Sesto Fiorentino

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Tags : sesto fiorentino, toscana, italia

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Sesto Fiorentino

Panorama di Sesto Fiorentino

Sesto Fiorentino è un comune italiano di 46.226 abitanti della provincia di Firenze in Toscana.

Il più antico insediamento umano nella piana fiorentina risale al Mesolitico (circa 9.000 anni orsono), ma solo nel Neolitico (da 6.100 a 5.000 anni fa circa) si hanno evidenze archeologiche di un diffuso popolamento, con villaggi ove si praticavano attività agricole e pastorali. È attestato altresì un impianto con le più antiche fornaci per la cottura della ceramica.

Un incremento demografico risale alla fine del III millennio a.C.; ad esso corrisponde un forte impatto tra uomo e ambiente, con opere di disboscamento per ricavare spazi utili. Il maggiore popolamento umano sembra essere collegato anche alla presenza, in zone limtrofe di rame nativo, utilizzato dalle comunità dell'età del Rame e della successiva età del Bronzo. Durante la media età del Bronzo (metà del II millennio a.C.) le comunità iniziano ad impiantare insediamenti non solo nella piana, ma anche sui rilievi circostanti. Intorno al VII secolo a.C. iniziò la presenza del popolo etrusco,che in zona si dedicò molto alle bonifiche della piana circostante. A quel periodo risalgono la Tomba della Montagnola e la Tomba della Mula.

Il primo nucleo abitativo avvenne in epoca romana lungo l'antica via consolare verso Pistoia e Lucca al Sextus ab urbe lapis; di quell'epoca sono ancora evidenti la centuriazione della campagna. Che il luogo fosse frequentato si capisce anche dai toponimi della zona: Terzolle, Quarto, Quinto, Sesto e Settimello.

Al basso medioevo risalgono le prime chiese, fra le quali acquistò subito importanza la Pieve di San Martino. Il territorio di Sesto fu feudo dei Vescovi fiorentini, ai quali il popolo sestese si rifiutò di pagare le esose gabelle e fu pertanto scomunicato. Successivamente fu parte della Repubblica fiorentina nella quale era capoluogo di una delle leghe del contado. Maggiore sviluppo si ebbe nel Rinascimento per effetto delle bonifiche della piana.

Nel 1735 il marchese Carlo Ginori fondò la Manifattura di Doccia, una delle prime fabbriche di porcellane dell'intera Europa, che portò un notevole sviluppo economico. Nel Referendum del 1860, su 2708 votanti, ben 2622 si dichiararono favorevoli all'annessione al Regno d'Italia. Sesto fu al centro delle lotte operaie della fine dell'Ottocento e nel 1897 elesse alla camera il secondo deputato socialista della storia d'Italia, Giuseppe Pescetti. Il 5 maggio 1898 (e i fatti sono narrati anche da Palazzeschi nel suo Metello) il popolo si rivoltò contro la tassa sul macinato (la rivolta era partita dalle trecciaiole che lavoravano a cottimo la paglia per conto terzi) provocando l'intervento della polizia che sparò sulla folla uccidendo numerosi manifestanti noti come i "Martiri dei moti di 5 maggio 1898". Nel 1899 fu il primo comune toscano ad avere un sindaco socialista, Pilade Biondi.

La bonifica della piana riprese in epoca fascista, con decreto ministeriale del 12 luglio 1930. Nel secondo dopoguerra il territorio di Sesto Fiorentino è stato oggetto di una veloce espansione urbanistica e di un notevole sviluppo economico.

Nei colli di Sesto furono edificate nel tempo numerose ville, villini e parchi, da ricchi e aristocratici fiorentini.

Dagli anni cinquanta è passato sotto la proprietà dello Stato.

Ospita infine vari laboratori interdipartimentali (tra i quali il laboratorio di cristallografia strutturale, presso il Dipartimento di Chimica) e due enti di ricerca finanziati direttamente dall'Unione Europea di cui uno di area prevalentemente chimica, il CERM ("Centro Europeo di Risonanze Magnetiche nucleari", diretto dal prof. Ivano Bertini, ordinario di Chimica Generale presso la Facoltà di Scienze MMFFNN) e uno a carattere interdisciplinare, il LENS ("Laboratorio Europeo di Spettroscopie Non-lineari", diretto dal prof. Roberto Righini, ordinario di Chimica Fisica presso la facoltà di Ingegneria).

A Sesto Fiorentino, il Teatro La Limonaia offre interessanti rappresentazioni teatrali. All'interno si trova la Scuola Internazione di Teatro Intercity, nata venti anni fa. La scuola rilascia, a fronte di un corso biennale, il diploma riconosciuto di recitazione.

Sesto Fiorentino è rappresentato nel campionato italiano di baseball di Serie B, dal Padule Baseball. La società vanta numerosi successi sopratutto in campo giovanile e la prima squadra ha partecipato a due campionati italiani di Serie A2, nel 2005 e nel 2006.

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Strage del collegino di Sesto Fiorentino

La strage del collegino di Sesto Fiorentino fu un atroce atto di guerra, avvenuto nella allora frazione di Colonnata l'8 febbraio 1944: ne furono vittime 23 bambini e un giovane chierico.

Il "Collegino San Pietro" era nato nel 1943 per opera di una pia nobildonna locale, la marchesa Maria Teresa Pacelli Gerini (biscugina di papa Pio XII) che aveva messo a disposizione alcuni locali della propria villa per ospitare alcuni piccoli di famiglie indigenti in quei tempi calamitosi. La cura del piccolo collegio era stata affidata alla Congregazione di Don Orione ed il sostentamento dei giovani ospiti era assicurato, oltre che dalla nobildonna, da altri benefattori locali. Nei mesi successivi, il collegino era diventato anche luogo di appoggio della Resistenza locale, in particolare della banda di Lanciotto Ballerini.

La mattina dell'8 febbraio 1944, poco prima delle undici, suonò l'allarme aereo nella zona di Firenze. A quell'ora i bambini si trovavano in una scuola della vicina frazione di Quinto ed un giovane chierico, il ventunenne Teofilo Tezze, si preoccupò di andare a prendere i piccoli per ricondurli al collegino. Mentre il gruppetto si trovava lungo il muro di cinta della vecchia sede della Richard-Ginori, in quella che oggi è via delle Porcellane, una squadriglia di aerei alleati sganciò alcune bombe, le cui esplosioni centrarono in pieno i bambini ed il chierico in fuga. La deflagrazione fu talmente violenta da essere vista ed udita persino da Campi Bisenzio.

Si salvò solo un bambino del gruppo in fuga, fermatosi poco prima per allacciarsi una scarpa e rimasto indietro quel tanto necessario a salvargli la vita. Il recupero dei miseri resti, affidato ai pompieri della Richard-Ginori, durò quattro giorni: di tre bambini non fu trovato nulla e i riconoscimenti delle identità furono estremamente difficili. Il funerale delle 24 vittime si svolse il 13 febbraio nella chiesa di San Romolo a Colonnata; i partigiani, memori dell'aiuto ricevuto e compartecipi del terribile dolore, fecero in modo di far collocare un grosso mazzo di fiori di campo sulle bare delle piccole vittime.

I corpi delle vittime riposano in un monumento-sacrario nel Cimitero Maggiore di Sesto Fiorentino, realizzato dallo scultore locale Delio Granchi nel 1954 e ristrutturato dall'artista trenta anni dopo.

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Villa Paolina (Sesto Fiorentino)

La villa con il passaggio sospeso

Villa Paolina o Baldini-Doufur, si trova a Sesto Fiorentino (FI) in via di Castello 47. Deve il suo nome a Paolina Bonaparte, per la quale venne costruita e che vi soggiornò con il marito.

Anticamente apparteneva alla famiglia Petruzzi (o Petrucci), poi nel 1553 venne ceduta a Antonio Torrigiani, che possedeva altre ville nella zona. Nel 1659 fu acquistata da Benedetto Dragomanni e nel 1825 divenne di proprietà del Principe Camillo Borghese, che la fece ristrutture in onore di sua moglie Paolina.

Oggi si presenta come una delle più interessanti ville in stile compiutamente neoclassico. I lavori di ammodernamento ebbero luogo tra il 1826 e il 1831 su progetto di Antonio Carcopino e decorazioni di Giuseppe Bezzuoli e Francesco Pozzi, mentre le statue e i bassorilievi allegorici della facciata furono scolpiti da Aristodemo Costoli.

Attorno alla villa fu realizzato un vasto parco romantico all'inglese, secondo la moda dell'epoca, corredato anche da un giardino alla francese, con parterre, aiuole fiorite e conche con piante di agrumi. Tra le essenze arboree del parco ci sono cipressi, lecci e castagni.

Il terreno boscoso sul retro, l'odierno parco piantato a cipressi e lecci, si trovava tagliato dalla strada di Castello e notevolemnete rialzato, per cui venne ideato un passaggio a "calvalcavia" con una passerella in ghisa e legno, che unisce ancora oggi il bosco con il primo piano del retro dell'edificio. In questa parte si trovano una grotta artificiale, con concrezioni spugnose, un anfiteatro ed alcune statue in pietra serena.

Lo stato attuale della villa e del parco è trascurato.

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Stazione di Sesto Fiorentino

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La stazione di Sesto Fiorentino è il principale scalo ferroviario dell'omonimo comune ed è caratterizzata da un elevato traffico passeggeri sia verso Bologna che verso Firenze.

Dispone di quattro binari passanti. Il primi due sono i binari di corsa della direttissima Bologna-Firenze: il primo utilizzato dai treni diretti a Firenze Santa Maria Novella, il secondo da quelli diretti a Prato Centrale e a Bologna Centrale. Il terzo ed il quarto binario sono utilizzati dai treni percorrenti la linea lenta, rispettivamente da e per Prato e da e per Firenze.

Fermano solo treni regionali in quanto la stazione di Sesto Fiorentino si trova sulla linea a metà tra le più importanti stazioni di Prato Centrale e Firenze Santa Maria Novella, dove naturalmente si concentra il traffico maggiore. Infatti Sesto Fiorentino è uno dei comuni compresi all'interno dell' Area metropolitana Firenze - Prato - Pistoia.

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Source : Wikipedia