Rhythm and Blues

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Tags : rhythm and blues, musica, cultura

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Rhythm and blues

Il Rhythm and Blues (scritto anche R&B o RnB) è un termine introdotto nel 1949 da Jerry Wexler, allora giornalista per la rivista Billboard. Il termine è una versione politicamente corretta della definizione allora usata (race music, considerato offensivo verso i neri). Più che una definizione di un genere musicale ben preciso, il rhythm and blues è stato utilizzato nel tempo per descrivere genericamente la musica contemporanea popolare degli afroamericani. Ai suoi inizi il R&B era una versione ritmata del Blues suonato, per la stragrande maggioranza, da afroamericani; successivamente, principalmente per ragioni di mercato, venne assimilato dai bianchi e ispirò così il Rock & Roll; è comunque difficile stabilire una precisa linea di differenza tra i due generi se non prima della contaminazione soul e della nascita del cosiddetto R&B moderno. Era fortemente influenzato dal jazz, il boogie, il blues ed il gospel. Negli anni sessanta rhythm and blues passò di moda per essere rimpiazzato da altre espressioni (come soul music).

Il termine è riapparso recentemente per indicare la musica pop afroamericana, con connotazioni di funk e rap. Oggi il genere R&B si suddivide in altri quattro sottogeneri: hip hop soul, neo soul, new jack swing e Crunk & B.

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Musica rap

Il rap (letteralmente "chiacchiera") è uno stile musicale sorto negli Stati Uniti a metà degli anni settanta, e diventato parte di spicco della cultura moderna. Il termine è stato inventato dal cantante di colore Joe Tex. Il rap è la componente vocale della cultura hip hop e consiste essenzialmente nel "parlare" seguendo un certo ritmo, questa tecnica vocale è eseguita da un (MC, freestyler), mentre il DJ (turntablist, beatmaking, scratching) accompagna l'MC. Insieme agli stili di ballo hip hop (specie la breakdance) e al graffiti writing, rapping e DJing sono tra i quattro elementi della cultura hip hop, nata presso la comunità afroamericana di New York nei primi anni settanta.

Tipicamente il rap consiste di una sequenza di versi molto ritmati, incentrati su tecniche come rime baciate, assonanze ed allitterazioni. Chi scandisce tali versi, cioè il rapper, lo fa su una successione di note ("beat") realizzata tramite il beatmaking, suonata da un dj e fornita da un produttore o più strumentisti. Questo "beat" è spesso creato usando un campionamento percussionistico di un'altra canzone, generalmente funk o soul. Inoltre molti altri suoni sono di frequente campionati, suonati con un sintetizzatore o creati con strumenti veri. A volte un brano rap può essere strumentale, e ciò viene fatto a scopo dimostrativo da un dj o un produttore. I testi delle canzoni affrontano perlopiù tematiche a sfondo sociale.

A partire dai primi anni novanta l'hip hop è diventato parte di molte classifiche musicali ed oggi è diffuso in tutto il mondo, in vari stili. Sebbene questo genere musicale abbia varcato i confini delle produzioni underground per diventare di forte successo commerciale con artisti come 2pac, The Notorious B.I.G., Eminem, 50 Cent, Snoop Dogg e Jay-Z per citarne alcuni, negli Stati Uniti rimane vasta e fortissima la presenza di produzioni indipendenti. Ciò dimostra come il rap sia sì un fenomeno musicale, ma soprattutto una componente di una cultura oramai radicata all'interno del territorio statunitense. Questo genere si divide in varie correnti, tra cui il gangsta rap, il christian hip hop, il g-funk e l'hardcore hip hop, ed altri sottogeneri ancora.

A partire dal XVII secolo furono condotti nel Nord America migliaia di schiavi neri, che venivano venduti come fossero merce e impiegati nel duro lavoro delle piantagioni. Essi portavano con sé la cultura africana: le sonorità, il modo di sentire e la reminiscenza di usi e costumi tipici del loro paese d'origine a contatto con la cultura occidentale hanno dato origine al blues e al gospel prima e al jazz poi. Tutto è iniziato dai canti di gruppo che gli schiavi intonavano nelle piantagioni, per sopportare la fatica, esprimendo la loro umanità. Questi canti si diffusero soprattutto nel sud degli Stati Uniti, dove c'era una maggiore densità di schiavi di colore, e vennero anche chiamati "work-song" ("canti di lavoro").

Uno dei primi fenomeni musicali afro-americani furono i gospel e gli spiritual, che erano canti consolatori di ispirazione cristiana. I testi delle canzoni spiritual trattavano argomenti presi dalla Bibbia, con un intento di immedesimazione nelle vicende di Gesù e degli ebrei, in modo da poterne trarre consolazione e forza di sopportazione.

Quindi, nacque anche il blues, che prende il nome dalle "blue notes", la scala musicale utilizzata nell'uso dei vari strumenti. Gli argomenti del blues erano più nostalgici e tristi, come testimonia la radice del nome, "blue", nostalgico.

Dalla fusione tra jazz e blues nacque poi il BoogieWoogie. Esso fu introdotto da alcuni pianisti blues come "Pine-Top", che fu il primo musicista di colore a registrare le proprie canzoni su un disco. Uno dei più importanti compositori del boogie-woogie fu il trombettista-cantante Louis Armstrong, che iniziò la sua carriera con la Creole Jazz Band of Chicago di King Oliver, e presto si mise in luce per le sue capacità di improvvisazione. Se si ascolta una canzone di Armstrong, si nota che spesso canta sillabe senza senso in libertà, che servono ad imitare il suono del suo strumento: una prassi che ha il nome di scat.

Molto vicino al BoogieWoogie è il soul, un altro genere musicale nero, molto simile al blues: l'unica differenza è nel fatto che nel soul si trattano maggiormente temi sentimentali. Giunti al soul, si è ad un passo dall'arrivare al rap e al rhythm and blues.

Nei quartieri neri si comincia a cantare un genere con influenze blues e swing. Questo genere viene chiamato "Rhythm and Blues", o, più comunemente "R&B".

Dopo gli anni Trenta, nei ghetti americani ci fu una forte ondata di malavita, caratterizzata da omicidi, lotte fra bande, spaccio di droghe e cose varie. Inoltre, a causa delle varie rivoluzioni, si ebbe un afflusso nei ghetti di persone provenienti da Porto Rico, Cuba e Messico, Colombia, Perù e altri paesi sudamericani. In particolar modo i portoricani introdussero la moda di scrivere sui muri con bombolette spray; fu così che nacque l'arte chiamata Aereosolart o Writing, volgarmente meglio conosciuta come arte dei graffiti o graffitismo.

Durante gli anni Cinquanta vi fu il boom di vendita dei giradischi, e così gli abitanti più giovani dei ghetti abitati da gente di colore scoprirono l'arte dello scratching, la tecnica di far girare un disco in opposte direzioni in modo tale da creare una strana melodia in grado di suonare comunque bene alle orecchie. A queste melodie, che la gente chiamava beats, si unì l' emceeing o meglio il rapping, forma di canto già molto diffusa tra i giovani neri consistente nel vocalizzare frasi in rima. Nasceva il rap, nelle cui canzoni venivano espresse con termini a volte anche pesanti le realtà (spesso fatte di sofferenza) della vita nel ghetto.

L'hip hop/rap è discendente di generi quali funk (James Brown e i suoi rappin'-sermoni), gospel, soul, blues,dj BhO, e più direttamente del talking blues. Sorse intorno al 1973 nel Bronx, località sulla terraferma di New York, dove era nata una gang chiamata Organization e ben presto conosciuta come Zulu Nation. La maggior parte delle tematiche derivava direttamente dalla tradizione africana a giamaicana.

Le principali ere storiche dell'hip hop/rap sono quella old school hip hop (1970-1985), dagli esordi al debutto in mainstream, e quella golden age hip hop (1985-1993), in cui iniziarono a riscuotere successi sia il movimento East Coast che quello West Coast. Allora cominciò anche la storia moderna del genere, con la nascita di gangsta rap e G-funk, di derivazione West Coast. Gli anni dal 1993 ad oggi riguardano hardcore hip hop, "bling-bling", gli stili underground e i successi in ambito mainstream, che definiscono in larga parte l'hip hop moderno.

Nei primi anni settanta, presso le feste di strada di New York, personaggi come DJ Kool Herc cominciarono a campionare e separare le sezioni ritmiche di vari brani, di generi come funk, soul, R&B e disco music. Le radici di queste canzoni risalgono a metà degli anni cinquanta, quando il celebre cantante e compositore James Brown citò Little Richard e la sua band tra i primi a praticare il funk su basi rock. Siffatti brani furono usati per i – "breakbeats" dai dj. Questi facevano ballare la gente ai party, nei giardini pubblici o lungo le spiagge semplicemente esibendosi con il loro dj set e mixando basi e dischi. Con l'aumento di popolarità di questa musica, i cantanti iniziarono a parlare sui ritmi campionati e divennero noti come "MC", abbreviazione di "Master of Ceremonies". Essi avevano una rima facile e la capacità di seguire il dj anche durante i passaggi più impegnativi, utilizzando le proprie abilità liriche sulle parti non cantate dei dischi. Il primo ruolo dell'mc era quello di introdurre il dj e la sua musica e di attirare l'attenzione del pubblico. Gli mc iniziarono ad introdurre frasi non cantate nelle canzoni, ad invitare l'audience a ballare, a salutare gli spettatori, ma anche a pronunciare giochi di parole ed aneddoti. Alla fine questa pratica si affinò e divenne nota come "rapping". Tutto ciò non aveva però il benché minimo peso discografico, trattandosi di improvvisazioni e non di prodotti confezionati in studio.

Nel 1979 uscì la prima grande produzione commerciale di genere: "Rapper's Delight" della Sugarhill Gang, che entrò ai primi 40 posti di Billboard. 'Rapper', termine che indica chi pratica il rapping, derivò proprio da questa canzone. Allora ebbe successo anche "King Tim III (Personality Jock)" della Fatback Band, dedicata prevalentemente a funk e disco.

L'uscita del disco della Sugarhill Gang è quindi significativa perché contribuì a diffondere questo genere, relativamente nuovo, presso una vasta schiera di persone che non erano direttamente coinvolte nel clima culturale newyorkese e delle zone limitrofe, ovvero la patria del genere; da lì in poi fu molto più facile far conoscere questo modo di fare musica.

Negli anni ottanta l'hip hop iniziò a diversificarsi e a svilupparsi in una forma più complessa. Nello stesso tempo sorsero tecniche più sofisticate, come scratching e campionamenti. Nel 1980 arrivò al successo un altro grande nome, Kurtis Blow. Seguì Grandmaster Flash con i suoi Furious Five, nel 1982, che aprirono la strada al rap impegnato a partire da The Message, brano scritto da Melle Mel.

Fino ad allora, il modo di fare rap era ampiamente basato sulla mescolanza di breaks e musica elettronica. L'arrivo sulla scena dei Run-DMC rivoluzionò il genere: il loro stile fatto di un suono scarno ed essenziale ma potente ed infarcito di riff di chitarra, diviene ben presto un nuovo punto di riferimento. I Run-DMC segneranno l'inizio dell'età dell'oro dell'hip hop, divenendo il primo gruppo a salire alla ribalta del mainstream musicale cavalcando il crescente successo di un genere che avevano contribuito a rendere efficace. Il rap diviene così un genere magmatico ed in velocissima evoluzione, anche i contenuti cambiano: riprendendo modelli giamaicani, i testi divengono più espliciti, con molte oscenità, ma spaziando fino alla denuncia sociale, a volte caricata di violenza.

Alla fine del decennio apparvero nuovi stili e sottogeneri dell'hip hop, e questa musica ottenne così altra popolarità. I musicisti di genere collaborarono anche con gruppi rock, e diedero vita anche a generi come conscious hip hop, jazz rap e gangsta rap.

Fino alla prima metà degli anni ottanta, il rap è terra di conquista per afroamericani. Il 1986, oltre a vedere il successo dei Run-DMC porta alla ribalta il primo gruppo rap formato da bianchi: i Beastie Boys, provenienti da esperienze hardcore punk ed affiancati dal produttore Rick Rubin (che già aveva lavorato con i Run-DMC). Il loro primo album, Licensed To Ill, diviene vendutissimo in breve tempo, dimostrando così che il rap (come altri generi prima di lui, ad esempio il jazz o il rock) può diventare linguaggio universale.

Quello che invece rimane difficile da estirpare nel genere è una sorta di machismo, unito ad una sostanziale ostilità verso le donne: sono poche quelle che riescono ad affermarsi in un ambiente dove effettivamente vengono spesso prese in considerazione solo dal punto di vista sessuale, Ice-T disse "Fin dall'inizio della mia carriera mi hanno accusato di sessismo perché sono sincero e dico apertamente com'e' che gli uomini vedono le donne. Un sessista vede le donne semplicemente come pezzi di carne. Il fatto è che gli uomini guardano le sporgenze delle donne, e le donne guardano le sporgenze degli uomini. Questo è sessismo?". La presenza femminile comunque non si scoraggiò arrivando al successo ugualmente: grazie a Queen Latifah e, più recentemente, Lil'Kim e Missy Elliott.

Nel 1987, solo un anno dopo il successo di Beastie Boys e Run-DMC, il mondo del rap fu nuovamente scosso da un vero e proprio terremoto come i Public Enemy (nome mutuato da una canzone di James Brown, Public Enemy n.1, dedicata all'eroina). In un periodo in cui l'ascesa del rap creava figure inconsistenti fatte di immagini ricorrenti (catene d'oro, medaglioni, borchie) e molti rappers erano ormai delle parodie di se stessi, i Public Enemy si fecero avanti armati di sveglie al collo e delle tesi e le ideologie di Malcolm X e dell'Islam, sfornando rime politiche e ricche di figure retoriche. E proprio i Public Enemy, insieme a N.W.A., Ice Cube, Ice-T, sono responsabili della trasformazione del rap nella Black CNN (termine coniato da Chuck D), sistema di informazione della gente di colore: nei dischi i testi si fanno polemici e politicizzati, compaiono testi di denuncia, i video diventano un incitamento alla rivolta, spesso scontrandosi con la rigida censura americana. Questo sancisce inevitabilmente l'esplosione della violenza nei ghetti neri, e questo finisce inevitabilmente per interessare anche il dorato mondo di Hollywood, che approfitta dando vita a varie pellicole fra cui ricordiamo "Colors", "New Jack City", "Boyz'n The Hood", "Juice".

Tramontata l'epoca dei Public Enemy, il cui Greatest Misses si rivela un vero e proprio buco nell'acqua, sono già pronti a salire sul palco nuovi artisti. Fra questi vi sono De La Soul e Jungle Brothers, che fissano nuove tendenze sia nei testi che nell'aspetto, e si fanno largo nuove filosofie basate su simboli di pace. Alcuni rappers, come per esempio KRS-One, si trasformano da gangster in sostenitori di movimenti che mirano a fermare la violenza.

Negli anni novanta si assistette anche ad un violento confronto tra le due maggiori correnti gangsta, West Coast ed East Coast. Tale scontro interessò Tupac Shakur e The Notorious B.I.G., e finì con le loro dipartite rispettivamente nel 1996 e nel 1997.

All'inizio dei '90 si intravedono anche i primi palesi tentativi di commercializzazione del genere rap, da qualcuno definito entertainment (intrattenimento): ne sono responsabili personaggi come MC Hammer e Vanilla Ice, il fenomeno ha vita breve nelle forme in cui era stato concepito, e l'hip hop inizia a tornare alle origini, riscoprendo le sonorità dei generi che l'hanno "creato" come il jazz e il R&B, dando origine a gruppi interessanti come i Common, Mos Def, Roots, Dream Warriors, gli US3, o i Gang Starr di Guru (autore fra l'altro del progetto Jazzmatazz), e a collaborazioni con artisti del calibro di Herbie Hancock e Ronnie Jordan.

Nel '96 i Bone Thugs-N-Harmony, da Cleveland (Ohio) pareggiarono i Beatles per il singolo a più rapida ascesa in classifica ("Tha Crossroads"). Quattro anni dopo, l'album The Marshall Mathers LP di Eminem vendette nei soli USA più di nove milioni di copie e vinse un Grammy Award.

Il rap negli Stati Uniti, paese dove è nato, è oggi diventato a tutti gli effetti un genere affermato come gli altri. La sua versione più commerciale ha un'ampia fetta di mercato musicale e quindi sottostà alle regole che governano il mondo discografico: la vivacità lirica e la profondità dei testi lasciano più spazio a produzioni orecchiabili, hits capaci di vendere molto, essere ballate nei club, tirare la volata ad interi dischi. Nonostante questo, la versione più prettamente underground di questo genere continua ad essere veicolo di idee, oltre ad avere grandi capacità di denuncia sociale. È quindi sempre più evidente la frattura tra il rap commerciale ed il rap underground. Ne è una riprova la diversa carriera fatta da due tra gli MC più importanti di New York, Nas e Cormega.

Ogni "freestyle" è generalmente composto da un tempo determinato per ogni rapper, nella quale quest'ultimo deve cercare di coinvolgere e convincere il pubblico delle proprie migliori qualità. Così crea delle rime in improvvisazione, di solito fondate sull'autocelebrazione o sul ridicolizzare ed offendere ironicamente (ma molto più spesso pesantemente) il proprio avversario.

Il rap fa parte della cultura hip hop, movimento che include anche breakdance e graffiti writing, oltre che gergo ed abbigliamento propri. La popolarità di questa musica ha contribuito alla diffusione della sua cultura d'origine, negli Stati Uniti e in minor misura all'estero.

Alla fine degli anni novanta, nel rap si è molto diffuso il "bling bling", incentrato su simboli di ricchezza ed elevazione sociale come denaro, gioielli, auto di lusso ed abiti firmati. Anche se I riferimenti alla ricchezza esistono sin dalla nascita dell'hip hop, la cultura "bling bling" è molto più radicata nei fortunati lavori di quel periodo (nella fattispecie, i video musicali) di Puff Daddy e della Bad Boy Records; rilevante è stato anche il ruolo della No Limit Records, di Master P. Tuttavia il termine è stato coniato nel 1999 con Bling Bling, noto singolo di Lil' Wayne (Cash Money Records). Gli artisti Cash Money, furono ritenuti gli epitomi di stile ed attitudine "bling bling". Sebbene molti rapper, specie quelli gangsta, senza pentimento mirano ed inneggiano al bling bling, altri artisti soprattutto undeground l'hanno apertamente criticato. Da loro, infatti, non sono rare le accuse di materialismo a questo stile di vita.

Il successo di rap e suoi sottogeneri ― ancora una volta, in questo caso, il gangsta ― ha anche avuto un forte impatto sociale sui comportamenti dei giovani di oggi. L'attitudine a volte egoista, ritratta in testi e video di alcuni artisti di genere, ha spesso avuto conseguenze negative per i fans. I modi di fare di certi artisti non rispecchiano il resto dell'hip hop, e gli effetti dei loro testi sui giovani di questa cultura sono molto dibattuti. Molto spesso i ragazzi adottano la personalità "gangsta", molto edonista e modaiola, senza essere parte di una gang. Simili comportamenti inducono più volte a comportamenti antisociali, come la persecuzione del proprio pari, l'avversione alla buona educazione, il rifiuto dell'autorità, e a crimini minori come il vandalismo. Un'evidente sottocultura "pseudo-gangsta", si è molto diffusa tra i giovani del Nord America.

Poiché la musica hip hop pone quasi sempre enfasi all'"ipermascolinità", i suoi testi riflettono per molti atteggiamenti tendenti all'omofobia. Spesso si sospetta che vi siano in giro rapper omosessuali, a lungo mai entrati in scena per timore di possibili polemiche. Ciò ha toccato anche artisti come Queen Latifah, Da Brat e parecchi altri. Nel 2001 si è tenuto il primo PeaceOUT World Homo Hop Festival, che ha ospitato rapper omo, bisessuali e transgender. Il festival è stato sostenuto ad Oakland (California), ed è stato curato dall'artista ed attivista Juba Kalamka, e viene tuttora aperto ogni anno. Nel 2003, si diceva che il gay Caushun avesse firmato per l'etichetta Baby Phat (di Kimora Lee, allora sposata con Russell Simmons); tuttavia nessun suo disco è stato finora pubblicato. Nel settembre del 2005 il documentario Pick Up the Mic, presentato all'International Film Festival di Toronto (Canada), parlava di artisti omo, bisex e transgender: tra questi Deep Dickollective, JenRO, Tori Fixx e il duo God-Des and She.

L'hip hop ha un gergo distintivo, che include parole come yo, flow e phat. Grazie al successo del genere negli ultimi decenni, molte di queste parole sono state assimilate in vari dialetti differenti in tutto il mondo. Oggi anche chi non ascolta rap, ne usa a volte il gergo. Vi sono anche parole come homie, anteriori all'hip hop ma spesso associate. Talvolta espressioni come what the dilly, yo sono diffuse da una singola canzone (in questo caso, "Put Your Hands Where My Eyes Could See" di Busta Rhymes), ma sono solo usate per poco tempo. Particolarmente importante è lo slang di Snoop Dogg ed E-40, che aggiungono -izz ed -n a metà parola (ad esempio, per loro shit diventa shizznit). Questa pratica fu usata per la prima volta da Frankie Smith, nel suo linguaggio senza senso (il singolo "Double Dutch Bus", del1980). Si è diffusa anche tra quelli che non sono fan del rap, che addirittura non conoscono la derivazione di -izz.

Negli anni recenti l'hip hop ha incontrato con la censura più problemi che il resto della musica, per l'uso di imprecazioni. Riceve anche strali, perché a volte è anti-establishment, e molti brani parlano di guerre e colpi di stato che alla fine rovesciano il governo. Per esempio "Gotta Give the Peeps What They Need" dei Public Enemy fu editata senza il loro permesso, rimuovendo le parole "free Mumia". L'uso di parolacce in molte canzoni ha generato sfide nella loro trasmissione, sia nei videoclip (specie su MTV) che in radio. Di conseguenza molti brani rap sono trasmessi censurati: le volgarità vengono tagliate dalla registrazione (ma senza intaccare il background), oppure i testi sono sostituiti con altri non offensivi. Il risultato – che spesso rendono incomprensibile il testo o contraddice la produzione – è quasi diventato una costante del genere. Spesso questa censura è stata presa in giro in film come Austin Powers: Goldmember (2002), in cui un personaggio – che prende in giro un video hip hop – canta un intero verso censurato.

Benché l'hip hop sia nato negli Stati Uniti, si è ampiamente diffuso oltre i loro confini. Fino agli anni ottanta, il genere era noto solo negli USA. In quel decennio cominciò a diffondersi in ogni continente, e in vari paesi divenne parte della locale cultura musicale. L'aumento di popolarità del rap è stato quasi parallelo alla diffusione della cultura hip hop - ad esempio la breakdance. Attualmente, a livello mondiale, tra gli artisti di genere solo Eminem e Tupac Shakur hanno finora venduto almeno 50 milioni di dischi a testa.

Regno Unito Alla fine degli anni novanta, in Gran Bretagna hanno riscosso ampi successi Roots Manuva, Blak Twang e MF Doom in ambito underground. Dai primi anni 2000, musicisti come The Streets, So Solid Crew, Dizzee Rascal e Goldie Lookin Chain hanno ottenuto ottimi risultati in classifica. La popolarità di garage music e grime, anch'essi basati sull'MCing, hanno contribuito al successo dell'hip hop britannico. Tra i rapper della scena locale, famosi sono anche Lady Sovereign, Braintax, Jehst e Sway.

Il rap comparve in Francia nel 1979, proprio durante i primi successi negli USA. Dal 1982 sono state create varie stazioni radio riservate al genere, tra cui Rapper Dapper Snapper, e lì debutto DJ Dee Nasty. Nello stesso anno vi fu il primo grande concerto hip hop locale, il New York City Rap Tour, sponsorizzato da Europe 1 e a cui parteciparono Afrika Bambaataa, Grandmixer DST, Fab 5 Freddy, Mr Freeze e la Rock Steady Crew.

A partire dal 1983, il rap è diventato parte di rilievo della musica francese. Paname City Rappin' di Dee Nasty, pubblicato nel 1984, fu il primo disco hip hop realizzato nel Paese. La Francia ha prodotto artisti come IAM, Suprême NTM e soprattutto MC Solaar, di origini senegalesi.

Dalla Germania provengono gli Optik Army di Kool Savas, ma altre crew come Aggro Berlin, Ersguterjunge, Fettes Brot, Amstaff, Shok Muzik, Bushido, Sido e Fler. In Europa sono abbastanza noti anche rapper solisti come Samy Deluxe ed Azad.

Svezia L'hip hop svedese è emerso negli anni ottanta,. Dai novanta artisti come Looptroop, The Latin Kings ed Infinite Mass sono passati dalle rime in inglese al "rinkeby Swedish", un linguaggio pidgin usato perlopiù per le registrazioni in patria.

Irlanda In Irlanda l'artista hip hop più famoso è DJ Collie, seguito da Craz-e, B-Wonder e da gruppi come Man against machine. Il Paese ha anche una propria rivista di genere, "Rap Ireland", di proprietà di Kev Storrs, DJ Frank Jez di FM104 e Tim Dogg. In ambito urban, sono noti DJ Ahmed, DJ Tando e DJ Mo-K.

Polonia In Polonia il rap è tra gli stili musicali più di successo, ed artisti come Kazik e Liroy, emersi nei primi anni novanta, si trovano in prima linea nel mainstream locale. Attualmente l'hip-hop polacco si è diversificato e si è fatto conoscere da una maggiore fetta di pubblico, con rapper come OSTR, WWO, Vienio, Gural, Pezet, Tede, Pokahontaz, Abradab, Peja, Fenomen, Kaliber 44 e Syndesmo. Lì non mancano inoltre etichette indipendenti, che producono stili differenti in varie città polacche.

Paesi Bassi I primi rapper olandesi di successo furono gli Osdorp Posse, bianchi ed originari di Amsterdam, e la crew The Postmen, da Capo Verde e Suriname. Negli anni recenti, artisti rap di origine marocchina come Ali B e Raymzter hanno ottenuto alcuni successi e sono diventati culturalmente influenti. Raymzter è noto per la canzone Kut Marokkanen??!, che argutamente lanciò un semiosceno insulto razzista agli ascoltatori. Il duo Lange Frans & Baas B ha prodotto varie hit, come la patriottica Het land van ("La terra di..."). Nel 2005, De Jeugd van Tegenwoordig ("La gioventù di oggi") si sono affermati con Watskeburt?! ("Che succede?!").

In Italia i primi artisti rap di maggior successo commerciale sono stati Jovanotti e gli Articolo 31. Nella scena underground si facevano già da tempo largo nomi importanti come Neffa, Deda e Dj Gruff, che insieme diedero vita al progetto SXM (Sangue Misto), opera unica di reale successo underground. Il cantante Kaos si fece strada a colpi di voce rauca e rime taglienti con la canzone "Cose Preziose", affiancato dal produttore Fritz Da Cat: Kaos diede un'impronta tutta personale al mondo underground, che vide questa canzone come inno alla musica rap italiana. I folkloristici Sud Sound System si fanno portavoce del rap e reggae in dialetto, con l'attuale "Sciamu a Ballari". I 99 Posse, di Napoli, si impegnano come la Onda Rossa Posse in temi politici, e riscuotono grande successo non solo per la loro musica. Gli anni novanta sono stati la culla per il rap italiano, donando successo alla canzone di Frankie HI-NRG MC "Quelli Che Benpensano". A milano compare Bassi Maestro, MC milanese che diede una grande spinta al rap italiano. Dal nuovo millennio emerge CapaRezza, all'esordio Mikimix, che nel 2003 si impone all'attenzione con l'album Verità supposte, dove è contenuto il tormentone Fuori dal tunnel. Si sono in parte distaccati dal loro stile iniziale Piotta, i Sottotono, gli Uomini Di Mare e gli ATPC. Più di recente hanno riscosso successo Fabri Fibra,rapper tuttavia poco rispettato dagli altri rapper italiani, e Mondo Marcio. Negli ultimi anni stanno uscendo alla ribalta i Club Dogo e la loro crew Dogo Gang e il gruppo romano Truceklan. Ha avuto inoltre discreto successo Nesli, fratello di Fabri Fibra, con il suo singolo Nesli Park ed il suo album Le verità nascoste.

Romania In Romania il rap si è diffuso negli anni 90' con i B.U.G. Mafia per poi far scena ad altri artisti come La Familia, inizialmente aiutati ad emergere proprio da loro, ora rivali, ma anche altri gruppi, Codu Penal, Parazitii, Ombladon.

Filippine In Asia, le Filippine sono considerate il primo paese ad aver sviluppato una propria scena locale hip hop, nell'area sull'Oceano Pacifico. La nascita dell'hip hop filippino, o Pinoy Rap, avvenne nei primi anni ottanta con canzoni di Dyords Javier ("Na Onseng Delight") e Vincent Dafalong ("Nunal"). Il genere si sviluppò lentamente in quel decennio, ma presto raggiunse il mainstream con il primo album di Francis Magalona, "Yo!". Il disco conteneva un singolo nazionalista, "Mga Kababayan" (I miei connazionali). Magalona, che rappava sia in inglese che in tagalog, divenne un pioniere del genere e in seguito una star. Tra gli artisti rap filippini, si distinguono oggi Michael V., Rap Asia, MC Lara e Lady Diane.

Corea del Sud A Seul, l'hip hop coreano è diventato una sorta di fenomeno culturale. Alcuni fans sostengono che i rapper coreani hanno abilità paragonabili a quelle dei colleghi USA. Tra gli artisti hip hop locali, si fanno notare Jo PD, Drunken Tiger, Psy ed Epik High. Si dice talvolta che l'hip hop coreano music rappresenta l'antitesi, rispettabile e conscia dei cambiamenti sociali, della cultura pop superficiale e confusa che pervade oggi la musica locale.

In Sud Corea il rap ha cominciato ad avere successo a metà degli anni novanta. Spesso gli artisti mainstream del Paese ricordano l'R&B o il pop, e si rifanno agli stili vocali e di ballo dei colleghi statunitensi. Tra i primi rapper locali—che di rado scrivevano loro stessi i testi—vi erano Kim Gun Mo, Seo Taiji and Boys, Deux e DJ DOC. All'inizio rappavano quasi solo in coreano; oggi, invece, il genere usa perlopiù l'inglese. Seo Taiji, di discutibile origine heavy metal, nei suoi brani campiona spesso chitarre distorte, ed altri artisti incorporano anche influenze techno.

Pochi, tra cui Seo Taiji ed MC Sniper, si rifanno anche a stili musicali locali come pansori o nongak (la musica degli agricoltori). I primi artisti di genere imitavano, in modo palese, celebri artisti americani. Ad esempio, "Come Back Home" di Seo Taiji ha uno stile vocale e di produzione che ricorda i Cypress Hill. Il primo album completamente "rap" fu il debutto di Kim Jin Pyo, nel 1997. Secondo Tablo degli Epik High, "La forma del rap coreano — beats, rime, esibizioni, look — oggi è indistinguibile da quella americana. La rilevanza sociale, peraltro, ci mette lungo tempo a farsi sentire. Il messaggio si sta lentamente avvicinando alla media.".

Vi è anche un underground hip hop coreano, concentrato soprattutto su ritmi non frivoli e sull'abilità vocale. In questo ambito sono noti Quiett, PaloAlto e TBNY.

Negli Stati Uniti è abbastanza diffuso anche il rap coreano/americano. Esso si è sviluppato a metà degli anni novanta, specie grazie agli sforzi di Tiger JK e DJ Shine, i Drunken Tiger. Il duo si formò con la canzone "Black Korea" di Ice Cube, ed usavano la musica come mezzo di scambio culturale ed armonia razziale. Sulla falsariga dei Drunken Tiger, emersero altri gruppi ed etichette di genere, contribuendo al suo successo. Il gruppo è anche alla base della crew The Movement (Bobby Kim, Drunken Tiger, Eun Ji-Won e Tasha Reid).

L'hip hop giapponese (nip hop oppure j-hip hop) ha avuto un proprio esordio nel 1983, quando a Tokyo fu girato Charlie Ahearn's Wild Style. Il film era incentrato sul graffiti writing, ma anche su artisti old school hip hop come Busy Bee e Double Trouble, dj come Grandmaster Flash e breakdancers quali quelli della Rock Steady Crew.

Dopo aver seguito la pellicola, musicisti di strada iniziarono a fare breakdance a Yoyogi Park. Emerse anche il b-boy Crazy A, che alla fine fondò la Rock Steady Crew Japan. Nel contempo DJ Krush diventò un dj di fama internazionale, dopo una gavetta a Yoyogi. Altri disc jockey di genere emersero intorno al 1985. Un anno dopo, a Shibuya aprì un club interamente dedicato all'hip hop. All'epoca c'era qualche esitazione, perché la lingua giapponese, per la mancanza di accenti enfatici e le coniugazioni verbali molto variabili, sembrava inadatta al rapping. Tuttavia si affermarono pochi rapper in lingua locale, tra cui Ito Seiko, Chikado Haruo, Tinnie Punx e Takagi Kan.

Negli anni novanta sorse il J-rap, ascoltato perlopiù da adolescenti, e l'hip hop entrò così nel mainstream nipponico. Il primo singolo rap di successo fu "Kon'ya wa Boogie Back" di Scha Dara Parr, nel 1993. L'anno seguente "Da. Yo. Ne." e "Maicca" di East End X Yuri diventarono dischi di platino. Più tardi l'hip hop in Giappone si è diviso in due forme: quello più duro, "hardcore", e il J-Urban, "più leggero" e più influenzato dall'R&B. I più citati tra gli ispiratori del J-Urban sono gli m-flo. In origine formati da DJ Taku e dall'mc nippocoreano Verbal, in seguito si aggregarono a Lisa, di origine giapponese e peruviana. Il loro esordio Planet Shining fu pubblicato nel 2000, e da allora emersero altri colleghi J-Urban come Crystal Kay, AI, Heartsdales. Cominciarono anche collaborazioni con cantanti pop locali, quali Namie Amuro and BoA. In ambito J-Urban, anche i RIP SLYME hanno lavorato con gli m-flo.

Cina Arrivato negli anni novanta, l'hip hop ha iniziato a riscuotere consensi anche nella regione cinese. Partito timidamente da Hong Kong e Taiwan, ha poi definitivamente attratto anche la Mainland. Il taiwanese MC Hot Dog si è fatto notare per i suoi "beats" creativi, per il flow insolito e per i riferimenti alla giovane classe media del suo Paese. Il collettivo rap Lazy Motherfucker, di Hong Kong, è stato spesso paragonato ai Wu-Tang Clan per l'alto numero di membri e il flow simile.

Per l'hip hop cinese è stato difficile sfondare in mainstream negli Stati Uniti, ma nel 2002 il rapper sinoamericano Jin Au-Yeung (meglio noto come Jin o Jin Tha Emcee) ebbe per la prima volta buoni consensi. Per sette settimane consecutive, vinse il premio "Freestyle del Venerdì" su 106 & Park, programma tv di BET dedicato al rap. Jin annunciò di aver firmato per l'etichetta Ruff Ryders, dopo aver vinto l'ultimo battling televisivo. Ciò è corrisposto ai primi successi dell'hip hop cinese negli USA, mentre l'attenzione su di lui è aumentata. Due anni dopo rilasciò un album prodotto dalla Virgin/Ruff Ryder, The Rest Is History. Jin è diventato così il primo rapper asiatico-americano a pubblicare un disco solista per il mainstream. Tuttavia l'album non ha avuto successo, secondo molti fan dell'hip hop per la mancanza di una promozione adeguata. Così, dopo sette mesi, The Rest Is History uscì dai negozi.

Israele In Israele, il rap ha acquistato elevata popolarità alla fine degli anni novanta grazie a molti musicisti come i Subliminal , con diversi cd pubblicati e numerosi concerti, e i Teapacks o Tipex che hanno rappresentato Israele all'Eurovision Song Contest 2007 con il brano "Push the Button", un inno alla pace e alla voglia di vivere dei giovani israeliani. Da ricordare è anche Mook E., che nelle sue canzoni invita alla pace e alla tolleranza.

Palestina Il rapper più affermato è (Tamer Nafer).

Iran Attualmente l'hip hop ha un vasto seguito anche in Iran, con centinaia di gruppi e singoli musicisti sia nelle zone occidentali che in quelle orientali. I Zedbazi sono ritenuti tra i migliori gruppi rap locali, e le loro canzoni sono state scaricate più di 8 milioni di volte.

Porto Rico A Porto Rico, Vico C divenne il primo rapper di successo di lingua spagnola, e il suo lavoro discografico segnò l'inizio del reggaeton. Il rap a Porto Rico raggiunse massima popolarità nel 1989, quando Vico C entrò in classifica con la hit La Recta Final (La via finale), che lo rese famoso a livello internazionale.

Merenrap Durante la diversificazione dell'hip hop negli anni novanta, anche Proyecto Uno diffuse il genere a New York e dintorni, specie nella comunità latina che aveva già lanciato il merenrap. Questa era una fusione di hip hop e merengue, sorta nella Repubblica Dominicana. Santi Y Sus Duendes e Lisa M rilasciarono insieme un singolo, "Soy Chiquito & No Inventes Papito, No Inventes".

Messico In Messico, il rap fu reso di successo da Calo nei primi anni novanta. Più tardi artisti latin rap come i Cypress Hill arrivarono nelle classifiche USA. Nello stesso tempo, il gruppo rapcore messicano Control Machete riscosse consensi in patria.

Cile A metà anni novanta comparvero anche i Chilean Tiro De Gracia, che dal Cile iniziarono a farsi conoscere in Perù, Colombia, Messico e Porto Rico.

Cuba Un concerto hip hop annuale ad Alamar (L'Avana) ha aiutato l'hip hop cubano ad emergere, a cominciare dal 1995. Da allora il rap a Cuba è accresciuto costantemente in popolarità, anche grazie al sostegno governativo per alcuni musicisti locali.

Brasile Negli ultimi vent'anni, anche in Brasile l'hip hop ha ottenuto un ampio seguito. B-boys (ma anche b-girls), dj, rapper ed autori di graffiti locali si sono organizzati in vere e proprie crew, che prestano anche volontariato e lavorano per aiutare i giovani a loro vicini a dedicarsi ad arte ed assistenza sociale.

All'inizio degli anni ottanta, la breakdance è stato il primo aspetto della cultura hip hop a raggiungere il Sudafrica. Lì la crew Black Noise importò la pratica prima di iniziare, qualche anno più tardi, ad incidere brani. Il lavoro musicale dei Black Noise, iniziato nel 1989, provocò il loro bando da parte del governo razzista. Ciò è durato fino al 1993, poco dopo la caduta dell'apartheid. In seguito il Sudafrica produsse un proprio stile hip hop, il kwaito, che fonde rap ed house.

In Canada l'hip hop è diventato popolare grazie all'artista locale Maestro Fresh Wes, alla fine degli anni ottanta. Il suo singolo "Let Your Backbone slide" dominò le classifiche per più di un anno. All'inizio del decennio successivo, più musicisti come Michie Mee e i Rascalz si sono stabiliti ai primi posti nel crescente movimento urban canadese, specie intorno a Toronto e Vancouver. Più di recente, rappers come Choclair, Swollen Members, Saukrates, Kardinal Offishall, Sweatshop Union, Hugh "MC Son" Ryan, Black Jays, Jelleestone e k-os sono diventati nomi familiari nel rap locale, benché non siano ancora riusciti a sfondare nei vicini Stati Uniti. K'naan, originario della Somalia, che ibrida somalo ed inglese nei testi, ha avuto non pochi consensi in Canada, Europa e vari altri paesi. L'underground hip hop di Buck 65, eclettico ed influenzato anche dal country, ha ottenuto anch'esso un considerevole successo internazionale.

In origine fortemente ispirato dal rap americano, uno stile locale si è sviluppato anche in Australia, sin dagli anni novanta. Il sostegno da parte delle stazioni radio (soprattutto l'influente Triple J, a target giovanile) e l'aggiunta di un Urban Award agli annuali ARIA Awards, sono la conseguenza dell'ascesa del rap australiano. Altro importante evento è stato l'uscita del quarto album degli Hilltop Hoods, " The Hard Road", che nel 2006 ha debuttato al primo posto nelle classifiche australiane. È stato il primo disco di genere ad avere tale successo nel Paese; ciò l'hip hop ad avere un posto di spicco, nella musica e nella cultura australiana. Malgrado la sua popolarità, l'hip hop australiano rimane perlopiù appannaggio dell'underground. Gli Hilltop Hoods sono gli artisti rap australiani più di successo, e sono sotto contratto con l'indie label specializzata Obese Records, di proprietà di Pegz. Nel Paese si fanno notare anche The Herd, Butterfingers e TZU.

Malgrado l'evidente influenza dal rap americano, con gli quello australiano si è sempre più differenziato. Spesso è molto più concentrato su tematiche a sfondo politico o sociale, ed evita le risse tra artisti (risse che i rapper locali considera segno di superficialità). Alcuni brani di Butterfingers criticano apertamente il West coast hip hop: "Io vengo dal lato destro della città, non dimenticatevelo (West side!) Cosa? Non è gangsta! Pensateci, voi siete più duri, allora avete forse qualche crampo, e vi sono grato di andare all'Inferno - colleghi, pigliatevi la notte. La natura organica dell'hip hop australiano, e l'enfasi data ai testi, spesso conducono ad una musica quasi antipodica a quella statunitense.

L'hip hop neozelandese è considerato uno dei migliori. La Nuova Zelanda è stata tra i primi paesi, dopo gli USA, in cui il rap ha avuto successo. La scena locale ha una rivalità apparente con quella della vicina Australia. Tale rivalità è evidenziata dal torneo hip hop annuale (ma discontinua) tra i due Paesi, l'MC Battle For Supremacy.

In Nuova Zelanda sono molto conosciuti Māori e Pacific Islander. Tra quelli degli anni novanta, vi sono Savage, Che Fu, Nesian Mystik e Scribe. Questi sono stati i primi ad entrare al numero uno in classifica nel 2004, e sono anche legati al potente produttore P-Money. Di recente sono emersi anche PNC, Frontline, Tyna e Dei Hamo.

Tyna è noto nel battling e ha rappresentato il suo Paese insieme ad altri 7 rapper, nell'MC Battle For Supremacy del 2004. È stato battuto dall'australiano MC Anecdote: con lui l'Australia ha ottenuto la seconda di tre vittorie consecutive nel torneo, attualmente sospeso.

Il rap ha dedicate a sé varie riviste negli USA, come The Source, XXL and Vibe. Per molto tempo, BET è stato l'unico canale tv a trasmettere più volte hip hop, ma ultimamente reti come VH1 ed MTV hanno trasmesso il genere molto di più degli altri. Molte singole città hanno prodotto le proprie newsletter locali dedicate al genere, mentre le riviste hip hop a distribuzione locale si provano in pochi altri Paesi. All'inizio degli anni 2000 si sono molto diffusi anche i media online sul genere, e i suoi fansites ora offrono quotidianamente informazioni sull'hip hop.

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Doo-wop

Il Doo-wop è uno stile di musica vocale rhythm and blues che nasce negli Stati Uniti verso la seconda metà degli anni '50.

Fu ideato e cantato da "bianchi" italo-americani che, in cerca di fortuna, nei quartieri italiani di New York si radunavano nei sotterranei delle metropolitane dando vita a svariate melodie vocali di grande semplicità, ma al tempo stesso grande raffinatezza. I testi erano perlopiù romantici e spesso sdolcinati, parlavano di amori reali ed immaginari, eterni o già finiti, di baci appassionati, di sogni e di lune piene, il tutto accompagnato da suoni "non-sense".

Non senza difficoltà il doo-wop riuscì ad inserirsi in una società americana il cui contesto sociale non prevedeva, né ammetteva, alcun tipo di qualità vocale riferita ai bianchi; rimescolando, così, vecchi e lontani dissapori razziali: " la gente ci applaudiva di notte e il giorno dopo non voleva mangiare nello stesso ristorante con noi"; più che eloquenti, queste parole di Vito Picone.

White and still all right, è il titolo di uno tra i più autorevoli testi sul Doo-Wop, scritto da Ed Engel, storico musicale, che già con questa intestazione fece capire le sue idee in merito, volendo spiegare al mondo le origini di questo affascinante genere musicale.

Il Doo-wop creò una vera e propria "moda musicale", che si trascinò fino ai primi anni ’60, quando ormai numerose band facevano fortuna. Ancora oggi, alcuni di questi artisti partecipano ai festival Doo-wop in giro per il mondo.

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The Moody Blues

The Moody Blues sono un gruppo rock inglese, inizialmente con radici nel rhythm and blues e successivamente famoso per il primo rock psichedelico e progressivo.

I Moody Blues hanno origine a Birmingham, Inghilterra, nei primi anni Sessanta. A quel tempo Ray Thomas, John Lodge, e Michael Pinder erano membri del gruppo El Riot & the Rebels, una band molto popolare a livello regionale. Quando gli El Riot & the Rebels si sciolsero, John Lodge si trasferì in un istituto tecnico e Michael Pinder si arruolò nell'esercito. Michael Pinder si riunì poi a Ray Thomas per formare il gruppo Krew Catse, con cui i due ottennero un moderato successo. Il duo arruolò quindi il chitarrista Denny Laine, il batterista Graeme Edge e il bassista Clint Warwick, apparendo con il nome di The Moody Blues per la prima volta a Birmingham nel 1964.

Nel 1964 la band firma un contratto con la Decca Records e lancia il singolo Steal Your Heart Away, che però non ha grande successo. Il singolo Go Now, realizzato più tardi nello stesso anno, diviene invece un successo nel Regno Unito e si classifica discretamente negli Stati Uniti. Nel 1965 i Moody Blues pubblicano quindi il loro primo album dal titolo The Magnificent Moodies, disco in cui si riconosce uno certo stile alquanto beatlesiano.

Nel 1966 Clint Warwick e Denny Laine lasciano la band, sostituiti rispettivamente da un componente degli El Riot & the Rebels, il bassista John Lodge, e dal chitarrista Justin Hayward, precedentemente del gruppo Wilde Three. La nuova band comprende presto che lo stile rhythm and blues non rende molto e decide quindi di svilupparne uno originale, diverso, rappresentato dai suoni sinfonici del mellotron di Michael Pinder e dal flauto di Ray Thomas. Tutto questo si concretizza in quello che da molti è considerato il primo vero album dei Moody Blues: Days of Future Passed (1967), un concept album basato sull'argomento un giorno nella vita dell'uomo qualunque.

Nel 1967 la Deram Records (un'etichetta discografica del gruppo London/Decca) accetta di pubblicare Days of Future Passed. I Moody Blues siglano l'accordo, ma insistono affinché abbiano libertà artistica e nessuna supervisione.

Ispirato alla Sinfonia n.9 Dal nuovo mondo di Antonín Dvořák, Days of Future Passed è composto da canzoni dei Moody Blues e da interludi orchestrali arrangiati e condotti dal direttore d'orchestra Peter Knight. Terminato il disco, i dirigenti della Deram Records sono inizialmente scettici circa il successo commerciale del concept album; ma dovranno ricredersi. L’album diventa uno dei maggiori successi commerciali di tutti i tempi. Days of Future Passed e i suoi due singoli, Nights in White Satin e Tuesday Afternoon spopolano in tutto il mondo. Molti indicano l'uscita di Days of Future Passed come la data di nascita del progressive rock.

Il successo rimane immutato anche per il disco successivo dal titolo In Search of the Lost Chord del 1968. Questo album contiene i brani di successo Ride my See-Saw, che tra l'altro ha la particolarità di essere la prima canzone ad essere incisa usando una tecnologia che registra su otto piste, Voices in the Sky e The Actor.

La musica dei Moody Blues progredisce quindi in maniera sempre più complessa e sinfonica. Questo stile psichedelico si trova nell'album del 1969 dal titolo On the Threshold of a Dream, basato sull'esplorazione dei sogni.

To Our Children's Children's Children prosegue il filone di rock psichedelico iniziato nel precedente album. È un concept album basato sulle celebrazioni del primo sbarco dell'uomo sulla luna. Tra i successi di questo album c'è il brano Gypsy.

Dopo To Our Children's il gruppo decide per il successivo LP di comporre solo pezzi facili da suonare dal vivo, perdendo un po' del suono altisonante che li ha caratterizzati. Il risultato è A Question of Balance (1970). Questo album, arrivato terzo nelle classifiche americane (e al numero 1 in quelle britanniche), è indicativo del crescente successo della band in America. Da questo momento in poi il brano Question è diventato un appuntamento fisso nei concerti dal vivo della band.

Per il loro successivo album, Every Good Boy Deserves Favour (1971) il gruppo ritorna al suo stile classico orchestrale che, sebbene difficile da portare dal vivo nei concerti, è ormai diventato il loro marchio distintivo. Esempio di puro rock è la canzone dell'album The Story in your Eyes di Justin Hayward, divenuta una vera hit.

Seventh Sojourn (1972) è il lavoro di maggiore successo degli anni Settanta (arriva al numero 1 nel Regno Unito e negli Stati Uniti). Presenta due brani che vengono sempre riproposti dal gruppo durante le esibizioni dal vivo nei concerti: Isn't Life Strange e soprattutto I'm Just a Singer (in a Rock'n'Roll Band).

I Moodies sono anche pionieri nell'idea che una band di successo possa promovuersi da sola attraverso una propria etichetta. Prendendo spunto dal loro album On the Threshold of a Dream, creano la Threshold Records, spinti anche in parte dalle loro dispute con la London/Deram. La Threshold produce i loro album nuovi che vengono successivamente consegnati alla London/Decca, la quale si occupa della sola distribuzione.

Nel 1977 viene pubblicato il primo album dal vivo della band dal titolo Caught Live + 5, contenente un concerto tratto dal tour di To Our Children's Children's Children, registrato nel 1969 alla Royal Albert Hall di Londra, più cinque pezzi inediti della fine degli anni Sessanta.

Octave è l'album del ritorno. Uscito dopo diverse sedute di incisione alquanto tempestose, ottiene, a dispetto delle enormi difficoltà, un grande successo. I problemi nel gruppo sono causati soprattutto da Michael Pinder, il quale, avendo sposato una ragazza americana, vuole rimanere negli U.S.A. e non lasciare la famiglia. Il rifiuto di Pinder di partecipare al tour di Octave precede la sua separazione dalla band, aprendo così la strada alla venuta nella band dell'ex-tastierista degli Yes, lo svizzero Patrick Moraz.

Gli anni Ottanta si aprono quindi all'insegna della novità e sull'onda del successo. Long Distance Voyager (1981), primo disco a presentare ufficialmente Patrick Moraz come tastierista, contiene le famose hit The Voice e Gemini Dream. In questo album i Moody Blues abbracciano un suono più moderno e sinfonico, riconquistando il successo di pubblico a livello planetario. Long Distance Voyager è parzialmente un concept album, considerando che solo metà delle canzoni fanno riferimento al "viaggio" del titolo dell'album.

La popolarità di Hayward & co. cala, però, con l'uscita dell'album successivo dal titolo The Present (1983). Nonostante la buona qualità del disco, The Present non riesce a raccogliere ampi consensi. Presenta tuttavia tre hit che godono di un moderato successo: Blue World, Sitting at the Wheel e Running Water.

Tascorsi tre anni, i Moody Blues hanno la possibilità di rifarsi con il successo rinnovato dell'album The Other Side of Life (1986), in particolare con la canzone Your Wildest Dreams, un singolo di successo che guadagna anche un premio come video dell'anno dopo essere frequentemente apparso su MTV, insieme all'altro video tratto dalla title track del disco The Other Side of Life.

Il successo viene confermato anche dal successivo disco dal titolo Sur la mer del 1988 e dal suo video/singolo I Know You're Out There Somewhere, seguito idele di Your Wildest Dreams. Sur la mer è il primo album in cui non partecipa attivamente Ray Thomas, pur figurando nei credits.

Gli anni Novanta sono segnati dalla partenza di Patrick Moraz e dall'uscita dell'album Keys of the Kingdom (1991), album non di forte successo. Il fallimento di questo album nel non produrre alcun singolo di successo, marca l'inizio del declino della popolarità dei Moodies, dopo il successo ottenuto negli anni Ottanta con la generazione di MTV.

Nonostante lo scarso successo commerciale di Keys of the Kingdom', viene organizzato un grande tour, di cui resta celebre il concerto tenuto alle Red Rocks in Colorado, accompagnati della Colorado Symphony Orchestra. Questo show, tenutosi il 9 settembre 1992, è stato immortalato in uno stupendo album/video dal titolo A Night at Red Rocks with the Colorado Symphony Orchestra (1993).

Nel 1999, dopo ben otto anni dal lavoro precedente, viene pubblicato Strange Times. Questo disco, che presenta l'italiano Danilo Madonia alle tastiere, non genera molto interesse, se non nei fan più estremi. È l'ultimo album in studio che vede la partecipazione del membro fondatore Ray Thomas.

Tratto dal tour di Strange Times, nel 2000 viene pubblicato il CD/DVD Hall of Fame, concerto tenuto alla Royal Albert Hall di Londra, il 1° maggio del 2000, accompagnati dalla World Festival Orchestra, condotta da Larry Baird.

Nel 2001 esce Journey into Amazing Caves, Orgininal Sound Track del film documentario omonimo Journey into Amazing Caves, diretto da Stephen Judson. La colonna sonora del film è composta da canzoni basate sulle musiche dei Moody Blues. Justin Hayward e Danilo Madonia sono tra i vari musicisti presenti nel disco.

Gli anni Duemila vedono i Moody Blues ridurre di molto i loro tour. Nel 2002, il membro fondatore Ray Thomas esce dal gruppo, lasciando come nucleo base della band i tre storici componenti Justin Hayward, John Lodge e Graeme Edge. I tre con Madonia alle tastiere e Norda Mullen al flauto pubblicano, nel 2003, un album dal tema natalizio dal titolo December. Le canzoni includono brani nuovi e cover, come Happy Xmas (War Is Over) di John Lennon.

L'11 giugno del 2005 Justin Hayward, John Lodge e Graeme Edge, accompagnati da Norda Mullen al flauto e chitarra, Paul Bliss e Bernie Barlow alle tastiere e Gordon Marshall alla batteria, si esibiscono dal vivo al Greek Theatre di Los Angeles. Dalla registrazione di questo concerto viene pubblicato il CD/DVD Lovely to See You: Live (2005).

Nel 2008 esce il disco Live at the Isle of Wight Festival 1970. L'album presenta l'esibizione che i Moody Blues, con la classica line-up, composta da Hayward, Lodge, Pinder, Thomas ed Edge, tennero nel 1970, accanto a molti altri gruppi rock, tra cui i Jethro Tull al Festival sull'isola di Wight. I brani fanno parte del tour dell'album A Question of Balance.

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Source : Wikipedia