Salerno

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Tags : salerno, campania, italia

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Salerno

Panorama di Salerno

Salerno (Salierno in dialetto salernitano) è una città italiana, capoluogo dell'omonima provincia e seconda città della Campania per popolazione.

È conosciuta per la sua Scuola Medica Salernitana, che fu la prima e più importante istituzione medica d'Europa all'inizio del Medioevo (IX secolo) e come tale considerata da molti un'antesignana delle moderne università.

La città sorge sull'omonimo golfo del mar Tirreno, tra la costiera Amalfitana (a ovest) e la piana del Sele (a sud), nel punto in cui la valle dell'Irno si apre verso il mare.

Dal punto di vista orografico il territorio comunale è molto variegato, si va dal livello del mare fino ad arrivare ai 953 metri del monte Stella. L'abitato si sviluppa lungo la costa e si estende verso l'interno fino alle colline retrostanti.

La città è attraversata dal fiume Irno, che fino alla metà del secolo scorso ne segnava il confine orientale e da cui, probabilmente, deriva il suo nome.

Il clima è tipicamente mediterraneo, con inverni miti ed estati moderatamente calde e con piogge molto scarse.

La conformazione orografica del territorio fa si che la città sia spesso interessata dai venti. Le correnti provenienti da sud sud-ovest si scontrano con la barriera naturale dei monti Lattari che le convoglia nella valle dell'Irno; viceversa le correnti provenienti da nord si incanalano nella valle dell'Irno che funge da imbuto facendo convergere i venti sulla città. Il primo fenomeno genera venti di una certa intensità, soprattutto nel periodo tra estate e autunno; il secondo fenomeno è frequente durante l'inverno in coincidenza con le irruzioni d'aria provienenti dai Balcani.

Nella seguente tabella sono riportate le medie delle temperature su dati climatici di Salerno Centro e delle precipitazioni su dati climatici di Salerno Aeroporto.

Il primo insediamento documentato sul territorio di Salerno risale al VI secolo a.C., si tratta di un centro osco-etrusco che sorgeva sul fiume Irno poco lontano dalla costa in un punto strategico per le vie di comunicazione dell'epoca. Nel V secolo a.C., con la ritirata degli etruschi dall'italia meridionale, lo stesso insediamento venne occupato dai sanniti.

Nel 197 a.C. viene fondata sulla costa la colonia romana di Salernum. La città si espanse e durante l'impero di Diocleziano divenne il centro amministrativo della provincia della Lucania e del Bruzio.

Nel 646 Salerno cadde in mano longobarda e divenne parte del ducato di Benevento. Nel 774 il principe Arechi II vi trasferì la corte e nel 839 il principato di Salerno divenne autonomo da Benevento acquisendo i territori del Principato di Capua, la Calabria e la Puglia fino a Taranto.

La realtà della città era caratterizzata da un ambiente multiculturale; il principato era difatti uno stato cuscinetto tra il papato e l'impero, da una parte, e l'oriente bizantino e il mondo islamico dall'altra. Questo quadro politico contribuiva tuttavia anche ad una certa instabilità.

Dal punto di vista commerciale, anche per tramite della vicinissima e potente Amalfi, la città era collegata alle più remote coste del mediterraneo.

In questo contesto sorse intorno al IX secolo la Scuola Medica Salernitana che la tradizione vuole fondata da quattro maestri: un arabo, un ebreo, un latino ed un greco. La scuola fu la prima istituzione per l'insegnamento della medicina nel mondo occidentale e godè di enorme prestigio per tutto il medioevo. La città era una meta obbligata per chi volesse apprendere l'arte medica o farsi curare dai suoi celebri dottori. Questa fama valse a Salerno il titolo di Hippocratica civitas, titolo di cui ancora la città si fregia nel suo stemma.

Tra il X e il XII secolo la città visse il periodo più florido della sua storia, OPULENTA SALERNUM fu la dizione coniata sulle monete per testimoniarne lo splendore.

Nel 1076 Roberto il Guiscardo conquistò Salerno che divenne capitale dei domini normanni ovvero del ducato di Puglia e Calabria, (titolo appartenuto in precedenza a Melfi) che comprendeva tutta l'italia meridionale. In questo periodo fu fatto costruire il duomo in stile arabo-normanno.

Nel 1127 la capitale del regno passò a Palermo ma Salerno rimase una delle città più importanti del Regno di Sicilia. Con l'avvento degli svevi, ed in seguito degli angioini e degli aragonesi, la città cominciò a perdere di importanza anche a causa della crescita di importanza della vicina Napoli.

Nel settembre del 1943, durante la seconda guerra mondiale, la città fu teatro del cosiddetto sbarco di Salerno ovvero dell'operazione Avalanche: con questa operazione gli alleati accedevano alla costa tirrenica della penisola italiana ed aprivano la strada per avanzare verso Roma.

Nel periodo che seguì lo sbarco la città ospitò i primi governi dell'Italia post-fascista e la famiglia reale divenendo di fatto capitale d'Italia fino alla liberazione di Roma (metà agosto 1944).

Dopo la seconda guerra mondiale, nel 1944, Salerno aveva uno sviluppo urbanistico limitato ad 80.000 abitanti: la città era compresa tra l'area del suo vecchio porto e la foce del fiume Irno ed era corollata dai numerosi borghi collinari delle zone di Fratte, Ogliara e Giovi. Alla fine del periodo del boom economico, nel 1970, il capoluogo superava i 150.000 abitanti: in pratica aveva raddoppiato la sua popolazione.

Vista la conformazione del territorio, principalmente collinare, questo sviluppo così repentino non poteva non segnare definitivamente la connotazione dei luoghi: da piccolo ed ameno centro costiero Salerno diventava una tipica città del boom economico in versione obliqua. L'esiguità degli spazi disponibili per edificare, la mancanza di un piano regolatore serio e le speculazioni edilizie fecero il resto: i pochi spazi fruibili furono letteralmente tappezzati da palazzi dai 6 agli 8 piani senza nessuna pianificazione degli schemi viari. Sorsero in questo modo i quartieri del Carmine (a nord verso la valle dell'Irno) e di Torrione, Pastena e Mercatello (a sud-est verso la piana del Sele).

A partire dalla fine degli anni ' 80 si è cercato di dare un'identità urbanistica all'anarchia architettonica che connotava la città. Con questo intento si diede l'incarico al catalano Oriol Bohigas di redigere un nuovo piano regolatore.

Dopo un lunghissimo iter burocratico ed infinite discussioni, il nuovo piano fu consegnato nel 2003 ed approvato nel 2006, fondamentalmente esso si basa su due punti: il recupero del rapporto tra la città e il mare e la dicotomia tra città "compatta" e città "estesa".

Nell'ottica del nuovo piano regolatore il mare è la principale risorsa della città nonché il cardine su cui ruota la sua identità. Sotto questo aspetto si intende rendere più stretto il rapporto tra l'abitato e la costa liberando la visuale da vecchi manufatti inutilizzati e arricchendo il litorale con nuovi approdi turistici, nuove piazze e nuove strutture ricettive.

Con la crescita della città è diventato più problematico il rapporto tra il centro ("città compatta") e le frazioni. In particolare viene ridiscusso il ruolo di queste ultime (una volta erano dei borghi collinari legati ad attività agricole o industriali) e viene riprogettato tutto il sistema della mobilità.

Oltre che alle frazioni il concetto di città estesa è applicato anche all'area metropolitana: questa area si sviluppa sulla direttrice che va da Vietri sul Mare fino a Battipaglia e verso l'interno su tutta la valle dell'Irno (Baronissi, Fisciano, Mercato San Severino, etc) e i Picentini. Si tratta di un bacino di oltre 500.000 persone che quotidianamente si muovono da e per Salerno per fruire dei servizi che la città offre. In altre parole il capoluogo è diventato un tutt'uno (logisticamente parlando) con una vasta area che lo circonda ed ogni scelta urbanistica non può prescindere da questa realtà.

Durante la lunga redazione del piano regolatore Salerno non è rimasta ferma; il meccanismo delle varianti urbanistiche, seppure discusso, ha consentito di anticipare alcuni temi che emergevano nel piano. La creazione di alcuni parchi urbani (il parco del Mercatello, il parco Pinocchio, il parco del Seminario, il giardino della Minerva), la realizzazione di nuovi parcheggi, l'abbattimento di vecchie strutture e il trasferimento di impianti industriali fuori dal centro urbano hanno dato un po' di respiro alla città. È stato inoltre recuperato l'intero centro storico e sono state riconvertite e restituite alla città alcune importanti strutture, tra cui il complesso di Santa Sofia, l'ostello della gioventù e l'ex seminario. Infine la metropolitana e l'arteria stradale detta lungoirno sono due progetti, ormai quasi terminati, che dovrebbero migliorare la mobilità.

Attualmente vi sono diversi progetti in corso che vedono in prima fila anche architetti di fama internazionale, tra cui la cittadella giudiziaria (a cura di David Chipperfield), la Stazione Marittima (Zaha Hadid), il PalaSalerno (Tobia Scarpa) e il Grand Hotel Salerno (aperto nel 2007). Al nastro di partenza anche il nuovo porto-isola turistico Marina d'Arechi (Santiago Calatrava), la trasformazione del vecchio stabilimento del pastificio Antonio Amato in un complesso residenziale e commerciale (Jean Nouvel) e la realizzazione di una grande piazza monumentale cinta da edifici (Ricardo Bofill) all'estremità occidentale di Lungomare Trieste.

Tra i progetti futuribili, e tuttora oggetto di discussioni, c'è la delocalizzazione del porto commerciale con riconversione in porto turistico e la creazione di una stazione ferroviaria per la TAV nella valle dell'Irno.

L'economia della città si basa fondamentalmente su commercio e terziario. Gran parte delle attività manifatturiere, infatti, non è sopravvissuta alla crisi degli anni ' 70. Rimangono tuttavia molto attive le aziende legate alla tradizionale industria ceramica ed alimentare-conserviera.

Il commercio rappresenta la maggiore attività economica della città; esso è favorito dalla felice posizione del territorio rispetto alle principali vie di comunicazione autostradali, ferroviarie e marittime.

Il ruolo di primo piano è occupato dal porto che con i suoi traffici costituisce un importante volano per tutta l'economia cittadina.

La zona industriale, in seguito alla crisi del settore manifatturiero, si è riconvertita lentamente in zona riservata al commercio e al terziario. Nell'area sono nate diverse realtà dedite al commercio all'ingrosso ed alla distribuzione.

In particolare Salerno riveste un ruolo importante per la distribuzione dei prodotti alimentari provenienti da tutta la provincia, sia per i prodotti agricoli provenienti dall'agro nocerino-sarnese e dalla piana del Sele che per il pescato proveniente dall'intero golfo. Sotto questo profilo una delle realtà più vitali è costituita dal centro agroalimentare con i suoi mercati all'ingrosso e le sue strutture magazziniere.

Da non trascurare, inoltre, il commercio al dettaglio: infatti per quanto riguarda lo shopping la città di Salerno costituisce un punto di riferimento anche per le vicine province, grazie alle ampie zone pedonali e al gradevole passeggio nel centro storico, sul corso e sul lungomare.

Tra le potenziali risorse della città, il turismo è sicuramente quella più rilevante. Salerno occupa una posizione di cerniera tra la costiera amalfitana e quella cilentana ed è prossima a luoghi turistici di richiamo internazionale quali Pompei ed Ercolano, Paestum, la Certosa di Padula, il Parco nazionale del Cilento e quello del Vesuvio.

Nel corso degli ultimi anni la ricettività alberghiera è in crescita, mentre il recupero del centro storico ha contribuito al proliferare di botteghe artigiane, locali e ristoranti.

Le attrattive che offre la città sono principalmente di carattere paesaggistico (il Lungomare Trieste, il suo centro storico, il Giardino della Minerva, il Castello di Arechi con la sua vista sul golfo) e di interesse storico e artistico-culturale (la Cattedrale di Salerno in stile arabo-normanno, il Museo Archeologico Provinciale di Salerno, lo stesso Castello di Arechi).

Dal punto di vista della balneazione, la spiaggia di Salerno è lunga circa 7 chilometri, equamente divisi tra stabilimenti balneari attrezzati e spiagge libere. Inoltre la città può contare su quattro attracchi per la nautica da diporto per un totale di 2200 posti barca.

Salerno è collegata all'autostrada A3 (facente parte della Strada Europea E45) ed è l'estremità settentrionale della sua tratta più lunga, la Salerno-Reggio Calabria; inoltre, tramite il raccordo autostradale RA02 Salerno-Avellino, si possono raggiungere le autostrade A30 e A16.

Per quanto riguarda le strade statali, Salerno è attraversata dalla SS 18 Tirrena Inferiore e dalla SS 88 dei Due Principati.

La città presenta quattro scali ferroviari, di cui tre sono riservati al trasporto regionale. La stazione centrale è invece luogo di transito e di partenza per treni in direzione Sud-Nord e Nord-Sud, sia lungo la linea tirrenica che lungo la linea Battipaglia-Potenza-Metaponto. È in fase di ultimazione anche il collegamento con la linea ad alta velocità Roma-Napoli.

La stazione è inoltre capolinea di buona parte delle linee di autobus urbani, nonché fermata della metropolitana in costruzione.

Il porto di Salerno è uno dei più attivi del Tirreno. Esso movimenta circa 7 milioni di tonnellate di merci all'anno, di cui il 60% costituito da container.

Il trasporto merci per via marittima è costituito fondamentalmente da navi portacontainer e "ro-ro" (navi che trasportano TIR, camion, automobili, e in generale mezzi con ruote). Le prime servono principalmente un traffico su lunghe tratte, in particolare da e per l’Australia, la Nuova Zelanda, l’Estremo Oriente, il Nord Europa, il Centro, Nord e Sud America e l'Africa Occidentale. Le ro-ro invece servono tratte brevi e si collocano nel circuito noto come Autostrade del Mare: le principali tratte sono da e per Malta, Tunisi, Palermo, Messina, Tarragona, Valencia e Olbia.

Il trasporto passeggeri è servito principalmente dalle stesse navi Ro-Ro che effettuano con frequenza quasi giornaliera le tratte da e per Malta, Tunisi, Palermo, Messina e Olbia. Il settore della croceristica è in via di sviluppo. Attualmente è in costruzione una stazione marittima (progettata dall'architetto Zaha Hadid) adibita a questo scopo. L'unico neo dello scalo è rappresentato dalla recente soppressione della linea ferroviaria che collegava il porto alla stazione ferroviaria di Salerno.

L'aeroporto di Salerno, denominato Salerno Costa d'Amalfi, è situato nel territorio del comune di Pontecagnano Faiano, e dista circa 20 km dalla città. Il suo codice aeroportuale ICAO è LIRI, mentre quello IATA è QSR. Le destinazioni sono: Milano Malpensa, Bolzano, Catania, Torino, Verona, Villanova d’Albenga, Barcellona, Bucarest, Monaco di Baviera.

Il trasporto pubblico urbano è costituito dalla rete di autobus CSTP (Consorzio Salernitano Trasporti Pubblici), che serve Salerno e gran parte dei paesi circostanti la sua area metropolitana. In aggiunta ai mezzi CSTP vi sono gli autobus della SITA che svolgono regolare servizio di trasporto, locale e a lunga percorrenza, nella provincia di Salerno e in tutta la Campania. Sia SITA che CSTP fanno parte del consorzio Unicocampania, formato da 13 aziende di trasporto pubblico su strada e su ferro, che, tramite delle tariffe unificate, serve tutta la regione.

Inoltre, è in fase avanzata di costruzione una metropolitana leggera di circa 8 km di lunghezza, che una volta ultimata collegherà il centro storico con lo stadio Arechi. Sono allo studio eventuali prolungamenti fino all'aeroporto.

Salerno fu sede della più antica scuola medica d'Europa, la Scuola Medica Salernitana, per secoli ritenuta la maggiore fonte di scienza medica nell'occidente. Ancora oggi i suoi detti (scritti nel 1050 nel Regimen Sanitatis Salernitanum) sono rinomati, come il famoso "Mens sana in corpore sano" (mente sana in corpo sano) di Giovenale a cui sono ispirati.

La Scuola medica ha importanza anche per essere stata aperta alla partecipazione delle donne nel medioevo, aprendo la strada per l'emancipazione femminile nelle attività professionali in Europa. La prima donna medico nella storia fu la nobile salernitana Trotula de Ruggero (vissuta nel secolo XI presso la corte longobarda di Guaimario IV) che scrisse il famoso trattato di ginecologia De passionibus mulierum curandarum ed il primo libro di cosmesi femminile, il De ornatu mulierum.

La scuola iniziò a perdere importanza dalla fondazione dell'Università di Napoli e venne chiusa, dopo quasi mille anni di esistenza, da Gioacchino Murat nel 1811.

Oggi il principale centro culturale di Salerno è la sua università: essa conta circa 40.000 studenti, provenienti prevalentemente da Campania, Basilicata e Calabria. L'università ha 10 facoltà: Economia, Farmacia, Giurisprudenza, Ingegneria, Lettere e Filosofia, Lingue e Letterature Straniere, Scienze della Formazione, Scienze Matematiche Fisiche e Naturali, Scienze Politiche e Medicina e Chirurgia.

Il dialetto della città è molto simile al napoletano ma si differenza dalla parlata partenopea in alcuni dettagli.

Salerno presenta una vita notturna particolarmente vivace, con una vasta offerta di opportunità di svago e divertimento. A partire dai primi anni '90, la rivalutazione ed il recupero del centro storico cittadino ha determinato in quest'area il proliferare di pub, bar, caffetterie, ristoranti, birrerie, pizzerie, wine bar. Il cuore della "movida" salernitana, è costituito dall'area compresa tra via Roma, Largo Campo e Via Giovanni da Procida, caratterizzata da una concentrazione assoluta di attività legate allo svago e alla ristorazione e dal grande affollamento serale. Da questo nucleo centrale la vita notturna si irradia anche in vicoli e piazzette circostanti e, soprattutto in estate, anche nell'area affacciata sul Lungomare Trieste e la spiaggia di S.Teresa, nonché Piazza Flavio Gioia (popolarmente denominata "La Rotonda")affollata di bar e trattorie con tavoli all'aperto. Nel centro cittadino sono presenti piccoli disco-club mentre discoteche di grandi dimensioni sono concentrate principalmente sulla strada Litoranea in direzione Pontecagnano. La vita notturna salernitana inizia nella tarda serata, e le aree centrali risultano affollate fino a notte fonda.

Tra le festività la più importante è il 21 settembre, ricorrenza di San Matteo apostolo ed evangelista, patrono della città.

In quest'occasione la statua d'argento del santo viene portata in giro per il centro cittadino in una processione molto sentita dalla popolazione. La statua del patrono è preceduta da quelle dei martiri salernitani Caio, Ante e Fortunato, di san Gregorio VII, e dalla pesantissima statua in legno di san Giuseppe.

La processione parte dal Duomo e percorre via Dei Mercanti, piazza Portanova, corso Vittorio Emanuele, via Cilento, via Roma dove attua due deviazioni, prima verso piazza Cavour sul Lungomare Trieste per benedire il mare e poi verso Palazzo di Città, toccando infine la chiesa della SS. Annunziata e percorrendo tutto il centro storico per fare ritorno in Cattedrale.

Il programma delle tradizionali celebrazioni religiose in onore di san Matteo è affiancato da festeggiamenti civili articolati in tre giorni. Questi festeggiamenti prevedono nei giorni che precedono la ricorrenza concerti di musica leggera e nel giorno conclusivo, a mezzanotte, fuochi pirotecnici sul mare.

La gastronomia salernitana rispecchia la cucina campana ed in particolare la cucina napoletana. Si differenzia tuttavia da quest'ultima per la spiccata semplicità dei piatti: si potrebbe dire che la cucina partenopea a volte risente delle ricercatezze introdotte dalla corte francese mentre la cucina salernitana ne è rimasta praticamente immune.

Piatti tipicamente salernitani sono la milza imbottita di prezzemolo, menta e peperoncino, cotta in olio e aceto (tradizionalmente servita il giorno di San Matteo), oppure il soffritto di frattaglie di bue.

Per quanto riguarda la pasticceria il dolce salernitano per eccellenza è la "scazzetta": un pasticcino di pan di spagna farcito di crema pasticcera e fragoline di bosco, ricoperto da una rossa glassa alla fragola che lo fa assomigliare al berretto di un cardinale, chiamato popolarmente con lo stesso nome. Dolce tipicamente natalizio della tradizione salernitana è "'o cazunciell" (calzoncello o pasticella), formato da due dischetti di pasta frolla con al centro crema di cioccolata e castagne aromatizzata con canditi, liquore e polvere di cacao.

Gli sport più seguiti a Salerno sono il calcio e la pallanuoto.

Per quest'ultima disciplina si contendono il primato cittadino diverse società. La storica formazione della Rari Nantes Salerno, che ha disputato più volte il campionato di massima serie, è affiancata oggi, nell'albo d'oro locale, dal Circolo Nautico Salerno, che nel campionato 2004-05 ha conquistato la promozione in serie A1.

La passione per la squadra di calcio locale, la Salernitana, è sicuramente più popolare, ed accompagna la vita dei salernitani dal 1919, anno di fondazione della società, in quasi 90 anni di storia che hanno visto la compagine alternarsi tra i campionati di Serie B e C, per poi stabilizzarsi in seconda divisione.

Nei campionati 1947-48 e 1998-99 la Salernitana ha gareggiato in Serie A; nelle due partecipazioni al massimo torneo ha sconfitto squadre blasonate come Roma, Lazio, Milan, Inter e Juventus. Dalla stagione 2005-06, dopo il fallimento della prima squadra cittadina, la compagine disputa il campionato di serie C1; viene promossa in serie B dopo aver vinto il campionato 2007-08. Squadre salernitane partecipano, o hanno partecipato, ai massimi campionati nazionali di diversi sport, dalla pallamano (la cui squadra femminile, la Handball Salerno ha vinto lo scudetto nel 2004), all'hockey su pista (con la Roller Salerno, che nel 2003 e 2004 ha centrato la qualificazione alla coppa dei campioni dopo aver raggiunto il terzo posto nel campionato italiano di serie A1 e ha disputato la coppa CERS nel 2006); praticati, se pure in serie minori, anche il rugby (A.S. Rugby Salerno, CUS Salerno), la pallavolo (Indomita Salerno) e la pallacanestro (A.S. Pallacanestro Salerno, Delta Basket Salerno).

Salerno vanta inoltre la presenza nel territorio della Scuola di Paracadutismo Salerno, con base nell'aeroporto di Salerno-Pontecagnano. La scuola organizza corsi di paracadutismo e nel 2006 è riuscita a portare per la prima volta i campionati italiani assoluti nel meridione italiano, mettendo a segno un 2° posto nelle specialità "figure in caduta libera a 8 elementi" ed un 3° posto nelle "figure in caduta libera a 4 elementi".

Importanti risultati sono venuti allo sport salernitano dalla scherma. La scuola Nedo Nadi ha formato schermidori di livello internazionale, come Giampiero Pastore, vincitore di due medaglie olimpiche nella sciabola a squadre (argento ad Atene 2004 e bronzo a Pechino 2008).

Il Circolo Canottieri Irno ha visto nascere la campionessa Laura Schiavone, classe 1986, medaglia d'oro ai campionati mondiali di canottaggio under 23 di Amsterdam nel 2005, categoria doppio femminile.

Esterno Cattedrale di Salerno.

Piazza Portanova, Natale 2008.

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Università degli Studi di Salerno

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L'Università degli studi di Salerno (UniSa) è dislocata principalmente a Fisciano, comune in provincia di Salerno, mentre la facoltà di Medicina e chirurgia è stata delocalizzata nei pressi dell'uscita di Lancusi del Raccordo Autostradale RA02, e nel territorio comunale di Baronissi, nella zona commerciale della frazione Sava. Per dimensioni ed utenza è la terza università del Mezzogiorno peninsulare, nonché una delle poche in Italia ad avere la struttura del campus, con 1 km² di estensione. La sua collocazione, al centro della Campania allo snodo di incroci autostradali (oltre al raccordo, anche la A30) che la rendono facilmente raggiungibile da tutta la regione, consente di servire un bacino di utenza assai vasto, che si estende dalla fascia meridionale della provincia di Napoli fino alle province lucane, calabresi e pugliesi. Tale peculiarità ha favorito negli ultimi decenni la crescita dell’Ateneo salernitano che ha raggiunto un’utenza studentesca di circa 40.000 unità.

Al momento l’università conta 10 facoltà, 60 corsi di studio (di laurea, laurea specialistica e laurea magistrale) attivi, 29 dipartimenti, 6 centri di ricerca.

Il 18 ottobre 2005, con la firma del protocollo d'intesa con il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, vengono gettate le basi per l'istituzione della facoltà di Medicina e chirurgia. La nascita di questa nuova facoltà viene considerata come una tappa di grande importanza per l'ateneo, viste le antichissime tradizioni che la città di Salerno può vantare con la Scuola Medica Salernitana. La facoltà di Medicina ha visto l'inizio definitivo delle attività nell'anno accademico 2006/2007. Nello stesso anno ha avviato i propri corsi anche la Scuola di Giornalismo di Salerno, riconosciuta dall'Ordine Nazionale dei Giornalisti, la prima nel sud nata presso una università pubblica.

L'avvio degli Studi nella città di Salerno risale al secolo VIII d.C. grazie alla nascita della celeberrima Scuola Medica Salernitana, autorevolissima e prestigiosissima istituzione sanitaria che conservò la sua importanza per tutto il medioevo. E' fondamentale ricordare che oltre all'insegnamento della Medicina nello Studio salernitano erano impartiti anche gli insegnamenti di Filosofia, della Teologia e del Diritto (infatti da molti esperti viene considerata la più antica università europea). Il percorso storico della Scuola salernitana prosegue nei secoli successivi tra alti e bassi seguendo le sorti del Regno di Napoli, fino a quando, nel 1811, Gioacchino Murat con l'intento di riorganizzare l'istruzione pubblica nel Regno napoletano decide di chiudere l'Università di Salerno. Tuttavia dopo pochi anni con il ritorno dei Borboni al governo del Regno delle Due Sicilie viene fondato nella città un "Reale Liceo", nuova istituzione universitaria di ideazione borbonica, nel quale come da tradizione si insegnavano medicina e chirurgia, chimica e farmacia, legge. Le attività dello Studio Salernitano, durate per secoli, vengono soppresse definitivamente poco dopo l'unità d'Italia. Bisognerà attendere circa un secolo per veder risorgere un ateneo a Salerno. Risale infatti al 1944 la costituzione di un Istituto universitario di Magistero nella città, fortemente voluto da Giovanni Cuomo, il quale divenne statale nel 1968, trasformandosi nella Facoltà di Magistero dell'Università degli Studi di Salerno. Nel giro di pochi anni la facoltà di Magistero venne affiancata da numerose altre che contribuirono, ognuna per la propria parte, alla formazione di un importante polo universitario. Nel 1969 fu istituita la Facoltà di Lettere e Filosofia, nel 1970 la Facoltà di Economia e Commercio, nel 1972 le Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali e di Giurisprudenza, nel 1983 il corso completo di Ingegneria, nel 1991 la Facoltà di Farmacia, nel 1992 quella di Scienze Politiche, nel 1996 quella di Lingue e Letterature Straniere, nel 2006 infine la Facoltà di Medicina e Chirurgia. L'Ateneo, che attualmente conta più di 40.000 iscritti, ha un bacino di utenza molto ampio, che include oltre alla Campania, la Basilicata, la Puglia e la Calabria. Dal 1988 l'Università ha sede nel Comune di Fisciano, nella Valle dell'Irno, a pochi chilometri da Salerno, allo snodo di incroci autostradali che la rendono centrale e facilmente raggiungibile. L'Ateneo salernitano, vero e proprio campus universitario, concentra al suo interno strutture e servizi per l'orientamento, la didattica, lo studio e il tempo libero. E' un complesso molto ampio e tutt'ora in espansione.

Sono a disposizione degli studenti iscritti numerosi servizi, quali il Centro per l’Orientamento ed il Tutorato, il Centro Linguistico, laboratori, aule studio attrezzate e numerose biblioteche, tra cui la biblioteca di Ateneo, una delle maggiori in Europa tra quelle a scaffale aperto. L’Ateneo è anche dotato di strutture per il tempo libero (impianti sportivi, teatro, spazi per attività ludiche) e promuove manifestazioni di carattere culturale ed artistico che vedono protagonisti studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo. Di particolare rilievo sono le iniziative musicali a carattere permanente nei settori jazz, classico, corale, etnico e della danza.

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Provincia di Salerno

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La Provincia di Salerno è una provincia della Campania di 1.104.825 abitanti. Si estende su una superficie di 4.918 km² e comprende 158 comuni.

Affacciata a sud-ovest sul Mar Tirreno, confina a nord-ovest con la provincia di Napoli, a nord con la provincia di Avellino, ad est con la Basilicata (provincia di Potenza).

Per la vastità, la complessità e la diversificazione del territorio, comprendente diverse regioni storico-geografiche, è sicuramente una delle province più varie d'Italia. La parte a nord del capoluogo, meno estesa, si divide nella fascia costiera la Costiera Amalfitana, cioè l'aspra costa meridionale della penisola sorrentina che va dal confine con la Provincia di Napoli fino a Sorrento e nel retrostante agro nocerino-sarnese, fertilizzato dalle ceneri vesuviane ed irrigato dal fiume Sarno. Proseguendo verso est si trova il capoluogo, che si sviluppa fra le propaggini dei monti Lattari e dei monti Picentini. Proseguendo verso sud-est troviamo la grande piana del Sele o di Paestum, bagnata dal fiume Sele, fino al Novecento terra malsana e paludosa, oggi zona ad elevata produttività agricola e di forte richiamo turistico. Infine, a sud, oltre il fiume Sele, la vasta area del Cilento, territorio montuoso e verdeggiante di difficile accessibilità, a lungo rimasto isolato dai principali flussi di traffico, ma di grande fascino paesaggistico. Oltre al Cilento fanno parte del territorio salernitano la zona dell'Alto e Medio Sele, comprendente la valle del Sele e il vallo di Diano.

Il territorio, in prevalenza collinare, è ricco di corsi d'acqua, il principale dei quali è il fiume Sele, che nasce in provincia di Avellino e sfocia dopo 64 km nei pressi di Paestum, con una portata di circa 70 m/sec. Altri corsi d'acqua rilevanti sono il suo affluente Calore Lucano, il Tanagro, il Bussento, il Sarno, e l'Alento, da cui prende il nome la regione cilentana (cis-alento).

Tra le alture di rilievo, vanno ricordate il Cervati (1898 m) e il massiccio degli Alburni (1742 m) col monte Motola (1700 m) nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, e il Pizzo San Michele (1.567 m) con la cima Mai (1.608 m), al confine con la provincia di Avellino. Tra le vallate va menzionata il Vallo di Diano a sud di salerno,un territorio di 15 comuni, attraversato dall'Autostrada A3, ricco di risorse ambientali e turistiche come la Certosa di Padula, le Grotte di Pertosa, il Centro Storico di Teggiano, il Convento di Polla. Il centro più popoloso del Vallo di Diano è Sala Consilina. La costa della provincia di Salerno si estende per circa 220 km, da Positano a Sapri. La morfologia della costa è estremamente varia: la parte nord è rappresentata dalla celeberrima Costiera Amalfitana, aspra e frastagliata, dalla quale si godono panorami unici al mondo; la parte centrale è piatta ed è caratterizzata da un'ampia ed ininterrotta spiaggia, orlata da una rigogliosa pineta, che si estende per più di 50 km da Salerno ad Agropoli, passando per Paestum; la parte sud, detta "Costiera Cilentana", si estende per circa 100 km da Agropoli a Sapri ed è caratterizzata dal continuo alternarsi di tratti aspri e rocciosi a spiagge ampie e sabbiose.

Il clima è uno dei più miti d'Italia ed è caratterizzato da inverni tiepidi e da estati calde ma non afose. La temperatura media del mese di gennaio è 10,8 ° mentre quella di luglio è di 24,5°. La dolcezza climatica è dovuta al fatto che il territorio provinciale è protetto dai venti freddi nordorientali ed esposto a quelli sudoccidentali. Il clima è marittimo, temperato e moderatamente piovoso, specie nelle zone interne. I periodi di maggiore piovosità sono l'autunno e l'inizio della primavera.

Storicamente, lo sviluppo territoriale è stato pesantemente influenzato dall'assetto geografico. I primi insediamenti umani di cui si abbiano tracce interessano la parte della piana pestana più vicina al capoluogo (comune di Pontecagnano Faiano e zone limitrofe). In epoca storica, la provincia fu visitata dagli Etruschi che fondarono Nuceria Alfaterna ed un insediamento a Fratte e soprattutto dai Greci, che vi fondarono un importante centro della Magna Grecia, Posidonia, poi ribattezzata dai Romani Paestum, oggi area archeologica tra le più importanti d'Italia. I coloni greci conquistarono anche la città focea di Elea, che avrebbe dato i natali a Parmenide e Zenone, tra i maggiori filosofi dell'antichità.

Il capoluogo fu probabilmente insediamento etrusco, poi colonia greca che venne più tardi conquistata o sostituita da una colonia romana, come altri centri della provincia, al tempo della seconda guerra punica. Divenne comunque colonia cittadina nel III secolo a.C. Era in origine un castrum, un accampamento militare posto sul fiume Irno, all'inizio della valle omonima che risale verso le zone più interne della regione, Avellino e Benevento. Tale valle rivestirà grande importanza negli anni successivi alla caduta dell'Impero Romano.

Nel V secolo, infatti, il territorio fu coinvolto nella guerra greco-gotica, e le zone più meridionali rimasero tagliate fuori dagli sviluppi successivi, accomunandosi alla Basilicata anche in termini di isolamento e ritardo storico a causa della relativa facilità di collegamento con l'allora Lucania attraverso il Vallo del Diano. Subito dopo, i Longobardi (succeduti ai Goti nella lotta contro Bisanzio) istituirono a Benevento un loro ducato, detto Longobardia Minor per distinguerlo dai possedimenti longobardi in Italia settentrionale. Attraverso la valle dell'Irno i guerrieri nordici calarono poi su Salerno, allora bizantina, e la espugnarono istituendo anche lì una sede ducale (la statale che collega i due capoluoghi appunto lungo la valle dell'Irno è ancor oggi detta dei Due Principati). La storia della Longobardia minor finirà con l'esser ancor più lunga di quella maggiore: a Salerno infatti il governo longobardo giunse fin oltre il 1000, quando fu sostituito dalla fondazione del primo regno normanno d'Italia, ad opera di Roberto il Guiscardo, che rovesciò l'ultimo duca longobardo Guaimario V, impalmandone la figlia Sichelgaita (1077). Qualche anno dopo i normanni misero fine anche alla Repubblica Amalfitana, a lungo rivale del capoluogo, e si rivolsero a fini di conquista ad altre regioni, disinteressandosi delle zone meridionali della provincia (Cilento e Vallo di Diano), abbandonate alle incursioni saracene ed alla fame.

Il successivo sviluppo della dinastia normanna, che culminerà nella straordinaria figura di Federico II, porterà poi la Storia e il potere (e la Scuola Medica Salernitana, straordinario esempio di cooperazione interculturale) lontano da Salerno e dalla sua provincia, iniziando un processo di lenta decadenza. Solo nel XIX secolo, durante il regno Borbonico, l'economia della provincia conobbe una forte crescita, grazie all'investimento di diverse famiglie svizzere, gli Züblin, Wenner, e Schlaepfer a Fratte di Salerno sul fiume Irno e poi i Mayer e i Freitag a Scafati sul fiume Sarno, che vi iniziarono una fiorente attività tessile. Tali insediamenti portarono la Rivoluzione Industriale nel salernitano, favorendo la nascita di un significativo polo industriale tessile che riguarderà anche Angri e Nocera, espandendosi poi fino a Poggioreale e Piedimonte Matese, giungendo ad impiegare ben 12.000 operai.

Le fortune del tessile nella provincia subiranno un forte rallentamento durante il regno dei Savoia e la produzione andrà scemando nel corso del XX secolo. L'ultima fabbrica tessile della valle dell'Irno è stata delocalizzata nel settembre 2007. Prima dell'Unità, nel 1857 Carlo Pisacane trovò la morte a Sanza nel Vallo di Diano, ucciso dai contadini del posto che pensavano si trattasse di un fuorilegge. Il regime fascista promuoverà poi la bonifica della piana pestana, liberando terra fertile che sarà assegnata anche a coloni italiani, e con la ferrovia tirrenica a binario unico si favorirà la penetrazione della modernità in Cilento, 2500 anni dopo l'involontaria visita del mitico prototurista Palinuro, nocchiero d'Enea.

L'ente locale, nato con l'annessione del Regno delle Due Sicilie al Regno d'Italia nel 1861, sin dalla sua istituzione era suddiviso in quattro circondari, degli enti subordinati alle province istituiti con la Legge Rattazzi (Regio Decreto n. 3702 del 23.10.1859. I quattro enti erano suddivisi a loro volta in mandamenti.

Tutti i circondari d'Italia furono soppressi con Regio Decreto n. 1 del 02.01.1927.

La Provincia di Salerno presenta diverse eccellenze ambientali, spesso riconosciute anche a livello amministrativo. il territorio accoglie infatti un parco nazionale, il già ricordato Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, tre Parchi Regionali, il Parco regionale Monti Picentini, il Parco naturale Diecimare e il Parco regionale Bacino Idrografico del fiume Sarno, una Riserva Naturale Statale, la Valle delle ferriere, due Riserve Naturali Regionali, quella della Foce Sele e Tanagro e quella dei Monti Eremita e Marzano, poi un' Area Protetta Marina, la riserva marina di Punta Campanella (oltre al Parco Marino di Punta Licosa, primo del genere in Italia, che, previsto fin dal 1972, non è ancora operativo), e infine le oasi protette del Monte Polveracchio e di Persano.

Inoltre, sul territorio sono presenti due siti riconosciuti dall'UNESCO Patrimonio dell'umanità, la Costiera Amalfitana e il Parco Nazionale del Cilento e del Vallo del Diano, che è riconosciuto anche riserva di biosfera.

La Costiera Amalfitana comprende i territori dei comuni rivieraschi compresi tra Positano e Vietri sul Mare, alle porte del capoluogo. Si tratta di un territorio di straordinaria bellezza paesaggistica in cui l'attività umana ha saputo integrarsi perfettamente, attraverso il paziente lavoro millenario per strappare alle scoscese balze montane fazzoletti di terra per uso agricolo o edilizio. Si è creato così un paesaggio antropizzato unico al mondo, impreziosito da testimonianze storiche ed architettoniche tra le quali occorre segnalare il Duomo di Amalfi e i giardini di Villa Cimbrone e Villa Rufolo a Ravello.

Il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano è invece un vasto territorio di 180.000 ettari che, anche grazie ad un isolamento secolare, ha saputo conservare usi antichissimi, di grande valore salutistico ed ambientale. È infatti ad Acciaroli e Pioppi, sulla costa cilentana, che Ancel Keys, nutrizionista statunitense, ha condotto gli studi sull'alimentazione che hanno portato alla definizione della famosa 'dieta mediterranea'. Attualmente, il territorio è interessato da una ricerca del CNR, mirante a individuare i fattori anche genetici che consentono eccezionale, attiva longevità in perfette condizioni di salute alla popolazione cilentana. Al Parco, ai fini dell'attribuzione della qualifica di Patrimonio dell'Umanità sono stati aggiunti i siti archeologici di Paestum e Velia (l'antica Elea), la Certosa di Padula, le Grotte di Pertosa e le Grotte di Castelcivita.

Occorre infine segnalare che l'area del Cilento è oggi uno straordinario serbatoio di biodiversità in campo florofaunistico, esemplificata dalla Primula di Palinuro (Primula palinuri), ma in particolare per quanto riguarda le piante alimentari: per tutte, si segnala il fagiolo di Controne, dalla buccia sottilissima e dall'eccellente digeribilità. Per questi motivi nel 1997 il Parco è stato inserito dall'Unesco nel Programma MAB (Man And Biology), come Riserva della biosfera. Un'altra caratteristica è l'area ambientale incontaminata del Vallo di Diano, territorio ai confini della Basilicata a 60 km da Salerno. Il Vallo di Diano è un punto di riferimento per tutti coloro che amano la natura e la gastronomia,dalla Valle delle Orchidee a Sassano alle Grotte di Pertosa, dalle escursioni trekking per i sentieri del Cervati ai Boschi di Sanza. Il territorio ospita anche complessi ipogei di grande interesse, fra i quali si citano le Grotte di Castelcivita, con uno sviluppo di oltre 4 km., le Grotte di Pertosa, da visitare in parte in barca, le Grotte del Bussento sul fiume omonimo.

Le più note località turistiche balneari a livello internazionale sono Amalfi e Positano, incluse nella Costiera Amalfitana, oltre che Sapri, Marina di Camerota, Paestum e Palinuro (Centola) nella Costiera Cilentana.

L'attuale Presidente della provincia è Angelo Villani (DL) sostenuto da una coalizione di centro-sinistra.

I gruppi politici presenti in consiglio provinciale sono: PRC (1 seggio), PdCI (1 seggio), Verdi (1 seggio), Democrazia Federalista Campania (1 seggio), DS (7 seggi), SDI (3 seggi), DL (7 seggi), UDEUR (4 seggi), Insieme per la Provincia (1 seggio), UDC (3 seggi), FI (4 seggi), AN (3 seggi).

Duomo di San Matteo.

Castello Arechi.

La torre del castello medievale di Nocera Inferiore.

Grotta di San Michele di Olevano sul Tusciano, particolare di affresco.

L'Abbazia di Cava de' Tirreni.

Il Duomo di Amalfi.

Il fiordo di Furore.

Eboli, acquedotto romano.

Padula, Certosa di San Lorenzo.

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