Siena

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Tags : siena, toscana, italia, serie a, calcio, sport

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Associazione Calcio Siena

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L'Associazione Calcio Siena è una società calcistica di Siena che attualmente milita in Serie A.

Primo campionato della Robur è quello 1920-21, girone toscano, e si conclude subito con una grande vittoria della compagine senese. Gli anni della disorganizzazione iniziale paiono ormai lontani e negli anni '30 la Robur è una delle più avanzate società toscane.

Alla vigilia del campionato di serie C 1933-34 le viene cambiato nome in Associazione Calcio Siena, rimasto fino a oggi. Nel campionato successivo i senesi giungono fino allo spareggio per la Serie B: nella gara per la promozione, disputata sul neutro di Pistoia, il Siena affronta la Reggiana, travolgendola con un 7-0 e guadagnando uno storico traguardo. Tuttavia l'anno seguente il Siena non riesce a reggere il confronto con le compagini del campionato cadetto, tornando in C. La società decide di ricostruire però un organico competitivo per riconquistare al più presto la B: obiettivo concretizzatosi nel 1937-38 quando il Siena stravince il campionato con 12 punti sul Ravenna secondo. Per il successivo campionato di serie B viene costruito un nuovo stadio, il "Rino Dauss": si tratta dello stesso stadio in cui il Siena gioca oggi, che viene in seguito ribattezzato "Rastrello" e poi più recentemente intitolato ad Artemio Franchi. All'attuale nome dello stadio è stata aggiunta la denominazione "Montepaschi Arena".

Gli anni precedenti alla Seconda Guerra Mondiale sono gloriosi: nel 1938-39 il Siena vince il derby con la Fiorentina e gioca un campionato di vertice, mancando la promozione in serie A di un solo punto. Ma la forza dei senesi si fa sentire soprattutto in Coppa Italia: giunti alla fase finale, i bianconeri affrontano il Bologna, di lì a poco futuro campione d'Italia. A Siena la Robur impone un doppio (in quanto la prima gara viene ripetuta, su accoglimento del ricorso del Siena contro una clamorosa svista arbitrale) pareggio ai felsinei. A Bologna è sconfitta, ma anche perché i locali pensano bene di far inzuppare il campo prima della partita per fermare i giocatori senesi, notoriamente rapidissimi.

Gli anni d'oro sono spezzati dalla guerra: in un Paese martoriato dal conflitto e in cui gli spostamenti sono precari per le strade e le ferrovie semidistrutte, la FIGC decide la divisione in 2 gironi (nord e sud) della B, annunciando che solo le prime sette rimarrano nel campionato cadetto l'anno successivo. Beffardamente il Siena giunge ottavo a 2 punti dal Pescara e torna in Serie C. Dopo due anni destino analogo: il Siena conosce l'onta della Serie D ed entra in un periodo buio.

Un Siena in piena crisi societaria passa sotto il controllo del neopresidente Danilo Nannini, ex giocatore dei bianconeri.

Nel 1955-56 il Siena vince lo spareggio con l'Empoli e risale in C; nella stessa stagione vince anche il titolo di Campione d'Italia di IV serie. Una squadra di giovani, guidati da Oronzo Pugliese, regge il confronto con le grandi compagini di serie C.

Nel 1958-59 un'incredibile beffa: il Siena conduce il campionato per quasi tutta la stagione, ma verso la fine viene raggiunto dall'Ozo Mantova. Le due squadre, giunte a pari punti, si affrontano in uno spareggio a Genova, ma la vittoria è dei lombardi. Purtroppo la delusione sportiva degenera in una crisi societaria senza precedenti.

Uscito di scena lo storico presidente Nannini, il Siena retrocede nuovamente in serie D e sfiora il fallimento.

Viene salvato solo dall'intervento dell'ex medico sportivo Vittorio Beneforti, che nel 1974-75 guida i bianconeri al ritorno in serie C. I problemi economici però continuano e allora il Siena Club Fedelissimi lancia l'idea di una trasformazione della società in una Società per azioni, ma il tutto si risolve con un nulla di fatto.

Arriva però l'ennesima beffa in campionato dovuta alla divisione nel 1975 della terza serie tra C1 e C2, precisando a inizio stagione che solo le prime dodici di ogni girone rimarranno in C1: il Siena giunge tredicesimo, a 2 soli punti dalla salvezza, e deve accomodarsi in C2. Torna intanto alla poltrona presidenziale Danilo Nannini, che rilancia l'idea dell'azionariato popolare. Il 27 marzo 1980 l'A. C. Siena diventa finalmente una S.p.A. Sotto la presidenza di Nannini i senesi riconquistano la C1 nel campionato 1981-82.

A metà anni '80 Nannini lascia definitivamente la presidenza e la squadra viene rilevata da un imprenditore romano, l'avvocato Max Paganini. Sotto la sua guida il Siena raggiunge una certa stabilità e, dopo due retrocessioni e altrettante promozioni tra C1 e C2, gioca dieci campionati consecutivi nella terza serie (anche se nel 1992/1993 solo una lunga serie di fallimenti con necessità di ripescaggio consente ai bianconeri di restare in C1 dopo una stagione disgraziata chiusa al terzultimo posto), fino alla fine degli anni '90.

La seconda metà degli anni '90 porta notevoli cambi societari, che gettano le basi della grande Robur attuale. Nel 1997 la società passa a Claudio Corradini, che guida i bianconeri ad una difficile salvezza ai play-out. Nel 1999 nuovo cambio societario: stavolta un nutrito gruppo di imprenditori, Pastorello, Ponte, Salvietti, Pianigiani, Mangiavacchi e Verdiani (ironicamente chiamati a Siena il "40-40-20"), affida la compagine ad Antonio Sala. Contro ogni pronostico il Siena, guidato dalle "colonne" Gil Voria, Michele Mignani e Stefano Argilli, stravince il girone A della serie C1 e dopo 55 anni torna in serie B. La prima stagione tra i cadetti è tranquilla, ma nel campionato 2001-02 qualcosa comincia a scricchiolare. Il Siena, le cui azioni sono state nel frattempo rilevate da Paolo De Luca, viene affidato in un primo tempo a Giuseppe Papadopulo. La Robur però è ancora pericolosamente in zona retrocessione e il mister viene esonerato. Il cambio allenatori non sortisce però alcun effetto e Papadopulo torna in panchina. Il tecnico pisano compie un miracolo e conquista una clamorosa salvezza, battendo nella gara decisiva la Sampdoria.

Il 2002-03 è la stagione d'oro di Siena. L'organico della squadra è indubbiamente competitivo. Confermato in panchina Papadopulo, la Robur può annoverare giocatori come l'esperto portiere Giuseppe Taglialatela e il suo valido sostituto Marco Fortin, i pilastri difensivi Mignani e Davide Mandelli, un forte centrocampo con Luca Cavallo, Vincenzo Riccio e l'allora sconosciuto brasiliano Rodrigo Taddei, e un attacco in cui svettano Simone Tiribocchi, Pinga e il giovane Raffaele Rubino. Il Siena parte subito forte e in poche giornate è già solo in testa alla classifica. In molti credono si tratti del classico "fuoco di paglia", invece al giro di boa di metà campionato il Siena è sempre lì, solo al comando. A fine stagione i bianconeri vincono la serie B con 67 punti all'attivo, a pari merito con la Sampdoria, e conquistano la prima storica promozione in Serie A.

Il 31 agosto 2003 il Siena (cui sono giunti campioni del calibro di Enrico Chiesa, Tore Andre Flo e Nicola Ventola) gioca la sua prima partita in Serie A: l'avversario è il Perugia di Serse Cosmi e, nel capoluogo umbro, la contesa termina 2-2. Il primo goal della storia del Siena in serie A viene segnato dopo 19 minuti dal centrocampista Andrea Ardito. Sette giorni dopo arriva la prima sconfitta in campionato ad opera dell'Inter di Hector Cuper. Punizione dalla destra di Van der Meyde, Materazzi colpisce di testa. Il pallone, deviato da Cufré, supera Rossi al 29' del primo tempo. Risultato che poi restera' immutato fino al 90'. Il 21 settembre, terza di campionato, la Robur ottiene la prima vittoria nella massima serie: nel derby contro l'Empoli vince con un perentorio 4-0. Seguono poi ottimi risultati (pareggi contro Parma e Roma, ma soprattutto la vittoria contro la Lazio per 3-0). La squadra senese chiude il girone d'andata al 12° posto ma il girone di ritorno sarà più difficile (periodo di 4 sconfitte consecutive) per poi ritornare a medi risultati. La prima stagione, con la squadra ancora guidata da Papadopulo, vede i bianconeri salvarsi piuttosto tranquillamente, giungendo tredicesimi, con 2 punti sulla zona retrocessione.

Il campionato 2004-2005 è invece più sofferto: il Siena si salva per un solo punto, grazie alla vittoria per 2-1 sull'Atalanta (gara molto dura, nonostante gli avversari siano già retrocessi) e stacca il biglietto per la terza stagione in serie A.

Nel 2005-06 il Siena ottiene la matematica salvezza con due giornate di anticipo, grazie al 17° posto ed un'ottima prova del veterano Chiesa e il neo bomber, l'albanese Erjon Bogdani, entrambi con 11 reti all'attivo.

Nel girone di andata della stagione 2006-07 il Siena, guidato da Mario Beretta, ha ottenuto buonissimi risultati (calando solo nel finale), trascinata dal cannoniere del Liechtenstein Mario Frick, ex Ternana. A gennaio 2007 il bomber Erjon Bogdani, autore però quest'anno di poche reti, è stato ceduto al Chievo. In questa stagione il Siena si salva all' ultima giornata con una vittoria con la Lazio, già matematicamente qualificata terza, per 2 a 1 con gol di Maccarone (rig.) e Negro.

Nella stagione 2007-08 la nuova dirigenza affida la panchina ad Andrea Mandorlini. La squadra stenta e, dopo la sconfitta con il Livorno al 12° turno, l'allenatore viene esonerato e richiamato Mario Beretta. Il 4 maggio 2008, con la prima storica vittoria per 1 a 0 contro la Juventus (gol di Kharja), il Siena conquista la salvezza con due turni di anticipo, assicurandosi così il diritto a disputare il massimo campionato per la sesta volta consecutiva. Nel turno di campionato successivo, per la formazione toscana arriva un altro grande risultato, infatti la Robur riesce a bloccare sul 2-2 l'Inter rimandando così la festa scudetto dei nerazzurri che proprio l'anno prima avevano vinto il tricolore a Siena; le reti nella sfida dell'11 maggio sono state di Massimo Maccarone e di Houssine Kharja. Il 18 maggio 2008 dopo la partita pareggiata con il Palermo la società annuncia che il prossimo allenatore sarà Marco Giampaolo.

I colori della squadra calcistica senese sono il bianco e il nero e derivano da quelli dell'antica Società Studio e Divertimento dalla quale deriva. La progenitrice a sua volta aveva dettato la combinazione cromatica in omaggio allo stemma, alla bandiera e ai colori cittadini, una balzana bianco-nera che simboleggierebbe il fumo nero e bianco scaturito dalla pira augurale che i leggendari fondatori della città, Senio e Ascanio, figli di Remo, avrebbero acceso per ringraziare gli dei dopo la fondazione della città di Siena. Un'altra leggenda riporta che la balzana derivi dai colori dei cavalli, uno bianco ed uno nero, che Senio e Ascanio usarono nella fuga dallo zio Romolo che li voleva uccidere e con i quali giunsero a Siena.

La divisa ha subito vari cambiamenti nel disegno, mantenendo intatti solo i colori: la prima storica divisa era come quella dell'antica società, ovvero a scacchi grandi. Col passare del tempo la Robur ha poi adottato uno stile di maglia più consono al calcio, ovvero le strisce verticali comuni a molte squadre come Juventus, Ascoli ed Udinese. Con l'avvento del Siena in Serie A la divisa ha visto stravolgimenti continui: da strisce verticali semplici bianco-nere, ad una maglia bipartita con bizzarre sfumature fino ad un ritorno ai vecchi scacchi storici.

L'attuale divisa, prodotta dalla Umbro, è tornata ad essere a strisce verticali. Da notare che negli ultimi anni a seconda dell'occasione il Siena veste pantaloncini e calzettoni bianchi o neri senza una determinata preferenza. Le divise da trasferta sono variate molto nel tempo. Le attuali sono blu e rossa.

In 79 stagioni sportive disputate a partire dall'esordio a livello nazionale il 12 novembre 1922, compresi 2 campionati di Seconda Divisione e 1 Campionato Misto Bassitalia disputato in qualità di società di Serie B, 1 campionato del Direttorio Divisioni Inferiori Nord (C), e 8 campionati di Serie C2. Sono escluse le annate dal 1924 al 1927 e dal 1928 al 1931, nelle quali il Siena partecipò ai massimi tornei del Comitato Regionale Toscano, cui afferiva anche antecedentemente il 1922.

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Siena

Panorama di Siena

Siena è un comune di 54.066 abitanti della Toscana centrale, capoluogo dell'omonima provincia.

La città è universalmente conosciuta per il suo patrimonio artistico e per la sostanziale unità stilistica del suo arredo urbano medievale, nonché per il suo famoso palio.

È stata dichiarata dall'UNESCO patrimonio dell'umanità.

Siena si trova al centro di un vasto paesaggio collinare, tra le valli dei fiumi Arbia a sud, Merse a sud-ovest ed Elsa a nord, tra le colline del Chianti a nord-est, la Montagnola ad ovest e le Crete Senesi a sud-est.

La popolazione presente risultava essere di 59.785 unità nel Censimento generale della popolazione del 2001, mentre i residenti erano 52.625. È quindi evidente la presenza di un numero consistente di persone abitanti all'interno del comune ma non residenti o difficilmente censibili. Si tratta presumibilmente dei numerosissimi studenti fuori sede che alloggiano nella città, ma anche dei molti dipendenti di alcune grandi aziende (come la banca Monte dei Paschi o l'Azienda Ospedaliera che hanno sede a Siena).

Va poi considerato che, a causa della relativamente piccola estensione del territorio comunale, alcune zone periferiche della città si trovano ormai a lambire i comuni confinanti e che l'elevato costo della abitazioni (vedi sotto) ha spinto molti senesi ad acquistare nuove case in zone relativamente distanti dal centro cittadino. Tutto questo induce ragionevolmente a ritenere che la città di Siena sia a tutti gli effetti molto più cospicua, in termini di numero di residenti, rispetto al valore dedotto dal censimento ISTAT. Alcuni anni orsono, l'Amministrazione comunale ha stimato, in base ai consumi di energia elettrica e ai rifiuti urbani solidi prodotti, che Siena sia una città di circa centomila abitanti. Visti i dati dei residenti del 2003 nella tabella in alto a destra, è inoltre in corso un lentissimo progresso della popolazione dopo anni di diminuzione.

L'indice di vecchiaia era nel 2001 di 285,03 a fronte di una media provinciale di 222,55, e poneva Siena tra le città con gli indici più alti.

A causa dello spopolamento del centro storico, la popolazione di Siena negli ultimi trenta anni si è spostata nei comuni limitrofi (Asciano, Castelnuovo Berardenga, Monteriggioni, Monteroni d'Arbia, Sovicille) che segnano aumenti significativi di popolazione e indici di vecchiaia molto più bassi. Le giovani coppie sono infatti costrette, soprattutto dai prezzi degli immobili, a stabilire la loro residenza nei dintorni della città, dove i prezzi sono più bassi. Le nuove nascite avvengono in misura crescente in questi comuni.

Siena fu fondata come colonia romana al tempo dell'Imperatore Augusto e prese il nome di Saena Iulia. Le scarse notizie attendibili precedenti alla fondazione, suggeriscono l'esistenza di una comunità etrusca sulla quale si insediò la colonia militare romana ai tempi di Augusto.

Il primo documento noto in cui viene citata la comunità senese risale al 70 e porta la firma di Tacito che, nel IV libro delle Historiae, riporta il seguente episodio: il senatore Manlio Patruito riferì a Roma di essere stato malmenato e ridicolizzato con un finto funerale durante la sua visita ufficiale a Saena Iulia, piccola colonia militare della Tuscia. Il Senato romano decise di punire i principali colpevoli e di richiamare severamente i senesi a un maggiore rispetto verso l'autorità.

Dell'alto medioevo non si hanno documenti che possano illuminare intorno ai casi della vita civile a Siena. C'è qualche notizia relativa alla istituzione del vescovado e della diocesi, specialmente per le questioni sorte fra il Vescovo di Siena e quello di Arezzo, a causa dei confini della zona giurisdizionale di ciascuno: questioni nelle quali intervenne il re longobardo Liutprando, pronunziando sentenza a favore della diocesi aretina. Ma i senesi non furono soddisfatti e pertanto nell'anno 853, quando l'Italia passò dalla dominazione longobarda a quella franca, riuscirono ad ottenere l'annullamento della sentenza emanata dal re Liutprando. Pare, dunque, che al tempo dei Longobardi, Siena fosse governata da un Gastaldo, rappresentante del re: gastaldo che fu poi sostituito da un Conte imperiale dopo l'incoronazione di Carlo Magno. Il primo conte di cui si hanno notizie concrete fu Winigi, figlio di Ranieri, nel 867. Dopo il 900 regnava a Siena l'imperatore Ludovico III, il cui regno non durò così a lungo, dal momento che nel 903 le cronache raccontano di un ritorno dei conti al potere sotto il nuovo governo del re Berengario.

Siena si ritrova nel X secolo al centro di importanti vie commerciali che portavano a Roma e, grazie a ciò divenne un'importante città medievale. Nel XII secolo la città si dota di ordinamenti comunali di tipo consolare, comincia a espandere il proprio territorio e stringe le prime alleanze. Questa situazione di rilevanza sia politica che economica, portano Siena a combattere per i domini settentrionali della Toscana, contro Firenze. Dalla prima metà del XII secolo in poi Siena prospera e diventa un importante centro commerciale, tenendo buoni rapporti con lo Stato della Chiesa; i banchieri senesi erano un punto di riferimento per le autorità di Roma, ai quali si rivolgevano per prestiti o finanziamenti.

Alla fine del XII secolo Siena, sostenendo la causa ghibellina (anche se non mancavano, le famiglie senesi di parte guelfa, in sintonia con Firenze), si ritrovò nuovamente contro Firenze: celebre è la vittoria sui fiorentini nella battaglia di Montaperti, del 1260, celebrata anche da Dante Alighieri. Ma dopo qualche anno i senesi ebbero la peggio nella battaglia di Colle Val d'Elsa, del 1269, che portò poi, nel 1287, alla ascesa del Governo dei Nove, di parte guelfa. Sotto questo nuovo governo, Siena raggiunse il suo massimo splendore, sia economico che culturale.

Dopo la peste del 1348, cominciò la lenta decadenza della Repubblica di Siena, che comunque non precluse la strada all'espansione territoriale senese, che fino al giorno della caduta della Repubblica comprendeva un terzo della toscana. La fine della Repubblica Senese, forse l'unico Stato occidentale ad attuare una democrazia pura a favore del popolo, avvenne il 25 aprile 1555, quando la città, dopo un assedio di oltre un anno, dovette arrendersi stremata dalla fame, all'impero di Carlo V, spalleggiato dai fiorentini, che cedette in feudo il territorio della Repubblica ai medici, per ripagarli delle spese sostenute durante la guerra. Per l'ennesima volta i cittadini senesi riuscirono a tenere testa ad un imperatore, che solo grazie alle proprie smisurate risorse potè piegare la fiera resistenza di questa piccola Repubblica e dei suoi cittadini.

Dopo la caduta della Repubblica i senesi, non volendo accettare la caduta della Repubblica, si rifugiarono in Montalcino, creando la Repubblica di Siena riparata in Montalcino, mantenendo l'alleanza con la Francia, che continuò ad esercitare il proprio potere sulla parte meridionale del territorio della Repubblica, creando notevoli problemi alle truppe degli odiati fiorentini. Essa visse fino al 31 maggio del 1559 quando fu tradita dagli alleati francesi, che Siena aveva sempre sostenuto, che concludendo la pace di Cateau Cambrèsis con l'imperatore Carlo V, cedettero di fatto la Repubblica agli odiati fiorentini.

Lo stemma di Siena è detto "balzana". È uno scudo diviso in due porzioni orizzontali: quella superiore è bianca, quella inferiore nera. Secondo la leggenda, starebbe a simboleggiare il fumo nero e bianco scaturito dalla pira augurale che i leggendari fondatori della città, Senio e Ascanio, figli di Remo, avrebbero acceso per ringraziare gli dei dopo la fondazione della città di Siena. Un'altra leggenda riporta che la balzana derivi dai colori dei cavalli, uno bianco ed uno nero, che Senio e Ascanio usarono nella fuga dallo zio Romolo che li voleva uccidere e con i quali giunsero a Siena. Per il loro presunto carattere focoso che, si dice, rasenta la pazzia, anche i senesi sono definiti spesso "balzani".

Altre informazioni si possono trovare su IMBD, Database Internazionale sui film.

Siena ha una lunga tradizione culinaria, dovuta forse anche alla ricchezza del periodo medievale e alla presenza di numerose osterie e punti di ospitalità lungo la via Francigena.

Negli ultimi decenni c'è stata anche una ricerca di antichi piatti medievali, come in molte zone dell'Italia centrale.

Alcune notizie relative al "tiramisu", individuano in Siena la città dove questo sarebbe stato inventato anche se la "paternità" è contesa con il Veneto. La realizzazione di questo piatto sarebbe dovuta al banchetto organizzato in onore del Granduca Cosimo III de' Medici in occasione della sua visita (fine del XVII secolo).

Numerose iniziative ricorrenti nel territorio della provincia consentono un approccio diretto con le specialità della tradizione culinaria locale. In tal senso sono significative, per originalità, le serate gastronomiche allestite ogni anno nel periodo estivo da alcune delle Contrade partecipanti al Palio di Siena (gli esempi più rilevanti sono il "Bao bello chef", in programma a metà luglio nella Contrada del Bruco; la "Settimana Gastronomica" organizzata dalla Contrada della Tartuca a metà giugno; il "Mangiaebevi" che gli fa seguito nella Contrada della Torre; la "Pania", della Contrada del Nicchio; la "Sagra del Braciere", a fine agosto nella Contrada della Selva); le sagre organizzate in alcuni piccoli comuni ("Sagra del Fungo", in settembre a Pievescola; "mostra del Tartufo bianco", a novembre nelle Crete senesi; "Festa delle Castagne", ancora in una contrada - la Selva - in novembre); alcune iniziative che hanno per protagonisti i cuochi dei ristoranti ("Girogustando", in febbraio e marzo a Siena e in provincia).

Le attività principali sono il turismo, i servizi, l'agricoltura, l'artigianato e l'industria leggera.

Il turismo è sicuramente un'attività trainante, data la fama di Siena e il numero di turisti che questa attira. La visione di Siena come città-museo limita le presenza a visite giornaliere. Solo negli ultimi anni si sta cercando di costruire una serie di iniziative permanenti, allo scopo di attirare una presenza più costante e con periodi di permanenza superiori alle poche ore. La promozione turistica è affidata ad una Agenzia per il turismo, la Apt di Siena, competente su tutto il territorio provinciale tranne che sulla Valdichiana (affidata alla Apt Chianciano terme).

L'agricoltura conta 919 aziende per una superficie totale di 10.755 km2 per una SAU (Superficie Agricola Utile) di 6.954 km2, cioè circa 1/30 della superficie totale del territorio comunale (dati ISTAT relativi al V Censimento agricoltura 2000).

L'artigianato mantiene in carattere di "bottega" o di impresa familiare. Oltre alle attività classiche necessarie a qualunque città, si segnalano quelle legate al restauro e alle arti "maggiori": restauratori, decoratori, falegnami specializzati in mobili antichi.

Nella scia della tradizione antica, esistono ancora a Siena arti e mestieri considerati anacronistici in altre località: "lustrini" (lucidatori di mobili, specialmente antichi), pittori di icone, copiatori di opere pittoriche antiche, ricamatrici in stile senese (con temi classici senesi, come le cerve presenti negli intarsi del pavimento del Duomo).

Va detto che i confini di queste arti minori sono spesso sfumati e che molti artigiani spaziano in più campi o che alcuni artisti "maggiori" non disdegnano l'esercizio di artigianati minori.

L'industria non è molto sviluppata, ma esistono realtà importanti.

Il centenario Istituto Sieroterapico Achille Sclavo, ora di proprietà americana e sotto altro marchio,(Novartis Vaccines) produce vaccini e occupa circa mille persone. È l'industria capofila di una serie di piccole attività correlate all'industria farmaceutica: strumentistica, servizi, trasporti speciali.

Parallelamente è in fase di sviluppo l'industria biotecnologica, sostenuta da iniziative miste tra il settore pubblico e quello privato. Questo sta sostenendo e sviluppando fortemente la ricerca scientifica sia nell'Università che nelle industrie e attività private (vedi sotto).

L'industria dolciaria è una delle più importanti tra quelle tradizionali, a causa delle numerose specialità locali. Fra le tante, particolarmente conosciuti ed apprezzati sono i caratteristici ricciarelli dolcetti tipici a base di pasta di mandorle, il conosciutissimo panforte, e i cavallucci. Noto è anche il panpepato, un dolce a base di miele, mandorle e pepe, diffuso in una zona che va tra la Toscana e l'Umbria. Tutte sono commercializzate sia industrialmente che artigianalmente nelle diverse pasticcerie cittadine.

Altre specialità stagionali sono il castagnaccio e il pan de' Santi (o pan co' Santi) tradizionalmente preparato nelle settimane precedenti la festività di Ognissanti, il 1 novembre.

Un altro settore di lunga tradizione è quella della produzione di elettrodomestici, che occupa circa seicento persone.

La ricerca ha gli stessi problemi legati a livello nazionale alla scarsità di investimenti. Il sostegno pubblico e la presenza dell'Università mantengono la ricerca a livelli più alti della media, anche se, a volte, in ambiti scarsamente innovativi.

C'è da alcuni anni un'attenzione maggiore alle biotecnologie e alla ricerca ad esse collegata da parte della banca locale (vedi sotto) che sta finanziando e sostenendo aziende di ricerca pura e servizi di "startup" per la creazione di nuove attività nel settore.

La creazione di una rete di infrastrutture sta cercando di sviluppare un settore altamente qualificato e competitivo, integrandolo in modo "ecologico" in un territorio conosciuto per il paesaggio naturale e antropizzato. Si sta quindi cercando di indirizzare un nuovo sviluppo della città in direzioni "sostenibili". gli investimenti pubblici, a partire dagli anni 2000, sono stati concentrati sulla Siena Biotech, azienda creata con la funzione di creare un volano locale in questo settore e di trainare un indotto di piccole aziende più o meno strumentali. Non secondari, in questo contesto, gli importanti trascorsi dell'industria farmaceutica in terra senese, in particolar legati al nome di Achille Sclavo ed all'istituto sieroterapico che ne prese poi il nome, rilevato sul finire del XX secolo dal gruppo Marcucci, poi da Chiron e quindi dalla multinazionale Novartis, che tutt'ora vi mantiene un importante insediamento produttivo specializzato nella produzione di vaccini.

In questo settore, le attività più importanti sono quelle legate alla banca Monte dei Paschi di Siena.

Vi sono inoltre importanti presenze dell'Università degli studi e dell'Azienda ospedaliera, che impiegano migliaia di persone e servono un bacino di utenza molto più esteso del già largo territorio provinciale. La loro presenza è importante anche dal punto di vista della ricerca scientifica e medica. Nel territorio sussiste una densa rete di microimprese (poco meno di diecimila) attive nel commercio e nel turismo.

Siena è stata cablata con fibra ottica negli ultimi dieci anni. Interessata come prima città in Italia al Progetto Socrate della Telecom, la cablatura permette di ricevere, nelle abitazioni del territorio comunale, il segnale televisivo tramite cavo. La cablatura, realizzata da società private in collaborazione con il Comune, ha consentito di realizzare una stazione pubblica civica (Canale Civico Senese) che trasmette solo via cavo informazioni utili e notizie locali e consente l'accesso a Internet a banda larga in ogni abitazione. Nel 2007 tuttavia la stazione è stata privatizzata, separando la parte tv da quella internet. La cablatura si sta attualmente estendendo ai maggiori centri della provincia attraverso un'altra società costituita ad hoc (terre cablate).

Siena è collegata all'Autostrada del Sole a nord con il Raccordo autostradale Firenze-Siena fino al casello di Firenze Certosa, a sud con il Raccordo Siena-Bettolle fino al casello Valdichiana. Siena è poi attraversata da altre strade importanti fra cui la ex Strada Statale 2 Via Cassia che congiunge Firenze e Roma passando per Siena e Viterbo, la Strada Statale 223 di Paganico che unisce la città con la costa tirrenica e Grosseto e, infine, la Strada Statale 73 Senese Aretina che insieme alla precedente costituisce un fondamentale tratto della S.G.C. Due Mari Grosseto-Fano (entrambe le strade sono interessate da lavori, in parte completati, per il raddoppio delle corsie e l'adeguamento agli standard di una superstrada). La zona urbana è servita dalla Tangenziale Ovest di Siena che unisce il centro cittadino con le strade sopracitate. Negli ultimi anni si è sviluppato il trasporto pubblico su gomma ed esistono linee di autobus verso tutte le maggiori destinazioni italiane (Roma, Milano, Napoli, Bari e la Puglia, la Sicilia) principalmente a causa della forte presenza di studenti fuori sede che frequentano la locale Università.

Siena è servita da due stazioni: Siena e Siena Zona Industriale. È collegata con una ferrovia a binario unico a Chiusi a sud e ad Empoli (e Firenze) a nord; è collegata anche a Grosseto con la Ferrovia Siena-Monte Antico-Grosseto. Tuttavia Siena è interessata da traffico ferroviario regionale ma non da quello a livello nazionale per il quale è necessario fare scalo a Firenze per il nord, o a Chiusi e Grosseto per il sud.

L'aeroporto di Siena-Ampugnano è interessato prevalentemente da traffico di aviazione generale e commerciale di aerotaxi. I principali impianti aeroportuali internazionali o intercontinentali più vicini alla città sono invece Firenze (circa 80 km), Pisa (circa 160 km) e Roma-Fiumicino (circa 270 km).

Siena ha una lunga tradizione nella pallacanestro e nel calcio. Sport diffusi sono anche il rugby, il nuoto, la scherma e l'atletica leggera. È importante sottolineare come alcune società sportive cittadine siano state fondate sul finire dell'Ottocento e per questo possano essere ritenute in assoluto tra le più antiche di tutta Italia.

Questa è una breve lista degli impianti sportivi principali. Sono aperte al pubblico anche le palestre delle scuole comunali, alcuni bocciodromi e numerosi campi di calcio e di tennis nei vari quartieri. Una lista completa degli impianti sportivi pubblici e privati può essere trovata sul sito del Comune di Siena a questo collegamento.

L'Associazione Calcio Siena (denominata anche "Robur") fu fondata nel 1904 e ha assunto l'attuale nome nel 1908. Partecipa attualmente al campionato nazionale di calcio di serie "A" dalla stagione 2003-2004.

La "Mens Sana Basket" è la società sportiva più vecchia di Siena e partecipa al campionato di pallacanestro di serie "A1". Nella stagione 2003-2004 ha vinto il campionato nazionale, ripetendosi nel 2006-2007 e nel 2007-2008: nella sua bacheca trovano posto anche tre Supercoppe di Lega e una Coppa Saporta. L'anno di fondazione della società Mens Sana è il 1871. Nella stessa società, la "Polisportiva" organizza attività soprattutto per i bambini, per il Jūdō, il pattinaggio e la stessa pallacanestro.

Come in buona parte d'Italia, anche a Siena il calcio è praticato diffusamente, anche a livello dilettantistico. Sono numerosi i tornei di questo tipo che si svolgono durante l'inverno.

Altrettanto diffusa, al contrario di altre aree italiane, è la pratica amatoriale della pallacanestro, sia a puro livello dilettantistico che a livello semi-professionistico. Oltre alla squadra della Mens Sana, esistono altre società che partecipano ai campionati nazionali maschili, due cittadine, l'Associazione Sportiva Costone Basket e la Virtus Siena, e una in provincia, la Colle Basket di Colle Val d'Elsa. Il Costone Basket ha anche una squadra femminile che partecipa ai campionati nazionali.

Attivo è anche il CUS (Centro Universitario Sportivo) che partecipa ai campionati nazionali con una squadra femminile di pallavolo e con una squadra maschile e 3 squadre giovanili(under 19, 17 e 15) di rugby.

Diffusa anche la pratica dell'equitazione, della scherma, del pattinaggio e dell'hockey a rotelle.

Le Contrade hanno anche dei gruppi sportivi che partecipano ai vari tornei amatoriali cittadini e provinciali.

Il 2 luglio e il 16 agosto a Siena, in Piazza del Campo, si svolge il tradizionale Palio, una corsa di cavalli montati a pelo (cioè senza sella) tra le diverse contrade di Siena che monopolizza l'attenzione della città per diversi giorni; questo è dato dal fatto che il palio non è esclusivamente una manifestazione storica o la rivisitazione di un'antica giostra medievale, ma è l'espressione dell'antichissima e radicata tradizione senese. Il palio è ben lungi dall'essere una manifestazione che si possa gabellare in "pochi giorni", ma è il frutto di un'accurata e maniacale organizzazione da parte delle contrade cittadine, che conducono un'intensa vita sociale ed associativa durante tutto l'arco dell'anno.

Il Palio richiama anche molti turisti ed è seguito in diretta da molte televisioni.

Collegata al Palio è una viva polemica da parte delle associazioni di animalisti che ritengono la corsa estremamente rischiosa per la vita dei cavalli. Anche a causa di queste pressioni dell'opinione pubblica, negli ultimi anni il Comune ha moltiplicato gli sforzi per garantire un livello di sicurezza e di supporto veterinario del più alto livello.

A Siena comunque il cavallo è tenuto in grande cura e allenato per tutto l'anno. Durante le 96 ore del Palio, visto che questi è l'unico in grado di portare il "cencio" (il riconoscimento della vittoria) nel rione: è il cavallo che rappresenta la contrada tramite la spennacchiera (la coccarda con i colori della contrada posta sulla fronte dell'animale) e non il fantino. È il cavallo che vince il Palio anche "scosso" (cioè senza il proprio cavaliere). A Radicondoli esiste anche un pensionato per tutti i cavalli da Palio che non possono più correre per infortuni o per anzianità. Un'ultima nota per far comprendere la venerazione dei senesi per questo animale: non si dimentica il nome di un solo cavallo che abbia partecipato alla corsa e ai più vittoriosi si dedicano tombe dove i contradaioli possono rendere gli onori a questi corridori scomparsi (ad esempio la tomba di Brandano, un mitico cavallo del recente passato di Siena).

In modo simile alle altre città toscane, il volontariato a Siena si esplica in due principali associazioni di assistenza: l'Arciconfraternita della Misericordia e la Pubblica Assistenza. Le due associazioni forniscono servizi di ambulanza e pronto intervento e supportano e si coordinano con la Protezione Civile quando necessario. Esiste inoltre un largo numero di altre associazioni ed iniziative per le attività più diverse: assistenza ai malati, inserimento degli immigrati, sostegno ai diversamente abili.

Per i siti Web ufficiali di ogni singola Contrada, vedi sotto alle singole voci nella tabella di navigazione.

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Contrada di Siena

I cavalieri delle Contrade soppresse con Palafreniere

Nella città toscana di Siena, si chiama Contrada ognuna delle diciassette suddivisioni storiche della città all'interno delle mura medievali.

Esistono diciassette Contrade nella città di Siena e ognuna di esse mantiene da secoli i propri organismi rappresentativi eletti democraticamente in forma autonoma e indipendente. Le Contrade sono enti senza fine di lucro e sono considerate legalmente persone giuridiche.

Anticamente ci si riferiva, a Siena, alle contrade nell'accezione di rioni e questo ha causato differenti interpretazioni del numero delle Contrade intese come enti. È certo che "contrate" esistessero anche nel XIII secolo, ma con funzioni ben diverse da quelle attuali e conviventi con altri organismi (ad esempio, le Compagnie militari) che in seguito sarebbero in qualche modo "confluite" nelle Contrade. Il numero delle Contrade moderne è stato, secondo le cronache, al massimo di 23. In aggiunta alle Contrade ancora esistenti, si ha notizia storica di altre sei, chiamate "contrade soppresse": Gallo, Leone, Orso, Quercia, Spadaforte, Vipera. Nel XVII secolo queste andarono lentamente estinguendosi per carenze organizzative, non partecipazioni alla vita pubblica e così via. Il loro territorio fu inglobato dalle Contrade confinanti e di loro rimane traccia negli stemmi di alcune Contrade attuali. La leggenda secondo la quale queste fossero state sciolte per legge a causa dei disordini causati in un Palio del 1675 è priva di fondamento documentale. La stessa Aquila mancò dalla vita pubblica per quasi un secolo rischiando l'estinzione; quando fu riammessa alla partecipazione alle feste (1719), tra le proteste delle contrade confinanti che nel frattempo se ne erano spartite il territorio, venne stabilito il principio secondo il quale da quel momento non era più possibile costituire nuove Contrade. Nel 1929 la richiesta di costituzione di una nuova Contrada da parte degli abitanti di uno dei primi quartieri fuori le mura storiche di Siena, nella zona di San Prospero, fu respinta in base al principio stabilito nel Settecento.

Appartengono ad una Contrada i nativi del territorio stabilito dalla Nuova divisione dei confini delle Contrade di Violante Beatrice di Baviera, gli abitanti e i discendenti degli appartenenti ad una Contrada. In alcuni casi, la partecipazione alla vita della Contrada è estesa per Statuto a quelli che potremmo definire simpatizzanti o contradaioli elettivi che, pur non essendo nativi della Contrada, per legami diversi partecipano alle attività della Contrada. I Protettori sono coloro che, avendone titolo in quanto appartenenti, sostengono la Contrada economicamente.

Ogni Contrada è organizzata in modo analogo. Tutte hanno le proprie Costituzioni o Statuti che stabiliscono le finalità e gli ambiti di intervento della Contrada nella comunità di riferimento (il rione e chi lo abita), indicano le responsabilità di ogni organismo, regolano i meccanismi elettivi.

Il Priore (detto Governatore nell'Oca e Rettore nel Bruco) è paragonabile a un Presidente del Consiglio della Repubblica italiana: gestisce la vita amministrativa della Contrada durante tutto l'anno, decide insieme ai consiglieri su iniziative sia amministrative che di svago, rappresenta la Contrada nelle manifestazioni ufficiali intra-contradaiole, mantiene i rapporti ufficiali con le altre Contrade e ne decide la loro direzione. Il nome è una reminescenza dell'organizzazione ecclesiale (le compagnie laicali) a cui la Contrada si appoggiava nel XVII e XVIII secolo.

Il Seggio (detto anche Sedia o Deputazione) è paragonabile al Consiglio dei Ministri della Repubblica italiana: i Consiglieri di Seggio (o Deputati) coordinano il lavoro del Priore, lo consigliano, ne eseguono le decisioni, prendono decisioni a loro volta nella loro sfera di competenza. Le assegnazioni dei Consiglieri di seggio variano da Contrada a Contrada così come variano i "ministri" dei Governi di Stati differenti. Esistono vicarii ("Vice-Presidenti del Consiglio"), addetti ai beni immobili, camarlenghi, addetti ai Protettori, addetti alla chiesa ecc.

Il Consiglio di Seggio con i suoi appartenenti, può essere paragonato a un Parlamento: approva o rigetta l'operato del Seggio, lo indirizza e viene chiamato a pronunciarsi su questioni che, per importanza, richiedono una disussione più ampia nella Contrada.

Alla base di tutto esiste l'Assemblea Generale del popolo. Il principio-guida è che l'Assemblea è sovrana. Non esiste decisione che non possa essere ribaltata dall'Assemblea e, nel caso fosse troppo tardi per tornare sui propri passi, il responsabile di una decisione non approvata può essere sfiduciato in qualsiasi momento. L'assemblea si svolge in media con periodicità bimensile ma, in momenti di particolare attività, può essere convocata anche più volte in un mese. La convocazione avviene tramite affissione di avvisi alla sede della Contrada. Nel giorno dell'assemblea la bandiera della contrada viene esposta alla sede e la campana della chiesa chiama il popolo all'ora prestabilita. In alcune Contrade l'assemblea si svolge ancora nella Chiesa della Contrada.

All'interno dell'organizzazione civile della Contrada esistono altri gruppi e consigli interni dedicati ad attività specifiche: il Gruppo Donne, il Gruppo Giovani, il Gruppo Piccoli, il Consiglio di Società. Mentre i primi tre si occupano di organizzare svaghi e avvicinare alla Contrada i rispettivi gruppi destinatarî, l'ultimo è il consiglio d'amministrazione della Società di Contrada, una sorta di club privato, con sale, giardini, spazi comuni, bar e (spesso) discoteca frequentato durante tutto l'anno dai contradaioli e dagli abitanti del rione come punto di ritrovo. Va inoltre ricordato che tutte e diciassette le Contrade senesi hanno in varie epoche fondato un autonomo Gruppo Donatori di Sangue, il cui scopo è quello di rinsaldare maggiormente il vincolo di consanguineità dei Contradaioli. Qualora un Contradaiolo si trovi nel bisogno di ricevere sangue, troverà sempre persone disposte ad aiutarlo. A Siena circolano svariati aneddoti su donazioni di sangue fatte in momenti di bisogno a persone appartenenti a Contrade rivali. Segno che la cavalleria regna sovrana quando si tratta di cose serie.

Accanto all'organizzazione civile della Contrada, esiste un'organizzazione militare. Se le Contrade hanno ereditato l'organizzazione delle Compagnie Militari quando l'esercito della Repubblica fu sciolto dopo il 1555, il Palio è la guerra fra Contrade. Le cariche ufficiali correlate al Palio possono essere paragonate a cariche militari. Il Capitano è il responsabile della conduzione della Contrada per gli affari di Palio e nel periodo di Palio, come un tiranno o un comandante militare supremo. Anche lui una volta scelto può essere criticato, ma di eventuale sfiduciamento si parla sempre e soltanto dal 17, intendendo il giorno successivo al secondo Palio dell'anno, il 17 agosto, quando la stagione paliesca è passata e la Contrada ritorna alla vita civile. Il Capitano è affiancato da uno o più collaboratori detti Mangini o Tenenti, di sua esclusiva nomina, e da un Mangino del Popolo nominato dall'Assemblea che ha due compiti principali: quello di controllare l'operato del Capitano a nome del Popolo e di riportare all'Assemblea (come un'Authority moderna); e quello di coadiuvare fattivamente il Capitano stesso.

Il Capitano nomina personalmente e sotto la sua responsabilità tutte le persone dedicate alla gestione del Palio: barbaresco, addetti di stalla, veterinario, maniscalco.

Anche per i meccanismi elettivi, tutte le Contrade si basano sugli stessi principi. Esistono comunque differenze formali evidenti ma che non cambiano il principio democratico. Tutte le cariche sono elettive e soggette a votazione in media ogni due anni. La carica di Capitano è spesso soggetta a riconferma annuale. Le votazioni avvengono su lista unica compilata da una commissione elettorale votata allo scopo in Assemblea. L'elettore può approvare il nome proposto per ogni carica o cancellarlo, cassarlo; in quest'ultimo caso può indicare un nome alternativo. Prima delle elezioni in molte Contrade è possibile proporre una lista di minoranza, alternativa a quella proposta dalla commissione elettorale. In questo caso gli elettori potranno scegliere una delle due liste o proporre nomi alternativi. Questa situazione è estrema e delinea una profonda spaccatura interna; si verifica molto di rado. Risultano eletti tutti coloro che raggiugono il 50% dei voti più 1. La nomina è personale, non di lista e gli eventuali candidati non eletti non invalidano l'elezione degli altri componenti della lista.

La Contrada intrattiene rapporti ufficiali sia con lo stesso Comune di Siena che con altri enti locali senesi e non.

I Priori delle Contrade sono riuniti in un organismo chiamato Magistrato delle Contrade che si riunì per la prima volta nel 1905 nella Chiesa di San Cristoforo, nella Contrada Priora della Civetta che deve il suo titolo proprio da questo evento. È molto discusso se al giorno d'oggi questo organismo estrinsechi appieno le sue potenzialità o se si limiti a una gestione di basso profilo, bloccato da veti incrociati sugli argomenti più delicati della vita contradaiola odierna. Uno dei documenti prodotti negli ultimi anni da questo organismo ha avuto una notevole rilevanza sia nella vita contradaiola interna sia in alcuni aspetti esteriori del Palio. Si tratta del Rituale Contradaiolo (vedi collegamenti esterni) che stabilisce una serie di norme (ad es., tempi e luoghi di esposizione della bandiera della propria Contrada alla propria abitazione) che sono state adottate in pieno dalla popolazione contradaiola.

L'attività del Consorzio consiste in pratica nella tutela legale dei diritti di copyright su tutto quello che è l'iconografia storica delle Contrade e in quella dell'immagine del Palio e delle Contrade stesse intervenendo nei casi in cui se ne ravvisino "distorsioni" o addirittura plagi e diffamazioni.

Ogni Contrada, in quanto organismo autonomo, intrattiene anche rapporti ufficiali con altre comunità italiane, in alcuni casi formalizzate da gemellaggi ufficiali. L'Aquila è gemellata con la città dell'Aquila, la Chiocciola con Venezia (via San Marco è il centro del suo territorio e la Società della Contrada è denominata San Marco) e con Campione d'Italia (per via dello stemma in comune), la Giraffa con Grosseto (per via dei colori bianco e rosso in comune), l'Istrice con Perugia, la Lupa con Roma (per via dello stemma), l'Oca con Trieste, l'Onda con Talamone, la Pantera con Lucca (per via dello stemma), la Selva con Cuneo, la Tartuca con Trento.

La festa titolare è la celebrazione del Santo patrono della Contrada. In ognuna, lo schema tradizionale è lo stesso.

La festività viene spostata alla domenica infraottava (la domenica successiva) al giorno dedicato al Santo patrono. Correntemente, solo una Contrada, la Chiocciola mantiene la festa nel giorno di Santi Pietro e Paolo (29 giugno), facilitata in questo dalla concomitanza con l'inizio delle festività del Palio.

La sera precedente nella chiesa della Contrada viene celebrato il mattutino. Nelle strade del rione si svolgono giochi, fiere e intrattenimenti che attirano numerosi visitatori nelle strade. Nel giorno della celebrazione, la "comparsa", un numeroso gruppo di giovani e meno giovani alfieri e tamburini vestiti con i costumi della Contrada, lascia il rione di primo mattino per il "giro". Durante tutta la giornata si visiteranno tutte le altre Contrade "consorelle" eccetto le contrade avversarie. Alcune contrade mantengono la tradizione di visitare uno per uno i propri "protettori" residenti all'interno delle mura per effettuare sotto le loro finestre la "sbandierata" di omaggio. Nelle Contrade alleate e presso alcuni protettori viene offerto un rinfresco. Lo sfilare dei figuranti seguiti dai contradaioli che intonano cori attraverso la città nelle domeniche primaverili ed estive, affascina spesso i turisti che pensano ad uno spettacolo allestito per loro piuttosto che a una celebrazione "interna".

Nello stesso giorno, di norma, il Priore della contrada battezza i nati durante l'anno. Non si tratta di un battesimo religioso bensì di un battesimo laico, che ha lo scopo di "sacralizzare" l'appartenenza perpetua alla propria contrada. È un'usanza relativamente recente (1947) che ha trovato terreno fertile ed ha assunto piena cittadinanza tra le tradizioni senesi. I giovani e gli adulti mai battezzati in precedenza sono ammessi al rito. Ogni contrada ha creato, nella seconda metà del XX secolo una "fontanina battesimale" nel territorio del rione.

A fine giornata, il popolo della Contrada e la comparsa terminano il "giro" ritrovandosi di norma in Piazza del Campo per effettuare il "rientro" nel rione, una sfilata finale che conclude le celebrazioni.

È da tempo usanza di organizzare un'intera settimana di festeggiamenti subito prima o subito dopo il giorno della celebrazione, con cene (di solito nelle strade del rione), ritrovi per i più piccoli e divertimenti più svariati. A confronto con le occasioni di svago e di ritrovo dei nostri giorni, questi festeggiamenti hanno, a volte, un sapore "antico" e un po' naif anche se, in realtà, le attività che vengono organizzate non sono dissimili da quelle svolte in qualsiasi città di popolazione analoga a Siena durante feste di quartiere.

Le Contrade competono due volte all'anno nella corsa del Palio. Pur non essendo l'unica finalità dell'ente-Contrada, il Palio è il momento più pubblico e appariscente della vita annuale delle Contrade e del loro popolo.

In base al Regolamento del Palio, la Contrada è tenuta al partecipare al Palio se non vi ha fatto rinuncia. Nei secoli passati il meccanismo era opposto: la Contrada si doveva iscrivere per partecipare.

La partecipazione al Palio è definita da una sequenza di operazioni ufficiali (l'estrazione a sorte delle Contrade, la tratta ovvero l'assegnazione a sorte dei cavalli, le prove, la segnatura dei fantini, ovvero la loro ufficializzazione da parte delle Contrade il giorno della corsa) guidate e gestite dall'Amministrazione Comunale, accompagnate da celebrazioni (il trasporto del Palio nella Chiesa di Provenzano, per il Palio del 2 luglio, o in Duomo, per il Palio del 16 agosto, la messa del fantino), rituali ufficiali e non, che culmina nella Corsa del Palio al termine del corteo storico in Piazza del Campo.

Il Masgalano è il premio che viene assegnato alla Contrada i cui rappresentanti effettuano la migliore comparsa durante il corteo che in Piazza del Campo precede la corsa del Palio.

Le contrade che vincono il Palio di luglio e quello di agosto festeggiano in modo fastoso le vittorie verso la fine di settembre e agli inizi di ottobre. Nei rari casi in cui la stessa contrada partecipi e vinca entrambi i Palii di un anno, si dice che questa abbia fatto "cappotto" e in questo caso i festeggiamenti saranno ancora più sfarzosi. Questo evento si è verificato l'ultima volta nel 1997 ad opera della Giraffa. Nel caso di Palii straordinari nel mese di settembre, la contrada vittoriosa festeggia di solito nella primavera dell'anno successivo.

In ogni caso, dopo la vittoria, la contrada organizza un numero di cene pari al numero di vittorie conseguite fino ad allora, senza soluzione di continuità. Queste cene sono, come tutte le attività contradaiole, autogestite e gli appartenenti alla contrada si alternano nell'organizzazione di questi ritrovi. Alle cene partecipano sia i contradaioli che gli ospiti, invitati sia a livello ufficiale che a livello personale. In questo periodo di festeggiamenti, i contradaioli colgono l'occasione per ritrovarsi e organizzare i festeggiamenti finali, composti dalla cena della vittoria e da una successiva settimana di ulteriori festeggiamenti. Nei primissimi giorni successivi alla conquista del Palio, questo viene portato trionfalmente in giro attraverso la città, con tamburi e bandiere, per sottolineare la gioia e continuare gli sfottò ai danni dell'avversaria e dei perdenti.

Alla cena della vittoria partecipano tra i circa duemila commensali, nei casi delle contrade meno numerose, e i cinquemila ed oltre, nei casi di contrade popolose. Dati i numeri, in questi casi l'organizzazione viene spesso affidata a società di catering, anche perché tutti i contradaioli desiderano godersi la giornata di celebrazioni. La cena si svolge ovviamente nella piazza più grande del rione, e gli addobbi sono particolarmente curati. Ovunque spiccano i colori della contrada, dalle decorazioni urbane all'apparecchiatura dei tavoli. Durante la giornata di celebrazioni, vengono consegnati regali e ricordi ai principali artefici della vittoria, dal Capitano al fantino. Alla cena, in posizione d'onore, partecipa anche il cavallo vittorioso. Durante la cena, che si protrae a lungo, le contrade alleate e amiche intervengono con figuranti in "montura" che portano un regalo in segno di amicizia. Ad esempio, bandiere della contrada celebrante cucite a mano, damigiane di vino che verranno usate nei giorni successivi, vassoi in argento cesellato.

Nei giorni successivi alla cena della vittoria, e di solito fino al sabato successivo, si svolgono i "cenini" a tema: cena delle donne, cena dei bambini, cena degli uomini, cena degli avanzi (il lunedì successivo) ecc.

Durante tutto l'inverno, vengono organizzate cene nella ricorrenza mensile della vittoria (il 2 o il 16 del mese).

Prima di riconsegnare il piatto che sovrasta il Palio, nel mese di maggio, la contrada celebra la chiusura ufficiale dei festeggiamenti, con un pranzo durante il quale tutti i commensali mangiano del riso servito da tale piatto.

A Siena esiste un "capodanno" particolare, quello contradaiolo. È solo una data simbolica e cade il 1º dicembre, per il Santo Patrono di Siena, Sant'Ansano. In questa data le contrade organizzano di solito un "Banchetto annuale", spesso in qualche località nei dintorni della città. È un ritrovo molto privato, in cui il numero dei partecipanti rappresenta il "nucleo" della comunità contradaiola.

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Source : Wikipedia