Sassari

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Inviato da gort 02/03/2009 @ 00:06

Tags : sassari, sardegna, italia

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Stazione di Sassari

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La stazione di Sassari è il principale scalo ferroviario delle FS e delle Ferrovie della Sardegna nel comune di Sassari.

La stazione di Sassari fu costruita ad opera della Compagnia Reale delle Ferrovie Sarde nel XIX secolo, e fu inaugurata nel 1884, dodici anni dopo che il primo treno delle allora Ferrovie Reali aveva raggiunto il capoluogo turritano, e quattro anni dopo il completamento del collegamento ferroviario con Cagliari. Lo scalo, posto lungo la Ozieri Chilivani-Porto Torres (diramazione della Cagliari-Golfo Aranci) e caratterizzato da una copertura metallica ad arco, nel 1888 divenne anche stazione della costruenda linea a scartamento ridotto Sassari-Alghero, grazie a un accordo tra le Reali e le Strade Ferrate Secondarie della Sardegna, concessionaria della linea per Alghero, linea che sarà inaugurata nell'anno successivo. Nell'aprile 1899 la stazione ospitò anche il treno dei reali, infatti durante la visita di Umberto I e di Margherita di Savoia in Sardegna, il Re e la Regina percorsero l'intero tragitto tra la stazione di Cagliari e quella sassarese.

Nel corso dei decenni successivi vi furono vari passaggi di proprietà delle linee, la linea per Porto Torres passò alle FS, mentre quella per Alghero passò alle Ferrovie Complementari della Sardegna. All'inizio degli anni trenta due nuove linee, la Sassari-Sorso e la Sassari-Tempio-Palau, vennero realizzate dalla Strade Ferrate Sarde, e anch'esse trovarono il capolinea nello stazione di Sassari. Sebbene vi fossero forti legami tra SFS e FCS (la prima era azionista di maggioranza della seconda), sino al 1941, anno di passaggio della Sassari-Alghero alle SFS, furono quindi tre diverse società a far transitare i loro rotabili nello scalo sassarese. Nel 1939, con l'entrata in guerra dell'Italia ormai alle porte, la copertura metallica della stazione venne smantellata col fine di fonderla per recuperarne ferro per l'industria bellica nazionale. In guerra Sassari venne risparmiata dai pesanti bombardamenti degli alleati, che distrussero Cagliari ed Alghero, ma la stazione e l'attigua linea ferroviaria vennero colpite il 14 maggio 1943, quando una bomba cadde nei pressi facendo 3 vittime.

Nel secondo dopoguerra, nella stazione furono costruite due nuove pensiline in ferro, realizzate a fine 1956, dopo le insistenti proteste degli utenti della stazione. Con lo smantellamento nel 2006 del raccordo che permetteva ai treni delle Ferrovie della Sardegna (nate dalla fusione di FCS e SFS nel 1989) di raggiungere la stazione FS di Macomer dalla vicina stazione FdS, quella di Sassari è rimasta l'unica stazione nell'isola a ospitare sia i treni a scartamento ordinario del gruppo FS che quelli a scartamento ridotto delle FdS.

La stazione di Sassari è attraversata dai treni della Ozieri Chilivani-Porto Torres del gruppo FS, inoltre è capolinea delle linee per Nulvi, Alghero e Sorso delle FdS. Date le diverse specifiche di scartamento del materiale delle due amministrazioni, sono presenti binari sia da 1435 che da 950 mm. Le FS utilizzano in esclusiva due binari (il 2 e il 4) per il servizio passeggeri, inoltre sono presenti altri binari di servizio sul lato ovest del piazzale. Il binario 3 invece termina tronco alle due estremità della banchina dei binari 2 e 4. Per il loro servizio passeggeri le FdS utilizzano tre binari tronchi che si attestano sul lato nord del fabbricato viaggiatori, e che vengono impiegati per i treni diretti e in arrivo da Nulvi e Sorso.

Il binario 1 della stazione, quello più vicino al marciapiede attiguo al fabbricato viaggiatori, ha la particolarità di essere a doppio scartamento, fatto che ne permette l'utilizzo sia ai treni FS che a quelli FdS, in particolare per quel che concerne le relazioni con Alghero. La stazione è presenziata in buona parte della giornata, quando ciò non accade è telecomandata, almeno per quel che concerne l'esercizio FS. A tal proposito, in questo caso il primo binario viene isolato dagli altri a scartamento ordinario, venendo quindi gestito unicamente dai sistemi FdS.

Entrambe le amministrazioni sono dotate di un proprio deposito locomotive (a sud del fabbricato viaggiatori le FS, a circa 800 metri dalla stazione in direzione nord le FdS), inoltre le Ferrovie dello Stato dispongono di uno scalo merci con annesso fascio binari dedicato. Disponibile inoltre un parcheggio di scambio per auto e bici.

Con l'entrata in servizio nel 2006 della metropolitana leggera di Sassari, anch'essa gestita dalle FdS, i tram impiegati per raggiungere le rimesse delle FdS utilizzano il più periferico dei binari a scartamento ridotto a nord del fabbricato viaggiatori, binario appositamente attrezzato con una catenaria e collegato al capolinea metrotranviario di piazza Stazione.

Attualmente la stazione è collegata dai mezzi di Trenitalia con Porto Torres, Chilivani, Cagliari e Olbia, mentre i treni delle Ferrovie della Sardegna consentono di raggiungere Alghero, Sorso, Nulvi. Inoltre dallo scalo sassarese partono abitualmente i convogli del Trenino Verde diretti verso la linea turistica Nulvi-Tempio-Palau.

Dalla stazione è facilmente raggiungibile la linea 1 della metropolitana leggera di Sassari (che ha capolinea proprio nei pressi del fabbricato viaggiatori), inoltre dallo scalo ferroviario è possibile raggiungere varie località dell'hinterland sassarese, grazie agli autobus dell'ARST, della Fara Viaggi, della Pisanu e della Zentile. Sempre dalla stazione è possibile prendere i bus della ATP, che svolgono il servizio urbano nella città sassarese.

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Brigata fanteria "Sassari"

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La Brigata Sassari è una Brigata di fanteria meccanizzata dell'Esercito Italiano, parte del 2º Comando delle Forze di Difesa del Centro Sud Italia e delle Isole, con sede a San Giorgio a Cremano, Napoli.

È una delle unità italiane più presente nei teatri operativi in missioni di peacekeeping.

La Brigata Sassari è stata costituita il 1º marzo 1915 in due reggimenti, il 151º Fanteria a Sinnai (Cagliari) e il 152º Fanteria stanziato a Tempio Pausania: la particolarità di questi reparti è che sono composti quasi interamente da sardi, e quindi sono uniti da un forte senso di gruppo. Già in passato vi erano stati gruppi militari formati da conterranei sardi, tra cui il Tercio de Cerdeña del periodo aragonese, il Reggimento di Sardegna del periodo Sabaudo e la Brigata Cagliari operante tra il 1862 e il 1991.

La Brigata Sassari venne subito messa in servizio nella prima guerra mondiale, dove combatté sull'Isonzo e ottenne la citazione sul bollettino del Comando Supremo come migliore unità, per le sue azioni eroiche negli scontri di Bosco Cappuccio, Bosco Lancia e Bosco Triangolare. Nel 1916 combatté sull'altopiano di Asiago, ricevendo la prima medaglia d'oro per la riconquista dei monti Fior, Castelgomberto e Casera Zebio. In seguito alla Battaglia di Caporetto la Sassari combatté sul Piave per fermare le truppe austriache che già avevano occupato tutto il Friuli e parte del Veneto. Nel 1918 combatté nella battaglia dei Tre Monti prendendo il Col de Rosso, il Col d'Echele e il Monte Valbella, ottenendo una seconda medaglia d'oro.

La Brigata Sassari ebbe in queste azioni un alto numero di vittime, il 13,8% degli effettivi contro il 10,4 della media, marcando 2164 vittime e 12858 feriti e dispersi. Per questo sforzo venne insignita di 6 Ordini Militari di Savoia, 9 medaglie d'oro, 405 medaglie d'argento, 551 medaglie di bronzo, oltre a due Medaglie d'oro al valor militare per ognuno dei due reggimenti. Inoltre, venne scelta per il mantenimento in servizio alla cessazione delle ostilità.

Nel 1926 la Brigata di fanteria Sassari venne rinominata 12ª Brigata di Fanteria e vi confluì il 12º reggimento di Fanteria, proveniente dalla Brigata "Casale". Nel 1934 assunse il nome di Brigata di Fanteria Timavo, entrando nella Divisione Timavo.

Nel 1939 la Brigata cambiò di nuovo ordinamento, diventando Divisione Sassari, perdendo il 12º reggimento fanteria e acquisendo il 34º reggimento artiglieria. Servì sui Balcani nel 1941 con la II Armata, sfondando le linee jugoslave e prendendo Knin, città che divenne sede del Comando di Divisione fino al 1943, quando la divisione venne messa a difesa di Roma. Prese parte alla difesa di Porta San Paolo insieme alle divisioni Granatieri di Sardegna e Ariete, e il 10 settembre venne respinta e si sciolse.

Nel 1958 il 152º reggimento di Sassari, nucleo originario della Brigata, riprese la denominazione Sassari poiché le bandiere di guerra erano state salvate. Nel 1962 vi si riunì il 151º reggimento fanteria motorizzato di Cagliari, già ricostituito nel 1951 come reggimento di fanteria e battaglione Sette Comuni. Il 1º dicembre 1988 il 151º battaglione motorizzato Sette Comuni e 152º battaglione motorizzato Sassari vennero riuniti nella neo-costituita Brigata Motorizzata Sassari, con la sede del comando nella città di Sassari. Il 1º gennaio 1991 la brigata venne trasformata in "meccanizzata", acquisendo il 45º battaglione fanteria Reggio basato a Macomer. I battaglioni vennero trasformati in 151º reggimento fanteria Sassari e 152º reggimento fanteria Sassari rispettivamente il 30 luglio e il 25 ottobre 1992. Il 1º luglio 1998 il 45º battaglione Reggio, trasformato in reggimento, viene posto alle dirette dipendenze del comando 2º FOD. Il 1º gennaio 2003, per trasformazione del 45º reggimento Reggio, viene costituito a Macomer il 5º reggimento genio guastatori, che torna a far parte della Brigata Sassari. Il 25 ottobre 2006 il comandante, generale Luigi De Leverano, annuncia che la Brigata Sassari verrà trasformata da leggera a media acquisendo un reparto blindato.

Il 12 novembre 2003 due militari della Brigata, il tenente Massimo Ficuciello e il maresciallo Silvio Olla, sono rimasti vittime nel servizio di scorta al regista Stefano Rolla e al suo aiuto Aureliano Amadei. Anche Rolla rimase ucciso. Il 5 giugno 2006 alle 19.35 ora italiana il primo caporalmaggiore Alessandro Pibiri, 25 anni, di Selargius (CA), è morto, mentre un secondo, il primo caporalmaggiore Luca Daga, di Narcao (CI), è rimasto gravemente ferito ed altri tre, il tenente Manuel Pilia anch'esso di Selargius (CA), il primo caporalmaggiore Yari Contu, di Selargius (CA) e il caporalmaggiore scelto Fulvio Concas di Gonnosfanadiga (CA), hanno subito ferite di varia entità in un attentato presso Nassiriya, durante un servizio di scorta ad un convoglio britannico. Tutti e sette i militari erano in servizio di peacekeeping nell'ambito della missione Antica Babilonia. Nel 2008 ci sarà l'aggiunta del 3° Reggimento Bersaglieri alla brigata (in precedenza il reggimento faceva parte della Brigata Corazzata Ariete ed era a rischio scioglimento).

Nonostante la situazione di generale pericolo e di grande incertezza, dell'accesa contrapposizione tra potere politico-religioso ed il potere tribale, il reggimento, con coraggio, sovrumano impegno e straordinario spirito di sacrificio, si adoperava con sicuro valore e ferma determinazione per assicurare il successo della missione. Per tutto il periodo di permanenza gli ufficiali, i sottufficiali e i graduati del 151º Reggimento operavano con impegno eccezionale, senza sosta e riposo, profondendo le migliori energie fisiche, morali, intellettuali e professionali per soddisfare le più disparate e complesse attività operative e per alleviare le sofferenze della popolazione. In tale contesto gli uomini del 151º Reggimento, dimostrando elevata professionalità e non comune senso di responsabilità, si rivelavano determinati nei confronti dei prevaricatori e degli ingiusti e generosi con i deboli e con i bisognosi, mantenendo una equidistanza rigorosa e riconosciuta tra i diversi poteri contrapposti. Nel proditorio attacco terroristico del 12 novembre 2003 in An Nasiriyah, vedeva cadere un suo effettivo, che proprio per quegli ideali di pace, solidarietà fra i popoli immolava la sua giovane vita.

L'inno ufficiale della "Brigata Sassari" è scritto in lingua sarda, nella variante logudorese.

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Sassari (urbanistica)

Il percorso della Metropolitana leggera di Sassari

Voce principale: Sassari.

Sassari, città di circa 130.000 abitanti che fu il primo e unico libero Comune di Sardegna (1294), rimase cinta di mura fino all'ottocento. Il centro storico, primo nucleo urbano, si snoda da piazza Sant'Antonio e segue Corso Vico, Corso Margherita di Savoia, via Torre Tonda, via Brigata Sassari, piazza Castello, via Mercato, corso Trinità. Il tessuto urbano si dipana secondo uno sviluppo geometrico regolare venuto a compromessi con la realtà del territorio e gli eventi storici.

L'asse centrale, ora Corso Vittorio Emanuele, collega una serie di piazze, un tempo assegnate alle diverse classi sociali. Partendo dalla Porta Regia, nella prossimità della stazione ed in asse all'Hotel Turritana, e risalendo il ciglio massimo, abbiamo Piazza Sant'Antonio, Piazza Azuni, Piazza Castello e Piazza d'Italia, sede della Provincia. Da qui parte Via Roma, asse centrale del quartiere umbertino, che arriva fino a Piazza Conte di Moriana dove in passato, passando attraverso la scarpata di Scala di Giocca, terminava la Strada Statale 131 Carlo Felice.

La città sorse intorno a Pozzo di Villa (Pozzu di Bidda), nell’attuale quartiere di Sant'Apollinare. La genesi è basata su di un nucleo radiale-circolare, poi ampliatosi con un primo anello di edifici, e di un secondo anello tangente il Duomo di San Nicola. Venne a formarsi a lato un settore quadrilatero (orientato N-S), che comprendeva Santa Caterina nella passata collacazione e l’antico palazzo dei Giudici, poi Palazzo del Governo, più una prima espansione ruotata di circa 30 gradi, fino a via Turritana e Piazza Tola. Nella fase pre-comunale ai due settori descritti fece da cerniera san Nicola e lentamente si fusero.

Alla costituzione del Comune diviene indispensabile la creazione della mura. Questo disegno resterà pressoché immutato fino al XIX secolo per varie ragioni, fra cui la riduzione sistematica della popolazione a causa di guerre e epidemie, l'avvento delle armi da fuoco, l'interesse dei proprietari riuscito sempre a prevalere su quanti intendessero costruire al di fuori. Questo salvo un unico ampiamento cinquecentesco a scopo difensivo, fra Via Mercato e Viale Umberto I.

La cinta muraria fu iniziata nel XIII secolo dai Pisani, ripresa dai Genovesi e modificata dagli Aragonesi. A forma pentagonale, aveva uno sviluppo di circa 2,5 km, intervallata da 36 torri quadrate, ed una cilindrica, chiamata "Turondola" in via Torre Tonda, ed interrotta da 4 porte (S. Antonio a Nord, Utzeri a Ovest, Castello a Sud, Rosello/Macello a Est), in origine legate ad altrettanti quartieri. Anche a Sassari è confermata la teoria di Enrico Guidoni sull’equidistanza degli edifici di governo nei centri medioevali, come chiese parrocchiali, Comune, Palazzo del Governo e conventi, tutti collocati a distanze precise sia fra essi che in relazione ad un reticolo triangolare. Allo stesso modo dalle 4 porte si riconoscono due assi, il primo da P.Sant'Antonio a P.Castello e l'altro, fra P.Utzeri e la P.Rosello, perfettamente ortogonali. Le porte sono poi collocate a distanze ben precise dall’incrocio dei due assi, ottenute da multipli della canna sassarese (di misura pari a 10 palmi sassaresi da 26,2 centimetri), secondo un modulo di 40 canne. Nel 1330 venne edificato il Castello Aragonese, demolito nel 1877 in luogo della Caserma Lamarmora. Della cinta muraria si conservano ancora circa duecento metri e 6 torri, e solo dalla sua demolizione la città riuscirà ad espandersi oltre i limiti "naturali", ovvero la valle del Rosello ed il Fosso della Noce a N-E, e sul tavolato degradande verso il mare a S-O.

Sassari, diventando punto di partenza di un ricco commercio con la Francia, risentì in modo benefico anche della costruzione della strada Cagliari – PortoTorres (detta Carlo Felice come oggi la SS 131) completata nel 1829. Le misure a favore dell’edilizia pubblica e privata, la Legge delle Chiudende (1820) e quella che aboliva il regime feudale (1836), diedero un ulteriore contributo, malgrado le resistenze dei proprietari per tenere alto il prezzo dei fitti, a promulgare il permesso di costruire al di fuori delle mura.

Nell’800 dopo ben cinque secoli di inerzia urbanistica Sassari esplose oltre la vecchia cinta (pressoché completa) verso la campagna circostante. I varchi divennero ben presto sempre più numerosi e consistenti fino alla demolizione pressoché totale delle cortine e delle torri. Grazie alle politiche urbanistiche dei Savoia la città venne abbellita con eleganti palazzi, giardini, portici e lunghi viali alberati. Intorno al centro storico si estendono, a raggiera, i quartieri nati dopo la modernizzazione urbanistica ottocentesca, di cui sono chiaro segno le strade, e le due nuove piazze: Piazza Castello e Piazza d'Italia, edificata nel 1872 sulla superficie di un ettaro.

La stazione ferroviaria inaugurata nel 1872 iniziò a raccordare tutte le provenienze territoriali (verso Alghero, Sorso, Osilo e Nulvi, Porto Torres, Chilivani e da lì Cagliari). L'Emiciclo, collocato al termine delle due discese da Piazza d'Italia e Piazza Castello, costituisce l'altro nuovo accesso alla città, con la stazione degli autobus, ed introduce la maglia regolare della nuova espansione. Intorno alla città vecchia, seguendo per Via Roma, verso San Giuseppe, lungo Viale Italia o salendo al rione dei Cappuccini, c’è la città della borghesia. Una zona costituita un tempo quasi per intero da ville e palazzine liberty più relativi orti e giardini in quantità tale che per un periodo si ritenne inutile la creazione di veri e propri giardini pubblici.

Allo sviluppo del dopoguerra si deve la creazione della prima vocazione turistica attraverso la valorizzazione della "Marina di Sassari", poi conosciuta come Platamona. In pieno centro, davanti alla Caserma LaMarmora i vecchi edifici lasciano il posto ai due "grattacieli" di piazza Castello, palazzoni rispettivamente di 13 e 20 piani, primi discutibili esempi di architettura moderna in Sardegna. I piani regolatori danno avvio a due grandi zoning, quello abitativo di Latte Dolce/Santa Maria di Pisa e quello della Zona Industriale di Predda Niedda.

Sassari è stata direttamente interessata al costituirsi ed alla crisi del grande polo petrolchimico di Portotorres, che determinò la creazione di sobborghi per pendolari lungo la SS 131. È il caso fra gli altri di Li Punti, nato prima immediatamente a ridosso della stessa, poi più esteso, e costituito in larga parte da residenze a schiera di edilizia privata.

La moderna pianificazione si svolge oggi in relazione alle grandi attrezzature portuali e aeroportuali, che proiettano la città contemporanea nel triangolo della Nurra Sassari–Alghero–Porto Torres.

La città è ora impegnata nella realizzazione di molteplici cantieri, fra cui quelli sulle strutture del XVI sec. (Palazzo della Frumentaria, l' ex Casa Professa Gesuitica, rispettivamente ora area sala espositiva e pinacoteca), sulle strutture ottocentesche (Fontana delle Conce e Mercato Civico restaurati ed il Parco di Monserrato, recuperato da un lungo abbandono) e sui nuovi impianti, come l'Orto Botanico, il nuovo Tribunale dei Minori ed il campo nomadi (Piandanna), il Centro intermodale (vicinanze stazione), la metropolitana di superficie, l'Auditorium (Cappuccini, completato dopo decenni), il nuovo depuratore e nuovo carcere (Bancali), i grandi parcheggi interrati in Piazza Fiume, Piazza Mercato, Emiciclo Garibaldi e Viale Mancini, dove è stato abbattuto il dismesso Pastificio Pesce, le nuove residenze universitarie sempre in Viale Mancini e Via Milano, la nuova Questura, la nuova sede della Guardia di Finanza.

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Source : Wikipedia