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti.

L'obiezione di Pal era anche sostanziale: sostenne che l'intera accusa verteva sul fatto che ci fu una cospirazione per intraprendere una guerra di aggressione, che includeva la brutalizzazione e la sottomissione delle nazioni invase. In particolare, circa il massacro di Nanchino sostenne, dopo aver riconosciuto la brutalità dell'azione, che c'erano prove schiaccianti contro i membri delle forze armate giapponesi, ma che non c'era nessuna prova circa il presunto coinvolgimento del governo giapponese o di qualcuno dei suoi funzionari. Inoltre dichiarò che non c'erano prove di nessun tipo che documentassero qualsiasi intervento del governo allo scopo di permettere crimini del genere e, che in ogni caso, la cospirazione al fine di intraprendere una guerra di aggressione non era illegale nel 1937.

Molti storici criticano il lavoro fatto dal generale MacArthur e dai suoi collaboratori per esonerare l'imperatore Showa e tutti i membri della famiglia imperiale coinvolti nella guerra come i principi Yasuhito Chichibu, Tsuneyoshi Takeda, Yasuhiko Asaka, Naruhiko Higashikuni e Hiroyasu Fushimi.

Il 26 novembre 1945, MacArthur confermò all'ammiraglio Mitsumasa Yonai che un'eventuale abdicazione dell'imperatore non era necessaria. Prima che il processo per crimini di guerra fu indetto, il Comando supremo delle forze alleate e i funzionari imperiali lavorarono in segreto, non solo per prevenire che la famiglia imperiale venisse incriminata, ma anche affinché al processo non ci sarebbero state testimonianze che avrebbero potuto coinvolgerla. Alti funzionari giapponesi collaborarono con gli alleati nel compilare le liste dei possibili criminali di guerra, mentre gli imputati per crimini di Classe A giurarono solennemente di proteggere il loro sovrano contro ogni possibile tentativo di coinvolgimento nelle responsabilità belliche.

Lo storico americano Herbert Bix ha scritto che il brigadier generale Bonner Fellers fu inviato in Giappone per "lavorare allo scopo di proteggere Hirohito dal ruolo che ricoprì durante la guerra" e "permise ai maggiori indiziati di coordinare le loro testimonianze affinché l'imperatore non fosse incriminato".

Bix sostiene inoltre che "le misure straordinarie adottate da MacArthur per salvare Hirohito dall'essere processato come criminale di guerra ebbero un duraturo e profondo impatto distorsivo sulla comprensione della guerra da parte dei giapponesi", e che "nei mesi dopo che il processo di Tokyo iniziò, i più elevati sottoposti di MacArthur stavano lavorando per attribuire la sostanziale responsibilità per Pearl Harbor a Hideki Tojo". Shuichi Mizota, l'interprete dell'ammiraglio Yonai, ha dichiarato che Fellers incontrò l'ammiraglio il 6 marzo 1946 e gli disse: "sarebbe più conveniente se da parte giapponese ci arrivasse la prova che l'Imperatore è completamente innocente. Credo che l'incombente processo offra la migliore opportunità di farlo. Su Tojo, in particolare, dovrebbe gravare il peso di tutta la responsabilità in questo processo".

Per il giudice olandese Bert Röling invece, niente di obiettabile poteva essere trovato nell'immunità dell'Imperatore e che gli accusati Kido, Hata, Hirota, Shigemitsu e Togo avrebbero dovuto essere assolti.

Nel 2006, in occasione del 60° anniverario del processo, un sondaggio condotto dal notiziario Asahi News su un campione di 3.000 giapponesi ha rivelato che, il 70% degli interpellati non era a conoscenza dei dettagli del processo, il 90% di questi apparteneva alla fascia di età tra i 20 e i 29 anni. Circa il 76% ha riconosciuto un comportamento aggressivo del Giappone durante la guerra, mentre solo il 7% ha dichiarato di credere che la guerra fu combattuta strettamente per autodifesa.

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Bombardamento di Tokyo nella seconda guerra mondiale

Tokyo rasa al suolo dai bombardamenti.

Il bombardamento di Tokyo da parte della USAAF avvenne nel corso della seconda guerra mondiale.

Il primo bombardamento su Tokyo, fu il Doolittle raid del 18 aprile 1942, quando sedici B-25 Mitchell furono lanciati dalla portaerei USS Hornet per attaccare alcuni obiettivi su Yokohama e Tokyo per poi atterrare su aeroporti della Cina. Le incursioni ebbero un significato di propaganda per gli Stati Uniti. Prematuramente lanciato, nessuno degli aerei che attaccarono Tokyo arrivò ai campi d'aviazione designati. Un aereo atterrò in Unione Sovietica e l'equipaggio venne imprigionato, mentre altri due equipaggi vennero catturati dai giapponesi.

La chiave di volta per il bombardamento del Giappone, fu il B-29 che aveva un raggio operativo di 6.019 km pressoché il 90% delle bombe lasciate cadere sulle isole giapponesi, furono portate da questo tipo di bombardiere. Le incursioni iniziali, furono portate partendo da basi americane poste sul territorio cinese ma proseguirono poi, dal novembre del 1944, da basi situate alle Isole Marianne Settentrionali. I B-29 furono trasferiti nella primavera del 1945 nell'isola di Guam.

La prima incursione di B-29 sul Giappone, venne lanciata dalla Cina il 15 giugno 1944. Gli aerei presero il via da Chengdu, più di 2.400 km dagli obiettivi. Questa prima incursione, non creò seri danni al Giappone. Soltanto quarantasette dei sessantotto B-29 colpirono gli obiettivi; quattro ebbero problemi meccanici, quattro precipitarono, sei dovettero scaricare le bombe in mare per problemi meccanici ed altri bombardarono obiettivi secondari. Solamente uno dei B-29 venne abbattuto dalle forze aeree nemiche. La prima incursione dal sud fu lanciata il 24 novembre 1944, quando 88 aerei bombardarono Tokyo. Le bombe furono lanciate da circa 10.000 metri, ma soltanto un 10% colpì gli obiettivi designati.

La scelta della Cina continentale come base di lancio delle incursioni, si rivelò poco soddisfacente. Le basi aeree cinesi, erano difficili da rifornire dall'India ed i B-29 che operavano da esse, potevano raggiungere il Giappone soltanto se venivano utilizzate parzialmente le stive di carico delle bombe con serbatoi supplementari di carburante. Quando l'ammiraglio Nimitz, conquistò alcune isole vicine, in modo tale che gli obiettivi erano nel raggio d'azione dei bombardieri, poterono iniziare delle serie e proficue operazioni di bombardamento del suolo giapponese. I raid, partirono dall'arcipelago delle Marianne e dall'isola di Guam con i già citati B-29 ora capaci di operare a pieno carico di bombe.

Come in Europa, l' USAAF operò durante il giorno per una maggior precisione nel colpire gli obiettivi, ma lo scopo non venne raggiunto in quanto non vennero ottenuti gli scopi principali che erano quelli di distruggere le fabbriche di armamenti giapponesi. La motivazione fu dovuta al fatto che i venti spiranti sulle isole giapponesi, deviavano durante la caduta dalla quota di circa 10.000 metri, la traiettoria delle bombe che cadevano così al di fuori degli obiettivi prefissati. Anche, il programma di bombardamento strategico, sperimentato con successo sulla Germania dove oltre un terzo delle industrie belliche era disperso in case e piccole fabbriche con meno di trenta lavoratori.

Il generale LeMay, comandante della XXI Bomber Command, cambiò strategia decidendo per incursioni notturne con aerei che bombardavano da quote più basse pari a 1.500/2.000 metri sulle maggiori città del paese come Tokyo, Nagoya, Osaka e Kobe. Nonostante gli iniziali limitati successi, LeMay fu determinato ad usare tali tattiche di bombardamento contro le città giapponesi. Attacchi su obiettivi strategici vennero continuati durante il giorno a livelli di quota meno elevati. Gli attacchi più devastanti, molto di più dei noti attacchi con bombe nucleari su Hiroshima e Nagasaki, furono quelli condotti contro le città giapponesi.

Il primo bombardamento avvenne su Kobe il 3 febbraio 1945, ed a seguito del suo relativo successo, venne deciso di continuare questa tattica. Le città giapponesi erano suscettibili a tale tipo di attacco, ma le condizioni più favorevoli per il successo erano aree con scarsa contraerea ed elevati venti di superficie. Molte armi di bordo dei bombardieri vennero rimosse per dar maggiore spazio alla quantità di bombe imbarcabili. Gli ultimi raid, effettuati in agosto, realizzati volando a bassa quota, consentirono di trasportare 7,3 tonnellate di bombe rispetto alle 2,6 del marzo precedente.

Dopo 2 ore di bombardamenti, Tokyo era avvolta in una tempesta di fuoco. Le fiamme erano così calde da incendiare gli abiti della gente che fuggiva per mettersi in salvo. Molte donne portavano in testa una acconciatura che si trasformò nello stoppino di una candela. L'Ufficio di Storia giapponese di Tokyo stabilì che 72.489 giapponesi caddero sotto i bombardamenti della città. Questa può essere stata la più distruttrice delle incursioni aeree mai realizzate in una singola azione, assai più del bombardamento di Dresda.

Vennero distrutti circa 41 km² della città di Tokyo a seguito di questo bombardamento. La sorte peggiore toccò al settore della città sito ad est del Palazzo Imperiale. Nelle due settimane successive vi furono almeno altre 1.600 incursioni contro le quattro maggiori città che distrussero 80 km² con la perdita di solo 22 aerei. Vi fu poi un terzo raid su Tokyo il 26 maggio.

I raid con il napalm non furono i soli lanciati sulla città, vi furono altri raid con bombe tradizionali ad alto potere distruttivo. Con la presa di Okinawa, l'VIII Squadra aerea venne trasferita lì dall'Europa ed iniziò le sue incursioni. L'intensità dei bombardamenti crebbe così mese dopo mese passando da 13.800 tonnellate di bombe a marzo alle 42.700 a luglio e si era stabilito di arrivare a 115.000 tonnellate in ognuno dei mesi successivi.

Diversamente dal bombardamento atomico di Hiroshima e Nagasaki che fu inteso, almeno parzialmente, come un modo per costringere il Giappone ad una veloce resa, il bombardamento al napalm, che uccise un maggior numero di civili, fu eseguito come una strategia a lungo termine per distruggere la capacità del Giappone a produrre materiali bellici e per minare la volontà del governo giapponese di continuare la guerra. Nel contesto di guerra totale, il grande numero di civili giapponesi ucciso dal bombardamento strategico fu visto come accettabile dall'amministrazione americana. Quando riflettendo sulla campagna dopo la guerra, alcuni espressero dubbi sulla moralità dei bombardamenti, disse più tardi Curtis LeMay: "Io suppongo che se avessi perso la guerra, sarei stato processato come un criminale di guerra." Egli convenne, comunque, che i bombardamenti avevano salvato molte vite incoraggiando il Giappone ad arrendersi prima. L'ex primo ministro giapponese Fumimaro Konoe affermò che la decisione di accettare la resa del paese fu determinata dai prolungati bombardamenti sulla città di Tokyo. Più recentemente, lo storico Tsuyoshi Hasegawa argomentò in Racing the Enemy (Cambridge: Harvard UP, 2005) che il fattore principale che determinò la decisione del Giappone di arrendersi non furono le bombe atomiche ed i bombardamenti sulle città, ma la rinuncia sovietica al patto di neutralità nippo-sovietico e quindi il timore di una guerra contro l'Unione Sovietica. Il fatto che il bombardamento dei civili giapponesi era giustificato per salvare la vita ai soldati americani ed alleati evitando loro una sanguinosa invasione via terra, è stato oggetto di aspri dibattiti nel successivo dopoguerra.

Tokyo non venne considerata un obiettivo per il bombardamento nucleare, anche se la baia di Tokyo fu considerata un obiettivo non letale per una dimostrazione di potenza da parte delle forze americane.

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TV Tokyo

Sede di TV Tokyo

TV Tokyo è una rete televisiva giapponese con sede a Tokyo nata nel 1964 e da allora è divenuta una dei canali più seguiti in tutto il mondo. Attualmente infatti TV Tokyo trasmette a 32 milioni di famiglie in giappone (circa il 68 % della popolazione giapponese).

Nel 1969 fu acquistata dalla Nihon Keizai Shimbun e nel 1973 cambiò il nome in Tv Tokio 12. Inizia a trasmettere oltre ai programmi culturali ed istruttivi anche programmi dedicati al divertimento, sport e notizie e nel 1981 acquista il suo attuale nome. La rete televisiva fa parte di TXN insieme a sei canali radiofonici. Il maggiore share di questa rete televisiva è tra le 19 e le 20 dove quasi l'8% della popolazione giapponese sta guardando un programma trasmesso dalla TV Tokyo.

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Source : Wikipedia