Sorrento

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Inviato da murphy 01/03/2009 @ 18:00

Tags : sorrento, campania, italia

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Porto di Sorrento

Il porto di Sorrento è uno degli scali marittimi più importanti della Campania soprattutto per il suo ruolo nel traffico passeggeri.

Il porto è ubicato in un piccola insenatura della penisola sorrentina, sotto il costone sul quale sorge la città di Sorrento. La zona dove attualmente sorge si chiama Marina Piccola ed è collegato alla città tramite un ottimo servizio di autobus.

Il porto di Sorrento dispone di una banchina che racchiude una piccola darsena dove all'interno si trovano le piccole barche da pesca e da turismo: inoltre su questa banchina, sia all'interno, sia all'esterno, verso il mare aperto, partono e arrivano numerosi aliscafi per i collegamenti con le isole del golfo di Napoli. Infatti dal porto di Sorrento partono il maggior numero di aliscafi e traghetti per l'isola di Capri, oltre che ad un discreto numero di collegamenti per Ischia, Positano e Amalfi: fermano anche alcune corse del Metrò del Mare. A Sorrento fermano anche numerose navi da crociera: solitamente queste fermano fuori al porto e tramite un servizio di scialuppe portano i turisti sulla terraferma.

Essendo il porto di piccole dimensioni non viene effettuato traffico merci: gli unici scambi commerciali sono i prodotti di rifornimento, soprattutto generi alimentari, per Capri.

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Sorrento Calcio

Il Sorrento Calcio è una squadra italiana di calcio della città di Sorrento, in provincia di Napoli. I colori sociali sono il rosso e il nero. Nella stagione 2007/2008 partecipa al campionato di Serie C1.

Il Sorrento Calcio fu fondato nel 1945.

Nel 1949 si iscrisse al Campionato di promozione dove rimase fino alla stagione 1967-68, anno in cui si classificò primo e venne promosso in Serie D.

L'anno succesivo il Sorrento disputò un ottimo campionato arrivando ancora una volta primo in classifica a parimerito con la Turris e venendo promosso in Serie C dopo aver vinto proprio contro la squadra corallina uno spareggio in gara unica disputatosi al "Flaminio" di Roma:vittoria rossonera per 1-0, gol siglato da Sani.

Nella stagione 1970-71 il Sorrento giunse di nuovo primo e venne promosso in Serie B. In quell'anno il portiere Gridelli raggiunse il record di imbattibilità con 1537 minuti. L'allenatore di quella compagine era Giancarlo Vitali.

Il primo campionato in Serie B (con in squadra il giovanissimo Giuseppe Bruscolotti protagonista in A nel Napoli di Maradona) fu però disastroso per i sorrentini che arrivarono penultimi in classifica dopo però aver svolto un girone di ritorno a ritmo promozione. Le gare casalinghe in quell'anno si giocarono al "San Paolo" di Napoli. Il costieri retrocessero in Serie C , dove restarono fino al 1977-78, anno della retrocessione in Serie C-2.

Nel 1984-85 la squadra sorrentina arrivò seconda in classifica e venne promossa in Serie C1. Da quel momento in poi, il Sorrento attraversò un periodo buio: dapprima la ricaduta in Serie C2 nel 1987, e dopo alcuni tentativi di risalita non andati a buon fine la retrocessione in Interregionale nel 1989 per inadempienze finanziarie.

Il risorgere rossonero parte nella stagione 1997-1998 quando vince il girone B dell'Eccellenza campana davanti a Paganese e Palmese e conquista nella finale unica di Caserta la Coppa Italia fase regionale Eccellenza-Promozione contro la Viribus Unitis ai rigori.

L'anno dopo, in Serie D, disputa un gran campionato: arriva quinto sognando la C2 ad occhi aperti poiché chiude in testa il girone d'andata. In D evita, nella stagione 2000-2001, la retrocessione in Eccellenza vincendo lo spareggio disputatosi a Benevento con l'Internapoli ai rigori.

Nel campionato 2005-2006 ha ottenuto la promozione dalla Serie D alla Serie C2 e si è aggiudicata la Coppa Italia Dilettanti battendo in finale il Giarre ed in semifinale con goleada i campioncini del programma televisivo "Campioni il sogno" del Cervia, allenati da Ciccio Graziani.

Nella stagione 2006/2007, il Sorrento vince il campionato ed accede alla Serie C1; nello stesso anno vince la Supercoppa di Lega Serie C2, posizionandosi al primo posto nella classifica a tre con 4 punti totali dinanzi a Legnano secondo con 3 punti (sconfitto per 1-0 a Sorrento) e a Foligno.

Nella stagione 2007/2008 viene sconfitto nella seconda giornata di campionato in casa dal Potenza per 0-1; in questa occasione il Sorrento perde la lunghissima imbattibilità casalinga che durava dal 1 maggio 2004 (Sorrento-Paganese 1-2). Dopo 72 risultati utili consecutivi interni in gare ufficiali e dopo tre anni, quattro mesi ed un giorno si chiude la striscia vincente che potenzialmente poteva eguagliare le 58 gare ufficiali di campionato senza sconfitte interne del Milan, interrottesi nel 1993. Dopo vari alti e bassi, giunge un piazzamento a ridosso della zona alta della classifica.

Forti sono le rivalità che accomunano la tifoseria sorrentina a quelle di alcune squadre campane, in particolare con la Juve Stabia della vicina Castellammare, derby sentitissimo da entrambe le parti sopratutto per una rivalità popolare tra le due città. Tale rivalità è talmente accesa da costringere la prefettura a vietare la trasferta a Sorrento per i tifosi stabiesi nella stagione 2007/08 e a chiudere le porte ad entrambe le tifoserie nella stessa partita della stagione 2008/09. La rivalità in questa stagione assume toni ancora più aspri a causa del passaggio di proprietà della Juve Stabia, il cui neo presidente Franco Giglio aveva da poco lasciato la presidenza del Sorrento Calcio e che ha portato con sè buona parte dei giocatori protagonisti della stagione passata in maglia rossonera. Le due tifoserie non mancano di usare vari soprannomi dispregiativi nei confronti degli avversari, così che mentre gli stabiesi sono offensivamente chiamati "Castelloni" (genericamente un dispregiativo nei confronti degli stabiesi) la tifoseria gialloblè apostrofa continuamente i sorrentini come "limonari", per l'esportazione dei famosi limoni di Sorrento.

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Piano di Sorrento

Piano di Sorrento (Caruott in lingua napoletana) è un comune di 12.808 abitanti della provincia di Napoli (distanza 44 Km da Napoli). Occupa la parte centrale della Penisola sorrentina, dominata dai 643 metri del Monte Vico Alvano, ed è bagnata dai due golfi: di Napoli, a Nord, di Salerno, a Sud. Lo zoccolo tufaceo della costa settentrionale - sorrentina - costituisce anche la fertile piana cui deve il nome la cittadina; ben più selvaggia la costa meridionale - amalfitana - , rocciosa ed aspra, a guardia de Li Galli.

Il Piano, l'antica Planities romana, viene dai propri cittadini per lo più indicato con i due toponimi di Carotto e Cassano: incerte etimologie che secondo i più rinvierebbero agli effetti di un antico terremoto che avrebbe danneggiato una zona (cà rotto) e preservato un'altra (cà sano). E Cassano - cassanesi i suoi abitanti, in contrapposizione a carottesi - è il nome della Marina: piccolo borgo di pescatori, giù, al fondo di ripidi tornanti sul margine dell'alta falesia di tufo sorrentino, ruvido gioiello per raffinati estimatori.

Piano di Sorrento occupa la parte centrale della penisola sorrentina, confinando con i Comuni di Meta, Vico Equense e Sant'Agnello; a Nord la costa, costituita da alte falesie di tufo guarda il Golfo di Napoli, mentre a Sud la costa è rocciosa e si apre sul Golfo di Salerno.

In auto Piano si raggiunge da Napoli seguendo l'Autostrada A3 Napoli-Salerno, casello di Castellammare di Stabia, Strada Statale 145 "Sorrentina" in direzione Sorrento; in treno con la Ferrovia Circumvesuviana - linea Napoli-Sorrento - Stazione di Piano di Sorrento.

Lo zoccolo tufaceo che guarda a Nord, verso Napoli e il suo golfo e sul quale è costruita la città di Piano costituisce l'elemento geologico caratteristico della penisola, perlomeno nel suo versante centro-settentrionale. Una puntata sull'altro mare, la costa sud del comune, sul golfo di Salerno, ci rende più chiara la particolarità morfologica della penisola. In questa zona si trovano, infatti, le rocce più antiche che vanno a costituire i Monti Lattari.

Una enorme eruzione esplosiva del progenitore dei vulcani flegrei, l'Archeoflegreo, causò il depositarsi di materiale sulle rocce calcaree preesistenti sul versante nord. È da questo materiale che origina il tufo sorrentino con le sue alte falesie e le profonde forre scavate dalle acque reflue. Un materiale poroso e leggero adatto alle costruzioni (le case del Piano costruite prima del XX secolo sono tutte di tufo) che è certamente una delle caratteristiche della penisola e del Piano in particolare.

Il clima è mediterraneo, con miti inverni dalle piogge mai abbondanti e calde estati che possono diventare anche afose per l'alto tasso di umidità. La presenza di clima soleggiato per almeno 250 giorni l'anno rende questa terra - come è ovvio - meta privilegiata di turisti non solo nei periodi di alta stagione, ma anche nei mesi primaverili ed autunnali.

La vegetazione naturale del Piano è ovviamente la macchia mediterranea; castagni si trovano alla Selva di Santa Caterina, accessibile da Casa Nocillo (via Lavinola), mentre boschetti cedui misti a faggi e querce si trovano sia sul Monte Vico Alvano (643 metri), oasi di protezione naturale, sia, sulla costa sud, in località Scaricatoio, di fronte a Li Galli. Diverse sono le sorgenti d'acqua: Casa d'Ardia, Bassa Pezzella, Lamma, S. Masssimo, Cassano. I torrenti che attraversano il piano e che scavano caratteristiche forre nel suolo tufaceo ('valloni'), sono tre: il Rivo Meta o Lavinola, che nasce dalle sorgenti Lamma e S. Massimo, con il suo corso costituisce il confine naturale fra i comuni di Piano e Meta e sfocia alla Marina del Purgatorio a Meta; il Rivo S. Giuseppe o Cassano, che segna il confine fra i comuni di Piano e Sant'Agnello (in Piazza della Repubblica il suo letto è coperto) e sfocia alla Marina di Cassano; il torrente Scaricatore nasce dal Monte Vico Alvano e sfocia sulla costa sud, fra i Colli di San Pietro e Positano.

Evidentemente l'uomo ha amato questo territorio fin dalla preistoria: tre grotte: La Porta, Mezzogiorno ed Erica, scoperte negli anni '50 e '60 nella zona collinare del comune sono ancora lì a testimoniare questo ancestrale connubio. In esse furon ritrovati elementi risalenti al Paleolitico Superiore ed al Mesolitico. Ma di gran lunga più importante è il rinvenimento dei resti di un villaggio e di una necropoli nei pressi della sorgente S. Massimo: le Genti del Gaudo si insediarono qui nel II millennio a.C.

A partire dal VII secolo a.C. giunsero prima i Greci e poi i Sanniti. Infine, come il resto della Penisola Sorrentina, anche la Planities romana fece parte del municipio di Sorrento. La storia di Piano è, da quel momento, indistinguibile da quella di Sorrento, e caratterizzata, se si vuole, da ripetuto, ostinato anelito di rivolta nei confronti della sudditanza sorrentina; e tuttavia, a ben vedere, anche d'amore verso il più famoso capoluogo.

Una prima insurrezione è da segnalare nel 1218: il Gran Giustiziere Enrico de Morra ebbe il compito da Federico II di Svevia di ascoltare le lamentele di alcuni rappresentanti del Piano. Risale al 1308 una prima richiesta formale dei cittadini del Piano di staccarsi da Sorrento; la risposta non fu positiva. Nel 1491 il Piano (che all'epoca comprendeva anche Meta e Sant'Agnello), con i Capitoli di Re Ferrante d’Aragona, ottenne un sindaco e quattro eletti fra i rappresentanti dell’Universitas di Sorrento. Nel 1542, all’epoca del viceré don Pedro di Toledo, gli eletti passarono a cinque, ma soprattutto ottenne 24 consiglieri che ebbero potestà di riunirsi autonomamente come Universitas del Piano presso la Chiesa di San Michele.

L'astio con Sorrento era però fortissimo proprio a causa della sempre agognata e mai raggiunta indipendenza. Particolarmente degna di nota, a tal proposito, è la ribellione del 1648, "appendice" della rivolta napoletana del 1647 ad opera di Masaniello. La terribile repressione spagnola piegò i ribelli che chiesero aiuto alla Francia; il Duca di Guisa, Enrico II Lorena capitanò una spedizione di 30 navi contro gli spagnoli. Ad un avventuriero genovese, Giovanni Grillo, fu affidato il compito di prendere Sorrento: egli fomentò il popolo del Piano e di Massa e strinse d'assedio Sorrento. La rivolta, cominciata verso la fine di gennaio del 1648, si concluse agli inizi di aprile senza espugnare la città. Anzi gli spagnoli soffocarono nel sangue la rivolta.

Questa lunga ricerca di autonomia e di libertà si concluse l'8 gennaio 1808, quando con decreto n. 71 di Giuseppe Bonaparte Piano fu proclamato Comune autonomo. Nel 1819 ottenne la separazione Meta e nel 1865 Sant'Agnello. Dal 1863 Piano aveva assunto il nome di Piano di Sorrento, assumendo definitivamente e freudianamente nel nome - e proprio nel momento della definitiva separazione - l'eco della presenza rivale, quasi definitiva ammissione di altrui appartenenza. Durante il fascismo il Comune di Sorrento riunificò sotto di sé anche i Comuni di Piano, di Meta e di Sant'Agnello. Nel 1946, infine, i comuni riottennero di nuovo la separazione, con il ripristino dei confini originari.

L'economia del Piano fino al secolo XIX era basata essenzialmente sulla pesca, sull'agricoltura e la cantieristica navale. Proprio le prime due attività erano di ostacolo all'agognata indipendenza da Sorrento, che sull'attività del Piano viveva e prosperava. È nel XX secolo che a Piano si verifica la profonda mutazione socio-economica che porterà - stante la progressiva crisi dell'agricoltura e della cantieristica - all'emergere del ruolo sempre più preponderante del commercio e del turismo. Nel corso del novecento a Piano arriverà la corrente elettrica, l'acqua nelle case, il collegamento con Castellamare, prima col tram, poi col treno.

Le principali colture del Piano sono costituite da agrumi (aranci e limoni), noci, olive, pomodori. Gli agrumi più diffusi nel Piano sono sempre stati gli aranci, ma negli ultimi anni la coltivazione dei limoni ha strappato il primato, anche in considerazione del riconoscimento IGP al Limone di Sorrento, che si coltiva in tutta la penisola. Gli agrumi vengono coltivati classicamente sotto copertura delle classiche pagliarelle - tappeti di cannucce di paglia su di un telaio di castagno - che protegge le piante dall'illuminazione diretta, rallentandone le funzioni vitali e quindi rinforzando l'aroma particolare di questi agrumi. La noce di Sorrento, che si coltiva e si commercia a Piano da tempo immemore, può essere di due tipi: uno con guscio allungato e a punta, l'altro più minuto e rotondo. Anche l'olio della Penisola ha ricevuto il marchio DOP: la raccolta delle olive, fatta a meno deve avvenire entro il 31 dicembre e la molatura deve avvenire con modalità che preservino le caratterische del prodotto. Il pomodoro sorrentino, che si coltiva sui Colli di Piano e di Sant'Agnello è un pomodoro da mensa rotondeggiante e costoluto, di colore rosso con sfumature verdi alla raccolta, dal sapore dolce e delicato.

Nel 1734, con l’avvento dei Borboni, fu costruito un enorme cantiere navale presso la marina di Cassano. E, a conferma di una secolare attività marinara, furono ufficialmente istituite alcune scuole nautiche, in seguito l'Istituto Tecnico Nautico, ma nel Piano di fatto la scuola nautica era esistente da secoli. Quella di Piano e Meta fu la prima vera marina mercantile dell’intero Regno di Napoli. Nel XIX secolo l'attività marinara si sviluppò in modo esponenziale e diversi furono gli armatori che si succedettero in quegli anni: Ciampa, Cacace, Starace, Di Martino, Maresca e Lauro.

Anche la vocazione commerciale del Piano ha le sue radici in un lontano passato, anche se è ancora nel XIX secolo che essa prende vigore e prospera. Ad incrementare i traffici commerciali contribuirono alcuni eventi decisivi: lo sviluppo delle comunicazioni (nel 1840 terminarono i lavori della via sorrentina che collegava l'intera costiera; l'inaugurazione della linea tranviaria e, in seguito, ferroviaria tra Sorrento e Castellamare), la nascita dell'industria (a fine ottocento furono censiti circa sessanta filatoi per la lavorazione di lana e seta e produzione di guanti, calze e paramenti ecclesiastici), l'istituzione di mercati (il sindaco Domenico Cota fece dono al Comune di un suo terreno in posizione centrale perchè diventi un mercato di importanza almento provinciale; oggi su quel terreno sorge la piazza maggiore della cittadina, dedicata a quel generoso sindaco.

Nel 1901 vengono lastricati il Corso Regina Elena (attuale Corso Italia) e la Piazza Cota, si apre la via Beneficio. Il sindaco Gennaro Maresca costruisce una larga strada, che porterà il suo nome, per sostituire la strada di campagna che collegava il centro cittadino con le frazioni collinari. Nel 1906 viene inaugurata la linea tranviaria Sorrento - Castellammare e nel 1948 la linea ferroviaria. Tutto questo cambia inevitabilente il volto e la prospettiva della cittadina che, da borgo di campagna si trasforma nell'anticamera dell'odiata-amata Sorrento, che nel frattempo sta diventando star mondano-turistica di prima grandezza. Oggi la città, soprattutto durante il periodo estivo, è interessata da un discreto traffico di turisti, visti gli alberghi e le spiagge presenti.

Si dice che il soprannome Caruott (dal quale deriva il nome dei cittadini carottesi) derivi dal dialetto Cca è ruott, ovvero qua è rotto, per i gravi danni del paese riportati in seguito a un terremoto nel XVI secolo. In contrapposizione, la frazione di Cassano (Ccà è san, ovvero qua è sano) prende il suo nome dal fatto che non vi fu praticamente alcun danno in seguito al terremoto.

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Sorrento

Sorrento - Stemma

Sorrento (Surriento in lingua napoletana) è una cittadina in provincia di Napoli (a 47 Km di distanza dal capoluogo), sul versante nord-occidentale della penisola che da essa prende nome; il centro si distende armoniosamente sopra un alto terrazzo tufaceo, che domina a picco il mare da un'altezza di 50 metri, in mezzo ad una rigogliosissima vegetazione.

Fondata molto probabilmente dai greci, Sorrento subì temporaneamente la supremazia degli Etruschi e poi, dal 420 a.C., l'influsso degli Oschi. In età romana è ricordata per aver partecipato all'insurrezione degli Italici (90 a.C.); vi fu quindi dedotta da Silla una colonia, a cui seguì più tardi uno stanziamento di veterani di Ottaviano. Fu poi municipio della tribù Menenia. Fu sede vescovile almeno dal 420. Durante la crisi del dominio bizantino in Italia, Sorrento acquistò autonomia come ducato, prima sotto la supremazia dei duchi di Napoli, poi con arconti e duchi propri, sempre in lotta con Amalfi, Salerno ed i Saraceni. La storia di Sorrento si confonde con quella delle altre città campane; prese parte alle leghe anti musulmane; combatté i Longobardi di Benevento; conobbe lotte familiari tra i nobili locali. Obbligato nel sec. IX da Guaimario principe di Salerno ad accettare come proprio duca il fratello, Guido, il Ducato di Sorrento riprese la propria autonomia dopo la morte di quest'ultimo per poi perderla definitivamente nel 1137, assorbito nel nuovo regno dei Normanni. Sorrento seguì da allora le sorti del regno, non senza ribellioni e conflitti, specie all'inizio dell'età aragonese. Nel 1558 fu presa e saccheggiata dai Turchi; nell'inverno del 1648 la città sostenne valorosamente l'assedio di Giovanni Grillo, generale del duca di Guisa.

14 febbraio festa di S.Antonino patrono di Sorrento.

Il centro storico mostra ancora il tracciato ortogonale delle strade di origine romana, mentre verso monte è circondato dalle mura cinquecentesche. Vi si trovano il Duomo, riedificato nel XV secolo, con facciata neogotica, e la Chiesa di San Francesco d'Assisi, con un notevole chiostrino trecentesco, con portico arabeggiante ad archi che s'intrecciano su pilastri ortogonali. Nel "museo Correale" sono esposte collezioni di reperti greci e romani e di porcellane di Capodimonte, con una sezione di pittura del XVII-XIX secolo; dal parco si gode inoltre una magnifica vista sul golfo. Presso la Punta del Capo, 3 km a ovest, si trovano resti romani ritenuti della villa di Pollio Felice (I secolo d.C.). Un'altra villa marittima è la "Villa di Agrippa Postumo", sotto l'attuale "Hotel Syrene". La villa fu fatta costruire dallo sfortunato nipote di Augusto.

L'ambiente del vecchio borgo, della costa, del panorama collinare sorrentino, negli ultimi decenni, è stato deturpato da una serie di abusi edilizi (creazione di mansarde, case abusive, espanzione su territori non edificabili di case ed alberghi), atti solo allo sfruttamento economico del territorio, e risanati per merito dell'ultimo condono edilizio. L'antico rione di pescatori "marina grande" e la sua relativa spiaggia, ormai abbandonata a se stessa ed inquinata, era uno degli scorci più belli e suggestivi di Sorrento. Attualmente rappresenta ancora una fantastica attrattiva della realtà sorrentina.

L'economia della fiorente cittadina campana si fonda in gran parte su alcuni settori di punta quali il turismo, grazie alla naturale vocazione culturale e balneare del graziosissimo centro abitato, sull'agricoltura basata sulla produzione di agrumi (notissimo in tutto il mondo è il limoncello, liquore ottenuto con bucce di limone, alcool, acqua e zucchero), noci e olio, sulla trasformazione di prodotti caseari e, in ultimo, sulla creazione di eccezionali dolci, come ad esempio la tipica delizia al limone; inoltre sono famosissime le caratteristiche arti dell'intarsio su materiali lignei e della lavorazione di merletti.

La Penisola, area di antica tradizione casearia, offre itinerari alla ricerca di antichi sapori e storici vini, attraverso prodotti e produttori, espressione del territorio. Si passa dal limoncello di Sorrento all'olio DOP Penisola Sorrentina, dalla pasta di Gragnano ai latticini di Agerola, sostando in veri templi del gusto e girovagando per cantine e frantoi. Si parte da Vico Equense, vero paradiso gastronomico, dove piccoli "artigiani del gusto" realizzano dei grandi prodotti, come la salsiccia e il salame fatto di carne suina e scorza di arancia, ed i magnifici prodotti caseari, dai burrini, caciottine ripiene di un delicato purè di burro, ai caprignetti, piccole palline ottenute da una crema di formaggio caprino (cacio-ricotta) che, dopo essere state cosparse di erbe aromatiche, vengono conservate sott'olio. Il più pregiato di tutti è il rinomato Provolone del Monaco DOP, formaggio stagionato a pasta filata nella caratteristica foggia a melone leggermente allungato o a pera, senza testina. I prodotti caseari della zona sono ancora prodotti in modo artigianale e svariate sono le botteghe gastronomiche e i produttori presso cui si possono assaggiare e acquistare i prodotti tipici, ma anche osservare il ciclo di produzione. Da notare sono le trecce alle olive e le altre specialità dei Monti Lattari.

Le Processioni del Venerdì Santo in Sorrento sono tra gli eventi religiosi e tradizionali più sentiti dalla popolazione sorrentina. Affondano le proprie radici già nel medioevo, successivamente nel 1500 con la dominazione spagnola assunsero le caratteristiche che ancora oggi mantengono. Vengono organizzate da secoli dalle Arciconfraternite di Sorrento, che hanno molto influenzato la storia di Sorrento e delle penisola tutta.

A Sorrento è dedicata una delle canzoni napoletane più celebri, Torna a Surriento. La canzone fu composta per la visita a Sorrento di Giuseppe Zanardelli, all'epoca primo ministro, il 15 settembre 1902.

Il commendatore e barone Guglielmo Tramontano, sindaco della cittadina, nonché proprietario dell'hotel presso cui Zanardelli era alloggiato, richiese ai fratelli Gian Battista e Ernesto De Curtis di comporre una canzone per celebrare l'illustre ospite, con la speranza di ottenere in cambio alcuni interventi a favore di Sorrento, tra cui l'apertura di un ufficio postale. Ernesto De Curtis recuperò una vecchia melodia che aveva composto qualche anno prima, e il fratello scrisse di getto un testo adatto all'occasione: così nacque Torna a Surriento.

Con alcune modifiche alle parole, la canzone venne presentata al Festival di Piedigrotta nel 1905: da lì iniziò il grande successo di questo brano, diventato una delle canzoni napoletane più famose nel mondo.

La città è anche sede di una rassegna dal titolo Incontri Internazionali del Cinema, giunta nel 2005 alla 40° edizione.

Nel 1955 venne girato a Sorrento il film Pane amore e... regia di Dino Risi con Sofia Loren e Vittorio De Sica. Sempre a Sorrento sono state girate numerose scene della fiction "Capri" trasmessa in televisione nell'autunno 2006 su Rai 1.

Il 29 maggio 1991 la 4^ tappa del Giro d'Italia 1991 si è conclusa a Sorrento con la vittoria del francese Eric Boyer.

Il 7 maggio 2006 il Sorrento Calcio ritorna in serie C dopo diciotto anni d'assenza battendo la Scillese per 8-0.

Il 13 maggio 2007 il Sorrento Calcio ritorna in serie C1 dopo vent'anni d'assenza battendo il Gela per 2-0.

Il 16 maggio 2007 la 4^ tappa del Giro d'Italia ha attraversato la costiera sorrentina per concludersi al Santuario di Montevergine di Mercogliano con la vittoria del corridore Danilo Di Luca del team Liquigas.

La squadra di calcio è il Sorrento Calcio, squadra in serie C2 dal 2006 e promossa in C1 nell'anno calcistico 2006/07 grazie all'enorme sforzo dei presidenti Giglio e Castellano e dei suoi giocatori. Fa parte della squadra anche il calciatore Gennaro Ruotolo, il quale è stato la bandiera del Genoa e del Livorno e Massimo Rastelli, il quale ha militato anche nel Napoli.

Sorrento è il capolinea della linea per Napoli della ferrovia Circumvesuviana. La città ha una sola stazione, Sorrento.

Il Comune di Sorrento è attraversato dalla Strada Statale 145 Sorrentina, che però in paese assume il nome "Corso Italia".

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Source : Wikipedia