Risparmio

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Tags : risparmio, finanza personale, finanza

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Cassa di Risparmio di Ferrara

Logo

La Cassa di Risparmio di Ferrara è il principale ente creditizio della città di Ferrara.

Sin dalla sua antica fondazione, risalente al 1838, voluta da un gruppo di cittadini ferraresi guidati dal conte Alessandro Masi, l'ideologia della Cassa di Risparmio di Ferrara è quella di banca del territorio, ovvero un istituto di credito capace di adeguarsi alla vita dei cittadini e di essere in grado di offrire loro sicurezze economiche ed è su questo fronte che, dal 2002, il gruppo ha deciso di rilanciarsi nel campo economico con il marchio Gruppo Carife. Carife è la quarta Cassa di Risparmio italiana in ordine di tempo dopo quella di Roma e Spoleto (1836) e Bologna (1837).

Nel 1913 partecipa alla costituzione dell'Istituto di Credito delle Casse di Risparmio Italiane e dal 1927 al 1942 inizia l'acquisizione e l'accorporamento di numerosi istituti di credito locali. Nel 1967 Carife si dota di un particolare sistema elettronico e nel 1976 è la prima banca italiana ad installare un punto Bancomat. Nel 1991 Carife da vita ad una società per azioni alla quale cede l'intera azienda bancaria mentre la proprietà azionaria principale rimane alla Fondazione Carife.

Nel 2002 la Cassa di Risparmio Spa acquisisce uno dei leader italiani di leasing e factoring, la Commercio e Finanza Spa: nasce il Gruppo Carife.

Nel febbraio 2003 la Banca di Treviso entra a far parte del Gruppo Carife. Dopo essere sbarcata nel 2000 nella capitale, Carife punta all'acquisizione del più importante istituto di credito del territorio, la Banca Popolare di Roma. Sempre nel 2003 Carife ritorna ad occuparsi del nord fondando il Credito Veronese Spa, un progetto al quale Carife partecipa con un'acquisizione del 45%.

Nel 2004 Carife acquisisce Finproget Spa. Il 2005 è l'anno dell'entrata nel Gruppo Carife di Banca Modenese e di Banca Farnese che verrà successivamente acquistata da Carife lanciando un'offerta sul 51% del capitale totale.

Nel 2006 prende avvio il progetto promosso da Carife col nome di Carife SIM che si caratterizza come una struttura bancaria altamente qualificata per la gestione del risparmio, di consulenza finanziaria e nel fornire servizi per la gestione di grandi patrimoni mobiliari.

Dopo numerosi successi commerciali il Gruppo Carife può essere considerato oggi come uno dei più prestigiosi e avanzati gruppi bancari locali che non ha abbandonato le proprie radici territoriali permanendo a Ferrara con la propria sede centrale. Tra il 2000 e il 2006 il Gruppo Carife ha registrato notevoli successi: nel 2006 il gruppo si attesta su una raccolta complessiva di 14,9 miliardi di euro e su impieghi per 5,5 miliardi di euro. Attualmente Carife è sponsor ufficiale della Carife Ferrara Volley. Si prevede inoltre l'attuazioni di 30 nuove filiali entro la fine del 2009 che porterebbero le attuali 142 a 172.

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Risparmio

Il risparmio, in economia, è la quota del reddito di persone, imprese o istituzioni che non viene spesa nel periodo in cui il reddito è percepito, ma è accantonato per essere speso in un momento futuro.

In generale lo scopo del risparmio è quello di poter disporre in un secondo momento delle risorse non spese. Ciò può avvenire per far fronte a spese impreviste, nel caso di un risparmio di tipo precauzionale, per garantirsi un reddito futuro da oltre a quello offerto dal sistema pensionistico, come formalizzato dalla teoria del ciclo vitale di Franco Modigliani, per lasciare un'eredità o per compiere, in futuro, un investimento di rilevanti dimensioni, come l'acquisto di un bene durevole. La distinzione tra le diverse motivazioni del risparmio si deve principalmente a John Maynard Keynes.

Dividendo i soggetti economici di una nazione in tre grandi categorie, le famiglie, le imprese e la pubblica amministrazione, si assume solitamente che solo le famiglie risultino nel complesso risparmiatrici nette. Le imprese private e la pubblica amministrazione, al contrario, non risparmiano, ma richiedono risorse finanziarie in aggiunta a quelle di cui dispongono. Il loro risparmio è quindi negativo e dev'essere finanziato direttamente dalle famiglie, alle quali cedono titoli (azioni e obbligazioni) oppure indirettamente, ricorrendo al credito bancario. Le banche, a loro volta, finanziano i propri impieghi ricorrendo ai depositi delle famiglie. In questo senso si può dunque parlare di settori in surplus o in deficit dell'economia.

Il tasso di risparmio, vale a dire la quota del reddito che viene risparmiata, è variata nel corso del tempo, in generale riducendosi. Tra le varie motivazioni addotte dagli economisti, si considera quella che spiega il fenomeno correlando il tasso di risparmio alle incertezze prodotte da violente crisi economiche (ad esempio la crisi degli anni trenta) e dai conflitti bellici.

Il risparmio è strettamente legato all'investimento. Non usando il reddito per acquistare beni di consumo, è possibile investire risorse usandole per produrre capitale fisso, ad esempio impianti e macchinari. Il risparmio può quindi essere vitale per incrementare la quantità di capitale fisso disponibile, che contribuisce alla crescita economica.

Tuttavia, un aumento del risparmio non corrisponde sempre ad aumento dell'investimento: se i risparmi vengono messi da parte infruttuosamente, nel cosiddetto materasso, o comunque non vengono depositati presso un intermediario finanziario, come ad esempio una banca, non c'è possibilità che tali risparmi vengano utilizzati per investire dalle imprese. Ciò significa che il risparmio può aumentare senza aumentare l'investimento, inteso al netto delle scorte, possibilmente causando una diminuzione della domanda e quindi recessione, anziché crescita economica. Nel breve periodo, una diminuzione del risparmio può portare ad una crescita della domanda aggregata e quindi dell'economia. Nel lungo periodo se il risparmio diminuisce finisce per ridurre anche l'investimento e diminuire il futuro livello della produzione. Questo particolare effetto è conosciuto come Paradosso della parsimonia. La produzione economica futura è resa possibile rinunciando al consumo immediato per aumentare l'investimento.

In un'economia agricola primitiva, il risparmio potrebbe prendere la forma di accantonare la parte migliore del grano raccolto come semina per la stagione successiva. Se tutto il raccolto fosse consumato, l'agricoltura cesserebbe alla stagione successiva, e si avrebbe un'economia degradata di cacciatori-raccoglitori. Tuttavia, anche se l'intero raccolto venisse risparmiato, non si avrebbe nulla da consumare per l'anno in corso. Pertanto, il tasso ottimale di risparmio deve mantenersi tra questi due estremi ed è definito come il tasso di risparmio di regola aurea.

L'economia classica postulava che i tassi d'interesse si sarebbero adattati velocemente in modo da eguagliare risparmio e investimento, evitando una sovrapproduzione generale. Ma secondo Keynes sia il risparmio che l'investimento sono inelastici rispetto al tasso d'interesse, così da richiedere notevoli variazioni dei tassi. Sarebbero invece la domanda e l'offerta di moneta a determinare i tassi d'interesse nel breve periodo. Sarebbe dunque possibile che il risparmio ecceda l'investimento, causando una recessione.

Nell'ambito delle famiglie si è osservato che le scelte di risparmio dipendono da diversi fattori. In particolare, la propensione a risparmiare di un individuo dipende dalle sue condizioni economiche: chi è meno abbiente tende a risparmiare di meno, dovendo destinare una percentuale più elevata del suo reddito a spese incomprimibili. Di conseguenza maggiore è la percentuale di persone con redditi elevati, in una economia, maggiore è il tasso di risparmio e minore la quota del reddito che viene destinata ai consumi immediati.

Nella finanza personale, il risparmio corrisponde alla preservazione nominale del denaro per usi futuri, per creare ad esempio un fondo di emergenza, per l'acquisto di beni durevoli come una casa o un'auto, o in previsione di spese future, nonostante la possibilità che l'inflazione ne eroda il valore reale. Può essere usato per questi scopi un conto di deposito che paga generalmente un interesse.

Il denaro usato per acquistare azioni, depositato in uno schema di investimento collettivo (ad esempio in un fondo comune) o utilizzato in generale per acquistare un titolo rischioso, viene considerato un investimento finanziario. Questa distinzione è importante perché il rischio da investimento può causare una perdita in conto capitale se, al momento del realizzo, il valore del titolo è diminuito rispetto a quando è stato acquistato.

A diversi livelli di rischio desiderati si applicano diversi tassi di rendimento attesi, tanto che, per alcuni conti di deposito privi di rischio, il tasso d'interesse può risultare insufficiente a coprire la perdita di valore reale dovuta all'inflazione.

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Propensione marginale al risparmio

In macroeconomia, la propensione marginale al risparmio è l'aumento del risparmio determinato da un incremento del reddito disponibile pari ad una unità di moneta (ad esempio un euro).

Essa equivale a uno meno la propensione marginale al consumo. In formule: s = 1 − c dove s = propensione marginale al risparmio e c = propensione marginale al consumo.

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Cassa di Risparmio di Bolzano

La Cassa di Risparmio di Bolzano (già Cassa di Risparmio della Provincia di Bolzano, ted. Südtiroler Sparkasse, già Bozner Sparkasse, anche in italiano riferita spesso come Sparkasse) è il più grande istituto di credito dell'Alto Adige, fondato come Cassa di Risparmio della sola città di Bolzano nel 1854. Ha sede a Bolzano nell'omonima via. Ha un capitale sociale di 198 milioni di euro.

La Cassa di Risparmio di Bolzano nacque nel 1854 ed è stata la prima dell'attuale Alto Adige, che all'epoca formava insieme all'attuale Tirolo Settentrionale, orientale ed il Trentino la regione storica del Tirolo. L'attuale conformazione deriva dalla fusione forzata durante il fascismo tra il 1927 e il 1935 fra la Cassa di Risparmio di Bolzano e quelle minori di Brunico, Bressanone, Merano, Silandro, Vipiteno e Ortisei. La banca è stata un ente di diritto pubblico fino al 1992, quando è diventata una società per azioni. Oltre ad aderire all'Associazione Bancaria Italiana (ABI), la Sparkasse è socia straordinaria dell'Associazione delle Casse di Risparmio di Austria e Germania.

In occasione del cambio di stato giuridico nel 1992, secondo la Legge Amato, nacque la Fondazione Cassa di Risparmio, che inizialmente era proprietaria del pacchetto azionario. Successivamente la società si è aperta il mercato. Fino al 2004 parte del pacchetto era posseduto dalla Bayerische Landesbank. Oggi la Fondazione è socio di maggioranza della banca.

La banca ha sportelli sparsi in tutto l'Alto Adige. Negli ultimi anni sta provvedendo ad una forte espansione verso sud con sportelli in Trentino e Veneto (Province di Verona e Belluno), dove si presenta come "Sparkasse - Cassa di Risparmio" senza la specificazione "Südtiroler / di Bolzano".

Il Gruppo Cassa di Risparmio controlla altre società, come la Sparim S.p.A. che opera nel settore immobiliare.

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Regola aurea del risparmio

In Economia, il Tasso di risparmio di Regola Aurea è quel particolare tasso che massimizza il livello dei consumi di Stato stazionario nel modello di crescita di Solow.

Nel modello di Solow, un tasso di risparmio del 100% implica che tutto il prodotto venga reinvestito per la produzione futura, portando a un livello di consumi di stato stazionario nullo. Similmente, con un tasso dello 0%, non si investe per nulla, portando al totale deprezzamento del capitale esistente che non viene rimpiazzato e di nuovo a un livello nullo di consumo. Nell'intervallo tra questi due estremi si situa il tasso di risparmio di Regola aurea, dove la propensione al risparmio è tale che il consumo pro-capite è costante e massimo.

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Source : Wikipedia