Sanremo

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Inviato da gort 06/04/2009 @ 22:13

Tags : sanremo, festival, musica, cultura

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Sanremo

Sanremo - Stemma

Sanremo o San Remo (Sanrému in ligure), anticamente Villa Matutiæ, è un comune italiano di 56.526 abitanti della provincia di Imperia in Liguria. Attualmente è la quarta città ligure per numero di abitanti, preceduta da Genova, La Spezia, e Savona.

Per tradizione, vi sono tre diverse modalità di indicare gli abitanti della città: i sanremaschi sono coloro che da generazioni sono nati e vissuti a Sanremo; i sanremesi, coloro che risiedono o sono nati in città ma che hanno origini forestiere; infine matuziani, usato più raramente e spesso in senso lato, raccoglie nella globalità gli abitanti della città dei fiori.

È una località turistica, rinomata per la coltivazione dei fiori (celebrata ogni anno con il corso fiorito Sanremo in Fiore), da cui il nome di Città dei Fiori. Inoltre ospita l'arrivo della corsa ciclistica Milano-Sanremo (una delle più importanti classiche del ciclismo), il Festival della Canzone Italiana, il rally di automobilismo, ed è sede del Casinò (uno dei quattro presenti in Italia). Dista dal capoluogo provinciale circa 24 km e 150 km dal capoluogo regionale.

La posizione geografica, in una insenatura riparata dalle montagne, è la principale causa del rinomato clima mite della città, che la rende mèta di soggiorni sia estivi, sia invernali, anche curativi.

Alla città è stata conferita nel 2006 la Bandiera Blu per la qualità dei servizi del porto turistico (Portosole di Sanremo).

La città è stata fondata a ridosso di due dorsali montuose, che si originano nel Monte Bignone (1299 m) e procedono fino al mare: ad est, verso il promontorio di Capo Verde (sormontato dal Faro di Capo dell'Arma della Marina), ed ad ovest fino a Capo Nero.

Proprio la conformazione delle due dorsali, unita alla componente boschiva prevalentemente a castagno, ed agli effetti mitigatori del mare, consente alla città di godere di un clima mediterraneo molto mite durante tutto l'anno, con estati moderatamente calde (temperatura media di luglio: 23,9 °C) ed inverni eccezionalmente tiepidi, contraddistinti da una temperatura media di gennaio di +10,1 °C. Va a tale proposito rilevato che quella di Sanremo è la stazione meteorologica che registra gli inverni in assoluto più miti di tutta l'Italia centro-settentrionale. L'escursione tra i valori stagionali minimi e quelli massimi risulta modesta, inferiore ai 14 °C.

Dal punto di vista legislativo il comune di Sanremo ricade nella Classificazione climatica C (i Gradi giorno della città sono 1105, e il limite massimo consentito per l'accensione dei riscaldamenti è di 10 ore giornaliere, dal 15 novembre al 31 marzo).

L'originario nucleo abitativo, la Pigna, è adagiato sulle pareti di una collina-promontorio sovrastata dal santuario della Madonna della Costa, e lambito dai torrenti San Francesco e San Romolo. A levante, il torrente San Martino ed a ponente il torrente Foce danno il nome alle relative zone est ed ovest della città.

La prima fascia dell'entroterra, a ridosso della città, è abbondantemente ammantata di serre e coltivazioni di fiori, stanti a ricordare il ruolo importantissimo della floricoltura nell'economia cittadina. Alcuni oliveti e resti di fasce (coltivazioni a terrazza), oramai quasi completamente abbandonate, costellano le campagne e le scoscese colline circostanti.

Le frazioni dell'entroterra boschivo distano pochi chilometri dal centro città, tanto che durante l'estate è consuetudine, da parte dei Sanremesi, fare le "gite fuori porta" tra i freschi boschi di castagno nella frazione di San Romolo, edificata intorno ad un prato che da anni è mèta di giochi di bimbi, o tra i pascoli della arieggiata vetta del Monte Bignone, da cui è possibile godere della vista da Saint-Tropez ad Albenga, e in giornate terse, fino alla Corsica.

La fascia boschiva dell'entroterra è stata recentemente inserita nell'istituendo "Parco Naturale di San Romolo-Monte Bignone": un'area di circa 700 ettari, ricca di fauna e vegetazione, nella quale si intrecciano fittamente sentieri e mulattiere di enorme interesse storico e paesaggistico.

I due promontori ad est e ad ovest di Sanremo ospitano rispettivamente le frazioni di Poggio e di Coldirodi: la prima, nota per rappresentare l'ultimo tratto in salita della Milano-Sanremo, la seconda sede dell'importante Pinacoteca Rambaldi.

Dal punto di vista amministrativo, la città si estende ad est oltre il Capo Verde. Qui si trova la frazione di Bussana, la più popolosa del Comune, che è stata edificata ex-novo dopo che il terremoto del 1887 distrusse il centro abitato originario, posto sulle colline retrostanti ed oggi noto come Bussana Vecchia. Tale diroccato paesino rimase abbandonato fino all'inizio degli anni Sessanta, quando artisti da tutto il mondo decisero di ripopolarlo, riportando le costruzioni in pietra alla loro struttura originale. Unico nel suo genere, oggi è un laboratorio d'arte a cielo aperto, un frammento di vita e cultura rurale e contadina di fine '800 estremamente suggestivo.

Sanremo presenta tracce di attività umana fin da tempi remoti, come testimoniato dal ritrovamento di insediamenti del Paleolitico. Tuttavia è dall'epoca romana che la città comincia a svilupparsi come insediamento significativo. Viene quindi fondata in epoca romana lungo la Via Julia Augusta, (proseguimento della via consolare Aurelia) ed intitolata probabilmente a Caio Matucio, che intorno all'oppidum primitivo, rilevato nelle vicinanze dell'attuale Casino, costruì una sontuosa villa, attorno alla quale crebbe l'abitato detto Villa Matutia. Un'altra interpretazione fa riferimento alla divinità di origine asiatica Mater Matuta, dea dell'Aurora, mutato quindi in Matutia e quindi Villa Matutiæ.

Quale che ne sia l'origine, tuttavia è certo che, dopo la conversione della popolazione al Cristianesimo da parte del beato Orsmida, del diacono Siro (poi Vescovo di Genova) e del Vescovo San Romolo (poi eremita), nel IX secolo la città fu oggetto di attacchi continui da parte di pirati saraceni, che costrinsero la popolazione a rifugiarsi sui monti. Passato tale periodo di devastazioni, il borgo primitivo venne rifondato sulla costa, nell'attuale zona di San Siro e della Pigna (così detta per la forma "ad avvolgimento" con cui venne costruita per motivi difensivi), circondato da mura e difeso da un castello, e quindi dedicato a San Romolo. Risale infatti al 979 un documento in cui alcune famiglie chiedono al vescovo Teodolfo un appezzamento di terreno a basso costo di affitto, che prese il nome di castrum Sancti Romuli, dedicato al vescovo che "ormai considerato santo e venerato dalla popolazione che nella sua tomba prega ed invoca la protezione divina contro i nemici, che continuavano a saccheggiare e ad uccidere".

La città appartenne prima alla Diocesi di Albenga-Imperia, quindi ai conti di Ventimiglia, ed infine passò sotto il controllo dei vescovi di Genova. Nel 1170 la città prese parte ad una battaglia marittima, accanto alla Repubblica di Genova, contro la Repubblica di Pisa, con una galea costruita con il legno ricavato dai boschi circostanti l'attuale frazione di San Romolo.

Nel 1297 Sanremo venne venduta alle famiglie nobili genovesi di Oberto Doria e Giorgio De Mari, che modificarono l'amministrazione cittadina e lo statuto comunale; nel 1361 passò sotto la Repubblica di Genova, fin quando nel 1367 la popolazione fece una colletta per riscattarsi e diventare libero comune, sempre sotto la protezione di Genova, ma con proprio statuto.

Nel XVI secolo ricominciarono le invasioni saracene, tra cui quelle del corsaro barbaresco Barbarossa, che nel 1544 saccheggiò la città e depredò la chiesa di San Siro.

Per quasi due secoli rimase sotto il protettorato genovese, ma nel 1745 fu bombardata dal mare dai britannici, ed infine entrò in contrasto con Genova per le forti gabelle introdotte nonostante le forti difficoltà economiche in cui versava la comunità e la richiesta di separare il borgo di Colla (l'attuale Coldirodi) dal Comune: nel 1753 la città si ribellò, ed i Genovesi repressero duramente la rivolta. In quell'occasione Genova edificò il forte di Santa Tecla nei pressi del porto (utilizzato poi come carcere fino al 1997). Tale avvenimento segnò l'inizio di una decadenza generalizzata che si protrasse per oltre mezzo secolo.

Le truppe napoleoniche, nel 1794, occuparono la città che divenne capoluogo della giurisdizione delle Palme, e dopo la restaurazione dei Savoia (1814) venne annessa al Regno di Sardegna. La decadenza cittadina aveva portato scarse condizioni igieniche, che culminarono un una grave epidemia di colera nel 1837: è di questo periodo la costruzione di un nuovo cimitero suburbano e l'allestimento di un lavatoio pubblico.

Da quegli anni la città iniziò a crescere dal punto di vista turistico: nel 1864 la zarina Maria Aleksandrovna per prima scelse Sanremo per "svernare", aprendo la strada al turismo elitario della nobiltà russa, attratto dal clima mite e dalla bellezza dei luoghi. Anche l'Imperatrice Elisabetta di Baviera (Sissi, Imperatrice d'Austria) tra i suoi numerosi e lunghi viaggi per l'Europa (1870-1890) si recò diverse volte a Sanremo.

In quel periodo vennero edificati mirabili edifici e ville, principalmente in stile liberty, per l'aristocrazia europea che divenne semi-stanziale nella cittadina. Sempre a fine '800 la cittadina vide il passaggio dall'agricoltura basata sugli agrumeti, molto fiorente, alla floricoltura.

All'inizio del '900 cominciarono a sorgere le strutture di intrattenimento più qualificate per l'esigente élite della Belle époque: il Casinò, il campo golf, la funivia Sanremo-Monte Bignone, all'epoca la più lunga del mondo, l'ippodromo, lo stadio, eccetera. Al termine della Prima Guerra Mondiale Sanremo venne scelta per la Conferenza Internazionale degli Stretti, con cui venne discussa, tra gli Alleati, la redistribuzione delle terre dell'ex Impero Ottomano, tra cui la Palestina (assegnata alla Gran Bretagna), la Siria, Cilicia e Libano (alla Francia).

Intorno agli Trenta si ebbe la massima espansione turistica della cittadina: la città continuò ad incrementare le proprie strutture ricettive da un lato, e l'economia basata sulla floricoltura dall'altro. Con l'approssimarsi della Seconda Guerra Mondiale iniziò un lento declino del turismo elitario, e con la fine del conflitto la città vide l'incremento del nuovo turismo di massa, e conseguentemente vennero spostati i periodi di soggiorno dall'inverno all'estate. Questa enorme crescita economica, e le grandi opportunità di lavoro nella floricoltura, attirarono soprattutto dall'Abruzzo tantissimi lavoratori, che di fatto contribuirono in maniera notevole ad accrescere la città.

Con l'istituzione, inoltre, del Festival della canzone italiana, Sanremo acquistò ancora di più un ruolo nell'immaginario collettivo di cittadina frequentata da personaggi famosi, e come tale vide il turismo incrementare in modo notevole. Pertanto le attività ludiche e ricreative per il nuovo tipo di esigenze crebbero di pari passo con la speculazione edilizia degli anni Sessanta e Settanta, che apportò una trasformazione tutt'altro che positiva in molte parti della città: la cementificazione selvaggia impedì di fatto uno sviluppo armonico del centro urbano, divenuto nel frattempo sempre più popoloso e caotico.

La nascita del nuovo porto turistico, Portosole, alla fine degli anni Settanta, consolidò il ruolo turistico della città, sempre più fulcro dell'economia cittadina. Da allora prese inizio, complice una diversa sensibilità ambientale generalizzata, una riqualificazione delle aree meno curate della città, ed un nuovo piano regolatore pose un freno alla cementificazione selvaggia.

Attualmente la città sta attraversando un periodo di riqualificazione generalizzata, nel tentativo di contribuire in qualche modo a contrastare una lenta decrescita del turismo iniziata alla metà degli anni Novanta e rilanciare la città non solo per una fruizione del turismo "mordi e fuggi", ma anche da un punto di vista culturale, storico, paesaggistico.

La toponomastica prevede due versioni, derivanti dall'etimologia: Sanremo e San Remo. Infatti il nome della città sembra essere una forma corrotta di San Romolo (in dialetto locale si pronuncia infatti San Rœmu, mutuato quindi in Sanremu) quale contrazione del medioevale "Civitas Sancti Romuli", o di Sant'Eremo di San Romolo. San Romolo è stato un vescovo di Genova vissuto intorno al IX secolo, che ha trascorso buona parte della sua vita nella città ligure, e che morì da eremita alle pendici del Monte Bignone, 1299 m s.l.m.; alla sua morte, la popolazione volle onorarlo dedicandogli il nome della città.

L'etimologia ufficiale è tuttavia sempre stata controversa, ed a lungo oggetto di interpretazioni e di applicazioni pratiche divise fra le due forme. Innanzi tutto, non esiste, nella religione cattolica, un San Remo. Questa è la giustificazione che è sempre stata addotta da coloro che ritengono di dover adottare la versione contratta in una sola parola, Sanremo appunto, come viene attualmente fatto dal Comune e da tutti gli Enti provinciali e regionali.

Tuttavia fin dall'epoca fascista vi sono disquisizioni sull'esatta grafia della città (che localmente si usava in forma contratta), poiché a livello centrale veniva individuata nella forma 'San Remo', e numerosi sono stati i tentativi per imporre anche localmente tale forma. I sostenitori di tale grafia, infatti, si rifanno all'etimologia del nome (la città è comunque dedicata ad un Santo, Romolo) ed al principio di continuità storica: ad esempio nelle cartine geografiche del '700 si può notare che veniva impiegata tale forma staccata, alternata tra "Civitas Sancti Romuli" e "San Remo".

In epoca più recente, spulciando tra i documenti dell'Archivio comunale, si osserva che in data 2 settembre 1937 il podestà di allora veniva informato che l'Istituto Centrale di Statistica aveva elencato il Comune col nome staccato (San Remo), in difformità a quanto sino a quel momento rispettato da parte dell'Amministrazione, benché il R.D. 20 marzo 1928, n. 453, pubblicato nella stessa data nella Gazzetta Ufficiale, disponesse che il nome ufficiale esatto fosse 'San Remo'.

Infatti, lo stesso Istituto interveniva l'8 febbraio 1938 per richiamare il Comune all'osservanza della disposizione. Tuttavia, all'invito del prefetto, il podestà rispondeva: "Insistiamo perché venga modificato il nome in Sanremo".

L'8 agosto 1940 il presidente dell'Istituto centrale di Statistica richiamava nuovamente il Comune, e scriveva: " ... codesto comune dovrà modificare secondo il nome seguito da questo Istituto l'intestazione della carta ufficiale nonché i timbri in uso presso gli uffici comunali", e chiedeva venisse fornita per iscritto "assicurazione di adempimento".

Il 30 agosto 1940 il podestà emanava pertanto la seguente ordinanza (prot. n. 15411): "Vi prego di disporre perché d'ora in poi negli stampati il nome del Comune venga scritto San Remo anziché Sanremo".

Passata la bufera del secondo conflitto mondiale, il nome della città continuò ad essere usato unito. Di conseguenza il sindaco, con ordine di servizio in data 24 marzo 1954, prot. n. 89/6, trasmetteva a tutti gli uffici la seguente lettera: "Si porta a conoscenza delle SS.LL. che l'esatta grafia del nome della nostra città è la seguente: San Remo. Tanto si comunica per opportuna conoscenza e norma con preghiera di volerne rendere edotto il personale dipendente, affinché tanto negli stampati che sulle comunicazioni venga adoperata la esatta onomastica".

Questo ordine di servizio non è mai stato applicato dagli organi comunali. Nonostante, infatti, tale 'decisione' ufficiale del Comune, il nome di San Remo ha continuato ad essere rifiutato a livello locale, dove si trovava principalmente l'altra versione, come, ad esempio, nelle indicazioni stradali, ferroviarie, turistiche, e praticamente ovunque nella documentazione del Comune, della Provincia e spesso in quella regionale; anche le cartoline per le consultazioni elettorali hanno sempre riportato il nome Sanremo. Nella documentazione prodotta a livello centrale, proveniente dalla Gazzetta Ufficiale, dall'Anagrafe tributaria e dai documenti dell'Istituto di Statistica, tuttavia, ha continuato ad essere mantenuta la forma 'San Remo'.

Finalmente il Comune, con l'approvazione dello Statuto seguito a varie Deliberazioni Consiliari tenutesi tra il 1991 ed il 2002, ha sancito definitivamente che la denominazione ufficiale della Città è nella forma monoverbo 'Sanremo'.

Lo stemma ufficiale è stato approvato con l'apposito Reale Decreto del re Vittorio Emanuele III di Savoia datato al 17 dicembre del 1928; il gonfalone è stato invece concesso il 25 ottobre del 1928.

La città offre diversi mirabili esempi di eterogenee architetture, che spaziano dal barocco allo stile liberty, dal romanico al neoclassico.

Sanremo è attraversata dalla Strada Provinciale (già Strada Statale) 1 Aurelia, percorsa dalla filovia Ventimiglia - Sanremo - Taggia. Inoltre è raggiungibile da due uscite dell'Autostrada A10: casello "Arma di Taggia - Sanremo EST" e casello "Sanremo OVEST - Coldirodi.

Sanremo è dotata di una stazione ferroviaria sulla linea ferroviaria Ventimiglia – Genova. La stazione originaria era stata edificata nella seconda metà del XIX Secolo sul lungomare, a ridosso del Casino e della Chiesa Russa, poiché il tracciato ferroviario, ad unico binario, seguiva il profilo costiero. Nel 2001 è stato completato lo spostamento "a monte" ed il raddoppio della linea nella tratta San Lorenzo al Mare - Ospedaletti, è stata aperta la nuova stazione sotterranea nei pressi del Rondò Garibaldi, circa un chilometro più ad est rispetto alla originaria. Il sedime del tracciato ferroviario originario è stato parzialmente convertito in pista ciclabile (inaugurata nell'estate del 2008), mentre l'area della ex-stazione è stata usata quale parcheggio per auto.

Ogni anno Sanremo è la conclusione della gara ciclistica Milano-Sanremo.

Il 6 giugno 2001 la 17^ tappa del Giro d'Italia 2001, il "circuito dei fiori" (119 Km), con partenza e arrivo a Sanremo si è conclusa con la vittoria di Pietro Caucchioli.

Nel luglio 1948 arrivò a Sanremo l'undicesima tappa del Tour de France, vinta dall'italiano Gino Sciardis; il tour di quell'anno è noto per l'impresa che Gino Bartali compì due giorni dopo sul Colle dell'Izoard, che gli consentì di vincere la corsa.

Sanremo fu sede del Campionato internazionale di scherma 1936.

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Festival di Sanremo 2009

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Il Cinquantanovesimo Festival della Canzone Italiana si è svolto presso il Teatro Ariston di Sanremo dal 17 al 21 febbraio 2009, ed è stato vinto dalla canzone La forza mia interpretata da Marco Carta. La conduzione è stata affidata a Paolo Bonolis con la partecipazione di Luca Laurenti. Nelle varie serate è stato previsto, a livello di conduzione, l'intervento di ulteriori collaboratori, che mutano in ogni serata del festival. Affiancano Paolo Bonolis nella conduzione: Alessia Piovan e Paul Sculfor (prima serata); Eleonora Abbagnato e Nir Lavi (seconda serata); Gabriella Pession e Thyago Alves (terza serata); Ivan Olita (quarta serata); Maria De Filippi e David Gandy (serata finale).

In questa edizione, il Festival è stato diviso in cinque serate, trasmesse in diretta su Raiuno e, a differenza delle edizioni precedenti, senza alcuna trasmissione conclusiva in seguito alla serata (il cosiddetto Dopofestival).

I cantanti partecipanti sono suddivisi in due categorie: Artisti e Proposte.

I 16 brani della categoria Artisti sono stati scelti fra 104 richieste di partecipazione.

Fra le 10 canzoni ammesse per la categoria Proposte, 8 sono state selezionate fra 146 domande d'ammissione, mentre le altre 2 sono interpretate dalle cantanti (Arisa e Simona Molinari) vincitrici di Sanremolab.

I 90 video partecipanti alla competizione on-line denominata Sanremofestival.59, che si è svolta dal 14 gennaio al 19 febbraio 2009, sono stati prescelti fra i 470 inviati alla commissione artistica del Festival.

Le notizie sul secondo e terzo classificato sono state date in sala stampa ai giornalisti. Dalla 4ª posizione alla 10ª gli artisti si classificano a pari merito: non esiste infatti una graduatoria neanche ufficiosa.

In un primo momento era stato annunciato per l'esibizione di Marco Carta il brano Dentro ad ogni brivido.

In un primo momento era stato annunciato per l'esibizione di Filippo Perbellini il brano L'orgoglio. Per quanto riguarda la classifica finale della categoria Proposte 2009, essa non è stata resa nota nemmeno in sala stampa nel corso del Festival: si conosce solo il nome della canzone vincitrice, Sincerità interpretata da Arisa.

Hanno votato i rappresentanti di 102 testate accreditate, che hanno attribuito agli Artisti i seguenti voti: Afterhours 21, Nicky Nicolai e Stefano Di Battista 20, Tricarico 20, Patty Pravo 12, Francesco Renga 8, Gemelli DiVersi 5, Al Bano 4, Alexia 3, Marco Masini 3, Povia 3, Dolcenera 2, Iva Zanicchi 1, mentre non hanno ricevuto voti Marco Carta, Fausto Leali, Sal Da Vinci, Pupo-Paolo Belli-Youssou N'Dour.

Hanno votato i rappresentanti di 72 testate accreditate, che hanno attribuito a Povia 19 voti, seguito da Patty Pravo con 14.

Subito dietro ad Arisa si sono piazzate Malika Ayane e Simona Molinari.

Tra i partecipanti al Festival, ben otto di loro lo avevano già vinto in precedenza.

È il secondo Festival con al timone Paolo Bonolis, che è anche direttore artistico. Il direttore musicale è Gianmarco Mazzi, che aveva ricoperto questo ruolo già nel 2005 e 2006, al fianco di Bonolis prima e di Giorgio Panariello dopo.

Paolo Bonolis indossa abiti disegnati da Versace.

Prima dell'inizio del Festival, la stampa ha prestato attenzione alle polemiche riguardo la canzone presentata da Povia, dal titolo Luca era gay, su un ragazzo che, divenuto omosessuale per problemi familiari, diventa etero. Le associazioni LGBT, considerandola una propaganda alla terapia riparativa del movimento degli ex-gay, sono insorte ed hanno programmato proteste a Sanremo nei giorni della kermesse.

La prima serata del Festival ha visto il susseguirsi di una strenua difesa dell'amore omosessuale da parte di Roberto Benigni, che ha letto il De profundis di Oscar Wilde, come esempio d'amore omosessuale, poi la canzone di Giuseppe Povia dal titolo Luca era gay, il cui titolo, diffuso già a due mesi dal festival, non ha mancato di scatenare polemiche anche nel testo.

Al termine dell'esibizione di Povia è intervenuto Franco Grillini, uno dei leader storici del movimento LGBT, che ha commentato duramente la canzone. Il Festival è stato accomnpagnato da proteste e manifestazioni. Nel corso della serata finale, gli Afterhours ed Arisa hanno ritirato i premi presentandosi con il triangolo rosa, a sostegno della comunità LGBT.

Si tratta, come da tradizione, di una gara tra canzoni inedite. Due le categorie in gara nella kermesse: Artisti e Proposte.

Gli Artisti (chiamati nelle scorse edizioni Big o Campioni) sono cantanti già affermati al grande pubblico.

Le Proposte (chiamate nelle scorse edizioni anche Emergenti, Giovani o Nuove Proposte) fanno invece proprio in occasione del Festival il loro debutto al grande pubblico.

Ogni artista appartenente a questa categoria si farà accompagnare sul palco del Teatro Ariston, nella serata di giovedì 19 febbraio, da un grande nome della musica italiana od internazionale nell'esecuzione della canzone in gara. I brani degli esordienti, inoltre, sono stati trasmessi in radio già una settimana prima della manifestazione, in modo che il pubblico non fosse totalmente impreparato al momento della votazione: si tratta di una innovazione nel regolamento del Festival, che fino ad ora ha preteso in gara rigorosamente pezzi del tutto inediti.

Alla fine, ci sarà un vincitore per la categoria Artisti e uno per le Proposte, nominati dai voti di una Giuria Demoscopica, di una Giuria di qualità formata dai professori dell'orchestra (e non più quindi, come negli altri anni, da gente di spettacolo e televisione) e dal televoto, che entrerà in gioco solo dalla quarta sera.

Una terza gara, inoltre, gravita attorno alla manifestazione. Si tratta di Sanremofestival.59, che ha avuto luogo esclusivamente sul sito internet della rassegna, dove 90 giovani artisti esordienti hanno avuto la possibilità di diffondere il videoclip di un loro brano. La vincitrice Ania, proclamata nella serata di giovedì 19, canterà il suo brano Buongiorno gente in apertura dell'ultima puntata del Festival.

La direzione artistica dell'evento, così come nel 2005, è stata affidata dalla Rai a Paolo Bonolis, anche conduttore.

La direzione artistica musicale, cosi come nel 2005 e nel 2006, è stata invece affidata a Gianmarco Mazzi.

Diretta da Bruno Santori e dai maestri Adriano Pennino, Umberto Iervolino, Fio Zanotti, Roberto Rossi, Alterisio Paoletti, Enrico Gabrielli (degli Afterhours), Mario Zannini, Marcello Sirignano, Massimo Morini, Danilo Minotti, Max Marcolini, Angelo Avarello, Leonardo De Amicis, Filippo Martelli, Stefano Barzan, Federica Fornabaio, Gianluca Podio, Michael Baker, Roberto Costa, Silvio Fantozzi, Roberto Molinelli.

Tra i direttori d'orchestra vi è Federica Fornabaio che, con i suoi 23 anni, è la più giovane musicista nella storia del festival che abbia diretto l'orchestra.

Nel corso della prima serata, si esibiranno i sedici Artisti: i tredici più votati (tramite una giuria demoscopica di 300 persone tra i 18 e i 70 anni selezionate dalla Ipsos presenti in sala) accederanno alla seconda puntata; si esibiscono inoltre quattro delle Proposte (la cui graduatoria però non viene resa nota).

Nella seconda serata, si esibiscono i tredici artisti rimasti in gara: sempre secondo i voti della giuria demoscopica, continueranno la gara i primi dieci classificati; si esibiscono poi le altre sei Proposte.

Nella terza serata, si esibiscono i sei Artisti eliminati nelle prime due sere (Afterhours, Al Bano, Sal Da Vinci, Nicky Nicolai & Stefano Di Battista, Tricarico, Iva Zanicchi): i due più votati dal televoto tornano in gara; le Proposte cantano accompagnati ciascuno da un ospite d'eccezione, un Big della musica.

Nella quarta serata, si esibiscono i dodici Artisti rimasti in gara, interpretando una versione rivisitata del brano accompagnati da ospiti: vengono eliminate due canzoni, con votazione per il 50% del televoto e per il restante 50% da una giuria di qualità formata dai professori d'orchestra; inoltre, viene proclamato il vincitore delle Proposte, con sistema di votazione misto: 25% i voti della giuria di giornalisti, 25% i voti dei rappresentanti delle radio e 50% i voti del televoto.

Nella quinta serata, si esibiscono i dieci Artisti rimasti in gara: i tre più votati, con votazione del solo televoto, accedono allo spareggio finale, nel quale si procede ad un'ulteriore votazione azzerando il punteggio precedentemente acquisito. Il vincitore è determinato dal solo televoto del pubblico spettatore.

Nel corso del Festival, il numero dei televoti arrivati è stato di circa 1 milione e 200 mila, mentre nella sola serata finale è stato di circa 800.000.

L'associazione no-profit One, fondata da Bono, il leader degli U2, ha chiesto all'organizzazione di trasmettere durante il Festival un filmato in cui grandi star faranno un appello contro la povertà nel mondo. Sono stati coinvolti gli italiani Jovanotti, Andrea Bocelli, Laura Pausini e gli internazionali Matt Damon, Bob Geldof, Penélope Cruz, Antonio Banderas, Claudia Schiffer, Ben Affleck, Thierry Henry e lo stesso Bono.

Nella serata del venerdì 20 febbraio i 12 Artisti rimasti in gara hanno eseguito la propria canzone in versione riadattata (per una durata massima di 3' e 40"), affiancati da ospiti italiani e/o stranieri. Ecco gli abbinamenti.

Ecco i partner che avrebbero dovuto accompagnare i 4 Artisti eliminati nella serata precedente per la rivisitazione del proprio brano.

Nella serata del giovedì 19 febbraio le 10 Proposte hanno eseguito la propria canzone affiancati da ospiti italiani e/o stranieri. Ecco gli abbinamenti.

Mietta con D'aria buona (scritta da Zucchero), Alice, Paola Turci & Marina Rei in duetto, Avion Travel con Se veramente Dio esisti, Nomadi, Matia Bazar, Spagna con Comunque vada (scritta da Loredana Bertè), Donatella Rettore, Daniela Pedali, Lisa, Syria & Cesare Malfatti (dei La Crus), Cristina Donà, Niccolò Fabi, Eugenio Finardi, Paola e Chiara con Brividi d'amore, Aram Quartet, Velvet, Lost, Sugarfree, Giuliano Palma & Bluebeaters, Dari, Mondo Marcio, Bugo, Otto Ohm, Flaminio Maphia, Omar Pedrini, Giò Di Tonno, Nino D'Angelo, Lorella Cuccarini, Ottavia Fusco con Come Cleopatra (con testo di Vittorio Sgarbi).

Risultati di ascolto delle varie serate, secondo rilevazioni Auditel.

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Festival di Sanremo 2005

Il cinquantacinquesimo festival della canzone italiana si tenne a Sanremo dal 1 marzo al 5 marzo 2005.

Paolo Bonolis ne è stato sia conduttore che direttore artistico-musicale, assieme a Gianmarco Mazzi. Antonella Clerici e Federica Felini hanno affiancato Bonolis nella conduzione; la regia è stata invece affidata a Stefano Vicario.

Quest'edizione del Festival è stata molto seguita; il regolamento è stato modificato, dividendo i Big in categorie (Uomini, Donne, Gruppi, Classic) e reintroducendo, dopo anni, le eliminazioni.

Il vincitore assoluto del Festival è stato stabilito dal televoto fra i 4 vincitori delle categorie dei Big e il vincitore dei Giovani.

La serata del 1 marzo, in diretta tv, Paolo Bonolis annuncia la morte di Alberto Castagna, avvenuta per un'emorragia interna; Il 4 marzo, invece, viene ricordato l'agente del SISMI Nicola Calipari, ucciso a Baghdad mentre scortava la giornalista Giuliana Sgrena, appena liberata dai sequestratori.

Il regolamento prevede l'ammissione di 32 brani al festival.

Tali brani sono suddivisi in 5 diverse categorie: uomini, donne, complessi, classic e giovani. Delle prime quattro categorie fanno parte 5 elementi per un totale di 20 brani in concorso. Gli artisti inseriti in tali quattro categorie (uomini, donne, complessi e classic) sono costituiti da volti noti della musica leggera italiana. Per ciò che concerne, invece, la categoria "giovani" essa è composta da 12 artisti (ed ovviamente da altrettanti brani in concorso). Tali artisti sono rappresentati da volti della musica leggera italiana sostanzialmente nuovi.

Per ognuna delle 5 categorie sono previste progressive eliminazioni durante le diverse serate di gara, che riducono a 3 elementi i componenti delle varie categorie, fino al conseguente raggiungimento di 15 finalisti destinati a riesibirsi nella serata finale del sabato.

Tali 15 finalisti, per i quali è stata prevista la riesibizione durante la serata finale di sabato, sono stati assoggettati ad ulteriore votazione fino al raggiungimento di un verdetto parziale che prevedesse un vincitore per ognuna delle 5 categorie. Tali 5 vincitori parziali di categoria sono stati poi sottoposti al giudizio popolare mediante il meccanismo del televoto e, tale ultima votazione, scevra dai voti precedentemente accumulati, ha determinato il vincitore assoluto del festival (Francesco Renga, già vincitore della categoria uomini). Gli altri 4 vincitori di categoria sono stati ordinati, conseguentemente, al secondo, terzo, quarto e quinto posto sulla base del risultato del televoto. Gli altri 10 finalisti (non vincitori di categoria) possono pertanto considerarsi sesti a pari merito.

Il meccanismo della suddivisione in categorie nonostante abbia avuto il pregio di moltiplicare i premi ha avuto il demerito di ingessare le classifiche cosicché, qualora in una categoria fossero stati presenti brani tutti meritevoli del passaggio in finale due di essi sono stati per forza eliminati. Al contempo, se in una categoria fossero stati presenti brani non troppo brillanti, tre di essi si sono comunque fregiati del titolo di finalista di Sanremo 2005.

Curiosità: dopo 29 anni, l'orchestra si sposta nella buca per consentire la presenza di ospiti seduti sul palco per la prima volta in assoluto nella storia della manifestazione.

Ogni artista, in questa serata, riproporrà con dei colleghi il proprio brano, con un particolare arrangiamento o un’originale coreografia.

Paolo Bonolis. In un primo momento, la direzione artistica era stata affidata a Bonolis e a Pippo Baudo, ma poi quest'ultimo ha preferito rinunciare. Gianmarco Mazzi ha affiancato Bonolis nella scelta delle canzoni.

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Source : Wikipedia