Rio Ferdinand

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Inviato da nono 17/03/2009 @ 11:09

Tags : rio ferdinand, calciatori, calcio, sport

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Rio Ferdinand

Rio Gavin Ferdinand (Peckham, 7 novembre 1978) è un calciatore inglese che gioca nel ruolo di difensore nel Manchester United e nella Nazionale inglese.

Rio Ferdinand è cugino di Les Ferdinand e il fratello maggiore di Anton Ferdinand, entrambi calciatori professionisti.

Difensore di stazza imponente e ottimo nell'anticipo, può fare affidamento sull'esperienza maturata nelle file di grandi squadre. Pur essendo difensore, possiede un discreto senso del gol.

Ferdinand iniziò la carriera al West Ham United. Il 5 maggio 1996, il giovane fece il suo debutto nella squadra sostituendo Tony Cottee in una partita casalinga contro lo Sheffield. Nella stagione 1997-1998 Ferdinand, allora ventenne, vinse il premio come miglior giocatore giovane dell'anno. Il suo passaggio dal West Ham al Leeds United nel 2000 per 18 milioni di sterline fu per un periodo il trasferimento record del calcio inglese. L'anno successivo il giocatore indossava la fascia da capitano dei Leeds. Nel 2002 il calciatore passò al Manchester United riprendendosi il "riconoscimento" come difensore più pagato che nel 2001 gli era stato sottratto da Lilian Thuram, nel suo passaggio dal Parma alla Juventus. Il primo gol con i Red Devils venne realizzato il 14 dicembre 2005, in una partita contro il Wigan Athletic e la gara finì 4 a 0. Il suo primo gol internazionale invece risale al 23 ottobre 2007 contro la Dinamo Kiev, rete segnata di testa. Sempre con la squadra inglese nel 2008 ragiunse la finale della UEFA champions league e nello scontro decisivo a Mosca, il 21 maggio 2008 contro il Chelsea, nonostante i lievi problemi fisici è uno dei protagonisti della partita e porta i Red Devils fino ai rigori, poi vinti. In questa partita Rio indossa la fascia da capitano fino all'entrata di Giggs all'88 minuto e sono proprio il gallese e l'inglese ad alzare la coppa.

Con la divisa inglese Ferdinand fece il suo esordio il 15 novembre 1997 a soli 19 anni e 8 giorni, sostituende un giocatore inglese nell'amichevole contro il Cameroon. Quella partita li permise di ottenere un altro record, quello del difensore più giovane che abbia giocato per la nazionale inglese. Tuttavia nel 2006 il record venne ristabilito da Micah Richards.

Con la nazionale ha disputato oltre 60 partite a partire dal 1997.Con l'arrivo del Ct Fabio Capello gli viene anche consegnata la fascia di capitano appartenuta a Terry (dopo essere stata indossata momentaneamente da Gerrard).

Nella stagione 2007/2008, durante i quarti di finale della FA Cup contro il Portsmouth, poiché il portiere titolare Edwin Van Der Sar venne espulso per fallo da ultimo uomo, Rio viene mandato tra i pali per cercare di parare il rigore concesso. Intuisce la direzione del pallone, ma il penalty di Muntari è ben calciato e l'improvvisato portiere non può nulla.

Per la parte superiore



West Ham United Football Club

West Ham United FC.png

Il West Ham United Football Club è una società calcistica britannica del distretto londinese di West Ham. Milita nella Premier League inglese e disputa gli incontri casalinghi nel Boleyn Ground, stadio spesso chiamato Upton Park dal nome della zona in cui sorge.

I media chiamano giocatori e sostenitori del club Hammers (dai martelli incrociati che ne costituiscono lo stemma ufficiale) e il club L'Accademia del Football (per via della grande tradizione del suo settore giovanile), ma i tifosi preferiscono riferirsi alla squadra con il soprannome di Irons, poiché in origine la squadra si chiamava Thames Iron Works F.C..

Pur non essendo mai stato un club realmente di primo piano nel calcio inglese (essendosi trovato a lottare per il titolo solo una volta, nel 1985-1986), è comunque rimasto per la maggior parte della sua storia nella massima serie ed è stato capace di vincere la FA Cup nel 1964, 1975 e 1980 e la Coppa delle Coppe nel 1964-1965, arrivando a disputare la finale di questa competizione anche nel 1975-1976.

Dopo due stagioni passate nel Football League Championship, la seconda serie inglese, il West Ham ha ottenuto la promozione in Premier League per la stagione 2005-2006.

Il club fu fondato nel 1895 dal filantropo Arnold Hills, direttore del cantiere navale londinese Thames Ironworks, come dopolavoro per i suoi operai. La squadra fu iscritta alla London League, che vinse nel 1898. L’anno dopo fu iscritta alla Seconda Divisione del campionato semi-professionistico della Southern League, vinse nuovamente il campionato e giocò per la prima volta le partite casalinghe al Memorial Grounds, nel quartiere di Canning Town. A quel punto, affinché la squadra fosse competitiva in Prima Divisione, si rese necessario l’ingaggio di calciatori professionisti. Il Thames Iron Works F.C. fu quindi sciolto nel giugno del 1900 e un mese dopo (esattamente il 5 luglio) fu costituito il West Ham United. In quell’occasione fu deciso che i colori sociali fossero il bordeaux e l’azzurro (claret and blue).

Il West Ham giocò la sua prima partita ufficiale il Primo settembre 1900, sul campo di casa. Davanti a 2.000 spettatori, gli Hammers batterono il Gravesend 7-0 grazie ai quattro gol dello scozzese volante Billy Grassam (compreso il primo gol della storia del club, al 5° di gioco), alla doppietta di Jimmy Reid e al gol di Fergus Hunt. Il 2 settembre 1904 gli Hammers disputarono la loro prima partita casalinga al The Castle, un campo allora appena costruito il cui ingresso è su Green Street, la via principale del quartiere di Upton Park, e dove il West Ham gioca ancora oggi. Nella sua prima partita nel nuovo stadio, il West Ham batté 3-0 il Millwall con tripletta di Billy Bridgeman.

Nel 1919 la Football League riprese la disputa dei propri campionati dopo una pausa di quattro anni dovuta alla Prima guerra mondiale. La nuova organizzazione previde l’espansione della Prima e della Seconda divisione da 18 a 22 squadre. Al West Ham fu permesso di iscriversi al campionato di Seconda Divisione per la stagione 1919/20. Il 30 agosto 1919, gli Hammers esordirono nella nuova lega accogliendo il Lincoln City davanti a 20.000 spettatori. Il risultato finale fu di 1-1, con il City che passò in vantaggio grazie ad un rigore trasformato da Chesser e il pareggio dell'esordiente Jim Moyes. A fine stagione gli Hammers si ritrovarono settimi in classifica. Con 21 reti, il capocannoniere della squadra fu Syd Puddefoot, l’idolo dei tifosi che fu però ceduto un anno dopo in una delle operazioni di mercato più costose dell’epoca, con gli scozzesi del Falkirk che lo pagarono 5.000 Sterline.

Il 28 aprile 1923 si calcola ci fossero almeno 200.000 spettatori a Wembley per assistere alla prima Finale di FA Cup giocata in quello stadio. Fu una prima anche per il West Ham, mai giunto alla Finale di FA Cup in precedenza. Il trofeo lo alzò però il Bolton, che vinse per 2-0 una partita spesso interrotta dallo straripare della massa di spettatori sul terreno di gioco. Il West Ham concluse comunque la stagione 1922/23 vincendo il campionato di Seconda Divisione e guadagnandosi così per la prima volta la promozione in Prima. Peraltro, il primo maggio 1923, il West Ham fu la prima squadra inglese ad andare a giocare una partita di calcio in Germania dopo la Prima guerra mondiale.

L’esperienza degli Hammers nella massima serie iniziò con un pareggio a reti inviolate sul campo del Sunderland, una settimana prima di battere l’Arsenal per 1-0 nell’esordio casalingo del campionato 1923/24. La prima esperienza della squadra in First Division si concluse con la retrocessione al termine della stagione 1931/32. Nel 1933 il West Ham riuscì comunque ad arrivare fino alle semifinali della FA Cup, dove fu sconfitto per 1-0 dall’Everton.

Con lo scoppio della Seconda guerra mondiale la Football League fu nuovamente sospesa, dal 1939 al 1946, periodo nel quale il West Ham giocò in vari campionati regionali e vinse la Football League War Cup battendo in finale il Blackburn con il punteggio di 1-0.

La stagione 1956/57 è quella in cui si può riconoscere l’inizio della grande tradizione del vivaio del West Ham. La squadra giovanile arrivò infatti fino alla finale della FA Youth Cup, perdendo però in una gara di andata e ritorno con il Manchester United con il punteggio complessivo di 8-2. La stagione successiva, la Prima Squadra riconquistò un posto in Prima Divisione vincendo il campionato di Seconda realizzando ben 101 gol in 42 partite. Nel corso della prima stagione di ritorno in First Division, precisamente l’8 settembre 1958, esordì in Prima Squadra Bobby Moore, il più grande giocatore che abbia mai vestito la maglia del West Ham. Nella stagione successiva, la squadra giovanile raggiunse nuovamente la finale della FA Youth Cup, uscendone sconfitta dai Bristol Rovers con il punteggio complessivo di 2-1.

Ron Greenwood divenne l’allenatore del West Ham nel corso dell’estate 1961, dopo le dimissioni del suo predecessore Ted Fenton. Nel marzo dell’anno successivo, Greenwood acquistò dal Crystal Palace l’attaccante John Byrne al prezzo di 65.000 Sterline, che allora rappresentò la cifra più alta mai pagata in Inghilterra per il trasferimento di un calciatore. Fu un segnale di come il West Ham stesse tentando di salire un altro gradino nella gerarchia del calcio inglese.

Nella stagione 1963/64, con una squadra che poteva contare su molti prodotti del vivaio che nell’estate precedente aveva finalmente vinto la FA Youth Cup, il West Ham arrivò per la seconda volta nella sua storia alla finale di FA Cup. In una partita al cardiopalmo giocata contro il Preston North End, gli Hammers andarono sotto dopo soli 10 minuti di gioco ma pareggiarono una manciata di minuti dopo. Il Preston North End segna ancora alla fine del primo tempo ma Geoff Hurst pareggia all’inizio della ripresa. In un concitato finale, Ronnye Boyce segna il gol vincente a 5 minuti dalla fine. Bobby Moore sale i famosi gradini di Wembley per alzare al cielo la prima FA Cup vinta dal West Ham.

La scena si ripeterà esattamente un anno dopo, quando il West Ham raggiunge la finale della Coppa delle Coppe, che si disputa proprio a Wembley. Gli avversari sono i tedeschi del Monaco 1860 e in campo è la fame di vittoria più che la tattica a farla da padrona. La doppietta di Alan Sealey negli ultimi venti minuti di gioco regala la vittoria agli Hammers. Nell’estate del 1966, Bobby Moore salirà quei gradini per il terzo anno consecutivo. Lo scenario, questa volta, è il Campionato del Mondo vinto dall’Inghilterra 4-2 nella contestatissima finale contro la Germania. In realtà, ai tifosi del West Ham piace ricordare che furono gli Hammers a sconfiggere i tedeschi: tripletta di Geoff Hurst, gol di Martin Peters e Bobby Moore portato in trionfo. Tutti giocatori degli Irons.

Negli anni successivi, la squadra navigò quasi sempre a metà classifica. I giocatori arrivarono e partirono, e anche il famoso trio del Mondiale 66 venne ceduto ad altre squadre. Alla fine della stagione 1973/74, Greenwood lasciò il posto di allenatore al suo assistente John Lyall per passare dietro la scrivania da General Manager (e più tardi guidare la nazionale, dal 1977 al 1982). Pur rimanendo sostanzialmente anonimo in campionato, il nuovo West Ham di Lyall raggiunse la finale di FA Cup. In una partita ricca di emozioni per i tifosi, gli Hammers affrontano il Fulham guidato in campo da Bobby Moore. Doppietta di Alan Taylor e vittoria per il West Ham. La stagione successiva, gli Hammers fanno nuovamente strada in Europa fino alla finale della Coppa delle Coppe. A Bruxelles, però, l’Anderlecht vince 4-2.

Dopo le ultime scintille europee, il cammino del West Ham prese una china negativa e la squadra finì per retrocedere al termine della stagione 1977/78. Rimase in Seconda Divisione per tre stagioni, nel corso della quali divenne la prima squadra non della massima serie a vincere la FA Cup. Accadde il 10 maggio 1980, quando gli Hammers affrontarono l’Arsenal detentore del trofeo. Il gol di testa di Trevor Brooking che ha deciso la partita è stato raccontato con grande enfasi ed efficacia dal tifoso dei Gunners Nick Hornby nel suo libro Febbre a 90’.

Tornato in Prima Divisione, il West Ham fu protagonista di alcune buone stagioni difficili, a causa delle ristrettezze economiche in cui il club si trovava. Nel 1984/85, la squadra si salvò per soli due punti. L’anno successivo, dopo un cattivo inizio di stagione, una squadra guidata dagli attaccanti Tony Cottee e Frank McAvennie e dal centrocampista Alan Devonshire lottò per il Titolo fino alla penultima giornata. Alla fine, gli Hammers furono terzi in classifica, dietro il Liverpool campione e l’Everton. La squadra non seppe più ripetersi a quei livelli, per colpa anche di una lunga serie di infortunati eccellenti e per la mancanza di acquisti adeguati, e al termine della stagione 1988/89 il West Ham retrocesse nuovamente in Seconda Divisione. John Lyall venne esonerato.

Il posto di Lyall fu preso da Lou Macari prima della stagione 1989/90. Macari si dimise però il 20 febbraio 1990, in modo da potersi difendersi meglio dalle accuse di irregolarità finanziarie di cui si sarebbe macchiato nel suo club precedente, lo Swindon Town. Il posto di allenatore del West Ham fu preso dall’allenatore della squadra giovanile Billy Bonds, la cui prima stagione alla guida della squadra (1990/91) passò attraverso 19 partite consecutive senza sconfitte e terminò con un secondo posto in Seconda Divisione e la promozione in Prima. Ma per tutta la stagione 1991/92, il West Ham faticò a tenere il passo delle avversarie e a fine campionato occupò l’ultima posizione, venendo così retrocesso e mancando quindi la partecipazione alla prima edizione della neo-costituita Premier League.

Durante l’estate del 1992 Terence Brown divenne presidente del West Ham, e la squadra riguadagnò un posto nella massima serie al primo tentativo, arrivando seconda nella nuova Prima Divisione del 1992/93. Nella stagione successiva, il West Ham ottenne una salvezza tranquilla ma il 10 agosto 1994 Bonds si dimise. Il suo posto fu preso da Harry Redknapp, nominato vice–allenatore solo un anno prima.

Una delle prime mosse di Harry Redknapp come manager del West Ham fu di nominare suo cognato Frank Lampard Sr come assistente allenatore e quindi riprendere la punta Tony Cotee dall’Everton. Acquistò anche il centrocampista Don Hutchison dal Liverpool e il difensore Julian Dicks, e riprese l’attaccante Iain Dowie dal Southampton. Il West Ham riuscì a salvarsi nuovamente nel 1994/95 e giocò un ruolo importante nella drammatica ultima giornata di quella stagione, bloccando sull’1-1 il Manchester United all’Upton Park e negando così ai diavoli rossi il terzo titolo consecutivo.

L’anno successivo il West Ham si piazzò al decimo posto, ma la stagione 1996/97 fu minata dagli acquisti sbagliati del centravanti rumeno Florin Raducioiu e del centrocampista portoghese Paulo Futre. Raducioiu fu rispedito all’Espanyol dopo soli sei mesi, con 2 gol segnati in 11 partite, mentre Futre ebbe il tempo di giocare solo una gara ufficiale come titolare prima di iniziare una lunga serie di problemi al ginocchio ed annunciare il suo ritiro. Redknapp seppe comunque ottenere il massimo dai giocatori rimasti, e grazie anche all’acquisizione del ventunenne attaccante dell’Arsenal John Hartson e alla sua ottima partnership con Paul Kitson la squadra ottenne una confortevole salvezza.

Nel 1997/98, il West Ham chiuse la stagione all’ottavo posto grazie soprattutto alle ottime prestazioni dell’Upton Park: 13 vittorie, 4 pareggi e due sconfitte con 40 gol segnati. Le cose migliorarono ancora nella stagione successiva, con gli Hammers che terminarono il campionato al quinto posto – il secondo miglior risultato di tutti i tempi – nonostante seri problemi di spogliatoio che coinvolsero Hartson e il trequartista israeliano Eyal Berkovic, ma grazie anche alla verve del neo-acquisto Paolo Di Canio. Il criterio di assegnazione dei posti in Coppa UEFA obbligò il West Ham a partecipare all’Intertoto, nella cui doppia finale batté il Metz. Il cammino europeo degli Hammers si fermò però al secondo turno di Coppa UEFA, dove la squadra non riuscì a superare la Steaua Bucarest.

Negli anni successivi le prestazioni della squadra andarono progressivamente calando, anche a seguito della cessione al Leeds del difensore centrale Rio Ferdinand per quello che all’epoca fu l’acquisto più costoso del calcio inglese: 18 milioni di Sterline. Nella stagione 2000/01 il West Ham finì al quindicesimo posto, la peggior prestazione nella storia della Premiership, ma prima dell’ultima di campionato Redknapp lasciò il posto di allenatore probabilmente dopo una lite con il Presidente riguardante i fondi disponibili per l’acquisizione di nuovi giocatori. Pur non essendo eccezionale nell'impostazione tattica della squadra, Redknapp ebbe un ruolo importantissimo nel tenere a galla il West Ham in un periodo in cui il piccolo stadio non poteva offrire alla società la possibilità di competere con i grandi club. La grande capacità di Redknapp di operare sul mercato calcistico alla ricerca di talenti sottovalutati fu uno dei motivi principali del suo successo, ma fu anche la ragione che spinse Brown a chiudere i cordoni della borsa, dopo i pessimi acquisti delle due stagioni precedenti. Per l'ultima di campionato, la sconfitta 2-1 sul campo del Middlesbrough FC, la squadra venne guidata dall'allenatore della Squadra Riserve, Glenn Roeder.

Vennero fatti diversi nomi importanti per il posto di allenatore del West Ham, nel corso dell’estate 2001. L’ex giocatore degli Hammers Alan Curbishley, che aveva saputo ricostruire il Charlton dentro e fuori del campo da quando ne era diventato il manager nel 1991, fu indicato da molti come il candidato numero uno ma si disse non interessato. Steve McClaren, che era stato assistente di Alex Ferguson nei tre titoli consecutivi vinti dal Manchester United (compreso il 1999 con la tripletta Campionato–Coppa–Champions League), preferì diventare allenatore del Middlesbrough FC. La dirigenza decise alla fine di affidare il posto allo stesso Glenn Roeder, attirandosi così le critiche dei tanti che ritenevano Roeder l’uomo sbagliato, compreso Paolo Di Canio.

Nella stagione 2001/02, il West Ham ebbe una partenza lenta e i tifosi cominciarono subito a chiedere a gran voce l’esonero di Roeder. La squadra, però, rispose positivamente e a fine campionato si ritrovò con un insperato settimo posto.

Anche nel 2002/03 il West Ham partì male, e questa volta Roeder fu incapace di aggiustare le cose. In realtà, se nella seconda giornata gli Hammers fossero stati in grado di capitalizzare il vantaggio di due gol contro l’Arsenal invece di farsi raggiungere da Wiltord e da un magnifico gol di Thierry Henry, la stagione avrebbe probabilmente preso tutta un’altra piega. Invece, dopo il 4-0 rimediato sul campo del Newcastle e quel 2-2, il West Ham infilò tre sconfitte consecutive e non riuscì a vincere una partita all’Upton Park fino alla fine di Gennaio (2-1 sul Blackburn). Da lì le cose migliorarono leggermente, ma verso la fine campionato – con Sunderland e West Brom già virtualmente in Prima Divisione – la lotta per non retrocedere era tra il West Ham e il Bolton. Lo scontro diretto vide vincitori i Wanderers, e anche se nelle ultime quattro partite gli Hammers riuscirono a raccogliere 10 dei 12 punti disponibili, i 42 punti complessivi non bastarono a salvarsi. Da quando esiste la Premiership, nessuna squadra che fosse ultima in classifica a Natale (come il West Ham 2002/03) era mai riuscita a salvarsi; ma d’altra parte il West Ham fu la prima squadra a cui non bastarono 40 o più punti per salvarsi.

La retrocessione costrinse la società a cedere alcuni dei pezzi pregiati della squadra per evitare di finire in amministrazione controllata. Il trequartista Joe Cole e il terzino destro Glen Johnson finirono al Chelsea, gli attaccanti Jermaine Defoe e Frédéric Kanouté al Tottenham. Paolo Di Canio e Les Ferdinand furono lasciati liberi.

Pur partendo grandi favoriti, la stagione 2003/04 del West Ham cominciò in maniera mediocre: una vittoria, un pareggio e una sconfitta. Glenn Roeder fu esonerato e al suo posto fu messo sotto contratto Alan Pardew. Pardew era però l’allenatore del Reading, il cui presidente rifiutò le sue dimissioni e portò la questione in arbitrato davanti alla Federazione. La Football Association impose a Pardew di rimanere “a coltivare il giardino” per due mesi, nei quali la squadra fu guidata da Trevor Brooking. Pardew fece il suo esordio sulla panchina degli Hammers il 22 ottobre 2003, con un pareggio casalingo contro il Nottingham Forest.

L’obiettivo di Alan Pardew come manager del West Ham fu quello di riportare la squadra in Premiership nel giro di due stagioni. Nel corso della sua prima stagione in carica, Pardew operò molto sul mercato per cercare di adattare la rosa della squadra alle sue idee tattiche. Alla fine, gli Hammers chiusero il campionato di Prima Divisione al quarto posto, qualificandosi per i play-off. Dopo aver perso 1-0 la trasferta d’andata della semifinale contro l’Ipswich, il West Ham ribaltò il risultato all’Upton Park vincendo 2-0. La finale del 29 maggio 2004 oppose gli Hammers al Crystal Palace, guidato in panchina dall’ex Iain Dowie. Un errore del portiere dopo un’ora di gioco condanna gli Hammers: il Palace vince 1-0 e guadagna la promozione.

Nonostante gli altisonanti acquisti di Teddy Sheringham e Sergei Rebrov, la stampa e buona parte dei tifosi fecero capire di non avere alcuna fiducia nel lavoro di Alan Pardew. Durante la stagione 2004/05 le presenze allo stadio calarono e i risultati ne risentirono: alla fine di un’annata anonima, la squadra chiuse il campionato al sesto posto, raggiungendo i play-off soprattutto grazie alle buone prestazioni messe in mostra negli ultimi due mesi di campionato. Dodici punti divisero gli Hammers dall’Ipswich, arrivato terzo e nuovamente avversario in semifinale. Nell’andata all’Upton Park finì 2-2 ma il West Ham vinse con decisione il ritorno a campi invertiti, 2-0. Questa volta l’avversario della finale sarebbe stato il Preston. Si giocò al Millennium Stadium di Cardiff il 30 maggio 2005 e il West Ham vinse 1-0 grazie ad un gol di Bobby Zamora, centravanti poco prolifico durante la stagione ma autore di quattro gol nelle tre partite di play-off. Grazie anche ai 21 gol del 39enne Teddy Sheringham, dopo due anni di assenza gli Hammers tornarono in Premier League.

Il cammino nella Premier 2005/06 iniziò con il West Ham favorito per la retrocessione insieme con le altre due neopromosse – Sunderland e Wigan – e Alan Pardew indicato da tutti come il primo allenatore ad essere esonerato. La società, in realtà, si mosse con attenzione sul mercato, rinforzando la squadra senza fare acquisti azzardati (tranne quello natalizio del centravanti Dean Ashton per 7 milioni di Sterline, record del club) e soprattutto senza la necessità di vendere i nomi importanti, visto che il bilancio stava tornando a quadrare. Il risultato fu un campionato tranquillo, sempre giocato al limite della zona UEFA, e coronato dalla qualificazione alla Finale di FA Cup, che - nonostante la sconfitta ai rigori ad opera del Liverpool - rappresenta anche l'automatica qualificazione per la Coppa UEFA della stagione successiva.

Nonostante i prestigiosi acquisti degli argentini Carlos Tévez e Javier Mascherano, l'inizio della stagione 2006/07 è stato deludente. Prima l'eliminazione nel turno preliminare di Coppa UEFA ad opera del Palermo, poi l'eliminazione al primo turno della Carling Cup per mano del piccolo Chesterfield, con la squadra che non riesce a risollevarsi dalle ultime tre posizioni della classifica della Premier League.

Il 26 novembre 2006 il club è stato acquistato da un consorzio islandese capeggiato dal magnate dei biscotti Eggert Magnusson, che dopo appena due settimane decide di esonerare Pardew, il giorno dopo la sconfitta 4-0 contro il Bolton. Il posto di allenatore viene dato all'ex giocatore del West Ham ed ex manager del Charlton Alan Curbishley.

Dopo un inizio estramente faticoso, Curbishley riuscì a motivare i giocatori nel modo giusto e nel mese di marzo 2007 la squadra si mise sulla strada giusta. Trascinato da Carlos Tévez, il West Ham raccolse 7 vittorie nelle ultime 9 partite di campionato e raggiunse un'insperata salvezza vincendo all'ultima giornata per 1-0 sul campo del Manchester United Campione d'Inghilterra.

Quello del 2007-2008 è stato un campionato di transizione per gli Hammers, che, decimi classificati prima della sosta natalizia, sono rimasti in quella posizione fino a tre giornate dalla fine del torneo, per poi chiudere il campionato tornando al decimo posto. Il cammino in Premier League, di medio livello, è stato caratterizzato da alcune vittorie di prestigio contro Manchester United e Liverpool e da una goleada esterna contro il Derby County. A ciò si è aggiunta una serie di buone partite in League Cup, dove la squadra è stata eliminata ai quarti di finale dall'Everton. Inoltre in tale annata, Magnusson ha lasciato il comando del club a un certo Gudmundsson, secondo uomo più ricco di Islanda.

Dopo poche giornate dall'inizio della stagione 2008/09, Curbishley si dimette; gli subentra l'italiano Gianfranco Zola, alla sua prima esperienza da allenatore in un club.

Lo stemma originale rappresentava due martelli incrociati, quei martelli che si usano nelle fabbriche dove si fondono le navi. Intorno al 1900, allo stemma fu aggiunto un castello che rappresentava la “Green Street House”, nota anche come “Boleyn Castle” per via del fatto che Anna Bolena ci abitò brevemente. Nello stemma, il “Boleyn Castle” è rappresentato sullo sfondo dei due martelli con la classica immagine delle torri merlettate.

Un’altra teoria afferma che il castello sia stato inserito nello stemma come ringraziamento per l’aiuto portato al club dai giocatori dell’Old Castle Swift. In ogni caso, la presenza del “Boleyn Castle” nello stemma ha portato la società a battezzare il proprio stadio con il nome di Boleyn Ground.

Nel libro The Official West Ham United Dream Team del 2003 si riporta il risultato del sondaggio in cui fu chiesto a 500 tifosi di elencare l'undici ideale del club. Il voto fu ristretto ai giocatori dell'epoca moderna.

Nel corso della sua storia, il West Ham ha avuto solamente dieci allenatori, una cosa unica nel mondo del calcio di primo piano. Non solo: il primo allenatore della squadra, Syd King, è rimasto in carica per trent’anni, e fino al 1989 il club ha avuto appena cinque manager.

Il soprannome di “Hammers” deriva dal nome del club (West Hammer) oltreché dai martelli incrociati rappresentati nello stemma della squadra. I mezzi di informazione si riferiscono ai giocatori definendoli “Hammers” anche se ai tifosi sembra piacere di più l’altro soprannome, “Irons”. Quest’ultimo nickname deriva dal primo nome della squadra, Thames Ironworks FC.

Il West Ham è noto anche come L’Accademia del Football, grazie alla grande reputazione che il suo settore giovanile ha saputo costruirsi negli anni e allo stile di gioco fluido che la squadra ha sempre praticato. Il soprannome fu dato al club dalla stampa degli anni Sessanta e anche se i tifosi avversari si fanno spesso gioco di questa nomea, è indubbio che il settore giovanile del West Ham sia uno dei più produttivi d’Inghilterra.

Alcuni dei giocatori che si sono “laureati” all’Accademia del West Ham sono Bobby Moore, Geoff Hurst, Martin Peters, Trevor Brooking, Tony Cottee, Paul Ince, Rio Ferdinand, Frank Lampard, Joe Cole, Glen Johnson, Michael Carrick e Jermain Defoe.

Come ogni altra squadra di calcio, anche il West Ham ha delle rivalità particolarmente accese. In particolare, sono molto sentite le gare con altre due squadre londinesi come il Chelsea o il Tottenham, o con una squadra odiata da molti come il Manchester United. La rivale per eccellenza degli Hammers è comunque il Millwall F.C..

I tifosi di West Ham e Millwall F.C. si sono reciprocamente odiati per decenni, e quest'odio è spesso culminato con delle vere e proprie guerriglie tra le bande hooligan più accese. Quella che era cominciata come una fiera rivalità tra una squadra di costruttori di navi ed una di operai portuali si è trasformata in aperta ostilità durante lo Sciopero Generale del Maggio 1926. In quell'occasione, tutti gli operai dei Royal Docks, sulla sponda nord del Tamigi – ossia la zona del West Ham – fecero sciopero, mentre i portuali dei Millwall Docks e del porto del Surrey continuarono a lavorare. Quel conflitto tra operai in sciopero e crumiri si trasferì sui campi da calcio, infiammando la rivalità tra le due squadre.

Tra gli anni settanta e gli anni ottanta una delle componenti più violente della sua tifoseria, denominata Inter City Firm, si rese protagonista di durissimi scontri con gang legate a squadre rivali.

Il documentario di Ian Stuttard Hooligan, prodotto nel 1985 per la televisione britannica, offre uno sguardo attento all'interno della Inter City Firm, la frangia di tifosi violenti del West Ham che terrorizzò i campi di calcio inglesi negli anni '70 e '80.

Nel 1988 Alan Clark diresse il film televisivo The Firm, interpretato da Gary Oldman e ispirato proprio al documentario di Stuttard. Nel film il gruppo di tifosi si chiama Inter City Crew e il West Ham non viene mai citato, anche perché la storia racconta del tentativo di costituire una banda di hooligan che segua la nazionale inglese agli Europei di Germania del 1988, ma nella camera da letto del protagonista sono chiaramente visibili poster e cimeli degli Hammers.

Il film Hooligans, diretto nel 2005 da Lexi Alexander e interpretato da Elijah Wood, racconta la storia di un gruppo di tifosi violenti del West Ham. La pellicola è ambientata al giorno d'oggi, ma la Green Street Elite del film è chiaramente ispirata alla Inter City Firm.

Bobby Moore, capitano del West Ham e della nazionale inglese che vinse il mondiale del 1966, fu nel 1981 tra i protagonisti di Fuga per la vittoria di John Huston, a fianco di altri grandi calciatori come Pelé e Osvaldo Ardiles. L'attrice inglese Keira Knightley (Pirati dei Caraibi) tifa per il West Ham .

Nella saga di Harry Potter, Dean Thomas, uno studente di Hogwarts, tifa per il West Ham.

Il bassista e fondatore del famoso gruppo Heavy Metal inglese Iron Maiden, Steve Harris, è un grandissimo tifoso del West Ham United, tanto da portare lo stemma del club sul suo strumento. Inoltre da adolescente giocò nelle giovanili del West Ham United nel ruolo di terzino, ma abbandonò il calcio a causa della sua grandissima passione per la musica rock.

Gruppi punk come Cock Sparrer e Cockney Rejects sono hooligans del West Ham. I Cockney Rejects hanno anche rifatto in chiave punk OI! l' inno del West Ham I'm Forever Blowing Bubbles.

Da sue recenti affermazioni si è appreso che il presidente degli Stati Uniti d'America, Barack Obama, è tifoso degli Hammers.

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Dominic Matteo

Dominic Matteo (Dumfries, 28 aprile 1974) è un calciatore scozzese, difensore dello Stoke City.

Matteo ha iniziato la carriera con il Liverpool, squadra per la quale ha giocato dal 1992 al 2000 (con una breve parentesi in prestito al Sunderland). Ad agosto 2000, si è trasferito al Leeds United, con cui ha debuttato un mese dopo, nella partita di Champions League 2000-2001, contro il Milan.

Durante quell'edizione della massima competizione continentale per club, Matteo è stato uno dei migliori calciatori del Leeds United, con cui ha raggiunto le semifinali. È ricordato, soprattutto, per la rete allo stadio Giuseppe Meazza contro il Milan, nella prima fase a gironi.

Quando Rio Ferdinand è stato acquistato dal Manchester United nell'estate del 2002, Matteo è stato nominato capitano della squadra. Al termine del campionato 2003-2004, il Leeds è retrocesso e, a luglio, Matteo ha firmato un contratto triennale con i Blackburn Rovers. Ha debuttato con la maglia dei Rovers nella sfida contro il West Bromwich Albion, in una gara terminata con il punteggio di uno a uno.

A gennaio 2007, si è trasferito allo Stoke City, per cui ha firmato un contratto fino al termine della stagione. In questo periodo, è stato utilizzato in nove partite e ha realizzato una rete. Matteo ha continuato a giocare per lo Stoke anche nel precampionato, nonostante il suo contratto fosse scaduto. Il 10 agosto 2007, gli è stato offerto un rinnovo contrattuale fino all'anno successivo. È stato nominato capitano, nonostante scenda in campo in maniera sporadica.

Matteo è stato convocato nell'Inghilterra Under-21, ma successivamente è stato selezionato dalla Scozia, sua terra d'origine. Ha debuttato a novembre 2000, nella sfida contro l'Australia. Ha abbandonato la Nazionale nel 2004.

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Gerard Piqué

Gerard Piquè (Barcellona, 2 febbraio 1987) è un calciatore spagnolo, che gioca come difensore nel Barcellona.

Piquè venne acquistato dal Manchester United nel 2004 direttamente dal Futbol Club Barcelona B il 1 luglio 2004. Successivamente venne prestato al Real Saragozza per una stagione. In Aragona si è messo in mostra fornendo ottime prestazioni quando veniva chiamato in causa, anche fuori ruolo. Veniva infatti proposto spesse volte come esterno basso di difesa dall'allenatore degli aragonesi, disputando ottime partite.

Grazie al buon rendimento durante la stagione 2006-2007, venne riscattato dal prestito dall'allenatore dello United Alex Ferguson, il quale era sicuro di avere tra le mani un futuro fuoriclasse. Ha fatto la sua prima apparizione con il Manchester United il 26 ottobre 2004 contro il Crewe Alexandra F.C.. Inoltre ha giocato per la Nazionale Spagnola Under 17 e Under 18. Appare tra le prime 20 promesse del calcio mondiale nella classifica dell'anno 2007 (insieme ai vari Pato, Jovetić, Nani, Walcott e Bojan Krkić)..

Nella stagione 2007-2008 Piquè ha segnato il primo gol in UEFA Champions League, contro la Dinamo Kiev. Nelle poche volte che è stato chiamato in causa, ha fornito sempre ottime prestazioni; ma proprio a causa dello scarso utilizzo da titolare, chiuso da Rio Ferdinand e Nemanja Vidić, il catalano ha manifestato pubblicamente il proprio malumore, diventando così l'oggetto del desiderio di varie squadre, fra le quali il Barcellona e la Juventus.

Il 22 maggio 2008 Piquè trova l'accordo con il suo vecchio club, il Barcellona, firmando un contratto quadriennale con la società catalana. Il costo del trasferimento non è stato reso noto, ma dovrebbe aggirarsi attorno ai 5 milioni di euro.

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Joe Jordan

Joe Jordan, all'anagrafe Joseph Jordan (Carluke, 15 dicembre 1951), è un ex calciatore e allenatore di calcio britannico, nazionale scozzese.

Centravanti, dopo il periodo delle giovanili passò nel 1970 al Leeds dalla sua squadra scozzese del Greenock Morton per la cifra di 15 mila sterline.

Nei primi anni della sua carriera, perse gli incisivi superiori per i duri contrasti di gioco con i difensori avversari, per cui fu costretto a portare una dentiera che era solito togliersi per entrare in campo, dandogli un'espressione molto particolare che gli valse il soprannome Jaws (come il titolo originale del film 'Lo squalo').

Al Leeds dovette fare parecchia gavetta prima di potersi conquistare un posto da titolare nell'attacco, mettendosi peraltro in luce nel 1973 con 16 presenze e 9 reti, la finale di Coppa delle Coppe persa contro il Milan e la prima convocazione nella nazionale scozzese contro l'Inghilterra a Wembley.

La stagione seguente giocò con maggior continuità nella squadra che conquistò il titolo inglese con una sorprendente striscia di gare senza sconfitte, ben 29, conquistandosi un posto nella nazionale scozzese e così l'accesso ai mondiali del 1974. La Scozia uscì al primo turno, ma Jordan mise a segno due reti.

Dopo la seconda sconfitta in Coppa dei Campioni, nel 1975, il Leeds entrò in una fase di declino, sancita anche dalla cessione di Jordan al Manchester United per 350.000 sterline.

Con la maglia della sua nazionale Jordan fu al centro di una polemica legata alla partita di qualificazione ai mondiali del 1978: nella sfida decisiva contro il Galles, fu proprio lui a toccare la palla di mano nell'area avversaria. L'arbitro non se ne ravvide e diede un calcio di rigore contro i gallesi convinto che fosse stato il difensore avversario a commettere l'infrazione: la Scozia segnò e si qualificò ai mondiali a spese degli avversari. In Argentina seguì le infelici sorti della sua nazionale, eliminata al primo turno, mettendo però a segno una rete.

Dopo tre stagioni senza alcun successo se non una finale di FA Cup persa nel 1979, Jordan passò al Milan nel 1981: la squadra rossonera era appena tornata in Serie A dopo la vicenda del calcio-scommesse e cercava di allestire una squadra competitiva. Jordan non disputò un campionato eccezionale (due reti in 22 partite). Delle due reti in campionato realizzò quella che poteva essere decisiva per la salvezza, nell'ultima di campionato. Nonostante quest'ultima vittoria, il Milan retrocesse nuovamente per una serie di circostanze sfavorevoli, in quanto due delle altre dirette concorrenti, Cagliari e Genoa, pareggiarono contro Fiorentina e Napoli con episodi contestati e discutibili. Alla Fiorentina fu annullata una rete dai più considerata regolare, mentre il Genoa trovò un insperato pareggio a Napoli a pochi minuti dal termine grazie ad un calcio d'angolo letteralmente regalato dal portiere napoletano Luciano Castellini. Da questo episodio nacque lo storico gemellaggio tra le tifoserie di Napoli e Genoa.

Convocato per i mondiali spagnoli, nella partita contro l'URSS, segnò la sua decima rete in nazionale, diventando l'unico giocatore scozzese capace di segnare in tre differenti edizioni dei campionati del mondo. Tuttavia, nella stessa partita (la cinquantaduesima presenza internazionale), si infortunò e in seguito non disputò altre partite con la maglia della sua nazionale.

Dopo una parantesi a Verona, tornò a giocare in Inghilterra al Southampton F.C. nel 1984, dove rimase tre stagioni, terminando la carriera al Bristol City come giocatore-allenatore.

Terminata la carriera da calciatore, intraprese quella di allenatore alla guida di alcuni club inglesi e scozzesi.

Fatto curioso è che i tifosi del Leeds non hanno mai dimenticato il suo “tradimento” passando agli acerrimi rivali del Manchester United: lo dimostra il fatto che, quando nel 2002 Rio Ferdinand fece lo stesso passo, i tifosi del Leeds esposero uno striscione con la lista dei “traditori” fra cui comparivano, oltre a Ferdinand appunto, Eric Cantona, McQueen e Jordan…

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Source : Wikipedia