Recco

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Inviato da maria 23/04/2009 @ 04:09

Tags : recco, liguria, italia

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Recco

Panorama di Recco

Recco (Réccu in ligure) è un comune italiano di 10.308 abitanti della provincia di Genova in Liguria. I suoi abitanti vengono comunemente denominati recchesi, nonostante l'antica tradizione dialettale genovese voglia in recchelini il nome tradizionale locale.

Collocato tra Sori e Camogli nella Riviera di Levante, si affaccia sul Golfo Paradiso alla foce del torrente omonimo. Il centro abitato dista all'incirca 22 chilometri dal capoluogo provinciale e regionale.

Abitata già dalla popolazione dei Casmoriti, della famiglia dei Liguri, venne conquistata dai Romani che fondarono il borgo con il nome di Recina o Ricina. Divenne pertanto un'importante castro o castrum romano sulla nota Via Aurelia.

Durante l'Alto Medioevo si costituì la prima pieve ambrosiana sul territorio, una delle quattro già presenti nei vicini comuni di Camogli, Uscio e Rapallo. La pieve, costruita per merito del vescovo di Genova, venne assegnata (così come le altre tre) al vescovo di Milano presente nel territorio ligure dal 568 durante l'invasione longobarda. Seguì nel Medioevo e in epoca moderna la storia della Repubblica di Genova, divenuta proprietaria del borgo e dei suoi comuni vicini a partire dal XII secolo. La repubblica la eresse come nuova podesteria locale e dal 1513 sede di capitaneato.

Subì, come la vicina Rapallo, l'invasione e la devastazione dei pirati saraceni nel 1557 e nel 1646, causando in entrambi i casi lutti, furti e rapimenti di giovani abitanti fatti successivamente schiavi. Nei secoli la vicinanza e la convivenza con il mare fece sì che gli abitanti diventassero abili costruttori nel settore marinaro, in particolare nella costruzione di navi, velieri e galee per la repubblica genovese.

Venne invasa, come Genova ed il resto della Liguria, dall'esercito austriaco nel 1747 e successivamente dai Francesi di Napoleone Bonaparte nel 1797 che inglobarono il territorio ligure nel Primo Impero francese. Alla caduta dell'imperatore verrà inglobato nel Regno di Sardegna nel 1815, così come stabilirà il Congresso di Vienna del 1814 anche per gli altri comuni della repubblica ligure, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861.

La cittadina fu gravemente danneggiata nella Seconda guerra mondiale dai bombardamenti aerei degli Alleati tra il 10 novembre del 1943 al 28 giugno del 1944. Secondo le fonti storiche dell'epoca il paese fu colpito ventisette volte provocando, oltre a 127 vittime civili e altrettanti feriti, la distruzione di oltre il 90% dell'abitato urbano. Il primario obbiettivo di tali bombardamenti fu il viadotto ferroviario sovrastante la città che con la sua distruzione, assieme a quello presente nel comune tigullino di Zoagli, isolarono di fatto l'intero territorio e la riviera levantina dal capoluogo regionale. Nell'immediato dopoguerra si avviarono i lavori per la ricostruzione ex novo con medie dimensioni, sicuramente urbanizzata a "misura d'uomo", ma facendo scomparire per sempre prove e testimonianze della sua antica origine.

Oggi è una rinomata località turistica del Golfo Paradiso, una sorta di porta di accesso dal capoluogo verso la Riviera di Levante e il Tigullio.

Nel 2001 con decreto presidenziale il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha insignito il Comune di Recco del titolo di Città.

Lo stemma ufficiale è stato approvato con l'apposito Decreto del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi datato all'8 settembre del 2000.

Il Comune di Recco ha conseguito la Certificazione del proprio sistema di gestione ambientale conformemente alla norma ISO 14001.

Il Comune di Recco ha dato inizio al progetto C.C.R. (Consiglio Comunale dei Ragazzi) che consiste nella creazione di un organo comunale formato da soli ragazzi che esprimono le loro idee e le propongono al consiglio comunale per migliorare il paese, e per renderlo a "misura di ragazzo".

Recco è conosciuta per la sua cucina ricca di specialità tanto dolci quanto salate, alla base di alcuni piatti della gastronomia genovese e ligure, come la focaccia con il formaggio, i pansoti, una pasta speciale che va accompagnata con una salsa a base di noci, e le troffiette col pesto.

Il 7 e l'8 settembre vi si tiene la Sagra del fuoco, una manifestazione in onore della Madonna del Suffragio dove i sette Quartieri cittadini (Bastia, Collodari, Liceto, Ponte, San Martino, Spiaggia, Verzemma) allestiscono spettacoli pirotecnici e sparate di antichi mascoli. Tutto ciò unito a sette stand gastronomici.

Il lunedì dopo Pasqua, il sabato e la domenica seguente si tiene nella frazione Megli la sagra delle focaccette. Nelle tre giornate di festa, durante il pomeriggio, la consegna delle focaccette è allietata dalla musica.

L'ultima domenica di maggio si svolge a Recco la Festa della Focaccia. Durante tutta la mattinata i panificatori recchesi distribuiscono gratuitamente focaccia semplice e con la cipolla, mentre nel pomeriggio, distribuiscono la famosa focaccia con il formaggio.

Dal 14 al 16 agosto si tiene nella frazione San Rocco la festa patronale dell'omonimo Santo. Nelle tre serate uno stand gastronomico prepara le migliori specialità; tutto ciò è allietato dalla compagnia di importanti orchestre. Nell'ultima sera, la processione è salutata dalle sparate di antichi mascoli e da uno spettacolo pirotecnico.

Nel mese di dicembre tradizionale è la manifestazione del Confuoco (Confuego in dialetto genovese); il sindaco della città brucia insieme ai cittadini di Ponte di Legno (BS) l'alloro nella piazza del Municipio. Il pomeriggio culmina con l'accensione dell'immenso abete offerto dalla città gemellata e dalla consegna delle specialità di Ponte di legno.

L'economia del comune si basa principalmente sul turismo.

Recco è situata lungo la Strada Provinciale (già Strada Statale) 1 Aurelia. Inoltre è raggiungibile anche grazie al proprio casello autostradale sull'Autostrada A12.

Grazie alla Strada Provinciale 333 di Uscio è possibile il collegamento costiero con la val Fontanabuona, passando per i comuni di Avegno, Uscio e Moconesi. Dalla Statale Provinciale 30 vi è la possibilità di raggiungere Camogli lungo la costa.

Recco è dotata di una stazione ferroviaria sulla linea Pisa-La Spezia-Genova nel tratto locale compreso tra Genova e La Spezia. Il centro città è letteralmente tagliato in due da un ponte ferroviario di questa linea che l'attraversa.

La città è famosa per la sua squadra locale di pallanuoto: la Pro Recco, militante nel campionato di Serie A1 e vincitrice di 22 scudetti. L'ultimo è stato vinto nel 2008. Inoltre è l'unica squadra italiana ad aver vinto il grande slam (Campionato, Coppa Italia, Coppa Campioni); questo traguardo è stato raggiunto nella stagione 2006/2007.

La Pro Recco Rugby milita in serie A ha concluso l'ultima stagione all'ottavo posto.

Esiste anche il tennis, la Pro Recco Tennis. Una società dove giocano ragazzi di qualsiasi età fino ad arrivare ai soci, che sono i più "anziani" del circolo. Sia singolarmente che in doppio sono stati raggiunti degli ottimi risultati.

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Nicoloso da Recco (cacciatorpediniere)

Il da Recco nei primi anni trenta

Il Nicoloso da Recco fu un'unità della Regia Marina e della Marina Militare Italiana. Classificato esploratore leggero al momento della sua entrata in servizio venne riclassificato cacciatorpediniere dal 1938, insieme a tutte le unità gemelle della Classe Navigatori.

La sua costruzione iniziò il 14 dicembre 1927 nei Cantieri Navali Riuniti di Ancona e, varato il 5 gennaio 1930, venne consegnato alla Regia Marina il 20 maggio successivo. La nave venne intitolata al navigatore genovese Nicoloso da Recco che nel 1341, insieme al fiorentino Angiolino del Tegghia de' Corbizzi, compì un viaggio alle Canarie per conto di Alfonso IV del Portogallo.

Dopo la consegna, eseguito un breve periodo di addestramento, rientrò in cantiere per modifiche per il miglioramento della stabilità, mediante alleggerimento e abbassamento delle sovrastruttura.

Insieme alle unità gemelle Alvise Da Mosto, Antonio da Noli, Lanzerotto Malocello, Leone Pancaldo, Emanuele Pessagno, Luca Tarigo in qualità di ammiraglia della Divisione Esploratori, partecipò alla scorta di appoggio agli idrovolanti Savoia-Marchetti S.55A di Italo Balbo durante la celebre trasvolata Italia-Brasile che si svolse dal 17 dicembre 1930 al 15 gennaio 1931. L'unità, partita dalla Spezia l'1 dicembre rimase assente dall'Italia oltre cinque mesi, rientrando il 27 maggio 1931. Al rientro iniziò l'attività di squadra e nello stesso anno, dopo aver partecipato ai festeggiamenti per il 50° anniversario dell'Accademia Navale di Livorno, ricevette a Genova, l'8 dicembre, la bandiera di combattimento, offerta dal comune di Recco.

Tra il 1936 ed il 1938 nel corso della guerra civile spagnola prese parte ad azioni di pattugliamento nelle acque del Mediterraneo occidentale.

Classificato cacciatorpediniere il 5 settembre 1938, divenne Capo squadriglia della XVIa Squadriglia cacciatorpediniere alle dipendenze della IIa Squadra di base alla Spezia.

Successivamente la XVIa Squadriglia cacciatorpediniere venne trasferita a Taranto alle dipendenze della VIIIa Divisione Navale della Ia Squadra e durante la seconda guerra mondiale prese parte a tutte le missioni nella quale la VIIIa Divisione venne impegnata, tra cui la battaglia di Punta Stilo e la battaglia di Capo Matapan.

Il 2 novembre 1942, durante un trasporto rapido di munizioni da Taranto a Tobruk, la formazione di cui faceva parte il da Recco venne attaccata da bombardieri e siluranti nemici ed il "da Recco" colpito in coperta da un siluro inesploso subì danni di una certa entità al ponte. Il successivo 1 dicembre durante una missione di scorta di quattro piroscafi carichi di truppe partito da Palermo e diretto a Tripoli, la formazione di cui il da Recco faceva parte venne attaccata durante la notte da una preponderante formazione inglese che disponeva dell'ausilio dei radar e dai bengala lanciati dagli aerei. Le unità italiane cercarono di difendere strenuamente il convoglio con cortine fumogene ed attaccando le navi nemiche aprendo il fuoco e con il lancio di siluri. Nel corso del combattimento vennero affondati i quattro piroscafi e il cacciatorpediniere Folgore, mentre il da Recco gravemente danneggiato rientrò a Trapani aiutato dai gemelli da Noli e Pigafetta usciti per soccorrerlo. Successivamente venne trasferito all'Arsenale di Taranto dove rimase dal 9 gennaio al 26 giugno 1943. All'armistizio dell'8 settembre, partì da Taranto dove si trovava, per raggiungere Malta e consegnarsi agli Alleati in ottemperanza alle clausole armistiziali.

Durante il conflitto aveva percorso 68.318 miglia per un totale di 4256 ore di moto effettuando 176 missioni di guerra fra cui 70 per scorta e protezione traffico, salvataggi di naufraghi, caccia a sommergibili nemici con lancio di torpedini da getto, trasporti rapidi di truppe e materiali, ed uscite in appoggio ad aerei nazionali ed a navi che eseguivano pose di sbarramenti di mine. Al suo attivo anche l'abbattimento di numerosi aerei nemici, ben quattro di questi il 21 giugno 1942 durante un attacco mentre scortava un convoglio da Napoli a Tripoli.

Durante la cobelligeranza venne impiegato per la scorta a convogli alleati e per il trasporto di personale e materiali alle corazzate Vittorio Veneto e Italia internate ai Laghi Amari, in Egitto.

Dopo la guerra fu l'unica unità della classe sopravvissuta al conflitto ed in base alle clausole del trattato di pace fu tra le unità che vennero mantenute dall'Italia.

Ormai usurato il "Nicoloso da Recco" svolse solo una modesta attività operativa. Dopo essere stato sede del Comando Dragaggio dall'1 marzo 1948 al 30 novembre 1950 venne posto in disarmo il 15 luglio 1954 e il 30 luglio dello stesso anno radiato.

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Pro Recco Rugby

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Il Pro Recco Rugby è una società sportiva di rugby della città di Recco. Essa è anche la più importante di tutta la Liguria, l'unica della regione ad aver raggiunto la Serie A (il CUS Genova Rugby, la seconda in Liguria, milita in Serie B).

Questa squadra nasce nel 1968. Il primo presidente è stato il prof. Giomi, appassionato medico, che prestava servizio, tra l'altro nel presidio ospedaliero di Recco. Il primo allenatore è stato invece Carlo Corona. L' allenatore dell'attuale stagione sportiva, il 2007-8, è l'italo-argentino Alejandro Eschoyez. La squadra negli anni ha saputo progredire fino a diventare un importante formazione stabilmente nella medio-alta classifica del panorama rugbystico nazionale (categoria cadetta). La stagione 2007/2008 si apre con una Pro Recco in gran forma, capace anche di battere la Benetton Treviso.

Dal 2008 la Pro Recco Rugby ha una squadra cadetta, iscritta al campionato di Serie C girone Ligure-Valdostano-Piemontese, in collaborazione con una società del comune di Stazzano (AL).

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Chiesa di San Martino (Recco)

Chiesa di San Martino (Recco)

La chiesa di San Martino è un edificio religioso del comune ligure di Recco nel Golfo Paradiso, in provincia di Genova. Sita nella frazione di Polanesi, la sua parrocchia fa parte del Vicariato di Recco-Uscio-Camogli dell'arcidiocesi di Genova.

La sua prima citazione ufficiale, con il nome di cappella di san Martino di Recco, risale in un atto datato al 1195 e secondo alcuni testi la sua comunità fu affidata a partire dal 1311 direttamente all'arciprete di Recco. La comunità religiosa di Polanesi fu unita prima del 1460 assieme ai parrocchiani di Megli diventandone succursale dall'11 aprile del 1469. Dal 1512 al 1534 fu aggregata alla comunità di Avegno per poi ritornare succursale di Megli fino al 1639.

Nello stesso anno, il 4 giugno, il cardinale Stefano Durazzo la elevò al titolo di parrocchia. L'interno è ad unica navata con cinque altari laterali di cui il maggiore fu donato alla chiesa in seguito alla soppressione della chiesa di san Nicolò nel 1799. Nel 1816 l'allora rettore Antonio Assereto ne chiese appunto il trasferimento al marchese Domenico Franzone, quest'ultimo padre dell'arcivescovo di Torino Luigi Franzone e dove anni prima la sua famiglia finanziò a proprie spese la realizzazione dell'altare nella chiesa di san Nicolò.

La chiesa fu ufficialmente consacrata dal cardinale e arcivescovo di Genova Giuseppe Siri il 27 ottobre del 1954; nello stesso giorno s'incoronò anche l'immagine della Madonna della Salute.

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Source : Wikipedia