Real Sociedad

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Inviato da david 11/03/2009 @ 20:16

Tags : real sociedad, spagna, squadre nazionali europee, calcio, sport

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Real Sociedad de Fútbol

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La Real Sociedad de Fútbol, nota semplicemente come Real Sociedad, è una società di calcio della città di San Sebastián, in Spagna. Fondata nel 1909, attualmente gioca nella Segunda División del campionato di calcio spagnolo. La caratteristica principale della squadra è quella di tesserare solo giocatori baschi oppure stranieri, anche se dal 2002 ci sono stati anche alcuni giocatori puramente spagnoli.

I colori sociali sono il bianco e il blu. Lo Stadio Anoeta, sede delle partite interne, ha una capienza di 32.082 spettatori. La maggior parte dei tifosi ma soprattutto gli ultras della squadra sono di estrema sinistra oltre ad essere indipendentisti baschi come per gli ultras dell'Athletic Bilbao. Gli avversari più odiati sono pertanto le squadre con ultras di destra come il Real Madrid, l'Atletico Madrid, l'Espanyol, il Valencia, il Real Murcia, il Betis Siviglia, il Real Saragozza a parte l'Athletic Bilbao (squadra con ultras di sinistra) con il quale c'è una storica rivalità. Le squadre "amiche" ( sempre con ultras di sinistra) sono principalmente l'Osasuna, il Celta Vigo, il Deportivo Alavés, il Rayo Vallecano e altre di minore importanza.

Conta 2 partecipazioni alla Coppa dei Campioni, dove arrivò in semifinale nell'edizione 1982-1983 e una alla Champions League.

Dopo 40 anni di permanenza in Primera División, la Real Sociedad è retrocessa in Segunda División il 17 giugno 2007, dopo un pareggio al Mestalla contro il Valencia.

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Real Sociedad de Fútbol B

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Voce principale: Real Sociedad de Fútbol.

La Real Sociedad de Fútbol B, conosciuta anche come Sanse, è una società di calcio della città di San Sebastián, in Spagna. È la squadra satellite della Real Sociedad.

Gioca attualmente nella Segunda División B spagnola (Gruppo II), dove è una delle squadre di punta di questa categoria.

La società fu fondata nel 1951 con il nome di San Sebastián Club de Fútbol, come squadra satellite della Real Sociedad de Fútbol, una delle squadre classiche della Primera División spagnola. Il San Sebastian C.F., conosciuto popolarmente come el Sanse fu sin dall'inizio la squadra nella quale si facevano le ossa le giovani promesse della Real Sociedad, prima di fare il salto in prima squadra. Per questo la sua principale funzione è sempre stata quella di formare giocatori, più che di ottenere buoni risultati in campionato.

Per le file del Sanse sono passati numerosi giocatori che hanno successivamente trionfato nella Real Sociedad e in altre squadre. Il Sanse ha avuto una grande importanza nella storia della Real Sociedad, perché è stata tradizionalmente una squadra di vivaio che si è nutrita più dei giovani formati nelle sue categorie inferiori che di ingaggi esterni. Attualmente la Real Sociedad continua a mantenere nel suo organico una maggioranza di giocatori formati nel Sanse.

Per quanto riguarda le categorie nelle quali ha militato, il Sanse arrivò a raggiungere la Segunda División spagnola nel 1960. Nella stagione seguente (1961-62) ottenne la sua migliore classificazione, un 5º posto. Tuttavia, si verificò il paradosso che ad un ottimo campionato della squadra satellite si affiancò un pessimo campionato della Real Sociedad de Fútbol, che scese in quella stessa stagione dalla Prima alla Seconda divisione. La Real trascinò nella sua caduta il Sanse nella Tercera División spagnola, poiché una squadra satellite non può giocare nella stessa categoria della "sorella maggiore". Il gruppo di giocatori che militò nella Segunda división fu lo stesso che cinque anni dopo riuscì a riportare la Real Sociedad in Primera división.

Da allora, il Sanse non è mai più ritornato in Seconda divisione, passando il resto dei campionati fino ad oggi nella Tercera División spagnola o nella Segunda División B spagnola. Nel 1991 e nel 2006 arrivò a disputare i play-off per la promozione alla Segunda división.

Nel 1992 un cambiamento nella normativa obbligò la squadra a cambiare nome e da allora è conosciuta ufficialmente come Real Sociedad de Fútbol B, sebbene a livello popolare continui ad essere chiamata Sanse.

Gioca le sue partite nel campo Z-7 degli impianti sportivi di Zubieta, con una capienza di 2.500 spettatori.

La città sportiva di Zubieta è dove si allenano la Real Sociedad de Fútbol e tutte le sue squadre inferiori. Gli impianti si trovano molto vicino all'Ippodromo di San Sebastián e da qui deriva il soprannome di potrillos ("puledri") dato ai giocatori della Real Sociedad B.

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Real Sociedad Deportiva Alcalá

La Real Sociedad Deportiva Alcalá è una società calcistica spagnola con sede a Alcalá de Henares, vicino a Madrid. Fondata nel 1929, milita attualmente nel gruppo 7 della "Tercera División". La squadra gioca nello stadio "Virgen del Val" che ha capacità di 8000 spettatori.

Brigadas Alcalainas è il gruppo di animazione ultra Real Sociedad Deportiva Alcalà. La sua fondazione risale all'anno 1989 e anche anni prima che la gente è venuto allo stadio El Val dietro, non è stato fino a questo anno, quando il gruppo è stato fondato in quanto tale.

L'ultras di Alcalá avuto un grande impatto sulla terza divisione di aderire a Madrid la sua iniziativa è venuto più di 200 persone nel nord della valle, per tutta la sua lunga storia, questo anno è il suo XX anniversario, più o meno importo condotte dal prossimo allo stadio.

Sono stati presenti in molti stadi in tutta la geografia spagnola, Pola de Siero, Pontevedra, Ponferrada, Siviglia, Toledo, Badajoz, Alzira, Palencia, Salamanca, Burgos ... e la Comunità di Madrid.

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Athletic Club

Il primo stadio dell'Athletic Club de Bilbao

L'Athletic Club (basco Athletic Kluba), chiamato comunemente Athletic Bilbao, è una società di calcio spagnola della città di Bilbao, situata nella regione di Biscaglia, in Euskal Herria. Attualmente milita nella Primera División del campionato spagnolo.

Insieme con il Barcellona e il Real Madrid è uno degli unici tre club spagnoli a non essere mai retrocesso dalla Primera División fin dalla sua fondazione, nel 1898. È, inoltre, uno dei club più vincenti, con 8 campionati e 23 Coppe del Re vinti.

Sono noti in Spagna con il soprannome di Rojiblancos, derivato dal fatto che indossano una maglia Rossa e Bianca, e con il soprannome Los Leones, in quanto il loro stadio San Mamés è costruito vicino a una chiesa dedicata a Mamés (conosciuto in Italia come Mamante), un antico cristiano che i Romani diedero in pasto ai leoni, i quali, però, si rifiutarono di mangiarlo.

Il club è inoltre noto per la sua politica di tesseramento di soli giocatori che siano Baschi o di origini basche (sia di Hegoalde che di Iparralde), oppure che abbiano imparato a giocare a calcio nei circuiti giovanili baschi (come ad esempio fu il caso del brasiliano Biurrun, trasferitosi da giovane nel Paese Basco). Nonostante questa possa sembrare una scelta razzista, in realtà è una forma di esaltazione di tutto ciò che è basco. D'altro canto, per mantenere la sua internazionalità, l'Athletic ha conservato la h nel suo nome per sottolineare la sua origine britannica (tranne nel periodo franchista in cui fu obbligato a sostituire la parola Athletic con Atlético per nazionalizzare il nome) e tessera spesso allenatori non baschi.

Il settore giovanile dell'Athletic è uno dei più importanti dell'intera Spagna. Tra i giocatori più talentuosi fatti esordire negli ultimi anni spiccano i nomi di Andoni Iraola, Asier Del Horno e Fernando Llorente.

A livello europeo il miglior risultato conseguito è stato un secondo posto in Coppa Uefa nel 1976/77, ottenuto perdendo la finale contro la Juventus (0-1 a Torino, 2-1 a Bilbao).

La storia dell'Athletic Club non può prescindere dalla situazione presente in Biscaglia alla fine del XIX secolo. Durante questo periodo nel porto di Bilbao giungevano numerose navi provenienti dal Regno Unito cariche di materie prime necessarie alla fiorente industria biscaglina. Insieme con le materie prime giungevano in Spagna anche numerosi tecnici e lavoratori inglesi, portando con loro la propria cultura. In un progetto di scambio culturale i giovani bilbaini della borghesia si recavano nel Regno Unito per studiare nei prestigiosi college inglesi, apprendendo così la cultura inglese.

Questo continuo interscambio culturale fece sì che si importasse in Biscaglia uno sport tipicamente inglese, il foot-ball, che si aggiunse agli sport baschi tipici della zona, che all'epoca erano gli unici conosciuti e praticati. La curiosità per questo nuovo sport presto si trasformò in passione e in breve tempo nacque la prima squadra cittadina, il Bilbao Foot-ball Club.

Il diffondersi del nuovo sport non si fermò qui e presto divenne un fenomeno regionale tanto da far nascere, nel 1898, il primo club basco, l'Athletic Club. Nel febbraio del 1901 vennero redatte le regole di gestione del club che furono accettate e rese effettive l'11 giugno. Dopo aver ricevuto il permesso dal governo civile il club divenne effettivo il 5 settembre 1901 con 33 membri fondatori e un presidente, Luis Márquez Marmolejo.

Inizialmente ci fu rivalità con il già esistente Bilbao Foot-ball Club, ma poi le due società decisero di unirsi creando una formazione chiamata Bizkaia. Questa squadra vinse la prima coppa nazionale nel 1902 sconfiggendo il Barcelona per due reti a una.

Gli inizi della storia dell'Athletic Club sono fatti di vittorie. Infatti i primi anni della sua storia la squadra vince di nuovo il campionato spagnolo oltre ad altri tornei, come ad esempio la Coppa di Biscaglia, e numerose amichevoli. Una data storica è quella che vede per la prima volta i giocatori dell'Athletic Club vestirsi di rojiblanco, ovvero di rosso e bianco. Questa data è il 9 gennaio 1910 e questi colori accompagneranno il Club fino ad oggi.

Durante gli anni seguenti il calcio si diffonde a macchia d'olio e il numero di tifosi dell'Athletic aumenta vertiginosamente. Il presidente di quegli anni decide, quindi, di costruire uno stadio che possa ospitare le partite casalinghe del Club e una discreta parte di tifosi che volessero assistere alle partite. La zona prescelta è quella tra la Gran Via e l'asilo San Mamés. Il progetto del nuovo stadio fu affidato all'architetto Manuel María Smith e i lavori incominciarono il 20 gennaio 1913. L'impianto prevedeva 3500 posti a sedere e fu inaugurato il 21 agosto 1913 alla presenza del re Alfonso XIII. Gli venne dato il nome di San Mamés.

Dopo aver vinto la Coppa di Biscaglia per tre volte consecutive (di cui l'ultima nel 1916), l'Athletic cade in un periodo di disgrazia, dovuto anche allo scoppio della prima guerra mondiale che costrinse l'allenatore (di nazionalità inglese) ad abbandonare il Club per tornare in patria. L'arrivo di Frederick Pentland come nuovo allenatore dei rojiblancos nel 1922 porta, oltre a un periodo di successi, anche ad alcune innovazioni, come l'allenamento fisso quotidiano e il pagamento di uno stipendio per i giocatori che vestono la maglia dell'Athletic. La stagione 1928/29 vede nascere la prima lega spagnola formata da 10 squadre e il relativo primo campionato nazionale. Ad imporsi è il Barcelona, ma l'Athletic è la squadra che segna il maggior numero di gol. La seconda stagione vede l'Athletic fare la prima doppietta spagnola della storia: vince campionato (senza essere mai sconfitto) e coppa nazionale. La direzione di Pentland porta numerosi successi e vittorie di goleada, tra cui il record storico di più larga vittoria per 12-1 contro il Barcelona.

Dopo tre anni senza gare ufficiali l'Athletic necessita di essere ricostruito da zero. Gli ultimi anni degli anni trenta sono, quindi, un periodo di transizione in cui viene lentamente costruita una grande squadra con acquisti come Zarra e Panizo. Nel 1941 un decreto governativo impedisce qualsiasi denominazione che non sia di lingua spagnola. Per questo motivo il nome della società passa da essere Athletic Club ad essere Atlético de Bilbao.

La stagione 1942/43 vede i rojiblancos tornare alla vittoria con un'altra doppietta, trionfando in campionato e in coppa. È la quinta vittoria in campionato e questo gli dà il diritto di conservare il trofeo. Fino al 1950, inoltre, l'Athletic vince altre 4 coppe. Durante il mondiale di Brasile del 1950 Zarra diventa un eroe nazionale dopo aver segnato il gol del definitivo 1-0 contro l'Inghilterra.

Gli anni cinquanta non iniziano molto bene per l'Athletic, anche a causa di continui cambi in panchina. Cambi che durarono fino all'ingaggio di Ferdinand Daučík, allenatore slovacco, famoso per la sua linea d'attacco, composta da Iriondo, Venancio, Zarra, Panizo e Gaínza. Grazie alla guida del nuovo allenatore l'Athletic vince in due anni due coppe e un campionato e partecipa, per la prima volta, nel 1956 ad una competizione europea.

Il 20 settembre 1956 gioca la sua prima partita in Europa: si tratta della Champions League (all'epoca conosciuta come Coppa dei Campioni). Viene, però, eliminata ai quarti di finale dal Manchester United dopo il doppio confronto vinto in casa dall'Athletic per 5-3 e perso all'Old Trafford per 3-0. L'anno successivo vince un'altra coppa nazionale.

Nel 1962 viene tesserato colui che diventerà un'autentica bandiera per l'Athletic Club, José Ángel Iribar. Egli vestirà la maglia rojiblanco per 18 stagioni consecutive e concluderà la carriera nel club. È ancora oggi il giocatore dell'Athletic con più presenze all'attivo; in tutto sono 614, contando campionato e coppe, sia nazionali che europee. Il 28 aprile 1962 vengono inaugurate le illuminazione elettriche al San Mamés.

Gli anni sessanta e settanta sono poveri dal punto di vista delle competizioni. L'Athletic si afferma solo due volte nella coppa nazionale e non riesce a vincere nessun altro titolo. Dal punto di vista societario il 1973, a 75 anni dalla fondazione, avviene il primo congresso dei Peñas del Athletic, ovvero i supporters della squadra. Quattro anni più tardi l'Athletic si avvicina al suo più importante titolo in campo internazionale. Riesce, dopo aver sconfitto squadre come il Milan di Capello e Albertosi e il Barcelona di Cruijff, ad arrivare alla doppia finale di Coppa Uefa contro la Juventus. Perde a Torino per 1-0 e si impone al San Mamés per 2-1, ma la differenza delle reti segnate in trasferta è a favore dei bianconeri che si aggiudicano la coppa.

Alla fine della stagione 1976/77 inizia un periodo di brutto gioco e scarsi risultati. In campionato non ottiene più risultati degni di nota, in coppa si fa addirittura battere dal Castilla, filiale di segunda del Real Madrid e ottiene una sonora sconfitta per 7-1 al Camp Nou contro il Barcelona. Tutto questo prima del 1980, anno nel quale il San Mamés viene selezionato come uno degli stadi ospitanti le partite del mondiale di Spagna del 1982.

Oltre a questo, la stagione successiva diviene un'altra stagione chiave nella storia dei rojiblancos; la panchina viene affidata a Javier Clemente, precedentemente allenatore della squadra B. Egli rende il gioco dell'Athletic più appassionante e divertente e inoltre inserisce molti giovani nelle file della prima squadra che, con l'aiuto dei veterani già presenti, divengono essi stessi una colonna portante della squadra negli anni futuri. Il primo anno porta l'Athletic in quarta posizione, che gli vale un posto in Coppa Uefa.

La stagione 1982/83 vede l'Athletic laurearsi, dopo 27 anni, campione di Spagna. Il campionato è segnato da una lotta serrata tra l'Athletic e il Real Madrid che si decide in favore dei baschi solo all'ultima giornata, quando i rojiblancos vincono a Las Palmas e il Real perde 1-0 a Valencia. Lo scudetto vinto porta nelle strade circa un milione di appassionati in tutta la Biscaglia per festeggiare il successo. La squadra percorre su una barca (battezzata Athletic) il fiume Nervión dove riceve il plauso dei tifosi posizionati su entrambe le sponde.

L'anno successivo l'Athletic bissa la vittoria in campionato, con l'aggiunta della conquista della coppa dopo aver sconfitto per 1-0 il Barcelona in finale. La partita è tristemente nota per lo scontro tra i giocatori a fine partita, tra i quali Maradona. Anche questa volta, la doppietta in campionato e coppa fa scatenare la festa in tutta la Biscaglia.

Dopo queste due stagioni inizia un nuovo periodo di transizione in cui l'Athletic oltre a sfruttare il proprio vivaio, inizia anche ad acquistare giocatori da altri clubs, arrivando a pagare anche la cifra record di 300 milioni di pesetas (nuovo record) per Lorenzo Juarros. La situazione non migliora e, dopo vari avvicendamenti in panchina, nel 1990 torna Clemente, il cui ritorno non restituisce al club i fasti di otto anni prima e viene esonerato a metà stagione.

Dopo altri cambi di panchina giunge nell'estate del 1992 il tedesco Jupp Heynckes il quale "pesca" dal vivaio dell'Athletic nuovi giocatori da far esordire in prima squadra, tra i quali Julen Guerrero. La direzione del nuovo tecnico porta dei discreti risultati, come un ottavo posto e la qualificazione alla Coppa Uefa. Alla fine del suo contratto, però, decide di non rinnovare e lascia il club nel 1994.

La stagione successiva è una delle più difficili nella storia del club. Dopo l'acquisto (non senza polemiche) di Joseba Etxeberria dalla Real Sociedad per 550 milioni di pesetas, la squadra è costretta a lottare per non retrocedere, ottenendo la salvezza solo all'ultima giornata di campionato.

Dal 1996 al 2000 il nuovo tecnico è Luis Fernández. Durante la sua panchina l'Athletic acquista nuovi giocatori come Ismael Urzaiz, José Mari e Bixente Lizarazu. In generale anche l'Athletic diviene un club che si interessa nella compravendita dei giocatori come vuole il calcio moderno; unica differenza, però, è la scelta di acquistare solo giocatori di scuola calcistica basca, ovvero tutti quelli che hanno iniziato la loro carriera giovanile in squadre di una delle sette province storiche di Euskal Herria, oppure giocatori di orgini basche.

Nel 1998 l'Athletic Club festeggia il suo centenario con la qualificazione alla Champions League. Oltre al piano sportivo, il centenario viene festeggiato in vari modi tra i quali un concerti di Luciano Pavarotti al San Mamés, un'amichevole casalinga contro il Brasile e una carovana in viaggio per vari luoghi della Biscaglia. Le due stagioni successive, però, sono molto altalenanti e prive di successi, sia in campo nazionale che internazionale.

Gli anni più recenti dell'Athletic hanno visto il club posizionarsi sempre a metà classifica, senza più vincere titoli e qualificandosi solo una volta per la Coppa Uefa. Al di fuori dei risultati sportivi, un avvenimento importante è accaduto nel 2006. Nel settembre di quest'anno, infatti, per la prima volta nella storia del club, è stata eletta una presidentessa donna: si tratta di Ana Urquijo Elorriaga, agente immobiliare di Bilbao e socia del club fin dal 1969. È rimasta in carica fino al 12 luglio 2007, giorno in cui è stato eletto nuovo presidente Fernando García Macua.

Nell'estate tra la stagione 2007-2008 e 2008-2009, l'Atlethic firma per la prima volta in 110 anni di storia un contratto con uno sponsor.

Quindi, nella prossima Liga, sulle maglie del team basco comparirà il nome della compagnia petrolifera basca Petronor.

L'unica cosa certa è che fu l'Atlético de Madrid, squadra fondata da studenti baschi emigrati a Madrid, a cambiare per prima dalla combinazione bianco-blu alla combinazione rosso-bianca e per questo furono soprannominati Los Colchoneros (I fabbricanti di materassi).

L'Athletic Club è stata una delle poche squadre che non ha avuto il logo di uno sponsor sulla sua maglietta fino al 2008. L'unica eccezione era stata fatta per la Coppa Uefa 2004/05, durante la quale sulle magliette venne scritta la parola EUSKADI, in verde, per sponsorizzare il governo basco. L'UEFA impose, però, che la maglia fosse usata anche in una competizione nazionale e quindi l'Athletic Club la sfoggiò anche per la Copa del Rey, in modo da mantenere immacolata la maglia della Liga.

La fascia del capitano riproduce una bandiera di Euskal Herria. I giocatori che militano nell'Athletic sono tutti rigorosamente baschi.

L'inno dell'Athletic Club è stato composto nel 1983 dal maestro Feliciano Beobide, con riadattamento di Carmelo Bernaola. Il testo è interamente in basco, a differenza dei precedenti inni risalenti al 1913 ed al 1950 il cui testo era in spagnolo. Il testo è stato scritto da Juan Antón Zubikarai.

Athletic gorri ta zuria danontzat zara zu geuria. Erritik sortu zinalako maite zaitu erriak. Gaztedi gorri-zuria zelai orlegian euskalerriaren erakusgarria. Zabaldu daigun guztiok irrintzi alaia: Athletic, Athletic zu zara nagusia! Altza gaztiak! Athletic, Athletic gogoaren indarra. Aritz zarraren enborrak loratu dau orbel barria. Aupa mutillak! Aurrera gure gaztiak! Bilbo ta Bizkai guztia goratu bedi munduan. Aupa mutillak! Gora beti euskalerria! Athletic gorri-zuria geuria. Bilbo ta Bizkaiko gaztiak gora!

Athletic rosso e bianco sei legato a tutti noi. Sei nato dal popolo e il popolo ti ama. Gioventù rosso-bianca nei verdi campi di Euskal Herria siete l'esempio. Diffondiamo tutti insieme il nostro grido d'esultanza: Athletic, Athletic tu sei grande! Avanti gioventù! Athletic, Athletic forza dello spirito. Il tronco della vecchia quercia ha generato una nuova foglia. Forza ragazzi! Avanti nostra gioventù! Bilbao e tutta la Bizkaia sono ammirati in tutto il mondo. Forza ragazzi! Lunga vita sempre a Euskal Herria! Athletic rosso-bianco con noi. Ai giovani di Bilbao e della Bizkaia lunga vita!

L'inno originale è stato eseguito dal coro della ABAO (Asociación Bilbaina de Amigos de la Ópera - Associazione Bilbaina degli Amici dell'0pera).

È stata anche incisa una versione punk rock dal gruppo M.C.D.

Dati aggiornati alla fine della stagione 2006/07.

Il Bilbao Athletic è la più importante delle squadre affiliate all'Athletic Club. Affonda le sue radici nel periodo post-guerra civile spagnola, ma la squadra moderna è stata fondata nel 1964. Squadra di categoria inferiore, rappresenta un trampolino di lancio per i giocatori provenienti dalla cantera basca. Molti sono i nomi importanti passati per questa squadra, per esempio Julio Salinas e Julen Guerrero tra i giocatori e Javier Clemente, José Ángel Iribar e Rafa Iriondo tra gli allenatori.

Attualmente milita nella Segunda División B, la corrispondente alla Serie C1 italiana.

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Joseba Etxeberria

Joseba Andoni Etxeberria Lizardi (Elgoibar, 5 settembre 1977) è un calciatore spagnolo e basco che gioca come ala destra nell'Athletic Club.

Nasce in una famiglia di tradizione calcistica, essendo suo padre un ex-calciatore. Inizia fin da piccolo a dedicarsi al calcio entrando nelle formazioni dilettanti delle scuole che frequenta. Il suo ruolo iniziale è quello di attaccante, infatti si distingue fin da subito per il numero di gol che realizza.

All'età di 9 anni comincia a giocare in categorie ufficiali e a 11 anni viene notato dal Real Sociedad. Vista la sua giovanissima età, viene relegato nella squadra dei nostri corrispondenti esordienti. Qui vince il torneo e si aggiudica il premio come miglio marcatore.

Grazie a questa prestazione l'anno successivo viene passato di categoria (nei nostri corrispondenti allievi) e gioca con ragazzi più grandi di lui. A 14 anni viene convocato per un torneo in Italia under-15 e vince il titolo di miglior cannoniere. A 15 anni passa nelle giovanili della Real Sociedad B e l'anno seguente, il 10 aprile 1994 debutta con la maglia della Real Sociedad B all'Anoeta.

La stagione seguente diviene titolare nella Real Sociedad B e gioca 28 partite segnando 9 gol. Durante questa stagione, il 29 gennaio 1995, giunge la prima convocazione con la maglia della Real Sociedad che affrontava in casa l'Espanyol. Joseba cominciò la gara dalla panchina, ma all'85° scese in campo debuttando, così, con la maglia della prima squadra.

In prima squadra gioca in tutto 7 partite in campionato (segnando 2 gol) e 1 partita nella Coppa del Re. Gioca il mondiale under 20 in Qatar e viene convocato nelle partite di qualificazione della nazionale under 18. Alla fine della stagione, quando arriva il momento di rinnovare il contratto con la società di San Sebastián, interviene l'Athletic Club che paga la clausula rescissoria e si accorda con il padre di Joseba per far passare il figlio in rojiblanco.

Il passaggio del giocatore nella squadra di Bilbao costò alla società più di 3 milioni di Euro, all'epoca la cifra più alta pagata in Spagna per l'acquisto di un giocatore con meno di 18 anni. Inoltre dalla Real Sociedad fu considerato un tradimento e per questo motivo ruppe le relazioni con l'Athletic Club.

Con il club rojiblanco debutta nella prima partita di campionato il 3 settembre 1995 (ancora diciasettenne) contro il Racing Santander segnando un gol (l'Athletic vince 4-0). Nella seconda giornata gioca ancora una volta da titolare contro il Real Madrid al Santiago Bernabéu. Joseba è da soli tre giorni maggiorenne e segna un gol anche contro i merengues (l'Athletic vince 2-1). Alla fine della stagione avrà collezionato 33 presenze segnando 7 reti.

Nella sua seconda stagione con l'Athletic viene convocato dalla nazionale under 21 e si procura il suo primo infortunio serio che lo terrà fuori dal campo per 54 giorni. Durante la terza stagione (1997/98) viene convocato nella nazionale spagnola nella quale debutta il 19 novembre 1997 contro la Romania. A fine stagione viene incluso nella lista dei convocati per il mondiale di Francia '98; è il più giovane della formazione.

Finito il mondiale partecipa con l'Athletic ai preliminari di Champions League, competizione in cui debutta il 12 agosto 1998 a Tblisi contro la Dinamo. Sarà l'unico giocatore rojiblanco a giocare tutte le partite della squadra in questa coppa (8 partite, segnando 2 gol).

L'estate del 2000 gioca l'europeo di Belgio e Olanda. È titolare nelle prime due partite ed entra dalla panchina nelle ultime due; inoltre segna anche un gol, decisivo, contro la Slovenia. L'estate del 2002, invece, perde la convocazione per il mondiale di Giappone e Corea del Sud a causa di un infortunio serio alla spalla destra. Nel 2004 gioca la fase finale dell'europeo del Portogallo, ma solo le prime due partite (la Spagna viene eliminata alla fase a gironi).

Oggi è ancora un giocatore dell'Athletic Club e ne è divenuto il capitano, dopo l'addio al calcio di Julen Guerrero.

Ha giocato 53 partite con la sua nazionale segnando 9 gol e partecipando a un mondiale e due europei. Ha giocato la Coppa Uefa e la Champions League. Ha, inoltre, giocato 9 incontri amichevoli segnando 2 reti con la maglia dell'Euskal Selekzioa, la rappresentativa formata da soli giocatori baschi, di cui è il capitano.

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Source : Wikipedia