San Gimignano

3.3815635939435 (857)
Inviato da david 12/04/2009 @ 17:10

Tags : san gimignano, toscana, italia

ultime notizie
Solidarietà: "Musica per l'Abruzzo" a San Gimignano concerto di ... - Agenzia Impress.it
Musica di solidarietà per sostenere le popolazioni colpite dal terremoto in Abruzzo. Sabato 16 maggio alle 21,30 il Teatro dei Leggieri ospita “Musica per l'Abruzzo” concerto di solidarietà organizzato dalle associazioni musicali del territorio....
San Gimignano: mercatino di prodotti equo-solidali, e non solo - Prontoconsumatore.it
Il 16 e il 17 maggio in piazza Duomo a San Giminiano si terrà “Equomondo”, la Fiera del Commercio Equo e solidale. All'interno delle mura cittadine saranno allestite varie bancarelle con esposizione e degustazione di prodotti equosolidali a cura di...
CARCERI: BERNARDINI, IN ESTATE RISCHIANO DI AUMENTARE TENSIONI - AGI - Agenzia Giornalistica Italia
Nel corso di una conferenza stampa al termine delle visite fatte oggi nei carceri di San Gimignano e di Siena, nell'ambito della campagna elettorale per l'Europa, la Bernardini ha sottolineato che si ripongono problemi comuni a tutte le carceri del...
Presentata ufficialmente la Lista Civica 'Cittadini per San ... - Valdelsa.net
12-05-2009 POLITICA SAN GIMIGNANO | " La Lista Civica Cittadini per San Gimignano ha presentato la squadra pronta a governare San Gimignano come unica alternativa credibile all'attuale maggioranza. Intorno alla Lista Civica c'è un massiccio interesse e...
Tutti i candidati Pd e della coalizione 'Centrosinistra per San ... - Valdelsa.net
11-05-2009 POLITICA SAN GIMIGNANO | Sono 13 i candidati del Partito Democratico al Consiglio comunale di San Gimignano nella lista di 16 consiglieri della coalizione "Centrosinistra per San Gimignano" (PD, Partito Socialista, Sinistra per San...
Fontanello di Belvedere a San Gimignano: in sei mesi, risparmiati ... - Valdelsa.net
08-05-2009 FONTANELLO SAN GIMIGNANO | Sono passati sei mesi dalla sua inaugurazione e l'Amministrazione di San Gimignano parla tranquillamente di grande successo per il Fontanello di Acqua ad Alta Qualità, collocato in piazza Martiri della Libertà a...
Le 'scatole nere' della salute degli edifici sperimentate a San ... - Valdelsa.net
08-05-2009 SCATOLA NERA EDIFICI SAN GIMIGNANO | San Gimignano diventa luogo di sperimentazione per le "scatole nere" della salute degli edifici. Il gruppo di studio del professor Alessandro Mecocci, ordinario di telecomunicazioni alla facoltà di...
Concerto in del 25 Aprile al Teatro dei Leggieri a San Gimignano - saimicadove.it
Concerto in occasione delle celebrazioni del 25 Aprile presso il Teatro dei Leggieri a San Gimignano (Siena). Sarà di scena il Florentia Saxophone Quartet, quartetto di sassofoni che presenterà un programma con brani di Piazzolla, Nyman, Mozart, Faurè,...
Non basta dire Dop, occorre esserne convinti - Teatro Naturale
C'è qualcosa che non torna lungo il percorso delle denominazioni di origine, iniziato, nel 1963, con l'approvazione del Dpr 930 e con il primo riconoscimento, nel 1966, ottenuto dalla “Vernaccia di San Gimignano”, un vino bianco che ha portato fortuna...
66ª Settimana Musicale Senese - Amadeus online
Nell'estate chigiana spazio anche alla seconda edizione del cartellone “Maestri chigiani in terra di Siena”, che dal 20 luglio al 23 agosto porterà le eccellenze chigiane in concerto a San Gimignano, San Quirico d'Orcia, Sovicille, Pienza e Pitigliano....

San Gimignano

Panorama di San Gimignano

San Gimignano è un comune toscano di 7.105 abitanti situato in provincia di Siena.

Per la caratteristica architettura medioevale del suo centro storico è stato dichiarato dall'UNESCO patrimonio dell'umanità. Il sito di San Gimignano, nonostante alcuni ripristini otto-novecenteschi, è per lo più intatto nell'aspetto due-trecentesco ed è uno dei migliori esempi in Europa di organizzazione urbana dell'età comunale.

San Gimignano sorse su un sito abitato sicuramente dagli etruschi, almeno dal III secolo a.C., come testimoniano i numerosi ritrovamenti archeologici (soprattutto tombe) nel territorio circostante. Il colle era stato scelto sicuramente per questioni strategiche, essendo dominante 324 m s.l.m.) dell'alta Val d'Elsa.

La prima menzione risale al 929.

Nel Medioevo la città si trovava su una delle direttrici della via Francigena, che Sigerico, arcivescovo di Canterbury, percorse tra il 990 e il 994 e che per lui rappresentò la XIX tappa (Mansio) del suo itinerario di ritorno da Roma verso l'Inghilterra. Sigerico la nominò Sce Gemiane, segnalando il borgo anche come punto di intersezione con la strada fra Pisa e Siena.

Secondo la tradizione il nome derivò dal santo vescovo di Modena, che avrebbe difeso il villaggio dall'occupazione di Attila.

La prima cinta muraria risale al 998 e comprendeva il poggio di Montestaffoli, dove già esisteva una rocca sede di mercato di proprietà del vescovo di Volterra, e il poggio della Torre con il castello vescovile.

Verso il 1150, nonostante l'apertura di un nuovo tracciato della Francigena, San Gimignano continuò ad essere un centro emergente, con una politica di espansione territoriale e una significativa crescita delle attività commerciale. Fu in questo periodo che si formarono due "borghi" al di fuori delle mura: quello di San Matteo, verso Pisa, e quello di San Giovanni, verso Siena, entrambi lungo una nuova "via maestra", che vennero inglobati nelle mura con il nuovo tracciato completato nel 1214.

Nel 1199, nel pieno del suo splendore economico, il paese guadagnò la propria indipendenza comunale rispetto ai vescovi di Volterra. Non mancarono le lotte intestine tra guelfi e ghibellini (rispettivamente capeggiati dagli irriducibili Ardinghelli e Salvucci), ma al XII secolo, sotto i ghibellini, risale il periodo di maggior splendore economico, che si basava sul commercio dei pregiati prodotti agricoli locali, tra i quali il più ricercato era lo zafferano, venduto in Italia (Pisa, Lucca, Genova) ed all'estero (Francia e Paesi Bassi, fino anche alla Siria e all'Egitto). Inoltre, al pari di altri centri toscani, si diffuse la speculazione finanziaria e l'usura. La solida economia permise la creazione di un ceto aristocratico urbano, che espresse la propria supremazia politica e sociale nella costruzione delle torri: nel Trecento si arrivò a contare 72 torri (oggi ne rimangono 14).

Gli ingenti capitali accumulati vennero investiti nel corso del Duecento in importanti opere pubbliche, che diedero alla cittadina l'articolazione degli spazi urbani visibile ancora oggi.

Nel 1251 le mura inglobarono Montestaffoli, ma pochi anni dopo, nel 1255, la città venne presa dai guelfi di Firenze che ordinarono la distruzione delle mura. Riacquistata l'indipendenza nel 1261 e tornata la supremazia ghibellina dopo la battaglia di Montaperti, i sangimignanesi ricostruirono le mura comprendendo anche il poggio della Torre. Da allora la conformazione cittadina venne suddivisa in quattro contrade, ciascuna corrispondente ad una porta principale: quella di Piazza, di Castello, di San Matteo e di San Giovanni.

Gli ordini religiosi, appoggiati dal comune, si insediarono in città a apartire dalla metà del Duecento: i francescani fuori porta San Giovanni (1247), gli agostiniani alla porta San Matteo (1280), i domenicani a Montestaffoli (1335) e le benedettine di San Girolamo presso la Porta San Jacopo (1337).

Dall'8 maggio del 1300 il Comune ebbe l'onore di ospitare Dante Alighieri come ambasciatore della Lega Guelfa in Toscana.

Il Trecento fu un secolo di crisi che non risparmiò San Gimignano: travagliata dalle lotte interne, essa fu pesantemente colpita dalla peste nera e dalla carestia del 1348, che decimò la popolazione. Nel 1351 la città stremata si consegnò spontaneamente a Firenze, rinunciando alla propria autonomia ed a un ruolo politico nello scacchiere toscano. Risale a quell'anno la Rocca di Montestaffoli, mentre nel 1358 vennero rinforzate le mura.

Nonostante il declino economico e politico, il XIV e XV secolo furono importanti dal punto di vista artistico, grazie alla presenza in città di numerosi maestri, senesi o più spesso fiorentini, chiamati soprattutto dagli ordini religiosi ad abbellire i propri possedimenti. Lavorarono a San Gimignano Memmo di Filippuccio, Lippo e Federico Memmi, Taddeo di Bartolo, Benozzo Gozzoli, Domenico Ghirlandaio, Sebastiano Mainardi (nativo di San Gimignano), Piero del Pollaiolo, ecc.

Il declino e la marginalità della città nei secoli successivi furono le condizioni che permisero la straordinaria cristallizzazione del suo aspetto medievale.

Alla fine del XIX secolo si cominciò a riscoprire la particolarità e la bellezza della cittadina, che venne sottoposta integralmente vincolo monumentale nel 1929. Nel 1990 è stato dichiarato dall'UNESCO patrimonio culturale dell'Umanità.

Nell'interezione delle due direttrici principali, nel punto altimetricamente più elevato, si trovano le piazze cittadine: piazza del Duomo e piazza della Cisterna. Piazza Pecori è un pittoresco slargo sul fianco della collegiata che assomiglia più a un cortile interno privato.

Affacciate sulle piazze e sulle vie principali si trovano le torri e case-torri dell'antica aristocrazia mercantile e finanziaria, architetture eccezionali per numero e per stato di conservazione.

Oggi tutti gli edifici appaiono attaccati l'uno all'altro ma osservando attentamente si può notare che in passato tra una casa e l'altra vi fosse uno spazio molto stretto (ora riempito con mattoni). Questi interstizi sono troppo stretti per permettere il passaggio di una persona (sono infatti larghi quanto un mattone), e venivano chiamati vicoli del malvicini poiché si erano dovuti agli attriti sociali tra compaesani e quando qualcuno non permetteva al futuro vicino di costruire l'abitazione a ridosso della propria si creavano inevitabilmente questi interstizi. Il vantaggio di costruire a ridosso di un edificio esistente sta nel fatto che è sufficiente costruire solo tre pareti esterne, risparmiando così materiale e manodopera.

Il centro cittadino si articola sulle direttrici principali di via San Giovanni, via San Matteo, che convergono nelle due piazze attigue di piazza della Cisterna e piazza del Duomo. La zona nord è attraversata da via Folgore da San Gimignano ed ha come punto focale piazza Sant'Agostino.

San Gimignano è soprattutto famosa per le circa quindici torri medievali che ancora svettano sul suo panorama, che le hanno valso il soprannome di Manhattan del medioevo. Delle 72 tra torri e case-torri, esistenti nel periodo d'oro del Comune, ne restavano venticinque nel 1580 ed oggi ne restano circa quattordici maggiori, con altre scapitozzate intravedibili nel tessuto urbano. La più antica è la Torre del Podestà, detta la Rognosa, che è alta 51 metri, mentre la più alta è la Torre Grossa, di 54 metri. Un regolamento del 1255 vietò ai privati di erigere torri più alte della Rognosa, anche se le due famiglie più importanti, Ardinghelli e Salvucci, non lo rispettarono.

La quindicesima torre è il campanile della Collegiata.

È il luogo natale del poeta medioevale Folgóre di San Gimignano.

Già nel '600 a San Gimignano erano attive due Accademie; quella degli Scolari e quella dei Comici Risvegliati. Queste Accademie organizzavano opere, commedie, concerti, feste e ricevimenti. Nel XVII Secolo le due Accademie si fusero dando vita all'Accademia degli Aristocratici che ottenne la costruzione di un Teatro per la città. Nel 1793 un gruppo di accademici decise di creare una Società del Teatro, denominandosi Società del Leggieri. Il Teatro, ricavato all'interno dell'antico Palazzo del Podestà, si trova in piazza del Duomo nel cuore medievale di San Gimignano. Nel dopoguerra la Società dei Leggieri, impossibilitata a sostenere le spese di ripristino del teatro, danneggiato dagli eventi bellici, si sciolse e vendette la struttura che restò nelle mani di privati fino al 1982, quando il Comune potè rientrarne in possesso con la prospettiva di un completo recupero. Pochi anni dopo, nel 1988 si è costituita l'Accademia dei Leggieri. L'Accademia dei Leggieri, tuttora attiva, prende il nome dalla antica Società e svolge la sua attività artistica prevalentemente all'interno del Teatro cittadino, ispirandosi agli scopi che animarono l'antica Società dei Leggieri.

La risorsa principale della città è il turismo, favorito anche dalla conveniente dislocazione a metà strada tra Firenze e Siena. Esso alimenta numerose attività collaterali di artigianato e di servizio.

San Gimignano è una cittadina agricola famosa per la produzione vitivinicola della Vernaccia e la coltivazione dello zafferano. La Vernaccia di San Gimignano è uno dei vini bianchi più pregiati, viene prodotto in una ristretta zona della Toscana tra Siena, Pisa e Firenze coincidente con il territorio comunale di San Gimignano. Esso è conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo ed è stato il primo vino italiano a ricevere il marchio di Denominazione di Origine Controllata (DOC) nel 1966.

Al momento nel comune risultano occupati complessivamente 3.924 individui, pari al 55% del numero complessivo degli abitanti.

Per la parte superiore



San Gimignano rosso riserva

Il San Gimignano rosso riserva è un vino DOC la cui produzione è consentita nella provincia di Siena.

Per la parte superiore



Chiesa di San Gimignano (Arezzo)

La chiesa di San Gimignano è un edificio sacro di Arezzo.

La chiesa, di origine altomedievale, fu ricostruita in epoca romanica ed è documentata per la prima volta nel 1030. Tracce dell'antica struttura romanica si riconoscono nella base esterna dell'abside. Al 1220 risalgono le campane, documento di un ulteriore rifacimento duecentesco della chiesa, oggi alterato completamente. All'interno sono conservate due tele tratte da prototipi di Luca Giordano e raffiguranti "Cristo tra i Dottori" e la "Cacciata dei mercanti dal Tempio".

Per la parte superiore



Vernaccia di San Gimignano riserva

Il Vernaccia di San Gimignano riserva è un vino DOCG la cui produzione è consentita nella provincia di Siena.

Per la parte superiore



San Gimignano rosso

Il San Gimignano rosso è un vino DOC la cui produzione è consentita nella provincia di Siena.

Per la parte superiore



San Gimignano novello

Il San Gimignano novello è un vino DOC la cui produzione è consentita nella provincia di Siena.

Per la parte superiore



San Gimignano rosato

Il San Gimignano rosato è un vino DOC la cui produzione è consentita nella provincia di Siena.

Per la parte superiore



Vivaldo da San Gimignano

La pieve di Santa Maria a Cellole, San Gimignano

Il beato Vivaldo Stricchi (San Gimignano, 1260 – Montaione, selva di Camporena, 1 maggio 1320) è stato un religioso italiano.

Di lui si sa molto poco: pare che fosse membro del Terz’Ordine Francescano e discepolo di Bartolo da San Gimignano, anch'egli venerato come beato.

La famiglia Stricchi, alla quale Vivaldo apparteneva, era originaria di Fognano, nelle vicinanze di San Gimignano, dove si trovava anche una piccola chiesa parrocchiale soppressa alla fine del XVIII secolo: là possedeva campi e boschi.

Si può supporre che in quella località Vivaldo trascorresse la stagione calda insieme a tutta la sua famiglia e che qui abbia imparato ad apprezzare la solitudine, il silenzio ed abbia sviluppato l'amore per la preghiera fatta nei boschi. La chiesa parrocchiale di Fognano doveva essere l'altro polo di attrazione per il giovane Vivaldo.

La vita di Vivaldo probabilmente ebbe un proseguo simile per tutta l'adolescenza.

Vi è tuttavia un fatto importante: la perdita della amata madre. Vivaldo trovò il conforto di Bartolo da San Gimignano, che da quel momento fu il suo punto di riferimento, la sua guida spirituale.

Il poeta Folgore da San Gimignano nel proemio (A la brigata nobile e cortese) della serie di sonetti dedicati ai mesi ci tramanda una serie di nomi che non possono essere identificati con quelli della brigata dantesca: Niccolò de' Nisi, Tingoccio, Min di Tongo, Ancaiano, Bartolo Mugavero, Fainotto.

Alcune vecchie agiografie erroneamene identificavano lo Stricca dantesco con il nostro Vivaldo, per la semplice assonanza col nome della sua famiglia di appartenenza (Stricchi). Lo Stricca dantesco è da identificarsi con Stricca de' Salimbeni o, in alternativa, Stricca de' Tolomei frate godente ancor vivo nel 1294.

Bartolo era parroco della chiesa dedicata a San Nicola da Bari a Picchena, abitato distante quattro chilometri da Colle Val d'Elsa, lungo la strada per Volterra.

Un giorno di pioggia Bartolo e Vivaldo videro venire loro incontro, nei pressi della chiesa, un vecchio tutto bagnato. Bartolo offrì ospitalità facendolo sedere vicino al fuoco e lavandogli i piedi con riverenza, suscitando l'ammirazione di Vivaldo. Bartolo fece cenno a Vivaldo di prepare anche il letto e di prepararsi ad una notte di preghiera. Durante la notte una voce disse loro che avevano ospitato Cristo: andarono subito a guardare nel letto, trovandolo vuoto.

Improvvisamente una mattina Bartolo si risvegliò ammalato di lebbra. Per essere sicuri i due si recarono da un medico a San Gimignano, il quale confermò la patologia. A Bartolo non restò che ritirarsi nel lebbrosario di Cellole, a pochi chilometri da San Gimignano, sulla strada che conduce a Volterra e Gambassi Terme. Vivaldo decise di seguire il suo maestro anche in questo suo ultimo viaggio.

Vivaldo si occupò di Bartolo e degli altri lebbrosi per un lungo periodo di tempo (circa un ventennio) fino alla morte di quest'ultimo avvenuta il 12 dicembre del 1300. Seguendo le volontà di Bartolo, morto in odore di santità, fu sepolto nella chiesa di Sant'Agostino a San Gimignano, dove riposa tutt'oggi.

Vivaldo prese la decisione di condurre una vita eremitica: giunse alla inospitale selva di Camporena, oggi nel comune di Montaione, prendendo alloggio in un tronco cavo di un grande castagno. Quella fu la sua casa per circa un ventennio: la tradizione vuole che Vivaldo sia morto il 1 maggio 1320, dopo il terribile inverno del 1319 - 1320. Gli abitanti di Montaione furono avvertiti della sua dipartita dalle campane della chiesa di San Regolo, che suonaro prodigiosamente a festa (riprendendo il topos della morte di Santa Verdiana da Castelfiorentino, di Santa Fina da San Gimignano e, poi, di beata Giulia Della Rena da Certaldo). I montaionesi accorsi nella selva di Camporena, trovarono il corpo di Vivaldo esanime dentro il castagno. Fu tumulato sotto l'altare maggiore della chiesa di San Regolo.

Già nel 1325 il castagno dove il santo aveva vissuto non esisteva più, distrutto dalla bramosia dei numerosissimi pellegrini desiderosi di portarsi a casa una preziosa reliquia. In luogo del castagno fu costrita una primitiva cappella e poi un romitorio, in seguito ampliati fino a formare l'attuale complesso. Fin da subito la chiesa e il romitorio furono affidati ai Francescani che cercarono di appropriarsi del culto del santo, provando a dimostrare che in vita era stato un terziario francescano, come il suo maestro Bartolo.

Il culto del Beato Vivaldo fu confermato da papa Pio X il 13 febbraio 1908. In quella occasione il corpo fu traslato dalla chiesa di San Regolo alla chiesa dedicata al santo facente parte del convento di San Vivaldo dove tutt'oggi riposa.

La sua festa liturgica è il 1° maggio.

Le principali testimonianze iconografiche si trovano nella chiesa del convento di San Vivaldo.

Per la parte superiore



Source : Wikipedia