Sabbia

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Inviato da murphy 16/03/2009 @ 19:09

Tags : sabbia, piemonte, italia

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Sabbia

Sabbia nel deserto del Marocco

La sabbia è una roccia sedimentaria clastica sciolta, proveniente dall'erosione di altre rocce tra le quali l'arenaria (roccia sedimentaria). La sabbia è formata da granuli di dimensioni comprese tra i 2 e gli 0,063 millimetri. La sabbia è il classico esempio di materiale granulare: ogni singola particella che la compone è chiamata "granello di sabbia".

Quando si deposita la sabbia dà luogo a tipiche forme, quali la duna, se trasportata dal vento o la barra se trasportata dalla corrente marina e la spiaggia se l'agente di trasporto è il moto ondoso.

In sedimentologia ed in geologia il termine sabbia viene usato per indicare una precisa classe granulometrica e pertanto può essere usato come termine per definire una dimensione. Particelle più piccole della sabbia rientrano nella categoria del limo o dell'argilla, mentre particelle più grandi sono definite ciottoli o blocchi. I limiti dimensionali della sabbia sono definiti in funzione di proprietà idrodinamiche dei clasti e della natura dell'agente di trasporto che comunemente è l'acqua ma corrispondono grossomodo anche alle dimensioni nelle quali si frantumano i minerali che compongono una roccia se sottoposti a processi di alterazione meccanica.

Nel primo caso la composizione di una sabbia dipende dalle rocce che l'hanno generata ed è quindi strettamente legata al bacino idrografico di provenienza. In mari non tropicali la composizione della sabbia rispecchierà quella delle rocce nelle aree montuose circostanti. I minerali più comuni sono: quarzo e feldspati in sabbie chiare, magnetite, ematite e granato in sabbie scure.

In precise condizioni chimico-fisiche (forte evaporazione, scarsa circolazione, elevata quantità di ioni in soluzione), particolari grani possono precipitare direttamente dall'acqua. È il caso delle ooliti o di alcune brine che precipitano su bassi fondali in aree tropicali. Le sabbie bianchissime che caratterizzano molte isole di arcipelaghi come quello dei Caraibi, delle Seychelles o di mari a circolazione ristretta come il Mar Rosso sono composte integralmente da carbonato di calcio precipitato.

Molti organismi intrappolano il carbonato di calcio o la silice presenti in soluzione nell'acqua per sviluppare organi di sostegno e di protezione, specialmente gli invertebrati. Alla morte di questi organismi lo scheletro può conservarsi ed essere trasportato sulla spiaggia, spesso in accumuli di notevole importanza. I molluschi sono gli organismi più noti, ma molta sabbia è prodotta da alghe verdi appratenti ai generi Halimeda e Pennicillus, da coralli e da crinoidi. Nel passato hanno costituito un'importante fonte di materiale granulare anche i foraminiferi, soprattutto nell'Eocene.

La Petrografia del sedimentario è la disciplina che si occupa, insieme alla sedimentologia, dello studio della provenienza dei grani di sabbia.

Sabbie silicatiche (cioè composte da silicati), ben selezionate, prive di argilla, sono usate per la produzione del cemento. Esiste inoltre un impiego industriale da parte delle aziende che si occupano della lavorazione dei metalli: gli stampi utilizzati per le operazioni di fusione possono infatti essere realizzati con sabbie prerivestite di apposite resine.

Sabbie a composizione prevalentemente quarzosa sono usate come abrasivi, sabbie composte da minerali di alterazione quali le zeoliti sono ricercate per la produzione di filtri per l'acqua.

L'elevata permeabilità di un suolo sabbioso favorisce la coltivazione di quelle colture che soffrono di un eccessivo ristagno dell'acqua: è il caso dei meloni, delle angurie e di certi tipi di viti.

Raccolta in sacchi può essere utilizzata dal genio civile o militare per realizzare opere di difesa contro lo straripamento dei fiumi o contro esplosioni.

La sabbia ha anche un utilizzo ludico e didattico, prestandosi a essere modellata o scavata ad esempio nelle spiagge per dar luogo a castelli di sabbia.

La sabbia viene anche utilizzata per la realizzazione del vetro e dei microprocessori in silicio.

Le sabbie quarzose sono potenti abrasivi e, se respirate per periodi prolungati, possono dar luogo a infiammazioni polmonari e silicosi.

La sabbia può, in casi eccezionali, comportarsi come un liquido e collassare inglobando oggetti o persone. Normalmente perché ciò accada è necessario che sia presente un lubrificante (ad esempio acqua) tra i grani e che la sabbia venga scossa violentemente, ad esempio ad opera di un terremoto o del camminare di una persona al di sopra di essa. Questo fenomeno è chiamato sabbie mobili.

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Sculture di sabbia

Un elaborato castello di sabbia alto circa 3 metri, realizzato in Australia

Il termine sculture di sabbia si utilizza generalmente per indicare opere, dalle più semplici alle più complesse, realizzate impiegando come materiali sabbia e acqua.

Il materiale utilizzato può essere sia semplice sabbia di mare impastata con acqua che sabbie di cava o di fiume (sempre sabbie naturali). Queste ultime sono perfette per la realizzazione di opere che possono durare anche anni (nella città di Minamisatsuma, Kagoshima, in Giappone c'è una scultura che ha 25 anni) perché contengono una piccola percentuale di limo (circa il 10%, sabbie debolmente limose) che funge da collante naturale. Un'altra caratteristica che rende una sabbia ottima per la realizzazione di queste opere è data dalla forma dei granelli che la compongono: una forma a spigoli vivi è l'ideale per garantire una perfetta coesione tra granelli. Per avere una semplice idea di ciò è sufficiente depositare due quantità uguali di sabbie diverse perfettamente asciutte e lavate su di una superficie liscia e notare il "cono" che queste producono. Un cono più alto è indice di una sabbia migliore.

L'altro elemento indispensabile è l'acqua che può essere sia di mare che di fiume. Sfatiamo la leggenda che l'acqua di mare perché contenente sale sia migliore come legante, al contrario, per opere che devono resistere anche per mesi il sale presente all'interno dell'acqua di mare formerebbe col passare delle settimane delle inflorescenze biancastre sulla superficie della scultura. Il vero legante è dato dalle molecole d'acqua che essendo polari presentano una carica negativa e positiva, quindi queste molecole si comportano come vere e proprie calamite.

Per chi di voi volesse verificare questo con un semplice esperimento può prendere due bicchieri trasparenti, nel primo versare acqua e nel secondo benzina o alcol, con una matita creare un vortice nei due liquidi e notare che il vortice all'interno del bicchiere contenente l'alcol sarà più grande tanto da far fuoriuscire il liquido. La formazione di un vortice più grande è indice di una minor coesione tra molecole dell'alcol rispetto a quelle dell'acqua che, essendo polari esercitano una maggior attrazione tra di loro.

Per sculture che devono durare il più possibile, appena ultimate si può spruzzare sulla superficie dell'opera con un nebulizzatore un velo di colla diluita con acqua. Questa operazione rende la superficie impermeabile e quindi trattiene l'umidità all'interno della scultura impedendo che questa si asciughi e quindi che crolli. Questa operazione è ottima per garantire una certa sicurezza soprattutto quando le sculture non sono riparate e quindi esposte al vento e al sole. La coesione dei granelli di sabbia è quindi affidata all'acqua che, come abbiamo visto prima è formata da molecole polari. Questa caratteristica permette di garantire un'ottima coesione anche con una minima quantità d'acqua, è sufficiente uno solo strato di molecole d'acqua tra i granelli di sabbia. Questo spiega il fatto che anche sculture che ad un'occhiata esterna ci appaiono bianche e completamente disidratate non crollino. La quantità enorme di acqua che si utilizza per la preparazione dell'impasto con la sabbia in realtà è superflua, serve esclusivamente per far si che l'acqua si distribuisca omogeneamente su tutti i granelli di sabbia.

Possiamo individuare due tecniche base di costruzione: la prima consiste nell'ammucchiare "frittelle" di sabbia (negli USA vengono definite "polpette" di sabbia) una sull'altra, la seconda prevede l'uso di "casseforme" di legno o in plastica (tecnica desunta dall'edilizia per colare il cemento all'interno della cassaforma). Questi due metodi si utilizzano per ottenere un mucchio di sabbia ben compattato da cui ricavare la scultura. La prima è di più facile attuazione (si necessita semplicemente di un secchio e una paletta) mentre la seconda è più laboriosa ma consente opere notevolmente più ardite. Oltre a queste due tecniche per ammucchiare la sabbia, possiamo individuarne una terza, ideale per aggiungere piccoli elementi di dettaglio che per semplicità chiameremo tecnica di "montaggio". Con il "montaggio" si realizzano colonne, capitelli, merli o anche parti decorative di statue, tutti elementi realizzati vicino alla scultura e successivamente trasportati e montati su di essa.

Si possono utilizzare mirette con punta in ferro per scolpire il legno o semplicemente coltellini di varie misure, ogni scultore della sabbia ha strumenti personalizzati che spesso realizza in proprio per specifiche esigenze.

Il castello di sabbia è una costruzione che viene realizzata specialmente sugli arenili marini impastando sabbia con acqua, in modo da darle consistenza e forma. Naturalmente quando la sabbia si asciuga la struttura perde consistenza ed il castello rapidamente collassa. A volte il termine assume il carattere più generico di costruzione di sabbia, comprendendo anche sculture ed altre forme.

L'estrema labilità delle costruzioni di sabbia ha fatto sì che l'espressione "castello di sabbia" entrasse nel linguaggio comune per indicare, in senso lato, un'opera umana realizzata in modo assolutamente precario e poco duraturo.

La creazione di castelli di sabbia è uno dei più classici passatempi da spiaggia che coinvolge bambini di ogni età, molto spesso aiutati da adulti. Non di rado le opere raggiungono un elevato livello tecnico ed artistico, tanto che se ne organizzano addirittura competizioni pubbliche.

La prima manifestazione internazionale organizzata in Italia sulle sculture di sabbia è avvenuta sulla spiaggia di Jesolo nel mese di giugno 1998 (i partecipanti alla manifestazione furono: Silvia van Beusekom, Lucinda Wierenga, Richard Varano e Leonardo Ugolini).

La manifestazione è da allora molto cresciuta ed è giunta nel 2007 alla decima edizione.

Il Festival delle sculture di sabbia di Jesolo interpreta ogni anno nei mesi di giugno e luglio un tema che l'Amministrazione Comunale organizzatrice indica agli artisti. Nel 2004 la sabbia di Jesolo ha contributo a ricreare i fasti dell'Antico Egitto. Nel 2005 l'evento è stato dedicato ai grandi film di Hollywood nel 2006 portagonista è stata l'Africa e l'ultima edizione ha visto la rappresentata l'epopea del West, con un particolare cenno a Tex Willer. Oltre al festival estivo Jesolo propone anche un presepe monumentale in sabbia che ha già raggiunto la quinta edizione.

A Jesolo il Presepe di sabbia ha luogo dal Natale 2002, sulla scia del successo ottenuto dal Festival Internazionale delle Sculture di Sabbia. La manifestazione è organizzata dal Comune di Jesolo con la direzione artistica del pluri-premiato campione del mondo Richard Varano. Dal dicembre 2004 il Presepe di Sabbia e il Festival Internazionale Sculture di Sabbia di Jesolo sono collegati a progetti di solidarietà, trasformando un evento d'intrattenimento in una mano tesa che offre un aiuto concreto a chi è meno fortunato, come i bambini della scuola di Beslan (Russia) colpiti dal terribile attacco terroristico. Per tale occasione i tre scultori russi (Vladimir Kuraev, Alexey Diakov e Pavel Zadanyuk) hanno realizzato una scultura dedicata a Beslan: un grande angelo che regge tra le braccia una bambina morente.

L'edizione 2005 viene ricordata per la sua maestosità: 800 tonnellate di sabbia scolpite da 11 scultori per un'unica scultura alta 6 metri e lunga 20. I fondi raccolti nel 2005 sono stati destinati agli orfani thailandesi dello tsunami che assistiti nella “Casa degli Angeli” realizzata alla periferia di Bangkok dalla Caritas di Venezia.

Il campionato del mondo di sculture e castelli di sabbia si disputa ogni anno a settembre a Harrison Hot Springs, Vancouver, Canada.

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Diavolo di sabbia

Il diavolo di sabbia (o diavolo di polvere) è un fenomeno meteorologico tipico dei territori desertici e secchi. Il "diavolo di sabbia" non è minimamente legato ad una perturbazione a carattere temporalesco, come quella dei tornado, ovvero trombe d'aria. La sua forma richiama molto quella delle tromba d'aria, tuttavia le dimensioni sono molto più piccole e l'altezza del cono di sabbia e polvere non si eleva oltre i 500 metri. La particolarità di questo fenomeno, vere e proprie trombe d'aria in miniatura, è che si sviluppano quando in cielo non vi è nemmeno una nuvola, infatti non sono legate a nessuna nube di passaggio o temporale. La durata di questo particolare e frequente fenomeno va da 30 secondi fino a 20 30 minuti. La sua formazione è causata da un eccessivo surriscaldamento del suolo secco e caldo, che con l'incontro di venti al suolo freddi, che portano precipitazioni, generano questi mulinelli di sabbia che possono crescere in dimensioni e in potenza. Di solito questi fenomeni sono molto frequenti nel deserto del Sahara e negli altipiani desertici dell'Iran e del deserto del Gobi oppure anche fra le vallate più secche del Tibet. I più grandi "diavoli di sabbia" si sono sviluppati soprattutto negli USA, nelle desertiche spianate del Nevada e del Texas. Ma non si esclude che certi fenomeni, seppure in forma molto ridotta, possano colpire anche i campetti da calcio di periferia oppure le spiagge turistiche in Italia.

È successo infatti nel settembre del 2002 che ad Ugento in Puglia proprio da un campo da calcio si sviluppasse un "diavolo di sabbia" che fu visto dalla spiaggia e raggiunse l'altezza di 300 metri. I più grandi "diavoli di sabbia" sono stati filmati e registrati nel Nevada, dove uno di questi nel luglio 1999 raggiunse un'altezza di 524 metri e una velocità in centro di 85 km/h. Non si sono mai avute notizie di morti causati da "diavoli di sabbia". Certo è che i più grandi sono capaci di sradicare arbusti, sollevare dal suolo biciclette e motocicli, capannoni, tavoli e di infrangere vetrate. L'ultimo caso di "diavolo di sabbia" si è avuto in Sicilia, sulle spiagge di Trapani nel settembre 2006, dove le cronache locali parlano di un'altezza di ben 200 metri e di parecchi danni alle strutture turistiche.

Particolarmente frequenti sono i diavoli di sabbia nelle lande desertiche marziane, filmati e fotografati da varie sonde.

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Francesco Sabbia

Stemma di Francesco Sabbia

Francesco Sabbia (Milano, 3 ottobre 1814 – Crema, 17 giugno 1893) è stato un vescovo cattolico italiano.

Il 27 ottobre 1871 venne nominato vescovo di Crema.

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Colata in sabbia

La colata in sabbia è un processo di produzione industriale del tipo fusione.

La prima fase consiste nella creazione di un modello di materiali vari, attorno a cui sarà costruita la forma. Solitamente, è previsto un piano di simmetria per l'apertura corretta della stessa senza danneggiare il modello. Approntata la forma, con tutte le necessarie anime e incavi per la geometria richiesta, si passa alla fase di immissione del liquido (metallo) per forza gravitazionale. Dopo la solidificazione il pezzo deve essere ripulito dalle incrostazioni e dai residui della fusione. I prodotti della colata in sabbia sono generalmente dei semilavorati, da destinare ad ulteriori processi di produzione industriale, quali ad es. la forgiatura o la laminazione, oppure varie lavorazioni meccaniche ad asportazione di truciolo.

Le forme utilizzate per la colata definite a perdere; dopo l'uso vengono distrutte. Sono costituite in genere di materiali refrattari o di sabbie compattate.

È uno dei processi in forma transitoria più utilizzato nella produzione di getti di ottima qualità e rifinitura, nonché altamente automatizzato. È la derivazione moderna dell'antico procedimento "a cera persa". Vengono costruiti i modelli in cera, successivamente immessi in apposite vasche che contengono resine termoindurenti e granuli ceramici. Queste due insieme polimerizzano, dando vita ad un rivestimento esterno resistente. Quando il getto viene colato nella forma, la cera evapora, lasciando solo il pezzo a solidificare.

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Source : Wikipedia