Strasburgo

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Inviato da gort 03/03/2009 @ 03:12

Tags : strasburgo, francia, europa, esteri

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Strasburgo

Strasburgo (Francia)

Strasburgo (Strasbourg in francese, Straßburg in tedesco, pronuncia in alsaziano , "Strasburgo" viene dal latino Strate Burgum, letteralmente "la città delle strade") è una città della Francia, capoluogo dell'Alsazia e del dipartimento del Basso Reno, sul confine con la Germania sulla riva sinistra del Reno.

I suoi abitanti, gli strasburghesi (Straßburger, strasbourgeois), vivono in un'agglomerazione urbana transfrontaliera che comprende anche la città tedesca di Kehl.

La città è un importante centro universitario ed è sede, fra l'altro, dell'ENA.

Attraversata dall'Ill, affluente del Reno, che si divide fino a formare cinque bracci nel centro storico della città (la Petite France), Strasburgo è composta da quartieri con forte identità. Essa è situata a un'altitudine media di 140 m sul livello del mare, e caratterizzata da un contesto fisico pianeggiante, con solo leggere pendenze nel centro città, culminanti nelle zone di più antica abitazione nella zona della cattedrale. L'est del territorio comunale, lungo il Reno, è costituito da molte isole, tagliate dai bracci del fiume canalizzato e dai canali del porto autonomo. Il nord-est ed il sud-est del comune sono coperti da vaste foreste, ciò che rimane dell'antica foresta renana.

La densità importante di corsi d'acqua, insieme all'affiorare della falda freatica, contribuiscono a rendere il settore molto sensibile alle inondazioni, la prevenzione delle quali condiziona lo sviluppo urbano.

Il sito su cui sorge Strasburgo fu inizialmente occupato dall'accampamento militare romano di Argentoratae dopo le campagne di Germanico del 14-16, all'interno della provincia di Germania superiore. A partire dal IV secolo, Strasburgo fu sede di un vescovato.

Presso le sue porte fu combattuta una grande battaglia nel 357, tra gli Alemanni e l'imperatore Giuliano, il quale riuscì a respingerli mentre il loro re, Conodomario, fu fatto prigioniero. Pochi anni più tardi (nel 361), Giuliano diventava imperatore romano. Un nuovo attacco viene sferrato il 2 gennaio del 366, approfittando della superficie ghiacciata del Reno ed all'inizio del V secolo gli Alemanni risultano insediati nell'area oggi occupata dall'Alsazia ed in una grande parte dell'attuale Svizzera.

Nel corso del V secolo la città passò dal dominio degli Alemanni a quello degli Unni e poi dei Franchi; nell'842 vi venne siglato il Giuramento di Strasburgo.

Grande centro di scambi commerciali nel tardo medioevo, nel 1262 diventò una città libera del Sacro Romano Impero con un governo autonomo dal 1332. Nel 1439 fu completata la realizzazione della Cattedrale di Strasburgo, destinata a diventare l'edificio più alto del mondo. Negli anni successivi al 1520 la città fece propria la dottrina religiosa di Martin Lutero, i cui adepti fondarono a Strasburgo nel secolo successivo una loro università.

La Francia annette Strasburgo nel 1681, sotto il regno di Luigi XIV, e la conquista viene ratificata dal Trattato di Ryswick nel 1697. La politica di intolleranza religiosa verso i protestanti adottata in Francia con l'Editto di Fontainebleau ma non applicata a Strasburgo, unita alla crescita dell'industria e del commercio, porta la popolazione cittadina a triplicare fino a 150.000 abitanti.

L'inno nazionale francese, "La Marsigliese", viene composto a Strasburgo il 25 aprile del 1792 da Claude Joseph Rouget de Lisle, durante una cena organizzata dal sindaco della città, Frédéric de Dietrich.

Nel 1871, terminata col Trattato di Francoforte la guerra franco-prussiana, la città torna ad essere parte del Reichsland di Alsazia-Lorena dell'Impero tedesco guidato dal carismatico Bismark e segnado la fine dell'imperatore francese NapoleoneIII. Strasburgo diventa nuovamente francese dopo la prima guerra mondiale, con la sigla nel 1919 del Trattato di Versailles e di nuovo tedesca durante gli anni della seconda guerra mondiale, dal 1940 al 1945.

La linea del fronte tra Francia e Germania che nei secoli ha attraversato Strasburgo e la sua regione ha anche diviso le comunità e le famiglie, spesso trovatesi su fronti opposti nei diversi conflitti. Per questo il monumento cittadino ai caduti di tutte le guerre raffigura una madre che regge i corpi di due figli volutamente nudi, cioè privi di qualsiasi divisa o insegna riconducibile ad una particolare fazione.

Anche per la sua identità binazionale e biculturale, Strasburgo è diventata una delle capitali dell'Unione Europea. Oggi è sede di importanti istituzioni quali il Parlamento Europeo (insieme a Bruxelles e Lussemburgo), il Consiglio d'Europa e la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo. La città ospita anche organismi europei come il comando dell'Eurocorps, il centro informatico di Europol e la farmacopea europea.

Essa è inoltre la sede sociale del canale televisivo franco-tedesco Arte.

Il luogo più famoso della città è costituito dal suo centro storico, noto col nome di Grand Île: esso è stato inserito nel 1988 nell'elenco dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO, la prima volta che un intero centro storico ha ricevuto questo onore.

Nella cattedrale esiste un famoso orologio astronomico monumento d'arte e di meccanica costruito nelle forme attuali nel corso di diversi secoli. È in grado di riprodurre la precessione degli equinozi e venne restaurato da Jean Baptiste Schwilgué (1776-1856).

Il territorio cittadino conta più del 60% della popolazione della Comunità urbana di Strasburgo, che ha in totale 451.000 abitanti su 306 km². Fra 1990 e 1999, la popolazione è aumentata del 6,5 %. La popolazione attiva è di 213 000 abitanti.

Un progetto di distretto europeo fra Germania e Francia (eurodistrict), dovrebbe portare a una amministrazione comune degli 860 000 residenti dell'agglomerazione di Strasburgo e dell'Ortenau.

La città conta 10 cantoni.

Lo stemma (in tabella) con una banda trasversale rossa su campo bianco è il risultato dell'inversione cromatica del blasone del vescovo della città. Ciò si deve alla rivolta dei cittadini strasburghesi nel Medioevo nei confronti dell'autorità ecclesiastica (similmente a quanto accadde a Basilea) per affermare la loro indipendenza dal prelato che conservò l'autorità solo sulle campagne circostanti.

Il 15 maggio 2002 la 4^ tappa del Giro d'Italia 2002 si è conclusa a Strasburgo con la vittoria dell'australiano Robbie McEwen.

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Cattedrale di Strasburgo

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La cattedrale di Strasburgo è una delle chiese più note di Francia e del mondo. Da sempre è stata un importante parametro di riferimento per gli edifici più alti del mondo. Come cattedrale cattolica è dedicata alla Madonna ed è quindi chiamata Notre-Dame e Liebfrauenmünster, rispettivamente in francese e in tedesco .

Fu costruita a partire dal 1176 ed iniziata in stile romanico, anche se fu poi continuata secondo i canoni dell'architettura gotica sia francese che tedesca: i lavori proseguirono fino al 1439. Si basava sulle fondamenta della precedente costruzione del periodo ottoniano. Per la sua fattezza, è un illustre esempio di costruzione in pietra arenaria dei Vosgi (grès rouge des Vosges). Questa pietra, tipica delle zone renane, le conferisce il colore rossiccio che caratterizza anche altre costruzioni situate in città vicine, come la cattedrale di Friburgo in Brisgovia.

Ha la forma di una basilica a tre navate con transetto. È rimasta incompiuta anche a causa delle enormi dimensioni del progetto, che il comune di Strasburgo ed il vescovo Henri de Hasenbourg perseguivano in concorrenza con altre città nelle zone limitrofe.

Oggi si distingue da molte altre cattedrali gotiche data l'evidente mancanza di una delle due torri campanarie, quella meridionale, il che determina uno forte effetto asimmetrico dell'insieme (in contrasto con la regolarità che caratterizza la facciata, strutturata a scacchiera).

La parte posteriore della chiesa, soprattutto il presbiterio ma anche il transetto, è quella maggiormente caratterizzata da elementi romanici, che per altro sono evidenti nella cripta dell'XI secolo.

Ciononostante, l'interno è caratterizzato da una spiccata dissoluzione delle pareti secondo i parametri delle cattedrali gotiche francesi dell'epoca.

D'altro canto le sculture della chiesa lasciano trasparire nuove tendenze dell'arte gotica, dato che in opere come la morte della Vergine il drappeggio dei vestiti non nasconde più completamente le forme del corpo: la scultura riacquista così una parte della plasticità che il gotico tendeva in precedenza a tralasciare per assecondare le forme snelle e lo slancio verso l'alto tipico della scultura gotica.

La chiesa si distingue per un orologio astronomico di grande fattura che riproduce, unico nel suo genere, la precessione degli equinozi. È in grado di battere anche le 13.

Le costruzioni che si affacciano sulla piazza antistante, caratteristiche per l'intelaiatura a traliccio, formano insieme alla cattedrale un importante insieme urbanistico.

Con un'altezza di 142 metri, la cattedrale restò intatta fino ai giorni nostri, differenziandosi da molte altre costruzioni medievali che gareggiavano tra di loro in dimensioni, ma che non rimasero in piedi a lungo (come ad esempio la cattedrale di Beauvais). Risultò essere l'edificio più alto nel mondo a partire dal 1647 (in seguito al crollo della torre della Marienkirche a Stralsund), per poi restarlo fino al 1874 (anno in cui fu costruita la Nikolaikirche ad Amburgo). Ha del resto un ruolo urbanistico di primo piano per tutta la zona di Strasburgo, dato che è visibile a chilometri e chilometri di distanza (ad esempio da alcuni punti della Foresta Nera).

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Cantoni di Strasburgo

La città di Strasburgo è suddivisa in 10 cantoni dell'Arrondissement di Strasburgo-Città.

Nessun altro comune è compreso nei 10 cantoni urbani.

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Orologio astronomico di Strasburgo

Orologio astronomico

Costruito durante il XVI secolo, l'orologio astronomico di Strasburgo è un capolavoro del Rinascimento, all'epoca considerato una delle sette meraviglie della Germania. È situato nella cattedrale di Strasburgo. È stato portato alle forme attuali nel corso di diversi secoli.

Verso la fine del secolo XIII con l'invenzione dell'orologio meccanico si produsse un grande cambiamento nel modo di misurare il tempo in precedenza affidato alle clessidre e agli orologi solari. Avvenne allora che molti edifici pubblici furono dotati di grandi orologi meccanici e Strasburgo fu una delle prime città a realizzarne uno costruendo all'interno della cattedrale negli anni fra il 1352 e il 1354 il cosiddetto Orologio dei Re Magi. Si trattava di una costruzione dotata di una cassa contenente il dispositivo meccanico alta circa dodici metri e di un calendario, un astrolabio e, in alto la statua della Vergine col Bambino davanti al quale s'inginocchiavano ogni ora i Re Magi mentre un carillon suonava e un gallo cantava innalzando le ali. Nel 1547, essendosi l'orologio ormai irrimediabilmente deteriorato, si decise di costruirne uno nuovo anziché cercare di ripararlo. Questa costruzione andò per le lunghe, la cattedrale fu adibita al rito protestante poi a quello cattolico e poi ancora a quello protestante sicché cambiarono i preposti alla chiesa, i lavori iniziarono tardi, furono poi interrotti, lunghi furono i tempi per reperire uomini capaci di fare avanzare il progetto iniziale, finché l'ingranaggio in ferro battuto smise di funzionare definitivamente poco prima della Rivoluzione francese.

Finalmente nel 1838 fu dato l'incarico a Jean Baptiste Schwilgué (1776-1856) di restaurare l'orologio. Il restauro durò fino al 1842, si realizzò così il compito che Schwilgué si era prefisso fin da giovane di far ripartire l'orologio, per cui aveva studiato da autodidatta tutta la vita per acquisire le conoscenze e le capacità necessarie. Formò gli operai in modo che fossero in grado di seguirlo, realizzò le macchine per costruire le parti dell'orologio in modo più preciso possibile e le macchine per intagliare il legno per sbozzare le figure mobili partendo dai modelli in gesso. Avrebbe voluto costruire un orologio ex novo ma la comunità arretrò dinanzi al costo che avrebbe dovuto sostenere e gli affidò soltanto l'incarico del restauro. Questo consentì che non andassero perdute le decorazioni pittoriche rinascimentali della grande cassa.

La struttura dell'orologio è composta dalla cassa alta 18 metri che poggia su un basamento alto più di 4 metri e largo 7,30 metri dal quale s'innalzano anche una scala a chiocciola per accedere alla parte superiore e al quadrante esterno e da una torre entro la quale scorrono i cinque pesi che forniscono la forza motrice dei meccanismi contenuti nella cassa; la ricarica avviene ogni settimana cioè quanto impiegano i pesi a compiere la discesa. Il tutto è ornato da pitture e sculture in legno.

L'indicazione dell'ora è data da un quadrante sul quale le lancette argentate indicano l'ora ufficiale e quelle dorate, in ritardo di circa mezz'ora su quelle argentate, indicano l'ora locale alla quale sono sincronizzate le sonerie dei vari personaggi meccanici: il primo quarto d'ora è scoccato da un putto alato, il secondo da un fanciullo adolescente, il terzo da un adulto e il quarto da un vecchio a simboleggiare le quattro età della vita. Tutti sfilano davanti alla morte che ha in una mano una falce e nell'altra un battaglio col quale batte le ore senza mai fermarsi mentre le età, come gli uomini, riposano durante la notte; dopo i rintocchi dell'ora un'altra figura di putto alato rovescia la clessidra che tiene in mano. Allo scoccare del mezzogiorno le statue rappresentanti gli apostoli sfilano davanti al Cristo che, passato l'ultimo apostolo, benedice i visitatori; durante la sfilata degli apostoli un gallo canta per tre volte. Da sempre questo animale ha infatti rappresentato la misura del tempo e, ricordando la rinnegazione del Cristo da parte dell'apostolo Pietro prima che il gallo canti , simboleggia anche la fragilità umana. I giorni sono rappresentate da statue delle divinità mitologiche dalla domenica con Apollo e successivamente i vari giorni della settimana rappresentati da Diana, Marte, Mercurio, Giove, Venere fino al sabato che vede Saturno raffigurato mentre divora i suoi figli e rappresenta il tempo che divora ciò che crea . La freccia tenuta da Apollo ha anche la funzione di indicare sul calendario il giorno attuale. L'anno è descritto da un calendario perpetuo a forma di anello con i mesi, i giorni e i rispettivi santi, le feste fisse e mobili.

Un globo celeste riproduce i movimenti della volta stellata intorno alla terra immobile al centro secondo la visione tolemaica. Ha più di 5000 stelle e gira in un giorno siderale, cioè nel tempo intercorrente fra due passaggi successivi di una stella sullo stesso meridiano, più breve di circa quattro minuti del giorno solare medio. È pure indicato il tempo apparente, o vero tempo solare, dato dal tempo intercorrente fra due passaggi successivi del sole sul meridiano. Due lancette indicano il movimento apparente del sole e quello della luna intorno all'emisfero terrestre settentrionale e indicano quindi con la loro posizione anche le eclissi del sole e della luna.

Il complesso delle pitture, opera dell'artista Tobias Stimmer e del fratello Josias, operanti nel XVI secolo, evoca il tempo sotto i diversi aspetti, cronologico, storico e teologico ma sempre tendendo a dimostrare che l'uomo e l'umanità sono indirizzati verso la fine. Così è evocata la creazione degli uomini mediante la estrazione di Eva da una costola d'Adamo da parte di Dio, che, secondo la tradizione protestante, non è rappresentato direttamente ma è soltanto indicato da una scritta al centro di un globo di fuoco. Il giudizio universale a rappresentare la fine è illustrato in tre scene di contenuto teologico. Di concezione teologica luterana sono la rappresentazione della Caduta e della Salvezza mediante la Fede e la Grazia. Le quattro stagioni rappresentano le età dell'uomo e il tempo irreversibile della vecchiaia perché dietro all'inverno si scorge la morte con la sua clessidra. Altre pitture rappresentano uomini che hanno illustrato la scienza e le arti. Copernico è raffigurato con in mano un ramo di mughetto a significare il fatto che fu un medico, ma non in relazione alla sua teoria astronomica eliocentrica vista dai suoi contemporanei e dall'ideatore dell'orologio soltanto come una geniale ma bizzarra ipotesi, tant'è che il complesso dello strumento abbraccia ancora la teoria geocentrica tolemaica. Il planetario mostra la circolazione dei pianeti visibili e i segni dello zodiaco tracciati sul quadrante permettono di determinare in quale costellazione si trovano i pianeti, le fasi lunari sono determinate dal globo della luna per metà bianco e per metà nero che compie una rotazione completa della durata del mese lunare di 29 giorni e 55 minuti. I moti dei pianeti e della luna sono realizzati con estrema precisione rispetto alla realtà, precisione che stupisce se si pensa che è ottenuta con congegni meccanici di oltre 150 anni fa.

In sintesi l'orologio realizza una completa visione dell'astronomia del Cinquecento oltre che un esempio dell'abilità raggiunta dalla tecnologia meccanica nella metà dell'Ottocento, un bel esempio di arte rinascimentale tedesca e un motivo di riflessione sul mistero del tempo.

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Accordo di Strasburgo relativo alla Classificazione Internazionale dei Brevetti

L'accordo di Strasburgo relativo alla classificazione internazionale dei brevetti fu firmato a Strasburgo, in Francia, il 24 marzo 1971 ed entrò in vigore il 7 ottobre 1975. Stabilisce una classificazione comune per brevetti di invenzioni, certificati di inventori, modelli d'utilià e certificati d'utilità nota come "classificazione internazionale dei brevetti" (IPC, International Patent Classification). L'accordo fu emendato il 28 settembre 1979.

Questo sistema di classificazione si articola i 8 sezioni, 20 sottosezioni, 618 sottoclassi, circa 58.000 gruppi ognuno contrassegnato da un simbolo identificativo. Ciascun Ufficio Brevetti appone il simbolo su ogni brevetto emesso per una rapida e sicura individuazione del settore di appartenenza.

Gli stati membri della convenzione di Parigi per la protezione della proprietà industriale (1883) possono diventare membri dell'accordo di Strasburgo. Nel maggio 2006 i contraenti dell'accordo di Strasburgo erano 56.

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Source : Wikipedia