Sava

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Inviato da david 02/05/2009 @ 16:07

Tags : sava, puglia, italia

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Sava (TA)

Sava (TA) - Stemma

Sava è una città ionico-salentina con più di 20.000 abitanti della Puglia in provincia di Taranto. E' famosa per essere una delle Città del Vino, in quanto la sua ricchezza agricola principale è, appunto, la produzione di vino primitivo, nonché di olio d'oliva estremamente pregiato.

Il territorio su cui sorge la città di Sava, che è posto a circa 28 km dal capoluogo di provincia, Taranto, è quello delle murge tarantine. L'abitato è al centro del Salento Settentrionale.

Il centro urbano è posto a 107 m s.l.m. e nei pressi del territorio comunale sorge il Monte Bagnolo (126 m).

Le prime attestazioni sulla fondazione di Sava risalgono intorno al 300 a.C., ove nella contrada di Agliano sono stati trovati reperti greci, probabilemente era l'ultimo avamposto di Taranto prima della parte Messapica che dominava il salento meridionale all'epoca. Sul finire del VII secolo, poi, Longobardi e Bizantini giunsero a un accordo di pace che prevedeva la spartizione dei territori occupati: ai Bizantini restava la parte estrema della penisola salentina, mentre il resto della regione andò ai Longobardi. I Bizantini costruirono un limes (un lungo muro) sul confine stabilito, il cui ricordo è tramandato attraverso il toponimo "Limitone dei greci". Tale confine partiva dalla costa Adriatica a sud di Brindisi e, passando a sud della vicina città di Francavilla Fontana, svoltava ancora più a sud nel territorio di Sava in località "La Zingara", seguendo un tracciato rettilineo fino alla località denominata Monte di Magalastro, lasciando a est il centro abitato di Sava. Questa lunga muraglia, meglio conosciuta con il termine dialettale locale "Paretòne", ossia grande parete, è costruita a secco con pietre calcaree di modeste dimensioni. Intorno al 1400 vi sono fonti della creazione dell'attuale caseggiato, mentre la formazione del Comune risale all'epoca napoleonica (1810). Sava, come gli altri comuni limitrofi, è stata caratterizzata, per buona parte del XX secolo da una forte emigrazione verso l'Italia settentrionale e, in misura minore, verso l'Europa settentrionale. Per quanto riguarda il termine "Sava", come per molti altri luoghi d'Italia, le origini etimologiche sono le più varie e disparate, e molte entrano addirittura in contrasto tra loro. C'è chi sostiene che esso risalga a "Saba", facendo riferimento ad una leggendaria famiglia Patrizia Romana, e c'è ancora chi sostiene la derivazione da "Sabua", che in lingua latina indicherebbe un particolare tipo di roccia, che si trova nel territorio: la roccia arenaria.La città è oggi un luogo di terra, mare e cultura locale, e il tutto è allietato dalla vicinanza delle spiagge di questo tratto di territorio salentino, che rendono ideale la villeggiatura estiva.

Il 19 agosto 1976 si sviluppò un potente tornado che colpì la città di Sava e le campagne circostanti, fino ad esaursi nei pressi di Manduria; il suo passaggio determinò precipitazioni molto intense e venti di fortissima intensità che causarono ingenti danni.

Nei pressi di Sava sorge un Santuario dedicato alla Vergine SS. di Pasano risalente al 1400 ca. È dedicato alla Madonna di Pasano in ricordo del famoso miracolo dello schiavo avvenuto in quegli anni. Grande interesse ha suscitato a studiosi, storici e archeologi la scoperta del Limitone dei Greci, un lunghissimo muro di confine tra il territorio magno-greco e quello messapico, i cui resti sono ben conservati e visibili nelle adiacenze della contrada di Pasano. Pare che lo stesso santuario di Pasano sorga sulle rovine di un antico luogo di culto pagano, mentre nella contrada di Aliano (che è uno degli altri insedimenti importanti della storia di Sava) esistono a tutt'oggi tracce di templi dedicati a Demetra e Dioniso. Recentemente, presso il Castello Municipale è stato riportato alla luce un antico frantoio ipogeo il cui accesso è aperto ai visitatori.

L'economia locale è prevalentemente agricola e determina l'aspetto dell'agro savese, prevalentemente coltivato a vitigno e ad uliveto. La produzione vinicola è in parte costituita dal primitivo, un vitigno molto antico con cui viene prodotto il Primitivo di Manduria, originariamente chiamato Primitivo di Lizzano. Per l'economia savese è molto importante la produzione di questo vino rinomato. Fino agli anni Sessanta del secolo scorso, l'agricoltura savese non temeva rivali. Oliveti secolari e vigne curate caratterizzano ancora oggi le campagne che circondano la città, a dispetto dell'espansione urbana degli ultimi decenni. La produzione e la vendita del predetto Primitivo di Manduria, un vino rosso D.O.C. estremamente rinomato, costituisce il principale motivo di orgoglio cittadino. Le attività contadine si vanno allargando sempre più per la presenza di numerosi commerciante del settore che nel corso degli ultimi anni stanno dando vita a numerose piccole e media imprese, settori, questi ultimi, destinati a espandersi anche per l'opportunità della vasta Zona Industriale della Città di Sava che tende ad allargarsi col passare del tempo.

Presso il Convento di San Francesco d'Assisi (O.F.M.) è ubicata una biblioteca molto ricca contenente più di 20.000 volumi; in parte è frutto di donazioni private, tra le quali spiccano i fondi degli scrittori locali "Giglio Caraccio" e "Del Prete".

Il santo patrono di Sava è San Giovanni Battista; tale festività ricade il 24 giugno. In questo periodo, che viene denominato giugno Savese, si svolgono diverse manifestazioni che coinvolgono tutta la popolazione: serate di intrattenimento, che spaziano dalla musica all'arte e alla cultura, con varie mostre e incontri. Sempre in giugno si dà inizio al tradizionale "torneo di san Giovanni".

Come è consuetudine nei paesi e nelle città del sud Italia, anche Sava, nelle credenze popolari antiche, detiene alcuni soprannomi. Il primo, che fu il più usato e conosciuto anche dai paesi limitrofi, è quello di fungi e fai (funghi e fave), alludendo alla tipica alimentazione della popolazione savese durante gli anni di guerra; altri erano soliti soprannominare i savesi con il ben più dispregiativo epiteto di zzàppa e ruètulu (zappa e vomere), disprezzando la tipica attività agricola peculiare di una città agricola come Sava.

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Tempio di San Sava

Facciata della chiesa ortodossa più grande del mondo.

Il Tempio di San Sava (in lingua serba Храм Cветог Саве o Hram svetog Save) è situato a Belgrado, Serbia. Esso costituisce la chiesa Ortodossa più ampia del mondo; infatti può contenere più di 10.800 persone al suo interno. La chiesa è dedicata a San Sava di Serbia, fondatore della Chiesa ortodossa serba, nonché importante figura serba medievale.

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Sava Antić

Sava Antić (Belgrado, 28 agosto 1928 – 26 luglio 1998) è stato un calciatore jugoslavo.

Inizia la carriera da professionista nel 1945 con l'FK Brodarac Belgrado, fino a quando non viene notato dai dirigenti della Stella Rossa di Belgrado, che lo acquistano nel 1948 ma con cui rimane per sole due stagioni, vincendo due Coppe di Jugoslavia.

Nel 1951 passa infatti all'OFK Belgrado, con cui disputa oltre 200 partite, e con cui vince altre tre Coppe di Jugoslavia.

Con la Nazionale jugoslava ha partecipato alle Olimpiadi del 1956 vincendo la medaglia d'argento.

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Ordine di San Sava

L' Ordine di San Sava fu una decorazione istituita per ordine del Re Milan I di Serbia nel 1883.

Esiste ad oggi anche una confraternita con il nome simile di Ordine Leale di San Sava, organizzata per svolgere interazioni sociali tra i serbi residenti a Milwaukee, Wisconsin, e la madrepatria.

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Georgi Sava Rakovski

Georgi-Rakovski.jpg

Georgi Sava Rakovski (in bulgaro: Георги Сава Раковски), pseudonimo di Sabi Stoykov Popovich (Съби Стойков Попович), (Kotel, 1821 – Bucarest, 9 ottobre 1867) è stato un poeta e patriota bulgaro.

A causa delle sue idee rivoluzionarie fu esiliato e nel 1850 divenne capo del movimento nazionale bulgaro. Il periodico «Antichità bulgara», che contiene pagine di divagazioni pseudo-storiche e pseudo-filologiche intese a dimostrare una priorità bulgara nella storia della civiltà umana, gli diede una certa fama.

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Sava II Petrović-Njegoš

Vladika Sava II Petrović Njegoš (Njeguši, 18 gennaio 1702 – 9 marzo 1782) principe-vescovo Montenegro.

Sava II Petrović Njegoš discendeva da un'antica famiglia montenegrina che dal 1696 col suo predecessore Danilo I, aveva ottenuto de facto la reggenza sull'area del Montenegro col titolo di Vladika (Principe-Vescovo).

Egli aveva ottenuto il titolo alla morte di Danilo I nel 1735. Nel 1766 il Patriarcato di Peć, in Serbia, venne abolito per merito dei turchi, su pressione del clero greco ortodosso che tendeva a voler espandere la propria influenza religiosa nell'area.

Sava II, come capo religioso dell'area del Montenegro, rispose scrivendo al metropolita di Mosca, capo supremo della chiesa ortodossa, chiedendogli di indire un sinodo in Russia per aiutare la causa del patriarca serbo. Interessandosi personalmente alla questione, Sava II scrisse anche una lettera alla Zarina Caterina II chiedendo protezione per la propria causa, ben sapendo la guerra politica che la Russia stessa stava portando avanti contro i turchi.

Tra il 1750 ed il 1766 associò al proprio governo anche il giovane fratello Vasilije III Petrović-Njegoš il quale era stato designato quale suo successore, ma che gli premorì. Alla sua morte, venne infatti succeduto nel titolo di Vladika dal nipote Petar I Petrovic Njegos.

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Source : Wikipedia