Scudo spaziale

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Inviato da maria 30/04/2009 @ 02:12

Tags : scudo spaziale, armi, economia

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Strategic Defense Initiative

Lo SDI non consisteva soltanto di laser: in questo test sulle armi ad energia cinetica, un proiettile in Lexan del peso di sette grammi venne sparato da un cannone a gas leggero alla velocità di circa 7000 metri/secondo contro un blocco in alluminio.

La Strategic Defense Initiative (SDI), (in italiano: Iniziativa di Difesa Strategica) comunemente nota come Scudo spaziale (in Italia) e Guerre Stellari in seguito al molto popolare film di fantascienza dell'epoca, venne proposto dal presidente degli Stati Uniti d'America Ronald Reagan il 23 marzo del 1983per utilizzare sistemi d'arma basati al suolo e nello spazio per proteggere gli Stati Uniti da attacchi di missili balistici con testate nucleari. L'iniziativa si focalizzava sulla difesa strategica piuttosto che sulla dottrina strategica previamente accettata della Mutual Assured Destruction (MAD). Anche se non è mai stata sviluppata né dispiegata se non in una minima parte (fatta di prototipi o semplici dimostratori tecnologici), la ricerca e le tecnologie dello SDI hanno spianato la via ad alcuni dei sistemi di ABM di oggi. L'Organizzazione della Strategic Defense Initiative (SDI) venne istituita nel 1984 nell'ambito del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti per occuparsi della SDI.

Il Congresso degli Stati Uniti assegnò 44 miliardi di dollari alla SDI, nei periodi fiscali che vanno dal 1983 al 1993. Questa somma potrebbe non includere la ricerca collegata allo SDI, che é stata finanziata dal Department of Energy.

Si pensa che il primo ad aver screditato lo SDI, battezzandolo le "Star Wars" di Ronald Reagan sia stato l'oppositore Dr. Carol Rosin, un consulente già portavoce di Wernher von Braun. Alcuni critici utilizzavano quel termine in modo derisorio, implicando che fosse una tecnologia costosissima, del tutto immatura e poco pratica, piuttosto degna della fantascienza, ma gli entusiasti adottarono il termine, arguendo che "la fantascienza di ieri è l'ingegneria di domani". In dichiarazioni ai media del 7 marzo del 1986, il deputato con delega e direttore dello SDIO, Dr. Gerold Yonas, affermò che il nome "Star Wars" venne immediatamente strumentalizzato dalla propaganda sovietica, ed utilizzato per la disinformazione, affermando che questo appellativo dava una impressione totalmente errata dello SDI.

Ashton Carter, un ricercatore associato del MIT, fece uno studio dettagliato dello SDI per conto del Congresso USA nel 1984. Affermò che vi erano numerosi aspetti difficili nella creazione di uno scudo di difesa missilistico meramente adeguato, sia con o senza i laser. Affermò che i laser a raggi X avevano uno scopo limitato dal momento che sarebbero stati diffusi dall'atmosfera, allo stesso modo di come un fascio di una lampada-flash si sparge in tutte le direzioni. Questo implicava che i laser a raggi-X dovevano essere vicini all'Unione Sovietica, specialmente durante i pochi minuti critici della fase di "booster", per consentire che l'avvistamento satellitare dei missili sovietici fosse rilevato dai radar e la loro traiettoria accuratamente tracciata per consentire un corretto "inquadramento" da parte degli stessi laser-X. I difensori dello SDI obiettarono che i progressi nella tecnologia, come l'utilizzo di fasci laser potentissimi, e la "decolorazione" della colonna d'aria attorno al fascio laser, avrebbe potuto incrementare la distanza percorribile, necessaria al raggio-X per raggiungere e colpire il bersaglio con esito.

Sia Reagan che Gorbaciov proposero la totale eliminazione di tutti i missili con testate nucleari, ma lo SDI ed i missili a raggio intermedio rimasero punti di grave contenzioso.

Un altro punto a sfavore dello SDI era che avrebbe comportato agli Stati Uniti la modifica, il ritiro o la violazione di trattati approvati precedentemente. Nel trattato "Outer Space Teatry" del 1967 infatti si legge che "gli stati partecipanti al trattato si impegnano a non mettere in orbita intorno alla Terra qualsiasi oggetto contenente armi nucleari o qualsiasi altro genere di armi di distruzione di massa, di installare questi sistemi d'arma su corpi celesti, o di stazionare queste armi nello spazio esterno con qualsiasi altra modalità "; dunque proibiva agli USA il preposizionamento in orbita terrestre di qualsiasi dispositivo azionato da armi nucleari, od anche qualsiasi altro dispositivo capace di "distruzione di massa". Soltanto il laser a raggi X pompato da armi nucleari avrebbe violato questo trattato, dal momento che altri sistemi SDI non avrebbero utilizzato armi nucleari.

Il trattato anti missili balistici, ed il suo conseguente protocollo , che limitava le difese antimissilistiche ad una postazione per paese contenente soltanto 100 missili individuali, sarebbe stato violato dagli intercettori basati a terra dello SDI. Il trattato di non proliferazione nucleare prevede che "ognuna delle parti contraenti il trattato si impegna ad intraprendere negoziati in buona fede, cercando misure efficaci relative a cessazione della corsa alle armi nucleari, alla data più precoce possibile, ad impegnarsi nel disarmo nucleare ed a sottoscrivere un ulteriore trattato su un disarmo nucleare generale e completo sotto controllo internazionale stretto ed efficace". Molti analisti ravvisarono che il favorire lo schieramento dei sistemi ABM fosse una "escalation" piuttosto che la cessazione della corsa alle armi nucleari e dunque una palese violazione di questa clausola.

L'SDI fu criticata perché avrebbe potuto potenzialmente interrompere la dottrina strategica della Distruzione mutua assicurata. Tale teoria postulò che un attacco nucleare volontario fosse inibito dalla probabile eventualità di una reciproca distruzione. Infatti, sebbene un attacco nucleare preventivo possa distruggere diversi armamenti avversari, potrebbero permanere sufficienti missili nucleari per condurre un devastante contrattacco nei confronti di chi ha attaccato per primo. La critica fu unanime nel ritenere che l'SDI avrebbe potuto potenzialmente consentire all'attaccante di sopravvivere al meno devastante contrattacco avversario, cosicché si potesse incoraggiare un attacco primario del paese in possesso dello SDI. Un altro scenario destabilizzante prevedeva l'ipotesi che le Nazioni potessero essere tentate di attaccare prima che l'SDI fosse completato, in modo di evitare una situazione stretegica svantaggiosa.

Ronald Reagan rispose alle critiche nate da queste ipotesi dichiarando che tecnologie dello SDI sarebbe state concesse all'Unione Sovietica per prevenire lo squilibrio che la stessa SDI avrebbe potuto causare.

Si criticò ancora la SDI ritenendolo inefficace contro gli armamenti e testate che non si spostano nello spazio esterno, più precisamente ogni tipo di missile cruise (oppure aerei civili con missili cruise all'interno della stiva), i bombardieri (convenzionali e stealth), il trasporto via terra (in camion, in tank, per successivamente essere sparato con cannoni o missili a breve gittata) e i metodi non convenzionali d'attacco, basati sull'inganno, come la consegna tramite sommergibili oppure in yacht o container di navi di superficie. Quest'ultimo metodo in particolare, dal momento che può essere reso anonimo e non necessita di personale, potrebbe essere impiegato dal terrorismo o da "stati canaglia", dal momento che si tratta di un metodo relativamente economico, difficile da rintracciare e tecnologicamente risibile.

Il programma noto in inglese come "Extended Range Interceptor" (ERINT) era parte di quella componente dello SDI riguardante la difesa dai "missili da teatro" (SRBM e IRBM) ed era un'estensione dell'esperimento "Flexible Lightweight Agile Guided Experiment" (FLAGE), che includeva lo sviluppo della tecnologia "hit-to-kill" ("colpire per uccidere") e per demostrare la grande accuratezza nella guida di intercettori piccoli, agili, guidati terminalmente dal proprio radar.

Nel 1987 un missile FLAGE riuscì a colpire un missile balistico a corto raggio Lance in volo, nel poligono White Sands Missile Range. L'ERINT era un prototipo di missile simile al FLAGE, ma utilizzava un nuovo motore a propellente solido che gli permetteva di volare più velocemente e più in alto rispetto al FLAGE.

Sotto la procedura BMDO, l'ERINT venne in seguito trasformato nella versione rimpicciolita e migliorata (PAC-3) del Missile Patriot.

L'esperimento HOE "Homing Overlay Experiment" (Sperimento di inseguimento a strati sovrapposti) è stato il primo sistema testata dall'esercito USA che impiegava la tecnologia "hit-to-kill".

La tecnologia "hit-to-kill", sviluppata dall'inizio degli anni 80, consiste nel colpire direttamente la testata nemica incombente, mirando a distruggerla (soprattutto il suo sistema di guida ed innesco) ed a sottrargli molta energia cinetica, deviandola dalla rotta e facendola precipitare al suolo dopo aver compiuto circa il 60-80% della propria traiettoria (Per missili in volo sopra l'Oceano Artico, questo significava precipitare in mare o nel nord del Canada). Questo presentava dei vantaggi rispetto alle testate con esplosivo convenzionale e "pallettoni" in ferro, piombo o titanio (come la prima versione del missile Patriot), che spesso non riescono a distruggere il missile incombente, ma lo deviano e/o lo danneggiano in modo incompleto. La cosa era particolarmente grave nel caso di testate chimiche o batteriologiche, che potevano essere nebulizzate e rese potenzialmente più letali.

I precedenti programmi di intercettori anti-missile come il missile Nike Hercules oppure il missile Sprint utilizzavano testate nucleari, innescate da "sensori di prossimità" o dalla guida dei radar di terra. Queste testate, oltre che costose e inquinanti, potevano danneggiare i sistemi radar della difesa missilistica e contraerea, dal momento che potevano generare un potente impulso elettromagnetico.

L' esperimento Homing Overlay Experiment (HOE) è stato il primo intercettore che abbia avuto successo nel dimostrare di poter intercettare in modalità "hit-to-kill" un simulacro di testata di missile balistico all'esterno della atmosfera terrestra. L'esperimento HOE utilizzava un veicolo ad energia cinetica "Kinetic Kill Vehicle" (KKV) per distruggere i missili balistici.

Il KKV era equipaggiato con un sistema di inseguimento ad infrarossi (infrared seeker), elettronica di guida e sistema di propulsione. Nello spazio, il KKV dispiegava una struttura in precedenza ripiegata, simile alle stecche di un ombrello del diametro di 4 m. per aumentare la sua sezione di taglio effettiva. Questo dispositivo distruggerebbe la "testata di rientro" (vedi MIRV) dello ICBM grazie alla pura energia cinetica della collisione.

Quattro test di lancio vennero condotti nel 1983 e 1984 sull'Oceano Pacifico", nello "Kwajalein Missile Range" della Repubblica delle Isole Marshall. Per ogni test venne lanciato dal poligono missilistico californiano di Vandenberg un missile ICBM Minuteman con un singolo simulacro di testata, in un vero veicolo da rientro MIRV, lanciato contro la laguna dell'atollo di Kwajalein distante più di 6.000 kilometri.

Dopo fallimenti nei primi tre test di volo a causa di problemi legati al sistema di guida e ai sensori, il quarto test (quello finale del 10 giugno de 1984) ebbe successo, riuscendo ad intercettare la testata da rientro lanciata dal missile Minuteman RV, colpendola alla velocità di circa 6,1 km/s (più di 20.000 km/h) ad un'altezza di più di 160 km (oltre la stratosfera).

Anche se il quarto test ebbe successo, il New York Times dichiarò nel 1993 che il test era stato "accomodato", condotto in modo di avere successo. Le investigazioni condotte da John Deutch del "Department of Defense", incaricato dal segretario alla difesa Les Aspin, e dallo "General Accounting Office" (la corte dei conti americana) concluserò che il test era stato condotto in modo valido, e con successo.

Questa tecnologia venne in seguito usata dalla SDI ed ulteriormente sviluppata nel programmi "Exoatmospheric Reentry-vehicle Interception System" (ERIS).

Sviluppato dalla Lockheed come la parte costituita da intercettori con base a terra dello SDI, il sistema noto in inglese come Exoatmospheric Reentry-vehicle Interception System (ERIS) comincia ad essere sperimentato nel 1985, con due test nei rpimi anni 90. Il sistema non venne mai dispiegato, ma la tecnologia venne traslata verso il sistema misilistico noto come Terminal High Altitude Area Defense (THAAD), e nel sistema d'intercetori con base a terra attualmente dispiegato come parte del sistema noto come Ground-Based Midcourse Defense (GMD).

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Shanghai Cooperation Organisation

La Shanghai Cooperation Organisation (SCO) è un'organizzazione intergovernativa fondata il 14 giugno 2001 dai capi di stato di Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Uzbekistan, Russia e Cina. Questi paesi, con l' eccezione dell' Uzbekistan, avevano fatto parte originariamente del cosiddetto Shanghai Five (Il Gruppo dei Cinque), ma dopo l'adesione dell'Uzbekistan, nel 2001, i membri dell' organizzazione decisero di trasformarne il nome in quello attuale. In Italia il gruppo è stato sempre comunque conosciuto con il nome di 'Gruppo di Shanghai'.

Il Gruppo di Shanghai (o Gruppo dei Cinque) fu fondato nel 1996 a Shanghai, sigillato dalla firma del Trattato per il rafforzamento dell' appoggio militare nelle regioni di confine da parte dei capi di stato di Kazakistan, Cina, Kirghizistan, Tagikistan e Russia. Nel 1997, questa volta a Mosca, gli stessi paesi firmarono il Trattato per la riduzione delle forze militari nelle regioni di confine.

I successivi incontri si sono tenuti ad Almaty (Kazakistan) nel 1998, a Bishkek (Kirghizistan) nel 1999 ed a Dushanbe (Tagikistan) nel 2000.

Nel 2001 la Cina, e precisamente Shanghai, tornò ad ospitare il summit annuale. Fu durante questo incontro che i cinque stati membri optarono per l'inclusione dell' Uzbekistan, dando vita così al Gruppo dei Sei. Quindi, il 15 giugno 2001, i sei capi di stato firmarono la Dichiarazione della Shanghai Cooperation Organisation, con la quale, oltre ad esprimere un sentito encomio nei confronti dell' operato del Gruppo di Shanghai, veniva espressa la volontà di poter trasformare i meccanismi e gli accordi che legavano i sei stati membri, in una forma di cooperazione ben più ampia ed articolata. Nel luglio del 2001 Russia e Cina, le due maggiori rappresentanti dell' organizzazione, firmarono il Trattato per i buoni rapporti tra stati confinanti e per una cooperazione amichevole.

Nel giugno del 2002, i capi dei paesi aderenti alla SCO si incontrarono in Russia, a San Pietroburgo. Qui firmarono lo statuto della SCO, nel quale venivano spiegati gli scopi, i principi, le strutture e le linee d' azione dell' organizzazione, consolidandone ufficialmente la struttura anche sotto l' aspetto del diritto internazionale.

La linea d'azione SCO è fortemente influenzata dalle preoccupazioni espresse dai paesi membri dell' Asia Centrale relativamente alla sicurezza, identificando nel terrorismo, separatismo ed fondamentalismo le principali minacce alla loro esistenza.

Nel 2003 venne costituito a Shanghai un centro per l'anti-terrorismo e durante il summit SCO tenutosi a Tashkent, in Uzbekistan, dal 16 al 17 luglio 2004, si pervenne ad un accordo per l' istituzione di una Struttura Regionale per l' Anti-terrorismo (RATS, Regional Anti-Terrorism Structure). Il 21 aprile 2006 la SCO ha deciso di fondare un nuovo organismo per combattere i crimini relativi alla produzione ed al commercio di droga. Nell'aprile 2006, Grigory Logninov ha dichiarato che nonostante la SCO non avesse in programma di trasformarsi in un blocco militare, il crescente aumento delle minacce di "terrorismo, fondamentalismo e separatismo" rendeva necessario un massiccio coinvolgimento delle forze armate. La SCO ha finora effettuato numerose esercitazioni militari: la prima, nel 2003, avvenne in due fasi distinte, dislocate una in Kazakistan, l'altra in Cina. La prima esercitazione militare congiunta tra Russia e Cina, denominata Peace Mission 2005, si è svolta su ben più ampia scala, anche se al di fuori della struttura della SCO, il 19 agosto 2005. Visto il buon esito delle esercitazioni cino-russe, le autorità russe hanno cominciato a parlare di un possibile ruolo militare della SCO e dell' eventualità che anche l'India potesse, in un prossimo futuro, aggiungersi all esercitazioni.

Le più recenti esercitazioni congiunte si sono svolte tra il 9 e il 17 Agosto 2007 a Celiabinsk, sugli Urali in Russia, e un'altra e' programmata in Asia Centrale, come deciso durante l' incontro dei Ministri della Difesa della SCO nell' aprile 2006. È probabile l'impiego di mezzi dell'aviazione e di armi ad alta precisione. Il Ministro della Difesa russo, Sergei Ivanov, ha dichiarato che le esercitazioni avranno luogo in piena trasparenza e saranno aperte ai mezzi di informazione ed al pubblico. Le esercitazioni militari a Celiabinsk, le prime congiunte di tutti i Paesi del gruppo di Shanghai, sono state seguite dal premier russo Putin e quello cinese Hu. Le manovre sono state seguite anche dai leader degli altri quattro paesi centro-asiatici che fanno parte dello Sco. Alle manovre hanno partecipato piu' di 6.000 soldati, in gran parte russi e cinesi, e oltre 70 tra elicotteri e aerei di questi due Paesi. È stato simulato l'attacco contro un migliaio di ribelli che hanno occupato un villaggio, preso degli ostaggi e che si accingono ad attraversare una vicina frontiera.

L'ultimo incontro dei Ministri della Difesa si è svolto il 16 agosto 2007 a Bishkek, capitale del Kirghizistan. Teheran avrebbe chiesto di entrare nel Gruppo di Shanghai (Sco) (fonte agenzia Itar-Tass, citando il vice ministro degli esteri russo Aleksander Losiukov), inoltre il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad ha definito lo scudo spaziale Usa come una minaccia non solo per un singolo Paese ma per tutta l'Asia (fonte agenzia Interfax). Ahmadinejad si è detto convinto che il gruppo di Shanghai "riuscirà a prevenire l'uso della forza e delle minacce e il tentativo di imporre la propria volontà da parte di alcune potenze" e "sarà messaggero di pace e amicizia nel mondo intero" (fonte ANSA). Durante l'incontro la Russia ha proposto di convocare una conferenza sull'Afghanistan, sotto l'egida della SCO.

Il 23 settembre 2003, venne firmato dagli stati membri della SCO un abbozzo di accordo per l'intensificazione della cooperazione economica. Nel corso dello stesso incontro, il premier cinese Wen Jiabao aveva proposto l'obiettivo a lungo termine di costituire un'area per il libero commercio nell'ambito dei paesi aderenti alla SCO, mentre altre misure più immediate sarebbero state prese per migliorare e facilitare lo scambio delle merci nella regione. L'anno successivo, il 23 settembre 2004, è stato approvato un piano di monitoraggio comprensivo di un centinaio di azioni specifiche.

Durante l'incontro svoltosi a Mosca il 26 ottobre 2005, il Segretario Generale dell'organizzazione ha dichiarato che la SCO avrebbe dato la priorità ai progetti comuni per lo sviluppo energetico che avrebbero riguardato principalmente il settore del gas e del petrolio, l'esplorazione di nuove riserve di idrocarburi e lo sfruttamento congiunto delle riserve d'acqua. La creazione di un Consiglio interbancario della SCO è stato, in quell'occasione, il risultato di un accordo pensato per il finanziamento di futuri progetti congiunti. Il primo incontro della Interbank Association della SCO ha avuto luogo a Pechino nei giorni 21 e 22 febbraio 2006.

La cooperazione culturale è un' altra delle prerogative della SCO. I ministri della cultura degli stati membri si sono incontrati per la prima volta a Pechino il 12 aprile 2002, sottoscrivendo una dichiarazione d'intenti per la continuità della cooperazione. Il terzo incontro dei ministri si è svolto a Tashkent, in Uzbekistan, nei giorni 27 e 28 aprile 2006.

Durante il summit di Astana, nel 2005, ha avuto luogo il primo Festival delle Arti organizzato della SCO. Un secondo Festival delle Arti dovrebbe svolgersi a Shanghai nel giugno 2006. Il Kazakistan ha suggerito l'allestimento di un festival delle danze popolari, da tenersi ad Astana nel 2008.

Tra gli altri paesi, la Mongolia è stata la prima nazione a vedersi assegnato, nel 2004, lo status di osservatore, durante il summit di Tashkent. È stato poi il turno di Pakistan, India e Iran , il 5 luglio 2005, in occasione dell'incontro di Astana, in Kazakistan. Tutte e quattro le nazioni potrebbero presto diventare membri dell'organizzazione a tutti gli effetti.

Li Hui, segretario del Ministero degli Esteri cinese, ha dichiarato, in un' occasione, che non accetterà nuovi membri se non in conseguenza di studi molto approfonditi. Anche secondo Grigory Logninov, membro permanente russo nella segreteria della SCO, l'allargamento della SCO è impedito da "un meccanismo immaturo che regola l'ammissione di nuovi membri" e il segretario generale Zhang Deguang ha aggiunto che un'eccessiva espansione avrebbe potuto ostacolare l'intensificazione della cooperazione.

Durante una serie di incontri avvenuti nel febbraio 2006 tra le autorità cinesi ed i mezzi di informazione, il presidente del Pakistan, Pervez Musharraf, ha sostenuto fortemente la candidatura del proprio paese per l'ammissione a membro effettivo dell'organizzazione, dichiarandone l'idoneità ed il possesso dei requisiti necessari. La Cina ha dichiarato che ne avrebbe discusso con gli altri membri della SCO. Intanto, Musharraf è stato formalmente invitato al sesto summit della SCO che ha avuto luogo a Shanghai nel giugno 2006.

La SCO ha incoraggiato anche l'India ad unirsi all'organizzazione, affermando che se decidesse di partecipare verrebbe considerata come una richiesta formale di adesione. Viene ritenuto che la Russia sosterrà l'adesione del Pakistan solo nel caso che anche quella dell'India venga accettata. Considerate le dispute tra le due nazioni, lo scenario può essere paragonato all'entrata contemporanea di Grecia e Turchia nella NATO. Fino ad ora l'India non ha presentato alcuna richiesta ufficiale di adesione, ma avrebbe fatto trapelare ufficiosamente il proprio interesse.

Anche la Bielorussia ha presentato la richiesta di ammissione in qualità di osservatore e pare le sia stato, a questo riguardo, promesso sostegno da parte del Kazakistan. In ogni caso il Ministro della Difesa russo, Sergei Ivanov, avrebbe espresso dei dubbi sulla probabilità dell'accoglienza della richiesta della Bielorussia, in quanto si tratterebbe di un paese puramente europeo.

Sebbene nella dichiarazione che è alla base della costituzione della SCO si legga che "non è un'alleanza intesa contro altri stati e regioni ed aderisce al principio di apertura", gran parte degli osservatori credono che uno degli scopi fondanti dell'organizzazione sia stato quello di agire da contrappeso nei confronti degli Stati Uniti e, in particolare, di evitare conflitti che darebbero spazio ad interventi USA in aree vicine alla Russia o alla Cina. Molti osservatori credono, inoltre, che l'organizzazione sia stata creata come risposta alla minaccia rappresentata dai sistemi di difesa missilistica in mano agli Stati Uniti, dopo l'inversione di corso attuata da questi ultimi in materia di armamenti nucleari, con conseguente promozione della "Difesa missilistica nazionale" (National Missile Defense).

La capacità del gruppo di agire con metodo e coordinamento è stata limitata dagli interessi contrapposti di Russia e Cina. All'indomani degli attacchi dell'11 settembre 2001, la SCO non è stata capace di sviluppare una politica coordinata contro il terrorismo e non è riuscita a confrontarsi in modo unitario con gli Stati Uniti. Gli USA, dal canto loro, sono stati invece capaci di accrescere in modo consistente la propria influenza, offrendo aiuti e riuscendo a convincere gran parte degli stati membri dell'Asia Centrale a concedere il loro territorio per l'installazione di basi militari USA.

Le guerre in Afghanistan ed Iraq hanno favorito l'espansione della presenza militare statunitensi nella regione in Uzbekistan, Tagikistan e Kirghizistan. Dal summit della SCO di Astana (Kazakistan) del luglio 2005, venne la sollecitazione a stabilire una tabella di marcia per il ritiro delle truppe USA dai territori degli stati membri. Poche settimane dopo, l'Uzbekistan chiese agli USA di lasciare la base aerea K-2. A questo summit hanno partecipato per la prima volta con lo status di osservatori anche India, Iran e Pakistan.

Nel 2006, l'Iran è in attesa di essere elevato al rango di membro a pieno titolo della SCO e verrà, probabilmente, incluso in operazioni congiunte sia di tipo militare che economico, dopo 20 anni di isolamento. La Bielorussia, che ha fatto richiesta di entrare a far parte dell'organizzazione come osservatore, è un'altra nazione che ha sperimentato l'isolamento internazionale da parte dell'occidente, a motivo della pratica di metodi antidemocratici.

L'agenzia di stampa cinese Xinhua, ha annunciato, il 15 aprile 2006, che l'Iran è stato invitato ad unirsi alla Shanghai Cooperation Organization.

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Trattato anti missili balistici

Il Trattato Anti Missili Balistici - conosciuto anche come Trattato ABM (in inglese ABM Treaty) venne firmato da USA ed URSS il 26 maggio 1972 ed entrò in vigore il 3 ottobre dello stesso anno.

Il suo scopo era limitare le possibilità di difesa antimissile delle due parti, in modo da frenare la proliferazione delle armi nucleari offensive. In questo senso, il Trattato fa parte della strategia delle relazioni sovieto-americane durante la guerra fredda che prevedeva una parità strategica basata sulla dottrina della mutua distruzione assicurata.

In base al trattato anti-missile balistico, ciascuna delle parti aveva la possibilità di installare un solo sistema antimissile fisso di 100 missili da collocare o nella capitale o in un campo di missili ICBM. Inoltre, era esplicitamente vietato sviluppare un sistema antimissile in grado di coprire tutto il territorio nazionale. Altre clausole facevano sì che la capacità di ognuna delle parti di difendersi da un massiccio attacco nucleare strategico venisse fortemente limitata. L'effetto era che, anche se avesse optato per il cosiddetto "primo colpo", la Potenza attaccante sarebbe rimasta praticamente in balia della risposta massiccia (considerata inevitabile) dell'avversario, subendone terribili distruzioni.

Il Trattato ABM si inserisce storicamente nella fase della guerra fredda in cui prevalsero negli Stati Uniti e nell'Unione Sovietica le forze convinte dell'impossibilità di vincere una guerra nucleare strategica. Per i nordamericani in particolare, in questa fase veniva considerato più utile assicurarsi una massiccia forza di secondo colpo (second strike) in modo da dissuadere l'URSS da un attacco assicurando la sua totale distruzione (deterrence by punishment, deterrenza per punizione); la seconda opzione, la possibilità di sferrare un primo colpo paralizzante per poi sostenere il secondo colpo sovietico minimizzando le perdite con l'uso di sistemi antimissile (deterrence by denial, deterrenza per negazione) non fu mai abbandonata ed anzi prese il sopravvento negli anni '80 sotto la presidenza di Ronald Reagan, che lanciò l'Iniziativa di Difesa Strategica (SDI, chiamata anche Guerre Stellari o Scudo Spaziale) che svuotava il trattato ABM prevedendo una copertura antimissile totale del territorio americano.

Con la dissoluzione dell'Unione Sovietica e la ridefinizione delle minacce compiuta dagli USA, il Trattato ABM perse il suo residuo significato strategico e venne denunciato dal Presidente G.W. Bush jr. il 13 giugno 2002.

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START II

Il trattato START II è stato siglato nel gennaio 1993 tra il presidente statunitense George H. W. Bush e quello russo Boris Eltsin. Con esso è stato bandito l'uso dei MIRV (Multiple independently-targetable reentry vehicle, sistemi di trasporto e lancio multiplo di testate).

Ratificato dapprima nel gennaio 1996 dal senato degli Stati Uniti, il trattato è rimasto in sospeso per alcuni anni alla duma russa, la ratifica fu posposta varie volte in segno di protesta contro gli interventi militari statunitensi in Iraq e in Kosovo, nonché contro l'espansione nell'Europa orientale della NATO.

Col passare del tempo il trattato perse di interesse per le parti; gli Stati Uniti iniziarono a premere per una modifica del trattato ABM per poter sviluppare una tecnologia anti-missile (il cosiddetto "scudo spaziale"), modifica che incontrò il netto rifiuto russo. Il 14 aprile 2000 la Russia ratificò il trattato vincolandolo all'intoccabilità del trattato ABM.

START II è stato ufficialmente superato dal trattato SORT, siglato dai presidenti George W. Bush e Vladimir Putin il 24 maggio 2002, col quale le parti abbandonano la logica dei trattati precedenti - con le loro accurate limitazioni al numero di armi specifiche - e impegnano invece entrambi i loro stati ad una riduzione unilaterale indipendente del numero totale delle testate.

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Trattato di Lisbona

L'unione dei trattati nella Costituzione europea (sinistra) e la struttura che uscirà da Trattato di Lisbona che emenderà gli esistenti trattati (destra).

Il Trattato di Lisbona (noto anche come Trattato di riforma) è il trattato redatto per sostituire la Costituzione europea bocciata dal 'no' nei referendum francese e olandese del 2005.

L'intesa arriva dopo i due anni del "periodo di riflessione" ed è stata preceduta dalla Dichiarazione di Berlino del 25 marzo 2007, in occasione dei 50 anni dell'Europa unita, nella quale il cancelliere tedesco Angela Merkel e il presidente del Consiglio dei ministri italiano Romano Prodi esprimevano la volontà di sciogliere il nodo entro pochi mesi, al fine di consentire l'entrata in vigore di un nuovo trattato nel 2009 (anno delle elezioni del nuovo Parlamento europeo).

Nello stesso periodo nasce a tal fine il cosiddetto "Gruppo Amato", chiamato ufficialmente "Comitato d'azione per la democrazia europea" (in inglese "Action Committee for European Democracy" o ACED) e supportato dalla Commissione europea (che ha inviato due suoi rappresentanti alle riunioni), con il mandato non ufficiale di prospettare una riscrittura della Costituzione basata sui criteri che erano emersi durante le consultazioni della Presidenza tedesca con le varie cancellerie europee. Il risultato è stato presentato il 4 giugno 2007: il nuovo testo presentava in 70 articoli e 12 800 parole circa le stesse innovazioni della Costituzione (che aveva 448 articoli e 63 000 parole) diventando così il punto di riferimento per i negoziati.

Il Consiglio Europeo di Bruxelles, sotto la presidenza tedesca, il 23 giugno 2007 raggiunse l'accordo sul nuovo Trattato di riforma.

Valery Giscard d'Estaing, il presidente della Convenzione europea, ha dichiarato che le differenze tra i testi della Costituzione europea e del Trattato di riforma sono solo "cosmetiche" e che rendono quest'ultimo meno comprensibile rispetto al primo mentre il "think tank" euro-scettico "Openeurope" si è spinto fino all'analisi dettagliata, notando che il Trattato di riforma è per il 96% identico alla Costituzione europea.

I negoziati hanno presto risolto, con diverse concessioni, i nodi britannici mentre la questione polacca si è rivelata quasi insormontabile a causa del deciso rifiuto dei leader Lech e Jaroslaw Kaczynski di accettare la maggioranza qualificata. Un accordo tra Varsavia e la tedesca Merkel (che prevedeva l'entrata in vigore della maggioranza qualificata solo nel 2014) è stato dapprima accettato e poi respinto dalla Polonia. A questo punto, sotto la pressione dell'Italia che ha guidato una coalizione di paesi europeisti a oltranza, il cancelliere Angela Merkel aveva proposto di indire una nuova Conferenza intergovernativa senza includere la Polonia che, di fatto, sarebbe così rimasta fuori dal nuovo trattato. Ciò ha spaventato il governo polacco che ha infine accettato una proposta di compromesso.

L'accordo pone fine a due anni e mezzo di incertezza istituzionale successiva al blocco dei referendum francese e olandese sulla Costituzione. Il Trattato è stato approvato ufficialmente il 18 ottobre 2007 nel vertice informale di Lisbona che concludeva la CIG ed è stato firmato dai capi di Stato e di Governo il 13 dicembre 2007, sempre a Lisbona.

L'Ungheria è stato il primo paese a ratificare il Trattato, il 17 dicembre 2007, a soli quattro giorni dalla firma dello stesso.

Il Trattato è stato ratificato da quasi tutti gli stati firmatari, prevalentemente per via parlamentare, nel corso del 2008. Vari gruppi euroscettici (danesi e inglesi) hanno chiesto nei primi mesi del 2008 la ratifica attraverso referendum, avendo notato che le implicazioni legali del Trattato rispetto alla precedentemente bocciata Costituzione europea sono identiche, ma non l'hanno ottenuta.

Solo l'Irlanda, nel rispetto della sua Costituzione, ha deciso di effettuare un referendum confermativo, mentre i Paesi Bassi, la Repubblica Ceca e la Danimarca hanno deciso di non tenerlo: l'obiettivo era quello di riuscire a far entrare in vigore il Trattato il 1° gennaio 2009, prima delle elezioni europee del giugno successivo.

Il 'no' dell'Irlanda al referendum del 12 giugno 2008 ha causato una battuta d'arresto dell'entrata in vigore del Trattato, ma non una sua messa da parte: la Commissione europea e i responsabili dei maggiori governi continentali (Spagna, Polonia, Svezia, Germania e Francia Regno Unito, Cipro, Italia, Slovacchia e Ungheria, Danimarca, Olanda, Slovenia - presidente UE) hanno dichiarato che il processo di ratifica deve proseguire. Il Portogallo (che ha già ratificato) non si è voluto sbilanciare, mentre solo la Repubblica Ceca ha dichiarato di voler fermare il processo di ratifica. Si è quindi deciso di seguire lo schema del 2001, quando un'iniziale bocciatura del Trattato di Nizza, sempre in Irlanda, fu poi trasformata in promozione con un secondo referendum.

Si ritiene inoltre politicamente impraticabile qualsiasi nuovo allargamento senza la previa approvazione del Trattato di Lisbona.

Il 20 dicembre 2007 il Consiglio costituzionale ha ritenuto parzialmente incompatibili con la Costituzione francese alcune disposizioni del Trattato di Lisbona e quindi, prima di inoltrarsi nella ratifica formale del testo, si è provveduto a modificare la Costituzione stessa. Il relativo progetto di riforma costituzionale è stato approvato dall'Assemblea Nazionale il 16 gennaio 2008, dal Senato il 29 gennaio 2008 e dal Congresso (formato dall'Assemblea Nazionale e dal Senato riuniti in seduta comune) il 4 febbraio 2008. La legge di revisione costituzionale è stata poi pubblicata nel Journal officiel il 5 febbraio 2008, giorno a partire dal quale la Francia ha potuto così procedere alla ratifica del Trattato.

La ratifica tedesca è attualmente sospesa. La legge di ratifica è stata approvata dal Parlamento e quindi ora, per completare l'iter, manca solo la promulgazione da parte del presidente della Repubblica Horst Köhler e il deposito degli strumenti di ratifica a Roma, procedure che avverranno dopo il pronunciamento della Corte costituzionale sulla compatibilità del Trattato con la Legge fondamentale (Costituzione tedesca), a seguito di un ricorso proposto dal parlamentare tedesco Peter Gauweiler (CSU), membro del Bundestag. L'udienza davanti all'Alta Corte si è svolta il 10 e 11 febbraio 2009 ma la sentenza è attesa per il mese di maggio del 2009.

Dal 1987 in avanti, dopo una decisione in merito da parte della Corte suprema, i trattati internazionali che potrebbero essere in conflitto con la Costituzione irlandese devono essere ratificati con un referendum popolare. Così nel giugno 2008 l'Irlanda è stato l'unico Stato membro a tenere una consultazione popolare sul Trattato. Tutti i membri dei tre partiti di governo nell'Oireachtas hanno sostenuto il 'sì'. Così hanno fatto tutti i partiti di opposizione nel Parlamento, con l'eccezione del Sinn Féin. I Verdi, pur essendo un partito di governo, non hanno preso ufficialmente posizione non riuscendo a raggiungere una maggioranza dei due terzi (in uno o nell'altro senso) nel suo congresso del gennaio 2008 e lasciando così i propri membri liberi di decidere autonomamente. La maggior parte dei sindacati e delle organizzazioni irlandesi di categoria hanno sostenuto il 'sì', mentre hanno sostenuto il 'no' il Sinn Féin, il gruppo Libertas, il gruppo "L'Alleanza della gente prima del profitto" e alcuni gruppi minori di ispirazione marxista, inoltre il "Partito indipendentista dal Regno Unito" ha incoraggiato i propri membri a andare in Irlanda fare campagna per il 'no'. Il 'no' ha vinto con il 53,4% dei voti (862 415 elettori) contro il 46,6% del 'sì' (752 451 elettori). L'affluenza è stata di poco superiore al 50% degli aventi diritto.

L'Irlanda si sta incamminando verso un secondo referendum che si è impegnata a tenere prima dell'entrata in funzione della prossima Commissione europea, ossia prima della fine di ottobre 2009. Il 27 novembre 2008 una sub-commissione del Parlamento irlandese ha infatti stabilito formalmente che "non ci sono ostacoli giuridici al fatto che in Irlanda si svolga un secondo referendum sul Trattato di Lisbona". Mentre Brian Cowen si dichiara fiducioso sull'esito del nuovo voto dopo le concessioni avute nel Consiglio europeo dell'11-12 dicembre 2008, le principali forze politiche che sostennero il 'no' durante la prima consultazione hanno confermato la loro opposizione al Trattato anche per il secondo referendum.

In Italia, a causa delle elezioni politiche anticipate e della volontà di alcuni gruppi parlamentari di non procedere alla ratifica a camere sciolte, nonostante un appello informale in questo senso fosse stato fatto dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il disegno di legge presentato dal Governo Prodi non fu votato. Il nuovo Governo Berlusconi ha dovuto quindi ripresentare un disegno di legge per procedere alla ratifica. Tale disegno di legge è stato in seguito approvato all'unanimità dal Parlamento, promulgato dal presidente della Repubblica e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 185 dell'8 agosto 2008, supplemento ordinario n. 188.

La ratifica in Polonia è attualmente ferma in quanto si attende la firma presidenziale (il cosiddetto "atto di ratifica"). Il presidente della Repubblica polacca Lech Kaczyński ha però firmato la legge che gli permette di ratificare il Trattato: questa legge fissa la procedura per concedere l'autorizzazione alla ratifica ed è stata fatta ai sensi dell'articolo 90 comma 4 della Costituzione polacca. Ciò non significa però che la Polonia abbia terminato la procedura di ratifica. Il presidente della Repubblica infatti non è costretto a ratificare il Trattato, tuttavia sembra improbabile che non lo faccia se quest'ultimo si incamminerà sulla via della ratifica nel resto dell'UE. Kaczyński ha rilasciato numerose dichiarazioni, correggendo più volte il tiro e subendo pressioni soprattutto dal capo di Stato francese Nicolas Sarkozy (presidente di turno del Consiglio europeo durante il secondo semestre 2008) per rispettare gli impegni presi. Nella sua ultima uscita ha affermato che concederà la sua firma quando anche l'Irlanda sarà pronta a ratificare. La mossa sembra più che altro una manovra di politica interna che lo vede contrapporsi al primo ministro Donald Tusk sulla questione dello scudo spaziale USA da ospitare nel Paese.

Il milionario conservatore ed euro-scettico Stuart Wheeler ha presentato un ricorso presso l'Alta Corte di Londra volto ad ottenere la convocazione di un referendum preventivo riguardo la ratifica del Trattato di Lisbona ma il 25 giugno 2008 l'Alta Corte ha respinto la richiesta.

Il presidente della Repubblica ceca Václav Klaus potrebbe essere un ostacolo alla ratifica del Trattato poiché è un fervente euro-scettico e ne ha chiesto l'abbandono definendolo "morto" dopo il 'no' del referendum irlandese (unico capo di Stato ad agire in tal modo). A norma della Costituzione ceca, la ratifica richiede la firma presidenziale, ma è molto improbabile che questa sarà negata se entrambi i livelli del Parlamento approveranno il Trattato. Il 24 luglio 2008 il presidente della Repubblica ha affermato che non firmerà il Trattato se l'Irlanda non lo ratificherà prima.

La Corte costituzionale ceca ha sentenziato il 26 novembre 2008 che "il Trattato di Lisbona dell'UE non viola la Costituzione nazionale" aprendo così la strada alla sua ratifica parlamentare dopo sei mesi di blocco. La richiesta di una verifica della costituzionalità del Trattato era partita dal Senato ceco, probabilmente al fine di acquietare i timori dei partiti più piccoli rappresentati in Parlamento.

La Camera e il Senato hanno iniziato l'esame del trattato rispettivamente il 9 e il 10 dicembre 2008, ma entrambi i rami del Parlamento hanno deciso di rinviare il voto a febbraio 2009 per pronunciarsi preventivamente sull'accordo con gli USA per la realizzazione di una base radar e per dare il tempo ai due maggiori partiti di negoziare una tregua in vista del semestre di presidenza UE del 2009. La Camera ha approvato la ratifica il 18 febbraio 2009 mentre il Senato l'ha ulteriormente rinviata al 6-7 maggio 2009 (complice anche un'intervenuta crisi di governo) al fine di dare prima il via libera all'inserimento nel regolamento di entrambi i rami del Parlamento del cosiddetto "istituto del mandato vincolato" secondo il quale ogni trasferimento di competenza dal piano nazionale a quello comunitario dovrà essere preventivamente approvato da entrambe le Camere (non potrà più bastare quindi il solo parere favorevole del Governo).

Oltre agli Stati membri dell'Unione europea, sono chiamati a votare sul Trattato di Lisbona anche il Parlamento europeo, Gibilterra e le Isole Åland. Il pronunciamento del Parlamento europeo è puramente consultivo e quindi non indispensabile per l'entrata in vigore, tuttavia ha una forte valenza politica in quanto è un influente segnale istituzionale di condivisione del Trattato. Riguardo a Gibilterra e alle Isole Åland invece, una loro bocciatura provocherebbe la mancata applicazione del Trattato nel territorio in questione ma non interesserebbe ugualmente il processo di ratifica generale.

Gibilterra è un territorio d'oltremare del Regno Unito, fa parte dell'Unione europea, ma è argomento di determinate esenzioni. La ratifica del Parlamento di Gibilterra non è necessaria affinché il Trattato entri in vigore, ma dei cambiamenti nella legislazione interna sono obbligatori affinché esso si applichi anche in quest'enclave britannica.

Le Isole Åland, sono una provincia autonoma della Finlandia, fanno parte dell'Unione europea, ma sono argomento di determinate esenzioni. Il processo di ratifica del Trattato nel Parlamento regionale è cominciato, ma non è stata ancora fissata la data del voto. Il risultato dipenderà dalle trattative in corso tra l'amministrazione centrale e quella regionale. Una minoranza nel Parlamento regionale ha proposto un referendum popolare anche se la sua convocazione è improbabile visto che la maggioranza è contraria. La ratifica del Parlamento delle Isole Åland non è necessaria affinché il Trattato entri in vigore, ma è indispensabile affinché le relative disposizioni si applichino in questo territorio. Un eventuale voto negativo, dunque, non renderebbe esecutivo il Trattato nelle Isole Åland ma non ne impedirebbe però l'adozione nel resto della Finlandia. In questo caso la Finlandia perderebbe un membro del Parlamento europeo in conformità sia con il Trattato di Nizza che con quello di Lisbona.

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FutuRisiKo!

FutuRisiko! è una variante di gioco Risiko.

Occupare per primi venti territori, o distruggere l'armata dell'avversario/degli avversari.

6 "Scudo Spaziale", 12 "Super Produzione", 6 "Tregua", 6 "Tradimento").

La Plancia è suddivisa in 36 territori e 8 aree di mare. I territori sono contraddistinti da un nome scritto in nero e da una grande città; sono separati da un confine rosso. Le aree di mare sono contraddistinte da un nome scritto di bianco, e sono delimitate da un confine tratteggiato di bianco. Alcuni territori separati da brevi tratti di mare sono collegati da linee nere, che possono essere attraversate dalle armate terrestri.

Il gioco è suddiviso in 4 fasi. Al termine di ogni fase si passa a quella successiva. Al termine dell'ultima fase si ritorna alla prima. 1) Determinazione della sequenza di gioco, 2) Distribuzione delle carte, 3) Fase produttiva, 4) Fase operativa.

Mischiate le carte e pescatene una (o più), fino ad ottenere un colore corrispondente a quello di uno dei giocatori, il quale sarà, nelle tre fasi successive il primo a giocare. Gli altri seguiranno in senso orario.

ATTENZIONE!: Nel primo turno questa fase non va giocata. Distribuite le carte in modo tale che un giocatore ne abbia una per ogni tre bandiere. Un giocatore può, prima di ricevere una carta, scartarne una di quelle in suo possesso.

Le armate terrestri e aeree vengono poste su un territorio in possesso del giocatore. Le armate marine vengono poste in un'area di mare adiacente al territorio sotto il possesso del giocatore. In questa fase possono essere giocati "Missili Balistici", "Super Produzione", "Scudo Spaziale".

La fase operativa è composta da: MOVIMENTO e COMBATTIMENTO.

Le armate navali utilizzate per gli spostamenti anfibi non possono eseguire ulteriori movimenti.

ATTENZIONE!: la plancia rappresenta il planisfero, quindi il Pacifico Settentrionale e Meridionale confinano con il continente americano. Tenete conto di questo fatto per gli spostamenti militari nel gioco. Esempio: un'armata aerea in California si può spostare direttamente in Giappone.

Dopo aver completato i movimenti si passa alla fase di combattimento.

COMBATTIMENTO NAVALE: Le armate marine possono attaccare una sola volta per turno un'armata aerea o terrestre nemica, su un territorio adiacente alla area di mare da essa occupata. Dopo aver dichiarato quale territorio attaccare, il giocatore lancia due dadi per ogni sua armata marina, eliminando un'unità aerea o terrestre per ogni colpo messo a segno (cioè se esce l'immagine dell'esplosione). Se ci sono dei sottomarini nell'area di mare in cui risiede il sottomarino del giocatore, esso può distruggere gli altri usando solo la carta "Siluro Killer". le armate marine non possono distruggere le bandierine.

COMBATTIMENTO TERRESTRE E AEREO: Le armate del giocatore di turno possono attaccare una sola volta per turno un'unità terrestre o aerea del territorio in cui si svolge la battaglia.

Lancia i dadi il giocatore che possiede nel territorio il maggior numero di armate aeree (se sono pari allora lancia per primo il difensore).

L'attaccante lancia un dado per ogni sua armata coinvolta nel combattimento, eliminando, subito, un'armata nemica per ogni colpo messo a segno. Prima i lanciare i dadi il giocatore può giocare le carte "Arma Segreta" e "Tradimento".

Il difensore lancia un dado per ogni sua armata coinvolta nella battaglia, più due per la bandiera, eliminando, subito, un'armata nemica per ogni colpo messo a segno. Prima di lanciare i dadi il giocatore può giocare le carte "Arma Segreta" e "Tradimento.

Il combattimento prosegue con una serie alternata di lanci di dado, fino alla vittoria di uno dei due giocatori.

L'attaccante vince se elimina tutte le armate avversarie e la bandierina (ponendovi sopra una sua bandierina). Le bandierine possono essere eliminate con un solo colpo, ma prima l'attaccante deve distruggere tutte le armate.

Il difensore vince se elimina tutte le armate dell'attaccante.

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Source : Wikipedia