Ricette

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Inviato da maria 17/03/2009 @ 00:14

Tags : ricette, gastronomia, tempo libero

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Le ricette di Arturo e Kiwi

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Le ricette di Arturo e Kiwi è una serie animata, improntata in modo comico (ma con valenza didattica), che illustra in 4 minuti svariate ricette, tipiche della cucina regionale italiana.

La serie è un'evoluzione di alcuni cartoni animati realizzati alcuni anni prima da Zingoni ed Held e andati in onda sul portale internet My-Tv. La serie si intitolava La Cucina Ginese, dato che nei primi due episodi dei sei totali era Gino il Pollo a fare da assistente allo chef Q-Gino, il quale altri non era se non il gallo del logo della Riso Gallo S.p.a.. La serie, infatti, era una sorta di spot pubblicitario per le varie tipologie di cereale prodotte dall'azienda. In questa serie fa il suo esordio assoluto il Kiwi, prima come "ingrediente" trovato da Gino e poi, a partire dal terzo episodio, come assistente di cucina. Durante gli episodi de La Cucina Ginese sono riconoscibili alcune battute e tormentoni che oggi caratterizzano il duetto Arturo e Kiwi. Quindi si può considerare la serie un anello di congiunzione tra le due opere di Zingoni. I sei episodi sono ancora disponibili in rete.

La striscia conta due personaggi, con lo stile del duetto comico. Spesso la cucina cambia alcuni dettagli d'arredo, per adattarsi alla regione o città del piatto presentato. Nella presentazione delle ricette viene adottato un metro per definirne la difficoltà chiamato "Grado Kiwi" con valori a partire da 1 (facilissimo) a 7 (impegnativo). La maggior parte dei piatti hanno un livello di difficolta' tra 2 e 3,5 kiwi, mentre il Caciucco alla Livornese ha il livello massimo di 7 kiwi.

Arturo, il cuoco, è un burbero (ma fondamentalmente bonario) Mastino napoletano che, come dice lui stesso, ha lasciato il cuore nella città partenopea. È uno "chef" molto raffinato e preparato ed il suo ruolo è quello di introdurre ed illustrare le ricette. Nei battibecchi con Kiwi è sovente ripetere la frase-tormentone «Mammina mia dammi la forza!». Fra i vari grembiuli indossati, ne porta spesso uno con scritto "Italians do it better" (celebre slogan di Madonna) e talvolta uno con "we are the champions" (con lo sfondo del tricolore italiano). Quando espone una ricetta in cui vengono usate le uova, spesso questiona Kiwi sull'origine di queste, chiedendo se non siano "farina del suo sacco". In alcune puntate fa capire di essere pacifista e di odiare le armi.

Kiwi, l'assistente, è uno stralunato Kiwi neozelandese. Ha il ruolo di preparare materialmente le ricette, è una "buona forchetta" ed ha la passione per i vini e gli alcolici pregiati, ed infatti ogni volta che vuole berne è rimbrottato da Arturo. Le sue entrate in scena sono sempre da "avanspettacolo", nelle quali si presenta con dei curiosi costumi, per poi toglierseli, attaccare tormentoni come «Kiwi, kiwi allelujah!» e (spesso) essere preso a padellate da Arturo. Queste entrate in scena, i fraintendimenti linguistici con Arturo su alcuni termini (mortaio, cacciatora, beccafico, marinare, pelati, ed altri), il tono di voce e l'aspetto da pulcino, lo rendono il "lato" comico del duetto. Il personaggio inoltre parla sostituendo le vocali di fine parola con le "u" ed è mostrato come latin lover, spesso a telefono con le sue conquiste, ma di lui si sa anche che è sposato con figli («tengu figli, cane, gattu... e picciuncina»).

I titoli degli episodi sono omonimi alle ricette presentate in essi. Tutti gli episodi si possono vedere a rotazione sul sito ufficiale.

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Waitress - Ricette d'amore

Waitress - Ricette d'amore è un film del 2007 scritto e diretto da Adrienne Shelly. Presentato al Sundance Film Festival nel gennaio del 2007.

Jenna lavora come cameriera al Joe's Diner, dove confeziona magnifici dolci a cui affibia bizzarri nomi. Ma la vita di Jenna non è così dolce come le torte che cucina, infatti vive un'esistenza grigia e monotona assieme a suo marito Earl, un uomo manesco e volgare. Ma la vita di Jenna subisce una svolta quando scopre di essere inaspettatamente incinta, ma non sa se esserne felice visto chi è il padre, in più si innamora del suo affascinante e nevrotico ginecologo, che ha un solo piccolissimo "problema", è sposato. A modo suo Jenna saprà cambiare la sua vita e dare una svolta che finalmente la vedrà realizzata, felice e serena.

Questo è l'ultimo film di Adrienne Shelly, uccisa brutalmente per futili motivi il 1° novembre 2006.

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Le ricette di Pepe Carvalho

Le ricette di Pepe Carvalho (Las recetas de Carvalho) è un libro di Manuel Vázquez Montalbán pubblicato in Spagna nel 1988 e, tradotto da Hado Lyria in italiano, da Feltrinelli nel 1994.

Dopo quattrordici volumi tra romanzi e raccolte di racconti aventi per protagonista l'investigatore Galiziano, lo scrittore catalano Vázquez Montalbán, gourmet come il personaggio letterario da lui creato e già autore nel 1981 di un altro libro di ricette che ha riscosso ampio consenso di pubblico - Ricette immorali -, pubblica questo curioso volume in cui sono raccolte le ricette di 120 piatti citati nei quattordici volumi precedenti della serie di Pepe Carvalho. Per ogni piatto oltre agli ingredienti e alle modalità di preparazione il volume riporta il passo del romanzo o del racconto in cui il piatto è citato.

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Ricette d'amore

Bella Martha, distribuito in Italia con un titolo forse eccessivamente retorico (Ricette d'amore),è il vero film d'esordio della regista tedesca Sandra Nettelbeck che figura anche come unica autrice della sceneggiatura.

Si tratta di una commedia lineare e gradevole ma rifinita di toni drammatici, fedele ai canoni sobri e minimalisti di un certo cinema tedesco che tenta di raccontare storie di umanita' con misurato trasporto, leggerezza e soprattutto con una sapiente arte cinematografica, spesso appresa in lunghi periodi di formazione negli studios californiani.

Nel film, a dispetto del titolo sentimentale, é centrale il dramma vissuto dalla protagonista, rappresentata da una eccellente Martina Gedeck, una matura interprete tedesca, attiva soprattutto nelle produzioni televisive.

La bravissima cuoca professionista, fulcro centrale intorno al quale ruota l'attività di un famoso ristorante, vive nella assoluta incapacità di comunicare, prigioniera di una realtà asettica ed immune che essa stessa ha contribuito a determinare, ma che inesorabilmente ne provoca la sofferenza; il suo mondo si limita alla perfezione professionale ed è incapace di aprirsi ad altre categorie di pensiero e di sentimenti.

Le immagini fredde del film costruiscono bene il dramma muto di Martha, la sua bellezza ascetica é ben dosata e l'attenzione per la fotografia di interni mette ben a fuoco i due personaggi principali. Si tratta di un film certamente nordico per ispirazione e costruzione, ma che tende e volge a sud, seppur verso un sud ipotetico, immaginifico, irreale, costituito ancora una volta da quegli stereotipi che gravitano intorno ad una certa pretesa superiorità del nostro modello di vita edonistico, bucolico, mediterraneo.

Ulteriore chiave d'interpretazione del film è quindi l'attenzione al cibo che del resto ritroviamo in tanti film da La grande abbuffata (cibo e morte), a Miseria e nobiltà (cibo e fame), a Il pranzo di Babette (cibo e carnalità) ecc. In questo film il rapporto è tra cibo e amore . Il cibo come metafora dei sentimenti dei personaggi: il cibo elaborato e perfetto tecnicamente della protagonista ma privo di sapore perché freddo e non coinvolgente e quindi il rifiuto della nipote che cerca amore e affetto che trova nel cibo offertole dal cuoco italiano : un cibo semplice ma caldo e saporito. Il cibo come seduzione ed espressione reale di amore verso quello per cui lo si confeziona e al quale lo si offre. Il cibo con i suoi odori, sapori e colori coinvolge tutti i nostri sensi ed è inevitabile quindi che ispiri la nostra sessualità: così accade per Martha conquistata dall'apparente rozzezza e semplicità dei cibi del cuoco italiano.

Bravissimo Sergio Castellitto, il suo calore dilaga nel film dal momento della sua comparsa e gioca da contrappunto alla performance della Gedeck. Sostanziale il contributo musicale di Keith Jarrett.

Nel 2007 è stato realizzato un remake statunitense, intitolato Sapori e dissapori con Catherine Zeta-Jones e Aaron Eckhart a giudizio della critica di levatura molto inferiore all'originale.

Martha è una cuoca professionista, dipendente in un ristorante di una città tedesca. Poiché la raffinatezza dei suoi piatti rende il locale famoso in tutta la città, la proprietaria asseconda pazientemente lo strano carattere della donna, chiuso e volitivo, poco disponibile nei confronti del personale e sempre teso ad una maniacale cura dei particolari, ad una perfezione gastronomica non di rado eccessiva.

Martha non accetta critiche e non condivide con altri nessun aspetto della sua arte, della quale si ritiene padrona assoluta ma che totalizza però la sua esistenza, non lasciandole altro spazio per alcun tipo di rapporto umano. Conscia di questo e sofferente per la sua condizione, la bella cuoca si pone in cura da uno psicanalista.

La routinaria vita di Martha subisce però un giorno un brusco cambiamento. Sua sorella, divorziata e madre di una bambina di 8 anni, muore improvvisamente in un incidente stradale e Martha è costretta ad occuparsi temporaneamente della bambina, fin quando almeno non verrà rintracciato il padre, un italiano del quale la donna conosce a mala pena il recapito in Italia. Ne risultano sconvolti non solo i tempi, incompatibili con le esigenze educative della bambina, ma anche gli affetti, i sentimenti, l'idea di sé.

Attraverso la giovane nipotina, Martha è costretta a rielaborarsi in direzioni a lei ancora sconosciute, scopre l'importanza dei legami e l'impegno che essi esigono, un impegno che lei deve sottrarre alla sua attività professionale. Sopraggiunge una crisi che mette a dura prova il rapporto tra Martha e la tollerante proprietaria del ristorante, che non licenzia la bella cuoca tedesca ma bensì gli affianca uno sconosciuto cuoco italiano, Mario (Sergio Castellitto), apparentemente estraneo ai canoni dell'alta cucina accademica, ma dotato invece di una grande carica umana e sociale, che conquista da prima il resto del personale e poi la stessa nipotina di Martha che rifiuta sistematicamente le prelibatezze preparate dalla zia ma che invece divora con appettito i semplici piatti di spaghetti del cuoco.

La vitalità e la semplicità di Mario, unite ad una certa discrezione ed ad una puntuale intraprendenza, nascondono invece una raffinata maestria culinaria e aprono lentamente un varco nella personalità rigida ed arroccata di Martha, che grazie al cuoco stesso, riesce a stringersi ancor più a sua nipote della quale è finalmente pronta a riconoscere le esigenze affettive.

Ma, proprio nel momento in cui le cose sembrano volgere al meglio, in un rapporto a tre tra Martha, Mario e la bambina, che si configura equilibrato e sereno, ecco arrivare in Germania il padre della bimba pronto a prendere con se la figlia e a portarla in Italia. Il distacco per Martha è dolorosissimo e causa di una nuova crisi interiore, dalla quale riesce a liberarsi soltanto abbandonando il ristorante.

Con l'aiuto di Mario, Martha scende in Italia per far visita alla bambina e scopre finalmente una realtà a lei congeniale, un ambiente accogliente ed umano, nel quale sceglierà di vivere e di continuare a lavorare, nell'affetto del suo cuoco italiano e di sua nipote.

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Source : Wikipedia