Sergio Castellitto

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Inviato da maria 25/04/2009 @ 02:12

Tags : sergio castellitto, attori e attrici, cinema, cultura

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Sergio Castellitto

Sergio Castellitto (Roma, 18 agosto 1953) è un attore e regista italiano di teatro e cinema.

Di famiglia originaria di Campobasso, frequenta l'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica senza terminarla ed esordisce ben presto in teatro, lavorando con registi importanti come Luigi Squarzina, Aldo Trionfo nel Candelaio (1981) ed Enzo Muzii nel Girotondo da Schnitzler (1985). Nel 1987 si sposa con Margaret Mazzantini, conosciuta recitando in Le tre sorelle di Cechov; da lei avrà quattro figli. Negli anni '90 ottiene successi nella fortunata commedia di Neil Simon A piedi nudi nel parco (1994) e nella pièce Recital su Derek Jarman (1995). Nel 1996 esordisce come regista teatrale con la pièce Manola, scritta e interpretata da Margaret Mazzantini e da Nancy Brilli. Nel 2004 porta in scena come regista e interprete un secondo testo teatrale della moglie, Zorro.

Nel cinema esordisce nel 1981 come semplice comparsa, e dopo alcuni film in cui ricopre ruoli di secondo piano, si segnala come protagonista di alcune opere prime realizzate da giovani registi; la sua prova migliore del primo periodo è in Sembra morto... ma è solo svenuto di Felice Farina, di cui scrive anche il soggetto e collabora alla sceneggiatura. Si fa conoscere al grande pubblico nelle commedie Piccoli equivoci di Ricky Tognazzi e Stasera a casa di Alice di Carlo Verdone, non disdegna ruoli di impegno come in La carne di Ferreri e L'ora di religione di Marco Bellocchio. Molto richiesto all'estero, lavora con una certa continuità in Francia.

Vince due Nastri d'Argento con Il grande cocomero della Archibugi e L'uomo delle stelle di Tornatore, nonché di un David di Donatello per Non ti muovere, tratto dall'omonimo romanzo della sua consorte Margaret Mazzantini e da lui anche diretto e sceneggiato. Non è stato questo, comunque, il suo esordio dietro la macchina da presa poiché nel 1999 aveva già diretto e interpretato una commedia grottesca, Libero Burro, che non ha ottenuto grandi accoglienze. Nel 2006 torna a recitare con Bellocchio nel film Il regista di matrimoni e lavora per la prima volta con Gianni Amelio nel film La stella che non c'è.

Sul piccolo schermo compare per la prima volta nel 1982, ma è dalla metà degli anni '80 che la sua presenza diventa costante. Ottiene grande successo di pubblico nelle tre serie Un cane sciolto dirette da Capitani, dove impersona con ottima aderenza fisica il personaggio di un giudice. Il trionfo arriva con le eccellenti interpretazioni e di straordinaria intensità emotiva di Fausto Coppi, Don Lorenzo Milani, Padre Pio ed Enzo Ferrari, ma conosce anche l'insuccesso, nel 2004, con l'interpretazione del commissario Maigret nella serie di due telefilm per Mediaset diretti da Renato De Maria, dove paga l'inevitabile confronto con le inarrivabili interpretazioni di due grandi artisti del passato, Jean Gabin e Gino Cervi.

Attore tra i più completi del panorama italiano, si dimostra incisivo in ruoli drammatici, ma si trova a proprio agio anche nella commedia - con preferenza per quella grottesca - grazie ad un volto serioso che esprime però immediata simpatia e una recitazione nervosa non disgiunta da sottile ironia. Emblematica in questo senso la sua performance in Caterina va in città, di Paolo Virzì, dove interpreta un mediocre e logorroico insegnante delle superiori.

Castellitto ha recitato ne Le cronache di Narnia: il principe Caspian nel ruolo di Re Miraz, l'antagonista del giovane Caspian. La notizia curiosa è che Castellitto ha vissuto davvero nel comune di Narni in Umbria, l'antica Narnia dei romani da cui Clive Staples Lewis, l'autore del romanzo da cui è tratto il film, prese spunto per il nome della sua opera.

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Ricette d'amore

Bella Martha, distribuito in Italia con un titolo forse eccessivamente retorico (Ricette d'amore),è il vero film d'esordio della regista tedesca Sandra Nettelbeck che figura anche come unica autrice della sceneggiatura.

Si tratta di una commedia lineare e gradevole ma rifinita di toni drammatici, fedele ai canoni sobri e minimalisti di un certo cinema tedesco che tenta di raccontare storie di umanita' con misurato trasporto, leggerezza e soprattutto con una sapiente arte cinematografica, spesso appresa in lunghi periodi di formazione negli studios californiani.

Nel film, a dispetto del titolo sentimentale, é centrale il dramma vissuto dalla protagonista, rappresentata da una eccellente Martina Gedeck, una matura interprete tedesca, attiva soprattutto nelle produzioni televisive.

La bravissima cuoca professionista, fulcro centrale intorno al quale ruota l'attività di un famoso ristorante, vive nella assoluta incapacità di comunicare, prigioniera di una realtà asettica ed immune che essa stessa ha contribuito a determinare, ma che inesorabilmente ne provoca la sofferenza; il suo mondo si limita alla perfezione professionale ed è incapace di aprirsi ad altre categorie di pensiero e di sentimenti.

Le immagini fredde del film costruiscono bene il dramma muto di Martha, la sua bellezza ascetica é ben dosata e l'attenzione per la fotografia di interni mette ben a fuoco i due personaggi principali. Si tratta di un film certamente nordico per ispirazione e costruzione, ma che tende e volge a sud, seppur verso un sud ipotetico, immaginifico, irreale, costituito ancora una volta da quegli stereotipi che gravitano intorno ad una certa pretesa superiorità del nostro modello di vita edonistico, bucolico, mediterraneo.

Ulteriore chiave d'interpretazione del film è quindi l'attenzione al cibo che del resto ritroviamo in tanti film da La grande abbuffata (cibo e morte), a Miseria e nobiltà (cibo e fame), a Il pranzo di Babette (cibo e carnalità) ecc. In questo film il rapporto è tra cibo e amore . Il cibo come metafora dei sentimenti dei personaggi: il cibo elaborato e perfetto tecnicamente della protagonista ma privo di sapore perché freddo e non coinvolgente e quindi il rifiuto della nipote che cerca amore e affetto che trova nel cibo offertole dal cuoco italiano : un cibo semplice ma caldo e saporito. Il cibo come seduzione ed espressione reale di amore verso quello per cui lo si confeziona e al quale lo si offre. Il cibo con i suoi odori, sapori e colori coinvolge tutti i nostri sensi ed è inevitabile quindi che ispiri la nostra sessualità: così accade per Martha conquistata dall'apparente rozzezza e semplicità dei cibi del cuoco italiano.

Bravissimo Sergio Castellitto, il suo calore dilaga nel film dal momento della sua comparsa e gioca da contrappunto alla performance della Gedeck. Sostanziale il contributo musicale di Keith Jarrett.

Nel 2007 è stato realizzato un remake statunitense, intitolato Sapori e dissapori con Catherine Zeta-Jones e Aaron Eckhart a giudizio della critica di levatura molto inferiore all'originale.

Martha è una cuoca professionista, dipendente in un ristorante di una città tedesca. Poiché la raffinatezza dei suoi piatti rende il locale famoso in tutta la città, la proprietaria asseconda pazientemente lo strano carattere della donna, chiuso e volitivo, poco disponibile nei confronti del personale e sempre teso ad una maniacale cura dei particolari, ad una perfezione gastronomica non di rado eccessiva.

Martha non accetta critiche e non condivide con altri nessun aspetto della sua arte, della quale si ritiene padrona assoluta ma che totalizza però la sua esistenza, non lasciandole altro spazio per alcun tipo di rapporto umano. Conscia di questo e sofferente per la sua condizione, la bella cuoca si pone in cura da uno psicanalista.

La routinaria vita di Martha subisce però un giorno un brusco cambiamento. Sua sorella, divorziata e madre di una bambina di 8 anni, muore improvvisamente in un incidente stradale e Martha è costretta ad occuparsi temporaneamente della bambina, fin quando almeno non verrà rintracciato il padre, un italiano del quale la donna conosce a mala pena il recapito in Italia. Ne risultano sconvolti non solo i tempi, incompatibili con le esigenze educative della bambina, ma anche gli affetti, i sentimenti, l'idea di sé.

Attraverso la giovane nipotina, Martha è costretta a rielaborarsi in direzioni a lei ancora sconosciute, scopre l'importanza dei legami e l'impegno che essi esigono, un impegno che lei deve sottrarre alla sua attività professionale. Sopraggiunge una crisi che mette a dura prova il rapporto tra Martha e la tollerante proprietaria del ristorante, che non licenzia la bella cuoca tedesca ma bensì gli affianca uno sconosciuto cuoco italiano, Mario (Sergio Castellitto), apparentemente estraneo ai canoni dell'alta cucina accademica, ma dotato invece di una grande carica umana e sociale, che conquista da prima il resto del personale e poi la stessa nipotina di Martha che rifiuta sistematicamente le prelibatezze preparate dalla zia ma che invece divora con appettito i semplici piatti di spaghetti del cuoco.

La vitalità e la semplicità di Mario, unite ad una certa discrezione ed ad una puntuale intraprendenza, nascondono invece una raffinata maestria culinaria e aprono lentamente un varco nella personalità rigida ed arroccata di Martha, che grazie al cuoco stesso, riesce a stringersi ancor più a sua nipote della quale è finalmente pronta a riconoscere le esigenze affettive.

Ma, proprio nel momento in cui le cose sembrano volgere al meglio, in un rapporto a tre tra Martha, Mario e la bambina, che si configura equilibrato e sereno, ecco arrivare in Germania il padre della bimba pronto a prendere con se la figlia e a portarla in Italia. Il distacco per Martha è dolorosissimo e causa di una nuova crisi interiore, dalla quale riesce a liberarsi soltanto abbandonando il ristorante.

Con l'aiuto di Mario, Martha scende in Italia per far visita alla bambina e scopre finalmente una realtà a lei congeniale, un ambiente accogliente ed umano, nel quale sceglierà di vivere e di continuare a lavorare, nell'affetto del suo cuoco italiano e di sua nipote.

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Italians (film)

Italians è il film che Giovanni Veronesi ha iniziato a girare a settembre 2007. La pellicola è uscita nelle sale cinematografiche il 23 gennaio 2009.

Il film si propone di raccontare in due episodi i vizi e le virtù degli italiani all'estero nelle località di Dubai e San Pietroburgo.

Gli attori protagonisti del film sono Sergio Castellitto - Riccardo Scamarcio e Carlo Verdone - Dario Bandiera.

Questo film è riconosciuto come d'interesse culturale nazionale dalla Direzione Generale per il Cinema del Ministero per i Beni e le Attività Culturali italiano.

Dopo una vita passata a trasportare Ferrari rubate negli Emirati Arabi per conto di una ditta romana, il candido Fortunato (Sergio Castellitto) ha deciso di ritirarsi e ha scelto il giovane Marcello (Riccardo Scamarcio) come suo successore. Per istruirlo al lavoro e avvezzarlo agli usi e costumi locali lo porta con sé nel suo ultimo viaggio per Dubai. Un inaspettato posto di blocco nel mezzo del deserto sarà solo la prima complicazione di un avventuroso on the road con finale a sorpresa.

A migliaia di chilometri di distanza dalla "città dei mercanti", l'impacciato Giulio Cesare Carminati (Carlo Verdone), di professione dentista, è costretto a recarsi a San Pietroburgo per un convegno che lui stesso ha organizzato ma al quale non vorrebbe partecipare. Inconsolabile da quando è stato lasciato dalla moglie e in astinenza da oltre un anno è istigato da un amico e collega a mettersi in contatto con Vito Calzone (Dario Bandiera), il promotore di una società russa che organizza viaggi extra-lusso a sfondo sessuale.

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Ettore Scola

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Ettore Scola (Trevico, 10 maggio 1931) è un regista e sceneggiatore italiano.

Nato a Trevico (Avellino) il 10 maggio 1931, è sin da giovane collaboratore del giornale umoristico "Marc'Aurelio", addirittura mentre ancora frequenta giurisprudenza all'Università di Roma. Dalla metà degli anni '50 comincia a scrivere sceneggiature.Inizia la sua carriera sceneggiando varie commedie, insieme a Age e Scarpelli, come Un americano a Roma (1954), Totò nella luna (1958), La grande guerra (1959), Crimen (1960) e Totò, Fabrizi e i giovani d'oggi (1960).

A 34 anni esordisce alla regia con Se permette parliamo di donne (1964), che vede protagonista Vittorio Gassman, che insieme a Nino Manfredi e Marcello Mastroianni, sarà uno degli attori preferiti dal regista. In un episodio di Thrilling (1965) lavora con Manfredi e per la prima volta con Alberto Sordi in Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l'amico misteriosamente scomparso in Africa? (1968): con l'attore romano lavorerà solo altre tre volte (in La più bella serata della mia vita, 1972, alcuni episodi dei Nuovi mostri, 1977, e in Romanzo di un giovane povero, 1995). Con Il commissario Pepe (1969) e Dramma della gelosia - Tutti i particolari in cronaca (1970) Scola entra nel decennio più importante della sua carriera. Nel 1974 dirige C'eravamo tanto amati, film che ripercorre un trentennio di storia italiana dal 1945 al 1975 attraverso le vicende di tre amici: l'avvocato Gianni Perego (Vittorio Gassman), il portantino Antonio (Nino Manfredi) e l'intellettuale Nicola (Stefano Satta Flores), tutti innamorati di Luciana (Stefania Sandrelli). Nel film, dedicato a Vittorio De Sica, compaiono anche Marcello Mastroianni, Federico Fellini e Mike Bongiorno nella parte di se stessi, oltre ad Aldo Fabrizi e Giovanna Ralli.

Ormai Scola è un maestro del cinema italiano e un regista di fama internazionale che ci ha regalato capolavori come Brutti, sporchi e cattivi (1976), commedia dolceamara delle borgate romane con Nino Manfredi e la storia semplice e poetica di Una giornata particolare (1977), con Sophia Loren e Marcello Mastroianni.

Nel 1980 il regista tira le somme della commedia all'italiana ne La terrazza, amaro bilancio di un gruppo di intellettuali di sinistra in crisi, con Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman, Jean-Louis Trintignant e Marcello Mastroianni. Nel 1982 affronta la Rivoluzione francese in Il mondo nuovo (1982), in cui Mastroianni impersona Giacomo Casanova.

Scola torna a ricevere una buona accoglienza di critica e pubblico quando dirige Jack Lemmon e Mastroianni in Maccheroni (1985), ma soprattutto il successivo La famiglia (1987), commedia che ripercorre 80 anni di storia (1906-1986) attraverso la saga di una famiglia con l'interpretazione di Vittorio Gassman, Stefania Sandrelli e Fanny Ardant.

Altri film di rilevo sono Splendor (1988) e Che ora è? (1989), entrambi con Mastroianni e Massimo Troisi. Nel 1998 gira La cena, sempre con Gassman, la Ardant e la Sandrelli, nel 2001 Concorrenza sleale, con Diego Abatantuono, Sergio Castellitto e Gerard Depardieu e nel 2003 il semidocumentaristico Gente di Roma.

Ettore Scola è sposato con la sceneggiatrice e regista Gigliola Scola.

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Le cronache di Narnia: il principe Caspian

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Le cronache di Narnia: il principe Caspian è un film del 2008 diretto da Andrew Adamson e prodotto da Walt Disney Pictures e da Walden Media. La pellicola è basata sul romanzo Il principe Caspian, quarto libro del ciclo Le cronache di Narnia scritto da C. S. Lewis.

Nelle sale americane la pellicola è uscita il 16 maggio 2008; in quelle italiane, inizialmente, la data prevista per l'uscita era il 22 agosto 2008, poi anticipata al 14 agosto.

Il principe Caspian è nipote del re Miraz, usurpatore del trono di Narnia, su cui regna insieme a sua moglie Prunaprismia. Alla morte di suo zio, Caspian avrebbe dovuto diventare re, poiché Miraz non aveva figli. Ma quando a palazzo si viene a sapere che il re ha avuto un figlio maschio, il dottor Cornelius, precettore di Caspian, gli dice che deve fuggire nella foresta perché suo zio lo vuole uccidere. Caspian parte portando con se' anche il corno della regina Susan. Nella foresta Caspian incontra dei nani che lo aggrediscono, mentre i soldati di Miraz stanno per soppraggiungere. Spaventato, Caspian suona allora il corno della regina Susan. Dopo essere caduto da cavallo Caspian viene ospitato nella casa di Nikabrik, il quale lo aiuta a ritrovare i Pevensie.

Dopo un anno passato lontano da Narnia, Lucy, Susan, Peter e Edmund Pevensie si trovano in una stazione ferroviaria al termine della guerra, nel 1945, pronti per andare a scuola e iniziare il nuovo anno. Improvvisamente però i quattro ragazzi si trovano di nuovo a Narnia, su una spiaggia. Esplorando il luogo, i ragazzi giungono a delle antiche rovine e capiscono che sono quelle di Cair Paravel, il castello dove avevano regnato 1300 anni prima. I ragazzi si recano in una stanza dove riprendono i doni regalati loro da Babbo Natale: la spada di Peter, la boccetta magica di Lucy, l’arco e le frecce di Susan. Non c’è però traccia del corno magico di Susan. Mentre sono alla ricerca del corno, a Lucy sembra di vedere Aslan, ma gli altri ragazzi non le credeno. Una notte, Lucy rivede Aslan che le dice di seguirlo, anche se gli altri non possono vederlo. Lucy convince i ragazzi e tutti arrivano da Caspian. Peter decide di aiutare Caspian a combattere contro Miraz. Aiutati dai centauri e da altri animali parlanti, attaccano il castello del re, ma la battaglia si conclude con una disfatta totale. Durante la battaglia, Caspian si reca nella stanza di Miraz per ucciderlo, ma viene circondato dalle guardie e salvato da Susan e Peter. Prima di fuggire, Miraz rivela a Caspian che suo padre non è morto di morte naturale: è stato lui ad ucciderlo. Tornati alla Tavola di Pietra, il loro rifugio sotterraneo, Caspian decide allora di chiedere l'aiuto della Strega Bianca, là imprigionata dentro un enorme lastra di ghiaccio. Proprio quando la strega è stata evocata e sta per riprendere tutto il suo potere, è Edmund a risolvere la situazione distruggendo la lastra di ghiaccio. Intanto i soldati di Miraz arrivano alla Tavola di Pietra e l'attaccano in forze massicce. Peter allora chiede a Lucy di cercare Aslan; e per prendere tempo scrive una lettera a Miraz, chiedendogli di fare un duello testa a testa. Miraz accetta. Il duello si conclude con la vittoria di Peter, che però si rifiuta di ucciderlo, dicendo che dovrebbe essere Caspian a farlo. Caspian prende la spada di Peter, ma poi risparmia la vita al re, che viene invece ucciso da uno dei suoi. Fallito il duello, è battaglia aperta tra l'esercito di Narnia e quello di Miraz. Sopraffatti dall'esercito di Miraz, i narniani vengono aiutati dagli alberi e l'esercito di Miraz si ritira verso il fiume. Ad aspettarli li attendevano Lucy e Aslan(che aveva rievocato gli Alberi): il fiume travolge l'esercito di Miraz, ed è la vittoria per Caspian e per gli abitanti di Narnia. Finiti i festeggiamenti, Aslan traccia una porta nell’aria e dice a tutti i Telmarini (i sudditi di Miraz) di decidere se restare o andarsene.I Pevensie salutano i loro amici e fu lì che Susan e Caspian si salutano con un bacio. È quindi il momento di Peter, Susan, Edmund e Lucy, che tornano così nel loro mondo.

Le riprese del film sono iniziate il 12 febbraio 2007 in Nuova Zelanda, mentre nel giugno 2007 alcuni set sono stati allestiti a Praga e a Londra.

Le riprese del film sono terminate il 7 agosto, ed è stato confermato il successivo film della saga, Le cronache di Narnia: il viaggio del veliero che è in fase di pre-produzione. Voci ufficiose sostengono che questo nuovo episodio sarà diretto da Michael Apted. L'uscita nei cinema dovrebbe essere prevista per il 7 maggio 2010.

Il budget per la realizzazione del film è stato di circa 200.000.000 $.

Il 18 settembre 2007 è stata pubblicata in rete la prima locandina ufficiale del film.

Il giovane Caspian è impersonato dall'attore inglese Ben Barnes, 27 anni, che ha firmato anche per gli altri due film successivi: Il viaggio del veliero e La sedia d'argento. Pierfrancesco Favino è stato scelto per interpretare il generale Glozelle, luogotenente del malvagio re Miraz (Sergio Castellitto). Alicia Borrachero interpreta Prunaprismia, moglie di Miraz. Il ruolo di Trumpkin il nano è stato assegnato a Peter Dinklage, mentre a Warwick Davis quello di Nikabrik.

Le cronache di Narnia: il viaggio del veliero è già in pre-produzione, diretto da Michael Apted; la cui data di distribuzione cinematografica è programmata al 7 maggio 2010 negli USA.Questo sarà il terzo capitolo che compone Le cronache di Narnia; la lavorazione è prefissata per l'inizio 2009.

Si prevede di produrre i restanti film in blocchi, com'è avvenuto nel caso de Il signore degli anelli, anche per evitare che i giovani protagonisti superino di età i loro corrispondenti su carta, come nel caso delle trasposizioni cinematografiche dei romanzi del ciclo di Harry Potter.

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Marjane Satrapi

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Marjane Satrapi (Persiano: مرجان ساتراپی; Rasht, 22 novembre 1969) è un'autrice di fumetti e illustratrice iraniana. Passa l'infanzia a Tehran, cresciuta da una famiglia di idee progressiste; frequenta il Lycée Français locale e, da bambina, è testimone del travagliato processo che porterà l'Iran da monarchia a repubblica teocratica, passando per la rivoluzione islamica.

Nel 1983 i genitori di Marjane, allora quattordicenne, decidono di mandarla a Vienna, in Austria, allo scopo di tenerla lontana da un regime divenuto sempre più oppressivo, in particolare verso le donne. Secondo quanto narrato nell'autobiografia a fumetti Persepolis, pubblicata in Italia da Lizard e in seguito da Sperling & Kupfer e dal Gruppo Editoriale L'Espresso (nella collana I classici di Repubblica serie oro), la Satrapi trascorre nella capitale austriaca gli anni dell'adolescenza (scuole superiori), tornando poi in Iran per frequentare l'università. Lì conosce un ragazzo di nome Reza, con il quale si sposerà; il matrimonio però non dura a lungo, e dopo il divorzio la Satrapi si trasferisce in Francia. Oggi vive a Parigi, dove lavora come illustratrice ed autrice di libri per bambini. La carriera della Satrapi parte dall'incontro con David B., un fumettista francese, del quale ha adottato lo stile, soprattutto nelle sue prime opere.

La Satrapi ha acquisito fama mondiale grazie alla serie Persepolis, romanzo a fumetti autobiografico elogiato dalla critica, nel quale descrive la sua infanzia in Iran e la sua adolescenza in Europa attraverso una serie di intelligenti quanto avvincenti episodi di vita quotidiana. È stata insignita dell premio per il miglior albo all'Angoulême International Comics Festival del 2004 per il suo Broderies (in Italia Taglia e cuci), pubblicato l'anno precedente e per il più recente Pollo alle prugne.

Attualmente cura per il The New York Times una colonna illustrata, pubblicata nella sezione Op-Ed del giornale con frequenza apparentemente irregolare. Nel 2006 la Sony Pictures Classics ha trasformato Persepolis in un film d'animazione, la cui diffusione è iniziata nel 2007. Scritto e diretto da Vincent Paronnaud assieme alla stessa Satrapi, la pellicola annovera tra le sue voci quelle di Chiara Mastroianni, Catherine Deneuve, Danielle Darrieux, e Simon Abkarian. Il film è uscito nelle sale italiane il 29 febbraio 2008, distribuito da BIM Distribuzione, con un adattamento in italiano che vanta Paola Cortellesi, Licia Maglietta e Sergio Castellitto tra i doppiatori.

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Source : Wikipedia