Signa

3.3479228486899 (1348)
Inviato da maria 09/04/2009 @ 00:10

Tags : signa, toscana, italia

ultime notizie
Signa, a scuola di protezione civile - Greenreport
Il progetto “A scuola di protezione civile”, è stato tenuto alla scuola primaria Leonardo da Vinci di Signa e coordinato dalla provincia di Firenze insieme al comune di Signa. Durante l'esercitazione “Renai 2009”, 396 bambini e 40 insegnanti saranno...
Tutti in corsa per le elezioni - Toscana TV
Cosi' e' anche nella competizione elettorale per il comune di Signa dove Luca Scala e' candidato sindaco per la Lista Aperta. Scala, libero professionista, pensa che il Comune abbia bisogno di una svolta e non crede che il Pd sia attrezzato per darla....
LASTRA A SIGNA: L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE NELLE ZONE TERREMOTATE ... - MET - Provincia di Firenze (Comunicati Stampa)
L'Amministrazione comunale di Lastra a Signa, nella persona del vice Sindaco e Assessore alla Protezione civile Leonardo Cappellini, e' oggi nelle zone terremotate d'Abruzzo, per constatare il lavoro che i volontari toscani stanno svolgendo a sostegno...
Domenica al via Bicincittà 2009 a Lastra a Signa - Firenze Sport
La corsa in bici proseguirà poi attraverso il centro storico, per proseguire verso Ponte a Signa e il Parco Fluviale oltre l'Arno. Per iscriversi basta presentarsi in piazza alle 14.30: a tutti i partecipanti verrà consegnata la maglietta ricordo della...
SIGNA: PASSA IL GIRO D'ITALIA - MET - Provincia di Firenze (Comunicati Stampa)
che da lunedì 18 maggio a giovedì 21 maggio il tratto stradale interessato dal transito della corsa, ovvero tutta la Via Roma, Via dei Colli e Via Indicatorio saranno interessate da lavori di riparazione del manto stradale con formazione di sensi unici...
WEEK-END MAGGIO FIRENZE: LA FIORITA - informazione.it - Comunicati Stampa (Comunicati Stampa)
Nella " Fiorita " i colori ei fiori di maggio sono i "protagonisti della rievocazione di un avvenimento storico che segnò la storia di Firenze". signa, 17/05/2009 (informazione.it - comunicati stampa) 23 maggio di ogni anno ha luogo la cerimonia della...
abruzzo: in toscana una grande maratona di solidarietà - Nove da Firenze
A Lastra a Signa vince la solidarietà. Oltre 300 persone hanno preso parte ieri alla 16^ edizione di “Bicincittà - Tutti in bici per la Lastra”, pedalata ecologica aperta a tutti, organizzata dalla Uisp, in collaborazione con Misericordia di Lastra a...
DOMENICA ECOLOGICA A LASTRA A SIGNA - MET - Provincia di Firenze (Comunicati Stampa)
Giornata all'insegna del “Muoversi in citta', naturalmente”, domenica 10 maggio a Lastra a Signa, con la DECO, la Domenica ecologica organizzata dal Comune nelle vie del centro del capoluogo, nell'ambito delle iniziative della Regione Toscana su...
I Ladri di Carrozzelle in concerto a Lastra a Signa - Firenze - saimicadove.it
Il 1 Maggio allo Stadio Comunale di Lastra a Signa - Firenze si terrà il concerto-spettacolo dei Ladri di Carrozzelle, gruppo composto da artisti diversamente abili. La serata vedrà la partecipazione anche di attori comici e personaggi dello sport e...
BRETELLA LASTRA A SIGNA-PRATO - MET - Provincia di Firenze (Comunicati Stampa)
Nella seduta del 31 marzo scorso il Consiglio comunale ha approvato le varianti al Piano strutturale e al Regolamento urbanistico di adeguamento alla bretella Lastra a Signa – Prato. Il procedimento era iniziato nel 2007, con l'atto di avvio delle...

Signa

Panorama di Signa

Signa è un comune italiano di 17.913 abitanti della provincia di Firenze in Toscana. Il comune ha avuto grande importanza per la sua posizione strategica fin dal Medioevo e desta interesse soprattutto a livello artistico e culturale. Il paese consta di una parte bassa, sviluppatasi lungo il fiume Arno, e di un nucleo alto e più antico chiamato "Castello", formatosi prima del 1000 d.C., cinto da mura e porte trecentesche. Qui sorgono le principali chiese del paese come quella di Santa Maria in Castello, di San Giovanni Battista, ove sono contenute le spoglie della patrona di Signa detta Beata Giovanna, la chiesa di San Lorenzo e la chiesa di San Miniato. Il territorio del comune ha una superficie di circa 19 km2, il più piccolo della provincia di Firenze. Il paese si trova alla confluenza di tre fiumi: Ombrone Pistoiese, Bisenzio ed Arno.

Signa è situata nella parte a Sud-Est dell'Area Fiorentina, chiamata più comunemente con il termine di "piana fiorentina", l'area metropolitana compresa tra i comuni di Firenze, Prato e Pistoia. Ha come comuni limitrofi Lastra a Signa, Campi Bisenzio, Scandicci (Provincia di Firenze), Carmignano, Poggio a Caiano (Provincia di Prato) .

Dal punto di vista geologico, il territorio di Signa è situato in parte nella piana alluvionale dei Fiumi Arno e Bisenzio, del Torrente Ombrone, e tutti i loro affluenti; in parte sulle colline a ovest della piana stessa. Le formazioni affioranti, così come osservabili dal Foglio n° 106 della Carta Geologica d'Italia, per quanto riguarda la piana sono ascrivibili al Quaternario recente e costituite da depositi fluviali di ciottoli ed argille sabbiose talora terrazzate, mentre per le aree collinari della base del versante settentrionale della dorsale Monte Albano - Colline dell’Improneta sono riferibili a diverse formazioni.

La cittadina di Signa ricade per la maggior parte sul Complesso Indifferenziato («Argille Scagliose» p.p.), formazione costituita prevalentemente da argilloscisti talora variegati e calcari marnosi verdi o grigi, subordinatamente da arenarie fini quarzoso - calcaree, calcari silicei, calcareniti, brecciole e diaspri. Eocene Cretaceo sup.

Depositi fluvio - lacustri costituiti da sabbie e letti di ghiaia del Quaternario antico (Villafranchiano - Calabriano). In questi sedimenti, nel bacino di Firenze, sono stati trovati resti di fossili quali Elephas meridionalis e Mastodon arvernensis.

Complesso Caotico («Argille Scagliose» p.p.), masse interamente scompaginate costituite da blocchi o pacchi di strati avvolti da matrice argillosa. Il nome di questa formazione indica un assetto privo di ordine sedimentario, e precisamente un accostamento disordinato di blocchi litoidi anche appartenenti a formazioni diverse, legati da una matrice argilloscistosa.

Macigno, costituito da arenarie torbiditiche quarzoso - feldspatiche alternanti con scisti siltosi. Oligocene.

La parte idrografica del territorio signese è contraddistinta principalmente da due fiumi: Arno e Bisenzio.

Oltre ai fiumi già citati, il comune di Signa comprende tra i corsi d'acqua 2 torrenti (Ombrone e Vingone), 6 fossi (Chiella, Dogaia, Dogaione, Reale, Rigone e Tozzinga), 2 canali (Goricina e Macinante), 2 collettori (Acque basse e Sinistro di acque basse), 2 borri (Macinaia e Rimaggio) e 1 gora (Bandita).

I dati precedentemente riportati sono a cura dell'Arpat Toscana.

Gran parte del territorio di Signa è inoltre costituito da laghi artificiali (tra i più importanti i Laghi del Parco dei Renai e i Laghi La Bozza).

Signa, non presentando rilievi importanti, come già esposto precedentemente, consta di una parte più alta di 46m di altitudine e di una parte più bassa pressoché pianeggiante in cui è numerosa la presenza di corsi d'acqua naturali e di laghi artificiali.

La temperatura media è molto simile a quella di Firenze poiché ambedue le città hanno altitudini pressoché identiche (46 m s.l.m. per Signa e 50 m s.l.m. per Firenze) e di conseguenza la differenza tra le temperature dell'una e dell'altra risulta praticamente nulla.

Secondo la stazione meteorologica di Peretola, la più vicina a Signa, il mese più freddo è gennaio con una temperatura media di +5,8 °C mentre quello più caldo è luglio con una media di +24,3 °C anche se sono state registrate forti escursioni termiche stagionali, comprese tra i +42,6 °C di massima del 26 luglio 1983 e i −23,2 °C di minima del 12 gennaio 1985.

Il clima, generalmente come per gran parte delle città dell'Italia centrale, è tipicamente mediterraneo con l'alternanza di estati calde e inverni miti. Le precipitazioni medie annue registrate in 92 giorni si attestano sui 900 mm anche se nella parte più bassa della città è presente generalmente una maggiore umidità, vista la presenza di laghi d'acqua dolce e dal corso dei vicini fiumi.

Di seguito vengono riportati i dati climatici delle medie mensili riferite agli ultimi 30 anni della stazione meteorologica di Peretola.

L'origine di Signa e il periodo della sua fondazione è assai incerto, vista la scarsità di notizie e di documenti; mentre sono varie le ipotesi fatte in proposito che collocherebbero l'origine in un periodo compreso tra la nascita della civiltà etrusca e il pieno sviluppo di quella romana.

Gli studiosi più recenti hanno affermato che questo sarebbe il periodo più probabile per la nascita di Signa vista la sua posizione lungo l'asse di comunicazione Fiesole-Pisa che contribuì fortemente al suo sviluppo. Proprio il commercio sarebbe, quindi, il motivo principale della nascita del paese che, per la vicinanza al fiume Arno, garantiva vantaggi commerciali poiché l'unico tratto navigabile sul fiume nella stagione estiva era quello tra Signa e Pisa.

Proprio riguardo all'origine romana sono state fatte altre varie ipotesi sulla fondazione della città che per taluni sarebbe avvenuta per mano del console Tito Quinto Flaminio, come documentato da un miliario, mentre per altri Signa avrebbe avuto origine da un accampamento romano, come accade anche per Firenze.

Rari sono i documenti riguardanti Signa nel periodo compreso tra le invasioni barbariche e la dominazione dei Franchi. Secondo quanto riportato dallo storico Salvi nella Storia di Pistoia dell'anno 1656, l'imperatore Carlo Magno, dopo aver stipulato un trattato di pace a Pistoia, si diresse verso Firenze e donò al capitano di corte Mainetto Fabroni il castello di Signa. Anche riguardo a questo fatto sono stati sollevati dei dubbi sulla veridicità di quanto avvenuto come lo stesso storico V. Capponi ha sostenuto che la famiglia Mainetto non sarebbe giunta a Signa prima del 1344.

I documenti più attendibili risalgono tuttavia al 977 o al 978 (la prima data secondo il Repetti, la seconda secondo lo storico Daivdsohn), anno in cui la contessa Willa donò la Pieve di San Giovanni Battista e la pieve di San Lorenzo al Capitolo Fiorentino.

Da varie fonti si pensa che Signa abbia ottenuto molta fama nella zona di Firenze durante il Medioevo, soprattutto per due motivi: la religione e, come lo era stato in epoca romana, la posizione geografica.

Per quanto riguarda l’aspetto religioso, Signa era conosciuta soprattutto per il culto della Beata Giovanna i cui miracoli non solo avevano suscitato la grande devozione da parte dei fedeli, ma contribuirono anche alla crescita della produzione artistica a Signa, attraverso copiose opere dedicate alla "Beata" tra le quali gli affreschi della Chiesa di San Giovanni Battista.

Il sito di Signa, invece, aveva assunto grande importanza per la posizione strategica e il commercio, soprattutto dopo la costruzione del ponte sull'Arno, unico ponte fino al XIV secolo a collegare le due rive dell’Arno e la più importante via di collegamento tra Firenze e Pisa fino al Novecento. Per questo motivo il paese venne assediato dal lucchese Castruccio Castracani nel Trecento, periodo delle sanguinose battaglie tra Guelfi e Ghibellini. Castruccio, che divenne ghibellino, riportò un incredibile vittoria sui fiorentini nel 1325 ad Altopascio, e una volta giunto a Carmignano intraprese un lungo assedio contro Signa che, alla fine, fu conquistata. Nel paese Castruccio insediò il suo quartier generale, battendo perfino delle monete che chiamò castruccini, e con il controllo su Signa riuscì ad impedire l'arrivo di rifornimenti a Firenze. Vari mesi dopo, però, vedendo che Firenze stava preparando un nuovo attacco, decise di dare fuoco al Castello di Signa e incendiare il ponte sull'Arno per fermare l'avanzata fiorentina. La parte guelfa cercò di riconquistare Signa con un tentativo che finì male. Dopo l'assedio Castruccio lasciò il paese anche se questi episodi scatenarono altre battaglie che si conclusero con la pace di Sarzana nel 1350.

La fama di Signa è testimoniata anche da Dante il quale afferma nella Divina Commedia, al XVI Canto del Paradiso, che all'epoca il Gonfaloniere di Firenze, Fazio dei Moriubaldini, veniva proprio dalla cittadina signese.

Nel periodo tra la fine del Medioevo e gran parte del Settecento furono pochi i fatti rilevanti a Signa. Il più importante episodio fu quello del gravoso saccheggio delle milizie di Filiberto d'Orange, che depredò le campagne fiorentine per far tornare al potere i Medici dopo che furono cacciati e fu proclamata la Repubblica a Firenze. Alcuni importanti documenti affermano, inoltre, che Leonardo da Vinci avesse trascorso vari soggiorni a Signa e si fosse recato più volte presso il Passo delle Fate, a pochi chilometri dal centro cittadino.

Nel Seicento e nel Settecento non ci fu nessun altro importante evento almeno fino alla fine del 1700, quando si trasferì a Signa il bolognese Domenico Michelacci il quale, attraverso le sue esperienze di coltivazione e lavorazione della paglia, avviò una produzione a larghissima scala di cappelli che segnò la produzione artigianale signese. Le opere di paglia signesi vennero infatti esportate e conosciute in tutto il mondo con il nome di "Cappelli di paglia di Firenze" e Signa venne riconosciuta come uno tra i più importanti centri artigianali che gli sono valsi in seguito l’appellativo di Città della Paglia. La fama dell’artigianato di Signa giunse anche alla corte del Luigi XVI, che richiese infatti proprio uno dei cappelli di paglia prodotti nel paese.

Altra attività di notevole importanza fu quella realizzata dalla "Manifattura di Signa" nel settore della ceramica artistica, molto apprezzata da Gabriele D'Annunzio. L'attività, cessata da circa 60 anni, è stata ripresa negli ultimi anni da vari artigiani locali.

Durante la spedizione dei Mille accade un altro importante evento per il paese poiché Giuseppe Garibaldi soggiornò a Signa e in particolare nella zona degli "Arrighi" presso la villa di un fidato amico.

Il Novecento rappresentò per Signa un secolo sia di grandi conferme sia di eventi particolarmente gravi a livello storico, sociale ed economico. Agli inizi del secolo il paese riconobbe nell'artigianato e nella lavorazione della paglia un punto fermo per l'economia signese ma col passare del tempo proprio questo tipo di tradizioni subì la concorrenza di città industrializzate più importanti, come Firenze, a tal punto che varie produzioni cessarono. Con l'avvento del Fascismo, come nel resto di Italia, a Signa si diffuse una politica interamente incentrata sulla figura di Benito Mussolini e sulle leggi razziali. Varie furono le forme propagandistiche che coinvolsero la comunità signese, specialmente di attività tutte incentrate a raccogliere il maggior consenso possibile. In Piazza Cavallotti, che divenne durante il ventennio fascista Piazza 28 ottobre, fu abbattuto il monumento di Felice Cavallotti e fu il luogo principale ove il partito fascista organizzava le proprie manifestazioni come i saggi ginnici. Durante la Seconda Guerra Mondiale Signa subì molti danneggiamenti ad opera di fascisti e nazisti soprattutto durante il periodo della Resistenza. Il 13 agosto del 1944 nei pressi di Signa tredici persone, tra le quali molte erano signesi, vennero fucilate dopo una rappresaglia contro un soldato tedesco. La liberazione di Signa avvenne per opera dei partigiani e, in seguito, anche dell'esercito alleato. Nell'aprile del 1946 si svolsero le prime elezioni amministrative.

Lo stemma del Comune di Signa fu ufficialmente scolpito su pietra nel 1393 e venne posto su quello che allora era l'architrave del portale maggiore della Chiesa di San Giovanni Battista. Originariamente, secondo una cronaca dell'epoca, nella Chiesa di Santa Maria in Castello venne fuso nel 1266 su una campana un piccolo stemma che raffigurava il ponte signese con quattro arcate.

Lo stemma del 1393 venne fregiato del ponte di Signa, con sette fornici di eguale ampiezza e di una torre merlata in riferimento all'antica torre inglobata nel palagio nella zona di Lastra a Signa.

Secondo una testimonianza del Cinquecento, con il susseguirsi dei lavori sul ponte di Signa, quest'ultimo venne riprodotto nello stemma differentemente dall'originario con sette fornici in cui quella centrale era la più alta.

L'attuale stemma del Comune di Signa è stato concesso nel 2003 dall'allora Presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi attraverso il Dipartimento del Cerimoniale di Stato sezione Ufficio Onorificenze e Araldica pubblica.

Il gonfalone del comune di Signa ritrae lo stemma comunale su un drappo di colore bianco.

Varie furono le ville costruite tra il tardo Medioevo e il periodo rinascimentale in modo tale da venire incontro a quelle che erano le esigenze delle famiglie benestanti e ricche dell'area fiorentina. Vi sono le testimonianze di quanto la nobiltà abbia preferito questi luoghi, come è stato testimoniato dal pittore Giuseppe Zocchi che nel 1774 raffigurò in Vedute delle ville e d'altri luoghi della Toscana il paesaggio signese. Proprio Signa, diventando col passare del tempo una località di grande interesse per la nobiltà fiorentina, ospitò nelle sue ville personaggi illustri come Gabriele D'Annunzio e Giuseppe Garibaldi.

Il Castello è situato nella parte più alta del paese, sulla rive destra del fiume Arno e vicino alla confluenza col fiume Ombrone, in una zona di grande importanza strategica come avamposto delle truppe fiorentine del Quattrocento.

Nonostante i mutamenti avvenuti nei secoli consisteva in una cerchia di mura abbastanza schematica e ovoidale, costruita circa nel IX secolo per difendersi dai saccheggi dei predoni barbari, ed in particolare, di quello avvenuto nell'825 quando alcuni vascelli vichinghi risalirono l'Arno per depredare il palazzo del vescovo di Fiesole. Le mura sono in parte distrutte e tutt'oggi visibili solo in alcune zone del paese come nel convento delle suore passioniste mentre sono rimaste intatte quattro alte torri (tra cui il Torrino e la Torre di Settentrione). Il Castello di Signa disponeva di tre porte situate in punti strategici e ben definiti per la sicurezza del paese: la porta di San Miniato, ancora esistente, nella zona a Sud-Ovest e tutt'oggi ornata dagli stemmi del Comune di Firenze, della casa d'Angiò e di Parte Guelfa, la porta di Via Dante Alighieri nella parte a Nord-Est di cui, nonostante sia stata distrutta, è possibile vedere alcuni resti ed infine la porta di Via dell'Orologio, destinata a mettere in comunicazione il Castello con il ponte sull'Arno .

Proprio quest'ultimo simboleggiava l'importanza che aveva Signa in quel tempo poiché era l'unica via, ad eccezione di quella di Fucecchio sulla via Francigena, a poter collegare la vicina città di Firenze con quella di Pisa e quindi con il mare. Sono incerte le informazioni sulla sua origine anche se ci sono testimonianze che collocherebbero la costruzione del ponte prima del 1217. Originariamente era di struttura lignea ma più volte venne distrutto o ne fu modificato l'aspetto per soddisfare lo sviluppo urbano. Secondo le cronache e i documenti giunti a noi, era costantemente monitorato e riparato come accadde nel 1333 quando una piena distrusse a Firenze Ponte Vecchio e il ponte di Signa subì danni più o meno gravi.

Tra Signa e Firenze si estende per 25 ettari il Parco dei Renai chiamato anche "Stato libero dei Renai" o "Isola dei Renai", area faunistica diventuta parco alla fine dell'estate del 2000.

Vista la vicinanza con il fiume Arno fin dal XVII secolo quest'area fertile veniva usata per l'agricoltura ma durante il Novecento l'attività agricola man mano cessò, lasciando il posto ad un'incontrollata escavazione di inerti o rena, da cui il termine "Renai", specie tra gli anni '60 e '70. Per salvaguardare quest'area ridotta in condizioni di forte degrado ambientale nel 1978 il Sindaco di Signa in carica, Stefano Pieracci, vietò con un'ordinanza l’attività di escavazione di inerti.

L'eccessiva escavazione del terreno aveva determinato vaste depressioni che, per effetto dello scoperchiamento della poco profonda falda acquifera, hanno dato origine a piccoli laghi con un'estensione di circa 63 Ha.

Nel 1990 fu stabilito un piano di recupero dell'area, il cosiddetto "Progetto Michelucci", il quale prevedeva la riqualificazione del territorio attraverso la costruzione di impianti sia sportivi sia ricreativi e la salvaguardia di alcune zone faunistiche ove tutt'oggi sono presenti animali considerati in via di estinzione.

Il progetto fu temporaneamente accantonato fino a quando nel 1997 dall'amministrazione comunale signese fu redatto un nuovo progetto, leggermente diverso dall'originale in modo tale da essere idoneo alle nuove norme del CONI. Il progetto prevedeva nel corso degli anni la realizzazione del parco in 4 lotti.

Nel 2000 è stato inaugurata la prima parte, chiamata lotto 0 ove successivamente sono stati costruiti impianti per attività musicali e culturali, sportivi, soprattutto per il calcio e il beach volley, oltre ad una piscina semi-olimpionica ed a strutture per la vela; mentre nel 2006 è stato aperto il secondo lotto (lotto 1) con la costruzione di una piccola spiaggia sul lago e di strutture per il canottaggio e il surf. Per mantenere il contatto con la natura vengono organizzate delle visite da parte del WWF nell'oasi naturale del parco oltre al bird watching mentre è stata creata una pista ciclabile di circa 7 Km per collegare il Parco dei Renai con il Parco delle Cascine di Firenze. Al momento sono in fase di realizzazione gli altri due lotti che dovrebbero essere terminati nei prossimi anni.

Dal 1981 al 2001 secondo i dati ISTAT la crescita demografica a Signa è graduale e in linea con il fenomeno dello spopolamento di agglomerati urbani più consistenti. Dal 1991 al 2001 la crescita è aumentata del 6,28% pari a quasi 1000 abitanti in più. Il periodo compreso dal 2001 al 29 febbraio 2008, invece, dimostra un cambio di tendenza poiché le stime di crescita sono raddoppiate passando dai 15.433 ai 17.913 abitanti.

Secondo i dati Demo ISTAT nel 2006 la popolazione straniera residente presso il Comune di Signa era di 1354 persone similmente ripartita in 691 maschi e 663 femmine di cui 399 minorenni. A livello di crescita demografica, la popolazione di origine straniera del Comune di Signa nata in Italia è di 241 neonati di cui 127 maschi e 114 femmine.

La lingua più diffusa è ovviamente quella italiana anche se nella lingua parlata viene utilizzato il dialetto toscano nella variante fiorentina.

La religione più diffusa è sicuramente il cristianesimo e specialmente la confessione cattolica come testimoniato dai vari luoghi di culto.

Il comune di Signa dispone di una ludoteca comunale, "La Gallina d'Oro", situata in via Dante Alighieri. La biblioteca comunale è intitolata a Boncompagno da Signa ed è situata in via degli Alberti nello stesso edificio che ospita il Museo della Paglia e dell'Intreccio.

Le scuole del territorio signese fanno tutte parte dell'Istituto Comprensivo di Signa, cioè sono coordinate da un'unica direzione didattica. Tra queste fa eccezione la scuola primaria Collodi che al contrario dipende dall'Istituto Comprensivo di San Donnino. Per quanto concerne gli asili nido ne è presente soltanto uno (Asilo Nido Il Trenino) mentre le scuole dell'infanzia o materne statali presenti sul territorio sono un totale di 5 di cui 3 a Signa (Arrighi, Rodari e Don Milani) e 2 nelle frazioni di San Mauro a Signa (Scuola dell'infanzia San Mauro a Signa) e di Sant'Angelo a Lecore (chiamata con lo stesso nome della frazione). Le scuole primarie o elementari statali, invece, sono 4 ripartite rispettivamente in 2 scuole a Signa (Leonardo da Vinci e Dante Alighieri), 1 nella frazione di San Mauro (Alimondo Ciampi) e 1 appartenente all'Istituto Comprensivo di San Donnino, compresa tra il comune signese e quello di Campi Bisenzio (Collodi). Il territorio signese, inoltre, conta di 1 scuola secondario di primo grado statale (Alessandro Paoli).

Nel Comune di Signa, inoltre, sono presenti 4 scuole private, tutte situate a Signa (Asili Nido Stella stellina, Il Millepiedi e l'asilo nido domiciliare "Allegra Paperina", scuola dell'infanzia Mater Dei e scuola primaria parificata e secondaria di primo grado Beata Giovanna).

A livello storico la scuola tra queste di maggior rilievo è quella primaria Leonardo da Vinci costruita tra il 1926 e il 1932 la cui facciata segue lo stile rinascimentale e, nel complesso, è principalmente composta da due teorie di finestre e da due eleganti rampe di scale.

Ricco è il patrimonio artistico e culturale a Signa, città che ha ospitato ed è stata il luogo di nascita per vari artisti nel corso dei secoli. Vari sono gli affreschi realizzati nelle chiese di Signa e di particolare valore e importanza a livello culturale e religioso sono le opere presenti nella città.

Nel Novecento sono importanti in ambito artistico alcune personalità che a livello artistico diedero lustro a Signa. Tra questi ci furono Alimondo Ciampi, che dedicò gran parte delle proprie opere all'universo femminile e di cui alcune sculture sono ora visibili nei pressi dei giardini comunali di Piazza della Repubblica a Signa, Bruno Catarzi, Giuseppe Santelli ed Alvaro Cartei. Di quest'ultimo è l'immagine della Beata Giovanna nel tabernacolo all'imbocco di Via dei Renai e il dipinto San Miniato del 1992.

Le testimonianze pittoriche del territorio signese giunte fino ad oggi sono solo una minima parte della produzione artistica dell'epoca. Gran parte delle opere consistevano in superfici affrescate e in tavole a fondo d'oro, per la maggior parte andate perse o consumate col passare del tempo, ad eccezione di alcuni tabernacoli e di alcune opere del Maestro di Signa. Molti degli artisti chiamati ad affrescare le pareti interne ed esterne delle chiese signesi erano già affermati e conosciuti nelle loro città di origine, tra cui Firenze che attraverso il suo influsso politico-amministrativo in gran parte condizionò le scelte artistiche a Signa.

Parte di quella produzione artistica tutt'oggi rimasta, che comunque conta quantitativamente e qualitativamente un vasto numero di opere, è oggi visibile tra le principali chiese del paese. All'interno della chiesa di Santa Maria in Castello rimane una parte della Crocifissione, su cui dal 1971 al 1973 sono stati effettuati degli interventi di restauro, originariamente attribuita a Cimabue come affermò nel 1806 il priore dell'epoca, tale Giannini. Tra i critici moderni vengono seguite due correnti contrastanti tra di loro: c'è chi sostiene l'illustre paternità e c'è chi sostiene che sarebbe attribuibile ad un autore vissuto all'ombra sia di Cimabue sia di Giotto.

Altre opere importanti sono gli affreschi trecenteschi di Pietro Nelli presenti nella Pieve di San Lorenzo raffigurati tra il 1365 e il 1370 sulla parete destra della chiesa di cui il più importante è San Lorenzo e le anime del Purgatorio con riferimento alle fonti agiografiche che indicherebbero come alla sua morte San Lorenzo sia disceso agli Inferi e poi salito al Paradiso. Altri affreschi di grande importanza culturale sono quelli presenti nella Chiesa di San Giovanni Battista, attribuiti al Maestro di Signa e al Maestro del 1441 che raffigurarono, il primo sulla parete sinistra e il secondo su quella destra, i miracoli attribuiti alla Beata Giovanna. Secondo la critica, per quanto riguarda il Maestro del 1441, venne usato negli affreschi uno stile arcaico nonostante l'artista avesse realizzato ottime scene dal punto di vista narrativo. Per il Maestro di Signa, invece, venne rinnovato lo stile rimanendo, comunque, fedele alla visione popolare delle immagini sacre.

Attribuiti al Maestro di Signa ci sono vari tabernacoli visibili oggi lungo le strade del centro storico del paese.

Per quanto concerne la produzione scultorea fu di gran lunga quantitativamente inferiore a quella pittorica. Di epoca medievale sono poche le sculture presenti nel territorio signese poiché è possibile citare solo alcuni rilevi murari, per lo più identificabili con bassorilievi, raffiguranti contesti religiosi. Unica importante opera di questo periodo fu la fonte battesimale della Pieve di San Giovanni Battista, attribuita alla bottega di Benedetto da Maiano secondo i precisi segni di stile utilizzati. Un'altra scultura importante fu quella commissionata a Luca della Robbia per lo stemma di Signa del 1446.

Differentemente dalla precedente epoca, la produzione pittorica che va dal Cinquecento all'Ottocento, seppur cospicua, è qualitativamente inferiore. Nel Cinquecento furono privilegiati gli orientamenti culturali e stilistici dell'arte fiorentina dell'epoca ed in particolar modo l'arte di Raffaello, il Manierismo, le inflessioni più devote alla Controriforma e al tardo Barocco come testimoniato sia dalla Madonna col Bambino e San Giovannino, sia dall'Annunciazione, entrambe della Pieve di San Lorenzo, sia da altre opere sempre prettamente di carattere religioso. La produzione artistica del Seicento, invece, fu rappresentata a Signa da vari artisti promettenti. Prima fra tutti è la tela attribuita a Sigismondo Coppacani raffigurante l'Adorazione dei Magi del 1617 originariamente eseguita per la chiesa fiorentina di San Baldassare e poi, nel 1809, acquistata dal priore Gaetano Giannini, già citato in precedenza. Anche la produzione artistica del Settecento e Ottocento ebbe a Signa rappresentati della pittura di notevole attraverso opere che dimostrarono il forte legame che la città aveva con la propria patrona, Giovanna da Signa. Tra le più importanti ci sono due dipinti commissionati nel 1775 e raffiguranti Il miracolo della grandine e La morte della Beata Giovanna.

Per la scultura poche furono le opere pervenute e di cui si ha traccia. L'unica importante fu il bassorilievo presente nella Chiesa di San Mauro in cui veniva rappresentata la Madonna col Bambino i quali resti sono stati solo ultimamente ricomposti come in origine soprattutto perché alcuni di questi furono staccati e rivenduti a dei collezionisti.

Le maestranze signesi riuscirono a diventare famose anche nel mondo, non solo quindi a livello locale, rinnovando l'interesse per l'elezione di Firenze e della Toscana come principale centro artistico d'Italia. Un ruolo fondamentale venne giocato dalla Manifattura di Signa di cui alcuni degli artisti citati poco più sopra facevano parte. Signa divenne il principale centro di produzione artigianale dell'area fiorentina attraverso sia l'artigianato sia la paglia, ruolo che successivamente gli è valso l'appellativo di Città della Paglia.

Tra gli artisti maggiormente annoverati ci fu Alimondo Ciampi che fin da giovane iniziò la sua attività artistica, soprattutto di scultore. Tra le opere principali ci furono Piedino Ferito, Formica, Abbandonata, Piccola Bagnante, La morte di Ofelia e Bagnante al sole, tutte sculture dedicate all'universo femminile cui Ciampi tributò un grande omaggio. Importanti furono le opere di Bruno Catarzi, legato alla Manifattura di Signa così come Giuseppe Santelli il cui padre, Pietro, ne era il fondatore. Di notevole rilevanza artistica per Signa era il legame tra Giuseppe Santelli e l'allievo Alvaro Cartei soprattutto nella pittura. Come Marco Moretti disse ne Le Virtù..

In passato erano presenti a Signa 3 cinema che nel corso degli anni sono andati in fallimento o sono stati demoliti. Dove sorgeva il Cinema Odeon adesso è stato costruito un condominio, mentre al posto del vecchio Cinema Centrale adesso è presente una piazza intitolata a Ugo Pratelli che rientra nel progetto di rivalutazione della zona detta La Costa.

È di recente costruzione la Sala Blu di Via degli Alberti, piccolo teatro in cui vengono svolti eventi di vario tipo tra cui alcune delle rappresentazioni teatrali delle scuole signesi. Nella vicina frazione di San Mauro a Signa si trova il Teatro-Cinema Lux.

A Signa, oltre al gruppo dei musici del Corteo Storico, è presente il gruppo della filarmonica "Giuseppe Verdi". Entrambi vengono utilizzati sia nelle principali manifestazioni del paese sia in altri contesti.

La cucina signese è inevitabilmente legata a quella toscana ed ad alcune ricette tipiche locali come la famosa ribollita, minestrone composto da pane e ortaggi vari. Particolarmente interessante è la cucina medievale signese, riproposta annualmente durante un banchetto medievale, per cui vengono realizzati alcuni tra i più importanti alimenti e bevande del Medioevo come, ad esempio, il vino fruttato.

Durante tutto l'anno, a Signa ci sono varie manifestazioni culturali che coinvolgono l'intera cittadinanza. Si tratta soprattutto di feste religiose di grande importanza per l'intera comunità signese poiché strettamente legate alla storia e alla cultura del paese e soprattutto al Medioevo e al culto della patrona di Signa, la Beata Giovanna.

Signa anticamente era divisa in quattro "popoli", delle vere e proprie contrade in stile senese, che hanno preso successivamente i nomi dalle quattro chiese del centro storico, principali punti di incontro della Signa Medievale.

I quattro "popoli" della comunità signese sono rispettivamente "il popolo di San Lorenzo", "il popolo di San Giovanni Battista", "il popolo di San Miniato" e "il popolo di Santa Maria in Castello".

Il Corteo Storico di Signa è nato dalla volontà di alcuni cittadini signesi durante la seconda metà del Novecento con l'intenzione di riproporre le usanze e i costumi medievali che avevano segnato la storia del paese ed è costituito specialmente dai gruppi di volontari che hanno come unico scopo quello di sfilare per rappresentare la propria comunità.

Nel corso degli anni questa iniziativa ha avuto grande successo tra i cittadini ed è cresciuta la passione per il Corteo. Molti sono stati e sono tutt’oggi le persone che vogliono sfilare nelle feste del paese, specialmente i più piccoli.

Nel Corteo viene rappresentata la comunità signese del Trecento, con costumi medievali che raffigurano le caratteristiche della società dell'epoca: un esempio sono le pastorelle, come simbolo dell’attività contadina e del feudalesimo, e le cosiddette "trecciaiole" cioè le lavoratrici della paglia, simbolo di Signa.

Importante è il gruppo di musici del Corteo, composto dalle "chiarine", che suonano un particolare tipo di tromba detta appunto "chiarina", e dai "tamburi" di grande importanza poiché tra i primi a formare il Corteo Storico. Gruppi come quello dei "tamburi" e delle “chiarine” riscuotono molto successo durante le sfilate, specialmente grazie al ritmo delle rullate.

Proprio questi due gruppi sono quelli che rappresentano il Corteo non soltanto per le feste del paese ma anche in altre manifestazioni religiose e culturali della Toscana. Durante gli anni '80 hanno avuto l'onore di sfilare in un angelus di Papa Giovanni Paolo II e nel 1995 assieme a tutto il Corteo Storico hanno sfilato in Francia a Maromme, città gemellata con Signa.

La manifestazione più importante di Signa è senza dubbio la "Festa in onore della Beata Giovanna", durante la quale viene celebrata solennemente la patrona in tre dei principali giorni della religione cristiana: la Pasqua, il lunedì di Pasquetta e il Martedì dell’Annunciazione del Signore.

In questa sera inizia la celebrazione della cosiddetta "Beata", ribattezzata così dai cittadini, precisamente con l'apertura dell'urna dove è conservato ancora intatto il corpo della Santa patrona che nei giorni a seguire verrà esposto al pubblico nella Chiesa di San Giovanni Battista.

In seno al Corteo Storico viene condotto presso la "Pieve di Signa" un ciuchino recante un neonato vestito da angelo in segno di riconoscenza alla Beata Giovanna della sua amorevole attenzione nei confronti dei bambini.

Inizialmente il corteo viene diviso in quattro gruppi che parte ognuno da quattro delle più importanti chiese di Signa: la Pieve di San Lorenzo, la chiesa dove anticamente si ritiene che ci fosse la casa della “Beata” e le chiese di Santa Maria in Castello e di San Miniato. Durante la sfilata i quattro gruppi si incontrano formando un suggestivo corteo che attraversa tutte le principali vie di Signa per poi giungere davanti alla Chiesa di San Giovanni Battista ove viene celebrata la santa patrona con la solenne benedizione imposta dal parroco di questa chiesa.

A settembre la comunità signese nuovamente si ritrova in un’altra importante manifestazione culturale che prevede un suggestivo mercato medievale nel centro storico del paese oltre al “banchetto medievale”, un vero e proprio banchetto in cui vengono servite portate tipicamente medievali, specialmente della cucina del Trecento.

Un altro importante giorno della Fiera di Settembre è il "Palio degli Arceri", una rievocazione storica tipicamente toscana che fa riferimento al "Palio di Siena" o alla "Giostra del Saracino".

Durante il "Palio degli Arceri" i quattro "popoli" di Signa competono tra di loro in un'affascinante gara di tiro con l'arco che prevede, per il vincitore, il diritto per la successiva Festa della Beata Giovanna di portare su un ciuchino appositamente addobbato il primo nato nell'anno del proprio popolo.

Un'altra manifestazione è il carnevale di San Mauro che si svolge appunto nell'omonima frazione di Signa e che da anni attira migliaia di persone, giunto alla sua ennesima edizione grazie soprattutto al supporto di pochi volenterosi paesani.

L'antico asse viario signese venne costruito in funzione del Castello, fulcro della vita sociale del Medioevo a Signa. È evidente come la direttrice sulla quale è sorto il centro storico cittadino sia a forma di curva, costituita da due delle principali vie che mettevano in comunicazione il Castello con i paesi circostanti. La prima via principale si dirigeva dall'attuale zona dei Colli Alti fino all'attuale Via Beata Giovanna e alla Chiesa di San Lorenzo per poi innalzarsi lungo l'attuale Via degli Alberti e giungere presso la Chiesa di San Miniato ove la strada si divideva in direzione del borgo di Lecore e della Villa medicea di Artimino mentre la seconda via era quella che collegava il Castello direttamente con il Ponte di Signa .

Nel corso del Novecento furono avviate varie opere di ammodernamento della città, tutte progettate rivolgendo grande attenzione all'estetica e alla funzionalità dei progetti stessi. Grazie ad un'economia solida, all'inizio del secolo furono costruiti Via Roma, Piazza della Repubblica, la Scuola Elementare, il Palazzo Comunale e la Cappella dei Caduti nel cimitero di San Miniato.

Negli anni '50 fu costruito un nuovo ponte sull'Arno inaugurato dal Ministro dei lavori pubblici dell'epoca, Umberto Tupini e furono realizzate nuove strade come Via XX Settembre per sostenere la viabilità di quel tempo. Vari furono gli interventi ai tabernacoli presenti nelle strade cittadine e le opere di rinforzamento degli argini dell'Arno.

Attualmente sono in corso ulteriori opere per sopperire ad una grave insufficienza ed ad un grave problema riguardante la viabilità del paese attraverso la costruzione di alcune nuove strade. Importante è la costruzione del Parco dei Renai, nuovo punto di riferimento della vita sociale signese.

È situata a Nord-Ovest di Signa, nei pressi di Villa Castelletti, e si trova a 40 m di altitudine. Formata da 250 abitanti è rimasta, come per San Mauro a Signa, un piccolo centro abitativo indirettamente dipendente da Signa. Importante è la sua vicinanza a Villa Castelletti. In questa frazione si trova la Chiesa di San Pietro a Lecore.

L'etimologia del nome venne presa direttamente dal monaco benedettino San Mauro, vissuto attorno al 500. Rimasta per secoli un semplice grumolo di abitazioni, negli ultimi decenni ha subìto un'importante crescita demografica raggiungendo circa 2500 abitanti.

Viene ricordata per l'uccisione nel 1944 di tredici persone ad opera dei nazisti. In ricordo delle vittime è posta in Via dei Martiri, luogo dell'accaduto, una lapide commemorativa.

Di 453 abitanti e ad un'altezza di 36 m di altitudine, è suddivisa tra il comune di Signa e quello di Campi Bisenzio.

All'origine della sua fondazione il paese si sarebbe sviluppato grazie al terreno fertile, alla vicinanza al fiume Arno e al commercio. Rari sono i documenti scritti pervenuti a noi fino ad oggi riguardo all'economia dell'epoca romana, di cui si hanno notizie solo attraverso alcuni reperti archeologici. Differentemente sono varie le testimonianze risalenti all'inizio del nuovo millennio in cui venne descritto come a livello economico Signa stesse ottenendo una certa importanza nel territorio fiorentino.

Uno dei motivi principali di questa crescita economica viene riferito alla posizione strategica del paese e, in particolar modo, alla costruzione del ponte sull'Arno che, come già detto, era l'unica via di comunicazione tra Firenze e Pisa. Signa iniziò, quindi, a diventare importante come luogo di commercio attraverso una costante crescita che contribuì allo sviluppo sia urbano sia artistico-culturale. L'economia signese dell'epoca si basava principalmente sull'agricoltura, come anche altri paesi limitrofi, con tecniche di innovazione prevalentemente rurali. Col passare del tempo però iniziò a prevalere come produzione principale la raccolta e, soprattutto, la lavorazione della paglia come a livello artistico è stato dimostrato attraverso vari dipinti raffiguranti le trecciaiole, ovvero le raccoglitrici della paglia.

Tale prodotto ebbe una svolta decisiva nel Settecento con l'arrivo del bolognese Domenico Michelacci, il quale sperimentò nuove tecniche di lavorazione per ampliare la produzione del prodotto e rivenderlo in tutto il mondo.

Il Novecento segnò invece l'inizio della produzione artigianale di ceramiche e terracotte. Importante fu infatti la fondazione della Manifattura di Signa che dagli inizi del secolo appena passato fino alla fine del secondo dopoguerra diede vita ad una crescente e costante economia artigianale. L'attività produttiva ebbe inizio nel 1895 per opera di Angelo e Camillo Bondi che ripresero già il lavoro svolto in precedenza nella Società fornace di Signa appartenuta al primo dei due fratelli.

La posizione occupata dalla fabbrica a Signa nella zona de La Costa che si trova nei pressi del fiume Arno, fu sostanzialmente strategica vista la vicinanza con la stazione ferroviaria e quindi con la possibilità di trasportare più velocemente le merci in città come Pisa o Livorno.

Se i primi modelli consistevano in calchi di sculture celebri, nel corso di pochi anni la Manifattura signese riuscì ad ampliare la propria produzione presentando una serie di arredi per il giardino che ottennero un'importante successo nelle esposizioni del 1896 e 1897 presso la Festa dell'arte e dei fiori a Firenze. Proprio queste mostre, di rilievo internazionale, permisero ai fratelli Bondi di lanciare i propri prodotti su vasta scala: numerose furono le partecipazioni a varie mostre, come quella del 1898 a Torino (nel'Esposizione generale di Torino) e vari furono gli ammiratori di tali opere che strinsero un forte legame di amicizia con i fratelli Bondi, come Gabriele D'Annunzio e Giacomo Puccini. Lo stesso poeta fu ospite per molte volte dei fratelli Bondi a Signa e acquistò vari oggetti d'arredo per la sua villa di Settignano. In particolar modo erano presenti riproduzioni di sculture di arte greca e arte rinascimentale, perfettamente abbinate tra loro, che testimoniavano quanto fosse importante per il poeta il proprio spirito di trasformazione psichica a cui si riferiva come principale obiettivo nelle sue opere a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento.

Per la Manifattura di Signa fu importante la produzione di opere che riuscivano a coniugare l'arte classica e rinascimentale con quella più moderna. Ciò gli valse ottime critiche e apprezzamenti da parte di giornalisti dell'epoca durante le varie mostre cui partecipava.

Proprio attraverso questa rinomata fama furono fatte importanti commissioni da parte del tenore Enrico Caruso che si valse a lungo delle opere dell'artista Giuseppe Santelli per la sua villa situata nelle vicinanze di Signa.

Non furono risparmiate, però, alcune dure critiche come avvenne durante l'Esposizione Mondiale di Sant Louis ove una piccola rappresentanza italiana fece parte subendo aspri commenti. Ma proprio attraverso questo tipo di mostre che la Manifattura di Signa riuscì a mostrarsi al pubblico internazionale tanto che numerose personalità di spicco a Washington richiesero le opere della manifattura per le proprie sontuose ville.

Con la morte di Camillo Bondi nel 1929, però, iniziò il periodo discendente della produzione della manifattura e conseguì poi al definito declino. Ciò fu dovuto ad un susseguirsi di varie gestioni che, pur riprendendo le tecniche dei fratelli Bondi, non ottennero grande successo. Dopo circa un decennio dalla morte del fondatore, nel giugno del 1940 la produzione passò alle famiglie Fantacci e Montecchi che cercarono di risollevare la situazione economica della Manifattura con discreti successi i quali, nonostante tutto, non migliorarono la situazione. Tra il 1947 e 1952, passando alla contessa Pallavicini di Roma, si tentò un riammodernamento degli stabilimenti che non ebbe effetti positivi poiché molti degli immobili della Manifattura dovettero essere venduti. Per questa situazione economica precaria la Manifattura di Signa fu costretta a chiudere nel 1952.

Solo nell'ultimo decennio questa attività è stata ripresa da alcuni artigiani locali che hanno contribuito a riportare in auge anche la produzione della paglia. Attualmente, oltre allo show-room di Signa, sono presenti due negozi della Manifattura a Firenze e a Roma.

Signa ha ospitato per buona metà del Novecento una fabbrica di dinamite che ha ricoperto un ruolo centrale nell'approvvigionamento dell'Esercito Italiano durante le due guerre mondiali. In Italia era già presente una fabbrica di dinamite ad Avigliana di proprietà delle società di Alfred Nobel ma presentava alcuni problemi: era troppo vicina ai confini nemici, aveva vecchi macchinari ed era stata vittima di alcuni gravi esplosioni. Per questo fu deciso di costruire una nuova fabbrica in un sito che avesse migliori caratteristiche. L'ubicazione scelta, posta alla confluenza dell’Ombrone nell’Arno, nei pressi del confine con Carmignano sulla strada per Comeana. Proprio per la vicinanza con Carmignano, la sua stazione e la sua comunità che la fabbrica prenderà il nome di impianto di Carmignano anche se si trovava nel territorio di Signa.

I motivi della scelta erano molti: una relativa vicinanza delle cave di pirite della Maremma e della Val di Cecina, la lontananza dalle coste marittime, in una posizione centrale rispetto allo Stato, il facile collegamento col porto di Livorno tramite ferrovia (vicinanza con la stazione di Carmignano, le caratteristiche del luogo, isolato e circondato in buona parte dall’Ombrone che in quel punto forma un'ansa.

Il terreno, facente parte della tenuta agricola di San Momeo nella zona detta Il Pitto, fu acquistato nel 1912 e un anno più tardi iniziarono i lavori che furono imponenti: fu spostata la strada provinciale tra Signa e Comeana che transitava proprio dentro l’area prescelta per la fabbrica; fu di conseguenza costruito un nuovo ponte; venne impiantato il bosco in porzioni della collina che invece erano coltivate a vigna al fine di rendere l'impianto difficilmente individuabile dalle aviazioni militari che cominciavano a svilupparsi; furono costruiti solidissimi edifici, tracciate strade, viali e piazze, e scavate gallerie.

La produzione aveva caratteristiche esclusivamente belliche. Durante la Prima Guerra Mondiale, lo stabilimento produsse principalmente esplosivi per le munizioni da cannone di grosso calibro: balistite e dinamite.

Dopo la Grande Guerra la fabbrica perse d'interesse per la proprietà e fu venduta nel 1925 alla Montecatini che dieci anni più tardi acquisì anche la Società Generale Esplosivi e Munizioni con la nascita della ditta Nobel-SGEM. La Montecatini in periodo di pace utilizzò lo stabilimento anche per sperimentazioni agricole (in un'area scoperta dal bosco in riva all'Ombrone ed anche in serra) e produzioni chimiche sperimentali. Negli anni precedenti la seconda guerra mondiale, invece, la fabbrica ebbe nuovamente un ruolo militare importante; riprese la produzione di esplosivi (sempre a base di nitroglicerina) e furono costruiti molti nuovi edifici e persino un trenino con piccoli vagoni che trasportavano il materiale tra i vari padiglioni e poi a valle fino alla ferrovia e di cui restano alcuni tratti delle rotaie che nell’ultimo tratto risultano collocati su tralicci di cemento armato, anch’essi aggrediti dalla vegetazione, come tante altre strutture edilizie.

Nel 1944 cadde in mano ai tedeschi che iniziarono a sfruttarla, da quel momento divenne oggetto di sabotaggi da parte dei partigiani: il più clamoroso avvenne l'11 giugno quando venne fatto saltare un convoglio di otto vagoni carichi di tritolo, fermo su di un binario morto, poco fuori l'area dello stabilimento, alcune delle cui strutture furono danneggiate. Nell'immane scoppio fu distrutta la stazione ferroviaria, si creò un enorme cratere che rese inagibile per molto tempo i binari, furono scoperchiate delle case e persero la vita quattro dei partigiani che parteciparono all'azione, come ricorda una lapide posta a Poggio alla Malva.

Dopo la fine della guerra le commesse statali cessarono ed iniziò il periodo di crisi che sfociò in licenziamenti di massa. Un ultimo tentativo di salvare la fabbrica fu quello di convertire la fabbrica alla produzione di fitosanitari e pesticidi. Ma ormai era destinata alla chiusura che avvenne nel 1958. Dopo che nel 1964 lo stabilimento è stato bonificato dai residui degli esplosivi e dei materiali utilizzati per la loro fabbricazione, l'area su cui sorgevano gli impianti giace inutilizzata ed è passata in mano privata. Da allora tantissimi progetti per il riutilizzo dell’area sono rimasti sulla carta, tra cui l'idea, maturata negli anni '70, di trasferirci l’intera Università di Firenze. Invece tutto si è conservato così com’era e gli edifici (oltre un centinaio) sono in condizioni migliori di quanto ci si possa aspettare, visto che solo alcune coperture a travi di legno risultano crollate o pericolanti mentre le murature sono in gran parte integre a causa della grandissima cura costruttiva e qualità architettonica che le caratterizza, così come anche per le strutture in cemento armato. Recentemente l'area è stata sul punto di essere acquistata da un gruppo statunitense per poterci realizzare degli studi cinematografici, demolendo la maggior parte degli edifici esistenti che costituiscono un patrimonio di archeologia industriale che non ha uguali, sia per quel che riguarda i più vecchi edifici del primo anteguerra che quelli più ingegneristici del secondo anteguerra.

Il Novecento ha rappresentato senza dubbio il declino della produzione della paglia a Signa. L'apice fu raggiunto durante gli anni Venti, in un arco di tempo tra il 1920 e il 1929, anno della grande crisi economica mondiale che colpì direttamente anche le attività artigianali signesi. Il ventennio fascista vide una lenta riduzione della produzione della paglia che cessò definitivamente all'inizio della Seconda guerra mondiale. Solo negli ultimi decenni è stato ripreso questo tipo di produzione da alcune imprese locali, raggiungendo nuovamente importanza nel settore e riacquistando la vitalità di un tempo. Ciò è testimoniato dal coinvolgimento delle imprese locali con grandi produzioni cinematografiche, come Un tè con Mussolini del regista Franco Zeffirelli o Pretty Woman con Julia Roberts e Richard Gere, e dalle numerose richieste da parte di famosi attori o personalita' del mondo dello spettacolo come Carolina di Monaco, Charlotte Casiraghi e Brad Pitt.

Seppur col passare del tempo abbia avuto alcune leggere flessioni, la produzione artigianale occupa un posto importante nell'economia signese. In particolar modo l'artigianato a Signa è strettamente legato a quello dell'area fiorentina pur seguendo la tradizione locale di lavorazione della terracotta e, soprattutto, della paglia. Oggi la prima è predominante rispetto alla seconda la quale, col passare del tempo, ha perso la sua importanza originaria. Tra le principali produzioni a cui l'economia signese fa riferimento è importante anche la pelletteria.

Secondo i dati forniti dal CNA di Firenze, il periodo di maggiore crisi della produzione artigianale è avvenuto nel biennio 2003-2005 che ha gravato anche sul volume di forza lavoro, visto l'aumento di contratti a tempo determinato. Differenti, invece, i dati relativi al 2006 che hanno registrato una buona crescita nel rapporto domanda-offerta beneficiando anche sotto il profilo contrattuale: i contratti tipici hanno ripreso ad essere maggioritari (circa 80%) ed è stato registrato un leggero aumento nelle assunzioni a tempo indeterminato (circa +1,45 % nel primo semestre e +7,21 % nel secondo) con una conseguente diminuzione dei contratti a tempo indeterminato (primo semestre -3,57 % e secondo semestre -5,22 %). Interessanti i dati relativi alla forza lavoro che hanno registrato una netta predominanza maschile rispetto a quella femminile (il 60 % per quella maschile e il 40 % quella femminile) mentre, per quanto riguarda la struttura demografica, è notevolmente maggiore quella parte di lavoratori compresi nella fascia medio-bassa (cioé tra i 20 e i 39 anni). Nelle qualifiche professionali è maggiore la presenza di figure operaie (il 70 %) rispetto a quella delle forze impiegatizie (il 13%). Buona anche la percentuale della componente extra-comunitaria che si attesta al 12 %.

L'economia su cui si basa principalmente Signa è il settore terziario ed in particolar modo il turismo. Vari sono gli aspetti turistici da cui il paese trae beneficio: primo fra tutti il turismo culturale che, specialmente negli ultimi anni, è tornato in auge sia grazie ad eventi particolarmente suggestivi come le rievocazioni storiche sia attraverso un ritrovato interesse verso la storia e le tradizioni dei paesi più piccoli. Secondariamente Signa viene scelta per la sua vicinanza a Firenze e, soprattutto perché molte delle strutture ricettive come alberghi, bed & breakfast e affittacamere sono finanziariamente più accessibili ed economiche rispetto a quelle del capoluogo toscano.

La stazione di Signa è situata sulla linea ferroviaria Leopolda e dista dalle principali stazioni di Firenze ed Empoli circa 15 Km per entrambe. Su iniziativa della Regione Toscana e delle Ferrovie dello Stato, dal 2006 è stato attivato il servizio di Memorario, aumentando la percorrenza dei treni diretti verso le stazioni principali della zona. In media i minuti di percorrenza di un treno tra Signa e Firenze o Empoli sono circa 20 minuti salvo ritardi o altri problemi tecnici.

Il servizio sulla linea 1 inizia alle 6:24 mentre termina alle 19:44 per i giorni compresi tra il lunedì e il venerdì. Il sabato il numero delle corse diminuisce di frequenza con orari simili a quelli in vigore durante il servizio feriale estivo, mentre la domenica e nei giorni festivi è garantito il servizio pomeridiano.

Il servizio per corse sulla linea 2 inizia alle ore 6:50 e termina alle 14:50 dal lunedì al sabato. Durante i mesi di luglio e agosto il servizio viene effettuato solo a chiamata.

È attiva anche una linea del servizio di trasporto pubblico di Firenze per collegare la stazione fiorentina con quella signese. Le società ATAF e Li-nea gestiscono la linea 72 che collega Firenze, oltre che con Signa, anche con Lastra a Signa e Montelupo Fiorentino.

Signa dispone di una propria squadra di calcio, il Signa 1914, che attualmente disputa il campionato Promozione giocando le partite in casa allo Stadio del Bisenzio.

Col passare degli anni e con il cambiamento dei tornei calcistici in Italia attraverso la creazione dei campionati di Serie A, B e successivamente Serie C, il Signa 1914 disputò dal 1929 buone stagioni anche se fu protagonista di un fatto grave durante quello stesso anno. Infatti in un match giocato in casa contro il Piombino, dopo un goal annullato, il pubblico signese si riversò sul campo maltrattando l'arbitro. Ciò costò al Signa 1914 l'impossibilità di proseguire il campionato e fece rischiare la retrocessione diretta anche se quest'ultima fu evitata grazie le influenze politiche della presidenza signese. Nel corso degli anni disputò una serie di stagioni altalenanti che culminarono con la promozione della squadra signese in Serie C. Il Signa 1914 continuò la sua permanenza in questa categoria anche durante la Seconda Guerra Mondiale fino al 1948 quando venne retrocessa in Promozione. Da qui in poi ottenne risultati deludenti, disputando in campionati e tornei minori. Solo in tre stagioni (quelle tra il 1967-68 e il 1970-71) la squadra ottenne la Serie D, mentre attualmente ha raggiunto il campionato Promozione.

Pur non ottenendo mai grandi risultati agonistici, il Signa 1914 ha avuto importanti giocatori che col passare del tempo sono riusciti a far carriera e successo in squadre maggiori. Tra questi ci sono Fulvio Nesti ed Egisto Pandolfini i quali fecero parte della Nazionale Italiana nei Mondiali del 1954 e Piero Gonfiantini che militò per ben dodici anni nella Fiorentina.

Altri importanti giocatori che, in gran parte, hanno iniziato la carriera con la maglia del Signa 1914 sono: Luigi Boni (portiere), Giovanni Checchi (difensore), Ivo Buzzegoli (difensore), Silvano Grassi (centrocampista), Mauro Mari (centrocampista), Graziano Gori (ala) e Antonio Ghedini (ala).

La società sporitiva di pallacanestro signese è il TeamNova, nata nel 1998 dalla fusione del Basket Signa e del Basket Lastra ed è ufficialmente iscritta alla Federazione Italiana Pallacanestro. La squadra ha militato per più anni in C1 raggiungendo anche i playoff. Attualmente la prima squadra della società milita nel campionato di Promozione.

La squadra di pallavolo del paese nacque nel 1969 e nella sua storia, a differenza delle altre discipline, ha raggiunto alcuni risultati importanti come la promozione in serie C/2 maschile nel 1979 ottenendo un 2° posto finale.

Oggi, in memoria di uno dei fautori di quel successo, Roberto Battagli, viene celebrato un Memorial annuale a cui partecipano squadre della serie A/1 e A/2.

Tra gli sport che vengono praticati in forma minore a Signa ci sono il Tennis e l'atletica leggera.

Per la parte superiore



Corteo storico di Signa

Il Corteo Storico di Signa durante la Festa della Beata Giovanna

Voce principale: Signa.

Il Corteo Storico di Signa è legato indossulibilmente al culto della Beata Giovanna da cui ufficialmente prende il nome come Corteo Storico della Beata Giovanna da Signa. Forme di manifestazioni in onore della Beata si svolsero già pochi anni dopo la sua morte come è documentato da alcune cronache dell'epoca che datano il 1383 come l'anno dei primi festeggiamenti in onore della Beata, decretati nelle tre giornate dall'8 al 10 novembre, e il 1385 per la nascita ufficiale di una festa in onore della patrona signese.

Tale era l'importanza che stava assumendo questa figura religiosa che la venerazione della fanciulla si estese fino a Prato e Firenze, nel Pistoiese e nel Mugello, da cui si susseguiva un lungo pellegrinaggio per recarle numerosi doni. Questo crescente interesse verso la Beata fece sì che le chiese di San Giovanni Battista e di San Lorenzo a Signa si arricchissero di numerose opere d'arte, tra cui gli affreschi eseguiti nel 1441 dalla cerchia di Bicci Lorenzo e, più tardi, di numerose tele come quelle ottocentesche di Giovanni Gagliardi, recentemente restaurate.

Tra i devoti più illustri ci fu la famiglia dei Medici, che per ben due volte (nel 1439 e ancora una volta nel 1441) fecero sfilare la salma in processione a Firenze.

In occasione di uno degli anniversari della traslazione del corpo la festa fu spostata al Lunedì dell'Angelo. Nel corso dei secoli varie celebrazioni si svolsero a Signa e nuovamente a Firenze almeno fino a quando l'interesse verso la Beata iniziò a diminuire. Col tempo, infatti, le antiche commemorazioni e manifestazioni cessarono, così come le folle di fedeli che nei secoli precedenti avevano omaggiato la patrona diminuirono.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, nel 1946, si pensò di tornare a riprendere le antiche tradizioni popolari e culturali signesi cercando di riportare in vita le antiche manifestazioni in onore della Beata Giovanna. Venne formato un piccolo corteo per la Festa della patrona ma, dopo una sola sfilata, questa iniziativa non raccolse grande successo e finì con l'essere accantonata.

Nell 1971 ci fu un secondo tentativo che, a differnza del precedente, riuscì a riscuotere molto successo tra il popolo di Signa, grazie soprattutto ad una migliore organizzazione che permise la nascita di un corteo sull'esempio di quello, ormai famoso, di Firenze. In breve tempo il Corteo Storico di Signa riuscì a riportare in vita la storia, le tradizioni e la fede religiosa della cittadina signese.

Il Corteo Storico di Signa è cresciuto col passare degli anni insieme al paese ed è oramai divenuto uno spettacolo di grande richiamo, avendo acquisito una precisa dimensione storica pur non perdendo la sua connotazione prettamente religiosa.

Tutt'oggi il Corteo vive grazie al lavoro ed all'impegno costante di molti signesi, ingrandendosi ed arricchendosi d’iniziative collaterali e non solo dedicate alla Beata Giovanna. Tra le più importanti ci sono la Festa di Sant'Anna a Firenze e la Festa della Toscana oltre ad altre varie feste e manifestazioni che si svolgono in Toscana.

Il Corteo non solo ha partecipato a queste manifestazioni ma è stato anche ricevuto nel maggio del 1987 nella Città del Vaticano da Sua Santità Giovanni Paolo II e ha sfilato nel maggio del 1990 e nel giugno del 1995 a Maromme (Francia), città gemmelata con Signa.

La composizione massima del Corteo è di circa 300 figuranti, ma in passato ha sfilato anche con configurazioni più ridotte (circa 100 personaggi) o, addirittura, minime (circa 30-50 persone) e si può ben esibire come un ideale cornice per cerimonie d’inaugurazione, oltre che per le tradizionali sfilate storiche.

I vari e ricchi costumi, sono stati tutti realizzati artigianalmente attraverso l'utilizzo di materiali particolarmente pregiati, sono frutto di lunghe ricerche storiche e di precise ricostruzioni, rilevate da dipinti, disegni ed affreschi della prima metà del XV secolo, e sono arricchiti con acconciature, bigiotteria, armi e fregi della medesima epoca.

Il Gruppo dei "Musici" è composto dalle cosidette "Chiarine", figuranti che suonano un particolare tipo di tromba chiamata appunto "Chiarina" e dai "Tamburi" o "Tamburini" che invece suonano due tipi di tamburi, il rullante e l'imperiale. Questo gruppo è tra i più importanti del Corteo Storico poiché più volte viene chiamato a rappresentarlo in vari eventi culturali e in rievocazioni storiche della Toscana.

Anche il Gruppo degli Arceri è importante soprattutto a Settembre durante la cosidetta Fiera di settembre il cui culmine giunge con il Palio degli Arceri, una competizione in cui gli arceri vengono suddivisi attreverso un sorteggio tra i quattro popoli di Signa che si sfideranno per vincere il Palio che verrà poi mostrato durante la sfilata della Festa della Beata Giovanna dell'anno successivo.

Oltre ai gruppi dei musici e degli arceri il Corteo Storico di Signa vanta di numerosi figuranti tra cui le pastorelle, simbolo dell'economia medievale di Signa, i portabandiera, i "paggetti", le damigelle e tanti altri figuranti.

Per la parte superiore



Giovanna da Signa

L'urna della Beata Giovanna durante la Festa

Giovanna da Signa, comunemente chiamata Beata Giovanna (Castello di Signa, ... – 9 novembre 1307), nacque da una famiglia contadina e devota alla fede cristiana, come emerge da alcune testimonianze dell'epoca.

L'anno di nascita della Beata Giovanna è assai incerto, tuttavia una verosimile ricostruzione temporale ne fisserebbe la nascita nel 1266. Secondo la tradizione popolare anche il nome farebbe pensare al forte collegamento tra la pastorella e la sua attività religiosa poiché il nome Giovanna in ebraico significa “Grazia (o anche Dono) di Dio”. Conosciuta dal contado signese per il suo altruismo, dopo aver vissuto gli anni della sua infanzia da pastorella, decise all'età di dodici anni di dedicarsi ad una vita eremitica e di preghiera come era uso nel Medioevo anche per altre giovani della sua stessa età. Entrò quindi in un romitorio nella Valle di Signa, nella cosiddetta zona “La Costa” (ove oggi si trova la piccola Cappella detta “del Beatino”), ne fece murare la porta e vi rimase sino alla sua morte, avvenuta il 9 novembre 1307.

La devozione che oggi viene tribuita alla Beata Giovanna è dovuta soprattutto ad alcuni eventi miracolosi che le sono stati attribuiti. Tra le documentazioni giunte fino a noi è stato attestato che la Beata Giovanna abbia compiuto, almeno fino al 1383, ventisette miracoli tra cui sei compiuti in vita e ventuno dopo la sua morte.

Questo miracolo, però, è confermato dai documenti solo in parte: infatti pare che la Beata Giovanna abbia solo tracciato in terra con il suo bastone un grande cerchio presso una quercia, entro il quale non cadde né acqua né grandine e vi trovarono rifugio tutti gli animali e i pastorelli che non si bagnarono. A questo primo miracolo è colegato un altro evento miracoloso che parla della quercia nata dal bastone della Beata Giovanna: “Molti anni più tardi, un uomo voleva abbattere quella quercia con la scure ma non vi riuscì: la scure perse il filo tagliente e non fu più possibile usarla; l'uomo a sua volta rimase privo di forze e così l'albero non fu più abbattuto”. La quercia cadde molti anni dopo perché colpita da un fulmine: al suo posto, in ricordo del miracolo e in onore della Beata, fu eretto un tabernacolo tuttora esistente. La tradizione popolare racconta anche di un altro evento miracoloso, compiuto da Giovanna poco prima di ritirarsi a vita contemplativa, avvenuto nel 1278 quando aveva solo dodici anni ove si narra “come Giovanna attraversasse il fiume Arno in piena sopra il suo mantello disteso sulle acque,senza bagnarsi, poiché il ponte sull'Arno a causa della grande piena era rovinato e non era agibile”(esiste documentazione sulla inagibilità del ponte).

Tra gli altri miracoli che Giovanna avrebbe compiuto in vita, si narra di come la pastorella abbia guarito un bambino con crisi epilettiche, di come “Un giorno una certa donna Ciava che viveva vicino al romitorio della Beata preparò una focaccia e la mise in forno , tagliò un pezzo e lo portò alla vergine Giovanna, pur sapendo che il resto della focaccia forse non sarebbe bastata per la cena. Quando giunse il marito, riaprì il forno e con grande stupore si accorse che la focaccia era tornata intera . Altri miracoli raccontano che Giovanna guarì un passerotto cieco ad un occhio e due giovani a cui doveva essere amputata una gamba.

Giovanna secondo alcune fonti pare sia morte di peste nel piccolo romitorio in cui si era ritirata. Alcune fonti affermano, però, che la prodigazione di eventi miracoli attribitegli non cessò. Tra i vari miracoli avvenuti fino al 1383 ci sono testimonianze di varie guarigioni, si narra che Giovanna avrebbe esaudito la preghiera di un prigioniero di guerra che doveva essere impiccato durante le lotte tra Firenze e Pisa, che ad un'onorabile donna non più giovane che aveva recentemente avuto un figlio ma per cui si sopsettava la paternità, la donna le avvesse rivolto una preghiera per avere un altro figlio dal marito con la promessa che "a seconda del sesso,lo avrebbe chiamato Giovanni o Giovanna". Anche nel giorno della morte della Beata Giovanna si dice che avenne un evento miracoloso poiché “improvvisamente e tutte insieme, senza che nessuno le muovesse, le campane delle Chiese di S.Martino a Gangalandi, di Porto di Mezzo e della Pieve di Signa iniziarono a suonare a festa". Per questo, come riportato dalle fonti della cronaca locale "la gente pensò subito a qualcosa di straordinario e, corsa al romitorio di Giovanna, la trovarono come se fosse serenamente addormentata, inginocchiata sopra delle fascine e con lo sguardo rivolto beatamente al Cielo”.

Tutti i miracoli operati dalla Beata Giovanna fino al 1383 vennero riportati nel documento "Beatae Johannae vita et miracula", la biografia più antica e più attendibile, alla quale si sono ispirati tutti gli scrittori successivi. Nello stesso anno, per il legame del popolo signese con la pastorella, venne istituita dal pievano di Signa una festa in suo onore.

Secondo alcuni studiosi sarebbe limitativo ed inverosimile pensare che gli interventi della Beata si siano fermati a quella data, considerando peraltro che innumerevoli sono stati in tempi successivi i doni e i legati, di cui si legge nei testi, che le sono stati lasciati per grazia ricevuta e tanti gli “ex voto" dedicati alla Beata da tutte le persone che si sono sentite soccorse nei loro bisogni e che hanno visto esaudite le loro preghiere. Anche la stessa famiglia dei Medici celebrò sia a Signa che a Firenze celebrazioni in suo onore visto il legame religioso tra questa famiglia nobile e la pastorella signese. Tali “ex voto“, ancora ricordati dalle persone più anziane, sono andati però perduti nel corso degli anni, sia a seguito di calamità naturali o belliche, sia perché non conservati con la dovuta attenzione, forse a causa della scarsa importanza a loro attribuita.

Dopo la morte di Giovanna, il popolo di Signa e quello di San Martino a Gangalandi (Lastra a Signa) se ne contesero le spoglie mortali poiché il primo rivendicava la scelta della pastorella di aver deciso di trascorrere la sua vita nel romitorio di Signa, il secondo perché, nonostante non ci fosse la certezza, rivendicava la nascita della Beata nel suo territorio. Il Capitolo Fiorentino, sotto il cui patronato era posta anche la Pieve di Signa, decise che le venerate spoglie dovevano essere custodite nella Chiesa di S.Martino a Gangalandi. La traslazione del corpo però non avvenne per motivi ancora non accertati, secondo la tradizione popolare avvenne per un altro miracolo compiuto dalla stessa Giovanna.

Oggetto di discussione è stato fatto riguardo a quale ordine religioso la Beata avesse fatto parte: c'è chi sostiene che fosse una vallombrosana, chi una francescana, anche se oggi si ritiene più verosimilmente che Giovanna sia rimasta laica nonostante abbia scelto una vita di preghiera e da eremita.

Per celebrare la Beata nel 1383 il pievano di Signa istituì un festa in suo onore nei giorni tra il 9 novembre e l'11 novembre. Durante la traslazione del corpo della pastorella, la data fu spostata al Lunedì dell'Angelo e i festaggiamenti si susseguono dal giorno di Pasqua al Martedì successivo durante i quali viene esposta l'urna della Beata al pubblico.

Nel 2007, in ricorrenza del settimo centenario dalla morte, le celebrazioni in suo onore sono state particolarmente solenni e dal 16 novembre 2006 al 16 novembre 2007 è stata elargita, su decreto Apostolico, l'Indulgenza Plenaria.

Per la parte superiore



Stazione di Lastra a Signa

Stazione di Lastra a Signa 08 2.JPG

La Stazione di Lastra a Signa è più precisamente una fermata ferroviaria al servizio della cittadina.

È dotata di due binari e con piccole banchine e piccole pensiline. Il traffico ferroviario è esclusivamente regionale, ed è costituito da treni che vanno a Firenze SMN, Livorno,Pisa e Campiglia Marittima.

Per la parte superiore



Source : Wikipedia