Sabina Guzzanti

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Inviato da murphy 06/04/2009 @ 13:14

Tags : sabina guzzanti, comici, arti dello spettacolo, cultura

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Da Quélo a Vulvia, Corrado Guzzanti in scena al Paladozza - Sabato Sera Online
Corrado Guzzanti inizia la sua carriera come autore scrivendo testi per sua sorella Sabina agli inizi degli anni ottanta, collaborando ai programmi “Non-stop III” di Enzo Trapani e “l'Araba Fenice” di Antonio Ricci e firmando vari testi teatrali....
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... all'affare Fiat Opel,forse questa sera Anno Zero con il galvanizzato parrucchino dorato Michele Santoro si occuperà della vicenda,troppo ghiotta per l'intero entourage da Marco Travaglio ,Sabina Guzzanti e Vauro,per non affondarci il bisturi ....

Sabina Guzzanti

Sabina Guzzanti

Sabina Guzzanti (Roma, 25 luglio 1963) è un'attrice, comica e blogger italiana, figlia del giornalista Paolo (deputato ed ex senatore di Forza Italia) e sorella di Corrado e di Caterina. Si è diplomata all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica "Silvio D'Amico" e ha esordito sul palcoscenico con il fratello Corrado. È politicamente impegnata, schierata a sinistra.

In televisione ha iniziato con programmi come Proffimamente... non stop di Enzo Trapani, L'araba fenice di Antonio Ricci, per poi farsi conoscere con La TV delle ragazze (su Rai Tre), e altre trasmissioni satiriche presentate da Serena Dandini (Scusate l'interruzione, Tunnel e Avanzi). Memorabile la sua imitazione della pornodiva Moana Pozzi.

In seguito si è dedicata di più alla satira politica, realizzando tra l'altro delle riuscite imitazioni di Massimo D'Alema e Silvio Berlusconi.

Per il cinema, la Guzzanti ha interpretato con Giuseppe Bertolucci I cammelli e Troppo sole (in cui interpretava 13 personaggi diversi), film che però hanno ottenuto uno scarso successo di pubblico. In seguito ha girato Cuba Libre - Velocipedi ai tropici, sceneggiato e diretto da David Riondino. Nel 1998 è stata attrice e regista del cortometraggio Donna selvaggia.

Nel 2002 ha diretto il suo primo lungometraggio, Bimba.

È poi tornata a teatro con lo spettacolo Recital, in cui interpreta personaggi immaginari e reali, tra cui Valeria Marini e Irene Pivetti. Autrice del celebre film Viva Zapatero!. Il suo ultimo film si intitola "Le ragioni dell'aragosta", uscito nelle sale nel settembre 2007.

La Guzzanti si dichiara fieramente buddista aderente alla Soka Gakkai; in particolare la Guzzanti ha dichiarato: "io pratico il Buddismo da vent'anni e tutto quello che c'è di bello e di importante nella mia vita è legato al Buddismo". .

Nel novembre 2003 è tornata in televisione con la trasmissione Raiot, di nuovo su Rai Tre: nonostante gli ascolti notevoli in tarda fascia oraria (23:30), l'attrice è stata querelata da Mediaset per «gravissime menzogne e insinuazioni» e i vertici della Rai hanno immediatamente sospeso la trasmissione dopo una sola puntata, suscitando molte polemiche.

Nonostante questo episodio, la prima puntata mandata in onda dalla Rai e le successive puntate (registrate ma non mandate in onda), vennero comunque riprese e distribuite liberamente su internet raccogliendo un enorme successo. La querela è poi stata archiviata dalla magistratura che ha giudicato infondate le accuse di Mediaset, in quanto (e la stessa comica non ha esitato a ripeterlo) i fatti presentati erano veri. Le frasi incriminate riguardavano la contestatissima legge Gasparri sul riordino delle TV (una su tutte: «Rete 4 è abusiva»).

Nel 2005 presenta a Venezia, in contemporanea alla Mostra del cinema il film-documentario Viva Zapatero! che denuncia la poca libertà d'informazione in Italia con il contributo di comici di satira di altri paesi europei. Il film ha vinto la 28esima edizione del Festival italiano del cinema di Villerupt (ex aequo con Sotto il sole nero di Enrico Verra).

Nel corso dell'edizione 2008 del programma Anno Zero, condotto da Michele Santoro è apparsa a sorpresa riproponendo alcune delle sue più apprezzate imitazioni.

Guzzanti ha sostenuto con forza la raccolta di firme per la legge d'iniziativa popolare (un'idea di Tana De Zulueta, Verdi) sul sistema dell'informazione televisiva: Nuove norme in materia di disciplina del sistema delle comunicazioni audiovisive e sulla concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo.

La legge proposta consta di 10 articoli e ha lo scopo di sostenere e garantire il pluralismo dell'informazione avendo sempre come punti di riferimento gli articoli 2, 3, 21 della Costituzione Italiana; il punto cardine è la Rai. Tra i numerosi sostenitori dell'iniziativa: Enzo Biagi, Angela Finocchiaro, Dario Fo, Dacia Maraini, Alfonso Pecoraro Scanio con tutto il partito dei Verdi, Elio Veltri, Giovanni Valentini e l'associazione Articolo 21.

In uno spettacolo di Sabina Guzzanti nelle vesti della giornalista fiorentina Oriana Fallaci alle urla del pubblico: "Ti venisse un cancro." la Guzzanti rispose: "Ce l'ho già e ti venisse anche a te e alla tu' mamma". Oriana Fallaci rispose all'imitazione sul libro La forza della ragione definendola «un'imitatrice senza intelligenza e senza civiltà» e un'«oca crudele che mi impersona con l'elmetto in testa e deride la mia malattia».

Ha partecipato alla manifestazione "No Cav Day" l'8 luglio 2008 a Roma a Piazza Navona contro i recenti provvedimenti del governo Berlusconi IV in materia di giustizia, insieme a giornalisti (Marco Travaglio, Paolo Flores d'Arcais), intellettuali (Andrea Camilleri, Pancho Pardi), esponenti politici (Antonio Di Pietro, Furio Colombo, Rita Borsellino), del mondo dello spettacolo (Beppe Grillo, Moni Ovadia, Ascanio Celestini) e dei girotondi; polemizzando, in prima persona, sul ruolo della Chiesa cattolica in Italia, sull'operato del Primo Ministro Silvio Berlusconi, e sulla scelta a Ministro di Mara Carfagna, citando un giornale argentino che parla del presunto scandalo a sfondo sessuale in cui quest'ultima e il premier sarebbero coinvolti. I toni forti usati dall'attrice ("gli ha succhiato l'uccello") hanno successivamente acceso polemiche fra i partiti politici e critiche sulle testate giornalistiche che hanno dominato la scena del dibattito mediatico sulla manifestazione lasciando in secondo piano i temi principali che avevano dato origine alla stessa.

L'11 settembre 2008 si apprende che Sabina Guzzanti è iscritta nel registro degli indagati per i presunti insulti rivolti al Papa durante la manifestazione No Cav Day contro il governo, tenutasi il precedente 8 luglio a piazza Navona. La Guzzanti è accusata di vilipendio nei confronti di un capo di Stato estero, un reato perseguibile secondo procedura con l'assenso del Ministro della Giustizia; quest'ultimo, tuttavia, ha comunicato in data 18 settembre 2008 che disporrà il non luogo a procedere nei confronti della Guzzanti, spiegando così la propria decisione: «Nonostante il parere favorevole sulla procedibilità ho deciso di non concedere l'autorizzazione ben conoscendo lo spessore e la capacità di perdono del Papa». Nel frattempo, anche il ministro Mara Carfagna ha citato in giudizio, civile e non penale, Sabina Guzzanti per le presunte ingiurie a sfondo sessuale da lei ricevute durante il No Cav day, chiedendo un risarcimento di un milione di euro di danni, affermando che li devolverà, in caso di vittoria, alle donne vittime di violenza.

Per la parte superiore



Corrado Guzzanti

Corrado Guzzanti nei panni del giornalista di Mediaset Emilio Fede.

Corrado Guzzanti (Roma, 17 maggio 1965) è un comico, attore e sceneggiatore italiano. Celebre autore satirico, nel corso della sua carriera si è specializzato nelle imitazioni di noti personaggi appartenenti al mondo della politica, del giornalismo, dello spettacolo e della religione, ed al tempo stesso ne ha inventati di nuovi, traendo spunto da caratteri espressi dalla società contemporanea. È figlio del giornalista e politico Paolo Guzzanti, fratello di Sabina e Caterina, e pronipote dell'ex ministro Elio Guzzanti (zio del padre).

I suoi personaggi possono essere divisi in due categorie principali: da un lato le creazioni originali, quali il regista Rokko Smithersons, l'istrionico e "coatto" adolescente Lorenzo, il santone Quelo, la procace conduttrice Vulvia, il gerarca fascista Barbagli ed il poeta Brunello Robertetti; dall'altro le imitazioni di personaggi reali, come Emilio Fede, Antonello Venditti, Gabriele La Porta, Giovanni Minoli, Umberto Bossi, Romano Prodi, Francesco Rutelli, Giulio Tremonti, Fausto Bertinotti, Gianni Baget Bozzo, Edward Luttwak, Vittorio Sgarbi, Gianfranco Funari e Walter Veltroni.

Divenuto famoso nel 1992 come comico di punta dello show televisivo Avanzi, da allora Guzzanti ha partecipato a quasi tutte le trasmissioni satiriche di Serena Dandini, con la quale negli ultimi quindici anni ha realizzato e prodotto programmi come Tunnel, Maddecheao', Pippo Chennedy Show e L'ottavo nano. Tra il 2002 e l'anno successivo condusse insieme a Marco Marzocca Il caso Scafroglia, corrosiva striscia satirica quotidiana in cui Guzzanti chiarí definitivamente al pubblico le sue convinzioni politiche.

A partire dal 2003, le sue apparizioni in televisione sono diminuite drasticamente; tra la fine di quell'anno ed il 2006 realizzò e presentò al pubblico il film Fascisti su Marte, pellicola cinematografica contenente alcuni episodi dell'omonima saga trasmessi tra il 2002 e l'anno successivo all'interno de Il caso Scafroglia.

Nel 2008 è tornato sul piccolo schermo con la sit-com Boris, trasmessa dal canale satellitare Fox.

Dopo avere frequentato il Liceo Scientifico Nomentano (dove raccolse una bocciatura) e la facoltà di Filosofia presso l'Università "La Sapienza" di Roma, senza però conseguire la laurea, esordì come autore scrivendo un pezzo per un provino della sorella Sabina. Il buon esito di questo primo approccio segnò l'inizio della carriera artistica di entrambi. Nel 1988 collaborò alla redazione dei testi dei programmi televisivi L'araba fenice di Antonio Ricci, Non-stop III (Enzo Trapani) e La TV delle ragazze. L'esordio in qualità di attore teatrale avvenne l'anno successivo, quando ottenne una parte nello spettacolo Il fidanzato di bronzo, prodotto dalla sorella e da David Riondino; entrato nel gruppo comico di Serena Dandini nel 1989, debuttò in televisione all'interno della trasmissione Scusate l'interruzione, dove portò in scena il suo primo personaggio, il regista di film horror Rokko Smithersons.

Nella seconda edizione del programma, trasmessa nella stagione 1991/1992, il comico romano presentò un'altra serie di macchiette e parodie, come quella del conduttore Giovanni Minoli, reso come un giornalista alla ricerca continua e spasmodica di fatti di sangue e di eventi tragici, e di Vittorio Sgarbi, riproducendone la vistosa spontaneità e volgarità di fronte alle telecamere. Nel frattempo scrisse e pubblicò Il libro de Kipli, dove raccolse le battute delle sue più fortunate creazioni televisive e antologizzò anche molte delle "perle di saggezza" che dispensava alla fine di ogni puntata di Avanzi.

Poco dopo, nel mese di giugno, debuttò nel cinema insieme a Stefano Masciarelli con il film Prima le donne e i bambini, per la regìa dell'esordiente Martina D'Anna.

Nell'autunno del 1992 riprese a collaborare alla stesura dei testi della nuova edizione di Avanzi, sempre condotta da Serena Dandini, con la quale instaurò un rapporto di stima professionale e personale, forte a tal punto da creare un sodalizio destinato a durare moltissimi anni. Nel biennio 1992/1993 Guzzanti abbandonò alcune delle sue classiche gag per dedicarsi alle parodie di personalità della politica italiana - uscita malconcia dal caso Tangentopoli e dall'inchiesta Mani Pulite - come Ugo Intini, ex portavoce del PSI, (partito pesantemente coinvolto nei vari scandali) e successivamente tornato all'attività pubblica nelle file dell'Ulivo. Guzzanti presentò anche l'imitazione del conduttore del TG5 Enrico Mentana ed un personaggio nuovo di zecca, Lorenzo, un liceale ignorante e svogliato, cresciuto a "pane e Videomusic", al quale la Dandini cercava inutilmente di infondere voglia di studiare.

Successivamente, nel mese di giugno, Serena Dandini e Corrado Guzzanti realizzarono un altro programma, Maddecheao': come secernere agli esami. Nata come "costola" di Avanzi, la rubrica, nella quale la conduttrice romana, che interpretava il ruolo di insegnante, ironizzava con Lorenzo sull'imminente esame di maturità di quest'ultimo, fu tramutata così in un vero e proprio show, dove i due protagonisti cercavano di esorcizzare le paure ed i patemi degli studenti italiani che si apprestavano ad affrontare la delicata prova scolastica.

All'inizio del 1994, Guzzanti apparve di nuovo sul grande schermo recitando una piccola parte all'interno del settimo dei dieci episodi di DeGenerazione, pellicola sperimentale del cinema thriller ed horror. Nello stesso anno fece parte del cast di Tunnel, programma televisivo ideato come sempre dalla Dandini che si distinse dal precedente per l'alternarsi delle esibizioni dei comici con quelle di protagonisti del panorama musicale italiano ed internazionale: infatti, oltre ad artisti del calibro di Francesco De Gregori e Tazenda, furono invitati anche i Sonic Youth e i Nirvana, che proprio a Tunnel fecero la loro ultima apparizione televisiva, a causa del suicidio di Kurt Cobain, frontman della band, avvenuto poche settimane dopo l'esibizione sugli schermi della Rai.

Nello show il comico non si limitò a riproporre le vecchie imitazioni (Rokko Smithersons e Lorenzo), ma focalizzó la sua attenzione sullo stato della politica italiana e sull'imminente "discesa in campo" dell'imprenditore italiano Silvio Berlusconi. Corrado Guzzanti prese soprattutto di mira due personaggi chiave della politica e del giornalismo italiani nel passaggio tra la Prima e la Seconda Repubblica: Ugo Intini, di cui aveva già sperimentato la parodia nelle battute finali di Avanzi ed Emilio Fede, passato da qualche tempo a Mediaset e divenuto uomo di fiducia di Berlusconi.

Guzzanti interpretò l'ex-collaboratore di Bettino Craxi in diversi sketch, in studio oppure registrati; celebre fu quello in cui il finto Intini tormentava una spaventatissima Francesca Reggiani uscendo di notte ed all'improvviso dai luoghi più disparati, come cassonetti della spazzatura, frigoriferi e perfino vasi sanitari, rassicurandola che il periodo di Tangentopoli era terminato e che la politica italiana era cambiata, pronta a tornare più forte di prima. La paura dell'attrice di fronte al politico simboleggiava un timore più grande, quello che dopo gli scandali la vecchia classe politica potesse rimanere la stessa, comportando di fatto il fallimento delle inchieste condotte all'inizio degli anni novanta per smantellare il sistema generalizzato di corruzione e tangenti creato dalla precedente classe dirigente.

Oltre a quelle già citate, Guzzanti interpretó (una sola volta) anche l'imitazione del calciatore Roberto Baggio, in quel periodo protagonista di uno spot per la compagnia petrolifera dell'Ip. Ad esse si aggiungono quelle di Giampiero Mughini ed Umberto Bossi, quest'ultimo dipinto come un personaggio all'apparenza blasfemo e rivoluzionario, ma in realtà schiavo del mezzo televisivo e dei suoi padroni. Nel frattempo preparò uno spettacolo teatrale con Marzocca, intitolato Millenovecentonovantadieci, nel quale, oltre a presentare il suo abituale repertorio, svolse un'indagine sulle manie ed i vizi dell'Italia che si preparava ad entrare nel terzo millennio. Lo spettacolo fu preparato nel 1995 e portato in scena nei teatri di tutta Italia l'anno successivo fino all'inizio del 1997.

Nella stagione 1995/1996, fece il suo esordio in Mediaset nella trasmissione della Gialappa's band Mai dire gol, dove propose l'imitazione di Paolo Liguori, all'epoca direttore di Studio Aperto. Intervistato dalla giornalista del Corriere della Sera Maria Volpe, Liguori rivelò di non apprezzare la parodia per i toni a suo dire «dispregiativi» usati dal comico romano nei confronti suoi e del telegiornale di cui era responsabile. Liguori rimase offeso anche dall'atteggiamento delle tre voci fuori campo della Gialappa's band, che secondo la sua opinione insultavano chi, come lui, aveva idee politiche diverse dalle loro. In una delle puntate della nuova edizione di Mai dire gol, Guzzanti si travestì anche da Ugo Intini, interpretando un'ironica canzone su Tangentopoli: quella fu l'ultima apparizione nelle vesti del politico dell'ex-PSI.

In quell'edizione del programma Guzzanti portò in scena anche il suo cavallo di battaglia Lorenzo ed Emilio Fede, con l'imitazione del quale il comico interveniva in trasmissione mediante collegamenti con lo studio del finto Tg4; al suo fianco l'immancabile Michelino, il bambino di otto anni interpretato da Marco Marzocca che in questi sketch faceva la parte del figlio di Vittorio Cecchi Gori, rapito dallo stesso Fede per costringere l'imprenditore a cedere a Mediaset i diritti di trasmissione in esclusiva delle immagini delle partite di calcio.

Nel 1997 il gruppo di Avanzi e Tunnel, privo per la prima volta dei Broncoviz e di altri componenti (Pierfrancesco Loche e Masciarelli), si arricchì di altri attori (tra i quali Ale e Franz, Neri Marcorè e Francesco Paolantoni) e dopo tre anni di assenza tornò in televisione con una nuova trasmissione, il Pippo Chennedy Show. Trasmesso in prima serata su Rai Due, il programma si reggeva prevalentemente sulle gag dei fratelli Guzzanti. Il comico lanciò nuovi ed inediti personaggi, come il presentatore Pippo Chennedy, Gianfranco Funari, del quale caricaturò lo stile verbale, rendendolo ancor più rozzo e volgare, Romano Prodi, Walter Veltroni, Fausto Bertinotti (protagonisti questi ultimi dei numerosi contrasti dentro la coalizione di centro-sinistra del governo Prodi I) ed il santone Quelo, profeta della nuova era informatica che si serviva di una connessione internet ante litteram per diffondere la parola di un semplice parallelepipedo di legno, simulacro di una divinità, proposto come l'unico mezzo per combattere e sconfiggere il dolore e la violenza imperanti nel mondo moderno. La creazione di Corrado Guzzanti divenne in breve tempo molto nota, dando vita ad un tormentone lessicale durato a lungo e ritornato in auge anche qualche anno dopo, quando le affermazioni più ricorrenti del personaggio, riproposto nel nuovo spettacolo L'ottavo nano, erano ripetute dal pubblico in studio.

Nello stesso anno Corrado Guzzanti pubblicò ...La seconda che hai detto!, volume nel quale raccolse le battute più ricorrenti e famose del personaggio già citato; nel 1998, invece, uscí nelle librerie Big Book, comprendente i suoi due primi lavori ed aggiornato con un nuovo capitolo, dal titolo di Pinocchio su Marte, nella nuova pubblicazione del 2004. Poco dopo, insieme a Marco Marzocca, scrisse il copione della nuova pièce teatrale ...La seconda che hai detto! (intitolata come uno dei tormentoni di Quelo), premiata con il Biglietto d'oro come spettacolo teatrale più popolare della stagione 1997/1998. Tornò poi al teatro Jovinelli, dove lavorò ancora una volta insieme alla sua più importante collaboratrice, Serena Dandini, da poco nominata direttore artistico della stessa struttura.

Sempre nel 1998, fu distribuito in alcune sale cinematografiche un film oggi semi-sconosciuto, Millenovecentonovantadieci, la versione televisiva dell'omonimo spettacolo teatrale di un paio di anni prima. La pellicola, pubblicata in formato DVD nel luglio 2008 (per approfondire clicca qui), narrava la storia di un giovane (Corrado Guzzanti) scappato dal futuro che, per ottenere asilo politico, era costretto a raccontare ad un poliziotto (Marco Marzocca) il degrado culturale che avrebbe vissuto l'Italia nei decenni venturi, cambiando di continuo la propria personalitá ed assumendo progressivamente quelle dei personaggi che avrebbero monopolizzato il mondo che sarebbe stato.

Qualche tempo dopo, fu chiamato dalla Dandini a partecipare come ospite speciale ad una puntata del suo nuovo show Comici, trasmesso da Italia 1. Durante la serata in cui fu protagonista, Corrado Guzzanti interpretò sul palco del programma alcuni dei suoi "cavalli di battaglia": Fausto Bertinotti, Gianfranco Funari, Emilio Fede, Brunello Robertetti (quest'ultimo proposto nello stesso anno anche ne La posta del cuore, ideata dalla sorella Sabina) ed il profeta Quelo, messo alla prova sul piano filosofico da Franco Battiato, che lo sollecitò per una sua personale interpretazione di un complicato distico - in lingua latina - di Alfano di Salerno. Il santone, visibilmente spiazzato dalle parole del cantautore, se la cavò facendosi cambiare la domanda in un semplice «che ore sono?», rispondendo con finta aria di supponente superiorità intellettuale e chiedendo di andare avanti con le domande, facendo intendere di non aver tempo da perdere per questioni tanto banali.

All'inizio del 1999 Guzzanti scrisse il copione di un film drammatico dal titolo Und1c1 8ttavi, ma il progetto si arenò e non fu avviato alla produzione. Tuttavia, sui siti specializzati si può trovare una "scheletrica" scheda della pellicola in questione, che avrebbe dovuto trattare la crisi di ideali della società italiana nel passaggio dal secondo al terzo millennio.

In primavera conobbe Alex Britti e gli fece da spalla nel corso della tournée musicale estiva, irrompendo sul palco ed interpretando alcuni "classici" del suo repertorio satirico quali Quelo e Lorenzo.

In autunno Guzzanti tornò in televisione con Neri Marcorè e la sorella Sabina, partecipando a L'ottavo nano, trasmissione satirica condotta, come gli show degli anni precedenti, dalla Dandini. Nel programma, trasmesso come il Pippo Chennedy Show su Rai Due ed in prima serata, il comico offrì ai telespettatori delle nuove macchiette: l'imitazione del giornalista Gabriele La Porta e del leader politico della Margherita Francesco Rutelli, il Dottor Armá, (liberamente ispirato alla figura del televenditore di opere d'arte Francesco Boni) assieme al già collaudato personaggio di Quelo. Oltre a questi si ricorda anche Vulvia, bionda e maggiorata presentatrice dell'immaginario canale di approfondimento culturale Rieducational Channel, tormentata dalla passione per gli imbuti (storpiati in 'mbuti). Imbuti è anche il titolo che Guzzanti diede al suo nuovo libro, corredato di una videocassetta, in cui concentrò quelle che a suo parere erano state le più belle gag degli ultimi anni: dal poeta Brunello Robertetti al regista Rokko Smithersons, dalla conduttrice Vulvia al santone Quelo. Solo l'anno prima era uscito, edito da Baldini Castoldi Dalai, La seconda che hai detto! Il libro di Quélo e di altra gente in grossa crisi. Il 18 aprile 2001 fu premiato insieme a Fiorello agli Oscar Tv come personaggio maschile televisivo dell'anno.

Nel 2002 Guzzanti realizzò il suo primo progetto televisivo personale, Il caso Scafroglia, un programma pseudo-giornalistico basato sulle indagini riguardo la presunta scomparsa del signor Mario Scafroglia. Il conduttore, impersonato dallo stesso Guzzanti, questa volta senza l'ausilio di trucco o travestimenti, partendo dal caso, si dilungava in digressioni andando ad analizzare la situazione politica italiana, in quel momento caratterizzata dalla presenza di Silvio Berlusconi alla presidenza del consiglio. Le varie riflessioni, sempre critiche, sull'attività politica del governo erano intervallate dagli sketch del comico, che propose nel programma caricature come il Mafioso, ritratto nella sua arroganza e nei suoi poteri per nulla affievoliti dal carcere (e dunque in aperta polemica con le presunte inefficienze dell'articolo 41 bis), la figura del Massone, l'imitazione dell'allora Ministro delle Finanze Giulio Tremonti (presentato come uno scialacquatore del denaro pubblico e sfrenatamente dedito al gioco d'azzardo) ed il gerarca fascista Barbagli, leader di un manipolo di uomini partiti alla conquista del Pianeta rosso nella striscia satirica Fascisti su Marte, trasmessa all'interno di ogni puntata. All'interno dello show, in onda in seconda serata su Rai Tre sino alla primavera del 2003, Guzzanti, attraverso l'uso della satira, criticò aspramente il governo Berlusconi, colpevole a suo dire dello sfascio economico, politico e soprattutto culturale del Paese, destinato a subire una dittatura dolce.

Terminato Il caso Scafroglia decise di raccogliere i contenuti più significativi e divertenti della saga sull'invasione fascista di Marte in un cortometraggio di quarantacinque minuti, presentato nella sezione Nuovi Territori alla Mostra di Venezia del 2003.

Dopo la fortunata parentesi della striscia satirica Il caso Scafroglia, riconosciuta come uno dei momenti migliori di Raitre e di tutta la televisione degli ultimi anni, Corrado Guzzanti concentrò i propri sforzi sulla lavorazione del suo secondo film. Realizzò in tre anni la trasposizione cinematografica degli sketch sull'invasione fascista di Marte già trasmessi in televisione, arricchita da scene girate tra il 2004 ed il 2005 in una cava alla periferia di Roma e modificate digitalmente.

Guzzanti fu poi ospite del divano del talk show Parla con me, la nuova trasmissione di Serena Dandini, in sole due occasioni: la prima vestendo nuovamente i panni di Giulio Tremonti , la seconda irrompendo in studio a bordo di una camionetta e relativi squadristi, con la divisa di Barbagli e recitando un monologo sulla recente situazione politica italiana, dal punto di vista di una persona trasportata nel 2000 direttamente dal Ventennio. In un'altra puntata della trasmissione, la Dandini lanciò un breve filmato contenente i "dietro le quinte" del nuovo film di Guzzanti Fascisti su Marte, che si apprestava ad uscire al cinema con una versione di durata più che doppia rispetto alla versione del 2003.

Sempre nel 2006 diede alle stampe due volumi, Il caso Scafroglia e Fascisti su Marte, entrambi provvisti di libro e DVD, nei quali non inserì solo le versioni integrali delle sue creazioni, ma anche extra e contenuti speciali di vario genere.

Nel 2007 il film ottenne la candidatura al David di Donatello per la migliore canzone originale, vinto da La Paranza di Daniele Silvestri, colonna sonora di Notturno bus.

All'inizio del 2008, Corrado Guzzanti partecipò come guest star nella fiction Boris, (serie televisiva prodotta da Sky-Fox), dove ha recitato nel ruolo di Mariano Giusti, un attore in crisi che nella sit-com interpreta il ruolo del Conte malvagio nella metafiction Gli Occhi del Cuore 2. Oltre al personaggio di Giusti, il comico romano ha interpretato in Boris anche la parte di Padre Gabrielli, un prete dallo spiccato accento napoletano ed affiliato alla Camorra, che assiste Mariano sul set dal momento della sua conversione religiosa.

Per la stagione 2008/2009 del programma televisivo Parla con me era prevista la sua partecipazione saltuaria alla trasmissione (infatti, a diversi mesi di distanza dall'inizio della nuova serie del programma, non si è "ancora seduto" sul divano rosso della Dandini), contestualmente alla preparazione della tournée teatrale, che lo vede impegnato dal 3 aprile 2009, dal titolo Anteprima tour.

Alla fine del 2008, in collaborazione con l'amico "Lillo" Petrolo, ha realizzato insieme a Victoria Cabello la parodia di un'esibizione live dei Ricchi e Poveri risalente al 1984, dove veste i panni del tastierista Franco Gatti; la scenetta è stata poi usata come sigla di chiusura della trasmissione Very Victoria, condotta dalla stessa Cabello ed in onda su MTV.

Dal 1990 ad oggi Corrado Guzzanti ha portato sugli schermi televisivi e sui palchi dei teatri italiani più di quaranta personaggi, da suddividere in parti pressochè equivalenti tra parodie di persone esistenti e macchiette originali.

Guzzanti ha scritto fino ad ora cinque libri e quattro volumetti a corredo del supporto visivo (VHS o DVD) dei suoi spettacoli e contenenti brevi commenti dell'autore ed i copioni dei suoi spettacoli. I suoi lavori sono stati pubblicati dalle case editrici Baldini & Castoldi, Mondadori e BUR.

Pubblicato dalla casa editrice Baldini & Castoldi nel 1992, questo libro, che non supera le cento pagine, contiene una raccolta di poesie scritte molti secoli fa dal fantomatico Kipli, un poeta ottomano del quale Guzzanti, nei panni di Rokko Smithersons, era solito declamare alcuni versi nello studio di Avanzi.

Nel volume sono antologizzati quaranta componimenti ed alcuni aforismi, incentrati su temi di stringente attualità tra cui il razzismo, la prostituzione, la politica e l'economia. Le poesie sono state raccolte in modo tale da non accavallarsi; terminata una poesia, anche nella parte iniziale di una pagina, bisogna voltare quella successiva per passare ad un'altra poesia - espediente pensato da Guzzanti perché il lettore possa focalizzare la sua attenzione su ciascuna di esse. Il testo iniziale di ogni carme è «verboso e faticoso», ma non va saltato per comprendere al meglio il capovolgimento finale, che ribalta, con una tecnica usata da molti comici, ciò che si è affermato in precedenza o lo si esagera per cogliere il lettore di sorpresa.

Le massime di cui si parla in precedenza servono ad alleggerire il carico della parte in rima e risalgono, da quanto scrive Guzzanti all'inizio del libro, al «periodo ingrato» di Kipli, quando quest'ultimo esercitava la professione di scrittore di biglietti per cioccolatini, con uno stile pungente e dissacrante, molto apprezzato dai proprietari della fabbrica. I testi erano però così feroci da innescare spesso, tra gli innamorati che si scambiavano a vicenda il dolcetto, furibondi litigi che terminavano sempre con la «strage di San Valentino», nella quale gli amanti si crivellavano i corpi con pallottole di cacao.

Scritto e pubblicato nel 1997, il libro è costituito da 132 pagine tra le quali si ripartiscono le battute più esilaranti e divertenti di Quelo, il profeta new-age che al Pippo Chennedy Show, «sconvolgendo» le menti e le idee dei telespettatori più perbenisti, aveva cercato di rispondere alle domande sui misteri inestricabili della vita umana col suo stile tipicamente ironico, spicciolo e sbrigativo. Il libro è costituito non soltanto dalle espressioni tipiche pronunciate dal personaggio, ma anche da un lungo elenco di dialoghi, nei quali si alternano le domande rivolte al santone e le risposte "nonsense" di quest'ultimo, volutamente assurde o destinate a capovolgere la concezione comune dei fatti a proposito dei quali la macchietta viene interrogata (come quando afferma che «l'uomo non può discendere dalla scimmia; forse solo il bambino può scendere» da essa «se è molto grossa»). Tra i motti più ricorrenti di Quelo, «La seconda che hai detto!» e «C'è grossa crisi!», che ritornano inesorabilmente in moltissime "spiegazioni".

Questo volume risale al 1998 ed incorpora i due lavori precedenti, unificando in un singolo tomo le originali poesie de Kipli e le taglienti affermazioni di grande attualità di Rokko Smithersons, agli effervescenti motti di spirito del guru con il camice bianco.

Questo libro (l'ultimo scritto da Guzzanti per Baldini & Castoldi), è frutto di un sostanziale rimescolamento dei contenuti di La seconda che hai detto!, l'"antologia di Quelo" pubblicata nel 1997. Il numero delle pagine è praticamente lo stesso (la nuova versione, uscita nel 2001, presenta una sola pagina in meno rispetto all'edizione di quattro anni prima) e rimangono immacolate le sezioni più importanti; stessa cosa per gli aforismi, che subiscono lievi modifiche di forma senza che ne venga intaccata l'incisività. Altri detti, come «mettetevi il preservativo senza pronunciarlo» e «non rimandare a domani quello che puoi fare dopodomani», subiscono un semplice copia-incolla.

Imbuti è il titolo del quinto libro di Guzzanti, il primo ad essere corredato di un supporto video (formato VHS) montato direttamente dal comico, contenente le performance più divertenti dei personaggi portati in televisione negli ultimi dieci anni - da Avanzi a L'ottavo nano: Rokko Smithersons, Vulvia, Brunello Robertetti e le parodie di Antonello Venditti, Francesco Rutelli ed altri ancora. Il libretto che si trova all'interno della confezione è di 111 pagine e contiene diversi copioni dei testi originali scritti da Guzzanti.

Lorenzo e la maturità. Come secernere agli esami è il titolo di un cofanetto, pubblicato dalla BUR senza filtro nel 2005, contenente il meglio della trasmissione Maddecheao' (datata giugno 1993), sia su supporto cartaceo che video. Infatti, al DVD di durata complessiva di 123 minuti (con un quarto d'ora di materiale inedito, frutto di un nuovo confronto tra studente ed insegnante di sostegno), si aggiunge un libretto di 160 pagine che si suddivide in più parti e che si apre con l'intervista della giornalista Elena Sani a Guzzanti e Serena Dandini, i quali, a distanza di dodici anni, raccontano le origini del personaggio (Lorenzo) ed i successivi sviluppi che ne hanno definito la precisa identità.

Terminata l'introduzione, il lettore incontra un breve glossario gergale, che raccoglie i termini e le espressioni caratteristiche di Lorenzo e fa un riassunto del curioso lessico da lui abitualmente parlato. A questo punto inizia la parte centrale del libro, costituita dai testi delle gag del personaggio ad Avanzi e a Maddecheao', con una lieve differenza tra le due trasmissioni, dal momento che solo nel secondo caso intervengono con qualche sporadica battuta altri interpreti (gli amici del personaggio). Le sezioni seguenti comprendono, in ordine di lettura, i testi delle canzoni Muco nasale e Modella, interpretate una tantum in studio dalla macchietta; i copioni dei due interventi di Lorenzo nelle trasmissioni successive Tunnel e Pippo Chennedy Show (in una nota si racconta che a Tunnel lo sketch, nel quale il personaggio doveva irrompere sul palco alla fine dell'esibizione dei Nirvana, fu rovinato da un improvviso "ripensamento" dei componenti della band); un racconto pulp dove Lorenzo racconta con un italiano molto zoppicante l'uccisione di una donna e del figlio, padrone del bar dove si consuma la "tragedia"; infine, prima dell'appendice finale sono riportate due digressioni, ad opera di Marco Lodoli e Valeria Parrella, dove viene compilato un resoconto sul significato del personaggio, cosa rappresenta e come è riuscito Guzzanti ad illustrare con esso il carattere ed il modo di fare dei giovani di oggi.

Dal titolo dell'omonima trasmissione di Raitre, Il caso Scafroglia è costituito da un cofanetto con un libro (108 pagine) e due DVD di 240 minuti complessivi, nei quali si trovano gli sketch più divertenti e graffianti del programma. La pubblicazione è stata curata dalla BUR senza filtro e risale ai primi mesi del 2006, poco tempo prima che il comico terminasse di completare la preparazione del suo primo film importante, Fascisti su Marte. Protagonisti di questo best of non sono soltanto le sagome di Guzzanti, ma anche i vari personaggi interpretati da Marco Marzocca e Caterina Guzzanti, che rientravano nel cast ufficiale della trasmissione e che il comico ha voluto ringraziare per la collaborazione. Infine, buona parte degli spezzoni inseriti nel supporto video vertono su temi di attualità politica, che Guzzanti ha voluto far prevalere per realizzare un'analisi, il più possibile completa ed aderente alla realtà, dell'Italia e dello scenario internazionale tra il 2002 ed il 2003.

Fascisti su marte è il titolo del cofanetto edito dalla BUR nel 2007 e contenente, nello stesso formato delle opere precedenti di Guzzanti, un DVD (il film Fascisti su Marte uscito al cinema l'anno precedente) ed un libro di 48 pagine con numerose foto del set di registrazione e le bozze originali realizzate dall'addetto alla cura degli effetti speciali. Per quanto riguarda il DVD, non contiene soltanto il film, ma anche diversi extra tra cui i dietro le quinte, le "papere" degli interpreti ed un video nel quale l'azienda incaricata di effettuare le modifiche a livello digitale, illustra allo spettatore le tecniche grafiche utilizzate per costruire con il computer il paesaggio spaziale al di sopra dei protagonisti e l'astronave da loro utilizzata per compiere il viaggio extraterrestre.

Millenovecentonovantadieci è il titolo del quarto ed ultimo cofanetto prodotto e distribuito dalla BUR senza filtro. Pubblicato nel luglio 2008, contiene la registrazione dell'omonimo spettacolo teatrale tenutosi nel 1997 presso il Teatro del Giglio di Lucca, citato in più occasioni da Marco Marzocca e Guzzanti, gli unici interpreti dello show, che dura tra tutto 150 minuti e nel quale Guzzanti porta in scena i suoi personaggi più noti al pubblico, compresa la "triade" dei giornalisti showmen Gianfranco Funari, Emilio Fede e Paolo Liguori.

L'incongruenza più evidente riguarda l'ultima parte del copione, il quale narra il dialogo tra il poliziotto e Quelo che manca invece nel DVD, la cui ultima scenetta ha come protagonista Lorenzo che tenta col suo stile inconfondibile di superare con un voto positivo l'interrogazione di Dio per avere in premio una donna con la quale ripopolare il mondo; infatti il personaggio era rimasto l'unico sopravvissuto del genere umano dopo che si era scatenato sul pianeta il diluvio universale.

La carriera cinematografica di Corrado Guzzanti si basa principalmente su due pellicole (Millenovecentonovantadieci e Fascisti su Marte) risalenti rispettivamente al 1998 ed al 2006, nelle quali ha recitato nel ruolo di protagonista. Nel caso di Fascisti su Marte, Guzzanti ha esordito come regista, curando anche la produzione e la sceneggiatura del film.

La complessità della definizione della satira è un fattore costante e antico quanto la satira stessa. Si potrebbe spiegare come «espressione di giudizi critici su qualunque aspetto della società attraverso il linguaggio dell'umorismo, in tutte o in una qualunque delle sue declinazioni, grafica, letteraria, musicale o attoriale». Secondo Corrado Guzzanti il tentativo di normare questa espressione creativa può rivelarsi un'arma a doppio taglio, divenendo, da impulso scaturito da una sana «curiosità filosofica», una ricerca per stabilire cosa la satira non è, di porre paletti da utilizzare a scopo censorio, con un meccanismo di provata efficacia quale l'affermare che in talune circostanze la satira è uscita dalla "norma" e per questo è mal fatta, quindi censurabile. Così come il lavoro mal realizzato di una artigiano viene contestato sulla base di un progetto precedente, una espressione di comicità satirica può essere censurata e/o bandita sulla base di canoni già configurati: è con questo paragone che Guzzanti esprime la sua diffidenza nei confronti di qualsiasi definizione della satira.

Essa è inevitabilmente di parte; infatti, recitando un brano di satira, ogni attore esprime sul fatto di cui parla un chiaro punto di vista, che dipende dalle sue idee e dal suo carattere. Per questo motivo è inutile chiedere ad un autore satirico di colpire indifferentemente a destra e a sinistra, poiché in questo campo non avrebbe senso «intavolare trattative per concordare una prestazione graduale di se stessi». La questione dell'imparzialità, quindi, non sussiste nell'ambito della satira, che non può essere slegata dalla critica sociale, la principale componente, ma non l'unica, che la differenzia dalla comicità. Quest'ultima, infatti, è nettamente distaccata dalla satira per diversi motivi.

Innanzitutto, la comicità è fine a se stessa e punta a far scaturire la risata nello spettatore senza ulteriori obiettivi; dunque, non ha conseguenze di nota ed ogni battuta viene subito «assimilata» dall'ascoltatore, non proponendo alcuno spunto di riflessione. Il comico «alla Zelig» è per Guzzanti un semplice intrattenitore che non sfrutta appieno le sue potenzialità e si limita all'utilizzo dei meccanismi consolidati della comicità, come la semplicistica caricaturizzazione dei difetti (molto spesso, banalmente, quelli fisici), più facilmente riconoscibili del potente o famoso di turno, oppure delle più insolite ma riconosciute abitudini che la società ha fatto proprie; fin quando un attore basa la sua esibizione su queste strutture generiche e superficiali, questo riscontrerà nel gruppo sociale o dell'individuo che viene satirizzato una forma di approvazione. L'oggetto della satira sa di non ricevere critiche che possano intaccare la sua reputazione e ne gode perché questo tipo di comicità riesce ad «umanizzarlo ed assolverlo».

Per stigmatizzare il concetto, nel 2007 Guzzanti ha detto: «Se l'unica cosa che ho da dire di Berlusconi è che è basso non faccio bene il mio mestiere...».

Scopo della satira è, al contrario, «esprimere ed articolare una critica» per stimolare le coscienze del pubblico e portarlo ad una maggiore consapevolezza attraverso diversificati punti di vista riguardo un fatto o una decisione, che comporti conseguenze nella società alla quale appartiene. Fare satira è un «valore necessario» che deve proporre spunti di riflessione ad ogni persona, di qualunque corrente di pensiero e/o colore politico. Al contrario di quanto pensano la sorella Sabina e Beppe Grillo, per Corrado Guzzanti l'attività satirica non si deve prefiggere obiettivi di tipo politico, anche perché «con la satira non si spostano voti» ed essa deve stare molto attenta al modo con cui si trasmette un messaggio, in quanto è reale il rischio di scivolare nell'ambiguità ed essere criticati per una parolaccia o per un giudizio troppo pesante.

Così come la posizione di Guzzanti sulla necessità di codificare in qualche modo la satira è fortemente scettica, allo stesso modo dubita di chi difende la satira sempre e comunque, di chi non la considera sufficientemente pungente se non ferisce od offende, ritenendo falsa questa equazione. Offendendo e denigrando non è detto che si faccia buona satira. L'autore satirico deve articolare la critica desiderata pensando con grande attenzione alle conseguenze che possono scaturire, andando ad inficiare e distorcere il risultato del lavoro. Il fine ricercato da Guzzanti è proprio quello di non cercare affannosamente un effetto, una conseguenza pratica, ma quello di esprimere una critica e stimolare la consapevolezza.

Per Guzzanti l'autore satirico raggiunge il suo obiettivo quando riesce a sintetizzare con un gesto od una battuta un elemento caratterizzante che tutti percepiscono ma non riescono a mettere a fuoco. Questo aspetto tecnico della satira è efficace in quanto porta il pubblico ad interrogarsi sulle reali ragioni che lo hanno indotto a sorridere, in questo modo si innesca un meccanismo intepretativo di codifica del messaggio che gli è stato comunicato. Questo processo porta alla realizzazione di ciò che è stato detto in precedenza: ogni spettatore, indotto dalla curiosità del conoscere se la sua stessa interpretazione della battuta è stata condivisa dagli altri spettatori, e se hanno dato ad essa lo stesso significato, ne discute con gli altri e facendo questo attiva una riflessione, realizzando in toto l'obiettivo dell'autore satirico di stimolare le coscienze di chi lo ascolta.

Corrado Guzzanti non condivide l'umorismo di tipo cabarettistico di trasmissioni come Zelig e Colorado Cafè, in cui prevale il modello di «comico da consumo», tanto meno apprezza quello di Adriano Celentano da lui denominato celentanismo, che ritiene abbia come protagonisti «showmen con eccessi narcisistici». Per promuovere la creatività bisogna abbandonare la figura del comico che ci fa fare quattro risate, parlando di temi popolari e neutri, come il calcio, il sesso ed il traffico ed invece, sostenere artisti del calibro di Maurizio Crozza,, Neri Marcoré Gene Gnocchi, Daniele Luttazzi, Paola Cortellesi, e la sorella Caterina, che suscitano l'ammirazione del comico romano ed incarnano alla perfezione il modello di satira che lo ispira maggiormente. Guzzanti ha avuto parole di stima anche nei confronti del trio Aldo, Giovanni e Giacomo, dalla comicità «moderna e unica».

Corrado Guzzanti prepara ogni sua interpretazione con grande cura dei dettagli; ogniqualvolta Guzzanti lavora alla costruzione di un nuovo personaggio (seguendo un metodo caro a molti colleghi imitatori), per approfondirne le dinamiche mentali - con l'intento di una vera e propria ricerca psicologica - ne studia attentamente le registrazioni, così da svilupparne al meglio la personalità. Questa fase viene ancora prima dell'analisi dei gesti e delle espressioni più ricorrenti della personalità da parodiare, poiché lo scopo di Guzzanti non è assomigliarle il più possibile, ma adoperare alcune componenti del personaggio per sintetizzare un clone, che in seguito l'attore modella come una creatura propria. Usando le parole dello stesso Guzzanti, il personaggio viene «spulciato e masticato», e l'insieme di tutte queste azioni costituisce un rituale necessario per impossessarsi del modo di essere della "vittima", la quale, nella seconda ed ultima fase, viene fornita di uno o più elementi di novità che la arricchiscono artisticamente rendendola, agli occhi dello spettatore, originale e differente e allo stesso tempo riconoscibile.

Nel momento di redigere il copione di uno sketch, Corrado Guzzanti scrive un testo unitario e racchiuso tra un inizio ed una fine ben chiari. Molte battute e gag vengono pensate per essere inserite in un momento ben preciso della rappresentazione, definendone così i tempi comici; in questo modo si crea una struttura in cui viene lasciato dello spazio all'improvvisazione, che secondo il comico è importantissima in quanto arricchisce il pezzo con ulteriori spunti e ne scongiura la parvenza di meccanicità che lo farebbe scivolare nello scontato e nel noioso.

In seguito, a seconda del ruolo, cambia il grado di memorizzazione del testo; quando la macchietta deve sostenere un dialogo con un interlocutore (per esempio, tutte le volte che nei panni di un personaggio, Guzzanti viene intervistato da Serena Dandini) è fondamentale ripetere con estrema precisione la frase come era stata inserita nel discorso, (anche se questo porta una forte riduzione della possibilità di digressioni estemporanee) per non rischiare asincronie e nonsensi che porterebbero la battuta immediatamente successiva all'incomprensione e al fallimento.

Il comico è molto duttile nella scelta dei personaggi, per la maggior parte legati all'attualità e tratti tutti dal mondo della cultura, della politica, della televisione o del costume. Tuttavia, da molti anni sceglie preferibilmente il terreno della satira politica (Walter Veltroni, Romano Prodi, Fausto Bertinotti), che preferisce alleggerire usando toni pacati e sempre rispettosi del personaggio imitato, senza scadere in insulti ed inutili offese ed anzi, attirandosi qualche volta la "simpatia" dell'interessato, come avvenuto per gli ultimi due.Naturalmente, i riferimenti agli avvenimenti politici del periodo sono numerosi e servono ad inquadrare i contorni cronologici della macchietta, che analizza gli eventi descrivendo quadretti in cui compaiono i protagonisti del momento.

Le volgarità fanno raramente parte dei manoscritti di Guzzanti, che evita quasi sempre la battuta con la "parolaccia" improvvisa, usualmente molto efficace a suscitare la risata dell'ascoltatore. La tecnica più usata da Guzzanti è quella del paradosso, che consiste nel ribaltare il concetto espresso dando una conclusione opposta a quella che ci si aspetta, andando quindi contro l'uso comune del concetto stesso. Per quanto riguarda l'aspetto conferito al personaggio, Guzzanti vi ripone grande attenzione e, se l'originale si distingue per qualche stranezza nei movimenti e nei gesti, il comico cerca di esagerare queste caratteristiche, secondo i classici canoni della caricatura. Il trucco, per il quale si serve di appositi collaboratori, è molto curato e ad esso abbina una gestualità altrettanto appropriata. Fortemente esplicativo è l'esempio dell'imitazione di Gianfranco Funari, nella quale il movimento delle mani e delle dita è continuo e fedele all'originale.

L'approccio di Guzzanti al proprio lavoro è molto scanzonato; benché fare umorismo sia arte, l'attore concepisce la comicità come la capacità di divertire gli altri e se stessi: egli è un «clown dei nostri tempi, capace di strappare sempre e comunque una risata». Una capacità che però non deve essere sfruttata con un eccessivo presenzialismo. L'attore, infatti, rifiuta di apparire continuamente sul piccolo schermo, volendo così evitare il rischio di sovraesporsi causando noia al pubblico. L'attore definisce questo comportamento come «teoria dell'assenza», secondo la quale, restando per lungo tempo lontani dai palcoscenici dei teatri e della televisione, l'affetto e le aspettative dei fans crescono sempre di più e paradossalmente la celebrità ne esce rafforzata.

Corrado Guzzanti, pur non avendo mai studiato musica, sa improvvisare al pianoforte ed alla tastiera, come dimostrato nelle gag in cui ha imitato Antonello Venditti. Fin dall'infanzia ha avuto la passione della musica classica ed uno dei suoi compositori preferiti è Gustav Mahler, mentre la musica leggera l'ha conosciuta relativamente tardi.

Ad otto anni era autore di una striscia a fumetti che aveva come protagonista un dinosauro buono chiamato "Buonannosauro", dal momento che le creature preistoriche avevano attirato da subito la sua attenzione. Il fumetto preferito della sua adolescenza era Métal Hurlant. A sedici anni coltivava il sogno di diventare da adulto disegnatore professionista di fumetti di fantascienza, ma dopo che la rivista a cui aveva mandato alcuni disegni per esaminarli non gli rispose mai, abbandonò il disegno per riprenderlo poi ai tempi di Avanzi quando, a lato di ogni copione, lasciava uno spazio per il fumettume.

Per quanto riguarda il cinema, Guzzanti apprezza il genere della commedia all'italiana e stima attori come Alberto Sordi, Nino Manfredi, Marcello Mastroianni e in campo internazionale, Michael Caine. Ha dichiarato in un'intervista di avere visto cento volte il film Riusciranno i nostri eroi... e lo rifarebbe fino alla morte.

La posizione di Corrado Guzzanti rispetto la qualità della televisione italiana attuale, sia pubblica che privata, risulta essere critica. Analizzando realisticamente e con un velo di rimpianto l'impossibilità di tornare ad essere una tv educativa, definisce come «diabolico» il riuscire a renderla «addirittura diseducativa». La propria analisi si sofferma anche sulla sua percezione del pubblico, sentito come anestetizzato dalla carenza di stimoli, normalmente veicolati da offerte differenziate del prodotto televisivo, ma comunque bramoso di risvegliarsi con produzioni non uniformate, omogeneizzate.

Secondo l'attore, le responsabilità vanno ripartite in parti uguali tra Rai e Mediaset, che «impostano un modello di tv al ribasso» in una concorrenza che non lascia spazio a digressioni creative, trasmettendo invece programmi «degradanti» per l'educazione dei ragazzi; a tal proposito, Guzzanti afferma che, se avesse un figlio, preferirebbe che guardasse cassette porno o che fosse un «teppistello» piuttosto che guardare in tv i reality show, ritenuti pericolosi perché «esercitano un'azione depressiva». Considerando la propria posizione consapevolmente pessimista, l'attore romano ritiene che, generalmente, il pubblico televisivo sia sprofondato in questi anni in un «amarissimo e malinconico» letargo e dia pochissimi segni di risveglio, anche se, come già detto, ne percepisce una latente voglia di riscatto. Sempre nell'analisi della situazione, Guzzanti arriva a considerare l'ignoranza come caratteristica onnipresente nei programmi televisivi e che «da handicap è stata promossa a modello di vita».

Una soluzione per combattere la piatta uniformità della televisione, condizionata dalle pressioni politiche ed interessata unicamente all'audience ed ai profitti ricavati dalla pubblicità, risulta essere, per Guzzanti, il tentare di «bypassare» la tv con l'utilizzo dei vecchi ma sempre solidi mezzi di comunicazione, come spettacoli teatrali e libri, con lo scopo di raggiungere il pubblico che non riesce ad accontentarsi delle produzioni televisive attuali. Con queste finalità, in collaborazione con il gruppo editoriale della BUR, Guzzanti ha contribuito a creare una collana editoriale, la senzafiltro, che pubblica su supporto cartaceo e/o digitale le opere di attori professionisti (e spesso di idee riformiste) che, oscurati, epurati o semplicemente ignorati dai consueti canali televisivi, vogliono rivolgersi ad un pubblico più ampio, numericamente ed ideologicamente, di quello che si incontra a teatro. Lo scopo di questo progetto è costruire un punto di riferimento per questa parte di pubblico ed allestire così un «anticontenitore» che dia la possibilità a personalità dello spettacolo di esibirsi liberamente, senza timore di incorrere nella censura.

Nel 1996, Corrado Guzzanti attaccò pubblicamente le trasmissioni televisive della domenica pomeriggio (non citò testualmente Domenica In e Buona Domenica, benché si riferisse chiaramente ad esse), accusandole di generalizzazione; contemporaneamente, invitò le produzioni ad insistere su trasmissioni di satira per contrastare il monopolio dei programmi citati in precedenza, facendo i complimenti a Fabio Fazio per il suo Quelli che il calcio.

La contestazione di Guzzanti si riferiva soprattutto all'idea degli autori di far interagire telefonicamente i conduttori in studio con il pubblico a casa, con elargizioni di premi in denaro per il semplice fatto di assistere alla trasmissione; relativamente a questo fatto, l'attore parlò apertamente di corruzione, e rivendicò a sé ed al gruppo di Avanzi il merito di avere saputo coinvolgere i telespettatori senza cadere in comportamenti immorali e diseducativi.

Tre anni dopo, dichiarò di guardare quasi esclusivamente soltanto la televisione satellitare, ed in particolare i documentari di Discovery Channel, che elogiò per la loro forza narrativa.

Come già accennato, la censura è una pratica di cui, da sempre, si fa largo uso per limitare la libertà di espressione e per eliminare qualsiasi forma di opposizione al pensiero dei potenti, che si trasforma in verità assoluta dopo avere zittito tutte le opinioni discordanti.

Chi ha il potere di censurare, spesso, si comporta come qualcuno che si arroga il diritto di «contestare un lavoro mal fatto», ma non sa che la satira sfugge ad ogni contratto ed i suoi connotati sono variabili, e non hanno limiti specifici. Guzzanti, in quanto accanito difensore della libertà di parola, disprezza profondamente la censura e la apostrofa con l'espressione «È come avere i ladri in casa».

La censura non è un'esclusiva della televisione, ma viene applicata un po' da tutti i media, come per esempio i giornali. Infatti, Corrado Guzzanti non risparmia critiche neppure al settore dell'informazione giornalistica, prigioniera delle segreterie dei partiti e condizionata eccessivamente da motivazioni economiche. Le inchieste giornalistiche sono praticamente sparite, a resistere è soltanto Milena Gabanelli ed il suo programma di indagine Report.

Al contrario, l'attore valuta positivamente internet ed i blog, come quello di Beppe Grillo, visti come una nuova forma di comunicazione difficilmente censurabile e come «un vulcano pronto ad esplodere».

Corrado Guzzanti ha idee politiche molto precise. Innanzitutto, ha una visione radical-progressista della società, che dovrebbe essere amministrata da una classe politica attiva, propensa ad ammodernare la struttura economico-produttiva del Paese e decisa a respingere i tentativi di ingerenza delle gerarchie ecclesiastiche sui temi etici.

Rapportando le convinzioni politiche di Guzzanti alla realtà italiana degli ultimi anni, possiamo affermare che si è sempre collocato politicamente all'interno degli schieramenti di centro-sinistra; alle elezioni amministrative del 1993, votò Francesco Rutelli per la carica di sindaco di Roma ; alle Elezioni politiche italiane del 1996, diede sostegno alla coalizione di Romano Prodi votando per il PDS ; negli ultimi anni, non ha nascosto la sua simpatia verso il Partito Democratico, appoggiando la candidatura di Nicola Zingaretti alle elezioni provinciali del 2007 e sostenendo l'anno dopo Walter Veltroni per la sua intenzione di smuovere la sinistra dall'immobilismo e di «inventare qualcosa di nuovo». Dopo la vittoria del centro-destra di Berlusconi, però, Guzzanti ha criticato Veltroni per «eccessiva ambiguità» verso il secondo governo Prodi, comportando la perdita di quella parte dell'elettorato che aveva sempre votato a sinistra.

Corrado Guzzanti ha partecipato per qualche anno al movimento dei girotondi, chiaramente di stampo antiberlusconiano, ma negli ultimi tempi si è limitato ad appoggiarlo da fuori conformemente all'idea che gli autori satirici non dovrebbero fare politica, ma solo criticare i suoi errori. Il comico è sempre stato avverso a Berlusconi, che a suo parere ha provocato in Italia una perdita di valori che ha coinvolto la società nella sua interezza, dalla politica al settore dell'informazione, dalla morale alla cultura. Il 23 novembre 2003, durante la serata di solidarietà verso Sabina Guzzanti per la censura del suo programma televisivo Raiot, tenutasi presso l'Auditorium di Roma, salì sul palco vestito da Barbagli e criticò aspramente alcuni dei provvedimenti attuati dal governo Berlusconi II, tra cui la legge Cirami ed il lodo Schifani.

Qualche tempo prima, in una puntata de Il caso Scafroglia, aveva scagliato una pesantissima invettiva contro Berlusconi e la popolazione italiana, rea di non «prenderlo sul serio» e di non rendersi conto di quanto il Presidente del Consiglio stesse facendo per «fare a pezzi la democrazia», ricordando le leggi sul legittimo sospetto, l'immunità parlamentare, la cosiddetta "salva-Previti" ed altri provvedimenti che secondo lui avrebbero fatto diventare Berlusconi un dittatore.

In occasione della manifestazione di Piazza Navona dell'8 luglio 2008, organizzata dall'Italia dei Valori, ha appoggiato Beppe Grillo e le sue battaglie, pur avendo dei dubbi sul fatto che le sue iniziative di coinvolgimento popolare servano a qualcosa, non avendo cassa di risonanza per il comportamento oscurantista dei mass media.

Bossi dimostrò di non apprezzare il proprio clone, dando vita ad una controversia destinata a durare qualche settimana. Precedentemente Guzzanti, per evitare qualsiasi polemica, tagliò alcune battute che erano previste dal copione, ad esempio quella in cui il finto leghista definiva Carlo Azeglio Ciampi un «comunista pedofilo».

Per quanto riguarda le invenzioni linguistiche, Corrado Guzzanti ha introdotto nel lessico comune alcuni neologismi funzionali per le sue gag, specialmente quelle di Rokko Smithersons dove il personaggio in questione storpiava titoli di film, nomi di celebrità o parole appartenenti a linguaggi settoriali. Alcune di queste nuove parole sono, per esempio: antiproibizionale, cartone animale, psicoanale, sospensionismo e sopravvolare. Un altro termine, perplimere, come indicato dalla Accademia della Crusca, va a riparare una espressione mancante ereditata dal latino, quella cioè di «rendere perplessi»; Guzzanti, con questo suo vocabolo, ha colmato un vuoto lessicale. Anche per tale ragione questo termine ha poi incontrato una grande diffusione.

Dagli esordi di Avanzi ad oggi, il lavoro di Corrado Guzzanti non è stato esente da critiche, da parte di politici, colleghi del mondo dello spettacolo e parte del pubblico televisivo.

Benché nel marzo 2001 Silvio Berlusconi avesse definito «fantastica» la comicità dei fratelli Guzzanti, successivamente incluse la satira di Corrado nel novero degli artisti della Rai, come Serena Dandini, Sabina Guzzanti, Gene Gnocchi, Enrico Bertolino e Dario Vergassola, che con il loro lavoro attaccavano quotidianamente la figura del Presidente del Consiglio.

Nel gennaio 2001 scoppiò una rovente polemica tra Guzzanti e la Lega Nord per la presunta durezza dei toni assunti dal comico nell'imitare Umberto Bossi nella trasmissione L'ottavo nano.

A marzo dello stesso anno l'autore televisivo Antonio Ricci, ideatore del programma Striscia la notizia, rispose alle critiche dei fratelli Guzzanti, che lo accusavano di fare satira di destra, dichiarando che la propria satira è di ispirazione «gramsciana e nazionalpopolare», arrivando ad affermare che vengono affrontati più temi cari alla sinistra «in una settimana di programmazione di Striscia piuttosto che nell'intera carriera di ambedue i fratelli», ritenendo la loro comicità obsoleta e ferma agli anni ottanta.

In considerazione delle sue idee politiche, la comicità di Corrado Guzzanti viene spesso considerata di parte, in quanto andrebbe a prendere di mira soprattutto le personalità della destra per favorire i rappresentanti dell'ala opposta della politica italiana. Come già spiegato in questo paragrafo, il punto di vista di Guzzanti sulla effettiva capacità della satira di spostare voti è chiaro, e di conseguenza, le scelte sui personaggi da interpretare si basano su motivi diversi, che si riferiscono soprattutto alla capacità di rendere al meglio le dinamiche stesse della satira, a prescindere dal colore politico del personaggio imitato.

Volendo fare una semplificazione meramente numerica delle sue macchiette "politiche" prendendo come discriminante la loro collocazione ideologica, senza considerare gli esponenti del centro moderato, si conteggiano per la sinistra le imitazioni di Fausto Bertinotti, Francesco Rutelli, Leoluca Orlando, Romano Prodi, Walter Veltroni e Ugo Intini (sei in tutto); dall'altra parte, Giulio Tremonti, Umberto Bossi e Vittorio Sgarbi (tre in totale). Per quanto riguarda le parodie dei giornalisti, si contano Emilio Fede e Paolo Liguori, di comprovata fede conservatrice, ed Enrico Mentana, il cui rapporto con Berlusconi, proprietario delle reti televisive Mediaset per le quali ha lavorato per molto tempo fin dall'inizio degli anni novanta, è stato caratterizzato da non pochi screzi.

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Viva Zapatero!

Viva Zapatero! è un documentario del 2005 realizzato da Sabina Guzzanti nel quale ricostruisce le vicissitudini successive al programma satirico Raiot chiuso dalla RAI dopo la prima puntata.

Il documentario contiene, oltre a brevi spezzoni di Raiot, interviste e testimonianze delle persone coinvolte nella sospensione del programma. La Guzzanti allarga il caso denunciando una situazione di censura dell'informazione in Italia coinvolgendo, tra gli altri, non solo politici di destra e di sinistra, ma anche giornalisti quali Marco Travaglio ed Enzo Biagi ed attori come Dario Fo e Daniele Luttazzi. Con alcuni giornalisti stranieri in Italia, comici ed autori di programmi satirici stranieri, e con l'aiuto di intellettuali come Luciano Canfora, cerca di confrontare la delicatissima e difficile situazione italiana della tv con quella all'estero.

Il titolo è un forte richiamo all'azione del leader socialista spagnolo Zapatero che è riuscito, come promesso dopo la vittoria alle elezioni, a fare una riforma tv slegando l'ente pubblico RTVE dalla partitocrazia e ad aprire il mercato ad altri soggetti (scatenando le violente ire dei rappresentanti Mediaset in Spagna che hanno addirittura gridato al golpe per favorire gli editori vicini al PSOE). Attualmente in Italia i membri del consiglio di amministrazione RAI, ovvero l'organo che decide ciò che può essere trasmesso o meno, sono scelti dal governo e questo rende la televisione pubblica italiana strettamente controllata dal potere politico. Derivano infatti da questa ingerenza tutte le varie censure denunciate dalla Guzzanti con questo film.

Il titolo è anche un richiamo ad un vecchio film di Elia Kazan con Marlon Brando intitolato Viva Zapata!.

Sabina scrive per la RAI un programma satirico, RaiOT (gioco di parole da RAI e dalla parola inglese riot, rivolta). RaiOt si componeva di una serie di puntante monotematiche della durata di un'ora ciascuno, che comprendevano un monologo di Sabina e vari sketch. Nella prima puntata si trattava della libertà di espressione, c'era una parodia del ministro delle telecomunicazioni Maurizio Gasparri da parte di Neri Marcorè, dell'allora presidente del consiglio Silvio Berlusconi e di Lucia Annunziata. Il programma viene visto da 1.834.000 telespettatori, che equivale al 18,37% di share e arriva a raggiungere il 25% (più di due milioni di telespettatori) nel suo momento culminante, facendo così di Rai Tre il canale più visto per più di mezz'ora dopo mezzanotte.

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Silvio Berlusconi

Milano Due, centro residenziale costruito negli anni '70 dalla società edilizia fondata da Silvio Berlusconi Edilnord Sas

Silvio Berlusconi (Milano, 29 settembre 1936) è un politico e imprenditore italiano, presidente del Consiglio dei ministri in carica dal maggio 2008.

È fondatore e proprietario della società finanziaria Fininvest e della società di produzione multimediale Mediaset; è stato il fondatore e presidente del movimento politico Forza Italia e presidente del club calcistico A.C. Milan. Ha iniziato la sua attività imprenditoriale nel campo dell'edilizia.

Spesso viene anche chiamato Il Cavaliere in ragione dell'onorificenza conferitagli nel 1977 di cavaliere del Lavoro.

Da uomo politico siede alla Camera dei Deputati dal 1994, anno della sua prima elezione. Ha tenuto quattro mandati da presidente del Consiglio: il primo nella XII legislatura (1994), due consecutivi nella XIV (2001/2005 e 2005/2006); infine, l’attuale, nella XVI (2008).

Secondo la stima elaborata dalla rivista americana Forbes, nel 2009 Silvio Berlusconi è il secondo uomo più ricco d'Italia e il 70° più ricco del mondo, con un patrimonio stimato in 6,5 miliardi di dollari USA.

È il primogenito di una famiglia della piccola borghesia milanese.

Il padre Luigi (Saronno, 1908 - Milano, 1989, a lui è dedicato il Trofeo Luigi Berlusconi) era impiegato alla Banca Rasini, dove lavorò fino a diventarne Procuratore Generale. La stessa banca diventerà famosa negli anni Ottanta per le dichiarazioni di Michele Sindona che la legarono alla Mafia siciliana per il riciclaggio dei soldi al Nord.

Nel 1985 divorzia da Carla Dall'Oglio ed ufficializza il legame con Veronica Lario, nome d'arte di Miriam Bartolini (Bologna, 19 luglio 1956), attrice, che sposa nel 1990.

Dopo le prime saltuarie esperienze lavorative giovanili come cantante e intrattenitore sulle navi da crociera insieme all’amico Fedele Confalonieri e come venditore porta a porta di scope elettriche insieme all’amico Guido Possa, iniziò l’attività di agente immobiliare e, nel 1961, fondò la Cantieri Riuniti Milanesi Srl insieme al costruttore Pietro Canali. Il primo acquisto immobiliare fu un terreno in via Alciati a Milano, per 190 milioni di lire, grazie alla fideiussione del banchiere Carlo Rasini (titolare e cofondatore della Banca Rasini, nella quale lavorava il padre di Silvio).

Nel 1963 fonda la Edilnord Sas, in cui è socio d'opera accomandatario, mentre Carlo Rasini e il commercialista svizzero Carlo Rezzonico sono soci accomandanti. In quest'azienda, Carlo Rezzonico fornisce i capitali attraverso la finanziaria Finanzierungsgesellschaft für Residenzen AG di Lugano. Gli anonimi capitali della finanziaria svizzera vengono in parte depositati presso l'International Bank di Zurigo e pervengono alla Edilnord attraverso la Banca Rasini.

Nel 1964, l'azienda di Berlusconi apre un cantiere a Brugherio per edificare una città modello da 4.000 abitanti. I primi condominî sono pronti già nel 1965, ma non si vendono con facilità.

Nel 1968 nasce la Edilnord Sas di Lidia Borsani e C. (la Borsani è cugina di Berlusconi), generalmente chiamata Edilnord 2, acquistando 712 mila m² di terreni nel comune di Segrate, dove sorgerà Milano Due, a seguito alla dichiarazione del '71 con cui il consiglio dei Lavori Pubblici dichiara ufficialmente residenziale il suolo ed a seguito della concessione delle licenze edilizie da parte del comune di Segrate. La vicenda con cui ottenne a Roma il cambio di talune rotte aeree dell'aeroporto di Linate - le cui intollerabili onde sonore, superiori a cento decibel, rendevano improficuo l'investimento e difficoltosa la vendita degli appartamenti - fu ricostruita da Camilla Cederna come frutto di un'intensa attività di lobbying presso i Ministeri competenti: lo stesso Berlusconi, ricordando anni dopo la sua frequentazione dei ministeri romani di quegli anni, dichiarerà che offire un mazzo di rose ad una segretaria gli aprì le porte di molti uffici di direttori generali.

Nel 1972 viene liquidata la Edilnord e creata la Edilnord Centri Residenziali Sas di Lidia Borsani, quest'ultima socia accomandante, con i finanziamenti della Aktiengesellschaft für Immobilienlagen in Residenzzentren AG di Lugano.

Nel 1973 viene fondata la Italcantieri Srl, trasformata poi in Spa nel 1975, con Silvio Berlusconi quale presidente. I capitali sono di due fiduciarie svizzere e precisamente della Cofigen, legata al finanziere Tito Tettamanti e alla Banca della Svizzera Italiana, e della Eti AG Holding di Chiasso, il cui amministratore delegato è Ercole Doninelli. Nello stesso anno, tramite l'avvocato Cesare Previti, Berlusconi acquista ad Arcore, pagandola ad un prezzo di favore, la Villa San Martino ed alcuni terreni contigui. La proprietà gli è venduta da Annamaria Casati Stampa di Soncino, ereditiera da una nota famiglia nobiliare lombarda, rimasta orfana nel 1970 e in difficoltà finanziarie a causa di debiti con il fisco, di cui l'avvocato Previti è tutore legale.

Nel 1974 viene costituita a Roma l'Immobiliare San Martino, amministrata da Marcello Dell'Utri (amico di Berlusconi fin dagli anni universitari con Fedele Confalonieri), con il finanziamento di due fiduciarie della Banca Nazionale del Lavoro (BNL), la Servizio Italia Fiduciaria Spa e la Società Azionaria Fiduciaria.

Nel 1977, a coronamento di questa ampia e riuscita attività edilizia, Silvio Berlusconi viene nominato cavaliere del lavoro dal presidente della Repubblica Giovanni Leone.

Nel gennaio 1978 viene liquidata la Edilnord per dare vita alla Milano 2 Spa, costituita a Segrate dalla fusione con l'Immobiliare San Martino Spa.

Dopo l'esperienza in campo edilizio Berlusconi allarga il proprio raggio d'affari anche al settore della comunicazione e dei media. Nel 1976, infatti, la sentenza n. 202 della Corte costituzionale apre la strada all'esercizio dell'editoria televisiva anche ad emittenti locali, fino ad allora appannaggio soltanto dello Stato.

Nel 1978 rileva Telemilano dal fondatore Giacomo Properzj. Si tratta di una televisione via cavo, operante dall'autunno del 1974 nella zona residenziale di Milano 2. A tale società due anni dopo viene dato il nome di Canale 5 ed assume la forma di rete televisiva a livello nazionale, comprendente più emittenti. Sempre nel 1978, Berlusconi fonda Fininvest, una holding che coordina tutte le varie attività dell'imprenditore.

Il canale nel 1981 trasmette il Mundialito, un torneo di calcio fra nazionali sudamericane ed europee, compresa quella italiana. Per tale evento, nonostante gli iniziali pareri sfavorevoli da parte di ministri del governo Forlani, ottiene dalla RAI l'uso del satellite e la diretta per la trasmissione in Lombardia, mentre nel resto d'Italia l'evento viene trasmesso in differita.

A partire dal 1981, Berlusconi inizia ad utilizzare la propria rete di emittenti locali come se fosse un'unica emittente nazionale: registrando con un giorno d'anticipo tutti i programmi e le pubblicità e trasmettendo il tutto il giorno seguente in contemporanea in tutta Italia.

Nel 1982 il gruppo si allarga con l'acquisto di Italia 1 dall'editore Edilio Rusconi e di Rete 4 nel 1984 dal gruppo editoriale Arnoldo Mondadori Editore (all'epoca controllato dall'editore Mario Formenton).

Nel 1984 i pretori di Torino, Pescara e Roma oscurano le reti Fininvest per violazione della legge che proibiva alle reti private di trasmettere su scala nazionale. L'azione giudiziaria viene fermata dopo pochi giorni dal governo guidato da Bettino Craxi che con un apposito decreto legge legalizza la situazione della Fininvest.

Il gruppo Fininvest riesce perciò, seppur con strumenti non legali per la legislazione di quegli anni, a spezzare l'allora monopolio televisivo RAI. Nel 1990 fu la Legge Mammì a stabilizzare le situazione presente rendendo definitivamente legale la diffusione a livello nazionale di programmi radiotelevisivi privati.

Negli anni seguenti il gruppo si diffonde in Europa: in Francia fonda, nel 1986, La Cinq (la cui chiusura nel 1992 fu molto controversa), in Germania Tele 5 nel 1987 (si legge Telefünf; chiuderà nel 1992), in Spagna Telecinco (fondata nel 1990 e ancora oggi attiva).

Nel campo editoriale diventa, ed è, il principale editore italiano nel settore libri e periodici, in quanto azionista di maggioranza di Mondadori (in cui è confluita negli anni novanta la Silvio Berlusconi Editore, fondata dal magnate milanese negli anni ottanta e attiva nella stampa periodica, e che comprò Tv Sorrisi e Canzoni) e la Giulio Einaudi Editore (comprata dalla prima), e di alcune rilevanti case minori (Elemond, Sperling & Kupfer, Grijalbo, Le Monnier, Pianeta scuola, Frassinelli, Electa Napoli, Riccardo Ricciardi editore, Editrice Poseidona).

Nel campo della distribuzione audiovisiva, Berlusconi è stato socio dal 1994 al 2002, attraverso Fininvest, di Blockbuster Italia. Controlla inoltre il gruppo Medusa Film.

Nel 2008, Berlusconi tentò di mettere in piedi un canale storiografico online di impronta revisionista, teso a controbattere la storiografia dominante che secondo Berlusconi sarebbe controllata dalla 'sinistra'; finanziato da Fininvest e prodotto a Milano, il portale doveva chiamarsi Ovopedia, nome coniato sulla scorta di Wikipedia, ma il progetto stesso sembra essere stato abbandonato nel frattempo.

Berlusconi effettua anche investimenti nel settore delle grandi distribuzioni, acquisendo il gruppo Standa dalla Montedison nel 1988 e i Supermercati Brianzoli dalla famiglia Franchini nel 1991. Nel 1995 il gruppo Standa vende Euromercato al gruppo Promodès-GS.

Nel 1998 scorpora e vende il gruppo Standa; la parte "non alimentare" al gruppo Coin e la parte "alimentare" a Gianfelice Franchini, ex proprietario dei Supermercati Brianzoli. A tal proposito Berlusconi dichiarerà in seguito di esser stato costretto a vendere la Standa successivamente alla sua entrata in politica, affermando che in Comuni gestiti da giunte di centrosinistra non gli concedevano le necessarie autorizzazioni per aprire nuovi punti vendita. Secondo i critici di Berlusconi l'acquisizione e la successiva vendita della Standa sarebbe stata determinata dalla volontà di creare una liquidità per il gruppo Fininvest, che attraversava un difficile periodo tra il 1990 e il 1994 (egli stesso aveva asserito di essere esposto con le banche per una cifra in lire di diverse migliaia di miliardi).

Il Gruppo Fininvest, con le partecipazioni nelle società Mediolanum e Programma Italia, ha una forte presenza anche nel settore delle assicurazioni e della vendita di prodotti finanziari.

Dopo un iniziale interessamento all'acquisto dell'Inter, dal 20 febbraio 1986 Silvio Berlusconi è proprietario dell'Associazione Calcio Milan, club calcistico del quale resse la presidenza dal giorno dell'acquisto fino al 21 dicembre 2004, quando lasciò la carica a seguito dell'approvazione di una legge disciplinante i conflitti d'interesse. Ha ricoperto di nuovo la carica dal 15 giugno 2006 all'aprile 2008 quando è stato rieletto alla presidenza del Consiglio dei ministri.

Sotto la sua gestione l'AC Milan si è laureato 7 volte campione d’Italia, 5 volte campione d’Europa e 3 volte campione del mondo; ha vinto inoltre 5 Supercoppe nazionali e 5 europee nonché una Coppa Italia.

Nei primi anni novanta egli estese l’attività sportiva del Milan cambiandone il nome in Athletic Club (per mantenere l’acronimo), e trasformandolo in società polisportiva costituita comprando i titoli sportivi di società lombarde di varie discipline quali baseball, rugby, hockey su ghiaccio, pallavolo e acquistando per importi mai visti in precedenza i migliori giocatori a disposizione. La polisportiva si sciolse nel 1994 dopo la vittoria elettorale e le squadre in essa accorpate (Amatori Milano di rugby, Gonzaga Milano, già Mantova, di pallavolo, Devils Milano di hockey e Baseball Milano) seguirono destini diversi.

Le primissime prese di posizione politiche di Berlusconi in pubblico risalgono al luglio 1977, allorché sostenne la necessità che il Partito Comunista Italiano (che l'anno precedente aveva superato il 34% dei voti) "rimanesse confinato all'opposizione dall'azione di una Democrazia Cristiana trasformata in modo da recuperare al governo il Partito Socialista Italiano", alla segreteria del quale era asceso nel luglio 1976 il suo amico Bettino Craxi. L'incontro tra i due era stato propiziato nei primi anni 70 da Silvano Larini. Craxi e il PSI mostreranno per tutti gli anni successivi una significativa apertura verso le TV private, culminata con il varo del cosiddetto "decreto Berlusconi" del 16 ottobre 1984 e con la sua reiterazione attraverso il "Berlusconi bis" nel successivo 28 novembre.

In più occasioni inoltre Craxi, da presidente del consiglio, affiderà sue esternazioni alle reti di Berlusconi e ignorerà la TV di stato.

Infine, nell'ultimo periodo politico di Craxi nell'autunno 1993, in occasione di un'ennessima autorizzazione a procedere avanzata dalla magistratura contro Craxi e respinta dalla Camera, Berlusconi espresse pubblicamente la propria solidale soddisfazione.

Nel novembre 1993, in occasione delle elezioni comunali di Roma, intervistato all'uscita da un supermercato di Casalecchio, auspicò la vittoria di Gianfranco Fini, all'epoca segretario del MSI, che correva per la carica di sindaco contro Francesco Rutelli.

Nell'inverno del 1993, in seguito al vuoto politico che si era formato dopo lo scandalo di Tangentopoli, Berlusconi decide di scendere direttamente in prima persona nell'arena politica italiana. Dall'esperienza dei club dell'Associazione Nazionale Forza Italia, guidati da Giuliano Urbani e dalla diretta discesa in campo di funzionari delle sue imprese, soprattutto di Publitalia 80, nasce così il nuovo movimento politico Forza Italia. Allo stesso tempo Berlusconi dà le dimissioni da alcuni incarichi di imprenditore presso il gruppo da lui fondato (affidando la gestione ai figli o a persone di fiducia e mantenendone la proprietà), e dà vita ad uno schieramento di centrodestra con lo scopo di ridare una rappresentanza agli elettori moderati e contrapporsi ai partiti di centro-sinistra.

Si apre subito un dibattito sulle ragioni della scelta di Berlusconi che vede contrapporsi sostanzialmente due posizioni: quella di chi ne vedeva una scelta dettata dall'amor di patria e senso di responsabilità (godendo già lui di ricchezza e potere e vedendo l'ascesa degli ex-comunisti come un pericolo per l'Italia) e quella di chi ne vedeva una scelta dettata dalla convenienza personale (finalizzata a salvare le sue aziende sull'orlo del fallimento ed evitare il carcere). L'ex democristiano Ezio Cartotto che ha partecipato alla fondazione di Forza Italia racconta nel suo libro circa le origini del partito che Bettino Craxi ebbe un ruolo importante nel consigliare e spingere Berlusconi a candidarsi e fondare un nuovo partito.

L'eleggibilità di Berlusconi è anche oggetto di dibattito, in relazione all'articolo 10 della legge n.361 del 1957, secondo cui «non sono eleggibili (...) coloro che (...) risultino vincolati con lo Stato (...) per concessioni o autorizzazioni amministrative di notevole entità economica». Nel corso della seduta del 20 luglio 1994 (con un terzo dei deputati assenti) la Giunta per le elezioni, anche grazie ad una parte degli esponenti del PDS del neo-segretario Massimo D'Alema e dei Progressisti (che votarono a favore o non parteciparono al voto), decide di rigettare il ricorso.

Berlusconi si propone come innovatore e modernizzatore dello Stato, promette una forte sburocratizzazione e riorganizzazione degli apparati pubblici, ed un forte ridimensionamento della disoccupazione promettendo un milione di posti di lavoro.

Sovvertendo tutte le previsioni espresse dai principali quotidiani nazionali, le elezioni politiche del 27 marzo 1994 si concludono con la vittoria elettorale di Forza Italia in corsa con Alleanza Nazionale di Gianfranco Fini e con la Lega Nord di Umberto Bossi. Negli ultimi mesi di campagna elettorale, alcuni fra i volti più famosi delle reti Fininvest dichiarano in televisione il loro appoggio politico, all'interno dei programmi di intrattenimento da loro condotti, scatenando reazioni che scaturiscono nella discussa par condicio.

La prima esperienza di governo di Silvio Berlusconi ha però vita dura e breve, e si conclude nel dicembre dello stesso anno, quando la Lega Nord ritira l'appoggio al Governo. Il 22 dicembre Berlusconi rassegna le proprie dimissioni al presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. Al suo posto viene formato un governo tecnico, il governo Dini. Contemporaneamente alla caduta del primo governo la Lega Nord scatena una violenta campagna ai danni dell'ex alleato Berlusconi che viene accusato senza mezzi termini di appartenere alla mafia. Negli anni successivi il fallimento del suo governo Berlusconi attribuisce la responsabilità della caduta del suo governo all'inaffidabilità di Bossi. In seguito, anche per il riavvicinamento con la Lega Nord nel 2001, accusa la magistratura e Scalfaro, il quale, secondo lo stesso Berlusconi, avrebbe indotto Bossi a ritirare l'appoggio all'esecutivo. Polo e Lega si riconcilieranno in occasione delle elezioni politiche del 2001.

Le successive elezioni sono vinte da L'Ulivo (con l'appoggio esterno di Rifondazione Comunista), la coalizione di centrosinistra capeggiata da Romano Prodi. Berlusconi guida l'opposizione di centrodestra fino al 2001.

Durante la legislatura collabora con Massimo D'Alema alla Bicamerale, che si occupa principalmente di riforme costituzionali e giudiziarie (per approfondimenti si veda la voce sulle riforme giudiziarie dell'Ulivo).

Le elezioni del 2001 portano alla vittoria la coalizione di centrodestra capeggiata da Silvio Berlusconi. Alle elezioni Forza Italia si presenta di nuovo insieme alla Lega Nord con la coalizione della Casa delle Libertà, comprendente inoltre Alleanza Nazionale, il Centro Cristiano Democratico e i Cristiani Democratici Uniti, il Nuovo Partito Socialista Italiano e il Partito Repubblicano Italiano, mentre il centrosinistra si presenta diviso. Durante la campagna elettorale Berlusconi sigla, presso la trasmissione Porta a Porta di Bruno Vespa, il cosiddetto Contratto con gli italiani: un accordo fra lui ed i suoi potenziali elettori in cui si impegna, in caso di vittoria, a realizzare ingenti sgravi fiscali, il dimezzamento della disoccupazione, l'avviamento di centinaia di opere pubbliche, l'aumento delle pensioni minime e la riduzione del numero di reati; impegnandosi altresì a non ricandidarsi alle successive elezioni nel caso in cui almeno quattro dei cinque punti principali non fossero stati mantenuti.

Berlusconi viene per la seconda volta nominato Presidente del Consiglio, dando inizio al Governo Berlusconi II.

Durante il secondo semestre del 2003 ricopre la carica di Presidente del Consiglio dell'Unione Europea in quanto capo del Governo italiano.

Nella primavera del 2005, a seguito della pesante sconfitta della Casa delle Libertà alle elezioni regionali, si apre una rapida crisi di governo: Berlusconi si dimette il 20 aprile e dopo solo due giorni viene varato il Governo Berlusconi III che ricalca in gran parte come composizione e azione politica il precedente Governo Berlusconi II.

Durante la visita ufficiale del marzo 2006, Silvio Berlusconi è stato invitato a pronunciare un discorso ai due rami del Congresso degli Stati Uniti riuniti in seduta comune; un onore concesso precedentemente solo a De Gasperi, Craxi e Andreotti. Durante l'orazione, il presidente del consiglio ha ringraziato gli Stati Uniti per la liberazione dell'Italia, durante la seconda guerra mondiale.

Il periodo pre-elettorale è infiammato dalla pubblicazione di sondaggi, commissionati prevalentemente dai quotidiani nazionali, che prevedono una vittoria de L'Unione, la coalizione di centrosinistra formatasi a sostegno della ricandidatura di Romano Prodi alla carica di capo del governo, con circa il 5% di vantaggio rispetto alla Casa delle Libertà. Solo tre sondaggi elaborati su commissione di Berlusconi da una società statunitense attribuiscono un lieve vantaggio per la Casa delle Libertà.

Silvio Berlusconi e Romano Prodi si incontrano in due dibattiti televisivi molto seguiti, andati in onda su Raiuno. Berlusconi conclude il secondo dibattito il 3 aprile annunciando a sorpresa, di voler eliminare l'Imposta Comunale sugli Immobili (ICI) sulla prima casa. Nei giorni successivi, durante la trasmissione Radio anch'io su Radio Uno e promette anche l'eliminazione della tassa sui rifiuti.

L'esito delle elezioni del 2006 è caratterizzato da una forte incertezza perdurata fino al termine dello scrutinio delle schede e si risolve con una leggera prevalenza della coalizione di centrosinistra capeggiata da Romano Prodi, che vince le elezioni.

Dopo l'esito del voto, Berlusconi inizialmente contesta il risultato delle votazioni denunciando brogli e chiedendo il riconteggio dei voti. Successivamente giudica l'esito un «sostanziale pareggio», e suggerisce di formare un governo istituzionale di coalizione ispirato alla "Große Koalition" tedesca. La proposta è però rifiutata dai partiti del centrosinistra e dalla Lega Nord. Il governo va così a Prodi e al centrosinistra.

Le Giunte per le elezioni, attivatesi per il riconteggio delle schede bianche e nulle, nel settembre 2007 confermeranno il risultato elettorale.

Dal 16 al 18 novembre 2007 Berlusconi ha organizzato una petizione popolare per richiedere elezioni anticipate, con l'obiettivo di raccogliere almeno 5 milioni di firme. Il risultato comunicato da Sandro Bondi è stato di 7.027.734, sebbene ci sia chi ha avanzato dubbi sulla cifra e sulla verifica della regolarità delle adesioni via Internet e via SMS. Con questa cifra alla mano, il 18 novembre durante un comizio in piazza San Babila a Milano Berlusconi ha annunciato lo scioglimento di Forza Italia e la nascita del Popolo della Libertà, un nuovo soggetto politico contro i «parrucconi della politica». Il giorno successivo, in una conferenza stampa tenuta a Roma in Piazza di Pietra ha sostenuto che «il bipolarismo nella presente situazione italiana, con la frammentazione dei partiti che esiste, non è qualcosa che può funzionare per il governo del Paese» e ha dichiarato la sua disponibilità a trattare per la realizzazione di un sistema elettorale proporzionale puro con sbarramento alto per evitare il frazionamento dei partiti.

Berlusconi ha affermato che il nuovo partito «intende rovesciare la piramide del potere» e che la scelta del nome, dei valori, dei programmi, dei rappresentanti e del leader del nuovo soggetto politico spetta ai cittadini e non alle segreterie. Una successiva petizione popolare tenutasi il 1° e 2 dicembre 2007 ha stabilito, con il 63,14% delle preferenze, che il nome di tale formazione politica fosse Il Popolo della Libertà. Tale nome era già stato utilizzato per definire i partecipanti alla manifestazione contro il Governo Prodi tenutasi il 2 dicembre 2006 che aveva visto, secondo gli organizzatori, scendere in piazza 2.200.000 persone.

Durante la XV Legislatura Berlusconi come deputato è stato l'onorevole più assenteista: 4623 assenze su 4693 sedute parlamentari. Il 14 aprile 2008 la coalizione formata da Popolo della Libertà, Lega Nord e Movimento per l'Autonomia a sostegno della candidatura di Silvio Berlusconi a Presidente del Consiglio ha vinto le elezioni politiche con un'ampia maggioranza in entrambi i rami del Parlamento. Nello specifico, PdL, Lega ed MpA hanno conquistato il 46,8% (344 seggi) di voti alla Camera e il 47,3% (174 seggi) al Senato, staccando di oltre nove punti gli avversari diretti del PD in entrambi i casi. L'8 maggio 2008 ha giurato nelle mani del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano diventando per la quarta volta Presidente del Consiglio dei Ministri.

Secondo alcuni intellettuali e opinionisti, la comparsa sulla scena politica di Berlusconi avrebbe causato profonde mutazioni di costume nel tessuto civile del Paese e tra le sue diverse componenti sociali. Essi sostengono che sarebbe improprio, in un sistema democratico, esercitare al contempo azione di governo e di controllo su fonti di informazione a causa dell'influenza che i mass media (tv, radio, stampa, Internet) possono esecitare sulla società. L'opposizione ha chiesto invano a Berlusconi di rinunciare alla proprietà dei mass media giudicando anomala una simile concentrazione in mano al capo di una coalizione politica.

La tesi degli autori di tale denuncia è che in Italia ci sarebbe uno sbilanciamento mediatico, possibile veicolo di orientamento dell’opinione pubblica attraverso metodi di propaganda più o meno nascosta e che guidare una coalizione politica e, al contempo, un gruppo mediatico editoriale, è contrario ai principi di equità stabiliti dalla Costituzione italiana che, all'articolo 10 t.u. 30 marzo 1957 n.361, prevede la "ineleggibilità di coloro che in proprio o in qualità di rappresentanti legali di società o imprese private risultano vincolati allo Stato per contratti di opere o di somministrazioni oppure per concessioni o autorizzazioni amministrative di notevole entità economica".

Il regista e drammaturgo Dario Fo, lo scrittore Umberto Eco, il regista Nanni Moretti e il comico Beppe Grillo hanno rilasciato pubbliche dichiarazioni circa le conseguenze che i valori veicolati dai media di Berlusconi potrebbero avere, secondo la loro opinione, alla lunga sulla stessa società civile, indirizzandone gusti e tendenze allo scopo di favorire la sua parte politica.

Secondo il settimanale cattolico Famiglia Cristiana ci sarebbe un deterioramento del costume politico e l'imbarbarimento dei valori inerenti la sfera sociale a seguito della continua riproposizione di un modello di tipo "americano", vale a dire fondato sull'avere piuttosto che sull’essere, dunque lontano dai modelli proposti dalla dottrina cattolica. La sala stampa vaticana in merito a questa opinione di Famiglia Cristiana ha precisato che: "Famiglia Cristiana è una testata importante della realtà cattolica ma non ha titolo per esprimere la linea della Santa Sede né della Conferenza episcopale italiana".

Per avviare la sua attività imprenditoriale nel 1961 nel campo dell'edilizia Berlusconi ottiene una fideiussione dalla Banca Rasini. Nella società fondata da lui e Pietro Canali impegna 10 milioni di lire che anni dopo sosterrà fossero suoi risparmi guadagnati con la sua attività di intrattenitore e venditore di elettrodomestici. In realtà, quei 10 milioni provengono dalle tasche di suo padre Luigi, procuratore della Banca Rasini.

Riguardo invece all'origine di alcuni finanziamenti, provenienti da conti svizzeri alla Fininvest negli anni 1975-1978, dalla fondazione all'articolazione in 22 holding, (i quali ammontavano a 93,9 miliardi lire dell'epoca) Berlusconi, interrogato in sede giudiziaria dal P.M. Antonio Ingroia, si avvalse della facoltà di non rispondere, per questo, anche a causa delle leggi svizzere sul segreto bancario, non è stato possibile accedere alle identità dei possessori dei conti cifrati inerenti al flusso di capitali transitato all'epoca e in piena disponibilità della Fininvest.

Al tempo in cui Luigi Berlusconi era procuratore generale della Banca Rasini questa entrò in rapporti d'affari con la Cisalpina Overseas Nassau Bank, nel cui consiglio d'amministrazione figuravano Roberto Calvi, Licio Gelli, Michele Sindona e monsignor Paul Marcinkus, responsabile dello IOR (Istituto per le Opere Religiose) di fatto la banca dello Stato della Città del Vaticano, che sono poi divenuti famosi alla cronaca giudiziaria. Secondo Sindona e altri collaboratori di giustizia la banca Rasini era coinvolta nel riciclaggio di denaro di provenienza mafiosa (il che spiegherebbe la grossa presenza di finanziatori svizzeri nei primi anni di attività di Berlusconi).

Nel 1999 Francesco Giuffrida, vicedirettore della Banca d'Italia a Palermo, durante il processo Dell'Utri, sostenne, in una consulenza da lui eseguita per conto della Procura di Palermo riguardante la ricostruzione degli apporti finanziari intervenuti alle origini del gruppo Fininvest tra gli anni 1975-1984, che non era possibile identificare la provenienza di alcuni fondi Fininvest del valore di 113 miliardi di lire dell'epoca in contanti e assegni circolari (corrispondenti a circa trecento milioni di euro odierni). La questione riguardava i sospetti di presunti contributi di capitali mafiosi all'origine della Fininvest.

Querelato per diffamazione da Mediaset, nel 2007 Giuffrida giunse a un accordo transattivo con i legali di questa. Con l'accordo il consulente della Procura ha riconosciuto i limiti delle conclusioni rassegnate nel proprio elaborato e delle dichiarazioni fornite durante il processo (definite incomplete e parziali a causa della scadenza dei termini di indagine che non gli avevano permesso di approfondire a sufficienza l'origine di otto transizioni dubbie) e la dichiarazione conseguente che tutte le "operazioni oggetto del suo esame consulenziale erano tutte ricostruibili e tali da escludere l'apporto di capitali di provenienza esterna al gruppo Fininvest".

Berlusconi, essendo iscritto alla loggia massonica Propaganda 2 di Licio Gelli aveva accesso a finanziamenti altrimenti inottenibili: la Commissione parlamentare d'inchiesta sulla loggia massonica P2, infatti, affermò, nella relazione di maggioranza di tale Commissione firmata da Tina Anselmi, che alcuni operatori appartenenti alla Loggia (tra cui Genghini, Fabbri e Berlusconi), trovarono appoggi e finanziamenti presso le banche ai cui vertici risultavano essere personaggi inclusi nelle liste P2 al di là di ogni merito creditizio.

Le ipotesi di riciclaggio non hanno mai trovato conferma, anche a causa del segreto bancario vigente in Svizzera.

Stando alle dichiarazioni dello stesso Silvio Berlusconi, fu la liquidazione del padre, Luigi Berlusconi, divenuto poi collaboratore del figlio all'Edilnord e in molti altri momenti cruciali della sua vita imprenditoriale, che servì a finanziare gli inizi della sua attività imprenditoriale e a costituire la metà del capitale dei Cantieri Riuniti Milanesi. Silvio Berlusconi si definisce un uomo che si è fatto da solo perché il suo successo - stando a queste dichiarazioni - si basa sulle sue "capacità imprenditoriali", sul suo "fiuto per gli affari", sul suo "lavoro indefesso" e su una serie di "fortuite circostanze" che gli avevano garantito la fiducia dei vari finanziatori.

Nella prima metà degli anni settanta diverse organizzazioni criminali (non ultima la mafia) usavano, per autofinanziarsi, ricorrere alla pratica del sequestro di persona nei confronti di imprenditori (o di loro familiari) non molto noti al grande pubblico e Berlusconi, all'epoca già padre di due figli, era tra questi: il 7 luglio 1974 l'avvocato palermitano Marcello Dell'Utri (all'epoca collaboratore di Berlusconi e che in seguito fu eletto senatore per il partito da quest'ultimo fondato), mise in contatto Berlusconi con Vittorio Mangano. L'incontro avvenne nella neoacquistata villa San Martino ad Arcore, e il motivo ufficiale della presenza di Mangano fu quello di assumere le mansioni di fattore e stalliere. In realtà, Mangano si occupò anche della sicurezza della villa e dell'incolumità dei figli di Berlusconi, che usava anche accompagnare a scuola. Disse anni dopo Dell'Utri: «Berlusconi ha assunto Mangano, gliel'ho presentato io, è verissimo, tra tante persone che c'erano in concorso per quella posizione, e ai quali Berlusconi ha addirittura affidato la casa, e il signor Mangano accompagnava anche i figli di Berlusconi a scuola. Non vedo niente di strano nel fatto che io abbia frequentato in questa maniera il signor Mangano, e lo frequenterei ancora adesso». Vittorio Mangano si licenziò nel 1976. A suo carico, nel periodo successivo all'impiego a villa San Martino, una condanna per traffico di droga e un'altra per associazione mafiosa semplice. Fu inoltre sospettato del rapimento di Luigi D'Angerio, che avvenne nella notte di Sant'Ambrogio del 1974, subito dopo una cena ad Arcore. La Procura della Repubblica di Palermo sostiene che Marcello Dell'Utri era a conoscenza dei precedenti penali di Mangano. Al tempo in cui Dell'Utri, infatti, lasciò l'impiego in banca per diventare collaboratore di Berlusconi, e successivamente chiamò Mangano ad Arcore, la locale stazione dei Carabinieri ricevette un'informativa dai loro colleghi palermitani che segnalava Mangano quale persona con precedenti giudiziari e Dell'Utri quale persona che era informato di ciò.

Il 26 maggio 1975 una bomba esplose nella villa di Berlusconi in via Rovani a Milano, provocando ingenti danni con lo sfondamento dei muri perimetrali e il crollo del pianerottolo del primo piano.

Berlusconi, dopo aver ricevuto varie minacce, si trasferì per qualche mese con la famiglia in Svizzera e successivamente in Spagna.

Il 28 novembre 1986 un altro attentato alla villa milanese creò unicamente danni alla cancellata esterna. Berlusconi, nel mezzo di un'intercettazione telefonica, commentò con Dell'Utri l'attentato definendolo scherzosamente un atto fatto «con affetto», proseguendo sullo stesso tono che «secondo me, come un altro manderebbe una lettera o farebbe una telefonata, lui metterebbe una bomba» e sottolineando che la natura del gesto è da ricercarsi nel fatto «che non sa scrivere». Contrariamente a quanto Berlusconi pensava, invece, l'attentato non è attribuibile a Mangano in quanto all'epoca del fatto era detenuto. Esso è ascrivibile altresì (come risulta dalle dichiarazioni di Antonino Galliano) alla mafia catanese: una volta raccordatosi con il suo sodale Nitto Santapaola di Catania, Totò Riina, il capo di Cosa nostra, aveva, come si suol dire, «preso in mano la situazione» relativa a Berlusconi e Dell'Utri, che, come si è visto (per concorde dichiarazione di Ganci, Anzelmo e Galliano), sarebbe stata sfruttata non soltanto per fini prettamente estorsivi, ma anche per potere “agganciare” politicamente Bettino Craxi.

Un rapporto della Criminalpol del 13 aprile 1981 recita che «L'aver accertato attraverso la citata intercettazione telefonica il contatto tra Mangano Vittorio, di cui è bene ricordare sempre la sua particolare pericolosità criminale, e Dell'Utri Marcello ne consegue necessariamente che anche la Inim spa e la Raca spa (società per le quali il Dell'Utri svolge la propria attività), operanti in Milano, sono società commerciali gestite anch'esse dalla mafia e di cui la mafia si serve per riciclare il denaro sporco, provento di illeciti».

Sull'attività di Mangano nello stesso periodo in cui prestava servizio come stalliere di Berlusconi il giudice Paolo Borsellino rilasciò, poco prima di essere ucciso in un attentato mafioso, un'intervista a un giornalista francese nella quale definiva il Mangano come una delle teste di ponte di Cosa Nostra nel nord Italia. Mangano morì in carcere nel 2000, pochi giorni dopo essere stato condannato all'ergastolo per duplice omicidio. Dell'Utri commentò, in seguito, che Mangano era un eroe , concetto poi ribadito successivamente da Berlusconi stesso.

La procura di Palermo ha indagato su Silvio Berlusconi e su Marcello Dell'Utri per concorso esterno in associazione mafiosa e riciclaggio di denaro sporco. Nel 1998 la posizione di Berlusconi è stata archiviata al termine delle indagini preliminari, che erano state prorogate per la massima durata prevista dalla legge mentre Dell'Utri è stato rinviato a giudizio. Nel 2004 Dell'Utri è stato poi condannato in primo grado a Palermo a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa; secondo la sentenza Forza Italia sarebbe stata fondata per fornire nuovi agganci politici alla mafia e Dell'Utri sarebbe stato l'intermediario tra l'organizzazione mafiosa cosa nostra e Silvio Berlusconi fin dal 1974. Il processo di appello è ancora in corso.

La creazione di un gruppo di canali televisivi appariva di fatto in contrasto con la legge in vigore e con le sentenze della Corte costituzionale che, sin dal 1960 (n. 59/1960), aveva mostrato il suo orientamento in materia. Un tema ripreso anche dal più recente pronunciamento del 1981, dove veniva riaffermata la mancanza di costituzionalità nell'ipotesi di permettere ad un soggetto privato il controllo di una televisione nazionale, considerando questa possibilità, visti gli spazi limitati a disposizione, come una lesione al diritto di libertà di manifestazione del proprio pensiero, garantito dall'articolo 21 della Costituzione.

Tre pretori da Roma, Milano e Pescara (tra cui Giuseppe Casalbore) intervennero il 16 ottobre 1984, disponendo - in base al codice postale dell'epoca - il sequestro nelle regioni di loro competenza del sistema che permetteva la trasmissione simultanea nel Paese dei tre canali televisivi. In conseguenza di ciò e per protesta, le emittenti Fininvest interessate dal provvedimento apposero sul video un messaggio, rinunciando ad una programmazione canonica.

Dopo quattro giorni, il 20 ottobre 1984, il governo di Bettino Craxi, intervenne direttamente nella questione aperta dalla magistratura emanando un decreto legge in grado di rimettere in attività il gruppo. Ma il 28 novembre il Parlamento, invece di convertirlo in legge, lo rifiutava in quanto incostituzionale, permettendo alla magistratura di riprendere l'azione penale contro Fininvest. Craxi varò quindi il 6 dicembre 1984 un nuovo decreto, ponendolo al Parlamento tramite la questione di fiducia e ottenendone l'approvazione. La Corte Costituzionale esaminò la legge solo tre anni dopo, mantenendola in vigore, ma sottolineandone la dichiarata transitorietà.

Nel 1990 con la legge Mammì si tornava a legiferare in materia e veniva stabilito che non si poteva essere proprietari di più di tre canali, senza l'introduzione, però, di limiti che compromettessero l'estensione assunta televisivamente dalle reti di Berlusconi. L'approvazione della legge rinnovava forti polemiche e cinque ministri del Governo Andreotti si dimisero per protesta. Berlusconi, essendo state decise anche norme volte a impedire posizioni dominanti contemporaneamente nell'editoria di quotidiani, venne costretto a cedere le proprie quote della società editrice del Giornale, vendendole al fratello Paolo Berlusconi.

Nel 1994 una nuova sentenza della Corte (la n. 420) dichiarava incostituzionale parte della legge, richiamando la necessità di porre limiti più stretti nella concentrazione di possedimenti in campo mediatico.

Berlusconi continua, quindi, ad operare nel settore tramite l'azienda Mediaset (nata nel 1995, dallo scorporo delle attività televisive della Fininvest), con concessioni a valenza transitoria.

L’iscrizione di Berlusconi alla loggia massonica P2 avviene il 26 gennaio 1978 nella sede di via Condotti a Roma, all'ultimo piano del palazzo che ospita il gioiellere Bulgari insieme a Roberto Gervaso ; la tessera è la n. 1816, codice E. 19.78, gruppo 17, fascicolo 0625, come risulta dai documenti e dalle ricevute sequestrate ai capi della loggia. Berlusconi ha negato la sua partecipazione alla P2, ma ha ammesso in tribunale di essere stato iscritto. Nell'autunno del 1988 (nel corso di un processo contro due giornalisti accusati di averlo diffamato celebrato dal tribunale di Verona), Berlusconi dichiarò: «Non ricordo la data esatta della mia iscrizione alla P2, ricordo comunque che è di poco anteriore allo scandalo. Non ho mai pagato una quota di iscrizione, né mai mi è stata chiesta».

Per tali dichiarazioni il pretore di Verona Gabriele Nigro ha avviato nei confronti di Berlusconi un procedimento per falsa testimonianza. Al termine il magistrato veronese ha prosciolto in istruttoria l'imprenditore perchè il fatto non costituisce reato . Il sostituto procuratore generale Stefano Dragone ha però successivamente impugnato il proscioglimento e la Corte d'appello di Venezia ha avviato un nuovo procedimento in esito al quale ha stabilito che «Berlusconi, deponendo davanti al Tribunale di Verona nella sua qualità di teste-parte offesa, ha dichiarato il falso» ma che «il reato attribuito all’imputato va dichiarato estinto per intervenuta amnistia».

Successivamente dichiarò: "Non sono mai stato piduista, mi mandarono la tessera e io la rispedii subito al mittente: comunque i tribunali hanno stabilito che gli iscritti alla P2 non commisero alcun reato, e quindi essere stato piduista non è titolo di demerito". In altra occasione, ha affermato che la P2 "per la verità allora appariva come una normalissima associazione, come se fosse un Rotary, un Lions, e non c'erano motivi, per quello che se ne sapeva, per pensare che la cosa fosse diversa. Io resistetti molto a dare la mia adesione, e poi lo feci perché Gervaso insistette particolarmente dicendomi di rendere ma cortesia personale a lui".

Secondo la Commissione parlamentare d'inchiesta Anselmi la loggia massonica era "eversiva". Essa fu sciolta con un'apposita legge, la n. 17 del 25 gennaio 1982.

La P2 era "un'organizzazione che mirava a prendere il possesso delle leve del potere in Italia attraverso il «piano di rinascita democratica», un elaborato a mezza via tra un manifesto e uno «studio di fattibilità». Conteneva una sorta di ruolino di marcia per la penetrazione di esponenti della loggia nei settori chiavi dello Stato, indicazioni per l'avvio di opere di selezionato proselitismo e anche un preventivo dei costi per l'acquisizione delle funzioni vitali del potere". Il Piano programmava la dissoluzione dei partiti e la costruzione di due poli organizzati in club territoriali e settoriali; tendeva al monopolio dell'informazione, al controllo della banche, alla Repubblica presidenziale e al controllo della magistratura da parte del potere politico.

Secondo il fondatore della P2 Licio Gelli, Berlusconi "ha preso il nostro Piano di rinascita e lo ha copiato quasi tutto". Anche il vescovo di Ivrea Luigi Bettazzi rimprovera al primo governo Berlusconi, al momento della sua caduta (1995), di essere "l'attuazione fatta e programmata da Berlusconi del Piano di rinascita democratica proposto dalla Loggia P2 già nel 1976". D'altra parte, l'affermazione di Gelli sottointende una certa estraneità di Berlusconi al tentativo che la loggia fece di attuare il suo piano, mentre, al di là delle analogie reali o apparenti, i contatti tra Berlusconi e personaggi legati alla loggia appaiono piuttosto concreti e provati e viaggiano per le vie degli affari, in particolare attraverso il canale internazionale rappresentato dal Banco Ambrosiano. Nell'organigramma complessivo della P2, incentrato, come detto, sulla segreta penetrazione dei più diversi luoghi del potere (finanza, politica, media), il ruolo dei giornali e della televisione appare decisivo. Lo stesso Gelli ha anche affermato: "Il vero potere risiede nelle mani di chi ha in mano i mass media".

A partire dal 1985, gli archivi di Gelli testimoniano l'intervento della P2 nell'acquisizione da parte di Berlusconi dell’allora più diffuso settimanale popolare italiano, Tv Sorrisi e Canzoni. La transazione, se vista come una delle tante compiute all'interno della stessa intricata ragnatela di imprese legate al sistema creditizio vaticano, risulta quasi solo un passaggio di consegna per la realizzazione del programma. È il giugno del 1983 quando la consociata all'estero Ambrosiano Group Banco Comercial di Managua cede a Berlusconi il 52% del pacchetto azionario della rivista. A interessarsi dell'affare sono i finanzieri Roberto Calvi e Umberto Ortolani. A seguito della presentazione delle conclusioni della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla P.2, la loggia fu sciolta per legge in ragione dei «fini eversivi» che si prefiggeva. Gelli fu condannato e arrestato, benché al riguardo Berlusconi sostenne di essere «...sempre in curiosa attesa di conoscere quali fatti o misfatti siano effettivamente addebitati a Licio Gelli...».

Al momento del suo ingresso ufficiale in politica (1993), Berlusconi presentò un partito la cui struttura e programma parvero ad alcuni, simili a quelle prefigurate nel disegno eversivo della P2: «Club dove siano rappresentati... operatori imprenditoriali, esponenti delle professioni liberali, pubblici amministratori» e solo «pochissimi e selezionati» politici di professione. Fin dal primo governo Berlusconi i titolari di diversi incarichi sono risultati appartenenti alle liste segrete scoperte nella residenza di Licio Gelli a Castiglion Fibocchi.

Un conflitto di interessi emerge in presenza di proprietari di imprese che vengono ad assumere cariche pubbliche. La contemporanea proprietà di società di assicurazione, di colossi dell'editoria, di imprese turistiche, e così via, acuisce questo problema nella figura di Silvio Berlusconi.

Secondo il settimanale britannico The Economist, Berlusconi, nella sua doppia veste di proprietario di Mediaset e Presidente del Consiglio, deteneva il controllo di circa il 90% del panorama televisivo italiano. Questa percentuale include sia le stazioni da lui direttamente controllate, sia quelle su cui il suo controllo può essere esercitato in maniera indiretta attraverso la nomina (o l'influenza sulla nomina) degli organismi dirigenti della televisione pubblica. Questa tesi viene respinta da Berlusconi che nega di controllare la RAI. Egli sottolinea il fatto che durante il suo governo siano stati nominati presidente della RAI persone facenti riferimento al centrosinistra, in primo luogo Lucia Annunziata. Attualmente il presidente della RAI è Claudio Petruccioli, di centro-sinistra, mentre il ruolo di direttore generale è ricoperto da Claudio Cappon. Di fatto durante il governo Berlusconi il CdA della RAI era a maggioranza di nomina della Casa delle Libertà.

Il vasto controllo sui media esercitato da Berlusconi è stato collegato da molti osservatori italiani e stranieri alla possibilità che i media italiani siano soggetti ad una reale limitazione delle libertà di espressione. L'Indagine mondiale sulla libertà di stampa (Freedom of the Press 2004 Global Survey), uno studio annuale pubblicato dall'organizzazione americana Freedom House, ha retrocesso l'Italia dal grado di "Libera" (Free) a quello di "Parzialmente Libera" (Partly Free) sulla base di due principali ragioni, la concentrazione di potere mediatico nelle mani del Presidente del consiglio Berlusconi e della sua famiglia, e il crescente abuso di potere da parte del governo nel controllo della televisione pubblica RAI. L'indagine dell'anno successivo ha confermato questa situazione con l'aggravante di ulteriori perdite di posizione in classifica.

Reporter senza frontiere dichiara inoltre che nel 2004, «Il conflitto d'interessi che coinvolge il primo ministro Silvio Berlusconi e il suo vasto impero mediatico non è ancora risolto e continua a minacciare la libertà d'espressione». Nell'aprile 2004, la Federazione Internazionale dei Giornalisti si unisce alle critiche, obbiettandosi al passaggio di una legge firmata da Carlo Azeglio Ciampi nel 2003, che i detrattori di Berlusconi ritengono sia destinata a proteggere il suo controllo dichiarato del 90% dei media nazionali.

Il centrosinistra, al governo dal 1996 al 2001, non intervenne invece sul tema del conflitto d'interessi. Nel 2003 Luciano Violante, allora capogruppo DS alla Camera, dichiarò in Parlamento che il centrosinistra aveva dato nel 1994 la garanzia a Berlusconi e Letta che le "televisioni non sarebbero state toccate" con il cambio di governo. Inoltre sottolineò che nel 1994 ha votato a favore per l'eleggibilità di Berlusconi a deputato quando essa fu contestata (la Costituzione nega l'eleggibilità per i concessionari dello Stato) e rimarcò il fatto che durante il governo di centrosinistra il fatturato di Mediaset era cresciuto di 25 volte.

A tutt'oggi il conflitto di interessi non è stato ancora risolto da nessun governo.

Con la locuzione legge ad personam si intende un provvedimento promulgato ad hoc a scopi prettamente personali.

Anche se non rientra nel novero delle leggi, possiamo citare a tal proposito il ricorso del governo contro la legge della regione Sardegna al divieto di costruire a meno di due chilometri dalle coste (ricorso n. 15/2005 alla legge regionale 8/2004) (che bloccava, tra l'altro, l'edificazione di "Costa Turchese", insediamento di 250.000 metri cubi della Edilizia Alta Italia di Marina Berlusconi).

I tre non vennero più chiamati a condurre programmi in RAI: di fatto la nuova dirigenza RAI insediatasi all'epoca del governo Berlusconi e da esso spronata a prendere provvedimenti, espulse Biagi, Santoro e Luttazzi da tutte le programmazioni televisive. La situazione perdurò fino al 2006 quando, in seguito ad azioni giudiziarie che li hanno visti vincenti sulla dirigenza RAI, Biagi e Santoro hanno ripreso a condurre programmi giornalistici.

La situazione di Retequattro è incerta dalla fine degli anni ottanta, dove si iniziò a discutere di concentrazione dei mezzi di informazione, in seguito all'acquisto della Mondadori da parte di Fininvest. Tale situazione perdura tutt'oggi nonostante la giurisprudenza si è pronunciata in più occasioni sulla destinazione del canale, il quale avrebbe dovuto migrare dal sistema analogico a quello digitale e le cui frequenze analogiche sarebbero dovute passare ad un diverso concessionario, vincitore legittimo della gara d'appalto: Francesco Di Stefano, proprietario dell'emittente televisiva Europa 7 . Con la legge Gasparri Retequattro ha potuto invece continuare a trasmettere in chiaro senza risolvere la succitata discriminazione. Tale legge a luglio 2006 è stata bocciata dall'Unione Europea, che ha chiesto all'Italia di cambiare le regole sulla tv, altrimenti scatterebbe una multa di 300.000 euro al giorno.

Berlusconi ha sempre avuto rapporti contrastati con la televisione pubblica, da lui spesso accusata di essere, se non totalmente schierata a sinistra, per gran parte controllata dai partiti dell'opposizione (soprattutto Raitre, definita da Berlusconi «una macchina da guerra contro il Presidente del Consiglio»). Questa visione è ovviamente ribaltata secondo il punto di vista dei suoi oppositori che lo accusano di averla pesantemente occupata nel periodo in cui è stato capo del governo.

È del 12 marzo 2006 (durante la campagna elettorale per le elezioni politiche) la polemica, in occasione del programma di Raitre, "In 1/2 h" (In mezz'ora), tra Berlusconi che accusava la conduttrice Lucia Annunziata di muoversi sulla base di posizioni di pregiudizio nei suoi confronti e di aperta partigianeria in appoggio della sinistra, e la giornalista stessa che gli rimproverava l'incapacità di trattare con i giornalisti. Silvio Berlusconi lasciò lo studio dopo 17 minuti.

Nel dicembre 2007 è stato divulgato l'audio di una intercettazione telefonica di un dialogo tra Berlusconi, allora capo dell'opposizione, e Agostino Saccà, direttore generale della RAI che ha provocato reazioni di scandalo nei media. L'intercettazione proveniva da un'inchiesta della procura di Napoli che vedeva Berlusconi indagato per corruzione.

Nella telefonata si ascolta Saccà esprimere una posizione di appassionato appoggio politico a Berlusconi e di critica per il comportamento degli alleati. Berlusconi sollecita Saccà a mandare in onda una trasmissione voluta da Umberto Bossi e Saccà si lamenta del fatto che ci sono persone che hanno diffuso voci su questo accordo provocandogli problemi. Berlusconi poi chiede a Saccà di dare una sistemazione in una fiction ad una ragazza spiegando in modo molto esplicito che questo servirebbe per uno scambio di favori con un senatore della maggioranza che lo aiuterebbe a far cadere il governo. Saccà saluta esortando Berlusconi a impadronirsi della maggioranza quanto prima possibile.

Berlusconi ha sostenuto in sua difesa: "lo sanno tutti nel mondo dello spettacolo, in certe situazioni in Rai si lavora soltanto se ti prostituisci oppure se sei di sinistra. Io ho fatto diversi interventi per personaggi che non sono di sinistra e che sono stati messi completamente da parte dalla Rai".

Nel quarto governo Berlusconi, l'onorevole Mara Carfagna, ex showgirl, è stata scelta per ricoprire il ruolo di ministro delle Pari Opportunità.

Secondo il quotidiano argentino El Clarin alcune intercettazioni avrebbero prodotto materiale non penalmente rilevante riguardante presunti favori sessuali ottenuti dal premier Berlusconi in cambio della poltrona da ministro. Di tali intercettazioni esisterebbero ormai solo copie, essendo stati distrutti, ai sensi della legge, gli originali in quanto non rilevanti ai fini del processo per corruzione a carico di Berlusconi.

Dell'esistenza delle intercettazioni parlarono prima Sabina Guzzanti durante la manifestazione di piazza Navona l'8 luglio 2008, poi il deputato PdL Paolo Guzzanti sul suo blog, ritenendo esistessero «proporzionati motivi per temere che la signorina in questione occupi il posto per motivi che esulano dalla valutazione delle sue capacità di servitore dello Stato, sia pure apprendista».

Le dichiarazioni sortirono una citazione in sede civile per Sabina Guzzanti. Anche al padre, il deputato PdL Paolo Guzzanti arriva una minaccia di querela, a cui risponde: "Mi è capitato di imbattermi in persone, parlo di membri del parlamento, che mi hanno raccontato di avere letto le intercettazioni e di avere da esse tratto certe sensazioni e a loro parere fondate sulla vicenda. Se dovessi essere chiamato da un magistrato per difendermi sarei pronto a dire i nomi di questi autorevoli membri del parlamento", la vicenda si conclude quindi con una riconciliazione formale e con una precisazione:" Parlavo di una questione più generale: se i ministri debbano essere nominati solo perché in rapporti molto personali".

Silvio Berlusconi è stato oggetto di numerosi procedimenti penali, nessuno dei quali si è concluso con una sentenza definitiva di condanna.

Alcuni di questi procedimenti sono stati archiviati in fase di indagine; a seguito di altri è stato instaurato un processo nel quale Berlusconi è stato assolto. In altri processi, infine, sono state pronunciate, in primo grado o in appello, sentenze di condanna per reati quali corruzione giudiziaria, finanziamento illecito a partiti e falso in bilancio. In alcuni casi, dopo un esito del primo o del secondo grado di giudizio sfavorevole a Berlusconi, i procedimenti non si sono conclusi con una sentenza di condanna: ciò grazie a sopravvenuta amnistia, al riconoscimento di circostanze attenuanti che, influendo sulla determinazione della pena, hanno comportato il sopravvenire della prescrizione oppure a nuove norme, molte volte promulgate dal suo stesso governo, che hanno modificato le pene e la struttura di taluni reati a lui contestati, come nel caso della depenalizzazione del reato di falso in bilancio. Dette norme, approvate in Parlamento dalla maggioranza di centro-destra, in taluni casi hanno imposto una valutazione di non rilevanza penale di alcuni dei fatti contestati, poiché il fatto non è più previsto dalla legge come reato; in altri casi la relativa riduzione delle pene previste per le nuove fattispecie di reato ha fatto sì che i termini di prescrizione maturassero prima che fosse pronunciata sentenza definitiva.

Il 30 gennaio 2008 Silvio Berlusconi è stato prosciolto dalla I sezione penale del Tribunale di Milano per l'accusa di falso in bilancio nel processo SME, in quanto il fatto commesso, a seguito della riforma promossa dal governo Berlusconi II , non costituisce più reato.

Su molti dei procedimenti giudiziari contro Berlusconi, alcuni dei quali ancora in corso, c'è acceso dibattito tra i suoi sostenitori e i suoi detrattori.

Un tratto distintivo del modo di porsi di Berlusconi nei confronti del pubblico è il frequente ricorso all'uso di battute ironiche e/o sarcastiche che, insieme alla narrazione di barzellette, hanno l'effetto di "freddare" gli interlocutori. Questa sua caratteristica è molto criticata dai suoi detrattori, che ritengono tali battute offensive nei confronti dell'avversario e poco idonee al ruolo istituzionale che ricopre. I suoi sostenitori ritengono che l'umorismo di Berlusconi sia parte integrante della sua immagine pubblica di uomo dell'ottimismo e della speranza. Tuttavia, non di rado questa tendenza l'ha portato a dichiarazioni che poi ha smentito, ritrattato o declassato a battute umoristiche. Altre volte, tali dichiarazioni hanno fatto temere ripercussioni nei rapporti internazionali.

Durante una seduta del Parlamento Europeo, Berlusconi ha replicato all'eurodeputato socialista tedesco Martin Schulz, il quale in un intervento aveva criticato il premier italiano per i suoi guai giudiziari e lo aveva accusato di esportare il conflitto di interessi nel resto d'Europa, dicendo: «Signor Schulz, so che in Italia c'è un produttore che sta facendo un film sui campi di concentramento nazisti. La suggerirò per il ruolo di kapò, lei sarebbe perfetto..."». L'aula dopo l'iniziale stupore reagì con urla di disapprovazione nei confronti del premier. In seguito Berlusconi dichiarò: «Era solo una battuta per cui è scoppiato a ridere l’intero Parlamento. Un’osservazione di venti secondi poiché volevo allentare l’atmosfera. La vicenda è stata enormemente gonfiata dalla sinistra». Successivamente il Cavaliere aggiunse: «In Italia tengono banco da decenni storielle sull’Olocausto. Gli italiani sanno scherzare sulle tragedie per superarle», provocando le proteste della comunità ebraica.

Durante la foto di gruppo dei ministri degli Esteri, nella città spagnola di Caceres, Berlusconi che all'epoca era titolare ad interim della Farnesina, fece le corna ad un collega. Dopo le polemiche, il Cavaliere spiegò che l'aveva fatto solo per far divertire un gruppo di giovani boy-scout.

Durante una conferenza stampa con l'allora presidente uscente della Russia, Vladimir Putin, dopo che una giornalista aveva posto al leader russo una domanda su una sua presunta relazione con una giovane ginnasta e Putin si era rifiutato di rispondere Berlusconi mimò una mitragliatrice che sparava sulla cronista. La vicenda provocò polemiche per via dell'alto numero di giornalisti assassinati in Russia.

Durante una conferenza stampa successiva ad un vertice dei leader dell'Unione Europea, Berlusconi giudicò il primo ministro della Danimarca Anders Fogh Rasmussen come "il premier più bello d'Europa" aggiungendo che lo presenterò a mia moglie perché è molto più bello di Cacciari... secondo quello che dicono in giro.

Nel corso di un G8 in Canada, mentre l'allora presidente francese Chirac teneva il suo intervento, Berlusconi si alzò e iniziò a distribuire orologi agli altri capi di Governo presenti. Molti, tra cui il quotidiano inglese The Times, giudicarono il gesto come un segno di sprezzo politico nei confronti di Chirac e degli altri politici presenti.

Di ritorno da una visita in Medio Oriente, Berlusconi spiegò ad una giornalista che Arafat gli aveva chiesto di aprire un canale televisivo nella striscia di Gaza e che lui avrebbe mandato Striscia la notizia. Arafat smentì seccamente di avergli mai chiesto una tv.

In visita ufficiale in uno stabilimento in Russia della Merloni, si avvicinò ad un gruppo di operaie e ne baciò una sul volto. Il quotidiano russo Kommersant paragonò Berlusconi ai "teppisti che aspettano negli androni bui le ragazze che rincasano".

Nel corso della campagna elettorale del 2006, Berlusconi dichiarò ad un comizio che i comunisti cinesi, ai tempi di Mao, bollivano i bambini per concimare i campi. Il Ministero degli Esteri cinese protestò giudicando le parole del Cavaliere come "affermazioni infondate" e minacciò di far saltare le relazioni fra Cina e Italia.

Ai giornalisti che gli chiedevano se ritenesse necessario un rimpasto del governo rispose che "non si occupava di paste alimentari" aggiungendo che dopo la visita in Arabia Saudita lui mangiava solo riso in bianco. Il Ministro degli Esteri saudita inviò una lettera di protesta al suo omologo italiano.

Dopo che Parma fu proclamata sede dell'agenzia alimentare europea, Berlusconi spiegò che l'agenzia non sarebbe mai potuta andare a Helsinki perché i finlandesi vanno molto fieri della renna marinata e del pesce con la polenta, mentre non sanno nemmeno cos'è il prosciutto. Inoltre aggiunse che aveva convinto la presidente finlandese, Tarja Halonen a ritirarsi sfoderando le sue "doti di playboy". La presidente Halonen convocò l'ambasciatore italiano e inviò una protesta ufficiale, mentre le associazioni di produttori finlandesi minacciarono il boicottaggio dei prodotti alimentari italiani.

Durante un vertice, Berlusconi spiegò che lui era dipinto dalla stampa come un bassotto che portava i tacchi rialzati nelle scarpe. Per dimostrare che non era così, si è tolto una scarpa e l'ha messa sul tavolo mostrando a tutti che appunto non aveva i tacchi alti.

Altro episodio che fece discutere fu la battuta sull'inferiorità della cultura islamica rispetto a quella occidentale, pronunciata poco dopo gli attentati dell'11 settembre 2001.

Intervistato da un settimanale inglese, affermò che Mussolini non avrebbe mai ucciso nessuno, ma si sarebbe limitato a "mandare la gente a fare vacanza al confino". Per tali dichiarazioni Berlusconi è stato criticato dall'opposizione . Il figlio di Giacomo Matteotti, il deputato socialista ucciso dai fascisti, ha ricordato al premier che «dagli interrogatori degli esecutori risultò evidente che il mandante dell'assassinio fu Benito Mussolini», invitandolo ad «andare sul Lungotevere, nel luogo in cui fu ucciso mio padre».

Il 10 agosto 2003 invitato quale ospite al matrimonio della figlia del premier turco Recep Tayyip Erdoğan tentò di baciarle la mano, provocando il ritrarsi imbarazzato della sposa perché tale gesto è vietato ed inopportuno per la tradizione islamica.

Il 4 aprile 2006, a meno di una settimana dalle successive elezioni politiche , durante un intervento a Confcommercio, affermòdi avere troppa stima degli italiani per credere che in giro ci siano così tanti coglioni che possano votare contro il loro interesse, cioè partiti e coalizioni a lui avversi. Nel pomeriggio, dichiarò invece che gli italiani che avrebbero votato l'Unione erano dei masochisti.

Sempre parlando al convegno di Confcommercio, Berlusconi dichiarò che la magistratura, come dimostrato dal caso del piccolo Tommaso Onofri (un bambino di tre anni rapito e ucciso da un pregiudicato) era il cancro del Paese. Sempre secondo il premier, i giudici invece di occuparsi dei criminali spendevano il denaro dei cittadini indagando sulle sue aziende per fini esclusivamente politici. In un'altra occasione aveva definito i giudici come persone mentalmente disturbate.

Il 6 febbraio 2007 scherzando sul nome del candidato leghista alle comunali di Monza (Marco Maria Mariani) affermò: I gay però stanno tutti dall'altra parte intendendo dire che gli omosessuali stanno tutti a sinistra.

Il 14 marzo 2008, in campagna elettorale, Silvio Berlusconi consiglia a una giovane precaria di sposare il figlio del presidente del consiglio o un altro milionario per risolvere i suoi problemi economici.

Poco dopo l'elezione di Barack Obama alla presidenza degli Stati Uniti, Berlusconi, durante una conferenza stampa congiunta con il presidente russo Dmitrij Medvedev al Cremlino, ha affermato: «Ho detto al presidente Medvedev che Obama ha tutto per poter andare d'accordo con lui: perché è giovane, è bello e abbronzato e quindi penso che si possa sviluppare una buona collaborazione». La frase ha suscitato polemiche perchè l'aggettivo abbronzato è stato talvolta impiegato in maniera dispregiativa nei confronti delle persone di colore. Berlusconi ha affermato che la sua dichiarazione è stata «una carineria assoluta, un grande complimento» e ha definito imbecilli coloro che hanno criticato quella dichiarazione. La notizia è stata riportata anche dalla stampa e dai media esteri.

Il 17 gennaio 2009, durante un comizio elettorale a Nuoro in Sardegna, Berlusconi racconta una "barzelletta", di particolare crudeltà e cupezza, sui prigionieri di un lager nazista: «Un kapò all'interno di un campo di concentramento dice ai prigionieri che ha una notizia buona e un'altra meno buona. Quello dice: "metà" di voi sarà trasferita in un altro campo". E tutti contenti ad applaudire... La notizia meno buona è che la parte di voi che sarà trasferita è quella che va da qui in giù...», indicando la parte del corpo dalla cintola ai piedi.

Il 6 febbraio 2009, in occasione della conferenza stampa dopo la seduta del Consiglio dei Ministri in cui è stato approvato un decreto legge (non firmato dal Capo dello Stato) per vietare la sospensione dell'alimentazione e idratazione artificiale per tutti i pazienti in stato vegetativo persistente, Berlusconi ha dichiarato: «Secondo la mia personale coscienza, dovevamo produrre ogni sforzo nelle nostre possibilità per evitare la morte di una persona che è in pericolo di vita e che non è in morte cerebrale ma che è una persona che respira in modo autonomo, una persona viva, le cui cellule cerebrali sono vive e mandano anche segnali elettrici, una persona che potrebbe anche in ipotesi generare un figlio in uno stato vegetativo che potrebbe variare, come diverse volte si è visto». Il dott. Franco Toscani, direttore scientifico dell'Istituto Maestroni per la ricerca nel campo delle cure palliative a Crema, interpellato dal Corriere della Sera, riguardo la possibilità per un paziente in stato vegetativo di generare un figlio, ha affermato: «L'idea è agghiacciante, ma da un punto di vista fisiologico si può anche ipotizzare: del resto si sono fatti esprimenti con uteri artificiali». L'opposizione e parte della società civile è insorta dichiarando estremamente preoccupanti le parole del premier sia rispetto alla legge approvata dal proprio governo che impedisce la fecondazione in vitro che in relazione ai dettami della Chiesa Cattolica.

In un comizio tenuto a Cagliari il 13 febbraio 2009 dice: «Di me hanno detto tutto i signori della sinistra che sono come quel dittatore argentino che faceva fuori i suoi oppositori portandoli in aereo con un pallone, poi apriva lo sportello e diceva: è una bella giornata, andare fuori un po’ a giocare». Alle risate della platea, aggiunge: «Fa ridere, ma è drammatico». Il governo argentino conseguentemente convoca l'ambasciatore italiano a Buenos Aires per chiarimenti.

Il 23 febbraio 2009, In occasione della conferenza stampa relativa al vertice italo-francese di Villa Madama, mentre si stava parlando del riconoscimento in Italia dei baccalaureati, secondo una ricostruzione del labiale da parte della trasmissione serale di Canal Plus "Le Grand Journal", avrebbe sussurrato a Nicolas Sarkozy: «Moi, Je t'ai donné la tua donna». Sarkozy risponde con un sorriso e torna al tema del discorso con un «je ne vais pas le répéter en public» ("non lo ripeterò in pubblico"). I media francesi hanno per questo motivo assegnato a Berlusconi un Oscar della Volgarità. Secondo note di Palazzo Chigi, sarebbe stato Canal Plus ad aver commesso la gaffe, poiché Berlusconi disse: «Tu sais que j'ai ètudiè à la Sorbonne», come le analisi successive hanno confermato.

In occasione della prima foto di rito del G20 di Londra del 2 Aprile 2009, nel silenzio in seguito al momento degli scatti, Berlusconi chiama Barack Obama a voce piuttosto alta e con accento milanese, richiamando l'attenzione di buona parte dei presenti: "Mister Obamaaa! Mister Berlusconi",. Gli altri leader ridono, e la regina Elisabetta II, apparentemente infastidita, si gira per capire da dove e da chi provenisse il richiamo, esclamando: What is it? Why does he have to shout? Why! ("Che cos'è? Ma perché deve urlare? Perchè?") scatenando ulteriori risate fra i presenti. La gaffe, ripresa in video, viene prontamente riportata sui media italiani ed internazionali. L'indomani una portavoce di Buckingham Palace stempera le polemiche sostenendo che la bacchettata della Regina era scherzosa e che la Regina non era affatto irritata dall'irritualità del primo ministro italiano..

All'arrivo al meeting della NATO il 4 aprile 2009, Berlusconi scendendo dalla sua auto ferma davanti al tappeto rosso sopra il quale lo attendeva il cancelliere tedesco Angel Merkel, è impegnato con il suo cellulare e fa cenno alla cancelliera di essere impegnato nella telefonata. La cancelliera meravigliata resta lì ad aspettarlo. Risate e battute in provenienza dai suoi collaboratori e dal pubblico intorno la dispongono di buon umore e la si intravvede ridere. Intanto il presidente del consiglio si dirige verso le rive del Reno dove ancora continua con il suo cellulare, lasciando molto sorpresi i giornalisti in sala stampa che non capivano di questo suo atteggiamento. Arriva intanto il premier albanese che viene ricevuto dalla cancelliera. Infine Angela Merkel, dopo un ultimo sguardo verso Berlusconi ancora impegnato al cellulare, scrolla le spalle e spazientita se ne va. In seguito all'episodio e a quello di 2 giorni prima a Londra, Berlusconi lamenta una stampa italiana che calunnia e rema contro minacciando interventi legislativi. In realtà né i TG della RAI né tantomeno quelli di Mediaset riportano gli episodi che invece ricevono ampia risonanza sui TG internazionali.

Sono molte nel panorama musicale italiano le canzoni che si riferiscono a Silvio Berlusconi. Nella maggior parte dei testi, non viene citato direttamente ma sottinteso con riferimenti alla sua vita privata e pubblica (ad esempio sulla sua statura, sui lifting e sulla storia della sua carriera politica e imprenditoriale). Sono quasi tutti testi critici, ma non mancano le eccezioni.

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I cammelli

I cammelli è un film del 1988, diretto dal regista Giuseppe Bertolucci.

Ferruccio Ferri (Paolo Rossi) è un giovane di Carpi appassionato di cammelli che riesce a vincere per quattro settimane di fila un programma a quiz di una televisione locale.

Il manager Camillo (Diego Abatantuono) tenta di cogliere l'effimera popolarità di Ferruccio e organizza per lui e per Miriam (Sabina Guzzanti), un'eterea quanto strampalata e stonata cantante, una turnè lungo un improbabile viaggio in cammello attraverso tutta la pianura Padana fino a Milano, dove si tiene la serata finale, nella quale Ferruccio potrebbe vincere 500 milioni di lire.

Invitati da una troupe televisiva di una imprecisata rete nazionale sul caratteristico ponte di barche di Bereguardo, sul fiume Ticino, Camillo tenta di dare un colpo alla fortuna ingaggiando una provetta nuotatrice che faccia finta di annegare, affinché Ferruccio, sotto le telecamere di tutta Italia, si dimostri anche come eroe. Senonché il nostro non sa nuotare, e la ragazza, stufa, torna a riva da sola. Camillo e Ferruccio litigano e sciolgono il contratto. Ferruccio riesce da solo ad arrivare a Milano, pochi minuti prima dell'inizio del programma.

L'ultima domanda, decisiva per vincere, riguarda la tipica malattia del cammello somalo. Per Ferruccio è il daltonismo, ma la giuria afferma essere lo strabismo. Ferruccio perde, ma fa ricorso.

Nel secondo episodio, disegnato da Vincenzo Cerami, Ferruccio torna a casa a Carpi col treno. Qui incontra una ragazza, Anna Moretti (Giulia Boschi), che sta tentando, due giorni prima delle nozze, di abbandonare il fidanzato Pino e convincere i propri genitori che è innamorata di un altro. Ferruccio gioca la sua parte così bene che fa scappare Pino e fa innamorare Anna.

Il treno si ferma a Carpi, dove i due scendono e scoprono che il ricorso di Ferruccio è stato accolto: il cammello somalo è daltonico. E Ferruccio ha vinto 500 milioni di lire.

Claudio Bisio fa il benzinaio, due anni prima di Turnè. Racconta a Paolo Rossi di quanto ama il suo piccolo orticello, dove coltiva carote e carciofi, l'unica passione della sua vita. Il cammello ne digerirà la gran parte.

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Valeria Marini

Marinlyn (Valeria alla Monroe) artwork by Norman Zoia, 2000

Valeria Virginia Laura Marini (Roma, 14 maggio 1967) è un'attrice, showgirl e stilista italiana.

Protagonista di show televisivi, spettacoli teatrali e film, ma anche di spot pubblicitari e calendari sexy. È considerata uno dei sex symbol più rappresentativi degli anni novanta e degli anni duemila. Valeria è alta 1,78 cm, pesa 68 chili e le sue misure sono 98-62-98. Da molti è definita l'ultima delle dive e la più rappresentativa delle nostre maggiorate. Ha avuto elogi e parole di ammirazione da parte di grandi personalità dello spettacolo come Federico Fellini, Franco Zeffirelli, Giuseppe Patroni Griffi, Alberto Sordi e Francesco Alberoni.

La grande popolarità, il successo e l'affetto acquisiti nel corso degli anni da parte del pubblico, le sono valsi l'appellativo di "Valeriona nazionale".

Nasce a Roma il 14 maggio 1967, ma in seguito alla separazione dei genitori, si trasferisce a Cagliari con la madre e la sorella per diversi anni dove studia al liceo classico conseguendo così il diploma. Trasferitasi nuovamente a Roma, comincia ad affacciarsi nel mondo dello spettacolo facendo per alcuni anni la modella facendosi chiamare Lolly. Inizia la carriera in televisione con la compagnia del Bagaglino.

Ha esordito in teatro nel 1991 recitando in una commedia di Neil Simon "I ragazzi irresistibili" con Mario Scaccia. Approdata in TV con "Luna di miele" nel 1992, trasmissione condotta da Gabriella Carlucci, viene notata da Pier Francesco Pingitore, che nel 1993 ne fa la vedette del Bagaglino nel varietà "Saluti e baci" in onda il sabato sera in prima serata su Rai Uno, in sostituzione di Pamela Prati.

Nello stesso anno conduce con Gerry Scotti il varietà "La grande sfida" su Canale 5, mentre nel 1994 è la volta dello show "Bucce di banana" sempre col Bagaglino. Con il Bagaglino è primadonna anche nei varietà "Champagne" del 1995 e "Rose rosse" del 1996, (gli show del Bagaglino nei quali Valeria è stata primadonna, sono stati tutti di grande successo e hanno toccato e superato il tetto dei 10 milioni di telespettatori).

Nel 1992 recita nel film "Gole ruggenti" diretto da Pingitore e nel 1993 in "Abbronzatissimi 2 - un anno dopo" di Bruno Gaburro.

Nel 1994 ha condotto su Rai Uno, insieme ad Alba Parietti, "Serata Mondiale", trasmissione sui Mondiali di calcio di quell'anno, (altro programma che registra ascolti record). Nello stesso anno è stata scelta come madrina della finale nazionale di "Una Ragazza per il Cinema", organizzata da Ruggero Pegna per il patron Tonino Galli.

Dal 1994 fino al 1996, diventa la testimonial della IP in una serie di fortunati spot pubblicitari e posa per due calendari, negli anni 1995 e 1996 (in quest'ultimo viene fotografata da Helmut Newton e raggiunge la tiratura record di 3 milioni copie ed è la prima donna italiana a realizzarne uno). Posa per altri due calendari nel 2000 dov'è fotografata da David Lachapelle e nel 2005 per il mensile Maxim.

Nel 1995 è primadonna del varietà "Champagne" ed esordisce nella fiction televisiva interpretando il ruolo dello "Spirito della Fonte dei Sogni" nel film tv di Canale 5 "Sorellina e il principe del sogno" diretto da Lamberto Bava e interpretato, tra gli altri, da Christopher Lee.

Sempre nel 1995 viene scelta per doppiare nella versione italiana un simpatico e ammiccante personaggio nella serie animata I Simpson. Negli Stati Uniti lo stesso personaggio viene doppiato dall'attrice Michelle Pfeiffer.

Nel 1996 è ancora la show-girl di punta del Bagaglino in "Rose rosse" e viene scelta dal regista spagnolo Bigas Luna come protagonista del film erotico "Bambola" che la fa conoscere anche al pubblico spagnolo e recita nella commedia teatrale "Nata ieri" diretta dal regista Giuseppe Patroni Griffi.

Nel 1997 presenta con Mike Bongiorno e Piero Chiambretti la 47esima edizione del Festival di Sanremo. Nello stesso anno torna ad essere la primadonna del Bagaglino in una puntata speciale di "Viva le italiane" che le rende omaggio.

Sempre nel 1997 conduce, in diretta da Cannes su Rai Due con Fabrizio Frizzi lo show "Tutti in una notte".

Nel 1998 viene scelta da Alberto Sordi a recitare con lui nel film Incontri proibiti per la regia dello stesso Sordi.

Sempre nel 1998 è tra i protagonisti del serial di Rai Due Pepe Carvalho che va in onda in Italia, Francia e Spagna e della fiction di Canale 5 "Il settimo papiro" nella quale recita accanto a Roy Scheider.

Nello stesso anno è la guest-star della prima puntata del programma di Sabina Guzzanti "La posta del cuore" che va in onda su Rai Due.

Nel 1999 conduce con Pippo Baudo il varietà "La canzone del secolo" su Canale 5.

Sempre nel 1999 affianca Daniele Piombi nella conduzione del "Premio Barocco" in onda su Rai Uno.

Per accompagnare il cenone degli italiani nella sera in cui si entra nel fatidico anno 2000, la Rai la sceglie per presentare su Rai Uno con Gigi Proietti il varietà "Millennium, la notte del 2000".

Nel 2000 e nel 2001 ha girato due film in Spagna dove ha acquisito una buona popolarità: "Corazón de bombón" diretto da Álvaro Saenz de Heredia e "Buñuel y la mesa del Rey Salomón" per la regia di Carlos Saura.

Nel 2000 ritorna in teatro come protagonista della commedia "All'Angelo Azzurro" diretta e interpretata da Giorgio Albertazzi.

Sempre nel 2000 è la musa ispiratrice di un'onirica Madonna del Web: "Marinlyn" (ovvero Valeria come la Monroe), un ritratto in acrilico blu roccorman eseguito da Norman Zoia, poeta e artista interdisciplinare.

Nel 2001/2002 è inviata speciale ed ospite fissa per Quelli che il calcio su Raidue e conduttrice di Donna Domenica con Paola Cortellesi su Radio Due.

Nel 2002 è protagonista della fiction "La palestra" per la regia di Pingitore con il quale ritorna a lavorare come primadonna nei varietà "Miconsenta" del 2003 e "Barbecue" del 2004, tutti in onda su Canale 5.

Nel 2003 presenta su Rai Due col comico Max Pisu lo show "Bravo grazie".

Nel 2004 ha interpretato il film In questo mondo di ladri accanto, tra gli altri, a Ricky Tognazzi e Leo Gullotta per la regia di Carlo Vanzina.

Nel 2005 è stata testimonial della Videofonia 3 in diversi spot con Claudio Amendola dei quali è diventata celebre la frase pronunciata da lei: "videochiamami".

Nel 2005 ha condotto con Michele Cucuzza in diretta su Rai Uno il galà "La Kore - Oscar della moda", lo ripresenta anche l' anno successivo, questa volta con Luisa Corna.

Nel 2006 partecipa come show-girl alla prima puntata del varietà Suonare Stella condotto da Tosca D'Aquino in onda su Rai Due e conduce su Rai Uno, col giornalista Massimo Caputi, lo spettacolo di musica e solidarietà "Con tutto il cuore".

Nello stesso anno sfila, indossando un abito stile sirena color acquamarina, alla grande parata per le Olimpiadi invernali di Torino come creatura felliniana.

Sempre nel 2006 è stata una dei concorrenti di Reality Circus presentato da Barbara D'Urso e nel 2007 ha condotto con Amendola e Cristina Chiabotto il varietà Scherzi a parte.

Nel 2007 diviene la testimonial di Puntoshop in una serie di campagne pubblicitarie nelle quali viene trasformata in un simpatico e divertente cartoon stile Jessica Rabbit.

Nel 2005 ha creato anche una sua linea di intimo "Seduzioni" e una di prêt-à-porter "Seduzioni Diamonds", che presenta annualmente sulle passerelle dell' alta moda di Milano per arrivare poi anche a Los Angeles e hanno ottenuto un grande successo. Il successo favorevole di vendite l'ha portata ad aprire anche alcune boutique monomarca a Porto Cervo e a Roma.

Nel 2008, oltre a proseguire anche l'attività di stilista, partecipa, come giurata, al nuovo show di Rai Uno "Uomo e Gentiluomo" condotto da Milly Carlucci. Nello stesso anno è la protagonista dello spot della Lambretta Pato della quale è diventata testimonial e compare nel video di "It's Ok", canzone del gruppo musicale sammarinese Miodio.

Nel luglio 2008 è uscito il suo libro autobiografico "Lezioni intime" nel quale descrive particolari piccanti e non solo, della sua vita, privata e artistica.

Il 29 settembre 2008 diventa naufraga dell'Isola dei famosi, tuffandosi in Honduras a reality già iniziato. Ma Valeria non è una concorrente in gara: sbarca sull'isola solo per una scommessa personale con Simona Ventura.

Sempre nel 2008 è tra i protagonisti della fiction di Canale 5 "Piper" diretta da Francesco Vicario.

Nel 2009 ritorna a calcare il palcoscenico del Bagaglino come primadonna del varietà "Bellissima" in onda il sabato sera su Canale 5.

Sempre nel 2009 è protagonista di una docu-fiction in quattro puntate, intitolata "Essere Valeria" che mostra il dietro le quinte della sua vita, privata e artistica, in onda sul canale satellitare Fox Life di Sky. E' la prima diva italiana alla quale viene dedicata una docu-story. A tal proposito Valeria dice: "E' un progetto divertente e originale che mi dà la possibilità di esprimere le mie molteplici sfaccettature".

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Source : Wikipedia