San Remo

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Tags : san remo, liguria, italia, sanremo, festival, musica, cultura

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Torneo scacchistico internazionale di San Remo (1930)

Alexander Alekhine

Il Torneo scacchistico internazionale di San Remo si svolse a Sanremo dal 16 gennaio al 4 febbraio 1930.

Si trattò del più grande torneo organizzato in Italia e di uno tra i più importanti eventi internazionali dell'epoca. Vi presero parte quasi tutti i migliori giocatori di allora, con la sola eccezione di Emanuel Lasker e José Raúl Capablanca.

I partecipanti furono: Alexander Alekhine, Aaron Nimzowitsch, Efim Bogoljubov, Akiba Rubinstein, Rudolf Spielmann, Savielly Tartakower, Geza Maroczy, Milan Vidmar, Edgar Colle, Hans Kmoch, Frederick D. Yates, Karl Ahues, Roberto Grau, Mario Monticelli, Massimiliano Romi, e Jose Joaquin Araiza-Munoz.

Il torneo vide la vittoria dell'allora Campione del mondo Alekhine con una prestazione quasi insuperabile di 14 vittorie su 15 partite, con ben 3,5 punti di vantaggio sul secondo classificato Nimzowitsch.

Alekhine si aggiudicò così il primo premio di ben 10.000 lire dell'epoca.

Le partite furono giocate nel salone del casinò di Sanremo durante il giorno, mentre più tardi, nella sera, nello stesso salone vi erano serate danzanti.

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Sanremo

Sanremo - Stemma

Sanremo o San Remo (Sanrému in ligure), anticamente Villa Matutiæ, è un comune italiano di 56.526 abitanti della provincia di Imperia in Liguria. Attualmente è la quarta città ligure per numero di abitanti, preceduta da Genova, La Spezia, e Savona.

Per tradizione, vi sono tre diverse modalità di indicare gli abitanti della città: i sanremaschi sono coloro che da generazioni sono nati e vissuti a Sanremo; i sanremesi, coloro che risiedono o sono nati in città ma che hanno origini forestiere; infine matuziani, usato più raramente e spesso in senso lato, raccoglie nella globalità gli abitanti della città dei fiori.

È una località turistica, rinomata per la coltivazione dei fiori (celebrata ogni anno con il corso fiorito Sanremo in Fiore), da cui il nome di Città dei Fiori. Inoltre ospita l'arrivo della corsa ciclistica Milano-Sanremo (una delle più importanti classiche del ciclismo), il Festival della Canzone Italiana, il rally di automobilismo, ed è sede del Casinò (uno dei quattro presenti in Italia). Dista dal capoluogo provinciale circa 24 km e 150 km dal capoluogo regionale.

La posizione geografica, in una insenatura riparata dalle montagne, è la principale causa del rinomato clima mite della città, che la rende mèta di soggiorni sia estivi, sia invernali, anche curativi.

Alla città è stata conferita nel 2006 la Bandiera Blu per la qualità dei servizi del porto turistico (Portosole di Sanremo).

La città è stata fondata a ridosso di due dorsali montuose, che si originano nel Monte Bignone (1299 m) e procedono fino al mare: ad est, verso il promontorio di Capo Verde (sormontato dal Faro di Capo dell'Arma della Marina), ed ad ovest fino a Capo Nero.

Proprio la conformazione delle due dorsali, unita alla componente boschiva prevalentemente a castagno, ed agli effetti mitigatori del mare, consente alla città di godere di un clima mediterraneo molto mite durante tutto l'anno, con estati moderatamente calde (temperatura media di luglio: 23,9 °C) ed inverni eccezionalmente tiepidi, contraddistinti da una temperatura media di gennaio di +10,1 °C. Va a tale proposito rilevato che quella di Sanremo è la stazione meteorologica che registra gli inverni in assoluto più miti di tutta l'Italia centro-settentrionale. L'escursione tra i valori stagionali minimi e quelli massimi risulta modesta, inferiore ai 14 °C.

Dal punto di vista legislativo il comune di Sanremo ricade nella Classificazione climatica C (i Gradi giorno della città sono 1105, e il limite massimo consentito per l'accensione dei riscaldamenti è di 10 ore giornaliere, dal 15 novembre al 31 marzo).

L'originario nucleo abitativo, la Pigna, è adagiato sulle pareti di una collina-promontorio sovrastata dal santuario della Madonna della Costa, e lambito dai torrenti San Francesco e San Romolo. A levante, il torrente San Martino ed a ponente il torrente Foce danno il nome alle relative zone est ed ovest della città.

La prima fascia dell'entroterra, a ridosso della città, è abbondantemente ammantata di serre e coltivazioni di fiori, stanti a ricordare il ruolo importantissimo della floricoltura nell'economia cittadina. Alcuni oliveti e resti di fasce (coltivazioni a terrazza), oramai quasi completamente abbandonate, costellano le campagne e le scoscese colline circostanti.

Le frazioni dell'entroterra boschivo distano pochi chilometri dal centro città, tanto che durante l'estate è consuetudine, da parte dei Sanremesi, fare le "gite fuori porta" tra i freschi boschi di castagno nella frazione di San Romolo, edificata intorno ad un prato che da anni è mèta di giochi di bimbi, o tra i pascoli della arieggiata vetta del Monte Bignone, da cui è possibile godere della vista da Saint-Tropez ad Albenga, e in giornate terse, fino alla Corsica.

La fascia boschiva dell'entroterra è stata recentemente inserita nell'istituendo "Parco Naturale di San Romolo-Monte Bignone": un'area di circa 700 ettari, ricca di fauna e vegetazione, nella quale si intrecciano fittamente sentieri e mulattiere di enorme interesse storico e paesaggistico.

I due promontori ad est e ad ovest di Sanremo ospitano rispettivamente le frazioni di Poggio e di Coldirodi: la prima, nota per rappresentare l'ultimo tratto in salita della Milano-Sanremo, la seconda sede dell'importante Pinacoteca Rambaldi.

Dal punto di vista amministrativo, la città si estende ad est oltre il Capo Verde. Qui si trova la frazione di Bussana, la più popolosa del Comune, che è stata edificata ex-novo dopo che il terremoto del 1887 distrusse il centro abitato originario, posto sulle colline retrostanti ed oggi noto come Bussana Vecchia. Tale diroccato paesino rimase abbandonato fino all'inizio degli anni Sessanta, quando artisti da tutto il mondo decisero di ripopolarlo, riportando le costruzioni in pietra alla loro struttura originale. Unico nel suo genere, oggi è un laboratorio d'arte a cielo aperto, un frammento di vita e cultura rurale e contadina di fine '800 estremamente suggestivo.

Sanremo presenta tracce di attività umana fin da tempi remoti, come testimoniato dal ritrovamento di insediamenti del Paleolitico. Tuttavia è dall'epoca romana che la città comincia a svilupparsi come insediamento significativo. Viene quindi fondata in epoca romana lungo la Via Julia Augusta, (proseguimento della via consolare Aurelia) ed intitolata probabilmente a Caio Matucio, che intorno all'oppidum primitivo, rilevato nelle vicinanze dell'attuale Casino, costruì una sontuosa villa, attorno alla quale crebbe l'abitato detto Villa Matutia. Un'altra interpretazione fa riferimento alla divinità di origine asiatica Mater Matuta, dea dell'Aurora, mutato quindi in Matutia e quindi Villa Matutiæ.

Quale che ne sia l'origine, tuttavia è certo che, dopo la conversione della popolazione al Cristianesimo da parte del beato Orsmida, del diacono Siro (poi Vescovo di Genova) e del Vescovo San Romolo (poi eremita), nel IX secolo la città fu oggetto di attacchi continui da parte di pirati saraceni, che costrinsero la popolazione a rifugiarsi sui monti. Passato tale periodo di devastazioni, il borgo primitivo venne rifondato sulla costa, nell'attuale zona di San Siro e della Pigna (così detta per la forma "ad avvolgimento" con cui venne costruita per motivi difensivi), circondato da mura e difeso da un castello, e quindi dedicato a San Romolo. Risale infatti al 979 un documento in cui alcune famiglie chiedono al vescovo Teodolfo un appezzamento di terreno a basso costo di affitto, che prese il nome di castrum Sancti Romuli, dedicato al vescovo che "ormai considerato santo e venerato dalla popolazione che nella sua tomba prega ed invoca la protezione divina contro i nemici, che continuavano a saccheggiare e ad uccidere".

La città appartenne prima alla Diocesi di Albenga-Imperia, quindi ai conti di Ventimiglia, ed infine passò sotto il controllo dei vescovi di Genova. Nel 1170 la città prese parte ad una battaglia marittima, accanto alla Repubblica di Genova, contro la Repubblica di Pisa, con una galea costruita con il legno ricavato dai boschi circostanti l'attuale frazione di San Romolo.

Nel 1297 Sanremo venne venduta alle famiglie nobili genovesi di Oberto Doria e Giorgio De Mari, che modificarono l'amministrazione cittadina e lo statuto comunale; nel 1361 passò sotto la Repubblica di Genova, fin quando nel 1367 la popolazione fece una colletta per riscattarsi e diventare libero comune, sempre sotto la protezione di Genova, ma con proprio statuto.

Nel XVI secolo ricominciarono le invasioni saracene, tra cui quelle del corsaro barbaresco Barbarossa, che nel 1544 saccheggiò la città e depredò la chiesa di San Siro.

Per quasi due secoli rimase sotto il protettorato genovese, ma nel 1745 fu bombardata dal mare dai britannici, ed infine entrò in contrasto con Genova per le forti gabelle introdotte nonostante le forti difficoltà economiche in cui versava la comunità e la richiesta di separare il borgo di Colla (l'attuale Coldirodi) dal Comune: nel 1753 la città si ribellò, ed i Genovesi repressero duramente la rivolta. In quell'occasione Genova edificò il forte di Santa Tecla nei pressi del porto (utilizzato poi come carcere fino al 1997). Tale avvenimento segnò l'inizio di una decadenza generalizzata che si protrasse per oltre mezzo secolo.

Le truppe napoleoniche, nel 1794, occuparono la città che divenne capoluogo della giurisdizione delle Palme, e dopo la restaurazione dei Savoia (1814) venne annessa al Regno di Sardegna. La decadenza cittadina aveva portato scarse condizioni igieniche, che culminarono un una grave epidemia di colera nel 1837: è di questo periodo la costruzione di un nuovo cimitero suburbano e l'allestimento di un lavatoio pubblico.

Da quegli anni la città iniziò a crescere dal punto di vista turistico: nel 1864 la zarina Maria Aleksandrovna per prima scelse Sanremo per "svernare", aprendo la strada al turismo elitario della nobiltà russa, attratto dal clima mite e dalla bellezza dei luoghi. Anche l'Imperatrice Elisabetta di Baviera (Sissi, Imperatrice d'Austria) tra i suoi numerosi e lunghi viaggi per l'Europa (1870-1890) si recò diverse volte a Sanremo.

In quel periodo vennero edificati mirabili edifici e ville, principalmente in stile liberty, per l'aristocrazia europea che divenne semi-stanziale nella cittadina. Sempre a fine '800 la cittadina vide il passaggio dall'agricoltura basata sugli agrumeti, molto fiorente, alla floricoltura.

All'inizio del '900 cominciarono a sorgere le strutture di intrattenimento più qualificate per l'esigente élite della Belle époque: il Casinò, il campo golf, la funivia Sanremo-Monte Bignone, all'epoca la più lunga del mondo, l'ippodromo, lo stadio, eccetera. Al termine della Prima Guerra Mondiale Sanremo venne scelta per la Conferenza Internazionale degli Stretti, con cui venne discussa, tra gli Alleati, la redistribuzione delle terre dell'ex Impero Ottomano, tra cui la Palestina (assegnata alla Gran Bretagna), la Siria, Cilicia e Libano (alla Francia).

Intorno agli Trenta si ebbe la massima espansione turistica della cittadina: la città continuò ad incrementare le proprie strutture ricettive da un lato, e l'economia basata sulla floricoltura dall'altro. Con l'approssimarsi della Seconda Guerra Mondiale iniziò un lento declino del turismo elitario, e con la fine del conflitto la città vide l'incremento del nuovo turismo di massa, e conseguentemente vennero spostati i periodi di soggiorno dall'inverno all'estate. Questa enorme crescita economica, e le grandi opportunità di lavoro nella floricoltura, attirarono soprattutto dall'Abruzzo tantissimi lavoratori, che di fatto contribuirono in maniera notevole ad accrescere la città.

Con l'istituzione, inoltre, del Festival della canzone italiana, Sanremo acquistò ancora di più un ruolo nell'immaginario collettivo di cittadina frequentata da personaggi famosi, e come tale vide il turismo incrementare in modo notevole. Pertanto le attività ludiche e ricreative per il nuovo tipo di esigenze crebbero di pari passo con la speculazione edilizia degli anni Sessanta e Settanta, che apportò una trasformazione tutt'altro che positiva in molte parti della città: la cementificazione selvaggia impedì di fatto uno sviluppo armonico del centro urbano, divenuto nel frattempo sempre più popoloso e caotico.

La nascita del nuovo porto turistico, Portosole, alla fine degli anni Settanta, consolidò il ruolo turistico della città, sempre più fulcro dell'economia cittadina. Da allora prese inizio, complice una diversa sensibilità ambientale generalizzata, una riqualificazione delle aree meno curate della città, ed un nuovo piano regolatore pose un freno alla cementificazione selvaggia.

Attualmente la città sta attraversando un periodo di riqualificazione generalizzata, nel tentativo di contribuire in qualche modo a contrastare una lenta decrescita del turismo iniziata alla metà degli anni Novanta e rilanciare la città non solo per una fruizione del turismo "mordi e fuggi", ma anche da un punto di vista culturale, storico, paesaggistico.

La toponomastica prevede due versioni, derivanti dall'etimologia: Sanremo e San Remo. Infatti il nome della città sembra essere una forma corrotta di San Romolo (in dialetto locale si pronuncia infatti San Rœmu, mutuato quindi in Sanremu) quale contrazione del medioevale "Civitas Sancti Romuli", o di Sant'Eremo di San Romolo. San Romolo è stato un vescovo di Genova vissuto intorno al IX secolo, che ha trascorso buona parte della sua vita nella città ligure, e che morì da eremita alle pendici del Monte Bignone, 1299 m s.l.m.; alla sua morte, la popolazione volle onorarlo dedicandogli il nome della città.

L'etimologia ufficiale è tuttavia sempre stata controversa, ed a lungo oggetto di interpretazioni e di applicazioni pratiche divise fra le due forme. Innanzi tutto, non esiste, nella religione cattolica, un San Remo. Questa è la giustificazione che è sempre stata addotta da coloro che ritengono di dover adottare la versione contratta in una sola parola, Sanremo appunto, come viene attualmente fatto dal Comune e da tutti gli Enti provinciali e regionali.

Tuttavia fin dall'epoca fascista vi sono disquisizioni sull'esatta grafia della città (che localmente si usava in forma contratta), poiché a livello centrale veniva individuata nella forma 'San Remo', e numerosi sono stati i tentativi per imporre anche localmente tale forma. I sostenitori di tale grafia, infatti, si rifanno all'etimologia del nome (la città è comunque dedicata ad un Santo, Romolo) ed al principio di continuità storica: ad esempio nelle cartine geografiche del '700 si può notare che veniva impiegata tale forma staccata, alternata tra "Civitas Sancti Romuli" e "San Remo".

In epoca più recente, spulciando tra i documenti dell'Archivio comunale, si osserva che in data 2 settembre 1937 il podestà di allora veniva informato che l'Istituto Centrale di Statistica aveva elencato il Comune col nome staccato (San Remo), in difformità a quanto sino a quel momento rispettato da parte dell'Amministrazione, benché il R.D. 20 marzo 1928, n. 453, pubblicato nella stessa data nella Gazzetta Ufficiale, disponesse che il nome ufficiale esatto fosse 'San Remo'.

Infatti, lo stesso Istituto interveniva l'8 febbraio 1938 per richiamare il Comune all'osservanza della disposizione. Tuttavia, all'invito del prefetto, il podestà rispondeva: "Insistiamo perché venga modificato il nome in Sanremo".

L'8 agosto 1940 il presidente dell'Istituto centrale di Statistica richiamava nuovamente il Comune, e scriveva: " ... codesto comune dovrà modificare secondo il nome seguito da questo Istituto l'intestazione della carta ufficiale nonché i timbri in uso presso gli uffici comunali", e chiedeva venisse fornita per iscritto "assicurazione di adempimento".

Il 30 agosto 1940 il podestà emanava pertanto la seguente ordinanza (prot. n. 15411): "Vi prego di disporre perché d'ora in poi negli stampati il nome del Comune venga scritto San Remo anziché Sanremo".

Passata la bufera del secondo conflitto mondiale, il nome della città continuò ad essere usato unito. Di conseguenza il sindaco, con ordine di servizio in data 24 marzo 1954, prot. n. 89/6, trasmetteva a tutti gli uffici la seguente lettera: "Si porta a conoscenza delle SS.LL. che l'esatta grafia del nome della nostra città è la seguente: San Remo. Tanto si comunica per opportuna conoscenza e norma con preghiera di volerne rendere edotto il personale dipendente, affinché tanto negli stampati che sulle comunicazioni venga adoperata la esatta onomastica".

Questo ordine di servizio non è mai stato applicato dagli organi comunali. Nonostante, infatti, tale 'decisione' ufficiale del Comune, il nome di San Remo ha continuato ad essere rifiutato a livello locale, dove si trovava principalmente l'altra versione, come, ad esempio, nelle indicazioni stradali, ferroviarie, turistiche, e praticamente ovunque nella documentazione del Comune, della Provincia e spesso in quella regionale; anche le cartoline per le consultazioni elettorali hanno sempre riportato il nome Sanremo. Nella documentazione prodotta a livello centrale, proveniente dalla Gazzetta Ufficiale, dall'Anagrafe tributaria e dai documenti dell'Istituto di Statistica, tuttavia, ha continuato ad essere mantenuta la forma 'San Remo'.

Finalmente il Comune, con l'approvazione dello Statuto seguito a varie Deliberazioni Consiliari tenutesi tra il 1991 ed il 2002, ha sancito definitivamente che la denominazione ufficiale della Città è nella forma monoverbo 'Sanremo'.

Lo stemma ufficiale è stato approvato con l'apposito Reale Decreto del re Vittorio Emanuele III di Savoia datato al 17 dicembre del 1928; il gonfalone è stato invece concesso il 25 ottobre del 1928.

La città offre diversi mirabili esempi di eterogenee architetture, che spaziano dal barocco allo stile liberty, dal romanico al neoclassico.

Sanremo è situata lungo la Strada Provinciale (già Strada Statale) 1 Aurelia, percorsa dalla filovia Ventimiglia - Sanremo - Taggia. Inoltre è raggiungibile anche grazie al proprio casello autostradale sull'Autostrada A10.

Sanremo è dotata di una stazione ferroviaria sulla linea ferroviaria Ventimiglia – Genova. La stazione originaria era stata edificata nella seconda metà del XIX Secolo sul lungomare, a ridosso del Casino e della Chiesa Russa, poiché il tracciato ferroviario, ad unico binario, seguiva il profilo costiero. Nel 2001 è stato completato lo spostamento "a monte" ed il raddoppio della linea nella tratta San Lorenzo al Mare - Ospedaletti, è stata aperta la nuova stazione sotterranea nei pressi del Rondò Garibaldi, circa un chilometro più ad est rispetto alla originaria. Il sedime del tracciato ferroviario originario è stato parzialmente convertito in pista ciclabile (inaugurata nell'estate del 2008), mentre l'area della ex-stazione è stata usata quale parcheggio per auto.

Ogni anno Sanremo è la conclusione della gara ciclistica Milano-Sanremo.

Il 6 giugno 2001 la 17^ tappa del Giro d'Italia 2001, il "circuito dei fiori" (119 Km), con partenza e arrivo a Sanremo si è conclusa con la vittoria di Pietro Caucchioli.

Nel luglio 1948 arrivò a Sanremo l'undicesima tappa del Tour de France, vinta dall'italiano Gino Sciardis; il tour di quell'anno è noto per l'impresa che Gino Bartali compì due giorni dopo sul Colle dell'Izoard, che gli consentì di vincere la corsa.

Sanremo fu sede del Campionato internazionale di scherma 1936.

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Gran Premio di San Remo

Il Gran Premio di San Remo è una corsa automobilistica di Formula 1 che si è disputata dal 1937 al 1951.

La prima edizione venne corsa nell'estate del 1937, lungo un circuito cittadino all'interno di Sanremo. Nel dopoguerra si riprese a correre, ma il tracciato cittadino di Sanremo venne abbandonato in favore del nuovo Circuito di Ospedaletti, inaugurato nel 1947. Su questo circuito vennero disputate le successive edizioni del Gran Premio fino al 1951.

La corsa non è mai stata valida per il campionato mondiale di Formula 1, ma può vantare un albo d'oro con i migliori piloti dell'epoca, da Alberto Ascari a Juan Manuel Fangio.

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Casinò di Sanremo

Il Casinò Municipale della città di Sanremo è un edificio in stile liberty dell'architetto Eugène Ferret.

Venne inaugurato il 12 gennaio 1905 ai tempi del sindaco Augusto Mombello il suo primo nome fu Kursaal. All'inizio, gestito dall'architetto parigino Ferret per due anni, era un teatro dove si organizzavano feste, ricevimenti, spettacoli e concerti. All'interno di esso era praticato il gioco d'azzardo, come d'altronde accadeva nella maggior parte delle città turistiche, ma senza alcuna autorizzazione ufficiale, ma solo con il placet delle amministrazioni locali. I primi croupier a operare all'interno della casa da gioco provenivano da Ostenda (Belgio), dove esisteva una rinomata scuola. Nel 1927 fu nominato podestà della città di Sanremo l'ingegnere Pietro Agosti il quale, con un lungo lavoro di tessitura, richiedendo anche l'intervento diretto di Benito Mussolini ottenne il Regio decreto del 22 dicembre 1927 che sancì ufficialmente la nascita del Casinò di Sanremo in cui poter praticare legalmente il gioco di azzardo. Il Casinò di Sanremo aprì ufficialmente i battenti il 21 gennaio 1928 con una inaugurale serata di gala. La concessione, nel frattempo era stata affidata ufficialmente alla Società Anonima Casinò Municipale di Sanremo diretta da Luigi De Santis. Subito fu indetta una assemblea che deliberò l'ampliamento dei locali creando due nuove ali, l'allestimento del salone interno in stile '500 e le due cupole laterali visibili sulla facciata. Numerose furono le attività collaterali che si svolsero al suo interno, come il Torneo scacchistico internazionale di San Remo svoltosi nel 1930.Il 14 aprile 1934 la società cambiò ufficialmente nome in "Società Anonima Iniziative Turistiche (SAIT). Nell'Ottobre dello stesso anno, a causa della morte del cavalier De Santis, le azioni passarono alla moglie Maria Strambini che nei primi mesi del 1935 le cedette al cavalier Angelo Belloni che ne assunse la direzione.

Nel Giugno 1940 fu chiuso con decreto del Ministero degli Interni per via della guerra. Riaprì a conflitto concluso.

Dopo gli anni del conflitto, il casinò riapri ufficialmente la sera del 31 dicembre 1945. Nella primavera 1948 la società concessionaria CIRT (Compagnia Italiana di Ricostruzione Turismo) viene estromessa, così il Ministero degli Interni il 25 febbraio 1948 commissaria il casinò con l'ex prefetto Omodeo Salè che riuscirà a sistemare la situazione che era precedentemente sfuggita di mano. Affianca alla normale gestione del casinò molte serate mondane che richiamano nuovamente a Sanremo la clientela del 1° dopoguerra. Alla fine del 1949 la gara d'appalto vede nuovo concessionario della casa da gioco il commendator Pier Busseti. Il 29 gennaio 1951, nel Salone delle feste si svolse la prima edizione del Festival di Sanremo presentato da Nunzio Filogamo. Il casinò fu sede del Festival della Canzone Italiana ininterrottamente dal 1951 al 1977 quando nel 1977 si spostò al Teatro Ariston. Il 9 novembre 1954, in seguito al suicidio del commendator Pier Busseti, la concessione del casinò fu affidata alla società ATA dell'industriale milanese, nonché presidente dell' Inter, Carlo Masseroni. Il Gennaio 1959 il vertice dell'ATA fu preso dall'avvocato Luigi Bertolini, proprietario dell'albergo Reale. Durante la gestione Bertolini scoppiò uno scandalo di tangenti che travolse l'amministrazione comunale, tra cui il sindaco Viale. Il 16 febbraio 1969 il casinò fu commissariato. Nell'estate del 1972 scoppiò un secondo scandalo relativo alla sparizione di circa due miliardi di lire all'anno, così, praticamente fallita la gestione pubblica del casinò tra scandali vari, nel 1981 fu affidato nuovamente ai privati.

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Festival di Sanremo 1992

Il quarantaduesimo festival della canzone italiana si tenne a San Remo dal 26 febbraio al 29 febbraio 1992.

La canzone Me gusta il movimento di Jo Squillo venne squalificata prima della manifestazione perché non era inedita, e sostituita con La mia preghiera di Pupo. In seguito all'esclusione del brano dalla finale, Pupo fece polemicamente intendere che la gara era truccata, ammettendo di aver "comprato" il quarto posto al Festival 1984.

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Source : Wikipedia