Tennis

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Tags : tennis, sport

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Tennis

Tennis all'Olimpiade nel 1896

Il tennis (italianizzato in pallacorda durante il fascismo) è uno sport che vede opposti due giocatori ( si parla di match singolare ) o quattro (due contro due, si parla di match di doppio).

I giocatori utilizzano una racchetta al fine di colpire una palla. In passato le racchette avevano un telaio in legno, poi in leghe leggere ora in materiali polimerici, con una rete rigida di corde verticali e orizzontali, fissate al telaio.

Scopo del gioco è colpire la palla per far sì che l'avversario, posto nell'altra metà del campo da gioco, non possa ribatterla dopo il primo rimbalzo o battendola finisca con il commettere fallo.

L'origine dell'attuale tennis potrebbe derivare da giochi latini (pila trigonalis), un altro gioco praticato nella corte bizantina e dal gioco francese jeu de paume, ossia un'evoluzione della pallacorda, che già nel XVI secolo esigeva l'uso della racchetta mentre in precedenza era giocato con il palmo della mano coperto da un apposito guanto.

L'inglese Walter Clopton Wingfield stabilì un primo regolamento nel 1874 dando al gioco il nome di sphairistike; l'anno successivo si diffondeva negli Stati Uniti per opera di Mary Outerbridge; la regolamentazione definitiva è del 1888 quando si costituì l'associazione tennistica inglese. In Italia il tennis fu introdotto assieme al football nel 1880 in Liguria. Nel 1894 fu fondata la Federazione Italiana, ma rimase sempre uno sport d'elite almeno fino al dopoguerra.

Fondamentale per lo sviluppo del gioco fu la decisione del 1883 di dimezzare l'altezza della rete. Nel 1895 si svolse il primo campionato italiano per tennisti. Nel 1896 il tennis fu inserito nel programma dei primi Giochi olimpici moderni e vi restò sino al 1924 quando fu eliminato quindi riammesso nel 1988. Nel 1900 fu contesa la prima Coppa Davis ossia il trofeo che spetta annualmente alla squadra nazionale campione mondiale: la nazionale italiana vinse questo trofeo nel 1976; per le nazionali delle tenniste annualmente si disputa la Fed Cup che è stata vinta dalla nazionale italiana nel 2006.

Nel 1926 iniziò l'era dei tornei professionistici e nel 1968 la federazione internazionale accettò il professionismo per tutti i tornei. Nel 1971 si adottò il gioco decisivo (tie-break) sul punteggio di 8-8 che nel 1979 si ridusse a 6-6. Nel 1973 si ricorse all'uso dell'elaboratore elettronico per aggiornare quotidianamente le classifiche dei tennisti professionisti: sino allora le classifiche erano compilate da esperti per essere pubblicate su giornali e riviste specializzate. Il primo campo da tennis in Italia fu quello di Bordighera (Liguria).

Nel 1986 iniziarono periodici controlli antidoping di giocatori professionisti e arbitri. Il materiale dei telai delle racchette è passato dal legno al metallo per arrivare all'attuale materiale sintetico e le corde intrecciate che un tempo erano in budello animale sono poi state sostituite dal nylon o da altri materiali sintetici.

Da considerare che le professioniste di quest'attività atletica grazie alla loro enorme popolarità sono diventate, negli ultimi decenni del secolo scorso, le prime atlete ad accumulare introiti paragonabili a quelli dei colleghi e attualmente alcune giovani campionesse avvenenti sono ritratte su copertine di riviste come le loro coetanee modelle famose.

In base a statistiche solo indicative, poiché attualmente è impossibile essere scientificamente precisi, proprio per l'eccezionale successo popolare di tennisti e tenniste, molti esperti ritengono che il tennis sia lo sport più seguito in generale dal pubblico televisivo mondiale.

James Van Alen nel 1954 fondò la International Tennis Hall of Fame che attualmente è il più grande museo di tennis nel mondo e ha sede in Newport negli Stati Uniti; in questo museo sono custodite racchette, maglie, cappelli, foto di molti campioni e personalità illustri del tennis che vengono ammessi in qualità di membri: Nicola Pietrangeli è diventato membro nel 1986 seguìto nel 2006 da Gianni Clerici, scrittore, giornalista e commentatore televisivo per Sky Italia.

In Italia un aumento della popolarità del tennis si verificò negli anni settanta-anni ottanta, ma anche anni 90, grazie ai successi conseguiti da Adriano Panatta, Corrado Barazzutti, Paolo Bertolucci e Tonino Zugarelli che, nonostante la perplessità del governo e dei principali mass media italiani sull'opportunità che l'Italia disputasse la finale di Coppa Davis nel Cile governato dal generale fascista Augusto Pinochet, conquistarono (1976) la prima Coppa Davis per l'Italia (impresa mai raggiunta, neppure negli anni sessanta da Nicola Pietrangeli, Orlando Sirola, Beppe Merlo e Fausto Gardini, sconfitti nella finale di Sydney del 1960 ed in quella di Melbourne del 1961 dall'Australia): la Rai trasmise solo una breve sintesi della partita decisiva, commentata da Roma dal telecronista Guido Oddo. La diffusione della pratica del tennis ebbe impulso anche grazie al successo di Adriano Panatta in tornei internazionali di grande importanza come gli Internazionali d'Italia che si svolgono a Roma e il Roland Garros di Parigi e alla popolarità di campioni come Jimmy Connors, Bjorn Borg, John McEnroe, Ivan Lendl, Mats Wilander, Stefan Edberg, Boris Becker, Chris Evert, Martina Navratilova, Steffi Graf, Monica Seles.

Il declino della sua popolarità in Italia (già considerato, ai suoi albori, d'élite) è indissolubilmente legato anche alla sua cancellazione di fatto dai canali della tv generalista e risale a circa la metà degli anni '90, quando entrarono in scena le cosiddette pay tv.

Negli anni 2000 il tennis sembra in ripresa di popolarità in Italia, grazie anche all'esaltazione mediatica del dualismo tra lo svizzero Roger Federer, per molto tempo numero uno al mondo e considerato uno dei più grandi tennisti di tutti i tempi, e lo spagnolo Rafael Nadal, vincitore di quattro edizioni del Roland Garros, l'unico che ha impedito a Federer di aggiudicarsi il prestigioso torneo francese.

Questo sport ha subìto comunque una completa rivoluzione con l'utilizzo delle racchette di grafite, inizialmente furono adottate quelle in leghe di metallo, ma davano molte vibrazioni dopo ogni colpo. Rispetto alle racchette di legno, che furono utilizzate fino agli anni ottanta, le nuove, per via della loro straordinaria leggerezza e del piatto corde molto più uniforme, sono risultate essere un discreto vantaggio per i tennisti meno dotati tecnicamente perché le nuove racchette perdonano più facilmente anche impatti con la palla non perfetti e soprattutto quelli dotati di più potenza a causa della leggerezza.

Si è quindi passati da uno sport che aveva sempre visto prevalere giocatori di grande tecnica ma non di grande agonismo, con eccezioni di rilievo come Bjorn Borg, a un altro in cui il servizio diventava un colpo decisivo e in cui il gioco di rete veniva penalizzato a causa della facilità e dell'estrema potenza espressa nei colpi di rimbalzo da fondo.

Dalla fine degli anni ottanta il fattore fisico iniziò a contare pesantemente e per questo tra i giocatori più vincenti degli ultimi vent'anni troviamo moltissimi difensori o attaccanti da fondo campo come Ivan Lendl, Mats Wilander, Jim Courier, Andre Agassi con le notevoli eccezioni rappresentate da quei campioni capaci di sommare una straordinaria tecnica a un'altrettanto straordinaria potenza come Pete Sampras e l'attuale Roger Federer. Si ritiene infatti che, allo stato attuale, un giocatore dalla tecnica elevatissima come John McEnroe avrebbe molta difficoltà a entrare nei primi dieci giocatori del mondo.

Si pratica con una racchetta e una palla su campi, divisi in due da una rete, che possono essere in cemento, terra battuta, erba o materiale sintetico; sono sempre più numerosi i campi al coperto che consentono l'attività anche nel periodo invernale.

Lo scopo del gioco è di mandare la palla nel campo rivale, in zone delimitate da righe in base al tipo d'incontro ossia singolo o doppio, per far punto facendo toccare una volta a terra la palla nel campo avverso in modo che l'antagonista non possa rispondere e il punto si assegna anche quando l'avversario non riesce a far passare la palla sopra la rete; la palla può essere colpita esclusivamente con la racchetta: al volo, con esclusione della risposta alla battuta o dopo un solo rimbalzo.

Gli incontri hanno dei punteggi che si suddividono in partite, in lingua inglese set; in base ai tipi di torneo gli incontri sono al meglio delle 3 o 5 partite; una partita è costituita da 6 o più giochi, in lingua inglese game, nonché se i giocatori sono sul punteggio di 6-6, quando il regolamento del torneo lo prevede, si disputa un gioco decisivo, in lingua inglese tie-break, per conseguire la vittoria sul 7-6, a eccezione della quinta partita in alcuni importanti tornei (Roland Garros, Australian Open, Wimbledon).

Il punteggio di un gioco assegna punti nella successione di 15 - 30 - 40 - vittoria e se i giocatori sono sul punteggio di 40 - 40 consegue la vittoria chi vince 2 vantaggi consecutivi. Nel tie-break vengono assegnati punti nella normale successione numerica (1, 2, 3, 4, ...): si aggiudica il gioco decisivo chi per primo realizza 7 punti.

Per vincere un gioco così come per vincere una partita un giocatore deve superare l'avversario sempre di almeno 2 punti; quindi il risultato di una partita può essere: 7-6 (tie-break), 7-5, 6-4, 6-3, 6-2, 6-1 o 6-0.

L'origine del punteggio 15 - 30 - 40 non è certa ma si pensa abbia radici medievali e francesi. Una possibile spiegazione è basata sulla presenza di un orologio sul campo. Un movimento di un quarto della lancetta (una per giocatore) veniva fatto dopo ogni punto e il risultato passava da 15 a 30 a 45 (col tempo abbreviato in 40). Quando si arrivava a 60 il ciclo era completo e così il gioco. Rino Tommasi, giornalista e telecronista di tennis, invece asseriva che ciò fosse dovuto al suono delle parole 15 30 40 che, nel vecchio francese, suonavano come un ritornello.

Il rettangolo di gioco ha le seguenti dimensioni: 23,76-23,78 m x 10,97 m, compresi i corridoi laterali che sono larghi 1,37 m e sono validi solo nelle partite di doppio. La rete divisoria ha un'altezza di 0,914 m al centro e 1,07 m ai pali di sostegno. Da ciascun lato della rete le linee a essa parallele sono distanti 6,40 m; subito dopo 5,49m sono tracciate le linee di battuta. Ai lati e al fondo del campo di gioco vi dev'essere spazio sufficiente per i movimenti del giocatore: rispettivamente di 3,65 m e 6,40 m per le gare internazionali e 3.05 m e 5,50 per le gare nazionali.

Le cifre decimali che esprimono le misure del campo riflettono il fatto che il regolamento del gioco è stato fissato nei paesi anglosassoni, dove è in uso il piede come unità di misura della lughezza. Tali dimensioni, espresse in piedi (simbolo ft), sono infatti 78 ft x 36 ft, compresi i corridoi laterali, che sono larghi 4,5 ft e sono usati solo nelle partite di doppio. La rete divisoria ha un'altezza di 3 ft al centro e 3,5 ft ai pali di sostegno. Da ciascun lato della rete e parallele a essa, a 21 ft di distanza, sono tracciate le linee di battuta.

La palla è in gomma rivestita da uno strato di feltro, ha il diametro di circa 6 cm e il peso di circa 58 g; negli incontri dei tornei professionistici si usano sempre palle nuove che vengono cambiate dopo 7 giochi dall'inizio dell'incontro e poi ogni 9 giochi disputati (il motivo per cui si cambiano le palline per la prima volta dopo 7 giochi consiste nel fatto che esse vengono in parte consumate anche durante i palleggi preliminari all'incontro). La battuta è affidata alternativamente a ciascun giocatore per un intero gioco. L'incontro è diretto da un arbitro ossia giudice di sedia coadiuvato da giudici di linea e un giudice di rete.

Un gioco o game, in inglese, è parte essenziale di una partita a tennis. Un game si conclude quando un giocatore, che è a 40 punti, realizzando un altro punto vince il gioco-game.

Nel caso in cui i giocatori siano a 40 pari, il game passa ai vantaggi e per vincere un giocatore deve realizzare 2 punti di seguito partendo sempre da una situazione di parità. Nel doppio questa regola è stata sostituita dal killer point, che è il punto vincente dopo il punteggio di 40 pari: chi realizza il primo punto, dopo la situazione di pareggio, vince il gioco.

Nel gioco del tennis è paradossalmente possibile che chi segna più punti possa perdere l'incontro. Ciò accade in virtù del fatto che il singolo gioco si assegna con il punteggio sopra citato.

Per esempio: se i due giocatori terminano la partita o set con il punteggio di 7-5, concludendo ogni gioco ai vantaggi, il giocatore che vince la partita o set ha segnato 4 punti in più dell'avversario per ogni set che vince in tale maniera.

Supponendo che l'avversario vinca il secondo set per 6-0 (tutti i giochi ai vantaggi) avrà realizzato in quel set 12 punti in più.

Pertanto il vincitore avrà vinto i due set facendo in tutto 8 punti in più dell'avversario, mentre quest'ultimo nell'unico set vinto ha fatto 12 punti in più.

Anche in uno stesso set il giocatore che perde può aver fatto più punti dell'avversario; ad esempio perdendo il set 7-5, se vince 5 game lasciando a 0 l'avversario (20 punti) e perde i 7 game ai vantaggi (-14 punti), fa addirittura 6 punti più dell'avversario.

In termini "pugilistici" ai punti avrebbe vinto il giocatore che ha fatto meno set, cosa che ovviamente nel tennis non conta.

Lo stesso si può dire per quanto riguarda i giochi vinti in totale e l'esempio precedente (7-5, 0-6, 7-5) ne è riprova.

In definitiva il vincitore è colui che avrà totalizzato almeno 2 set negl'incontri al meglio dei 3 set e almeno 3 set in quelli al meglio dei 5: previsti solo negl'incontri maschili di Coppa Davis e dei tornei del Grande Slam e nelle finali maschili di alcuni dei maggiori tornei internazionali.

Errore molto comune tra i non addetti ai lavori è quello di confondere i termini "Let" e "Net".

Chi inizia il gioco e serve deve infatti far rimbalzare la palla in un determinato rettangolo del campo da gioco avversario e ha due possibilità prima che il punto venga assegnato al suo avversario. Esiste a questo un'eccezione: se la palla rimbalza nel rettangolo giusto ma tocca il nastro bianco che delimita la superficie della rete, il servizio può essere ripetuto senza intaccare le due possibilità appena dette.

In molti lo definiscono erroneamente "Net": dall'inglese rete anche se in realtà la palla tocca il nastro e non la rete stessa. Il termine corretto è invece "Let" sempre dall'inglese ma dall'espressione "Let's play again" cioè "rigiochiamola".

A tal proposito, si può inoltre notare che il termine "Let" (oppure "Let's") viene utilizzato in generale dall'arbitro per fermare il gioco e decretare che venga rigiocato il punto: l'uso di questo termine è quindi indipendente dalla causa dell'interruzione del gioco. Oltre alla palla che tocca il nastro in seguito a un servizio, per esempio il "Let" può essere chiamato dall'arbitro quando egli ritiene che il gioco sia stato disturbato, per i motivi più svariati.

Si pratica anche una variante del tennis a livello amatoriale. Descrizione del gioco-a rotazione dopo ogni game: il giocatore singolo (a sorte per il primo gioco) è quello che effettua il servizio e gioca sul campo del singolo; gli altri due giocatori (quello di destra e quello di sinistra) giocano sul campo del doppio. Se il gioco, con le normali regole, viene vinto dal giocatore singolo questo prende 2 punti, se dai giocatori in coppia questi prendono un punto ciascuno. Al termine del primo gioco, il giocatore di destra raggiunge il giocatore singolo e giocheranno in coppia (il giocatore singolo a destra). Si stabilisce come punteggio di arrivo 5 o 7.

Per diritto si intende il colpo piazzato quando la palla viene colpita alla destra del giocatore (o alla sinistra nel caso di tennisti mancini) dopo il rimbalzo. Questo colpo può sembrare il più facile (e comunque è il colpo più forte nella maggioranza dei giocatori) ma può non essere così quando la palla, colpita dall'avversario, è carica di effetto e dopo il rimbalzo non è facile da controllare. Questo accade soprattutto nei campi in erba, in cui il rimbalzo è spesso irregolare, in quanto il diritto è un colpo che richiede un movimento più lungo del rovescio e pertanto può accadere che, nel rispondere a palle molto tagliate (ovvero colpite non di piatto), il movimento si concluda con un impatto della palla non esattamente nel centro del piatto-corde ma più verso i bordi facendo sì che la palla non venga mandata nel punto voluto ma finisca per essere lunga. Originariamente si conoscevano due tipologie diverse di diritto (il lungolinea o l'incrociato). Oggi grazie ai progressi tecnologici nelle racchette e nel loro equilibrio, ma soprattutto ai progressi fisici degli atleti è sempre più frequente il colpo di diritto aperto con traiettoria ad uscire, detto diritto anomalo quando si cerca il lungo/linea dalla parte del rovescio aggirando la palla, e inoltre il " diritto stretto" quando si cerca la traiettoria ad uscire mandando la palla nell'area di servizio.

Il colpo dritto ha una meccanica piuttosto precisa. In linea generale, senza badare a sottigliezze, per i destrimani si opera il colpo nel seguente modo: si apre il braccio portando il piatto della racchetta all'indietro, successivamente si porta il peso del corpo dalla gamba destra, più arretrata, alla gamba sinistra (che deve stare circa un passo avanti alla destra). La palla viene colpita approssimativamente lungo la linea delle spalle ruotando il busto, operando un colpo secco e con il piatto parallelo alla rete. Il colpo deve prevedere un movimento lieve verso l'alto della racchetta con una chiusura successiva effettuata ruotando la racchetta verso il basso.

Per i mancini il movimento è lo stesso, solo vanno invertite le posizioni delle gambe. Il colpo tagliato (o liftato) viene effettuato con il piatto non parallelo alla rete, ma lievemente inclinato verso il basso. Consente un migliore controllo della palla (specie per palle corte).

Per rovescio invece si intende il colpo piazzato quando la palla viene colpita alla sinistra del giocatore (o alla destra in caso di tennisti mancini). Esso può essere effettuato impugnando la racchetta con una mano o con due mani (con la mano debole che contribuisce al movimento e a dare maggior forza alla palla). Il rovescio ad una mano è considerato stilisticamente più corretto, mentre quello a due mani, sebbene ritenuto appunto inelegante e scorretto, è ormai molto più diffuso e venne introdotto nel tennis da Bjorn Borg e Jimmy Connors, che a sua volta lo trasmise alla generazione dei giovani tennisti americani come Andrè Agassi e Jim Courier, e da lì fino alla generazione attuale.

La versione ad una mano presenta un netto vantaggio nel colpo di volo. Tutti i giocatori bìmani hanno infatti grosse difficoltà quando dovendo impattare la palla di volo col rovescio sono costretti a lasciare la mano di sostegno (in quanto essa impedisce di tagliare la palla con gli effetti necessari per rendere il colpo efficace), ed infatti non si conoscono giocatori bimani particolarmente abili nel gioco di volo (tutti i migliori interpreti di questa specialità, da John McEnroe, Stefan Edberg e Boris Becker a Roger Federer passando ovviamente per Pete Sampras giocavano e giocano ad una mano).

Al contrario, il rovescio a due mani è particolarmente efficace nel gioco di rimbalzo, in quanto è un movimento più corto dell'altro, e permette grandi accelerazioni e angoli molto acuti anche nella risposta al servizio o nei passanti (gran parte dei giocatori specialisti da fondo campo, da Borg a Connors a Mats Wilander - con l'unica notevole eccezione rappresentata da Ivan Lendl - passando per Agassi, Courier fino agli odierni Marat Safin, Rafael Nadal,Lleyton Hewitt, Andy Roddick, David Nalbandian , Gilles Simon e Andrew Murray giocano il colpo bimane).

Il colpo di rovescio ha una meccanica per certi versi simile al dritto.

La caratteristica di base del colpo rovescio è la lieve rotazione all'indietro della mano sull'impugnatura della racchetta. Quando arriva la palla, generalmente si ruota tutto il busto all'indietro, per portare il piatto corde il più possibile all'indietro. Il colpo viene operato ruotando il busto in avanti e con la linea delle spalle perpendicolare rispetto alla linea di rete, con un colpo secco e deciso. Il piatto corde è generalmente tenuto parallelo alla rete. Più il colpo è blando o più si "accompagna" la palla, più il tiro effettuato sarà scadente. Il peso del corpo, al momento dell'esecuzione, va portato dalla gamba sinistra più arretrata alla gamba destra che è circa un passo avanti. Per i mancini il colpo è identico, ovviamente a posizioni invertite.

Si può effettuare anche un rovescio tagliato (in gergo slice o, impropriamente, rovescio in back) specie per palle corte o cariche di effetto.

La battuta dev'essere effettuata dal giocatore fermo oltre la linea di fondo del campo di gioco e se un giocatore tocca questa linea con un piede commette fallo di piede perdendo 1 punto o 1 vantaggio; il giocatore dispone di 2 battute consecutive. La battuta si esegue di solito lanciando con mano la palla verso l'alto ma si deve tirare con racchetta verso l'altra parte del campo: per esempio, se si batte dalla destra si tira la palla verso la sinistra e viceversa. Per regolamento la palla si può lanciare con mano in qualsiasi direzione quindi diverse volte i giocatori lanciano lateralmente la palla per effettuare una smorzata sorprendendo l'avversario. Se la palla tocca il nastro prima di atterrare entro le linee di battuta del campo avversario, il giudice di rete alza un braccio e l'arbitro dichiara il Let annullando la battuta per farla ripetere.

Una buona battuta è un requisito fondamentale per chi voglia avere la meglio sull'avversario. Spesso la debolezza di un giocatore inizia proprio con una battuta poco efficace.

La meccanica della battuta, in linea generale, prevede il seguente movimento: la pallina viene alzata sopra il corpo, con un piede (il sinistro per i destrimani, il destro per i mancini) avanti di un piccolo passo rispetto al destro.

La palla può essere alzata in varie posizioni: generalmente viene portata sulla verticale della spalla destra o dell'occhio destro (per i mancini spalla oppure occhio sinistro), più raramente in altre posizioni.

Una volta alzata la palla, contemporaneamente alzare la racchetta sopra la spalla dell'impugnatura e portare il braccio all'indietro, flettendo il gomito. Quando la palla arriva all'altezza di tiro, stendere verso l'alto il braccio con un movimento rapido (e secco), facendo attenzione a che il piatto della racchetta sia parallelo alla rete al punto di impatto con la palla. Eventualmente il piatto può essere anche lievemente inclinato verso il basso, mai verso l'alto. Le spalle vanno tenute perpendicolari alla rete (o, per meglio dire, perpendicolari alla direzione da imprimere alla palla).

Importante il movimento delle gambe: vanno leggermente flesse, e il peso del corpo portato dal piede più arretrato a quello più avanzato nell'istante in cui si opera la battuta.

Esiste anche la battuta tagliata: a seconda del taglio si possono aumentare il controllo sul colpo (tagli piccoli), oppure imprimere delle velocità di spin (rotazione attorno ad un asse immaginario) alla pallina tale da rendere imprevedibile la traiettoria al rimbalzo nel campo avversario. La battuta tagliata è l'unico caso in cui è consentito tenere il piatto inclinato verso l'alto.

Qualche giocatore effettua la battuta con modalità particolari, che vengono utilizzate solo una volta avuto il controllo del colpo: con un piccolo salto, oppure portando il peso del corpo tutto in avanti per riuscire a scattare assieme alla palla, portarsi sotto rete e tentare così di sorprendere l'avversario.

La volèe si effettua colpendo la palla al volo, ovvero prima che rimbalzi nel proprio campo. La palla va colpita solo quando ha già superato la rete: se si colpisce quando è ancora al di là della rete, si commette fallo di invasione. Allo stesso modo, si commette fallo di invasione se si tocca la rete (con la racchetta o con il corpo) prima che il punto sia concluso.

La volée può essere effettuata sia di dritto che di rovescio, facendo attenzione alla posizione della racchetta e delle gambe: in entrambi i casi si gioca da sotto rete, con la racchetta alta ed il piatto corde dritto; nella volèe di dritto il colpo va accompagnato al movimento del piede opposto con un passo in avanti (il piede destro per chi gioca di mancina, il sinistro per chi gioca di destra) mentre nella volèe di rovescio la situazione è opposta (piede sinistro per chi gioca di mancina e destro per i destri). Entrambi i colpi di volèe, così come lo smash, sono anche detti colpi di chiusura, poiché dovrebbero mettere contro tempo l'avversario, impedendogli di proseguire nello scambio.

Il colpo a semivolo si effettua appena la palla tocca il terreno ossia in controbalzo.

Lo scodellato viene effettuato poco dopo il rimbalzo, su palle piuttosto basse, e con la racchetta verso il basso (addirittura con un piccolo salto, per portare la racchetta quasi sulla verticale bassa rispetto alla spalla).

La schiacciata è pure un colpo di volo e si esegue prima o dopo il rimbalzo della palla: è simile alla battuta e imprime al colpo notevole energia.

Il passante lungolinea si effettua prima o dopo il rimbalzo della palla calibrando il colpo con notevole precisione per spingere la palla a qualche centimetro dalla linea o proprio sulla linea laterale dell'avversario che quindi resta spiazzato: tutte le linee che delimitano il campo di gioco sono parte di esso.

Il passante incrociato si esegue prima o dopo il rimbalzo e necessita di grande sensibilità da parte del tennista che di solito lo effettua quando l'avversario è a rete tenendo la traiettoria della palla molto bassa in modo da rendere il gioco a volo del rivale particolarmente complesso: . Questo colpo, insieme al passante lungolinea, spiazza l'avversario che una volta a rete dev'essere molto reattivo o sarà superato in velocità dalla palla.

Il pallonetto si gioca prima o dopo il rimbalzo e consiste nello spingere la palla in alto per farla rimbalzare dietro l'avversario che quindi ne resta scavalcato.

La smorzata o palla corta si gioca pure prima o dopo il rimbalzo della palla affinché il rimbalzo, in zona avversa, sia minimo e vicino la rete per sorprendere l'avversario.

La veronica è un colpo spettacolare che, quando vincente, scatena sempre l'entusiasmo assordante del pubblico: si effettua volgendo la schiena verso la rete colpendo di rovescio e schiacciando la palla a volo.

Le variazioni di effetto consistono nell'imprimere alla palla una rotazione in avanti (top spin), che a parità di forza accorcia la traiettoria della palla e di conseguenza permette di colpirla con più potenza (tale caratteristica lo rende ormai un colpo base per i giocatori di buon livello), o una rotazione all'indietro (back spin), che a parità di forza ne allunga la traiettoria consentendo anche di rallentare il colpo e di ottenere un rimbalzo basso, ideale per la discesa a rete.

Nel caso della battuta possiamo avere un effetto in top spin (lanciando la palla più dietro e dando un effeto di rotazione in avanti) o slice (lanciando la palla più esternamente e dando un effetto di rotazione verso l'esterno).

Si disputano tornei per veterani professionisti oltre i 35 anni: uomini e donne; periodicamente sono anche organizzati tornei per professionisti che si contendono un montepremi ma non i punti per la classifica mondiale: sono definiti tornei d'esibizione; incontri di singolare d'esibizione si disputano anche tra alcune campionesse e alcuni campioni.

Ovviamente per i dilettanti esistono tornei di ogni tipo: juniores, veterani e per i disabili.

Si sta sviluppando rapidamente in Italia un circuito di tornei per disabili (Tennis su sedia a rotelle) facente parte del circuito internazionale International Wheelchair Tennis Federation (IWTF).

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Tennis tavolo

Tennis da tavolo: racchetta e pallina

Il tennis tavolo o tennis da tavolo, noto soprattutto col nome popolare di ping pong, è uno degli sport di maggior diffusione nel mondo ed una specialità olimpica.

Può essere svolto a scopo ricreativo a qualsiasi età e si può giocare in luoghi ristretti, al chiuso e all'aperto.

Per la pratica agonistica sono necessari luoghi attrezzati e spaziosi. Richiede, inoltre, un'opportuna preparazione psico-fisica a causa delle sollecitazioni, sia fisiche che di concentrazione mentale, espresse nei brevi tempi di ogni scambio.

Per questo l'atleta di tennis tavolo esprime in genere doti fisiche di coordinazione, rapidità di movimento e ottimi riflessi oltre ad una certa sensibilità nel tocco.

Nel 1884 si incontra per la prima volta il termine "tennis tavolo" in un catalogo commerciale del venditore di articoli sportivi F.H. Ayres. Poco prima, nell'anno 1875, ad opera dell'ingegnere James Gibb, furono codificate precise regole di gioco, che fino ad allora erano rimaste molto vaghe.

Con l'avvento della plastica e della celluloide furono introdotte nuove palline, che sostituirono in breve tempo quelle in gomma e in sughero e proprio dal suono emesso dal rimbalzo delle palline di celluloide fu coniato il termine onomatopeico di PING PONG che è peraltro diventato un marchio registrato.

I due termini convivono ancora oggi ed infatti, anche se il termine corretto è tennistavolista, spesso il giocatore è chiamato pongista.

Alla conclusione dell'Ottocento cambia radicalmente anche l'attrezzo usato per colpire la pallina, che assomigliava più ad un tamburello, con la nascita delle moderna racchetta in legno. Successivamente ancora apparirono i primi rivestimenti alle superfici, in legno con sughero o tela gommata .

Nel 1951 si ebbe una nuova svolta tecnica, quasi una rivoluzione, con l'introduzione delle coperture cosiddette "sandwich" che, migliorando le prerogative dinamiche del gioco, ampliarono moltissimo la sua popolarità e il numero di praticanti a tutti i livelli.

In Asia il tennis tavolo sembra si sia diffuso alla fine del XIX secolo, prima in Cina e successivamente in Giappone e in Corea. Nacque in Asia una grande scuola, con uno stile di impugnare la racchetta detto "a penna" perché ricorda il modo di tenere le dita durante la scrittura. Lo stile di gioco che ne consegue è la principale diversità tra le scuole d'Occidente e d'Oriente. Tranne rare eccezioni, i Campionati Mondiali di tennis tavolo sono sempre stati vinti da atleti asiatici. È la Cina la nazione che possiede oggi al mondo il maggior numero di praticanti, seguita da Giappone e Corea.

In Europa, nel 1926 nacque la prima federazione internazionale di Tennis tavolo, la I.T.T.F., grazie alle doti organizzative del tedesco George Lehmann. Nello stesso anno a Londra fu disputato il primo Campionato Mondiale cui parteciparono gli atleti di Austria, Cecoslovacchia, Danimarca, Germania, Svezia e India; grazie alla presenza di atleti asiatici, l'incontro si poté definire "mondiale". Le più importanti scuole europee sono ora in Germania, Svezia e Francia, seguite dalle nazioni dell'est quali Russia, Ungheria e Romania.

In Italia il Tennis tavolo si costituì come disciplina sportiva e apparato organizzativo, nel 1960 quando si svolse la prima Assemblea Generale. In seguito, nel 1979, il CONI riconobbe formalmente la Federazione Italiana tennis tavolo (F.I.Te.T.) al pari di federazioni sportive più popolari.

Esistono due differenti modi di impugnare la racchetta e quindi due diversi stili.

Lo "stile occidentale" consiste nel tenere il manico della racchetta con 3 dita, l'indice sulla gomma di un lato della racchetta, il pollice sulla gomma dell'altro lato della racchetta. Questa impugnatura consente di colpire la pallina sia col dritto che col rovescio.

Lo "stile orientale" consiste invece nel tenere il manico della racchetta nell'incavo della mano tra pollice e indice. In questo caso vi sono due varianti che appartengono a due diverse scuole.

I giocatori di "attacco" usano perlopiù su entrambi i lati della racchetta gomme lisce a ricoprire uno strato di gommapiuma che a sua volta è incollato al telaio. Lo spessore della gommapiuma può variare da 0,5 a 2,2 mm circa; più la gommapiuma è spessa più la gomma liscia è adatta al gioco d'attacco. Queste gomme hanno la proprietà di imprimere forti rotazioni alla pallina.

I giocatori orientali che impugnano a penna utilizzano spesso gomme lisce, dure e appiccicose, perché grazie alla combinazione gomma-impugnatura riescono ad effettuare servizi molto efficaci; molto popolare, sempre tra gli orientali, l'uso di racchette puntinate corte da scambio con gommapiuma, che permettono attacchi rapidi, violenti e blocchi insidiosi del topspin avversario.

Nel gioco di difesa si individuano diversi stili: I "bloccatori al tavolo" bloccano passivamente o attivamente il topspin (effetto catapulta) avversario rimanendo vicini al tavolo di gioco, aspettando il momento favorevole per un attacco, spesso con puntinata (corta, mediolunga o lunga con gommapiuma sul rovescio); appartengono questi ad una categoria di giocatori noti negli anni Ottanta ora sempre meno numerosi a causa della violenza dei colpi impressi da racchette con incollatura a colla fresca, che rende estremamente difficile il blocco del topspin al tavolo. L'ultimo importante giocatore di questo tipo è stato l'inglese Carl Prean.

I "giocatori con l'antispin" prediligono una gomma che annulla l'effetto impresso alla pallina dall'avversario. Anche questo genere di giocatori è praticamente scomparso a causa degli evidenti limiti di un gioco troppo passivo e l'uso di gomme che non consentono variazioni d'effetto, né attacchi veloci ed efficaci.

Gli "allround" sono giocatori molto abili che alternano difesa e blocco al tavolo con attacchi improvvisi. Si tratta in genere di giocatori che usano la gomma puntinata lunga, senza gommapiuma, sul rovescio e la liscia o la puntinata corta sul dritto. Cercano di dare fastidio restando vicini al tavolo; hanno un gioco molto vario fatto di palleggio, palle corte, spinte improvvise di puntinata specie sugli angoli e blocchi tagliati. La gomma puntinata, specialmente quella con la superficie vetrificata, permette di creare l'effetto "a specchio". Questo consente di ritornare indietro all'avversario lo stesso effetto impresso da quegli alla pallina, anzi addirittura aumentato; inoltre, tale gomma, se usata aggressivamente fornisce una traiettoria a zigzag che spesso porta l'avversario ad insicurezza nella posizione da prendere rispetto alla pallina in arrivo.

Principalmente tali giocatori cercano di attaccare violentemente col diritto o, girando la racchetta, ricorrendo al topspin di rovescio; infatti un gioco passivo, sia lontano dal tavolo che al tavolo sarebbe al giorno d'oggi, secondo alcuni studiosi, improponibile: l'incremento nella velocità di gioco verificatosi negli ultimi anni ha infatti impedito a molti difensori di continuare a giocare semplicemente rimettendo la palla in campo e così oggi sono praticamente spariti i cosiddetti "difensori classici", sostituiti dai "difensori moderni", i quali rimettono la pallina caricandola o meno di effetto rimanendo posizionati lontano dal tavolo, ma facendo loro stessi sempre più spesso ricorso all'attacco. Un esempio di difensore classico è il giapponese Matsushita, mentre difensore moderno è il coreano ed ex vicecampione del mondo Joo See Hyuk.

Poiché la pallina è molto leggera (mediamente pesa 2,5 grammi) e non vi devono essere alterazioni dovute a fattori ambientali, la disciplina del Tennis tavolo deve essere praticata necessariamente in ambiente chiuso.

Per un incontro regolamentare si deve disporre di un'area di gioco di 14 metri di lunghezza e 7 metri di larghezza (15 di lunghezza e 7,5 di larghezza nel caso si tratti di finali in competizioni internazionali), transennata da pannelli lungo l'intero perimetro; l'altezza del soffitto non può essere inferiore ai 5 metri.

Al centro dell'area di gioco è posto il tavolo in legno le cui dimensioni sono: lunghezza 275 cm, larghezza 152,5 cm e altezza 76 cm. Il piano del tavolo deve avere uno spessore compreso tra 16 e 24 mm e permettere un rimbalzo standard della pallina di circa 23 cm quando lasciata cadere da un'altezza di 30 cm.

Il tavolo è suddiviso in due metà (dette campo) da una rete in nylon alta 15,25 cm e lunga 184 cm, la rete e i supporti sporgono su due lati lunghi per 15 cm ognuno.

L'illuminazione dell'area deve essere uniforme in tutta l'area di gioco e non può risultare inferiore ai 400 Lux. L'intera area di gioco deve essere schermata da fonti di luce esterne.

La pallina, di celluloide, deve possedere precise caratteristiche tecniche: diametro di 40 mm, peso di 2,7 gr. e deve essere assolutamente sferica. Il colore delle palline utilizzate in gare ufficiali è arancione o bianco.

I giocatori possono utilizzare racchette di qualsiasi dimensione, forma e peso, ma il telaio deve essere piatto e rigido. Lo stesso deve essere composto almeno all'85% di legno ma può avere dei rinforzi interni in materiale fibroso tipo carbonio o fibra di vetro. I lati del telaio usati per colpire la pallina devono essere ricoperti. La copertura del telaio costituita da un foglio di gomma naturale o telata, sia essa liscia o con puntini sporgenti, è definita "semplice". La copertura costituita da uno strato di gomma-spugna posta tra il telaio e il foglio di gomma (naturale o telata, liscia o puntinata) è definita "sandwich".

Nelle competizioni le superfici di una racchetta devono essere una rossa ed una nera e devono possedere il marchio I.T.T.F (International Table Tennis Federation), il che significa che si tratta di gomme approvate dalla Federazione medesima. Fino a una ventina di anni fa, si potevano usare gomme di qualsiasi colore e anche di colore uguale. Non di rado, infatti, si vedevano gomme verdi, blu, arancione; i difensori con una gomma puntinata e una liscia, usavano spesso due gomme nere, in modo da ingannare l'avversario senza che questi potesse intuire con quale rivestimento veniva effettuato il colpo.

I telai possono essere usati di qualunque forma e senza marchi, cioè potrebbero essere anche fatti "in casa".

Il gioco ha inizio quando la pallina lascia la mano del giocatore che effettua il servizio. Un incontro si disputa in cinque partite, vince chi si aggiudica tre partite. Un giocatore vince una partita quando raggiunge 11 punti mentre l'avversario ne ha realizzati meno di 10. Se nella partita i giocatori raggiungono entrambi 10 punti vince chi riesce per primo a conquistare 2 punti sull'avversario.

All'inizio di un incontro si sorteggia chi batterà il primo servizio. Chi inizia a battere effettua 2 servizi consecutivi poi toccherà all'avversario, la sequenza di due battute si alterna sino alla fine della partita. In caso di parità sul punteggio di 10 punti la sequenza delle battute è limitata ad un solo servizio a testa.

Il servizio consiste nel colpire la pallina con la racchetta per farla rimbalzare una volta nel proprio campo e, superando la rete, farla ricadere nel campo avversario. Se durante il servizio la palla tocca la rete (supporti compresi) prima che tocchi il campo avversario si commette un fallo, senza penalità, e il servizio deve essere ripetuto.

Errore molto comune tra i non addetti ai lavori è quello di confondere i termini "Let" e "Net".

Chi inizia il gioco e serve deve infatti far rimbalzare la palla in un determinato rettangolo del campo da gioco avversario e ha due possibilità prima che il punto venga assegnato al suo avversario. Esiste a questo un'eccezione: se la palla rimbalza nel rettangolo giusto ma tocca il nastro bianco che delimita la superficie della rete, il servizio può essere ripetuto senza intaccare le due possibilità appena dette.

In molti lo definiscono erroneamente "Net": dall'inglese rete anche se in realtà la palla tocca il nastro e non la rete stessa. Il termine corretto è invece "Let" sempre dall'inglese e significa "ostacolo".

In un incontro di doppio assumono un diverso rilievo alcune considerazioni generali sulla forza dei singoli giocatori. Infatti non sempre due giocatori con miglior classifica individuale vincono contro una coppia che, sulla carta, è considerata complessivamente più debole. È infatti importante in questa specialità che i due della coppia si integrino vicendevolmente, che i due siano allenati e affiatati. Nel doppio risulta essenziale il movimento sincronizzato dei giocatori ed essere sempre nella posizione migliore per colpire senza ostacolarsi a vicenda.

La composizione ideale del doppio è considerata quella formata da un giocatore mancino e da un destro, in quanto in questo modo è necessario minor movimento per raggiungere la posizione ideale per colpire la pallina.

Sino a pochi anni fa il set di singolo o doppio veniva disputato sulla lunghezza di 21 punti, con 5 servizi consecutivi per ogni giocatore; in caso di raggiunta parità a 20 punti si effettuava un servizio solo (alternato) sino a quando si ottenevano due punti sull'avversario. Nel gioco amatoriale spesso i vecchi punteggi sono ancora quelli più utilizzati.

Era anche permesso nascondere il servizio con il braccio libero, ma ciò fu giudicato disonesto ed ingannevole nei confronti dell'avversario e quindi proibito.

Un'altra regola, di recente introduzione, è il vincolo nel vestiario, infatti non si possono usare magliette dello stesso colore della pallina (bianca o arancione).

Da quando lo sport del tennis tavolo ha iniziato ad utilizzare le moderne racchette in legno e con il perfezionamento dei materiali e degli stili di gioco lo spettacolo è progredito, ma proprio l'avvento di prodotti sofisticati ha reso il gioco più rapido e ridotto il numero di scambi . Questi avvenimenti penalizzano la godibilità del gioco. Se qualche decennio fa per veder aggiudicato un punto lo spettatore poteva assistere in media a 10/12 scambi, adesso non è raro che un punto sia ottenuto (sempre in media) dopo appena 3/4 scambi.

La pallina può giungere a velocità prossime ai 150 km/h e quindi sempre per quanto concerne la spettacolarità del gioco, si è cercato di renderla più visibile allo spettatore utilizzandone una più grande delle precedenti. In questo modo si era pensato che anche gli spettatori posti ad una certa distanza dal rettangolo di gioco, potessero percepire al meglio le azioni. La soluzione si è rivelata comunque inadeguata perché lo scambio al tavolo rimane, spesso, corto e a discapito della godibilità per i profani. Una nuova proposta è stata quindi quella di proibire l'uso della colla fresca. Questo con lo scopo di decrescere la rapidità dello scambio.

Nel 1960 si svolse la prima Assemblea Generale nazionale e fu eletto come presidente della nascente Federazione Italiana Filippo Dragotto. Quattro anni dopo fu la volta di Guglielmo Sineri, confermato sino al 1976. Dal 22 febbraio 1979 la Federazione Italiana tennis tavolo (F.I.Te.T.) inizia ad appartenere a tutti gli effetti alle federazioni sportive riconosciute dal CONI.

Lo sviluppo del Tennis tavolo Italiano si ebbe per lo più negli ultimi 30 anni. Infatti se nel 1970 i Campionati Italiani si disputarono al Teatro delle Terme Anticolane di Fiuggi , nel proseguo degli anni si è arrivati alla realizzazione di un centro specializzato, sempre a Fiuggi, dedicato alla preparazione tecnico-atletica degli atleti di interesse nazionale. Fu sostituito in seguito dal centro Aldo De Santis di Terni e, negli ultimi anni, si è cercato di fare dei Campionati Italiani una manifestazione itinerante, si è giocato per due anni a Jesolo (2005 e 2006), si è tornati a Terni nel 2007 ed infine nel 2008 a Termeno; per la prossima stagione la scelta è caduta sulla città di Bari.

A livello maschile il divario rispetto ad altre compagini resta notevole. Riscuote attualmente apprezzamento Massimiliano Mondello, ma i risultati più apprezzabili della nazionale Italiana maschile sono stati sinora ottenuti grazie all'inserimento di un atleta cinese con cittadinanza italiana (Yang Min). Il risultato più prestigioso è stato raggiunto a Kuala Lampur nei Campionati del Mondo del 2000, quando la squadra allenata dal coach Patrizio Deniso conquistò uno storico bronzo. La rosa italiana era composta da Yang Min, Massimiliano Mondello, Valentino Piacentini e Umberto Giardina (l'attuale campione italiano). Il futuro è rappresentato dal giovane Mihai Bobocica che dopo l'ultima stagione passata in Bundesliga e dopo i Giochi olimpici a Pechino è tornato a giocare in Italia presso la squadra mantovana dello Sterilgarda T.T. Castelgoffredo.

L'Italia è un paese di "immigrazione" per giocatori stranieri con discreta classifica europea, che oltre a incrementare lo spettacolo nei tornei, affiancano i compagni come allenatori. Se da un lato l'Italia è un paese di approdo per atleti stranieri è invece raro che atleti italiani giochino all'estero, (ad esempio in Francia, Germania o Svezia), questo proprio a causa della maggior caratura degli atleti di altri campionati. In campo femminile l'eccezione alla regola è rappresentata dalla Arisi e in campo maschile da Piacentini e Erich Schuster (triestino, giocatore-allenatore). Questi giocatori hanno avuto delle chances per fare esperienza nel campionato tedesco, rispettivamente nel Steinhagen, Plüderhausen e Karlsruhe-Neureut.

Il livello medio dei giocatori italiani è comunque costantemente in aumento. Ad oggi l'Italia però si trova ancora in posizione di rincalzo nei confronti di altre nazioni europee e soprattutto di quelle non europee.

A livello femminile gli ultimi anni hanno regalato delle soddisfazioni ai colori azzurri: titolo europeo nel 2003 e numerosi piazzamenti nei tornei internazionali. Da segnalare come giocatrici Nikoleta Stefanova, Wenling Tan-Monfardini (l'attuale campionessa italiana), Laura Negrisoli, Wang Yu e Ding Yan.

Ci sono tornei di livello nazionale e regionale di prima, seconda, terza e quarta categoria oltre a tornei giovanili. Si disputano incontri di singolo, doppio e doppio misto.

Vi sono inoltre gare riservate ai veterani, oltre i 40 anni (categorie 40-50, 50-60 e una categoria diversa ogni cinque anni di età) e gare per dilettanti. In ognuno di queste è possibile guadagnare dei punti classifica battendo i giocatori con classifica maggiore.

In Europa ogni anno si disputa la "Champions League". Nel 2006 e nel 2007 una formazione italiana, lo "Sterilgarda Tennistavolo Castel Goffredo" di Mantova, ha conquistato la Coppa con la propria squadra femminile. Secondo alcuni osservatori ciò sarebbe avvenuto solo grazie all'inserimento nel gruppo di un'atleta cinese. Tra le componenti la squadra, ha riscosso apprezzamento la giocatrice di origine bulgara (ma cresciuta in Italia) Nikoleta Stefanova.

Massimo Costantini, classe 1958, è stato sinora il miglior atleta italiano di tutti i tempi.

In Italia esistono ancora pochi centri di formazione che consentono di imparare i tecnicismi del tennis tavolo.

L'insegnamento dovrebbe iniziare sin da piccoli (circa 7/8 anni). Trattandosi di uno sport unilaterale, cioè che impegna maggiormente la parte dove si impugna la racchetta da gioco, per evitare squilibrio nella crescita del bambino, occorre che gli istruttori integrino la preparazione fisica degli allievi con esercizi di ginnastica a corpo libero e curino l'aspetto aerobico (resistenza e potenziamento della struttura cardiovascolare).

Una partita agli undici punti è chiamata "set" e un incontro, che di solito si svolge al meglio dei 3 set su 5, "match".

In genere i giocatori di Tennis tavolo usano riferirsi agli strumenti di gioco con termini familiari. La parte di legno della racchetta è detta "telaio", mentre i rivestimenti esterni sono chiamati semplicemente "gomme". Più precisamente ci si riferisce a gomme "lisce" o "puntinate" a seconda della presenza o meno di puntini sulla superficie, gomme da incollare con colle suggerite dai regolamenti internazionali.

I giudici arbitri di incontri ufficiali valutano la correttezza dei materiali utilizzati dai concorrenti. In caso si riscontrino irregolarità si può diffidare, ammonire o addirittura sospendere un giocatore che stia tentando di utilizzare materiale irregolare.

Le gomme, più che altro quelle lisce, si consumano, perdendo grip (aderenza cioè possibilità di "agganciare" efficacemente la pallina) per produrre effetto; col tempo la gomma perde anche elasticità. Bisogna quindi sostituire periodicamente le gomme . I professionisti che si allenano due volte al giorno (circa 4-5 ore), cambiano rivestimento ogni due settimane e anche, a volte, ogni settimana per avere il rendimento della gomma sempre al 100% e non "regalare" all'avversario neanche un 10% di rotazione in meno. Dispongono quindi di gomme sempre al massimo delle loro possibilità.

Un non professionista può utilizzare la gomma più a lungo, in ogni caso la perdita di effettività della stessa dopo, per esempio, due-tre mesi a due allenamenti alla settimana, non influirà sul suo rendimento in gara. Dopo 40 ore di gioco, la gomma ha comunque perso una certa parte del suo potenziale, anche se si può ancora usare . Tanti giocatori usano gomme logore per l'allenamento e tengono le più nuove per la gara. È necessario comunque fare attenzione che non ci sia troppa differenza tra le due gomme, questo perché significherebbe allenare un gesto tecnico quasi "a vuoto"; un gesto che non verrebbe poi usato in gara. La nuova gomma richiede infatti un certo movimento. Mentre in allenamento si è automatizzato tale movimento, quasi uguale ma non del tutto, la differenza, seppur non rilevante, può essere decisiva. Questo anche unito alla differenza di "feeling" dato dal contatto con una gomma "lisa" e con una gomma nuova, dal "grip" elevato.

I prezzi delle gomme variano in media dai 15 ai 45 euro ognuna. I telai costano circa 25 euro, ma ci sono anche telai al carbonio che costano assai di più, da 50 a 100 euro. Le gomme hanno prezzi molto variabili in base alle caratteristiche ed alla qualità di gioco.

La differenza fra la pratica amatoriale e quella agonistica è notevole, ma nella medicina sportiva il Tennis tavolo è considerato uno sport praticabile a qualsiasi età.

Grazie ad una attività aerobica, priva di stress da contatto (al contrario di altri sport come ad esempio il calcio) e senza gravare eccessivamente sulle articolazioni e la colonna vertebrale (come ad esempio nell'atletica), mantiene fluido il movimento del tronco e degli arti. Aiuta la circolazione (sforzo aerobico del cuore) e permette di mantenere riflessi veloci e buona coordinazione di movimento.

Fra i primi giocatori di Tennis tavolo del mondo non è tanto semplice comunque trovare ultraquarantenni. Lo svedese Jan-Ove Waldner è un'eccezione. Ormai ultraquarantenne e dopo aver vinto molti tornei (campionato del mondo di singolo e a squadre, campione olimpico, più volte miglior classificato nei torneo del top 12), Waldner si trova oggi nella classifica mondiale dei migliori trenta; si allena e gioca in Germania nella prima Bundesliga, la più importante categoria di giocatori professionisti del mondo dopo quella del campionato nazionale cinese. Oltre al già citato Waldner anche i meno giovani Ma Wenge (cinese) e Jorgen Persson (svedese) praticano ancora il Tennis tavolo ad altissimi livelli.

Nel 2006 all'AWD Dom di Brema, in Germania, si è disputato il campionato del mondo di Tennis tavolo per veterani e tra i molti incontri i cultori di questo sport hanno potuto apprezzare due veterani e anziani giocatori: il giapponese Yukie Uchida, di anni 94, e l'australiana Dorothy De Low, che di anni ne aveva 95.

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Tennis ai Giochi della XXVIII Olimpiade

Voce principale: Giochi della XXVIII Olimpiade.

Le gare di tennis alle olimpiadi estive del 2004 si sono svolte ad Atene.

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Tennis agli XI Giochi dei Piccoli Stati d'Europa

Voce principale: XI Giochi dei Piccoli Stati d'Europa.

Le competizioni di tennis si sono svolte sia in ambito feminile che maschile, comprendendo gare individuali così come nel doppio. Tutti gli incontri si sono tenuti presso il Complesso Sportivo L'Aldosa di La Massana.

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Tennis ai Giochi della XXVI Olimpiade

Voce principale: Giochi della XXVI Olimpiade.

Le competizioni di tennis alle Olimpiadi estive del 1996 si sono svolte su 4 specialità, due femminili e due maschili.

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Tennis ai Giochi della XXIII Olimpiade

Voce principale: Giochi della XXIII Olimpiade.

I tornei di tennis di Los Angeles 1984 furono tornei di esibizione.

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Tennis ai Giochi della XIX Olimpiade

Voce principale: Giochi della XIX Olimpiade.

I tornei di tennis di Città del Messico '68 furono tornei di esibizione. Furono disputati tornei di dimostrazione e di esibizione di singolare, doppio e doppio misto sia maschili che femminili, gli incontri si disputarono sui campi di Guadalajara.

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Tennis ai Giochi della XXVII Olimpiade

Voce principale: Giochi della XXVII Olimpiade.

Le competizioni di tennis alle Olimpiadi estive del 2000 si sono svolte su 4 specialità, due femminili e due maschili.

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Tennis ai Giochi della I Olimpiade

Incontro tra Boland e Kasdaglis

Voce principale: Giochi della I Olimpiade.

Alla prima Olimpiade moderna di Atene (1896) vennero disputati 2 eventi di tennis, strettamente riservati agli atleti uomini come per tutte le altre discipline.

I vari confronti vennero effettuati tra l'8 e il 11 aprile secondo il calendario gregoriano, tra il 27 e il 30 marzo secondo il calendario giuliano in vigore in Grecia a quel periodo.

Gare di tennis praticamente a due nel confronto tra John Pius Boland e Dyonisios Kasdaglis vinte entrambi dal primo. Fortuna volle che Boland partecipasse e, quindi, riuscisse a portarsi a casa due medaglie d'oro, infatti venne coinvolto dal tedesco Friedrich Traun che era senza compagno nel doppio. Il Boland gareggiò all'inizio con scarpe di cuoio per poi attrezzarsi in seguito.

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Source : Wikipedia