Sindaco di Roma

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Inviato da david 27/03/2009 @ 21:11

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Ferrovia Roma-Fiuggi-Alatri-Frosinone

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La ferrovia Roma-Fiuggi-Alatri-Frosinone è stata una linea ferroviaria a scartamento ridotto che univa Roma a Fiuggi e a Frosinone. Attualmente è in esercizio solo la tratta urbana di Roma, detta ferrovia Roma-Pantano, dalle caratteristiche tramviarie, tra Roma Laziali e Giardinetti.

Il progetto, redatto dall'ing. Antonio Clementi che operava per conto di una delle società belghe che lavoravano in Italia ad inizio del secolo, prevedeva una linea ferroviaria a scartamento ridotto che unisse Roma a Fiuggi e a Frosinone, ottenne il parere favorevole del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici nel marzo 1907 e venne approvato con Regio Decreto n. 946 del 20 /11/ 1910; la sua concessione venne data alla Società per le Ferrovie Vicinali (SFV). Per vari motivi l'inizio del lavori fu ritardato così nel 1913 ebbero inizio i lavori e il 12 giugno 1916 il tronco da Roma a Genazzano, di 47,5 km, venne aperto all'esercizio, insieme ad una diramazione da San Cesareo a Frascati di 15 km. Il capolinea a Roma fu fissato a fianco della stazione Termini, lato via Cavour. Il servizio, con due classi (prima e terza), iniziò con quattro coppie giornaliere di treni. Tra il 6 maggio e il 14 luglio 1917 furono inaugurate le tratte da Genazzano a Fiuggi Centro (30,8 km) e Fiuggi-Alatri-Frosinone (33 km), con le diramazioni, Vico nel Lazio- Guarcino (3,4 km), Fiuggi città-Fiuggi fonte (4,9 km) e Frosinone SFV-Frosinone FF.SS. (2,8 km). Il 13 novembre 1926 fu attivato infine il nuovo tratto urbano Frosinone Madonna della Neve-Frosinone Città e il 28 aprile 1927 la diramazione urbana Centocelle-Piazza dei Mirti a Roma. La lunghezza complessiva della linea, da Roma a Frosinone, era di 137,379 chilometri e la velocità massima ammessa di 40 Km/h.

Successivamente, però, nel 1933 viene chiusa la diramazione Vico nel Lazio-Guarcino e l'esercizio ferroviario tra Fiuggi Centro e Frosinone sostituito con autoservizi dal 1° luglio 1935. Nel periodo bellico avvennero alcuni cambiamenti. Nel 1940 il raddoppio del binario tra Centocelle e la nuova Stazione di Grotte Celoni e la riattivazione della tratta Fiuggi-Alatri che era stata chiusa cinque anni prima: il capolinea da questo momento fu quindi Alatri.

Nel 1941 avvenne un cambio societario: la Stefer subentrò alla SFV nella gestione della rete. Alla fine della guerra si riscontrarono pesanti danni all’armamento. Già nel 1944 il servizio sulla diramazione S. Cesareo-Frascati era stato sospeso, ma la linea non riaprirà più perché gravemente danneggiata dal passaggio del fronte della Seconda Guerra Mondiale. Da allora, e fino alla chiusura lo sviluppo della linea rimarrà di 94,309 chilometri.

Nel 1950 viene aperta la nuova stazione delle Laziali, arretrata rispetto alla originaria, ma questo allontanamento da piazza dei Cinquecento (Stazione Termini F.S.) sarà una delle maggiori cause di perdita di traffico della linea. I viaggiatori in arrivo dovranno percorrere a piedi più di 800 metri per raggiungere piazza dei Cinquecento ove si trovano anche tutti i capolinea dei bus.

Tra gli anni '50 e '60 si riscontra un aumento del traffico merci e passeggeri. Intanto la STEFER acquisisce sei nuovi treni bloccati formati da motrice e rimorchio pilota (motrici 460-462, 470-472 e rimorchi 111-116) per il servizio interurbano. Ma nel 1960 chiude il tratto urbano di Fiuggi. Il decennio 1960-'70 vede il progressivo declino del traffico. Occorreva ammodernare la ferrovia, adeguare gli impianti rettificando un certo numero di curve sulla linea , immettere in servizio nuovo materiale rotabile ma si fece poco o niente: la linea restò quella di origine, che seguiva in tutto o quasi il suo sviluppo le vie Casilina e Prenestina. Nel 1974 tuttavia venne inaugurata la nuova Stazione di Centocelle.

Nel 1976 la STEFER si trasforma in Acotral (Azienda consortile trasporti Lazio), ma le cose non cambiano. Per la precarietà dell'armamento e gli alti costi di gestione il 1° Maggio 1978 chiude la Fiuggi-Alatri. La Centocelle-piazza dei Mirti ricostruita nel 1972, è chiusa all'esercizio solo dieci anni dopo, il 14 maggio 1982.

Nel 1981 hanno inizio lavori di risanamento e sostituzione dell'armamento tra le stazioni di Cave e Fiuggi, e servizio è limitato a Cave.

La notte del 27 12 1983, causa il maltempo, un piccolo smottamento del terreno nella discesa per Genazzano interrompe la linea. viene presa come scusa per la sospensione temporanea e la riduzione del servizio ferroviario a S.Cesareo. Poco dopo si decide per la definitiva chiusura del servizio ferroviario.

Nel 1984 nel silenzio viene sospeso in principio l'esercizio tra pantano e san cesareo. Poco dopo diviene definitivo: muore definitivamente la tratta extraurbana.

Nel 1996 la tratta grotte celoni - pantano è sospesa per esser rimodernata, raddoppiata e isolata dalla strada. Si prende spunto dalla ferrovia a scartamento metrico bilbao - plentzia che è oggetto di conversione a metropolitana. un ottimo lavoro ma una bruttura strutturale (basta guardare una delle sue stazioni e confrontarla con la nuova grotta celoni (provate a trovare le differenze..)). Sono realizzati sottopassi e viadotti. all'interno de La Borghesiana viene costruita una lunga galleria con viadotto in sopraelevata che estromette la stazione di pantano. anche la veccia stazione di pantano con relativo tronchino verso laghetto su cui è posato da anni del materiale in accantonamento, diviene un ricordo. dietro svetta la nuova stazione mastodontica in sopraelevata. una bruttura che non porta a nulla.

Il 1° marzo 2006, alla presenza del Sindaco di Roma Walter Veltroni, dell'Assessore alla Mobilità di Roma Mauro Calamante, dell'Assessore ai Trasporti della Regione Lazio Fabio Ciani e delle alte autorità della società Met.Ro. spa (gestore al 2006 della ferrovia) la linea ha prolungato il percorso da Grotte Celoni a Pantano.

Il 7 luglio 2008 è stata soppressa la tratta Giardinetti - Grotte Celoni - Pantano, per i lavori di costruzione della linea C della metropolitana di Roma.

Il tracciato ferroviario attraversa i quartieri periferici lungo la via Casilina fino a Pantano Borghese, piccolo centro tra i colli Albani e i monti Prenestini. La linea poi piegava a sinistra e fiancheggiando la via Prenestina arrivava alla stazione di San Cesareo da dove si staccava il ramo San Cesareo-Frascati. Da San Cesareo la linea ripartiva e toccava Zagarolo. I grandiosi ruderi dell'acquedotto di Claudio, accompagnavano il trenino diretto verso Palestrina (antica Preneste) centro archeologico con i resti del santuario della Fortuna Primigenia. Da Palestrina, la linea ferroviaria, tra tornanti e viadotti sui monti Prenestini, percorrendo la valle del fiume Sacco raggiungeva Cave e Genazzano proseguendo verso la pianura di Olevano Romano, Paliano e Serrone. La ferrovia accentuava poi la salita e costeggiando valloni con lo splendido panorama della valle sottostante del fiume Sacco raggiungeva Fiuggi, l’importante stazione termale già nota all'epoca dei romani. La linea ferroviaria proseguiva quindi verso Torre Cajetani e Trivigliano e raggiungeva Alatri - città conosciuta per l'acropoli e le mura poligonali di epoca preromana - e terminava a Frosinone.

Questi tre gruppi sono state tutti ammodernati tra il 1960 e il 1961.

Il materiale rotabile circola sempre in composizioni bloccate. Questi dati si riferiscono al materiale rotabile prima della chiusura della tratta Giardinetti-Pantano.

La composizioni di questo gruppo sono 121-01-054 ( trasformato in complesso bloccato con eliminazione cabine di guida da motrice 01 ) e 123-02+056 da 324 posti più la 122-03 da 230 posti.

Il complesso 123-02+056 mantiene i colori storici STEFER.

Le composizioni sono 107-103+085, 101-105+084 e 104-106+082 da 332 posti più la composizione 109-110 da 230 posti.

Il complesso 109-110 mantiene i colori storici STEFER.

Le composizioni sono 062-420-064, 056-421-063, 051-422-057, 060-423-061, 068-424-071, 066-425-069, 059-426-067, 052-428-065, 050-429-055 tutte da 280 posti.

La parte del Tracciato che va da Torrenova a Pantano sarà parte del futuro percorso della Linea C della Metropolitana; completata la linea C, la ferrovia si arresterà definitivamente a Torrenova.

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Gianni Alemanno

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Giovanni Alemanno (Bari, 3 marzo 1958) è un politico italiano, sindaco di Roma dal maggio 2008. È stato ministro delle politiche agricole dal 2001 al 2006 per il Governo Berlusconi IIe III.

Figlio di un ufficiale dell'esercito, trascorre a Bari la prima infanzia e si trasferisce a Roma all'età di 12 anni.

Dal 1992 Alemanno è sposato con Isabella Rauti (figlia dello storico esponente del MSI on. Pino Rauti, oggi Presidente nazionale del Movimento Idea Sociale) con la quale ha un figlio.

Laureato in ingegneria per l'ambiente e il territorio nel 2004, è giornalista pubblicista.

Appassionato di alpinismo, nel 2004 è stato Capo spedizione onorario nella scalata del K2 per il cinquantenario della conquista italiana della seconda vetta del mondo.

Alemanno entra da giovanissimo in politica, nelle organizzazioni giovanili del MSI-DN diventando segretario provinciale romano del Fronte della Gioventù, il movimento giovanile missino. Negli anni '80 è uno dei leader della corrente rautiana del FdG, insieme a Marco Valle, che si contrapponeva all'ala almirantiana guidata da Gianfranco Fini.

Nel 1988 diventa Segretario nazionale del Fronte della Gioventù, organizzazione giovanile del MSI, succedendo a Gianfranco Fini che la gestiva dal 1977. Resterà in carica fino al 1991, caratterizzando il suo segretariato per una più spiccata linea movimentista e per la ripresa di tematiche sociali e filo-nazionali, che lo portarono tra le altre cose a disapprovare le posizioni assunte dal neonato partito della Lega Nord di Umberto Bossi.

Nel 1990 è stato fondatore e promotore della società di servizi "Euroservice", operativa nel campo dei servizi dell'edilizia e del lavoro giovanile, e da allora è membro onorario della Camera del commercio e dell'industria dell'Argentina.

Sempre nel 1990 viene eletto la prima volta nel Consiglio regionale del Lazio.

Il 1994 e il 1995 sono gli anni della "Svolta di Fiuggi", in cui Alemanno, insieme agli altri dirigenti del Movimento Sociale, decide di fondare Alleanza Nazionale, abiurando le vecchie posizioni estremiste, in favore di una destra nazionale, liberale e conservatrice.

Nel 1994 viene eletto deputato alla Camera dei Deputati al maggioritario, nel collegio 19 della circoscrizione Lazio 1. Nello stesso anno è nominato dirigente del "Dipartimento per le politiche del volontariato e dell'associazionismo" di Alleanza Nazionale. Nel 1996 viene rieletto alla Camera dei deputati nel proporzionale.

Fonda quindi insieme a Francesco Storace l'associazione "Area", ed è ancora oggi membro del comitato di direzione dell'omonimo mensile di attualità politica e culturale. Alemanno e Storace sono stati in AN i principali esponenti della corrente Destra Sociale.

Da allora Alemanno è stato impegnato in associazioni culturali e di volontariato, ha contribuito a promuovere molte iniziative culturali e non profit, tra cui l'"Associazione culturale di Area", il gruppo ambientalista "Fare Verde, l'ONG per la cooperazione internazionale "Movimento comunità", l'associazione di volontariato "Modavi" e la Fondazione "Nuova Italia".

Nel 2000 è il responsabile organizzativo della campagna elettorale di Francesco Storace per la Presidenza della Regione Lazio e, l'anno seguente, responsabile del programma politico del candidato a sindaco di Roma, Antonio Tajani. Alle elezioni politiche 2001, è stato rieletto alla Camera nel maggioritario, nel collegio 21 della circoscrizione Roma 1.

Dal 2001 al 2006 Alemanno è stato Ministro delle Politiche Agricole e Forestali durante i Governi Berlusconi II e III. Come ministro ha portato avanti alcune battaglie ambientaliste a favore delle coltivazioni biologiche e in difesa dei prodotti nazionali. Massimo D'Alema disse di Alemanno che era stato «il miglior ministro del governo Berlusconi». Nel Marzo 2002, incalzato dalle domande di Report per l'inchiesta sull'olio d'oliva, decide di non rispondere e abbandona l'intervista con Bernardo Iovene.

Nel novembre 2003 è stato promotore e presidente della prima Conferenza euro-mediterranea sulla Pesca e sulla Agricoltura, in cui sono state definite nuove regole per difendere gli interessi dei pescatori e degli agricoltori.

Il 19 novembre 2004 è stato nominato vicepresidente di Alleanza Nazionale insieme ad Altero Matteoli e Ignazio La Russa, carica che ha poi abbandonato un anno dopo. Dal 2005 è presidente onorario dell'Associazione cima Giovanni Paolo II.

Alle Elezioni Amministrative 2006 è stato il candidato sindaco di Roma della Casa delle libertà, sfidante di Walter Veltroni. Alemanno raccolse il 37,1% dei voti, contro il 61,4% di Veltroni, che fu confermato sindaco.

In seguito alle dimissioni di quest'ultimo avvenute dopo neanche due anni (dovute alla candidatura di Veltroni alla presidenza del consiglio), Alemanno è stato riproposto come candidato sindaco di Roma dal neonato partito del Popolo della Libertà.

Per la sua candidatura a sindaco ha ricevuto l'appoggio delle seguenti liste: il Popolo della Libertà, il Popolo della vita, il Partito Repubblicano Italiano, La voce dei Consumatori, il Movimento per l'Autonomia, e una Lista Civica per Alemanno.

Svolgendo una campagna elettorale all'insegna del cambiamento, Alemanno ha titolato i suoi manifesti elettorali "Roma Cambia", e ha sottoscritto insieme ad Alfredo Antoniozzi (candidato per la provincia di Roma) e agli altri dirigenti del Popolo della Libertà un patto con Roma basato su 16 punti da realizzare in caso di elezione . Ha affermato di tenere in particolare alla sicurezza delle persone e di voler combattere il degrado cittadino.

Il 13 e 14 aprile 2008 si è tenuto il primo turno delle elezioni amministrative, dove ha ottenuto il 40,7% dei voti, raggiungendo il ballottaggio contro il candidato del Partito Democratico, Francesco Rutelli. Per il secondo turno Alemanno non ha chiesto apparentamenti ufficiali con la Destra di Storace o con l'UDC, ma ha chiesto ai cittadini un voto "secondo coscienza". Il dirigente de La Destra Francesco Storace ha comunque deciso di sostenere Alemanno anche senza un apparentamento ufficiale. A sostegno di Alemanno si sono schierati anche il candidato sindaco della Rosa Bianca Mario Baccini, il leader del Movimento Idea Sociale Pino Rauti e numerosi consiglieri municipali dell'Unione Democratica di Centro.

Il 24 aprile, agli sgoccioli della campagna elettorale per il ballottaggio, Alemanno ha visitato la Grande Moschea di Roma per un incontro ufficiale con la comunità musulmana capitolina. L'incontro è stato molto apprezzato poiché è stato il primo nella storia con un candidato sindaco a Roma. Durante il breve incontro Alemanno ha sottolineato il suo impegno per il rispetto reciproco delle identità e ha proposto trasporti pubblici più efficienti per il centro islamico e corsi di italiano dentro la moschea, «perché la lingua è la base dell´integrazione».

Al ballottaggio tenutosi il 28 aprile 2008 è stato eletto con 783.225 voti su 1.459.697, il 53,656 % del totale dei voti validi. Subito dopo l'elezione Alemanno ha dichiarato di voler essere il sindaco di tutti i romani, senza pregiudizi e divisioni; e ha dedicato la vittoria a Gianfranco Fini e al dirigente di AN Tony Augello prematuramente scomparso. I festeggiamenti per l'avvenuta vittoria di Alemanno a sindaco sono stati al centro di alcune polemiche da parte di avverse forze politiche a causa della presenza di qualche decina di manifestanti che hanno esultato con saluti romani ed esibizione di croci celtiche ma il neo-eletto sindaco ha poi preso le distanze da tali manifestanti dichiarando la sua intenzione di collaborare con i dirigenti di tutte le comunità etniche e religiose presenti nelle capitale.

Il 14 aprile 2008 Alemanno era stato inoltre riconfermato deputato nel collegio Lazio1 nella lista del PdL, ma decide di rinunciare alla carica di parlamentare per dedicarsi a tempo pieno alla città di Roma.

Nei primi giorni di maggio Alemanno, appoggiato dal critico d'arte Vittorio Sgarbi, ha ribadito l'intenzione, già espressa in campagna elettorale, di smantellare la teca dell'Ara Pacis, oggetto di polemiche perché ritenuta in contrasto con l'ambiente circostante, e per il fatto che la costruzione dell'opera sarebbe stata assegnata unilateralmente all'architetto newyorkese Richard Meier. Alemanno ha comunque tenuto a precisare che non si tratta di una priorità, e che eventualmente sottoporrà la decisione a referendum.

Alemanno ha pure incontrato i rappresentanti dei rom italiani, affermando di essere rimasto molto colpito dal degrado presente nei campi nomadi, ribadendo l'intenzione di chiudere quelli non autorizzati e di voler nominare un commissario straordinario per l'immigrazione, commissario che verrà trovato nella persona del prefetto Carlo Mosca. Per cercare di garantire la sicurezza in città è stata quindi fatta richiesta, d'accordo col ministro dell'interno Roberto Maroni, di trecento militari per presidiare i quartieri e le stazioni periferiche, che sono poi divenuti operativi nell'agosto 2008. Un'altra decisione presa da Alemanno in materia di sicurezza ha riguardato la dotazione di armi da fuoco per i vigili urbani (salvo i casi di obiezione di coscienza), a seguito di un accordo raggiunto con tutte le sigle sindacali della polizia municipale che hanno espresso la loro soddisfazione per una decisione attesa da trentacinque anni.

Il 5 giugno 2008, intanto, il sindaco ha dato il via ai lavori per il completamento della nuova tangenziale Est a Tiburtina, un progetto di cui si parlava da vent'anni e da lui definito "ambizioso".

Nel luglio 2008 il sindaco ha invitato l'ex presidente del Consiglio Giuliano Amato a presiedere la "Commissione per lo sviluppo di Roma Capitale", una sorta di Commissione Attali per Roma. Si tratta di una commissione bipartisan da lui voluta, una sorta di laboratorio d'idee per ridisegnare il volto della Capitale. L'ex ministro Giuliano Amato ha inizialmente accettato l'incarico, ma poi ha deciso di rinunciare a seguito di alcune polemiche che hanno investito il sindaco in occasione della ricorrenza dell'8 settembre circa il giudizio da lui dato sul fascismo. Alemanno ha infatti affermato che il movimento non fu il male assoluto a differenza delle Leggi razziali promulgate dal regime fascista in Italia nel 1938, scindendo i due fenomeni. Le reazioni furono soprattutto da parte della comunità ebraica di Roma, che affermò che le leggi razziali suddette furono appunto emanate dal regime fascista, e da esponenti del Partito Democratico, in particolare l'ex sindaco Veltroni che, in segno di protesta, si dimise dal Museo della Shoah ritenendo inaccettabile sedere al tavolo con chi aveva espresso certe parole.Alemanno tornò in parte sulle sue parole affermando che voleva omaggiare chi morì aderendo in buona fede al fascismo senza dimenticare la condanna alla realtà storica del movimento, da lui definito più complesso. Il sindaco inoltre affermò che la polemica è stata più derivata dai titoli dei giornali che dalle sue affermazioni ufficiali.

L'11 settembre 2008 la giunta Alemanno ha stabilito che il progetto di costruire un parcheggio al Pincio, deciso dalla precedente amministrazione veltroniana ma che era stato oggetto di numerose contestazioni da parte di ambientalisti, archeologi e uomini di cultura, non si farà.

Il 17 novembre dello stesso anno, Alemanno ha dato il via libera al progetto di un Museo della Shoah che dovrà sorgere nel parco di Villa Torlonia: un parallelepipedo nero su cui saranno incisi i nomi degli ebrei italiani deportati nei campi di concentramento nazisti. Il presidente della comunità ebraica Riccardo Pacifici ha elogiato il sindaco per aver accelerato i tempi della progettazione, e per averne dato annuncio proprio nel giorno del settantesimo anniversario dalla promulgazione delle leggi razziali in Italia.

Indagato dal Tribunale dei ministri per presunti finanziamenti illeciti ricevuti da Calisto Tanzi, tramite Bernardoni Romano, per la sua rivista «Area» (85mila euro), è stato assolto l'11 gennaio 2007 perché il fatto non sussiste.

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Francesco Rutelli

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Francesco Rutelli (Roma, 14 giugno 1954) è un politico italiano.

È Senatore e presiede il Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica . Ha ricoperto le cariche di Ministro per i beni e le attività culturali e di Vicepresidente del Consiglio nel governo Prodi II, mentre è co-fondatore e co-presidente (assieme a François Bayrou) del Partito Democratico Europeo (PDE) presso il Parlamento europeo.

È stato parlamentare per il Partito Radicale dal 1983 al 1990. Ha quindi fondato i Verdi Arcobaleno ed è stato quindi eletto capogruppo alla Camera dei Verdi nel 1992. È stato eletto sindaco di Roma nel 1993 e nel 1997 e ha ricoperto la carica fino al gennaio 2001. Infine è stato presidente nazionale e leader del partito politico "La Margherita" dal 2001 (anno della sua fondazione) fino allo scioglimento del partito nel PD, avvenuto nel 2007.

È stato candidato sindaco di Roma per il centrosinistra nel 2008, sconfitto al secondo turno da Gianni Alemanno.

Nato a Roma il 14 giugno 1954. Sposato con la giornalista Barbara Palombelli (con rito civile, 1982; con rito religioso, 1995), hanno quattro figli. Figlio di Marcello Rutelli (architetto) e Sandra Gentili. Bisnipote dello scultore Mario Rutelli, autore di famose opere a Roma (tra cui la Fontana della Najadi a Piazza della Repubblica e il monumento ad Anita Garibaldi al Gianicolo) e Palermo. Il nonno materno, Mario Gentili, è stato proclamato "Giusto tra le Nazioni" presso lo Yad Vashem di Gerusalemme per aver salvato nel 1943-44 un giovane ebreo durante l'occupazione nazista di Roma.

Studia presso il Liceo Classico Massimo, gestito dai gesuiti, finendo il Liceo nello statale Socrate, dove consegue la maturità classica. Si iscrive alla Facoltà di Architettura dell'Università La Sapienza, ma non porta a termine gli studi, cominciando a dedicarsi a tempo pieno all'attività politica. Ha ricevuto Lauree honoris causa dalla John Cabot University, dalla American University of Rome e dalla Temple University .

Rutelli si avvicina alla politica iscrivendosi al Partito Radicale. Particolare è la decisione di aderire al partito di Marco Pannella: Rutelli, infatti, ha da giovane una formazione ed una pratica cattolica da cui si distacca all'età di vent'anni, in seguito alla morte nel 1973 dopo una lunga malattia della madre Sandra . Alla fede cattolica si riavvicinerà dopo un lento percorso negli anni successivi.

Nel 1979, a 25 anni, è segretario regionale per il Lazio del partito, e un anno dopo viene eletto alla segreteria nazionale.

Nel 1983 viene eletto alla Camera dei Deputati ed è capofila nelle battaglie per i diritti civili proposte dai radicali. Viene eletto Presidente del Gruppo Parlamentare radicale.

Nel 1987 viene nuovamente eletto alla Camera dei Deputati con il Partito Radicale. Nel 1990 si dimette, per il principio di rotazione dell'incarico, vigente nel Partito, lasciando il seggio ad Emma Bonino.

In questi anni Rutelli, con i Radicali, porta avanti battaglie pacifiste per un antimilitarismo non violento, per l'obiezione di coscienza e contro il nucleare, oltre che sostenere posizioni anticlericali tipiche del movimento politico radicale.

Nel 1989 il Partito Radicale si trasforma in Partito Radicale Transnazionale e cessa di partecipare a competizioni elettorali di qualunque natura. Rutelli promuove la nascita, insieme a militanti radicali, ambientalisti ed esponenti di Democrazia Proletaria, di una nuova formazione ecologista progressista: i Verdi Arcobaleno. In questi anni, tra i principali temi politici trattati da Rutelli e dai Verdi Arcobaleno risultano: la lotta globale contro i mutamenti climatici, le politiche per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica e la tutela della fascia di ozono, la cooperazione con i paesi del Terzo Mondo per l'applicazione dei programmi di tutela ambientale . I Verdi Arcobaleno confluiranno poi (con le Liste Verdi) nella Federazione dei Verdi, della quale Rutelli viene eletto dapprima coordinatore nazionale e nel 1992, dopo le elezioni politiche, capogruppo alla Camera.

L'anno seguente Carlo Azeglio Ciampi lo vuole nel suo governo come ministro dell'Ambiente e delle Aree Urbane: Rutelli accetta, ma si dimette dopo solo un giorno, assieme agli altri ministri del PDS, per protestare contro il Parlamento che ha contraddetto i suoi impegni e negato l'autorizzazione a procedere penalmente contro Bettino Craxi, già presidente del Consiglio dei ministri. Famoso l'augurio che nelle polemiche della successiva campagna elettorale farà al leader socialista, allora latitante, di "mangiare il rancio a San Vittore". Lo stesso Rutelli, nel 2000, ha ammesso che questa frase era stata "troppo forte e dura". Tale affermazione causò un contenzioso giudiziario con la figlia del leader socialista Stefania Craxi, che si concluse in tribunale con una sanzione pecuniaria a carico della Craxi.

Nel dicembre del 1993 la coalizione di centrosinistra lo propone come sindaco di Roma: Francesco Rutelli batte al ballottaggio Gianfranco Fini, leader del Movimento Sociale Italiano (poi Alleanza Nazionale) diventando, così, il primo Sindaco della capitale direttamente eletto dai cittadini. È riconfermato in questa carica anche nel 1997, battendo il candidato del Polo delle Libertà Pierluigi Borghini e conseguendo il numero più alto di consensi popolari - 990.000 voti - raccolto nelle diverse elezioni tenute a Roma dal 1993 ad oggi.

Durante il suo secondo mandato da sindaco gestisce la preparazione e l'organizzazione del Giubileo del 2000, anche come Commissario Straordinario del Governo Prodi . Tra le opere realizzate dal Comune di Roma con i fondi speciali per il Giubileo, la risistemazione dei Musei Capitolini, la "galleria Pasa" sotto il Gianicolo con il parcheggio per i pullman annesso, il sottovia di Ponte Vittorio e la ripavimentazione di alcune importanti vie e piazze della città. Sotto i mandati di Francesco Rutelli vengono completate o realizzate a Roma rilevanti trasformazioni: viene riqualificata a cura di una società del gruppo delle FS la Stazione Termini ed è raddoppiata dalle FS il tratto dalla stazione di San Pietro a Bracciano della linea Roma-Viterbo. Sono inaugurati il nuovo centro Agroalimentare a Lunghezza e la linea tram n 8 (due progetti ereditato dalla precedente amministrazione del sindaco Franco Carraro), vengono ampliati a cura dell'Anas il Grande Raccordo Anulare e l'autostrada Roma-Fiumicino. Nel 2000, è prolungata fino a via Mattia Battistini la linea A della metropolitana, un altro progetto ereditato dalle precedenti amministrazioni. La città si dota poi di nuovi musei, quali le Scuderie del Quirinale (di competenza del Ministero dei Beni Culturali), la Centrale Montemartini, il Macro. Vengono anche iniziati i lavori per opere che saranno poi inaugurate dal successivo sindaco Walter Veltroni: l'Auditorium Parco della Musica di Renzo Piano (quest'ultimo promosso durante il mandato di Franco Carraro), il Museo dell'Ara Pacis dell'architetto Richard Meier e la Galleria Giovanni XXIII, un tunnel stradale che unisce la zona del Ministero degli Affari Esteri con le vie della Pineta Sacchetti e Trionfale.

Nel 1999 è eletto deputato al Parlamento europeo nelle file del movimento politico i Democratici (riformisti filoeuropeisti), animato anche dal movimento dei sindaci Centocittà, fondato con Massimo Cacciari ed Enzo Bianco. Al Parlamento europeo è membro del Gruppo Liberaldemocratico. Tra i temi politici di cui si occupa a Bruxelles figurano: l'impegno dell'Unione Europea per l'abolizione della pena di morte , per la tutela della libertà e del pluralismo dell'informazione e per la lotta contro la corruzione .

Nel 2001 è proposto dalla coalizione di centro-sinistra, L'Ulivo, quale candidato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. La coalizione guidata da Francesco Rutelli - che si presenta senza Rifondazione Comunista, Lista Di Pietro, Democrazia Europea e Radicali - perde la competizione elettorale contro Silvio Berlusconi e la Casa delle Libertà, con una differenza di circa due punti precentuali nel voto maggioritario.

Nel 2002 contribuisce a condurre I Democratici, il PPI e Rinnovamento Italiano a fondersi nel nuovo partito di centrosinistra "Democrazia è libertà - La Margherita", di cui viene eletto presidente federale. Verrà rieletto Presidente della Margherita con voto unanime nei Congressi del 2004 e 2007.

In questa veste fu favorevole al progetto della Federazione dei Riformisti (composta dai DS, dalla Margherita, dallo SDI e dal Movimento Repubblicani Europei) ed accolse la proposta di Romano Prodi di presentare alle elezioni europee del 2004 una lista unitaria Uniti nell'Ulivo.

Nel 2004, con François Bayrou, fonda il Partito Democratico Europeo di cui viene nominato Presidente Onorario Romano Prodi. Il Partito è pensato sul modello statunitense del Partito Democratico. Il PDE godrà fin da subito di un rapporto privilegiato con il Partito del Socialismo Europeo (PSE). Tuttavia, all'interno del Parlamento Europeo il PDE forma in alleanza con diversi partiti liberali europei il gruppo dell'Alleanza dei Democratici e dei Liberali Europei (ADLE), collocandosi alla sinistra del PPE e alla destra del PSE.

IL Partito Democratico Europeo darà vita nel 2005, insieme al Partito Democratico statunitense e al Consiglio Asiatico dei Liberali e Democratici , all'Alliance of Democrats , un network di forze politiche di centro-sinistra e moderate, indirizzato allo sviluppo del confronto politico internazionale tra i Democratici sulle sfide globali. Negli anni il network si allargherà a formazioni politiche africane e sud americane .

In Inciucio Peter Gomez e Marco Travaglio sostengono che dalla fine del 2004 Rutelli abbia smesso di battersi contro la censura televisiva perché la moglie Barbara Palombelli ottenne un contratto da 300.000 euro (? ) con la RAI..

Nel maggio del 2005, dopo il buon risultato della Margherita alle elezioni regionali, si apre nel Partito (che continua a sostenere il progetto della Federazione dei Riformisti) un acceso dibattito sulla presentazione di una Lista Unitaria per le elezioni politiche del 2006. Nell'ottobre del 2005, dopo il successo di partecipazione delle elezioni primarie dell'Unione, l'Assemblea Federale del Partito approva all'unanimità di promuovere una lista unitaria alla Camera dei Deputati, basata innanzitutto su un'intesa tra DS e DL e guidata da Romano Prodi. L'Assemblea impegna inoltre il partito a presentare proprie liste al Senato, confermando così una presenza autonoma indispensabile nel corso della costruzione dell'ambizioso progetto unitario del Partito Democratico, il cui raggiungimento Rutelli considera un sogno politico .

Alle elezioni politiche del 2006, candidato capolista dell'Ulivo nella circoscrizione Lazio 1, viene eletto alla Camera. Il 17 maggio 2006 viene nominato Vicepresidente del Consiglio, carica che ricopre con Massimo D'Alema nello stesso governo, e Ministro per i Beni e le attività Culturali del Governo Prodi II. Come Ministro realizza tra l'altro la riforma del Codice del Paesaggio , la norma del Tax credit per il finanziamento del cinema , ottiene il rientro in Italia di decine di capolavori archeologici trafugati all'estero .

Dal 23 maggio 2007 è uno dei 45 membri del Comitato nazionale per il Partito Democratico che riunisce i leader delle componenti del futuro PD.

A fine luglio dichiara il proprio sostegno alla candidatura di Walter Veltroni a segretario del PD e si fa promotore di un manifesto politico-programmatico con altre note personalità del mondo della cultura e della politica intitolato "Per il coraggio delle riforme" (poi ribattezzato "Manifesto dei coraggiosi"). Il manifesto è stato sottoscritto da alcuni esponenti e amministratori locali di quello che diventerà il Partito Democratico e da significativi esponenti del mondo della cultura, dello sport e dell'economia. Il nucleo del manifesto consiste in un incitamento al nuovo partito affinché si faccia promotore di riforme in senso liberale: crescita economica, snellimento burocratico, sì alle infrastrutture, tutela dell'ambiente e del clima, sostegno alle famiglie, impegno per la pace e la solidarietà con l'Africa. In chiusura del manifesto si sottolinea la necessità di attuare le riforme vincendo il "conservatorismo di sinistra" e, qualora il Governo Prodi non riuscisse ad attuare le riforme auspicate, indica la strada possibile di un centrosinistra diverso ("di nuovo conio") rispetto all'Unione. Il documento sostiene esplicitamente la candidatura Veltroni.

Attualmente, Rutelli è membro della Direzione Nazionale del Partito Democratico.

In seguito alle annunciate dimissioni da sindaco di Walter Veltroni per correre come candidato premier del Partito Democratico alle elezioni politiche del 13 e 14 aprile 2008, a Roma vengono indette elezioni anticipate per il rinnovo dell'Amministrazione Comunale. Francesco Rutelli viene da più parti sollecitato a candidarsi a Sindaco di Roma . L'8 febbraio annuncia una campagna d'ascolto della città della durata di 10 giorni. Durante questa campagna, che prende il titolo di "Roma merita ascolto", conduce una serie di blitz a sorpresa nei vari quartieri della città per ascoltare dal vivo l'opinione degli abitanti. Il 18 febbraio 2008 scioglie la riserva e accetta di candidarsi a sindaco di Roma costituendo il Comitato per Rutelli Sindaco.

Il 27 febbraio annuncia il raggiunto accordo tra il Partito Democratico e la Sinistra Arcobaleno per il sostegno della sua candidatura. Nei giorni successivi la sua coalizione registra l'alleanza con i Radicali Italiani, L'Italia dei Valori e l'Unione Democratica dei Consumatori. Della coalizione fanno parte anche la Lista Civica per Rutelli, la Lista Under 30 e la lista I Moderati per Roma - Al centro con Rutelli. A sinistra esprimono dissenso per la candidatura: Sinistra Critica, che presenta un suo candidato per poi al secondo turno invitare gli elettori a votare contro il candidato della destra (G. Alemanno) e movimenti quali l'Arcigay.

Al primo turno, 13 e 14 aprile, ottiene il miglior risultato con il 45.77% dei voti (761.126 voti assoluti), seguito da Gianni Alemanno del centrodestra con il 40.74% dei voti (677.350 voti assoluti). Al ballottaggio del 27 e 28 aprile 2008, tuttavia, è sconfitto da Alemanno, ottenendo il 46,343 % contro il 53,656 % del suo avversario.

Negli anni in cui è stato Sindaco di Roma (1993-2001), Rutelli ha affidato incarichi professionali a collaboratori esterni (personale di segreteria e addetti alle PR) al Comune. Contro ciò e contro analoghe attribuzioni di incarichi professionali da parte di altri 13 Assessori l'opposizione di destra, guidata dai consiglieri comunali Antonio Alibrandi e Teodoro Buontempo, ha presentato un esposto-denuncia nell'ottobre del 1995. La Corte dei Conti, Seconda Sezione Giurisdizionale, definitivamente pronunciandosi in Appello con la sentenza n. 137 del 22 aprile 2002 ha condannato Rutelli e gli altri assessori, in funzione della maggiore o minore responsabilitá, al pagamento di somme a titolo di risarcimento in favore del Comune di Roma (Rutelli verserà 40.000 euro più altri 25.000 euro assieme agli altri assessori chiamati in causa). Questa sentenza ridimensiona la somma complessivamente determinata in primo grado dalla Corte dei Conti, Sezione Giurisdizionale per il Lazio, di un milione di Euro , riconoscendo parzialmente i vantaggi recati al Comune di Roma dalle prestazioni professionali in questione e gli avvenimenti che prima dell'insediamento della Giunta Rutelli avevano turbato l'apparato comunale, con vicende giudiziarie e di amministrazione straordinaria . Infine nel 2006 il ricorso di Rutelli e degli altri coimputati condannati in primo grado contro la sentenza di Appello della Corte dei Conti del 2002 viene respinto dalla Corte di Cassazione chiudendo definitivamente la vicenda. Secondo la Corte dei Conti, Rutelli e gli altri assessori, dal 1994 al 1996, "hanno conferito e/o rinnovato incarichi e consulenze professionali esterne in violazione di norme contenute nella legge n. 142 del 1990 e nel d. lgs. n. 29 del 1993, recepiti nello Statuto Comunale e nel Regolamento per l'Organizzazione degli Uffici e dei Servizi dell'Amministrazione Comunale". In altri termini Rutelli e i gli altri coimputati sono stati condannati in quanto (secondo i giudici) all'interno dell'amministrazione esistevano le professionalitá assunte con incarichi esterni (fino all'approvazione nel 1997 di una legge di regolamentazione della stipula di contratti al di fuori della dotazione organica di personale delle pubbliche amministrazioni "si sarebbe potuto ricorrere alla collaborazione di estranei all’amministrazione solo nel caso di inadeguatezza del personale in servizio").

A settembre 2006, nell'ambito del dibattito sull'eutanasia riproposto dal Presidente Napolitano, ha dichiarato la sua contrarietà alla "dolce morte" «finché c'è speranza per il malato», ribadendo anche la necessità di evitare l'accanimento terapeutico.

Nell'autunno 2008, ha rilanciato il Centro per un Futuro Sostenibile , da lui promosso nel 1989, nell'ambito dell'impegno per prevenire e mitigare i cambiamenti climatici.

Si è sposato con la giornalista Barbara Palombelli nel 1982 con rito civile. Dalla loro unione è nato Giorgio. Hanno inoltre tre figli adottivi: Francisco, Serena e Monica. Nel 1995 fu celebrato il matrimonio religioso dal cardinale Achille Silvestrini. La moglie attualmente lavora per conto del Gruppo Mediaset. Ama ascoltare la radio. Tra i suoi musicisti preferiti: i Beatles, Ennio Morricone, Trovajoli. Tra gli artisti contemporanei ammira Anselm Kiefer, Michelangelo Pistoletto, Mimmo Iodice. È tifoso della Lazio.

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Franco Carraro

Franco Carraro

Franco Carraro (Padova, 6 dicembre 1939) è un dirigente sportivo e politico italiano.

È stato per tre volte Ministro della Repubblica Italiana (Spettacolo). Dal 1989 al 1993 è stato sindaco di Roma. È stato il 24°, 26° e 31° presidente della FIGC.

Campione europeo di sci nautico negli anni 1958, 1959 e 1960, la sua carriera di dirigente sportivo inizia nel 1962 quando divenne presidente della Federazione Italiana Sci Nautico, carica che manterrà fino al 1976. Sarà anche presidente della Commissione Tecnica dell'Unione Mondiale dello Sci Nautico dal 1963 al 1967 e presidente dello stesso ente dal 1967 al 1973.

La sua notorietà a livello nazionale crebbe notevolmente nel 1967, quando, alla morte del padre, divenne presidente dell'AC Milan, carica che terrà fino al 1973.

Dal 1982 è membro del Comitato Olimpico Internazionale.

Dal 2004 è membro del comitato esecutivo dell'UEFA.

Franco Carraro è stato oggetto di contestazioni, anche aggressive, da parte di gruppi di tifosi di calcio, in particolare dai tifosi del Cosenza, del Napoli e del Catania. I motivi di tali critiche sono dovuti al fatto che Carraro è molto vicino ai gruppi bancari che controllano alcune società calcistiche, come ad esempio Capitalia (che, mediante Italpetroli controlla la Roma, ed è anche creditrice del Parma) e Mediocredito, di cui era ed è tutt'ora Presidente, (società del Gruppo Capitalia ed uno dei maggiori azionisti della Lazio).

L'avversità dei tifosi partenopei è dovuta tuttavia principalmente alle vicende relative alla retrocessione del Napoli in Serie C1 (2004), avvenuta in seguito ai problemi finanziari della società. Franco Carraro è stato infatti tra i sostenitori di tale sanzione (la retrocessione non è avvenuta in campo, ma a tavolino).

Anche i tifosi della Fiorentina contestarono Carraro per il presunto diverso trattamento riservato alla squadra dei viola rispetto alla Lazio nel 2002 e alla Roma, nel 2003, in seguito alle crisi finanziarie di diverse squadre di Serie A.

Carraro è invece contestato dai tifosi del Cosenza per la mancata iscrizione al campionato di Serie C1 nel 2003. La società calabrese fu esclusa ufficialmente per la presentazione in ritardo di una fideiussione. Secondo le opinioni dei calabresi la cancellazione fu determinata invece dalla volontà di ripescare in serie B la Fiorentina, appena promossa dalla Serie C2 alla C1.

Carraro è stato indagato per minacce a corpi giudiziari dello Stato, su denuncia dei TAR di Catania, e per abuso di ufficio a Roma ma entrambe le inchieste sono terminate a suo favore con il proscioglimento.

Di fronte ad una vicenda grave e dolorosa come quella che scaturisce dal materiale inviatoci dalla Procura di Torino e di fronte agli sviluppi che potrebbero esserci dalle indagini in corso da parte delle Procure di Roma e di Napoli, non penso che il mondo del calcio possa permettersi che da parte di alcuni addetti ai lavori e da alcuni rappresentanti dell'opinione pubblica si discuta sull'opportunità che il Presidente Federale continui ad esercitare le sue funzioni.

Coinvolto nello scandalo, in quanto venne intercettato mentre parlava con il designatore arbitrale Paolo Bergamo, pregandogli di favorire a livello arbitrale la Lazio, fu squalificato per 4 anni e 6 mesi nella sentenza della CAF (primo grado), per poi essere multato di 80.000 € nella sentenza della Corte Federale.

Ricopre dal 2004 il ruolo di membro del consiglio esecutivo dell'UEFA. Questo ruolo era particolarmente strategico pe la candidatura italiana all'organizzazione dell'europeo; in seguito alla mancata assegnazione dell'europeo 2012 (assegnato a Polonia e Ucraina) all'Italia, Carraro è stato nuovamente contestato da alcune persone che lo accusavano di non aver fatto tutto il possibile o addirittura di aver complottato per non far ottenere il torneo alla nostra nazione. In risposta a ciò, ha rimesso il suo mandato nelle mani di Giancarlo Abete, il quale lo ha convinto, però, a non dimettersi.

Franco Carraro è stato per tre volte ministro del Turismo, Sport e Spettacolo (dal luglio 1987 al novembre 1989) nei governi Goria, De Mita e Andreotti VI. La sua nomina fu una conseguenza dell'imminenza dei Mondiali di calcio del 1990: ma non fu Carraro a tagliare i nastri dei nuovi impianti sportivi.

All'inizio del 1989, il segretario del PSI Bettino Craxi e quello della DC Arnaldo Forlani strinsero un accordo (il "patto del camper"), che prevedeva, tra l'altro, che il sindaco di Roma sarebbe toccato ad un socialista. È infatti, alle elezioni amministrative dell'ottobre di quell'anno Carraro è praticamente il candidato in pectore allo scanno più alto del Campidoglio ed il mese successivo è eletto sindaco senza difficoltà dal consiglio comunale di Roma.

Dal novembre 1989 all'aprile 1993 guida tre giunte: la prima di pentapartito, la seconda allargata agli indipendenti (il cosiddetto "ottovolante") e la terza, durata solo 24 ore, composta dai soli laici senza la partecipazione della Democrazia Cristiana.

La seconda giunta Carraro, infatti, si trovò nell'impossibilità di operare a causa dei continui arresti e incriminazioni dei suoi assessori. Di qui il tentativo di costituire una giunta formata da personalità che fino a quel momento non fossero mai state implicate nell'amministrazione cittadina. Tuttavia, le dimissioni della quasi totalità dei consiglieri comunali dell'opposizione comportarono la conseguenza dello scioglimento dell'assemblea capitolina, con la nomina di un commissario prefettizio.

Passate le consegne al commissario, Carraro decise di abbandonare la politica attiva e di rivolgere la sua attenzione ad altri campi, dedicandosi in particolare al management di banche ed imprese. Dal 1994 al 1999 è presidente del colosso Impregilo e ne è direttore fino al 2002. Dal 1995 al 2000 è presidente anche di Venezia Nuova Consortium. Tra il 1999 ed il 2000, è vicepresidente di Mediocredito (la merchant bank della ex Banca di Roma, ora Capitalia), di cui è presidente dall'aprile del 2000.

Il contratto è stato rinnovato. Carraro ha l'obbligo di sostenere le spese di restauro della villa.

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Aurelio Misiti

Aurelio Salvatore Misiti (Melicucco, RC, 3 gennaio 1935) è un uomo politico italiano.

Laurea in ingegneria, docente universitario e professore ordinario, è un esponente di Italia dei Valori.

Ha iniziato la sua carriera politica negli anni '60 militando nelle file del PCI, ricoprendo la carica di Sindaco di Melicucco dal 1968 al 1971. Nel 1969 diviene segretario nazionale della CGIL Scuola-Università, carica che lascerà nel 1977. L'anno seguente viene nominato Segretario Confederale della CGIL Lazio, da cui si dimetterà nel 1981, anno in cui lascia il PCI per aderire al PSI, venendo nominato Presidente dell'ACEA dal 1983 al 1987.

In seguito alla elezione di Franco Carraro a Sindaco di Roma nel 1989, entra a far parte della giunta comunale in qualità di Assessore ai Lavori Pubblici.

Nel 1995 viene nominato da Silvio Berlusconi alla Presidenza del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, carica che manterrà fino al 2003 con una parentesi di 15 mesi tra il 2000 e il 2001. Successivamente viene nominato Commissario Straordinario per le Grandi Opere del Sud.

È stato assessore regionale ai Lavori Pubblici in Calabria nella Giunta di centrodestra guidata da Giuseppe Chiaravalloti. Successivamente ha aderito a Italia dei Valori ed è stato eletto deputato alle elezioni politiche del 2006 e riconfermato per un secondo mandato nel 2008.

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Source : Wikipedia