Repubblica Ceca

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Tags : repubblica ceca, europa, esteri, squadre nazionali europee, calcio, sport

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Repubblica Ceca

Repubblica Ceca - Bandiera

La Repubblica Ceca, detta anche Cechia (in ceco Česká republika o Česko), è uno stato dell'Europa centro-orientale che confina a sud-est con la Slovacchia, a sud con Austria, a ovest con la Germania e a nord con la Polonia; non ha sbocco sul mare. La sua capitale è Praga. È formata storicamente da tre grandi regioni: Boemia (ovest), Moravia (est) e Slesia (divisa con la Polonia). La Repubblica Ceca e la Slovacchia sono nate il 1º gennaio 1993 dalla divisione pacifica, detta anche Rivoluzione di velluto, della Cecoslovacchia, che già dal 1990 aveva assunto il nome di Repubblica federativa Ceca e Slovacca. Al contrario di come spesso accade in stati da poco giunti all'indipendenza, è importante sottolineare come gli slovacchi non abbiano nessun risentimento contro gli ex-compatrioti. Fa parte della NATO.

Dal 1° maggio 2004 è Stato membro dell'Unione europea.

Gli abitanti della Repubblica Ceca sono suddivisi in due gruppi etnici che provengono dal medesimo ceppo slavo: i cechi, che rappresentano la maggioranza della popolazione, e i moravi, che rappresentano poco più del 3% e abitano nell'omonima regione. Sono modeste le minoranze slovacche (poco meno del 2%), ungheresi, polacche e tedesche. Fino alla seconda guerra mondiale nei Sudeti abitavano 3 milioni di tedeschi (su 10 milioni di abitanti); finita la guerra, anche a causa dei forti sentimenti antinazisti, i tedeschi furono espulsi. Il paese conta oggi poco più di 10 milioni di abitanti, con una densità media di 129 ab./km². La distribuzione della popolazione è inueguale, dato che in Boemia vi è un forte accentramento urbano: si passa da aree densamente abitate ad altre che hanno caratteristiche molto più rurali, nelle regioni montuose, che hanno naturalmente una bassa densità abitativa.

Situazione fino al 1918 La creazione della Cecoslovacchia nel 1918 rappresentò il culmine della lunga battaglia dei cechi contro i governatori austriaci e degli slovacchi contro gli ungheresi. Anche se cechi e slovacchi possiedono lingue simili, alla fine del 19° secolo la loro situazione si presentava molto differente, a causa del diverso stato di sviluppo delle regioni. Gli austriaci erano in Boemia e Moravia, gli ungheresi in Slovacchia; all'interno dell'Austria-Ungheria la Boemia era la parte più industrializzata dell'Austria e la Slovacchia dell'Ungheria, anche se a livelli differenti. Nel campo culturale, le autorità ungheresi istituirono importanti accademie: una di esse per le scienze minerarie, divenuta poi di importanza europea. Nonostante le differenze culturali, gli slovacchi condividevano con i cechi le aspirazioni di indipendenza dallo stato asburgico e pertanto i due popoli si unirono volontariamente. Con il cambiamento del secolo, l'idea di un'entità ceco-slovacca iniziò ad essere avanzata da alcuni capi cechi e slovacchi. Nell'ultimo decennio del 19° secolo si intensificarono anche i contatti tra gli intellettuali cechi e quelli slovacchi. Durante la prima guerra mondiale, nel 1916, venne creato il Consiglio Nazionale Cecoslovacco. La prima repubblica (1918-1938) L'indipendenza della Cecoslovacchia fu proclamata ufficialmente a Praga il 28 ottobre 1918. Gli slovacchi si unirono ufficialmente al nuovo stato due giorni dopo nella città di Martin. Fu adottata una costituzione temporanea e Tomáš Masaryk fu dichiarato Presidente il 14 novembre. Il Trattato di Saint Germain, firmato nel 1919 riconobbe formalmente la nuova repubblica. La nuova nazione aveva una popolazione di più di 13,5 milioni di abitanti; ereditò il 70-80% delle industrie dell'Impero austro-ungarico, pertanto la Cecoslovacchia era una delle dieci nazioni più industrializzate al mondo, anche se le terre ceche erano molto più avanzate rispetto alla Slovacchia.

La Repubblica Slovacca nel 1941 La terza repubblica (1945-1948) e il comunismo (1948) Nell'aprile 1945 venne fondata la Terza Repubblica. Il governo era formato da una coalizione del Fronte Nazionale in cui vi erano i Comunisti, i Social Democratici e i Socialisti. Nella coalizione vi erano anche non-socialisti; tra di essi il Partito Popolare Cattolico (in Moravia) e il Partito Democratico. La Cecoslovacchia cadde nella sfera di influenza dell'Unione Sovietica. L'entusiasmo popolare evocato dalle truppe sovietiche di liberazione andò a beneficio del Partito Comunista di Cecoslovacchia (KSČ). I cecoslovacchi, delusi dagli occidentali a causa della Conferenza di Monaco del 1938, risposero in favore sia del KSČ che dell'alleanza coi sovietici. Riuniti dopo la guerra, i cechi e gli slovacchi organizzarono le elezioni nel 1946. Gli elementi democratici, condotti dal Presidente Edvard Beneš, speravano che l'URSS avrebbe permesso alla Cecoslovacchia la libertà di scegliere il governo e di lasciare che la nazione diventasse un ponte tra est e ovest. I comunisti si assicurarono una grande maggioranza nel Comitato Nazionale eletto, il nuovo organo di amministrazione. Nelle elezioni del 1946, il KSČ vinse nella parte ceca del Paese, e gli anti-comunisti (Partito Democratico) vinsero in Slovacchia. A livello nazionale, comunque, fu il KSČ a vincere, con il 38% di media; Edvard Beneš continuò a detenere la carica di Presidente. Il leader comunista Klement Gottwald divenne Primo Ministro e anche se i comunisti detenevano pochi ministeri, erano in grado di controllare tutti i ministeri chiave. Tra le priorità affrontate dalle nuove autorità ci fu la sistemazione della questione etnica. A seguito della resa tedesca, circa 2,9 milioni di tedeschi furono espulsi dalla Cecoslovacchia con l'approvazione degli Alleati. Forti del via libera alla pulizia etnica concessa dagli Accordi di Pace del 1946, il governo decise il trasferimento in massa in Ungheria di tutta la minoranza magiara (600.000 persone) in cambio del trasferimento degli Slovacchi d’Ungheria in Slovacchia. Mentre 100.000 slovacchi lasciarono l’Ungheria, quasi tutti gli Ungheresi (eccetto 73.000) decisero di resistere e rimanere nei propri paesi natali. A 300.000 ungheresi venne imposta la nazionalità slovacca. Il clima di intimidazione creato tra le minoranze, fece ridurre a 370.000 il numero di coloro che al censimento del 1950 si dichiarò ungherese. Nel 1947 Stalin convocò Gottwald a Mosca, e al suo ritorno la strategia del KSČ divenne più radicale. Nel 1948 diedero le dimissioni dodici ministri non comunisti, per indurre Beneš a indire nuove elezioni: il Presidente rifiutò di accettare le dimissioni, e non indisse nuove elezioni. Nel frattempo, il KSČ organizzò le sue forze: il Ministero degli Interni (controllato dai comunisti) dispiegò le forze di polizia nei punti nevralgici e organizzò una milizia popolare. A febbraio Beneš, temendo un intervento sovietico, capitolò. Accettò le dimissioni dei ministri dissidenti e ricevette da Gottwald una nuova formazione di governo che completò la presa del potere da parte del comunismo. La Primavera di Praga (1968) Nel 1968 con la “primavera di Praga” il partito, con a capo Alexander Dubcek, tenta di realizzare “un socialismo dal volto umano”. In Agosto l’intervento sovietico mette fine al nuovo corso. Con l’avvento di Dubcek nel gennaio 1968 alla segreteria del parito venne formato un nuovo governo guidato da Cernik. La deposizione dei vecchi dirigenti “conservatori” portò alla ribalta una nuova leadership di politici ed economisti. Il nuovo corso assecondò la liberalizzazione della vita politica, culturale ed economica in funzione di un programma inteso ad estendere il consenso popolare senza per questo mettere in discussione l’autorità del partito comunista e i vincoli militari e politici che legavano la cecoslovacchia all’unione sovietica e agli altri partiti del patto di varsavia. La legittimità delle “particolarità e delle condizioni nazionali” nell’edificazione del socialismo venne in un primo momento riconosciuta dai dirigenti sovietici ma successivamente allarmati dalle eventuali ripercussioni della cosiddetta “Primavera di Praga”sulla compattezza ideologica degli altri regimi comunisti, decisero di porre fine all’esperimento di Dubcek con un intervento militare. Dopo l’occupazione della Cecoslovacchia da parte delle truppe sovietiche senza alcuna resistenza armata da parte della popolazione ma con una ferma opposizione politica in tutti gli strati sociali. Dubcek e il presidente della repubblica Svoboda vennero costretti a recarsi a Mosca e ad accettare il ripristino della censura, la reintegrazione dei vecchi dirigenti, l’allontanamento degli intellettuali e degli uomini non graditi a Mosca. Seguì il 16 Ottobre la firma di un trattato per la permanenza delle truppe sovietiche a Praga. Ma alla successiva richiesta sovietica, l’8 dicembre, di allontanare gli esponenti della primavera di Praga si ripeterono le manifestazioni popolari contro l’occupazione. In seguito Dubcek e i suoi collaboratori vennero destituiti da ogni carica del partito, del governo e quindi espulsi. Soltanto il presidente della repubblica Svoboda rimase al suo posto. Da allora è continuato l’allontanamento dalla vita pubblica di sindacalisti, intellettuali e funzionari del partito compromessi col tentativo del “socialismo dal volto umano”. La fine dell'era comunista e la Rivoluzione di velluto (1989) La prima manifestazione anti-comunista ebbe luogo nel 1988 a Bratislava; fu un ritrovo pacifico non autorizzato di circa 2.000 (altre fonti dicono 10.000) cattolici. Seguirono manifestazioni il 21 agosto a Praga, il 28 ottobre ancora nella capitale, a Bratislava e in altre città, nel gennaio 1989, il 21 agosto 1989 e il 28 ottobre 1989. La rivoluzione anti-comunista iniziò nel 1989 a Bratislava, con una manifestazione di studenti universitari slovacchi a favore della democrazia, e continuò con la manifestazione degli studenti cechi a Praga. La Cecoslovacchia democratica (1989/1990-1992) Nel 1989 la polizia comunista soppresse una manifestazione a favore della democrazia, sulla compattezzaassaltando brutalmente molti studenti partecipanti. Nei giorni che seguirono altri gruppi si unirono per formare il Forum Civico, il cui capo era lo scrittore dissidente Václav Havel. Questa nuova organizzazione ottenne il sostegno di milioni di cechi e di slovacchi, (che formarono il Pubblico Contro la Violenza). Dovendosi confrontare con il rifiuto della popolazione, il Partito Comunista crollò. I suoi capi, si dimisero nel 1989, e Havel fu eletto Presidente della Cecoslovacchia il 29 dicembre. Fu formato un governo di coalizione, in cui il Partito Comunista ebbe la minoranza dei ministeri. Le prime elezioni libere dal 1946 in Cecoslovacchia si tennero nel 1990, senza incidenti. Come previsto, il Forum Civico e il Pubblico Contro la Violenza vinsero le elezioni nelle rispettive repubbliche ma anche se aveva ottenuto il principale obiettivo di rovesciare il regime comunista, era però inefficace come partito al governo. Le dimissioni del partito furono inevitabili. Con la fine del 1990 i "gruppi parlamentari" non ufficiali si evolsero, il più influente di questi gruppi era il Partito Civico Democratico. Nel 1992 gli slovacchi chiesero maggiore autonomia bloccando il funzionamento del governo federale. Nelle elezioni del 1992, il Partito Civico Democratico di Klaus vinse nelle terre ceche, avendo proposto una riforma economica. Nel luglio 1992 Havel si dimise. Nell'ultima metà dell'anno Klaus e Mečiar giunsero a un accordo secondo il quale le due repubbliche si sarebbero separate alla fine dell'anno. I membri del Parlamento della Cecoslovacchia, divisi lungo le linee nazionali, cooperarono per la formazione della legge di divisione. Nel gennaio 1993 furono fondate pacificamente e simultaneamente la Repubblica Ceca e la Slovacchia. Entrambi i nuovi stati ottennero subito il riconoscimento degli Stati Uniti e dell'Europa. Nel 1995 si arrivò ad un “trattato di buon vicinato e amichevole collaborazione” tra Ungheria e Slovacchia. Quest’ultima però ne dette una interpretazione restrittiva, mantenendo lo slovacco come lingua ufficiale del paese, in netto contrasto con l’impegno - assunto nell’accordo - di difendere i diritti della minoranza ungherese, fra i quali il pieno riconoscimento del diritto all’insegnamento nella propria lingua madre, oltre che all’uso nei procedimenti amministrativi e nei documenti.

La Repubblica Ceca è una repubblica di tipo parlamentare e multipartitico.

Il parlamento è bicamerale. La Camera bassa dei rappresentanti (Poslanecká sněmovna) è composta da 200 rappresentanti eletti per 4 anni con un sistema proporzionale basato su una suddivisione in quattordici circoscrizioni con soglia di sbarramento al 5% dei voti validi. La camera alta, il Senato (Senàt), è composta da 81 senatori, eletti con sistema maggioritario uninominale a doppio turno: il primo turno richiede la maggioranza assoluta, il secondo richiede la maggioranza semplice tra i primi due candidati. Il Senato viene rinnovato ogni due anni di un terzo dei suoi membri.

Il Capo dello stato viene eletto con un mandato di 5 anni dal parlamento in seduta comune. Rappresenta la nazione ed ha pochi e limitati poteri. Il Presidente della Repubblica nomina i giudici della corte costituzionale; può sciogliere il parlamento in determinate circostanze, può porre il veto sulle leggi votate dal parlamento, nomina il primo ministro sulla base del risultato delle elezioni politiche e, su proposta di quest'ultimo, nominare gli altri membri del governo.

Il potere esecutivo è esercitato dal Primo ministro dirige la politica interna ed estera. Il governo dopo che è stato nominato dal Presidente deve ottenere la fiducia dal Parlamento.

All'apice del sistema giudiziario del paese abbiamo la Corte suprema, con poteri simili alla Corte Suprema di Cassazione italiana, e il Tribunale Superiore Amministrativo, con compiti simili al nostro Consiglio di Stato. Accanto a questa abbiamo la Corte costituzionale che è garante della Costituzione. Essa è composta da quindici membri, nominati dal Presidente della Repubblica, che restano in carica per dieci anni non rinnovabili.

La Repubblica ceca ha aderito all'Unione europea dal 1º maggio 2004. Dei circa 55,21% degli avente diritto di voto che hanno partecipato al referendum, hanno votato per adesione circa il 77,33%, pari al 42,7% circa di tutti gli aventi diritto al voto.

Descrizione: Due fasce orizzontali uguali una bianca (superiore) e di colore rosso (inferiore) con un triangolo isoscele blu dal lato sinistro della asta (identico alla precedente bandiera della Cecoslovacchia. I colori sono derivati dallo stemma della Repubblica Ceca: il bianco dal leone d'argento; il rosso e il blu dall'aquila di Moravia. Questi ultimi due sono colori tipici dei popoli slavi.

La scena politica è dominata da quattro grandi partiti, i restanti partiti sono piccoli e deboli.

La Repubblica Ceca vanta molte località di elevato interesse culturale e turistico, fra le quali si segnalano i siti che sono stati dichiarati patrimonio mondiale dell'umanità cioè: i giardini e il castello di Kromeriz, il centro storico di Cesky Krumlov, Praga, Telc, Holasovice, centro storico di Kutna Hora, la Colonna della Santa Trinita di Olomouc, il quartiere ebraico e la basilica di S.Procopio a Trebic, il villaggio di Ledenice, il castello di Litomysl, la chiesa di S. Giovanni di Nepumuk a Zelena Hora, e la Villa Tugendhat a Brno.

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Nazionale di calcio della Repubblica Ceca Under-21

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Voce principale: Nazionale di calcio della Repubblica Ceca.

La Nazionale di calcio della Repubblica Ceca Under-21 è la rappresentativa calcistica Under-21 della Repubblica Ceca ed è sotto il coordinamento della Federazione calcistica della Repubblica Ceca. Partecipa al Campionato europeo di categoria, che si tiene ogni due anni.

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Nazionale di calcio a 5 della Repubblica Ceca

La Nazionale di calcio a 5 della Repubblica Ceca è, in senso generale, una qualsiasi delle selezioni nazionali di Calcio a 5 della Českomoravský fotbalový svaz che rappresentano la Repubblica Ceca nelle varie competizioni ufficiali o amichevoli riservate a squadre nazionali.

Questa selezione nazionale è nata dalle ceneri della vecchia selezione cecoslovacca, che con la FIFUSA era scesa in campo per tutti e tre i mondiali disputati prima del 1989, ottenendo una eliminazione al primo turno e due approdi al girone di secondo turno. L'attività in seno alla FIFA, per la federazione cecoslovacca, vide il suo esordio sui campi di futsal il 20 aprile 1991 contro la nazionale di calcio a 5 italiana, la gara terminò con il punteggio di 4-4. La Cecoslovacchia continuò la sua attività sino a tutto il 1992. L'ultima gara sotto la stessa bandiera per i giocatori cechi e slovacchi fu la vittoria per 13-0 contro la Lettonia disputata il 25 ottobre 1992 in Polonia. La Cecoslovacchia non ottenne comunque la qualificazione ai mondiali del 1989 e del 1992: in quest'ultima occasione giunse ultima nel girone di qualificazione a Valencia raccogliendo solo un pareggio con l'Ungheria.

La selezione nazionale ceca iniziò la propria attività il 28 maggio 1993 contro la Polonia, battendola 6-0, i primi undici cechi furono: Vlastimil Karola, Karel Krakovčík, Aleš Meloun, Vlastimil Bartošek, Jan Horáček, Tomáš Neumann, Pavel Postava, Martin Rozhon, Milan Růšička, Jaroslav Smetana, Zdeněk Volf. La Repubblica Ceca non partecipò agli Europei sperimentali del 1996 ed ai mondiali dello stesso anno in Spagna. Tre anni più tardi la squadra nazionale ceca manca la qualificazione all'Europeo spagnolo battendo l'Ungheria 4-3 ma venendo sconfitta il 1º dicembre 1998 dalla Jugoslavia per 4-3.

La Repubblica Ceca manca la qualificazione al mondiale del 2000 a causa della sconfitta con la Croazia a Karlovac per 7-6. La selezione ceca si rifà qualificandosi l'anno successivo alla rassegna europea del 2001 dove però esce al primo turno per mano di Russia e Italia. Due anni dopo passa il primo turno agli europei, ma in semifinale viene seccamente sconfitta dall'Ucraina per 5-1.

Nel 2003 dopo la doppia gara con la Bosnia-Herzegovina, ed il successo nel girone con Romania e Israele, la Repubblica Ceca è riuscita per la prima volta nella sua storia a qualificarsi per il Campionato del Mondo. La rassegna 2004 svoltasi a Taiwan si rivela felice per l'approdo al secondo turno dove la selezione mitteleuropea è giunta però ultima alle spalle delle tre selezioni latine di Italia, Spagna e Portogallo. La Repubblica Ceca si è infine qualificata anche agli europei 2005 dove è uscita al primo turno e nella primavera 2007 ha centrato una nuova qualificazione per la rassegna continentale che si svolgerà in Portogallo a novembre.

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Nazionale di calcio della Repubblica Ceca

La Nazionale di calcio ceca agli Europei del 2004

La Nazionale di calcio ceca (cec. Česká fotbalová reprezentace) è la rappresentativa calcistica della Repubblica Ceca ed è controllata dalla Českomoravský fotbalový svaz. Nacque nel 1993, quando, in seguito alla divisione della Cecoslovacchia, scomparve la Nazionale di calcio della Cecoslovacchia. L'altra Nazionale cui ha dato vita la scissione è la Nazionale di calcio della Slovacchia.

Raggiunse la finale del campionato d’Europa 1996, dove fu sconfitta dalla Germania al golden goal, e da allora è costantemente presente nelle fasi finali dei tornei internazionali, eccezion fatta per il campionato del mondo 2002, al quale non si qualificò.

La Nazionale ceca è una delle più antiche del mondo, avendo debuttato nel 1903. Nell'ambito dell'Impero Austro-Ungarico il calcio si organizzò, come in Gran Bretagna, non a livello generale ma attorno alle singole nazioni formanti lo Stato. La Nazionale dell'allora Boemia disputò sei incontri contro l'Ungheria prima di avere l'onore di ospitare nel 1908 l'Inghilterra. Dopo la Prima Guerra Mondiale e il disfacimento dell'impero, la Federazione boema ampliò la sua attività alla Slovacchia formando la Nazionale cecoslovacca.

La nazionale ceca è rinata dopo la divisione della Cecoslovacchia nel 1993. Tuttavia, per tutto quell'anno, Repubblica Ceca e Repubblica Slovacca disputarono incontri internazionali ancora unite sotto la bandiera cecoslovacca.

Il primo incontro della nazionale della neonata Repubblica Ceca avvenne il 23 febbraio 1994 in casa della Turchia, con una vittoria per 4-1.

Dopo essersi qualificata ai campionati europei del 1996, la Repubblica Ceca è stata la maggiore sorpresa in Inghilterra, eliminando prima gli azzurri nel girone eliminatorio (giunte a pari punti passò la Rep. Ceca grazie allo scontro diretto a favore vinto per 2-1 nella seconda giornata), poi Portogallo e Francia, prima di capitolare in finale al golden goal (il primo nella storia delle nazionali maggiori) contro la Germania.

Dopo l'ottimo secondo posto agli Europei 1996, non ha saputo ripetersi a Belgio-Olanda 2000 (eliminazione al primo turno), mentre agli Europei 2004 ha ceduto in semifinale alla Grecia, che poi avrebbe vinto il titolo continentale.

Dopo aver clamorosamente mancato la qualificazione al Mondiale nippo-coreano del 2002, nel 2005 si è qualificata per il suo primo campionato del mondo come seconda nel girone di qualificazione europeo vinto dall'Olanda e dopo aver superato nello spareggio la Norvegia. A Germania 2006 è stata inserita nel Girone E con Italia, Stati Uniti e Ghana. Ha vinto per 3-0 la prima partita contro gli statunitensi, prima di perdere per 2-0 il match contro i ghanesi. Nell'ultima gara è sata battuta per 2-0 dall'Italia in una partita di ecellente livello, uscendo così al primo turno.

Il 7 giugno 2008 ha vinto la partita inaugurale degli Europei 2008 di Austria-Svizzera, battendo di misura gli elvetici. È stata, però, eliminata nel girone eliminatorio a causa della sconfitta 3-1 contro il Portogallo e poi contro la Turchia che, nella terza giornata del girone A, ha vinto lo scontro diretto per l'accesso ai quarti di finale con il risultato di 3-2 (i cechi conducevano per 2-0 a non molto dalla fine).

La nazionale ceca ha ereditato i colori della vecchia nazionale cecoslovacca, ovvero maglia rossa, calzoncini bianchi e calzettoni blu: questa scelta ricalca la bandiera ceca, rimasta immutata a quella cecoslovacca. Non è raro vedere la nazionale ceca anche con pantaloncini blu.

In trasferta solitamente è bianca con bordini blu e a volte rossi. Il fornitore è Puma da tempo.

Sul petto i giocatori cechi portano lo stemma nazionale e non quello della federazione: questa è una differenza rispetto alla nazionale cecoslovacca che portava il simbolo della vecchia federazione.

Dall'inizio degli anni 2000 la Repubblica Ceca è solita portare sulle divise al centro del petto una bandierina ceca affiancata da quella della nazione che incontrano.

La nazionale ceca(comprendendo anche la Cecoslovacchia) è l'unica nazionale ad aver trasformato in gol tutti i rigori che le si sono presentati ed è anche l'unica ad aver sconfitto la Germania ai rigori(europei 1976).

Questa è una lista di giocatori che hanno giocato la maggior parte o tutta la loro carriera internazionale nella Repubblica Ceca. Per i giocatori famosi della Cecoslovacchia, vedere Nazionale di calcio della Cecoslovacchia.

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Repubblica Ceca e l'Eurofestival

Flag

La Repubblica Ceca ha partecipato per la prima volta all'Eurofestival il 10 maggio 2007. La sua canzone è stata scelta durante un Festival che si è tenuto nel marzo 2007. Non ha mai superato la semifinale.

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Nazionale di hockey su prato della Repubblica Ceca

La nazionale di hockey su prato della Repubblica Ceca è la squadra di hockey su prato rappresentativa della Repubblica Ceca, nata nel 1993 dalla scissione della Cecoslovacchia tra Repubblica Ceca e Slovacchia.

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Moravia (Repubblica Ceca)

La Moravia in Repubblica Ceca

La Moravia (in ceco: Morava, in tedesco: Mähren) è la parte orientale della Repubblica Ceca. La sua capitale storica è Brno. Prende il nome dal fiume Morava (o March).

La Moravia occupa quasi un terzo della Repubblica Ceca , inclusa la Regione della Moravia meridionale e quella di Zlín, come anche parte della Regione di Moravia-Slesia, di Olomouc, di Pardubice, di Vysocina e della Boemia del Sud.

A nord, la Moravia confina con la Polonia e la Slesia ceca, ad est con la Slovacchia, a sud con la Bassa Austria e ad ovest con la Boemia. Il confine nord è formato dalla catena dei Sudeti, che diventa i Carpazi ad est. Il Thaya scorre al confine con l'Austria, dove c'è un'area protetta lungo il confine tra i due Stati, vicino ad Hardegg.

Nel cuore della regione ha sede il bacino sedimentario della Morava e del Thaya a un'altezza di 180-250 m. Ad ovest, le Montagne Boeme-Morave si innalzano fino a 800 m.,anche se la montagna più alta sta a nord-ovest, il Praděd (tedesco: Altvater) nei Sudeti, a 1490 m. Più a sud ci sono le alture Jeseníky (400-600 m.) che scendono fino a 310 m. presso il fiume Oder, vicino a Hranice na Moravě e si inalzano di nuovo a 1322 metri presso i Monti Beskidi (Lysá hora, in tedesco: Kahlberg). Queste tre catene montuose formano insieme una separazione tra i diversi bacini idrografici dell'Europa. Il confine orientale della Moravia è formato dai Carpazi Bianchi, che raggiungono un massimo di 970 m. a Velká Javořina.

Negli ultimi secoli, la Moravia (anche conosciuta come Moravia-Slesia) ha anche incluso una piccola porzione della provincia della Slesia, la cosiddetta Slesia morava. Quando Federico il Grande annesse la maggior parte dell'antica Slesia alla Prussia, la parte sud rimase con gli Asburgo.

Attorno al 60 a.C. la popolazione celtica dei Galli Boi si ritirò dalla regione e lasciò il posto alla tribù germanica dei Quadi, che a loro volta vennero soppiantati da popolazioni slave nel VI secolo d.C. Nel VI secolo la Moravia fu il cuore del primo regno slavo, il Regno di Samo, estendendosi dal fiume Váh fino ai Tatra. All'inizio del VII secolo la Moravia meridionale era soggetta all'influsso avaro, al quale pose fine il re franco Carlo Magno. Alla fine dell'VIII secolo si costituì il Principato di Moravia, nell'area corrispondente all'odierna Moravia sud-orientale, a Záhorie nella Slovacchia sud-occidentale e a parti dell'Austria Inferiore. Nell'833 questo divenne lo stato della Grande Moravia, con la conquista del Principato di Nitra (l'odierna Slovacchia e parti dell'Ungheria settentrionale). La Grande Moravia raggiunse la sua massima espansione territoriale negli anni 890, sotto il regno di Svatopluk I. A quell'epoca l'impero occupava il territorio delle odierne repubblica Ceca e Slovacchia, la parte occidentale dell'odierna Ungheria (Pannonia), oltre alla Lusazia (nell'odierna Germania) e alla Slesia e al bacino dell'alta Vistola (nella Polonia Meridionale). Dopo la morte di Svatopluk, nell'895, i principi moravi lasciarono il regno per diventare vassalli di Arnulfo di Carinzia, e lo stato moravo cessò di esistere dopo essere stato schiacciato dagli invasori Magiari nel 906-7.

A seguito della sconfitta di questi ultimi da parte dell'imperatore Ottone I del Sacro Romano Impero, nella battaglia di Lechfeld del 955, l'alleato di Ottone, Boleslao I il Premislide, regnante di Boemia, ricevette la Moravia. Boleslao I di Polonia si annesse la Moravia nel 999, e la governò fino al 1019, quando il principe Premislide Bretislao la riconquistò. Alla morte del padre nel 1035, Bretislao divenne anche regnante di Boemia. Nel 1054, Bretislao decretò che le terre boeme e morave sarebbero state ereditate assieme per primogenitura, anche se dispose che il suo figlio minore dovesse governare parte della Moravia come vassallo del fratello maggiore.

Per tutta l'era Premislide, i principi giovani spesso governarono tutta o parte della Moravia da Olomouc, Brno o Znojmo, con diversi gradi di autonomia rispetto al regnante di Boemia. La Moravia raggiunse il massimo dell'autonomia nel 1182, quando l'imperatore Federico I elevò la Moravia allo status di margraviato (o marca), direttamente soggetto all'imperatore e indipendente dalla Boemia. Questo status ebbe vita breve: nel 1197 Vladislao III di Boemia risolse la disputa sulla successione tra lui e il fratello Ottocaro abdicando dal trono boemo e accettando il margraviato di Moravia come vassallo della Boemia.

Da allora la Moravia ha condiviso la sua storia con la Boemia. La dinastia Premislide si estinse nel 1306, e nel 1310, Giovanni di Lussemburgo divenne re di Boemia. Moravia e Boemia rimasero alla Dinastia Luxemburg di re e imperatori tedeschi fino a quando vennero ereditate da Alfredo II d'Asburgo nel 1437.

Durante la Crociata Hussita, gli Asburgo persero il controllo della Boemia e della Moravia, e le due terre vennero temporaneamente divise. L'Hussita Giorgio di Podebrady venne eletto re di Boemia nel 1458. Nel 1466, Papa Paolo II scomunicò Giorgio e vietò a tutti i cattolici di continuare a servirlo, e nel 1469, Mattia Corvino, re d'Ungheria, conquistò la Moravia. Questa venne riunita alla Boemia nel 1490, quando Vladislao Jagellone, che era succeduto a Giorgio come re di Boemia nel 1471, succedette anche a Matteo come re d'Ungheria. nel 1526, il figlio di Vladislao, Luigi, morì in battaglia e Ferdinando I d'Asburgo venne eletto re di Boemia. La Moravia rimase assieme alla Boemia come possedimento asburgico fino alla fine della I guerra mondiale.

Fino al 1641 la capitale della Moravia era la centrale Olomouc, ma dopo la sua presa da parte degli Svedesi si spostò verso la più grande città di Brno che resistette con successo agli invasori. La marca della Moravia ebbe la propria dieta i cui delegati furono eletti (negli anni successivi al 1905) in collegi elettorali tedeschi e cechi etnicamente separati.

A seguito della fine dell'Impero Austro-Ungarico nel 1918, la Moravia divenne parte della Cecoslovacchia (e fece parte del Protettorato di Boemia e Moravia durante l'occupazione tedesca della Cecoslovacchia durante la seconda guerra mondiale). Nel 1945 la minoranza etnica tedesca della Moravia fu espulsa. Con la fine della Cecoslovacchia, la Moravia divenne una parte della Repubblica Ceca nel 1993.

I Moravi oggi sono un gruppo etnico slavo che parla vari dialetti cechi. Alcuni moravi si considerano un gruppo etnico distinto; altri si considerano etnicamente cechi. Nel censimento del 1991, 1.362.000 (13.2%) della popolazione ceca si è descritta di nazionalità morava. Nel censimento del 2001 questo numero era sceso a 380.000 (3.7% della popolazione).

La Moravia è conosciuta anche per la produzione dei biscotti più sottili del mondo.

C'è un po' di competitività fra i moravi ed i boemi, ma molto moderata ed è più una fonte di umorismo che di animosità.

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