Teramo

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Tags : teramo, abruzzo, italia

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Teramo

Teramo - Stemma

Teramo è una città di 54.926 abitanti capoluogo di provincia.

Teramo è situata nella parte settentrionale dell'Abruzzo, nella Val Tordino, in una zona collinare sotto le pendici del Gran Sasso, che degrada verso la costa con una ricca vegetazione di vigneti e oliveti.

La città sorge alla confluenza del fiume Tordino con il torrente Vezzola che cingono il suo centro storico.

Il clima è di tipo temperato-fresco collinare, con temperature che nel mese più freddo (gennaio) si aggirano sui 5,5 °C e in quello più caldo sui 24 °C. Le precipitazioni sono relativamente abbondanti (circa 800 mm annui) e concentrate soprattutto nel tardo autunno. In inverno la neve può cadere abbondante, come testimoniato dal recente episodio del gennaio 2005. Data la sua posizione nel cuore di una bassa vallata, in estate non sono rari gli episodi di caldo intenso e afa stagnante.

Ebbe probabilmente dai Fenici il nome di Petrut, con il significato di “luogo elevato circondato dalle acque”. Dalla latinizzazione di Petrut in Praetut derivò poi Praetutium e Ager Praetutianus per indicare il territorio.

I Romani la chiamarono Interamnia Urbs ("città tra i due fiumi", con riferimento al Tordino e al Vezzola), e fu detta Praetuttium, o Praetutianorum o semplicemente Praetutia per distinguerla da Interamnia Nahars (Terni), Interamnia Lirinos (la scomparsa Teramo sul Liri) e Interamnia di Capitanata (l’attuale Termoli). Nella divisione amministrativa del territorio promossa da Augusto imperatore, Interamnia fu ricompresa nella “V Regio”, il Piceno.

In epoca medievale da Praetutium derivò Aprutium che fece la sua comparsa in documenti del VI secolo e che per qualche tempo, fino al secolo XII circa, avrebbe designato sia la città, il Castrum aprutiense, che il territorio circostante per estendersi quindi all’intero Abruzzo. Il nome Interamnia si trasformò invece in Interamne, Teramne e Interamnium, Teramnium per giungere infine, all’inizio del II millennio d.C., alla forma Teramum.

Secondo alcuni il nome Abruzzo deriva proprio da Aprutium.

Non ha trovato credito, invece, la teoria secondo la quale il nome Teramo sarebbe derivato da Thermae, con relazione quindi alla pur accertata presenza di importanti terme in varie zone della città, e che faceva riferimento sia all’aspirazione “Theramum” riscontrabile in alcuni codici sia all'uso del dialetto locale che contrae in “Terme” la pronuncia del nome di Teramo.

La città, popolata da tempi antichissimi, era il centro principale della popolazione dei Pretuzi. In seguito venne conquistata dal console romano Manio Curio Dentato nel 290 a.C. (cinque anni dopo la battaglia di Sentino), divenendo municipio.

Prese parte attiva alla Guerra sociale (91-88 a.C.) e Silla la privò dunque dello statuto di municipio, che le fu in seguito restituito da Cesare.

Come capitale del Petrutium venne inserita nella V regio da Augusto. Sotto il dominio imperiale conobbe un periodo di grande prosperità, testimoniato dalla costruzione, sotto Adriano, di templi, terme e teatri.

Saccheggiata e rasa al suolo dai Visigoti nel 410 venne rifondata nel 568, in seguito fu conquistata dai Longobardi entrando a far parte prima del marchesato di Fermo e poi del ducato di Spoleto. Contesa fra i Normanni e i duchi di Puglia, Teramo fu quasi distrutta nel 1155 ma si risollevò nuovamente e, sotto la dominazione vescovile, godette di un periodo di relativo benessere testimoniato dall'edificazione della nuova cattedrale di Santa Maria Assunta e San Berardo.

A partire dal 1395 subì il dominio del Ducato di Atri, da quando il Conte di S. Flaviano Antonio Acquaviva, si nominò Duca d'Atri e Signore di Teramo.

Tuttavia, una serie di eventi negativi, culminati nel terremoto del 1380, le lotte intestine fra la famiglia dei Melatini e quella dei De Valle e il brigantaggio condussero la città a un profondo declino, dal quale non si risollevò né sotto la dominazione dei signori d'Altavilla, né sotto quelle successive di francesi e spagnoli.

Entrata a far parte del Regno di Sicilia ne seguì le sorti fino all'Unità d'Italia.

Opera artistica di maggiore pregio della Città è il Duomo, la Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta e San Berardo, Patrono della Città.

La sua costruzione, iniziata nel 1158, è in stile romanico e, nella parte superiore, assume uno stile gotico, essendo stata realizzata sotto l'episcopato di Niccolò degli Arcioni. Al suo interno si trovano il prezioso paliotto d'argento di Nicola da Guardiagrele e il polittico dell'artista veneziano Jacobello del Fiore.

Dopo gli ultimi lavori di scavo e restauro è stata riportata alla luce, dopo circa 300 anni di oblio, la Cripta di S. Berardo che, dal settembre 2007 è visibile al pubblico.

Appena fuori le mura sorge l'antico Santuario dedicato alla Madonna delle Grazie. Fu costruita nel 1153 prendendo origine dalla Chiesa di un monastero di benedettine intitolato a Sant'Angelo delle Donne. Nel 1448 la costruzione iniziale fu ampliata per accogliere i frati minori di San Giacomo della Marca. Agli inizi del 1900 la Chiesa è stata restaurata e modificata nella facciata. Nell'interno vi sono affreschi di Cesare Mariani, che si raffigurò grande vecchio con barba nell'affresco del Presepio. Sull'altare maggiore vi è la Madonna col Bambino, in legno policromo, opera di Silvestro dell'Aquila.

Nel centro storico, è visitabile l'Antica Cattedrale, oggi chiamata Chiesa di San Getulio o di Sant'Anna. È l'unico resto altomedievale di Teramo. Fu costruita sui resti di un tempio romano. Andò bruciata nel 1155 dai normanni, che incendiarono l'intera Città.

Nel centro storico di Teramo sono presenti i resti sia dell'anfiteatro romano che del teatro romano, distanti fra loro pochi metri l'uno dall'altro, caso quasi unico al mondo. Gli studiosi datano la loro costruzione nel periodo dal I al II secolo dopo Cristo.

Il Corso San Giorgio, principale arteria cittadina, collega Piazza Garibaldi a Piazza Martiri della Libertà, chiusa al traffico e sede, nel corso dell’anno, di numerose manifestazioni. Sulla piazza, che è il vero centro della vita cittadina, si affacciano edifici storici e monumentali quali il Duomo, il Palazzo Vescovile, il Seminario, i portici del Sanpaolo e il Palazzo Costantini con i sottostanti portici (detti Portici di Fumo).

Altro luogo importante è Piazza Dante Alighieri, nella quale si trova il liceo classico, fondato nel 1813 e dedicato al filosofo Melchiorre Delfico.

Monumento di grande pregio è anche il Castello Della Monica, ricostruzione ottocentesca di un edificio medioevale. Situato sul piccolo colle di San Venanzio, poco distante da Piazza Garibaldi, il Castello Della Monica (iniziato nel 1889 e terminato nel 1917) fu realizzato dall'artista teramano Gennaro Della Monica, che gli ha dato anche il nome.

Nell'alveo di ciascuno dei due fiumi che cingono il centro storico della città è stato creato un Parco Fluviale con un percorso ciclopedonale: quello del Parco del Tordino è lungo oltre 4 km mentre quello lungo il Parco del Vezzola è di circa 1,5 km.

È in progetto il prolungamento di quest'ultimo, con un percorso che salirà verso il boschetto nel quartiere "Il castello" per poi scendere a "Piano Solare" e ricollegarsi con il Parco del Tordino.

Un'area verde intitolata al cantautore teramano Ivan Graziani è sita fuori Porta Reale, di fronte alla basilica della Madonna delle Grazie, nel parco sono presenti anche siti archeologici e il monumento alla Resistenza dell'artista Augusto Murer (inaugurato il 23 aprile 1977).

Altro parco cittadino fuori le antiche mura è la Villa comunale, confinante con Piazza Garibaldi e con Viale Bovio. Il progetto risale al periodo tra il 1882 ed il 1884 ad opera dell'ing. Ernesto Narcisi e comprende un ameno laghetto.

Una fascia verde cittadina è quella de I Tigli, lungo Viale Mazzini, dove sono presenti anche essenze pregiate come il ginkgo biloba. Vi sono collocate le opere, dello scultore Venanzo Crocetti, aventi per tema i Caduti di tutte le guerre (inaugurate nell'aprile 1972): quattro gruppi scultorei, di cui tre di contorno, che vogliono rappresentare le armi di terra, di mare e di cielo e il quarto, al centro, che vuol simboleggiare il Cavaliere della Pace.

Nel quartiere Cona vi è il Parco archeologico di Ponte Messato dove sono visibili una strada romana e tombe.

Di origine pre-romana e ampliata nel periodo romano, si sviluppa ai lati dell'antica strada lastricata, contornata di monumenti, da qualcuno chiamata anche Via sacra d'Interamnia (con le dovute proporzioni una sorta di Via Appia teramana per le analogie con la Via Appia Antica nei pressi di Roma).

L'Arco di Monsignore era un cavalcavia, un collegamento aereo tra il vescovado e la cattedrale; è stato anche sede dell'archivio vescovile.

Fu costruito nel 1738, a ridosso della torre campanaria, dal Vescovo Tommaso Alessio de' Rossi, che volle realizzare un progetto risalente al XVII secolo. Costituiva una prosecuzione (più grande) degli archi del porticato del palazzo vescovile con i quali delimitava un lato dell'importante piazza del Mercato, ora piazza Orsini.

Fu abbattuto nel 1969, dal soprintendente Mario Moretti, che completò così l'opera di isolamento del Duomo di Teramo iniziata nel 1935; inutile l'opposizione del vescovo Stanislao Battistelli.

Già nel 1959 era stata portata a termine la demolizione del Teatro Comunale di Teramo che si trovava all'estremità di Corso San Giorgio, vicino a Piazza Garibaldi, al suo posto sorge ora il palazzo che ospita, tra l'altro, il Cinema Comunale e il grande magazzino Oviesse (ex Standa).

Era stato inaugurato nel 1868; il progetto era dell'ingegnere Nicola Mezucelli. Il Sipario, raffigurante l'Incoronazione del Petrarca, fu dipinto da Bernardino De Filippis-Delfico.

Tra le molte demolizioni che, a partire dagli anni trenta, hanno sconvolto l'assetto medievale della città, queste sono forse quelle che hanno lasciato un vuoto più persistente nella memoria dei teramani.

I luoghi storici di ritrovo, i monumenti, le vecchie attività storiche e importanti e ciò che è andato perduto, distrutto, cancellato o dimenticato.

Ristrutturato da pochi anni c'è il bar storico Grand'Italia situato in corso San Giorgio.

Realizzato a cura dell’INFN e del Comune di Teramo, è in fase di ultimazione.

L'Università degli studi di Teramo è nata nel 1993 per scorporo dall'Università "G. D'Annunzio" di Chieti; ad oggi (2007) conta 5 Facoltà, 24 Corsi di laurea, 35 Master, 6 Scuole di specializzazione e 10 Dipartimenti.

Sulle colline prospiscienti, a 4 km da Teramo, sorge l'Osservatorio astronomico di Collurania . Fu fondato nel 1890 dall'astronomo teramano Vincenzo Cerulli che poi lo donò allo Stato nel 1917. Dal suo telescopio, il 2 ottobre 1910, Cerulli scoprì un asteroide a cui diede il nome Interamnia (l'antico nome latino di Teramo).

L'Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Abruzzo e del Molise "G. Caporale" (IZSAM) è uno dei dieci Istituti Zooprofilattici Sperimentali Italiani.

Si occupa dell'accertamento dello stato sanitario degli animali, della salubrità dei prodotti di origine animale, della sorveglianza veterinaria, di formazione, ricerca scientifica e sperimentazione e di tutela dell'ambiente.

Fu fondato il 2 settembre 1941.

A Teramo, all'interno dei locali dell'Ospedale Psichiatrico (Porta Melatina), venne fondata nel 1925 la Società Psicoanalitica Italiana, ad opera di Marco Levi Bianchini, docente presso l'Università di Napoli "Federico II" e Direttore dell'Ospedale Psichiatrico di Teramo. Tuttora, su una parete esterna all'Ospedale Psichiatrico, su Via Aurelio Saliceti, una lapide ricorda la straordinaria figura di Marco Levi Bianchini e la nascita della Società Psicoanalitica Italiana, che ancora oggi svolge la propria attività e ha visto trasferire, nel 1932, la sua sede ufficiale da Teramo a Roma.

La Città di Teramo, a partire dagli anni '30, fu sede della Scuola Montessoriana e fu una delle prime città italiane ad ospitare istituti di educazione primaria che applicavano il metodo pedagogico di Maria Montessori.

L'istituto, purtroppo, fu soppresso nei decenni successivi.

La gastronomia teramana è sorprendentemente ricca e varia e trae da antichissime tradizioni contadine i suoi inconfondibili profumi e sapori.

Un vero e proprio rituale propiziatorio si celebra all’arrivo della primavera, ogni primo maggio, con la preparazione delle Virtù, un piatto le cui origini si perdono nella notte dei tempi quando, alla fine dell’inverno, le contadine univano alle primizie portate dalla buona stagione ciò che era rimasto nelle dispense delle scorte invernali.

La preparazione, che secondo la tradizione dura tre giorni e tre notti, è estremamente laboriosa perché i numerosi ingredienti (fave e piselli freschi, lenticchie, ceci, fagioli, indivia, carciofi, spinaci, cicoria, bietole, cime di rape, cuori di sedano, zucchine, aglio, cipolla, erbe aromatiche, prosciutto, cotenna, orecchio e piedini di maiale, cotiche, “pallottine”) vanno cotti separatamente, e solo alla fine si possono amalgamare con la pasta, di vari tipi e colori, che dovrebbe essere fresca anche se sono molto comuni le paste secche ed i tortellini, nonostante i puristi storcano il naso.

Le famiglie che ancora seguono la tradizione donano e scambiano le Virtù che vengono confrontate e giudicate; al giorno d’oggi, però, gran parte dei teramani si affida ai ristoranti che, ogni primo maggio, ne vendono grandi quantità.

Un altro piatto principe della cucina teramana sono i Maccheroni alla chitarra o Chitarra con le pallottine, nonostante il nome si tratta di una sorta di spaghetti a sezione quadrata che si ottengono pressando la sfoglia di pasta sulla chitarra: un attrezzo tradizionale abruzzese costituito da fili d’acciaio tesi, accostati parallelamente, su una intelaiatura di legno. L’eccezionalità di questo piatto è nel sugo ricco di carne sotto forma di “pallottine”: piccolissime polpettine di carne mista preparate a mano e fatte soffriggere.

Oltre alle “pallottine”, un elemento caratterizzante della cucina teramana sono le "scrippelle": sottilissime frittatine preparate versando su una padella caldissima una pastella di farina, acqua e uova; tanto simili alle ‘crepes’ dei francesi che, secondo alcuni, da Teramo furono portate oltralpe al seguito dei loro eserciti. Le "scrippelle" sono alla base di due dei piatti fondamentali della cucina teramana: le straordinarie Scrippelle mbusse: cioè bagnate, immerse in un leggero brodo di gallina dopo essere state cosparse di parmigiano ed arrotolate, ed il Timballo di Scrippelle, dove sostituiscono la pasta sfoglia nel separare gli strati di ingredienti: poco sugo, tante “pallottine” e tutto ciò che il gusto e l’esperienza della cuoca suggeriscono.

Un primo piatto caratteristico del teramano è la Zuppa di ceci, funghi e castagne.

Le saporite Mazzarelle: una foglia di lattuga legata con un budellino che avvolge pezzetti di coratella d’agnello (fegato, cuore e polmoni), con cipolla, aglio e prezzemolo, possono essere semplici o con il pomodoro.

E poi la ‘Ndocca ‘Ndocca, il classico piatto povero dei contadini nel quale si utilizzano tutte le parti del maiale (orecchie, muso, cotenna, piedi, costate) che non possono diventare prosciutti o salumi.

Infine i Caggionetti, tipico dolce abruzzese a forma di raviolo: una sfoglia leggerissima contiene un ripieno che, nei “Caggiunitte” teramani è a base di castagne, insieme ai classici cioccolato, mandorle tostate, cedro candito, buccia di limone e cannella.

Sulle colline tramane si coltivano i tipici vitigni abruzzesi: il Montepulciano d'Abruzzo rosso o cerasuolo ed il Trebbiano d'Abruzzo bianco; il Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane DOCG è considerato uno dei i migliori vini della penisola.

Nel mese di maggio si tiene una rassegna di arte varia organizzata dall'associazione Spazio Tre: il MAGGIO Fest (Maggio Festeggiante) che è giunto nel 2008 alla XVII edizione.

Cineramnia si gira a Teramo è un festival cinematografico che si svolge in una settimana di giugno. La formula che contraddistingue questo festival, unico in Italia, è semplice: 5 registi girano 5 film in 5 giorni, ovvero 5 scuole di cinema italiane ed europee sono state invitate a girare e montare un cortometraggio in cinque giorni. Il sesto i corti vengono proiettati in piazza e il pubblico vota il migliore. Protagonisti dei corti sono i cittadini che tre mesi prima hanno sostenuto un provino. La manifestazione è nata grazie ad una intuizione del regista Marco Chiarini e del prof. Dimitri Bosi presidente del Cineforum Teramo che organizza l'evento e si è sviluppata grazie alla collaborazione di numerosi professionisti tra cui il giornalista e musicista Paolo Marini. Il nome Cineramnia è stato ideato dal regista Stefano Saverioni. Nella settimana delle riprese inoltre, mentre i corti vengono realizzati, si svolgono degli incontri/lezioni e laboratori sul cinema e i suoi aspetti tecnici, linguistici, narrativi, spettacolari, con il corredo indispensabile di numerose proiezioni.

La Coppa Interamnia è la più grande manifestazione sportiva di pallamano a livello mondiale, è infatti considerata l'olimpiade della pallamano.

Dal 1972 si svolge nei primi giorni di luglio di ogni anno, vi partecipano squadre giovanili provenienti da tutti i continenti.

Ogni anno (dal 2001), dal 18 al 22 novembre (festa di Santa Cecilia, patrona della musica) si tiene il Concorso Internazionale di Esecuzione Musicale "Premio Ars nova Città di Teramo", riservato a musicisti di ogni nazionalità. Il concorso è dedicato a tutti gli strumenti, divisi in classi anno per anno. Importante appendice del Concorso è l'assegnazione del premio "alla carriera" ad un musicista teramano illustre. Lo hanno ricevuto Anna Guerrieri(2002), Ennio Vetuschi (2003), Leonia Vetuschi (2004), Anna Gorgoglione (2005), Giovanna Labellarte (2006), Rina Lupi (2007). Al premio "alla carriera" corrisponde una targa o una medaglia in argento donata dal Presidente della Repubblica.

Ogni mese di ottobre una settimana è dedicata al Premio Internazionale per la Fotografia Cinematografica "Gianni Di Venanzo". La prima edizione risale al 1996. L'organizzazione è a cura dell'associazione Teramo Nostra.

Dal 23 al 25 settembre 2005 si è svolto a Teramo un raduno dell'H.O.G. (Harley-Davidson Owners Group), a cui sono intervenuti da tutta Italia e anche dall'estero più di 1300 appassionati delle moto Harley-Davidson, con oltre 25.000 partecipanti nella notte fra sabato e domenica.

Dal 2004, altro evento che riaccende la città, è la manifestazione chiamata Teramo espone, essa consiste nella mera esposizione della merce venduta nei negozi della città, all'interno della caratteristica Villa Comunale. Nei giorni della rassegna, la Villa Comunale, si presenta come un grande centro commerciale all'aperto, pieno di tanti piccoli negozi ognuno con il suo tipico, e caratteristico prodotto. La folla che partecipa a questa manifestazione, ha il vantaggio di acquistare con sconti e promozioni del tutto vantaggiosi.

Il Teramo Calcio fu fondato nel lontano 1913 ed attualmente milita,dopo il fallimento della scorsa estate che lo ha estromesso dalla serie C2,in Promozione.

È stato recentemente inaugurato il nuovo stadio al quale sono legate grandi speranze per il futuro calcistico della città.

Il Teramo Basket fu fondato nel 1973 e dal 2003 gioca nella massima serie. I tifosi teramani sostengono con passione la squadra, specie quando gioca in casa, nel Palascapriano.

Militano in serie A1 sia la squadra di pallamano maschile(promossa in serie A d'Elite ) Emmelle Naca Medical Teramo Handball che quella femminile HC Teramo 2002.

La pallamano è molto seguita a Teramo dove, come detto sopra, ogni anno si svolge la Coppa Interamnia, un torneo considerato l'olimpiade di questo sport.

L'Amatori Rugby Teramo è la squadra della città. Dopo anni bui a cavallo del Millennio, a seguito della riorganizzazione dei campionati, voluta dalla federazione, sta conoscendo nuovi fasti, soprattutto a causa della nascita di nuove e inesperte squadre che gli permettono di farla da padrone a causa della maggiore esperienza dovuta ai maggiori anni di permanenza in campionati ufficiali.

Altra manifestazione importante, giunta nel 2007 alla sua 28° edizione, è la "Maratonina Pretuziana", che si svolge il 1° maggio di ogni anno. Nell'edizione del 30 aprile 2006 si è svolta anche la Mezza Maratona nazionale. Espressione massima del podismo femminile pluricampionessa italiana ha il nome di Teresa Di Carlo.

Di Atri è originaria la famiglia di Publio Elio Traiano Adriano, imperatore romano.

Di Bisenti è originario anche Ponzio Pilato, prefetto della Giudea e legato alla vita di Gesù Cristo. Tuttora, a Bisenti, è visibile la sua casa natale.

Di Campli, comune a pochi chilometri da Teramo, è l'operista Primo Riccitelli, al quale è intitolata la "Società della Musica e del Teatro".

Di Montorio al Vomano, altro centro poco distante dalla città, è il regista Tonino Valerii, autore di film di grande successo come I giorni dell'ira e Il mio nome è nessuno.

Il capoluogo è facilmente raggiungibile grazie all'Autostrada A24 (detta anche Autostrada dei Parchi) che la collega a Roma in meno di due ore, ed all'autostrada adriatica A14 che la collega ad Ancona e Pescara.

La Strada Statale 80 racc di Teramo prolunga l'A24 fino al casello "Teramo-Giulianova-Mosciano Sant'Angelo" dell'A14 costituendo un collegamento baricentrico tra Roma e l'intera costa adriatica.

Anche la Strada Statale 80 del Gran Sasso d'Italia collega Teramo alla costa e, attraverso il cuore del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, al capoluogo di regione, L'Aquila.

Una linea ferroviaria collega la Stazione di Teramo con quella di Giulianova; è stata elettrificata nel 2003 nell'ambito dei lavori che porteranno alla realizzazione del Servizio Metropolitano Regionale Chieti/Pescara/Teramo.

L'Aereporto più vicino è quello di Pescara mentre a Giulianova c'è un porto destinato ai pescherecci ed alle imbarcazioni da diporto.

Nel 2005 una statistica del Ministero della Sanità diffusa dal TG5 ha mostrato che Teramo, assieme a Roma, è tra le città che vantano l'acqua più buona d'Italia. L'acqua proviene in gran quantità dal massiccio calcareo del Gran Sasso.

La distribuzione avviene attraverso la rete dell'Acquedotto del Ruzzo, la cui costruzione è iniziata nel 1931 grazie all'impegno dell'Ing. Alfonso De Albentiis.

La gestione e la proprietà del servizio idrico per quasi tutta la provincia di Teramo è stata dell'Acar (Azienda Consorziale Acquedotto del Ruzzo) fino al giugno 2003 quando, a seguito dell’entrata in vigore della legge n. 448 del 2001, gli enti locali partecipanti al Consorzio Acar, hanno diviso tali funzioni tra due diverse società di capitali: l'acquedotto e due impianti di potabilizzazione sono stati affidati alla Ruzzo Reti S.p.A. mentre la gestione del ciclo integrato delle acque alla Ruzzo Servizi S.p.A.. Con atto di fusione del 9/5/08 la Ruzzo Reti ha incorporato la Ruzzo Servizi, tornando ad una gestione unitaria.

L'organizzazione ed il controllo del servizio idrico integrato sono affidati all'Ente d'Ambito Territoriale Ottimale (ATO) Teramano n° 5.

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Provincia di Teramo

Teramo posizione.png

La Provincia di Teramo confina a nord con le Marche (Provincia di Ascoli Piceno), a est con il Mar Adriatico, a sud con la Provincia di Pescara, con la Provincia di L'Aquila a sud e a ovest, e con il Lazio a ovest (Provincia di Rieti).

La peculiarità del territorio della provincia di Teramo è di essere caratterizzata dal versante orientale dell'Appennino abruzzese e da vallate che degradano dolcemente fino alla costa adriatica.

Su una superficie complessiva di 1949 km², vive una popolazione di circa 290.000 abitanti, distribuita in 47 comuni. I centri più popolosi ed importanti della provincia, oltre al capoluogo, sono Roseto degli Abruzzi (24 mila abitanti) e Giulianova (22 mila abitanti).

Due dei più importanti rilievi dell'arco appenninico, il Gran Sasso d'Italia e il massiccio della Laga sovrastano la provincia teramana. Il primo segna il confine occidentale della provincia e culmina col Corno Grande (2912 m). Nello stesso massiccio si trova il ghiacciaio del Calderone, il più meridionale d'Europa. Alle inaccessibili pareti del Gran Sasso si contrappone la diversa morfologia della Laga, all'estremo nord della provincia, regno di boschi, splendide gole e spettacolari cascate.

A est, lungo la costa del mare Adriatico sorgono le cittadine balneari della provincia, note come sette sorelle, caratterizzate da litorali sabbiosi e clima tipicamente mediterraneo, e contraddistinte da una flora di palme, pini ed oleandri.

La maggior parte del territorio teramano è comunque collinare: lungo le valli scorrono diversi fiumi, tra i quali il Vomano. Nell'alta valle del Vomano si trova il Lago di Campotosto.

Tra i popoli antichi più importanti vissuti nell'attuale territorio dell'attuale Provincia di Teramo è da citare i Piceni che abitavano anche nelle attuali Marche e i Pretuzi.

In effetti l'attuale Provincia di Teramo faceva parte del più vasto territorio del Picenum comprendente anche le attuali Marche.

Le circa diecimila tombe individuate nella vasta necropoli di Campovalano (utilizzata nel periodo che va dalla fine del X sec. a.c. al III sec. a.C.), testimoniano la loro presenza dei Piceni in questi luoghi. Pare che il nome del Mare Adriatico derivi dall'antico nome della città di Atri (Hatria).

La provincia di Teramo fu istituita nel 1806, con il nome di Abruzzo Ulteriore Primo per distacco dalla Provincia dell'Abruzzo Ulteriore, oggi Provincia dell'Aquila, che assunse il nome di Abruzzo Ulteriore Secondo. Dal 1806 al 1861 era suddivisa nei distretti di Penne (33 comuni) e Teramo (39 comuni).

La Provincia di Teramo dal 1861 al 1927 risultava divisa in due circondari, il circondario di Penne e il circondario di Teramo, istituiti con l'unità d'Italia secondo la legge Rattazzi.

La provincia di Teramo presenta straordinarie cittadine d'arte, che conservano mille tesori, e i suoi templi del culto, eretti in onore della cristianità. Il paesaggio è spesso impreziosito da antichi borghi turriti che, arroccati su speroni rocciosi, dominano quelli edificati più in basso i quali, a loro volta, lievemente adagiati sulle colline, degradano verso le spiagge dell'Adriatico. Da segnalare in provincia Civitella del Tronto, Atri e Giulianova. La prima è stata la civitas fidelissima, l'ultima rocca del regno borbonico a cadere sotto le armi dei Sabaudi. Racconta di questo passato la grande fortezza borbonica che domina il borgo tuttora abitato. L'antichissima città di Atri, è invece una cittadina splendida e ottimamente conservata. Presenta, tra gli altri monumenti, la straordinaria cattedrale romanica, monumento nazionale, importanti musei e lo splendido teatro. Ducato degli Acquaviva, racconta nelle sue strade e nei sui monumenti la storia di questa importante famiglia. Giulianova, seconda città della Provincia, oltre che perno del turismo balneare della costa teramana, conserva il centro antico sul colle che domina l'Adriatico; di origini romane (di cui conserva ancora alcune vestigia)venne ricostruita in alto dal Duca Giulio Antonio Acquaviva d'Aragona -la cui famiglia proveniva da questa contea detta di San Flaviano- nel 1470, secondo un piano urbanistico aggiornato alle idee architettoniche più avanzate dell'umanesimo -palese nella pianta ottagona e cupolata del Duomo-, tanto da aver fatto pensare come mente progettista a Leon Battista Alberti o ancor più a Francesco di Giorgio Martini. Campli possiede ancora intatto il suo centro medievale dove è possibile scoprire oltre alle emergenze monumentali della Collegiata di Santa Maria in Platea con la maestosa torre cuspidata e del Palazzo Farnese o del Parlamento, angoli intimi e suggestivi nei chiostri delle antiche case come quelle famigerate dette del medico e del farmacista; presso la Scala Santa è possibile acquistare l'Indulgenza Plenaria secondo un beneficio papale. Nella città di Teramo, capoluogo della Provincia, troviamo prestigiose testimonianze dell'importante passato della Città; in particolar modo la Basilica Cattedrale intitolata a Santa Maria Assunta e San Berardo, parte dell'antica Cattedrale di Santa Maria Aprutiensis, oggi Chiesa di Sant'Anna, il Teatro romano, l'anfiteatro e molto altro.

Lungo la costa teramana si raccoglie dagli ultimi vent'anni un importante flusso turistico, sviluppando notevolmente il settore alberghiero, legato prevalentemente al turismo balneare. Le città costiere più frequentate, note anche come le sette sorelle sono: Martinsicuro, Alba Adriatica, Tortoreto, Giulianova, Roseto degli Abruzzi, Pineto e Silvi Marina.

La provincia di Teramo è raggiungibile da nord e sud tramite l'Autostrada A14 (adriatica) e da ovest tramite l'Autostrada A24 Teramo-L'Aquila-Roma. La vallata centrale del Tordino è percorsa dalla superstrada S.S. 80 che collega Teramo e Giulianova e svolge il ruolo di raccordo tra la A24 per Roma e la A14 Adriatica.

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Storia di Teramo

Stemma della città di Teramo

Voce principale: Teramo.

Teramo ha origini antichissime. Un insediamento del I millennio a.C. e delle costruzioni d'epoca italica del III-II secolo a.C. sono stati oggetto di recentissimi scavi. Le tracce più antiche si riferiscono alla periferia della città, nel quartiere Madonna della Cona, dove fu rinvenuta, tra l'altro, una sepoltura con pugnale e alabarda. Allo sviluppo dell'antico insediamento sembra abbiano contribuito gli Etruschi e anche i Fenici che avrebbero fondato un emporio commerciale.

In quest'epoca erano già sorte Truentum (poi Castrum Truentinum e oggi Martinsicuro, centro liburnio e poi piceno e romano, Palma Picena (Tortoreto) Castrum Novum (Giulianova). Erano già state edificate le Necropoli di Atri, Civitella del Tronto e Montorio al Vomano.

Secondo lo scrittore romano Sesto Giulio Frontino l'antica Petrut o Pretut crebbe in dimensioni e importanza fino a divenire la capitale del Praetutium e conciliabulum dei Pretuzi.

Alla città venne dato il nome latino di Interamnia Praetuttiorum, secondo alcuni "semplice traduzione" del toponimo "Petrut".

Nel contesto della dominazione romana, in un primo tempo il Pretuzio è acquisito alla Tribù Velina.

In epoca Augustea, Interamnia fu ricompresa nella Quinta regione: il Piceno (la VI regione era l'Umbria e la IV era il Sannio). Il territorio dell'attuale provincia era diviso, da sud a nord, in Ager Hatrianus, Ager Praetutianus, Ager Palmense.

Nel periodo romano la città conobbe un periodo molto florido, come testimoniano le rovine dell'Anfiteatro, del Teatro e delle Terme, ecc. Il cardo (l'attuale Corso De Michetti) l'attraversava in tutta la sua lunghezza, da largo Madonna delle Grazie e Piazza Martiri della Libertà. Un fossato delimitava questa estremità (ovest).

Nell'anno 410 va registrata una prima distruzione di Teramo effettuata da parte dei Visigoti di Alarico I. Molto incerte tuttavia le notizie relative a questi anni: si presume che la presenza dei Goti nel territorio di Interamnia si sia protratta fino a circa il 552-554. Dopo la fine della guerra gotica, nel 553, si passò sotto il dominio dei Bizantini. Teramo fu ricompresa nel Marchesato di Fermo, soggetto all'Esarcato greco di Ravenna. La città era governata da un Conte che dipendeva dal Marchesato di Fermo.

Tra il 568 e il 572 i Longobardi occuparono la maggior parte dell'Italia settentrionale e centrale mentre persistevano porzioni di territorio ancora nelle mani dei Bizantini. Sicuramente in questa data l'Abruzzo fu almeno parzialmente occupato ma sono contrastanti le opinioni per quanto riguarda l'occupazione longobarda del Castrum aprutiense, per il quale manca una attendibile documentazione. All'anno 598 risale la pace tra i longobardi di Spoleto ed il papa.

La lettera di San Gregorio a Passivo (VI secolo) mostra che la città di Teramo (Castrum Aprutiense) faceva parte del Marchesato di Fermo (che si stendeva tra i fiumi Musone e Aterno/Pescara) e che aveva a capo un conte (all’epoca era Anio, Comes Castri Aprutiensis) che governava sulle città minori e sui luoghi fortificati; il Conte (Comes) era sottoposto all'autorità di un duca o marchese (che risiedeva appunto a Fermo).

Tra il 740 e il 763 quindi, il Marchesato di Fermo (e con esso anche la Contea aprutina che ne fa parte) è sottomesso al Ducato di Spoleto, parte del ”Gastaldato di Aprutium”: uno dei sette gastaldati nei quali i Longobardi suddivisero l'Abruzzo, con a capo un Comes castri Aprutiensis.

La Contea di Apruzio formatasi nel VI secolo resterà in essere fino al secolo XIII quando il suo territorio entrerà a far parte del Regno di Napoli.

Triste privilegio, però, che determinò per la nostra città un continuo travaglio il quale ebbe termine soltanto dopo il 1860, con la unificazione d'Italia.

Francesco Savini identifica gli anni tra il 1388 e il 1507 come "Epoca delle fazioni e delle Signorie".

Le strutture democratiche che per secoli avevano governato la città di Teramo e che negli Statuti del 1440 avevano trovato il loro riconoscimento ufficiale, furono abbandonate a vantaggio di una forma di amministrazione oligarchica che incontrò il favore dei viceré spagnoli. Si affermò così a Teramo il cosiddetto Quarantottismo, in base al quale le sorti del Municipio furono affidate a 48 famiglie "storiche" che ressero le sorti della città fino al 1770. In quest'epoca la divisione della città in "sestieri" si trasformò in divisione in "quartieri": San Leonardo incorporò il sestiere di Sant'Antonio e Santa Maria a Bitetto quello di Santa Croce. Per ciascuno dei quattro quartieri storici (San Giorgio, Santo Spirito, San Leonardo, Santa Maria)) furono scelte 12 famiglie.

Di seguito sono elencate i capifamiglia di 41 delle 48 famiglie che componevano le 48 del Patriziato.

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Source : Wikipedia