Rifugiati

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Inviato da murphy 25/03/2009 @ 15:07

Tags : rifugiati, crisi e conflitti, esteri

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Ufficio internazionale Nansen per i rifugiati

Premio Nobel

L'Ufficio internazionale Nansen per i Rifugiati (in francese Office International Nansen pour les Réfugiés) è stato un ufficio della Società delle Nazioni, incaricato di assistere i rifugiati provenienti dalle aree di guerra, attivo dal 1931 alla fine del 1938. In quell'anno, all'organizzazione fu assegnato il Premio Nobel per la pace. L'Ufficio è intitolato alla memoria di Fridtjof Nansen.

Prima dell'Ufficio Internazionale Nansen, ad occuparsi della questione dei rifugiati era l'Alta Commissione per i Rifugiati, guidata da Fridtjof Nansen, vincitore del premio Nobel per la pace nel 1922.

L'Ufficio fu fondato nel 1930 dalla Società delle Nazioni, per diventare operativo a partire dal 1 aprile 1931. Aveva il ruolo di braccio operativo, sotto forma di assitenza materiale, del Segretariato della SdN, cui faceva capo la responsabilità per i rifugiati. Era previsto, come difatti avvenne, che l'Ufficio fosse dismesso il 31 dicembre del 1938.

Il periodo storico non fu certo favorevole alla stabilità finanziaria dell'organizzazione, che era finanziata principalmente con le tariffe del Passaporto Nansen. Rispetto a questi proventi, le altre forme di finanziamento, comprese le donazioni, erano meno rilevanti. Inoltre, la Società delle Nazioni prevedeva un finanziamento sempre minore col passare degli anni.

Gli avvenimenti degli anni '30 (in primo luogo l'ascesa, in Germania, del Nazionalsocialismo e la guerra civile spagnola) fecero aumentare notevolmente il numero dei rifugiati. I finanziamenti, che, come si è visto, giungevano in maniera incostante e, in ogni caso, in costante diminuzione (come previsto dalla SdN), erano insufficienti ad affrontare l'aumento dei rifugiati.

Dal 1933, l'Ufficio fu affiancato dall'Alta Commissione per i Rifugiati provenienti dalla Germania, anch'essa destinata a dissolversi alla fine del 1938.

Nonostante le difficoltà, l'Ufficio Nansen riuscì a portare quattordici stati ad adottare la Convenzione per i Rifugiati del 1933. Più concretamente, l'Ufficio sostenne il trasferimento dei rifugiati della Saar in Paraguay e la costruzione di villaggi in Siria e Libano destinati ad ospitare 40000 armeni.

Alla sua dissoluzione, l'organizzazione fu sostituita dall'Ufficio dell'Alto Commissario per i Rifugiati sotto la Protezione della Società delle Nazioni.

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Campi per rifugiati

Campo per rifugiati Ruandesi nel nord est della  Repubblica Democratica del Congo

I campi per rifugiati sono luoghi in cui i rifugiati sono ospitati. Il termine rifugiato è in questo caso esteso, e comprende sia i rifugiati politici creati da eventi come guerre civili e discriminazioni etniche verso gruppi interi o anche rifugiati ambientali, la cui fuga dipende da disastri ambientali o emergenze che portano al pericolo di vita di gruppi di persone, per motivi che non dipendono in maniera strettamente diretta da azioni umane. I campi possono essere situati all'interno o all'esterno del paese di provenienza.

A seconda del segmento di persone che abitano un campo, possono essere organizzati da organizzazioni diverse, solitamente ONG o agenzie delle Nazioni Unite. Il campo ha sempre un obiettivo di durata temporanea, al fine di tenere unite le comunità colpite in attesa della soluzione del problema o del ripristino di condizioni sufficienti per ritornare a vivere nel luogo di provenienza. Pertanto i campi per rifugiati hanno come caratteristica temporale una relativamente breve durata. Talvolta l'eccezionalità delle cause porta i campi ad avere durate superiori alle decine di anni come i campi per rifugiati palestinesi dal 1948 o Saharawi dal 1975.

Il campo per rifugiati, per sua definizione e per obiettivo parte sempre come temporaneo, pertanto, anche per motivi di velocità di impianto, nelle emergenze la rapidità rappresenta la differenza fra la vita e la morte per un numero elevato di persone, prevede abitazioni per i profughi o sfollati in tende e baracche con un livello sufficiente di infrastrutture per l'igiene personale e collettiva, strutture mediche, strutture di comunicazione e una logistica orientata a dare il sostentamento alimentare. Il tutto considerando una densità di popolazione elevata, e, rappresentando spesso un'isola di relativa tranquillità, tende a salire nel tempo.

Oggi l'ACNUR evidenzia cinque emergenze speciali, tre di origine politica e frutto di guerre o conflitti striscianti, ovvero l'Afghanistan e la regione dei grandi laghi al nord del Congo ex Zaire dove si sono susseguite nel tempo le conseguenze di diversi conflitti e il Darfur dove fra rifugiati e sfollati sono seguiti due milioni di persone. Due di carattere ambientale: lo Tsunami e il terremoto del Pakistan.

L'ACNUR per gestire il problema ha creato un'agenzia speciale l'UNRWA. I campi sono localizzati nella Striscia di Gaza, in Cisgiordania, in Giordania, nel Libano e in Siria. La localizzazione delle prime due aree può trarre in inganno, sono rifigiati in quanto ex residenti in territori che oggi appartengono allo stato di Israele. Sono campi nati nel 1948 e, al contrario dei Saharawi, hanno una labile speranza di poter rientrare nei luoghi di origine. Vista la loro età sono strutturati in forma non temporanea e le abitazioni sono diventate normali. L'UNRWA ha uno staff di 27.000 persone, molte fra di loro sono rifugiati, ed operano in comunità stabili come insegnanti, medici, infermieri ed operatori sociali. I campi hanno sempre bisogno di un aiuto esterno, ma dopo una durata così lunga hanno una struttura sociale consolidata. I campi del Libano, per la loro attività, sono stati la causa principale della prima invasione dello Stato da parte di Israele nel 1982. Sabra e Chatila, luoghi dello storico massacro, sono tuttora campi per rifugiati palestinesi, pur potendo essere considerati quartieri degradati della capitale libanese. L'UNRWA stima in 4.300.000 i rifugiati palestinesi.

Sono quattro, concentrati a sud est della città di Tindouf in Algeria. Accolgono circa 175.000 persone su un altopiano desertico, l'Hammada dove si verificano escursioni termiche da -5°, nelle notti d'inverno a 60°, nei giorni d'estate. Diversamente da tutti gli altri, sono totalmente autogestiti ma, per la fortissima concentrazione di persone, dipendono quasi totalmente dall'esterno per il sostentamento. Sono nati dopo il 1975, in seguito all' esodo di una fortissima parte della popolazione del Sahara Occidentale, una stima dell'AFROL determina nel 60% i rifugiati nei campi di Tindouf rispetto al totale che comprende i residenti nella porzione del Sahara Occidentale occupato dal Marocco. A questi vanno aggiunti i rifugiati della diaspora. I campi sono autogestiti dalla RASD che ha replicato nei quattro campi la struttura amministrativa del paese di origine. Ogni campo è una wilāya (provincia) suddivisa in sei o sette dā'ira (circoscrizioni) a loro volta suddivise in quartieri. L' Algeria ha concesso lo status di zone autonome e l'accesso è simile ad uno Stato sovrano. A causa della particolare natura del terreno sono state mantenute le abitazioni in tende e i luoghi comuni in muratura. La maggior parte degli provengono dall'Algeria, seguita da stati europei e dall'ACNUR. La particolarità, rispetto ai campi palestinesi, è la speranza legata all'esito positivo del referendum di autodeterminazione che permetterebbe il ritorno nel Sahara Occidentale.

Dopo cinque anni dalla fine della seconda guerra mondiale, lo sconquasso creato dalla guerra, dalle modificazioni di geografia politica e i nuovi equilibri politici dell'Europa avevano lasciato un grande numero di rifugiati che non avevano ancora poturo scegliere riguardo il loro futuro ed erano costretti a vivere in campi a loro dedicati. La nascita dell'ACNUR e la Convenzione di Ginevra permise all'ONU di ultimare l'emergenza in Europa. I problemi erano complessi e consistevano in un ridimensionamento dei territori della Germania, con una non chiara visione di quello che poteva essere il futuro dello stato, lasciando terre storicamente o recentemente abitate dai tedeschi in zone acquisite da altri paesi con flussi in uscita di popolazioni tedesche; in un numero importante di ebrei sopravvissuti alla Shoah che non avevano ancora potuto o voluto scegliere dove andare, la creazione di un discreto numero di profughi in seguito alla nuova polarizzazione dell'Europa.

Si può affermare che le fonti normative hanno sempre inseguito le emergenze che si sono create dopo la seconda guerra mondiale. Prima della nascita dell'ACNUR si può parlare quasi esclusivamente di diritti individuali a livello internazionale e addirittura fino al 1948 con l'approvazione della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo firmata il 10 dicembre a Parigi, o del Diritto di asilo si parte da diritti individuali per creare le reti di protezione per i gruppi che necessitano protezione ed accoglimento temporaneo. È del 1951, il 28 luglio la Convenzione sullo statuto dei rifugiati che definisce chiaramente cosa si intende per rifugiato. Si affianca a questo il Protocollo relativo allo status di rifugiato del 31 gennaio 1967 di New York. In riferimento ai campi per rifugiati successivamente si è esteso l'ospitalità dal rifugiato, che per definizione varca un confine di stato, anche agli sfollati. In pratica l'ACNUR, pragmaticamente, quando è possibile organizza campi anche all'interno dei paesi di provenienza dei rifugiati. La complessità delle guerre e delle vicende umane ai nostri giorni non avrebbe permesso sempre lo status di rifugiato in caso di guerre civili o di emergenze ambientali o sanitarie. Oltre a ciò, all'ACNUR sono stati demandati compiti che non aveva al momento della sua costituzione e che non ricadono nelle competenze statutarie, per l'assenza di organismi sovranazionali che abbiano lo scopo a cui si è allargato. Sempre riferendosi ai campi, ma non solo, l'ACNUR dai rifugiato ha allargato la sua azione agli sfollati, ai rimpatriati, agli apolidi (una stima recente li valuta in nove milioni di individui) e dei richiedenti asilo. L'ACNUR venne istituita nel dicembre 1950, con uno staff di 23 persone, dall'assemblea delle Nazioni Unite ed ebbe come primo scopo la gestione, per certi aspetti complessa, dei rifugiati in Europa dopo la seconda guerra mondiale. Sia la Convenzione di Ginevra del 1951 e il Protocollo di New York del 1967 definiscono il rifugiato, ma non determinano le procedure e le norme per riconoscerlo, pertanto viene lasciata ad ogni stato discrezione sul riconoscimento. L'ACNUR si è presa come compito una chiara definizione del rifugiato e delle figure allargate che segue e cerca di arrivare il più ossibile a definizioni e processi condivisi fra i paesi, con unaa armonizzazione delle norme, possibilmente anche fra i paesi che non hanno mai subito emergenze al fine di evitare soluzioni improvvisate solo al nascere dei problemi stessi.

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Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati

Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati

L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (United Nations High Commissioner for Refugees) è l'agenzia delle Nazioni Unite specializzata nella gestione dei rifugiati, fornisce loro una protezione internazionale e assistenza materiale ai rifugiati e persegue soluzioni durevoli alla loro drammatica condizione. È stata fondata il 14 dicembre 1950 e ha sede a Ginevra in Svizzera da dopo la seconda guerra mondiale per soccorere i profughi della guerra. Ha aiutato 50 milioni di persone e ha vinto 2 premi nobel per la pace.

Inizialmente, l'UNHCR aveva il mandato di occuparsi dei soli rifugiati, successivamente l'incarico è stato ampliato.

Secondo i dati riportati dal rapporto del 2007 dell'Agenzia Appel Global, 6.689 persone lavorano in 116 paesi in tutto il mondo per aiutare rifugiati e sfollati. Lo stesso rapporto indica nella cifra di 21.018.589 le persone che rientrano nella competenza dell'UNHCR.

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Rifugiati palestinesi

Israele con Cisgiordania, Striscia di Gaza e Alture del Golan

I rifugiati palestinesi o profughi palestinesi sono persone, prevalentemente arabi, che sono fuggiti o sono stati espulsi nel corso della Guerra arabo-israeliana del 1948 dalle loro case in quella parte del Mandato britannico della Palestina che è diventato il territorio dello Stato di Israele. Il termine è nato durante il primo esodo palestinese (arabo: النكبة, Nakba, "catastrofe"), l'inizio del conflitto arabo-israeliano.

L'organizzazione delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione (UNRWA), definisce "rifugiato palestinese" una persona "il cui normale luogo di residenza è stata in Palestina tra il giugno 1946 e maggio 1948, che ha perso sia l'abitazione che i mezzi di sussistenza a causa della guerra arabo-israeliana del 1948".

La questione della liquidazione dei rifugiati è spesso citata come un potenziale accordo per i negoziati di pace israelo-palestinesi.

La definizione di rifugiato dell'UNRWA copre anche i discendenti delle persone divenute profughi nel 1948 indipendentemente dalla loro residenza din un campi profughi palestinesi o in comunità permanenti. Si tratta di una grande eccezione alla normale definizione di rifugiato.

In base a questa definizione, il numero di profughi palestinesi per l'ONU è passata da 711.000 nel 1950 a oltre quattro milioni di iscritti nel 2002.

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Source : Wikipedia