São Tomé

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Inviato da nono 09/04/2009 @ 08:13

Tags : são tomé, sao tomè e principe, africa, esteri

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São Tomé

Africa

São Tomé è la capitale dello stato africano di São Tomé e Príncipe e con i suoi 53.000 abitanti è la città più popolosa dello stato nonché capoluogo del Água Grande.

La città è situata nella parte nord-orientale dell'isola omonima nella baia Ana Chaves ed è caratterizzata da decadenti edifici coloniali portoghesi e da parchi e giardini ben tenuti.

Fondata dai portoghesi nel 1485 si è sviluppata attorno alla cattedrale del XVI secolo. Un altro edificio storico è il forte di São Sebastião costruito nel 1575 e che oggi ospita il Museo Nazionale di São Tomé. Nel 1599 la città e l'intero arcipelago furono conquistate dagli olandesi per due giorni e nel 1641 per un anno. São Tomé è stata la capitale della colonia ed è ininterrottamente la capitale del paese.

Punti di richiamo oltre ai due mercati sono il palazzo presidenziale,la chiesa dei pescatori ed il cinema. São Tomé ha una stazione radio-televisiva, un ospedale ed un aeroporto internazionale ed è il centro viario e delle linee autobus dell'isola. Dal porto c'è un servizio traghetti con l'isola di Príncipe oltre a collegamenti marittimi con il Gabon ed il Camerun.

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Nazionale di calcio di São Tomé e Príncipe

La nazionale di calcio di São Tomé e Príncipe è la rappresentativa calcistica dell'omonima nazione africana ed è posta sotto il controllo della Federação Santomense de Futebol (fondata nel 1975, si affiliò alla FIFA undici anni più tardi). Non ha mai preso parte alla fase finale né della Coppa d'Africa né del Campionato del mondo di calcio. I vertici della federazione hanno deciso di non far partecipare la selezione alle qualificazioni per la Coppa d'Africa 2008.

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São Tomé e Príncipe

São Tomé e Príncipe - Stemma

São Tomé e Príncipe è un piccolo stato indipendente e arcipelago al largo dell'Africa centro-occidentale, composto da due isole del golfo di Guinea, poste a 140 km di distanza una dall'altra, e situate rispettivamente a circa 250 e 225 km dalla costa nord-occidentale del Gabon. Entrambe le isole fanno parte di una catena montuosa vulcanica estinta. São Tomé, l'isola meridionale e più grande, è collocata quasi esattamente sull'Equatore. Prende il nome da San Tommaso, al quale era dedicato il giorno in cui venne scoperta dagli esploratori portoghesi.

Il nome ufficiale della nazione è Repubblica Democratica di São Tomé e Príncipe.

È il più grande tra i microstati del mondo.

Prima dell'arrivo dei Portoghesi (avvenuto fra il 1469 e il 1471), le isole di São Tomé e Príncipe erano disabitate. Le date presunte di scoperta delle isole sono il 21 Dicembre 1471 (onomastico di San Tommaso) per São Tomé e il 17 Gennaio 1472 (onomastico di Sant'Antonio) per Principe che al santo fu in principio dedicata. Cambiò il suo nome in isola del Principe nel 1502 in rifermento al Principe del Portogallo al quale venivano pagate le commesse per il commercio dello zucchero locale (rimane dedicata al santo il capoluogo dell'isola, come succede peraltro a São Tomé col capoluogo intitolato a San Tommaso).

I Portoghesi decisero che le isole rappresentavano una base ideale per il commercio della costa, e completarono il primo insediamento stabile a São Tomé nel 1493. Principale artefice della colonizzazione fu Álvaro Caminha, che in seguito ricevette dalla Corona il diritto di amministrare le isole. Nel 1500 fu creato un insediamento anche a Príncipe. Inizialmente le isole non apparvero particolarmente ricche di risorse, e i primi coloni furono soprattutto "indesiderabili" di cui il Portogallo voleva disfarsi (soprattutto Ebrei); in seguito, tuttavia, si scoprì che il terreno vulcanico delle isole era perfetto per l'agricoltura, e in particolar modo per la coltivazione della canna da zucchero.

Per alimentare di manodopera le coltivazioni, i Portoghesi iniziarono a far affluire sulle isole grandi quantità di schiavi africani. A metà del XVI secolo la colonia figurava fra i primi esportatori di zucchero dell'Africa. La corona portoghese, a quel punto, decise di reclamare il proprio diritto di proprietà sulle isole (nel 1522 per São Tomé e nel 1573 per Príncipe).

La ricchezza delle isole iniziò a declinare con la concorrenza delle nuove colonie delle Americhe e in seguito alla crescente difficoltà nel controllo della vasta popolazione di schiavi. In circa un secolo, la coltivazione dello zucchero declinò fino a diventare marginale nell'economia dell'arcipelago, che venne a essere soprattutto un luogo di transito nel commercio degli schiavi dall'Africa al Nuovo Mondo.

Nel XIX secolo vennero introdotte due nuove coltivazioni: caffé e cacao, nuovamente con grande successo, tanto che all'inizio del secolo successivo São Tomé era diventata il principale esportatore di cacao del mondo.

Sebbene il Portogallo avesse abolito la schiavitù nel 1876, nelle piantagioni di São Tomé (dette roças) i proprietari terrieri avevano un'autorità praticamente assoluta nei confronti dei braccianti e delle loro famiglie, e vigeva un regime di "lavoro forzato retribuito". Questa situazione (in cui erano coinvolti anche lavoratori angolani) portò a una crescente tensione sociale, sfociata negli scioperi del 1953, in cui molte centinaia di lavoratori africani furono uccisi; (massacro di Batepá).

Verso la fine degli anni '50 un piccolo gruppo di abitanti di São Tomé formò il Movimento per la Liberazione di São Tomé e Príncipe (MLSTP), che aveva la propria base nel vicino Gabon.

Il processo verso l'indipendenza fu favorito dalla caduta della dittatura di Marcello Caetano in Portogallo, nell'aprile del 1974. I rappresentanti del nuovo governo portoghese incontrarono l'MLSTP ad Algeri e stipularono un accordo per l'indipendenza dell'arcipelago, ufficializzata il 12 luglio 1975. Come primo presidente fu eletto il segretario dell'MLSTP, Manuel Pinto da Costa.

Nel 1990, São Tomé abbracciò una riforma democratica che portò l'anno successivo a elezioni multipartitiche, libere e trasparenti. Fu eletto presidente Miguel Trovoada, rieletto in seguito anche nel 1996. Il Partito della Convergenza Democratica (PCD) superò l'MLSTP, che tuttavia riuscì a mantenere un ruolo di primo piano nella vita politica del paese. Nuove elezioni democratiche (presidenziali e parlamentari) si tennero nel 2001 e nel 2002.

Nel luglio del 2003 l'esercito prese il potere per una settimana, protestando per la corruzione politica e la conseguente iniquità nella distribuzione dei proventi dell'estrazione petrolifera, divenuta nel frattempo una delle voci importanti dell'economia dell'arcipelago. Dopo un periodo di trattativa, il presidente Fradique de Menezes, esautorato dal colpo di stato, fu rimesso in carica. Menezes vinse nuovamente le elezioni nel 2006, ed è tuttora al governo del paese. Il 12 Febbraio 2009, c'è stato un tentativo di colpo di Stato per rovesciare il Presidente Fradique de Menezes secondo fonti delle autorità.

Dei 163.500 abitanti totali, circa 137.500 vivono a São Tomé e 6.000 a Principe.

Negli anni Settanta si verificarono due importanti spostamenti di popolazione: l'esodo dei 4.000 residenti di origine portoghese e l'arrivo di parecchie centinaia di profughi dall'Angola.

Gli isolani sono stati in gran parte assorbiti all'interno di una comune cultura Luso-Africana.

La maggioranza della popolazione professa la religione cattolica. Vi sono minoranze di protestanti Evangelici, o Chiese Avventiste del Settimo Giorno, che mantengono stretti legami con le loro chiese in Portogallo.

Nonostante le modeste dimensioni, São Tomé and Príncipe vanta ben quattro lingue nazionali: il portoghese (lingua ufficiale, parlata dal 95% della popolazione) e tre idiomi creoli derivati dal portoghese (forro, angolar e principense, usati rispettivamente, dall'85, dal 3 e dall'0,1% degli abitanti). Il francese è insegnato nelle scuole, essendo il paese un membro de La Francophonie.

Si basa sulla vendita dei prodotti delle piantagioni, soprattutto di cacao, ma anche di caffè e olio di palma. Le altre colture e la pesca sono insufficienti a soddisfare i bisogni interni. Non vi sono industrie e solo il turismo sembra offrire qualche prospettiva di futuro. Restano indispensabili gli aiuti economici internazionali.

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Source : Wikipedia