Taxi

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Inviato da david 12/04/2009 @ 18:07

Tags : taxi, trasporto, economia

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Taxi

Un taxi Ford Mondeo SW italiano

Il taxi (in italiano anche tassì) è un'automobile che effettua un servizio trasporto di passeggeri pubblico su piazza a pagamento, ovvero su stazionamento in apposite aree pubbliche, specificatamente in una città con alla guida un autista, definito tassista o taxista.

A differenza degli altri tipi di trasporto pubblico cittadino, dove sono decisi dal gestore della linea ferroviaria, tramviaria e di autobus, il servizio offerto dal taxi è definibile come porta a porta. Il taxista in sosta nel parcheggio, o raggiunto con l'eventuale apparecchiatura radiotaxi, acquisisce la richiesta dell'utente, quindi lo preleva all'indirizzo concordato che dev'essere all'interno del comune di appartenenza (o del comprensorio) e lo trasporta infine alla destinazione richiesta. Il servizio è normalmente obbligatorio, tranne alcune deroghe, in tutta l'area comunale mentre è facoltà del conducente accettare una destinazione al di fuori di quest'area .

In Italia, per poter effettuare questo tipo di attività il singolo cittadino deve provvedere a una iscrizione a ruolo ottenuta previo esame presso una commissione regionale, solitamente nel capoluogo di Regione in cui si risiede, un certificato di abilitazione professionale, detto CAP (è sufficiente il KB) e di una licenza specifica rilasciata dall'Amministrazione comunale del Comune di competenza. Inoltre, per effettuare il servizio, l'autovettura deve essere di colore bianco, avere almeno 4 porte, avere istallato un dispositivo luminoso di riconoscimento posto sul tetto che rechi la scritta TAXI e deve avere anche un tassametro omologato all'interno della stessa in ottemperanza alle norme del codice della strada. I regolamenti per il rilascio della licenza differiscono in ogni caso da nazione a nazione.

Sembra che i primi esempi di questo tipo di servizio si possano far risalire al XIX secolo; precedentemente all'invenzione dell'automobile un servizio similare era quello fornito da carrozze trainate da cavalli e le prime regolamentazioni in proposito risalgono alle città di Parigi e Londra dove per la prima volta venne limitato il numero delle vetture in circolazione.

Una svolta nella storia del taxi moderno è quella del 1891 quando un inventore tedesco produsse il primo tassametro. A questa innovazione si fa risalire il termine moderno di taxi, dal prefisso tax (costo). Un'altra versione in merito all'etimologia del nome lo fa risalire al greco, dal termine tachos che significa "veloce".

Esiste una terza versione per l'origine del termine, nella quale si sostiene che taxi derivi dalla nobile famiglia tedesca dei Thurn und Taxis che dal 1490 detenne per secoli il monopolio del servizio postale nell'impero tedesco. I Thurn und Taxis discendono dalla famiglia bergamasca dei Torriani che avevano come simbolo un tasso; il loro nome deriva dalla germanizzazione dei termini italiani Torre e Tasso.

L'idea di utilizzare l'automobile per servizio pubblico, nasce a Stoccarda nel 1896 per iniziativa della ditta di trasporti "Friedrich Greiner" che, il 26 giugno di quell'anno, commissionò una carrozza a motore del tipo "Landaulet-Vittoria" alla DMG (Daimler Motoren Gesellschaft) di Cannstatt, accessoriata di alloggiamento per il tassametro. L'automobile verrà consegnata nel maggio (dietro pagamento dell'astronomica somma di 5.530 marchi) ed autorizzata al servizio dal comando di polizia nel giugno 1897. Mossa da un bicilindrico verticale ciclo otto con cambio a 4 marce e dotata di ruote ricoperte da gomma piena, la vettura è in grado di percorrere 70 km al giorno ed ha un successo immediato che porterà la "Greiner", subito ribattezzata "Daimler Motor Wagen Kutscherei", ad acquistare altre sei automobili dello stesso tipo.

Negli anni successivi questa pratica si diffuse in tutte le altre più grandi metropoli e a New York si assistette alla prima compagnia che, dopo aver constatato che si trattava del colore meglio visibile a distanza, iniziò a dipingere le sue vetture di giallo.

La successiva svolta epocale nel servizio pubblico avvenne alla fine degli anni '40 con l'utilizzo dei primi impianti radio per comunicare tra le autovetture e la sede delle società, con il risultato di una ottimizzazione dei percorsi e una riduzione dei tempi d'attesa per la clientela. In effetti, in passato e in parte ancora oggi, i taxisti aspettavano la clientela in appositi parcheggi forniti di telefono fisso. In Italia, il servizio raggiungibile con questo particolare impianto installato viene definito radiotaxi ed è gestito da cooperative di taxisti a cui fa capo un numero telefonico normalmente di facile memoria. Un progetto avviato nel 2007 in collaborazione delle cooperative nella regione Veneto, si prefigge di istituire un numero unico regionale per facilitare ulteriormente il servizio, progetto pilota per estendere questa opportunità a tutto il territorio nazionale al pari di altri numeri di utilità pubblica.

In tempi più recenti un aiuto alla categoria dei taxisti arriva dall'utilizzo dei moderni GPS e dei navigatori satellitari che stanno man mano sostituendo quello che era in passato il risultato solo di una continua pratica sul campo; la conoscenza dei percorsi migliori.

Anche se ai giorni nostri normalmente il servizio di taxi viene offerto con l'utilizzo di autovetture normali, naturalmente dando la preferenza alle caratteristiche di robustezza, economicità di gestione e comodità di carico, in passato sono stati messi in commercio degli autoveicoli specificatamente designati a questo scopo.

Famosi e tipici sono ad esempio in Inghilterra quelli costruiti dalla Manganese Bronze Holdings PLC, azienda con sede a Coventry che ha prodotto oltre 100.000 dei London Black Taxi.

In scala minore si può ricordare anche l'esperienza italiana degli anni '60 in cui venne messo in produzione il modello Multipla della Fiat 600, costruito dal 1956 al 1967, e proposto anche in una versione disegnata specificatamente per i taxisti, con l'abitacolo posteriore fornito di due serie di sedili per ospitare un numero maggiore di passeggeri, con divisorio in vetro ed un vano per i bagagli accanto al guidatore.

Una delle caratteristiche che il taxi deve avere è quella di essere facilmente riconoscibile dal cliente anche a lunga distanza, pertanto negli anni si è cercato di ottenere questo risultato dotando le autovetture, oltre che dell'indicatore posto sul tetto, anche di un colore specifico.

Negli Stati Uniti ad esempio le livree delle auto rispecchiano il nome della compagnia di appartenenza, infatti gli Yellow Cabs sono evidentemente dipinti di giallo mentre gli Checker Cabs continuano ad essere dipinti a quadretti bianco-nero o bianco-gialli. Questo aveva il duplice scopo di essere riconosciuti anche come compagnia individuale oltre che come mezzo pubblico.

Altro tentativo di uniformità nel colore avveniva di città in città: sono ancora oggi usualmente neri a Londra o gialli a New York.

Una situazione particolare è quella di Hong Kong dove le autovetture di servizio pubblico sono di 3 colori diversi, rosso, verde e blu in base alle zone del territorio servite.

Nella realtà italiana si possono notare alcune fasi distinte nella colorazione dei taxi, negli anni sessanta era usuale la livrea bicolore verde e nera, sostituita in seguito, in ottemperanza al codice della strada, dal giallo, per arrivare ai giorni nostri ad utilizzare il colore bianco. A differenza degli Stati Uniti non esistono compagnie private che gestiscono questo servizio pubblico e quindi nemmeno l'esigenza di differenziarla con vari colori della carrozzeria. Esistono comunque delle normative che regolano la possibilità di applicare messaggi pubblicitari fino ad arrivare alla completa sovrapposizione del bianco originale, lasciando comunque in vista porzioni per permetterne ancora l'identificazione certa.

Se nei paesi più sviluppati il servizio di taxi viene effettuato con normali autoveicoli a motore, in alcune nazioni dell'Asia è invece ancora usuale imbattersi in servizi effettuati con veicoli a forza umana, i risciò, oppure vedere dei veicoli improbabili trasformati a tale scopo (come quello illustrato nella foto a destra) o come i thailandesi Tuk-tuk.

Naturalmente esistono anche situazioni particolari dove il taxi classico non ha modo di esistere, ad esempio a Venezia questo servizio viene effettuato con le classiche gondole o con motoscafi.

Un servizio di questo tipo viene offerto talvolta anche in casi in cui non è strettamente necessario e lo si può notare dalla foto a sinistra, scattata in Nuova Zelanda ad Auckland.

In altre nazioni, soprattutto nelle vicinanze degli aeroporti e delle stazioni ferroviarie, oppure in caso di trasferimenti di una certa lunghezza, è invece usuale la contrattazione del costo della corsa prima della partenza, in sostituzione dell'uso del tassametro.

Attualmente, in città di importanza turistica, come ad esempio Pisa, si evidenzia l'utilizzo di appositi taxi collettivi, della capacità massima di 10-12 posti. I taxi collettivi sono utilizzabili su tracciati principali (tipo stazione ferroviaria, aeroporto e luoghi turistici molto frequentati, quali la Torre di Pisa). I taxi collettivi hanno una funzione di continuità nei ruoli di trasporto pubblico (bus, buxi, taxi collettivi, taxi), agevolando spostamenti economici e veloci nei dintorni dei posti più frequentati.

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Taxi di Londra

I famosi taxi neri di Londra.

I taxi di Londra sono famosi in tutto il mondo per essere stati pubblicizzati da cinema e televisione. La loro attività è rigorosamente controllata sia per quanto riguarda l'integrità meccanica del veicolo che quella fisica e mentale del conducente. Un rapporto ufficìale osservava: "Poco si sa della regolamentazione rigorosa del settore ad di fuori degli addetti ai lavori". Il Public Carriage Office che regolamentava l'attività dei taxi e rilasciava le licenze, venne trasferito dalla Metropolitan Police al Transport for London nel 2000.

Soltanto veicoli muniti di apposita licenza possono prelevare passeggeri sulle strade. I London's Black cabs sono particolarmente famosi per la loro particolare accuratezza meccanica e per la specializzazione che debbono dimostrare i loro autisti per ottenere la licenza di esercizio. Contrariamente a quanto accade nelle altre città, a Londra in numero dei taxi non è limitato e la loro reperibilità è abbastanza facile, a parte che nelle ore di punta, all'uscita dai teatri e quando piove, evento abbastanza comune. Studi medici hanno dimostrato che gli autisti dei taxi di Londra hanno un ippocampo particolarmente sviluppato, una regione del cervello dove, fra le altre cose, vengono immagazzinate le informazioni sulla localizzazione dei luoghi.

Nel Regno Unito il termine minicab è usato per riferirsi ad un taxi privato. Esso è un veicolo con autista noleggiabile in anticipo e non accessibile presso i parcheggi dei taxi e non autorizzato a far salire paseggeri presi sulla strada. Essi cominciarono ad operare alla metà degli anni sessanta in concorrenza con i taxi. Un minicab deve essere prenotato, ad esempio per telefono, su internet o di persona all'ufficio dell'operatore. Esso può essere prenotato per una determinata ora ma soltanto presso una compagnia autorizzata e non direttamente con l'autista.

Gli hackney carriage trainati dai cavalli, iniziarono il loro servizio a Londra nei primi anni del XVII secolo. Nel 1636, il numero delle carrozze venne fissato a 50 - un primo esempio di regolamentazione dei taxi. Nello stesso anno, i proprietari di 4 hackney carriage realizzarono il primo parcheggio a The Strand. Nei primi anni del XIX secolo, le carrozze scoperte (Cabriolet) sostituirono le pesanti carrozze. Alla fine del XIX secolo apparvero dei taxi azionati da batterie ma nel 1903 vennero realizzati i primi taxi azionati da motori a scoppio. Nel 1907 venne poi introdotto il tassametro per calcolare il costo della corsa che costava 8 scellini per il primo miglio. Oggi il servizio dei taxi a Londra è realizzato dai famosi black cabs (la elegante FX4) e dai minicabs.

L'autista del taxi deve essere in grado di di decidere quale strada scegliere in funzione del luogo di destinazione o delle condizioni del traffico, ma non deve fermarsi a consultare una mappa, ricorrere al navigatore satellitare o consultare per radio la propria centrale. Conseguentemente lo Knowledge of London Examination System, informalmente noto come The Knowledge, è il profondo studio delle strade di Londra e deui suoi luoghi di interesse che l'autista di taxi deve conoscere per ottenere la licenza ad operare con un black cab. Questo sistema è stato messo in atto nel 1865, ed è cambiato da poco.

Questo è l'esame più duro al quale sia sottoposto un autista di taxi, ha la durata di circa 34 mesi e viene superato soltanto dopo una media di 12 tentativi.

Le 320 rotte principali, attraverso la central London, del the Knowledge sono contenute nel Blue Book (ufficialmente noto come Guide to Learning the Knowledge of London), edito dal Public Carriage Office, che regola la concessione delle licenze di taxi a Londra. Esso contiene tutte le circa 25.000 strade comprese in un raggio di 9 km. da Charing Cross oltre che le maggiori vie di comunicazione al di fuori di questa zona centrale.

Un autista di taxi deve imparare ciò oltre che tutti i luoghi di interesse comprese strade, piazze, club, ospedali, alberghi, teatri, cinema, palazzi governativi e storici, monumenti, stazioni, ambasciate etc.

The Knowledge comprende dettagli come l'ordine dei teatri su Shaftesbury Avenue, o i nomi, in ordine, delle strade che si incrociano su una determinata strada e la localizzazione dei semafori.

Vi sono poi delle scorciatoie per raggiungere i sobborghi di Londra comprendenti da 30 a 50 rotte a seconda dei settori della città.

Durante l'apprendimento ci si esercita girando per le strade su di uno scooter individuabile per la tabella con l'elenco delle strade da imparare quel giorno. Gli aspiranti taxisti debbono avere un buon carattere ed esenti da problemi legali anche lievi, quindi debbono prima passare un esame scritto. Dopo aver superato questa prova debbono poter, senza consultare una mappa, identificare il più veloce tragitto tra due punti del centro di Londra scelti dagli esaminatori. Per ognuno di essi debbono poi citare il nome delle strade attraversate, quando attraversano un incrocio, quando incontrano una rotatoria, quando svoltano e ciò che si trova lungo il percorso.

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New York Taxi

New York Taxi è un film hollywoodiano del 2004, interpretato da Queen Latifah e dalla top-model Gisele Bundchen.

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Hellcab - Un inferno di taxi

Hellcab - Un inferno di taxi è un film del 1998 diretto da Mary Cybulski e John Tintori, adattamento cinematografico dell'omonima piéce teatrale scritta da Will Kern.

Avete mai guidato un taxi per 12 ore, il giorno della vigilia di Natale? Se non l’avete mai fatto, questo film è un vero “Cantico delle creature” rovesciato. Un taxi come palcoscenico dell’umanità, finestra mobile e insieme cassa di risonanza delle contraddizioni e dei cortocircuiti di un popolo che di umano ha conservato ormai molto poco. L’unica persona normale è il tassista spettatore sensibile e impotente, sismografo dell’andamento surreale di quella curva chiamata “genere umano” e insieme vittima dei suoi stessi clienti, dei loro amplessi sul sedile posteriore, delle loro sbornie di Roipnol, dei loro atteggiamenti ninfomani. Davvero un inferno di taxi.

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Fiat 850 City Taxi

La FIAT 850 City Taxi fu una concept car disegnata nel 1968 da Pio Manzù e considerata l'antesignana della 126 che sarebbe apparsa pochi anni più tardi.

Con una linea assolutamente nuova per l'epoca, la City Taxi montava il motore e il pianale già in uso sulla 850, ed aveva 4 posti, raggiungibili attraverso un'unica apertura laterale scorrevole verso l'indietro situata sul lato destro dell'abitacolo. Sul lato guida era invece disponibile solo la portiera per il guidatore.

Era una berlina 2 volumi, in quanto non aveva coda (tutto lo spazio era sfruttato per i passeggeri e un piccolo bagagliaio raggiungibile aprendo il lunotto posteriore verso l'alto, antesignana quindi delle future 3 e 5 porte) e il motore era alloggiato in un piccolo muso anteriore simile a quello della 500. Sempre in vista del suo utilizzo specifico quale auto pubblica, in questo seguendo il tracciato storico di veicoli studiati specificatamente all'uopo iniziato agli albori del secolo con la Fiat 1 Fiacre e proseguito con la Fiat 600 Multipla, era stato previsto l'uso di un cambio automatico meno affaticante.

Le linee spigolose anticipavano la 126 e la 127. Presentata al Salone dell'automobile di Torino nel 1968, non fu mai prodotta in serie.

Su questa vettura appare per la prima volta il logo FIAT obliqua e incastonata in quadratini, che dal 1972 verrà utilizzato su tutta la produzione di veicoli.

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Source : Wikipedia