Sedie

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Inviato da amalia 01/03/2009 @ 15:43

Tags : sedie, prodotti, design, cultura

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Sedie musicali

Bambini ed adulti che giocano alle sedie musicali

Le sedie musicali è un tradizionale gioco da bambini, anche noto come il gioco delle sedie.

Si tratta di un gioco ad eliminazioni successive, che di solito si svolge all'aperto. Consiste nel predisporre tante sedie quanti sono i giocatori meno uno (per esempio sette giocatori e sei sedie); occorre poi uno strumento per diffondere musica (per esempio una radio, un computer o perfino oppure un piccola orchestra).

Mentre c'è la musica, i partecipanti devono camminare in tondo (o, secondo alcune varianti, ballare). Chi gestisce il gioco a un certo punto interrompe la musica senza preavviso: i giocatori devono cercare di sedersi nel più breve tempo possibile. Uno dei partecipanti rimane senza sedia e viene eliminato. A questo punto viene tolta anche una delle sedie e il gioco continua nello stesso modo coi giocatori rimasti, che vengono eliminati a uno a uno un turno dopo l'altro fintanto che non rimangono due partecipanti ed una sedia. Nell'ultimo turno, quando la musica cessa, quello dei due che riesce a sedersi è il vincitore.

Mentre nella maggioranza delle lingue il nome di questo gioco fa riferimento alle sedie, curiosamente in tedesco è in relazione ad un viaggio di pellegrini.

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Enrico Delle Sedie

Enrico Delle Sedie (Livorno, 17 giugno 1826 – La Garenne-Colombes, 27 marzo 1907) è stato un baritono italiano.

Di umili origini, studio cantò con Cesario Galeffi e nel 1851 esordì a Firenze nel Nabucco di Verdi. Non era dotato di una bellissima voce, ma aveva compiuto ottimi studi di reciatazione ed arte drammatica, che gli venivano in soccorso quando i ruoli divenivano più ardui. Cantò in tanti teatri italiani, a Roma, Venezia, Genova e alla Scala in Lucia di Lammermoor nel 1859.

La sua importante carriera lo vedeva protagonista poi a Vienna, San Pietroburgo, Berlino, a Londra, e nel 1861 cantò al teatro italiano di Parigi. Così fatto conoscere agl'ambienti musicali parigini, con il sostegno di importanti amici e in particolare del suo celebre amico Giuseppe Verdi, divenne professore di canto presso il prestigioso Conservatorio di Parigi.

Delle Sedie quindi intrattenne una bella amicizia con Verdi, che si protrasse nel tempo, e questo amichevole connubio fu utile per la produzione verdiana, se non altro per un simpatico scambio di vedute. Altri compositori ebbero modo di dedicare canzoni ed arie al Delle Sedie; oltre alle amicizie nella musica, intrattenne un'amicizia in anzianità con Francesco Vigo. Nell'ultimo periodo della sua vita è stato insegnante di canto privatamente.

Morì a La Garenne-Colombes, vicino Parigi nel 1905.

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Sedia

Una sedia di Alvar Aalto

La sedia è un elemento di arredo utilizzato, per l'appunto, per sedersi. È costituita, nella tipologia classica, da un piano orizzontale (la "seduta"), delle gambe di sostenimento (in numero di quattro) e da uno schienale di appoggio. Così come la seduta o lo schienale possono assumere forme diverse (ma pur sempre legate, in genere, a condizionamenti di carattere ergonomico), le gambe possono essere anche in numero di tre, o, in contesti particolari, in numero di uno (ad esempio nelle sedie di un bar).

Per motivi ergonomici la seduta è convenzionalmente sollevata rispetto al pavimento di 45 cm (nel caso delle sedie da bar invece di 75 cm).

Col termine al plurale di "sedute" ci si può riferire anche al complesso di posti a sedere che caratterizzano un progetto architettonico, con riferimento alla loro posizione nel contesto e alla loro tipologia.

I materiali con cui può essere realizzata una sedia sono svariati, in quanto costituisce di per sè uno dei campi più indagati all'interno del mondo del design. La maniera più classica di realizzare una sedia è quella di far uso del legno (nella storia i primi esempi sono costituiti di questo materiale), ma diffusissimi sono anche i prodotti in materiale plastico. Negli ultimi anni si sta facendo ricorso anche all'alluminio o all'acciaio alleggerito, capaci di diminuirne notevolmente il peso.

Una tavola di legno lunga e stretta che si appoggia su due assi verticali: ecco l'antenata della sedia, la panca. Anche se la sua origine si perde nella notte dei tempi, noi la conosciamo bene perché ancora oggi si costruisce la panca (o banco), sia pure non di così rozza e primitiva struttura. La panca originariamente si diffonde in tutta l'Europa e l'Asia, prima della sedia: accoglieva più persone, costringeva però a sedere in posizione eretta e scomoda. Nel rinascimento toscano la "Panca a dossale" poggia su piedi a mensola scanalati ed ha la spalliera a giorno costruita da una serie di eleganti colonnine ioniche oppure da balaustri torniti. Negli esemplari francesi prende il nome di "Banc" ed è un mobile rustico assai massiccio che si collocava di fronte al camino da dove non veniva mai spostato nemmeno per i pasti: ad esso si avvicinava il tavolo da pranzo. La sedia destinata ad ospitare una sola persona è usata all'inizio soltanto per i sacerdoti e i principi: era, infatti, una prerogativa aristocratica differenziarsi dalla massa e sedere a parte, come su un trono. Uno dei primi sedili per una sola persona, ha il nome suggestivo di "Faldistorio" e la si può trovare in uso già nel 1100. Derivato dalla "Sella di Plicatilis" longobarda e romana è eseguito i nferro e poggia su due coppie di supporti mobili incrociati, uniti nell'estremità superiore da una o più strisce in pelle che sorreggono l'imbottitura. I Faldistori in legno intagliato e scolpito, molto rari, presentano una leggera inflessione a forma di "S" dalla doppia forbice (Molto famoso è quello conservato ancora oggi nel convento di Nonnberg presso Salisburgo, è decorato con applicazioni in avorio scolpito). La "cattedra" e lo "scanno", elementi tipici degli arredi ecclesiastici non hanno niente a che vedere con la sedia propriamente detta, che compare in Europa agli inizi del 1400. Le prime sedie a stecche o a forbice sono nate probabilmente dalla fusione della "Sella curulis" Romana con la sedia da campo di origine Araba. Un compromesso fra due tipi di civiltà, all'insegna dall'autorità di un capo. Sono costruite con una serie di listelli a forbice montate su su perni; la spalliera è formata da una tavoletta orizzontale dal contorno sagomato, dove vanno ad infilarsi le stecche. In toscana, questi esemplari, che si conservano con alcune varianti per tutto il 1500, sono chiamati con termine popolare a "iccasse" cioè a "X". Nelle stanza di Gerolamo Savonarola nel convento fiorentino di San Marco si può ancora ammirare la sedia nella quale era solito sedere il battagliero frate: si tratta, appunto, dell'originale "Savonarola" che discende dalla "sella Curulis", di cu iripete la tipica struttura a "X". La Savonarola ha un certo numero di stecche di legno, da 8 a 12, incurvate a serpentina e incrociate a forbice che s' innestano in basso in un piede a corrente e in alto in 2 braccioli diritti. Il dorsale è formato da una tavoletta sagomata infissa all'estremità dei braccioli e decorata da semplici intagli.

La sedia assume un'importanza fondamentale negli ambienti lavorativi. La salute e la tutela dell'utilizzatore è uno dei punti fondamentali nello studio dei materiali, delle forme e del design delle sedute per ufficio. L'Italia è uno dei maggiori produttori di sedute per ufficio, anche se negli ultimi anni il settore ha subito un forte rallentamento.

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Una su 13

Una su 13 è un film del 1969, diretto da Nicolas Gessner e Luciano Lucignani. Versione farsesca del romanzo Il mistero delle dodici sedie di Il'ja Arnol'dovič Il'f e Evgenij Petrovič Petrov, è interpretato da Vittorio Gassman e da Sharon Tate (alla sua ultima apparizione sullo schermo prima del suo assassinio). Nel 1970 Mel Brooks ne ha girata un'altra versione, intitolata appunto Il mistero delle dodici sedie.

Mario Beretti (Vittorio Gassman) è un barbiere italiano emigrato a New York, dove gestisce una botteguccia che vanta ben pochi clienti. La sua vita ha una svolta quando gli viene comunicata la notizia della morte di una sua zia residente in Inghilterra, la quale lo ha nominato suo unico erede.

Mario si precipita quindi in Inghilterra, ma scopre che la sua eredità consiste solamente in tredici sedie d'epoca, che egli si affretta a vendere a un antiquario locale, salvo scoprire subito dopo un messaggio in cui la zia gli rivela di aver nascosto un cospicuo tesoro nell'imbottitura di una delle sedie.

Mario tenta inutilmente di riacquistare le sedie, che nel frattempo l'antiquario ha già in parte rivenduto. Con l'aiuto della bella Pat (Sharon Tate), inizia una frenetica ricerca delle sedie attraverso l'Europa, dando la caccia ai nuovi acquirenti e facendosi coinvolgere in rocambolesche avventure e inseguimenti tra Londra e l'Italia, durante i quali si imbatte in personaggi stravaganti, quali Albert (Terry-Thomas), autista di un camion di traslochi, la prostituta Judy (Mylène Demongeot), il mago Markan (Orson Welles), capo di una compagnia teatrale itinerante che mette in scena una scalcinata versione del Dottor Jekyll e Mr. Hyde, l'imprenditore italiano Di Seta (Vittorio De Sica) e la sua vivace figlia Stefanella (Ottavia Piccolo).

La bizzarra caccia al tesoro si conclude a Roma, dove Mario e Pat perdono l'ultima sedia - quella giusta - che finisce accidentalmente sul camioncino con cui un gruppo di suore sta raccogliendo oggetti da destinare alla beneficenza.

Mario torna a New York alla sua bottega di barbiere, e qui scopre di aver inventato in maniera del tutto casuale - poco prima della sua partenza per l'Europa - una mistura di prodotti per capelli capace di far ricrescere miracolosamente le capigliature, invenzione per la quale è ora sommerso di offerte milionarie da parte di industriali della cosmesi...

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Mel Brooks

Mel Brooks in compagnia della moglie Anne Bancroft agli Emmy Awards del 1988

Mel Brooks (al secolo Melvin Kaminsky) (New York, 28 giugno 1926) è un regista, sceneggiatore, attore e compositore, produttore cinematografico, teatrale e televisivo statunitense.

È celebre per le sue parodie e le sue commedie farsesche.

Melvin Kaminsky nacque a Brooklyn il 28 giugno 1926, da genitori ebrei immigrati dalla Russia, come l'amico e più volte compagno di scena Gene Wilder. Iniziò a sviluppare la sua comicità come reazione difensiva contro l'aggressività dei coetanei, più grossi di lui come statura e corporatura.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, continuò a sfruttare la sua indole comica; intratteneneva i suoi compagni dell'esercito, nel quale era stato arruolato all'inizio del conflitto, dando vita a esilaranti scenette, imitazioni e parodie. I successi riscontrati tra i commilitoni in quelli che a poco a poco divennero sempre più dei veri e propri spettacoli, lo convinsero a continuare su quella stessa strada alla fine del conflitto. Tornato alla vita civile, tentò la strada del comico.

I primi anni di gavetta furono difficili per Mel, che iniziò la sua carriera come cabarettista in alcuni locali notturni della sua città. Si racconta che, ritrovandosi davanti ad un pubblico difficile, usasse troncare tutto e tuffarsi vestito in piscina, come ultimo rimedio per scatenare ilarità.

La fama di Mel aumentava, ed arrivò l'enorme opportunità offerta dalla TV di diventare famoso in tutto il paese. Iniziò, dunque, a scrivere testi per alcuni importanti show televisivi, tra i quali spicca il Your Show of Shows, di Sid Caesar, dove Mel si fece le ossa scrivendo battute e barzellette per gli ospiti di prestigio del programma, tra i quali figurò anche Woody Allen. I testi di Brooks furono apprezzati a tal punto che l'autore si aggiudicò addirittura un Grammy. Continuò a collaborare con la TV a lungo, scrivendo numerose commedie e dando vita a molti format televisivi, tra cui quello della celeberrima sit-com spionistica Get Smart (1965).

Mentre continuava la sua carriera di autore televisivo, il 5 agosto 1964 Brooks sposò l'attrice Anne Bancroft — premio Oscar per Anna dei miracoli (1962) di Arthur Penn e che sarebbe stata la protagonista de Il laureato (1967), con Dustin Hoffman — che lo spinse verso il cinema.

Nel 1968 esordì sul grande schermo con Per favore, non toccate le vecchiette, che segnò anche l'inizio del sodalizio artistico con Gene Wilder. Il film non incassò molto, ma Mel Brooks ottenne al suo esordio l'Oscar alla migliore sceneggiatura originale.

Due anni dopo, nel 1970, Il mistero delle dodici sedie si rivelò il secondo flop al botteghino, in un film che va alla riscoperta delle radici ebraiche del regista, adattato da un romanzo di Lja Ilf e Eugenij Petrov.

Nonostante gli insuccessi, il comico sembrò indirizzarsi verso la strada che segnerà la sua fortuna, quella della parodia.

Il 1974 fu l'anno migliore per Brooks: Mezzogiorno e mezzo di fuoco ottenne un enorme successo di pubblico e critica. Brooks, ancora in tandem con Wilder, diede vita ad una delle migliori commedie americane del dopoguerra, un film che riprende e parodizza gli stereotipi dei film western in voga.

Quasi contemporaneamente, però, Brooks mise a segno un colpo ancora più clamoroso: sempre nel 1974 usciva nelle sale Frankenstein Junior, che lo vide per l'ennesima volta collaborare con Gene Wilder, strepitoso protagonista e co-sceneggiatore della pellicola. Per la prima e unica volta Mel Brooks rimane solamente dietro la macchina da presa, concentrandosi sulla regia.

Nel 1977 Alta tensione prendeva in giro il cinema di Alfred Hitchcock, ed in particolare il suo La donna che visse due volte.

Balle spaziali, 1987, prendeva in giro la saga di Guerre Stellari e tutto il cinema di fantascienza, mentre Robin Hood: un uomo in calzamaglia, 1993, faceva il verso al Robin Hood: principe dei ladri di Kevin Costner, uscito in quegli anni.

Nel 1995 è la volta di Dracula: morto e contento, con Leslie Nielsen, il suo ultimo film come regista, parodia di tutti i numerosi film dedicati alla leggenda del vampiro della Transilvania.

Nel 1976 vede la luce una delle sue pellicole più particolari, L'ultima follia di Mel Brooks, un film muto (come si evince anche dal titolo originale Silent Movie), con protagonisti Brooks stesso, Marty Feldman, amico del regista, che aveva già lavorato con lui in Frankenstein Junior e Dom DeLuise, altro amico del regista, che aveva lavorato con lui in Mezzogiorno e mezzo di fuoco.

La pazza storia del mondo (1981) vede Brooks protagonista dietro la macchina da presa ed interprete, davanti, di una serie di strampalati personaggi al limite del surreale.

Nel 1983, Brooks e la moglie Anne Bancroft sono protagonisti di Essere o non essere di Alan Johnson, remake di un vecchio film di Ernst Lubitsch.

Che vita da cani!, del 1991, vuole essere quasi un omaggio di Brooks al grande regista americano Frank Capra ed alle sue commedie.

Nel 1994 e 1999 ha recitato in due film di Ezio Greggio, Il silenzio dei prosciutti e Svitati, nel quale si cimenta in un dialogo in siciliano stretto.

Tra i film prodotti da Mel Brooks, meritano di essere citati The Elephant Man (1980) di David Lynch e La mosca (1986) di David Cronenberg.

Il suo ultimo successo è la trasposizione teatrale del suo primo film, Per favore, non toccate le vecchiette, in scena a Broadway, The Producers (titolo originale del film), diretto da Susan Stroman, con Nathan Lane e Matthew Broderick nei ruoli che furono rispettivamente di Zero Mostel e Gene Wilder. Lo spettacolo ebbe un enorme successo e vinse un numero record di Tony Award 2001, ben 12. Nel 2005 lo spettacolo è stato traformato a sua volta in un film, per volere di Brooks, che voleva preservare su pellicola uno show che aveva ricevuto un grandissimo successo; il titolo del remake del film, anch'esso prodotto da Brooks, è rimasto quello originale, ed è distribuito in Italia come The Producers - Una gaia commedia neonazista. La sceneggiatura è fedele più all'adattamento teatrale che alla pellicola del 1968, ed ha mantenuto lo stesso cast principale del musical (la regista Susan Stroman e i due interpreti principali, Nathan Lane e Matthew Broderick), ai quali vanno aggiunte altre due star nel cast, Uma Thurman (nel ruolo di Ulla) e Will Ferrell (Franz Liebkind).

Brooks ha portato a Broadway il suo film più famoso, Frankenstein Junior, il musical è costato 16 milioni di dollari e i biglietti per assistervi costano 450 dollari, lo spettacolo è andato in scena per la prima volta il 14 novembre 2007 riscuotendo un successo inferiore alle aspettative, a causa dell'eccessiva sfarzosità degli ambienti, delle scenografie e del prezzo elevato dei biglietti.

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Source : Wikipedia