Tiro con l'Arco

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Inviato da murphy 22/04/2009 @ 12:07

Tags : tiro con l'arco, tiro, altri sport, sport

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Tiro con l'arco

Una gara di tiro con l'arco

Il tiro con l'arco è uno sport di antiche origini. Diverse, nelle gare nazionali ed internazionali, sono le prove che contraddistinguono questa disciplina.

L'arco - come strumento di offesa (inteso come arma) ma anche come strumento di caccia, svago e di sport - è certamente una tra le invenzioni più originali dell'uomo, che lo ha sviluppato, nelle varie aree del pianeta, in tempi diversi e indipendenti, in ogni caso è uno dei primi congegni primitivi evoluti.

Si ritiene che la prima raffigurazione di un arco si possa indicare in un graffito di circa trentamila anni fa. Sicuramente sin dal Paleolitico l'uomo si serviva di questo strumento come sistema di caccia per colpire una preda, mantenendosi ad una distanza di sicurezza.

Il tiro con l'arco comparve per la prima volta ai Giochi olimpici del 1900 a Parigi. Escluso dopo il 1920 è stato riammesso a partire dalle Olimpiadi di Monaco di Baviera del 1972, anno in cui è rientrato a far parte delle specialità olimpiche.

Il riser è il corpo centrale dell'arco, la parte che si tiene in mano tramite la "grip" (impugnatura) per tirare. Ne esistono di diversi tipi, materiali (legno, alluminio, carbonio) e lunghezze, costruiti anche con diverse tecniche tra cui la fusione e la fresatura di un blocco di metallo. Negli archi TD ("take down", smontabili) costituisce il supporto su cui vengono montati i flettenti, ma è anche il supporto per molti accessori come mirino, bottone, "rest" e "clicker".

I flettenti sono, come dice il nome stesso, la parte dell'arco che si flette. Sono costruiti in diversi materiali (legno, carbonio, fibra, ceramica) e caratterizzati da due parametri (lunghezza e libraggio) che variano e vanno scelti in base all'arciere che li utilizzerà. Negli archi TD costituiscono parti separate da montare sul riser, negli archi monolitici sono un naturale prolungamento dell'impugnatura.

La corda può essere composta da filamenti di diverso materiale, in fibre naturali (ad esempio, il lino) o fibre sintetiche. Nella parte centrale della corda c'è un filamento più spesso (detto "serving") dove vengono fissati i punti di incocco che indicano dove va posizionata la freccia. A seconda del tipo di intreccio si distinguono corde di tipo "continuo" e corde di tipo "flemish". Nelle corde continue i loop (anelli tramite i quali la corda mette in tensione l'arco) vengono realizzati allargando i trefoli alle estremità ed avvolgendoli con un serving (in effetti queste corde sono composte da un unico filamento che fa molti giri (12 o più). Nelle flemish invece viene realizzata una impiombatura particolare dei due capi della corda.

Le corde per archi compound non rientrano in queste due categorie in quanto quasi ogni modello di arco di questo tipo necessita di un particolare set di corde e cavi.

Formalmente detto "bottone elastico" o "bottone di pressione", spesso chiamato "Berger Button" dal suo ideatore, è un sistema di ammortizzamento che consente di adattare la flessibilità della freccia, anche detto "spine", alla effettiva potenza (libbraggio o peso di trazione) dell'arco. Ne sono in commercio diverse tipologie, con regolazioni più o meno precise della molla di pressione.

Il rest è il supporto sul quale si appoggia la freccia. Ne esistono diversi tipi, da quelli adesivi in plastica a quelli in metallo con supporto a vite.

Il mirino costituisce un sistema di puntamento, regolato a discrezione dell'arciere, a seconda della distanza del bersaglio o delle condizioni di luce e climatiche (varie tipologie di vento). Ne esistono diversi modelli, a seconda del tipo di arco utilizzato. Misura fissa nel diametro e nella larghezza della diottra, senza lente di ingrandimento per l'arco "ricurvo" (olimpico), con una diversa regolazione e lenticolarità della diottra per l'arco compound (con demoltiplicatori eccentrici della potenza dell'arco)che può utilizzare con la lente di ingrandimento della diottra, una bolla da livello per meglio allineare l'arco al bersaglio.

Lo stabilizzatore è un'asta che serve a limitare le oscillazioni dell'arco. Può essere composta da diverse parti: gli archi compound generalmente usano una sola asta centrale, mentre gli Archi olimpici vi aggiungono anche due barre più corte (dette "baffi") poste lateralmente, circa 45° verso l'interno.

Il clicker una linguetta metallica che funziona da "motivatore di sgancio e di allungo", cioè quando nel tendere l'arco si è raggiunta tutta la lunghezza possibile della freccia, garantendo all'arciere un allungo costante. Il suo nome deriva dal "click" che produce quando la punta della freccia esce dalla linguetta metallica, appena prima dello scocco della freccia.

Così come l'arco anche la freccia ha subito una trasformazione nel corso degli anni. Dal legno di cedro o di tiglio si è passati alle frecce in alluminio, per poi arrivare alle aste in carbonio e alluminio/carbonio. Si noti comunque che tuttora sono utilizzate tutte le tipologie di materiale, a seconda della specialità praticata. Diametro, Lunghezza, peso, tipo di impennatura o di punte di freccia da utilizzare sono sempre in relazione al fisico dell'arciere, alla potenza dell'arco e al tipo di tiro (Indoor, FITA, Hunter & Field, ecc.). In generale le frecce di diametro maggiore consentono di coprire un'area maggiore sulla visuale (il bersaglio) ma sono più soggette al vento ed a movimenti sbagliati, mentre le frecce più sottili sono più veloci e leggere.

La dragona (o "dragonne") è un cordino che lega la mano dell'arciere al riser in modo da non perdere l'arco durante il rilascio. Ne esistono due tipologie principali: quelle che si legano al dito e quelle che si legano al polso.

La patelletta (o "tab") è composta da diversi strati di pelle, cuoio o materiali sintetici. Serve per proteggere le dita che tirano la corda da abrasioni e dalle microfratture che sono causate dal rilascio. Ne esistono di varie misure, forme e colori; l'ideale è modellarla sulle dita dell'arciere che deve utilizzarla. Per la divisione Arco nudo FITARCO, la patelletta deve essere priva di cuciture, che potrebbero servire di riferimento all'arciere. In alcune specialità alla patelletta si preferisce un tipico guantino in pelle rinforzata, a tre dita (indice, medio, anulare) che consente una maggior rapidità di tiro.

Lo sgancio meccanico è un accessorio per l'arco compound, utilizzato per rilasciare la corda; di fatto sostituisce la patelletta o il guanto proteggi dita. Le dita dell'arciere non toccano la corda e si eliminano quasi del tutto le possibili interferenze di un rilascio manuale. Ne esistono di diversi colori e tipologie, che cambiano radicalmente il modo di rilasciare: ci sono sganci a pressione, a rotazione, "back-tension", tenuti tramite una fascia sul polso o con le dita.

La faretra è il contenitore delle frecce. Ne esistono tantissime differenti tipologie, di cuoio e in tessuto, da schiena o da fianco. Molti arcieri realizzano da soli la propria faretra, altri la personalizzano soltanto, attaccando spille e benemerenze conquistate, o semplici portafortuna.

Le protezioni che può usare un arciere sono, oltre alla patelletta, parabraccio e paraseno (utilizzato anche dagli uomini). Possono essere costruite in diverso materiale, dal cuoio alla plastica, dal tessuto naturale o sintetico. Servono per proteggere l'arciere dai colpi e dalle abrasioni causate dalla corda durante il rilascio e, soprattutto il paraseno, per garantire alla corda un attrito sempre costante con il corpo dell'arciere, limitando il più possibile le interferenze.

A queste si aggiunge l'Unione Italiana Sport per Tutti (UISP) caratterizzata dal particolare stile di tiro "Fiore di ciliegio".

Nonostante il materiale che compone gli archi non sia regolamentato ormai quasi tutti i produttori, anche artigianali, utilizzano materiali ad alto contenuto tecnologico. Per i riser il materiale più usato è la lega d'alluminio, negli ultimi anni l'evoluzione sta portando alluminio con inserti strutturali di carbonio incollati e versioni totalmente in fibra di carbonio. La costruzione dei flettenti è fatta con una sovrapposizione di strati alternati di vari materiali: legno-legno, legno-carbonio, schiuma sintetica-carbonio, ne sono stati creati anche modelli con lamine ceramiche e inserti in titanio.

Un'altra tipologia di tiro con l'arco è quella regolamentata dalla FIARC (prima Federazione Italiana ARcieri Cacciatori, poi diventata Federazione Italiana Arcieri Tiro di Campagna), in cui viene praticata un'attività venatoria simulata.

Le competizioni si svolgono su percorso naturale (generalmente boschi o radure con macchie) in cui vengono ambientate le situazioni di caccia simulata utilizzando sia visuali bidimensionali (paglioni con sagome cartacee) che tridimensionali (sagome in resine plastiche); negli ultimi anni vengono utilizzati ormai quasi esclusivamente bersagli tridimensionali, che raggiungono un notevole realismo con un'ambientazione ben curata. Il percorso a piedi da compiere tra una piazzola e l'altra rende questo sport un'attività fisica sana e completa, anche se non esasperata e praticabile a qualunque età.

Parallelamente alla FIARC (ma nato precedentemente) esiste il circuito dei cosiddetti "Roving". Si tratta di una disciplina di tiro per molti aspetti analoga a quella praticata in FIARC anche se esistono fondamentali differenze. La principale riguarda le tipologie di archi ammesse alle gare: solo archi tradizionali (sono esclusi i compound).

Lo spirito del Roving è quello di rendere la simulazione venatoria ancora più realistica attraverso la limitazione a un massimo di 30-35 metri delle distanze a cui possono essere posti i bersagli, preferibilmente tridimensionali, l'utilizzo per alcune piazzole di "tree-stand" (seggiolini posti sugli alberi), talora l'uso di lame da caccia, di punte "blunt" e di frecce "flu flu", un maggior numero di bersagli in movimento (senza limiti massimi di velocità) e a volte bersagli non segnalati sulla "tabella di piazzola" ma da cercare entro un certo limite di tempo all'interno di un'area delimitata. Oltre che realistiche, queste gare sono molto divertenti: spesso vengono inserite alcune piazzole realizzate con quello spirito "ludico" che è sempre apprezzato dalla maggioranza degli arcieri tradizionali. Il divertimento non inficia la validità arcieristica di queste gare, frequentate da arcieri di altissimo livello come da entusiasti con minore esperienza. Nei roving è stato eliminato il libbraggio minimo degli archi, previsto dai primi regolamenti, che resta in vigore per il solo roving nazionale di tiro istintivo venatorio o per l'accesso ad alcuni premi speciali (categoria "Venatores").

Le gare del circuito Roving si svolgono prevalentemente nelle regioni settentrionali d'Italia, dove questa disciplina è nata, ma negli ultimi anni si sono molto diffuse anche nel centro-sud proprio per le caratteristiche sopra descritte, che le rendono particolarmente apprezzabili ed appaganti per gli arcieri tradizionali.

L'Unione Italiana Sport per Tutti (UISP) - che con oltre 1.000.000 iscritti è la più grande associazione sportiva italiana (dati del 2007) - offre una gamma completa di attività di tiro con l'arco, come parte della Lega Sport e Giochi Tradizionali. Il settore "arcoUISP" promuove la pratica del tiro con l'arco in tutte le fasce di età, favorendo un approccio a questa disciplina che ha al suo centro la socializzazione, la condivisione di esperienze, l'attività di gruppo. In tutte le varianti del tiro con l'arco praticate, l'attenzione è focalizzata molto più sull'arciere che non sul bersaglio.

I primi tre punti consentono di eliminare l’ansia da prestazioni, permettono a persone di entrambi i sessi e di tutte le età di tirare senza sforzo, esaltano l’aspetto ludico dell’attività. Il quarto punto rende possibile tirare in modo continuativo per tutto l’arco dell’anno, anche in locali di dimensioni limitate, garantendo la sicurezza totale (il tiro con l’arco è probabilmente la disciplina sportiva nella quale avviene il minor numero di incidenti) grazie all’uso di speciali reti fermafreccia e di transenne che è facilissimo autocostruirsi a basso costo.

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Tiro con l'arco ai Giochi della II Olimpiade

Il Tiro con l'arco alla II Olimpiade fu rappresentato da sei eventi.

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Tiro con l'arco ai Giochi della XXVI Olimpiade

Voce principale: Giochi della XXVI Olimpiade.

Le gare di tiro con l'arco alle olimpiadi estive del 1996 si sono svolte ad Atlanta.

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Tiro con l'arco ai Giochi olimpici

Il tiro con l'arco è una disciplina olimpica dal 1900, ma solo dal 1972 si hanno le gare con le odierne caratteristiche.

Il 1972 ha segnato l’inizio delle oderne competizioni di tiro con l’arco alle Olimpiadi Estive, con gare standard e con molte nazioni partecipanti.

Le prime competizioni di tiro con l’arco alle Olimpiadi Estive vedevano gare differenti da edizione a edizione con al massimo atleti provenienti da 3 nazioni diverse: nel 1904 hanno preso parte alle gare solamente atleti statunitensi.

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Tiro con l'arco alla XIII Paralimpiade

Voce principale: XIII Giochi Paralimpici estivi.

Le gare di tiro con l'arco si sono svolte a Pechino dal 9 al 15 settembre 2008 all'Olympic Green Archery Field, campo di gara temporaneo allestito all'interno del Villaggio Olimpico in cui si sono disputate le gare di tiro con l'arco delle Olimpiadi.

Le classi giocano un ruolo importante per gli atleti paralimpici, perché con l'assegnazione di una determinata classe di handicap gli atleti sanno di gareggiare in una situazione per loro equa.

La stessa dei Giochi Olimpici: c'è stata prima una gara di qualificazione a 70 m (distanza unica per uomini e donne) durante la quale è stato tirato un totale di 72 frecce, in 12 volée (gruppi) da 6 frecce, per un punteggio massimo pari a 720 punti. Poi sono cominciati gli scontri diretti alla stessa distanza, per un massimo di 120 punti se individuale, o 240 punti se con la squadra (tre alteti).

Alla competizione individuale hanno partecipato 136 atleti (88 uomini, 48 donne).

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Source : Wikipedia