Rogliano

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Tags : rogliano, calabria, italia

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Rogliano

Panorama di Rogliano

Rogliano è un comune di 5.926 abitanti della provincia di Cosenza. Si tratta del centro maggiore della valle del Savuto, fiume che attraversa il suo territorio, è denominato anche borgo delle 12 chiese e di notevole bellezza è il Duomo dedicato a San Pietro. Il paese fu distrutto nel 1638 da un violento terremoto, ad eccezione di alcuni rioni.

Rogliano è un centro vivace ed attivo vi si arriva dalla A3 a pochi Km dallo svincolo di Piano Lago. Interessante il Museo d'Arte Sacra dedicato a S. Giuseppe. Il paese è attraversato dal fiume Savuto nel suo percorso di 50 km dalla sorgente sita nel comune di Aprigliano, nella località dello Spineto, fino alla foce nel Mar Tirreno.

Altre attrazioni turistiche sono il Duomo dei Ss. Pietro e Paolo, le altre chiese (Quella di S. Maria, quella dei Ss. Domenico e Nicola e quella di S. Lucia).

Specialità locale è il Savuto doc vino rosso di montagna famoso fin dal tempo dell'antica Roma.

L'artigianato locale consiste nelle lavorazioni di cuoio, ferro battuto, legname (mobili e icone) e ceramica.

La festa patronale è quella dell'Immacolata Concezione, che si festeggia (in tutt'Italia) l'8 dicembre.

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Santo Stefano di Rogliano

Santo Stefano di Rogliano - Stemma

Santo Stefano di Rogliano è un comune di 1.533 abitanti della provincia di Cosenza.

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Rogliano (Corsica)

Panorama di Rogliano (Corsica)

Rogliano è un comune francese di 458 abitanti situato nel dipartimento della Corsica settentrionale nella regione della Corsica. È il capoluogo del cantone di Capobianco.

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Ferrovie Calabro Lucane

Le Ferrovie Calabro-Lucane, sono state concepite come "Ferrovie di montagna" a scartamento ridotto. La loro storia è strettamente compenetrata con le condizioni socio-economiche delle popolazioni. La qualificazione "Ferrovie di montagna" è ascrivibile alle caratteristiche prevalenti del territorio attraversato: zone montuose impercorribili per mezzi ordinari di comunicazione. La difficoltà di percorso, giustificò nel passato la scelta dello scartamento ridotto e la bassa velocità commerciale (circa 30 km/h); in molti tratti i dislivelli altimetrici superano il 60 per mille e la presenza di curve di raggio ridotto non consente elevate velocità.I punti in cui i dislivelli raggiungevano il 100 per mille, all'epoca furono superati con aderenza a cremagliera. La costruzione di dette ferrovie fu attuata dalla Società per le Strade Ferrate del Mediterraneo.

L'apertura all'esercizio della prima tratta, Bari-Matera, avvenne il 9 agosto 1915. La società costruttrice ebbe per convenzione l'incarico all'esercizio dando inizio alla gestione con una Direzione Centrale, con sede nella capitale, e due uffici decentrati, in Puglia e in Calabria. Il progetto iniziale era ambizioso; connettere quattro regioni - Campania, Lucania, Puglia e Calabria - e sette provincìe - Salerno, Potenza, Matera, Bari, Cosenza, Catanzaro e Reggio C, con la strada ferrata, ma col tempo si ridusse e concretizzò solo in parte a causa del lungo periodo di stasi imposto dal frangente bellico prima e post-bellico poi. Il 9 ottobre 1916 venne avviato l'e­sercizio sul tronco di linea Cosenza - Rogliano e conseguentemente atti­vato il servizio di corrispondenza merci con le FS. Dopo il ral­lentamento dei lavori dovuto alla prima guerra mondiale, il giorno 11 ottobre 1922 fu aperto all'esercizio il tronco Pedace - San Pietro in Guarano di km 21+812.

Nel periodo 1915-34, la rete ferroviaria costruita e aperta al pubblico ed entrata in esercizio fu complessivamente di 740 km circa di linee.

L'ultima tratta aperta fu la Camigliatello-San Giovanni in Fiore, nell’ aprile del 1956. Restarono sulla carta le tratte di congiunzione: Mammola-Cinquefrondi, Mileto-Chiaravalle Centrale, San Giovanni in Fiore-Crotone, Marsico Nuovo-Laurenzana, Marsico Nuovo-Montalbano Jonico.

Le linee attivate assommavano ad un totale di Km 737,173 di ferrovie a scartamento ridotto.

Dagli anni sessanta, lo sviluppo, del trasporto su gomma, pubblico e privato, fece decadere l’uso del trasporto su ferro. Le ferrovie, in condizioni trascurate, divennero bersaglio della politica dei tagli dei cosiddetti "rami secchi". Nell'arco di due decenni le F.C.L. vengono private di lunghe tratte di linea talvolta utili. In periodi dell'anno molto rigidi, lungo i valichi impervi dell'Aspromonte e del Pollino, della Sila, infatti le comunicazioni su gomma diventano estremamente difficili. Coll'evolvere dei tempi le F.C.L. hanno imboccato la rotta dell'adattamento ai nuovi bisogni della gente divenendo azienda di trasporto misto, su gomma e rotaia, dotandosi di un parco di varie centinaia di autobus.Il pericolo della soppressione delle poche tratte di ferrovia residuate, tuttavia permane ancora.

Dopo il periodo della Gestione commissariale governativa iniziato nel 1963, con la Legge 160/1989, ciò che rimane dell'originale rete delle Ferrovie Calabro-Lucane è stato scisso in due parti: quella delle linee che collegano centri della Puglia e della Basilicata e quelle ricadenti nel territorio della regione Calabria. Dal 1º gennaio 2001, la Gestione Commissariale Governativa delle Ferrovie della Calabria, è stata soppressa, e sostituita sull'intero territorio calabrese dalla società di servizi di trasporto pubblico Ferrovie della Calabria S.r.l. Dalla stessa data sono nate, come società autonoma, le Ferrovie Appulo-Lucane S.r.l. subentrando alla Gestione Commissariale Governativa delle Ferrovie Appulo Lucane ed Autoservizi Integrativi che era stata istituita nel 1990. Le tratte ferroviarie della FAL, ricadono nei territori di Puglia e Basilicata; sono costituite da tre linee: Bari -Altamura -Matera, Altamura -Avigliano Lucania e Avigliano Città - Potenza.

La tratta Bari-Matera necessiterebbe di potenziamento poiché allo stato attuale non risponde alla richiesta di mobilità del capoluogo lucano; inoltre la carenza di materiale rotabile richiede spesso trasbordi nella stazione di Altamura, con conseguenti disagi per i viaggiatori che salgono a Matera e che spesso devono viaggiare in piedi da Altamura a Bari (con una percorrenza di un'ora per 49 km).

Linea con caratteristiche di ferrovia di montagna: numerose curve con raggio 100 m., pen­denza del 60 per mille ad aderenza naturale e tre tratte a cremagliera con pendenza dal 75 al 100 per mille. Lungo il tracciato aveva 28 tra stazioni e fer­mate, a distanza media di 5,2 km. Attraver­sava zone con caratteristi­che orografiche difficili e instabili. Molte le opere d'arte importanti: tra queste il viadotto sul Vallone Serra, nei pressi di Lagonegro, lungo 200 metri, un capolavoro di ingegneria interessan­tissimo in quanto la ferro­via era in ascesa dell' 85 per mille e a cremagliera. Sulla linea prestarono servizio le piccole automotrici monocabina dette Emmine. Una serie di movimenti franosi sollevò una pila del viadotto così dal 1952 fu sospeso il transito dei treni e sostituito con autoser­vizio tra La­gonegro e Rivello (Pz). Dato lo scarso numero di passeggeri traspor­tati la linea non venne più riattivata e nel 1978 fu chiusa all'esercizio. Un'altra opera degna di nota, frutto dell'ingegno architettonico dell'epoca, è presente nel tratto compreso tra i comuni di Castelluccio Inferiore (Pz) e Castelluccio Superiore (Pz): infatti, per collegare le due stazioni non distanti in linea d'aria, ma separate da un forte dislivello pari a 200 metri d'altezza, venne realizzata una galleria elicoidale, manufatto alquanto raro nelle strade ferrate d'Italia. La linea era divisa in quattro tronchi; il tronco Castrovillari (Cs) -Spezzano Albanese era il più singolare in quanto fu l'unico tratto dell'intera rete FCL progettato dalle FS, nonché il più antico dopo la linea Bari-Matera (l'apertura all'esercizio avvenne il 15 settembre 1915). La differenze progettuali sono evidenti nella diversa fattura dei fabbricati (caselli, stazioni, viadotti) e nella tipologia stessa della linea:le MCL utilizzarono particolari accorgimenti per superare i dislivelli propri di queste zone come le lunghe livellette e le gallerie elicoidali; le FS fecero uso, invece, della cremagliera: questo tronco presentava, infatti, tre sezioni a cremagliera Strub; un'altra sezione è presente solo sul viadotto Serra nei pressi di Lagonegro. Gli ultimi kilometri erano in comune con la linea FS Sibari-Cosenza; la tratta era armata con tre rotaie per consentire il transito dei treni a diverso scartamento. In mancanza di materiale rotabile MCL il servizio fu esercitato con locomotive a vapore FS proveniente dalle linee siciliane. La stazione di Spezzano Albanese, come la stazione di Lagonegro, coincideva con quella FS; il trasbordo, quindi, sia di passeggeri che di merci risultava non eccessivamente problematico, ma la chiusura del tratto Lagonegro-Rivello in seguito al cedimento del viadotto Serra penalizzò fortemente la ferrovia che riuscì comunque a sopravvivere finché in un viadotto nei pressi di Cassano allo Jonio (Cs) non si verificarono dei cedimenti in volta che decretarono nei primi anni settanta la chiusura anche di questo tratto finale della linea che priva di ambedue i collegamenti con la rete nazionale divenne un inutile moncone che rimase in esercizio fino al 1978, anno della chiusura definitiva.

La linea era di grande bellezza paesaggistica. Nel 1951 il servizio sul tratto Vibo Marina- Pizzo, della lunghezza di 4 km, era stato sospeso in seguito al crollo del viadotto Timpabianca; fu chiusa all'esercizio nel 1964 con l'intento di sostituirla con una funivia ma il progetto rimase inattuato. Attualmente la relazione Vibo-Mileto è servita con il solo autoser­vizio.

La tratta in questione era parte della linea trasversale Vibo Valentia - Mileto - Soriano - Simbario - Chiaravalle - Soverato, con diramazione a Simbario per Serra San Bruno, che congiungendo i due mari, si innestava sulle due grandi diret­trici ferroviarie nazionali Tirrenica e Jonica. Utile sarebbe stata per la richiesta di tra­sporto merci (le­gname dei boschi) e di trasporto pas­seggeri. Priva del tronco centrale, Mileto-Chiaravalle, non ha mai costituito un adeguato servizio.

Lunga circa 110 km con 39 tra stazioni e fer­mate, a distanza media di 3,2 km . La velocità commerciale è di 32 km/h. Il tratto tra Pratica e Catanzaro Sala è armato a dentiera con pendenza massima del 100 per mille. La linea attraversa zone fra­nose che spesso provocano l'interruzione della linea e la sostituzione con autoservizio. Il traffico è accen­trato essenzialmente nelle tratte prossime ai due capoluoghi e minore tra Rogliano e Gimigliano.

Linea di montagna con lunghe livellette con pendenza del 60 per mille in aderenza natu­rale e curve di 100 m. In comune con la Cosenza - Catanzaro Lido il tratto iniziale di 7 km fino a Pedace. Ha 24 stazioni e fermate alla distanza media di 3,2 km. La velocità commerciale è di 30 km/h.

Il progetto di una ferrovia che colle­gasse Cosenza al Porto di Crotone era stato approntato sin dalla fine del secolo scorso. Presentato dall'ingegnere Ugolini, prospettava la costruzione di una linea a trazione elettrica da Cosenza che attraversato l'al­tipiano della Sila scendeva al porto di Crotone. Ma le cose andarono per le lunghe in conse­guenza di dispute tra Comuni, privati, Medi­terranea e altri enti. Nel 1934 la ferrovia era realizzata solo per un terzo e in seguito all'evoluzione dei mezzi di trasporto non si ritenne più opportuno com­pletarla; Del progetto venne pure realizzato e rimase in esercizio fino ad agosto 1972 il tratto Crotone Città - Petilia Policastro e Bivio Porto-Crotone Porto. L'ultima tratta Camigliatello Silano- San Giovanni in Fiore venne comunque inaugurata il 6 maggio 1956.

Nel 1952 fu re­datto un progetto dettagliato di costruzione del tratto mancante di 38 km da San Gio­vanni in Fiore a Petilia Policastro che avrebbe realizzato il collegamento con il mare ed il porto di Crotone ma non ebbe seguito. Il porto aveva costituito un im­portante elemento di trasporto del pino silano e del faggio, ma il traffico era crollato a causa del disboscamento indiscriminato del patrimonio.

Il servizio ferroviario è attualmente limitato a Camigliatello.

Il progetto originale prevedeva an­che per queste linee il compito di collegare il Mar Tirreno e il Mar Jonio. La prospettiva di traffico per queste zone era discreta in quanto la zona interessata è fra le più fittamente popolate della Calabria, con numerosi centri urbani vicini tra loro. La stazione di origine, Gioia Tauro, era inoltre centro di interscambio fra FCL e FS sia di viag­giatori che di merci, con la possibilità di inoltrare i carri merci delle ferrovie dello Stato sulle linee FCL su speciali carrelli trasbordatori.

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Saliano

Saliano è una località montana del Comune di Rogliano in Provincia di Cosenza, si trova ad un'altezza di 1000 metri sul livello del mare. Saliano è situato alle falde dei monti della Sila, a pochi chilometri dal Comune di Parenti sulla riva sinistra del fiume Savuto. Dista circa 20 km dalla località turistica di Lorica e 20 km dal centro del Comune di Rogliano.

Per arrivare da Rogliano a Saliano occorre percorrere la strada provinciale Rogliano - Camarda o arrivare a Parenti e prendere la strada comunale che collega le due località.

Sull'origine del nome Saliano il Barillaro nel volume "Calabria - Guida artistica e archeologica", riporta : "Saliano, frazione di Rogliano, dal latino Salianum, possesso di un Salius, forse un personaggio, signore e possidente di terre silane". In altro dizionario etimologico dei luoghi Saliano è citato come Villa Salius.

L'origine romana del toponimo fondiario è avvalorata dalla presenza nella zona di altri nuclei abitativi con il tipico suffisso latino: Rogliano, Carpanzano, Martirano, Pedivigliano e Scigliano. In effetti l’antica via Annia costruita dai Romani dopo le guerre puniche partiva da Sibari e raggiungeva l’odierna Vibo Valentia attraversando Cosenza. Da Cosenza la strada proseguiva verso il fiume Savuto, risaliva verso Martirano e poi ripiegava sulla costa tirrenica. Presso il Savuto esisteva una stazione di ristoro per i soldati romani: “Ad Sabutum” posta lungo un vecchio transito già noto in età protostorica e utilizzato dagli astuti romani nelle loro incursioni e attorno a cui edificarono villaggi rurali da utilizzare come accampamenti o ricoveri. Pertanto l'origine di Saliano può essere quella di accampamento o rifugio romano posto alle pendici dei monti della Sila.

Località vicine: Poverella, Gisbarro, Colle Camarda, Colle d'Ascione, Torno, Comune, Pidocchio, Furci, Ciretta, Troppo, Minardi, Destro, Mazzarella, Colla di Figurella, Manca, Acqualatiglia, Acqualatiglia Trocino, Carcagno, Cuella, Pagliarelle, Acqua di Orno, Ferriata, Spitalicchio, Cannamasca, Melobuono, Melobuono Gianpaolo, Micarello, Santa Lucia, Mulino Vecchio, Linze, Fifari, Cutura, Petrara, Pregola, Santo Leo, Chicchelli, Santa Maria, Pipitta, Colla del Prete, Don Carmine, Don Peppe, Fuochi, Fontana del Tasso, Cortici, Rossello, Barracche, Difesa, Fravica, Lupi, Martini, Serraleta, Spina, Merone, Croce Corvacchio, Mola Destro, Mola Manco, Mauritana, Mauritanella.

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Ferrovie della Calabria

La Ferrovie della Calabria S.r.l. (FC) è una società di servizi di trasporto pubblico che opera sul territorio calabrese per mezzo di linee ferroviarie, autolinee e impianti a fune.

La società Ferrovie della Calabria nasce, come società autonoma, il 1º gennaio 2001, in sostituzione della soppressa Gestione commissariale governativa istituita nel 1963 dopo aver revocato, in seguito ad un gravissimo incidente ferroviario, la concessione alla precedente società Mediterranea-Calabro-Lucane (MCL). Detta società aveva le sue origini risalenti alla seconda metà del XIX secolo, quando la cosiddetta legge dei grandi gruppi modificando le concessioni delle società ferroviarie italiane aveva affidato la costruzione e l'esercizio delle linee calabresi alla Società per le Strade Ferrate del Mediterraneo.

Un gravissimo incidente ferroviario, avvenuto il 23 dicembre 1961 alle ore 7:55 quando il rimorchio di un treno, partito da Soveria Mannelli alle ore 6:45 del mattino e diretto alla stazione di Catanzaro Città, dove avrebbe dovuto arrivare alle 8, con 99 viaggiatori, si staccava dalla motrice e precipitava da un viadotto del torrente Fiumarella, non molto distante dalla stazione di arrivo. Il treno era composto da una automotrice Breda M2 123 e dal rimorchio Breda RA 1006. Il rimorchio, a causa della rottura dell'asta di trazione e dell'eccessiva velocità, dopo essere uscito dai binari, precipitò nel torrente Fiumarella da un'altezza di circa 40 metri. Dei 99 viaggiatori (per lo più studenti di scuola media superiore: quel 23 dicembre era l'ultimo giorno di scuola prima delle vacanze natalizie) che in quel momento occupavano la vettura, 71 morirono immediatamente o nei giorni successivi, gli altri 28 rimasero feriti più o meno gravemente. Questo grave incidente indusse il Governo italiano ad avvalersi della facoltà riconosciutagli dal DLC n.787/1947 che stabiliva le metodologie precise per l'assunzione in Gestione governativa delle ferrovie concesse per le quali era stata stabilita la decadenza dalla concessione per cause varie o di inadempienza.. revocando la concessione ; le Ferrovie Calabro Lucane vennero così poste sotto la Gestione commissariale governativa.

Sono gestite attualmente quattro linee ferroviarie, numerose autolinee, fra cui anche il servizio urbano di Soverato e una funicolare a Catanzaro. Il servizio si effettua soltanto nei giorni feriali.

Le linee ferroviarie presenti non sono elettrificate, per cui il servizio ferroviario è effettuato con automotrici e con delle motrici Diesel.

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Autostrada A3 (Italia)

Paragone dei percorsi della Strada Statale 18 e della Autostrada A3

In prossimità del cambio di gestione si ha l'azzeramento della progressiva chilometrica.

Il primo tratto completato è quello Napoli-Pompei, completata il 22 giugno 1929. Il tratto Pompei-Salerno è stato completato il 16 luglio 1961. Infine venne completato anche il tratto Salerno-Reggio Calabria, il 13 giugno 1974.

Si estende per 52 km nella provincia di Napoli. La tratta è gestita dalla SAM (Società Autostrade Meridionali) p.a. L'autostrada ha inizio nel centro di Napoli, con tre rami: uno da Via Reggia di Portici (il più antico), uno che proviene direttamente dal Porto commerciale, e l'altro di più recente costruzione da Via Ferraris, a due passi dalla Stazione ferroviaria di Napoli Centrale. I tre rami congiunti proseguono nei quartieri popolari di Poggioreale e San Giovanni, fortemente industrializzati. Poco dopo riceve il traffico della A1 per confluire nella Barriera di Napoli Barra, dove si paga un pedaggio fisso di € 1,50 per qualsiasi destinazione. Più avanti il tracciato è in fase di riammodernamento a 3 corsie fino a Pompei, anche se con notevoli difficoltà tecniche dettate dall'enorme densità abitativa dell'area. Dopo Castellammare di Stabia, l'autostrada curva decisamente verso est in direzione di Nocera. Qui troviamo la barriera gemella di quella di Barra, ma solo per chi viene da Salerno, dato che il pedaggio si paga anticipatamente. Dopo il casello di Cava dei Tirreni inizia un altro tratto difficile, questa volta per le variazioni plano-altimetriche e l'orografia dei monti circostanti. Il tratto da Vietri sul Mare in poi offre una panoramica dall'alto su tutto il Golfo di Salerno, e la stessa autostrada con il suo altissimo ponte sopra Vietri è ormai entrata a far parte della vista tipica da Salerno verso la Costiera. Dopo questo tratto panoramico si entra in galleria, alla fine della quale si trova l'uscita di Salerno Centro e il limite di competenza della tratta SAM.

A lavoro finito, però l'autostrada assomiglia più a una strada statale che a un'autostrada, dato che ha solo due corsie, e non ha la corsia d'emergenza.

Infatti, negli anni a venire, in estate si segnaleranno puntualmente ingorghi e incidenti, in tutta la tratta autostradale. Alla fine degli anni '80 il governo italiano si rende conto che l'autostrada Salerno - Reggio Calabria dev'essere assolutamente ammordernata per prevenire incidenti e ingorghi. Ma dieci anni dopo la situazione non è cambiata, e se ne rende conto anche l'Unione europea, e obbliga l'Italia a far sì che la Salerno - Reggio Calabria corrisponda alle normative europee. Così nel 1997 vengono aperti i cantieri di ammodernamento, che sono aperti ancora oggi (2009). Nel 1997 la fine dei lavori era prevista per il 2003, poi posticipata per il 2008 e nuovamente posticipata per il 2011.

Considerata la maggiore opera realizzata direttamente dallo Stato, la tratta è gestita dall'ANAS senza pedaggio e si estende per 442,9 km nelle province di Salerno, Potenza, Cosenza, Catanzaro, Vibo Valentia e Reggio Calabria, dove si innesta sulla strada statale 106 Jonica.

L'intera tratta è costantemente soggetta a lavori di ammodernamento (iniziati su quasi l'intera autostrada nel 1997, anche se l'Anas afferma nel suo sito che sono iniziati nel 2003), con gravi disagi per la popolazione. Più di metà del tratto calabro della Salerno-Reggio Calabria è ridotta ad una corsia per senso di marcia, per la presenza di numerosi cantieri, e i limiti di velocità sono di 80 e anche 60 km/h. Inoltre, in una tratta di oltre quaranta chilometri (Cosenza – Spezzano Albanese) fu disposto il limite di velocità a 60 km/h in seguito a un provvedimento di sequestro giudiziario: secondo gli atti giudiziari i materiali utilizzati per la realizzazione dei manufatti e delle opere civili sarebbero di qualità scadente e non conformi ai capitolati d'appalto e determinerebbero dei rischi concreti per la viabilità (forse anche per infiltrazioni mafiose; il dissequestro avvenne nel 2005). L'evidente inadeguatezza della struttura la rende un fattore limitante della crescita per tutta la regione. Il costo per il completamento dei lavori necessari è stimato in 5,5 miliardi di euro, contro i 5 per l'eventuale ponte sullo Stretto.

Il tracciato dell'autostrada si sviluppa in un territorio geologicamente complesso e con un profilo altimetrico piuttosto movimentato: le catene montuose di Pollino e Sila (l'Aspromonte viene solamente costeggiato dal tracciato autostradale) vengono superate attraverso i due valichi di Campotenese e Piano Lago. All'epoca della costruzione si preferì, per motivi tecnici, la costruzione in viadotto piuttosto che in galleria e da questo è derivato un tracciato a tratti tortuoso e con raggi di curvatura molto stretti. Lungo l'autostrada sono presenti alcune importanti opere di ingegneria, in particolare il viadotto Italia sul Fiume Lao (all'epoca della sua costruzione il più alto viadotto d'Italia e uno dei più alti d'Europa, con 264 metri sopra il livello del fiume) e il viadotto Sfalassà nei pressi di Bagnara Calabra (progettato dallo studio di Silvano Zorzi, è il viadotto a via superiore a più grande luce - 376 metri - mai costruito in Europa).

In una intervista del 5 dicembre 2006 il sottosegretario alle Infrastrutture Tommaso Casillo afferma che i cantieri saranno chiusi entro il 2011 grazie ai 2,5 miliardi di euro stanziati.

Dall'uscita di Salerno il conteggio dei chilometri riparte da zero. Il tratto Salerno - Reggio Calabria ha 50 svincoli, in media uno ogni 8 km.

Tra lo svincolo "Reggio Calabria Porto - Lungomare" e lo svincolo "Reggio Calabria Nord" si innesta il raccordo RA04 che collega l'autostrada A3 con la strada statale 106 Jonica costituendo parte della tangenziale di Reggio Calabria.

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Source : Wikipedia