Tendenze

3.3789752650087 (1132)
Inviato da david 26/02/2009 @ 18:02

Tags : tendenze, cultura

ultime notizie
Possono i dati tedeschi di Ifo invertire le tendenze del l'EUR? - Forexyard
Il dollaro ha guadagnato 15 punti rispetto l'EUR, invertendo una tendenza di quasi 2 settimane finendo a 1.3974. la traversa di EUR/GBP è finito marginalmente al ribasso a 0.8799. la coppia di EUR/JPY era virtualmente immutato a 132.36....
Trend una linea per un bagno di tendenza - Blog TreGima
La linea Trend è quella che segue le ultime tendenze e novità per quanto riguarda il settore del bagno. La prima immagine ci mostra una composizione in rovere grigio, molto particolare, il mobile che contiene il lavabo, ha un ampio spazio d'appoggio,...
CONQUISTARE IL SETTORE GIOVANILE? WGSN SVELA IL SEGRETO… - Milano Web
Milano, 26 maggio - La WGSN, azienda di ricerca online e analisi delle tendenze nell'industria della moda leader nel mondo, ha svelato le sue strategie di mercato per il settore giovanile al World Retail Congress tenutosi a Barcellona....
Le tendenze in ufficio: maggiordomo e social network aziendali - il Giornale
Famiglia e lavoro: due dimensioni sempre più spesso difficilmente conciliabili, visti i ritmi frenetici della nostra vita e il giusto diritto di ciascuno a potersi realizzare professionalmente e nel privato. Per cercare di dare alla nostra vita modi e...
Mercati - Una borsa con strane tendenze - Bluerating.com
Dopo una fase europea dei mercati positiva, Wall Street inverte la tendenza nella seconda parte di seduta e chiude in territorio negativo con l'indice S&P 500 in calo dello 0,51% ed il Nasdaq Composite dello 0,39%. A pesare le ridotte aspettative della...
Anci Svela Le Prossime Tendenze Scarpe - Sfilate
TENDENZE MODA PER LE CALZATURE UOMO E DONNA P/E 2010. 28 maggio 2009 - Villa Necchi Campiglio, Milano. Anche per la primavera-estate 2010 Aldo Premoli, coordinatore del Comitato Moda SMI, ha sovrinteso alla preparazione di una ricerca mirata utile per...
Biciclette Tendenze 2009 - vera classe
Le temperature elevate degli ultimi giorni annunciano che l'Estate è già arrivata, e con qualche giorni di anticipo rispetto al previsto. Con le belle giornate si fa sempre più vivo il desiderio di trascorrere del tempo all'aria aperta o di effettuare...
53° Biennale di Arte Contemporanea - TGCOM
Una finestra sul mondo che attraverso un canale artistico oramai consolidato, come quello della Biennale di Venezia (che esordì nel 1895), si pone all'avanguardia con la promozione di nuove tendenze artistiche, secondo un modello che dal molteplice...
Con il caldo è gelato-mania - TGCOM
Tra i gusti nuovi proposti per la stagione 2009, le tendenze principali vedono il tramonto dei gusti “di fantasia” e artificiali, come il puffo, mentre avanzano quelli più naturali ea base di frutta e anche di verdura. Guadagnano terreno anche i sapori...
Uno studio afferma: è la povertà che alimenta le tendenze anti ... - Medarabnews
by David Stringer Uno studio condotto dalla società di sondaggi Gallup ha evidenziato che sono la disoccupazione, la bassa retribuzione e la povertà a rappresentare alcuni fra i principali fattori che possono spingere le persone verso l'estremismo,...

Festival d'Avanguardia della Musica e Nuove Tendenze

Il Festival di Musica d'Avanguardia e di Nuove Tendenze si svolse per quattro edizioni. Organizzato da Massimo Bernardi, promoter del Titan Club di Roma e del tour italiano di Jimi Hendrix.

Dal 27 maggio al 2 giugno 1971 si tenne in una pineta sulla Riviera della Versilia a Viareggio il I° Festival di Musica d'Avanguardia e di Nuove Tendenze organizzato da Massimo Bernardi, promoter del Titan Club di Roma.

Fu uno dei più grandi eventi, in quel periodo, per la presenza di gruppi come: Madri Superiori (chitarrista Tony Sidney poi con il Perigeo), Alluminogeni, Latte e Miele, Punto, Rovescio della Medaglia, La Formula Tre, Nuova Idea, Trip, Fholks, New Trolls, Cyan, Stormy Six (con Massimo Villa al canto), Delirium, Premiata Forneria Marconi, Flea on the Honey, Marco Dedè e i Bobolink, Silver e i Baci, Osanna, Folks, Circus 2000, Iskra e i Tombstones, Capitolo Sei e molti altri, comprese due soliste: Tsabò e Mia Martini la quale, con il gruppo La Macchina, propose la durissima Padre Davvero che venne censurata dalla RAI.

Fra i gruppi stranieri che si esibirono c'era un gruppo di israeliani e gli allora sconosciutissimi Medicine Head. Per ascoltare della buona musica in un ambiente naturale nacque una tendopoli spontanea denominata “Pop City” della quale fu nominato Sindaco Eddy Ponti, giornalista, presentatore e direttore del giornale “Pop City Time”.

Già all’inizio del festival le centinaia di sedie a ridosso del palco, riservate a “discografici e autorità” e la nuda terra o meglio fango (poiché aveva piovuto copiosamente) riservato agli umili paganti, furono elementi validi che alimentarono malcontento per un differente trattamento che non rientrava assolutamente nei valori tanto sottolineati dai messaggi (anche musicali) di quel genere di manifestazione.

Il festival fu una vera e propria gara musicale ad eliminatorie con in palio, per il vincitore, un ambito contratto discografico. Vinsero Osanna, Mia Martini e la Premiata Forneria Marconi che presentava la versione originale de La Carrozza di Hans lunga quasi dieci minuti.

Lo svolgimento del festival fu segnato dal presunto accordo tra giornalisti e discografici sugli artisti che sarebbero stati premiati, accordo fissato già prima dell’esibizione finale. Joe Vescovi, avendo saputo di questo illecito, salì sul palco urlando nel microfono “Io sono un hippy come voi e vi dico che siete stati ingannati da questi sporchi capitalisti!”; ciò scatenò una improvvisa pioggia di erba, sabbia, barattoli, sassi ed escrementi. Cantarelli della Davoli cercò di calmare la folla, anche perché prevedeva la possibile distruzione del materiale strumentale, poi, dopo la tempesta, il festival continuò, la tensione fu placata e furono largamente apprezzati i The Trip che dedicarono un loro pezzo a Jimi Hendrix.

Si svolse a Roma allo Stadio del Tennis del Foro Italico nel giugno del 1972 presentato da Teo Teocoli e Penny Brown, entrambi nel cast della versione italiana di Hair. La scaletta prevedeva Osanna, Banco del Mutuo Soccorso, Il Balletto di Bronzo, Jumbo, Rocky's Filj, Stormy Six, Top'S, e il debutto live di Alan Sorrenti,accompagnato dal percussionista Toni Esposito, che già divideva il pubblico pur eseguendo in anteprima Aria. Ospiti stranieri Argent.

Per la parte superiore



Monumentalismo

Ex Palazzo del Comitato Centrale del Partito Comunista a Kiev

Voce principale: Architettura del Novecento.

Monumentalismo è il termine con cui sono definite le tendenze architettoniche che nel corso del Novecento, (soprattutto nella prima metà), hanno avuto come canone essenziale l’ispirazione e il riallaccio al classicismo e al neoclassicismo. I critici dividono tale architettura in due correnti: il Neobarocco e il Neoclassicismo semplificato.

Con il Neobarocco si ritorna al XVIII secolo con la proporzione degli ordini che diviene gigantesca, arricchita da fregi ornamentali. È l’architettura dell’Unione Sovietica con i vari palazzi dei comitati centrali del partito a Leningrado come a Kiev. Qui, come altrove la visione scenografica dello spazio architettonico, che deve celebrare il regime prende il sopravvento, sulla composizione planimetrica delle costruzioni.

Il Neoclassicismo semplificato, definito anche stile Novecento, si riallaccia alla cultura architettonica classica, ma ne alleggerisce gli elementi e i particolari architettonici, togliendo o semplificando la decorazione. È questa l’architettura preferita dai dei regimi totalitari per la sua efficacia celebrativa nell'ambiente costruito, con l'esaltazione della romanità passata nel caso italiano. Il suo teorico maggiore sarà in Italia l’architetto Marcello Piacentini che dominerà con i suoi canoni il ventennio fascista, restringendo il campo ai razionalisti, che tentarono di conciliare i temi del Movimento Moderno all'interno di un regime autoritario. Il suo costruire influirà anche dal punto di vista urbano, sia nella costruzione di nuovi interventi (città Universitaria di Roma, E42) che nella demolizione e ricostruzione di centri storici (Via della Conciliazione, centri storici di Brescia e Livorno).

Alcuni studiosi identificano tratti che si avvicinano al Novecento italiano in alcuni architetti che si situano a cavallo tra linguaggio ottocentesco e Movimento Moderno, come nelle ultime opere di Auguste Perret, dove i caratteri sono comunque assai più sobri ed in qualche modo si rifanno alla tradizione classica francese, come nel museo delle opere pubbliche del 1937 . Altri esempi si ritrovano nel cosiddetto Classicismo scandinavo e con alcune costruzioni dell’architetto svedese Gunnar Asplund, che per alcuni nel Crematorio di Stoccolma 1935-40 raggiunge un equilibrio tra forme moderne e monumentalismo in un ideale di sintesi con i linguaggi della tradizione classica passata.

C'è chi fa rientrare nel monumentalismo anche se in parte la cosiddetta architettura metafisica dell'italia tra le due guerre, tipica di cui alcune città di fondazione di epoca fascista come Portolago (nell'isola greca di Leros) o Sabaudia. La medesima sembra comunque più legata ai temi del Movimento Moderno nella sua specificazione e caratteristica italiana (Razionalismo italiano) come molti hanno riconosciuto, definendo le due città sopradette come rari esempi, anche se sconosciuti per quanto riguarda la prima, di International Style.

Alcuni critici si spingono ancora oltre, includendo nel Monumentalismo parte di alcune espressioni architettoniche del Movimento Moderno, quando hanno riguardato una ricerca della simmetria, del ritmo perfetto, ripetitivo e monumentale, come nelle opere di Mies van der Rohe, di cui il Seagram Building ne è l’espressione più compiuta. Anche in alcune opere di Giuseppe Terragni vengono riscontrati le forme primordiali del Monumentalismo come i volumi cubici, monolitici e fortemente simbolici. Del resto la Casa del Fascio di Como, uno dei capolavori del Razionalismo italiano, è disegnata sulla sezione aurea e costruita su equilibri in simmetria. Tuttavia questi edifici appartenenti al Movimento Moderno hanno diverse articolazioni in pianta in relazione alla distribuzione funzionale, che meno si ritrova nelle costruzioni decisamente monumentali; in essi lo spazio architettonico è in stretta relazione con il rapporto forma – funzione, che è la prima ed essenziale caratteristica della tematica razionalistica.

Per la parte superiore



Abraham Viktor Rydberg

Abraham Viktor Rydberg (1876).

Abraham Viktor Rydberg (Jonkoping, 18 dicembre 1828 – Stoccolma, 22 settembre 1895) è stato uno scrittore e filosofo svedese.

Di tendenze liberali, giornalista, dal 1884 docente di storia della cultura e dell'arte all' Università di Stoccolma, studioso delle antichità nordiche e del mondo classico (importante fu un suo viaggio in Italia), Rydberg è la personalità più rappresentativa dell' Ottocento svedese e, con la sua produzione, segna il punto di convergenza del Romanticismo e delle correnti postromantiche.

Trattano di fantastiche avventure in ambiente storico dove è spesso adombrata la realtà sociale contemporanea.

I suoi versi, raccolti in Poesie del 1882 e del 1891, sono legati, nei temi e nella forma, alla lirica romantica e sovente ispirati ad un alto idealismo e umanitarismo. Da ricordare, inoltre, i discorsi di estetica, raccolti postumi nel volume: Il bello e le sue leggi del 1901.

Per la parte superiore



Shiniki Suzuki

Shiniki Suzuki (Nagoya, 1898 – 16 gennaio 1998) è stato un violinista giapponese, inventore di un famoso metodo per l'insegnamento della musica. Nacque all'epoca dell'imperatore Mutsuhito, il quale, di tendenze progressiste rispetto ai suoi predecessori, apriva il Giappone agli scambi con la civiltà europea (si iniziò a studiare l'inglese e a conoscere la musica occidentale).

Il padre di Suzuki, discendente da una famiglia di Samurai che possedeva una fabbrica di Shamisen (liuto giapponese con manico lungo), aprì una fabbrica di violini europeizzando così la tradizione familiare la fabbrica giunse presto a produrre ben 66.000 violini all'anno).

Il giovane Shiniki fu mandato alla scuola commerciale: avrebbe dovuto poi aiutare il padre nella gestione della fabbrica, ma egli fu attratto dal violino che cominciò a studiare di nascosto.

Nonostante la modernizzazione in corso infatti, la mentalità del Giappone era ancora legata allo schema di una società divisa in classi aventi ciascuna ambiti di attività propri. Lo studio e l'esecuzione della musica erano quindi considerate occupazioni per gente povera e non colta, non adatte alla classe a cui apparteneva Suzuki. La sua salute cagionevole lo portò a trascorrere un lungo periodo in campagna, a casa di uno zio, famoso maestro Zen, che aveva presso di se come allievo, il marchese Tokugawa, uno degli ultimi discendenti Shogun. Fu questi che aiutò Suzuki a realizzare il suo sogno: lo portò con se in Europa, ufficialmente come accompagnatore, in realtà per fargli completare a Berlino lo Studio del violino e per approfondire la sua conoscenza della cultura occidentale.

A Berlino Suzuki conobbe i personaggi più importanti della cultura europea attraverso Einstein, di cui fu amico. Il grande scienziato suonava il violino dall'età di sei anni e riteneva la musica forza motrice di tutte le sue scoperte. In questo ambiente stimolante, a contatto con artisti, letterati, scienziati di grande fama, (ma, come con stupore ebbe a notare, incredibilmente modesti e semplici) cominciò a prendere forma il secondo sogno di Suzuki: dopo essere diventato violinista e aver fatto tesoro del prezioso bagaglio musicale dell'Occidente, volle rendere partecipe della sua conquista il maggior numero possibile di persone. Cominciò così a pensare alla possibilità di creare un metodo che facesse della musica un linguaggio universale, alla portata di tutti. L'attuazione del suo disegno incontrò non poche difficoltà (fra cui la grande depressione, la guerra, una grave malattia}, ma ebbe uno sviluppo costante e momenti entusiasmanti.

La sua attività didattica iniziò nel 1929 in Giappone: il suo primo allievo fu il famoso violinista Toshyo Eto. Nel 1932 organizzò il primo concerto di bambini, con trenta elementi. Nel 1945 fondò la prima scuola, a Matsumoto: cinque allievi e un solo violino. Nel 1950 l'applicazione del suo metodo si era estesa a dismisura e per evitare il conseguente calo di qualità Suzuki istituì un centro direzionale per l'istruzione degli insegnanti. Nel 1952 gli allievi erano 152 e cominciavano ad essere famosi. In varie tournées in Europa e in America essi conquistavano le platee e attiravano l'interesse del mondo musicale sul nuovo metodo. Pablo Casals si recò in visita a Matsumoto e con commosso stupore commentò uno di questi concerti di bambini con la famosa frase: "Forse sarà la musica a salvare il mondo".

Era questa la profonda intenzione di Suzuki: egli non voleva creare grandi professionisti (benché poi in realtà molti "grandi" provengano dalla sua scuola), bensì contribuire con la musica all'educazione interiore dell'uomo, sviluppando abilità nascoste che possono dare qualità alla vita.

Il dott. Suzuki è morto il 16 gennaio 1998.

Il metodo Suzuki nasce da una felice sintesi fra la cultura occidentale e la sensibilità orientale. Il segreto del suo successo risiede nella fiducia che ha nell'uomo il Maestro Suzuki. E' stato l'uomo l'ispirazione del suo metodo, fondato sul meccanismo di apprendimento della madre lingua. Suzuki si trovava in Germania per studiare ed osservò con stupore come tutti i bambini parlassero con tranquillità e dimestichezza il tedesco che era per lui, adulto e studente, tanto difficile da apprendere e da usare.

I "geni" sono persone che hanno percezioni particolari e vedono nelle cose normali aspetti che le persone comuni non vedono. Per la gente comune la caduta di una mela è un fatto normale, per Newton fu la prova di una legge che governa l'universo. Per la gente comune il parlare di un bambino è un fatto ordinario, per Suzuki fu una "cosa meravigliosa": egli iniziò così a studiare il motivo per cui, pur nello stadio di apprendimento, un bambino riesce a parlare correntemente la lingua madre (tremila vocaboli al secondo anno di vita). L'uomo quando nasce è caratterizzato da una certa carica vitale, da una forza che animerà le sue facoltà; nessuno può dire quanto abile sia l'uomo per natura. Il talento si conosce solo nella misura in cui viene sviluppato o sciupato.

Alla luce di queste osservazioni Suzuki giunse alla conclusione che in ogni individuo vi è del "genio" o che ognuno ha la possibilità di "apprendere al massimo grado" (sempre che non sia impedito da menomazioni fisiche e mentali. Infatti vi sono stati in Giappone casi di allievi mediocri divenuti eccellenti e talvolta addirittura eccezionali. Ogni pedagogo dovrebbe sempre ricordare questa "facoltà di apprendimento al massimo grado" presente in ogni individuo. Suzuki indagò quindi i meccanismi di apprendimento della madre lingua. Tre sono le condizioni necessarie al procedere di questo apprendimento: 1) l'ascolto 2) la ripetizione regolare 3) l'attitudine dell'educatore.

Il dr. Suzuki continua a lavorare per modificare e migliorare il suo metodo alla cui base però rimane un fondamento inamovibile: l'ascolto. Quando si ascolta il repertorio? Al mattino, appena alzati, durante la colazione; la sera quando ci si prepara per andar a letto; in auto; al pomeriggio durante il gioco (non è necessario l'ascolto attivo). Ogni famiglia deve definire un programma d'ascolto ben preciso.

L'ascolto quotidiano della musica in generale e del repertorio che si sta studiando in particolare favorisce l'ampliamento del personale patrimonio musicale che va ad aggiungersi a quello della madrelingua, facilita l'apprendimento in modo straordinario, sviluppa la memoria e la capacità di ricercare sullo strumento, senza l'aiuto dell'insegnante, il brano successivo da apprendere.

Gli allievi che seguono con assiduità il programma di ascolto sono pronti ad inventare, improvvisare e comporre semplici variazioni sul loro repertorio che spesso sono loro stessi a chiedere di ascoltare. In particolare rimarrà nei loro cuori la musica di Vivaldi, Bach, Paganini, Sor come dono indelebile.

11. Ronda COLE, The Pinocchio Syndrome, in "American Suzuki Journal', voi. XXI, n. 4, 1993.

Il bambino non impara a parlare dicendo "papa" e "mamma" due volte al giorno. I genitori devono passare molto tempo con lui incoraggiandolo alla ripetizione che sviluppa l'abilità. Nella musica la ripetizione ha la stessa importanza. Dobbiamo però stare attenti ancora una volta a rispettare la natura del bambino che non riesce infatti a concentrarsi per lungo tempo neanche al gioco; egli passa da un giocatelo all'altro senza mai soffermarsi a lungo. All'inizio è necessario che si eserciti sullo strumento con regolarità molte volte al giorno ma per breve tempo. Sono più utili cinque minuti tre volte al giorno che un quarto d'ora una volta, poiché nei vari "cinque minuti" la mente del bambino sarà sempre presente e la concentrazione non avrà cedimenti.

Il bambino che impara la musica dovrebbe usare lo strumento come la parola., a brevi intervalli dal mattino alla sera, alternando questa alle altre attività della sua vita. Certo è un'idea assai ardua a realizzarsi nella società d'oggi, ma vale la pena almeno tentare.

L'attitudine dell'educatore.

Quando il bambino comincia a parlare ripete tutto il giorno "mamma" e "papa", ma non per questo disturba i genitori; essi sono pazienti poiché sanno che il traguardo verrà prima o poi raggiunto. Sono inoltre fieri di scoprire nel loro bambino l'abilità alla parola e manifestando la loro felicità lo stimolano a continuare nella ripetizione e nell'apprendimento.

Il genitore è per natura l'educatore ideale. Infatti, quando il bambino si avvicina alla musica deve trovare nell'educatore quella stessa pazienza, e quella stessa gioia che aveva trovato nel genitore quando imparava l'uso della parola...

L'educatore deve attendere che il bambino abbia bene appreso un pezzo prima di passare a quello successivo senza esigere a tutti i costi che egli sia particolarmente dotato: non si era preteso questo quando egli imparava a parlare.

Sa che la musica contribuirà a sviluppare i talenti del figlio: per ascoltare e suonare sono necessari memoria, concentrazione, coordinazione, orecchio e gusto. Le buone maniere, lo spirito di gruppo, l'attitudine a collaborare saranno valorizzati dall'esperienza d'orchestra e dai concerti pubblici. Sa che se in famiglia ci sono altri figli, anche questi vorranno suonare. Si consolerà pensando che la seconda e le successive volte tutto sarà più facile. Se il figlio non è in grado di procedere nel corso, non ne fa una tragedia. Aiuta l'insegnante a capire quando è in difficoltà, fa in modo che comunque lo studio dello strumento non sia per lui un tormento. Non lo vuole perciò a tutti i costi un solista, è felice che impari ad amare la musica e la pratichi al suo miglior livello: sa che questo dipende in larga misura dal proprio impegno di genitore. Fa attenzione al fatto che anche il coniuge sia contento dell'iniziativa, che sia sensibile ai problemi dello studio in casa, anche se non partecipa direttamente. Crea intorno al bambino un ambiente dove la musica si ascolta sovente e naturalmente. Dispone di uno stereo, procura al figlio un buon apparecchio di registrazione e di ascolto. È disponibile a frequentare per qualche tempo la scuola da solo, osservando i coetanei del proprio bambino al lavoro, per rendersi conto del compito che lo aspetta. Legge quel che riguarda il metodo Suzuki. Segue il corso per genitori organizzato dal Centro: — Impara a riconoscere !e note musicali e il loro valore, se ancora non le conosce. — Studia con il figlio per alcuni mesi il medesimo strumento. Lo accompagna uno o due volte la settimana a lezione e a tutte le prove d'orchestra e di gruppo. È sempre presente alle lezioni. Si tiene in disparte ed interviene quando l'insegnante lo richiede. Dedica mezz'ora ogni giorno allo studio dello strumento con il bambino. Procura che ogni giorno il figlio ascolti il nastro con i pezzi dei corso. Nello studio a casa lascerà una certa autonomia al bambino specialmente nel ripasso, in modo che il bambino impari a lavorare anche da solo. Favorisce l'organizzazione di incontri con altri allievi del Centro in casa propria, in modo che possano fare insieme musica. Permette che il figlio partecipi e si esibisca in concerti pubblici. Sa che verso gli otto anni il figlio comincerà a frequentare i campeggi musicali a Cascine d'Ivrea. Studiare la musica è importante come andare a scuola: il bimbo dovrà averne il sentimento di consapevolezza. Farà esercitare il figlio con la stessa sollecitudine con cui fa eseguire i compiti. Aiuterà il bambino ad organizzare il proprio studio, formulando un preciso orario di lavoro per tutti i giorni della settimana: è un atto di disciplina importante. Farà guardare poca televisione: di cattiva musica ne ascolterà comunque abbastanza.

Nei confronti della musica in generale, e del suo strumento in particolare, ha un atteggiamento di ricerca, non è chiuso sulle proprie idee, predilige il confronto con le diverse teorie strumentali e conosce il più vasto repertorio possibile. Conosce bene le varie epoche musicali e i relativi stili interpretativi. Conosce bene i vari movimenti didattici relativi all'insegnamento della musica ai bambini. Ha buone nozioni di anatomia, conosce tecniche di rilassamento e di psicomotricità. Parla almeno una lingua straniera per poter conoscere ciò che si fa nel mondo in campo didattico e per poter partecipare a corsi e convegni anche all'estero. Ama i bambini: fa l'insegnante non solo per motivi economici. Crede fortemente in ciò che fa. Non fa tragedie se un allievo smette dopo un certo tempo. Il bambino avrà comunque percorso con la musica un momento importante della sua vita e certamente ciò avrà contribuito a migliorare la sua persona, avendogli consentito di socializzare e di acquisire elementi di disciplina e concentrazione che gli serviranno più tardi. Registra egli stesso le cassette, avendo cura di eseguire i brani nel giusto stile. Possiede una enorme pazienza. L'abilità musicale e immaginativa deve essere abbinata a una non comune intuizione psicologica. In questo modo saprà incoraggiare costantemente il bambino. Solo un insegnante che sa mettersi in discussione, percorrendo un cammino di ricerca e sperimentazione personale sarà in sintonia con il decalogo appena descritto e garantirà a se stesso una continua evoluzione delle proprie conoscenze.

I corsi di formazione dell'Istituto Suzuki Italiano (Isi) seguono i programmi europei elaborati in Francia e Gran Bretagna, impostati per 150 ore di lezione per ogni livello. I livelli previsti sono 5 e l'abilitazione all'insegnamento si raggiunge dopo il superamento dell'esame per il terzo livello.

La durata complessiva del corso non deve essere inferiore ai 3 anni, ed è possibile conseguire nello stesso tempo l'abilitazione per l'insegnamento dello strumento e la speciale abilitazione per la ritmica di base.

Il programma di studi prevede, oltre allo studio dello specifico repertorio strumentale, materie collaterali quali filosofia e psicologia infantile, e richiede le conoscenze dei piani di studio dello strumento specifico e della modalità di organizzazione di una scuola; per verificare l'acquisizione di tali competenze viene chiesto ai candidati di preparare una relazione da presentare alla commissione esaminatrice, composta da professori provenienti da due differenti paesi stranieri.

Ai candidati si richiede la frequenza delle 150 ore di lezione in ogni livello e la disponibilità a effettuare un'esperienza diretta con i bambini partecipando ai corsi estivi musicali organizzati dalle varie scuole. Per essere ammessi ai corsi è importante una discreta padronanza dell'inglese parlato e tecnico che potrà facilitare gli scambi e i contatti con i professori di altri paesi nei quali il metodo si è diffuso. Viene comunque richiesto il diploma di conservatorio per lo strumento per i quale si richiede l'abilitazione.

L'Isi segue la creazione delle nuove scuole Suzuki: il modello ideale di scuola è quello che prevede un insegnante di ritmica e due di strumento, anche se, ovviamente, un solo insegnante può dare origine a una nuova scuola.

Le scuole Suzuki di tutto il mondo hanno un repertorio strumentale comune, che permette ai bambini di suonare facilmente insieme sin dall'inizio, anche quando provengono da paesi diversi: la musica diventa in questo caso il vero veicolo per abbattere le frontiere e superare le diversità di cultura, tradizione e lingua. Non a caso Paolo Casals, parlando del metodo Suzuki, amava dire: «Sono convinto che il mondo possa essere salvato dai bambini e dalla musica».

Per la parte superiore



Source : Wikipedia