Scandicci

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Inviato da maria 24/03/2009 @ 00:15

Tags : scandicci, toscana, italia

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Scandicci

Panorama di Scandicci

Scandicci è un comune di circa 49.562 abitanti che sorge nell'area collinare ad ovest di Firenze e fa geograficamente parte della grande Area metropolitana Firenze - Prato - Pistoia.

Il suo territorio si estende su una superficie di 59,59 km² dal fiume Arno, che forma il confine naturale a nord, fino alla valle del fiume Pesa a sud-ovest. Con i suoi 50.000 abitanti Scandicci è tra i comuni più popolati della provincia di Firenze.

Col crescere di dimensioni della popolazione e con il conseguente sviluppo urbanistico l'abitato di Scandicci si trova oggi sul confine della città di Firenze, con i due centri abitati che si uniscono senza un confine evidente. Il territorio di Scandicci è circondato dal verde dei suoi boschi, delle colline e da alcuni parchi.

Sebbene esistessero già dei piccoli insediamenti in epoca romana (che hanno lasciato una cinquantina di siti archeologici) nei documenti ufficiali Scandicci compare per la prima volta nel 1774 quando la riforma leopoldina istituisce la comunità di Casellina e Torri (vecchio nome di Scandicci) che va ad accorpare un gran numero di piccole comunità. Negli anni successivi la cittadina viene ampliata territorialmente per andare ad inglobare le comunità di Cintoia, Marignolle e parte di Soffiano ma rimane un paesino fino agli anni '60 quando una vera e propria ondata di immigrazione (soprattutto da Firenze, dalle campagne della provincia e da altre zone della Toscana), in poco meno di 10 anni, triplica la popolazione comunale. Risultato storico della fusione delle varie frazioni, il centro urbano si presenta oggi come un unico agglomerato chiuso in un quadrilatero con a nord e ad est Firenze, ad ovest il tracciato della Autostrada del Sole A1 e a sud la collina di Scandicci Alto. Il centro di Scandicci, nei prossimi anni, sarà ridisegnato in base ad un nuovo disegno urbanistico, ripensato in relazione a due opere pubbliche di grande rilievo, la "tramvia" (tramvia di Firenze) e la terza corsia autostradale; tali opere infrastrutturali modificheranno l'aspetto della cittadina e ne ridetermineranno il rapporto con la vicina Firenze. Dal 2001 la zona denominata i Pratoni ha visto l'apertura di un grande centro logistico per la distribuzione delle merci, da parte di una delle maggiori catene italiane della grande distribuzione che negli anni ha inglobato anche altre realtà produttive in via di traferimento. Nei prossimi anni, nella zona, sarà edificato un enorme polo commerciale tra i più grandi d'Italia. Il territorio circostante ha beneficiato, pertanto, di una riqualificazione generale.

Dal maggio 2006 la vecchia uscita Firenze-Signa dell'autostrada A1 situata da sempre nel territorio comunale di Scandicci è stata sostituita con il nome Firenze-Scandicci ed è accessibile direttamente dalla SGC FI-PI-LI in direzione Pisa/Livorno accedendo da Viale Etruria (Firenze) e in direzione Sud dallo Svincolo Scandicci.

Per lo stemma comunale è stato adottato l'originale simbolo araldico del comune di Casellina e Torri inglobato nel 1929. La descrizione ufficiale è di seguito riportata " D’azzurro, alla casa al naturale, accostata da due torri merlate alla guelfa, il tutto sulla campagna al naturale; al canton franco d’argento al giglio di Firenze".

Alla fine della seconda guerra mondiale, Scandicci fu liberata il 4 agosto 1944.

Nel comune di Scandicci sono presenti numerose ville. Tale presenza testimonia il desiderio degli artigiani e dei borghesi di un tempo di avere una residenza, oltre che comoda e fuori mano, anche espressione della cultura artistica della Firenze di cui Scandicci era satellite. In queste ville non è difficile trovare infatti la mano degli stessi artisti chiamati a costruire operare più importanti nella vicina Firenze. Le maestranze e gli artisti erano, in questo modo, valorizzati e i migliori potevano emergere, dando lustro e fama alla scuola fiorentina. Dopo il restauro, le stesse ville, costruite in zone panoramiche ma poco accessibili, richiedevano l'apertura di strade per essere raggiunte in modo più diretto. Tale apertura di strade innescava un circolo virtuoso in quanto la villa poteva essere più facilmente raggiunta da vicini che, notando i lavori effettuati, imitavano, nelle loro proprietà, quanto fatto. Dopo Villa I Collazzi, Villa I lami posta in Via di San Niccolò è senz'altro uno degli esempi di dimore cinquecentesche più interessanti. Villa I Sassoli a San Vincenzo a Torri è famosa per i dipinti ottocenteschi ottimamente conservati ed ancora presenti in tutte le sale e le camere della villa.

Scandicci offre varie possibilità a chi vuole tenersi in esercizio. Esistono infatti numerose società che rendono possibile praticare sport quali: Arrampicata, trekking, arti marziali, atletica leggera, badminton, basket, bocce, boxe, sub, caccia, calcio, calcio a 5, ciclismo, danza moderna, equitazione, ginnastica artistica, ginnastica ritmica, mountain bike, nuoto, pallavolo, pattinaggio, pesca, tennis e tiro. Tra le tante società sportive del territorio va ricordata la C. S. Robur - Unione Pallavolo Scandicci che, con l'allora nome di Valdagna, vinse, negli anni '70, tre volte il campionato italiano di pallavolo.

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Ville di Scandicci

Villa I Collazzi

Nel comune di Scandicci sono presenti numerose ville. Tale presenza testimonia il desiderio degli artigiani e dei borghesi di un tempo di avere una residenza, oltre che comoda e fuori mano, anche espressione della cultura artistica della Firenze di cui Scandicci era satellite.

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Chiesa di San Martino (Scandicci Alto)

Coordinate: 43°45′01.31″N 11°11′44.54″E / 43.7503639, 11.1957056 La chiesa di San Martino si trova a Scandicci Alto,nel comune di Scandicci.

È ricordata nel 978 fra i beni della Badia Fiorentina. La chiesa fu donata alla Badia di Firenze dalla contessa Willa di Toscana. Tracce di questa donazione si hanno anche in un documento papale del 1070 dove si conferma il dono ai monaci cassinesi che ressero la proprietà fino a tutto il 1785 quando poi passò a Aldobrando Altoviti.

La chiesa è stata anticamente edificata nello stesso luogo dove sorgeva una rocca. Dell'edificio romanico, trasformato secondo il gusto barocco e poi rimaneggiato nell'Ottocento, rimane ben poco. L'aspetto attuale è dovuto ai pesanti interventi del dopoguerra che hanno eliminato il portico antistante, distrutto l'altare della Madonna, il tabernacolo del Sacro Cuore e il soffitto a volta.

San Martino è legata alla devozione popolare per l'immagine della Madonna che qui si conserva: una "Madonna con Bambino" su tavola centinata, che presenta varie ridipinture che ne impediscono valutazioni e attribuzioni certe; le figure sono ornate di monili di corallo e di ex voto; la composizione è inserita in un tabernacolo dorato di Giovanni della Robbia, posto al centro di una decorazione neogotica dipinta. È infine presente una pila per l'acqua santa che risale al XV secolo. Il soffitto del trecento e le due navate completano l'interno.

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Villa Passerini (Scandicci)

Villa Passerini si trova a Scandicci Alto, in provincia di Firenze.

Detta anche Villa Le Rondini, fu costruita sul sommo di un poggio di Scandicci Alto, sulle rovine di un castello cadolingio distrutto dai ghibellini durante una delle tante scorribande contro i guelfi. Dagli Altoviti, di cui si riconoscono ancora le insegne sopra il portale della cappella lungo la strada che porta alla villa, passò per acquisto al conte Napoleone Passerini, senatore del Regno nell'effimero parlamento Toscano, durante la XXIII Legislatura del 1910, nonché direttore dell'Ateneo di Pisa, unico erede del ricchissimo e nobilissimo conte Pietro Passerini di Cortona, discendente del potente Cardinale Silvio Passerini, grandissimo amico di Giovanni de' Medici (Leone X). Con la sua proprietà, iniziarono imponenti lavori di ristrutturazione che trasformaromo la villa in grande casa da signore di campagna e scuola di agraria con grandi aule, laboratori di chimica e refettori. Il Conte Napoleone Passerini, illustre agronomo e botanico di chiara fama, ricercatore, selezionatore della razza Chianina nelle sue tenute in Val Di Chiana a Bettolle (SI) e scopritore dei fermenti per la vinificazione tutt'ora in uso anche nelle più blasonate cantine vinicole italiane ed estere, vi stabilì una grande Scuola professionale di Agraria per la formazione di nuovi tecnici che negli anni a venire avrebbero diretto e amministrato l'intera vita agricola del paese durante la ricostruzione del dopoguerra.

La formazione professionale dell'istituto agrario di Scandicci contribuì a rigenerare l'obsoleta figura del fattore a capo delle fattorie, nella innovativa e più professionale figura del tecnico agronomo, poi dottore in agraria, che riuscì già nei primi del Novecento, a riorganizzare il comparto agricolo del paese ivi compreso l'introduzione della mezzadria che vedeva coinvolti direttamente nella vita produttiva delle aziende i lavoratori agricoli stessi.

Passò ai figli Lapo, Gino, Mario, Lina e Onorina la proprietà della scuola e di tutta la Villa dopo la dipartita del Conte Napoleone Passerini, i quali, la vendettero alcuni anni dopo poiché le difficoltà direzionali dell'istituto si inasprirono di molto. Passò per un breve periodo di proprietà al legale della famiglia, il quale la cedette a sua volta ai Salvini Pizziolo, la cui unica figlia, la vendette a porte chiuse con tutti gli arredi originali ad una società immobiliare di Empoli, che la trasformò poi in grande condominio negli anni 2000-2003.

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San Casciano in Val di Pesa

San Casciano in Val di Pesa - Stemma

San Casciano in Val di Pesa è un comune italiano di 16.802 abitanti della provincia di Firenze in Toscana, situato sulle colline che dividono le valli del fiume Pesa e del fiume Greve, è attraversato dalla strada statale Cassia, a circa 15 km a sud di Firenze e a circa 45 km a nord di Siena, e confina con i comuni di Greve in Chianti, Impruneta, Montespertoli, Scandicci e Tavarnelle Val di Pesa.

È parte della sottozona Classico del Chianti ed è un centro rinomato per la produzione dei suoi vini, dell'olio extra vergine d'oliva, e dei prodotti agricoli in generale.

Il territorio di San Casciano risulta abitato già in epoca etrusca come dimostrano i ritrovamenti di Montefiridolfi (Tomba dell'Arciere) e Valigondoli (scavi di Poggio La Croce). In epoca romana era una stazione di posta (mansio) al decimo miglio da Florentia. Il toponimo Decimo che ancora si lega alla pieve di Santa Cecilia, presso San Casciano, citata già nel 1043, costituisce il ricordo di una pietra miliare (decimum lapidem) di una importante strada romana, forse quella che doveva unire le colonie di Florentia e Sena Julia. Ritrovamenti archeologici e stratificazione toponomastica attestano l'antichità dell'insediamento, la cui densità sembra trovare conferma nella presenza sul territorio di ben quattro pievi (oltre a Decimo, San Pancrazio, Sugana e Campoli) e di un elevato numero di chiese che da queste dipendevano, relative ai vari "popoli". Questa densa umanizzazione, che oggi distingue il paesaggio delle campagne attorno a San Casciano, era certamente in atto già nel Medioevo, appoggiata in un primo tempo ai numerosi castelli che vi sono documentati come infeudati all'episcopato fiorentino o a potenti consorterie, quali i Buondelmonti e i Cavalcanti, e che oggi appaiono trasformati in ville-fattorie (Bibbione, Castelvecchio, Fabbrica, Lilliano, Montefiridolfi, Montepaldi, Pergolato e altri) o declassati a dimore rurali (Argiano, Castelbonsi, Montauto, Monteclavi, Montecampolesi, Montefolchi).

San Casciano viene inizialmente ricordato come feudo dei vescovi fiorentini, che nel 1241 concessero i primi statuti civili. In seguito, nel 1278, l'amministrazione passò alla repubblica di Firenze. Poco dopo divenne capoluogo di una Lega e quindi di una Podesteria comprendente anche la Lega di Campoli, per un totale di oltre quaranta "popoli". L'importanza raggiunta da San Casciano è tale che, nello Statuto della Podestà del Comune di Firenze del 1325, una delle principali strade che escono dalla città è detta "strada per quam itur ad Sanctum Cassianum", che è poi quella che conduce "versus civitatem Senarum et versus romanam Curiam". Che poi San Casciano fosse intimamente legato alla viabilità lo dimostra la sua stessa forma urbana, originata da un incrocio di strade: quella ricordata ed un' altra che, con andamento prevalente di crinale, percorreva le colline alla destra della Pesa, dal Chianti a Montelupo, sull'Arno. Tuttavia, determinante al fine del suo sviluppo fu anche la crescita della produttività agricola legata all'affermazione della mezzadria, che accentuò la diffusione dell'insediamento sparso e la formazione di centri di scambio, quali Mercatale e lo stesso castello di San Casciano "a Decimo" che assunse i caratteri di grossa "terra murata", munita di forti difese subito dopo la metà del Trecento, ancor oggi largamente attestate.

Nella prima metà del Trecento infatti, privo di qualsiasi difesa, San Casciano diventò preda di condottieri e capitani di ventura. Fu occupato prima da Arrigo VII Imperatore dal novembre 1312 al 13 gennaio 1313 quindi da Castruccio Castracani che nel febbraio 1326 saccheggiò il borgo e lo arse ,infine nel luglio del 1343 da Fra Moriale. Proprio a seguito di questi fatti, la repubblica fiorentina decise nel 1354 di fortificare il borgo. Le mura di forma vagamente poligonale erano pronte nel 1355 e a maggior garanzia di difesa nel 1356 fu aggiunto un cassero, in parte tuttora esistenti.

In precedenza il Duca d'Atene aveva progettato di trasformare il villaggio in un castello da ribattezzare "Castel Ducale", ma il progetto tramontò insieme al suo ideatore. Nel 1420 Sancasciano ospita il Papa Martino V. Nel 1494 Carlo VIII re di Francia si accampò in prossimità del paese senza però farvi ingresso. Prima di andarsene comunque fece un cospicua donazione al locale convento francescano. Nel 1512 presso L'Albergaccio (località Sant'Andrea in Percussina) iniziò l'esilio di Niccolò Machiavelli e fu in quel periodo che poté scrivere le sue opere più note come Il Principe e La Mandragola. Con la nascita del Granducato di Toscana cessò la sua funzione militare e la storia seguì quella regionale.

Nel 1880, dopo che il Granducato di Toscana aveva lasciato il posto al Regno d'Italia, gli elettori di San Casciano elessero deputato nella propria circoscrizione quel Sidney Sonnino che sarebbe poi diventato presidente del consiglio dei ministri dall' 8 febbraio al 29 maggio 1906 e dall' 11 dicembre 1909 al 31 marzo 1910. Pochi anni dopo, nel 1891, San Casciano venne collegato con Firenze dalla ormai scomparsa tramvia a vapore, voluta per poter dare un collegamento su rotaia verso Firenze anche alla zona del Chianti, che era rimasta esclusa sia dalla Ferrovia Centrale Toscana (Firenze - Empoli - Siena - Chiusi) sia dalla ferrovia Firenze - Roma.

Il 26 luglio 1944 San Casciano subì un devastante bombardamento alleato che unito alle mine tedesche ridussero il paese quasi in macerie. Lenta e non ovunque rigorosa fu la ricostruzione.

È ricordata in un documento del 1019 col nome di Pieve di Soana. La chiesa attuale (sec. XII - XIII) è composta di un'unica navata contenente alcune interessanti opre come una terracotta raffigurante la Pietà di Benedetto Buglioni e Santi Buglioni, mentre sempre al solo Benedetto Buglioni viene attribuita la terracotta policroma posta all'altare maggiore. Da segnalare anche il pulpito in legno del Cinquecento. La facciata presenta il portale in stile romanico (rifacimento) e in alto una monofora romanica originale.

Edificato prima del Mille, il castello appartenne alla famiglia Buondelmonti che lo ristrutturò nel secolo XI. Nel '500 passò alla famiglia Machiavelli che lo tenne come residenza di caccia fino al 1727. L'edificio presenta cortili e saloni maestosi e mostra dall'esterno il suo carattere imponente a metà tra il fortilizio e la residenza signorile cinquecentesca di campagna.

Fonti dell'XI secolo informano che l'edificio venne alla luce con la costruzione della torre quadrata come baluardo difensivo sulla strada lungo la Greve, una delle vie più importanti tra Firenze e Siena. Nel XIII secolo i Bardi, banchieri fiorentini, ampliarono la fortezza costruendo le mura merlate perimetrali. Le torri tonde di influenza francese, poste ai quattro angoli del castello, furono costruite nel 1505.

Innalzato dalla famiglia Buondelmonti, Pergolato fu prima forte maniero a difesa dei possessi feudali, poi palagio di campagna con ampie sale decorate e loggiati eleganti. Arroccato sui balzi scoscesi che dominano la riva sinistra della Pesa, ancora oggi ha un alto valore paesaggistico, soprattutto per il suo duplice aspetto severo e gentile.

Anch'esso di proprietà della famiglia Buondelmonti, appare oggi molto rimaneggiato, pur restando visibili le strutture architettoniche originali.

Scoperta nel 1978 durante dei lavori agricoli è una tomba etrusca a camera risalente al VII secolo a.C.; misura 5 metri per lato e il suo nome deriva da un lastrone a bassissimo rilievo che era posto sulla sua sommità. Del lastrone è rimasta solo la parte inferiore che ora si conserva a S.Casciano presso il museo di arte sacra.

Le frazioni di San Casciano in Val di Pesa sono: Bardella, Bargino, Calcinaia, Campoli, Cerbaia, Chiesanuova, Cigliano, Faltignano, La Romola, Mercatale, Montefiridolfi, San Pancrazio, Sant'Andrea in Percussina e Spedaletto.

Con il termine Cigliano si intendono due siti abitativi posti a breve distanza dal capoluogo. Cigliano di sotto è caratterizzato dalla Villa Antinori,con bel giardino scenografico settecentesco, e dalla Cappella Antinori. Cigliano di sopra era un castello successivamente trasformato in villa.

Faltignano posto a circa 5 km dal capoluogo in direzione di Scandicci presenta un piccola chiesa intitolata a San Bartolomeo ,ad unica navata, di origine duecentesca.A breve distanza sorge Villa Pimpinelli dove alloggiò Piero Calamandrei.

La via Collina è una bella strada che attraversa il crinale che divide la valle della Pesa da quella del torrente Terzona suo affluente. All'inizio presenta numerosi tornanti che portano al castello di Bibbione,poi sfiora la Tomba dell'Arciere per finire nel borgo di Montefiridolfi. Da ambo i lati lo sguardo spazia sui più tipici panorami del chianti fiorentino.

La zona di San Casciano é molto rinomata per la produzione di vini e olio d’oliva . Le principali cantine della famosa impresa vitivinicola Antinori sono attive nel comune di San Casciano. Accanto all’attivitá agricola, nell’ambito del settore terziario va menzionata la Banca di Credito Cooperativo del Chianti Fiorentino, che ha la propria sede legale e i suoi uffici principali a San Casciano. Il resto dell’economia si basa principalmente sull’artigianato e il turismo (in particolare l’agriturismo). Nel corso del Novecento, San Casciano é stato un centro piuttosto importante per l’industria tipografica italiana, in quanto sede delle ormai scomparse Officine Grafiche Stianti.

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Source : Wikipedia