Sennori

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Inviato da david 20/03/2009 @ 16:13

Tags : sennori, sardegna, italia

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Sennori

Sennori - Stemma

Sennori (in sardo Sènnaru) è un comune di 7.365 abitanti in provincia di Sassari, nella antica regione della Romangia.

Sennori, disposto ad anfiteatro tra colline e una valle, si apre sul Golfo dell'Asinara, nel nord della Sardegna. Questa posizione permette di godere di un notevole panorama sulle coste del Golfo da Stintino a Castelsardo, isola dell'Asinara compresa. È circondato da campagne fertili ricche di oliveti, frutteti e vigne che sono la fonte primaria dell'economia sennorese e da cui si ottengono ottime produzioni di vino ed di olio d'oliva.

Collocato ad un'altitudine di 277 m. sul livello del mare, con una popolazione di oltre 7.000 abitanti ed una superficie territoriale di Km 31,43. Sennori è adagiato su una collina di tufo calcareo, ai cui piedi si estende l'intero arco del Golfo dell'Asinara.Stretto tra i territori dei comuni di Sassari, Osilo e Sorso, ha un suolo abbastanza fertile e intensamente coltivato; vi dominano le colture dell'olivo, della vite e, lungo tutta la vallata solcata dal fiume Silis, quelle degli alberi da frutta e del carciofo. Scarsamente praticata la pastorizia, praticata perlopiù da allevatori provenienti da altre località.

Nel centro storico di Sennori e nella vicina periferia si trovano varie chiese, dedicate a altrettanti santi. La Chiesa principale, che con la sua facciata e il campanile si può vedere da ogni angolo del paese, si chiama San Basilio Magno risalente alla fine del 600. Chiese minori sono Santa Croce risalente al 400 , Il Rosario (completamente rifatto, ne rimangono oggi solo pochi resti), Santa Lucia piccola chiesa settecentesca , la chiesa campestre di San Giovanni Battista ove vi si svolge la più importante festa del paese conosciuta in tutta la Sardegna per la sua grande cavalcata e sfilata di costumi ogni anno con differenti gruppi in costume della Sardegna e la chiesa di San Biagio, ormai dimenticata e completamente distrutta dal tempo e dai trattori.

Sennori è una citta ricchissima di feste. Pensare che se ne solo quelle dedicate ai Santi del paese sono sei tutte con della durata di alcuni giorni. Da non dimenticare in oltre le numerose manifestazioni sportive, culturali e canore che si svolgono nel paese. Tra le più rinomate vi sono: "Calici di stelle", che si svolge il 10 agosto attirando numerosi turisti che assaggiano l'ottimo vino delle campagne sennoresi accompagnati da tanta musica e una gioviale atmosfera; i giochi estivi che si svolgono a luglio al campo sportivo, chiamati "sennoriestate" (giochi senza quartiere). In questi giochi partecipano 12 squadre che per una settimana (dalle dieci sino all'una di notte) si danno lotta a colpi di gavettoni,tiri alla fune e tanti altri giochi e non solo, con tanto divertimento e anche un po' di agonismo tra le squadre partecipanti. L'ultimo giorno si svolge la finalissima che culmina con una simpatica sfilata di moda in cui ogni squadra presenta in paserella una coppia di giovani. Alla fine vengono decretati miss e mister sennori estate e miss e mister sorriso. La manifestazione si conclude con la proclamazione della squadra vincitrice e l'avvio di una serata di musica animata da dj locali che fanno ballare tutti sino all'alba.

Il dialetto parlato di Sennori, appartenente al troncone linguistico Logudorese, si caratterizza per una particolarità: il plurale femminile viene cambiato al maschile. Alcuni esempi: "le porte" in sardo logudorese "sas jannas", in sennorese "sos jannos"; " le chiavi" in sardo logudorese "sas jais", in sennorese "sos jais". Si pensa che tale fenomeno sia dovuto all'influenza linguistica che il dialetto sennorese abbia avuto dai vicini dialetti sorsense e sassarese del turritano. Proprio quest'ultimo ha avuto un ruolo importante, in quanto moltissimi sennoresi, con l'espansione commerciale di Sassari, hanno frequentato sempre più costantemente i mercati della vicina città, assorbendone alcune contaminazioni linguistiche. Situazione che oggi ormai sta succedendo sempre più frequentemente anche tra l'Italiano e l'Inglese. Anche il sassarese utilizza l'articolo maschile per il plurale femminile delle cose, come ad esempio "le porte" la ianna al sing., li ianni al plur., "la sedia" la gadrea sing., li gadrei plur.

Un'altra caratteristica che rende il paese di Sennori conosciuto ed apprezzato in tutta la Sardegna, oltre che per l'ottimo olio e vino che si produce, è quella del Vestito Sardo. Interessante è la sua creazione e la storia che ne è stata tramandata. Il costume femminile di Sennori insieme a quello di Ittiri è considerato uno dei costumi più belli della sardegna, non solo per i suoi colori armoniosi e per la gran quantità di oro, ma anche per il suo copricapo chiamato su "biccu" che è composto da una serie di fazzoletti sovrapposti uno sopra l'altro. Anche quello del maschio è un costume molto rinomato sia per il suo particolare colore granata e anche perché anch'esso è ricoperto di oro.

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Luigi Berlinguer

Luigi Berlinguer (Sassari, 25 luglio 1932) è un politico italiano. Laureato in giurisprudenza, è stato per anni docente universitario, all'Università degli studi di Siena. È stato Ministro della Pubblica Istruzione dal maggio 1996 all'aprile 2000. È cugino di Enrico e Giovanni Berlinguer.

Luigi Berlinguer nasce il 25 luglio 1932 a Sassari, da una famiglia di tradizione repubblicana e antifascista. Dopo aver compiuto gli studi classici nel liceo “Azuni”, si laurea nel 1955 in giurisprudenza con 110/110 e lode e invito a pubblicare la tesi. Diventa subito assistente volontario di Antonio Era, a sua volta allievo di Enrico Besta, specialista di storia delle istituzioni giuridiche della Sardegna e del diritto catalano-aragonese. Presso la cattedra di storia del diritto italiano dell’Ateneo sassarese consegue nel 1959 il posto di assistente ordinario.

Dopo un’intensa parentesi di ricerca nel Regno Unito, pubblica i suoi primi studi, concentrati sulla storia del diritto del mare e sul giurista che tra il XVIII e il XIX secolo contribuì all’affermarsi del moderno diritto del commercio: Domenico Alberto Azuni, del quale traccia un ampio profilo attraverso una approfondita ricognizione degli archivi italiani ed europei in quella che sarà la sua prima monografia. Pubblica in questa prima fase anche un altro volume, sui progetti di codice di commercio del Regno d’Italia 1807-1808, che costituisce per l’epoca un contributo alla storia delle codificazioni napoleoniche in Italia. Ed è dallo studio delle codificazioni ottocentesche che deriva quella sensibilità verso una concezione rinnovata della storia del diritto che pur nella tradizionale prevalenza dello studio del diritto comune, della tradizione medievale e dell’umanesimo giuridico non può esaurirsi in esso, deve anzi necessariamente aprirsi anche alle consolidazioni settecentesche, al costituzionalismo e alle codificazioni contemporanee, alla storia del diritto più recente.In quest’ambito si collocherà nel 1974 lo stimolante contributo Considerazioni su storiografia e diritto (in “Studi storici”, XV, 1974, n. 1) messa a punto critica e non convenzionale sul metodo dell’insegnamento e sui risultati della ricerca nel campo della storiografia giuridica in Italia.

Si svolge frattanto la sua esperienza politica, che proseguirà parallela agli studi anche negli anni successivi. Segretario provinciale e regionale della Federazione giovanile comunista sarda, membro dal 1952 della direzione nazionale della stessa organizzazione, viene eletto consigliere comunale di Sennori (un piccolo centro della provincia di Sassari) dal 1956 al 1960, e sindaco dello stesso comune nel 1960-64. Consigliere provinciale nelle liste del Partito comunista italiano (dal 1956), è deputato del Pci per la Sardegna nella quarta legislatura 1963-68, membro della Ia Commissione Affari costituzionali della Camera, impegnato in modo particolare sui temi della riforma della scuola e dell’università.

La fine di questa prima fase di impegno nelle istituzioni coincide con il rientro a pieno titolo nell’università. Data in questo periodo l’incontro con Domenico Maffei, alla cui scuola affinerà le doti storiografiche e filologiche. Maffei è stato infatti determinante nella formazione di Luigi Berlinguer studioso, grazie alla sua enorme competenza professionale ed alla costante opera di cura e di insegnamento del giovane storico del diritto. Nel 1968 consegue la libera docenza in storia del diritto italiano e in quell’anno accademico è professore incaricato di esegesi delle fonti del diritto italiano nell’Università di Sassari. Nel 1969-70 si trasferisce presso l’Università di Siena. Ma, dopo un anno da professore incaricato, vinto il concorso a cattedra, è subito chiamato (1970) al suo antico ateneo sassarese. A Sassari, dove ricopre temporaneamente anche gli incarichi di esegesi delle fonti del diritto italiano e di storia delle istituzioni politiche, viene eletto preside della facoltà di giurisprudenza (1972) e contribuisce in modo incisivo alla costruzione del nuovo corso di studi in scienze politiche, nato come corso di laurea della facoltà giuridica. Nel 1973 viene chiamato a Siena (facoltà di giurisprudenza, cattedra di esegesi delle fonti del diritto italiano, poi dal 1988 di storia del diritto italiano), dove i suoi interessi si concentreranno ulteriormente verso la storia del diritto moderno, segnatamente quello commerciale, penale e delle codificazioni.

A Siena compie un’altra importante esperienza amministrativa come membro della Deputazione amministratrice del Monte dei Paschi (1970-75) Dal 1971 al 1984, assunta la direzione della rivista “Democrazia e diritto” imprime al periodico una vivace apertura verso i temi della riforma delle istituzioni e dell’amministrazione, chiamando a collaborarvi soprattutto la nuova generazione dei giuristi progressisti italiani. Anche in virtù di questo impegno, dal 1982 al 1985 è incaricato di dirigere la commissione per la riforma della pubblica amministrazione istituita dalla direzione del Pci. Dal 1975 è eletto nelle liste comuniste consigliere regionale della Toscana, carica che mantiene sino al 1982.

Nel frattempo ha diretto (1972-77) il gruppo di ricerca Cnr sulla storia dei partiti popolari in Sardegna, nel cui ambito saranno pubblicati alcuni innovativi studi sulla storia politica dell’isola in età contemporanea. Nell’ambito dell’ateneo senese fonda il Dipartimento di studi politici e di storia politico-giuridica, divenendone il direttore nel triennio 1984-87. Dal 1982 è a Siena membro della Commissione di ateneo. Membro della commissione tecnico-scientifica del Dipartimento della funzione pubblica per la riorganizzazione della Scuola superiore della pubblica amministrazione (1988), è nominato in questo periodo membro del Consiglio superiore della pubblica amministrazione.

Negli anni Ottanta si colloca anche il suo impegno nell’ambito della ricerca Cnr sulla “Leopoldina” (“Criminalità e giustizia criminale nelle riforme del ‘700 europeo”), ambiziosa iniziativa capace di raccogliere studiosi italiani e stranieri e culminata in una sequenza di prestigiosi volumi che, nell’insieme, danno un quadro esaustivo sul diritto e sulla giustizia criminale del Settecento europeo. Dal 1985 è eletto rettore dell’Università di Siena, carica che manterrà sino al 1994 imprimendo a quell’ateneo una rinnovata modernizzazione e inserendolo in modo marcato in una importante rete di collegamenti internazionali. Dal 1989 al 1994 è anche il segretario generale della Conferenza permanente dei rettori italiani. L’esperienza di rettore e quella di segretario generale gli consentono di esercitare un’indubbia influenza sugli indirizzi riformatori di quegli anni, contribuendo da protagonista all’elaborazione della svolta dell’autonomia universitaria e alla messa in cantiere delle successive riforme tese ad adeguare il quadro italiano a quello della comunità europea. Nel corso di quegli stessi anni è membro del Consiglio nazionale della scienza e della tecnologia (CNST), presidente del Consiglio dei rettori nel Consorzio per le università a distanza (CUD), presidente del Consorzio per la cooperazione allo sviluppo e la formazione nei Paesi in via di sviluppo (CONICS), presidente del Consorzio Siena-Ricerche.

E’ inoltre dal 1986 membro della Commissione ministeriale per lo sviluppo dell’università. Prosegue frattanto la sua attività scientifica, sempre più attratta dai nuovi temi della riforma istituzionale e costituzionale. Gli scritti degli anni Settanta e Ottanta vertono sul Parlamento, sullo Stato delle autonomie (Regioni a statuto ordinario, enti locali), sul ruolo dei partiti nella democrazia di massa, sulle riforme istituzionali, sul garantismo e i diritti dei cittadini, infine sull’autonomia degli ordinamenti universitari e sulle riforme organizzative degli atenei. In particolare, nel 1991 pubblica negli “Scritti in onore di Domenico Maffei” un saggio sull’autonomia universitaria tra la Legge Casati e la riforma Gentile. Nel 1998 cura, con Antonello Mattone, nella Storia d’Italia. Le regioni dall’Unità ad oggi, il volume dedicato alla Sardegna.

Nel 1993, lasciando il rettorato di Siena, accetta la designazione a ministro dell’Università e della ricerca scientifica offertagli dal presidente del Consiglio Carlo Azeglio Ciampi. Ma si dimette immediatamente dall’incarico, insieme al collega Visco, per sopravvenute difficoltà politiche. Nel 1994 si candida alla Camera come capolista progressista nella circoscrizione della Toscana. Eletto, torna a far parte della Ia Commissione Affari costituzionali e assume la guida del gruppo dei deputati “progressisti-federativo”.

Ricandidatosi nel 1996, viene eletto nel collegio di Firenze 1. Nel 2000-2001 è presidente della XIV commissione permanente della Camera “Politiche dell’Unione europea”. Poi, nel 2001, è eletto al Senato della Repubblica nel Collegio di Pisa, chiamato a far parte della VII Commissione permanente Istruzione pubblica e ricerca e della Giunta per gli affari delle comunità europee.

Dal 1996 al 1998 assume nel primo governo Prodi la guida del Ministero della pubblica istruzione e, ad interim, di quello dell’Università e della ricerca scientifica e tecnologica, per proseguire poi nei successivi governi sino al 2000 come ministro della Pubblica istruzione. Nel corso della sua attività di governo tenderà a introdurre nel campo dell’istruzione e della ricerca innovazioni profonde, tutte all’insegna dell’adeguamento alle esigenze nuove di una società in rapida trasformazione, sempre più integrata nella cornice europea e mondiale e segnata dall’economia della conoscenza. Rifletterà su questa fase nel volume La nuova scuola (Laterza, 2001).

Nel 2002, mentre è ancora nel pieno della attività parlamentare al Senato, viene eletto dal Parlamento come membro laico del Consiglio superiore della magistratura per il quadriennio 2002-2006. Nel nuovo incarico mette a frutto sia le sue profonde conoscenze giuridiche sia la sua vasta esperienza delle istituzioni, nonché la spiccata sensibilità per i temi dell’Europa unita. In questa prospettiva, in particolare, favorisce la nascita della Rete europea dei Consigli di giustizia (ENCJ), che raggruppa le rappresentanze degli organi di autogoverno della magistratura negli Stati membri dell’Unione Europea. Dal 2004 al 2007 è il primo presidente della Rete. Attualmente è, presso il Ministero della pubblica istruzione, presidente dei comitati di nuova istituzione per la diffusione della musica e della cultura scientifica e tecnologica nelle scuole superiori.

Intervento in Opocher, Benvenuti, Berti, Cavallari, Gallo, Giustizia e Resistenza, Marsilio, Padova 1977, pp.178-181.

Democrazia ed efficienza, unità e autonomia nello sviluppo istituzionale del paese, in “Critica marxista”, 1977, 4-5, pp.27-66.

Garanzie formali e politicità dello Stato, le istituzioni italiane, in “Critica Marxista”, 4, 1982 (Luglio-Agosto), pp. 29-52 Le regioni fra potere centrale e potere locale, relazione pubblicata dal Consiglio Regionale della Toscana in “Materiali di una ricerca”, Firenze, 1982, p.p. 1.51.

L’autonomia sarda nel sistema italiano delle autonomie, in La Sardegna, a cura di M. Brigaglia, con la collaborazione di A.Mattone e G.Melis, 2, La cultura popolare, l’economia, l’autonomia, Edizioni della Torre, Cagliari, 1982, pp. 67-72, della sezione.

La riforma istituzionale, in AA.VV, “Innovazioni politiche e trasformazioni sociali nell’Italia degli anni’70”, F.Angeli Editore, Milano, 1983, pp.

La rilevante attività accademica gli è anche valsa l’attribuzione di varie onorificenze, nazionali ed internazionali, tra le quali la Laurea honoris causa Legum Doctoris nell’Università di Toronto; la Laurea honoris causa nell’Universidad Nacional de La Plata; la Laurea honoris causa dell’Université René Descartes di Parigi (Paris V); la Laurea honoris causa nell’Universidad de Buenos Aires; la Laurea honoris causa in scienza della formazione nell’Università di Roma III. Cavaliere di Gran Croce della Repubblica italiana, nel 2005 è stato nominato chevalier de l’Ordre National de la Légion d’honneur della Repubblica francese e di Gran Croce al merito della Repubblica Federale di Germania con stella e cordone dell’Ordine benemerito, nel 1998.

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Romangia

Scorcio di Sorso e vegetazione della Romangia

La Romangia è una regione storica della Sardegna nordoccidentale. è composta fondamentalmente da due centri e dalle relative frazioni: Sorso e Sennori più una piccola parte del comune di Sassari. Sorso è il centro più grande con 14.556 abitanti mentre Sennori posto più in alto rispetto al primo ne conta 7.298. Il territorio si espande dalla Marina di Sorso quindi dal Golfo dell'Asinara fino ad arrivare ai 350 metri slm su cui è posta Sennori.

Il nome Romangia è verosimilmente una derivazione di origine romanica. Era infatti consuetudine dei romanici definire i territori conquistati Romanìa di contro quelli in cui non riuscivano ad entrare Barbarìa (da cui Barbagia). La zona del sassarese specie quella che si svilluppa dall' antica Turris Lybissonis è molto ricca di resti risalenti a questo periodo e zone come Sorso e specialmente Sennori non fanno eccezione.

La Romangia era un' antica curatoria del Giudicato di Torres. Tra le più piccole suddivisioni della Sardegna era forse la più densamente popolata. Il suo territorio era composto oltre che dai paesi soprannominati anche da antichi villaggi oggi non più esistenti e i cui territori fanno oggi parte dei comuni Sassari, Sorso, e Sennori che sono: Otheri, Gennor, Uruspe, Gerito, Taniga, Settepalme, Erti, Plaiano, Querqui, Domusnovas (da non confondere con il centro del Sud Sardegna), Soranna, Cleu e Tavera. Alcuni di questi toponimi sono oggi ancora vivi, specie nelle zone che sono state inglobate dai tre centri che oggi costituiscono la Romangia e in alcuni cognomi molto diffusi come Cherchi (derivante da Querqui) e Tavera.

La Romangia e i suoi centri furono molto scossi dalle ribellioni dei Doria del XIV secolo, seguite poi dalle azioni militari Aragonesi del 1420. Il territorio, molto danneggiato seguì le vicende di Sorso e Sennori fino al riscatto al dei feudi.

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Sorso

Panorama di Sorso

Sorso (in dialetto sorsense Sòssu) è una città di circa 14.613 abitanti (fine 2007) e si trova in provincia di Sassari (è il quarto comune per numero di abitanti dall'istituzione delle nuove province), nella antica regione della Romangia. Ha una superficie di 67,1 chilometri quadrati e si affaccia sul Golfo dell'Asinara. Possiede una cantina sociale e per i suoi prodotti è entrata nel novero delle città del vino.

L' attuale nome Sorso, è stato ritrovato per la prima volta nel condaghe di Silki (XI - XIII secolo). L' origine del toponimo pare abbia avuto origine da una parola Logudorese, josso o zosso (derivato dal latino deorsum, deorso) che significa giù. Questo probabilmente per indicare la posizione di Sorso più in basso rispetto a quella della vicina Sennori.

Caratteristica la parlata locale, il sassarese o turritano dal nome del Giudicato di Torres, con la quale la città trova un'affinità con Sassari, Porto Torres e Stintino in quanto condividono lo stesso idioma. Questa nacque nell'età dei giudicati dalla commistione di elementi toscani, liguri e còrsi e la successiva forte influenza del sardo logudorese nel corso dei secoli, cessato solo nel XX secolo col prevalente utilizzo dell'italiano; si creò così una lingua di confine, di transizione fra il sardo parlato nel resto dell'isola ed il còrso parlato in Gallura e nella vicina isola. Per Sorso è una grande peculiarità, data la brevissima distanza da Sennori, dove si parla sardo logudorese, seppure con la curiosa caratteristica di avere, al plurale, solo sostantivi di genere maschile, fatto unico in Sardegna.

Sorso gode di una collocazione geografica di notevole valore paesistico; la sua costa, con le famose spiagge di Marina di Sorso (che è anche frazione del paese) e di Platamona, si estende per circa 18 km. Nei fertili terreni circostanti si coltivano frutta e ortaggi, ma soprattutto l'olivo e la vite. Il comune comprende anche le seguenti frazioni e località: Centro Commerciale, Platamona - Costa Dorata o D'Oro, Arboriamar, Bellisara, Eden Beach, Lu Barrili-Monti, Lu Tuvaraggiu, Marritza, San Michele, Serralonga, Stagno Platamona, Taniga-Malafede, Terrada Sud, Tonnara. La costituzione geologica è data in prevalenza dagli ultimi rilievi calcarei del sassarese affievoliti verso al costa.

Il territorio è ricco di testimonianze archeologiche risalenti al periodo prenuragico, l’ attuale borgo però è di origine romana e divenne grosso centro religioso nel Medioevo. Del Prenuragico, rimangono le Domus de Janas di l’ Abbiu e il sito di Gericu tra Sorso e Sassari. Sono invece propriamente riconducibili al periodo nuragico i nuraghi di Bachileddi, Sa Corona Ruja e San Biagio. È presente anche un pozzo sacro denominato Serra Niedda. Altri siti dominano il Golfo dell’ Asinara. Nel V secolo i Cartaginesi trasformarono Sorso in una fortezza di cui oggi ci rimane il sito di Santa Filittica.

Il sito di Gericu o Geridu è il più importante sito archeologico della città romangina. Si trova lungo la strada provinciale 25 Sassari-Sorso a 2 Km da Sorso stessa. Gli scavi hanno riportato alla luce un antico insediamento con resti che vanno dal preistorico al romanico originariamente denominato Jelithon. Jelithon o Gelithon (o ancora Heliton) si pensava fosse l' antico nome con cui si identificasse Sorso anche se la storicità di tale affermazione datata XV secolo è stata più volte messa in dubbio. Si è comunque consapevoli di una chiesa denominata S. Andrea d’ Elighe smembrata nel XIX secolo. Per recuperare materiali per la chiesa parrocchiale di San Pantaleo a Sorso, all’ epoca in costruzione. In un condaghe del XVII secolo: Condaghe de lo primeros moradores de ciudad de Sacer veniva, non certo storicamente, spiegata la rivalità tra Sorso e Sassari datata addirittura V secolo, e l’ esistenza di un capostipite della popolazione chiamato Gelidon a cui oltre la fondazione del paese è attribuita un'indole ribelle e folle che ancora contraddistingue i sussinchi.

Durante il periodo del 1300 Sorso passò di mano a diversi feudatari e venne più volte attaccata e distrutta sia dall’ irrequietezza degli abitanti di Castelgenovese, sia dalla famiglia Doria.

Nel 1436 Sorso e Sennori vennero vendute insieme a Gonario Gambella e da quel momento le sorti dei due paesi furono identiche. Lo stemma di Sorso sia nella versione odierna che in quella antica riporta un gambale simbolo della famiglia Gambella. Dopo numerosi altri passaggi alla proprietà del paese, nel 1527 subì l’ attacco da parte delle truppe francesi di Renzo Orsini per poi passare ancora tra diverse mani prima del riscatto del 1838. Precedentemente, nel 1821 divenne uno dei capoluoghi della provincia di Sassari. Vittorio Angius nel suo Dizionario del Casalis annotava a Sorso (sunto): “durante il periodo delle milizie, Sorso e Sennori, potevano contare su 112 elementi. La storia dell'agricoltura e allevamento sorsere ha portato alla luce terrini attissimi a tutte le colture e scarsi pascoli che provvedevano al sostentamento del paese mentre l’ eccedenza era venduta Sassari e Porto Torres. Nel 1859 Sorso fu inserita nella ricostituita Provincia di Sassari.

La 2° versione invece narra che l’ appellativo di macchi, per aver bevuto l’ acqua della fontana, sia stato dato dalle popolazioni dei paesi vicini a Sorso per la gelosia dovuta alle proporzioni e l’ eleganza dell’ opera, che da questi era ritenuta inadeguata per le esigenze del luogo.

Il costume oggi è usato in occasioni di festa o manifestazioni folkloristiche.

Come molti paesi della Sardegna vicini o confinanti anche Sorso e la confinante Sennori hanno avuto in passato degli screzi che si riportano oggi in rivalità sportiva, bonarie prese in giro e folkloristici racconti. Le testimonianze perlopiù orali degli abitanti dei due paesi raccontano degli abitanti sennoresi che schernivano i vicini con l' appellativo di Sussinchi Macchi per le vicende legate alla fontana della Billellera (cfr.), mentre racconti più moderni asseriscono che durante le feste patronali gli abitanti di Sorso fanno esplodere i fuochi d' artificio di giorno per non farli vedere agli abitanti di Sennori (che è posta più in alto). I sorsensi inoltre raccontano che ai sennoresi piaccia uscire con i ricci di mare nella tasca dove tengono i soldi in modo da non spenderli. Ecco spiegato il motivo per cui i sennoresi vengono definiti dispregiativamente ebrei cioè avidi (zecchi in dialetto) dagli abitanti di Sorso.

Sorso non è l' unica città della Sardegna in cui si registrano leggende legate alla fontana del paese. Altre realtà sono Calangianus,Lodè e Tonara. Un detto popolare gallurese riguardo ai primi due infatti citava Sossù, Calangianus e Lodè son macchi tutti e tre (Sorso, Calangianus e Lodè sono matti tutti e tre).

Linea diretta Sassari-Sorso delle Ferrovie della Sardegna (FdS) con fermate a Funtana Niedda, Crabulazzi, Rodda Quadda e Santa Maria di Pisa.

Chiesa del Patrono S.Pantaleo.

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Strada statale 200 dell'Anglona

La strada statale 200 dell'Anglona (SS 200), è una strada statale italiana di rilevanza locale che collega Sassari alla costa settentrionale dell'isola.

Ha inizio appunto a Sassari, dal nord della città, e si snoda in direzione nord-est, su un tracciato per la maggior parte agevole, attraverso l'Anglona; tocca i soli centri di Sennori e Sorso. Giunge infine a Castelsardo, dove termina il suo tracciato.

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Source : Wikipedia