Renault

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Inviato da david 17/03/2009 @ 22:12

Tags : renault, autoveicoli, economia, scuderie, formula 1, motori, sport, berline, auto moto, tempo libero, coupè

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Renault

Renault 4CV

La Renault S.A. è una casa automobilistica francese fondata nel 1898.

La Renault produce il suo primo modello nel 1898. La società Société Renault Frères, fondata l'1 ottobre 1898, fu ufficialmente creata il 25 febbraio 1899 da Louis, Marcel e Fernand Renault.

Durante gli anni venti e trenta, la concorrenza con Citroën fu particolarmente intensa.

Durante la Seconda guerra mondiale, le fabbriche di Louis Renault lavorarono per la Germania nazista producendo numerosi automezzi. Per questa ragione Renault, imputato di avere collaborato con il regime filo-nazista durante l'occupazione, fu arrestato nel 1944 durante la liberazione della Francia e morì in prigione prima del processo e del poter preparare una propria difesa. Successivamente l'autopsia evidenziò che il suo collo era stato spezzato, suggerendo che in realtà si fosse trattato di un omicidio. Il suo impero industriale fu pertanto confiscato dal governo francese, e nel gennaio del 1945 la Renault divenne quindi un'industria pubblica (conosciuta come Régie Nationale des Usines Renault) inizialmente con la direzione di Pierre Lefaucheux.

Il primo modello dopo la rinascita sotto la direzione dello stato francese è la Renault 4CV, che fu presentata nel 1946 in tutta fretta.

Tra gli anni 60 e 70 la casa rivive una nuova giovinezza, che la lancia nell'avventura americana con l'acquisto della American Motors. Sempre in quegli anni vengono presentati 2 dei modelli più venduti e longevi della casa, Renault 4 e Renault 5.

All'inizio degli anni ottanta la concorrenza interna con Peugeot si fa pesante, e la casa perde lo scettro di regina delle vendite nel mercato interno. Il Presidente Bernard Hanon viene sostituito da Georges Besse che rilancia la marca e rivende delle società annesse come American Motors nel 1987, allo scopo di eliminare i rami morti. Dopo l'assassinio di Besse, il gruppo segue i suoi piani con Raymond Lévy. Poi segue Louis Schweitzer nel 1992, sostituito nel 2005 da Carlos Ghosn.

Tra l'inizio degli anni ottanta e il 1994 Renault e Volvo collaborano, prima con uno scambio di meccaniche, poi con la costruzione di alcune unità in comune. In occasione della quotazione in borsa di Renault, Volvo cede la sua parte allo Stato francese.

Nel 1996 l'azienda viene privatizzata assumendo la denominazione di Renault S.A..

Alla fine degli anni novanta la Renault si allea con General Motors per lo sviluppo congiunto di veicoli commerciali leggeri. In seguito all'assunzione del controllo di Nissan, questo accordo coinvolge pure la casa nipponica, che produce il Renault Trafic nella sua fabbrica di Barcellona anche per gli altri marchi dell'alleanza, coi nomi di Opel Vivaro e Nissan Primastar. Lo stesso veicolo viene poi prodotto anche da General Motors nella sua fabbrica di Luton dalla consociata Vauxhall.

Nel marzo 1999, nasce ufficialmente l'alleanza Renault-Nissan. Renault e Nissan hanno delle partecipazioni incrociate nel capitale di ciascuna, Renault possedendo 44,4% del capitale di Nissan e Nissan 15% di quello di Renault (2002). Inizia una politica di riassetto del gruppo, con la creazione di piattaforme comuni a entrambi i marchi. Carlos Ghosn assume la presidenza prima della sola Nissan, poi in un secondo momento di tutto il gruppo. Questa alleanza non impedisce a Renault di inseguire la sua strategia. Renault era già in trattativa col governo rumeno per acquistare il 51% del capitale del costruttore nazionale Dacia. Appena quattro mesi dopo la firma dell'alleanza Renault-Nissan, il costruttore francese ratificava il suo accordo con la Romania e prendeva il controllo di Dacia. Sebbene le installazioni industriali della società fossero in uno stato pietoso, il Presidente di Renault Louis Schweitzer aveva sin da subito degli ambiziosi obiettivi. Renault fa così il suo ingresso nei paesi emergenti. Nel 2004 viene lanciata la Dacia Logan, una berlina al costo di 5,000 €.

Nel 2002 la Benetton, squadra di Formula 1, diventa RenaultF1.

Il ramo Renault Véhicules Industriels, che è stato rinominato Renault Trucks, fa parte del gruppo AB Volvo di cui Renault S.A. detiene il 20% del capitale. Renault Trucks comprende la marca americana Mack.

Il ramo Renault Agriculture, che produce i trattori agricoli, oggi è detenuta solo per il 20% da Renault; il resto, dal 2003 è detenuto dalla tedesca Claas.

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Renault Mégane

Interno di una Renault Mégane

La Renault Mégane è un'autovettura del segmento C (fascia medio-bassa) prodotta dalla francese Renault dal 1995 in poi.

Quando nel 1989 si cominciò a lavorare al progetto della sostituta della Renault 19, non si pensò ad una singola vettura, ma ad una vera e propria famiglia di vetture, con svariate configurazioni di carrozzeria per differenti esigenze e gusti. Il progetto, denominato Progetto X64, fu affidato a Patrick Le Quément e si concretizzò nel settembre 1995 al Salone dell'automobile di Francoforte con il nome di Mégane.

La Mégane fu introdotta come sostituta della R19.

Nonostante sul mercato francese fosse disponibile in oltre 7 varianti di allestimento, l'importatore italiano decise di semplificarli, commercializzando 2 soli allestimenti, coi nomi di RN e RT. Alla sola versione 5 porte era poi riservato un allestimento base chiamato RL, che di fatto serviva solo a proporre un prezzo d'attacco più basso. Curiosamente a parità di allestimento, le dotazioni delle varie varianti di carrozzeria (berlina, Classic, Scénic ecc) non corrispondevano, e questo perché gli allestimenti originari da cui poi erano stati ribrandizzati per il mercato italiano non corrispondevano (esempio la berlina da noi commercializzata come RN era l'allestimento francese RNE, mentre la Classic con lo stesso allestimento proveniva invece dalla francese RTE). Per colmare questa confusione, con l'avvento della Phase 2 Renault Italia si uniformò agli allestimenti francesi. Altri importatori non seguirono tale corrente, e in Svizzera continuarono ad importare gli allestimenti coi vecchi nomi scelti per il loro mercato. Tutte le Mégane, di qualsiasi variante di carrozzeria, importate ufficialmente in Italia, nonché in Germania e Svizzera, hanno l'airbag pilota di serie. Non fu così invece nel paese d'origine.

Nel novembre 1996 venne introdotta sul mercato italiano la prima serie della Mégane Scénic, che introdusse in Europa un concetto fino a quel momento non molto conosciuto: quello di monovolume di taglia media, concetto che per la verità era già stato introdotto anni prima dalla giapponese Mitsubishi con la sua Space Runner, ma che in Europa faticava ad essere digerito dalla clientela, che vedeva come monovolumi unicamente vetture di taglia maxi. Ma dopo il successo ottenuto dalla piccola Renault Twingo e la dimostrazione, con essa, che una monovolume non deve essere per forza extra-large, la Renault divenne agli occhi della popolazione europea una Casa rivoluzionaria nel campo delle monovolume e così anche la Mégane Scénic ottenne da subito grossi consensi. Rispetto alla berlina ed alla Coach era ovviamente caratterizzata dal differente corpo vettura, con un frontale identico nella calandra, ma con cofano motore molto più spiovente. A proposito delle motorizzazioni, esse ricalcavano quelle della berlina 5 porte, con la sola differenza di avere unicamente, tra le motorizzazioni a gasolio, quella sovralimentata: non era disponibile quindi un 1.9 diesel aspirato. Tuttavia si trattava una specifica del solo mercato italiano. La Mégane Scénic fu considerata una vettura innovativa dal punto di vista dello sfruttamento dello spazio interno in una vettura di fascia media, per cui ricevette il Premio di Auto dell'anno 1997. Contemporaneamente alla Scénic fu introdotta anche la Mégane Classic, versione a tre volumi e 4 porte della Mégane berlina. Era nata fondamentalmente per quei paesi dove vi è una forte richiesta di auto a 3 volumi anche di segmenti inferiori, come Spagna e Grecia. Tuttavia in Italia, collocandosi come prezzo leggermente sotto la Laguna (costava infatti 1 milione di lire in più della Mégane a 5 porte), ha sempre stentato a decollare nelle vendite, confermandosi a fine carriera la variante di carrozzeria della Mégane meno venduta sul mercato italiano, nonostante presentasse degli allestimenti più ricchi delle corrispondenti a 5 porte. Con quest'ultima condivideva la linea fino al giro porte posteriori, e tutte le motorizzazioni.

Nel marzo 1997, fu lanciata la Mégane Cabriolet per completare la famiglia. La versione Cabriolet veniva prodotta in 3 fasi: le meccaniche venivano spedite a Osnabrück, presso la fabbrica del carrozziere Karmann, dove venivano assemblate assieme alle scocche. Poi l'auto semi completa veniva spedita presso la fabbrica di Dieppe dove venivano rifinite definitivamente. I motori disponibili erano solo due, e cioè il 1.6 da 90 CV già presente sul resto della gamma ed il 2.0 16V da 147 CV della Mégane Coach. Nello stesso anno, a luglio, il vecchio 1.9 turbodiesel ad iniezione indiretta fu pensionato per far posto ad una evoluzione dello stesso motore, ma ad iniezione diretta, che garantiva maggior potenza (98 CV) e quindi maggior brio nelle prestazioni. Le Renault che montavano tale propulsore presero la sigla di dTi.

Nel 1998, l'organismo indipendente EuroNcap diede alla Mégane I 4 stelle con la votazione di 30 su 34, il massimo mai ottenuto da una vettura della sua categoria.

Un leggero restyling nel febbraio 1999 diede alla Mégane I un frontale nuovo e maggiori dotazioni di sicurezza. La casa madre ribattezzò questa versione come Phase 2. I motori a 8 valvole furono soppiantati da nuove unità a 16 valvole, di 1.4 L (98cv) e 1.6 L (110cv). Per un breve periodo fece la comparsa anche una versione da 1.8 L a benzina, sempre a 16 valvole, ma la crescente richiesta di automobili a gasolio da parte del nostro mercato fece ben presto scegliere ai vertici di Renault Italia di non importarla più. Stessa sorte toccò alla versione 2.0 benzina a iniezione diretta IDE.

Dopo poco la Renault decise di rimpiazzarla con un'unità più classica che già equipaggiava la Scénic, accreditata della stessa potenza, 140cv. Fu anche l'occasione per l'introduzione della Mégane Break, inizialmente messa in stand-by per favorire il lancio della Scénic, la cui clientela era giudicata sovrapponibile a quella della versione Break. La versione Break è l'unica della gamma della prima serie che fu prodotta solo nella fabbrica turca di Bursa, che per le sue linee di montaggio ha ottenuto la certificazione ISO 9001.

Quanto alla Mègane Scénic, dopo aver subìto anch'essa il restyling, fu ribattezzata semplicemente Scénic, in maniera tale da proseguire la sua carriera con un certo distacco dal resto della gamma Mégane, pur condividendo con essa il pianale e la meccanica. Nel 2000 al motore diesel dTi venne affiancata una edizione dotata di tecnologia common rail, denominata dCi. Tale motorizzazione manteneva la cilindrata dei precedenti motori a gasolio, ma grazie al nuovo impianto di alimentazione erogava una potenza massima di 105 CV a 4000 giri/min. Il motore 1.9 dCi fu montato anche nella sportiva Mégane Coach. Una versione di tale motore, leggermente meno potente (102 CV) fu introdotta di seguito sulle berline a 2 e a 3 volumi. In seguito all'introduzione del 1.9 dCi, la versione dTi fu depotenziata a 80cv, e ricollocata come entry level.

La produzione della Mégane I è stata progressivamente sostituita a partire da settembre 2002 dalle nuove varianti della Mégane II, man mano che erano disponibili, per cessare definitivamente alla fine del 2003. Tuttavia la Renault ne ha spostato le linee di produzione in America latina, dove viene ancora fabbricata (in Brasile e Colombia) e venduta come Mégane Unique accanto alla Mégane II.

La Mégane II venne presentata nel 2002, e ha segnato l'inizio di una nuova era. I due modelli hanno poco da condividere, essendo il nuovo mezzo ispirato dal nuovo stile di questa marca, visto per la prima volta nell'Avantime. L'enorme successo della Mégane in Europa ha dimostrato che il nuovo stile Renault era una formula vincente e che il successivo insuccesso nelle vendite dell'Avantime poteva essere attribuito alla scelta di averla piazzata in un segmento di mercato sbagliato più che per la nuova linea. La nuova Mégane è stata votata Auto dell'anno 2003, e ha ottenuto il risultato di 5 stelle nel famoso crash test EuroNCAP , divenendo la prima auto compatta a conseguire questo risultato.

La Mégane II e la Laguna sono state entrambe ottime vetrine per le nuove tecnologie lanciate dalla Renault nel 2001-2002, come il sistema Renault Card per l'accensione con un tasto che sostituisce la chiave, di serie sulla Mégane II, che è stata la prima della classe a possederlo. È avvenuta la stessa cosa anche per il tettuccio panoramico in vetro, un'altra idea di Renault, poi usata largamente da tutte le altre case automobilistiche.

Oggi la Mégane é fabbricata nei seguenti siti: Dieppe e Douai in Francia, Bursa in Turchia, Palencia in Spagna, Cordoba in Argentina, Envigado in Colombia e Curitiba in Brasile.

In Brasile la Renault rese disponibile anche una versione chiamata "Hi-Flex", che è in grado di sfruttare la benzina senza piombo o l'etanolo. Come per le Scénic e Clio brasiliane, anche il motore della Mégane può funzionare con una miscela di metanolo che vari da E0 a E100, grazie al regolamento del modulo elettronico .

Le versioni RenaultSport (RS) delle berline 3 e 5 porte sono state lanciate, montando un motore turbocompresso a benzina di 2 litri a 16v che produce 225 CV. Assieme al motore, i cambiamenti apportati hanno riguardato le sospensioni anteriori e posteriori, per migliorarne il comportamento su strada, e un più grande paraurti anteriore. La Mégane Renault Sport compete nella classe delle vetture sportive compatte.

Come per la precedente Mégane, la gamma dei modelli è molto ampia; oltre alla già citata berlina 3 e 5 porte, c'è la versione berlina a tre volumi (che ha perso la denominazione Classic divenendo semplicemente 4 porte), la 5 porte station wagon, denominata Grandtour (Estate in Francia e UK),e, per rimpiazzare le versioni coupé e convertibile, un unico modello, la nuova Mégane CC. Pur condividendo ancora pianale e meccanica con la Mégane, la nuova Scénic ha perso il suffisso Mégane, diventando un modello autonomo. Nel 2007 viene lanciata la Mégane Sport dCi, considerata dalla stampa come la prima vera sportiva a gasolio. In pratica si tratta di una Mègane RS equipaggiata da un 2 litri turbodiesel common rail da 175 CV, in grado di spingerla a 220 km/h di velocità massima. Un'altra novità dello stesso anno è la Mégane F1 Team R26, basata sulla RS e dotata di assetto irrigidito e leggermente ribassato e di 5 CV in più di potenza massima. Riconoscibile per la vistosa colorazione gialla, la Mégane F1 R26 si inserisce al top di gamma della Mégane.

La versione coupé-convertibile ha un innovativo meccanismo costruito dalla Karmann, che consente di aprire e chiudere il tetto ripiegabile metallico in maniera efficiente. È inoltre la più capiente tra le coupé-cabriolet della sua categoria.

Da notare l'introduzione del nuovo 1.5 dCi common rail da 80 e da 100 CV, che vanno a sostituire il vecchi 1.9 dTi montato sulla prima serie. Questo nuovo motore a gasolio è stato rivisto nel 2006 in occasione del restyling e ha visto la sua potenza massima salire rispettivamente a 86 e 106 CV. Il 1.9 dCi sale a 120 e 130 CV, e per un breve periodo ha adottato di serie il filtro antiparticolato. Inoltre, un'altra nuova entrata è costituita dal 2.0 dCi da ben 150 CV. Di recente la possibilità di adottare il FAP è stata estesa a tutte le Mégane diesel, ma solo come optional.

L'auto è stata rivisitata, come appena accennato, ancora una volta nel 2006, con lievi cambiamenti agli interni e soprattutto un nuovo frontale. Un nuovo sistema di sospensioni anteriori è stato adottato dalla Mégane 2.0 , incrementando ancora di più le performance di questa vettura. Dalla seconda generazione della Mégane deriva la nuova Nissan Tiida, di imminente commercializzazione in Europa e già in commercio in Giappone. Questo nel piano di globalizzazione previsto dal gruppo Renault, di cui Nissan fa parte. Alla fine del 2008 l'arrivo della terza generazione della Mégane ha comportato l'uscita di produzione delle versioni berlina a 3, 4 e 5 porte. Le versioni giardinetta e coupé-cabriolet rimangono invece in listino. Vi è ancora tempo per alcune novità: nel febbraio 2009, infatti, la Mègane Grandtour viene proposta anche con motore 1.6 a doppia alimentazione benzina/GPL.

Oltre a tali motori vi è anche la possibilità di avere un 1.6 K4M a GPL, in grado di erogare 105 CV di potenza massima, e disponibile unicamente sulla berlina. E' imminente il lancio di un nuovo motore 1.4 in versione sovralimentata da 130 CV. Nel mese di febbraio del 2009 la coupé è stata proposta anche nella versione 2.0 TCE, equipaggiata da un 2 litri (della serie F4R-T)sovralimentato da 179 CV. Tale motore è in grado di spingere la vettura ad una velocità massima di 230 km/h. Per il mese di novembre del 2009 è previsto l'arrivo della versione station wagon,che è costruita sulla base dell'ammiraglia Laguna. Intorno allo stesso periodo è previsto anchel'arrivo della nuova Mégane RS, spinta da un due litri sovralimentato da ben 250 CV.

Negli anni e nella varie versioni la Mégane è stata sottoposta per quattro volte al crash test dell'EuroNCAP, nel 1998 , 1999 , 2002 e 2004 (quest'ultimo è relativo alla versione C+C). I risultati sono sempre stati compresi tra le quattro e le cinque stelle.

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Renault 4

Una Renault 4 van quarta serie

La Renault 4 è una autovettura di fascia bassa prodotta dalla casa automobilistica francese Renault dal 1961 al 1993.

In ogni caso, le prestazioni risultavano modeste, le sue concorrenti erano leggermente più potenti, anche se come concorrente, a parte la 2CV, poteva essere vista la Fiat 600 Multipla. Come già accennato, le prime R4 montavano il vecchio motore da 0.7 litri delle prime 4CV. Nel 1964, la 4L fu disponibile con il motore da 0.8 litri già montato sulle ultime 4CV e sulle Dauphine. Le vere novità si ebbero però nel 1967: nuova calandra in alluminio che incorpora i fari e nuovi paraurti cromati. Vi furono anche novità meccaniche, tra cui il cambio, che passava da 3 a 4 rapporti. Tali modifiche riguardarono anche le R4 di base e la versione furgonata, le quali furono proposte anche con motore da 782 cc. Dopodiché, fino al 1975 non vi furono più aggiornamenti di rilievo, a parte il circuito elettrico da 12 V e un nuovo logo sulla calandra. Nel frattempo, la vettura continuò ad essere venduta in un enorme numero di esemplari, nonostante non fosse più verdissima come età. Proprio nel 1975 apparve la terza serie della R4: la calandra divenne in plastica nera. Più o meno nello stesso periodo, la versione furgonata beneficiò del motore da 1.1 litri già montato a suo tempo sulla vecchia Renault 8 e sulla più recente Renault 6 TL. Tale motore fu montato anche sulle berline a partire dal 1978: in quell'anno esordì anche la 4 GTL, caratterizzata da paraurti e fascioni sottoporta in plastica grigia, mentre la 4 versione base divenne 4 TL. Nel 1981 furono eliminate le cerniere delle porte a vista, in maniera tale da eliminare una possibile insidia. Nel 1982 vi fu l'adozione della plancia interna ripresa da quella della Renault 5 e alcuni aggiornamenti all'impianto frenante.

Nel 1983 la calandra e i fascioni sottoporta grigi furono estesi a tutta la gamma. Nel 1986 fu introdotta la Frog, versione scoperta per il tempo libero. Nel 1987, furono introdotte la Savane, versione speciale basata sulla TL, e la Clan, versione speciale basata sulla GTL.

Dopo oltre 25 anni dal lancio, la R4 era ancora una vettura giovane, le vendite andavano a gonfie vele nonostante la meccanica e l'impostazione della carrozzeria tradissero l'età. Infatti tutte le case automobilistiche rinnovavano di continuo le proprie utilitarie, ma la R4 rimase fedele a se stessa, alla sua spartana praticità e simpatia che l'ha sempre contraddistinta, dal caratteristico dondolio associato agli incessanti cigolii delle sospensioni e degli interni. Un reale problema della vettura era però costituito dalla visibilità: montando finestrini scorrevoli lateralmente anziché verso il basso, la R4 impedisce al guidatore di sporgersi di fianco per effettuare una manovra a marcia indietro. A questo problema vanno aggiunti lo specchietto retrovisore interno collocato sulla plancia anziché in alto (pressoché inutile, quindi, se sul sedile posteriore si trovano due passeggeri di corporatura robusta) e le spazzole dei tergicristalli, che oltre ad essere minuscole non riescono a pulire più del 65-70 per cento del parabrezza. In quel periodo, il vecchio motore da 0.85 litri viene sostituito dal nuovo motore da 1 litro montato anche sulla nuova Supercinque, mentre verso la fine degli anni 80 scompare anche la versione GTL rimanendo solo in versione TL. Nel 1988 scomparve dai listini la versione furgonata, sostituita dalla Renault Express. Nel 1993, con l'introduzione delle nuove e severe norme comunitarie per la circolazione (introduzione della marmitta catalitica, sulle R4 non fu possibile montarla), la R4 esce di scena con l'ultima versione, una R4 L in versione limitata, denominata Bye Bye, dopo oltre 8 milioni di unità prodotte in 31 anni di vita. Già da anni non veniva più prodotta in Francia, bensì nella fabbrica di Novo Mesto, in Yugoslavia (oggi Slovenia). L'anno successivo, la Renault 4 fu sostituita dalla Renault Twingo.

La Renault 4, dal punto di vista stilistico ha seguito una linea evolutiva paragonabile a quella della 2CV, vale a dire che, dalla sua presentazione, nel 1961, alla sua uscita di produzione oltre 30 anni dopo, la Renault 4 non ha mai rivoluzionato la sua carrozzeria, se non in alcuni particolari. Le sue forme sono frutto di uno studio accurato della 2CV, principale rivale della R4, in maniera tale da eliminare o ridurre al massimo i difetti della piccola Citroën ed enfatizzarne i pregi. Sulla R4, vengono proposte forme più moderne rispetto alla 2CV, ma viene anche ridisegnato l'andamento del padiglione, reso più verticale e molto meno arcuato, in maniera tale da ottimizzare un eventuale carico merci. Il muso era la parte più riuscita dell'intero corpo vettura, grazie alla sua calandra che suscitò quasi da subito un mare di simpatia. Tra le altre caratteristiche, visibili soprattutto lungo le fiancate, vi erano le cerniere porta a vista (eliminate nel 1981), le portiere posteriori sensibilmente più piccole di quelle anteriori e la notevole altezza da terra del telaio, soluzione che, unita alla trazione anteriore, permetteva un buon utilizzo della vettura anche su fondi sconnessi. Il portellone posteriore ne garantiva una praticità quasi illimitata. Il parabrezza era completamente piatto, senza curvature (un parabrezza piatto è solitamente più economico di uno curvo). Ma una delle più peculiari caratteristiche della R4, più unica che rara e che non molti conoscono, sta nel fatto che la R4 possiede il passo destro diverso dal passo sinistro, una differenza impercettibile (solo 5 cm) e che fu dettata in fase di realizzazione per poter alloggiare sospensioni in grado di garantire un utilizzo su fondo sconnesso. I restyling degli anni a venire giovarono alla freschezza della linea, in maniera tale da poter perdurare negli anni. Due parole sugli interni: erano piuttosto spartani, specialmente sulla prima R4 in versione base, che altro non era se non una R3 con motore della 4L. L'interno è comunque abbastanza comodo, anche se alla lunga può stancare, l'abitabilità è più che sufficiente per 4 persone ed i sedili posteriori possono essere rimossi per aumentare il volume di carico.

Uno dei motivi per cui la Renault è riuscita a fissare un prezzo così competitivo per la sua R4 stava nell'utilizzo di motore e trasmissione praticamente identici a quelli della vecchia 4CV, sicuramente superati già al momento del debutto della R4, ma indubbiamente molto collaudati e in grado di abbattere i costi di produzione. Abbiamo quindi un motore a 4 cilindri da 747 cc in grado di erogare una potenza massima di 24 CV DIN a 4500 giri/min ed una coppia massima di 4.9 kgm a 2500 giri/min. In tale motore, denominato 680-01, la distribuzione era affidata ad un asse a camme laterale con valvole in testa. L'alimentazione era a carburatore monocorpo Solex. Il motore della R4 era raffreddato ad acqua: il circuito di raffreddamento del motore della R4 era provvisto di una vaschetta di espansione che raccoglieva l'acqua che, aumentando di volume durante l'ebollizione, sarebbe traboccata altrimenti fuori dal radiatore. La trazione era anteriore, come già accennato, ed il cambio, anch'esso ripreso da quello della 4CV, era a tre sole marce, di cui la prima non sincronizzata. L'unica differenza tra la trasmissione della 4CV e quella della R4 stava nel fatto che quest'ultima, essendo a trazione anteriore, necessitava di giunti omocinetici appositi. Le sospensioni erano un'altra caratteristica particolare della R4: avantreno e retrotreno erano a ruote indipendenti, con un'elevata altezza da terra. Tale altezza da terra era resa possibile dall'utilizzo di barre di torsione molto lunghe. Al retrotreno, per poterle montare, è stato necessario disallineare leggermente le due ruote posteriori, ottenendo come risultato di avere il passo destro leggermente superiore a quello sinistro, una caratteristica che non influenza il comportamento su strada della R4, date le sue modeste prestazioni. L'impianto frenante si avvaleva di freni a tamburo sulle quattro ruote. Quanto detto valeva per le prime R4: nel corso degli anni vi furono però diverse evoluzioni. A partire dal 1964, sulla 4L fu montato il motore 800-01, della cilindrata di 845 cc, in grado di erogare 30 CV a 4700 giri/min. Sulle R4 versione base e sulle versioni furgonate, nel frattempo, la cilindrata passò da 747 a 782 cc, grazie all'adozione del 839-06, anch'esso in grado di erogare 30 CV di potenza massima o 27 CV su alcune serie. Nel 1967, vi furono novità per il cambio, che divenne a quattro marce. Poi, più niente di rilievo per diversi anni, fino a che nel 1975 le R4 furgonate beneficiarono dei motori della serie Cléon, presi dalla R6, in grado di erogare fino a 34 CV a 4000 giri/min. Tale motore fu poi esteso anche alle R4 GTL del 1978. Nella seconda metà degli anni '80 fu introdotto il motore della Supercinque di base, della cilindrata di 956 cc ed in grado di erogare anch'esso 34 CV e sula GTL furono adottati i freni a disco all'avantreno. Fu il motore con cui venne equipaggiata la 4 TL e con il quale la R4 giunse a fine produzione.

Nonostante le sue modeste prestazioni, la R4 trovò comunque il modo di partecipare a diversi eventi sportivi: la sua elevata altezza da terra le permetteva per esempio di prendere parte a competizioni su fondi sconnessi, suo terreno preferito. A volte si è trattato di trofei specifici per la R4, come per esempio la 24 Ore 4L o il 4L Trophy, ma altre volte erano vere competizioni anche con altri modelli, in cui la R4 doveva tira fuori la sua grinta per farsi valere contro vetture sulla carta molto più avvantaggiate. Nel Campionato Francese Rally, molti equipaggi utilizzano ancora delle R4. Addirittura in alcune edizioni del Campionato Mondiale Rally, fino all'anno 2000, parteciparono alcune R4, per la verità senza grandi risultati, dato l'altissimo livello tecnologico raggiunto nel frattempo dalle vetture più recenti. Altre apparizioni della R4 riguardano la sua partecipazione alla Parigi-Dakar: all'edizione 1979 di questa massacrante gara la R4 pilotata dai fratelli Marreau terminò al 5° posto assoluto (2° di categoria), e l'anno successivo si aggiudicarono addirittura il 3° posto assoluto: due risultati di gran rilievo. Al Safari dell'Africa Orientale del 1962, una 4L terminò al 5° posto di categoria. Tra le altre competizioni a cui la R4 partecipò, ricordiamo il Raid Africano del 1980 e il Rally delle Montagne del 1964.

Come è stato per la 2CV, anche la Renault 4 divenne ben presto un fenomeno socio-culturale. Diverse furono le sue apparizioni in programmi TV, pellicole cinematografiche e campagne pubblicitarie. Famosa fu la campagna pubblicitaria andata in onda in Italia negli anni '80 in cui una R4 girava il mondo alla ricerca di un fantomatico signor Rossi. La R4 partecipò anche ad iniziative sociali, feste e ricorrenze particolari in tutto il mondo. La sua linea simpatica in effetti ha fatto breccia nel cuore di milioni di automobilisti al mondo ed ha dato vita anche a situazioni curiose, come barzellette e canzoni ad essa dedicate. In mezzo all'oceano Atlantico è stata accertata l'esistenza di un'isola in cui la maggior parte del parco auto circolante è costituito da R4 di varie epoche. Tra le altre varie curiosità, la R4 viene oggi replicata dalla Suzuki, che ha realizzato un kit di carrozzeria per la sua piccola Ancel Lapin, una vettura da noi non importata. Tale kit riesce a trasformare la Ancel Lapin in una vettura simile in tutto e per tutto ad una R4 GTL. Esistono poi altri kit in grado di trasformare la R4 in fuoristrada, in un piccolo autocarro, in un pick-up e persino in una roadster in stile anni '50. Insomma, la R4, è diventata una piccola istituzione, al pari della rivale 2CV, ma anche in maniera analoga a quanto fece in Germania il Maggiolino. In Italia la R4 è legata anche a un importante fatto di cronaca, il Caso Moro: fu in tale vettura, posta a metà strada tra via del Bambin Gesù e via Botteghe Oscure, che le Brigate Rosse fecero trovare il cadavere dello statista DC.

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Renault Laguna

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La Renault Laguna è un'automobile prodotta dalla francese Renault dal 1993 in poi. Viene prodotta in versioni 5 porte con carrozzerie: berlina e station wagon.

Nei primissimi anni '90, ci si rese conto che la Renault 21 non poteva reggere ancora per molto la concorrenza delle nuove vetture di fascia medio-alta che cominciavano ad essere commercializzate. Ci voleva una nuova vettura in grado di rinnovare la fascia medio-alta del listino Renault. I progetti partirono subito e nel 1993 la nuova vettura era pronta e fu presentata con il nome di Laguna. comunque con il nome 'laguna' fu presentata all'epoca (anno1990,1991) in un noto autosalone di una via del centro di parigi un'automobile dal volto futuristico..

La prima generazione della Laguna è stata lanciata nel 1993 in sostituzione della Renault 21.

La vettura proponeva nuovamente la pratica configurazione di carrozzeria a due volumi e mezzo con ampio portellone ed ampio vano di carico. Le linee della prima serie della Laguna erano tondeggianti, con un frontale aggressivo ed una coda piuttosto tronca dominata da gruppi ottici arrotondati. L'anno successivo è stata lanciata anche la versione station wagon, leggermente più lunga e alta, che conservò la denominazione Nevada in Francia e Savanna in UK già della Renault 21 Nel 1998 vi fu un lievissimo restyling per mantenere fresca la linea della vettura e consistente principalmente nei gruppi ottici anteriori ridisegnati: Erano poliellissoidali, con la parte esterna non prismata, e leggermente Fumè. Altra variazione erano i fari di profondità supplementari nel paraurti anteriore, ora tondi come quelli della Clio 98. Inoltre la fanaliera della berlina era ora arancio/rossa invece di fumè/rossa, l'antenna radio non era più sul tetto ma era inglobata sul lunotto posteriore come le rivali tedesche.

La Laguna era equipaggiata, su alcune versioni, con vetri elettrici anteriori, ABS,e due airbag. I motori dTi erano a iniezione diretta di gasolio, mentre i dCi, che hanno visto la loro prima comparsa nel 1999 sono motori a gasolio con iniezione diretta e sistema common rail ad alta pressione (1350bar). È stata anche commercializzata una versione benzina da 2 litri con sistema a iniezione diretta da 140cv chiamato IDE. Questo motore, relativamente potente, aveva manifestato problemi di trafilaggio di benzina nella coppia dell'olio.

La Laguna è stata la prima auto al mondo a conseguire le 5 stelle al crash test EuroNCAP, già nel 2001 in occasione della prima prova; risultato che fino ad allora, neppure le più blasonate auto tedesche erano riuscite a raggiungere. Lo stesso risultato è stato ribadito anche nella prova successiva nel 2003. Il merito va soprattutto a due barre a deformazione programmata situate nel vano motore da 40kg ciascuna.

Ma la Laguna si ricorda specialmente per tutta la sua elettronica a bordo. Dal sistema Easy Access System che permette all'utente di aprire le porte semplicemente avvicinandosi alla portiera e accendendo il motore con una scheda elettronica in sostituzione della classica chiave, ai sensori di pressione che monitorizzano costantemente la pressione delle gomme.

La vettura, nel suo insieme, presenta una maggiore cura nei dettagli, una insonorizzazione acustica perfetta, tutte qualità abbinate a motori silenziosissimi: sia benzina che a gasolio. Di serie, su tutta la gamma: 4 alzavetri elettrici, ABS + ripartitore di frenata, 6 airbag, easy access system, sensore di pressione, autoradio, condizionatore.

Nel 2004 esce il restyling della Laguna II. La nuova versione si caratterizza per la presenza di un nuovo sistema di navigazione molto simile a quello di BMW e per nuovi motori, tra cui un potente 2.0 a gasolio da 150 e 175cv. Questo nuovo motore si caratterizza per una pressione del common rail da 1600bar e per la presenza di iniettori piezoelettrici.

La versione da 173cv presenta anche due contro-alberi di equilibratura per via dell'enorme coppia generata dal motore stesso. Per i benzina escono un nuovo 2.0 da 170cv al posto di quello da 165cv grazie all'adozione di una turbina Twin Scroll che ottimizza il flusso dei gas di scarico nel turbo. Esce anche la versione GT con il 2.0T da 205cv che deriva da quello della Mégane RS da 225cv ma depotenziato.

Nel mese di ottobre del 2007 è stata lanciata la terza generazione della Laguna.

Rispetto al modello precedente, la nuova Laguna si presenta profondamente rinnovata dal punto di vista estetico: fermo restando il corpo vettura a due volumi e mezzo, le superfici appaiono molto lisce, specie nel frontale, in modo da privilegiare molto la penetrazione aerodinamica. I fari anteriori assumono un design piuttosto ricercato. Osservando la fiancata, poi, la ricerca di un Cx ottimale si fa evidente, mentre la coda è caratterizzata dai particolari fari a sviluppo orizzontale posti proprio sul bordo superiore della coda stessa, una peculiarità stilistica che ricorda quella delle contemporanee Saab 9-3 Cabriolet.

Ricca e completa anche la dotazione, comprendente tra l'altro 6 airbags, climatizzatore mono o bi-zona a seconda delle versioni, ABS, ESP, impianto hi-fi e sulle versioni più ricche anche il GPS. Proprio la dotazione, unita ad un prezzo di listino molto concorrenziale, è un'altra delle armi migliori della terza generazione della Laguna che si presenta con un programma ambizioso, vale a dire quello di entrare a far parte delle prime tre vetture di fascia medio-alta vendute in Europa. Contemporaneamente alla Laguna berlina è stata introdotta anche la versione station wagon , denominata SportTour, caratterizzata da una linea dinamica anche in tale configurazione, soprattutto grazie al padiglione relativamente basso. Particolarità di quest'ultima versione è il dispositivo Easybreak, praticamente un pulsante che viene azionato per abbattere il divano posteriore, qualora sia necessario aumentare il vano di carico. Le ambizioni della Laguna trovano riscontro in un'alta qualità della vita a bordo, grazie a finiture accurate e ad un equipaggiamento di alto livello. L'abitabilità a bordo è al top, la dotazione di serie è decisamente ricca e il confort da prime della classe, grazie anche alla disposizione ergonomica dei comandi. Un occhio di riguardo va anche al fattore sicurezza: la Laguna offre di serie su tutta la gamma l'ESP e l'ASR, oltre ovviamente all'ABS. Ed ancora, grazie a soluzioni come la carenatura del sottoscocca, la profilatura del frontale e l'alleggerimento generale del corpo vettura (seppur di poco), la Laguna riesce ad ottimizzare i consumi e quindi anche le emissioni nocive. Le versioni a gasolio più ricche sono dotate anche di FAP di serie. Un'altra arma della Laguna III è il prezzo relativamente ridotto rispetto alla concorrenza, che vede tra l'altro modelli del calibro della BMW Serie 3 e della Audi A4, da tempo regine indiscusse in tale segmento di mercato. Qualche mese dopo il lancio è stata proposta anche la Laguna GT, dotata di un motore a benzina F4R da 2 litri sovralimentato con turbocompressore ed in grado di sviluppare fino a 205 CV, con una velocità massima di 232 km/h ed accelerazione da 0 a 100 km/h in 7"8. La sigla GT viene adottata anche dalla versione a gasolio da 180 CV. Le versioni GT montano anche un sistema a quattro ruote sterzanti gestito elettronicamente e denominato Active Drive. A seconda della velocità e del raggio di sterzata, anche il retrotreno aiuta la vettura (sterzando fino a 3.5 gradi per lato), conferendole maggior agilità ed una migliore precisione di guida. Similmente alle Honda Prelude d'inizio anni '90, è quindi etichettabile come AWS (All Wheel Steering). Nel mese di dicembre del 2008, un anno dopo il lancio di berlina e station wagon, è stata introdotta la Laguna Coupé, un modello atto a riportare in auge le coupé di classe medio-alta, delle quali la Renault non si è più occupata fin dai tempi della Renault Fuego. La Laguna Coupè esordisce con le motorizzazioni più spinte tra quelle presenti su berlina ed SW, con in più un V6 a benzina da 3.5 litri (derivato dal motore che equipaggia la Nissan 350 Z) ed un V6 3.0 turbodiesel common rail.

Per quanto riguarda la trasmissione, la terza generazione della Laguna monta di serie un cambio a 6 marce. Sulle versioni con motore 2.0 dCi si può avere in opzione un sofisticato cambio automatico, sempre a 6 rapporti, dotato anche di una logica elettronica in grado di assimilare lo stile di guida del conducente e di cambiare automaticamente rapporto in base a tale parametro.

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Source : Wikipedia